Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “Chi siamo”

Gruppo 25 aprile chi siamo, dove viviamo?

Per una volta parliamo di noi per darvi conto del primo “censimento generale” degli iscritti, che sono persone in carne ed ossa con e non entità virtuali. Non è un sondaggio politico perché non abbiamo mai chiesto a nessuno “per chi hai votato” o “per chi voteresti”: non sono questi i criteri di adesione ad un gruppo che come denominatore comune ha l’impegno civico per Venezia senza tessere di partito e senza distinzione di razza, di sesso, di religione o di orientamento politico nel senso restrittivo del termine.

El me doman

A chi aderisce al gruppo facebook la prima domanda che viene rivolta è :”Vivi a Venezia? In caso negativo, per quale motivo hai chiesto di aderire?” A chi è già iscritto abbiamo chiesto una cortesia ulteriore: specificare il dove (sestiere o isola), con questo risultato provvisorio (basato sulle 439 risposte già ricevute, verrà aggiornato nelle prossime settimane):

Cannaregio 93

Castello e Sant’Elena 45

Santa Croce 38

Dorsoduro 35

San Polo 27

San Marco 23

Totale provvisorio sestieri: 261

Giudecca e Sacca Fisola: 15

Lido e Pellestrina: 26

Murano Burano e isole minori: 7

Totale provvisorio “isole”: 48

“Di là dal ponte” in Italia: 111

All’estero: 15

“Di là dal ponte”: 126 persone

“Cittadino del mondo”: 4

Invitando chi non lo ha ancora fatto a rispondere al sondaggio (nel gruppo facebook o via email per chi non utilizza FB) ci sembrava giusto dirvi per una volta qualcosa “di noi” che restiamo aggrappati a questa città, e non soltanto dei mille residenti all’anno che continuiamo a perdere, nella Venezia insulare.

Molti di noi sono pendolari per necessità, nelle due direzioni di marcia: numerosi sono quelli che lavorano a Venezia ma dormono “di là dal ponte”, alcuni di noi hanno dovuto cercarsi un lavoro altrove per potersi pagare un mutuo qui: ai prezzi attuali delle case e con la tipologia di occasioni lavorative create dalla monocultura turistica, per chi ha studiato è spesso una scelta quasi obbligata – ed è questo che vorremmo veder cambiare: vivere a Venezia o lasciarla dovrebbe poter essere una scelta individuale e non “obbligata”. Quanti di noi lascerebbero senza un nodo alla gola una città come questa?

Red Federico Permutti 2

A chi attraversa il ponte tutte le mattine è dedicato questo breve video, realizzato alla vigilia di “Mi no vado via” (il corteo del 2 luglio scorso):

 

“Basta alberghi a Venezia” era uno dei cori scanditi in corteo il due luglio; l’altro era “più botteghe per gli artigiani” e le cronache quotidiane delle ultime settimane hanno dimostrato più di ogni discorso che quei cori non erano slogan di circostanza o di una minoranza ma la fotografia (purtroppo) fedele di una città che rischia di perdere la sua identità (e la sua anima, in una sorta di patto faustiano), minacciata com’è da un rullo compressore che tutto appiattisce al suo passaggio: quello della monocultura turistica.

https://gruppo25aprile.org/2017/07/28/mi-no-vado-via-rassegna-stampa/

foto Carla - Copie

Il mese di agosto ci ha poi visti riuniti in Campo San Polo per un’iniziativa totalmente autofinanziata che è anche un segnale in controtendenza rispetto al passato, perché ha dimostrato quanto sia ormai radicata e sentita l’aspirazione di chi vuole riappropriarsi del proprio destino trovando un punto di equilibrio fra il “diritto alla città” dei residenti e le esigenze del turismo: nessuno di noi contesta le seconde ma, allo stato attuale, la sensazione è che ad essere prese in conto siano soltanto quelle e questo squilibrio è fonte di tensioni che vanno in qualche modo stemperate, ascoltando finalmente chi a Venezia ci vive, per poter indirizzare le tante energie vive verso uno sbocco positivo e costruttivo come è stato per il cinema all’aperto.

https://gruppo25aprile.org/category/camposanpolo/

Foto Lillo 1

Per poter mettere in campo il cinema all’aperto, il gruppo25aprile si è dotato di un suo braccio finanziario (associazione) e di questo parleremo nelle prossime settimane, con alcune importanti novità e nuove iniziative in cantiere.

7 ottobre ’17

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/?ref=bookmarks

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Foto: Carla Bellenzier, Federico Permutti, Lillo Vianello

 

 

 

 

 

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2016, un anno in sintesi. Prima parte: gennaio – giugno

Cronologia di un anno straordinario sotto molti aspetti, tanto che pur selezionando le notizie abbiamo dovuto dividerla in tre parti. Questa è la prima, la seconda verrà pubblicata a breve.

30 gennaio: il gruppo25aprile organizza e coordina una pubblica assemblea in cui 20 associazioni e comitati prendono posizione contro il progetto di delibera sulla concessione della fortezza di Sant’Andrea; la delibera, adottata dal consiglio comunale pochi giorni dopo, a notte fonda e fra le proteste del pubblico presente, verrà successivamente annullata dal tribunale amministrativo regionale (v. cronologia del mese di maggio).. segno che forse non avevamo tutti i torti.

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13 febbraio: continua la “battaglia delle bricole” lanciata a dicembre di concerto con altre realtà associative fra cui il gruppo diportisti Laguna veneta. Prima tappa, lettera al prefetto Cuttaia che ci risponde nel giro di 24 ore, a conferma della gravità del problema da noi sollevato, oltre che della serietà di un Prefetto Gentiluomo al quale formuliamo i più sinceri auguri di successo nel suo nuovo e prestigioso incarico a Roma.

Seconda tappa: diffida al ministro Delrio e al Provveditore interregionale per le opere pubbliche (ex Magistrato alle Acque) che da lui dipende.

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23 marzo: primo successo nella “battaglia delle bricole”, con la circostanziata risposta del Provveditore alla nostra diffida: primi fondi in arrivo e censimento completo di tutte le bricole lagunari, suddivise in tre tipologie a seconda delle necessità di manutenzione o sostituzione, di cui nessuno ancora conosceva il numero esatto.

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1-31 marzo: il gruppo25aprile pubblica una serie di articoli sulla galassia di imprese che fanno capo al sindaco in carica e a volte fanno buoni affari con le partecipate comunali; le nostre denunce trovano eco anche nella carta stampata:

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La reazione del sindaco, vista dalla satira:

12779280_10207194778880817_7620071145844447223_o..ma la realtà supera la satira, e la previsione di cui sopra si è puntualmente avverata, con l’inedito caso di un sindaco che “blocca” decine di cittadini dal suo profilo twitter. Lezione per il futuro: mai mettere il naso negli intrecci di interessi fra pubblico e privato, anche se la mappatura da noi pubblicata era semplicemente il risultato di visure camerali accessibili a tutti.

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13 aprile: emergenza bricole, terza tappa. Incontro con il Provveditore alle opere pubbliche, ing. Roberto Daniele che con il suo staff ci presenta i risultati del censimento effettuato e i problemi di finanziamento, che trovano subito ampio risalto nella stampa locale:

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Emergenza bricole, quarta tappa: i risultati del censimento e le cartografie realizzate vengono presentati in un incontro pubblico con la cittadinanza alla scoletta dei calegheri:

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Emergenza bricole, la nostra battaglia  continua con un blitz a sorpresa: delle bellissime bricole in scala ridotta, prodotte a spese nostre, che a sorpresa compaiono sui banchi del consiglio comunale il 14 aprile a sostegno della mozione presentata dal gruppo consiliare M5S e approvata all’unanimità (!!!) grazie anche alla nostra visibile presenza in aula.

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29 aprile: la nostra reazione al “blitz” con cui il sindaco aveva appena portato in consiglio comunale una sorprendente mozione in cui si spacciava lo scavo delle tresse come il “progetto scelto dai cittadini veneziani”, mentre in campagna elettorale ci era stato esplicitamente garantito che no, non serviva affatto scavare nuovi canali:

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26 maggio: il tribunale amministrativo regionale accoglie il ricorso di Italia Nostra e annulla la delibera da noi contestata, con riferimento alla Fortezza di Sant’Andrea, per mancata consultazione della Municipalità di Venezia il cui Presidente Andrea Martini aveva fatto mettere a verbale questo macroscopico vizio di procedura, in occasione del dibattito sulla delibera contestata.

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29 maggio, il sindaco di Venezia (!!!) dichiara “il futuro di questo Comune non è Venezia, è Mestre dove c’è la gente che vive” e per noi si apre un capitolo nuovo. La città si sente tradita, sembra quasi senza parole, da più parti ci viene chiesto di organizzare una risposta forte: siamo o non siamo quelli che a sorpresa sono riusciti nella “beffa della Fenice”? Siamo o non siamo il gruppo che ha coordinato la memorabile campagna contro lo scavo del Contorta?

La nostra risposta cova sotto la cenere, si organizza con il passaparola e prende forma poche settimane dopo: si chiama “il nostro futuro è Venezia”, si concretizza in una mobilitazione lampo senza precedenti e segna l’inizio di una campagna di opinione dal nome #Veneziamiofuturo, ma di questo parleremo nella seconda parte della cronologia di un anno fuori dal comune, dove ci sarà spazio anche per i doverosi ringraziamenti a chi l’ha reso tale.P1000054

Venezia, per noi, cos’è?

Parafrasando Paolo Conte (“Genova per noi”): Venezia, per noi, cos’è?

Per molti di noi, Venezia è innanzitutto una scelta e un progetto di vita. Per altri è già ricordo, a volte intriso di rimpianti o recriminazioni legate a quello che potrebbe essere e non è. Per una maggioranza di noi è la realtà quotidiana di cui siamo al tempo stesso orgogliosi e preoccupati, per altri è una vita da pendolari e per altri ancora è soltanto un sogno. Per tutti noi è un luogo unico da difendere e preservare come tale, una battaglia da combattere insieme con chi la condivide ed è questo che ci accomuna.

Fra di noi c’è chi lavora a Venezia ma dorme altrove (a volte per scelta, più spesso per necessità) e chi lavora altrove per potersi pagare un mutuo (spesso esorbitante) a Venezia. Fra di noi ci sono studenti che a Venezia vorrebbero restare e veneziani di nascita che vorrebbero tornare, e c’è anche chi ci ha ormai rinunciato o teme di doverla lasciare.

Fra di noi ci sono veneziani di nascita e veneziani adottivi, veneziani di ritorno e aspiranti tali. Fra di noi c’è chi è determinato a restare, chi vorrebbe tornare e chi rischia di dover partire o ha scelto di fare una vita da pendolare, pur di conservare un legame stabile con questa città che amiamo oltre ogni logica di tipo economico.

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In che proporzioni si distribuiscono le situazioni individuali sopra accennate? Lo abbiamo chiesto ai nostri iscritti con un sondaggio interno, e il risultato è questo:

  1. Vivo in Laguna e intendo restarci: 220 persone.
  2. Vivo in terraferma ma farei volentieri le valigie per vivere in Laguna, se le condizioni lo permettessero: 54.
  3. Risiedo a Venezia facendo la spola con un’altra città europea: 27.
  4. La mia vita è alternata fra terraferma e Venezia ma vorrei risiedere in modo permanente a Venezia: 20.
  5. Vivo in Laguna ma rischio di dover fare le valigie: troppo cara e/o troppo scomoda: 14.
  6. Ho vissuto lontano da Venezia a causa del lavoro ma sono tornato/a, nonostante le difficoltà: 10.

Seguono altre risposte, che hanno totalizzato meno di 10 voti. Quelle di cui sopra rappresentanto già un campione rappresentativo di 345 persone.

Il dato confortante su cui vorremmo lavorare con proposte concrete sono le risposte che in classifica occupano la posizione numero 2 e 4 ed esprimono un desiderio di vivere a Venezia se le condizioni lo permettessero, mentre il dato preoccupante su cui occorre riflettere d’urgenza sono le risposte che occupano la posizione numero 5. Al netto del saldo demografico che per un fatto di età media nei sestieri continuerà a presentarsi con il segno “meno” (il numero annuo di nascite si attesta sulle 500 unità, insufficiente a compensare i decessi per cause naturali) il saldo “migratorio” (differenza fra arrivi e partenze) è infatti l’unico su cui possiamo sperare di incidere nel breve termine.

Complessivamente, dal sondaggio interno emerge un segnale incoraggiante: la volontà di restare o tornare o comunque di mantenere un legame “forte” con questa realtà unica al mondo; è del resto lo spirito con cui siamo stati in grado di organizzare con il semplice passaparola, senza annunci su facebook e senza pubblicità, il flashmob del’anno: #Veneziamiofuturo.

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Certo, si potrebbe obiettare che il Gruppo25aprile ha sue caratteristiche di impegno civico che lo rendono rappresentativo della fascia più attiva della popolazione, ma non della popolazione in generale. Vero anche questo.

E allora, chiunque voglia parlare seriamente di spopolamento dei sestieri per individuare soluzioni, anziché fermarsi allo stadio della denuncia o dei piagnistei, dovrebbe partire da questo dato di fatto (Venezia sarà anche cara e scomoda, ma di pazzi o romantici e idealisti che ci vogliono vivere ce ne sono ancora tanti) e fare un’indagine seria basata su un campione statistico più ampio, al quale andrebbero fatte alcune domande del tipo: A) a Venezia ci vivi e intendi restare? Quali sono le tre cose che chiederesti al sindaco? B) Venezia l’hai lasciata? Per quali motivi l’hai lasciata e cos’è che ti impedisce di tornare a viverci? C) A Venezia lavori tutti i giorni ma non ci vivi; sei pendolare per scelta irrevocabile tua o saresti interessato a trasferirti in laguna, e a quali condizioni?

Con la campagna di opinione #Veneziamiofuturo ci stiamo ponendo proprio questo tipo di domande, a cui è urgente dare risposta; lo stiamo facendo sestiere per sestiere, e ne daremo conto anche su questa pagina oltre che su quella pubblica che abbiamo creato su facebook.

Prossimo appuntamento con i sestieri: aula magna dell’Ateneo Veneto (campo San Fantin, di fronte alla Fenice), il 20 gennaio 2017 alle ore 17.

Nel frattempo, i nostri più fervidi auguri di Buone Feste a tutti voi e un annuncio breve alla stampa locale: il 2 gennaio alle 5 del pomeriggio, brindisi di buon anno e conferenza stampa, gli inviti sono pronti a partire domani e seguiranno  le vie abituali.

Il portavoce

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Gruppo25Aprile: i nostri primi 9 mesi.

Venezia, 25 gennaio 2015

Il Gruppo25Aprile ha festeggiato oggi i suoi primi nove mesi di attività, con una riunione interna che ha gettato le basi per i prossimi mesi e qualche solido ponte in direzione di chi si occupa, con pari amore e passione, della città di terraferma. Un Comune che spazia da Campalto a Pellestrina e da Marghera a Burano merita più attenzione alle istanze specifiche del territorio, e con gli amici di Mestre abbiamo avviato un dialogo che nei prossimi mesi verrà intensificato.

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Cronologia breve di questi primi 9 mesi di attività:

8 aprile 2014: la nostra prima lettera aperta, pubblicata da la Nuova Venezia.

25 aprile: il nostro “manifesto del 25 aprile”, volantinato in Piazza San Marco e pubblicato dalla stampa locale (Gazzettino, Nuova Venezia e Corriere Veneto).

12 maggio: inaugurato il nostro “contatore” dei residenti in laguna: https://gruppo25aprile.org/quanti-siamo/

14 maggio: adesione alla campagna “Poveglia per tutti” e lettera aperta al Demanio: https://gruppo25aprile.org/?s=lettera+al+demanio

16 maggio: risposta del Demanio; al termine dell’asta, il Demanio dichiarerà la non congruità dell’offerta presentata da un gruppo privato, che con 513.000 euro si sarebbe vista attribuire l’isola.

8 giugno: il G25A chiede le dimissioni di Sindaco e Giunta: https://gruppo25aprile.org/?s=dimissioni

13 giugno: dimissioni del Sindaco Orsoni.

11 agosto: creazione del movimento di opinione contro lo scavo del Contorta. In poche settimane, il gruppo facebook appositamente creato raggiunge i 1.300 iscritti: https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

26 agosto: 18.000 firme raccolte contro lo scavo del Contorta: https://gruppo25aprile.org/?s=settis

6-7 settembre: quota 32.000, con i banchetti di raccolta firme nei sestieri in occasione della Regata Storica: https://gruppo25aprile.org/2014/09/10/7-settembre-2014-regata-storica-in-tutti-i-sensi/

1-16 Ottobre: elaborazione e presentazione delle nostre osservazioni in sede VIA sul progetto di scavo del Contorta: https://gruppo25aprile.org/2014/10/31/valutazione-di-impatto-ambientale-via-le-nostre-osservazioni/

14 novembre: richiesta di INCHIESTA PUBBLICA sull scavo del Contorta; la richiesta è stata accolta il 23 dicembre: https://gruppo25aprile.org/category/duriibanchi-la-battaglia-del-contorta/

22 novembre: la “beffa della Fenice”: https://gruppo25aprile.org/2014/11/25/anteprima-fenice-rassegna-stampa-provvisoria/

25 novembre: adesione all’appello contro la vendita di Villa Hèriot

26 novembre: “dalle proteste alle proposte”, le nostre domande ai candidati Sindaco: https://gruppo25aprile.org/2014/11/26/dalle-proteste-alle-proposte-le-nostre-prime-domande-ai-candidati-sindaco/

30 novembre: incontro con il Senatore Felice Casson: https://gruppo25aprile.org/2014/12/03/il-g25a-incontra-il-senatore-casson/

22 dicembre: la nostra prima cena annuale.

20 gennaio 2015: la Commissione nazionale VIA recepisce molte delle nostre critiche al progetto di scavo del Contorta e invia all’Autorità portuale una richiesta di integrazioni che suona come una sonora bocciatura.

25 gennaio 2015: la riunione in cui abbiamo: deciso il programma di lavoro per i mesi che ci separano dalle elezioni comunali e festeggiato questi primi nove mesi di attività, con la torta della foto.

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