Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per il tag “Marco Gasparinetti”

A ciascuno le sue priorità

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Finito il carnevale e la grande fatica che comporta (per i residenti soprattutto, che ne subiscono l’impatto), ognuno aveva il sacrosanto diritto di scegliersi le sue priorità.

La nostra era questa:

Comunicato stampa

Venezia, 3 marzo ’17

Oggi a Palazzo Badoer si terrà il convegno “gestione efficace dei siti del patrimonio mondiale UNESCO”. Sull’efficacia con cui è gestito quello di Venezia nutriamo seri dubbi; saremo quindi presenti fra il pubblico con una delegazione simbolica pronta a protestare in silenzio, indossando le maschere del flashmob “un pesce di nome Panda” per sottolineare che:

  1. dall’elezione del sindaco in carica i nostri sestieri hanno perso altri 1.540 residenti, nonostante l’esortazione dell’UNESCO a ritrovare d’urgenza un punto di equilibrio fra turismo e residenzialità.
  2. Delle misure raccomandate dall’UNESCO non abbiamo finora visto nemmeno un principio di esecuzione.
  3. Delle 70 pagine che il sindaco in carica sostiene di aver presentato all’UNESCO il 24 gennaio, i cittadini sono tenuti completamente all’oscuro al pari dei mass media e del Consiglio comunale, tanto che la consigliera comunale Monica Sambo è stata costretta a depositare un’istanza di accesso agli atti, finora senza esito.
  4. Di misure concrete a favore della residenzialità e/o per porre un freno ad una pressione turistica che espelle residenti a getto continuo non abbiamo finora visto nemmeno l’ombra.
  5. Al tavolo con le associazioni sulla residenzialità, più volte rinviato, il sindaco in carica  non si è fatto vedere, ieri. Come mai? Perché impegnato a sciare nella località di Kreuzbergpass come da foto che siamo in grado di produrre per una coincidenza fortuita, grazie alla segnalazione di una turista presente in loco ieri 2 marzo. Il sindaco che alla stampa dichiara di lavorare “18 ore al giorno” forse include nel conto anche le feste di carnevale e le escursioni sciistiche?

Con la silenziosa e pacifica protesta che si terrà oggi intendiamo DENUNCIARE la distanza fra le rassicuranti dichiarazioni del sindaco in trasferta a Parigi (il 24 gennaio) e la realtà quotidiana vissuta dai cittadini veneziani.

Le nostre pacifiche proteste continueranno fino a che la Giunta in carica non dimostrerà con i fatti di aver capito la gravità della situazione anziché nascondersi dietro rinvii e cortine fumogene.

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Le priorità del sindaco in carica? Documentiamole, astenendoci da commenti perché le immagini parlano da sole. No, non stiamo parlando del sindaco di Cortina o di Kreuzbergpass ma del nostro: quello di Venezia.

il 2 marzo:

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il 3 marzo:

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“Lavoro 18 ore al giorno” – è la leggenda di cui ama circondarsi, per la gioia di chi ci crede. Per tornare in media adesso dovrà lavorarne 25?

http://www.ilgazzettino.it/pay/venezia_pay/luigi_brugnaro_ha_detto_quindici_settimane_lavorando_18_ore_al_giorno_lui-1290525.html

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1000 firme per 1000 alberi – comunicato stampa

Venezia, primo marzo 2017

1.100 firme già raccolte in meno di 48 ore, per salvare le centinaia di alberi che rischiano di essere sradicati nell’area adiacente all’aeroporto di Tessèra (un migliaio circa, la nostra stima) dimostrano che i cittadini sono stanchi di megaparcheggi e centri commerciali tutti uguali, stanchi di cemento e aria irrespirabile.

La campagna per salvare quegli alberi è soltanto all’inizio, aderite numerosi.

#Veneziamiofuturo,

Italia Nostra, sezione di Venezia

Comitato cittadini di Tessera e Campalto contro l’inquinamento

Amico Albero

La petizione può essere firmata a questo indirizzo:

https://www.change.org/p/al-sindaco-della-citt%C3%A0-metropolitana-di-venezia-difendiamo-i-pini-marittimi-di-venezia-tess%C3%A9ra?recruiter=66248006&utm_source=share_for_starters&utm_medium=copyLink

“Salviamo il polmone verde di Tessèra, difendiamo i nostri polmoni! In un Comune già martoriato dalla cementificazione selvaggia e da uno dei tassi di inquinamento da PM10 più elevati d’Europa, c’è chi vorrebbe uccidere anche l’ultimo polmone verde che ci rimane in prossimità dell’aeroporto: i pini marittimi di Tesséra.

La distruzione è già iniziata, come da foto scattata oggi 27 febbraio ’17. Una doppia follia se si considera che siamo in zona a rischio di dissesto idrogeologico e le pinete, oltre a fornire una boccata di ossigeno permettono di mitigare gli effetti di precipitazioni intense sempre più frequenti, assorbendone l’impatto.

Al Sindaco della Città Metropolitana di Venezia chiediamo di fermare questo scempio, anche avvalendosi della sua recente cooptazione nel CdA della SAVE. Al Presidente della Regione Veneto chiediamo coerenza con le promesse di invertire la tendenza al “consumo di suolo” che a furia di colate di cemento sta snaturando il paesaggio di una delle regioni più belle del mondo.

Chi sradica quei pini marittimi sradica un pezzo della nostra identità e sacrifica la nostra salute sull’altare dell’ingordigia. Firmiamo per fermarli, prima che sia troppo tardi”.

27febbraio2017

17 febbraio 17: PandAmonio!

Comunicato stampa (English and Russian versions below)

Venezia, un pesce di nome Panda?

 Quello che comincia domani non è più il nostro Carnevale: è una macchina mangiasoldi per spennare i turisti 11 mesi su 12: il solo mese di tregua per noi è gennaio. Per far girare la macchina mangiasoldi al massimo, bisogna svuotare Venezia dei suoi cittadini e la missione è quasi compiuta. Quasi.. e noi non ci stiamo, non intendiamo rassegnarci a fare le valigie per fare posto a quel tipo di monocultura.

  1. I Veneziani sono una specie in via di estinzione? Anche il panda gigante lo è stato , la buona notizia è che non lo è più.
  2. Simbolo della protezione della natura nel mondo intero, il panda gigante era minacciato di estinzione. Nel 2016, è stato ritirato dalla categoria come specie in “pericolo”, per passare nella categoria di specie “vulnerabile”.
  3. Alla vigilia del Carnevale che non è più nostro, rivendichiamo il diritto di vivere a Venezia, la nostra resistenza alla speculazione che vorrebbe cacciarci da questa città per far posto alla monocultura turistica che tutto vorrebbe inghiottire, la nostra capacità di fornire soluzioni ai problemi sollevati.
  4. Lo facciamo attraverso delle maschere da panda, per attirare l’attenzione del mondo intero. Lo facciamo con un’operazione simbolica oggi alle ore 16 sul sagrato della Chiesa della Madonna della Salute, che fu eretta dai nostri avi quando la popolazione della città precipitò da 143.000 a 98.000 abitanti, con l’epidemia 1630. Oggi siamo rimasti in 54.600 residenti.
  5. Un nuovo slancio è necessario, con la stessa energia che nel 1630 permise alla città di rinascere dopo l’epidemia. Facciamo appello alla solidarietà del mondo intero, perché Venezia, con i suoi abitanti e la sua cultura unica, è patrimonio dell’umanità e non la proprietà privata di qualche lobby.

Il 17 febbraio a partire dalle ore 17 vogliate diffondere queste immagini e i video, vogliate condividerli se condividete il nostro sogno e la nostra battaglia: su facebook oggi saremo in centinaia a farlo, utilizzando l’immagine di profilo che vedete su questa pagina.

#Veneziamiofuturo, 17 febbraio 2017

Contatti:

Marco Gasparinetti +39.345.345.9663

Nicoletta Frosini +39.388.744.4263

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Youtube: https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

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Grafica: etra-comunicazione.it

copertina

Press Release:

Venice, a fish called Panda?

That which begins tomorrow is no longer our Carnevale: it is a slot machine for milking the tourists 11 out of 12 months: the only month with a respite for us is January.

In order to get the maximum out of this slot machine, it is necessary to empty Venice of its citizens, and the mission is almost done. Almost… but we who live here are not done; we are here to stay and to stand for our right to remain in our city.

Are Venetians a species destined for extinction? The giant panda also was such, and the good news is that it no longer is. A global symbol of the protection of nature, the giant panda was threatened by extinction. In 2016 it was removed from the category of “endangered species”, to be moved to the “vulnerable” category.

On the eve of a Carnevale that is no longer ours, we reclaim:

our right to live in Venice;

our resistance to the speculation that would chase us from our city to make way for the slot machine that wants to swallow all;

our capacity to offer solutions to the growing problems (see attachment).

We do this with panda masks, to attract the attention of the whole world. We do this today at 4m Venice time at the steps of the Church of the Madonna della Salute, which was erected by our forebears when the population of the city dropped from 143.000 to 98.000 inhabitants in 1630. Today there are only 54,600 residents left.

A new surge is needed, with the same energy that in 1630 enabled the city to be reborn after the plague. We appeal to the solidarity of the whole world, because Venice, with its inhabitants and its unique culture, is the heritage of all humanity, and not the private property of a few interests.

We ask you to share these images and videos; we want you to share them if you share our dream and our fight. Today we will be hundreds and may be thousands to do it, in front of the Church and on Facebook.

#Venicemyfuture, February 17, 2017

Translation by: Paul Rosenberg

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  • Карнавал, который начнется завтра – это больше не наш Карнавал, это машина для зарабатывания денег, игральный автомат для того чтобы обирать туристов 11 месяцев в году из 12. Единственный месяц передышки для нас – это январь.
  • Чтобы заставить работать по полной этот игральный автомат, необходимо опустошить Венецию, изгнав ее жителей, и тогда миссия почти завершена

Почти… вот только мы не согласны!

  • Венецианцы – это вымирающий вид? Большая панда тоже была вымирающим видом, но хорошая новость заключается в том, что больше она таковым не является.
  • Символ защиты природы во всем мире, панда, находилась под угрозой вымирания. В 2016 году её исключили из категории видов, находящихся в опасности, и определили в категорию уязвимых.
  • Накануне Карнавала, который больше не является нашим, мы отстаиваем свое право жить в Венеции, мы сопротивляемся тому чтобы быть изгнанными из нашего города, тому чтобы освободить место для этого автомата по выкачке денег, который хочет поглотить всё! Мы говорим о нашей способности предоставить решение изложенных выше проблем (см.приложение).
  • Мы заявим это с помощью масок панды, чтобы привлечь внимание всего мира к данной проблеме. Действие будет проходить на площади перед церковью Madonna della Salute, которая была возведена нашими предками, когда количество жителей резко сократилось со 143.000 до 98.000 , в 1630 году.
  • Необходим новый подъём, с такой же энергией как в 1630 году, который позволил городу возродиться после эпидемии.
  • Мы обращаемся ко всему миру за солидарностью, потому что Венеция, со своими жителями и своей уникальной культурой, является наследием всего человечества, а не частной собственностью неких лобби.

Пожалуйста, распространите эти фотографии и видео, поделитесь ими, если разделяете нашу мечту и нашу борьбу.

#Veneziamiofuturo,17 февраля 2017

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copertina

Ateneo Veneto, 20 January 2017

#Veneziamiofuturo

The Proposals of the Sestieri

Traduzione della versione italiana già pubblicata a questo indirizzo:

https://gruppo25aprile.org/2017/01/28/20-gennaio-le-20-proposte-dei-sestieri/

Introduction:

This document summarizes the proposals and the principal requests collected in the meetings with the venetian districts (the six “sestieri”). It is not exhaustive, nor does it represent the position of a single association because our objective is to give voice to the needs of the districts with reference to the problems most acutely felt in the ‘city of water’. In this sense it is also a ‘book of grievances’, where for each ‘grievance’ we have elaborated a possible response.

The proposals conform to the criteria which were specified at the beginning of the cycle of meetings: we are not asking for the moon, we do not want to create illusions or engage in demagoguery; the criteria by which we are inspired are those which translate to requests that are concrete, actionable and realistic. To the elected representatives in the Institutions we ask that each one do their part, and that they do it immediately, because Venice feels besieged and the situation does not allow for any further delay.

The discussion at Ateneo Veneto will permit discussion of some “priority” proposals, and to refine others, situating them in a vision of that which is necessary and urgent to give a future to Venice: we will not speak of long term but of things that can be done immediately, before it is too late; the rest is material for a ‘program of governance’ for anyone who wants to run for office in the next election. This document was published for 10 days on our Facebook page and on our web site to collect comments and suggestions from those who participated in the meetings (over 500 people) and also those who did not.

The cycle of meetings in the sestieri, including the concluding meeting at Ateneo Veneto, was entirely self-financed by the citizens, without any support from political parties or trade unions, businesses or cooperatives, public entities or Foundations. We do not have a label and we do not want one, ours is only a movement of opinion that has preferred a different approach from the ‘recipes’ that come from on high (often formulated by people who do not know the city): proposals born of daily contact with the city, sestiere by sestiere.

A as in Alloggi (Housing)

Of the Veneto Region we ask:

1) the urgent modification of the regional law of 2013 that brutally liberalized tourist locations; this modification could be adopted in a short time because it would only require the introduction of an exception for the sestieri of Venice, in recognition of the specific needs to care for its social fabric, which is an integral part of what makes it special, imposing requirements also on the disposal of waste water, to care for the hygiene and environment of the Lagoon.

2) immediate action regarding ATER (the social housing company) whose job is “the construction and recovery of housing, to assign as temporary or permanent lease to controlled apartments” to the end of the assignment of housing currently not used, eventually favoring a form of self-restore done by potential residents, and to the completion of housing units where work has been started but not yet finished.

B as in Bricole (Guide Posts for water traffic):

Of the Minister of Infrastructure and Transport we ask:

The allocation of funds needed to start a special program for the maintenance and replacement of the bricole, to complete the first work of the InterRegional Superintendent for Public Works, based on the maps which were updated at our request in May 2016.

C as in Change of use:

Of the Mayor and City Council of Venice we ask:

To immediately stop for at least two years the change in use of real estate from residential to tourist lodgings or hotels in the sestieri, an option which is already recognized by the current PAT (Plan for Territorial Assests) in force since 2014 to protect residential property, which has fallen to historic lows and in some sestieri risks being extinguished in the absence of immediate ‘shock therapy’.

This provision, by nature emergent and provisory, will be accompanied by ‘structural’ measures and permanent times to incentivize long term residence over that of a speculative nature (see also R for refuse, on the subject of TARI for the use of fiscal levers as equalizers): that which will be assembled is a mix of measure such as will build a common pact with ‘virtuous’ property owners.

D as in Dignity

Of the Mayor and City Council of Venice we ask:

To recognize and promote the right of each person to conduct an existence that is dignified and decorous. Respect for the old and the disabled cannot be limited to some ‘reserved’ seating on board the vaporetti, but must manifest in forms of support aimed at sustaining the quality of life for this sector of the citizenry.

In these sectors the City of Venice boasts a solid tradition that we maintain is necessary to preserve or restore against the spending cuts that have been made, also encouraging the numerous forms of volunteerism present in the area that often operated without any public contribution.

E as in Education (Nautical)

To the city schools we propose:

A project of nautical education, to which we are ready to provide our contribution with volunteer teachers and experts, in consideration of the increasingly frequent accidents (at times fatal) that are in part due to inexperience and/or a lack of understanding of the basic rules, given that the current law allows navigation without a license for motorboats under 40 hp (that with simple modifications can be brought up to 60).

F as in Flow of Tourists

Of the Mayor and City Council of Venice we ask:

To start as soon as possible some form of planned management of the flow of tourists that would permit a loosening of the grip of a pressure that has become unsustainable and incompatible with the very possibility of offering a welcome worthy of the City’s reputation; among the proposals on the table, that of Roberta Bartoloni which was illustrated at the meeting in Castello presents characteristics of being incremental, flexible, achievable, and non-discriminatory, while containing costs, which we particularly appreciated – without excluding others that can be compared with this one, to the end of taking the best parts of each.

G as in Gestione dei beni comuni (Management of Public Property)

Of the Mayor and City Council of Venice we ask:

To give a tangible sign of discontinuing the policy of selling off public properties begun by previous administrations, which in the current budget situation (with the loosening of the restrictions of the stability pact) is incomprehensible if not myopic, and in some cases translates in to an absolutely paltry amount of revenue relative to the permanent loss for the community as has happened with custody of the Giardini Papadopoli.

H as in Hotels

3) Enough hotels in the Sestieri! See C for Change of Use

I as in Illumination:

Of the Administration and City Offices in charge we ask:

Night lights and the installation of surveillance cameras in ruga degli Oresi, which recently has seen incidents of terrible violence against a store owner.

L as in Labor

Considering that the tourist industry at Venice is already that which employs the largest number of workers, often temporary and poorly paid in respect to the cost of life [1], with the double consequence of commuting from the mainland (about 30,000 people) and of an ever larger number of young Venetians who choose to leave the city [2]

Of the Mayor and City Council of Venice we ask:

To move beyond the current phase of using the Arsenale as a space for private parties –the proceeds from which are not being used, as would be logical, to address the many maintenance problems that become emergences ignored by the Administration (such as risks of collapse) –  when instead it should be a natural point and ideal fulcrum for the creation of qualified jobs, that are not related only to the tourist monoculture – this could be designed as a center of maritime research able to host research institutions both Italian and foreign and offering spaces to businesses compatible with the complex and engaged in the maritime sector (shipbuilding, maritime jobs), traditional artisanry (metalwork, woodwork) and restoration, in a cultural framework unique in the world. To respect the promise of ‘revitalization of the city’ we further ask for the opening of the Arsenale to the citizens, breaking down the barriers to permit a unique tour for visitors (also in the spaces occupied by the Biennial) which could generate income with paid guided tours for small groups.

[1] Unioncamere data: 77% of jobs created in the City of Venice in 2016 were temporary. More than half of the job offers (4,350 of 8,000) were in hospitality or restaurants. In second place (3,600) were ‘unqualified’ positions in retail and services. Source: Nuova Venezia 8 November 2016

[2] Venetians permanently residing outside the city as of December 2016 (source: electoral lists from the constitutional referendum): 12, 296, more than the combined number of residents in the sestieri of both San Marco and San Polo!

M as in Museo Correr

To the Foundation of Civic Museums we remind:

The Museo Correr , a fundamental institution in the cultural life of the city, owes its name to its founder, Teodoro Correr: a Venetian nobleman who in the years following the fall of the Republic was able to collect an enormous quantity of artistic works and Venetian heirlooms from many time periods, saving them from dispersion and constituting the nucleus of the museum. Thanks to later important donations and acquisitions, such as that of articles belonging to Doge Francesco Morosini, given by the City of Venice at the end of the 1800s, the Museo Correr has grown ever more robust and has become an important point for reference for academics and citizens. In 1922 the collections were transferred to Piazza San Marco in a new home that extends between the Napoleon Hall and part of the New Procuatory. Together with the Doge’s Palace it constitutes (or should constitute) the main exhibition of works of art and historical collections that recall the history and culture of La Serenissima. Unfortunately the radical changes of the past years show that renovations and repairs, while correct from a formal point of view, can alter the aims and characteristics of an institution.

The citizens have the sense that the value of the more original and fundamental aspects of the history and culture of Venice has been lost sight of in favor of other, more historically marginal subjects.

To the Foundation of Civic Museums we therefore ask:

To return to the spirit and the logics  that are at the heart of the origin of the collections of the Museo Correr, recalling also that the recovery of dignity and of understanding of the city comes not only from a greater attention to its history and to its people and culture, but also from a use that is not only for tourists and commercialization of its symbolic monuments, and underlining  how a  ‘quality tourism’, that it is said is desired to be cultivated, in reality involves  understanding the history and the specific characteristics  of a maritime Republic unique in the world, more than finding the types of things one can find in any other museum also here.

N as in Negozio (Stores: local businesses and artisan shops)

Adoption of a city Regulation that, as the City of Florence has already done, fixes a limit on the proliferation of commercial activity incompatible with the protection of the city’s heritage, both physical and non-material (local artisans), taking advantage of provisions of law recently adopted at the national level with the objective of prioritizing local stores and artisanal activity; for such activity we further ask to identify methods of financial aids and incentives compatible with the rule “di minimis” (within the threshold of 200,000 euro per capita, which avoids the obligation of notification to the European Commission).

O as in Ospedale (Hospital)

An innovative and promising proposal that we have received is that of connecting our hospital with the University of Padova and to bring to Venice trainees and doctoral students. Developing this pairing with the University of Padova, Venice could become a site of advanced medical research, setting up in the large and free spaces of the Convent of the Domenicani (now the Civic Hospital) a world class center of health studies, as has already been done at Trieste with SISSA.

In the way the almost spaces of San Domenico would be put to better use, and would avoid speculative works related to tourism. In these locations one could develop clinical work and research, for innovative cures of absolute excellence. This would make our Hospital a point of attraction and would revitalize all the surrounding area.

To the Minister of Health we ask:

The maintenance of the neonatal unit in the Civic Hospital of Venice, in exception of the limit of 500 births per year, in consideration of the travel times and modes of transport available in the Lagoon city, as has already been requested of the Region.

P as in Posts for Boat Moorings

Of the Mayor of Venice we ask:

To release the announcement to assign the empty boat mooring spaces in the sestieri and the islands, that the city offices prepared over a year ago for then Commissioner Zappalorto and is now an obligation that has been ignored by the current Administration, given that the applicable city ordinance calls for this announcement every 2 years.

Q as in Quality of Air

Of the Veneto Region we ask:

Immediate action regarding the Regional Agency for the Environment (ARPAV) in order that they finally install an air quality monitoring station in the sestieri, considering that the only sampling point present in the Lagoon was located at Sacca Fisola long ago when the circumstances were different than at present, it is not representative of the real exposure of the resident population such that it is classified as a ‘background station’ and does not measure the impact of local sources of pollution, such as water traffic.

A plan for the fixing or scrapping of the most polluting marine engines, making use of ‘structural’ European Union funding for regional projects, or EU funds such as Life+.

R as in Refuse

Of the City Council of Venice we ask:

Reform of the city taxes such as TARI (Tax on Urban Waste) with a reduction to zero for the first house and a reduced rate for general domestic use; in the short term, immediately revoke the rate increases approved by the City Council for 2016, and finance with a rate increase applied to hotels and other tourism related buildings.

S as in Schools

Of the Mayor and City Council of Venice we ask:

A renewed support for the development of nursery schools and kindergartens, which represent a fundamental service for the citizens and that have always been the pride of the City of Venice. This means strategic activity aimed at providing an excellent level of education for children and providing important support, especially for those families in which both parents work. It seems logical to ask that, also for the future, the City commits to guaranteeing an adequate quality of life and security for children and their families, as well as to those who work in the sector.

T as in Traffic (on the water)

Of the Mayor and City Council of Venice we ask:

Elaboration and activation of a plan for the reorganization of water traffic that puts as primary objectives: the safeguarding of the heritage of buildings public and private against the effects of motorboat waves; monitoring of atmospheric pollution; monitoring of sound pollution; the security of navigation of public scheduled transports, including gondolas and ferries; the right of residents to circulate with their own boats in the internal canals and a more rational approach to the transport of merchandise which is actually characterized by iron boats that are disproportionate to both the need and to the internal canals themselves.

U as in ‘Ultima Spiaggia’ (Last Chance)

In the absence of an immediate, drastic remedy on the dual fronts of housing and work, the demographic curve in the sestieri is such that the ‘surviving’ residents of Venice are condemned to irrelevance by a cynical and myopic political class (to say the least) that reasons only with numbers and ‘how many votes gained’ from this or that community, not only at the regional level (in fact there is no regional council) but also in our own city: from the Administration in power the accumulated signs in this sense are already too great to ignore.

Of the Veneto Region we ask:

Call a referendum of popular initiative for the re-establishment of two autonomous cities (Venice and Mestre) for which 9,000 signatures have already been gathered, in such a way that the population can express themselves on the merit of the question, that the institution of the Metropolitan City of Venice permits to be addressed in a way different than in the past and considering that the current Mayor has recalled the delegates from the Municipalities, and in doing so has weakened the already feeble appearance of administrative decentralization.

Considering the imminent call for a referendum on regional autonomy, the pairing of the two referendums would allow overcoming the objections relative to the costs of a referendum that regards the territory of the City of Venice.

Of the Italian Authorities we ask:

The recognition of a Special Status for Venice, which permits the city to: A) keep a portion of the revenue generated, rather than begging for money periodically, and which is in reality owed to the city if one considers the accumulated fiscal residuals (the difference between taxes collected in the territory and the sum of transfers and services received by the State); B) decide autonomously what the priorities for action are in the territory, without being sacrificed on the altar of electoral numbers that do not take in to account the universal value of Venice, its special traits which are unique to the world, and its status as World Heritage.

V as in Venice – in the open

Among the requests that we have collected in the sestieri are also:

  1. Bring back the open air cinema at Campo San Polo.
  2. Double the frequency of the Santa Marta Flea Market, which is particularly valued by residents.
  3. The restoration of the antique and collectible stores, denoted as “Mercantini dei Miracoli’, eliminating the tariff of 50% for professional vendors which has been responsible for their disappearance.
  4. Maintenance and repair for public fountains and more generally to all the things that are city property in public spaces (benches, fountains and signs) that at times are found in a state of incomprehensible abandonment.
  5. Facilities for sports and athletic activities are scarce; we lack, for example, a facility for promoting youth athletics. We ask the City to guarantee a complete offering of sports activities, starting with better use of existing facilities.

This document will be sent to mass media and to the participants at the public meeting on Jan. 20, and will then be published on the Venziamiofuturo Facebook page and on the web page www.gruppo25aprile.org.

Comunicato stampa: Ateneo Veneto 20 gennaio

COMUNICATO STAMPA

Un abbecedario per raccontare al Comune, alla Regione e allo Stato i problemi di Venezia

Venerdì 20 gennaio saranno presentate all’Ateneo Veneto

le proposte per la città di #Veneziamiofuturo

Un abbecedario che sintetizza, lettera per lettera, i problemi, le proposte, le istanze che il movimento di opinione #Veneziamiofuturo rivolge al Comune di Venezia e ad altre istituzioni della città, alla Regione e allo Stato. E’ questo il documento che il movimento presenterà venerdì 20 gennaio alle ore 17 ai più importanti soggetti istituzionali della città all’Ateneo Veneto, la prestigiosa istituzione culturale veneziana.

I punti analizzati, che corrispondono appunto alle lettere dell’alfabeto (dalla A alla V), sono il frutto di proposte e richieste che sono state raccolte, da agosto a oggi, nel corso di incontri, sestiere per sestiere, con i veneziani che abitano o lavorano a Venezia: una sorta di cahier de doléances che per ogni problema contiene all’interno anche una soluzione. Non solo, dunque, una serie di lamentele, ma veri e propri suggerimenti che i cittadini veneziani offrono alle istituzioni della città, alla Regione e allo Stato come base di partenza per un rinnovato interesse su Venezia: per ribadire che la città ha un futuro e di questo i veneziani vogliono essere protagonisti.

Si inizia, per citarne qualcuno, dagli alloggi che sono sempre meno a disposizione dei veneziani e che vengono utilizzati come locazioni turistiche, per passare alle bricole, i pali in legno che segnalano i percorsi in laguna, che sono senza manutenzione da anni e rappresentano un pericolo per la navigazione. Per passare poi alle case; alla dignità, intesa come il riconoscere ed agevolare il diritto di ogni persona che abita a Venezia di condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. E via via, l’alfabeto si snocciola per toccare l’educazione nautica, i flussi turistici, la gestione dei beni comuni, gli hotel, l’illuminazione cittadina, il lavoro, i musei, i negozi, l’ospedale, i posti barca, la qualità dell’aria, i rifiuti, la scuola, il traffico acqueo, lo spopolamento della città, che rappresenta un’ultima spiaggia per Venezia, la vita all’aperto e le iniziative culturali in genere.

Con questo documento – dichiara il portavoce di #Veneziamiofuturo, Marco Gasparinetti – vogliamo dare, senza alcuna etichetta politica, il contributo dei cittadini di Venezia alle istituzioni che ci rappresentano. Vogliamo avere, davanti a noi, un futuro vero e dignitoso, continuando a vivere nella nostra città, ora massacrata dai problemi che abbiamo evidenziato, lettera per lettera. Le nostre sono proposte concrete, attuabili e realistiche; ma soprattutto rappresentano l’urgenza, le cose che devono essere fatte quanto prima, perché Venezia si sente assediata e la situazione non permette ulteriori ritardi.

Manca una lettera, la Z: l’abbiamo lasciata volutamente scoperta. Vuole rappresentare infatti l’incognita, a cui i cittadini sapranno dare sicuramente un valore, sulla base delle risposte ricevute dal Comune, dalla Regione, dallo Stato. E’ finito, infatti, il tempo dell’attesa: Venezia ha bisogno di un futuro e di riscontri certi e immediati da parte di chi ci rappresenta”.

Venezia, 18 gennaio 2017

Per informazioni:

Marco Gasparinetti: portavoce #Veneziamiofuturo 3453459663

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Gennaio 2017: rassegna stampa

3 gennaio, Nuova Venezia, articolo Vera Mantengoli:

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3 gennaio, Gazzettino, articolo Giorgia Pradolin:

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3 gennaio, Corriere veneto, articolo Elisa Lorenzini:

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3 gennaio, Gazzettino, articolo Michele Fullin:

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4 gennaio, Gazzettino, articolo Giorgia Pradolin e Alvise Sperandio:

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4 gennaio, Gazzettino, articolo Michele Fullin:

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Appendice: Rassegna video, a cura di 25 aprile TV

Conferenza stampa del Gruppo25aprile, 2 gennaio (estratto):

I nostri auguri di Capodanno:

Quinto incontro nei sestieri: Dorsoduro 16 dicembre!

Dopo Santa Croce, Castello, Cannaregio e San Polo, il 16 dicembre sarà la volta di Dorsoduro, prima del gran finale a San Marco. Un sassolino alla volta, come nei pavimenti “alla veneziana”, il mosaico prenderà forma e tutto sarà presto più chiaro a tutti. La lista provvisoria delle proposte già raccolte e discusse nei primi tre incontri è consultabile a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/notes/veneziamiofuturo-venicemyfuture/le-proposte-dei-sestieri-bozza-provvisoria-di-met%C3%A0-percorso/1469378286425673

Appuntamento venerdi alle ore 18, a Dorsoduro 1760 (Università di Venezia) per un dibattito con:

Corrado Claut, presidente di Viviamo Venezia

Andrea Martini, Presidente della Municipalità di Venezia

Marco Gasparinetti, portavoce di #Veneziamiofuturo

Paolo Sambo, presidente dell’Associazione “Amici di Casa Famiglia”

Francesca Corso per l’associazione “Panchina calda” che offre assistenza ai senzatetto

Dario Vianello, che ci parlerà di sicurezza della navigazione in Laguna

Nicola Monselesan, del Comitato residenti campo santa Margherita

Marco Furio Forieri, per il Gruppo anziani La Gondola

Sara Pedrini, del circolo ARCI Luigi Nono (Giudecca)

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L’Aula Barbarigo fa parte dell’Università di Venezia (Ca’ Foscari) e viene generalmente utilizzata come aula universitaria. Il civico è Dorsoduro 1760. Come trovarlo, dato che è decisamente fuori dai sentieri battuti? Per chi arriva in vapore, la fermata più vicina è quella di San Basilio. Per chi ama camminare, sono 5 minuti da campo Santa Margherita e 10 minuti (a piedi) da Piazzale Roma; come punto di riferimento per arrivarci potete utilizzare Fondamenta Barbarigo.

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Le ragioni di questa serie di incontri nei sestieri sono state riassunte nel nostro “editoriale” del 30 agosto:

https://gruppo25aprile.org/2016/08/30/venezia-ad-un-bivio-leditoriale-di-marco-zatterin/

Sei incontri in sei mesi, sestiere per sestiere, per non sprecare la finestra di opportunità che si è creata con la risoluzione UNESCO del 14 luglio: all’Italia è stato dato tempo fino a febbraio, per rispondere ai singoli punti della risoluzione. Questa scadenza può essere vista come una minaccia (quella di finire nella lista dei siti UNESCO in pericolo) o come un’opportunità; noi abbiamo scelto la seconda opzione. Con la campagna di opinione denominata #Veneziamiofuturo stiamo incontrando i sestieri, uno per uno, in un’operazione inedita e mai tentata prima: incontri pubblici e aperti a tutti, sestiere per sestiere, per elaborare una serie di richieste e proposte che diano finalmente risposte ai troppi problemi irrisolti.

Chiunque voglia darci una mano con proposte e suggerimenti è il benvenuto, perché se è vero che il Gruppo25Aprile sopporta di fatto il “peso” organizzativo del ciclo di incontri, chi ha già partecipato sa che a questi incontri pubblici non andiamo per “dare lezioni” o imporre un punto di vista ma per ascoltare e capire quello di chi ogni giorno vive e/o lavora a Venezia.

Ai Giardini Papadopoli come a Castello e a Cannaregio abbiamo dato spazio alle realtà associative più radicate sul territorio, anche quando erano lontane dalla nostra, altrettanto faremo a Dorsoduro, perché “Veneziamiofuturo” è nata per unire e non per dividere. L’incontro di Dorsoduro è organizzato in collaborazione con “Viviamo Venezia”. Il ciclo di incontri si concluderà a gennaio, nel sestiere di San Marco.

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Appuntamento venerdi 16 a Dorsoduro, sarà anche l’occasione per un brindisi natalizio e dato che ci siamo, per i regali di Natale cerchiamo tutti di privilegiare gli acquisti a chilometro zero, anziché arricchire uno dei tanti centri commerciali che in “terraferma” sono spuntati come funghi. Il forcolaio Piero Dri, ad esempio, quest’anno ha creato una linea di orecchini in legno ispirati al suo lavoro di “remer”, che potrebbe essere un’idea originale per i vostri regali. Lo trovate in ramo dell’oca a Cannaregio 4231.

Come lui ce ne sono ancora tanti, a Venezia; diamo una mano ai nostri artigiani: daremo una mano a noi stessi che non vogliamo vedere la città ridotta a una brutta copia di se stessa.

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Ringraziamenti:

Alessandro Toso Fei per il logo di “Veneziamiofuturo”;

Francesca Codrino per la grafica delle locandine;

Mattia Ferrari, per le felpe e le magliette “il mio futuro è Venezia”.

 

 

7 ottobre 2016, un articolo che parla di noi

 

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7-ottobre-16-iiiCopyright: l’inserto settimanale di Repubblica in edicola il 7 ottobre 2016, pp. 48-53

ore 23.30 abbiamo postato l’articolo integrale ad edicole chiuse, ovviamente, dato che il diritto d’autore appartiene a Repubblica e i giornali sono fatti anche per essere venduti, e non soltanto per essere letti.

17 settembre 2016: rassegna stampa e galleria fotografica

Prossimo appuntamento, prossimo sestiere: Cannaregio 13 ottobre!

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(Gazzettino 18 settembre)

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me-1-foto-philippeSara Trevisan, Davide Scano, Marco Gasparinetti (foto Philippe Apatie)

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Venezia e il “processo di Bisanzio” (Istanbul, 14 luglio 2016)

“l’Accusa” (relatore UNESCO):

Gioiello per il patrimonio mondiale, il sito comprende Venezia E la sua laguna. Visita ispettori svolta dal 13 al 18 ottobre 2015.

Rapporto ispettori inviato al governo italiano e al Comune per raccogliere commenti e osservazioni, il 9 giugno 2016. Nessun errore è stato contestato dalle autorità italiane.

Venezia corre un pericolo reale, dobbiamo agire rapidamente. Necessaria una nuova campagna “Salviamo Venezia” come quella avviata alla fine degli anni 60.

La “difesa” (ambasciatrice italiana presso l’UNESCO):

L’Italia ha già speso tanti soldi per Venezia.

Fidatevi di noi, guardate come abbiamo gestito il sito UNESCO di Pompei.

il 27 luglio adotteremo un piano nazionale per il turismo sostenibile.

Gli interventi “ad adiuvandum”

Europa Nostra, a nome di tutte le ONG aderenti, sollecita intervento immediato e senza proroghe da parte di UNESCO e UE. Chiede un “piano radicale che coinvolga la società civile per la più bella città del mondo”: “a radical plan with involvement of civil society for the most beautiful city in the world”.

Il verdetto:

“Si raccomanda pertanto allo Stato contraente (l’Italia) di attuare tutte le misure urgenti sottolineate nel rapporto di missione e di sottoporre alla Commissione del Patrimonio Mondiale un rapporto dettagliato sullo stato di conservazione entro il primo febbraio 2017 in modo tale che, nel caso in cui non siano stati realizzati miglioramenti sostanziali entro tale data, la Commissione valuterà l’iscrizione del sito (Venezia e la sua Laguna) nella Lista dei siti del Patrimonio dell’Umanità in Pericolo in occasione della sua 41a sessione nel 2017”.

Adottato, all’unanimità.

EugeniaMorpurgo

Il bailo:

L’intervento di Francesco Bandarin, nato a Venezia, alto funzionario UNESCO:

“There is a risk: Venice seems to have lost its capacity to define its future, and can become the pray of sectorial interests, be they called mass tourism, the harbour economy, infrastructures, boat and ship traffic, the exploitation of the natural environment.

A number fully epitomises the situation: last year, the city received over 25 million visitors. On an average  day in the spring or summer, you can have over 100,000 visitors, in a city that has now around 50,000 registered residents.

Is this our fate? Is Venice doomed to become a tourist village?  Surely, the population of Venice has declined to historical minima, and the local powers are unable to cope with the new challenges.  Surely, the global trends, climatic, economic, demographic, could make the situation even worse in the future”.

 

Venezia/Bisanzio, 14 luglio 2016

Foto: Eugenia Morpurgo

Trascrizione e sintesi: Carlo Beltrame e Marco Gasparinetti

 

#Veneziamiofuturo: the backstage

C’era un tempo in cui le nostre donne, da Caorle a Pellestrina e Chioggia passando per Burano e Castello, cucivano vele quando i mariti erano lontani. Mariti pescatori o marinai, che dovevano affrontare il mare e le tempeste. Le vele dovevano essere forti e robuste, per permettere ai mariti di ritornare a casa e abbracciare le famiglie. A volte erano anche colorate, per poterle riconoscere da lontano; è la metafora a cui ci siamo ispirati, nel lanciare l’operazione “ditelo coi nizioi”.. e a cucire o colorare le vele ci abbiamo messo anche i maschietti, portavoce compreso.

vele 1

Titolo: Sewing the Sail
Creatore: Joaquin Sorolla y Bastida
Data: 1896
Technique: Oil on canvas
Diritti: Fondazione Musei Civici di Venezia

vele 2

Titolo: “Ditelo coi nizioi: il mio futuro è Venezia”
Creatori: Gruppo25Aprile, Masegni & Nizioleti Onlus
Data: 27-30 giugno 2016

Foto: Anna Bolcato
Technique: operazione lanciata con il passaparola fra gli iscritti ai nostri due gruppi, senza proclami o annunci su facebook per non rovinare l’effetto sorpresa, anche se con questa scelta abbiamo rinunciato ad averne molte di più. Tutto a mano e tutto made in Venice, turni di lavoro con 10-12 persone a turno, tre laboratori dislocati a Castello, Dorsoduro e Mestre senza contare quelli delle scuole (9 fra licei e istituti superiori) che hanno lavorato in totale autonomia. Studenti e residenti uniti come non succedeva da anni per dire che il nostro futuro è qui, che Venezia merita anche un futuro e non solo quel glorioso passato che nessuno comunque potrà mai rubarci.

balcone

resiresi300 vele come queste, 700 metri di tela per adornare i nostri balconi e le nostre finestre. Adesso che la campagna è stata resa pubblica, il nostro appello alla cittadinanza è:

DITELO COI NIZIOI, E DITELO IN TANTI !!!

Tirate fuori le vecchie lenzuola, le tele o canovacci che dormono in soffitta, e ditelo fino al Redentore (16 luglio), data in cui aggiorneremo la nostra infografia georeferenziata:

2 julio completa low resolution

Un’iniziativa congiunta di: FAI, Gruppo25Aprile, Italia Nostra, Masegni & Nizioleti

Grafica: Alessandro Toso Fei

Portavoce: Marco Gasparinetti

 

 

 

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