Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Quando l’UNESCO fa FIASCO, è il momento dell’orgoglio

Sindaco inconcludente, regione assente e ministri compiacenti possono forse sperare di prendere in giro l’UNESCO che è lontana – e a quanto pare ci sono riusciti – ma chi vive o lavora qui tocca con mano ogni giorno i troppi problemi irrisolti, dalla mancanza di case e lavoro qualificato ai danni provocati da un turismo di massa e di bassa qualità che tutto piega alla sue esigenze e sta devastando il tessuto sociale con l’espulsione continua di residenti e la scomparsa dei negozi di vicinato, le attività artigianali sacrificate alla paccottiglia prodotta in serie, il traffico acqueo al collasso.
Venezia merita di meglio. Ai cittadini e alle cittadine, ai sindacati, ai comitati e alle realtà associative chiediamo uno scatto di orgoglio per dire a voce alta che è ora di voltare pagina.
Il 2 luglio manifesteremo uniti, senza bandiere di partito, per reclamare il nostro diritto di restare o ritornare a vivere in quella che alcuni vorrebbero ridurre a semplice vetrina, priva di vita e di abitanti.
voglio vivere cop FB
Lo faremo il 2 luglio che è il secondo compleanno della giunta in carica (“dategli tempo” o “lasciamoli lavorare” non è più una scusa credibile) e coincide anche con l’inizio della sessione UNESCO che avrebbe dovuto prendere una decisione su Venezia. Avrebbe dovuto, ma non lo farà. Come mai?

Al primo anno di giurisprudenza, quando viene spiegata la differenza fra “termini perentori” e “termini ordinatori” (quelli privi di sanzione), ai secondi viene associato il termine ironico “canzonatori”. Quelli fissati dall’UNESCO sono termini canzonatori. Prendiamone atto: il termine del primo febbraio 2017 per il caso Venezia, già rinviato al 30 aprile e allegramente ignorato dalle autorità italiane, è stato ora prorogato al 31 dicembre 2018, se le conclusioni del documento che qui pubblichiamo verranno confermate dalla sessione del “World Heritage Committee” che si riunirà a partire dal 2 luglio – ma per quel che riguarda Venezia sarà una semplice formalità.

Conseguenza pratica: tutto rinviato all’estate del 2019, alla quarantatreesima sessione di quel Comitato che si riunisce soltanto una volta all’anno.

UNESCO 2018

Vengono in questo modo premiate le manovre dilatorie e le piccole furbizie che a furia di cambiare le carte in tavola miravano esattamente a questo risultato, e gravemente indebolita ne risulta, a nostro modo di vedere, l’autorità morale di chi fissa scadenze creando aspettative e speranze nell’opinione pubblica,  senza poi farle rispettare.

Ci dispiace per l’UNESCO, ma d’ora in poi faremo da soli, perché la fiducia tradita non ritornerà e i problemi di Venezia non possono attendere l’estate del 2019.

Rispetto all’anno scorso la popolazione residente nella città d’acqua è calata di mille persone circa, che si aggiungono ai mille già persi nell’anno precedente. Flussi turistici: l’unica misura annunciata riguarda un “contaturisti”, come se ne avessimo bisogno per sapere quando sono troppi. Grandi Navi: son sempre là, a ridosso delle nostre case. Quelle che si sgretolano sotto la pressione del moto ondoso causato da un traffico acqueo fuoro controllo, con i contributi alle spese di restauro azzerati perché il MoSe si è mangiato tutte le risorse della Legge Speciale.

DOMENICA 2 LUGLIO, MANIFESTAZIONE CITTADINA UNITARIA per Venezia.

Hanno già aderito (in ordine alfabetico):

Assemblea Sociale per la Casa
Asolapo Italia
Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
Effetto Venezia
Forum Futuro Arsenale
Generazione 90
Gruppo25Aprile
Gruppo WSM
Italia Nostra
L’Altra Venezia
Movimento Autonomia di Mestre
Possibile
Sanca veneta
Scendiamo in campo
Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
Sindacato Unione Inquilini Venezia
Venessia.com
Venezia Arte Cultura & Turismo
Venezia Cambia
Venezia-Mestre Due Grandi Città
VeneziaMioFuturo
Verdi Ambiente Società
Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia
 voglio vivere cop FB
Il testo dell’appello comune a tutti noi:
Il 2 luglio manifesteremo uniti, senza bandiere di partito, per reclamare il nostro diritto di restare o ritornare a vivere in quella che alcuni vorrebbero ridurre a semplice vetrina, priva di vita e di abitanti”.
Domenica 2 luglio alle 11, appuntamento in Campo dell’Arsenale.

 

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Faremo, faremo, faremo..

“Ghea podemo far” era lo slogan elettorale del sindaco in carica, che si era forse dimenticato di spiegare come quel verbo lo avrebbe declinato soltanto al futuro, rinviando ogni decisione di mese in mese.. e presto saranno due anni di mandato senza che nessuno dei problemi della città sia stato risolto.

“Faremo questo, faremo quello”, ma più avanti, è la sintesi perfetta delle risposte alle raccomandazioni dell’UNESCO: le famose “70 pagine” pomposamente presentate alla stampa in data odierna dopo che per più di un mese erano state negate a tutti consiglieri comunali compresi. Il documento è datato 31 gennaio, il che ha portato molti a chiedersi come abbia potuto essere stato presentato il 24 (data della sua missione a Parigi con grande codazzo al seguito) ma cosa importa, quello che a noi interessa sono i contenuti e allora parliamone.

  1. Residenzialità? Liquidata in poche righe, lo “svuotamento” (sic) di Venezia è un “elemento fisiologico” (sic). Quanto alle misure che il Comune potrebbe o avrebbe già potuto prendere da subito per incentivare sul piano tariffario la residenzialità (anziché aumentare la TARI come ha fatto a dicembre) sono rinviate alle risultanze di non meglio precisati “studi” che sarebbero stati avviati (quando? Con che risultati?) Leggere per credere, pagina 32:CB residenti.jpg
  2. Nell’ansia di negare anche l’evidenza, in risposta ai rilievi dell’ UNESCO che giustamente si preoccupa dello spopolamento di Venezia vengono citati dati sbagliati o comunque datati: la popolazione di Venezia non è di 55.048 ma di 54.502 residenti e quella complessiva (isole comprese) è di quasi 700 unità inferiore a quella dichiarata ai fini UNESCO (82.658 contro 83.340). Il confronto con il dato di inizio mandato è impietoso per questo sindaco, visto che la perdita di residenti si è accelerata anziché arrestarsi o rallentare:

https://gruppo25aprile.org/la-prova-del-9-o-dei-30-000/

Prossimo argomento, saremo più fortunati? La priorità per i residenti in Laguna sarebbero i parcheggi per le automobili (che molti di noi non hanno) all’aeroporto di Tessera:

CB aeroporto

..e questo sarebbe il “il concreto e vitale impulso per il sostegno alla residenzialità” a Venezia (fine citazione). Nella prossima foto, che risale a due giorni fa, i veneziani in marcia per reclamare più parcheggi e meno alberi – o era forse il contrario, quello che chiedevano?

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Nuova rotta per le grandi navi? Su questo punto il documento raggiunge vette di comicità inedita e inaudita. A parte il disegnino da quinta elementare che illustra il nuovo canale da scavare in mezzo a un’isola artificiale creata con i fanghi di Porto Marghera (che non sono quelli di Abano Terme), il documento afferma che lo scavo delle Tresse serve a “massimizzare l’impiego dei canali esistenti limitando il tempo di percorrenza utilizzato”. Una rotta che passa dai 9 km attuali a 25 km con tanto di senso unico alternato sul suo percorso, per arrivare allo stesso punto di destinazione, limiterà il tempo di percorrenza?

Non sappiamo chi ringraziare per questa perla di saggezza, ma a ridere sotto i baffi potrebbe esserci la Rimorchiatori Riuniti che ha finanziato la campagna elettorale del sindaco, al punto da farci dubitare della sua terzietà in materia di grandi scavi:

https://gruppo25aprile.org/category/il-mistero-dei-rimorchiatori-fucsia/

Una rotta più lunga di quella patrocinata dal Sindaco è difficilmente immaginabile: ci sarebbe quella che per fare arrivare le Grandi Navi alla Marittima attuale entrando da Malamocco le fa passare anche da Burano per completare la circumnavigazione della Laguna offrendo una panoramica completa di tutte le sue isole, ma di mezzo c’è il ponte della Libertà e per adesso hanno dovuto soprassedere. La giustificazione della nuova rotta la trovate qui, a pagina 49:

CB Tresse

Per il resto (flussi turistici, moto ondoso e altre raccomandazioni UNESCO) le 70 pagine sono una lunga lista di “faremo, faremo, faremo”: a partire dall’estate 2017 e cioè DOPO il Comitato che si riunisce il 2 luglio a Cracovia per decidere se Venezia debba essere inserita nela lista dei siti in pericolo. Dopo e non prima. Che peccato.. L’UNESCO si fiderà delle promesse? Il Sindaco sembra crederci:

rapporto conclusioni

L’antefatto:

24 gennaio 17

24 gennaio Giorgia24 gennaio Vera.jpg

A ciascuno le sue priorità

2-marzo-17-dove-sara-2

Finito il carnevale e la grande fatica che comporta (per i residenti soprattutto, che ne subiscono l’impatto), ognuno aveva il sacrosanto diritto di scegliersi le sue priorità.

La nostra era questa:

Comunicato stampa

Venezia, 3 marzo ’17

Oggi a Palazzo Badoer si terrà il convegno “gestione efficace dei siti del patrimonio mondiale UNESCO”. Sull’efficacia con cui è gestito quello di Venezia nutriamo seri dubbi; saremo quindi presenti fra il pubblico con una delegazione simbolica pronta a protestare in silenzio, indossando le maschere del flashmob “un pesce di nome Panda” per sottolineare che:

  1. dall’elezione del sindaco in carica i nostri sestieri hanno perso altri 1.540 residenti, nonostante l’esortazione dell’UNESCO a ritrovare d’urgenza un punto di equilibrio fra turismo e residenzialità.
  2. Delle misure raccomandate dall’UNESCO non abbiamo finora visto nemmeno un principio di esecuzione.
  3. Delle 70 pagine che il sindaco in carica sostiene di aver presentato all’UNESCO il 24 gennaio, i cittadini sono tenuti completamente all’oscuro al pari dei mass media e del Consiglio comunale, tanto che la consigliera comunale Monica Sambo è stata costretta a depositare un’istanza di accesso agli atti, finora senza esito.
  4. Di misure concrete a favore della residenzialità e/o per porre un freno ad una pressione turistica che espelle residenti a getto continuo non abbiamo finora visto nemmeno l’ombra.
  5. Al tavolo con le associazioni sulla residenzialità, più volte rinviato, il sindaco in carica  non si è fatto vedere, ieri. Come mai? Perché impegnato a sciare nella località di Kreuzbergpass come da foto che siamo in grado di produrre per una coincidenza fortuita, grazie alla segnalazione di una turista presente in loco ieri 2 marzo. Il sindaco che alla stampa dichiara di lavorare “18 ore al giorno” forse include nel conto anche le feste di carnevale e le escursioni sciistiche?

Con la silenziosa e pacifica protesta che si terrà oggi intendiamo DENUNCIARE la distanza fra le rassicuranti dichiarazioni del sindaco in trasferta a Parigi (il 24 gennaio) e la realtà quotidiana vissuta dai cittadini veneziani.

Le nostre pacifiche proteste continueranno fino a che la Giunta in carica non dimostrerà con i fatti di aver capito la gravità della situazione anziché nascondersi dietro rinvii e cortine fumogene.

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Le priorità del sindaco in carica? Documentiamole, astenendoci da commenti perché le immagini parlano da sole. No, non stiamo parlando del sindaco di Cortina o di Kreuzbergpass ma del nostro: quello di Venezia.

il 2 marzo:

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il 3 marzo:

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“Lavoro 18 ore al giorno” – è la leggenda di cui ama circondarsi, per la gioia di chi ci crede. Per tornare in media adesso dovrà lavorarne 25?

http://www.ilgazzettino.it/pay/venezia_pay/luigi_brugnaro_ha_detto_quindici_settimane_lavorando_18_ore_al_giorno_lui-1290525.html

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3 marzo, Convegno UNESCO con sorpresa

3 marzo a Palazzo Badoer si è tenuto il convegno “gestione efficace dei siti del patrimonio mondiale UNESCO” organizzato dallo IUAV con la partecipazione di Governo italiano, Comune e UNESCO.

L’intervento di Flavia Antonin, a nome del Gruppo25Aprile:

Buongiorno, intervengo a nome della piattaforma civica “25 aprile”. Lo faccio per DENUNCIARE la distanza abissale fra le rassicuranti dichiarazioni del sindaco in trasferta a Parigi e la realtà quotidiana vissuta dai cittadini veneziani, spiegandomi subito con qualche esempio:
  1. dall’elezione del sindaco in carica i nostri sestieri hanno perso altri 1.540 residenti, nonostante l’esortazione dell’UNESCO a ritrovare d’urgenza un punto di equilibrio fra turismo e residenzialità.
  2. Delle misure raccomandate dall’UNESCO non abbiamo finora visto nemmeno un principio di esecuzione, che si tratti di moto ondoso o di gestione dei flussi turistici, di residenzialità o di grandi navi.
  3. Delle 70 pagine che il sindaco in carica sostiene di aver presentato all’UNESCO il 24 gennaio, i cittadini sono tenuti completamente all’oscuro al pari dei mass media e del Consiglio comunale, tanto che la consigliera comunale Monica Sambo è stata costretta a depositare un’istanza di accesso agli atti, a voi sembra normale?
  4. Al tavolo con le associazioni sulla residenzialità, più volte rinviato per garantirne la presenza, il sindaco in carica non si è fatto vedere e nemmeno lo vediamo qui oggi in sala, perché è andato a sciare. Il suo senso delle priorità si vede anche da queste piccole cose.

Questa mattina alcuni di noi indossavano un maschera da panda, e le nostre pacifiche proteste continueranno fino a che la Giunta in carica non dimostrerà con i fatti di aver capito la gravità della situazione anziché nascondersi dietro a rinvii e cortine fumogene. Il nostro appello all’UNESCO è: non fatevi prendere in giro, perché in voi riponiamo ancora fiducia e la speranza di un futuro migliore.

 

Foto: Philippe Apatie3-marzo-17

Breaking News: Breakfast in Paris, la nostra lettera all’UNESCO

Cronaca semiseria:

..e lettera seria, alla Direttrice Generale dell’UNESCO, Irina Bokova:

Oggetto: Vostro incontro con il sindaco di Venezia, con riferimento alla decisione 40 COM 7B.52 del 14 Luglio 2016.

Apprendiamo dai giornali locali che il 24 gennaio incontrerete un sindaco che ha finora declinato gli inviti ad informare il Consiglio Comunale (19 gennaio), i media e i suoi stessi cittadini (20 gennaio) sui contenuti del “pacchetto” di misure che presenterà a voi, attraverso il governo italiano, in risposta alla Decisione del World Heritage Committee (Comitato del Patrimonio Mondiale dell´Umanità) 40 COM 7B.52 adottata nella 40a sessione a Istanbul il 14 luglio 2016 su Venezia e la sua Laguna (d’ora in poi: “Decisione UNESCO”).

Secondo le dichiarazioni del sindaco ai giornali, il suo progetto in risposta al punto 6 della Decisione UNESCO consisterebbe nello scavo di un nuovo canale in mezzo alla Laguna (Canale delle Tresse) per le navi da crociera più grandi. Tuttavia, nessuno conosce i dettagli di tale progetto, che non è nemmeno stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale; inoltre, non sono al momento noti gli elementi di risposta ai punti da 7 a 10 della Decisione Unesco.

Secondo la dichiarazione del sindaco, il “pacchetto” dovrebbe includere anche misure rispondenti ai punti 4 e 5 della Decisione UNESCO, per le quali però (ammesso che davvero esistano, anche in bozza) non è mai stata organizzata alcuna consultazione pubblica, né è stato sentito il Consiglio comunale, nonostante alcune misure (come la pianificazione urbana) appartengano proprio alla competenza esclusiva del Consiglio Comunale.

Inoltre, una “strategia integrata per tutti gli sviluppi in corso e pianificati” è ancora mancante, nonostante il punto 4 della Decisione UNESCO richieda una “revisione dell´approccio di pianificazione, fondato su una visione condivisa da parte delle autorità e di tutte le parti interessate”. Tuttavia, su tale “pacchetto” le parti interessate non sono mai state consultate, né alcuna informazione è mai stata data al pubblico, nonostante l’invito del 28 dicembre 2016 indirizzato al Sindaco (allegato 1), il quale ha declinato l’invito via e-mail, il 18 Gennaio 2017.

Rispettosamente sosteniamo che, così facendo, il Sindaco di Venezia probabilmente:

1. Non riuscirà a rispettare le disposizioni della Convenzione di Aarhus, ratificata dall’Italia con legge del Parlamento 108 del 16 marzo 2001. Come Lei sa, la Convenzione UNECE firmata ad Aarhus conferisce alla società civile il diritto di partecipazione effettiva ai processi decisionali riguardo a tutti i fattori che incidano o possano incidere sull’ambiente.

2. Non sarà in grado di rispondere alla Decisione UNESCO in tutti i suoi punti, fatta salva una riserva d’esame del “pacchetto di misure” che nessuno, a parte il Sindaco, sembra conoscere fino ad ora.

Supponendo che l’incontro si tenga veramente il 24 gennaio e che un “pacchetto di misure” esista davvero, almeno come prima bozza, in base alla Convenzione di Aarhus e al punto 4 della Decisione UNESCO del 14 LUG 2016, chiediamo che:

1. una procedura di consultazione pubblica sul progetto di “pacchetto di misure” venga immediatamente avviata;

2. i risultati della riunione del 24 gennaio siano resi disponibili al pubblico attraverso i mezzi opportuni, compreso il web streaming se appropriato;

3. al Consiglio Comunale venga data la possibilità di avere un dibattito orientativo sul pacchetto complessivo, che è totalmente sconosciuto ai consiglieri comunali.

Per quanto ci riguarda, consideriamo la Decisione UNESCO un atto di grande importanza, tanto da avere attivato, con grande investimento di tempo e di energie e senza alcun finanziamento pubblico, un percorso di partecipazione pubblica dal nome “Venezia mio futuro”, che si è tradotto in 6 incontri pubblici in 6 mesi, sestiere per sestiere, culminato nell’incontro finale del 20 gennaio, a cui il Sindaco è stato invitato con largo anticipo (ma ha declinato l’invito).

Il risultato di questo percorso è un documento con 20 proposte che è stato sottoposto a consultazione pubblica per 10 giorni, e discusso all’Ateneo Veneto il 20 gennaio; la sua versione finale è allegata alla presente (allegato 2). Per una migliore comprensione di ciò che “partecipazione” significhi per i cittadini veneziani, si allegano alcuni ritagli di stampa, che danno un’idea di quello che ci aspetteremmo da un sindaco: il riconoscimento del nostro diritto alla partecipazione, sancito dallo Statuto Comunale di Venezia, così come dalla Convenzione di Aarhus.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione, con riserva di rivolgerci ai tribunali nazionali competenti e/o al Comitato di Controllo della Convenzione di Aarhus (Aarhus Convention Compliance Committee) nel caso in cui il nostro appello non trovi ascolto.

Venezia, 23 gennaio 2017


#Veneziamiofuturo ringrazia:

Isabella Da Re, Isabelle Kahna, Laura Antonietto, Loup Bosch y Palmer, Franca Simoli, Paolo Valdisserri e Anna Ferrigno per la “vela” che ha fatto rotta su Parigi;

Paola Minoia per la traduzione dall’inglese all’italiano;

John Casabase per il video.

Paris, bonjour! Lettera e flashmob all’UNESCO

Lo striscione da 4 metri lo conoscete: è quello che adornava il tavolo degli oratori venerdì, all’incontro conclusivo di #Veneziamiofuturo. Si è fatto un migliaio di chilometri per arrivare fin qui, al quartier generale dell’UNESCO che domani si appresta a ricevere la visita del Sindaco di Venezia:

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“Il est 5 heures, Paris s’éveille”.. avec des poissons venitiens!

I nostri pesciolini da Parigi salutano la mamma Anna Ferrigno ma non sono l’unica sorpresa: l’UNESCO oggi riceverà anche la lettera che qui trascriviamo, in cui viene denunciato il rischio di una violazione della Convenzione di Aarhus se veramente il “pacchetto di misure” annunciato alla stampa verrà presentato dal Sindaco senza alcuna forma di pubblica consultazione, che la Convenzione ratificata con Legge dello Stato nel 2001 ha reso obbligatoria anche in Italia.

Se invece il Sindaco ci va a mani vuote o per “sondare il terreno” vuol dire che il suo viaggio a Parigi potrà essere interpretato come una simpatica visita di cortesia che potrebbe anche avere un senso sempre che non si porti venti persone al seguito, dato che a pagarne il viaggio saremmo noi.

In entrambi i casi, la richiesta dei cittadini è semplice: essere informati sulle misure concrete che il Sindaco intende presentare all’UNESCO, dato che nemmeno il Consiglio comunale riunitosi il 19 gennaio lo è stato e per le “uova pasquali con sorpresina” è ancora presto, siamo solo a gennaio.

Diversamente dalle sue, le nostre proposte sono in rete dal 10 gennaio e sono il frutto di una consultazione pubblica; nella stesura definitiva distribuita all’Ateneo Veneto verranno pertanto depositate oggi all’UNESCO insieme con questa lettera:

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Venice, 23 January 2017

Subject: Your meeting with the City Mayor of Venice, regarding Decision 40 COM 7B.52 of 14 July 2016.

According to the local newspapers, on 24 January you will meet a City Mayor who has until now declined all invitations to inform the City Council (on 19 January), the mass media and his own citizens (on 20 January) about the content of the “package” of measures that he will submit to you, via the Italian Government, with a view to addressing the World Heritage Committee Decision 40 COM 7B.52 adopted at its 40th session in Istanbul on 14 July 2016 on Venice and its Lagoon (hereinafter: “the UNESCO Decision).

According to the City Mayor’s statements to the newspapers, his own project to address point 6 of the UNESCO Decision would consist in the dredging of a new deep canal in the middle of the Lagoon (“canale delle Tresse”) for the largest cruise ships. However, nobody knows the details of such project, which has not even been submitted to EIA, and no follow-up was given until now to points 7 to 10 of the UNESCO Decision as far as we know.

According to the City Mayor’s statement, the “package” should also include measures addressing points 4 and 5 of the above referred Decision, but none of them (assuming that they really exist at preliminary draft stage) has ever been submitted to public consultation nor to the City Council (Consiglio comunale), while some of them (such as urban planning) belong precisely to the exclusive competence of the City Council. Moreover, the “integrated strategy for all ongoing and planned developments” is still missing while point 4 of the Decision requires a “revised planning approach founded on a shared vision of authorities and stakeholders”. The stakeholders have never been consulted on the above package of measures and no information was ever given to the public despite the attached invitation addressed on 28 December 2016 to the City Mayor (annex 1) who declined the invitation by email of 18 January 2017.

We respectfully submit that by so doing the City Mayor is probably:

1. Failing to comply with the provisions of the Aarhus Convention, ratified by Italy with Act of Parliament 108 of 16 March 20o1. As you know, the UNECE Convention signed in Aarhus empowers the civil society with the right to participate effectively in decision-making on all factors affecting or likely to affect the environment.

2. Failing to comply with the UNESCO Decision on all points, subject to a scrutiny reservation of the “package of measures” that nobody but the City Mayor seems to know.

Assuming that the meeting will really take place on 24 January and assuming that a “package of measures” really exists at least at a draft stage, compliance with the Aarhus Convention in conjunction with point 4 of the UNESCO Decision of 14 July 2016 would in our opinion require that:

1. A public consultation procedure is immediately launched on the draft package of measures;

2. The results of the meeting of 24 January are made available to the public via the appropriate means, including web streaming where appropriate;

3. The City Council is given a chance to have an orientation debate on the overall package, which is totally unknown to its members.

As far as we are concerned, we have taken the UNESCO Decision so seriously that, with very significant investment in time and energies and without any public funding we have launched a public participation process called “Venice my Future” which resulted in 6 public hearings and meetings in 6 months in each and every venetian district (the 6 “sestieri”) and culminated in the final gathering of 20 January to which the City Mayor was invited well in advance (but declined the invitation).

The result of this process is a document with 20 proposals which was submitted to public consultation for 10 days, and discussed at the “Ateneo Veneto” on 20 January;  its final version is herewith attached (annex 2).  For a better understanding of what “participation” means to venetian citizens, please also find attached some press cuts which give a hint of what we would expect from a City Mayor: the recognition of our right to participate, which is enshrined in the “Statuto comunale” of Venice as well as in the Aarhus Convention.

We remain at your disposal for any further information while reserving our right to lodge a complaint with the domestic competent Courts and/or with the Aarhus Convention Compliance Committee in case our voice is not heard.

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Firmato: settimo sestiere, quello che arriva quando nessuno se lo aspetta.. come il settimo cavalleggeri.

Venezia – Parigi, 23 gennaio 2017

Gennaio 2017: rassegna stampa

3 gennaio, Nuova Venezia, articolo Vera Mantengoli:

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3 gennaio, Gazzettino, articolo Giorgia Pradolin:

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3 gennaio, Corriere veneto, articolo Elisa Lorenzini:

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3 gennaio, Gazzettino, articolo Michele Fullin:

2017-gennaio-3-fullin

4 gennaio, Gazzettino, articolo Giorgia Pradolin e Alvise Sperandio:

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4 gennaio, Gazzettino, articolo Michele Fullin:

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Appendice: Rassegna video, a cura di 25 aprile TV

Conferenza stampa del Gruppo25aprile, 2 gennaio (estratto):

I nostri auguri di Capodanno:

La résolution de l’Unesco : un tournant historique pour Venise et sa Lagune

Communiqué de presse : 
La résolution de l’Unesco adoptée à l’unanimité aujourd’hui 14 Juillet  2016 par l’Unesco, crée un environnement comparable à celui qui a entraîné l’adoption de la première Loi spéciale de 1973 sur Venise.
Le groupe 25Aprile se félicite et salue cette résolution de l’Unesco qui va finalement créer la pression morale nécessaire pour remuer les eaux stagnantes de l’administration locale et nationale.
Le groupe 25 Aprile lance un appel au gouvernement national, dans la mesure où l’Italie est signataire de la Convention et que c’est à l’Italie de répondre à tout manquement avant le délai fixé par l’Unesco (février 2017) afin d’éviter la honte que représenterait l’inscription de Venise sur la liste des sites du patrimoine mondial de l’humanité en danger : une honte sans précédent dans l’histoire de notre pays.
Le groupe 25 Aprile souligne comme cela a été fait aujourd’hui lors de la retransmission en mondiovision de la conférence ( en webstreaming) que l’Unesco a parlé du risque pour Venise de devenir un simple “village touristique” et d’une administration locale impuissante (“local powers unable to cope”) face à la situation actuelle. De par notre propre expérience, nous ne pouvons que confirmer cette affirmation grave mais véridique.
Le groupe 25 Aprile se concertera immédiatement avec les autres associations qui participent à la campagne “#Veneziamiofuturo” pour réclamer un entretien urgent auprès du gouvernement italien, lors duquel seront présentées des propositions concrètes nées de la connaissance directe du milieu et de ses habitants et non de calculs économiques ou politiques à court terme.
Venise, le 14 juillet 2016
Le porte parole
Marco Gasparinetti
UNESCO

Risoluzione UNESCO: una svolta epocale per Venezia

COMUNICATO STAMPA

La risoluzione UNESCO adottata all’unanimità oggi 14 luglio 2016, con l’ultimatum dato all’Italia crea circostanze comparabili a quelle che portarono all’adozione della prima Legge Speciale per Venezia.

Il gruppo25aprile plaude alla risoluzione UNESCO che finalmente crea la pressione morale necessaria a smuovere le acque stagnanti dell’amministrazione locale e nazionale.

Il gruppo25aprile si appella direttamente al Governo nazionale, dato che è l’Italia ad essere parte contraente della Convenzione ed è l’Italia che dovrà rispondere di tutte le inadempienze entro il termine fissato dall’UNESCO (febbraio 2017) al fine di evitare l’onta dell’inserimento di Venezia e della sua Laguna nella lista dei siti del Patrimonio dell’Umanità in pericolo: una vergogna che non avrebbe precedenti nella Storia del nostro Paese.

Il gruppo25aprile sottolinea come nel dibattito trasmesso in mondovisione oggi (diretta webstreaming), l’UNESCO ha parlato del rischio che Venezia diventi un semplice “villaggio turistico” e di un’amministrazione locale INCAPACE di gestire (“local powers unable to cope”) la situazione attuale; per esperienza diretta concordiamo col la grave ma veritiera affermazione.

Il gruppo25aprile si concerterà immediatamente con le altre realtà associative aderenti alla campagna #Veneziamiofuturo per chiedere un incontro urgente al Governo italiano, al quale intendiamo presentare proposte concrete che nascono dalla conoscenza del territorio e dei suoi residenti e non da calcoli politici o economici di breve termine.

Nel festeggiare questa vittoria, la dedichiamo ad un grande giornalista che non c’è più:

tamtam - montanelli - Indro Montanelli (Agenzia: TAMTAM) (NomeArchivio: MONTA8vm.JPG)

tamtam – montanelli – Indro Montanelli (Agenzia: TAMTAM) (NomeArchivio: MONTA8vm.JPG)

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_patrimoni_dell%27umanit%C3%A0_in_Italia

 

Venice calling #UNESCO

Oggi 10 luglio, a Istanbul si apre la 40ema sessione annuale del Comitato UNESCO che si occupa dei siti patrimonio dell’umanità: la celebre lista che porta un enorme prestigio (e fatturato turistico) ma anche precise responsabilità, per gli Stati che ospitano tali siti e ne devono tutelare il valore universale eccezionale (OUV: Outstanding Universal Value, nel gergo UNESCO). Nel caso specifico di Venezia, giova ricordare che il sito comprende anche la sua Laguna, nella sua interezza.

Delle eventuali inadempienze degli enti locali rispondono gli Stati firmatari della Convenzione, che è stata ratificata dal Parlamento italiano con con legge del 6 aprile 1977, n. 184 ed è pertanto vincolante per lo Stato italiano in tutte le sue articolazioni territoriali – Comune compreso.

9 Julio 2016 viiAl momento di scattare questa foto, in alto a destra è apparsa una gabbianella mediterranea (e non un gabbiano reale, di quelli che ultimamente stanno diventando sempre più numerosi e arroganti nella ricerca del cibo).

Che sia di buon auspicio, perché a Venezia “piccolo è bello”. Vale per le navi, vale per le case (una Venezia con i grattacieli non sarebbe più Venezia) e vale anche per la pressione turistica che in certi periodi dell’anno sembra voler sfidare un  principio elementare della fisica: quello dell’impenetrabilità dei corpi, che vale anche per i nostri poveri vaporetti (“Se un corpo costituito da materia occupa uno spazio, questo spazio non può essere occupato da un altro corpo”).

La pressione turistica sulla città d’acqua è ormai tale che ci si chiede se il principio di cui sopra sia ignoto alle autorità comunali; in cambio – e per fortuna –  il problema non è sfuggito all’UNESCO: su questa pagina abbiamo già tradotto alcuni estratti del progetto di risoluzione che verrà discussa a Istanbul.

https://gruppo25aprile.org/2016/07/04/breaking-news-venezia-fra-i-siti-unesco-in-pericolo-nel-2017-le-motivazioni/

Al Comitato UNESCO formuliamo pertanto i più fervidi auguri di buon lavoro e sui lavori dell’UNESCO ritorneremo nei prossimi giorni, su questa pagina.

Fonti normative:

Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale dell’Umanità (Parigi 23 novembre 1972)

Articolo 6:

  1. Nel pieno rispetto della sovranità degli Stati sul cui territorio è situato il patrimonio culturale e naturale di cui agli articoli 1 e 2 e impregiudicati i diritti reali previsti dalla legislazione nazionale su detto patrimonio, gli Stati partecipi della presente Convenzione riconoscono che esso costituisce un patrimonio universale alla cui protezione l’intera comunità internazionale ha il dovere di cooperare.
  2. Conseguentemente, gli Stati partecipi della presente Convenzione, conformemente alle disposizioni della medesima, s’impegnano a prestare il proprio concorso all’identificazione, protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di cui ai paragrafi 2 e 4 dell’articolo 11..
  3. Ciascuno Stato partecipe alla presente Convenzione si impegna ad astenersi deliberatamente da ogni provvedimento atto a danneggiare direttamente o indirettamente il patrimonio culturale e naturale di cui agli articoli 1 e 2 e situato sul territorio di altri Stati partecipi della presente Convenzione.

http://whc.unesco.org/en/sessions/40com/

 

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