Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivi per il mese di “agosto, 2016”

Venezia ad un bivio: l’editoriale di Marco Zatterin.. e la nostra risposta

Venezia ad un bivio.

Da una parte c’è una comoda autostrada in discesa, a forma di piano inclinato che alla prossima curva si restringe, diventa precipizio e ci porta dritti al burrone.

Dall’altra una strada in salita, apparentemente impervia e faticosa.

La nostra scelta l’abbiamo fatta, è #Veneziamiofuturo. Sappiamo che non sarà facile, sappiamo che rischiamo di pestare i piedi ad interessi costituiti, potenti e organizzati che non sono quelli della Città, ma è una città che amiamo con tutte le nostre forze. Noi ci proveremo.

L’editoriale di Marco Zatterin, vicedirettore de “La Stampa”, 30 agosto 2016:

Zat 30 agosto 2016Nelle stesse ore, il New York Times ha ospitato un durissimo intervento di Salvatore Settis che accusa le autorità competenti di “inettitudine” richiamandosi alla nota risoluzione UNESCO su Venezia che per primi abbiamo tradotto in italiano, su queste pagine.

All’Italia è stato dato tempo fino a fine febbraio, per rispondere ai singoli punti della risoluzione. Questa scadenza può essere vista come una minaccia (quella di finire nella lista dei siti UNESCO in pericolo, e sarebbe la prima volta per l’Italia) o come un’opportunità; noi abbiamo scelto la seconda opzione.

#Veneziamiofuturo incontrerà i sestieri, uno per uno, in un’operazione inedita e mai tentata prima: incontri pubblici e aperti a tutti, sestiere per sestiere, per elaborare una serie di richieste e proposte che diano finalmente risposte ai troppi problemi irrisolti: una lista di misure concrete, realistiche e realizzabili per evitare al Governo una figuraccia e ottenere qualcosa di positivo per Venezia e la sua Laguna.

In tutta sincerità, questo sarebbe il compito di altri, e non abbiamo la presunzione di sostituirci ad altri che sono stati eletti per amministrare, ma un contributo di proposte pensiamo di poterlo offrire.

Buon giornalismo è sollevare le domande giuste, nel momento giusto; i giornalisti lo stanno facendo.

Buon governo è trovare le risposte adeguate. Se chi ci amministra non le trova, come cittadini possiamo: A) tacere e subire B) suggerire e proporre. Noi ci proveremo. Senza illusioni e senza rassegnazione perché questo non è tempo di rassegnazione.

Appuntamento nei singoli sestieri, e per chi non potrà esserci appuntamento sulla nuova pagina facebook:

Primo incontro: sestier de Casteo, sabato 17 settembre alle ore 18.

Per Venezia.

 

Annunci

Manifesto per un turismo più rispettoso della Città

Dalla pagina facebook di #Veneziamiofuturo:

Venezia si avvia a subire il periodico “picco di marea” turistica con regata storica, mostra del cinema, premio campiello ed eventi collaterali. Ai turisti in arrivo diciamo che Venezia offre rispetto a chi la rispetta, e in questo manifesto il nostro grafico “di fiducia” Alessandro Toso Fei ha riepilogato in forma di infografica alcune regole minime di convivenza civile.

Il manifesto potrà essere stampato ed affisso negli esercizi commerciali, nei ristoranti e nelle strutture ricettive. In questo modo speriamo di offrire un piccolo contributo di conoscenza in attesa di quelle misure di regolamentazione dei flussi turistici che tutti auspichiamo ma di cui non si vede traccia, nell’azione dI questa amministrazione comunale.

L’obiettivo del manifesto è favorire la consapevolezza degli ospiti sulle regole elementari di convivenza che sono già in vigore e che potrebbero sembrare ovvie, ma l’esperienza recente dimostra che non lo sono o non lo sono per tutti. La versione stampabile in alta risoluzione è stata quindi pensata per essere affissa negli esercizi commerciali e nelle strutture ricettive che vorranno aiutarci a promuovere forme di turismo più rispettose della Città.

Per la stampa in alta risoluzione, seguire questo link:
manifesto IT

To the many visitors who will be in Venice for the Regatta and/or for the Film Festival (“Mostra del Cinema”) may we propose a deal: mutual RESPECT! Here are some of the rules: they may sound obvious, but recent experience shows that they are not.Waiting for the necessary measures that the City Council should adopt in order to promote a more sustainable tourism in Venice, the purpose of this campaign is simply to raise awareness: the manifesto  does not aim at imposing new rules but rather at improving knowledge about the existing ones in a clear and understandable manner.

For a high resolution, printer-friendly version please follow this link:
ale EN
Text by Alessandro and Alberto Toso Fei, copyright infografica Etra Comunicazione

Traffico acqueo: Diffida al Sindaco

Comunicato stampa: il gruppo25aprile CONFERMA le anticipazioni riportate dal Corriere in edicola oggi (prima foto) e informa la cittadinanza di avere protocollato una DIFFIDA indirizzata al sindaco Luigi Brugnaro in relazione all’inerzia dimostrata sul problema del traffico acqueo.

Diversamente dalla Giunta comunale che per la vendita della Casa del custode dei Giardini Papadopoli ha scelto di pubblicare un bando in data 3 agosto con scadenza 25 agosto, come se avesse fretta di metterci davanti al fatto compiuto, noi abbiamo rispettosamente aspettato il rientro dalle ferie del sindaco, a 6 mesi esatti di distanza dall’incontro a porte chiuse sul “nuovo piano per il traffico acqueo” da cui la cittadinanza è stata esclusa per sua decisione, e a più di 8 mesi di distanza dall’assemblea pubblica in cui a gran voce erano stati invocati maggiori controlli (ad essa si riferiscono le foto in calce).

La diffida è stata protocollata con il n° PG /2016/ 0397921 del 25/08/2016 alle ore 12,35. Ne riportiamo qui il testo, per conoscenza di tutti.

Corriere 25agosto2016

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco della Città Metropolitana di Venezia

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia con delega al traffico acqueo

Al Dr Marco Agostini, Comandante VVUU Comune di Venezia

E p.c.

Al Dott. Luigi Delpino, Procura della Repubblica di Venezia

Al Dott. Domenico Cuttaia, Prefetto di Venezia

All’Amm. Goffredo Bon, Comandante Capitaneria di Porto di Venezia

All’Ing. Roberto Daniele, Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche

LORO SEDI

 

Premesso che:

  1. In data 16 febbraio 2016 l’associazione denominata L’AltrA VeneziA inviava diffida al Sindaco di Venezia e della città metropolitana di Venezia arch. Lugi Brugnaro, nonché al Comandante della Polizia Municipale  affinché intervenissero per arginare il fenomeno del moto ondoso che danneggia le case dei residenti e mette in pericolo l’incolumità delle persone,  dando esecuzione immediata ai regolamenti in vigore e effettuando i necessari controlli, ognuno per quanto di sua competenza.
  2. In data 22 febbraio 2016 il Gruppo Diportisti Laguna Veneta e il Gruppo25Aprile, che rappresentano più di 4.000 iscritti, inviavano al Sindaco di Venezia arch. Luigi Brugnaro la richiesta di poter contribuire come osservatori alla “conferenza con le categorie interessate in vista dell’adozione di un nuovo piano per il traffico acqueo” convocata per il 25 febbraio; nel formulare tale richiesta, i gruppi sopra citati sottolineavano l’urgenza di “uno studio dei flussi aggiornato, essendo a tutti evidente che alla base di decisioni difficili, in materia complessa come questa, ci debba essere la conoscenza dei flussi attuali suddivisi per tipologia di trasporto, mentre il dibattito sui giornali è basato su dati vecchi e mai aggiornati”.
  3. Alla diffida di cui al punto 1) e consegnata in data 19 Febbraio u.s. non è mai stata data risposta.
  4. Alla richiesta di cui al punto 2) non è mai stata data risposta.
  5. Allo stato attuale, del “nuovo piano per il traffico acqueo” annunciato a febbraio non vi è alcuna traccia, né tantomeno sono state adottate misure di alcun tipo per affrontare la problematica.16dic2015 Corriere

Vista

la Legge regionale 63/93 del 30.12.1993 e la sentenza del TAR Veneto che ne interpreta le disposizioni con riferimento alla ripartizione delle competenze regolamentari che fanno capo, rispettivamente, al Comune di Venezia e alla Città Metropolitana di Venezia;

Considerato che:

  • In data 22 Aprile 2015 la Direzione Mobilità e Trasporti, Settore Mobilità, emanava l’Ordinanza n 274 (PG/2015/0175133) avente per Oggetto: Testo unico in materia di circolazione acquea e in particolare specifiche disposizioni in merito a:
    • vigilanza e sanzioni
    • circolazione delle unità a motore
    • sensi unici
    • circolazione delle unità adibite al servizio taxi
  • Dalla osservazione dei dati disponibili al pubblico sul sito web del Comune risulta evidente la progressiva riduzione delle attività di controllo e la conseguente riduzione del numero di infrazioni accertate nonostante il noto e documentato incremento del traffico acqueo;
  • La rilevazione dei dati sul traffico acqueo non viene più aggiornata regolarmente a seguito della messa in liquidazione di COSES a suo tempo (2006) relatore di un specifico studio;
  • Risultano mal funzionanti o del tutto inattivi gli strumenti di rilevazione (Argos) predisposti in particolare sul Rio di Noale;
  • Il perdurare delle infrazioni, soprattutto quelle relative alla velocità e al relativo abnorme moto ondoso, procura danni al patrimonio privato e pubblico;
  • La conferenza del 25 febbraio 2016 ( alla quale non sono stati invitati a partecipare i cittadini e le realtà associative che ne avevano fatto richiesta ) non ha prodotto alcun risultato concreto e tanto meno provvedimenti volti a risolvere il problema;
  • Nei canali e nei rii cittadini la situazione è ormai fuori controllo, come ampiamente e ripetutamente riportato dagli organi di stampa locale, e dimostrato anche dal recentissimo incidente verificatosi nel rio di Noale, in data 24 agosto 2016;

PQM

La scrivente Associazione L’AltrA VeneziA,

 in nome proprio e per conto del “Gruppo25Aprile”

D I F F I D A

  1. Il signor Sindaco della Città Metropolitana di Venezia a dare attuazione al Regolamento provinciale per il coordinamento della navigazione, nella parte in cui (articolo 66) prevede un sistema integrato di rilevazione e controllo della navigazione lagunare unificato in tutta la Laguna con particolare riferimento alle imbarcazioni adibite al trasporto professionale di merci e persone;
  2. Il signor Sindaco di Venezia, alla luce dell’inchiesta conoscitiva già disposta dalla Procura, a predisporre ogni possibile misura idonea a ridurre e razionalizzare il traffico nei canali e rii interni alla città di Venezia, al fine di garantire la sicurezza della navigazione e il contenimento del moto ondoso che danneggia il patrimonio pubblico e privato;
  3. Il signor Sindaco di Venezia a garantire il pieno funzionamento del sistema di video sorveglianza tramite “ARGOS”, a predisporre il necessario capitolo di bilancio e ad assicurarsi che vengano adempiuti tutti gli obblighi posti in capo al Comune di Venezia dalla normativa vigente, in materia di salvaguardia e traffico acqueo, conferendo apposita delega ad un assessore della sua Giunta, nel caso in cui l’impegno risultasse troppo gravoso per la sola persona fisica che ricopre contemporaneamente le cariche di Sindaco del Comune di Venezia e Sindaco della Città Metropolitana;
  4. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare nel frattempo le disposizioni necessarie affinché, a normativa costante, vengano effettuati i doverosi, dovuti ed obbligatori controlli nei canali e nei rii interni più trafficati e che detti controlli vengano effettuati con frequenza che tenga in considerazione l’attuale livello di traffico;
  5. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare urgenti disposizioni affinché gli strumenti di controllo a suo tempo predisposti (telecamere sistema ARGOS) siano pienamente funzionanti allo scopo di svolgere efficacemente il costante monitoraggio previsto, provvedendo a dare tempestivamente pubblica informazione sullo stato, il posizionamento, le caratteristiche e le capacità dei sistemi attuali di monitoraggio delle infrazioni, con particolare riferimento alla velocità dei natanti.A2 RobertoVianello

A3 sala

A10 ArmandoDanellaQuanto sopra, entro il termine perentorio di 60 giorni a far data dalla ricezione della presente diffida, dato che alla precedente non è stato dato né seguito né risposta, con riserva di adire l’Autorità Giudiziaria a tutela dell’integrità fisica delle nostre case e dell’incolumità delle persone fisiche rappresentate dalla scrivente Associazione.

Venezia, 25 agosto 2016

Il Presidente Associazione L’AltrA VeneziA

Veronica Scarpa

locandina moto ondoso def

Foto: René Seindal

Copyright articoli qui riprodotti: Corriere della Sera

#Veneziamiofuturo: proposte e metodo di lavoro

Nelle prossime settimane #Veneziamiofuturo organizza incontri pubblici in tutti i sestieri, per raccogliere suggerimenti e proposte concrete. Il futuro non si costruisce con i proclami ma con proposte concrete, realistiche e realizzabili; per chi ci conosce, è il metodo di lavoro che ci siamo dati come gruppo e nelle prossime settimane verificheremo la buona volontà degli interlocutori istituzionali con un’arma di pressione supplementare: la risoluzione UNESCO che ha dato all’Italia 7 mesi di tempo e ci ha dato ragione su alcune delle nostre rivendicazioni “storiche”, a partire da cambi di destinazione d’uso e gestione dei flussi turistici:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/14/risoluzione-unesco-una-svolta-epocale-per-venezia/

Per il primo incontro abbiamo scelto il sestiere di Castello: uno dei due sestieri dove la popolazione residente è tuttora superiore ai 10.000 abitanti; l’altro è Cannaregio, dove ci riuniremo nella prima decade di ottobre. Il preavviso di manifestazione è stato inviato alla Questura per la data del 17 settembre. salvo imprevisti, l’appuntamento è dunque per il 17 settembre alle ore 18, all’esedra di Via Garibaldi. Vi consigliamo di segnarvi già la data perché se ai Giardini Papadopoli alla vigilia di ferragosto e con due giorni di preavviso abbiamo riunito più di 100 persone, per un evento annunciato con largo anticipo e organizzato quando saremo tutti rientrati dalle ferie l’affluenza sarà presumibilmente superiore.

In vista dell’incontro del 17 settembre pubblicheremo alcuni spunti di riflessione sui temi che più ci stanno a cuore. Prima di farlo abbiamo voluto passare al setaccio il “programma di governo” della Giunta in carica, con riferimento alle sue “Linee Programmatiche 2015-2020” quali approvate dal Consiglio comunale in data 29 ottobre 2015. Di quel poco che annunciavano quelle linee programmatiche finora si è visto ancora meno, ma su questo ritorneremo con gli approfondimenti tematici, pronti a ricrederci se la Giunta in carica vorrà finalmente dare qualche risposta ai problemi sollevati (anche) dall’UNESCO dimostrando di saper cogliere questa opportunità storica e la “leva “che quella risoluzione potrebbe rappresentare nei confronti del Governo nazionale, anziché sminuirne la portata come ha fatto finora.

calvino

Le linee programmatiche 2015-2020 avrebbero dovuto e potuto offrire una strategia, una visione di insieme della Venezia che vogliamo di qui al 2020; di tale strategia o visione di insieme non vi è traccia apparente, che non sia quella di una sorta di eutanasia programmata della città d’acqua, ai cui residenti non resterà che un futuro di sudditanza assoluta rispetto alle esigenze della monocultura turistica, per la gioia della speculazione che vede crescere il valore a metro quadro di ogni immobile che da residenziale si trasforma in albergo o residenza turistica.

Quella che traspare dal documento è una città al servizio di porto, VTP, aeroporto e tour operators in un ribaltamento di ruoli deleterio perché privo di contrappesi o freni inibitori, volto a massimizzare i flussi turistici anziché razionalizzarli a profitto di un turismo di qualità e della città stessa, che ne diventa mero “contenitore” (capitolo 7: infrastrutture, sono tutte al servizio dei vettori che potranno in quel modo convogliare a Venezia masse crescenti di turisti).

Siamo seduti su una miniera d’oro (Venezia), ma come in certe colonie di altre epoche, la miniera verrà sfruttata in modo tale che i proventi finiscano altrove, e pazienza se mercurio e cianuro avranno nel frattempo ammorbato l’aria e l’acqua. Qual è il contributo di porto, aeroporto e VTP al bilancio comunale? Zero. E allora perché perseguire una politica di grandi opere (allargamento aeroporto e stazione marittima, scavo del Vittorio Emanuele, alta velocità da Mestre all’aeroporto) senza contropartite per la città che ne subirà i disagi? Se vogliamo parlare di strategia, il punto di partenza dev’essere la consapevolezza che i nostri problemi sono collegati fra loro e che senza visione di insieme il futuro della Civitas assomiglia ad un piano inclinato con il numero di residenti che continua a calare al ritmo di 1.000 all’anno:

  1. La pressione turistica, in un rapporto di causa a effetto ormai evidente, continua a espellere residenti, negozi di vicinato e attività artigianali, senza nemmeno portare a benefici tangibili per il bilancio comunale. L’IVA percepita su quel fiume di denaro in “transito” viente integralmente versata allo Stato, così come le tasse portuali e quelle di ancoraggio, mentre l’imposta di soggiorno (l’unica che finisce nelle casse comunali) paradossalmente colpisce soltanto il turismo più stanziale e sostenibile. La razionalizzazione dei flussi turistici (adottando una almeno delle proposte già sul tavolo, che potrebbero essere sottoposte ad analisi comparata in termini di costi/benefici) potrebbe invece generare le risorse necessarie a riportare in equilibrio il bilancio comunale (rapporto fra entrate e spese correnti) e finanziare una politica per la casa nella Venezia insulare, che è totalmente assente nelle linee programmatiche: queste parlano soltanto di un censimento già realizzato due anni fa, come se non fosse mai stato fatto. Nulla si dice della necessità di completare almeno quanto già avviato e del come ristrutturare/restaurare le 600 unità immobiliari vuote e/o inagibili.
  2. Per preservare una città viva è necessario che una parte del patrimonio immobiliare venga destinato alla residenzialità; la tendenza attuale invece è quella di autorizzare cambi di destinazione d’uso irreversibile (una casa che diventa albergo non tornerà mai più alle sue funzioni originarie) tollerare la proliferazione di bed and breakfast più o meno abusivi (colpa anche di una Legge regionale che tratta Venezia come se fosse Jesolo) e alienare quel che resta di patrimonio pubblico: a titolo di esempio, la Casa del custode dei Giardini Papadopoli avrebbe potuto dare un tetto e un lavoro a famiglie veneziane, si è preferito venderla a un albergo con un bando pubblicato il 3 agosto che scadrà il 25 e il cui esito è ovviamente scontato: a comprarla potrà essere soltanto l’albergo più vicino, viste le condizioni di gara che abbiamo poututo esaminare. Alla questione “casa” sarà dedicata la prima scheda di approfondimento che pubblicheremo nei prossimi giorni.
  3. Trovare casa a Venezia è condizione necessaria ma non sufficiente, se i redditi da lavoro delle persone che ci vivono sono insufficienti per poter restare in città; come gruppo abbiamo sempre insistito sul binomio casa/lavoro. Creare posti di lavoro è stata una delle prime promesse del futuro sindaco Brugnaro in campagna elettorale. Essa riguarda sia la terraferma che la città insulare. Di seguito ci occupiamo della creazione di posti di lavoro nella città insulare per le sue caratteristiche speciali rispetto a tutte le altre città venete, italiane ed europee. Noi proponiamo la creazione di posti di lavoro in settori non collegati, né direttamente, né indirettamente al turismo; ciò al fine di evitare quella totale dipendenza di Venezia dal turismo e di creare attività produttive alternative in settori che tengano conto della fragilità della Venezia insulare. Gli spazi per farlo ci sono, a partire dall’Arsenale e dalle fornaci dismesse di Murano. L’approccio proposto consiste nel bilanciare tramite esenzioni fiscali i maggiori costi di gestione necessari per esercitare attività produttiva nella Città insulare, nel rispetto della normativa europea che vieta gli aiuti di stato, aiuti intesi come sovvenzioni, esenzioni fiscali, agevolazioni di qualsiasi tipo, che rappresenterebbero una distorsione di concorrenza qualora applicati anche alla terraferma. In attesa di arrivare al riconoscimento di una specialità di Venezia a livello europeo attraverso l’art 107 del Trattato di Lisbona, obiettivo che vorremo vedere riconosciuto nella nuova Legge Speciale per Venezia, la strada più semplice e immediatamente percorribile è quella della deroga chiamata “aiuti de minimis”. Questa deroga prevede la possibilità di aiutare fino a 200.000 euro in tre anni procapite le imprese e gli imprenditori individuali. Da calcoli fatti con Comune, Eurosportello e Camera di Commercio, le imprese “insulari” non collegate alla attività turistica che potrebbero beneficiarne attirandone di nuove e incrementando il numero dei posti di lavoro sono circa 5.000. Questo come obiettivo di breve termine per invertire la tendenza; nel medio termine, rilanceremo inoltre la proposta di una zona franca (con esenzione fiscale per tutte le imprese che creano o mantengono posti di lavoro non collegati al turismo). Dove? Per non ripetere gli errori commessi dal Governo nazionale con la vicenda degli sgravi contributivi (vicenda kafkiana che sta portando alla restituzione di tali sgravi maggiorati di interessi), la zona franca andrebbe circoscritta alla Venezia insulare, riservandola a feterminate tipologie di attività produttive e artigianali che ancora esistono o possono essere create, con le conseguenti ricadute occupazionali in quello spazio vasto che è l’arsenale e nelle isole dove ancora esistono realtà manifatturiere e artigianali la cui sopravvivenza è sempre più a rischio.
  4. Fra gli argomenti NON affrontati dalle linee programmatiche, un’altra lacuna ci sorprende in modo particolare: il trasporto acqueo che è ormai al collasso, in una città dove ogni giorno si riversano, per motivi di lavoro, decine di migliaia di pendolari in aggiunta ai flussi turistici ormai incontrollati; eppure tali flussi generano introiti notevoli per l’ACTV, che avrebbe dovuto reinvestirli nel rinnovo di una flotta ormai vetusta, inquinante e totalmente inadeguata rispetto alla domanda. Si è preferito spremere la flotta come un limone (con il prezzo dei biglietti a 7,5 euro per i non residenti) reinvestendo i profitti altrove? Ora di cambiare rotta perché la situazione sta diventando insostenibile, come dimostrato dai sempre più frequenti guasti meccanici a bordo. Della lotta al moto ondoso poi non abbiamo trovato traccia, nel documento, eppure è uno dei problemi nel mirino dell’UNESCO, per le conseguenze che comporta sul nostro patrimonio architettonico.
  5. La “miniera d’oro” chiamata Venezia genera un fatturato di 10 miliardi all’anno, imposte pari a 3 miliardi circa e un residuo fiscale (differenza fra imposte riscosse e servizi o trasferimenti statali, inclusi quelli per il MoSe) pari a un miliardo di euro all’anno. I margini di manovra per un negoziato con lo Stato centrale ci sarebbero, con queste premesse. Qualcuno potrebbe obiettare che lo Stato italiano non accorderebbe mai alla Venezia insulare una zona franca, per il precedente che potrebbe creare rispetto ad altre zone insulari? Per conoscere la risposta occorre proporlo, cosa che non è stata mai fatta.. ma la cosa più grave è che di zone franche le linee programmatiche parlano eccome, in un senso completamente diverso : quello di una zona franca doganale da allargare in terraferma, per facilitare il commercio con i Paesi extra UE (gli unici ancora soggetti a dazi doganali). Quali posti di lavoro si possono creare, e quanti se ne distruggono, con una zona franca di quel tipo ? Altri scaricatori di porto, per le merci in arrivo dalla Cina ? Sono quelli i posti di lavoro di cui abbiamo bisogno, a Venezia ? Adesso che il Governo è sotto pressione internazionale grazie alla risoluzione UNESCO, non sarebbe il momento di negoziare una nuova legge speciale per Venezia e la sua Laguna?
  6. Oltre al rifinanziamento della Legge Speciale, su cui bene fa il Sindaco a puntare i piedi perché è un atto dovuto per la manutenzione ordinaria, si potrebbe anche ragionare su un “reddito di guardiania” (o di cittadinanza, intesa però come residenza a tempo pieno) da finanziarsi con i proventi del turismo o con parte dell’IVA da trattenersi sul territorio (le ipotesi fin qui discusse con i sottosegretari all’economia a livello di ipotesi produrrebbero un gettito di 20 milioni di euro all’anno).
  7. Quello che va assolutamente ribaltato, in ogni caso, è il rapporto di sudditanza che traspare dalle linee programmatiche così come sono attualmente strutturate: per riequilibrare il rapporto di forze con il meccanismo di pesi e contrappesi che è la grande conquista delle democrazie liberali avanzate, ognuno faccia il suo mestiere ! Fermo restando che le società per azioni sono costituite a fine di lucro e il lucro da perseguire è quello degli azionisti, il ruolo di un Sindaco è quello di far valere le ragioni della civitas (i cittadini), e non di spolparla (svuotandola dei suoi abitanti) per poi gettarne la carcassa in pasto agli avvoltoi che volteggiano in cerca di preda; il fatto che il Sindaco attuale sia al tempo stesso un imprenditore le cui aziende si propongono come fornitori di catene alberghiere e compagnie di crociera non semplifica le cose ma nemmeno le rende impossibili, vista la distinzione di ruoli che sicuramente gli è ben chiara. Sui singoli temi qui riassunti  a titolo di introduzione ritorneremo nei prossimi giorni, fermo restando che questo primo tentativo di inquadramento è aperto al contributo (e alle critiche) di tutti.

Il Gruppo25Aprile

Per chi vorrà partecipare al dibattito in corso, oltre alla pagina internet abbiamo inaugurato una pagina facebook aperta al contributo di tutti:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/?ref=bookmarks

Veneziamiofuturo

 

Viaggio ai confini dell’impero fucsia

Cristo si è fermato a San Pietro in Volta, ha creato le sanpierote e il nostro viaggio riparte da là, dove si mangia dell’ottimo pesce. Da San Pietro in Volta a Pellestrina oggi, prima foto lato laguna: chi di voi ricorda Kevin Costner in Waterworld? La piattaforma a noi ricorda vagamente il film..

imperofucsia 1Arrivo a Pellestrina, dove anche le paline da ormeggio davanti alla Coop si tingono di fucsia: il colore del sindaco, che dopo aver fallito lo sbarco a Chioggia ha ripiegato su Lidi più sicuri:

imperofucsia6..il viaggio ai confini dell’impero prosegue, alla ricerca di segni tangibili della ricchezza e benessere portati dalla Giunta fucsia:

imperofucsia2

Nulla da fare, i segni del Progresso per il momento si limitano al fucsia che ha sostituito il nero in cima alle paline di recente concessione:

imperofucsia4Turisti americani di passaggio chiedono se quella tendina fucsia dietro alla palina fucsia nasconde un bordello o un centro di massaggi cinese; mi trincero dietro un “sorry I don’t speak English”, perché almeno da queste parti speravo di evitare la domanda di rito “where can I find a night club in Venice”?

imperofucsia5

Il fotografo non giudica: documenta e basta, di fucsia oggi ne ha contate dieci ma vi risparmierà il resto.

imperofucsia

Saluti da Pellestrina che non va confusa con San Pietro in Volta e Portosecco, dove bricole e paline al momento conservano il loro colore naturale.

 

Speakers’ Corner ai Giardini Papadopoli il 12 agosto: perché?

Glossario del 12 agosto:

Angolo degli oratori (Speakers’ Corner) : l’iniziativa organizzata per il 12 agosto dalle 17 alle 19, quando i Giardini Papadopoli si trasformeranno nel nostro Hyde Park e ospiteranno chiunque abbia qualcosa da dire, su un palco di fortuna e rigorosamente « unplugged ». Una follia, considerando che è il ponte di ferragosto e Venezia sarà semivuota? Le cose facili le lasciamo agli altri, se ci riuniamo in quel luogo e in quella data un motivo c’è:

Giardini Papadopoli : uno scrigno verde di 7.500 m² all’ingresso di una città in cui i parchi sono rari, aperto al pubblico nel 1920 e che presto potrebbe essere chiuso o precluso (in tutto o in parte) alla cittadinanza in virtù di una delibera del 29 luglio che li affida in uso esclusivo con concessione decennale ad un albergo, a cui contestualmente verrà anche venduta la « casa del custode ». Come spesso accade per questo tipo di “blitz”, il tutto è stato pubblicato nell’albo pretorio il 3 agosto, con una procedura di “evidenza pubblica” (pubblica ma non troppo, visto il tenore del bando) che si concluderà il 25 agosto.

Generazione ’90 : “Siamo un gruppo di ragazzi testardi e motivati. Siamo forse l’ultima generazione che ha vissuto Venezia come una Città vera, viva, dove trovare una casa, un lavoro, muoversi per le calli o fare la spesa non erano azioni da supereroi, ma cose normali. Una città dove le decisioni quotidiane si prendevano guardando anche al cittadino e non solo al turista. Chiariamo da subito: non siamo nostalgici, siamo incazzati. Ma siamo anche realisti e determinati a dare tutto affinché questa Città, la nostra Città, non decada definitivamente. Non vogliamo vederla perdere tutti i suoi abitanti, non vogliamo vederla impoverirsi delle attività economiche, sociali, culturali e sportive che sono il cardine di una città vivace”.

Gruppo25aprile : piattaforma civica e apartitica per Venezia e la sua Laguna. Creata il 25 aprile 2014, attualmente conta 1.095 iscritti e 457 abbonati al blog www.gruppo25aprile.org che ha recentemente superato le 110mila visite.

Hyde Park: è il parco londinese a cui ci siamo ispirati per l’iniziativa del 12 agosto. In quel parco esiste da secoli un “angolo degli oratori” in cui anche il Monarca tollerava la libertà di espressione: inizialmente riservato ai condannati a morte che in quel luogo potevano per l’ultima volta proclamare la propria innocenza o le loro ultime volontà, è stato successivamente luogo di predilezione per leader sindacali e palco improvvisato per George Orwell (l’autore di “1984” e della “Fattoria degli animali”). Ogni parallelismo con la Monarchia che regna attualmente a Venezia è puramente casuale e involontario.

Paleocapa, Pietro: è la statua alla cui protezione ci affideremo, sorge proprio al centro dei Giardini Papadopoli ma chi era costui? Per sintetizzarne la biografia ci siamo affidati alla Treccani da cui citiamo quanto segue: i Paleocapa, nobili di Creta, dopo la guerra di Candia si trasferirono a Tine (Tinos), ultimo possedimento della Repubblica di Venezia nelle Cicladi. Pietro Paleocapa (1788 – 1869) si occupò delle fortificazioni di Peschiera e di Osoppo come ufficiale del genio nell’esercito del Regno italico, con la seconda occupazione austriaca divenne ingegnere capo del corpo acque e strade a Venezia e “si trovò a dover risolvere numerosi problemi legati al dissesto dei fiumi e della laguna, lasciati insoluti dalla scomparsa della Repubblica veneta e dalla fine della gestione unitaria del Magistrato alle acque”. Membro del governo provvisorio di Venezia con Daniele Manin (1848) e successivamente esiliato a Torino fu più volte Ministro del Regno d’Italia e nel 1855 venne chiamato a presiedere la commissione scientifica preposta allo scavo dell’istmo di Suez. “Severo e intransigente anche con se stesso, declinò l’offerta del re di formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Bettino Ricasoli nell’aprile 1867: preferì dedicare le ultime energie a Venezia unita all’Italia, in qualità di presidente della commissione di studio per il miglioramento dei porti e delle lagune”.

#Veneziamiofuturo : campagna di opinione lanciata per affermare il nostro diritto ad una città compiuta con i suoi residenti e i suoi mestieri, che non siano unicamente quelli legati alla monocultura turistica perché per pagare un mutuo o un affitto a Venezia i nuovi posti di lavoro creati dal turismo di massa non bastano, e nella maggior parte dei casi si limitano ad ingrossare le fila dei pendolari (40.000 al giorno, il dato ACTV). L’iniziativa del 12 agosto si inserisce nel solco di questa campagna, anche se i tempi ristretti non hanno permesso di coinvolgere tutti i protagonisti del primo flashmob:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/04/veneziamiofuturo-rassegna-stampa/

Youtube: “25 aprile TV” è il nostro canale ufficiale su youtube. Se non siete a Venezia, collegandovi venerdì sera o nei giorni successivi potrete vedere cosa abbiamo “combinato” il 12 agosto. https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

Veneziamiofuturo

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