Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “Le nostre lettere”

Hic Sunt Leones: prima che arrivasse la roulotte di FIAT MUSIC, qui era il deserto

A titolo eccezionale parliamo di musica e lo facciamo ospitando una lettera aperta al Sindaco Metropolitano e tuttologo con delega allo Sport, alla Cultura, al Traffico Acqueo e alle Relazioni Internazionali (quelle con la cittadinanza lasciano a desiderare, ma ne riparleremo in altra sede).

Per capire il contesto occorre premettere che, da certe dichiarazioni rese alla stampa dal Sindaco in carica, l’ignaro lettore sarebbe in diritto di pensare che:

  1. prima della missione civilizzatrice svolta da un tale amico suo personale, queste terre incolte fossero un deserto musicale e umano dove le uniche note che risuonavano nella nebbia erano le note di debito e quelle di credito, alternate al latrato dei cani e al cigolio delle lamiere, nonché ai lamenti dei debitori insolventi incatenati al piano terra del Palazzo dei Camerlenghi;
  2. se non ci fosse stata la roulotte chiamata “FIAT Music”, mestrini e margherini sarebbero morti senza nemmeno conoscere il significato della parola “Musica” (maiuscola, per non confonderla con i pallidi tentativi di imitazione anteriore).

Mestre, 27 giugno 2017

Egregio Sindaco,

in seguito alle sue originali affermazioni sul fatto che il Roxy Bar avrebbe finalmente portato a Mestre la Grande Musica, ci siamo permessi di stilare una prima lista provvisoria con i primi nomi che ci sono venuti in mente di Grande Musica che Mestre ha ospitato dal 1977 a oggi, cioè negli ultimi 40 anni:

Alberto Camerini, Edoardo Bennato, Francesco Guccini, Pino Daniele, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè con la PFM e poi Fabrizio De Andrè da solo (nel 1992, al Toniolo), Skiantos, Ivan Graziani, Franco Battiato, Ron, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Ivano Fossati, Paolo Conte, Alberto Fortis, Vasco Rossi, 99 Posse, Casinò Royale, Alma Megretta, Avion Travel, CSI, Matia Bazar, Tony Esposito, Frankie Hi NRG, Diaframma, Napoli Centrale, Sud Sound System, Samuele Bersani, Banco del Mutuo Soccorso, i Denovo di Mario Venuti, Enzo Jannacci, Stadio, Francesco Baccini, Litfiba, Claudio Lolli, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Giorgio Gaber, Jovanotti, Area, Africa Unite, Max Gazzè, Daniele Silvestri, Francesco De Gregori, Angelo Branduardi, James Senese, Riccardo Cocciante, Elio e le Storie Tese, Pierangelo Bertoli, Negramaro.

Art Ensemble of Chicago, Miles Davis, Jaco Pastorius, Chick Corea, Jack DeJohnette, Elvin Jones, Wayne Shorter, Chet Baker, Enrico Rava, Art Blakey, Paul Bley, Stanley Clarke, George Duke, Pat Metheny, Billy Cobhan, Weather Report, Stefano Bollani.

Saxon, Aerosmith, The Police, Iggy Pop, Gentle Giant, Tangerine Dream, Pearl Jam, Miriam Makeba, Motorpsycho, Little Steven, David Byrne, Yes, David Sylviain, Status Quo, Skunk Anansie, Sex Pistols, Ginger Baker, PIL, Steve Hackett, Cranberries, GreenDay, Echo and the Bunnymen, Ben Harper, Coldplay.

Style Council, Kid Creole and the Coconut, Simply Red, Alarm, Simple Minds, James Taylor, Nina Hagen, Peter Hammill, Bryan Ferry, Goran Bregovich, Leo Ferrè, Tina Turner, Wailers, Gipsy King, Kraftwerk, Bo’ Diddley, Dirty Joy, Penguin cafè orchestra, Ultravox, Neil Young, Massive Attack, Alanis Morrisette.

Egregio Sindaco,

è superfluo sottolineare che tale lista è relativa esclusivamente all’angusto spazio del Comune di Venezia della terraferma, e che se avessimo voluto includere anche le realtà limitrofe (Oriago, Marcon, Spinea, Mogliano, ecc) la lista sarebbe stata più consistente. Superfluo sottolineare inoltre che tale lista non è esaustiva, che abbiamo dimenticato molti nomi e che abbiamo anche deciso di concentrarci esclusivamente su nomi conosciuti da chiunque, anche da chi pensa che il concerto di Bobby Solo possa rappresentare un ritorno della Grande Musica: non sono stati menzionati i moltissimi gruppi e artisti singoli che, pur avendo riscontro internazionale, sono considerati “di nicchia” e nemmeno gli artisti locali, come Le Orme o Patty Pravo, o…

Diamo per scontato che i residenti se ne ricordino.

Giovanni e Paolo

 

NdR a cura della redazione del blog:

i criteri con cui il Sindaco in persona ha deciso di affidare ad un suo estimatore ed amico personale (amicizia recente ma platealmente esibita da entrambi) l’organizzazione di un evento che ha comportato spese per la collettività anziché affidarne la scelta ad un bando di gara, “prima facie” e a rischio di sbagliare ricordano quelli riassunti in un vecchio ma gradevole film diretto da Nanni Loy:

 

Lettera aperta ai dipendenti comunali

SE IO FOSSI UN DIPENDENTE COMUNALE.. quel referendum lo andrei a votare, perché la “meritocrazia” in salsa Brugnaro l’abbiamo già vista all’opera: consiste nel nominare ai vertici delle partecipate, nei CdA e nel gabinetto del sindaco persone provenienti dalle sue aziende o candidati non eletti (in gergo politico: i “trombati”) della sua lista, e quando non bastano la scelta si estende a compagni e compagne di vita dei suoi consiglieri comunali – criteri di nomina che come piattaforma civica abbiamo già documentato, insieme con le opposizioni in Consiglio comunale.

Se fossi un dipendente comunale andrei a votare perché questo non è un sindaco come gli altri, e il sistema “premiale” che intende introdurre rischia di premiare non già il merito ma il servilismo e la duttilità rispetto ad interessi che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale, operando una selezione alla rovescia di cui già abbiamo visto i primi sintomi.

DA CITTADINO AUSPICO un’amministrazione comunale al servizio dei cittadini tutti senza distinzione politica, che faccia rispettare le norme senza favoritismi basati sull’affiliazione politica o sulla necessità di ingraziarsi i potenti, e quindi “forte con i deboli e debole con i forti”.

Da cittadino auspico una macchina comunale che lavori per il bene comune, non per gli interessi privati di un sindaco che di interessi ne ha molti e non avrà nemmeno bisogno di “chiedere”, perché il dipendente comunale già sa quello che deve fare per non cadere in disgrazia, che si tratti dei Pili o della Misericordia o delle molteplici attività economiche del sindaco o dei suoi accoliti. Quel meccanismo premiale camuffato da “meritocrazia”, in mano a questo particolare Sindaco potrebbe diventare una clava da usare contro chi semplicemente fa il suo dovere nel garantire una pubblica amministrazione imparziale.

Quando una persona si rivolge agli uffici comunali, noi tutti vorremmo che la sua pratica venisse considerata nel merito con l’imparzialità e l’efficienza che dovrebbero essere i cardini della Pubblica Amministrazione, e non sulla base di altri criteri quali “Lei non sa chi sono io” o “mi manda Picone”. Ne va anche della vostra dignità di lavoratori della funzione pubblica, che rispetto ad altri hanno il privilegio e l’opportunità di poter contribuire a rendere migliore questa Città che tutti amiamo.

Buon voto a tutti,

Marco Gasparinetti, cittadino residente nel Comune di Venezia

Mi-manda-Picone

NB Non sono mai stato iscritto a un sindacato e non ne faccio parte nemmeno adesso. Questa lettera aperta è maturata dopo aver letto l’appello di segno opposto del Sindaco, che fra le sue prerogative ha quella di potervi raggiungere individualmente al vostro indirizzo di posta elettronica, mentre noi semplici cittadini possiamo soltanto scrivervi “qui”, sperando che alcuni di voi ci leggano; se questa lettera porterà alle urne qualche persona in più, comprese quelle che decideranno di votare SI al contratto collettivo proposto dal sindaco, sarà già un successo perché democrazia è partecipazione, qualunque sia l’esito del voto.

Aumenti TARI: appello al Consiglio comunale

Per la seconda volta in due anni, il Consiglio comunale si appresta ad approvare un aumento della tassa sui rifiuti (la TARI) che grava principalmente sugli abitanti anche se la mole abnorme di rifiuti prodotti e trattati a Venezia dipende principalmente dai flussi turistici fuori controllo piuttosto che dalla produzione domestica dei (sempre meno numerosi) residenti rimasti.

Dopo gli aumenti retroattivi (!!!) del 4% in media decisi nel 2015, l’aumento ulteriore che oggi verrà discusso è pari al 5% quando il tasso di inflazione italiano è fermo allo 0,1%. La somma di questi due aumenti è di 30 volte superiore al tasso di inflazione che è stato dello 0,3% circa nel biennio corrispondente. Al Sindaco che in un celebre duetto via twitter con un grande cantante aveva intimato “fora i schei” vorremmo dedicare la locandina fotografata oggi in edicola (foto Marco Pala), che a questo punto assume un doppio senso:

foraischeiQuesto ulteriore aumento, se approvato dal Consiglio comunale convocato in data odierna, aggraverà la situazione già documentata dall’ente di bacino ambientale di Venezia, secondo cui Venezia e Chioggia sopportano i costi più elevati della tariffa media per residente, intorno ai 119 euro procapite, contro i 70 euro dei Comuni del Litorale e una media generale (Venezia compresa) di 92 euro nei comuni del bacino ambientale (corrispondente con l’ex Provincia di Venezia con l’aggiunta di Mogliano).

Oltre a gravare sui conti delle famiglie e degli operatori economici, un aumento della TARI si riflette anche sul mercato degli affitti che a Venezia tende inesorabilmente a privilegiare le più lucrative locazioni turistiche rispetto ai contratti di locazione di lungo periodo, in una città che continua a perdere abitanti ogni anno.

Contro questa iniquità prendiamo posizione come contribuenti e come piattaforma civica:

  1. Al Consiglio comunale chiediamo di votare contro questo ulteriore aumento della TARI;
  2. Alla partecipata comunale VERITAS che riscuote la TARI e anche le bollette dell’acqua (servizio idrico integrato) pubblicamente chiediamo di incrociare i dati per stanare le case dichiarate come “vuote” dai proprietari e in realtà affittate ai turisti. Il beneficio che ne risulterebbe per le casse comunali sarebbe duplice se si considera anche l’imposta di soggiorno evasa. 
  3. Agli organi di stampa chiediamo di continuare l’opera di informazione sul volume abnorme di rifiuti trattati a Venezia, rispetto alla media nazionale, e di promuovere quella che in gergo viene definita come “internalizzazione dei costi del turismo” e nel Trattato UE trova consacrazione giuridica nel principio “chi inquina paga” (“Polluter pays principle”): a Venezia paga sempre Pantalone (il contribuente), ma le tasche di Pantalone non sono senza fondo e in troppi hanno già lasciato la città per il suo costo della vita abnorme rispetto a quello dei Comuni confinanti.

Traffico acqueo: Diffida al Sindaco

Comunicato stampa: il gruppo25aprile CONFERMA le anticipazioni riportate dal Corriere in edicola oggi (prima foto) e informa la cittadinanza di avere protocollato una DIFFIDA indirizzata al sindaco Luigi Brugnaro in relazione all’inerzia dimostrata sul problema del traffico acqueo.

Diversamente dalla Giunta comunale che per la vendita della Casa del custode dei Giardini Papadopoli ha scelto di pubblicare un bando in data 3 agosto con scadenza 25 agosto, come se avesse fretta di metterci davanti al fatto compiuto, noi abbiamo rispettosamente aspettato il rientro dalle ferie del sindaco, a 6 mesi esatti di distanza dall’incontro a porte chiuse sul “nuovo piano per il traffico acqueo” da cui la cittadinanza è stata esclusa per sua decisione, e a più di 8 mesi di distanza dall’assemblea pubblica in cui a gran voce erano stati invocati maggiori controlli (ad essa si riferiscono le foto in calce).

La diffida è stata protocollata con il n° PG /2016/ 0397921 del 25/08/2016 alle ore 12,35. Ne riportiamo qui il testo, per conoscenza di tutti.

Corriere 25agosto2016

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco della Città Metropolitana di Venezia

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia con delega al traffico acqueo

Al Dr Marco Agostini, Comandante VVUU Comune di Venezia

E p.c.

Al Dott. Luigi Delpino, Procura della Repubblica di Venezia

Al Dott. Domenico Cuttaia, Prefetto di Venezia

All’Amm. Goffredo Bon, Comandante Capitaneria di Porto di Venezia

All’Ing. Roberto Daniele, Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche

LORO SEDI

 

Premesso che:

  1. In data 16 febbraio 2016 l’associazione denominata L’AltrA VeneziA inviava diffida al Sindaco di Venezia e della città metropolitana di Venezia arch. Lugi Brugnaro, nonché al Comandante della Polizia Municipale  affinché intervenissero per arginare il fenomeno del moto ondoso che danneggia le case dei residenti e mette in pericolo l’incolumità delle persone,  dando esecuzione immediata ai regolamenti in vigore e effettuando i necessari controlli, ognuno per quanto di sua competenza.
  2. In data 22 febbraio 2016 il Gruppo Diportisti Laguna Veneta e il Gruppo25Aprile, che rappresentano più di 4.000 iscritti, inviavano al Sindaco di Venezia arch. Luigi Brugnaro la richiesta di poter contribuire come osservatori alla “conferenza con le categorie interessate in vista dell’adozione di un nuovo piano per il traffico acqueo” convocata per il 25 febbraio; nel formulare tale richiesta, i gruppi sopra citati sottolineavano l’urgenza di “uno studio dei flussi aggiornato, essendo a tutti evidente che alla base di decisioni difficili, in materia complessa come questa, ci debba essere la conoscenza dei flussi attuali suddivisi per tipologia di trasporto, mentre il dibattito sui giornali è basato su dati vecchi e mai aggiornati”.
  3. Alla diffida di cui al punto 1) e consegnata in data 19 Febbraio u.s. non è mai stata data risposta.
  4. Alla richiesta di cui al punto 2) non è mai stata data risposta.
  5. Allo stato attuale, del “nuovo piano per il traffico acqueo” annunciato a febbraio non vi è alcuna traccia, né tantomeno sono state adottate misure di alcun tipo per affrontare la problematica.16dic2015 Corriere

Vista

la Legge regionale 63/93 del 30.12.1993 e la sentenza del TAR Veneto che ne interpreta le disposizioni con riferimento alla ripartizione delle competenze regolamentari che fanno capo, rispettivamente, al Comune di Venezia e alla Città Metropolitana di Venezia;

Considerato che:

  • In data 22 Aprile 2015 la Direzione Mobilità e Trasporti, Settore Mobilità, emanava l’Ordinanza n 274 (PG/2015/0175133) avente per Oggetto: Testo unico in materia di circolazione acquea e in particolare specifiche disposizioni in merito a:
    • vigilanza e sanzioni
    • circolazione delle unità a motore
    • sensi unici
    • circolazione delle unità adibite al servizio taxi
  • Dalla osservazione dei dati disponibili al pubblico sul sito web del Comune risulta evidente la progressiva riduzione delle attività di controllo e la conseguente riduzione del numero di infrazioni accertate nonostante il noto e documentato incremento del traffico acqueo;
  • La rilevazione dei dati sul traffico acqueo non viene più aggiornata regolarmente a seguito della messa in liquidazione di COSES a suo tempo (2006) relatore di un specifico studio;
  • Risultano mal funzionanti o del tutto inattivi gli strumenti di rilevazione (Argos) predisposti in particolare sul Rio di Noale;
  • Il perdurare delle infrazioni, soprattutto quelle relative alla velocità e al relativo abnorme moto ondoso, procura danni al patrimonio privato e pubblico;
  • La conferenza del 25 febbraio 2016 ( alla quale non sono stati invitati a partecipare i cittadini e le realtà associative che ne avevano fatto richiesta ) non ha prodotto alcun risultato concreto e tanto meno provvedimenti volti a risolvere il problema;
  • Nei canali e nei rii cittadini la situazione è ormai fuori controllo, come ampiamente e ripetutamente riportato dagli organi di stampa locale, e dimostrato anche dal recentissimo incidente verificatosi nel rio di Noale, in data 24 agosto 2016;

PQM

La scrivente Associazione L’AltrA VeneziA,

 in nome proprio e per conto del “Gruppo25Aprile”

D I F F I D A

  1. Il signor Sindaco della Città Metropolitana di Venezia a dare attuazione al Regolamento provinciale per il coordinamento della navigazione, nella parte in cui (articolo 66) prevede un sistema integrato di rilevazione e controllo della navigazione lagunare unificato in tutta la Laguna con particolare riferimento alle imbarcazioni adibite al trasporto professionale di merci e persone;
  2. Il signor Sindaco di Venezia, alla luce dell’inchiesta conoscitiva già disposta dalla Procura, a predisporre ogni possibile misura idonea a ridurre e razionalizzare il traffico nei canali e rii interni alla città di Venezia, al fine di garantire la sicurezza della navigazione e il contenimento del moto ondoso che danneggia il patrimonio pubblico e privato;
  3. Il signor Sindaco di Venezia a garantire il pieno funzionamento del sistema di video sorveglianza tramite “ARGOS”, a predisporre il necessario capitolo di bilancio e ad assicurarsi che vengano adempiuti tutti gli obblighi posti in capo al Comune di Venezia dalla normativa vigente, in materia di salvaguardia e traffico acqueo, conferendo apposita delega ad un assessore della sua Giunta, nel caso in cui l’impegno risultasse troppo gravoso per la sola persona fisica che ricopre contemporaneamente le cariche di Sindaco del Comune di Venezia e Sindaco della Città Metropolitana;
  4. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare nel frattempo le disposizioni necessarie affinché, a normativa costante, vengano effettuati i doverosi, dovuti ed obbligatori controlli nei canali e nei rii interni più trafficati e che detti controlli vengano effettuati con frequenza che tenga in considerazione l’attuale livello di traffico;
  5. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare urgenti disposizioni affinché gli strumenti di controllo a suo tempo predisposti (telecamere sistema ARGOS) siano pienamente funzionanti allo scopo di svolgere efficacemente il costante monitoraggio previsto, provvedendo a dare tempestivamente pubblica informazione sullo stato, il posizionamento, le caratteristiche e le capacità dei sistemi attuali di monitoraggio delle infrazioni, con particolare riferimento alla velocità dei natanti.A2 RobertoVianello

A3 sala

A10 ArmandoDanellaQuanto sopra, entro il termine perentorio di 60 giorni a far data dalla ricezione della presente diffida, dato che alla precedente non è stato dato né seguito né risposta, con riserva di adire l’Autorità Giudiziaria a tutela dell’integrità fisica delle nostre case e dell’incolumità delle persone fisiche rappresentate dalla scrivente Associazione.

Venezia, 25 agosto 2016

Il Presidente Associazione L’AltrA VeneziA

Veronica Scarpa

locandina moto ondoso def

Foto: René Seindal

Copyright articoli qui riprodotti: Corriere della Sera

Emergenza #Bricole: la risposta del Provveditore

Breaking News:

il Gruppo25aprile esprime apprezzamento per la risposta precisa e circostanziata del Provveditore (ex Magistrato alle Acque) ing. Roberto Daniele, che qui pubblichiamo per conoscenza di tutte le associazioni firmatarie della diffida inviata il 15 febbraio per sollecitare il Provveditore e il Ministro Delrio ad affrontare l’emergenza #Bricole. In calce alla risposta, ripubblichiamo anche il testo della diffida in  modo da poter confrontare le nostre richieste con le risposte ricevute.

Per la parte di sua competenza, il Provveditore si è fatto carico degli interventi che avevamo chiesto e, in particolare, della mappatura (cartografia) che sarà accessibile al pubblico a partire dall’8 aprile e rappresenta un passaggio cruciale per poter decidere con cognizione di causa gli stanziamenti e gli interventi successivi.

Alla luce della risposta ricevuta, il Gruppo25aprile sta consultando le altre realtà associative e si riserva di intraprendere iniziative ulteriori nei confronti del Ministro da cui il Provveditore dipende per il reperimento dei fondi necessari, al fine di scongiurare la prospettiva indicata nella parte finale della risposta (interdizione della navigazione in alcuni canali lagunari).

Provveditore1Provveditore2Pro-memoria: il testo della diffida inviata in data 15 febbraio 2016

DIFFIDA

Oggetto: sicurezza della navigazione e incolumità delle persone nella Laguna di Venezia

A: On.le Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Roma) e

Ing. Roberto Daniele, Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (Venezia)

Venezia, 15 febbraio 2016

PREMESSA

  1. Considerato che, per i canali di sua competenza, il Provveditorato destinatario della presente Diffida risulta allo stato attuale responsabile per la manutenzione della segnaletica presente nella Laguna di Venezia, in virtù dell’art. 8 del Decreto Ministeriale 4 Agosto 2014 n. 346 che, nell’abolire il Magistrato alle Acque di Venezia, ha trasferito le relative funzioni al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia;
  2. Considerato che detto Provveditorato è organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal quale dipende in via gerarchica e per lo stanziamento delle risorse necessarie all’adempimento delle sue funzioni e degli obblighi di Legge che ad esso fanno capo;
  3. Considerato che il medesimo decreto di cui al punto 1 demanda a un D.P.C.M. da adottare entro il 31 marzo 2015, l’individuazione delle funzioni già esercitate dal citato Magistrato alle acque da trasferire alla Città metropolitana di Venezia e delle risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla detta Città metropolitana in relazione alle funzioni trasferite;
  4. Considerato che il D.P.C.M. non risulta essere stato adottato, e che tali funzioni rimangono pertanto in capo al Provveditorato qui individuato, con tutte le conseguenze che ne derivano in materia di responsabilità civile e penale;
  5. Considerato che lo stato di manutenzione della segnaletica lagunare, ed in particolare dei suoi elementi denominati “bricole”, ha raggiunto un livello di criticità tale da essere ormai da mesi oggetto di denunce degli organi di stampa, di singoli cittadini e associazioni;
  6. Considerato che la situazione di pericolo venutasi a creare per mancanza di manutenzione rappresenta un rischio immediato per l’incolumità delle persone e dei natanti circolanti nella Laguna di Venezia;
  7. Considerato che tale situazione di rischio è stata riconosciuta anche nell’allegata lettera del 5 febbraio 2016, con cui il Prefetto di Venezia meritoriamente dà conto delle misure emergenziali adottate “in attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio”,

PQM

Gli scriventi

D I F F I D A N O

  1. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti On.le Graziano Delrio a dare immediate istruzioni al suo dicastero al fine di quantificare, reperire e stanziare in apposito capitolo di bilancio le risorse necessarie da un lato all’eliminazione dei monconi di bricola che allo stato attuale rappresentano un pericolo di danno immediato e irreparabile alle persone e, dall’altro, alla sostituzione immediata di tutte quelle bricole la cui presenza in Laguna non sia da ritenersi puramente decorativa ma funzionale alla sicurezza della navigazione, tenendo anche presente che a parere di molti esperti di Laguna alcune centinaia di bricole sono state installate anche nei canali delimitati da barene naturali semplicemente perché le risorse disponibili in passato erano sovrabbondanti rispetto alle reali necessità; in tal senso, un riordino complessivo della materia risponderebbe anche a criteri di efficienza della pubblica amministrazione e contenimento della spesa pubblica per il futuro;
  2. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a predisporre (laddove non esistente o incompleta) e rendere pubblica, con riserva degli scriventi di formulare apposita istanza di accesso agli atti, una mappatura che identifichi con chiarezza le bricole esistenti, quelle mancanti e quelle ammalorate, distinguendo fra quelle che vengono ritenute necessarie, e pertanto da sostituire, e quelle da rimuovere definitivamente al fine di rimuovere la situazione di pericolo sopra descritta;
  3. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a dare notizia alle scriventi associazioni e comitati, di concerto con il Prefetto di Venezia Dott. Domenico Cuttaia, delle iniziative intraprese entro e non oltre il 21 marzo 2016, in considerazione del fatto che con l’arrivo della primavera il numero di imbarcazioni circolanti in Laguna è destinato a moltiplicarsi e con esso le situazioni di rischio qui rappresentate, fermo restando che le scriventi associazioni e Comitati lo ritengono fin d’ora responsabile sul piano civile (responsabilità aquiliana) dei danni subiti da cose o persone e daranno indicazioni in tal senso ai loro iscritti e associati, e ai legali che li rappresentano.

Con riserva di valutare le implicazioni che da un’eventuale inerzia delle Amministrazioni competenti, destinatarie della presente diffida, potrebbero derivare sul piano penale, porgono distinti saluti

Firmato: Marco Gasparinetti, in nome e per conto di:

Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Gruppo25Aprile

Venessia.com

Legapesca veneto

Associazione cavanisti di Mira

Associazione Ambiente e caccia

Associazione cavanisti 88

Associazione gruppo emergenza Burano

Associazione Slow Lagoon Chioggia

Federcaccia Cavallino-Treporti

Associazione cavanisti 75

Associazione l’Altra Venezia

Punti di contatto per i rapporti con le Istituzioni:

mircobodi@gmail.com per il Gruppo Diportisti Laguna Veneta

marco.gasparinetti@ec.europa.eu per il Gruppo25Aprile

Competenze dell’ex Magistrato alle Acque: lettera alla Presidenza del Consiglio

Sulle spoglie dell’ex Magistrato alle Acque di Venezia (MAV) volteggiano volatili di ogni tipo, forse animati da nobili intenzioni o forse da più prosaici appetiti.

Nel rendere pubblica la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio in merito alle competenze del MAV, aggiungiamo un’unica avvertenza: la legislazione in vigore NON prevede che le medesime possano essere trasferite all’Autorità Portuale, così come NON prevede alcun obbligo che vengano trasferite alla città metropolitana: in attesa di un riassetto organico della materia che la nuova Legge Speciale per Venezia potrebbe auspicabilmente fornire, l’iniziativa che abbiamo preso di concerto con altre associazioni va letto come un invito a frenare certi appetiti e a non improvvisare rimedi frettolosi, che potrebbero rivelarsi peggiori del male.

Venezia, 25 febbraio 2016

Spettabile Presidenza del Consiglio

Alla Segreteria del Capo Dipartimento

PEC: affariregionali@pec.governo.it

Spettabile Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Alla c.a. del Direttore generale dott. Enrico Maria Puija

PEC: dg.tm@pec.mit.gov.it

Per conoscenza:

Provveditore Ing. Roberto Daniele

PEC: oopp.triveneto@pec.mit.gov.it

Sindaco Città Metropolitana Venezia

PEC: protocollo.cittametropolitana.ve@pecveneto.it

 

Oggetto: Trasferimento delle funzioni del soppresso Magistrato alle Acque di Venezia

 

Da notizie di stampa apparse sul Gazzettino in data odierna (allegato 1), apprendiamo o per meglio dire troviamo conferma di una lettera che il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia avrebbe indirizzato alle persone e ai Ministeri in indirizzo, con alcune richieste che consideriamo sorprendenti in quanto esorbitanti e/o ultronee rispetto alle competenze del Prof. Paolo Costa che le avrebbe firmate.

Considerato il periodo in cui la lettera è partita, potremmo anche pensare ad uno scherzo di Carnevale e tale ci auguriamo che sia, ma se così non fosse formalmente chiediamo alle Amministrazioni in indirizzo di considerare quanto segue.

Da quel che abbiamo letto, il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, perpetuerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna, con lo scandalo a voi noto.

In particolare si tratterebbe delle competenze in materia di:

  1. rilascio di autorizzazioni per escavi canali portuali;
  2. rilascio di autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali;
  3. rilascio di autorizzazione opere su aree demaniali portuali.

Se abbiamo capito bene la natura e le conseguenze eventuali delle richieste di cui sopra, il Presidente dell’Autorità Portuale in sostanza chiede di poter autorizzare se stesso a fare ciò che gli aggrada in quanto unico interprete del “superiore pubblico interesse”.

A nome delle associazioni firmatarie, che rappresentano più di duemila cittadini residenti nella città metropolitana di Venezia, ci permettiamo di dissentire alla luce dell’esperienza maturata in tempi recenti. Ci si potrà forse obiettare che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; ma se la proposta dell’Autorità Portuale venisse accolta sarebbe ancora peggio perché fra controllore e controllato si verrebbe a creare una commistione inestricabile, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Inoltre, il Presidente dell’Autorità Portuale rivendica anche una competenza ulteriore e ultronea rispetto alle sue necessità istituzionali:

  1. il “rilascio di concessioni spazi acquei in ambiti lagunari”.

La competenza dell’ex magistrato alle Acque in materia è estremamente ampia “ratione loci” dato che si estende su tutte le isole minori della Laguna veneta, compresi moltissimi rii e canali su cui l’Autorità Portuale non può rivendicare alcun interesse legittimo dato che mai potrebbero essere adibiti alla navigazione di unità navali: per profondità e larghezza, tali rii e canali sono ovviamente riservati alla circolazione di imbarcazioni locali e la concessione di spazi acquei è funzionale alle esigenze della popolazione e delle attività produttive ivi insediate (cantieristica minore, in particolare). Salvo errore di formulazione, tale richiesta appare sorprendente e “ultra vires” rispetto ai compiti istituzionali affidati all’Autorità Portuale di Venezia, in un ambiente delicato come quello della Laguna di Venezia dove la medesima Autorità Portuale si è già più volte scontrata con amministrazioni comunali, associazioni e comitati di cittadini a causa di una sua certa tendenza ad “allargarsi” oltre il necessario.

Ad ogni buon conto, percezioni a parte quello che conta è il disposto normativo e la normativa in vigore è quella che segue:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114.E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite“.

Nel caso in cui si voglia dare attuazione al disposto normativo, è dunque alla citta’ metropolitana di Venezia e non all’Autorità Portuale che le competenze di cui sopra potrebbero eventualmente essere trasferite.

Ai destinatari della missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, datata 15 febbraio 2016 con numero di protocollo 35350/SG-LEG/2818, formuliamo dunque una richiesta molto semplice: respingerla al mittente, nel caso in cui le proposte di cui sopra siano state effettivamente formulate, o rassicurarci che si trattava soltanto di uno scherzo di carnevale.

Venezia, 25 febbraio 2016

Marco Gasparinetti, portavoce Gruppo25Aprile

Mirco Bodi, portavoce Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Veronica Scarpa, Presidente Associazione “L’Altra Venezia”

24febbraio2016 NavarroDina

 

 

 

Traffico acqueo e cavoli di consultazione fucsia

Nella sua personale concezione di “democrazia partecipata”, il Sindaco in carica ha introdotto la simpatica consuetudine dei “tavoli di consultazione” riservati ai simpatizzanti della sua lista personale (lista Brugnaro); come abbiamo potuto constatare, sono ammessi ai tavoli anche gli adepti di recente conversione e altri spettatori plaudenti, a condizione di non fare troppe domande: “Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora” è stato il cortese invito rivolto a un partecipante più scettico degli altri, tanto per chiarire a tutti che se non sono applausi son “cavoli” amari più che tavoli.

Un’eccezione alla regola di cui sopra poteva essere la “conferenza” pomposamente convocata sul traffico acqueo, a cui non è estranea l’indagine conoscitiva avviata dalla Procura della Repubblica a causa della pressione ormai insostenibile che le esigenze del turismo di massa fanno gravare su rii e canali che erano stati pensati per imbarcazioni a remi e in cui il rispetto delle regole sembra essere diventato un “optional”. Abbiamo provato a crederci e al Signor Sindaco abbiamo indirizzato una richiesta garbata che potrete leggere in calce. Alla richiesta non è stata data risposta e la “conferenza” sul traffico acqueo si è svolta ieri mattina a porte chiuse, con una assenza ingombrante: quella dei residenti, che rispetto alle esigenze di cui sopra sono forse considerati come un fastidio di troppo.

Se pubblichiamo il testo che non ha ricevuto risposta, è per rivendicare il nostro diritto ad avere voce in capitolo e anche perché ciascuno possa valutare la ragionevolezza della posizione e delle proposte che, illusi, gli avevamo inviato. Nel caso in cui qualcuno in futuro volesse rimediare alla dimenticanza prendendo almeno nota di questi spunti di riflessione, magari eviterà il nomignolo che in città è già stato affibbiato a questi “cavoli di consultazione” che servono solo come foglia di fico, in perfetta continuità con pratiche anteriori che almeno non avevano la pretesa di spacciarsi come innovative.

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Egregio Signor Sindaco,

a nome del Gruppo Diportisti Laguna Veneta e del Gruppo25Aprile, che rappresentano più di 2.000 iscritti, Le rivolgiamo questo appello facendo seguito ai contatti intercorsi con il capogruppo dott. Maurizio Crovato.

La Sua decisione di convocare una conferenza con le categorie interessate in vista dell’adozione di un nuovo piano per il traffico acqueo ci trova assolutamente favorevoli e disponibili a fornire un contributo costruttivo in termini di osservazioni e proposte.

Nel convocare soltanto le categorie professionali interessate, che sicuramente hanno legittimi e corposi interessi da difendere, il rischio sarebbe quello di trascurare il punto di vista dei residenti che sono parimenti interessati sotto un triplice profilo:

  1. in quanto titolari di diritti reali e/o personali di godimento sui beni immobili che quotidianamente vengono aggrediti dal moto ondoso e ne subiscono i danni;
  2. in quanto utenti dei servizi di trasporto acqueo, ai quali riconosciamo tutta l’importanza che meritano per il buon funzionamento della città;
  3. in quanto proprietari di imbarcazioni da “diporto” che vorrebbero poter continuare a vivere la città in barca come sempre hanno fatto per generazioni, senza esser silenziosamente “espulsi” per mancanza di ormeggi o per un eccesso di regolamentazione che a volte produce effetti indesiderati.

Alla luce di questa premessa, Le chiediamo di poter partecipare alla conferenza del 25 febbraio con tre osservatori, per poter fornire a Lei in quanto Sindaco e Sindaco della città metropolitana la possibilità di aprire un canale di comunicazione diretto con tutti gli stakeholders e di assumere in assoluta autonomia di giudizio le decisioni che meglio corrispondono all’interesse generale, essendo evidente che la ricerca di un punto di equilibrio passa dal bilanciamento e dal contemperamento di tutti gli interessi in gioco.

In via preliminare e per chiarire il nostro approccio, non chiediamo tanto nuove regole quanto la semplificazione e l’applicazione di quelle esistenti, che sono ampiamente ignorate per tre motivi: la frammentazione delle competenze, la mancanza di controlli, la complessità del corpus normativo che si è stratificato nel tempo, da cui deriva una scarsa conoscibilità delle regole applicabili.

Con riserva di produrre osservazioni scritte più dettagliate, Le anticipiamo con la presente gli assi di intervento che a nostro modo di vedere sono assolutamente prioritari:

  1. uno studio dei flussi aggiornato, essendo a tutti evidente che alla base di decisioni difficili, in materia complessa come questa, ci debba essere la conoscenza dei flussi attuali suddivisi per tipologia di trasporto, mentre il dibattito sui giornali è basato su dati vecchi e mai aggiornati; “conoscere per decidere” (knowledge based approach) ci sembra una premessa necessaria perché Lei possa prendere decisioni condivise e accettabili.
  2. l’ottimizzazione del trasporto merci, che a Venezia è caratterizzato da inefficienze di vario tipo, già sottolineate dalle stesse categorie ed evidenziate anche dagli studi di Fabio Carrera.
  3. la libera circolazione dei residenti, che di fatto è ostacolata dalla scarsità di ormeggi e dalla progressiva scomparsa (per incuria o altro) degli anelli da ormeggio che da sempre caratterizzano il nostro paesaggio urbano consentendo ai residenti di poter condurre una vita normale: portare i figli a scuola, fare la spesa senza doversela caricare sulle spalle, accompagnare a casa i genitori anziani, tenendo ben presente la vecchia regola che per ogni riva o fondamenta richiedeva la presenza di anelli da ormeggio che con preoccupazione vediamo diradarsi o scomparire.
  4. nelle more dell’adozione di nuove regole e/o della semplificazione di quelle esistenti, i danni creati dal moto ondoso vanno contrastati con gli strumenti già disponibili, primo fra tutti il sistema ARGOS di cui Le chiediamo di assicurare il pieno funzionamento: prima ancora di pensare al GPS, alla luce delle recentissima sentenza del TAR Veneto, ci meraviglia il fatto che il Comune disponga di una tecnologia che al momento attuale è utilizzata al 10% delle capacità.
  5. Limiti di velocità: se dovessimo scegliere fra limiti irragionevoli o irrealistici e pertanto disapplicati (dalle categorie professionali in particolare) e limiti di velocità ragionevoli ma rispettati, la nostra preferenza va ai secondi, ferma restando l’esigenza di contenere i danni del moto ondoso che rischiano di comprometterela stabilità delle nostre case. Si aggiornino le regole e si facciano rispettare, è la nostra richiesta.

In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro in vista della conferenza del 25 febbraio Le porgiamo, Signor Sindaco, cordiali auguri di buon lavoro.

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Post scriptum:

Il cenno di riscontro non è mai arrivato. Ben altro era stato l’approccio della Municipalità di Venezia, che al moto ondoso aveva dedicato l’incontro (di cui riproduciamo qui la locandina) facendo seguito alla petizione firmata da più di 1.200 residenti. Forse non a caso, la capacità di ascolto della Municipalità è stata “premiata” con il ritiro di tutte le deleghe ad essa affidate, deliberata dal Consiglio comunale a maggioranza fucsia proprio ieri, 25 febbraio. Per celebrare degnamente la ricorrenza, resta solo da designare tale data come “Festa della democrazia” in salsa fucsia.. e “se no te va ben, ti va fora

locandina moto ondoso def

 

Moto ondoso : il punto di vista dei residenti

In questi giorni ci pervengono segnalazioni sempre più numerose sull’impatto del traffico acqueo sulle case dei residenti (case costruite sull’acqua, non dimentichiamolo, e a volte senza una riva o una fondamenta a fare da argine).

Pubblichiamo qui la lettera dei residenti sul Rio di Noale, sottolineando che analoghe segnalazioni ci sono arrivate da Rio della Fava, Rio dei Mendicanti e Rio Santa Marina.

A quanto ci consta, il nuovo Sindaco ha voluto trattenere anche la delega al traffico acqueo; contiamo quindi sul suo (invidiabile) dono dell’ubiquità per affrontare anche questo problema, o delegare finalmente la materia all’Assessore competente.

il Gruppo25Aprile

28 ottobre 2015

27ottobre2015 MotoOndoso

Patto faustiano, con l’anima altrui?

Piazza San Marco

Il Corriere in edicola oggi 11 ottobre pubblica un editoriale di Claudia Fornasier, dedicato alla situazione di bilancio del Comune di Venezia, che si distingue per lucidità di analisi ed equilibrio ; è una lettura che andrebbe consigliata a chiunque abbia a cuore le sorti della nostra città, e del quale vorremmo sottolineare tre passaggi in particolare :

  1. « l’arte è l’anima della città e a vendersi l’anima non ci ha mai guadagnato nessuno » ;
  2. La specificità lagunare non smette di essere tale, ma i governi hanno smesso di finanziare la Legge Speciale;
  3. Non esistono grandi invenzioni per uscire da questa situazione. Quattro sindaci ne hanno già indicate diverse. Si chiamano autonomia impositiva, deroga al Patto di stabilità, possibilità di tassare i croceristi,e di trattenere una quota dei biglietti dei treni. Il primo passo però è uno solo. Venezia è speciale e lo Stato deve ricominciare a riconoscerlo. E l’arte non si vende, perché è l’anima della città » (l’editoriale si conclude con questo passaggio, per noi essenziale perché proiettato nel futuro che vorremmo, per Venezia).

Il nuovo Sindaco vuol vendere i Klimt e gli Chagall di Ca’ Pesaro (e perché non anche i Kandinsky), da lui definiti come “modernariato”. Complicazioni giuridiche a parte, se ne potrebbe dedurre che al nuovo Sindaco, in crisi di idee nonostante i 100 giorni già trascorsi lavorando “18 ore al giorno”, sia venuta la tentazione faustiana di vendere l’anima (l’arte) in cambio di un bene supremo ? Il paragone non sarebbe offensivo, per chi conosce l’epica complessità della figura di Faust nell’opera di Goethe. Il problema è che Luigi Brugnaro da Spinea, residente a Mogliano Veneto, non venderebbe l’anima sua (in quel caso sarebbero affari suoi, di cui non ci impicceremmo) ma l’anima altrui : quella di Venezia, che non gli appartiene.. e allora la metafora più idonea potrebbe essere quella di Totò che vende la fontana di Trevi.

Vendere i gioielli di famiglia, ammesso e non concesso che si possa fare ? Ma allora potevamo tenerci i tanto vituperati Sindaci di prima : dal nuovo Sindaco molti aspettavano, in materia di bilancio comunale, un segno di discontinuità che finora non c’è stato. Prima di vendere ciò che non gli appartiene, al Sindaco converrebbe valutare invece le opzioni note da tempo, fra cui “in primis” quelle magistralmente riassunte nell’editoriale del Corriere, e una in particolare che potrebbe trovare attuazione in tempi rapidi, senza attendere improbabili miracoli romani.

La legge istituiva dell’imposta di soggiorno prevede infatti la possibilità, per i Comuni come Venezia, di applicare un’imposta di sbarco. A Venezia finora è stata fatta la scelta di tassare il turismo stanziale che porta ricchezza (tassa di soggiorno e indotto) chiudendo un occhio sulle tante strutture ricettive abusive, e adesso si vorrebbe anche sovvenzionare (con lo scavo del Vittorio Emanuele) una forma di turismo predatorio che alle casse comunali non porta neanche un centesimo : quello delle grandi navi.

Prima di vendere l’argenteria di famiglia, si valuti la possibilità di tassare e/o disincentivare quelle forme di turismo di giornata che alla città lasciano ben poco, se non montagne di rifiuti, e che oltretutto hanno un effetto repellente sul turismo di qualità (che genera ben altri indotti ed entrate, anche per le casse comunali); si verifichino (con l’aiuto di Veritas, società partecipata) le migliaia di strutture ricettive abusive che producono rifiuti senza pagare nemmeno la tassa corrispondente ; si faccia finalmente quella riorganizzazione delle partecipate (già suggerita dal Commissario Zappalorto)  in cui si annidano molti sprechi, e che è stata votata all’unanimità dal Consiglio comunale su proposta del M5S, nella seduta di settembre; si riprendano in mano i molti suggerimenti ricevuti in eredità dalla gestione commissariale: questo ci aspetteremmo, dal nuovo Sindaco. Non ne è capace ? Abbia la decenza di dimettersi prima che la città lo sommerga di fischi.. o di pernacchie, se vorremo anche noi ispirarci al Principe Antonio De Curtis in arte Totò.

M.G.

10 ottobre 2015

L’editoriale a pagina 1 del Corriere del Veneto (copyright: Corriere della Sera):

“Venezia non si vende. Quattro mosse che lo Stato può fare”, di Claudia Fornasier

Gli ultimi quattro sindaci di Venezia hanno rappresentato tutti gli schieramenti poltici, dal centrosinistra al centrodestra passando per un commissario prefettizio, vicino al cuore del governo. E tutti e quattro hanno cominciato la difficile navigazione nelle acqie del Canal Grande annunciando la fine degli sprechi, per approdare tutti alla stessa fermata:la richiesta di misure speciali per Venezia. Basterebbe fermarsi alle dichiarazioni del commissario mandato dal governo, un tecnico super partes per definizione, che in un anno ha fatto tanti viaggi della speranza a Roma, e in corsia preferenziale, quanti i suoi predecessori politici. La conclusione è semplice, il problema del fabbisogno economico straordinario di Venezia è un fatto strutturale e oggettivo. Soggettive sono le invenzioni del Sindaco di turno per farvi fronte, che sia l’alienazione di palazzi, l’asta di azioni pregiate, la privatizzazione del Casinò. Un’asticella sempre più alta fino alla proposta dell’attuale primo cittadino Luigi Brugnaro di cedere opere d’arte come i quadri di Klimt. Ma l’arte è l’anima della città e a vendersi l’anima non ci ha mai guadagnato nessuno.

Sgombriamo il campo dagli equivoci: il bilancio del Comune di Venezia finora è stato in pareggio. Il problema dei conti è farli tornare senza smettere di salvaguardare la città, anche a causa del Patto di stabilità (50-60 milioni l’anno da accantonare) calcolato sui soldi della Legge speciale ricevuti in passato e che dal 2005 la città non riceve più … La specificità lagunare non smette di essere tale, ma i governi hanno smesso di finanziare la Legge Speciale. L’opinione pubblica che è inorridita davanti alla Fenice in cenere forse non sa che la rete anticinendio non è ancora conclusa per mancanza di soldi, ma il ministro Franceschini che giustamente dice al Sindaco di far male all’Italia con l’idea di vendere le opere d’arte, tace su quanto faccia male all’immagine dell’Italia l’immagine di un governo che ha smesso di occuparsi di Venezia, Mose a parte. Non è solo colpa di Roma. C’è  stato uno scandalo grande come quello del Mose. Ci sono stati sprechi  e gestioni poco oculate neghli anni”ricchi”, quando limiti a iniziative, aiuti, assunzioni anche, non se ne sono messi..

Non esistono grandi invenzioni per uscire da questa situazione. Quattro sindaci ne hanno già indicate diverse. Si chiamano autonomia impositiva, deroga al Patto di stabilità, possibilità di tassare i croceristi,e di trattenere una quota dei biglietti dei treni. Il primo passo però è uno solo. Venezia è speciale e lo Stato deve ricominciare a riconoscerlo. E l’arte non si vende, perché è l’anima della città.

Claudia Fornasier

San Giorgio

Foto: Marco Gasparinetti, 10 ottobre 2015

Lettera aperta al Patriarca di Venezia

8ottobre2015 restauro

Lettera aperta al Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia:

Al PATRIARCA di Venezia,

S.E. Mons. Francesco Moraglia

Ci rivolgiamo a Lei come Padre della Chiesa Veneziana e punto di riferimento della nostra comunità. Ascoltando i suoi numerosi interventi e le parole da Lei pronunciate il 6 ottobre al Padiglione Aquae, mentre ragionava sul contenuto dell’Enciclica “Laudato Sì” del Santo Padre, siamo rimasti positivamente colpiti dal suo insistere su questioni a noi particolarmente care: la vivibilità di Venezia e la necessità di porre dei limiti al turismo.

La città d’acqua, come è ben noto, si sta spopolando anche a causa di una pressione turistica di massa che ha assunto le forme di una vera e propria invasione che tutto travolge, tutto trasforma nella direzione di una monocultura di basso profilo che annienta il tessuto socio-economico. Tale pressione espelle residenti in favore di attività ricettive, fa cessare imprese artigianali e commerciali di qualità che vengono soppiantate da bar o attività, tutte uguali e ripetitive, di prodotti indegni e scadenti che nulla hanno a che vedere con la storia e la tradizione manifatturiera veneziana. Quello che conta è sfruttare l’oggi senza pensare al domani che diventa sempre più incerto.

Di fronte a questa situazione drammatica e alla sensibilità da Lei dimostrata, a Lei rivolgiamo un accorato e pubblico appello. Premesso che l’allarmante calo demografico dovrebbe trovare risposta in serie politiche abitative, che sono di competenza comunale e regionale, chiediamo anche alla Curia e alle comunità religiose presenti in città, di contribuire per quanto possibile ad invertire questa tendenza.

Sono molte le strutture e gli immobili (conventi, luoghi di preghiera, appartamenti) che sono adibiti in parte o completamente a uso foresteria, affittacamere, ricettivo. Se per esigenze economiche e per mancanza di vocazioni si rende necessaria una riconversione e riutilizzo di questi spazi, perché non pensarlo in funzione della città, per chi volesse continuare a viverci non potendosi permettere canoni di locazione astronomici? A famiglie che avessero difficoltà a reperire un alloggio, a genitori separati, ad anziani specie se soli, a lavoratori che volessero trasferire o riportare la loro residenza a Venezia?

Le parrocchie, le congregazioni, gli istituti privati paritari sono i primi che risentono della perdita di abitanti. Pochi bambini da iscrivere alle materne, fedeli sempre più rari o assenti, chiese vuote e chiuse, calo di offerte ed attività di volontariato. A parte qualche singola realtà che può considerarsi ancora un’oasi felice, il quadro complessivo a Venezia è per noi motivo di preoccupazione. A titolo di esempio, pensiamo al vasto complesso del convento di Sant’Alvise (ex Canossiane) il cui futuro è attualmente incerto; in spazi così vasti, è immaginabile creare delle nuove comunità tra religiosi e laici dove, nel legittimo rispetto delle esigenze di ognuno, possano vivere anche coppie con figli, dando speranza e futuro alla nostra comunità? Non sarebbe questa una grandissima occasione e opportunità per dar seguito concretamente alle preoccupazioni e questioni anche da Lei sollevate? Trasformare questo luogo per la città, in funzione di chi ci vive. Sarebbe meraviglioso ad esempio se nei vasti spazi al piano terra trovassero posto anche attività artigianali, compatibili con questi luoghi, per far vivere tradizioni ed eccellenze che rischiano di scomparire. Teniamo al momento nella mente e nel cuore le Sue parole:

“Venezia vive e viene dall’acqua e noi sopravviveremo solo se metteremo al centro l’uomo e le attività umane. Perché ci sono attività che non portano ricchezza immediata ma che nel tempo metteranno a frutto il patrimonio che ha da secoli questa città. Guardiamo al dopo, alle prossime generazioni “. E noi vorremmo tanto che di generazioni di veneziani residenti in città ce ne fossero ancora molte per l’avvenire.

Primi firmatari:

  1. Nicola Tognon
  2. Alberto Alberti
  3. Flavia Antonini
  4. Philippe Apatie
  5. Stefano Barzizza
  6. Marco Baseggio
  7. Carlo Beltrame
  8. Alberto Benvenuti
  9. Enrica Berti
  10. Marilanda Bianchini
  11. Marina Biral
  12. Anna Bolcato
  13. Marco Borghi
  14. Matelda Bottoni
  15. Alessandro Bozzato
  16. Davide Bozzato
  17. Gaetano Brandini
  18. Roberta Bravin
  19. Margherita Bravo
  20. Stefano Bravo
  21. Cinzia Bubacco
  22. Massimo Callegari
  23. Gian Campi
  24. Carla Capone
  25. Elena Carpenedo
  26. Anna Cecchinato
  27. Francesco Ceselin
  28. Flavio Cogo
  29. Antonella Colussi
  30. Marisa Convento
  31. Simonetta Cordella
  32. Dalia Crestani
  33. Fabrizio Crociani
  34. Lorena Culloca
  35. Raffaele De Falco
  36. Valeria De Lazzari
  37. Tommaso De Michiel
  38. Davide De Sanzuane
  39. Mariuccia D’ Este
  40. Francesco Di Pumpo
  41. Riccardo Domenichini
  42. Bruno Fantin
  43. Daniela Foa’
  44. Paolo Fornelli
  45. Sabrina Forte
  46. Francesco Foschi
  47. Michele Fosco
  48. Nicoletta Frosini
  49. Orsola Frosini
  50. Marco Gasparinetti
  51. Chiara Gerardi
  52. Giorgio Griffon
  53. Federico Grubissa
  54. Adriano Kraul
  55. Rosanna Ligi
  56. Fabio Lombardo
  57. Mauro Magnani
  58. Salvatore Marchese
  59. Laura Marchetto
  60. Mara Marini
  61. Angelo Marzollo
  62. Anna Michieletto
  63. Chiara Mioni
  64. Giuseppe Mirisciotti
  65. Edda Molinari
  66. Maria Teresa Morini
  67. Elvira Naccari
  68. Francesco Nifini
  69. Silvia Nordio
  70. Lucia Papuzzi
  71. Saverio Pastor
  72. Magda Pattarello
  73. Beatrice Penso
  74. Tiziana Penzo
  75. Elena Perale
  76. Lucia Piastra
  77. Gianluigi Placella
  78. Bruno Politeo
  79. Tiziana Polito
  80. Gildo Pomentale
  81. Francesca Possiedi
  82. Silvana Quadri
  83. Lucio Regalini
  84. Alessandra Regazzi
  85. Liliana Romanato
  86. Cristina Romieri
  87. Marilena Rossetto
  88. Lucia Santini
  89. Veronica Sarti
  90. Rita Sartori
  91. Valentina Scapinello
  92. Roberto “Bart” Scarpa
  93. Veronica Scarpa
  94. Elisabetta Sciarra
  95. Claudio Sensini
  96. Franca Simoli
  97. Alberto Spernich
  98. Anna Tasso
  99. Giuseppe Tattara
  100. Annamaria Tissi
  101. Massimo Tomasutti
  102. Monica Tonussi
  103. Alice Veronese
  104. Dario Vianello
  105. Luciana Vianello
  106. Marco Vidal
  107. Matteo Visonà Dalla Pozza
  108. Francesca Voltolina
  109. Selina Zampedri
  110. Margherita Zocco

NB la lettera qui pubblicata in bozza verrà consegnata quando avrà raccolto un numero di adesioni statisticamente rilevante, all’interno e all’esterno del gruppo: i contenuti sono largamente condivisibili e la sottoscrizione dell’appello non richiede (né implica) adesione al Gruppo25Aprile.

Per aderire all’appello potete:

1) lasciare un commento con le vostre generalità (comprensive del Comune di residenza, se non è Venezia) su questa pagina;

2) inviare una email “aderisco all’appello al Patriarca” (firmandola con gli stessi criteri di cui sopra) a: tognon.nicola@gmail.com

3) partecipare alla discussione in corso nel gruppo: https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

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