Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per il tag “airbnb”

AVVISO ai turisti, e ai residenti

  1. Avviso ai TURISTI:

Questa NON è “lotta di classe”: siamo tutti turisti e siamo tutti residenti, a seconda dei periodi dell’anno. Quello che conta è il senso civico che ci portiamo dietro, con o senza bagaglio.

Ai turisti in visita a VENEZIA diciamo cordialmente: nelle vostre città di provenienza, siete RESIDENTI anche voi, giusto? E se non trovaste più casa per voi o per i vostri figli come succede a noi, sareste preoccupati quanto noi. Se ancora non conoscete la situazione, sappiate che la Municipalità di Venezia sta perdendo 1.000 abitanti all’anno e la popolazione rimasta nei sestieri è scesa al di sotto delle 48.000 unità, che diventano 54.000 con la Giudecca e 62.000 contando anche Murano, Burano e le isole minori. In larga misura, questo è dovuto alla carenza di alloggi che sempre più spesso vengono adibiti a destinazione turistica più o meno regolare.

I residenti nella città d’acqua erano esattamente il triplo, pochi decenni fa. Ieri sera ne ha parlato anche la televisione svedese, con questo documentario andato in onda all’ora di punta sul primo canale:

https://www.svtplay.se/video/13956912/kultur-i-farozonen/kultur-i-farozonen-sasong-4-avsnitt-6?start=auto

A voi che alloggerete a Venezia chiediamo soltanto un minuto di tempo per leggere le informazioni che seguono. Il Comune di Venezia ha oggi inaugurato questa mappa in cui troverete le stutture ricettive presenti nei nostri sestieri e nelle isole:

http://geoportale.comune.venezia.it/Html5Viewer/index.html?viewer=IDS.IDS&LOCALE=IT-it

Se la struttura ricettiva in cui volete alloggiare appare soltanto su portali tipo “airbnb” ma NON in questa mappa, fatevi qualche domanda e fatela al gestore, prima di rendervi complici inconsapevoli di un’evasione fiscale che per i veneziani significa anche e soprattutto sottrazione ABUSIVA dei pochi spazi rimasti per la residenzialità.

2. Avviso ai RESIDENTI:

Vi è spuntata una nuova struttura ricettiva sotto casa, o al piano di sopra, e volete sapere se la struttura è “nota” all’ufficio tributi come dovrebbe? Cliccate su questa mappa interattiva, che con lo “zoom” permette di localizzare le strutture ricettive calle per calle, e nei casi dubbi permette anche di inviare segnalazioni “che verranno rapidamente verificate dall’Amministrazione Comunale”.

http://geoportale.comune.venezia.it/Html5Viewer/index.html?viewer=IDS.IDS&LOCALE=IT-it

Non è un invito alla delazione, ma al senso civico e al buon senso di chi leggendo questa pagina deciderà di mettersi in regola prima di incorrere nelle sanzioni (anche penali) inerenti al mancato versamento dell’imposta di soggiorno – oppure, come speriamo, a reimmettere l’immobile sul mercato delle locazioni di lungo periodo.

http://iltirreno.gelocal.it/montecatini/cronaca/2017/04/08/news/albergatore-condannato-per-la-tassa-non-versata-1.15164806

3. Al Comune di Venezia

ribadiamo la nostra richiesta di rimodulare la TARI, che è di stretta competenza comunale, al fine di incentivare per l’appunto le prime case e le locazioni di lungo periodo rispetto a quelle turistiche – richiesta già formulata in occasione dell’incontro finale nei sestieri di #Veneziamiofuturo, che si è tenuto nell’aula magna dell’Ateneo Veneto il 20 gennaio di quest’anno:

https://gruppo25aprile.org/?s=20+proposte

Buona stagione turistica a tutti – a Venezia come sappiamo dura 11 mesi all’anno, ed è anche questo che ci ha spinto a rubarvi qualche minuto del vostro tempo.

Una campagna di informazione firmata:

Gruppo25Aprile

e

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

2-julio-svizzera

La foto del giorno: 18 maggio 2016, da New Orleans a Venezia

Foto: Claudio Moretti

18maggio2016 BB

“Caro turista,

benvenuto a Venezia, speriamo avrai un’esperienza da sballo in mezzo a tutta questa bellezza e monumenti.
Sei anche fortunato ad essere parte dell’ultima generazione che può godere di questa cultura di piú di mille anni sopravvissuta a guerre, pestilenze, carestie e disastri naturali.
Perchè diciamo “ultima generazione che potrá godersi questo?”
Ebbene…stai soggiornando in un affitto a breve termine come Airbnb e siti Internet simili?
Se è cosí allora sei diretto responsabile del dislocamento e della sparizione dei residenti che sono il cuore e l’anima di questa cittá, grazie ad Airbnb e siti simili che permettono di affittare per tutto l’anno interi appartamenti.
Il tuo sorridente padrone di casa di questi giorni ha deciso di unirsi alla folla di veneziani che stanno contribuendo alla desertificazione della cittá.
Sempre piú case ogni giorno vengono acquistate da speculatori senza cuore per il mercato turistico e in questo modo i prezzi per le case e l’affitto ai residenti sono diventati insostenibili forzando gli abitanti a trasferirsi fuori cittá.
Finchè non ci sará una legge che obbliga i proprietari a limitare per poche settimane all’anno l’affitto turistico di intere case, il mercato butterá fuori gli abitanti dalla cittá lasciando alla prossima generazione solo un guscio vuoto da visitare.
E questa, caro turista, è una maledetta vergogna.
Goditi il soggiorno nelle nostre ex case.”

Traduzione: Yamada Hanako

NdR il manifesto apparso oggi sui muri di Venezia, non firmato, trae ispirazione da quelli apparsi sui muri di New Orleans dove la campagna è nata:

Avvertenza: il fatto di ospitare sulla nostra pagina la foto del manifesto anonimo comparso oggi sui muri di Venezia non significa “rivendicarne la paternità”, per il semplice motivo che questo gruppo ha sempre firmato le sue iniziative, anche nelle circostanze più rischiose (la “beffa della Fenice”) e il suo portavoce se ne è sempre assunto ogni responsabilità a nome di tutti. La tematica affrontata nel manifesto ci è cara e, anche se non è opera nostra, pubblicarlo e tradurlo fa parte del nostro diritto di cronaca.

Un’iniziativa che appoggiamo ufficialmente, come gruppo25aprile, è invece la petizione contro i cambi di destinazione d’uso, che ha già raccolto 1.500 firme:

https://www.change.org/p/comune-di-venezia-salviamo-venezia?recruiter=540177413&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_facebook_responsive&utm_term=mob-md-no_src-custom_msg&recuruit_context=fb_share_mention_control&fb_ref=Default

Firmatela anche voi, se avete a cuore le sorti di questa città: diversamente dalle locazioni di breve durata, i cambi di destinazione d’uso sono irreversibili e le case che diventano alberghi non torneranno mai più ad essere case, per le trasformazioni che subiscono e per la plusvalenza realizzata dal proprietario con la destinazione alberghiera, che a Venezia è mediamente pari al quintuplo del prezzo di partenza.

Il portavoce (Marco Gasparinetti)

Bilancio comunale, capitolo II°: Operazione San Martino, #ForaiGolosessi!

Bilancio2015

Coincidenza ha voluto che l’articolo sui “conti in tasca al Comune” (di cui riparleremo fra poco) sia apparso sul Gazzettino oggi 11 novembre: festa di San Martino patrono di Burano e anche (come tutti i veneziani sanno) giorno in cui da bambini abbiamo percorso calli ancora affollate di calore umano, armati di pentole e pignatte con cui fare un gran chiasso all’entrata dei negozi e ricavarne in cambio “golosessi”: dolci e caramelle che ci venivano offerti per farci tacere, in un gioco delle parti che si ripete ogni anno da tempo immemorabile. Cosa c’entra San Martino con il bilancio comunale, e con l’operazione che stiamo per lanciare? Lo scoprirete fra poco, ma andiamo per ordine.

Dagli anni in cui eravamo bambini, Venezia ha visto dimezzare i suoi residenti: il Gruppo25aprile è composto da centinaia di persone di ogni età, calcolarne la media anagrafica esatta è difficile ma i meno giovani fra noi direbbero che ne ha perso i due terzi; bambini di conseguenza ce ne sono sempre meno, ma la tradizione ancora sopravvive come in questa foto odierna che prendiamo in prestito dai ragazzi di Cerchidonda:

SanMartinoCerchidonda

Se Venezia ha perso tanti residenti in questi decenni, non è per un sortilegio malefico ma per una serie di motivi che poco hanno a che vedere con la stregoneria e molto con le leggi del “mercato” (prima fra tutte quella della domanda e dell’offerta, di case e di lavoro qualificato) a cui le giunte comunali in carica negli ultimi anni non hanno saputo o voluto abbinare nessuno di quei contrappesi o “correttivi” di cui le democrazie liberali avanzate offrono invece innumerevoli esempi: lo Sherman Act del 1890, padre di tutte le leggi antitrust, non è una creazione bolscevica ma anglosassone, così come molti degli esempi a cui avremmo potuto ispirarci per tutelare la residenza controbilanciando in qualche modo la spinta verso la monocultura turistica, ad esempio incentivando chi ancora affitta ai residenti e/o incoraggiando attività economiche non legate al turismo e/o regolamentando un settore che è cresciuto in modo tanto anarchico quanto la speculazione edilizia di Mestre qualche decennio prima:

dai 96 Bed and Breakfast (novantasei) registrati nell’anno 2000, siamo passati ai 3.128 B&B pubblicizzati dal portale “airbnb.com” a Venezia (fonte: Reset) che ha portato ItaliaNostra a stimarne un numero totale pari a 6.000 circa (fonte: ItaliaNostra, “Proposte per Venezia”). Da 96 a 3.128 (o 6.000), in meno di 15 anni. Opzioni disponibili per i veneziani rimasti: A) rassegnarsi a preparare le valige, se la tendenza non viene arrestata; B) interrogarsi su cause e rimedi, rilanciando quei dati che da agosto sono già noti e mettendoli in relazione con alcuni fatti nuovi che sono emersi proprio oggi.

Se di sortilegio dovesse trattarsi (tutti colpevoli, nessun colpevole), niente di meglio che San Martino per scongiurarlo, armandoci anche noi di pentole e pignatte finché non avremo spezzato l’incantesimo malefico. Se invece si tratta di un’evoluzione la cui matrice è umana e politica, pentole e pignatte virtuali (con tutti i canali di cui disponiamo come gruppo, e sperando che altri rilancino l’appello) potrebbero essere la cosa giusta da fare finché non verremo ascoltati da chi ha il dovere di farlo.

In uno splendido editoriale intitolato “Venezia, tutta un bed&breakfast”, Guido Moltedo il 25 agosto dava conto dell’indagine internazionale avviata da Reset Venezia (quella sui 3.128 B&B sopra citati) e concludeva il suo editoriale con questo invito:

sulla scorta dei suoi dati, non solo il sindaco, sono soprattutto i cittadini veneziani, associazioni e forze politiche di Venezia chiamati a rilanciare il dibattito sul turismo, sapendo, ora, che si è sulla soglia del non ritorno“.

L’editoriale era questo, ed è quello che ci ha spinto a raccogliere il testimone:

http://ytali.com/2015/08/24/venezia-tutta-un-bedbreakfast-i-dati-di-unindagine-internazionale/

Reset-Venezia a sua volta scriveva che:

L’intenzione di approcciare le problematiche in modo innovativo e senza pregiudizi avanzata dalla nuova Amministrazione, fa sperare che i dati e le rilevazioni siano utilizzati come strumenti efficaci per analizzare i temi legati all’ospitalità. L’operazione verità, come la chiama il neo-eletto sindaco Luigi Brugnaro, deve essere totale premiando chi fa impresa in modo onesto e colpendo soprattutto nei confronti di quella vasta fascia di venezianissimi ipocriti che lamentano pubblicamente degrado e disservizi salvo poi cedere in privato al guadagno massiccio e cinico che distrugge gli stessi luoghi che generano valore”.

Pronti per l’operazione verità? Armiamoci di pentole e pignatte, allora, come in questa foto del FAI Giovani Venezia, che il 28 novembre festeggerà il suo compleanno.. prova che non tutto è perduto, in questa città unica al mondo:

SanMartinoFAIgiovaniVenezia

Fatti nuovi, quali sono? A seguito delle rivelazioni di cui sopra, il 25 agosto i giornali titolavano: “Ca Farsetti perde tre milioni di tassa di soggiorno”. Sottotitolo: “B&B, Zuin chiede una relazione”. L’avrà ricevuta? Non lo sappiamo ma qualche dubbio è lecito nutrirlo leggendo l’articolo pubblicato oggi (quello che abbiamo riprodotto in cima a questo editoriale). Cosa dice l’articolo? Dice che gli incassi dell’imposta di soggiorno si aggirano sui 27 milioni di euro, in una città che l’anno scorso ha superato la soglia dei 30 milioni di turisti (fonte: ItaliaNostra). Media procapite: 0,9 euro, da raffrontare con i costi diretti e indiretti che Venezia sopporta per reggerne l’urto, e pur considerando che l’imposta di soggiorno si applica soltanto al turismo “stanziale”, con esenzioni varie e numerose fra cui quella per chi pernotta su una nave da crociera.

Nonostante le esenzioni varie, i conti non tornano:  l’imposta di soggiorno è pari a 1 euro per stella e per notte nel caso degli alberghi, che sicuramente la pagano essendo i più controllati; per le unità abitative ammobiliate ad uso turistico è pari a 2,5 euro per persona e per notte, idem per gli affittacamere e i “residence” turistici, ma 3 euro a notte per persona è l’imposta che andrebbe (il condizionale è d’obbligo) pagata dai B&B in alta stagione, ove per “alta stagione” si intende il periodo 1 febbraio – 31 dicembre: undici mesi all’anno. Quanti sono i B&B e quanti posti letto offrono sul mercato, a Venezia? Della risposta alla prima domanda abbiamo già detto, la risposta alla seconda non la conosce ovviamente nessuno perché il condizionale di cui sopra si riferisce in primo luogo ai B&B abusivi, che evadono anche la tassa sui rifiuti.. eppure è proprio partendo dai rifiuti che si potrebbero “stanare”, prendendo due piccioni con una fava (imposta di soggiorno e tassa rifiuti): allo stato attuale, il trattamento di quei rifiuti lo paghiamo noi anche per loro. Rifiuti in calle (spesso sulle porte altrui, anche di domenica) e consumi idrici, entrambi verificabili con facilità dalla Veritas che è una partecipata comunale. Che Venezia pulluli di B&B abusivi è sotto gli occhi di tutti, e qualcuno ogni tanto si fa anche pizzicare:

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/52247

Quanti sono i gestori che non pagano tassa di soggiorno o la pagano solo in parte? Risposte certe non ne abbiamo e non sta a noi cercarne le prove, ma l’editoriale già citato stima in 15.000 i posti letto offerti “solo in centro storico” (terraferma e isole escluse). Nel rilanciare l’appello di quell’editoriale di Guido Moltedo, aggiungiamo i dati raccolti da Italia Nostra (basati sul già citato Annuario del Turismo): l’annuario del turismo edito dal Comune, registra 1.847.000 pernottamenti in B&B e altre strutture ricettive non alberghiere, pari a 5.062 presenze medie giornaliere. 5.062 contro un’offerta di 15.000 posti letto? Tutto è possibile ma certe incongruenze si possono verificare, nel modo sopra indicato.

Il fatto stesso di effettuare qualche verifica renderebbe meno “conveniente” un certo tipo di comportamento rispetto ad altri più virtuosi e pesantemente tassati, che contribuiscono invece a mantenere a Venezia quel minimo di tessuto sociale che è il miglior argine contro la microcriminalità, la miglior garanzia di un bilancio comunale in equilibrio (con l’allargamento della base imponibile) e anche, per quel che ci riguarda, la ragion d’essere del Gruppo25Aprile.

Qualche domanda per concludere, ben sapendo di non essere i primi a sollevare il problema:

  1. Qual’è la soglia massima di turisti che Venezia può ragionevolmente accogliere dignitosamente, senza correre il rischio di segare il ramo su cui è seduta facendo scappare a gambe levate quel turismo di qualità che a Venezia cerca qualcosa di diverso da un’ammucchiata informe di greggi al pascolo e vaporetti stracolmi?
  2. Se è vero che molti operatori traggono benefici diretti e indiretti dalle presenze turisctiche, è giusto che a sopportarne i costi e i disagi sia soprattutto chi di turismo non vive, ma con cure quotidiane e manutenzioni periodiche rende la città più bella e vivibile per tutti? Si pensi al costo della raccolta rifiuti, che a Venezia è incomparabilmente più elevato rispetto a qualunque altra città italiana. Tutto a carico dei residenti, senza che sia prevista alcuna forma di compensazione.
  3. Considerate le difficoltà del bilancio comunale, perché non si cerca di ricuperare quei 3 milioni di euro stimati (per difetto) già nel mese di agosto? Per paura di “perdere voti”? Se partissimo dai B&B abusivi sarebbe già un ottimo inizio, e non è detto che siano “voti persi”: molti di quei gestori abusivi non vanno nemmeno a votare, perché non ne hanno diritto (cittadini asiatici) o perché troppo indaffarati a “fottere” il prossimo, credendosi furbi.

Avanti fioi, tre milioni di “golosessi”! Dobbiamo metter mano a pignatte e pentole anche domani? Mettere pentole e pignatte come foto di profilo su facebook? Ditecelo voi..

Un’ultima considerazione, rivolta all’assessore al Bilancio che aveva chiesto quella relazione il 25 agosto sull’onda delle prime rivelazioni (“Ca Farsetti perde tre milioni di tassa di soggiorno”): NON occuparsi di un fenomeno di evasione tanto generalizzato quanto evidente equivale a creare un danno erariale. Vogliamo cominciare a occuparcene tramite gli uffici comunali preposti, anziché aumentare altre imposte o tagliare servizi essenziali? Magari sarebbe anche un modo per arrestare la corsa ai B&B abusivi, che tolgono a noi la possibilità di cercare casa a Venezia quando saremo grandi e avremo la “morosa” o il moroso.

Saluti cordiali,

i “putei” e le putee de Venessia.

SanMartinoBartFoto Roberto “Bart” Scarpa, 11 novembre 2015

La mappa dei B&B pubblicata da Reset il 23 agosto:

http://insideairbnb.com/venice/

L’articolo di Reset:

http://resetvenezia.it/2015/08/23/affitti-turistici-a-venezia-una-economia-da-far-emergere-e-regolamentare/

L’articolo di ItaliaNostra sui 30 milioni di turisti:

http://www.italianostravenezia.org/2015/09/29/il-comune-ci-da-ragione-sono-proprio-30-milioni/

..e quello della Nuova Venezia che riprende il medesimo dato:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/29/news/trenta-milioni-di-turisti-boom-di-alloggi-privati-1.12175323?ref=hfnvveel-1

Fonti normative:

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/57877

Articolo 6: il gestore della struttura ricettiva dichiara al Comune di Venezia, entro quindici giorni dalla fine di ciascun trimestre solare, il numero di pernottamenti imponibili ed il numero di quelli esenti relativi all’ultimo trimestre.
2. La dichiarazione è trasmessa esclusivamente per via telematica mediante procedure informatiche definite dall’Amministrazione Comunale.
3. Il gestore della struttura ricettiva ha l’obbligo di informare il soggetto passivo dell’ imposta dell’obbligo tributario, del suo importo e dei termini e modalità per assolverlo nonché di richiedere il pagamento dell’imposta entro il periodo di soggiorno di ciascun ospite. 4. Nel caso in cui il soggetto passivo dell’ imposta rifiuti il pagamento, il gestore della struttura ricettiva è tenuto a far compilare apposito modulo di rifiuto al soggetto passivo e a trasmetterlo tempestivamente all’Amministrazione Comunale.
5. Il gestore della struttura ricettiva , in qualità di agente contabile, è tenuto alla presentazione al Comune di Venezia del conto della gestione secondo le modalità previste dalla legislazione vigente.

Articolo 9 comma 2: “Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria pari al trenta per cento dell’importo non versato, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n.471 del 1997. Al procedimento di irrogazione della sanzione di cui al presente comma si applicano, altresì, le disposizioni di cui all’articolo 6 del decreto legislativo n.472 del 1997”

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/47863

a cura di: Marco Gasparinetti

 

 

 

 

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