Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Risultati della ricerca per: “regata storica

7 settembre 2014: regata “storica”, in tutti i sensi!

“7 settembre 2014, regata storica. Obiettivo 700 firme entro quella data simbolica”, avevamo scritto, quando abbiamo lanciato la raccolta firme.

Ne abbiamo raccolte 30.000, fra quelle pervenute online (via posta elettronica e sulla piattaforma change.org) e quelle raccolte campo per campo, calle per calle e negozio per negozio a Venezia, e a migliaia nelle giornate del 6 e 7 settembre, che passeranno nella storia di questa città unica al mondo. Sappiamo che è solo l’inizio di una lunga battaglia, per fermare lo scavo del Contorta, ma questo risultato merita di essere celebrato, anche per rendere omaggio alle decine di volontari che hanno risposto all’appello, in uno slancio di generosità che ha commosso Venezia e.. stupito il mondo.

7 settembre Altana

(Nella foto: Caroline de Plaisance, foto di Servane Giol)

Le nostre “candeline sulla torta” (anzi sul Contorta)? le 50 bandiere come questa (due metri per due) che sventolavano dai balconi e dalle altane degli storici Palazzi che si affacciano sul Canal Grande, il giorno della Regata e in diretta TV: “Venezia è Laguna”, su campo verde (il colore dell’acqua in laguna, quando la marea è calante) a sottolineare il messaggio che volevamo trasmettere: una città unita, dai piani “nobili” alle altane alle botteghe artigiane ai campi cittadini in cui eravamo presenti con i banchetti per la raccolta firme, sestiere per sestiere!

“Venezia è laguna”, perché questo slogan? Perché Venezia è una laguna, non un braccio di mare: se avessimo voluto costruire un’altra Genova lo avremmo fatto con altri materiali e con altre tecniche di costruzione. Ci sono città di mare, costruite per affrontare le onde del mare, e altre (anzi una sola) costruite su milioni di pali, che certe onde non le possono reggere. La posta in gioco è questa: Venezia è unica al mondo, vogliamo che lo rimanga?

Questo è il messaggio che abbiamo cercato di trasmettere, dai balconi e nelle calli dove i nostri volontari hanno trascorso la giornata a raccogliere firme, sestiere per sestiere e anche alla Giudecca. Adesso che (quasi) tutti i giornali ne hanno parlato, possiamo anche rivelare qualche piccolo retroscena: nata da un’idea iniziale di Giuliana Longo (la nostra “cappellaia magica”) l’iniziativa è stata discussa in riunione interna e ha trovato nuova linfa nella vulcanica Jane Da Mosto, vera e propria “forza della natura!. Giuliana Longo ne aveva già preparato uno artigianale, e trovato alcune famiglie disposte ad esporlo. Con l’arrivo di Jane, lo “slogan” è stato affinato e levigato.. e la palla di neve si è fatta valanga, ma il vero capolavoro è stato forse l’effetto sorpresa, grazie alla discrezione delle famiglie che hanno aderito a questa inedita iniziativa!

banchetto Rialto

Uno sforzo corale che porta molte firme, quindi, come l’orchestra della Fenice (dove le firme sono fioccate numerose!) ma il successo mediatico degli striscioni sul Canal Grande, con il colpo d’occhio e la cornice da sogno che solo il “Canalazzo” poteva offire, non deve far dimenticare che queste due settimane hanno visto il lavoro instancabile (e non retribuito) di decine di volontari di ogni età e professione: la vera forza di questo movimento di opinione, trasversale e apartitico!

Galleria fotografica, perché possiate farvene un’idea; foto e piccoli aneddoti, che completeremo nei prossimi giorni:

1) Il logo ufficiale del movimento di opinione e della raccolta firme (per gentile concessione della nostra Selina Zampedri, che ne ha ceduto i diritti in esclusiva e a titolo gratuito). Al raggiungimento delle prime 10.000 firme, facebook è stata letteralmente e simultaneamente invasa da centinaia di granchi come questo, usati come foto di profilo al grido di battaglia convenuto: Sabiòn!

Campaign logo by Selina Zampedri

2) Drappi al vento in Canal Grande, 7 settembre 2014 (foto di Guido Benato): alcuni dei 50 che tutti hanno potuto vedere.. tutti tranne un noto quotidiano locale.. ma il Corriere della Sera ci ha ampiamente ripagati di quella piccola delusione, nelle edizioni del 7 e dell’8 settembre. Alcuni di voi forse lo ricordano: questa campagna l’abbiamo voluta dedicare a Indro Montanelli, che proprio dalle pagine del Corriere aveva scritto alcuni dei più accorati “j’accuse” contro le speculazioni fatte a spese di questa città fragile e bella.

“Per salvare Venezia bisogna proteggere la sua laguna. Sono elementi inscindibili dello stesso sistema. Lo sono sempre stati e lo saranno finchè Venezia esiste” (Jane Da Mosto).

7 settembre 2014

3) il banchetto per la raccolta firme a Cannaregio (campo ss. Apostoli), dove si sono alternati 10 dei nostri volontari anche quando il sole era cocente:

banchetto Cannaregio

4) e quello ai piedi del ponte di Rialto (campo San Giacometo) dove alcuni commercianti ci hanno gratuitamente rifocillato in segno di affetto (grazie di cuore, Antonella!)

banchetto Rialto sabo

5) Il vicino mercato del pesce, dove il mitico Marco Bergamasco ha raccolto 80 firme in meno di un’ora.. “Rialto no se toca”!:

pescheria

6) il banchetto di Campo San Rocco, fotografato all’alba e già pronto a partire con la raccolta firme, grazie agli infaticabili Stefano e Nicolò!

Campo San Rocco

Chi siamo? Un gruppo di cittadini sempre più folto e affiatato, senza bandiere di partito ma determinato e consapevole che questa città va difesa con la laguna che la protegge, e che il bello inizia adesso: the best is still to come!

A presto su questa pagina.. con altre foto, dati e aggiornamenti.

NB la raccolta firme CONTINUA, all’interno degli esercizi commerciali che già hanno aderito e di quelli che vorranno aderire: per farlo, è sufficiente inviare una email a 25aprile2015@gmail.com

Marco Gasparinetti

(portavoce della petizione contro lo scavo del Contorta)

10 settembre 2014

Manifesto per un turismo più rispettoso della Città

Dalla pagina facebook di #Veneziamiofuturo:

Venezia si avvia a subire il periodico “picco di marea” turistica con regata storica, mostra del cinema, premio campiello ed eventi collaterali. Ai turisti in arrivo diciamo che Venezia offre rispetto a chi la rispetta, e in questo manifesto il nostro grafico “di fiducia” Alessandro Toso Fei ha riepilogato in forma di infografica alcune regole minime di convivenza civile.

Il manifesto potrà essere stampato ed affisso negli esercizi commerciali, nei ristoranti e nelle strutture ricettive. In questo modo speriamo di offrire un piccolo contributo di conoscenza in attesa di quelle misure di regolamentazione dei flussi turistici che tutti auspichiamo ma di cui non si vede traccia, nell’azione dI questa amministrazione comunale.

L’obiettivo del manifesto è favorire la consapevolezza degli ospiti sulle regole elementari di convivenza che sono già in vigore e che potrebbero sembrare ovvie, ma l’esperienza recente dimostra che non lo sono o non lo sono per tutti. La versione stampabile in alta risoluzione è stata quindi pensata per essere affissa negli esercizi commerciali e nelle strutture ricettive che vorranno aiutarci a promuovere forme di turismo più rispettose della Città.

Per la stampa in alta risoluzione, seguire questo link:
manifesto IT

To the many visitors who will be in Venice for the Regatta and/or for the Film Festival (“Mostra del Cinema”) may we propose a deal: mutual RESPECT! Here are some of the rules: they may sound obvious, but recent experience shows that they are not.Waiting for the necessary measures that the City Council should adopt in order to promote a more sustainable tourism in Venice, the purpose of this campaign is simply to raise awareness: the manifesto  does not aim at imposing new rules but rather at improving knowledge about the existing ones in a clear and understandable manner.

For a high resolution, printer-friendly version please follow this link:
ale EN
Text by Alessandro and Alberto Toso Fei, copyright infografica Etra Comunicazione

Gruppo25Aprile: i nostri primi 9 mesi.

Venezia, 25 gennaio 2015

Il Gruppo25Aprile ha festeggiato oggi i suoi primi nove mesi di attività, con una riunione interna che ha gettato le basi per i prossimi mesi e qualche solido ponte in direzione di chi si occupa, con pari amore e passione, della città di terraferma. Un Comune che spazia da Campalto a Pellestrina e da Marghera a Burano merita più attenzione alle istanze specifiche del territorio, e con gli amici di Mestre abbiamo avviato un dialogo che nei prossimi mesi verrà intensificato.

VeniceRoofs

Cronologia breve di questi primi 9 mesi di attività:

8 aprile 2014: la nostra prima lettera aperta, pubblicata da la Nuova Venezia.

25 aprile: il nostro “manifesto del 25 aprile”, volantinato in Piazza San Marco e pubblicato dalla stampa locale (Gazzettino, Nuova Venezia e Corriere Veneto).

12 maggio: inaugurato il nostro “contatore” dei residenti in laguna: https://gruppo25aprile.org/quanti-siamo/

14 maggio: adesione alla campagna “Poveglia per tutti” e lettera aperta al Demanio: https://gruppo25aprile.org/?s=lettera+al+demanio

16 maggio: risposta del Demanio; al termine dell’asta, il Demanio dichiarerà la non congruità dell’offerta presentata da un gruppo privato, che con 513.000 euro si sarebbe vista attribuire l’isola.

8 giugno: il G25A chiede le dimissioni di Sindaco e Giunta: https://gruppo25aprile.org/?s=dimissioni

13 giugno: dimissioni del Sindaco Orsoni.

11 agosto: creazione del movimento di opinione contro lo scavo del Contorta. In poche settimane, il gruppo facebook appositamente creato raggiunge i 1.300 iscritti: https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

26 agosto: 18.000 firme raccolte contro lo scavo del Contorta: https://gruppo25aprile.org/?s=settis

6-7 settembre: quota 32.000, con i banchetti di raccolta firme nei sestieri in occasione della Regata Storica: https://gruppo25aprile.org/2014/09/10/7-settembre-2014-regata-storica-in-tutti-i-sensi/

1-16 Ottobre: elaborazione e presentazione delle nostre osservazioni in sede VIA sul progetto di scavo del Contorta: https://gruppo25aprile.org/2014/10/31/valutazione-di-impatto-ambientale-via-le-nostre-osservazioni/

14 novembre: richiesta di INCHIESTA PUBBLICA sull scavo del Contorta; la richiesta è stata accolta il 23 dicembre: https://gruppo25aprile.org/category/duriibanchi-la-battaglia-del-contorta/

22 novembre: la “beffa della Fenice”: https://gruppo25aprile.org/2014/11/25/anteprima-fenice-rassegna-stampa-provvisoria/

25 novembre: adesione all’appello contro la vendita di Villa Hèriot

26 novembre: “dalle proteste alle proposte”, le nostre domande ai candidati Sindaco: https://gruppo25aprile.org/2014/11/26/dalle-proteste-alle-proposte-le-nostre-prime-domande-ai-candidati-sindaco/

30 novembre: incontro con il Senatore Felice Casson: https://gruppo25aprile.org/2014/12/03/il-g25a-incontra-il-senatore-casson/

22 dicembre: la nostra prima cena annuale.

20 gennaio 2015: la Commissione nazionale VIA recepisce molte delle nostre critiche al progetto di scavo del Contorta e invia all’Autorità portuale una richiesta di integrazioni che suona come una sonora bocciatura.

25 gennaio 2015: la riunione in cui abbiamo: deciso il programma di lavoro per i mesi che ci separano dalle elezioni comunali e festeggiato questi primi nove mesi di attività, con la torta della foto.

25aprile9mesi

Comunicato stampa: #AnteprimaFenice, Diamo un Futuro a Venezia

Rampa di lancio

Venezia, 22/11/2014

Teatro La Fenice: una pioggia colorata di volantini inaugura a sorpresa la stagione lirica 2014-2015

Venezia – 22 novembre 2014 – Inaugurata oggi – sotto una pioggia colorata di volantini – la stagione lirica del Teatro La Fenice: con questa inattesa iniziativa, il Gruppo25Aprile ha voluto sensibilizzare le Autorità e le Personalità presenti all’anteprima dell’opera verdiana Simon Boccanegra su alcuni temi particolarmente cari alla Cittadinanza veneziana.

«Basta alberghi, a Venezia vogliamo anche case», «Per una città a misura d’uomo», «NO allo scavo del canale Contorta, SI alla cantieristica minore, le attività artigianali, il turismo di qualità e i negozi di prossimità» e ancora «Liberiamo Venezia da corruzione e clientelismo» «Villa Heriot no se toca»: questi e altri i messaggi colorati che, dal loggione, hanno spiccato il volo in direzione di palchi e platea ad opera di quei cittadini che, da alcuni mesi, animano la vita politica cittadina con il nome di Gruppo25aprile (piattaforma civica per Venezia e la sua laguna).

L’iniziativa odierna conferma la capacità di mobilitazione di un Gruppo nato con una lettera aperta inviata ai quotidiani locali il 25 aprile, data simbolica che a Venezia ha una duplice valenza: 25 aprile significa infatti festa della Liberazione e festa di San Marco. Il gruppo si era già distinto per il grande successo della raccolta firme organizzata “calle per calle” in occasione della Regata Storica contro lo scavo del Contorta, il nuovo maxi-canale per le grandi navi voluto dall’Autorità Portuale, che aveva avuto ampio risalto nella stampa, anche all’estero.

Oltre ad un blog particolarmente seguito (18.000 visite in pochi mesi) e al suo profilo facebook, il Gruppo utilizza piattaforme quali twitter e youtube per organizzare sondaggi interni e tenere il conto aggiornato della popolazione rimasta nella città d’acqua (Venezia e isole), battendosi – fra le altre cose – per frenare l’esodo dei residenti che continua al ritmo incessante di circa 1.000 persone all’anno.

Contrariamente alla presenza giornaliera media di turisti, salita a 74.000 nel 2014, il numero dei residenti è passato da 180.000 a 85.000 negli ultimi decenni, di cui solo 56.000 risiedono nei sestieri storici, ed è proprio in questa battaglia che si inserisce l’iniziativa odierna, volta non solo a denunciare il rischio che una civitas dalla storia millenaria si trasformi in un guscio vuoto, ma soprattutto a ritrovare voce in capitolo, proponendo soluzioni concrete e alternative alla prospettiva di trasformare Venezia in un palcoscenico di cartapesta per rappresentazioni decise altrove, sulla testa dei cittadini rimasti a custodire quotidianamente (con grandi disagi e sacrifici economici, visto il costo della vita) un gioiello che altri utilizzano soltanto come attrazione da baraccone.

Gli autori della simbolica iniziativa alla Fenice:

Alfa, Altana, Bravo, Barena, Bricola, Cocàl, Dolfin, Freccia, Manin, Panama e Zane

https://twitter.com/25aprileVenezia

BREAKING NEWS: Dove e quando firmare, a Venezia?

Raggiunte le 24.000 firme in una settimana, con la petizione internazionale lanciata su change.org, la nostra campagna ritorna “a casa” in vista della Regata Storica che ne segnerà il culmine.

Dove firmare, in questi giorni? La raccolta firme è già in corso in alcuni negozi dei sestieri storici (la lista completa è stata diffusa dal nostro gruppo facebook) e anche:

a Mestre (piazzetta Coin) dove si stanno già alternando 7 volontari (i nostri “maginifici sette”)!

al Lido di Venezia (Lidolibri, Via Isola di Cerigo: laterale del Gran Viale, a 20metri da Santa Maria Elisabetta);

alla Giudecca (bar Palanca, fermata Palanca).

Dove firmare sabato 6 e domenica 7 settembre? Nei banchetti per la raccolta firme, regolarmente autorizzati, la cui lista verrà resa pubblica (anche su questa pagina) fra mercoledi e giovedi. Per ogni sestiere abbiamo designato uno o più coordinatori, e la risposta della città è stata straordinaria: le firme continuano ad affluire ad un ritmo tale che per il momento è semplicemente impossibile darne conto in tempo reale !!!

Non sarete a Venezia in questi giorni? Potete firmare qui e inviare questo link ai vostri contatti:

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

Il totale delle firme raccolte in questa prima fase di “campagna” verrà reso noto il 7 settembre. #DURIIBANCHI#lagooncalling! A presto su questi schermi.

https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

SestieriVenezia

Breaking News 27 August: 20,000 signatures !!!

27 August, 21.40 (Venice time): the petition against dredging a new monster canal in the Venice lagoon reached the monster number of 20,000 signatures !!!

27 agosto, ore 21.40: la petizione contro lo scavo del Contorta ha superato quota 20.000 firme !!!

27 août, 21h40: la pétition contre le nouveau canal Contorta a atteint les 20.000 signatures !!!

Would you like to sign the petition? You can still do it at:

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

La raccolta firme continua fino al 7 settembre a Venezia (regata storica) e anche qui:

https://www.change.org/p/matteo-renzi-fermate-lo-scavo-del-maxi-canale-contorta-prima-che-sia-troppo-tardi

La pétition est encore ouverte aux signatures, ici:

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

Dai 600 delle Termopili.. ai 20.000 di Maratona!

Un grazie particolare a (in ordine alfabetico):

AmbienteVenezia, Gruppo25aprile, Italia Nostra (sezione di Venezia), Venessia.com, VeneziaCambia2015, Venezia Vi.Va ..and weareherevenice.org!

DalleTermopiliaMaratona

Breaking News: la campagna in diretta, 23 agosto 2014

Tantissime le notizie, anche oggi, quello che ci manca è il tempo di raccontarle! Da dove vogliamo cominciare?

I° Ci eravamo dati un “obiettivo 700 firme” per il 7 settembre e abbiamo già superato di slancio le 2.000, grazie alla petizione online che tutti possono firmare qui:

https://www.change.org/p/matteo-renzi-fermate-lo-scavo-del-maxi-canale-contorta-prima-che-sia-troppo-tardi

oppure qui (versione inglese):

http://www.change.org/p/stop-the-plan-to-dredge-the-maxi-canal-contorta-in-venice-before-it-s-too-late

II° Le visite alla nostra pagina internet hanno già superato quota 10.000, segno dell’interesse che questa campagna di opinione sta suscitando.

III° Fra le tante adesioni pervenute sabato 23 agosto, segnaliamo in particolare (ringraziandoli sentitamente): il Prof. Gianni Fabbri, ordinario di Progettazione Architettonica e Urbana allo IUAV di Venezia, il Prof. Lorenzo Lazzarini, Direttore del Laboratorio di Analisi dei Materiali Antichi, e la designer veneziana Eugenia Morpurgo. L’adesione del Prof. Fabbri è per noi particolarmente significativa alla luce del suo percorso professionale e accademico:

http://it.wikipedia.org/wiki/Gianni_Fabbri

IV° Oltre alle firme online, e a quelle che raccoglieremo di persona nella giornata “clou” della regata storica (7 settembre), la raccolta firme è iniziata anche all’interno di alcuni esercizi commerciali, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento; essendo la notizia del giorno, ne pubblichiamo qui la lista provvisoria:

  1. Calle del lovo 4813 – sestiere de San Marco dopo il campo san Salvador–presso la modisteria di Giuliana Longo,dalle 10 alle 19.
  2. San Lio, calle Carminati 5641–prima del ponte delle paste–presso la bottega artigiana dea caeghera Giovanna Zanella, dalle 13 alle 20.
  3. da Gigi Bon, presso la sua galleria “Mirabilia” a San Samuele !!!

Un grazie di cuore a loro e oggi 23 agosto, anniversario del giuramento di Perasto, ci vogliamo salutare con le parole che sono scolpite nella memoria di ognuno di noi:

“Per trecentosettantasette anni le nostre sostanze, il nostro sangue, le nostre vite sono state sempre per Te, o San Marco; e felicissimi sempre ci siamo considerati. Tu con Noi, Noi con Te; e sempre con Te sul mare siamo stati illustri e vittoriosi. Nessuno con Te ci ha visti scappare, nessuno con Te ci ha visto vinti o paurosi!

..pronunciate nella lingua che ancora si parlava sulle coste illiriche dell’Adriatico, in quel lontano 1797:

“Par trexentosetantasete ani le nostre sostanse , el nostro sangue , le nostre vite le xè sempre stàe par Ti, S.Marco ; e fedelisimi senpre se gavemo reputà, Ti co nu, nu co Ti, e senpre co Ti sul mar semo stài lustri e virtuoxi. Nisun co ti ne gà visto scanpar, nisun co Ti ne gà visto vinti e spauroxi” !

TI CON NU, NU CON TI! Giuseppe Viscovich, 23 agosto 1797 (Perasto, Montenegro).

TU CON NOI, NOI CON TE! Gruppo25aprile, 23 agosto 2014 (Venezia).

Al nostro appello hanno già aderito nomi che “pesano”, nella storia di questa città: Zorzi, Barozzi, Grimani, Querini, Da Mosto.. famiglie che hanno fondato e governato una Repubblica, nel corso dei secoli.

canalettoMap

..e a coronamento di questa giornata incredibile, ci è ora pervenuto il documento sottoscritto dai circoli PD di Venezia e isole, che compatti si ribellano contro il sopruso compiuto l’8 agosto ai danni della città, con queste precise parole:

Al Segretario del PD e Presidente del Consiglio Matteo Renzi
Al Presidente del Pd Matteo Orfini
Al Segretario Regionale Roger De Menech
Al Segretario Provinciale Marco Stradiotto
Al Segretario Comunale Emanuele Rosteghin
Alla Direzione Comunale di Venezia
Agli organi di informazione

Venezia 22 agosto 2014

Perché il Comitatone ha detto sì al Contorta?
I circoli di Venezia Centro Storico e isole si dichiarano assolutamente contrari alla decisione del Comitatone di trasmettere per la valutazione VIA esclusivamente il progetto presentato dall’Autorità Portuale, che prevede lo scavo del Canale Contorta-S.Angelo, prevedendo che altri progetti alternativi potranno essere sottoposti ad analoga valutazione VIA solo dopo aver raggiunto un adeguato livello di avanzamento.
Decisione immotivata presa in aperto contrasto con l’Ordine del giorno precedentemente approvato all’unanimità dal Senato che esprimeva la volontà di mettere a confronto tutti i progetti presentati ritenendo la salvaguardia dell’ecosistema lagunare una priorità assoluta in quanto bene ambientale inestimabile e risorsa economica e sociale per un serio e strategico sviluppo sostenibile.
Ritengono che la realizzazione del nuovo Canale Contorta porterebbe ad una profonda alterazione dell’ecosistema lagunare, ridurrebbe le difese naturali della nostra città sottoponendola ad un’azione a tenaglia delle enormi masse d’acqua provenienti dalle bocche di porto del Lido e di Malamocco. Si tratterebbe di un danno irreversibile, come sostenuto da eminenti esperti in materia, per la città e per la sua laguna. Anche l’Associazione Italia Nostra ha del resto così commentato: ” Si tratta di un altro “canale dei Petroli” per mantenere le grandi navi dentro la laguna. E’ un crimine efferato”.

E’ poi fondamentale che sia la città di Venezia a poter decidere su un tema che la riguarda così direttamente, e non un tavolo che brilla per l’assenza di una qualsivoglia presenza di rappresentanza cittadina.
Ribadiscono con forza, come del resto chiaramente espresso nel documento già approvato dalla Direzione Comunale del PD di Venezia, che si debba pretendere che le anche le altre ipotesi siano comunque oggettivamente vagliate dalla Commissione V.I.A. prima di procedere alla scelta definitiva.
E’ poi assolutamente necessario siano trasparenti e rese immediatamente pubbliche le risultanze della
stessa V.I.A. , iniziando da quella già autorizzata del progetto Contorta.

Respingono con determinazione la strumentale contrapposizione tra lavoro ed ambiente in quanto tutte le ipotesi sul tappeto non pregiudicano l’occupazione, che come circoli del PD intendiamo salvaguardare e incentivare nell’ambito di una idea di città che potrebbe rappresentare per le sue caratteristiche morfologiche, storico-culturali ed architettoniche un modello di sviluppo sostenibile.

Sostengono il lavoro della Direzione Comunale del PD di Venezia e impegnano il Partito Democratico e tutte le sue strutture e rappresentanze istituzionali ai vari livelli a rappresentare quanto espresso nel presente documento.

I segretari dei circoli PD di Venezia centro storico e isole

Tiziana Gregolin (Segretaria del Circolo di San Marco)
Giuliana Domestici (Segretaria del Circolo di Castello)
Giorgio Isotti (Segretario del Circolo Giudecca)
Marina Rodinò (Segretaria del Circolo di Cannaregio)
Andrea Martini (Segretario del Circolo di Dorsoduro – Santa Croce- San Polo)
Marco Michieli (Segretario del Circolo del Lido-Pelletrina)
Riccardo Stellon (Segretario del Circolo di Murano)
Alessio Molin (Segretario del Circolo di Burano)

7 settembre: obiettivo 700 firme per la laguna, contro lo scavo del Contorta

7 settembre 2014, regata storica. Obiettivo 700 firme, entro quella data simbolica, per invitare chi potrebbe e dovrebbe farlo a riflettere seriamente, prima di mettere in pericolo la città che ospita la regata, patrimonio mondiale dell’umanità con la sua laguna che fra le tante piccole gemme racchiude anche le due isole minacciate dal nuovo canale che si vorrebbe scavare, per farci passare le grandi navi da crociera: San Giorgio in Alga e Sant’Angelo della Polvere.

Follia pura? No, decisione di un “Comitatone” riunito a Roma l’8 agosto 2014, in assenza dei rappresentanti eletti della città (commissariata in seguito alle dimissioni legate allo scandalo del MoSe). Il grande Indro Montanelli non c’è più, a difendere Venezia.. il consiglio comunale nemmeno; questa battaglia la dovremo fare come cittadini e non sarà facile, visti gli interessi in gioco; per questo la vogliamo dedicare al grande giornalista che su tante (troppe?) cose aveva visto giusto, quando venne scavato il “canale dei petroli”.

PAZ 1.8.2013

Come aderire a questo appello?

  1. Inviando una email con il vostro nome e cognome + n° di carta di identità a questo indirizzo: 25aprile2015@gmail.com
  2. Sulla pagina del gruppo facebook: https://www.facebook.com/groups/271896219684184/
  3. ai banchetti per le firme che organizzeremo in occasione della regata storica e di altri eventi.

Perché aderire? I motivi li abbiamo riassunti qui:

e qui:

Sono i due documenti che intendiamo allegare alla lettera che vi chiediamo di sottoscrivere:

“Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi

Al Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti

Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Dario Franceschini

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi

Al Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia

Alla Presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto

Al Commissario Straordinario di Venezia, Vittorio Zappalorto
Oggetto: Progetto di realizzazione del grande Nuovo Canale di Contorta per il passaggio delle Grandi Navi a Venezia.

Pregiatissimi Ministri, pregiatissimi Presidenti, pregiatissimo Commissario Straordinario,

le notizie che arrivano alla Città di Venezia e ai suoi abitanti, sul tema dello scavo di un nuovo grande canale, risultano estremamente preoccupanti e contraddittorie.
La stessa decisione di sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale il progetto di realizzazione del Canale di Contorta non può che essere motivo di grande preoccupazione, considerato che il progetto ha già ottenuto una valutazione negativa dalla Commissione Nazionale VIA.
A ciò si aggiunga che si sta facendo largo uso di termini impropri e di dati incompleti al solo fine di semplificare la realizzazione di un’opera complessa e dannosa per la Città.
Con lo studio che alleghiamo alla presente abbiamo voluto rappresentare le reali dimensioni e la reale complessità dell’opera per mettere a confronto proprio gli aspetti di merito, di quella che viene indicata l’unica alternativa al passaggio in Bacino di San Marco, e i termini che vengono usati per rappresentarla.
Esprimiamo, inoltre e non ultimo, il convincimento che debba essere la Città di Venezia a poter decidere su un tema che la riguarda così direttamente, e non essere trattata da spettatrice quasi indesiderata.
In realtà nulla si sa, sui motivi che hanno portato ad una forzatura così grave e perché non siano state messe a confronto tutte le proposte a disposizione.

QUELLO CHE RISULTA CHIARISSIMO E’ CHE LA REALIZZAZIONE DEL NUOVO CANALE DI CONTORTA PORTEREBBE IL CANALE DEI PETROLI NEL CUORE DELLA CITTA’ DI VENEZIA RIDUCENDONE LE DIFESE NATURALI E SOTTOPONENDOLA ALLA PRESSIONE CONGIUNTA DELLE MASSE D’ACQUA PROVENIENTI DALLE BOCCHE DI PORTO DI LIDO E MALAMOCCO, LE DUE MAGGIORI DELLA LAGUNA, CON CONSEGUENZE CHE POTREBBERO RIVELARSI IRREVERSIBILI.

SIAMO CONTRARI ALLO SCAVO DEL NUOVO CANALE CONTORTA PERCHE’ LO RITENIAMO DANNOSO PER LA CITTA’ DI VENEZIA E PER LA SUA LAGUNA E CHIEDIAMO DI RITIRARE IMMEDIATAMENTE IL PROGETTO E DI RIPRENDERE IL CONFRONTO FRA TUTTE LE PROPOSTE OGGI A DISPOSIZIONE”.

Portavoce:

Marco Gasparinetti

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I primi firmatari (in ordine alfabetico):

  1. Germana Acerboni
  2. Paola Agostinetti Fabris
  3. Tiziana Agostini
  4. Riccardo Albanello
  5. Alberto Alberti
  6. Lorenzina Alberti
  7. Emanuela Amici
  8. Alessia Amistà
  9. Magnus Andersson (Svezia)
  10. Federico Andreolo
  11. Francesca Angeleya
  12. Lucio Angelini
  13. Claudia Antonetti
  14. Mirco Antoniazzi
  15. Luisella Artabano
  16. Gabriele Artico
  17. Mauro Artioli
  18. Renata Avondo (Alpignano, TO)
  19. Laura Baita
  20. Paola Baldari
  21. Anna Baldi
  22. Francesca Baldi
  23. Maria Nicoletta Ballarin
  24. Marco Antonio Ballarin
  25. Silvia Bandolin
  26. Egeria Banon
  27. Paola Basso
  28. Giuliana Baradel
  29. Rino Barasciutti
  30. Diego Barbaresco
  31. Claudio Barbieri
  32. Loredana Barbini
  33. Gloria Barbone
  34. Andrea Barel
  35. Marcello Barillà
  36. Stefano Barina
  37. Francesca Barozzi
  38. Lucia Bartoloni
  39. Maurizio Baruffi
  40. Stefano Barzizza
  41. Alberto Bastianello
  42. Paola Battaglia
  43. Stefano Battaglini
  44. Eliana Battistel
  45. Adriana Bellenzier
  46. Angelo Piergiorgio Bellinzona (Voghera, PV)
  47. Carlo Beltrame
  48. Elisa Benato
  49. Anna Benedetti
  50. Giuseppina Beneduce
  51. Leonardo Benetazzo
  52. Simone Benetazzo
  53. Luciano Benini Sforza
  54. Giulia Benzoni
  55. Nicola Bergamo
  56. Fabio Bernardi
  57. Leopoldina Bernardi
  58. Marco Bertoldi
  59. Barbara Bertoli (Sissa, PR)
  60. Ida Bertoni (Ravenna)
  61. Alessandro Bianchi
  62. Massimo Bianchi
  63. Angela Bianco
  64. Gabriella Bianco
  65. Isabella Bidischini
  66. Maria Luisa Biffis (Monza)
  67. Roberto Birch
  68. Stefano Boato
  69. Serena Boccanegra
  70. Valentina Boccassini
  71. Anna Bolcato
  72. Luciano Bolzon
  73. Aldo Bon
  74. Gabriella Bon
  75. Gigi Bon
  76. Anita Bonati
  77. Ugo Bonati
  78. Ilda Mara Bonelli
  79. Andrea Bonello
  80. Elisabetta Bonello
  81. Alessandra Bonesini
  82. Caterina Borgato
  83. Alvise Borghi
  84. Marco Borghi
  85. Francesco Bortolato
  86. Lisa Bortolato
  87. Anna Bortolotti
  88. Giuseppe Boscaro
  89. Andrea Boscolo (Germania)
  90. Luca Boscolo Bariga
  91. Catia Bottaro
  92. Ginevra Bottoni
  93. Caroline Bouguereau
  94. Lorena Bovicelli
  95. Alessandro Bozzato
  96. Davide Bozzato
  97. Michele Bovo
  98. Lucio Bracco
  99. Gaetano Brandini, Casorate Sempione (VA)
  100. Margherita Bravo
  101. Stefano Bravo
  102. Morena Bredariol
  103. Andrea Brichese
  104. Danilo Bruno (Savona)
  105. Luciana Bruno
  106. Raffaella Brunzin
  107. Sandra Brussolo
  108. Raffaella Bugini (Bergamo)
  109. Davide Busato
  110. Giovanni Busato
  111. Sylvana Busetto
  112. Simonetta Busulini
  113. Beppe Caccia
  114. Giorgia Calderan
  115. Diego Callegaro
  116. Lorenzo Calvelli
  117. Carlo Campana
  118. Carlo Alberto Camuccio
  119. Carla Capone (Lodi)
  120. Carlo Cappellari
  121. Leopoldo Capretta (Valdobbiadene)
  122. Luisa Carbone
  123. Stelio Caravella
  124. Matteo Cargasacchi
  125. Chiara Carraro
  126. Dino Carraro
  127. Giovanni Carrer
  128. Matteo Carretto
  129. Elisabetta Casaburi
  130. Francesca Casale
  131. Felice Casson (Senatore)
  132. Luciano Casson
  133. Sandro Castagna
  134. Manuela Cattelan
  135. Marina Causin
  136. Lisa Cavarzan
  137. Rossana Cavazzano
  138. Francesca Cecconi
  139. Marilena Celadin
  140. Francesco Ceresin
  141. Mariarosa Cerni
  142. Maurizio Cesana
  143. Francesco Ceselin
  144. Ileana Chiappini di Sorio
  145. Danilo Chiarion (Novara)
  146. Roberta Chiarotto
  147. Ana Maria Chitoiu (Montello, TV)
  148. Daniela Cinelli
  149. Rosario Ciotta (Roma)
  150. Alessandra Cipriani
  151. Nathaie Marie Clarke
  152. Massimo Codolo
  153. Flavio Cogo
  154. Leonardo Comin
  155. Marilisa Cohn Cenedese
  156. Stefania Colecchia
  157. Luciano Colombo
  158. Vittorio Colombo
  159. Mirella Conca
  160. Gabriele Contesso
  161. Mario Contin
  162. Franco Conton
  163. Simonetta Cordella
  164. Sergio Corduas
  165. Davide Cornago (BG)
  166. Lorella Corsi
  167. Elisa Costa
  168. Leda Cossu
  169. Bruno Crosera
  170. Diego Crosera
  171. Ludovica Cosulich
  172. Alessandro Cravin
  173. Marina Cravin
  174. Diana Cugola
  175. Lorena Culloca
  176. Andrea D’Alberton
  177. Delia Da Mosto
  178. Francesco Da Mosto
  179. Ranieri Da Mosto
  180. Vittorio Da Mosto
  181. Marco Da Villa (Camera dei Deputati)
  182. Salvatore D’Amuri (Roma)
  183. Marco Dan
  184. Mauro Dardi
  185. Teresa Dal Borgo
  186. Giovanni Leone Dalla Costa
  187. Mario Dalla Costa
  188. Giuliano Dalla Venezia
  189. Gianni Darai
  190. Alvise Davanzo
  191. Giuliana de Gobbis
  192. Marianna de Giudici
  193. Carlo Del Corso
  194. Ugo Del Corso
  195. Davide Del Negro
  196. Federico Della Puppa
  197. Alessandro Della Togna
  198. Lorena Della Togna
  199. Rossella della Marta
  200. Lorenza Dellarovere
  201. Maurizio Del Maschio
  202. Elisabetta Del Turco
  203. Sabina Deligia
  204. Franco De Marchi
  205. Flor de Maria Fallas Quesada
  206. Nicolò de Michiel
  207. Tommaso de Michiel
  208. Bernard de Montgolfier (Francia)
  209. Germana De Ponti
  210. Mirco De Ponti (Milano)
  211. Lorena De Rossi
  212. Adriano De Vita
  213. Francesca Concetta De Vito
  214. Liselot de Wilde
  215. Chiara de Zuani (Padova)
  216. Marco Degano
  217. Roberta Di Odoardo
  218. Federico D’Inca (Camera dei Deputati)
  219. Cristina Dinello Cobianchi (Roma)
  220. Alessandro Dissera Bragadin
  221. Giovanna Dissera Bragadin
  222. Sara Dissera Bragadin
  223. Anna Di Toma
  224. Riccardo Domenichini
  225. Gregorio Donà
  226. Fabio Doro
  227. Marialaura Durigato (Salò, Brescia)
  228. Nicola Eddy
  229. Enrichetta Emo
  230. Giovanni Endrizzi (Senato)
  231. Giuseppina Enzo
  232. Alessandro Ervas
  233. Ermanno Ervas
  234. Giovanni Battista (Gianni) Fabbri
  235. Annamaria Fabbro
  236. Valentina Fabris
  237. Lucia Facco
  238. Michele Francesco Faglia (Monza)
  239. Caterina Falomo
  240. Walter Fano
  241. Lucia Fanton
  242. Andrea Fasolo
  243. Lorenza Fassetta
  244. Diana Favaron
  245. Silvano Femio
  246. Eleonora Ferri Faggioli (Città del Capo)
  247. Lucio Ferro
  248. Sonia Ferronato
  249. Lidia Fersuoch
  250. Gabriella Fiabana
  251. Christoph Fikenscher (Brasile)
  252. Franco Filippi
  253. Cinzia Filoni
  254. Stefano Fiorin
  255. Luisa Fiorita
  256. Loredana Firrarello
  257. Daniela Foà
  258. Elisabetta Foffano
  259. Massimo Foffano
  260. Cecilia Foresi
  261. Paolo Fornelli
  262. Lucia Fornaini
  263. Orsola Foscari
  264. Francesco Foschi
  265. Roberto Fraioli
  266. Giovanna Francescato
  267. Monica Francesconi (Bologna)
  268. Letizia Franchetti
  269. Lionella Franz
  270. Matteo Freschi
  271. Mariacristina Frondi
  272. Nicoletta Frosini
  273. Zheqin Fu
  274. Nicola Funari
  275. Gloria Fusco
  276. Annalisa Fuser
  277. Ivan Fusi (Milano)
  278. Giovanna Gabrieli (Vigonza, PD)
  279. Pietro Alvise Gaggio
  280. Pierandrea Gagliardi
  281. Luigi Gagliardi
  282. Luisa Galati
  283. Barbara Garbin
  284. Marco Gasparinetti
  285. Simone Fabio Gasparinetti
  286. Monica Gazzola
  287. Luana Ghezzo
  288. Maurizio Ghiraldo
  289. Marco Giacometti (Mira, VE)
  290. Costanza Gianquinto
  291. Giovanni Battista Gianquinto
  292. Francesco Gibaldi
  293. Massimo Gin
  294. Sebastiano Giorgi
  295. Giovanni Giusto
  296. Mario Giuttari
  297. Elena Gobbi
  298. Lodovico Goisis
  299. Bruno Gorini
  300. Jacopo Gottardo
  301. Gabriella Grande
  302. Francesco Grandesso
  303. Caterina Grasselli
  304. Silvia Grattoni
  305. Lorenzo Greco
  306. Giulio Grillo
  307. Pier Vettor Grimani
  308. Andrea Gros (USA)
  309. Luisa Gros
  310. Sabina Grossi
  311. Massimo Guadagni
  312. Sabrina Guarnieri
  313. Elisabetta Guerra
  314. Roberto Guerra
  315. Wanda Gurnari
  316. Laurie Hussissian (USA)
  317. Mario Heinz
  318. Claudio Ingravallle
  319. Ksenia Islamova
  320. Erica Jong (New York)
  321. Paola Juris
  322. Barbara Kujawska
  323. Federico Kujawska (Milano)
  324. Andrea Laino (Scorzé, VE)
  325. Giampaolo Lampis (Cagliari)
  326. Paolo Aleramo Lanapoppi
  327. Carla Largo
  328. Giunela Laudati
  329. Edda Laudi
  330. Elio Laurino
  331. Lorenzo Lazzarini
  332. Giuliana Leorato
  333. Rosanna Ligi
  334. Ingrid Lindecrantz Scarpa
  335. Sandra Lionello
  336. Emanuela Lizza
  337. Fabio Lombardo
  338. Giuliana Longo
  339. Massimiliano Longo
  340. Annamaria Lo Porto
  341. Melania Lorio
  342. Andrea Lotto
  343. Pierangela Lotto
  344. Alessandra Lugo
  345. Monika Lullwitz
  346. Agnese Macrì
  347. PierPaolo Macrì
  348. Claudio Madricardo
  349. Antonella Magrini
  350. Sabrina Magrini
  351. Mauro Magnani
  352. Annarosa Mainardi (Livorno)
  353. Antonella Mainardi
  354. Pietro Majer
  355. Floriana Majerle
  356. Rosella Mamoli Zorzi
  357. Oscar Mancini
  358. Manfredi Manera
  359. Angela Manica
  360. Elisabetta Manoni
  361. Alfonso Marani
  362. Manuela Marcadella (Montegrotto Terme, PD)
  363. Gianluca Marcato
  364. Umberto Marcello del Majno
  365. Salvatore Marchese
  366. Maurizio Marchetto
  367. Barbara Marengo
  368. Stefano Marigo
  369. Mara Marini
  370. Sergio Marra
  371. Cristina Marson
  372. Monica Martin
  373. Anna Martinelli
  374. Antonio Martinelli (Parigi)
  375. Benedetta Martinelli (Londra)
  376. Ivo Martinelli
  377. Lucia Martinelli
  378. Maria Martinelli
  379. Mario Martinotti (Brasile)
  380. Elisabetta Marzola Arigoni
  381. Michele Marzola
  382. Alessandro Marzo Magno
  383. Maurizia Maschietto
  384. Fernanda Maschio
  385. Luca Maschio
  386. Gabriella Masetto
  387. Renata Massaria
  388. Giuliana Massini
  389. Alessia Matta Martina
  390. Matteo Matteuzzi
  391. Luisa Mazzariol
  392. Renzo Mazzaro
  393. Luciano Mazzolin
  394. Marco Mazzon
  395. Nicola Mazzuia
  396. Kathleeen Mays
  397. Veronica Mechi
  398. Maria Meo
  399. Gianfranco Mei
  400. Angelo Meneghini
  401. Eleonora Meneghini
  402. Antonella Menghi (Forlì)
  403. Massimo Menin
  404. Lorenza Merlini
  405. Marco Mezzaroba
  406. Michelina Michelotto Pastor
  407. Lisa Mion
  408. Emanuela Mirarchi
  409. Giuseppe Mirisciotti
  410. Giovanna Mitri
  411. Valter Molina
  412. Vincenza Monica
  413. Marco Montaldo
  414. Lucia Montan
  415. Giovanna Morassi
  416. Alvise Moro
  417. Eugenia Morpurgo
  418. Andrea Morucchio
  419. Laura Muneratto
  420. Gianmario Napolitano
  421. Enrico Nardin
  422. Marco Natolli
  423. Francesco Nepitello
  424. Alice Niccolai
  425. Thalita Nicolini
  426. Filippo Nogarin (Sindaco Livorno)
  427. Giuliana Nogarin
  428. Regina Nono
  429. Giorgio Omacini
  430. Laura Omacini
  431. Mara Onesto
  432. Maurizio Paccagnan
  433. Francesca Pacchiele
  434. Claudia Padovan
  435. Fiorella Paier
  436. Nicola Pala
  437. Francesca Palermo-Patera
  438. Sandra Palma
  439. Michela Palmese
  440. Koukoutselos Panagiotis (Grecia)
  441. Antonio Panisson
  442. Rossana Papini
  443. Manuela Parolin (USA)
  444. Angela Pasculli
  445. Barbara Pastor
  446. Saverio Pastor
  447. Valeriano Pastor
  448. Francesca Patrese
  449. Nicoletta Pauletto
  450. Maria Gabriella Pavanini
  451. Monica Payer
  452. Sergio Pensato
  453. Ada Penso
  454. Anna Penso
  455. Roberta Penso
  456. Ilaria Penzo
  457. Lino Penzo
  458. Daniela Peresin
  459. Teresa Peresin
  460. Rita Perinello
  461. Cesare Peris
  462. Donatella Perruccio
  463. Susanna Peruzzi
  464. Giancarlo Petetti
  465. Pietrangelo Pettenò
  466. Cristina Pezzato
  467. Lucia Pezzato
  468. Bruno Piasentini
  469. Claudio Piasentini
  470. Mara Piasentini
  471. Giannina Piccinini
  472. Ottavia Piccolo
  473. Nadia Piccolotto
  474. Rita Pilato
  475. Libero Pin
  476. Alfonsina Fernanda Piscitelli
  477. Marina Piscitelli
  478. Marcella Pivato
  479. Claudia Pizzinato
  480. Giampietro Pizzo
  481. Tiziana Plebani
  482. Gianni Poli
  483. Ivano Poli
  484. Bruno Politeo
  485. Julia Politeo
  486. Tiziana Polito
  487. Riccardo Polloni 
  488. Cristina Pradolin
  489. Jane Press
  490. Victoria de Luria Press
  491. Mariangela Priarolo
  492. Fabio Prizzon
  493. Claudia Proietto
  494. Anna Pulese
  495. Luigi Pupin
  496. Irma Querini
  497. Francesco Rado
  498. Sandra Rallo
  499. Roberto Ranieri
  500. Davide Ravagnan
  501. Michele Ravagnolo
  502. Alessandra Regazzi
  503. Chiara Regazzini
  504. Barbara Repetto
  505. Daniele Resini
  506. Georgia Andrade Ricciardella
  507. Alyson Richman (USA)
  508. Donatella Rinaldi
  509. Anna Rinaldin
  510. Franzo Rinaldin
  511. Pietro Rinaldin
  512. Luisa Rioda
  513. Ferdinando Rizzardo
  514. Stefania Rizzardo
  515. Maria Luigia Rizzetto
  516. Franco Rocchetta
  517. Francesca Rocchi
  518. Francesca Rolla
  519. Cristina Romieri
  520. Marco Rosa Salva
  521. Cecilia Rosada
  522. Pierre Rosenberg (Francia)
  523. Tiziana Rossi (Savona)
  524. Cecilia Rossettini
  525. Francesco Rossettini
  526. Marilena Rossetto
  527. Silvano Rossi
  528. Claudio Rossoni
  529. Vincenzo Rotundo (Roma)
  530. Oscar Roveroni
  531. Cristiana Rubini
  532. Laura Sabbadin
  533. Paola Sacchetto
  534. Fabrizio Sacco
  535. Manuela Saladini
  536. Pietro Salvador
  537. Monica Sambo
  538. Enrico Sandon
  539. Paolo Sandri
  540. Kyvin Sant (Malta)
  541. Francesca Santarella
  542. Maurizio Santonastaso
  543. Stefano Santonastaso
  544. Tiziana Saoner
  545. Maurizio Sartoretto
  546. Monique Sartori
  547. Rita Sartori
  548. Tommaso Sartori
  549. Matteo Savini
  550. Davide Scano
  551. Valentina Scapinello
  552. Cesare Scarpa
  553. Elisabetta Scarpa
  554. Luciano Scarpa
  555. Marta Scarpa
  556. Renzo Scarpa
  557. Roberto “Bart” Scarpa
  558. Silvia Scarpa
  559. Veronica Scarpa
  560. Francesca Scarpati
  561. Stefania Scarpati
  562. Raffaella Scazzola
  563. Gianluca Schiavon
  564. Luisa Schiavon (Padova)
  565. Sabina Schiavuta
  566. Elisabetta Sciarra
  567. Martino Sciarra
  568. Michela Scibilia
  569. Maria Scollo (Milano)
  570. Matteo Secchi
  571. Gemone Sechi
  572. Fiorella Segato
  573. Nicoletta Segatto
  574. Francesca Segurini
  575. Cristina Seno
  576. Claudio Sensini
  577. Salvatore Settis
  578. Luigina Sgarro
  579. Simonetta Siega
  580. Marco Sigovini
  581. Luigia Silvestri
  582. Antonino Simeti
  583. Vito Simi de Burgis
  584. Marco Simonetto
  585. Alessandra Sitran
  586. Carla Sitran
  587. Franca Sitran
  588. Marco Sitran
  589. Stefano Soffiato
  590. Irene Sollazzo
  591. Pietro Solveni
  592. Roberta Sommariva
  593. Annetta Soppelsa
  594. Loredana Spadon
  595. Umberto Spanu
  596. G.Maria Spavento
  597. Mirco Spavento
  598. Valerio Spinelli
  599. Emanuela Squizzato
  600. Simone Stefan
  601. Giovanna Stefanelli Giol
  602. Diana Steiner
  603. Paola Stella
  604. Riccardo Stellon
  605. Elide Stevanato
  606. Mimmo Stolfi
  607. Cristiano Straniero
  608. Peggy Stuffi
  609. Mirella Sturaro
  610. Andrea Taddeo
  611. Maristella Tagliaferro
  612. Andrea Tagliapietra
  613. Antonella Tagliapietra
  614. Morena Tagliapietra
  615. Alessandra Talamini
  616. Gianpietro Talamini
  617. Anna Tenderini
  618. Mariateresa Tenderini (Bolzano)
  619. Francesco Tessari
  620. Elena Tesser
  621. Silvio Testa
  622. Pieter Theuns
  623. Françoise Thibeaux (Bruxelles)
  624. Elisabetta Tiazzoldi
  625. Fabrizio Tibolla
  626. Manuel Tiffi
  627. Giorgio Tirelli
  628. Nicola Tognon
  629. Daniel Tomaello
  630. Andrea Tomasi
  631. Aldo Tommasin
  632. Valentina Tomasutti
  633. Giuliano Toniolo
  634. Giovanna Tonolo
  635. Cecilia Tonon
  636. Michele Tonon
  637. Monica Tonussi
  638. Sergio Torcinovich
  639. Maria Rosa Torresan
  640. Alberto Toso Fei
  641. Luca Traversa (Bari)
  642. Marta Traversi
  643. Monica Trestini
  644. Cinzia Trevisan
  645. Maria Grazia Trevisan
  646. Alice Tumiati
  647. Enzo Turrin
  648. Davide Ubizzo
  649. Renzo Uscotti
  650. Paolo Valdisserri
  651. Maria Grazia Vanni d’Archirafi
  652. Maria van Molle
  653. Pieter Vandeveire
  654. Elisabetta Vatrella
  655. Lucia Vedovato
  656. Francesco Ventimiglia
  657. Antonella Vianello
  658. Dario Vianello
  659. Fabiano Vianello
  660. Filippo Vianello
  661. Giada Vianello
  662. Gianluigi Vianello
  663. Giovanni Battista Vianello
  664. Marisa Vianello
  665. Massimo Vianello
  666. Michela Vianello
  667. Silvio Viarengo (Asti)
  668. Silvano Viero
  669. Liana Vinci
  670. Giovanni Vio
  671. Simona Vio
  672. Giulia Virgadamo
  673. Alessia Visentin
  674. Sara Visman
  675. Matteo Visonà Dalla Pozza
  676. Tatiana Visonà
  677. Sandro Vistosi
  678. Marco Vidal
  679. Massimo Vidal
  680. Tullia Vivante
  681. Tullia Viviani
  682. Diana Zabarella
  683. Silvia Zagato
  684. Fiorella Zambon
  685. Giulia Zambon
  686. Claudio Zamengo
  687. Giovanna Zamengo
  688. Luca Zampedri
  689. Selina Zampedri
  690. Francesca Zanatta
  691. Chiara Zandarin
  692. Francesco Zane
  693. Marina Zane
  694. Luana Zanella
  695. Barbara Zanetti
  696. Matteo Zanioli
  697. Gigio Zanon
  698. Valentina Zanoni
  699. Katia Zecchin
  700. Manuela Zennaro
  701. Maurizio Zennaro
  702. Andreina Zitelli
  703. Maddalena Zocco
  704. Marco Zordan
  705. Alvise Zorzi
  706. Federica Zorzi Gorini
  707. Marino Zorzi
  708. Pieralvise Zorzi
  709. Elsa Zorzin
  710. Giuseppina Zorzin
  711. Flora Zuanich
  712. Sergio Zulian
  713. Erla Zwingle

Nella foto che segue: l’isola di Sant’Angelo della Polvere, che si trova sul tracciato del nuovo canale: condannata a finire.. in polvere?

Sant'Angelo

Sant’Andrea: la Storia

Il voto del Consiglio comunale, inizialmente previsto per il 25 gennaio, è stato saggiamente rinviato ad una prossima seduta. In attesa dell’incontro pubblico convocato per il 30 gennaio, ci regaliamo una tregua per inquadrare l’isola nel suo contesto storico, che bene illustra i motivi per cui questa non è un’isola come le altre e tanto meno “una delle tante isole” della Laguna, nella memoria collettiva dei veneziani.

Sant’Andrea, cenni storici

di Nicoletta Frosini

1526 Archivio di Stato

Premessa: le necessità difensive della comunità lagunare

Quando nel IX secolo, anche a causa delle frequenti incursioni dei pirati lungo il litorale veneziano, la Civitas Venetiarum fu trasferita da Metamauco (Malamocco) nella zona di Rivoalto (Rialto), le isolette che costituivano il nucleo di Venezia videro nei lidi della stessa laguna una loro prima cortina di difesa naturale.

L’accesso alla città, ostacolato dai canali tortuosi ma soprattutto dai bassi fondali, era protetto inoltre da una muraglia difensiva, eretta nell’897, che si estendeva da S. Pietro di Castello fino a S. Maria Zobenigo e che favorì l’unificazione urbanistica dei due centri cittadini : Rialto, sede del governo, e Castello d’Olìvolo (attuale Castello), sede del vescovado.

Le prime fortificazioni al Lido, alla Certosa e a S. Andrea

Era comunque necessario anche alle tre bocche di porto un controllo del principale accesso alla città, quello dal mare. Di qui l’esigenza di torri di avvistamento: di una, circolare, si ha traccia al Lido sicuramente già nella prima metà del 1300, come risulta dalla planimetria di Venezia di Fra Paolino del 1346 (fig.1), forse riconducibile addirittura al XII sec. Sempre a scopo di avvistamento e segnalazione anche alla Certosa nel 1313 fu costruita una torre di legno.

Fig. 1: particolare della planimetria di Venezia di Fra Paolino (1346):

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Castel Nuovo (Sant’Andrea) e Castel Vecchio (San Nicolò del Lido)

Fu in seguito alla guerra di Chioggia del 1379, quando a Venezia si era diffuso il timore di un’invasione dei Genovesi, che il Governo veneziano ritenne necessario potenziare la difesa delle bocche di porto, in particolar modo di quella del Lido, accesso diretto alla città. Alla fine del 1300 furono quindi rafforzate le difese con l’edificazione di un castello nella zona di S. Nicolò.

Successivamente, per delibera del Maggior Consiglio, nei primi anni del 1400 si avviò la costruzione di una fortezza “de petra” fondata sulle barene (“super palude”) di fronte a quella del Lido , “per la sicurezza del porto di S. Nicolò del Lido secondo la modalità che sembrerà migliore e più utile”. La località scelta era quella di S. Andrea, così chiamata dall’antica certosa esistente fin dal XII secolo.

La zona da allora fu denominata “ li do castelli “, dei quali il più antico, quello di S. Nicolò, era il Castel Vecchio, mentre il più recente, a S. Andrea, il Castel Nuovo, come appare evidente da un disegno del 1410 che riporta lo “Stato de’ Porti di Venezia e S. Erasmo“ (fig.2). Una catena tra le due fortezze proteggeva l’ingresso al porto di Venezia.

Fig. 2: Stato de’Porti di Venezia e S. Erasmo (1410)

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Le fortificazioni, data la loro posizione strategica, mantengono l’attenzione del Governo veneziano che ne potenzia gli interventi. Un disegno del 1526, (fig.3) conservato all’Archivio di Stato di Venezia, presenta un’accurata descrizione delle strutture difensive alla bocca di porto del Lido. In particolar modo il Castel Nuovo spicca per le torri merlate, le singole porte d’accesso al mare e, soprattutto, per la presenza del mastio. Ben evidente è anche il gonfalone di S. Marco sulla torre di destra.

Un “faro de piera” apre il canale d’accesso al porto, delimitato dalle linee delle brìcole.

Fig. 3: anno 1526, bocca di porto del Lido (Archivio di Stato)

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Agli inizi del Cinquecento risulta quindi evidente la preoccupazione della Serenissima per possibili minacce anche dal mare. Questo timore era d’altronde giustificato non solo dalla conflittualità con gli Stati italiani e le potenze straniere, quanto, soprattutto, dall’aumento dell’espansione turca che aveva strappato a Venezia possedimenti in Albania, nel Peloponneso, nello Ionio e nell’Egeo. Il sultano Bajezid II, figlio del conquistatore di Costantinopoli Maometto II, si sentiva perciò legittimato ad affermare che, se fino ad allora il doge aveva sposato il mare, ora quello stesso mare apparteneva a lui, il sultano che stava rendendo sempre più fragile e ridotto il dominio veneziano nell’Egeo.

Nonostante la tregua stipulata con l’impero turco nel 1503 per poter mantenere aperti i traffici commerciali, restava in Venezia alta e giustificata l’apprensione di essere assaliti dal mare sia da una flotta “di legni leggeri” che avrebbero potuto entrare nella città, sia da un’ armata più consistente. Si riteneva pertanto necessario fortificare ulteriormente i Lidi, in particolar modo la zona di S. Nicolò, la più esposta a quel tempo, e i castelli di difesa al porto, anche in considerazione dell’evoluzione dell’artiglieria, campo nel quale la Serenissima si distingueva per l’eccellenza della sua produzione.

Lo straordinario progetto di Michele Sanmicheli

Nel dicembre del 1534 il Consiglio dei Dieci decise quindi, con deliberazione segreta, di affidare all’architetto ed ingegnere militare veronese Michele Sanmicheli uno studio per il rinnovamento del sistema difensivo del porto che ne considerasse le accresciute esigenze, le nuove tecnologie militari e la particolare conformazione del luogo.

Michele Sanmicheli, distintosi già come ingegnere militare presso il papa Clemente VII, dal 1527 era al servizio della Serenissima con la mansione di architetto militare in terraferma e specialmente a Verona, dove nel 1530 era stato ufficialmente nominato Soprintendente alle fabbriche belliche.

Dall’incarico, rigorosamente segreto, dello studio di un nuovo progetto di difesa al porto di Venezia alla sua effettiva realizzazione passarono diversi anni.

Il Sanmicheli analizzò dettagliatamente ogni singolo aspetto della questione, in particolar modo le problematiche idrogeologiche del luogo e le sue potenzialità difensive. Propose quindi l’edificazione di due nuove fortezze, una per ciascun lato della bocca di porto del Lido, con impianti di artiglieria tali da garantire la possibilità di tiro incrociato. La proposta, che piacque al Consiglio dei Dieci e ai Savi alle Acque, non fu però immediatamente concretizzata, per l’opposizione di chi chiedeva venissero consultati altri esperti. La costruzione di un nuovo forte sul sito del preesistente Castel Nuovo comincia effettivamente solo nel 1543, al ritorno di Sanmicheli da Zara, dove egli era stato inviato dallo stesso Senato della Repubblica per occuparsi delle fortificazioni dei domini orientali.

Nel settembre del 1543, infatti, verrà finalmente approvato il progetto di Sanmicheli con i suggerimenti del colonnello Antonio di Castello di raddoppiare le postazioni di artiglieria perché fosse possibile “battere la bocca del porto e drento in mare e al traverso del Lio per il canale che viene a Venetia e defenderà gran parte del Lio e tutto secondo il disegno di M.Michiele”.(1)

(1) Archivio di Stato di Venezia, Consiglio dei Dieci, Delibr. Secr. lib.IV, f.101, in P. Marchesi, Il forte di S. Andrea a Venezia

Il problema più serio da affrontare era quello delle fondamenta del futuro edificio, che sorgeva in zona paludosa,”fasciata d’ogni intorno dal mare e bersagliata da flussi e riflussi”, come disse il Vasari . L’ostacolo fu superato con una soluzione sulla cui straordinarietà concordano studiosi di epoche diverse, dal Vasari, coevo al Sanmicheli, al Diedo, nel 1840, all’ingegner Miozzi con i suoi studi approfonditi sul Forte realizzati negli anni ’60 del Novecento. Tutto il perimetro del’area fu recintato con una doppia, robusta palizzata di quercia a costituire una cassa che fu scavata fino al caranto e poi riempita di fanghi per essere impermeabilizzata. Il Sanmicheli procedette in seguito al consolidamento dell’area con palificazioni ravvicinate, sopra le quali pose strati di grossi blocchi di pietra d’Istria, riempiendo i vani con calce e pozzolana. In questo modo arrivò ad assestare le fondamenta fino al limite dell’alta marea.

La fortificazione, denominata di S. Andrea dall’omonima vicina certosa, fu completata nel 1549 e, unendo in uno stretto connubio innovazione e funzionalità difensiva con bellezza architettonica e armonioso inserimento nel paesaggio, apparve subito un capolavoro dell’architettura militare.

Come si può notare dalla planimetria originaria (fig. 4) il bastione centrale ricurvo, sopra il quale si leva il mastio primitivo, presenta al mare il suo maestoso portale a tre archi, la cui eleganza architettonica non nasconde tuttavia il carattere difensivo, evidente negli archi laterali che si aprono solo alla base per lasciar spazio ai pezzi d’artiglieria. In questo modo, sviluppandosi orizzontalmente con un impianto originale e innovativo, la fortezza corrisponde nelle sue linee alla distesa lagunare, assecondando la morfologia del luogo.

Fig. 4, planimetria del forte di S. Andrea, dalla guida del forte di S. Andrea del Col. A. Capolongo, in P. Frosini – N. Neri:

CF4Quarantadue erano le cannoniere che il forte schierava lungo le sue cortine laterali e il bastione centrale, incorniciate da un arco in pietra d’Istria con sovrastante mascherone e poste a pelo d’acqua in modo da colpire con fuoco incrociato le navi che intendevano violare l’ingresso al porto. Come osservava il Temanza nel 1778 nella sua opera “Vite dei più celebri architetti e scultori veneziani che fioriscono nel secolo decimosesto” : “Le artiglierie sulla destra di questo castello battono la Fuosa (la foce), ò sia l’ingresso dalla parete del mare, per modo che entrando in porto una flotta nemica, le sue navi sarebbero sempre colpite di fronte, senza che neppure un tiro andasse fallito”.

Sul mastio, a cui era affidata anche l’originaria funzione di avvistamento, guardia e comunicazione, sugli ampi spalti superiori e sopra l’ingresso era posta un’altra linea di artiglieria a lunga gittata, evidente in un’incisione del Tironi del XVIII secolo (fig.5).

Permetteva il trasporto delle artiglierie una galleria interna, o casamatta, dietro la quale è visibile la linea delle riservette o ricetti “che servono di sicuro ricovero alle milizie, e danno comando all’allestimento di tutto ciò che può occorrere per maneggio delle artiglierie. Tutto è a volta reale di cotto co’ spiragli e sfogate aperture sotto il terrapieno per l’uscita del fumo. Gli spalti, i terrapieni, le piazze ed i quartieri sono di tale ampiezza che castello più comodo e più terribile di questo non si può mai dare.” Con queste parole di lode il Temanza completa la sua descrizione del forte.

L’ammirazione immediata che il forte suscitò fu accompagnata dall’invidia dei maligni che, come racconta il Vasari, insinuarono che il forte, anche se bellissimo, sarebbe stato inutile, addirittura dannoso, perché se tutte le artiglierie avessero sparato contemporaneamente, l’edificio sarebbe crollato causando grande devastazione. Il Senato, allora, fece collocare nel forte “grandissima quantità di artiglieria e delle più smisurate che fossero nell’Arsenale, ed empiute tutte le cannoniere di sopra e di sotto e caricatele anche più che l’ordinario” le fece scaricare in simultanea con un fragore e terremoto tali che sembrava “fosse rovinato il mondo”. La fortezza ovviamente rimase in piedi, i maligni furono “scornati” e le giovani veneziane incinte che per precauzione si erano allontanate dalla città su suggerimento dei medici vennero fatte rientrare. Dell’ingegno del Sanmicheli e della solidità del suo fabbricato era stata data la più eclatante dimostrazione.

Fig. 5, Tironi, Il Forte di S. Andrea (fototeca Museo Correr):

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I lunghi secoli di inattività, la difesa finale e gli interventi successivi (1797-

Per molti secoli il Forte di S. Andrea non ebbe bisogno di diventare operativo anche se, poco più di vent’anni dopo la sua costruzione, il suo sistema difensivo fu rafforzato al riacutizzarsi dei conflitti con l’Impero turco che sfociarono nella battaglia di Lepanto del 1571. In quell’occasione fu eretto un terrapieno con i materiali di scavo del fosso retrostante il forte e fu costruito il rivellino.

Successivamente, a circa un secolo dalla sua edificazione, necessitò progressivamente di alcuni interventi di sistemazione interna che il Governo di Venezia portò a compimento in epoche diverse; un’ iscrizione lapidea sul mastio attesta restauri avvenuti nel 1743.

Si era ormai verso la conclusione della storia della Repubblica di Venezia. Il forte di S. Andrea si scosse dopo lunghi secoli di inattività, il 20 aprile 1797 quando al crepuscolo un vascello francese dal paradossale nome “Le Liberateur d’Italie” al comando del capitano Jean Laugier entrò nel porto di S. Nicolò con due navigli minori, nonostante l’ordine di fermarsi dato da Domenico Pizzamano, Deputato al Castello di Sant’Andrea, Lido porto e canali adiacenti. Nello scontro a fuoco successivo il comandante francese trovò la morte e i marinai veneziani della galera “Annetta bella” riuscirono ad impadronirsi del vascello francese.

Il forte aveva svolto bene la sua funzione di difesa dell”ingresso principale a Venezia, quello dal mare. Inutilmente, perché, com’è noto, il 12 maggio dello stesso anno il Maggior Consiglio, incapace di opporsi alle pressioni francesi, dichiarò cessato il vecchio regime passando i poteri ad una nuova municipalità di brevissima durata.

Con l’ingresso in città degli Austriaci nel gennaio del 1798 a seguito del trattato di Campoformio, il forte di S. Andrea accompagnò Venezia nei suoi repentini passaggi dall’Austria, in un breve iniziale periodo, alla Francia nel 1806 quando Venezia fu aggregata al Regno d’Italia e infine nuovamente agli Austriaci nel 1815 dopo il Congresso di Vienna.

Sia il governo francese che quello austriaco erano consci dell’importanza del porto del Lido e del Forte di S. Andrea, ammirandone la natura difensiva e le qualità architettoniche. I Francesi, nonostante il dichiarato apprezzamento per la bellezza del fabbricato, constatato lo stato di degrado delle strutture ed i costi che comportava ripararle si volsero al porto di Malamocco.

I lavori alla diga di Malamocco proseguirono con gli Austriaci che rivalutarono però anche il Forte di S. Andrea nelle sua capacità di difesa al porto di Venezia, guardando allo stesso tempo con preoccupazione allo stato di abbandono e soprattutto all’ erosione causata dalle correnti, che accresceva i suoi effetti proporzionalmente all’aumento della stazza delle navi e dei flussi di transito.

Il passaggio del Forte alla Regia Marina Italiana dopo l’annessione di Venezia all’Italia, nel 1866, vide una serie di interventi anche di ammodernamento: la costruzione di una polveriera, di nuovi locali per la guarnigione, di una ferrovia interna per facilitare il trasporto del materiale. Nel 1886 dietro al forte fu creato un siluripedio, vasca per il collaudo dei siluri, poi trasformato in idroscalo e utilizzato a partire dagli anni ’70 del Novecento come ricovero per i mezzi anfibi del Reggimento Lagunari.

Il vecchio edificio cinquecentesco dimostrava ancora la sua funzionalità militare che non riuscì però a preservarlo da un inarrestabile degrado dovuto all’incuria e soprattutto ai colpi delle correnti di flusso contro l’angolo nord-est del Forte; l’erosione, segnalata a più riprese inutilmente fin dagli inizi del 1900, porterà nel giugno del 1950 al crollo di 40 metri del bastione di nord-est . I lavori di restauro e di consolidamento saranno attesi per anni, sollecitati anche da comitati e dai cittadini per il profondo valore che il Forte ha sempre rappresentato per la città.

Realizzati negli anni novanta, i lavori di restauro e consolidamento hanno dato al forte la sua conformazione attuale. Il passaggio lungamente atteso del Forte dal Demanio al Comune e le speranze dei veneziani in una riqualificazione che ne garantisca una fruibilità attenta alla valenza storica, artistica e architettonica dello straordinario complesso sono invece storia di questi giorni.

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Conclusione

Il forte di S. Andrea, soprattutto così come lo volle il Sanmicheli, si può realmente definire luogo emblema della stessa Venezia nella sua attenzione al mare, nella capacità di incontrare la laguna adattandola alle proprie esigenze in modo armonioso e non devastante, nel saper unire efficacia ed utilità a bellezza e rispetto dell’armonia dei luoghi.

Può infine, con la sua storia, svolgere simbolicamente forse ancora un’ultima funzione difensiva, non più contro ormai improbabili invasioni militari dal mare, ma contro i veri nemici della Venezia di oggi: il degrado e, soprattutto, quello sfruttamento inconsulto e quella speculazione miope che sacrifica ogni prospettiva al profitto di breve periodo.

Bibliografia: P. Frosini – N. Neri, Gli edifici militari veneziani, 1985, Istituto Italiano dei Castelli, Sezione Veneto; P. Marchesi, Il forte di S. Andrea a Venezia, Stamperia di Venezia Editrice, 1978; E. Miozzi, Venezia nei secoli, 1968, Ed. Libeccio; A. Carile- G.Fedalto, Le origini di Venezia, 1978, Pàtron Editore; M. Brusegan “Storia insolita di Venezia” Newton Compton editori, 2003; A. Zorzi, La Repubblica del Leone, 1979, Rusconi.

Immagini da: Gli edifici militari veneziani, di P. Frosini – N. Neri, Istituto Italiano dei Castelli, Sezione Veneto.

 

 

 

 

Comunicato stampa: con l’acqua non si scherza!

Venezia, 14 settembre 2015

Comunicato stampa sul progetto di scavo del canale Vittorio Emanuele (in rosso, nella cartina):

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A giudicare dal comunicato stampa di Alessandra Moretti datato 11 settembre (data notoriamente infausta in materia di mezzi di trasporto) e dalle successive dichiarazioni di un esponente di spicco quale Davide Zoggia, una parte del PD ha già deciso di farsi rifilare un “pacco” a scatola chiusa, chiamato adeguamento del canale Vittorio Emanuele, prima ancora che il ventilato progetto sia stato presentato o illustrato nei suoi dettagli essenziali. Perché questa benedizione “ex ante”, e perché in questo momento quando alla presentazione del progetto mancano poche settimane?

Nel momento in cui vengono fatte a nome del PD, tali dichiarazioni denotano mancanza di rispetto nei confronti degli elettori e dei circoli del PD che non risultano essere stati interpellati né consultati; sono questioni interne al partito? No, se certi esponenti politici non si chiedono nemmeno come mai, alle ultime elezioni comunali, quello del “non voto” è stato il primo partito, per la prima volta nella storia di Venezia: atteggiamenti come quelli emersi nelle ultime ore forniscono invece qualche chiave di lettura della disaffezione dell’elettorato veneziano. A Venezia c’è vita anche oltre i partiti, e questa piattaforma civica lo dimostra.

Diversamente dagli esponenti politici sopra citati, il Gruppo25Aprile non ritiene che gli elementi di dominio pubblico siano allo stato attuale sufficienti per prendere posizione a favore o contro lo scavo del Vittorio Emanuele, e certe prese di posizione non fanno che rafforzare la diffidenza di chi già nutre perplessità. Se fossimo dei politicanti, approfitteremmo della caduta di stile della Signora Moretti per lanciare una manovra politica di segno uguale e contrario: sparando a zero su un progetto di scavo di cui ancora non si sa quasi nulla, e magari raccoglieremmo adesioni a valanga.

Non lo facciamo perché con l’acqua non si scherza, a Venezia. La nostra posizione, e le iniziative che ne conseguiranno, verrà decisa quando la cittadinanza avrà una risposta ad alcune domande essenziali, fra cui:

  1. Di quanto dovremo scavare e allargare quel canale che per le navi è in disuso da decenni, considerate le dimensioni delle grandi navi attuali? Per saperlo, occorre fra l’altro realizzare un rilievo batimetrico aggiornato del fondale lungo tutto il percorso ipotizzato; è stato fatto, e con quali risultati?
  2. Che fanghi verranno scavati, in che quantità e dove verranno portati? Per saperlo, occorre fra l’altro effettuare una campagna di carotaggi del fondale; è stata fatta?
  3. Il bacino di evoluzione per navi della lunghezza di 300 metri che dovranno affrontare una curva ad L, per arrivare in Marittima, come e dove verrà realizzato? Risagomando l’isola dei petroli e l’isola delle tresse, come ipotizzato dall’Autorità portuale? Con che materiali sono state create, quelle due isole?
  4. Quale impatto avrà questo scavo sull’equilibrio idromorfologico della Laguna, e in cosa differisce rispetto allo scavo del Contorta?
  5. Quale impatto avrà sul totale delle emissioni, dato l’allungamento del percorso e dei tempi di transito delle Grandi Navi in Laguna? Quali interferenze con il traffico commerciale, dato che il canale dei petroli è a senso unico alternato per ragioni di sicurezza della navigazione?

Il compito di fornire risposta a queste e altre domande spetta all’autorità proponente, che dovrà sottoporre il progetto ad una valutazione di impatto ambientale. Se l’analisi dovesse risultare carente, saremo attivi e partecipi come lo siamo stati in occasione delle discussioni sullo scavo del Contorta, inizialmente presentato come “adeguamento”.

Se qualcuno ha già dimenticato il movimento di opinione che si è creato quando la città si è sentita presa in giro con il tentativo (fallito) di forzatura chiamato Contorta, farà bene a rinfrescarsi la memoria perché è storia recente:

https://gruppo25aprile.org/?s=regata+storica

Agli esponenti politici che si stanno pronunciando a favore dello scavo prima ancora di conoscere il progetto diciamo: non è con forzature politiche come quella dell’11 settembre o con prove tecniche di inciucio in salsa jesolana che potrete convincere la cittadinanza, ma con risposte documentate alle domande che la cittadinanza è in diritto di fare, su qualunque opera rischi di compromettere il delicato equilibrio della Laguna di Venezia.

Il Gruppo25Aprile

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