Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

In difesa di Sant’Elena

Dall’ing. Giorgio Griffon, residente a Sant’Elena, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo al dibattito. Se l’assessore competente vorrà rispondere nel merito delle obiezioni, avrà pari spazio. Da parte nostra ci limitiamo ad aggiungere che la realizzazione di nuovi approdi per “lancioni gran turismo” a Sant’Elena richiede la revisione degli Accordi sottoscritti con l’Autorità Portuale di cui alla Delibera di Consiglio n.70/2015.

Sant'Elena Griffon

“Perché non ha senso dislocare a S. Elena gli approdi dei motoscafi turistici”

Introduzione

Il quartiere di S. Elena è stato costruito all’inizio del ‘900, negli anni tra le due guerre, su un interramento (la “Sacca di S. Elena”) realizzato nel corso dell’800 fra l’estremità della Venezia storica, che terminava dove ora sono i Giardini, e l’isola di S. Elena, che anticamente era un’isola della laguna, completamente separata.

Per questo motivo a S. Elena, tranne la chiesa gotica con il suo chiostro, non c’è nulla di interessante da vedere per un turista. Il parco antistante le case è stato realizzato così per espressa volontà dell’amministrazione di allora, al fine di non interferire sulla visione di Venezia dall’acqua con le “nuove costruzioni”. La pineta, estesa per una lunghezza di circa 400 m e larga circa 80 m, è il più grande parco del centro storico di Venezia e risulta esposto al vento di scirocco che viene dal mare, superando il Lido, e lo rende un luogo particolarmente fresco d’estate. Al contrario, le case proteggono il parco dalla bora e dai venti del nord, rendendolo piacevole da frequentare anche durante le giornate invernali.

La relativa lontananza dal centro di Venezia (S. Marco – Rialto) nonché dai punti di collegamento con l’entroterra (Piazzale Roma e stazione), insieme all’assenza di monumenti, hanno mantenuto S. Elena al di fuori dei movimenti speculativi che infieriscono sul resto della città, comportando prezzi delle case sensibilmente inferiori, ma anche una densità di alberghi e strutture ricettive in genere decisamente modesta.

Il pontile del vaporetto è servito da diverse linee, che permettono ai residenti di muoversi piuttosto facilmente raggiungendo senza troppa difficoltà le altre zone cittadine. Del resto, San Marco è raggiungibile con una lunga quanto magnifica passeggiata lungo le rive di Venezia, piacevole da fare se se ne ha il tempo e la stagione non è troppo calda.

Ora, in questa situazione che potrebbe sembrare idilliaca si inserisce il progetto del Comune di Venezia che prevede, tra altre iniziative, lo sfruttamento della riva di S. Elena per l’insediamento di pontili per motoscafi turistici: in particolare, a quanto è dato capire, motonavi provenienti da località della costa adriatica (Caorle, Jesolo, Bibione, Eraclea).

Le forme di impatto del turismo

Lo svantaggio per gli stessi turisti e l’impatto sulla logistica

I turisti fatti sbarcare a S. Elena si troveranno a una distanza di 2 km abbondanti dalla meta del loro viaggio, cioè S. Marco e il centro città, strada da percorrere su una riva interrotta da nove ponti ed esposta al sole, quindi impraticabile proprio nella stagione turistica e inadatta a chiunque non sia abituato a camminare, tanto più che arrivati a San Marco non si trova certo un luogo riposante.

È abbastanza ovvio pensare che una frazione molto importante di quei turisti tenterà di prendere un vaporetto dal pontile di S. Elena, che è sì servito da numerose linee, ma non certo attrezzato per un carico di migliaia di persone in una/due ore, com’è quello prodotto dalle motonavi: il risultato saranno gruppi di turisti in forte disagio costretti a pagare un biglietto esoso per trovarsi a competere con i residenti nel tentativo di salire su un mezzo che faccia percorrere loro gli ultimi due chilometri del loro viaggio. Sul vaporetto di linea 1, dalle 10 al primo pomeriggio sarà impensabile salire alle fermate di S. Elena, Giardini e Arsenale, in quanto i mezzi saranno costantemente intasati. Analogamente avverrà al ritorno, quando i turisti al rientro dovranno raggiungere nuovamente S. Elena per potersi imbarcare.

L’inquinamento chimico

Si desumono dal sito di una compagnia di navigazione della costa adriatica vicina a Venezia i dati relativi ad una motonave turistica: lunghezza 28 m (poco più di un vaporetto di linea 1, che ne misura 24) e due motori da 1350 HP ciascuno.

Per fare un confronto, un grosso camion può avere un motore da 500-600 HP, cioè una motonave turistica equivale a circa 4 o 5 grossi camion. La potenza massima viene utilizzata durante il viaggio in mare, ma anche durante l’approdo, quando sono necessarie accelerazioni e decelerazioni per fare manovra nelle acque ristrette circostanti i pontili (chi avesse dei dubbi vada a farsi una passeggiata sulla riva degli Schiavoni intorno alle 11 di mattina, osservi le navi in manovra e… annusi l’aria).

Naturalmente si tratta di motori Diesel, cioè particolarmente inquinanti; lo scarico delle motonavi è normalmente collocato a poppa, al livello dell’acqua o, in rari casi, in un camino che non raggiunge altezze tali da disperdere rapidamente in atmosfera i fumi. Pertanto, tutti i fumi così prodotti verranno raccolti dal vento di scirocco che soffia dal mare e condotti verso le case di S. Elena, con un risultato meno idilliaco rispetto alle premesse di questo scritto.

L’inquinamento idrodinamico

Ovviamente le motonavi, muovendosi, producono onde; la produzione è particolarmente impattante in quanto si tratta di scafi “plananti” dotati di ampi specchi di poppa che a bassa velocità sono completamente immersi e muovono grandi quantità di acqua; c’è poi l’aspetto troppo spesso trascurato delle correnti prodotte dalle eliche, responsabili di notevoli danni alle rive, poco conosciuti perché poco visibili (ma ben messi in luce in uno studio di Insula di alcuni anni fa, quando il Comune era in grado di svolgere la manutenzione dei rii). Questo comporta che lo specchio d’acqua antistante S. Elena diverrà “off limits” per piccole barche anche in semplice transito (e meglio non pensare nemmeno a quelle a remi), mentre le rive subiranno un’ulteriore aggressione, subdola quanto trascurata.

L’inquinamento acustico

I mezzi turistici producono rumori durante la navigazione, anche a bassa velocità, a causa della forma dei condotti di scarico che entrano in risonanza dato il basso numero di giri dei motori marini, fenomeno rispetto al quale non esiste alcuna forma di controllo.

Oltre a questo, le motonavi sono obbligate a emettere segnali acustici durante le manovre (un fischio: a dritta, due fischi: a sinistra, tre fischi: indietro). Le piante del parco, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non producono nessun abbattimento delle emissioni acustiche, che invaderanno il parco stesso e arriveranno direttamente alle case.

L’impatto ambientale sul parco

I turisti sbarcati, analogamente a quanto avviene ora sulla riva degli Schiavoni, si raccoglieranno in gruppi prima di muoversi verso il centro cittadino; similmente, prima dell’imbarco, arriveranno a S. Elena con un certo anticipo; durante queste pause è logico pensare che cercheranno riparo dal sole, magari un posto dove sedersi, eventualmente comperare qualcosa da bere e da mangiare e di conseguenza avranno bisogno di: spazio più o meno attrezzato, bar/ristoranti, cestini dei rifiuti, servizi igienici.

Attualmente a S. Elena non c’è niente di tutto questo.

Il parco non può essere considerato un luogo dove far sostare quotidianamente migliaia di persone perché il suolo erboso sarebbe immediatamente distrutto e ridotto a terra nuda. Se sussistono dubbi in proposito si vada a fare un altro giro sulla riva degli Schiavoni e si osservi lo stato dei “masegni” di trachite ivi presenti, ben più resistenti del prato di S. Elena.

I locali pubblici attualmente presenti sono due e relativamente distanti dalla riva; è facile immaginare che potrebbero svilupparsi o essere affiancati da altre iniziative imprenditoriali, sacrosante in sé, ma sistematicamente basate sull’insediamento di plateatici nell’unico spazio disponibile, cioè il parco.

Al centro della pineta, nella parte ovest, si trova la piccola costruzione dei bagni pubblici, provvista anche di una fontana, anch’essa adatta a sostenere la pressione degli attuali utilizzatori del parco e non certo allo sfruttamento massivo da parte di migliaia di persone al giorno senza controllo. Inutile precisare che lo stesso andirivieni da e per la fontana sarà sufficiente a distruggere il manto erboso.

I cestini della spazzatura sono pochi, come in genere in tutta Venezia, e non si vede come potrebbero contenere i residui prodotti dalla massa dei turisti.

L’ipotesi che il Comune, insieme al nuovo insediamento, sia in grado di dotare il parco di cestini, bagni nonché personale che vigili sul comportamento corretto e disincentivi la distruzione del parco prodotta dalla semplice presenza di alcune migliaia di persone è del tutto fuori luogo, visto che queste attenzioni non ci sono nemmeno per la piazza San Marco e le zone più monumentali della città, dove ci si può sedere a bivaccare su qualunque scalino e anche i turisti rispettosi (che, non dimentichiamolo, esistono e soffrono molti disagi) faticano a buttare via una coppetta di gelato.

Quindi è ovvio aspettarsi un parco ridotto a un immondezzaio, con terra polverosa e alberi dietro i quali migliaia di persone andranno a orinare, fino a quando gli imprenditori non ne chiederanno il taglio per realizzare dei bei plateatici sufficientemente grandi per ospitare le masse paganti.

Naturalmente non è nemmeno il caso di parlare di flora e fauna del parco, nonostante a S. Elena siano presenti specie straordinarie che però non hanno nessun interesse monetario: forse a qualcuno può interessare sapere che nell’intera regione del Veneto l’assiolo, un piccolo gufo, in anni ormai passati è stato messo in crisi dai pesticidi, e solo il centro storico di Venezia ha continuato ad ospitarne coppie che poi hanno ripopolato anche l’entroterra. Attualmente, nelle sere estive, a S. Elena è normale sentire il richiamo dell’assiolo e il verso stridulo della civetta, che si nutrono di grossi insetti notturni a loro volta a loro agio nel parco, nonché di piccoli animali (topi, rospi) che di giorno non si vedono. Di prima mattina, invece, capita di sentire il richiamo del picchio rosso che batte sui tronchi. Questi ed altri animali costituiscono un ecosistema destinato a scomparire.

Invece, per topi, scarafaggi, mosche e zanzare sarà un vero bengodi, fra i rifiuti dei turisti, i residui di bar e ristoranti, l’assenza di predatori naturali sterminati dall’uomo.

L’impatto paesaggistico

La riva di S. Elena, a differenza dalle altre rive di Castello fino al molo di San Marco, e da quelle delle Zattere, ha un bassofondo sporgente per una buona decina di metri (le briccole infisse a quella distanza segnalano infatti la distanza dal canale di navigazione); questo comporta che qualsiasi approdo deve prima sporgere fino al canale, poi sporgere ulteriormente per raggiungere il pontile a cui possano attraccare i mezzi. Si ricorda che, a differenza dai pontili dell’azienda di trasporti, quelli per mezzi turistici prevedono l’approdo della nave perpendicolare alla riva, per sfruttare meglio lo spazio; questo comporta che a S. Elena i pontili sporgerebbero da 30 a 40 m rispetto alla riva attuale, quindi sarebbero molto più visibili di quelli attualmente posti sulla riva degli Schiavoni.

Questa circostanza avrà un’ulteriore ricaduta negativa sulla libertà di manovra dei vaporetti di linea, che saranno ostacolati da motonavi e motoscafi in manovra (se se ne vuole un piccolo esempio si vada al pontile delle Zattere, a fianco del quale c’è il pontile dell’Alilaguna, con motoscafi rigorosamente perpendicolari alla riva e si verifichi l’intralcio quando i mezzi si muovono contemporaneamente).

L’impatto economico

Come nel resto di Venezia, la presenza di turisti, per quanto involontaria ed anzi coatta, produrrà immediatamente possibilità di guadagno legate al soddisfacimento di bisogni minimi ed immediati: bar, trattorie, venditori di ricordini, merce varia e naturalmente abusivi di ogni risma, la cui presenza attualmente non si è in grado di arginare in zone ben più vicine al centro. È ovvio che questo indotto distorto, inservibile ai residenti, porterà ad un aumento del valore degli immobili ad esso collegati, cioè piani terreni da destinare, appunto, a locali o a magazzini. Contemporaneamente l’uso degli immobili per residenza sarà disincentivato dato il peggioramento della qualità della vita, mentre molti saranno indotti almeno a tentare un utilizzo commerciale, ovviamente basato sul turismo in quanto obiettivamente unica possibilità di guadagno.

Una semplice conclusione

Lo scenario fin qui delineato non è apocalittico, ma costituisce la evidente conseguenza logica di una scelta che metterà a disagio i turisti ed in croce i residenti di una delle poche zone tranquille e vivibili rimaste nel centro di Venezia; non si tratta di una diluizione dell’impatto sul resto della città, perché questo quartiere sarà completamente devastato, con un peggioramento nella qualità della vita (ambiente, inquinamento, difficoltà di spostamento, prezzi elevati, ecc.) tale da comportarne il sacrificio totale; quindi nessuna forma di diluizione, che dovrebbe invece essere costituita da una condivisione degli svantaggi controllata e governata.

Pertanto, se il fine di una distribuzione degli svantaggi derivanti dal turismo di massa è escluso, rimane come unico scopo quello di far guadagnare soldi a poche categorie che godranno un privilegio esclusivamente economico, con gravissimo svantaggio per i veneziani come per gli stessi turisti, che dovrebbero associarsi alla protesta in quanto considerati ancora una volta esclusivamente per i soldi che possono portare, facendo attenzione a dare loro in cambio il minimo indispensabile.

Giorgio Griffon

La confusione di ruoli continua..

serena 1

Come scrivono i consiglieri comunali del Gruppo misto Ottavio Serena a Renzo Scarpa nella loro interpellanza, “il sito Internet istituzionale ha da tempo pubblicizzato nella home page la mostra. Fatto, questo, assolutamente inusuale per manifestazioni non organizzate dal Comune e sue partecipate. I consiglieri si spingono oltre e chiedono al sindaco anche il perché sia stato chiesto all’Ufficio Stampa dell’ente di redigere un comunicato inviato ai media locali, ancora una volta facendo pubblicità per un evento che lo stesso sindaco ha dichiarato essere frutto di capitali ed investimenti privati“.

La confusione di ruoli con questo sindaco regna sovrana, e questo ne è l’ennesimo esempio.

14 juillet: la presa del lampione

Una presa della Bastiglia alla rovescia, quella del 14 luglio a Venezia. Alla vigilia del Redentore dove tutti sono giustamente invitati a rispettare le regole, pubblichiamo due foto il cui sottotitolo potrebbe essere: “perché io so io e voi non siete un.. ” (cit. Alberto Sordi, nel film “il Marchese del grillo”).

Prima foto:

14luglio Luca Tagliapietra 1

Chiunque abbia una barca sa o dovrebbe sapere che a Venezia è vietato legarla a  lampioni, colonnine parapetto e altri supporti “impropri”, per motivi facilmente intuibili. I supporti “propri” sono le paline e le s-cione (anelli infissi sulla muratura della fondamenta) e in primo piano nella prossima foto se ne vede distintamente una a meno di mezzo metro dalla poppa della “Orogranata”:

14 luglio Luca Tagliapietra 2.jpg

Le due foto sono state scattate senza malizia alcuna da chi non è tenuto a sapere chi sia il proprietario della “Orogranata”, e pubblicate nel gruppo facebook “trasportatori Venezia”:

https://www.facebook.com/groups/575849069131528/?fref=nf

Nel citare l’autore delle foto Luca Tagliapietra (all’unico fine di rispettarne i diritti d’autore, e non per tirarlo in ballo) ci assumiamo noi la responsabilità di dire che l’imbarcazione della foto è in uso (privato) al Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e la riva è a pochi metri dalla grande struttura di cui è al tempo stesso concedente (come sindaco) e concessionario (come azionista di riferimento della “Scuola Grande della Misericordia SpA”) in una simpatica confusione di ruoli che abbiamo già a suo tempo evidenziato.

Che il sindaco in carica fosse o meno presente, che fosse o meno al corrente della “presa del lampione” di questo 14 luglio, non è un esempio edificante quello che la sua imbarcazione oggi offriva a chi quotidianamente si confronta con le note difficoltà di ormeggio a Venezia, e nonostante tutto riesce a garantire l’approvigionamento della città in condizioni di traffico sempre più difficili.

Nel citare la fonte delle due foto, ci sembra giusto citare anche la ragion d’essere di quel gruppo facebook, nelle parole del suo fondatore e senza nulla aggiungere o togliere:

“Salve a tutti ho deciso di creare questo gruppo per tutti i trasportatori Veneziani che ogni giorno affrontano questo lavoro con impegno e dedizione nonostante tutti i problemi una città unica come Venezia possa creare visto che si svolge il tutto in un ambiente ostile come quello acqueo che la circonda. Il mio scopo è quello di poter discutere in modo educato e responsabile su tutto quello che riguarda le varie tematiche dei trasporti acquei! Tutto ciò che crea disagio alla categoria e ai cittadini, traffico, velocità, poco rispetto delle regole e del buon senso. In questo gruppo potremo parlare civilmente di svariati argomenti che ci aiutino ad affrontare al meglio il nostro lavoro per far si che nessuno possa definire i trasportatori incivili,irrispettosi,maleducati,cafoni e deturpatori della città e le sue rive e canali! Siamo persone che vogliono solo lavorare senza che nessuno ci possa giudicare in modo negativo e chiediamo che anche questo come tanto altri lavori che si svolgono in città venga rispettato in quanto offre un beneficio a carico del cittadino! Si accettano suggerimenti,foto e messaggi per cercare di rendere un buon servizio e si possono pubblicare in bacheca! Se ci sono cose da segnalare per rendere migliore il convivere con tutte le altre categorie potete scrivere direttamente in bacheca in modo che tutti possano leggere e commentare sempre in modo pacifico ed educato . Chiedo gentilmente di rispettare le regole del buon senso e l’educazione è ben gradita quindi niente offese a persone o categorie che tanto non portano a niente di buono se a non creare astio e ripercussioni a nostro discapito! Siamo uomini e non ragazzini e possiamo affrontare insieme argomenti che servono a noi per migliorare il servizio che diamo alla nostra città”.

 

Mi No Vado Via, rassegna video

TG RAI:

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-3f03d2c6-c24a-47dd-b77a-facbf030d0a7.html

TG5:

http://www.tgcom24.mediaset.it/2017/video/venezia-abitanti-in-piazza-contro-gli-eccessi-del-turismo_3026105.shtml

TG La7:

http://tg.la7.it/cronaca/i-veneziani-manifestano-contro-il-turismo-delle-navi-da-crociera-e-delle-flotte-di-pullman-02-07-2017-117554

Antennatre e Rete Veneta:

Nuova Venezia, con alcuni dei “cori” scanditi dal corteo:

http://video.gelocal.it/nuovavenezia/locale/venezia-mi-no-che-no-me-ne-vado-i-veneziani-contro-la-citta-albergo/76665/77076

Gazzettino online:

http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/veneziani_stritolati_turismo_residenti_sfilano_citta-2538766.html

The local:

https://www.thelocal.it/20170703/venice-residents-protest-against-tourist-influx-mass-tourism-mi-no-vado-via

La televisione pubblica svedese:

https://www.svt.se/nyheter/utrikes/nya-protester-mot-massturismen-i-venedig?cmpid=del%3Afb%3A20170706%3Anya-protester-mot-massturismen-i-venedig%3Anyh%3Alp

Euronews:

Fiducia tradita, fiducia perduta

Con il rinvio al 2019 del dossier “Venezia”, deciso senza nemmeno una discussione, come se fosse una noiosa pratica da nascondere in fondo a un cassetto, l’UNESCO ha tradito la nostra fiducia.

Non vogliamo nemmeno entrare nel merito delle motivazioni risibili del rinvio, perché rischieremmo di offendere qualcuno. La nostra risposta come gruppo l’abbiamo già data, domenica 2 luglio, davanti a quel palazzo di cui siamo NOI a pagare le bollette:

P1000128.JPGNella foto: Palazzo Zorzi, sede veneziana UNESCO

Per chi volesse approfondire:

Conto alla rovescia, meno uno!

Domenica 2 luglio, “Mi NO Vado Via”. Appuntamento in Campo de l’Arsenale alle 10.30, manifestazione cittadina e corteo lungo Riva Ca’ di Dio e Riva degli Schiavoni.

2 luglio Copertina.png

Aderiscono, in ordine alfabetico:

  1. AGESCI Venezia 7
  2. Ambiente Venezia
  3. Amico Albero
  4. ANPI Sezione 7 Martiri
  5. ARCI Circolo Franca Trentin Baratto
  6. ASOLAPO Italia
  7. Associazione El Felze
  8. Associazione Faro Venezia
  9. Associazione Poveglia – Poveglia per tutti
  10. Associazione Venezia Viva
  11. Assemblea Sociale per la Casa
  12. Centro Internazionale della Grafica
  13. Comitato Ambientalista Altro Lido
  14. Comitato Cittadini Campo Rialto Novo
  15. Comitato No Grandi Navi
  16. Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
  17. Comitato Venezia
  18. CONFARTIGIANATO Venezia
  19. Ecoistituto del Veneto
  20. Effetto Venezia
  21. FAI Delegazione di Venezia
  22. Federconsumatori
  23. Forum Futuro Arsenale
  24. Generazione 90
  25. Gruppo25Aprile
  26. Gruppo WSM
  27. Italia Nostra
  28. L’Altra Venezia
  29. Masegni & Nizioleti
  30. Movimento Autonomia di Mestre
  31. Possibile
  32. Sanca veneta
  33. Scendiamo in campo
  34. Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
  35. Sindacato Unione Inquilini Venezia
  36. Storie di questo mondo
  37. Venessia. com
  38. Venezia Arte Cultura & Turismo
  39. Venezia Cambia
  40. Venezia-Mestre Due Grandi Città
  41. #VeneziaMioFuturo
  42. Venice on Peril
  43. Verdi Ambiente Società
  44. Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
  45. Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia

Giovanni Andrea Martini, Presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, e Danny Carella, Presidente di Municipalità Lido e Pellestrina.

Ai partiti e alle formazioni politiche presenti in Consiglio comunale e/o regionale non intendiamo dare spazio in questa lista, anche se ne apprezziamo le dichiarazioni di sostegno, e questo per non alterare la natura civica e apartitica della manifestazione.

Grazie per la comprensione.

Il portavoce,

Marco Gasparinetti

2 luglio Giudecca.jpg

2 Luglio, Mi No Vado Via!

Aggiornamento adesioni alla manifestazione del 2 luglio, in ordine alfabetico:

AGESCI Venezia 7
ANPI Sezione 7 Martiri
ARCI Circolo Franca Trentin Baratto
Associazione El Felze
Associazione Poveglia – Poveglia per tutti
Associazione Venezia Viva
Assemblea Sociale per la Casa
Centro Internazionale della Grafica
Comitato Ambientalista Altro Lido
Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
Comitato Venezia
CONFARTIGIANATO Venezia
Ecoistituto del Veneto
Effetto Venezia
FAI Delegazione di Venezia
Forum Futuro Arsenale
Generazione 90
Gruppo25Aprile
Gruppo WSM
Italia Nostra
L’Altra Venezia
Masegni & Nizioleti
Movimento Autonomia di Mestre
Possibile
Sanca veneta
Scendiamo in campo
Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
Sindacato Unione Inquilini Venezia
Storie di questo mondo
Venessia.com
Venezia Arte Cultura & Turismo
Venezia Cambia
Venezia Civiltà Anfibia
Venezia-Mestre Due Grandi Città
#VeneziaMioFuturo
Venice on Peril
Verdi Ambiente Società
Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia​
Danny Carella, Presidente Municipalità Lido e Pellestrina
G. Andrea Martini, Presidente Municipalità di Venezia Murano Burano
Anna Messinis, vice Presidente
Municipalità Venezia Murano Burano

30 giugno NV
Sui giornali del primo luglio troverete tutti gli aggiornamenti su orario e percorso del corteo, che attraverserà Riva Ca’ di Dio e Riva degli Schiavoni con partenza da Fondamenta Arsenale e raduno iniziale in Campo de l’Arsenale.
Primo luglio vigilia di manifestazione, saremo occupati con volantini cartelloni e striscioni.
Appuntamento con i giornali in edicola e poi con la nostra rassegna stampa, che riprenderà lunedì 3 luglio. Nel frattempo potete seguirci quasi in diretta qui:
e qui:
..e per chi usa Twitter anche qui:
Il 2 luglio non delegare, PARTECIPA!

“I Am Not Going Away”. Citizens’ March for Venice set for July 2 as UNESCO readies the ‘verdict’ for Venice’s inclusion on list of Endangered Sites

For our foreign friends:

Avatar di campaignforalivingveniceCampaign For A Living Venice

“I am not going away”. This is slogan under which 27 Groups, Associations and others have already signed on to participate in a broad coalition of citizens which will march in defense of Venice on Sunday, 2 July 2017. While awaiting the ‘verdict’ of UNESCO regarding the possible inclusion of Venice on the World Heritage Endangered Sites list, Venetians have had enough of the many unresolved and damaging problems facing the city, as well as the ongoing selloff of public buildings and resources. They march for a living Venice, not a museum display devoid of life. What follows are the official announcements for the event.

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On July 2 UNESCO will open its session which has been called to make an announcement regarding the possible inclusion of Venice in the list of Endangered Sites. We who live, work and study in Venice need not wait for a “verdict” from UNESCO…

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Hic Sunt Leones: prima che arrivasse la roulotte di FIAT MUSIC, qui era il deserto

A titolo eccezionale parliamo di musica e lo facciamo ospitando una lettera aperta al Sindaco Metropolitano e tuttologo con delega allo Sport, alla Cultura, al Traffico Acqueo e alle Relazioni Internazionali (quelle con la cittadinanza lasciano a desiderare, ma ne riparleremo in altra sede).

Per capire il contesto occorre premettere che, da certe dichiarazioni rese alla stampa dal Sindaco in carica, l’ignaro lettore sarebbe in diritto di pensare che:

  1. prima della missione civilizzatrice svolta da un tale amico suo personale, queste terre incolte fossero un deserto musicale e umano dove le uniche note che risuonavano nella nebbia erano le note di debito e quelle di credito, alternate al latrato dei cani e al cigolio delle lamiere, nonché ai lamenti dei debitori insolventi incatenati al piano terra del Palazzo dei Camerlenghi;
  2. se non ci fosse stata la roulotte chiamata “FIAT Music”, mestrini e margherini sarebbero morti senza nemmeno conoscere il significato della parola “Musica” (maiuscola, per non confonderla con i pallidi tentativi di imitazione anteriore).

Mestre, 27 giugno 2017

Egregio Sindaco,

in seguito alle sue originali affermazioni sul fatto che il Roxy Bar avrebbe finalmente portato a Mestre la Grande Musica, ci siamo permessi di stilare una prima lista provvisoria con i primi nomi che ci sono venuti in mente di Grande Musica che Mestre ha ospitato dal 1977 a oggi, cioè negli ultimi 40 anni:

Alberto Camerini, Edoardo Bennato, Francesco Guccini, Pino Daniele, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè con la PFM e poi Fabrizio De Andrè da solo (nel 1992, al Toniolo), Skiantos, Ivan Graziani, Franco Battiato, Ron, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Ivano Fossati, Paolo Conte, Alberto Fortis, Vasco Rossi, 99 Posse, Casinò Royale, Alma Megretta, Avion Travel, CSI, Matia Bazar, Tony Esposito, Frankie Hi NRG, Diaframma, Napoli Centrale, Sud Sound System, Samuele Bersani, Banco del Mutuo Soccorso, i Denovo di Mario Venuti, Enzo Jannacci, Stadio, Francesco Baccini, Litfiba, Claudio Lolli, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Giorgio Gaber, Jovanotti, Area, Africa Unite, Max Gazzè, Daniele Silvestri, Francesco De Gregori, Angelo Branduardi, James Senese, Riccardo Cocciante, Elio e le Storie Tese, Pierangelo Bertoli, Negramaro.

Art Ensemble of Chicago, Miles Davis, Jaco Pastorius, Chick Corea, Jack DeJohnette, Elvin Jones, Wayne Shorter, Chet Baker, Enrico Rava, Art Blakey, Paul Bley, Stanley Clarke, George Duke, Pat Metheny, Billy Cobhan, Weather Report, Stefano Bollani.

Saxon, Aerosmith, The Police, Iggy Pop, Gentle Giant, Tangerine Dream, Pearl Jam, Miriam Makeba, Motorpsycho, Little Steven, David Byrne, Yes, David Sylviain, Status Quo, Skunk Anansie, Sex Pistols, Ginger Baker, PIL, Steve Hackett, Cranberries, GreenDay, Echo and the Bunnymen, Ben Harper, Coldplay.

Style Council, Kid Creole and the Coconut, Simply Red, Alarm, Simple Minds, James Taylor, Nina Hagen, Peter Hammill, Bryan Ferry, Goran Bregovich, Leo Ferrè, Tina Turner, Wailers, Gipsy King, Kraftwerk, Bo’ Diddley, Dirty Joy, Penguin cafè orchestra, Ultravox, Neil Young, Massive Attack, Alanis Morrisette.

Egregio Sindaco,

è superfluo sottolineare che tale lista è relativa esclusivamente all’angusto spazio del Comune di Venezia della terraferma, e che se avessimo voluto includere anche le realtà limitrofe (Oriago, Marcon, Spinea, Mogliano, ecc) la lista sarebbe stata più consistente. Superfluo sottolineare inoltre che tale lista non è esaustiva, che abbiamo dimenticato molti nomi e che abbiamo anche deciso di concentrarci esclusivamente su nomi conosciuti da chiunque, anche da chi pensa che il concerto di Bobby Solo possa rappresentare un ritorno della Grande Musica: non sono stati menzionati i moltissimi gruppi e artisti singoli che, pur avendo riscontro internazionale, sono considerati “di nicchia” e nemmeno gli artisti locali, come Le Orme o Patty Pravo, o…

Diamo per scontato che i residenti se ne ricordino.

Giovanni e Paolo

 

NdR a cura della redazione del blog:

i criteri con cui il Sindaco in persona ha deciso di affidare ad un suo estimatore ed amico personale (amicizia recente ma platealmente esibita da entrambi) l’organizzazione di un evento che ha comportato spese per la collettività anziché affidarne la scelta ad un bando di gara, “prima facie” e a rischio di sbagliare ricordano quelli riassunti in un vecchio ma gradevole film diretto da Nanni Loy:

 

“Mi No vado Via”, conto alla rovescia meno 5!

Lista adesioni aggiornata al 26 giugno:
AGESCI Venezia 7
ARCI Circolo Franca Trentin Baratto
Assemblea Sociale per la Casa
Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
Effetto Venezia
Forum Futuro Arsenale
Generazione 90
Gruppo25Aprile
Gruppo WSM
Italia Nostra
L’Altra Venezia
Masegni & Nizioleti
Movimento Autonomia di Mestre
Possibile
Sanca veneta
Scendiamo in campo
Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
Sindacato Unione Inquilini Venezia
Venessia.com
Venezia Arte Cultura & Turismo
Venezia Cambia
Venezia-Mestre Due Grandi Città
#VeneziaMioFuturo
Verdi Ambiente Società
Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
Giovanni Andrea Martini, Presidente Municipalità Venezia
Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia

Il 2 luglio manifesteremo per molti motivi, e di ragioni per manifestare ne abbiamo tante. Su questo canale youtube troverete le videointerviste che stiamo registrando in questi giorni:

https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

..mentre la lista delle adesioni continuerà ad esser aggiornata soltanto sulla pagina Facebook dell’evento, perché continuano ad affluire di giorno in giorno.

Giorno per giorno (e sempre sulla pagina Facebook dell’evento) di qui a domenica pubblicheremo qualche esempio delle ragioni che ci portano a manifestare, cominciando da questo:

camera commercio 3

Il 2 luglio manifestiamo perché quest’anno ci hanno già tolto o ci stanno togliendo:

  1. Camera di Commercio (prima foto);
  2. Catasto (l’edificio della prossima foto);
  3. Ca’ di Dio, che era ospizio e casa di riposo da otto secoli (!) e diventerà un albergo;
  4. Palazzo Donà, in Campo Santa Maria Formosa, ex sede della Direzione Politiche sociali, oltre che dell’archivio della Procura della Repubblica. Con l’occasione è stata sfrattata anche la ferramenta che era un punto di riferimento per il sestiere, e che soltanto grazie alla caparbietà dei titolari ha riaperto poco lontano.
  5. La Regione Veneto a sua volta sta vendendo Palazzo Balbi e Palazzo Gussoni, e “La Vida” in campo San Giacomo.
  6. L’ex ospedale al mare del Lido diventerà un Club Med e la sede della Polizia Municipale è nella lista degli immobili da alienare nel 2017: il Comune si libera anche di quella, dopo aver venduto la Casa del custode degli adiacenti Giardini Papadopoli nel 2016. Quanto ai Lagunari, andranno all’asciutto in terraferma perché all’idroscalo delle Vignole devono fare un “resort” di lusso.

Prese una per una, saranno anche operazioni (forse) ineccepibili. Nel loro insieme e per la rotta che indicano, sono il colpo di grazia. Il cambiamento di rotta lo chiediamo da anni, chi ha vinto le elezioni lo aveva anche promesso ma nessuno di noi l’ha ancora visto.

Catasto

Domenica 2 luglio: se per te Venezia VALE, ci vediamo all’Arsenale

Il 2 luglio non andare in spiaggia, l’anno prossimo potresti non ritrovare neanche quella: il Blue Moon ad esempio non sarà più spiaggia libera. Domenica 2 luglio aspettiamo anche te, in Campo de l’Arsenale. Prima che vendano anche quello, per un piatto di lenticchie.

La pagina Facebook per seguire l’evento del 2 luglio:

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/?ref=bookmarks

 

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