Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “La nostra Laguna”

Viaggio ai confini dell’impero fucsia

Cristo si è fermato a San Pietro in Volta, ha creato le sanpierote e il nostro viaggio riparte da là, dove si mangia dell’ottimo pesce. Da San Pietro in Volta a Pellestrina oggi, prima foto lato laguna: chi di voi ricorda Kevin Costner in Waterworld? La piattaforma a noi ricorda vagamente il film..

imperofucsia 1Arrivo a Pellestrina, dove anche le paline da ormeggio davanti alla Coop si tingono di fucsia: il colore del sindaco, che dopo aver fallito lo sbarco a Chioggia ha ripiegato su Lidi più sicuri:

imperofucsia6..il viaggio ai confini dell’impero prosegue, alla ricerca di segni tangibili della ricchezza e benessere portati dalla Giunta fucsia:

imperofucsia2

Nulla da fare, i segni del Progresso per il momento si limitano al fucsia che ha sostituito il nero in cima alle paline di recente concessione:

imperofucsia4Turisti americani di passaggio chiedono se quella tendina fucsia dietro alla palina fucsia nasconde un bordello o un centro di massaggi cinese; mi trincero dietro un “sorry I don’t speak English”, perché almeno da queste parti speravo di evitare la domanda di rito “where can I find a night club in Venice”?

imperofucsia5

Il fotografo non giudica: documenta e basta, di fucsia oggi ne ha contate dieci ma vi risparmierà il resto.

imperofucsia

Saluti da Pellestrina che non va confusa con San Pietro in Volta e Portosecco, dove bricole e paline al momento conservano il loro colore naturale.

 

Emergenza #bricole: l’incontro pubblico del 30 maggio

30 maggio, incontro pubblico con il Magistrato alle Acque.

Presentazione alla stampa della cartografia georeferenziata. Nella foto di Alberto Alberti, una delle 27 tavole in cui è stata suddivisa la Laguna di Venezia:

30maggio2016 zoomA destra nella foto, il capitano Andrea Siega che ha coordinato i rilievi effettuati dalla Polizia Lagunare, a cui va il nostro plauso e un doveroso quanto caloroso ringraziamento.

Il video dell’incontro è consultabile sul canale youtube di Loredana Spadon, a questo indirizzo. La qualità dell’audio alla fine dell’intervento è unicamente imputabile al microfono utilizzato in sala, e non alla brava Loredana:

In prima fila da sinistra a destra, nella prossima foto: Elisa Lorenzini (Corriere), Paolo Navarro Dina (Gazzettino) e Vera Mantengoli (Nuova Venezia); l’ing. Fabio Riva (dirigente MAV) e il capitano Andrea Siega (Polizia Lagunare); Alessandro Baglioni e Marco Sitran.

30maggio2016Public

Nell’ultima foto, la dirigente del Magistrato alle Acque Cinzia Zincone e il Senatore Felice Casson, al tavolo dei relatori:

Cinzia Zincone

L’incontro è stato organizzato da: Lista civica Casson, associazione Campo Aperto e Gruppo25Aprile

Etciù etciù: la democrazia al macello delle Tresse

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo nono.

Venezia, 28 aprile 2016

Tradizione e regolamento comunale vogliono che gli ordini del giorno del Consiglio comunale siano resi noto in anticipo, per permettere ai consiglieri comunali di studiare la materia e alla cittadinanza di essere presente per i punti di maggiore interesse, giusto? Sbagliato! Con pesce d’aprile in ritardo (era il 28 aprile) possono anche piovere dal cielo due mozioni, una sullo scavo delle Tresse (!) e l’altra sui superpoteri da conferire al Sindaco. Marin Starnudo si soffermerà sulla prima, che qui pubblichiamo in anteprima assoluta:

28aprile2016

Analizziamo i “considerati” e il deliberato, presentati direttamente in seduta (per evitare la presenza dei cittadini in aula?) senza alcuna discussione preliminare, perché sono pezzi inauditi di macelleria costituzionale e istituzionale. Da essi apprendiamo che:

  1. “con il voto delle ultime elezioni amministrative è stato chiaro il mandato dei cittadini a favore del progetto Tresse-Vittorio Emanuele”. Come, non ve ne eravate accorti? In effetti, nessuno di noi se ne era accorto ma sulla scheda elettorale del 2015 NON c’erano i simboli dei partiti e della lista Brugnaro, e nemmeno i nomi dei candidati al Consiglio comunale (che vengono eletti senza vincolo di mandato, occorre ricordarlo?) ma una cartografia del nuovo canale che sventrerà l’isola delle Tresse. Per inciso, l’idea di far passare quel canale all’interno dell’isola tagliandola in due è POSTERIORE alle elezioni: fino a quel momento il Sindaco GARANTIVA e spergiurava che il canale c’era già: il Vittorio Emanuele, e che NON c’era bisogno di scavare. Parole sue.
  2. al Governo si chiede di intervenire perché venga realizzato “il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Equivoco numero due: quelle del 2015 NON erano elezioni, bensì un REFERENDUM sullo scavo di un canale che fino ad allora era stato escluso, dal candidato Sindaco in persona. Mannaggia, se l’avessimo saputo saremmo andati a votare in massa! Peccato che alle elezioni amministrative del 2015, per la prima volta nella storia di Venezia, abbia votato meno del 50% degli aventi diritto.. e che l’unico candidato Sindaco ad avere apertamente sposato la causa delle Grandi Navi al primo turno si fosse fermato al 28% dei voti pari ad un sesto del corpo elettorale, raccogliendo il voto di 34.805 cittadini su 211.000 aventi diritto. “Il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Quanti di quelli che hanno votato Brugnaro (la minoranza del corpo elettorale, come abbiamo visto) sapevano di questo progetto, che oltretutto è stato stravolto DOPO le elezioni? Quale sparuta minoranza della minoranza era al corrente del progetto VERO? Vogliamo fare un sondaggio, per appurarlo?

Etciù, etciù: la prossima volta che ci chiedete di andare a votare, di grazia diteci in anticipo se si tratta di elezioni o di referendum, e su cosa stiamo votando. Chiediamo troppo?

Se era un referendum a sorpresa, si può dire che è fallito per mancanza di quorum (vista l’affluenza alle urne). Se invece erano elezioni (quelle del 2015) ne rispettiamo il risultato e allora ripassiamoci pure l’ABC della democrazia rappresentativa:

Che qualunque politicante da strapazzo, generalmente residente in terraferma e magari anche in altra Provincia, possa pretendere di parlare a nome dei “cittadini veneziani” fa parte delle regole del gioco della politica; che ad arrogarsi quel diritto sia un Consiglio comunale che a colpi di maggioranza e di forzature semantiche attribuisce ai cittadini veneziani la scelta di uno scavo che prevede lo sventramento di un’isola, di cui mai si era parlato in campagna elettorale, non è più questione politica ma una caricatura grottesca, che va denunciata come tale.

Quella scelta politica l’ha fatta la maggioranza consiliare? Benissimo, è la differenza fra democrazia rappresentativa e democrazia diretta; il Consiglio comunale a maggioranza sta esercitando la prima, e non la seconda. Se ne assuma la responsabilità senza giochini puerili (“il progetto scelto dai cittadini veneziani”) che servono solo a gettare fumo negli occhi di chi dovrà compiere le scelte definitive, nelle sedi istituzionali a ciò deputate e con tutte le garanzie che la Legge prevede a tutela della Laguna di Venezia.

Emergenza #bricole: incontro con il Magistrato alle Acque

2016aprile13 incontroMAVMercoledì 13 aprile, Gruppo25Aprile e gruppo diportisti Laguna Veneta sono stati ricevuti dal Provveditore interregionale alle Opere Pubbliche (già Magistrato alle Acque) di Venezia ing. Roberto Daniele e dal suo staff in un lungo e proficuo incontro che ha permesso di fare il punto della situazione sull’emergenza bricole.

Grazie ai rilievi svolti dalla Polizia Lagunare, coordinata dal capitano Andrea Siega, è stato completato e aggiornato il censimento delle bricole in tutti i canali lagunari; la cartografia georeferenziata che ci è stata illustrata da Roberto De Rossi è suddivisa in 26 tavole e comprende un totale di circa 7.500 bricole, ad ognuna delle quali è stato attribuito un colore (rosso, giallo o verde) a seconda delle esigenze di manutenzione/sostituzione. Quelle “colorate” in rosso, che corrisponde ad un pericolo imminente, sono circa 300. Quelle in giallo sono circa 700, per un totale di circa 1.000 bricole su cui è necessario intervenire.

Sulla base di questo imponente lavoro di documentazione, che è la base conoscitiva indispensabile per ogni decisione ulteriore, il Provveditore si è rivolto ai Ministeri competenti sollecitando i fondi necessari per la manutenzione, che sconta un arretrato di dieci anni almeno per un malinteso senso delle “priorità” che a partire dal 2006 ha assorbito quasi tutti i fondi della Legge Speciale sacrificandoli alle esigenze di un’unica grande opera (il MoSe).

2016aprile14NV

Nel corso dell’incontro abbiamo affrontato anche le ipotesi di razionalizzazione che potrebbero portare alla riduzione del numero complessivo delle bricole, in un’ottica di contenimento della spesa pubblica e di sicurezza della navigazione: a titolo di esempio, fila unica di bricole nei canali secondari o anche palo unico (al posto delle tre paline che compongono le bricole attuali) mediante l’utilizzo di materiali alternativi al legno, nei canali non interessati dalla navigazione promiscua. Sull’utilizzo dei materiali alternativi e già sperimentati, esiste già un protocollo siglato da Magistrato alle Acque, Soprintendenza e Comune di Venezia.

L’incontro ci ha dato modo di apprezzare il lavoro svolto in questi mesi e la serietà con cui gli uffici del Provveditore, pur essendo sotto organico, hanno affrontato il problema. La responsabilità è ora nelle mani dei Ministeri competenti, e innanzi tutto di quello delle Infrastrutture e Trasporti, che dovrà sbloccare i fondi indispensabili per permettere ai suoi uffici periferici di adempiere al loro compito istituzionale.

Alla richiesta del Provveditore, formulata attraverso i canali istituzionali come è giusto che sia, ci associamo nell’interesse collettivo della Città che su questo deve essere unita senza distinzioni di partito, come ha dimostrato di saper fare con la mozione approvata da tutti i gruppi consiliari il giorno successivo, in occasione del Consiglio comunale del 14 aprile:

2016aprile15 G25ANelle foto: la sala che ha ospitato l’incontro e gli articoli di Nuova Venezia (Roberta De Rossi) e Gazzettino (Michele Fullin):

2016aprile14Gazzettino

Emergenza #bricole: la pazienza ha un limite

Ritorniamo a malincuore sull’emergenza bricole, che denunciamo da mesi e che è stata (meritoriamente) riconosciuta anche dal Prefetto di Venezia nella sua risposta alla lettera inviata il 5 febbraio da una ventina di realtà associative:

https://gruppo25aprile.org/?s=emergenza+%23bricole+Prefetto

Le foto inedite che pubblichiamo sono state scattate oggi 12 aprile, non già in canali remoti o secondari ma in quelli più trafficati, che sono serviti anche dalle linee ACTV. Nella prima che vi proponiamo, la situazione all’altezza di Madonna dell’Orto, dove abbiamo anche recensito due monconi di bricola a pelo d’acqua:

DSC04814Le bricole in condizioni simili nei canali lagunari sono centinaia, e questa è da considerarsi “fortunata” perché ha ancora tre pali, ma per quanto tempo ancora? In data 15 febbraio avevamo inviato una formale diffida al Provveditore interregionale delle Opere Pubbliche e al Ministro delle Infrastrutture che ne è il referente gerarchico. Il primo ci ha risposto in data 23 marzo, e di quella risposta ci eravamo pubblicamente rallegrati perché conteneva impegni e date precise:

https://gruppo25aprile.org/?s=emergenza+%23bricole+la+risposta

In primo luogo, il Provveditore ci rispondeva che con le (poche) risorse residue del bilancio 2014 aveva provveduto alla “sostituzione di 33 gruppi briccola” dislocati lungo i canali più “importanti sul piano della navigazione lagunare in quanto soggetti a traffico intenso ma soprattutto al trasporto pubblico di linea”. Proponiamo quindi una seconda foto scattata questa mattina in quei medesimi canali definiti come prioritari; questa è la situazione uscendo dal Ponte Donà:

DSC04798

In secondo luogo, in risposta alla nostra richiesta di mappatura e quantificazione delle risorse necessarie, il Provveditore scriveva che “si è anzitutto disposto l’aggiornamento del data base briccole in modo da poter estrarre una cartografia generale su scala lagunare (mappatura) che risponda ai requisti richiesti dai firmatari.. è prevedibile che la nuova cartografia possa essere completata e quindi disponibile anche per la pubblica consultazione a partire da venerdì 8 aprile p.v.

L’8 aprile è passato, in data odierna abbiamo quindi chiesto un incontro urgente al Provveditore per fare il punto sulla situazione. A Provveditore e Prefetto, nei limiti delle competenze rispettive, va dato atto di avere almeno accettato un dialogo con la cittadinanza. Del Sindaco in carica non abbiamo notizie, e la cosa ci meraviglia, ma l’occasione per conoscerne il pensiero la avremo forse giovedì 14 aprile in Consiglio comunale, quando verrà finalmente discussa la mozione depositata il 12 dicembre 2015 dai consiglieri comunali Sara Visman, Elena La Rocca e Davide Scano:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=srchatti_3_173&m=1_componenti

Dato che il Sindaco ha pubblicamente rivendicato le competenze che erano del Magistrato alle Acque, poi trasferite al Provveditorato interregionale alle Opere Pubbliche, vorremmo poter essere al suo fianco nella rivendicazione. Al momento non ci sentiamo di farlo perché da parte sua non ci è sembrato affatto di cogliere l’attenzione necessaria: per vedere la questione approdare in Consiglio comunale ci sono voluti 4 mesi, con la stagione primaverile già iniziata e decine di migliaia di imbarcazioni a rischio di collisione con qualche moncone di bricola o con i cosiddetti “coccodrilli” (pali di bricola vaganti).

Se il Sindaco rivendica quelle competenze, sarebbe utile sapere dove intende reperire le risorse economiche necessarie, che superano i 5 milioni di euro per la sola manutenzione (divenuta urgentissima) di quelle che ci ostineremo a chiamare “bricole” con una c sola, anche se nel linguaggio ministeriale sono “briccole” con due c. Sfumature linguistiche a parte, il Ministero delle Infrastrutture a livello nazionale dispone delle risorse economiche per far fronte ai suoi obblighi, e a livello locale dispone delle competenze tecniche e delle risorse umane necessarie (Polizia Lagunare compresa). In attesa che altri ne ereditino eventualmente le competenze, non ci stancheremo di tallonarlo, a costo di rivolgerci alla Magistratura, per evitare che si limiti a rifilare la patata bollente o il cerino acceso ad altri, in attesa di un decreto di trasferimento delle competenze di cui a Roma non vi è traccia, mentre l’emergenza richiede risposte immediate. Da parte del Sindaco ci saremmo invece aspettati un segno di vita, per i motivi indicati nella mozione che verrà discussa giovedì.

Le sedute del Consiglio comunale sono pubbliche; la cittadinanza è invitata a partecipare. Per chi non potrà farlo, è possibile collegarsi alla diretta streaming:

http://streaming.comune.venezia.it/

Ci auguriamo che chi rivendica quelle competenze sia anche in grado di esercitarle e (dettaglio non secondario) di reperire le risorse necessarie. Il Sindaco in Consiglio comunale ci dica come, fermo restando che la sede idonea per un dibattito approfondito è quella della nuova Legge Speciale per Venezia, ed è in quella sede che auspichiamo un impegno unitario di tutti i parlamentari veneziani: la situazione attuale è sotto gli occhi di tutti, e non è un “bel vedere”. Nel balletto delle competenze, a rimetterci sono (come sempre) i cittadini.

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Lettera aperta a Matteo Renzi

Egregio Presidente del Consiglio,

Il gruppo25aprile, piattaforma civica e apartitica composta da centinaia di persone che ancora vivono e/o lavorano nella città d’acqua, Le augura il benvenuto a Venezia in occasione del vertice bilaterale Italia-Francia convocato per l’8 marzo.

Il gruppo25aprile non manifesterà nelle fragili calli di Venezia domani 8 marzo, pur comprendendo le ragioni dei manifestanti; il gruppo25aprile intende però manifestare a Lei e al Governo le sue gravi e motivate perplessità sul fatto che il Sindaco in carica di Venezia possa ancora rappresentare la città nel « Comitatone » che prossimamente sarà chiamato a pronunciarsi sul passaggio delle grandi navi in Laguna e sullo scavo dei canali che a detta del Sindaco si renderebbe necessario per facilitarne il transito, sventrando l’isola delle Tresse.

Le perplessità nascono dal palese conflitto di interessi che abbiamo reso noto in data 6 marzo e riguarda una società direttamente riconducibile al Sindaco, fornitrice delle principali compagnie di crociera come appare dalla sua pagina internet :

http://www.tecnikalumen.com/it/produzione/navale

Tecnika Lumen

La “Tecnika Lumen” è direttamente controllata dalla Umana SpA, il cui azionista di riferimento è il Sindaco. In queste condizioni, il Sindaco in carica non può rappresentare il Comune di Venezia in seno al Comitatone che è chiamato a preservarne il fragile equilibrio, quando si discuterà di grandi navi e grandi scavi.

Lo diciamo a Lei che lo presiede a norma della Legge Speciale per Venezia, certi che vorrà prenderne nota.

7marzo2016 NV

Il gruppo25aprile rispetta il risultato di elezioni comunali vinte dalla “lista Brugnaro” grazie a un dispiego di mezzi abnorme, che è attualmente oggetto di un’istruttoria avviata dal Collegio di garanzia elettorale della Corte d’appello di Venezia; a Lei come Presidente del Comitatone, e all’Autorità Nazionale Anticorruzione per quanto di sua competenza eventuale, chiediamo di garantire il rispetto delle Leggi che lo Stato italiano ha adottato a tutela dell’interesse generale e della salvaguardia della città che amiamo.

Venezia, 7 marzo 2016

Avvertenze:

  1. Quello qui pubblicato è un estratto della lettera aperta la cui versione integrale è stata inviata alla Presidenza del Consiglio e, per conoscenza, ad alcuni quotidiani.
  2. Il “Comitatone” a cui si fa riferimento è quello istituito con Legge del 29 novembre 1984 n. 798 “Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia” che ha riconfermato lo Stato come principale responsabile della difesa dell’equilibrio idrogeologico della laguna. Per assicurare “l’indirizzo, il coordinamento e il controllo per l’attuazione degli interventi previsti dalla presente legge” la legge del 1984 ha creato un “Comitato interministeriale per Venezia” che in gergo giornalistico viene chiamato “Comitatone” in quanto formato da una lunga lista di enti locali e ministeri.
  3. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla quale sono stati di recente conferiti nuovi e più incisivi poteri, è un organismo indipendente, istituito dall’art. 1 della legge 6 novembre 2012 n. 190, recante “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”. Il sito ufficiale dell’ANAC è: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Autorita

 

Competenze dell’ex Magistrato alle Acque: lettera alla Presidenza del Consiglio

Sulle spoglie dell’ex Magistrato alle Acque di Venezia (MAV) volteggiano volatili di ogni tipo, forse animati da nobili intenzioni o forse da più prosaici appetiti.

Nel rendere pubblica la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio in merito alle competenze del MAV, aggiungiamo un’unica avvertenza: la legislazione in vigore NON prevede che le medesime possano essere trasferite all’Autorità Portuale, così come NON prevede alcun obbligo che vengano trasferite alla città metropolitana: in attesa di un riassetto organico della materia che la nuova Legge Speciale per Venezia potrebbe auspicabilmente fornire, l’iniziativa che abbiamo preso di concerto con altre associazioni va letto come un invito a frenare certi appetiti e a non improvvisare rimedi frettolosi, che potrebbero rivelarsi peggiori del male.

Venezia, 25 febbraio 2016

Spettabile Presidenza del Consiglio

Alla Segreteria del Capo Dipartimento

PEC: affariregionali@pec.governo.it

Spettabile Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Alla c.a. del Direttore generale dott. Enrico Maria Puija

PEC: dg.tm@pec.mit.gov.it

Per conoscenza:

Provveditore Ing. Roberto Daniele

PEC: oopp.triveneto@pec.mit.gov.it

Sindaco Città Metropolitana Venezia

PEC: protocollo.cittametropolitana.ve@pecveneto.it

 

Oggetto: Trasferimento delle funzioni del soppresso Magistrato alle Acque di Venezia

 

Da notizie di stampa apparse sul Gazzettino in data odierna (allegato 1), apprendiamo o per meglio dire troviamo conferma di una lettera che il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia avrebbe indirizzato alle persone e ai Ministeri in indirizzo, con alcune richieste che consideriamo sorprendenti in quanto esorbitanti e/o ultronee rispetto alle competenze del Prof. Paolo Costa che le avrebbe firmate.

Considerato il periodo in cui la lettera è partita, potremmo anche pensare ad uno scherzo di Carnevale e tale ci auguriamo che sia, ma se così non fosse formalmente chiediamo alle Amministrazioni in indirizzo di considerare quanto segue.

Da quel che abbiamo letto, il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, perpetuerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna, con lo scandalo a voi noto.

In particolare si tratterebbe delle competenze in materia di:

  1. rilascio di autorizzazioni per escavi canali portuali;
  2. rilascio di autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali;
  3. rilascio di autorizzazione opere su aree demaniali portuali.

Se abbiamo capito bene la natura e le conseguenze eventuali delle richieste di cui sopra, il Presidente dell’Autorità Portuale in sostanza chiede di poter autorizzare se stesso a fare ciò che gli aggrada in quanto unico interprete del “superiore pubblico interesse”.

A nome delle associazioni firmatarie, che rappresentano più di duemila cittadini residenti nella città metropolitana di Venezia, ci permettiamo di dissentire alla luce dell’esperienza maturata in tempi recenti. Ci si potrà forse obiettare che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; ma se la proposta dell’Autorità Portuale venisse accolta sarebbe ancora peggio perché fra controllore e controllato si verrebbe a creare una commistione inestricabile, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Inoltre, il Presidente dell’Autorità Portuale rivendica anche una competenza ulteriore e ultronea rispetto alle sue necessità istituzionali:

  1. il “rilascio di concessioni spazi acquei in ambiti lagunari”.

La competenza dell’ex magistrato alle Acque in materia è estremamente ampia “ratione loci” dato che si estende su tutte le isole minori della Laguna veneta, compresi moltissimi rii e canali su cui l’Autorità Portuale non può rivendicare alcun interesse legittimo dato che mai potrebbero essere adibiti alla navigazione di unità navali: per profondità e larghezza, tali rii e canali sono ovviamente riservati alla circolazione di imbarcazioni locali e la concessione di spazi acquei è funzionale alle esigenze della popolazione e delle attività produttive ivi insediate (cantieristica minore, in particolare). Salvo errore di formulazione, tale richiesta appare sorprendente e “ultra vires” rispetto ai compiti istituzionali affidati all’Autorità Portuale di Venezia, in un ambiente delicato come quello della Laguna di Venezia dove la medesima Autorità Portuale si è già più volte scontrata con amministrazioni comunali, associazioni e comitati di cittadini a causa di una sua certa tendenza ad “allargarsi” oltre il necessario.

Ad ogni buon conto, percezioni a parte quello che conta è il disposto normativo e la normativa in vigore è quella che segue:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114.E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite“.

Nel caso in cui si voglia dare attuazione al disposto normativo, è dunque alla citta’ metropolitana di Venezia e non all’Autorità Portuale che le competenze di cui sopra potrebbero eventualmente essere trasferite.

Ai destinatari della missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, datata 15 febbraio 2016 con numero di protocollo 35350/SG-LEG/2818, formuliamo dunque una richiesta molto semplice: respingerla al mittente, nel caso in cui le proposte di cui sopra siano state effettivamente formulate, o rassicurarci che si trattava soltanto di uno scherzo di carnevale.

Venezia, 25 febbraio 2016

Marco Gasparinetti, portavoce Gruppo25Aprile

Mirco Bodi, portavoce Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Veronica Scarpa, Presidente Associazione “L’Altra Venezia”

24febbraio2016 NavarroDina

 

 

 

L’insostenibile sete di Potere dell’Autorità Portuale

Alla lettura di una richiesta protocollata in data 15 febbraio 2016, indirizzata da Paolo Costa alla Presidenza del Consiglio, al Ministero delle Infrastrutture e per conoscenza al Sindaco della città metropolitana di Venezia, una domanda sorge spontanea: per quali ragioni e in virtù di quale delirio di onnipotenza il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, consacrerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna?

Si dirà che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; se la proposta dell’Autorità Portuale andasse in porto, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno perché fra controllore e controllato ci sarebbe una sorprendente identità, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Andiamo per ordine, partendo dai fatti. Le competenze che il Presidente dell’Autorità Portuale vorrebbe farsi attribuire non sono di poco conto. A titolo di esempio si tratta di:

  1. rilascio autorizzazioni per escavi canali portuali
  2. rilascio autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali

Come metodo di lavoro, cerchiamo sempre di capire le ragioni altrui; per capire le ragioni di Paolo Costa riporteremo quindi fra virgolette il testo della sua lettera:

A tal riguardo, si segnala che il soppresso Magistrato (alle acque) ha sempre esercitato poteri autorizzativi anche su questioni connesse all’attività istituzionale dell’Autorità Portuale; funzioni – queste – che si ritiene sarebbe opportuno venissero trasferite alla scrivente” (!)

Entrando nello specifico della questione, il Magistrato alle Acque era ad esempio competente ex lege per il rilascio a quest’Ente delle autorizzazioni necessarie all’escavo dei canali portuali, allo scarico delle acque nei canali portuali, alla realizzazione di opere su aree demaniali portuali. Al fine di accelerare l’iter procedurale sopra descritto, si evidenzia l’opportunità di agevolare l’Autorità Portuale nell’esercizio delle proprie competenze e funzioni, comunque rivolte al perseguimento del superiore pubblico interesse“.

Di quale “superiore pubblico interesse” si tratti è lecito dubitare, visto il precedente ancora fresco del tentato “blitz” agostano (con la città priva di Sindaco, nell’estate del 2014) per cercare di imporre lo scavo di un canale devastante, che è stato successivamente abbandonato grazie a una mobilitazione cittadina senza precedenti, questa sì osteggiata dall’Autorità Portuale e dai suoi potenti alleati ma coronata da successo nel momento in cui sette candidati Sindaci su sette, alle elezioni comunali del 2015, si sono dichiarati contrari a quello scavo fortemente voluto dallo stesso Paolo Costa.

Sta di fatto che se la proposta venisse accolta, l’Autorità Portuale in futuro si troverebbe nell’inedita situazione di poter autorizzare se stessa in materia di “escavi canali portuali” e di “scarichi nei canali portuali”.

Nel superiore pubblico interesse? A chi non conosce la Laguna o la conosce poco, giova ricordare che fra i “canali portuali” a Venezia c’è quello che dalla Stazione Marittima porta alla bocca di porto del Lido passando dal bacino San Marco e dal canale della Giudecca, e il canale dei petroli che dalla bocca di porto di Malamocco conduce a Marghera, senza contare quelli futuri il cui scavo è auspicato dalla medesima Autorità Portuale. Sono canali che sull’equilibrio della Laguna hanno un impatto enorme, e se il legislatore ha previsto un sistema di pesi e contrappesi (in parte ereditato dalla Repubblica di Venezia) noi non crediamo che sia stato per sbaglio.

banchetto Cannaregio

Ai destinatari di questa strana missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, formuliamo una richiesta molto semplice: respingerla al mittente.

Al Sindaco della città metropolitana chiediamo di opporsi allo scippo preventivo di competenze, che non risponde in alcun modo all’interesse generale. Le nostre ragioni? Evitare un accentramento di poteri senza contrappesi, in capo all’Autorità Portuale, dato che il trasferimento eventuale (e sottolineiamo eventuale) di competenze è già disciplinato da una Legge dello Stato che qui riproduciamo, per la parte che ci riguarda:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114. “E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite”.

Al Magistrato alle Acque, istituzione che è stata infangata da debolezze umane recenti, eravamo legati perché fa parte della storia di Venezia, che per secoli aveva saputo salvaguardarne l’integrità, l’autonomia e le straordinarie competenze professionali. La soluzione ai mali che hanno fiaccato l’antica Magistratura, nel frattempo diventata organo periferico di un Ministero, al punto da farle addirittura cambiare nome, non può essere un vilipendio di cadavere, che sarebbe rimedio peggiore del male, ma il ripristino delle condizioni di indipendenza dagli interessi di parte che ne avevano fatto la grandezza e dato a noi la fierezza di poter contare su un’Istituzione capace di preservare e salvaguardare l’equilibrio dinamico e sempre precario su cui si regge questa Laguna unica al mondo.

banchetto Rialto

 

 

 

 

 

Emergenza #bricole: DIFFIDA a Ministro e Provveditore

Il testo della diffida inviata oggi 15 febbraio a nome di 12 realtà associative che rappresentano migliaia di iscritti.

La diffida fa seguito alla risposta del Prefetto di Venezia, che in data 5 febbraio ha chiaramente individuato le responsabilità delle istituzioni già sollecitate in proposito e all’intervista con cui il Provveditore alle Opere Pubbliche ha confermato la natura del problema (mancanza di fondi: v. articolo a firma Elisa Lorenzini, qui riprodotto): “tutti i fondi sono finiti sul Mose. La legge speciale da dieci anni ha azzerato le manutenzioni e noi non abbiamo risorse”.

13feb2016 Corriere

DIFFIDA

Oggetto: sicurezza della navigazione e incolumità delle persone nella Laguna di Venezia

A: On.le Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Roma) e

Ing. Roberto Daniele, Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (Venezia)

Per conoscenza:

Dott. Domenico Cuttaia, Prefetto di Venezia

Amm. Tiberio Piattelli, Comandante Capitaneria di Porto di Venezia

Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia

Prof. Paolo Costa, Presidente Autorità Portuale di Venezia

Venezia, 15 febbraio 2016

PREMESSA

  1. Considerato che, per i canali di sua competenza, il Provveditorato destinatario della presente Diffida risulta allo stato attuale responsabile per la manutenzione della segnaletica presente nella Laguna di Venezia, in virtù dell’art. 8 del Decreto Ministeriale 4 Agosto 2014 n. 346 che, nell’abolire il Magistrato alle Acque di Venezia, ha trasferito le relative funzioni al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia;
  2. Considerato che detto Provveditorato è organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal quale dipende in via gerarchica e per lo stanziamento delle risorse necessarie all’adempimento delle sue funzioni e degli obblighi di Legge che ad esso fanno capo;
  3. Considerato che il medesimo decreto di cui al punto 1 demanda a un D.P.C.M. da adottare entro il 31 marzo 2015, l’individuazione delle funzioni già esercitate dal citato Magistrato alle acque da trasferire alla Città metropolitana di Venezia e delle risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla detta Città metropolitana in relazione alle funzioni trasferite;
  4. Considerato che il D.P.C.M. non risulta essere stato adottato, e che tali funzioni rimangono pertanto in capo al Provveditorato qui individuato, con tutte le conseguenze che ne derivano in materia di responsabilità civile e penale;
  5. Considerato che lo stato di manutenzione della segnaletica lagunare, ed in particolare dei suoi elementi denominati “bricole”, ha raggiunto un livello di criticità tale da essere ormai da mesi oggetto di denunce degli organi di stampa, di singoli cittadini e associazioni;
  6. Considerato che la situazione di pericolo venutasi a creare per mancanza di manutenzione rappresenta un rischio immediato per l’incolumità delle persone e dei natanti circolanti nella Laguna di Venezia;
  7. Considerato che tale situazione di rischio è stata riconosciuta anche nell’allegata lettera del 5 febbraio 2016, con cui il Prefetto di Venezia meritoriamente dà conto delle misure emergenziali adottate “in attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio”,

PQM

Gli scriventi

D I F F I D A N O

  1. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti On.le Graziano Delrio a dare immediate istruzioni al suo dicastero al fine di quantificare, reperire e stanziare in apposito capitolo di bilancio le risorse necessarie da un lato all’eliminazione dei monconi di bricola che allo stato attuale rappresentano un pericolo di danno immediato e irreparabile alle persone e, dall’altro, alla sostituzione immediata di tutte quelle bricole la cui presenza in Laguna non sia da ritenersi puramente decorativa ma funzionale alla sicurezza della navigazione, tenendo anche presente che a parere di molti esperti di Laguna alcune centinaia di bricole sono state installate anche nei canali delimitati da barene naturali semplicemente perché le risorse disponibili in passato erano sovrabbondanti rispetto alle reali necessità; in tal senso, un riordino complessivo della materia risponderebbe anche a criteri di efficienza della pubblica amministrazione e contenimento della spesa pubblica per il futuro;
  2. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a predisporre (laddove non esistente o incompleta) e rendere pubblica, con riserva degli scriventi di formulare apposita istanza di accesso agli atti, una mappatura che identifichi con chiarezza le bricole esistenti, quelle mancanti e quelle ammalorate, distinguendo fra quelle che vengono ritenute necessarie, e pertanto da sostituire, e quelle da rimuovere definitivamente al fine di rimuovere la situazione di pericolo sopra descritta;
  3. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a dare notizia alle scriventi associazioni e comitati, di concerto con il Prefetto di Venezia Dott. Domenico Cuttaia, delle iniziative intraprese entro e non oltre il 21 marzo 2016, in considerazione del fatto che con l’arrivo della primavera il numero di imbarcazioni circolanti in Laguna è destinato a moltiplicarsi e con esso le situazioni di rischio qui rappresentate, fermo restando che le scriventi associazioni e Comitati lo ritengono fin d’ora responsabile sul piano civile (responsabilità aquiliana) dei danni subiti da cose o persone e daranno indicazioni in tal senso ai loro iscritti e associati, e ai legali che li rappresentano.

Con riserva di valutare le implicazioni che da un’eventuale inerzia delle Amministrazioni competenti, destinatarie della presente diffida, potrebbero derivare sul piano penale, porgono distinti saluti

Firmato: Marco Gasparinetti, in nome e per conto di:

Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Gruppo25Aprile

Venessia.com

Legapesca veneto

Associazione cavanisti di Mira

Associazione Ambiente e caccia

Associazione cavanisti 88

Associazione gruppo emergenza Burano

Associazione Slow Lagoon Chioggia

Federcaccia Cavallino-Treporti

Associazione cavanisti 75

Associazione l’Altra Venezia

Punti di contatto per i rapporti con le Istituzioni:

mircobodi@gmail.com per il Gruppo Diportisti Laguna Veneta

marco.gasparinetti@ec.europa.eu per il Gruppo25Aprile

RequiemperunaBricolaFoto: Francesco Di Pumpo

Emergenza #bricole: la risposta del Prefetto

Ringraziando il Prefetto di Venezia per la celerità esemplare della sua risposta, pubblichiamo qui la lettera con cui il 5 febbraio stesso ha risposto all’appello di quindici associazioni e comitati, inviato via PEC in pari data. In grassetto, i passi che riteniamo più significativi per comprendere la natura del problema e le possibili soluzioni. In calce alla risposta, che dà conto delle misure d’urgenza e dei passi già intrapresi dalla Prefettura, pubblichiamo una testimonianza fotografica che illustra, meglio di qualsiasi discorso, le ragioni della nostra preoccupazione.

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Venezia, 5 febbraio 2016

Oggetto: Sicurezza alla navigazione in laguna veneta

Si fa riferimento alla nota pervenuta in data odierna da codeste associazioni, concernente l’oggetto.

Al riguardo, si fa presente che la problematica rappresentata è costantemente seguita da questa Prefettura che ha attivato diverse riunioni tecniche di protezione civile, allo scopo di individuare ogni azione utile a fronteggiare le possibili situazioni di rischio connesse.

In attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio, si informa che d’intesa con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e con lo stesso Provveditorato, sono state definite delle misure d’urgenza per la sostituzione provvisoria delle bricole galleggianti, prevedendo uno specifico stanziamento di fondi per assicurare una maggiore durata dell’ intervento di emergenza.

Per gli altri canali lagunari, di competenza del Comune e dell’Autorità Portuale, vengono regolarmente assicurati gli interventi di rimozione, secondo pianificazioni appositamente predisposte.

Nell’ambito di uno degli incontri si è convenuto altresì di incaricare il Direttore della navigazione di ACTV per verificare con il Provveditorato quali siano i canali, secondo una logica di priorità ed in considerazione della mancanza di risorse economiche, per i quali occorre prontamente intervenire.

Nel segnalare che la situazione è attualmente seguita, si fa riserva di ulteriori notizie.

Il Capo di Gabinetto (f.to Natalino Manno)

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NB questa la risposta alle associazioni, e per conoscenza a:

Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (ex Magistrato alle acque di Venezia, MAV)

Capitaneria di Porto di Venezia

Comune di venezia

Autorità Portuale di Venezia

Comando Vigili del Fuoco di Venezia

Società A.C.T.V. SpA di Venezia

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Una testimonianza diretta, che abbiamo raccolto in questi giorni

Cosa succede quando un’imbarcazione “incontra” un moncone di bricola a pelo d’acqua, e pertanto non visibile? Dei pali vaganti o “coccodrilli” abbiamo già pubblicato alcune foto, mancava una testimonianza diretta dell’impatto con i resti di bricola ancora fissati al fondale, spesso appuntiti, che hanno già provocato danni come questo:

MP4

La collisione qui documentata si è verificata in prossimità dell’isola di Santa Cristina (Laguna nord) e non ha avuto conseguenze più gravi grazie alla destrezza del conducente che ha portato la barca in secca, prima che affondasse. Gli amici accorsi sul posto con tanto di “tola” e silicone hanno riparato alla meno peggio la falla che si era aperta nello scafo, trainando la barca fino ad Altino. Per capire l’entità del danno e l’ampiezza dello squarcio, si consideri la seguente immagine:

MP1

Poteva essere un vero e proprio “naufragio” in Laguna, è stata soltanto una brutta avventura. Alla Prefettura siamo riconoscenti per i passi già intrapresi e per quelli che vorrà intraprendere, a tutela dell’incolumità delle persone e della sicurezza della navigazione in Laguna.

Foto: Massimo Pascutto

Pagina a cura di: Marco Gasparinetti

La lettera inviata al Prefetto, con la lista delle associazioni e comitati che l’hanno sottoscritta:

https://gruppo25aprile.org/?s=lettera+al+prefetto

 

MP3

 

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