Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per il tag “Marco Gasparinetti”

Elezioni Venezia 2020 – Avviso ai nostri concittadini europei

Avviso ai nostri concittadini di nazionalità UE

Aiutarci a scegliere il prossimo sindaco di Venezia, votando alle prossime elezioni comunali è un vostro diritto, sancito dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (articolo 22).

Diversamente da quanto accade in altri paesi europei, il diritto di voto dei cittadini UE residenti in Italia non è tuttavia automatico, ma spetta soltanto a chi si è iscritto in tempo utile alle cosiddette “liste aggiuntive”.

Non tutti sanno che “in tempo utile” significa almeno 40 giorni prima delle elezioni. Considerando che la data delle prossime elezioni comunali non è ancora stata fissata, ma per legge deve essere una data compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno, il nostro consiglio è di procedere con l’iscrizione subito, o comunque il prima possibile!

Come fare?

La procedura è molto semplice: basta compilare una domanda in carta semplice (senza marche da bollo) il cui fac-simile è scaricabile a questo indirizzo:

https://www.comune.venezia.it/sites/comune.venezia.it/files/page/files/modulo%20iscrizione%20liste%20aggiunte%20amm.ve_.pdf

Una volta compilato e firmato il modulo, vi basterà allegare il vostro documento di identità e presentare la domanda con le modalità indicate nel modulo stesso. A quel punto riceverete la tessera elettorale che vi permette di esercitare il vostro diritto di voto.

#ElezioniComunaliVenezia 2020

passport

Siete cittadini UE, residenti a Venezia, e il futuro di questa città sta a cuore anche a voi?

Fate in modo che quel diritto non rimanga soltanto sulla carta, esercitatelo!

Pagina a cura di: Marco Gasparinetti

Fonti normative:

art. 1 del Decreto Legislativo del 12 aprile 1996, n° 197, attuativo della Direttiva 94/80/CEE concernente le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità dei cittadini dell’Unione Europea alla elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale;

articolo 22 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

NB i cittadini UE possono non soltanto votare ma anche candidarsi come consiglieri comunali o di Municipalità. NON possono invece essere candidati Sindaco perché questa carica è riservata per legge alle persone di nazionalità italiana.

 

 

#Referendum Due visioni a confronto

La Nuova Venezia (edizione online) ha intervistato l’On.le Nicola Pellicani e il portavoce del Gruppo25Aprile, Marco Gasparinetti. In vista del voto di domani, proponiamo qui i passaggi centrali delle due interviste.

Per il NO

Nicola Pellicani:

“Io sono contrario alla divisione tra Mestre e Venezia perché dividersi è illogico. Pensiamoci: questo referendum è un’iniziativa anacronistica. Guardiamo al resto del nostro continente: in Europa si punta su grandi piattaforme di governo territoriale, perché si è visto che “piccolo è bello” nell’amministrare non esiste. I problemi del nostro territorio sono complessi e vasti. Per questo ci vuole una piattaforma amministrativa più grande e non ancora più piccola di adesso”.

Per il SI

Marco Gasparinetti:

“La presidente della Commissione europea ha iniziato il suo discorso di insediamento programmatico parlando di Venezia simbolo del cambiamento climatico, Venezia è e sarà sempre al centro. Noi ci battiamo per gli studenti, per i lavoratori precari, per chi non riesce ad avere la residenza, perché tutti abbiano una dignità oggi impedita dal mercato impazzito delle locazioni. Urge un’amministrazione che si occupi solo dei problemi di una città lagunare, di istanze del territorio destinate oggi ad essere in minoranza in consiglio comunale”.

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/11/29/news/le-ragioni-del-si-due-citta-diverse-che-meritano-energie-dedicate-1.38033597

Gasp intervista 28 nove 19 NV 29 nove 19

 

Give Venice a chance – prima parte

#ReferendumVeneziaMestre 1/12/2019

Raccolta citazioni a cura di: Nicoletta Frosini

Antonio Alberto Semi (medico, saggista e giornalista):

”Che a Venezia e a Mestre si viva in modi differenti e che a Venezia esistesse in passato, e in parte ancora esiste, una comunità con un proprio stile di vita conseguente alla realtà sociale, storica, culturale, urbana di Venezia, dovrebbe essere ammesso tranquillamente. Il che non vuol dire che si debbano negare i fortissimi legami che ci sono tra queste due città, ma che possono essere utili due istanze che le rappresentano, proprio per poter dialogare. Tra realtà diverse. Perché se Mestre diventasse una succursale veneziana per il turismo mordi e fuggi, andrebbe anch’essa incontro alla catastrofe. E se Venezia non ritrovasse una propria popolazione semplicemente sparirebbe, turismo compreso. Solo un’istanza democratica legata al territorio, cioè un Comune di Venezia, sarà obbligata ad affrontare questi problemi. Perciò questo referendum ha a mio avviso un’altra domanda implicita: volete che Venezia esista come città o preferite lasciarla andare, come in fondo tante altre città del passato?”

Franco Avicolli (scrittore, giornalista, direttore spazio Micromega Arte e cultura):

“L’unione di Mestre e Venezia in un’unica amministrazione comunale si configura come progetto funzionale alla monocultura turistica. Il dato trova una risposta evidente nella caduta del livello politico, culturale e progettuale di ambedue le realtà urbane (..). L’autonomia di Venezia e Mestre va presa in seria considerazione appunto per ciò che manca: un progetto per Venezia e per Mestre. Tale mancanza non consente a Venezia e a Mestre di esprimere compiutamente le loro potenzialità. E’ umiliante per Mestre e la terraferma esistere come luoghi destinati a risolvere il problema abitativo di Venezia o creare i posti letto che le sono necessari. Votare SI’ significa rifiutare questa logica.”

Marco Balich (ideatore e produttore di eventi internazionali):

“Per salvare Venezia si deve votare Sì al referendum del primo dicembre. E’ l’ultima possibilità di salvare la città. Alla luce dei fatti degli ultimi giorni dobbiamo assolutamente intervenire in modo profondo per fermare la sua distruzione. (…) Anche Mestre deve ritrovare il senso di città, che dovrebbe poter investire sul suo sviluppo in modo indipendente, senza doversi occupare del restauro dei palazzi storici del suo territorio in modo libero ed indipendente. Il referendum del primo dicembre è l’occasione per i cittadini di Venezia per proteggerne l’unicità e la fragilità, e per quelli di Mestre di avere la possibilità di spiccare il volo. Votare il sì alla separazione tra Venezia e Mestre è il primo e unico passo per cambiare da un percorso di distruzione a una salvezza auspicata da tutto il mondo ma che dipende unicamente da noi”.

cit. Marco Balich

Marco Gasparinetti (portavoce Gruppo25Aprile)

“Il referendum per noi è il mezzo e non il fine. Il fine è una miglior selezione della classe dirigente, che sia più vicina ai cittadini e meno insensibile alle loro istanze; il fine ultimo è dare risposte concrete ai problemi reali, che nel calderone del Comune unico fanno fatica ad emergere. Sbaglia chi alimenta attese messianiche di palingenesi in caso di vittoria del sì e sbaglia chi, nell’ansia di far vincere il «no», punta su attacchi di panico collettivo come se la scissione in due Comuni potesse scatenare le sette piaghe d’Egitto. Il decentramento non è la panacea, ma permetterà di risolvere alcuni problemi. Altri richiedono risposte a livello regionale, statale ed europeo. Ma quei problemi che rientrano nella sfera di competenza comunale sarebbero più facili da affrontare con due sindaci, ognuno dei quali possa vivere nella città che amministra e toccarne con mano i problemi”.

13 Gasp by Julia

Petra Reski (scrittrice e giornalista):

Per Venezia il Sì significa un’amministrazione comunale che si occupa a tempo pieno degli interessi di Venezia e dell’Estuario, significa tutela per la laguna essendo il nostro polmone e la difesa della nostra salute: Venezia è la città portuale più inquinata dell’Italia. Il Sì rappresenta non solo il coordinamento dei flussi turistici, ma anche uno Statuto speciale per una città speciale – in base al Trattato di Lisbona, fino ad ora non ottenibile perché due terzi del comune si trovano in terraferma. Grazie allo Statuo Speciale potremmo ottenere esenzioni e sgravi fiscali per attrarre aziende e stimolare un’economia oltre la monocultura turistica. Venezia deve diventare un laboratorio per il futuro che si confronta con le due grande sfide dei nostri giorni: il clima e l’overtourism. La nostra lotta per l’autonomia di Venezia e di Mestre è molto più di una lotta per un’altra amministrazione locale. È una lotta per la sopravvivenza di una cultura contro la mercificazione della nostra vita quotidiana. Comunque vada l’esito del referendum, la miccia è accesa”.

cit. Petra Reski

Citazioni tratte dalla stampa nazionale e locale, novembre 2019; fonti utlizzate:

Corriere della Sera (Antonio Alberto Semi), Ytali. (Franco Avicolli), La Repubblica (Marco Balich), la Nuova Venezia (Marco Gasparinetti), il blog Beppegrillo.it (Petra Reski).

Comunicado de prensa acerca de las inundaciónes “excepcionales” de Venecia

Con los 187 cms grabados a las 22:55, la acqua alta del 12 de noviembre ha sido la inundación “excepcional” más perjudicial después de la del 4 de noviembre del 1966, y bajo muchos aspectos ha sido también la más diferente de las anteriores: por la velocidad y el fuerte impacto con lo cual ha entrado a la fuerza en nuestras casas, en nuestras tiendas y en nuestros almacenes.

El sistema de alarma calibrado en 140 cms se ha revelado totalmente inadecuado, mientras la isla artificial del “Mose” podría haber sido responsable de la velocidad con la cual la cantidad de agua, forzada en dos secciones más restringidas en la entrada del puerto de Lido, tiene acceso a la Laguna: la desviación de las corrientes causada por las obras está percibida por cualquiera que vaya en un bote.

El “Mose”, una obra (incumplida desde hace 16 años) que ha costado 6 billones de Euro al contribuyente italiano, en vez de solucionar el problema ¿lo empeora?

Los pronósticos de los expertos de cambio climático a nivel mundial dicen que tendremos que acostumbrarnos a estas inundaciones y que el término “excepcional” perderá su significado.

Estamos efectuando un censo de los daños y de los malestares sufridos ayer. No hablamos de Venecia por rumores y no utilizamos a Venecia como una vitrina: estamos a su servicio porque aquí vivimos, en los sestieri [los barrios de Venecia] y en las demás islas de las cuales se habla demasiado poco.

Al próximo político de profesión o candidato alcalde que nos pide de “mantener los pies en la tierra” le contestaremos con los videos y las fotos de anoche.

Mantener los pies en la tierra” es un lujo que nos ha sido denegado, por el cambio climático en progreso y por decisiones humanas malvadas, dictadas por codicia y corrupción. Venecia necesita decisiones valientes y pasión en oposición al cinismo de los negocios, precisa personas honestas y capaces, y es el opuesto de lo que hemos visto a la obra en las últimas dos décadas.

Marco Gasparinetti

Portavoz

Gruppo25aprile [Grupo 25 de Abril]

Levantando los derechos de 80.000 personas que aún viven en la laguna de Venecia desde el 2014 (el año del “escándalo Mose”)

Press release on the Venice floods of 12th November

Venice, 13th November 2019

At 187 cm (just over 6ft), recorded at 10.55pm, last night’s acqua alta was the most serious ‘exceptional’ high tide since the historic one of November 4th 1966, but in a number of respects it was also different from previous ones, in particular for the speed and violence with which it rushed into our homes, our shops, our warehouses.

The city’s advance warning system, signalling 140cm (4 ft 7 inches), proved inadequate to the task, while the artificial island of the Mose no doubt played its part in contributing to the speed with which the mass of water, forced into two narrower inlets at the Lido, entered the Lagoon: the change in the currents caused by the works in progress can in any case be readily seen by anyone who gets around by boat.

The Mose flood barrier, a project still unfinished after 16 years, has cost the Italian taxpayer 6 billion euros and instead of solving the problem for which it was conceived, seems if anything to aggravate it.

Global climate change experts predict that we will have to get used to more of these high waters and that the term “exceptional” will come to lose its meaning.

We are already carrying out a census of the damage and inconvenience suffered yesterday. Ours is not a Venice of myth and hearsay and we don’t use Venice as a showcase for tourism: we fight on its behalf because we live here, in the 6 sestieri of the city and in the other islands which we generally hear too little about.

To the next petty career politician or candidate for mayor who asks us to “keep our feet on the ground” we will reply with videos and photos from last night.

Staying with your feet on the ground” is a luxury that is denied to us, by ongoing climate change and cynical human decisions, dictated by greed and corruption. Venice needs courageous choices, passion opposed to commercial opportunism – and that is the opposite of what we have seen at work over the last two decades.

Marco Gasparinetti

Spokesman of

Gruppo25Aprile,

standing for the rights of the 80,000 people who still live in the Venice Lagoon, since 2014 (year of the “Mose scandal”)

Glossario e vademecum per chi cerca CASA a Venezia

Cercare casa a Venezia è ormai diventato “facile” quanto cercare pepite d’oro sulle rive del Sile, eccezion fatta per chi la casa se la può comprare (in tal caso l’offerta è abbastanza varia, fermo restando che si parte da prezzi a metro quadro molto più elevati che in “terraferma”). A questo tema dedicheremo un incontro pubblico il 20 settembre, nello spazio civico che abbiamo creato in campo de la Bragora e che presto festeggerà il suo primo anno di vita,

In vista dell’incontro del 20 settembre, pubblichiamo questo glossario per chi voglia orientarsi nella giungla di sigle o anche prepararsi in stile “Harrison Ford alla ricerca della casa perduta” – dato che con i nuovi limiti ISEE – ERP (vedi infra) molte famiglie saranno costrette a farlo, e anche di questo parleremo il 20 settembre.

ABITAZIONE: per definirsi tale, deve rispondere ad alcuni requisiti minimi (metri quadri, altezza, salubrità e servizi igienici) definiti dal Regolamento edilizio. Ogni Comune in Italia ha il suo, ma sebbene quello di Venezia sia particolarmente ricco di deroghe per il “centro storico” resta il fatto che un magazzino di 15 m² non è abitazione anche se dispone di porta d’acqua per espletare certi bisogni in assenza di servizi igienici. Analoghi criteri valgono anche per le locazioni turistiche (v. più sotto, “Legge Caner”, perché un’abitazione è tale o non lo è.  Se chi affitta un “alloggio” lo fa in nero fatevi qualche domanda: potrebbe essere non tanto o non solo per evadere il fisco (con la cedolare secca non dovrebbe essere questo il problema) ma perché il bene locato è privo di agibilità. Per chi volesse approfondire, anche senza una laurea in architettura: https://www.donnegeometra.it/portfolio/abitare-un-immobile-privo-agibilita-quale-tassazionequali-conseguenze-sanare/

AGENZIE immobiliari: se cercate una casa in afftto sul libero mercato a Venezia vi aspettano sorprese amare: questo tipo di merce è scomparsa dagli scaffali, tranne per chi dispone di un conto in banca con molti zeri o può accedere a un mutuo in BANCA (v. alla voce corrispondente). La modalità prevalente fra i proprietari che ancora affittano ai residenti è quella del “passaparola” che facilita l’individuazione di inquilini “referenziati” e a quella modalità vi consigliamo di affidarvi in questa fase storica (che speriamo sia provvisoria), anche utilizzando gruppi di “mutuo soccorso” come il nostro dove i proprietari di buona volontà ci sono ancora.

ATER: Agenzia Territoriale per l’Edilizia Residenziale. Ente pubblico economico strumentale della Regione del Veneto che opera nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, è il maggior proprietario di alloggi a livello di Città Metropolitana di Venezia (10.800 circa). Al primo dicembre 2018, udite udite, 2.100 erano vuoti per mancanza di manutenzione, altri sono occupati abusivamente: “Il 20% delle case dell’Ater di Venezia non ha un inquilino, in attesa di costosi restauri e delle graduatorie dei comuni metropolitani” (Raffaele Speranzon, presidente Ater, intervistato da Antenna Tre il 30/11/2018). Eppure, la sua missione istituzionale è “contribuire a creare offerta abitativa al fine di soddisfare le necessità di coloro i quali non posseggono gli adeguati mezzi economici per potersi rivolgere al mercato immobiliare privato“. Per capire chi può accedere all’edilizia residenziale pubblica (ERP) vedasi la voce corrispondente alla lettera E.

BANCA: è quel posto dove prestano soldi soltanto a chi ne ha già tanti oppure dispone di entrate certe, robuste e regolari. Con il precariato imperante nel mercato del lavoro, non è necessariamente il luogo dove una giovane coppia o un lavoratore con partita IVA troverà conforto alle sue aspirazioni di “metter su casa”. Detto questo, con i tassi attuali dei mutui ai minimi storici dal dopoguerra, chi è in grado di accedere ad un mutuo farebbe bene a varcare quella soglia, che lo metterà al riparo da possibili sfratti per finita locazione – sempre più frequenti a Venezia, dove i residenti devono far posto alla “share economy” e alle locazioni turistiche. I tempi sono cambiati, e per la “casa in affitto a vita” vale lo stesso discorso del “lavoro a vita”: sono concetti ormai estinti come i dinosauri; cerchiamo quindi di non fare la stessa fine anche noi, residenti in via di estinzione.

BANDI ERP: sono i bandi per l’assegnazione degli alloggi a canone agevolato definiti come “Edilizia Residenziale Pubblica”, da non confondersi con quelli di “social housing”. La differenza è abbastanza facile da spiegare: a norma della nuova Legge regionale, ai primi possono accedere soltanto i nuclei familiari con reddito ISEE- ERP non superiore a 20.000 euro, mentre per i secondi i 20.000 euro rappresentano spesso la soglia minima (v. bando Opera Pia Coletti) mentre non necessariamente è previsto un reddito massimo (basta scorrere l’elenco degli assegnatari nell’ex complesso Coletti a Cannaregio per rendersene conto).

CALENDARIO benefico veneziano: è quello con il cui gettito abbiamo assegnato 8.000 euro a tre famiglie in difficoltà (sfratto incolpevole per finita locazione) con apposito bando pubblicato su questa pagina. Nessuno dei beneficiari era iscritto al “25 aprile” e dal bando erano ovviamente esclusi tutti i componenti del direttivo, coniugi conviventi e parenti in linea retta. A scanso di equivoci, aggiungiamo che non abbiamo avuto nemmeno il piacere di finanziare cugini o nipotini. Siamo forse gli unici a lavorare cosi, e ne siamo fieri.

COMUNE di Venezia: è a sua volta proprietario di un gran numero di appartamenti, e diversamente dall’ATER è riuscito a reperire le risorse finanziarie (una decina di milioni, più i fondi europei a cui ha opportunamente attinto) per restaurare quelli vuoti. Era una delle rivendicazioni storiche del Gruppo 25 aprile e quando le cose vengono fatte, onestà intellettuale vuole che se ne dia atto a chi le fa. Questi i dati a livello comunale: ristrutturati integralmente e in parte già assegnati, 441 appartamenti precedentemente sfitti o inagibili (di cui 154 nella Venezia insulare); in fase di conclusione, i cantieri per altri 32 alloggi di cui 15 nella Venezia insulare; aggiungendo quelli in fase di avvio, l’impegno economico a bilancio nel periodo 2015-2020 dovrebbe corrispondere ad un totale di 796 alloggi precedentemente sfitti o inagibili. Come beneficiarne? Partecipando ai bandi che vengono pubblicati sulla pagina internet del Comune, come ad esempio questo del 2019:

https://www.comune.venezia.it/it/content/bando-erp-anno-2019-0

CONGREGAZIONI RELIGIOSE e PARROCCHIE: sono a loro volta proprietarie di molti appartamenti e “fondi”, generalmente affittati a canoni inferiori a quelli di mercato; anche se per loro non esiste un quadro normativo cogente in questo senso, hanno storicamente contribuito a calmierare il mercato ma da quando lo Stato ha cominciato ad esigere l’IMU (con gli arretrati) su tutti gli edifici non adibiti a finalità di culto, far quadrare i conti è diventato più difficile e le Sirene delle affittanze turistiche (già apparse con il Giubileo dell’anno 2.000) hanno portato molte congregazioni ad operare sempre più apertamente in quel settore (fra i tanti esempi, basti pensare alla “Domus Ciliota”). In altri casi abbiamo visto canoniche intere affittate all’albergo più vicino (esempio: Santa Fosca) in cambio dei lavori di restauro alla vicina Chiesa che di quei restauri aveva effetivamente bisogno. Come dire, sono tempi duri per tutti

CONTRIBUTI alle famiglie in difficoltà: fino al 30 agosto e non oltre, è possibile accedere allo specifico fondo regionale (la cui gestione è affidata ai Comuni) per un importo massimo di 1.000 euro e alle condizioni riassunte in questo articolo del Gazzettino. Chi si trova nelle situazioni ivi descritte nel Comune di Venezia potrà rivolgersi a: Direzione Coesione Sociale, tel. 041.2749532 in questi orari: dal lunedi al venerdi, dalle ore 9 alle 13.

Contributi famiglie

ERP: Edilizia Residenziale Pubblica. I nostri genitori le chiamavano “case popolari” e ne hanno finanziato per decenni la costruzione, con la trattenuta “GESCAL” (GEStione CAse per i Lavoratori) dello 0,35% sullo stipendio, prelevato direttamente in busta paga a partire dal 1963, e prima ancora con il piano “INA-casa” di cui alla Legge 43/1949, intitolata “Provvedimenti per incrementare l’occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per lavoratori”. Tramontato il concetto di “classe operaia”,  il termine attuale è riferito a tutti gli alloggi di proprietà pubblica, affittati a canoni calmierati a chi è in possesso di determinati criteri.

ESU: Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, fra i molti servizi erogati si occupa anche di collocare gli studenti “fuori sede” nelle proprie residenze universitarie a Venezia e negli appartamenti convenzionati, per tutti gli iscritti alle università veneziane (Ca’ Foscari, Iuav, Accademia di Belle Arti, Conservatorio di Musica“B. Marcello”). A tal fine, ogni anno pubblica un bando di concorso. Quello attuale scade il 31 agosto ed è consultabile a questo indirizzo:

http://www.esuvenezia.it/web/esuvenezia/servizi/servizi-interna?p_p_id=ALFRESCO_MYPORTAL_CONTENT_PROXY_WAR_myportalportlet_INSTANCE_l6Hb&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&template=/regioneveneto/myportal/myportal-news-detail&uuid=711512e5-866e-42da-9be0-8756db5c2543&lang=it&contentArea=_ESUVenezia_servizi-interna_Body1_

FEC: Fondo Edifici di Culto, gestito dalla Prefettura. Cosa c’entra con la vostra ricerca di una casa lo diremo subito, perché è una delle possibilità meno conosciute e meno pubblicizzate. ll FEC è stato istituito dalla legge 20 maggio 1985 n. 222, per l’attuazione di alcuni aspetti dell’Accordo del 18 febbraio 1984 tra lo Stato Italiano e la Santa Sede, che ha modificato il Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929. Senza rivangare tutta la storia degli ordini religiosi soppressi in epoca napoleonica, lo Stato italiano ne ha successivamente ereditato le spoglie, che non sono soltanto 750 edifici di culto ma anche case e appartamenti. Come vengono assegnati? Con bandi di locazione e (più raramente) di vendita pubblicati a questo indirizzo:

http://www.prefettura.it/venezia/contenuti/Bandi_e_avvisi_antecedenti_2019-7365903.htm

IPAB: Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza. A Venezia sono tre, fra cui l’IRE (v. infra alla voce successiva). Sono “Enti pubblici vigilati” ai sensi del comma 1, lettera a), dell’art. 22 del D.Lgs. 33/2013 che li definisce come “enti pubblici, comunque denominati, istituiti, vigilati o finanziati dall’amministrazione medesima nonché di quelli per i quali l’amministrazione abbia il potere di nomina degli amministratori dell’ente”. La Giunta Brugnaro ne ha ridotto il numero, in particolare accorpando all’IRE le Opera Pie Istituti riuniti Patronato di Castello e Carlo Coletti.

IRE: “Istituzioni di Ricovero e di Educazione”. Istituto pubblico di assistenza e beneficenza (IPAB) creato nel 1939 come erede della Congregazione di carità istituita da Napoleone nel 1807 con il celebre metodo napoleonico (esproprio di proprietà religiose). Oltre a “fornire servizi alla persona”, IRE dispone di molte proprietà locate a canoni storicamente moderati come si conviene ad un ente di questo tipo,  ma ci giunge voce di aumenti a volte consistenti per le locazioni in corso, e di progetti in “social housing” che di sociale hanno soltanto il nome. Vedremo e valuteremo, senza pregiudizi. L’IRE è fra l’altro proprietario della Ca’ di Dio: lo storico ospizio veneziano trasformato in albergo per fare cassa – ci avevano rassicurato – al fine di poter creare abitazioni nell’area chiamata “Ospedaletto”, anch’essa di proprietà IRE. I lavori a Ca’ di Dio li abbiamo visti, quelli all’Ospedaletto ancora no.  Il direttore generale è Giovanni Stigher, che gestisce anche il complesso ex Coletti, e questo è il link alla loro pagina Internet:

CONTATTI

ISEE (reddito): Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Disciplinato dal DPCM n. 159/2013, consente un’analisi della situazione sia patrimoniale che reddituale di chi richiede sovvenzioni, contributi o alloggi pubblici. ISEE – ERP è per l’appunto la sua variante che permette di accedere alle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica.

LEGGE CANER: dal nome dell’assessore Federico Caner, è la Legge Regionale del 19 giugno 2019, n. 23 recante “Disposizioni in materia di ricettività turistica” in sostituzione dell’art. 27 bis “Locazioni turistiche” della Legge Regionale 14 giugno 2013, n. 11, ed è una modifica legislativa per la quale ci battevamo dal 2017 (v. alla lettera A come Alloggi nel riquadro che segue, tratto da La Stampa del 20 gennaio 2017), al fine di mitigare gli effetti devastanti della liberalizzazione operata con la Legge regionale del 2013. A norma del nuovo art. 1 comma 2, gli alloggi privi della conformità alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti non potranno più essere utilizzati ai fini della locazione turistica. Inoltre, ad ogni alloggio turistico verrà assegnato un codice identificativo unico “da utilizzarsi per pubblicizzare l’alloggio, anche su piattaforme digitali o siti internet di prenotazione ricettiva“, che dovrebbe facilitare i controlli in un settore protagonista di una crescita impetuosa e scarsamente regolamentata, a Venezia come nelle altre città d’arte italiane.

LEGGE regionale sull’edilizia residenziale pubblica è quella che disciplina l’accesso alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi ERP, ed è vincolante anche per il Comune di Venezia. I famosi parametri ISEE-ERP (20.000 euro) sono stati definiti da tale Legge, che adesso sta passando alla fase operativa a seguito dell’emanazione dei regolamenti di attuazione.

LiSC: molto attivo sul fronte della casa, è il collettivo universitario Liberi Saperi Critici, nato a Venezia nel 2012. Se siete studenti universitari a Venezia, avete interesse a prendere contatto con loro. La loro pagina facebook è: https://www.facebook.com/pg/Lisc.Venezia/about/?ref=page_internal

MOROSITA’ Contrariamente alle facili apparenze, non definisce la situazione affettiva di chi ha un moroso o una morosa, ma quella di chi per qualunque motivo si sottrae all’obbligo di pagare l’affitto. Costituisce giusta causa di risoluzione del contratto di locazione, e quindi di sfratto esecutivo.

MOROSITA’ INCOLPEVOLE: categoria introdotta dalla Legge 124/2013 che la definisce come “inadempienza all’obbligo di pagamento del canone di locazione dovuta ad una riduzione della capacità reddituale“, a Venezia è oggetto di uno specifico fondo di sostegno finanziato dal Comune e dal Patriarcato. Requisiti principali: risiedere a Venezia da almeno tre anni e avere un reddito ISEE non superiore a 14.000 euro. A gestire questo fondo è, per la parte di competenza comunale, l’Agenzia per la Coesione Sociale nelle sue articolazioni territoriali. Per la Venezia insulare, i suoi recapiti sono questi:

https://www.comune.venezia.it/it/content/servizio-agenzia-coesione-sociale-venezia-centro-storico-isole-ed-estuario

OCIO: di recente creazione, questo “Osservatorio Civico e Indipendente sulla casa e sulla residenza” è opera di un piccolo ma agguerrito collettivo con cui lavoriamo anche noi (li avete già visti all’opera in Bragora, e li rivedrete all’incontro pubblico del 20 settembre) che analizza e studia, dati alla mano, il problema della residenzialità a Venezia. La loro pagina internet è: https://ocio-venezia.it/

SERVITU’: non fatevi ingannare dal nome, quando appare sul contratto non significa affatto che vi dia il diritto ad avere “il moretto in casa” come si usava dire a Venezia. Se la casa che avete acquistato o preso in affitto è gravata da servitù di passaggio, ad esempio, significa semplicemente che dovrete accordare ad altri, anche se vi stanno antipatici, il diritto di passaggio in alcune porzioni della proprietà (generalmente il giardino) a norma dellarticolo 1027 del codice civile. La terminologia utilizzata dal nostro codice affonda le sue radici nel diritto romano: si parla infatti di “servitù prediali”, “fondo servente” e “fondo dominanate”. Ma se avete già trovato una casa con parco o giardino a Venezia, probabilmente non avete bisogno di noi.

NB Pagina IN COSTRUZIONE

quindi accettiamo critiche, consigli e suggerimenti. Unico responsabile di eventuali errori, orrori e involontarie omissioni (che verranno prontamente corrette) è l’estensore della pagina, Marco Gasparinetti. Per segnalare le vostre proposte o richieste di integrazioni e modifiche, scriveteci a: 25aprileVenezia@gmail.com

 

Visti dalla CNN: “Venezia in prima linea contro l’iperturismo”

Videointervista e testi: Kara Fox (CNN, 15 giugno 2019)

Traduzione italiana: Luca Velo

Il video:

https://edition.cnn.com/videos/travel/2019/06/14/cities-battle-with-overtourism-venice-lon-orig-travel-mkd.cnn?fbclid=IwAR0LA6HnEmUaCKGBYD1s9nkp6tx1NKqzzErnWcXdPE-MxNL0sLzl-6v_QO8

Il testo originale, consultabile a questo indirizzo:

https://edition.cnn.com/travel/article/venice-tourism-overcrowding-intl/index.html?fbclid=IwAR2RS9Fv2pDVEp16ihGmbSWvEZU2_Lpdzxbb0FgumSNmEuxbgbirZ25vbaM

“Venezia in prima linea contro l’iperturismo”

(Kara Fox, CNN) – Passeggiando per una calletta stretta nel sestiere di S. Marco, una coppia sosta di fronte una vetrina di articoli in pelle, uno tra i centinaia di negozi “autenticamente veneziani”che costellano le principali arterie turistiche della città. Tenendosi per mano, si fermano per ammirare il famoso Canal Grande. “Permesso!” urla loro un passante in fretta e furia, a loro che inevitabilmente si erano posti nel mezzo del passaggio. “Siamo in Europa, camminate tenendo la destra!”. È una scena ricorrente in giro per la città, una scena tanto famosa a Venezia come i suoi campielli medievali, la sua architettura, le sue opere d’arte ed i suoi canali nei quali fanno eco le canzoni dei gondolieri.

Venezia ha accolto più di 36 milioni turisti internazionali nel 2017, con un incremento del 10% rispetto l’anno precedente. Mentre i viaggiatori alimentano l’economia della città, essi sono anche la causa del problema più grande di Venezia: il sovraffollamento.

Da aprile a ottobre, secondo l’autorità portuale, un numero stimato di 32.000 croceristi giornalmente sbarca in città. In agosto, un numero ulteriore di 465.100 giornalieri attraversano la città, aggiungendosi al caos di un ulteriore 2,2 milioni di turisti che pernotteranno secondo le previsioni dell’Agenzia Nazionale del turismo. Molti veneziani sono del parere che tutti dovrebbero avere il diritto di fare l’esperienza della bellezza della loro città ma dicono anche che un costante incremento di turisti sta progressivamente rovinando questa esperienza per tutti.

Le navi da crociera hanno causato un danno ambientale significativo ai canali e alla laguna della città.

Le brevi visite turistiche mettono a dura prova le infrastrutture già sovraccariche della città e gli affitti brevi di Airbnb hanno stravolto il costo degli alloggi e delle condizioni di vita della popolazione locale, che alla fine decide di andarsene altrove.

Una fragile società anfibia

I turisti visitano Venezia dall’inizio del 1700 e sono sempre stati una parte vitale del paesaggio urbano della città. Ora però, come si può mantenere questa dimensione sostenibile ed il paesaggio urbano intatto per il futuro è un grande punto interrogativo. Luca Velo, ricercatore all’Università di Venezia, racconta a CNN Travel: “L’interrogativo principale oggi è l’assoluta assenza di una visione generale per il futuro. Noi oggi non riusciamo a dare una misura su quanto il turismo di massa impatterà il futuro di questa città, quello di noi cittadini e dello straordinario ambiente che qui abbiamo”.

Per anni le autorità locali sostengono di aver preso iniziative in questo senso. Nel novembre 2017, il Governo italiano annunciò di impedire l’accesso al bacino di San Marco, le navi da crociera con un peso superiore alle 100,000 tonnellate, consentendo loro invece di ormeggiare a Marghera, l’area industriale di Venezia sulla terraferma.

La scorsa primavere, le autorità locali introdussero degli accessi a forma di tornelli per contenere il passaggio nelle arterie più congestionate, soprattutto in corrispondenza dei fine settimana a bollino nero. Inoltre nell’alta stagione, degli assistenti-polizziotto in grado di parlare inglese, chiamati “angeli del decoro” piantonano in alcune delle aree più congestionate della città, a riprendere alcuni turisti con i piedi a mollo nei canali o sorpresi a bere o mangiare in luoghi vietati (ai turisti le multe possono ammontare fino a 500€).

Ora Venezia sta ipotizzando di imboccare una strada ancora molto controversa. A partire da settembre, una nuova delibera comuanle richiederà ai turisti giornalieri di pagare una tassa di sbarco di 10€. I turisti che pernotteranno a Venezia saranno esentati, dato che la tassa di soggiorno viene comunque richiesta I residenti, molti dei 30.000 pendolari giornalieri, studenti e bambini sotto i sei anni non saranno soggetti a tale tassa.

Simone Venturini, assessore comunale e consigliere economico, racconta a CNN Travel che gli introiti di tale tassa convergeranno a sostenere i costi per lo smaltimento di rifiuti e per far fronte a garantire la sicurezza urbana. Dei pendolari che beneficiano dei servizi della città senza alcuna spesa dentro la città stessa, dice: almeno potranno lasciare un contributo che permetterà alla municipalità di diminuire i costi che al momento sono sulle spalle dei cittadini”.

Crediamo che quelli che vengono qui dovrebbero stare qualche giorno potendo fare esperienza della città lentamente, perdersi per i canali di Venezia e apprezzare tutte le isole e i luoghi che forse sono meno famosi rispetto a San Marco e il Ponte di Rialto”. Venturini poi aggiunge che il turismo “deve essere gestito non chiudendo i portoni e bloccando la città, ma incentivando un turismo di qualità”.

Ne frattempo le autorità municipali sostengono che la tassa aiuterà a rendere la città più sostenibile per turisti e cittadini, altri dicono sia antidemocratica, un sistema non inclusivo che paragonaVenezia ad un parco divertimenti.

In giro per l’Europa molte città stanno compiendo sforzi considerevoli nella lotta al sovraturismo.

In Belgio, Bruges sta eliminando gli annunci pubblicitari per le visite giornaliere e sta riducendo il numero di attracchi di navi da crociera nel porto di Zeebrugge.

L’impennata nel numero di visistatori di Amsterdam ha raggiunto i 18 milioni nel 2018, suggerendo all’ufficio del Turismo dei Paesi Bassi di bloccare le campagne pubblicitarie, sostenendo che il focus al momento non è promuovere la “destinazione” ma la “gestione”.

A che ora chiude Venezia?

Marco Gasparinetti, avvocato ambientalista e portavoce del più grande gruppo di attivisti di Venezia, il Gruppo 25 Aprile, ha raccontato a CNN Travel che talvolta i turisti americani gli chiedono a che ora chiude Venezia.

Gasparinetti ritiene che la tassa di sbarco non risolva il vero problema di Venezia con l’iperturismo e pensa che di fatto non scoraggerà i turisti. Il suo gruppo, la cui missione principale è quella di preservare la residenzialità in modo da evitare che la città diventi un “parco tematico”, chiede invece di definire un tetto massimo o soglia di carico: “Venezia, per essere apprezzata dai turisti, ha bisogno anche di esistere come luogo della vita quotidiana. Cinquant’anni fa, ci vivevano circa 150.000 persone. Ora, solo 53.000 residenti sono rimasti. Tra una popolazione anziana e una popolazione giovane, con alti livelli di istruzione che cerca opportunità di lavoro al di fuori del settore turistico, Venezia annualmente vede una perdita netta annua di abitanti di 1.000 unità.

Abbiamo bisogno di creare alla gente le condizioni per rimanere” Gasparinetti dice, aggiungendo che non esistono a Venezia occasioni lavorative per giovani laureati “fatto salvo che non si voglia fare il cameriere o il venditore di paccotiglia turistica nei chioschi”.

Nonostante tutto la città ogni anno accoglie qualche nuovo residente ma questi tendono ad essere estremamente benestanti, Gasparinetti osserva che la città sta progressivamente perdendo la sua classe media.

Nel frattempo, molti veneziani che lasciano che i loro appartamenti vengano affittati su Airbnb che, come dicono in molti, incoraggia l’arrivo di sempre nuovi turisti che la città non è più in grado di gestire.

L’artista Deirdre Kelly, che vive qui da 15 anni, crede che al posto di introdurre una tassa turistica, l’amministrazione comunale dovrebbe provare a gestire Airbnb e gli altri canali di affitti brevi.

Una gallina dalle uova d’oro

Il turismo, e il settore lavorativo turistico, sono la base della vita per molti residenti. Il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Pino Musolino, dice che se le navi da crociera affollano le calli con i migliaia di pedoni che scaricano, alla fine esse creano fino a 6.000 posti di lavoro per la popolazione locale. “30 milioni e più di turisti annui sono come una gallina dalle uova d’oro e un modo molto ma molto semplice per fare soldi”. Musolino racconta a CNN Travel. “Alla fine è sempre guadagno e mai perdita” lui dice.

Ancora, Musolino crede che sia il tempo ormai per iniziare a pensare a creare lavoro fuori dal settore turistico, convenendo sul fatto che limitare il numero di viaggiatori in certi momenti dell’anno potrebbe essere d’aiuto. “Non è perché vorremmo chiudere la città o sbarrare i cancelli” Musolino aggiunge, ma per la sfida che coincide con l’idea che Venezia è un museo a cielo aperto, dice:“Non penso proprio che qualcuno sarebbe felice di vivere in una città che appaia come un contenitore bellissimo completamente vuoto all’interno”.


Nella foto: un’immagine scattata durante le riprese

Lettera aperta al Prefetto Vittorio Zappalorto

S.E. il Prefetto Vittorio Zappalorto

Mercoledì 15 maggio, a due passi dalla nostra sede in Bragora una cittadina inerme di 93 anni riceverà la visita di un ufficiale giudiziario assistito dalla «Forza Pubblica» che ha in Lei, Signor Prefetto, il suo massimo rappresentante sul territorio.

La « Forza pubblica » per sradicare dal suo appartamento una vedova che ne era proprietaria dagli anni ’80 e ne è stata espropriata in virtù di una procedura di esecuzione immobiliare per un debito legato a spese di manutenzione straordinaria del tetto decise dagli altri condomini, che è lievitato da 16 mila a 50 mila euro circa in seguito alla peripezie giudiziarie che l’hanno vista soccombere nelle varie fasi del giudizio, a volte per mancata opposizione ai decreti ingiuntivi che si sono succeduti nel tempo.

Molti sono gli aspetti oscuri di questa vicenda, sicuramente complessa sul piano processuale ma questa è materia che lasciamo agli avvocati delle parti: non è per criticare una sentenza che ci rivolgiamo a Lei con questo appello.

Lei che ha alle spalle studi di giurisprudenza conosce sicuramente il detto «summum ius summa iniuria» (Marco Tullio Cicerone, De officiis, I, 10). Nel Paese che a ragione viene definito culla del diritto, i nostri illustri antenati avevano già riconosciuto che  «somma giustizia equivale spesso a somma malizia” (Publio Terenzio Afro, Heautontimorumeno, IV, 5: Ius summum saepe summa est malitia).

Le sentenze vanno rispettate, anche quando sono il risultato di mancate impugnazioni o altri cavilli che sono difficilmente comprensibili per la gente comune, ma è nelle modalità dell’esecuzione “forzata” che si vede la differenza fra uno Stato che soffoca  i più deboli con la forza bruta e uno Stato che conosce anche la «pietas» e riconosce la dignità umana come correttivo all’asperità della “dura lex sed lex”.

Nel nostro ordinamento, l’uso della «Forza» è prerogativa e monopolio dello Stato perché lo Stato medesimo è anche garante del necessario bilanciamento degli interessi, che non può prescindere da valori superiori quali la Costituzione, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e altri che sono radicati nella coscienza collettiva di un Paese e ne costituiscono la vera ricchezza. Negarli o ignorarli significherebbe minare le basi essenziali della convivenza civile.

Questa vicenda vede contrapposte le ragioni puramente economiche di una società immobiliare che si è aggiudicata all’asta un appartamento e le ragioni del cuore di una persona anziana e indifesa che si vorrebbe prelevare con la forza dall’appartamento in cui ha vissuto per più di 30 anni. Nel rendere questa vicenda di dominio pubblico ci stiamo forse schierando contro il diritto di proprietà? Al contrario, proprio perché rispettiamo quel diritto ci chiediamo come sia possibile che una persona venga prima espropriata e poi espulsa di forza dall’appartamento di cui era proprietaria, dopo una vita di sacrifici.

Si dia agli avvvocati delle parti il tempo di negoziare una soluzione rispettosa delle Leggi e della dignità umana : per il 25 luglio è già prevista una udienza di merito in cui verrà determinato l’ammontare della indennità di occupazione che la ex proprietaria dovrà pagare per il tempo in cui è rimasta nell’appartamento di cui non è più proprietaria.

Quale pregiudizio irreparabile potrebbe mai arrecare un rinvio di questo sfratto, e quale pregiudizio irreparabile potrebbe invece portare lo sradicamento brutale di una persona che il 4 giugno compirà 94 anni e ha passato gli ultimi 37 in quell’appartamento?

Questa è la domanda centrale a cui Le chiediamo rispettosamente di rispondere, prima di autorizzare l’utilizzo della Forza Pubblica e determinarne le modalità operative. Non Le chiediamo certo di farlo in pubblico, in primo luogo perché la risposta riguarda principalmente la Sua coscienza e in secondo luogo perché le modalità di intervento della Forza Pubblica possono articolarsi in molteplici forme e adattarsi alle circostanze specifiche, per preservarne il carattere di proporzionalità ed evitare danni collaterali indesiderabili.

Il 15 maggio noi ci saremo, al numero civico della foto: ci saremo insieme ad altri e a chiunque vorrà esserci. Non ci saranno atti di «resistenza a pubblico ufficiale» perché questa piattaforma civica ha fatto del rispetto della legalità e delle istituzioni un tratto distintivo e fondante delle sue attività, ma rivendichiamo il diritto che per noi è dovere civico di essere vicini ad una persona che merita rispetto, in queste circostanze per lei dolorose.

In 5 anni di denuncia di quello che a nostro modo di vedere «non va», questo blog  non ha mai ricevuto querele,  rettifiche o smentite, perché prima di parlare ci documentiamo, sempre. Lo abbiamo fatto anche in questo caso, prima di rivolgere a Lei questa lettera.

I documenti di cui abbiamo preso conoscenza  e lo stato di salute della “sfrattata” ci portano a rivolgerLe  un appello che prescinde dall’arida conoscenza dei Codici: mercoledi 15 maggio in calle dei greci, si eviti l’uso della violenza camuffata da «forza pubblica », nei confronti di una persona anziana e indifesa. Questa città non lo capirebbe.

Sono ben altre le situazioni in cui la cittadinanza avrebbe bisogno dell’intervento della “Forza Pubblica”, e la applaudirebbe.

Marco Gasparinetti

per il

Gruppo25Aprile

 

15 maggio castello

Una proposta concreta: la “soglia di accoglienza”

Gazzettino 4 maggio 2019

“Una volta tanto, da un forum dedicato ai comuni problemi del turismo non escono solo lamentele sulla situazione (pesantissima) in cui le città d’arte sono finite, ma vengono abbozzate anche delle soluzioni. E, se non sono soluzioni, sono degli strumenti che potrebbero essere utili alla gestione dei flussi. Il forum delle realtà civiche operanti nei siti Unesco del mediterraneo, riunito per un giorno intero all’Ateneo Veneto, ha infatti deciso di realizzare un modello matematico-statistico che consenta di prevedere la soglia di accoglienza oltre la quale città e paesi non sarebbero più vivibili. La novità è che non si tratterà di una cosa applicabile a Venezia o a una delle città partecipanti, ma sarà donata a tutti coloro che ne faranno richiesta.

I SITI UNESCO

Le città aderenti oltre a Venezia sono Ragusa (Dubrovnik), Corfù, Creta, Rodi e Cipro, ognuna con problemi comuni a tutti i siti sotto tutela dell’Unesco. La scelta è caduta sul modello Costa-Van der Borg-Canestrelli che era stato approntato a fine anni Ottanta per evidenziare l’impatto catastrofico che avrebbe avuto l’Expo 2000 a Venezia. Quel modello oggi è superato nelle premesse, ma potrebbe essere implementato, visto che lo stesso Van der Borg ha dato il suo assenso e appoggio.

LA SOGLIA DI ACCOGLIENZA

«Lo scopo – spiega Marco Gasparinetti, il portavoce del Gruppo 25 Aprile che ha ospitato l’evento in quanto presidente di turno del forum – è definire in modo oggettivo e accademico una soglia di carico o meglio, di accoglienza, oltre la quale la qualità della vita di turisti e residenti potrebbe peggiorare sensibilmente. Una soglia oltre la quale non siamo in grado a garantire un’accoglienza decente. L’impegno è stato preso, sarà formato un gruppo di lavoro multidisciplinare e internazionale che chiederà un finanziamento europeo». Non è una cosa che si può fare dall’oggi al domani, ma un lavoro che richiederà un arco di tempo triennale. Quindi, non una boutade elettorale, visto che nel 2020 si vota.«Continuiamo a restare apolitici – aggiunge Gasparinetti – e metteremo a disposizione il modello al sindaco in carica, chiunque esso sia».

TURISMO SOSTENIBILE

La definizione di un numero limite di turisti accettabili è balzata nuovamente alle cronache con la protesta del sindaco di Riomaggiore contro le Ferrovie, per via del trasporto di turisti alle Cinqueterre in numero ben maggiore alle capacità di accoglienza. La soglia di accoglienza potrebbe essere quel numero magico oltre il quale scatterebbe la chiusura dei siti Unesco a ulteriori arrivi. «Il pagamento di un ticket – ha concluso Gasparinetti – come hanno dimostrato i nostri amici di Ragusa non è più sufficiente. Loro hanno staccato un milione e 300mila biglietti (per visitare le mura della città antica, NdR) ma i turisti continuano ad arrivare».

Un altro tema comune che è uscito dall’incontro è l’impegno di tutte le associazioni a non usare plastica usa e getta negli eventi e a sensibilizzare i turisti sul fatto che una bottiglia in plastica rischia di essere una bottiglia in acqua. Meglio rispolverare le virtù della vecchia borraccia”.

Michele Fullin
© RIPRODUZIONE RISERVATA (Il Gazzettino)

Nelle foto che seguono, alcuni dei partecipanti al Forum del 3 maggio. Da parte nostra, un sentito ringraziamento all’Ateneo Veneto e al suo Presidente Gianpaolo Scarante per aver inserito questo convegno nel Programma accademico del prestigioso Ateneo, e alla vicepresidente Prof. Caterina Carpinato che ha deliziato i presenti con una efficace quanto colta prolusione in greco moderno.

Foto:

Elena Riu (Venezia)

Petra Marčinko (Ragusa – Dubrovnik)

3 maggio Petra

Maria Gerakianaki (Creta)

3 maggio Maria

Daniella Pistenti Mouyiannou (Cipro)

3 maggio Daniella.jpg

Dimitrios Balatsinos (Corfù)

 

(R)esistere a Venezia, i ritratti di Paolo della Corte

Grande successo di pubblico e di critica per il percorso fotografico di Paolo della Corte intitolato “(R)esistere a Venezia” e inaugurato sabato nella nostra sede in Bragora.

Nel video di Loredana Spadon, alcuni momenti dell’inaugurazione:

La mostra rimarrà aperta fino al 30 giugno ed è visitabile anche durante il ponte pasquale: per orari e informazioni, potete telefonare al 344.1164654

Una panoramica delle foto esposte, nel video realizzato da la Nuova Venezia:

https://video.gelocal.it/nuovavenezia/locale/i-veneziani-che-resistono-al-vortice-dei-turisti-nei-ritratti-di-paolo-della-corte/109170/109628

Il video di VeneziaToday con l’intervento dell’ambasciatore Gianpaolo Scarante, Presidente dell’Ateneo Veneto:

http://www.veneziatoday.it/attualita/mostra-foto-resistere-gruppo-25-aprile-bragora.html?fbclid=IwAR3CU5p0BMXeFDkNrT6IVJd4q4K4Ty50sixEAc-pmMpK6zBDPf6MjdvPGK8

La rassegna stampa:

Corriere 13 aprile

Gazzettino 9 aprile

Nuova Venezia 5 aprile

L’intervista alla RAI Radio 3:

 

Alcuni dei commenti consegnati al libro degli ospiti o “diariro di bordo” della nostra sede:

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