Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#MiNoVadoVia”

Batman Brugnaro: la prova del nove, a metà mandato

In tempi non sospetti avevamo scritto: “La politica spesso è fatta di chiacchiere, ma ci sono dati misurabili che si incaricano di smentire le bugie con i numeri o, al contrario, di sorprendere in positivo gli scettici. Questo gruppo è nato essenzialmente per difendere le ragioni di chi vuole restare, ritornare o trasferirsi a Venezia, e un qualche successo su questo fronte potrebbe farci chiudere un occhio su tanti piccoli difettucci (o cadute di stile) del nuovo Sindaco”.

Come “prova del nove”, vista la promessa elettorale dei 30.000 nuovi residenti (!) avevamo proposto appunto di verificare il numero dei residenti, che abbiamo continuato a monitorare come già facevamo prima, per vedere se con il sindaco Batman ci sarebbe stata almeno un’inversione di tendenza o se il suo era soltanto un “bluff”.

A due anni e mezzo dal suo insediamento (e quindi a metà mandato) questo è il bilancio:

Venezia aveva 56.072 residenti il 30 giugno 2015; il primo gennaio 2018 ne restavano 53.835.

Saldo: meno 2.237

Le due Municipalità d’acqua (insulare e litorale) avevano 84.738 residenti, al primo gennaio ne restavano 81.827.

Saldo: meno 2.911, in due anni e mezzo. Fanno una media di 1.164 all’anno, ossia quasi 100 al mese. Più di tre al giorno, se preferite.

Non ne abbiamo persi tanti nemmeno durante la gestione commissariale “lacrime e sangue” del prefetto Zappalorto, e il trend si è accentuato anche rispetto alle sciagurate amministrazioni precedenti. Quello che ci meraviglia è perdere abitanti a questo ritmo nonostante:

  1. la valanga di soldi piovuti sulla città grazie al “patto per Venezia”, che tuttavia hanno preso altre direzioni: di misure per la residenzialità a Venezia nemmeno l’ombra;
  2. il venire meno del “patto di stabilità” con la camicia di forza in cui aveva costretto ogni possibilità di spesa negli anni precedenti.

Dato che i numeri parlano da soli, non aggiungeremo altro: la citazione che avevamo proposto all’epoca resta di drammatica attualità.

“Nessuno è mai fallito puntando sulla credulità del pubblico”

(Phineas Taylor Barnum, inventore dell’omonimo circo).

Al circo che abbiamo sotto agli occhi dedichiamo questo corredo fotografico tratto dal carnevale di Venezia 2018. Il sindaco travestito da Batman ve lo risparmiamo, per carità di Patria. Più che Batman ormai evoca Barman, nel senso di amabile dispensatore di chiacchiere da bar.

Carnevale 2018

 

 

Rassegna stampa e un ringraziamento a (lista provvisoria):

(Nuova Venezia, Manuela Pivato)

(Corriere, Giacomo Costa)

(Gazzettino, Daniela Ghio)

Grazie ai tre quotidiani e a VeneziaToday che, dando spazio alla notizia, hanno permesso di far conoscere questa opportunità anche al di fuori del gruppo, il bando di gara è già stato visualizzato da più di 1.300 persone nelle prime 24 ore. Questa iniziativa totalmente autofinanziata è stata possibile grazie a:

Alessandro Toso Fei, autore del calendario

e alla generosità di (in ordine alfabetico, lista provvisoria in corso di completamento):

  1. Affabris Barbara
  2. Affanno Vladi
  3. Angioi Paola
  4. Antonini Flavia
  5. Bagno Carla
  6. Baldari Paola
  7. Barbato Teresa
  8. Baffo Gino
  9. Barbone Gloria
  10. Bartoloni Lucia
  11. Bartoloni Roberta
  12. Bellati Gian Angelo
  13. Bellati Maria Teresa
  14. Bellati Manfredi
  15. Beltrame Carlo
  16. Benvenuti Alberto
  17. Berto Mattia
  18. Biagini Marina
  19. Bianco Erika
  20. Bianco Gabriella
  21. Bizio Gradenigo Andrea
  22. Bolcato Anna
  23. Bonetti Beatrice
  24. Borghi Marco
  25. Bozzato Alessandro
  26. Bravin Roberta
  27. Bravo Stefano
  28. Bressanello Alessandro
  29. Bruno Roberta
  30. Campi Bonacini Sissi
  31. Campioni Adriano
  32. Camuffo Stefano
  33. Canazza Guadagni Carla
  34. Cardin Lisa
  35. Carnero Alberto
  36. Catozzi Michele
  37. Cavallarin Caterina
  38. Ceciliati Gabriella
  39. Cendon Aline
  40. Cendon Anita
  41. Ceselin Francesco
  42. Chiarotto Roberta
  43. Claut Corrado
  44. Conchetto Francesca
  45. Condie Jenny
  46. Cormio Rita
  47. Cosma Marina
  48. Cosmo Luca
  49. Croce Stefano
  50. Culloca Lorena
  51. Cunego Valentino
  52. Dalla Pozza Antonella
  53. De Fanti Luciana
  54. De Toffol Valeria
  55. Del Turco Elisabetta
  56. Della Puppa Federico
  57. Di Cataldo Gina
  58. Di Pumpo Francesco
  59. Ferraresi Anna
  60. Ferrigno Anna
  61. Ferro Maria Rosa
  62. Foa’ Daniela
  63. Foschi Francesco
  64. Franchin Tatiana
  65. Freguia Irina
  66. Frosini Nicoletta
  67. Frosini Orsola
  68. Garlato Marta
  69. Gasparinetti Marco
  70. Genzovich Fabia
  71. Germanotta Maria Angela
  72. Gil Davide
  73. Giorgi Sebastiano
  74. Giussani Cristina
  75. Grossi Vanessa
  76. Kujawska Basia
  77. Lanaro Maria
  78. Lando Anna
  79. Latz Celia
  80. Litorius Marie Louise
  81. Lodi Flavio
  82. Lombardo Fabio
  83. Maggi Danilo
  84. Malusa Marilisa
  85. Maddalena Giorgio
  86. Marchese Paola
  87. Marengo Barbara
  88. Marin Anna
  89. Marini Mara
  90. Marques Hernandez Paula
  91. Martini Giovanni Andrea
  92. Martinotti Mario
  93. Marton Luisa
  94. Maschietto Eva
  95. Matacchioni Susanna
  96. Menegaldo Giulia
  97. Meo Dolores
  98. Menegazzi Elena
  99. Milani Daniela
  100. Minetto Roberta
  101. Minoia Paola
  102. Molinari Edda
  103. Morosinato Loris
  104. Nicoletti Nicoletta
  105. Nordio Arianna
  106. Nostran Marina
  107. Olivieri Donata
  108. Oselladore Nevio
  109. Padoan Giovanna
  110. Padovan Claudia
  111. Parovel Giulio
  112. Pasqual Paola
  113. Pattarello Magda
  114. Penzo Tiziana
  115. Peris Cesare
  116. Permutti Federico David
  117. Petrone Diana
  118. Piastra Lucia
  119. Piccini Andrea
  120. Pino Sibylle
  121. Pino Stefano
  122. Pirovano Anna
  123. Pirro Mattia
  124. Pizzato Marco
  125. Radich Lucio
  126. Ragazzi Stefano
  127. Ragno Serena
  128. Ravagnan Davide
  129. Regazzi Alessandra
  130. Reggio Stefano
  131. Ricciardi Frederic
  132. Riu Elena
  133. Rizzardo Argenton Stefania
  134. Rizzi Francesca
  135. Rosenberg Paul
  136. Rosada Roberta
  137. Romieri Cristina
  138. Ruffoni Serena
  139. Saavedra Yolanda
  140. Sapienza Valentina
  141. Sartori Andrea
  142. Scarpa Lucia
  143. Scarpa Paola
  144. Scarpa Veronica
  145. Schiavon Elena
  146. Schroeder Katrin
  147. Scibola Cristiano
  148. Sensini Claudio
  149. Simoli Franca
  150. Sitran Carla
  151. Spernich Alberto
  152. Tagliapietra Roberto
  153. Tessarin Pietro
  154. Tognon Nicola
  155. Tonussi Monica
  156. Travagnin Federica
  157. Velo Luca Giulio
  158. Veronese Alice
  159. Vianello Dario
  160. Vianello Rossella
  161. Visonà Dalla Pozza Matteo
  162. Zafalon Sebastiano
  163. Zaldini Maria Pia
  164. Zennaro Martina
  165. Zinà Alessandra
  166. Zoppé Alice

Un grazie particolare a Maria Chiara Bellati, che ha coordinato la distribuzione dei calendari.

I° bando di gara per l’assegnazione di un contributo alla residenzialità

Importo erogabile: 3.000 euro

Termine per la presentazione delle richieste di contributo: 31 gennaio 2018

Indirizzo per la trasmissione delle richieste: 25aprileVenezia@gmail.com

Premessa

Viste le crescenti difficoltà di trovare casa nella Venezia insulare, dove il mercato immobiliare è dominato dalle locazioni turistiche e il mercato del lavoro è sempre più caratterizzato da una monocultura turistica che difficilmente offre opportunità professionali tali da poter competere ad armi pari con chi si limita a compiere scelte speculative (seconde case e locazioni di breve periodo);

Considerato il differenziale di prezzi con la terraferma, che rappresenta un ostacolo per chi desidera restare, ritornare o trasferirsi nella Venezia insulare; considerata la tendenza che vede la Venezia insulare perdere un migliaio di residenti all’anno,

L’associazione 25 aprile Venezia ha deliberato di erogare, a titolo sperimentale, un contributo alla residenzialità che verrà assegnato in base ai criteri di aggiudicazione descritti nel presente

Bando di gara:

Articolo 1

Oggetto e importo del contributo

L’importo erogato è pari ad un massimo di euro 3.000 per spese notarili di acquisto prima casa o deposito cauzionale per abitazione principale con locazione di lunga durata (4+4 o 3+2) nella Venezia insulare.

Per “Venezia insulare”, ai fini del presente bando, si intendono i sestieri veneziani e la Giudecca, nonché le altre isole comprese nella Municipalità di Venezia.

Articolo 2

Beneficiari

Le persone fisiche che ne faranno richiesta seguendo il modello in calce al presente bando, individuate tramite l’attribuzione dei punteggi di cui all’articolo 5.

Articolo 3

Cause di esclusione

Sono esclusi dal presente bando di gara i portavoce del gruppo25aprile e i membri del direttivo dell’associazione 25 aprile Venezia nonché i loro parenti in linea retta, fratelli e sorelle, coniugi e conviventi.

Sono parimenti escluse le persone fisiche con reddito individuale annuo superiore ai 50.000 euro lordi e quelle già proprietarie di beni immobili ovunque situati, tranne i casi di proprietà indivisa derivante da successione ereditaria nella misura massima di un quinto del bene ereditato.

Articolo 4

Pubblicazione del bando e della graduatoria degli assegnatari

Il bando di gara e il modulo per le domande di assegnazione sono pubblicati sul sito www.gruppo25aprile.org a partire dal 3 gennaio 2018. La graduatoria provvisoria viene formata in base alle domande ricevute con posta elettronica entro e non oltre il 31 gennaio 2018, tramite attribuzione dei punti previsti all’articolo 5.

I documenti necessari per comprovare la sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 5 in capo alla persona che risulterà prima in graduatoria dovranno essere presentati  nelle 4 settimane successive alla pubblicazione della medesima, ossia entro il 28 febbraio 2018.

In caso di dichiarazioni mendaci o ingannevoli o mancata presentazione dei documenti richiesti, la graduatoria verrà rivista e ripubblicata e i documenti verranno richiesti al secondo classificato.

Articolo 5

Criteri di aggiudicazione e punteggio relativo

Ad ogni domanda ricevuta viene attribuito un punteggio la cui somma algebrica determina la posizione in graduatoria, determinata in base ai seguenti criteri:

a) situazione di sfratto per finita locazione nella Municipalità di Venezia: 50 punti;

b) nuovo contratto di locazione ai sensi dell’articolo 1, stipulato o da stipulare nel corso dell’anno solare: 30 punti;

c) mutuo prima casa da contrarre nel’anno solare in corso: 30 punti;

d) nucleo famigliare monoreddito: 30 punti;

e) esercitare attività artigianale nella Venezia insulare: 20 punti;

f) essere pendolari da o per la Venezia insulare, in ragione della professione esercitata: 20 punti;

g) lavoratori dipendenti con reddito netto annuale inferiore a 20.000 euro: 20 punti;

h) figli iscritti negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Venezia insulare: 10 punti;

i) essere nati nel Comune di Venezia e attualmente residenti altrove: 10 punti.

Articolo 6

Formazione della graduatoria

La formazione della graduatoria e la vigilanza sul rispetto dei criteri e delle condizioni di cui agli articoli 5 e 7 sono affidate al Consiglio direttivo dell’Associazione 25 Aprile Venezia, le cui delibere saranno consultabili a richiesta delle parti interessate.

La graduatoria provvisoria verrà pubblicata con riserva di verifica delle condizioni che determinano l’attribuzione del punteggio di cui all’articolo 5. La mancata presentazione dei documenti da parte di un assegnatario determina decadenza dal beneficio e pubblicazione di una graduatoria aggiornata con subentro del secondo classificato e così via.

A parità di punteggio complessivo, verrà data la precedenza a chi si trova in situazione di sfratto ai sensi dell’articolo 5 lettera a). In caso di parità fra più persone che si trovano nella medesima situazione di sfratto, la precedenza verrà data a chi si trova anche nelle situazioni di cui alla lettera b) e successive, seguendo il medesimo ordine di preferenza.

Articolo 7

Condizione sospensiva per nuovi contratti

Nel caso di nuovo contratto di locazione o di mutuo prima casa, l’erogazione è subordinata all’effettiva stipulazione del contratto di locazione o del preliminare di acquisto, che vanno intese come condizione sospensiva ai sensi del codice civile.

In questi specifici casi e a richiesta degli interessati, il contributo potrà essere versato in forma di deposito cauzionale o rimborso parziale delle spese notarili.

Articolo 8

Erogazione del contributo

Il contributo di cui all’articolo 1 verrà erogato ai beneficiari con bonifico bancario nel corso del mese di marzo 2018 o in data ulteriore qualora sia subordinato alla condizione sospensiva di cui all’articolo 7. Qualora la condizione sospensiva non si realizzi entro l’anno solare, il contributo verrà versato al secondo in graduatoria e così via.

Articolo 9

Contratto di accettazione e penale di inadempimento

Ai beneficiari del contributo verrà richiesto di sottoscrivere un contratto di accettazione che comprende l’impegno di risiedere nel bene immobile per il quale viene richiesto il contributo e a non subaffittarlo a terzi.

Il mancato rispetto dell’impegno di cui sopra determina decadenza dal beneficio e penale risarcitoria di inadempimento pari al doppio del contributo ricevuto.

Il Tribunale competente per ogni eventuale controversia è quello di Venezia.

———————————————————————————————————————

Fac-simile per le richieste di contributo

Il sottoscritto/la sottoscritta .. ..

Nato/a il .. .. .. a .. (Comune)

Residente a ..  (Comune)

Professione esercitata: ..  ..

Luogo di esercizio della professione esercitata: ..

Recapito telefonico per eventuali richieste di integrazione dei documenti: ..

CHIEDE

l’erogazione del contributo alla residenzialità stanziato dall’associazione 25 aprile Venezia, e a tal fine

DICHIARA

di trovarsi in una di queste situazioni (NB indicare soltanto quelle rilevanti, depennando le altre):

a) situazione di sfratto per finita locazione nella Municipalità di Venezia.

b) nuovo contratto di locazione ai sensi dell’articolo 1, stipulato o da stipulare nel corso dell’anno solare.

c) mutuo prima casa da contrarre nel’anno solare in corso.

d) nucleo famigliare monoreddito.

e) esercizio attività artigianale nella Venezia insulare.

f) pendolare da o per la Venezia insulare, in ragione della professione esercitata.

g) lavoratore dipendente con reddito netto annuale inferiore a 20.000 euro.

h) figli iscritti negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Venezia insulare.

i) nato nel Comune di Venezia e attualmente residente altrove.

SI IMPEGNA A

  1. fornire entro e non oltre il 28 febbraio i documenti necessari in caso di accoglimento della richiesta
  2. rispettare le condizioni previste dal presente bando di gara in caso di erogazione del contributo, e sottoscrivere il contratto di accettazione relativo.

ACCONSENTE

al trattamento dei dati personali forniti con questa richiesta, la cui unica finalità è la formazione della graduatoria per l’erogazione del contributo.

Nome, cognome e data della richiesta:

da spedire con posta elettronica a: 25aprileVenezia@gmail.com

—————————————————————————————————————–

Avvertenze e informativa:

Responsabile del trattamento, ai fini della normativa sulla protezione dei dati personali è l’associazione 25 aprile in persona del presidente Marco Gasparinetti.

La richiesta di contributo non implica né richiede adesione all’associazione o al gruppo25 aprile.

Al fine di garantire trasparenza e imparzialità nell’erogazione del contributo, la graduatoria con i punteggi attribuiti alle richieste verrà pubblicata sulla pagina internet http://www.gruppo25aprile.org

Numero telefonico per chi desidera ricevere assistenza nella formulazione della richiesta: 345.3459663

Le richieste ricevute fuori tempo massimo (oltre la mezzanotte del 31 gennaio) non verranno prese in considerazione.

 

Letterina di Natale, alla nota agenzia immobiliare

Cara agenzia immobiliare che oggi hai militarmente invaso i nostri sestieri e sul tuo passaggio hai lasciato in ogni calle questi volantini fissandoli su “batacchi” e maniglie delle nostre case, e in alcuni casi addirittura sulle ringhiere..

E2 Luca

Cara multinazionale in cerca di nuove colonie,

innanzi a te siamo solo Davide al cospetto di Golia, e non abbiamo i tuoi mezzi per comunicare alla città il nostro messaggio. Lo affidiamo a questo mezzo di comunicazione senza distruggere alberi e senza spreco di carta, sperando che giunga al destinatario comunque: this is our “message in a bottle”.

Cara E&V,

potremmo anche perdonarti l’invito ad affidarti le chiavi di casa che fanno gola ai tuoi clienti, ma salvo errore da parte nostra Venezia non è un Paese africano ai tempi delle colonizzazioni ottocentesche, pensa che a noi risultano essere tuttora in vigore due regolamenti su cui vorremmo attirare la tua cortese attenzione:

I) Regolamento sui mezzi pubblicitari: https://www.comune.venezia.it/it/archivio/2605 che testualmente recita

“E’ soggetta al canone comunale sulla pubblicità la diffusione di ogni messaggio pubblicitario, effettuata con qualsiasi forma visiva od acustica – diversa da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni – in luoghi pubblici ed aperti al pubblico o che sia percepibile da tali luoghi. Si considerano luoghi aperti al pubblico quelli a cui si può accedere senza necessità di particolari autorizzazioni”.

II) Regolamento sulle pubbliche affissioni: https://www.comune.venezia.it/it/archivio/2609 di cui riproduciamo qualche estratto anche se dovreste conoscerlo: siete una multinazionale che paga fior di avvocati.

“Le pubbliche affissioni sono soggette ad un diritto comprensivo del canone autorizzatorio sulla pubblicità a favore del Comune che provvede alla loro esecuzione e nel cui territorio sono effettuate”.. ““Il Comune è tenuto a vigilare, a mezzo del Corpo di Polizia Municipale, dell’Ufficio Tecnico e del Servizio delle Affissioni, sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari” ecc. ecc.

Cara E&V,

al di là di codici e cavilli, ti rendi conto della reazione di rigetto che hai provocato oggi con questa campagna militare volta a occupare il mercato delle seconde case – perché di questo stiamo parlando, il tuo “target” è quello ed è cosa nota – in una città che continua a perdere 3 residenti al giorno? Questa è una città allo stremo, sotto assedio, che mal sopporta l’ipocrisia di un finto biglietto di auguri natalizi il cui contenuto reale è quello che qui pubblichiamo in foto.

In una città dove gli sfratti per finita locazione sono sempre più frequenti e colpiscono famiglie incolpevoli, il cui unico torto è quello di essere d’ostacolo al carro armato delle seconde case e delle locazioni turistiche, il tuo non è un bel gesto, alla vigilia di Natale.

Noi stiamo combattendo a mani nude e ne siamo consapevoli. Nello spirito natalizio che tutti ci accomuna, prima di affidarci alle carte bollate ci appelliamo quindi al tuo buon senso: anche le multinazionali hanno un’anima, vero?

Dimostracelo, mettendo un termine a questa campagna invadente e di cattivo gusto. I residenti te ne saranno riconoscenti.

“I’ll send an SOS to the world
I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle” (Sting)

Gruppo25Aprile,

dalla parte dei residenti.

Palazzo Poerio Papadopoli, appello al Consiglio comunale

APPELLO AI CONSIGLIERI COMUNALI:

PER UNA VENEZIA VIVA

 “A che ora chiude Venezia?”

Anni fa quando questa domanda venne rivolta da una piccola turista ai suoi genitori faceva sorridere.

Ora però questa frase non suscita più l’ilarità di nessuno perché comincia ad assomigliare alla realtà, perché il turismo si sta mangiando la vita della città storica, perché i residenti se ne vanno.

Per quale motivo? Provate a vivere in un luogo in cui i negozi per gli abitanti sono sostituiti da quelli di paccottiglia per turisti, un luogo in cui gli artigiani chiudono, in cui i campi (le piazze) in cui giocavano i bambini sono occupati dai plateatici dei bar e dei ristoranti.

Provate, se siete una coppia che vuole metter su famiglia, anche solo ad iniziare a vivere in una città in cui non si trovano appartamenti in affitto o in vendita perché è più vantaggioso affittarli ad uso turistico o trasformarli in dependance di alberghi.

Ma ciò che risulta ancora più triste a chi cerca comunque di vivere nel centro storico di Venezia, è che le ultime amministrazioni hanno dato l’impressione di aver favorito questo processo. Negli ultimi anni lo stesso si è infatti allargato capillarmente con una diffusione mai vista prima nelle affittanze e locazioni turistiche ed una impennata nel numero dei cambi di destinazione d’uso degli edifici.

Abbiamo quindi una città che conta ormai meno di 54.000 abitanti (un terzo di quanti ne ha sempre avuti nel corso della sua storia millenaria) che giorno dopo giorno si vede spolpata delle sue piazze, negozi, appartamenti, servizi, e che si avvia ad essere data in pasto a più di 30 milioni di turisti.

E siamo all’oggi. Oggi cari Consiglieri Comunali dovrete decidere se vendere palazzi e altri edifici PUBBLICI all’industria turistica.

Detto per inciso “pubblici” significherebbe “della comunità”, non dell’amministrazione, né tanto meno di “questa” amministrazione, che come tale dovrebbe invece custodire e amministrare i beni pubblici e non venderli.
Attenzione però, perché questa decisione può rappresentare un punto di non ritorno nel processo di abbandono della vita civile dal centro storico di Venezia.

Perché non cerchiamo allora di evitare questo triste destino ad un luogo di cui il mondo intero ci invidia la magia e la storia? Perché rassegnarsi?

Vi chiedo pertanto una dimostrazione di … mi verrebbe da dire “di amore”, ma l’amore non si può chiedere. Vi chiedo allora una dimostrazione di  RISPETTO, questo sì è doveroso per questa città, per i suoi edifici e per la vita che ancora contengono. Ricordate?  “Enjoy, respect Venice”.

Vi chiedo, cari Consiglieri Comunali, come gesto di rispetto per Venezia, di NON VENDERE I NOSTRI BENI.

Perché una volta venduti non saranno mai più pubblici.

Perché se li venderete non verrete ricordati per aver ripianato il bilancio, ma per aver depauperato Venezia.

Perché vendere palazzi pubblici per farne alberghi non significa solo richiamare turisti, ma scacciare abitanti.

Perché conservare i beni pubblici significa dare a questa città meravigliosa la speranza di un destino diverso da quello di quartiere fantasma, di albergo diffuso, di città dei balocchi.

Cari Consiglieri, vi prego, fate che tra qualche anno non si senta chiedere: “a che ora chiude Venezia?”

Stefano Croce

(veneziano per scelta)

Foto: Dora Meo

Palazzo Poerio Dora Meo

Venezia Vuole Vivere – Breaking News

Iulia.JPG

Oggi 24 novembre 2017 alla “prima” della Fenice abbiamo voluto segnalare con un gesto silenzioso quanto eclatante e simbolico la minaccia incombente su una delle città più belle del mondo. Una città in cui il numero di posti letto ad uso turistico ha ormai superato quello dei residenti, scesi sotto la soglia dei 54.000, e dove anche i turisti si chiedono ormai come sia possibile mancare di rispetto a sè stessi e alla propria Storia in questo modo avvilente.

Il moto ondoso che sgretola le nostre rive e le fondamenta dei palazzi, l’inquinamento da motori diesel che intacca i nostri polmoni, i mezzi pubblici intasati, il precariato che caratterizza il mercato del lavoro, l’abusivismo e la difficoltà, ormai divenuta impossibilità, di trovare casa a Venezia sono tutti sintomi di uno stesso male che va curato alla radice prima che diventi insanabile.

Per spezzare il circolo vizioso di una monocultura che sta uccidendo ogni altra forma di vita cittadina chiediamo una moratoria immediata sulla vendita di beni pubblici e sull’apertura di nuovi alberghi e di esercizi legati alla ristorazione, nonché la definizione di una soglia di carico per grandi navi, lancioni gran turismo e presenze turistiche.

Questa è la richiesta più urgente del “Gruppo25aprile”, piattaforma civica e apartitica per la difesa di Venezia e della Sua Laguna, che dall’inizio dell’anno ha al suo attivo numerosi eventi a partire dal noto incontro pubblico del 20 gennaio all’Ateneo Veneto (20 proposte per Venezia), alla manifestazione “Mi No Vado Via”, il 2 luglio, con 2.000 persone in marcia dall’Arsenale a Riva degli Schiavoni, al cinema autofinanziato in campo San Polo (Yuppi Du, il 29 agosto) e alle altre iniziative di sensibilizzazione, rilanciate dai mass media, come il “PandAmonio” del 17 febbraio, “Un pesce d’aprile chiamato Sindaco” l’1 aprile, “the Road to Hothell” davanti alla canonica-albergo di Santa Fosca, il 23 settembre, e il corteo contro la svendita di palazzi pubblici il 21 novembre.

Quando centinaia o migliaia di cittadine e cittadini si mobilitano con questa frequenza, nonostante gli impegni di lavoro e familiari, significa che la soglia di guardia è stata superata e la politica tradizionale non ha più la capacità di dare risposte ai problemi reali delle persone.

Per ogni nuovo albergo che nasce, c’è un pezzo di Venezia che muore nell’indifferenza o con la complicità dell’amministrazione comunale in carica. Venezia vuole vivere, e con questo messaggio ci rivolgiamo a chiunque ami Venezia, senza distinzione di etnia, religione e orientamento politico.

L’attuale giunta comunale continua ad autorizzare migliaia di nuovi posti letto sui due lati del ponte, teorizza un futuro alberghiero anche per le isole come Murano e la Giudecca, che finora si erano salvate dallo spopolamento, escludendole dalla delibera sul blocco dei cambi di destinazione d’uso, che peraltro conosce mille deroghe e prosegue imperterrita sulla strada a senso unico di alienazioni e trasformazioni immobiliari che una volta realizzate sono irreversibili e si traducono nell’espulsione di residenti e artigiani.

La nostra richiesta è: fermate questa deriva e subito, oggi stesso, senza rinvii!

A lanciare questo SOS è una città ferita. Lo fa con queste modalità perché nessuno possa dire “non sapevo”, “non avevo capito”: chi non saprà cogliere l’urgenza di questo SOS si assume una responsabilità pesantissima.

Il “caso Venezia” richiede una svolta, un cambiamento di rotta immediato, e lo richiede adesso.

I portavoce:
Marco Gasparinetti
Nicoletta Frosini
Aline Cendon

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ftgrveneto%2Fvideos%2F2065044053729818%2F&show_text=1&width=560

La strana svendita di Palazzo Poerio Papadopoli

La lettura dell’Albo Pretorio ieri ci ha riservato una sopresa: l’offerta irrevocabile di acquisto “per persona da nominare” di un misterioso acquirente che in data 23 ottobre aveva già “indovinato” il nuovo valore di stima, rivisto al ribasso con delibera di Giunta 261 dell’8 novembre che comporta variazione di bilancio al ribasso con una minusvalenza di alcuni milioni di euro per le casse comunali.

Chi sarà mai questo Frate Indovino?

Le anomalie della vicenda non finiscono qui, perché la stampa locale in data 8 novembre parlava di un incarico affidato ad Insula (partecipata comunale) finalizzato a “contare le camere” e rivedere la stima precedente (14 milioni) in vista di una possibile trasformazione alberghiera del bene pubblico che, in quella posizione strategica e con quei flussi turistici a due passi, aumenta ovviamente (piuttosto che diminuire) il valore commerciale del bene che si intende alienare.

Il misterioso Mister X a quanto pare dispone di una sfera di cristallo, se il 23 ottobre già depositava offerta irrevocabile di acquisto, prontamente recepita con determina dirigenziale 1724 del 16 novembre, che nelle motivazioni si esprime così: “considerato che il prezzo offerto è superiore al valore attribuito all’immobile da parte della Giunta Comunale” con la citata delibera dell’8 novembre”.

Il fatto è che Mister X ha semplicemente o casualmente “arrotondato” quella cifra, che a quanto pare gli era nota (a lui e soltanto a lui) due settimane prima che la Giunta ne deliberasse la congruità. Quando si dice il destino.. e Insula allora cosa ha contato a fare, se i giochi erano già fatti? Gazzettino 8 novembre:

8 nov 17 Poerio

Per i motivi qui sommariamente riassunti, e con riserva di produrre elementi indiziari ulteriori:

I) Al Consiglio comunale che il 30 novembre dovrà approvare la variazione di bilancio chiediamo di valutare quanto segue.

  1. Nel presentare la variante urbanistica riguardante il bene, in data 16 novembre, la Giunta comunale ha omesso di informare i consiglieri comunali sull’esistenza di un’offerta irrevocabile di acquisto e di una determina dirigenziale già precotta (1862 del 15 novembre, firmata il giorno successivo) che permetterà a Mister X di mettere le mani sull’immobile in assenza di rilanci entro il 15 dicembre. Anzi, per scoraggiare ogni possibile dibattito sulla medesima, il Presidente del Consiglio comunale pro tempore ha affermato “qui non c’è niente da discutere“. Interessante, alla luce di quanto emerso il giorno dopo in Albo Pretorio.
  2. La determina dirigenziale di vendita del bene immobile, datata 16 novembre, dispone la pubblicazione a spese del contribuente (impegnando a tal fine la somma di 5.500 euro) di un avviso pubblico di vendita prima ancora che il Consiglio comunale abbia approvato la variazione di bilancio – che per le casse comunali comporta una minusvalenza rispetto al bilancio di previsione dove l’alienazione era stata iscritta per un importo di 14 milioni – e permette “di aggiudicare Palazzo Poerio Papadopoli all’offerente iniziale” (Mister X)  con uno sconto superiore a 3 milioni, a meno che qualche coraggioso concorrente non osi mettersi di traverso presentando un’offerta migliore.
  3. A questo proposito segnaliamo che nel medesimo luogo l’anno scorso con modalità analoghe è stata venduta la Casa del Custode dei Giardini Papadopoli, senza rilanci di sorta : il procedimento ferragostano “ad evidenza pubblica” si è concluso aggiudicando il bene all’offerente iniziale, senza che nessuno si azzardasse a “disturbare i manovratori”.

II) All’amministrazione comunale chiederemo con formale DIFFIDA:

di SOSPENDERE IN AUTOTUTELA la pubblicazione dell’avviso pubblico di vendita, al fine di evitare il rischio di un danno erariale ulteriore rispetto a quello qui ipotizzato.

III) Nel ribadire la nostra contrarietà alla svendita di beni pubblici, a maggior ragione quando si realizza con modalità non cristalline, ci riserviamo di segnalare questa ed altre anomalie alla Corte dei Conti competente per territorio, affinché possa valutarle sotto il profilo dell’eventuale danno erariale.

Il Gruppo25aprile

Venezia, 18 novembre ’17

 

Abuso (edilizio) in canonica: il Comune ordina la sospensione dei lavori

Venezia, 4 ottobre ’17

Il gruppo25aprile comunica che, a seguito del sopralluogo effettuato all’interno della canonica di Santa Fosca dagli uffici comunali competenti, il Comune ha emesso l’allegata ordinanza di sospensione dei lavori, svolti “in assenza dei titolo edilizio” e quindi definibili come abuso edilizio.

In particolare, l’ispezione ha accertato “opere di demolizione murature interne” e smentisce le rassicurazioni secondo cui “nessun abuso edilizio” era stato commesso nei luoghi oggetto della nostra segnalazione.

L’ordinanza è stata infatti adottata in base all’articolo 27 del Testo Unico in materia edilizia (comma 3) nella parte in cui dispone che: “qualora sia constatata, dai competenti uffici comunali d’ufficio o su denuncia dei cittadini, l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità di cui al comma 1, il dirigente o il responsabile dell’ufficio, ordina l’immediata sospensione dei lavori”.

Nel ribadire la nostra fiducia nell’operato della Pubblica amministrazione e degli organi preposti agli accertamenti, riteniamo doveroso ringraziare gli uffici comunali per la tempestività, l’efficienza  e l’imparzialità degli accertamenti svolti e del provvedimento che ne è conseguito.

Al Patriarcato, proprietario della canonica, spetta ogni decisione sulla prosecuzione del rapporto contrattuale con l’inquilino (albergo) responsabile dell’abuso, ferme restando le vie di ricorso che al medesimo spettano per legge nel caso in cui decida di impugnare l’ordinanza. Il nostro auspicio è una pausa di riflessione che sia anche e soprattutto occasione per ripensare la destinazione dei luoghi, prendendo in considerazione soluzioni diverse rispetto a quelle fin qui prospettate.

 

Santa Fosca, lettera aperta al Patriarca

Al Patriarca di Venezia

Sua Eccellenza Monsignor Francesco Moraglia,

La canonica di Santa Fosca ceduta in affitto a un albergo (come già il campanile) è una vicenda su cui “fare chiarezza” è interesse comune dei cittadini e anche del Patriarcato, la cui limpidezza di intenti non è mai stata messa in  dubbio.

Salvo errore inescusabile di trascrizione, il nome storico della parrocchia è “Santa Fosca” e non “Santa Foschia” con accento tonico sulla “i”. Unico scopo di questa lettera è permettere a tutte le parti interessate di dissipare i dubbi dei fedeli sui contenuti di un accordo che lo stesso periodico della Curia veneziana (Gente Veneta) ha definito “singolare”, pur rivendicandone la convenienza economica. Se questo è il parametro di riferimento e di giudizio, approfondire la questione non è irriverente ma conseguenza logica della premessa.

30 settembre foto canonica

La replica affidata dall’albergo ai quotidiani tramite i suoi legali solleva alcuni dubbi e interrogativi, che verranno qui riassunti. Su questi interrogativi è lecito sperare che le risposte siano cristalline, in linea con l’incoraggiante affermazione dei legali dell’albergo secondo cui “l’accordo siglato dall’Hotel Tintoretto è trasparente”. Se cosí è, quelle che seguono sono domande facili a cui sarà agevole dare risposta:

  1. Secondo i legali dell’hotel, la “contropartita” per l’affitto della canonica è il restauro della vicina chiesa di Santa Fosca, ora definito come “messa in sicurezza” mentre il comunicato ufficiale del Patriarcato (19 settembre) parlava di “ristrutturazione“. Se questa è la contropartita, che in diritto civile viene definita come “sinallagma delle prestazioni”, è lecito chiedere che vengano resi noti i termini dell’accordo e in particolare: l’importo a carico dall’albergatore, la data di inizio dei lavori e quella entro cui presumibilmente la chiesa verrà riaperta al pubblico: il comunicato affidato a Gente Veneta dice infatti testualmente: “l’immobile da circa un anno è stato dato in affitto al vicino hotel Tintoretto che, nell’ambito dell’accordo siglato, si occuperà anche della ristrutturazione dell’adiacente chiesa di Santa Fosca che necessitava di alcuni significativi interventi e potrà ritornare così pienamente disponibile”.
  2. In caso di inadempimento contrattuale, il codice civile prevede la possibile risoluzione del contratto. Ringraziamo quindi i legali dell’albergo per avere aperto nuovi orizzonti di discussione, essendo evidente che in caso di alterazione del sinallagma delle prestazioni (semplice “messa in sicurezza” o ristrutturazione?) i fedeli potrebbero chiedersi se la cessione dalla canonica con contratto di affitto 9+9 non possa realizzarsi a condizioni migliori che ne preservino la funzione abitativa. L’azione in risoluzione spetta ovviamente alla parte a danno della quale si è verificato l’eventuale inadempimento (il Patriarcato) e in questa sede – in assenza di un progetto di restauro o anche soltanto di segni visibili di inizio lavori ad un anno di distanza dalla consegna dell’immobile (!) – ci si limita a segnalarne l’ipotetica configurabilità.
  3. Se l’ipotesi di cui sopra è destituita di fondamento, la domanda di riserva che sorge spontanea è: posto che il progetto di restauro della chiesa viene definito come “contropartita”, perché non renderlo pubblico? Quella chiesa è patrimonio monumentale e sentimentale di noi tutti. La nota dei legali dell’albergo parla di un accordo “trasparente”, e se è tale non dovrebbero esserci problemi a renderlo pubblico, altrimenti che trasparenza sarebbe? Stiamo parlando di un luogo di culto la cui riapertura al pubblico riveste indubbiamente un interesse pubblico, senza nulla togliere alla natura privatistica delle pattuizioni intervenute. Sta di fatto che mentre i lavori all’interno della canonica (fonte di reddito potenziale) sembrano procedere a ritmo serrato, della ristrutturazione o messa in sicurezza della chiesa non è finora trapelata alcuna notizia, né sulla data di inizio dei lavori né su quella pattuita o anche soltanto prevista per la sua riapertura al pubblico.
  4. Cambio di destinazione d’uso: la questione non si pone soltanto sul piano del diritto amministrativo. In diritto canonico, la trasformazione di una canonica in altra cosa è, a prescindere da ogni considerazione urbanistica, un atto di straordinaria amministrazione che richiede il rispetto di formalità ben precise, quali ad esempio il parere obbligatorio del Consiglio diocesano degli affari economici. Tale parere è stato acquisito, nel caso di specie? In caso affermativo è possibile conoscerne i termini essenziali? Quest’ultima domanda ovviamente non è rivolta a Lei, che ha ben altre responsabilità pastorali come Padre della Chiesa veneziana e in quanto tale non può occuparsi di queste cose, ma a chi nella gerarchia ecclesiastica ha seguito l’iter procedurale e potrà agevolmente rintracciare l’atto.

Suo devoto,

Paolo Sarpi

Venezia, 30 settembre 2017

 

Colazione da Tiffany, anzi in Canonica

Una canonica che da casa diventa albergo, il campanile di Santa Fosca adibito a magazzino dell’albergo: mentre la chiesa è chiusa al pubblico, tutto ciò che la circonda è a disposizione di un singolo albergatore.

Gazzettino 24 settembre 17

La versione ufficiale era che le trasformazioni edilizie avrebbero seguito l’iter procedurale (autorizzazioni richieste e indispensabili in questi casi, a partire dal cambio di destinazione d’uso). Che dire di queste foto inedite, che documentano come fra i due edifici è già stata realizzata un’apertura per metterli in comunicazione permettendo ai clienti dell’hotel di fare colazione in canonica?

Abuso 1

La nostra mobilitazione lampo di ieri ha avuto grande eco sui giornali in edicola oggi, e sul TG regionale di ieri:

 

Le prove di quanto affermiamo vogliamo ora metterle a disposizione di tutti, perché tutti possano farsi un’idea. In attesa dei permessi e delle autorizzazioni necessarie, il primo piano della canonica si presenta così come lo vedete in queste foto.

Agli uffici competenti chiediamo di verificare se è tutto a posto, perché ai “comuni mortali” a Venezia vengono richieste lunghe e faticose trafile burocratiche, prima di poter effettuare modifiche anche minime, e ci dispiacerebe pensare che in questo caso ci siano (o ci siano stati) trattamenti di favore, magari legati alla circostanza che l’albergatore affittuario dei luoghi siede nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Veneziana Albergatori (AVA).

A proposito, l’AVA cosa ne pensa? Di questa vicenda si parlerà ancora, nei prossimi giorni, e considerato il grande peso economico della categoria in una città come Venezia, siamo sinceramente interessati a conoscere la sua posizione – oltre che aperti al dialogo per una migliore comprensione dei punti di vista rispettivi.

#MiNoVadoVia (titolo della manifestazione del 2 luglio) non era soltanto uno slogan: è una filosofia di vita e un impegno con la Città, che noi intendiamo onorare.

Continueremo a batterci perché a Venezia esistanto anche spazi per la residenzialità, che i turisti più colti e sensibili del resto dimostrano di apprezzare e ieri ne abbiamo avuto la conferma.

Altrettanta sensibilità chiediamo all’associazione di categoria e al Patriarcato che, pur non avendo più la disponibilità dei luoghi affittati, ne conserva la proprietà.

Navigazione articolo