Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Traffico acqueo: Diffida al Sindaco

Comunicato stampa: il gruppo25aprile CONFERMA le anticipazioni riportate dal Corriere in edicola oggi (prima foto) e informa la cittadinanza di avere protocollato una DIFFIDA indirizzata al sindaco Luigi Brugnaro in relazione all’inerzia dimostrata sul problema del traffico acqueo.

Diversamente dalla Giunta comunale che per la vendita della Casa del custode dei Giardini Papadopoli ha scelto di pubblicare un bando in data 3 agosto con scadenza 25 agosto, come se avesse fretta di metterci davanti al fatto compiuto, noi abbiamo rispettosamente aspettato il rientro dalle ferie del sindaco, a 6 mesi esatti di distanza dall’incontro a porte chiuse sul “nuovo piano per il traffico acqueo” da cui la cittadinanza è stata esclusa per sua decisione, e a più di 8 mesi di distanza dall’assemblea pubblica in cui a gran voce erano stati invocati maggiori controlli (ad essa si riferiscono le foto in calce).

La diffida è stata protocollata con il n° PG /2016/ 0397921 del 25/08/2016 alle ore 12,35. Ne riportiamo qui il testo, per conoscenza di tutti.

Corriere 25agosto2016

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco della Città Metropolitana di Venezia

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia con delega al traffico acqueo

Al Dr Marco Agostini, Comandante VVUU Comune di Venezia

E p.c.

Al Dott. Luigi Delpino, Procura della Repubblica di Venezia

Al Dott. Domenico Cuttaia, Prefetto di Venezia

All’Amm. Goffredo Bon, Comandante Capitaneria di Porto di Venezia

All’Ing. Roberto Daniele, Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche

LORO SEDI

 

Premesso che:

  1. In data 16 febbraio 2016 l’associazione denominata L’AltrA VeneziA inviava diffida al Sindaco di Venezia e della città metropolitana di Venezia arch. Lugi Brugnaro, nonché al Comandante della Polizia Municipale  affinché intervenissero per arginare il fenomeno del moto ondoso che danneggia le case dei residenti e mette in pericolo l’incolumità delle persone,  dando esecuzione immediata ai regolamenti in vigore e effettuando i necessari controlli, ognuno per quanto di sua competenza.
  2. In data 22 febbraio 2016 il Gruppo Diportisti Laguna Veneta e il Gruppo25Aprile, che rappresentano più di 4.000 iscritti, inviavano al Sindaco di Venezia arch. Luigi Brugnaro la richiesta di poter contribuire come osservatori alla “conferenza con le categorie interessate in vista dell’adozione di un nuovo piano per il traffico acqueo” convocata per il 25 febbraio; nel formulare tale richiesta, i gruppi sopra citati sottolineavano l’urgenza di “uno studio dei flussi aggiornato, essendo a tutti evidente che alla base di decisioni difficili, in materia complessa come questa, ci debba essere la conoscenza dei flussi attuali suddivisi per tipologia di trasporto, mentre il dibattito sui giornali è basato su dati vecchi e mai aggiornati”.
  3. Alla diffida di cui al punto 1) e consegnata in data 19 Febbraio u.s. non è mai stata data risposta.
  4. Alla richiesta di cui al punto 2) non è mai stata data risposta.
  5. Allo stato attuale, del “nuovo piano per il traffico acqueo” annunciato a febbraio non vi è alcuna traccia, né tantomeno sono state adottate misure di alcun tipo per affrontare la problematica.16dic2015 Corriere

Vista

la Legge regionale 63/93 del 30.12.1993 e la sentenza del TAR Veneto che ne interpreta le disposizioni con riferimento alla ripartizione delle competenze regolamentari che fanno capo, rispettivamente, al Comune di Venezia e alla Città Metropolitana di Venezia;

Considerato che:

  • In data 22 Aprile 2015 la Direzione Mobilità e Trasporti, Settore Mobilità, emanava l’Ordinanza n 274 (PG/2015/0175133) avente per Oggetto: Testo unico in materia di circolazione acquea e in particolare specifiche disposizioni in merito a:
    • vigilanza e sanzioni
    • circolazione delle unità a motore
    • sensi unici
    • circolazione delle unità adibite al servizio taxi
  • Dalla osservazione dei dati disponibili al pubblico sul sito web del Comune risulta evidente la progressiva riduzione delle attività di controllo e la conseguente riduzione del numero di infrazioni accertate nonostante il noto e documentato incremento del traffico acqueo;
  • La rilevazione dei dati sul traffico acqueo non viene più aggiornata regolarmente a seguito della messa in liquidazione di COSES a suo tempo (2006) relatore di un specifico studio;
  • Risultano mal funzionanti o del tutto inattivi gli strumenti di rilevazione (Argos) predisposti in particolare sul Rio di Noale;
  • Il perdurare delle infrazioni, soprattutto quelle relative alla velocità e al relativo abnorme moto ondoso, procura danni al patrimonio privato e pubblico;
  • La conferenza del 25 febbraio 2016 ( alla quale non sono stati invitati a partecipare i cittadini e le realtà associative che ne avevano fatto richiesta ) non ha prodotto alcun risultato concreto e tanto meno provvedimenti volti a risolvere il problema;
  • Nei canali e nei rii cittadini la situazione è ormai fuori controllo, come ampiamente e ripetutamente riportato dagli organi di stampa locale, e dimostrato anche dal recentissimo incidente verificatosi nel rio di Noale, in data 24 agosto 2016;

PQM

La scrivente Associazione L’AltrA VeneziA,

 in nome proprio e per conto del “Gruppo25Aprile”

D I F F I D A

  1. Il signor Sindaco della Città Metropolitana di Venezia a dare attuazione al Regolamento provinciale per il coordinamento della navigazione, nella parte in cui (articolo 66) prevede un sistema integrato di rilevazione e controllo della navigazione lagunare unificato in tutta la Laguna con particolare riferimento alle imbarcazioni adibite al trasporto professionale di merci e persone;
  2. Il signor Sindaco di Venezia, alla luce dell’inchiesta conoscitiva già disposta dalla Procura, a predisporre ogni possibile misura idonea a ridurre e razionalizzare il traffico nei canali e rii interni alla città di Venezia, al fine di garantire la sicurezza della navigazione e il contenimento del moto ondoso che danneggia il patrimonio pubblico e privato;
  3. Il signor Sindaco di Venezia a garantire il pieno funzionamento del sistema di video sorveglianza tramite “ARGOS”, a predisporre il necessario capitolo di bilancio e ad assicurarsi che vengano adempiuti tutti gli obblighi posti in capo al Comune di Venezia dalla normativa vigente, in materia di salvaguardia e traffico acqueo, conferendo apposita delega ad un assessore della sua Giunta, nel caso in cui l’impegno risultasse troppo gravoso per la sola persona fisica che ricopre contemporaneamente le cariche di Sindaco del Comune di Venezia e Sindaco della Città Metropolitana;
  4. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare nel frattempo le disposizioni necessarie affinché, a normativa costante, vengano effettuati i doverosi, dovuti ed obbligatori controlli nei canali e nei rii interni più trafficati e che detti controlli vengano effettuati con frequenza che tenga in considerazione l’attuale livello di traffico;
  5. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare urgenti disposizioni affinché gli strumenti di controllo a suo tempo predisposti (telecamere sistema ARGOS) siano pienamente funzionanti allo scopo di svolgere efficacemente il costante monitoraggio previsto, provvedendo a dare tempestivamente pubblica informazione sullo stato, il posizionamento, le caratteristiche e le capacità dei sistemi attuali di monitoraggio delle infrazioni, con particolare riferimento alla velocità dei natanti.A2 RobertoVianello

A3 sala

A10 ArmandoDanellaQuanto sopra, entro il termine perentorio di 60 giorni a far data dalla ricezione della presente diffida, dato che alla precedente non è stato dato né seguito né risposta, con riserva di adire l’Autorità Giudiziaria a tutela dell’integrità fisica delle nostre case e dell’incolumità delle persone fisiche rappresentate dalla scrivente Associazione.

Venezia, 25 agosto 2016

Il Presidente Associazione L’AltrA VeneziA

Veronica Scarpa

locandina moto ondoso def

Foto: René Seindal

Copyright articoli qui riprodotti: Corriere della Sera

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Competenze dell’ex Magistrato alle Acque: lettera alla Presidenza del Consiglio

Sulle spoglie dell’ex Magistrato alle Acque di Venezia (MAV) volteggiano volatili di ogni tipo, forse animati da nobili intenzioni o forse da più prosaici appetiti.

Nel rendere pubblica la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio in merito alle competenze del MAV, aggiungiamo un’unica avvertenza: la legislazione in vigore NON prevede che le medesime possano essere trasferite all’Autorità Portuale, così come NON prevede alcun obbligo che vengano trasferite alla città metropolitana: in attesa di un riassetto organico della materia che la nuova Legge Speciale per Venezia potrebbe auspicabilmente fornire, l’iniziativa che abbiamo preso di concerto con altre associazioni va letto come un invito a frenare certi appetiti e a non improvvisare rimedi frettolosi, che potrebbero rivelarsi peggiori del male.

Venezia, 25 febbraio 2016

Spettabile Presidenza del Consiglio

Alla Segreteria del Capo Dipartimento

PEC: affariregionali@pec.governo.it

Spettabile Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Alla c.a. del Direttore generale dott. Enrico Maria Puija

PEC: dg.tm@pec.mit.gov.it

Per conoscenza:

Provveditore Ing. Roberto Daniele

PEC: oopp.triveneto@pec.mit.gov.it

Sindaco Città Metropolitana Venezia

PEC: protocollo.cittametropolitana.ve@pecveneto.it

 

Oggetto: Trasferimento delle funzioni del soppresso Magistrato alle Acque di Venezia

 

Da notizie di stampa apparse sul Gazzettino in data odierna (allegato 1), apprendiamo o per meglio dire troviamo conferma di una lettera che il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia avrebbe indirizzato alle persone e ai Ministeri in indirizzo, con alcune richieste che consideriamo sorprendenti in quanto esorbitanti e/o ultronee rispetto alle competenze del Prof. Paolo Costa che le avrebbe firmate.

Considerato il periodo in cui la lettera è partita, potremmo anche pensare ad uno scherzo di Carnevale e tale ci auguriamo che sia, ma se così non fosse formalmente chiediamo alle Amministrazioni in indirizzo di considerare quanto segue.

Da quel che abbiamo letto, il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, perpetuerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna, con lo scandalo a voi noto.

In particolare si tratterebbe delle competenze in materia di:

  1. rilascio di autorizzazioni per escavi canali portuali;
  2. rilascio di autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali;
  3. rilascio di autorizzazione opere su aree demaniali portuali.

Se abbiamo capito bene la natura e le conseguenze eventuali delle richieste di cui sopra, il Presidente dell’Autorità Portuale in sostanza chiede di poter autorizzare se stesso a fare ciò che gli aggrada in quanto unico interprete del “superiore pubblico interesse”.

A nome delle associazioni firmatarie, che rappresentano più di duemila cittadini residenti nella città metropolitana di Venezia, ci permettiamo di dissentire alla luce dell’esperienza maturata in tempi recenti. Ci si potrà forse obiettare che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; ma se la proposta dell’Autorità Portuale venisse accolta sarebbe ancora peggio perché fra controllore e controllato si verrebbe a creare una commistione inestricabile, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Inoltre, il Presidente dell’Autorità Portuale rivendica anche una competenza ulteriore e ultronea rispetto alle sue necessità istituzionali:

  1. il “rilascio di concessioni spazi acquei in ambiti lagunari”.

La competenza dell’ex magistrato alle Acque in materia è estremamente ampia “ratione loci” dato che si estende su tutte le isole minori della Laguna veneta, compresi moltissimi rii e canali su cui l’Autorità Portuale non può rivendicare alcun interesse legittimo dato che mai potrebbero essere adibiti alla navigazione di unità navali: per profondità e larghezza, tali rii e canali sono ovviamente riservati alla circolazione di imbarcazioni locali e la concessione di spazi acquei è funzionale alle esigenze della popolazione e delle attività produttive ivi insediate (cantieristica minore, in particolare). Salvo errore di formulazione, tale richiesta appare sorprendente e “ultra vires” rispetto ai compiti istituzionali affidati all’Autorità Portuale di Venezia, in un ambiente delicato come quello della Laguna di Venezia dove la medesima Autorità Portuale si è già più volte scontrata con amministrazioni comunali, associazioni e comitati di cittadini a causa di una sua certa tendenza ad “allargarsi” oltre il necessario.

Ad ogni buon conto, percezioni a parte quello che conta è il disposto normativo e la normativa in vigore è quella che segue:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114.E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite“.

Nel caso in cui si voglia dare attuazione al disposto normativo, è dunque alla citta’ metropolitana di Venezia e non all’Autorità Portuale che le competenze di cui sopra potrebbero eventualmente essere trasferite.

Ai destinatari della missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, datata 15 febbraio 2016 con numero di protocollo 35350/SG-LEG/2818, formuliamo dunque una richiesta molto semplice: respingerla al mittente, nel caso in cui le proposte di cui sopra siano state effettivamente formulate, o rassicurarci che si trattava soltanto di uno scherzo di carnevale.

Venezia, 25 febbraio 2016

Marco Gasparinetti, portavoce Gruppo25Aprile

Mirco Bodi, portavoce Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Veronica Scarpa, Presidente Associazione “L’Altra Venezia”

24febbraio2016 NavarroDina

 

 

 

5 candidati in uscita dalla lista Casson. Comunicato stampa 30 aprile 2015

BREAKING NEWS ore 16.20

Al comunicato stampa aderisce anche Elisabetta Lombardi che, dopo aver appreso dai Social la notizia, ha immediatamente rinunciato alla candidatura, venendo meno quei presupposti per cui si era resa disponibile: una lista civica, appunto, formata da persone digiune di politica, ma piene di impegno civico.

COMUNICATO STAMPA

Venezia, 30 aprile 2015

Facendo nostre le istanze del Gruppo 25 Aprile, in rappresentanza del quale ci eravamo candidati alle elezioni comunali di Venezia, abbiamo deciso a malincuore ma concordemente di rassegnare la nostra rinuncia alla candidatura all’interno della lista Casson.

La scelta del Senatore Felice Casson – con cui abbiamo condiviso un percorso di campagna elettorale importante e intenso – di inserire nella lista “civica” come capolista il suo “ex” antagonista alle primarie Nicola Pellicani, scavalcando Giovanni Pelizzato, ha colto del tutto di sorpresa sia noi che gli altri candidati della lista essendo stato presentato come un fatto compiuto solo alla mattina di lunedì quando sono iniziate le raccolte delle firme per la presentazione delle liste. Questo gesto è apparso subito, sia a noi che a tutta la piattaforma civica, come una beffa che ha fatto venire meno la fiducia riposta in Casson. Pur non avendo nulla di personale nei confronti di Pellicani, siamo convinti che la mossa di inserire, all’ultimo momento, l’ex sfidante come capolista sia stata non solo scorretta nel metodo ma anche sbagliata nei contenuti. Pellicani infatti, nel corso delle primarie, aveva manifestato idee profondamente divergenti rispetto a quelle di Casson, e in particolare del tutto indifferenti alla città storica e alla laguna. L’inserimento di Pellicani, avvenuto con i metodi della peggiore politica e con motivazioni grigie, è per noi un atto di snaturamento della lista civica che, per coerenza con lo spirito che ha mosso il Gruppo in questi mesi, non possiamo accettare e da cui intendiamo prendere le distanze.

Il nostro impegno civico quindi continuerà fuori lista da dove saremo attivi con proposte e vigileremo perché la città di Venezia abbia degli amministratori degni del suo nome e degni della sua Storia.

Carlo Beltrame, Veronica Scarpa, Nicola Tognon, Selina Zampedri

Selina ZampedriSelina

30aprileCarloBeltrameCarlo

30aprileNicola Nicola

30aprileVeronicaScarpaVeronica

Con l’adesione di:

Elisabetta Lombardi

30aprileElisabettaLombardi

Quale futuro per Venezia? Incontro pubblico, sabato 7 marzo

7marzo2015 LocandinaPer preparare questo incontro, abbiamo elaborato alcune schede tematiche che verranno rese pubbliche dopo l’incontro. In particolare, al Senatore Casson intendiamo rivolgere domande e proposte sui seguenti temi:

  1. Arsenale, inteso anche come opportunità di insediamento per attività imprenditoriali, artigianali, istituzionali e associative;
  2. Casa e residenzialità (edilizia pubblica e privata);
  3. Mobilità acquea e Parco Laguna Nord;
  4. Salute, sicurezza e decoro urbano;
  5. Commercio, con particolare riferimento alle problematiche di Mestre.

Moderatore:

Marco Gasparinetti

Relatori:

Carlo Beltrame, Veronica Scarpa, René Seindal, Nicola Tognon, Alessandra Regazzi

Interventi:

Paolo Apice (sociologo), Paolo Lanapoppi (Italia Nostra),

Alice Veronese (Servizio Disabili Sensoriali della Provincia di Venezia)

NB l’incontro è aperto al pubblico e alla stampa; considerate le numerose adesioni già ricevute raccomandiamo puntualità a chi volesse trovare posto a sedere: la sala ha una capienza limitata.

Gruppo25Aprile e LiberaVenezia

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