Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#ElezioniVenezia2020”

Elezioni Venezia 2020 – capitolo 3: il masso e le formiche

All’ombra di una quercia secolare, c’era una volta un bellissimo formicaio che brulicava di vita, con le sue formiche soldato e le formiche operaie, le sue gallerie e i suoi cunicoli – invisibili dall’esterno ma funzionali e perfettamente efficienti come vie di trasporto e di comunicazione.

Nel formicaio il cibo era sempre abbondante e la vita scorreva piacevole nonostante gli inevitabili incidenti di percorso: in passato era successo che qualche formica birichina si appropriasse delle provviste destinate al bene comune, sottraendole con la complicità di qualche formica soldato, ma i casi erano stati risolti con l’espulsione dei reprobi dalla comunità.

Un giorno, inaspettatamente, dalla montagna sovrastante si formò una valanga e sul formicaio piombò un enorme masso di uno strano colore.

Nel giro di pochi minuti, saltarono tutte le regole e le vie di comunicazione, le formiche sopravvissute alla strage cominciarono a correre in tutte le direzioni e presto apparve chiaro che la catastrofe era irreparabile: le superstiti avrebbero dovuto costruirsi una nuova dimora.

Fu a quel punto che le formichine spaesate cominciarono a litigare: al posto della regina scomparsa sotto le macerie, qualcuno proponeva di importarne una da Conegliano o da Pordenone, altre di organizzare un concorso di forza o di bellezza per scegliere quella nuova, altre ancora si misero una buffa corona in testa da sole, senza avere la statura necessaria per svolgere quel ruolo.

La cacofonia era totale, con assemblee interminabili e inconcludenti in cui gli uni urlavano “candidiamo un programma”, gli altri “mi candido io”, e altri ancora discettavano sul sesso della futura regina dicendo “stavolta vogliamo un re”.

Nelle settimane trascorse a discutere e filosofare, del nuovo formicaio non si erano ancora poste le fondamenta quando sull’ennesima assemblea delle formichine si profilò un’ombra minacciosa: quella di un formichiere.

E nuovamente fu un “fuggi fuggi” disordinato e scomposto: molte formichine divennero pasto per la famelica creatura, alcune perirono travolte dalle correnti nel torrente dove si erano gettate senza saper nuotare, altre più veloci si rifugiarono sotto a quel masso che aveva distrutto il loro formicaio.

Quello strano masso era di color fucsia, e a gettarlo era stato proprio lo scaltro formichiere.

Qualcuno lamenterà che in questa fiaba manca il lieto fine? In verità vi dico che – ma non ditelo in giro! – questo è soltanto un invito a riflettere ed approfondire, magari anche prendendo spunto dalle tecniche di una particolare specie di formiche: la “Solenopsis Invicta”.

Due link per chi volesse approfondire:

https://www.focus.it/ambiente/animali/le-formiche-di-fuoco-collaborano-per-sopravvivere-alle-acque-290411-31344

https://youmedia.fanpage.it/video/ag/V9vQNOSwTDJFu74W

Gasp!

Elezioni Venezia 2020 – Avviso ai nostri concittadini europei

Avviso ai nostri concittadini di nazionalità UE

Aiutarci a scegliere il prossimo sindaco di Venezia, votando alle prossime elezioni comunali è un vostro diritto, sancito dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (articolo 22).

Diversamente da quanto accade in altri paesi europei, il diritto di voto dei cittadini UE residenti in Italia non è tuttavia automatico, ma spetta soltanto a chi si è iscritto in tempo utile alle cosiddette “liste aggiuntive”.

Non tutti sanno che “in tempo utile” significa almeno 40 giorni prima delle elezioni. Considerando che la data delle prossime elezioni comunali non è ancora stata fissata, ma per legge deve essere una data compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno, il nostro consiglio è di procedere con l’iscrizione subito, o comunque il prima possibile!

Come fare?

La procedura è molto semplice: basta compilare una domanda in carta semplice (senza marche da bollo) il cui fac-simile è scaricabile a questo indirizzo:

https://www.comune.venezia.it/sites/comune.venezia.it/files/page/files/modulo%20iscrizione%20liste%20aggiunte%20amm.ve_.pdf

Una volta compilato e firmato il modulo, vi basterà allegare il vostro documento di identità e presentare la domanda con le modalità indicate nel modulo stesso. A quel punto riceverete la tessera elettorale che vi permette di esercitare il vostro diritto di voto.

#ElezioniComunaliVenezia 2020

passport

Siete cittadini UE, residenti a Venezia, e il futuro di questa città sta a cuore anche a voi?

Fate in modo che quel diritto non rimanga soltanto sulla carta, esercitatelo!

Pagina a cura di: Marco Gasparinetti

Fonti normative:

art. 1 del Decreto Legislativo del 12 aprile 1996, n° 197, attuativo della Direttiva 94/80/CEE concernente le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità dei cittadini dell’Unione Europea alla elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale;

articolo 22 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

NB i cittadini UE possono non soltanto votare ma anche candidarsi come consiglieri comunali o di Municipalità. NON possono invece essere candidati Sindaco perché questa carica è riservata per legge alle persone di nazionalità italiana.

 

 

Elezioni Venezia 2020 – capitolo 2: il “sasso nello stagno”

Venezia, 16 gennaio 2020

Il gruppo25aprile lavora da anni per la città e non “contro” qualcuno. Continueremo a farlo chiunque sia il sindaco e non puntiamo sulla “demonizzazione” del sindaco in carica come arma vincente, anzi: la riteniamo un’arma spuntata e controproducente che a volte nasconde debolezza di pensiero e di proposte.

Se dal percorso indicato dal Corriere di oggi (nell’immagine, l’articolo di Monica Zicchiero) emergerà una candidatura civica e non di partito, quella candidatura verrà valutata ed eventualmente appoggiata proprio per questa caratteristica, lealmente e senza sotterfugi.

A chi seguirà quel percorso chiediamo onestà intellettuale e chiarezza. Diversamente da altri che sono nati di recente come “soggetto politico” a fini dichiaratamente o implicitamente elettorali, siamo e resteremo un soggetto civico al servizio della città, non piegabile a interessi di parte.

Considerando i ritardi già accumulati e l’estenuante melina di questi giorni, non intendiamo contribuire alla confusione coltivata con messaggi trasversali in politichese e ulteriori rinvii camuffati da “tavoli”.

Un nome lo abbiamo fatto, nella nostra conferenza stampa di inizio anno, per uscire dalla palude in cui si era impantanata la discussione sulle eventuali alternative al sindaco in carica. Se quel sasso nello stagno farà uscire allo scoperto qualche ranocchio in attesa del bacio fiabesco per trasformarsi in Principe è il momento di dirlo. Sono già passate due settimane e la nostra pazienza non è infinita: a Venezia non ci sono “caminetti” ma squeri, il loro numero è in calo come quello dei residenti.

Le “gioiose macchine da guerra” ricordano invece Achille Occhetto (1994); le lasciamo ad altri e non fanno parte del nostro lessico. Se in mesi e mesi di discussioni a volte sterili non si è ancora trovato l’accordo su un singolo candidato sindaco, tanto vale che i candidati/e siano due o più di due.

Il tempo stringe, è ora di alzarsi da quei tavoli e camminare, parlare con le cittadine e i cittadini, che sono un universo molto più ampio di quello dei militanti o degli iscritti. Parlare dei problemi che vanno risolti, delle soluzioni su cui convergere e non solo degli equilibri politici fra mille sigle da soppesare con il bilancino da farmacista o con il manuale Cencelli.

Per farlo c’è bisogno di uno o più candidati sindaco che possano uscire dallo “squero” e vogare a poppa in armonia con chi voga a prua. Alcuni dei nomi che circolano sono in grado di farlo, altri no.

Duri i banchi

Marco Gasparinetti,

Portavoce

 

Elezioni Venezia 2020 – capitolo 1

Il gruppo25 aprile è “apartitico” e lo resterà: siamo nati nell’anno dello scandalo del Mose che ha dimostrato la permeabilità di tutti o quasi i partiti alle sirene della corruzione e dei finanziamenti illeciti, devastando anche il tessuto associativo a suon di regalini e sponsorizzazioni. A schiena diritta e a testa alta, abbiamo condotto varie battaglie e alcune le abbiamo vinte.

“Apartitici” non significa “apolitici”: se “politica” significa prendersi cura della “polis”, abbiamo fatto e continueremo a fare politica nell’interesse generale di una città che troppo spesso è ostaggio di singole corporazioni o interessi economici.

Facciamo politica senza parlare politichese, senza paraocchi ideologici e al di fuori degli steccati in cui ci volevano recintare per meglio dividerci; questo contribuisce a spiegare il successo trasversale di alcune delle nostre battaglie, e il riscontro positivo nella cittadinanza che vede in noi un punto di riferimento pluralista, credibile e non piegabile a interessi di parte o corporativi.

Nelle elezioni comunali del 2015, lo scandalo del Mose ha prodotto un effetto simile a quello già visto su scala nazionale a seguito dell’inchiesta “Mani pulite”, negli anni novanta: il tracollo dei partiti tradizionali è coinciso con l’ascesa di un imprenditore dotato di grandi mezzi economici, che fino ad allora aveva prosperato all’ombra di quegli stessi partiti e ad un certo punto si è creato un partito tutto suo.

Le elezioni del 2020 ci pongono davanti ad un bivio: restare rigorosamente neutrali, sperando di poter continuare a “dettare l’agenda” su alcuni temi a noi cari chiunque sia il sindaco eletto, o contribuire alla scelta di un candidato sindaco alternativo a quello in carica, che cerca il bis e sulla carta almeno sembra imbattibile?

Cullarci nel motto “i sindaci passano, il 25 aprile resta”, o porci il problema dello strapotere di un sindaco che, qualora rieletto al primo turno con l’appoggio della Lega, potrebbe compiere scelte incompatibili con la salvaguardia di una città quanto mai sensibile ai cambiamenti climatici, come dimostrato dalla successione di acque alte “eccezionali” degli ultimi due mesi?

Vivremo tempi straordinari, in una città straordinaria, e avremo bisogno di persone straordinarie.

Il sindaco in carica a modo suo lo è: ha costruito un impero economico dal nulla, e tutto si può dire di lui ma non che sia una persona “ordinaria”. Non saremo noi a demonizzarlo o a criticare ogni sua scelta come altri fanno da mesi al solo scopo di autocandidarsi per prenderne il posto – o più probabilmente per crearsi una posizione negoziale da cui “trattare” altre poltrone secondarie.

Il punto cruciale è se questo sindaco sia in grado di fare gli interessi della città anche quando confliggono con i suoi, come nel caso della colata di cemento che ha annunciato per le sue proprietà ai Pili, mentre la minaccia incombente del cambiamento climatico richiederebbe di evitare una ulteriore cementificazione della gronda lagunare, per creare invece dei bacini di espansione che rafforzino la resilienza di un ecosistema particolarmente fragile.

Considerazioni analoghe valgono per i grandi scavi di cui è un acceso promotore per assecondare il gigantismo navale che secondo lui “porta lavoro”, e per la proliferazione di alberghi che rafforza una monocultura turistica pericolosa per l’economia locale come lo sono tutte le monoculture.

Al sindaco in carica riconosciamo di avere, nella seconda parte del suo mandato, dato seguito ad alcune delle nostre proposte, per convenienza o per convinzione che sia, dimostrando un cambiamento parziale di rotta che per onestà intellettuale non va negato o taciuto; ragion per cui non siamo disposti ad appoggiare un candidato alternativo qualsiasi  “per partito preso”, solo per fare un dispetto a lui o un “piacere” ad altri: sarebbe la negazione dei valori condivisi su cui si basa la coesione interna del gruppo.

La politica sotto elezioni divide, e “a sinistra” del sindaco attuale ci sono sintomi di frammentazione a cui non intendiamo contribuire, spesso legati a mere ambizioni personali , nella peggior tradizione di una sinistra autolesionista e scissionista per vocazione. Qualunque sia il numero e la qualità delle liste in campo, le elezioni comunali si giocano intorno al rapporto fiduciario con il candidato sindaco ed è di questo che intendiamo parlare. Convergere su un candidato alternativo al sindaco attuale è possibile, nella diversità e nel pluralismo delle liste che potrebbero appoggiarlo?

Perché ne valga la pena, il candidato sindaco che vorremmo deve avere caratteristiche personali di autorevolezza, indipendenza di giudizio e credibilità tali da poter seriamente contendere l’elezione ad un sindaco in carica che parte favorito perché dispone di mezzi economici quasi illimitati, oltre a poter distribuire a piacimento le molte risorse del bilancio comunale.

Ad un sindaco che alcuni accusano di essere “autoritario” (in linea con il trend politico dominante in molti Paesi) va contrapposta una personalità autorevole, capace di esprimere una visione compiuta di città all’altezza delle sfide che la attendono, e al tempo stesso di farsi capire parlando un linguaggio che non sia quello di circoli chiusi, logorroici e autoreferenziali che sembrano voler perpetuare schemi logori e superati, buoni forse per il secolo scorso ma non per quello in cui viviamo.

A contendere la rielezione di un sindaco che molti invece apprezzano per il suo “decisionismo”, e per il suo parlare come parla la gente comune, non potrà essere un funzionario di partito che pontifica in politichese, o una minestra riscaldata ripescando vecchie glorie delle passate amministrazioni comunali. Tutti sono utili, ogni contributo è prezioso e nessuno va messo ai margini in un’ottica di coalizione, a patto di fare un passo indietro rispetto ad operazioni velleitarie, inconcludenti e narcisistiche che finora hanno diviso anziché unire.

In queste ore e nei giorni a venire, gli oltre 3.000 iscritti al nostro gruppo facebook stanno votando un primo sondaggio sull’atteggiamento da tenere come piattaforma civica in vista delle prossime elezioni (comunali e regionali): neutralità assoluta o partecipazione indiretta per favorire un’aggregazione che possa portare a una candidatura unitaria, alternativa al sindaco in cerca di riconferma?

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Gli iscritti al gruppo che non utilizzano facebook possono esprimersi con un commento a questa pagina, entro il primo gennaio, indicando la loro preferenza fra le due opzioni “neutralità” e “partecipazione”: tertium non datur, in questi casi.

Il voto alle elezioni (comunali e regionali) del 2020 è individuale, libero e segreto. Altra cosa è la posizione da assumere come piattaforma civica, che non intende diventare “lista civica” (termine ormai abusato) ma con cui tutte le forze politiche – di maggioranza e di opposizione – sanno di dover fare i conti, in senso positivo, per il suo radicamento sul territorio comunale e per la capacità propositiva dimostrata in questi sei anni di attività.

Proprio perché siamo stati i primi a fare un passo indietro, mesi fa, escludendo una nostra partecipazione diretta alle elezioni, pensiamo di poter chiedere ad altri di fare altrettanto per lavorare insieme alla città che vogliamo, se questo è l’obiettivo comune e non la mera ricerca di visibilità personale.

Se invece dovesse prevalere la scelta di “contarsi” con il meccanismo delle primarie, sia chiaro che non escludiamo più nulla e metteremo ai voti l’ipotesi di una nostra partecipazione diretta a quel meccanismo di “selezione”.

Il voto interno sulle due opzioni “neutralità” o “partecipazione” rimane aperto fino al primo gennaio.  L’orientamento del gruppo verrà reso pubblico nel corso della conferenza stampa di inizio anno, in cui presenteremo anche la terza edizione del “calendario veneziano”, il 2 gennaio nella nostra sede in Bragora.

 

 

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