Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Dalla U alla Zeta passando dalla W: il gran finale

U come Umana

Il patrimonio netto del gruppo Umana è cresciuto di pari passo con la carriera politica del suo fondatore nonché azionista principale. Quando il medesimo dice di aver rinunciato ai suoi compensi da Sindaco (che peraltro restano a carico del bilancio comunale, e vengono semplicemente girati a soggetti scelti da lui) sarebbe forse il caso di dire che dal 2015 a oggi ha potuto togliersi ben altre soddisfazioni, sul piano economico e patrimoniale:

V come Vetro di Murano

Nel maggio 2015, un mese prima di essere eletto sindaco, Brugnaro compra la Salviati, che è la prima azienda ad esporre al Fontego (ottobre 2016). In vendita esclusiva al Fondaco è la collezione di cento calici Salviati per celebrare i cento anni della Select (parte del ricavato supporterà le attività didattiche della Scuola del Vetro Abate Zanetti di Murano, vedi infra).

Presidente della Sezione Industrie del Vetro della Confindustria locale è Martina Semenzato, che è anche Presidente della Salviati Srl, Ex Presidente della Scuola del Vetro Abate Zanetti Srl, consigliere d’amministrazione della Scuola Grande Misericordia Spa, Consigliere in Attiva Spa – Umana Holding, Ex dirigente sportiva Reyer, Ex istruttore direttivo presso il Servizio Formazione del Comune. Da marzo 2020 la Salviati ha i forni chiusi e il personale in cassa integrazione, ma suoi sono i bicchieri Dolce & Gabbana, che alla Misericordia hanno lanciato la loro linea Home.

Della Salviati sono i premi donati alla presentazione della cinquina finalista del premio Campiello, tenutasi alla Misericordia, e i lampadari in alcuni alberghi di nuova apertura.

Il precedente sfortunato della Abate Zanetti: nel 2010 Brugnaro, tramite Umana Forma srl, compra la Abate Zanetti. Nel 2016 quando è già sindaco il Comune gli cede il restante 5% pubblico al prezzo nominale delle azioni, per 1.600 euro circa:

https://gruppo25aprile.org/?s=brugnaro+ringrazia+brugnaro

Scatta una modifica di oggetto sociale per permettere alla Abate Zanetti di diventare scuola privata, oltre che produttrice di manufatti in vetro, ma l’esperienza si traduce in un flop anche a causa del Covid-19 che ne determina la chiusura.  Dopo la pandemia, con un passivo totale di quasi 1 milione e mezzo, la Abate Zanetti, ormai in liquidazione, viene riconsegnata al Comune come scatola vuota (le attività scolastiche sono state cedute alla Parini, i muri sono già di proprietà comunale, macchinari e manufatti sono stati trasferiti alla Salviati).

W come W Ugo

I beneficiari della variante urbanistica numero 49, già citata alla lettera R, non si limitano a società controllate dal sindaco: fra di loro troviamo infatti una vecchia conoscenza delle cronache cittadine, nota per essere il luogo di ritrovo del mondo legato a Renato Chisso, a volte frequentato dall’assessore Boraso e dallo stesso sindaco in carica: la Trattoria da Ugo, di Giovanni Zanon. Già proprietario del Canova, alloggi, bar e tabaccheria a fianco del ristorante e dell’Antica Fenice, hotel e ristorante sempre in via Orlanda, il ristoratore si vede riconoscere la possibilità di edificare su terreni agricoli grazie alla scheda 18.

Dettaglio curioso: oltre alle sue terre, la scheda comprende anche parte del mappale adiacente, di proprietà del Comune di Venezia. La spiegazione? Nell’agosto del 2019, pochi mesi prima dell’adozione della variante che li rende edificabili, quei terreni comunali vengono frazionati dal resto della proprietà e venduti al Signor Zanon. A quale prezzo? 7 euro a metro quadrato. Sette, avete capito bene.

W la Trattoria da Ugo e il suo ottimo pesce crudo. Alla lettera Z non avremo “viva Zapata” ma una sigla più prosaica: ZTL.

Z come ZTL sul ponte della libertà

Esempio da manuale di come una proposta apparentemente volta a perseguire l’interesse generale[1] possa tradursi (anche) in un vantaggio per l’interesse particolare di chi dispone delle aree attrezzate a parcheggi nel posto giusto: se il ponte della Libertà sarà accessibile soltanto ai residenti, dove parcheggeranno i poveri turisti? Ai piedi del Ponte, dove casualmente troviamo l’area dei Pili, proprietà del sindaco.

Con la lettera Zeta torniamo dunque alla casella da cui eravamo partiti: nella prima puntata avevamo premesso che l’interesse privato e quello collettivo possono anche convergere o comunque non confliggere fra loro. “Il conflitto (di interessi) latente emerge soltanto quando ricorrono due condizioni cumulative: 1) l’interesse privato viene perseguito a scapito dell’interesse collettivo e 2) i mass media o le opposizioni sono in grado di dimostrare che ciò avviene, andando oltre i proclami ufficiali e portando alla superficie la realtà soggiacente”.

Con questo riteniamo di avere esaurito il nostro compito civico. Ad altri spetta trarne le conclusioni sul piano politico e giuridico.

Il G25A


[1] Nuova Venezia 31 agosto 2021: “Venezia, il ponte della libertà diventerà una ZTL”.

Dalla Q alla T: sempre e soltanto #coincidenze

Q come Question Time

L’ora delle domande, è il Consiglio comunale straordinario convocato per domani 21 ottobre, su richiesta dei gruppi consiliari di opposizione. Appuntamento con la diretta streaming utilizzando questo link:

https://live.comune.venezia.it/it/streaming

R come Reyer

Proprietà del sindaco che ne è stato anche presidente dal 2006 al 2015, i suoi trionfi sportivi sono motivi di orgoglio per tutti noi e non è di questi che parleremo. Ne siamo orgogliosi ma non possono diventare un alibi per altre cose che con lo sport hanno poco a che vedere.

Di cosa stiamo parlando, allora? La Reyer SpA è protagonista di una curiosa quanto azzeccata compravendita immobiliare quando, nel 2019, dei terreni ad uso agricolo sono diventati edificabili grazie ad una delibera adottata dal Consiglio comunale pochi giorni dopo che la Reyer li aveva acquistati. Plusvalenza immediata, grazie alla variante urbanistica numero 49? Secondo l’inchiesta giornalistica di Giovanna Faggionato per il quotidiano “Domani”, si tratta di 3 milioni di euro prima ancora della posa della prima pietra:

http://terraeacqua2020.it/wp-content/uploads/2021/09/20210913domanireyer.pdf

http://terraeacqua2020.it/wp-content/uploads/2021/09/20210909domanimestre.pdf

Al momento del voto in Consiglio, il sindaco – proprietario della Reyer (forse consapevole della situazione di imbarazzo, nonostante il Blind Trust che in teoria gli impedisce di sapere ciò che fanno le sue aziende) è opportunamente assente ma era invece presente e ha anzi presieduto le riunioni di Giunta nei due passaggi chiave che hanno portato alla presentazione di quella variante in Consiglio:

  • il 7 settembre 2017, per approvare la  Deliberazione n.  201 del 7 settembre 2017 della GIUNTA COMUNALE avente ad oggetto“Individuazione degli ambiti di urbanizzazione consolidata ai sensidell’art. 13 c. 9 della L.R. 6 giugno 2017, n. 14”;
  • il 26 luglio 2018 per approvare la deliberazione n.273 della GIUNTA COMUNALE avente ad oggetto: “Valutazione delle proposte pervenute in seguito all’Avviso pubblico e definizione degli indirizzi e delle priorità per l’inserimento nel Piano degli interventi”.

S come Sponsor

ACTV taglia le corse ma non le sponsorizzazioni, ed è questa la cosa che più ci ha amareggiato: il taglio dei servizi, e il tentato taglio degli stipendi (allo stato attuale sospeso, ma non annullato). Se ACTV navigasse in acque tranquille non ce ne occuperemmo come sponsor della squadra di basket del Sindaco. Anzi Top Sponsor, in compagnia di altri ai quali abbiamo già dedicato qualche lettera dell’alfabeto.

Come nel gioco dell’oca, questa casella costringe a fare qualche passo indietro: alla lettera F per la Village Rent e alla G per la Setten, in particolare. Ma ne parleremo più diffusamente domani, in Consiglio comunale: dalla A alla Zeta, in seduta pubblica. Il Sindaco avrà l’ultima parola e senza limite di tempo, potrà chiarire tutto e sgombrare ogni dubbio.

i Top Sponsor quali apparivano sul sito ufficiale della Reyer, oggi 20 ottobre 2021

T come Trust

Sta alle società del sindaco come la foglia di fico alle statue della Roma papalina, ed è talmente “blind” che le società controllate dal Trust hanno finanziato la campagna elettorale per la rielezione del sindaco nel 2020 – come emerso grazie all’inchiesta giornalistica del quotidiano Domani, il 25 settembre 2021. A dire che si tratta di una foglia di fico non siamo noi ma la nota integrativa all’ultimo bilancio della LB Holding, dove a pagina 1 si legge quanto segue:

“Questa scelta” (il blind trust) «non ha ripercussione in termini di strategie e governance del gruppo. Il management delle società del gruppo è rimasto invariato e continua a esprimere la massima continuità di gestione e visione, come già accaduto con soddisfazione in questi primi vent’anni di attività».

Dal punto di vista giuridico, l’artificio consiste nella creazione di un soggetto giuridico di diritto estero (il Trust) gestito dall’avvocato Ivan Sacks, “in cui sono confluite le azioni delle aziende” (a dirlo è Luca Gatto, figura chiave[1] della galassia di società brugnariane, a la Nuova Venezia del 3 ottobre) mentre “le partecipazioni di Luigi Brugnaro sono confluite nella LB Holding”, che è una società di diritto italiano il cui ultimo bilancio è consultabile sul blog del giornalista Andrea Giacobino:

La LB Holding fa capo al Trust che in teoria ne determina gli indirizzi e in questo consisterebbe lo “schermo” per evitare o attenuare i conflitti di interesse.

 Prendendo in parola Luca Gatto, che sa di cosa parla, è però lecito affermare che se il patrimonio netto consolidato della LB Holding è cresciuto dai 75 milioni del 2015 a quasi 320 milioni del 2020, il beneficiario ne è proprio Luigi Brugnaro come persona fisica e questo ci porta direttamente alla lettera U come Umana: la gallina dalle uova d’oro che per molti anni, insieme a Umana Forma, ha coperto le perdite di tutte le altre società del gruppo: già, perché fino al 2015 erano tutte in perdita, a conferma del fatto che le fortune dell’imprenditore Brugnaro non sono nate creando o esportando prodotti, ma facendo intermediazione di manodopera – il che fa di lui un imprenditore sicuramente anomalo rispetto alla narrazione dei capitani d’industria e lo rende più simile ai tanti intermediari che si arricchiscono con il sudore della fronte degli altri.

Tutto il consiglio della LB Holding, che affianca il Trustee (Withers) nella gestione, è comunque composto da persone di fiducia del sindaco: Giuseppe Venier, Alessandra Zuin, Luca Gatto. Sono gli occhi del sindaco nel Trust[2].

Traduzione non ortodossa di “Blind Trust” per chi non parla inglese? In sostanza è una sorta di Dea Bendata che sa dove svuotare la cornucopia dei doni: sotto forma di utili agli azionisti, come è giusto che sia.


[1] Luca Gatto, giurista di impresa della Umana SpA, è amministratore unico della Porta di Venezia SpA che gestisce l’area dei Pili, nonché di Veneto Immobiliare SrL; presiede il CdA della Scuola della Misericordia SpA e quello della Agricola San Giobbe SrL, siede nei consigli di amministrazione della LB Holding e della Reyer.

[2] Ciò avviene – ha spiegato il sindaco – «raccogliendo tutte le azioni di tutte le mie società nella LB Holding spa, che sarà gestita da tre amministratori di mia fiducia e la cui proprietà è stata ceduta al Brugnaro blind trust di diritto newyorkese, che sarà gestito dall’avvocato Ivan Sacks come trustee». Il trust sarà «cieco», in quanto Brugnaro, finché sarà sindaco, ne vedrà solo la parte fiscale, dichiarando nel proprio 740 gli utili percepiti, «che dovranno essere sempre, come adesso, tra il 15 e il 20%, reinvestendo il resto in azienda». (Fonte: Corriere del Veneto 19/12/2017).

Dalla N alla P, sono solo coincidenze

Honni soit qui mal y pense – disse (in francese) il Re d’Inghilterra Edoardo III in onore della propria amante, la contessa di Salisbury, alla quale era caduta una giarrettiera durante un ballo a corte. La citazione è perfetta per questa quinta puntata della serie, il cui finale assomiglia a una caduta di giarrettiere e calze a rete.

N come Navi a Marghera:

in molti si sono chiesti come mai un sindaco da sempre paladino delle grandi navi da crociera – e dei lavoratori che vivono dell’indotto – abbia accettato senza battere ciglio la decisione del Governo di estrometterle dal bacino di San Marco per creare invece degli ormeggi a Marghera, esprimendo anzi soddisfazione. Con la dovuta cautela, è possibile ipotizzare che a tale soddisfazione non sia del tutto estranea la vicinanza dei nuovi ormeggi ai terreni da valorizzare in località Pili? Il rinvio alla lettera P diventa d’obbligo.

O come Oxley Grandeur:

acquirente di due Palazzi di proprietà comunale(Poerio Papadopoli sede del Comando della Polizia Municipale, e Palazzo Donà sede dei servizi sociali) è riconducibile ad imprenditore cinese di Singapore che, secondo la stampa locale, era in trattativa per bonificare e valorizzare i “Pili” di proprietà del Sindaco in carica. Sfumata quella ipotesi, sembra essersi evaporato anche lui e i due Palazzi sono attualmente vuoti:

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/10/27/news/palazzo-dona-resta-chiuso-mister-kwong-non-paga-1.37793460

P come Pili:

Sui Pili è già scritto tutto o quasi, sulla stampa locale e nazionale. Il proprietario dei terreni ha cambiato 4 o 5 volte versione sul cosa farne, dal celebre “ai Pili non farò niente finché sono Sindaco” (campagna elettorale 2015) alle trattative citate alla lettera O come Oxley, a cavallo fra il 2017 e il 2018.

Nel 2020, grazie ad un esposto di Alberto Bernstein, sono emerse possibili anomalie sul perimetro “a geometria variabile” del terreno acquistato dal Demanio, e sull’aumento di area edificabile a benefico dell’acquirente, ma su queste circostanze è in corso un’indagine della Corte dei Conti e quando una questione è “sub iudice” la prudenza suggerisce di evitare ogni commento.

Recentemente è invece emersa – in modo documentato e incontrovertibile – l’intenzione di farne un “HUB” per i flussi turistici, “specializzato ad intercettare prevalentemente utenza turistica con servizi di navigazione a (prezzi di) mercato e con collegamenti ferroviari” (fonte: Comune di Venezia, Piano Urbano di Mobilità Sostenibile detto “PUMS”). Il valore dei terreni è stato rivalutato di conseguenza, nel bilancio 2020 della LB Holding, con un plusvalore pari a 70 milioni di euro circa (poca cosa rispetto ai 150 di cui si era parlato per la precedente ipotesi di utilizzo ma comunque tanti rispetto ai 5 milioni pagati per acquisire i terreni).

Quando la stampa (e il quotidiano il Tempo in primis, grazie al giornalista Andrea Giacobino) ha cominciato a parlarne, all’inizio è stato un silenzio assordante ma la risposta è infine arrivata dall’amministratore delegato della “Porta di Venezia” SpA, che alla Nuova Venezia del 19 ottobre ha dichiarato: “Del PUMS io non ne ho mai saputo nulla, ho scoperto dai giornali che l’area dei Pili vi rientrava in parte”.

Lo ha scoperto dai giornali, e meno male che è l’amministratore delegato della società (controllata dal sindaco) a cui sono stati affidati i Pili. Nessuno gli aveva detto niente, nessuno sapeva niente. Roba da licenziamento in tronco, o quasi. Davanti a dichiarazioni come questa, ci confessiamo disarmati e impotenti.

Meglio “passare” alla prossima lettera. “Honni soit qui mal y pense“, per gli approfondimenti sulla lettera P rinviamo ai molti articoli già pubblicati dalla stampa quotidiana, e in particolare a questo:

Dalla G alla M, come MTK

Arrivati alla lettera G, sarà utile ricordare la premessa da cui siamo partiti, nella puntata introduttiva: non usiamo termini come conflitto di interessi, l’hashtag che stiamo usando su Twitter è #SonoSoloCoincidenze e con questo contributo al Consiglio comunale straordinario del 21 ottobre ci limitiamo ad elencare una serie di situazioni – alcune già note, altre meno – in cui ci sembra di scorgere una certa “confusione” fra interessi pubblici e privati, con il rischio che anche quando certe scelte sono formalmente ineccepibili, permangono zone d’ombra sulle motivazioni soggiacenti.

Come indicato nella prima puntata, “lasciamo ad altri l’arduo compito di giudicare quali possano assumere rilevanza giuridica e quali appartengono soltanto alla sfera dell’etica” o della “questione morale” per dirla con un termine antico. Il dato per noi rilevante è che tali situazioni coprono praticamente tutte le lettere dell’alfabeto, dalla A alla Zeta. Tanto da poterne fare un mazzo di carte completo”:

Estratto dal TG di Antennatre, 18 ottobre 2021. Servizio di Ilaria Marchiori

Il Sindaco in carica avrà ovviamente ampia facoltà di replica, non solo sui mass media e sul suo periodico “il Metropolitano” ma anche e soprattutto nel corso del Consiglio comunale straordinario convocato per domani, su questo tema. Fatta questa premessa, continuiamo a scorrere le lettere dell’alfabeto e troviamo:

G come G-Park e Genuine:

Sono due società del gruppo Setten, che è “Top Sponsor” della squadra di basket del Sindaco, e questo spiega perché ne parliamo qui. Qualcuno potrà chiedersi “perché non alla lettera S come Setten” ma al momento ci interessano soprattutto queste due figlie minori di una galassia che dalla Setten Genesio SpA (controllata al 100% dalla Setten Genesio Holding) si dirama e dipana la sua tela attraverso un altro soggetto giuridico: la Improve SrL, controllata al 100% da Federico Setten, che a sua volta controlla al 100% la Genuine Srl e la G-Park SrL – come da visure effettuate a fine settembre.

La Genuine SrL ha fattto il balzo verso la notorietà quando si è vista accordare una variante (la numero 79) che le permetterà di edificare su terreno destinato a verde attrezzato, acquistato per 800.000 euro, una torre di 70 metri. In deroga al massimale vigente di 1.500 m², alla superficie commerciale viene inoltre accordato uno spazio di 4.500 m² che porterà alla creazione dell’ennesimo centro commerciale, in Viale San Marco a Mestre, in una zona che ne è già satura e che conosce problemi di dissesto idrogeologico. Come ci siamo arrivati?

Cronologia succinta dei fatti e dagli atti (di Giunta e consiliari):

26 luglio 2018: con Delibera di Giunta 273 si dichiara meritevole la proposta della Genuine SrL, che ancora non ha acquistato il terreno ma ha già presentato il progetto come società di consulenza;

8 maggio 2019: la Genuine chiede l’approvazione di un accordo pubblico-privato con  variante urbanistica per rendere edificabile l’ex campo di calcio di Viale San Marco;

Maggio 2021:  viene costituita la G-Park s.r.l. (inizio attività 1 giugno 2021). L’oggetto sociale è l’acquisto , la vendita, la costruzione, la locazione e la gestione di immobili a qualsiasi uso destinati.

19 aprile 2021: la giunta presenta in Consiglio comunale la proposta, che dopo alcuni passaggi in V commissione (presieduta dal capogruppo della lista Brugnaro Alessio De Rossi) viene messa ai voti nella notte fra l’1 e il 2 luglio. A favore della delibera vota soltanto la lista Brugnaro con il supporto di due consiglieri leghisti, e il risultato del voto è di 18 a 12: largamente inferiore ai numeri di cui la maggioranza disponeva sulla carta. In particolare, NON partecipano al voto i capigruppo di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, tanto che alcuni quotidiani parlano di prime (e inedite) crepe nella maggioranza.

Rassegna stampa:

http://terraeacqua2020.it/wp-content/uploads/2021/07/20210703corrieretorre.pdf

http://terraeacqua2020.it/wp-content/uploads/2021/07/20210703nuovatorre.pdf

H come Hotels e I come Interinali:

spesso costruiti dal gruppo Setten (via Ca’ Marcello a Mestre) o ristrutturati dalla medesima, sono anche una grande fonte di lavoro interinale per le agenzie che, come Umana, ne hanno fatto un punto di forza della loro attività, per le caratteristiche di stagionalità che sono da sempre propizie allo sviluppo del lavoro interinale.

Ciò che più colpisce molti osservatori, tuttavia, è l’onnipresenza delle gru di quello che è un Top Sponsor della Reyer e che ha visto esplodere il suo business a partire dal 2015 (inizio del primo mandato Brugnaro), anno in cui la medesima Setten ha anche completato i restauri della Scuola Grande della Misericordia, su incarico del soggetto che l’ha ricevuta in concessione quarantennale gratuita in cambio di quei restauri: l’attuale sindaco Luigi Brugnaro. Concedente e concessionario del medesimo bene, con il filtro del Blind Trust.

Per rendersene conto, è sufficiente esaminare la lista che segue, e probabilmente è incompleta:

L come Lancioni Gran Turismo:

premiati con l’esenzione totale dal canone per l’utilizzo dei pontili comunali per il 2020 e il 2021, sono in parte controllati dalla galassia Alilaguna, per la quale si rinvia alla lettera A.

M come MTK:

Multinazionale diretta da un austriaco di origini ungheresi, è stata la grande beneficiaria del nuovo distretto alberghiero di Via Ca’ Marcello, peraltro ideato da giunte precedenti a quella in carica, ma ha anche grandi progetti per l’area “ex gasometri” a San Francesco della Vigna (Venezia), che richiedono benevolenza da parte della Giunta in carica. Nel 2020 ha finanziato la campagna elettorale di un candidato della lista Brugnaro nonché assessore in carica, che per aver sforato il tetto di spesa è stato di recente sanzionato dal Collegio regionale di garanzia:

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2021/07/17/news/spese-elettorali-a-venezia-sanzionato-l-assessore-boraso-deve-restituire-novemila-euro-1.40507113

F come Ferretti Yacht

F come Ferretti yacht: l’ultimo acquisto del sindaco, probabilmente intestato a Umana SpA la cui liquidità sicuramente consente qualche capriccio accessorio, è uno yacht di 30 metri, con due motori da 2.000 cavalli: il Ferretti 1000. Una cosuccia modesta, come da foto. Poco prima della consegna, e in modo sicuramente disinteressato, il sindaco ha proposto “spazi ex Mose all’Arsenale per manutenzione megayacht”. Mega yacht come il suo, ma è solo una coincidenza:

https://www.ilrestodelcarlino.it/venezia/venezia-brugnaro-salone-nautico-1.6317259

Il prezzo pagato? “Come consuetudine dell’azienda, non è stato comunicato il prezzo, ma è facile immaginare che il nuovo super yacht si colloca al top del listino Ferretti” (fonte: il Messaggero 12 marzo 2021).

La notizia dell’acquisto, che è di quest’anno, potrebbe comunque essere collegata con i grandi spazi concessi dal Comune di Venezia alla Ferretti Yacht in occasione del suo 50mo anniversario:

https://www.ferrettigroup.com/it-it/News-and-Events/Detail/t/A-Venezia-le-celebrazioni-per-il-50anniversario/y/2018/n/1389

Luoghi prestigiosi come Piazza San Marco, Arsenale e Palazzo Ducale. Dai più maliziosi viene anche ricollegata alla grande profusione di risorse pubbliche per allestire un salone nautico di cui la Ferretti è stata grande protagonista, nel 2021. Tema da approfondire per ciò che riguarda il rapporto fra costi e ricavi, dato che quelli legati alla bigliettazione non coprono nemmeno un trentesimo delle spese a carico del bilancio comunale.

Rivenditore esclusivo (“exclusive dealer”) degli yacht Ferretti in Italia risulta essere il soggetto titolare di altra azienda che appare fra i top sponsor della Reyer: la Village Rent di Michele Giacometti, CeO di Italian Yacht Store.

il Ferretti 1000
il Resto del Carlino 3 maggio 2021

Dalla B alla E

B come Blue Moon:

A partire da quest’anno, la ristorazione è stata affidata a soggetto che aveva finanziato la campagna elettorale del Sindaco (Art and Food SrL), in coincidenza – sicuramente casuale – con il passaggio del 100% di Venezia Spiagge al Comune di Venezia, che ha sborsato 3 milioni di euro per assicurarsene il controllo totale.  Il punto di ristoro del Blue Moon, ribattezzato “Bistrot de Mar”, ora propone in bella evidenza la chianina della tenuta agricola “San Giobbe”, proprietà personale del sindaco che conta la bellezza di 2.400 mucche:

Luigi Brugnaro si racconta a Siena Tv, “Il mio rapporto col territorio senese”

Analoga scelta – per le forniture di carne chianina – aveva fatto il soggetto a cui, nel 2018, il Comune aveva dato in concessione l’ex centrale del latte diventata Osteria Palaplip: una cooperativa sociale denominata “Me.Sto.lo” che il 4 ottobre 2021 è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Venezia, lasciandosi alle spalle un milione di debiti (fra cui quelli nei confronti della San Giobbe):

https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/plip_fallita_osteria_sociale_marchiori_comune_brugnaro_mar-6259233.html

C come Car Sharing:

affidato dal Comune a Toyota 3 mesi dopo il viaggio in Giappone del sindaco che in Giappone ci era andato a promuovere la chianina della sua azienda agricola:

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/03/03/news/brugnaro-a-tokyo-per-la-mucca-chianina-1.16544428

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/03/04/news/la-san-giobbe-alla-conquista-del-giappone-1.16555532

Nel video citato da Nuova Venezia, il sindaco dice poche ma significative parole: «Le nostre relazioni sono sempre più fruttuose e intense. Vi aspettiamo tutti a Venezia per continuare questo momento di festa e allegria. Prima di tutto c’è l’amicizia e la conoscenza tra le persone, poi arrivano gli affari». E così sia..

D come Due M (2M):

Per fare buoni affari a Venezia, sponsorizzare la squadra di basket del sindaco sembra essere un buon viatico, a giudicare da una lunga lista di esempi – alcuni già citati dal quotidiano “Domani” e da un ulteriore episodio recente nonché inedito:

la 2M Costruzioni di Spinea (Comune di origine del Sindaco, che ci ha vissuto fino al 2007).

In favore di quest’ultima si segnala la cessione, con preliminare di vendita condizionato al rilascio del permesso di costruire, di terreni edificabili a due passi da Piazza Ferretto, ex CARIVE  in Via San Rocco, da parte della IVE Immobiliare Veneziana, partecipata al 100% dal Comune di Venezia. Pur avendo chiuso il bilancio di quell’anno in perdita, la IVE nel 2020 ha ceduto il lotto alla 2M con uno sconto di 1.100.000 euro rispetto al prezzo indicato nel piano iniziale delle alienazioni. Pochi mesi dopo, la 2M Costruzioni ha fatto la sua comparsa fra i “TOP SPONSOR” della Reyer.

E come Eventi:

chi vuole trovare porte aperte e tappeti rossi a Venezia sa che è bene pagare un obolo alla Scuola Grande della Misericordia, proprietà comunale ma gestita da una SpA di proprietà del Sindaco che l’ha ricevuta (dal Comune) in concessione quarantennale gratuita dopo i restauri opportunamente conclusi (con grande ritardo, ma senza pagare penalità alcuna) poco dopo le elezioni del 2015:

dal Ballo del Doge trasferito alla Misericordia nel 2019 (la sua sede storica era palazzo Pisani Moretta) alla presentazione della cinquina finalista del Premio Campiello, in cui sono stati consegnati premi firmati Salviati (azienda del Sindaco) a Dolce e Gabbana che ha scelto la Misericordia come quartier generale per il suo grande evento del 2021[1], in molti hanno capito il messaggio e si sono “adeguati”, con lauto profitto per chi gli affitta i locali: la Scuola Grande Misericordia SpA che è controllata al 63,73% dalla LB Holding (LB come Luigi Brugnaro).

A quanto ammonti l’affitto dei locali è un mistero ben custodito: inutile cercare risposta sul sito ufficiale della società, sicuramente misericordiosa nei confronti dei suoi azionisti ma non particolarmente incline a pubblicizzarne gli introiti.


[1] Sul punto vedasi: https://www.lavoce.info/archives/89845/se-il-comune-di-venezia-fosse-una-spa/

A come Alilaguna

Ogni promessa è debito ad iniziare dalla lettera A come Alilaguna, il cui presidente a quanto pare già ci minaccia di azioni legali (come leggerete sui giornali in edicola domani 19 ottobre). Per evitare azioni temerarie oltre che infondate, a Fabio Sacco sommessamente consiglieremmo di avvalersi prima del diritto di replica, che gli spetta come a chiuque altro e che troverà spazio su questa stessa pagina e con pari risalto, se vorrà farne uso. Per farlo gli sarà sufficiente scriverci a: 25aprileVenezia@gmail.com

Se invece la minaccia di non meglio precisate “azioni legali” va intesa come un tentativo di censura preventiva, la miglior risposta è pubblicare qui integralmente il testo che illustra la prima carta del mazzo:

A come Alilaguna

Sponsor della Reyer (proprietà del Sindaco), convention aziendali alla Misericordia (gestita da un’azienda del Sindaco), stagionali assunti tramite Umana (fulcro dell’impero economico del Sindaco) fino al 2019 almeno. Risultati, diretti o indiretti:

  1. autorizzazione comunale di nuove linee turistiche (linea rosa, con provvedimento del 10 gennaio 2020) nonostante la pronuncia dell’AGCM che ne aveva ritenuto illegittimo l’esercizio da parte dello stesso soggetto affidatario di servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale (con riferimento alla linea verde) sanzionando Alilaguna per questo motivo[1];
  2. conferma del redditizio monopolio del servizio trasporto acqueo di linea da e per l’aeroporto (valore economico: 20 milioni di euro all’anno con le linee rossa, blu e arancione)[2];
  3. mezzo milione di ristori “Corinavurus” dal fondo trasporto locale, accordati ad Alilaguna dal Comune “per aver garantito il pendolarismo con le sue linee” (fonte: Nuova Venezia 26 agosto, a firma Enrico Tantucci) quando invece le medesime linee avevano subito tagli pesantissimi e il personale era stato messo in cassa integrazione, come accertato con accesso agli atti del 5 agosto 2021;
  4. affidamenti diretti (e senza gara di appalto) per il trasporto pubblico locale, che nel solo semestre marzo – settembre 2021 avevano già superato i 700.000 euro, come accertato con accesso agli atti del 5 agosto 2021;
  5. cessione ad un prezzo particolarmente vantaggioso del mezzo ibrido denominato “LIUTO” (Low Impact Urban Transport water Omnibus) che era stato realizzato dall’ACTV con finanziamenti europei[3];
  6. azzeramento canoni comunali pontili per taxi e lancioni gran turismo, a beneficio di Venezia Turismo (flotta stimata: 60 imbarcazioni) che è parte del medesimo gruppo imprenditoriale, ed espansione dell’impero Alilaguna come da scheda allegata, che è il risultato di visure camerali effettuate nel mese di settembre.

La holding che controlla Alilaguna e Venezia Turismo è la “Società Investimenti Turistici”, nel cui Collegio sindacale troviamo – dal 2016 – il fratello dell’assessore al bilancio in carica: Maurizio Zuin.


[1] Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Provvedimento n. 26252 del 23 novembre 2016.

[2] Su tale concessione risulta pendente un ricorso al TAR, con una sospensiva ordinata dal TAR nel settembre 2021 in attesa del giudizio di merito. Il monopolio da e per l’aeroporto è particolarmente lucrativo in quanto caratterizzato da un rendimento orario per imbarcazione pari a 400 euro, contro gli 85 euro all’ora di altre tratte quali ad esempio la linea 9, subaffidata ad altro soggetto privato.

[3] Il mezzo è stato ceduto per soli 180.000 euro e nel contratto di compravendita si legge testualmente: “ACTV concede ad Alilaguna, che accetta, a titolo di comodato d’uso gratuito l’imbarcazione denominata LIUTO.. (omissis). Liuto sarà esposto al salone nautico di Venezia.. al termine dell’esposizione, Alilaguna utilizzerà il Liuto per la navigazione nella Laguna veneziana in qualità di armatore fino al 31 dicembre 2020. Al termine di tale periodo, ACTV concede irrevocabilmente ad Alilaguna la facoltà di esercitare il diritto di acquisto al prezzo di euro 180.000”.

A partire da domani: dalla A alla Z

Scarseando[1] a Venezia

Dalla A come Alilaguna alla Zeta come ZTL, un gioco di società per allietare le serate autunnali.

Nel presentare questo mazzo di carte liberamente ispirato alla vita veneziana, eviteremo termini consunti e a volte abusati come “conflitto di interessi” perché a Venezia siamo già oltre: il conflitto presuppone una tensione morale fra interesse pubblico e interessi privati, nel caso nostro la situazione è molto più semplice.

Venezia è usata come vetrina e trampolino per una carriera politica nazionale, Venezia è usata come “musina” o bancomat per migliorare il conto economico e/o incrementare il patrimonio netto di soggetti privati. Nessun conflitto, nessuna tensione etica o morale quando ad essere perseguiti, in maniera lucida e coerente anche se non sempre trasparente, sono interessi privati o personali.

Un soggetto concedente e concessionario dello stesso bene pubblico (Scuola Grande della Misericordia); parte acquirente e parte venditrice nella medesima transazione (Abate Zanetti SpA); proponente e beneficiario di varianti urbanistiche approvate a colpi di maggioranza – da una lista che porta il suo nome –  e ancora parte ricorrente e parte resistente nel medesimo ricorso al TAR (per decidere a chi spettasse fare le bonifiche e la caratterizzazione dei suoli ai Pili) sono la realtà sostanziale percepita da chi non si ferma alle forme (la persona giuridica che è cosa distinta dalla persona fisica, proprietaria o azionista di maggioranza della persona giuridica): qui siamo oltre ogni precedente noto nella storia repubblicana, con un vago sentore di ritorno all’era feudale. Più che di “conflitto”, è un caso inedito di “confusione” di ruoli.

Il conflitto latente emerge soltanto quando ricorrono due condizioni cumulative: 1) l’interesse privato viene perseguito a scapito dell’interesse collettivo e 2) i mass media o le opposizioni sono in grado di dimostrare che ciò avviene, andando oltre i proclami ufficiali e portando alla superficie la realtà soggiacente.

Con questo contributo ludico verranno elencate una serie di situazioni – alcune note, altre meno – in cui ci sembra di scorgere una certa confusione di interessi. Lasciamo ad altri il compito di giudicare quali possano assumere rilevanza giuridica e quali appartengono soltanto alla sfera dell’etica. Il dato per noi rilevante è che tali situazioni coprono praticamente tutte le lettere dell’alfabeto, dalla A alla Zeta. Tanto da poterne fare un mazzo di carte completo.

A domani


(1) Di questo neologismo siamo debitori a Luigi Brugnaro in persona: «Se i cittadini del centro storico sono convinti che i problemi li risolvo io, si sbagliano di grosso – si è sfogato nel discorso della vittoria – Perché Brugnaro il provinciale, quello che arriva dalla periferia, non risolve più i problemi del centro storico. Sul turismo la città ha già detto quello che vuole fare: i veneziani beneficeranno di questi interventi gravosi, ringrazino. Basta magnare e scarseare: mangiare e mettere in tasca». Fonte: Corriere veneto 24 settembre 2020, “Un caso lo sfogo del sindaco sulla città che ancora non lo vota”, articolo a firma Monica Zicchiero.

7 ottobre Anno secondo DC, si riparte!

Inutile nascondercelo: anche per noi, come per tutti, c’è stato un prima e un dopo; un Avanti Covid e un Dopo Covid: il 7 ottobre di tre anni fa avevamo inaugurato lo spazio civico che per diciotto mesi, con cadenza settimanale, è stato luogo di incontro e di confronto realizzando più di 50 eventi fra dibattiti, presentazioni di libri, spettacoli musicali e teatrali.

Chiuso in ottemperanza alle disposizioni anti-Covid, a metà marzo del 2020, non è stato più riaperto perché le nuove regole sul distanziamento lo rendevano inidoneo ad assolvere quella funzione per cui era stato creato, e ci siamo dovuti rassegnare anche noi ad altre forme di aggregazione e comunicazione “a distanza”. In quello spazio fisico, tuttavia, avevamo già posto le basi di tutto ciò che è successo poi:

con le assemblee “in presenza” del primo e del 5 marzo 2020, il gruppo nato come piattaforma civica e apartitica, che non significa “apolitica”, ha deciso (con voto unanime dei presenti) di raccogliere la sfida delle elezioni comunali del 2020, avviando quel percorso che è ormai storia nota:

  1. il manifesto della società civile, pubblicato su questa pagina il 2 giugno 2020, per andare oltre il perimetro storico del “25 aprile” ed aprirsi ad altre realtà radicate in ambito comunale; 2. la scelta dei candidati consiglieri comunali fra chi aveva sottoscritto quel manifesto; 3. le assemblee nei parchi cittadini e le primarie interne per la scelta del candidato sindaco, nel luglio dell’anno scorso.

A partire da quel momento si è interrotta l’attività di questo blog, che NON è stato utilizzato per la campagna elettorale del 2020 pur avendo un seguito e un numero di abbonati che sicuramente avrebbero fatto “comodo” ai nostri candidati. Una decisione ponderata e dolorosa, effettuata: I) in segno di rispetto nei confronti di quei simpatizzanti storici che potevano anche non condividere la scelta elettorale; II) per concentrare le risorse sul soggetto politico nato con il manifesto del 2 giugno, che si è dato una sua pagina: quella in cui a breve verrà pubblicato un bilancio dei primi dodici mesi di presenza all’interno delle Istituzioni, iniziata con la seduta di insediamento del nuovo Consiglio comunale.

Diversamente dai tentativi di altre forze civiche, che in passato si erano arenate contro la soglia di sbarramento, quello di Terra e Acqua ha avuto successo e ci ha portati in Consiglio comunale con più di 5.000 voti (un dato superiore a quello degli iscritti al 25 aprile, e superiore anche a quello ottenuto da partiti o movimenti strutturati come Forza Italia e il M5S), moltiplicando le possibilità di intervento in favore della città e dei suoi residenti.

La divisione dei compiti – o distinzione dei ruoli – a questo punto è abbastanza chiara, così come lo sono le possibili sinergie: TeA si muove all’interno delle Istituzioni comunali, dando voce ai cittadini attraverso gli atti consiliari (mozioni ed emendamenti, interrogazioni e interpellanze); il Gruppo25Aprile continua ad agire come ha fatto dalla sua fondazione nel 2014, con mobilitazioni e azioni sul territorio – ultima in data quella sul trasporto pubblico locale – e l’associazione che ne porta il nome ha i suoi organi elettivi, che per Statuto sono soggetti a rotazione annuale.

Superata questa fase di transizione, il blog riprende le sue attività e lo fa nello stile che in molti avevano apprezzato: indipendenza di giudizio e libertà assoluta da qualsiasi ingerenza esterna, come sa chi ha continuato ad interagire nel gruppo facebook; approfondimenti basati su un lavoro di ricerca in grado di documentare ogni affermazione scomoda, che non può accontentarsi dei “si dice” ma deve basarsi su riscontri documentali a prova di querela o rettifica, e finché non li trova resiste alla tentazione del facile “scoop”: in 7 anni di attività, non siamo mai stati smentiti e in alcuni casi abbiamo portato alla luce fatti o intrecci inediti di grande rilevanza, tanto da essere poi ripresi dalla stampa locale e nazionale.

“Capire per agire” era e resterà il motto di questa pagina, che è opera collettiva e per questo non viene firmata dai suoi co-autori: non è la visibilità personale che ricerchiamo, ma la difesa del bene comune. In questi anni abbiamo dato voce a chi non la aveva, e continueremo a farlo.

In attesa delle sorprese che stiamo preparando, e su cui lavoriamo ormai da settimane, per oggi ci sia concesso un momento di “amarcord” per ricordare con una foto quel 7 ottobre di tre anni fa, quando “assembramento” non era ancora una parolaccia e le riunioni in presenza erano la regola. Il nostro auspicio è che ritornino ad esserlo quanto prima, prescrizioni sanitarie permettendo.

7 ottobre è anche l’anniversario della battaglia di Lepanto, e la scelta delle date nella nostra storia di attivisti non è mai stata casuale.

Duri i banchi,

Il G25A

I “pretoriani del sindaco”, la caserma e il Monastero

ASSEDIO AL MONASTERO – SECONDA PUNTATA

Nel “trailer” pubblicato qualche ora fa, è stato abbozzato un ritratto (un po’ caricaturale, esercitando il diritto di satira) degli attori protagonisti di questo film. Andiamo a conoscerli più da vicino?

FISPMED è la creatura del dipendente comunale (primo protagonista in ordine di apparizione); partorita nel lontano 2004. FISPMED sta per “Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo-Mar Nero”.

Cosa c’entri in questa operazione e cosa c’entri la Cina con il Mar Nero – di cui non risulta essere Paese “rivierasco” – lo vedremo fra poco, ma andiamo per ordine.

Nei suoi primi 16 anni di attività, la FISPMED produce molti convegni e conferenze finalizzate a “fare rete” e reperire fondi, pubblici e privati, del cui utilizzo non appare traccia alcuna di rendicontazione sul suo sito.

Nel 2016, LA SVOLTA:

Dal suo profilo ufficiale su Twitter (peraltro assai poco frequentato) partono una serie di tweet di cui sfugge l’attinenza con la lotta alla povertà nel Mar Nero o nel Mediterraneo, come questo del 18 marzo:

“@LuigiBrugnaro Sindaco siamo con Lei.. Avanti così.. saremo i suoi pretoriani”

All’epoca ne avevamo sorriso ma, con il senno di poi, quel Tweet si rivela illuminante per non dire profetico: chi dice “pretoriani” dice “Imperatore” (Vespasiano o Nerone che sia) e i bravi pretoriani dovranno pur dormire da qualche parte.

Nel maggio del 2019, in maniera piuttosto rocambolesca che è stata anche oggetto di interrogazioni  parlamentari (al Senato) la FISPMED si aggiudica infatti la gara per l’affidamento dell’ex caserma Pepe, al Lido di Venezia . Dismessa nel 1999, la gloriosa caserma fondata nel 1595 ospitava 2.000 fanti da mar, quindi non è certo lo spazio che manca e nemmeno le camerate o le camere da adibire a foresteria.

A quanto pare non basta. I pretoriani devono pur mangiare e nella loro mente fervida si affaccia l’immagine del vicino Monastero, che diversamente dalla povera caserma (vedi foto) si trova in ottime condizioni ed è proprietà del Comune.

Bingo! Il Monastero risulta già affidato ad altri, con un contratto 9+9, ma cosa importa..

Quando nella prossima puntata parleremo del loro programma di “valorizzazione” se ne capirà meglio il perché, ma riprendiamo il filo cronologico dei fatti.

In rapida successione e a ridosso delle elezioni amministrative del 2020, si verificano i seguenti eventi che forse (e sottolineiamo il forse) potrebbero essere collegati da un unico filo conduttore:

  • il 18 giugno 2020, una delegazione congiunta di FISPMED e CASME (alla sua prima apparizione pubblica in questa vicenda) viene ricevuta dalla presidente del Consiglio comunale e dal consigliere delegato al Lavoro, Paolino D’Anna. Sulla pagina ufficiale del Comune di Venezia l’incontro viene così descritto: “Una delegazione composta da rappresentanti di Casme – Associazione nazionale delle piccole e medie aziende cinesi, e di Fispmed – Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo-Mar Nero, due realtà che collaborano tra loro allo sviluppo di progetti culturali e sociali a Venezia. Gli ospiti cinesi hanno donato al Comune di Venezia ventimila mascherine chirurgiche monouso, che si aggiungono alle cinquemila già regalate dall’inizio della pandemia.. Ringraziando per il gradito segno di vicinanza e per le ottime opportunità per la città avviate grazie alla collaborazione tra Fispmed e Casme, il consigliere D’Anna ha poi ricordato che gli ospiti visiteranno in questi giorni anche l’area di Porto Marghera, zona strategica per la città”.
  • in pari data (18 giugno) con lettera su carta intestata del Comune indirizzata ai Presidenti di CASME e FISPMED (in quest’ordine) il vicecapo di Gabinetto del Sindaco Derek Donadini rivolge parole di apprezzamento per “la proposta” (non protocollata, forse perché consegnata brevi manu) avente ad oggetto il “Centro di cooperazione e condivisione economica per lo sviluppo della Piccole e Medie Imprese tra Cina e Venezia metropolitana” da realizzarsi come parte integrante del progetto di valorizzazione dei“beni storico artistici di San Nicolò del Lido, dell’ex Monastero e dell’ex Caserma Pepe”;
  • Il 24 giugno 2020, la rivista online L’Aquilablog annuncia il ruolo di “General Contractor” che sarebbe stato riconosciuto (su beni demaniali e comunali) all’imprenditore e  “consigliere aquilano della Fispmed-Onlus”, Eliseo Iannini, a commento della giornata conclusiva dei lavori per la firma del memorandum, definito “Casa delle Piccole Medie Imprese Italo-Cinese”, che riconosce a Venezia il ruolo di hub culturale della via della Seta[1];
  • Il primo luglio 2020, FISPMED sul suo profilo Twitter “ringrazia Mr. KING LI per il generoso impegno dedicato a sostenere lo sviluppo della città di Venezia”;
  • Il 7 Agosto 2020, in piena campagna elettorale, il rappresentante ufficiale di CASME per il Veneto Mr. STEFANO YANG sulla sua pagina Facebook pubblica il “santino elettorale” con l’invito a votare il candidato consigliere comunale Paolino D’Anna (lista Brugnaro Sindaco).

La vicenda si fa interessante? Appuntamento alla prossima puntata di questa saga. La pubblicheremo in tempo utile per la seduta pubblica della VII commissione, convocata per il 7 aprile p.v. con il seguente ordine del giorno: “Audizione dell’Associazione FISMED ONLUS in merito alla valorizzazione dei beni demaniali ad interesse storico-artistico nel Comune di Venezia, il ruolo del terzo settore e relative procedure. La proposta di valorizzazione degli immobili dell’ex Caserma Pepe e Bellemo e dell’ex Monastero di San Nicolò del Lido”.


[1] https://www.laquilablog.it/venezia-costruttore-aquilano-in-prima-linea-nella-valorizzazione-culturale-dellex-caserma-dartiglieria-ora-accordo-con-i-cinesi-per-la-via-della-seta/

Assedio al Monastero

ASSEDIO AL MONASTERO – PRIMA PARTE

LA PREDA:

Un Monastero dell’XI secolo (1053) in ottime condizioni, adiacente a una caserma del XVI secolo (1595) bisognosa di restauri. Il primo è proprietà del Comune, la seconda è proprietà del Demanio.

PROTAGONISTI in ordine di apparizione:

  1. Lo stratega: dipendente comunale già segretario di un’assessora in carica, e poi di un gruppo consiliare il cui unico consigliere comunale è confluito nella Lista “Luigi Brugnaro sindaco”. Attualmente prestato alla segreteria di un Presidente di Municipalità, sul cui territorio si svolge l’assedio al Monastero, condotto a partire dalla caserma che gli è stata affidata dal Demanio con assegnazione provvisoria.
  2. La macchina da assedio: una associazione denominata “Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo e nel Mar Nero” (FISPMED) fondata e presieduta, fino all’anno scorso, dal dipendente comunale di cui sopra.
  3. La ristoratrice: candidata nel 2020 (non eletta; voti ricevuti: 19) per la Municipalità di Venezia nella lista “Luigi Brugnaro sindaco”. Dal suo curriculum di campagna elettorale, qui si riporta fedelmente (refusi compresi) la caratteristica saliente:  “Imprenditrice nel campo della ristoranzione e del catering. Imprenditrice nel settore impot/export tra Italia e Cina”.
  4. Il General Contractor: imprenditore edile già condannato a 4 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta con pena ridotta a 3 anni dalla Corte d’Appello e confermata dalla Corte di Cassazione a sezioni unite nel 2016.
  5. La Legione Straniera: “CASME” come “China Association of Small and Medium Enterprises”.

Su questa vicenda è in corso un accesso agli atti da parte del consigliere comunale Marco Gasparinetti, dato che l’ex Monastero è proprietà comunale. Ne parleremo martedì sera in assemblea qui:


https://www.facebook.com/events/5429270777147137/

Manifesto della società civile: i primi firmatari

Il manifesto della società civile ha già raccolto centinaia di firme, sui due lati del ponte.

Le riportiamo qui in ordine alfabetico e ne aggiorneremo la lista di qui al 2 luglio, che è la data entro cui potrà aderire a questo progetto chiunque si riconosca nei valori del manifesto e nel percorso proposto in vista delle elezioni comunali.

Un ringraziamento a Monica Zicchiero (Corriere della Sera) per l’articolo qui riprodotto:

  1. Alfonso Elisabetta
  2. Almansi Elena
  3. Altaras Alon
  4. Andolfi Roberta
  5. Antonini Flavia
  6. Armellin Giovanni Battista
  7. Baldin Andrea
  8. Banzato Monica
  9. Barbone Gloria
  10. Barina Gabriella
  11. Barina Stefano
  12. Barozzi Francesca
  13. Barusco Filippo
  14. Bartoloni Lucia
  15. Belgioioso Donato
  16. Bellemo Ivana
  17. Beltrame Carlo
  18. Benigni Margherita
  19. Bertini Marina
  20. Berto Alessandro
  21. Berto Massimo
  22. Besazza Rossella
  23. Bevilacqua Sara
  24. Bianchi Roberta
  25. Biscontin Daniela
  26. Boato Maurizio
  27. Bognolo Donatella
  28. Bolcato Anna
  29. Bonel Eleonora
  30. Bontempi Luca
  31. Bortoli Massimo
  32. Bortolini Silvia
  33. Bortolussi Marco
  34. Brandolisio Paolo
  35. Bressanello Alessandro
  36. Broggio Marco
  37. Brunello Francesco
  38. Bruno Roberta
  39. Bucella Andrea
  40. Bugati Claudio
  41. Bugno Massimiliano
  42. Butaux Arièle
  43. Calderan Giorgia
  44. Cannatella Settimo
  45. Cardin Annalisa
  46. Cardoso De Oliveira Rogeiro
  47. Casaburi Elisabetta
  48. Casini Matteo
  49. Catacchio Cecilia
  50. Catozzi Michele
  51. Cavallarin Roberta
  52. Cavasin Luciana
  53. Ceccato Cristiano
  54. Ceciliati Gabriella
  55. Cendon Aline
  56. Cerpelloni Anita Marina
  57. Ceselin Francesco
  58. Checchin Claudio
  59. Checchini Daniela
  60. Chimenton Emanuela
  61. Cogolati Paola
  62. Comin Leonardo
  63. Comisso Francesco
  64. Conchetto Francesca
  65. Concina Alessio
  66. Confuorto Valentina
  67. Cormio Rita
  68. Corra’ Renato
  69. Cortesi Anna
  70. Cravin Marina
  71. Croce Stefano
  72. Crociani Fabrizio
  73. Crociani Marianna
  74. Crosera Bruno
  75. Crosera Giulio
  76. Crovato Alberto
  77. Culloca Lorena
  78. Dainese Sara
  79. Danesin Cristina
  80. Dal Bon Licia
  81. Dalla Pozza Antonella
  82. Dalle Vacche Joyal Valeria
  83. Da Lozzo Giovanni
  84. Dalmanzio Giovanni
  85. De Giorgi Marcello
  86. De Polo Sara
  87. De Vita Adriano
  88. De Zotti Bertozzi Arianna
  89. Debidda Beatrice
  90. Debidda Pasquale
  91. Degan Germano
  92. Degan Silvana
  93. Del Turco Elisabetta
  94. Della Corte Paolo
  95. Dinon Silvia
  96. Di Cataldo Gina
  97. Di Pumpo Francesco
  98. Di Pumpo Riccardo
  99. Donaggio Adriano
  100. Donaggio Silvia
  101. Dorigo Lorenzo
  102. Dos Santos Wanda
  103. Doz Pierpaolo
  104. Dri Piero
  105. Duse Francesco
  106. Esposti Debora
  107. Evangelisti Carlo
  108. Faccini Maria Laura
  109. Falcieri Francesco
  110. Favaro Andrea
  111. Ferrari Roberto
  112. Foa’ Daniela
  113. Fontana Antonella
  114. Forte Antonella
  115. Foschi Francesco
  116. Frasson Lucia
  117. Frosini Nicoletta
  118. Fugagnoli Ermanno
  119. Furlan Gabriella
  120. Galfrè Tullio
  121. Galifi Irene
  122. Gallina Gloria
  123. Gallina Pietro
  124. Gasparato Giulia
  125. Gasparinetti Marco
  126. Gavagnin Cristina
  127. Gerotto Eliana
  128. Gerotto Martina
  129. Gervasuti Michele
  130. Giglioli Doriana
  131. Giorgi Sebastiano
  132. Gradenigo Bizio Andrea
  133. Greco Orsola
  134. Griffon Giorgio
  135. Grimani Donata
  136. Grubissa Federico
  137. Guglielmi Mara
  138. Gusella Rossetti Rita
  139. Ishu Bayati Shirin
  140. Kraul Adriano
  141. Kuyawska Basia
  142. Kuyawska Bullo Marysia
  143. Labriola Manuela
  144. Lachin Marco
  145. Lambreva Dimitrova Pepa
  146. Lanapoppi Aleramo Paolo
  147. Lanaro Maria
  148. Levo Fabrizio
  149. Ligi Rosanna
  150. Linetti Jacopo
  151. Lombardo Fabio
  152. Lombardo Daniela
  153. Longato Riccardo
  154. Longo Caterina
  155. Lora Stefania
  156. Loris Feliciano
  157. Lungo Laura
  158. Luzzi Giovanna
  159. Maggi Danilo
  160. Magnanini Ottavia
  161. Maignan Carole
  162. Malacrea Mariateresa
  163. Marin Anna
  164. Marinaro Claudio
  165. Martinelli Ivo
  166. Maschietto Matteo
  167. Masoni Francesca
  168. Meo Dolores
  169. Milliaccio Susanna
  170. Minoia Paola
  171. Montavoci Cosima
  172. Montaretto Marullo Carla
  173. Morando Maria Giovanna
  174. Morelli Morella
  175. Moriani Gianni
  176. Morosini Rita
  177. Neri Elisabetta
  178. Nordio Silvia
  179. Novati Maria Vittoria
  180. Olivi Alberto
  181. Olivieri Donata
  182. Omacini Giorgio
  183. Omacini Silvia
  184. Ordigoni Davide
  185. Orio Stefania
  186. Orsenigo Fulvio
  187. Paladini Filippo Maria
  188. Paolini Francesco
  189. Pascolo Sergio
  190. Pasculli Angela
  191. Pasquinucci Tony
  192. Pastor Saverio
  193. Patalano Andrea
  194. Patrian Elena
  195. Patrizio Tommaso
  196. Pattarello Magda
  197. Pauletto Monica
  198. Pavon Mascia
  199. Pazienza Francesca
  200. Peratoner Agnese
  201. Peratoner Alberto
  202. Permutti Federico David
  203. Pesenti Francesco
  204. Pezzato Cristina
  205. Piacentini Lucilla
  206. Pino Stefano
  207. Piovesana Domenico
  208. Pipus Franca
  209. Pirani Alessandra
  210. Pirro Mattia
  211. Pittarello Giovanna
  212. Pittarello Silvia
  213. Piussi Vilma
  214. Plebs Carlotta
  215. Pòrcile Elisabetta
  216. Porpora Giovanni
  217. Pulese Sebastiano
  218. Purisiol Marianna
  219. Querenghi Letizia
  220. Radich Massimo detto Lucio
  221. Ranieri Francesca
  222. Ravagnan Matteo
  223. Regina Chiara
  224. Reski Petra
  225. Rè Barbara
  226. Ricciardi Frederic
  227. Righetto Costantina Maria
  228. Riu Elena
  229. Roggero Paolo
  230. Rolani Renzo
  231. Roncaglione Antonella
  232. Rossi Alessandra
  233. Rossi Giulia
  234. Rubin Tiziana
  235. Ruffini Giulia
  236. Rumonato Rocco
  237. Rusconi Alberto
  238. Russo Luisa
  239. Saccarola Stefania
  240. Sacco Fabrizio
  241. Salerno Gaetano
  242. Salvato Angela
  243. Sambin Giovanni
  244. Sambuy Cristina
  245. Santi Adriano
  246. Santi Lucia
  247. Santini Lucia
  248. Santini Pamela Jean
  249. Saputo Rosangela
  250. Sarti Veronica
  251. Sartor Giovanni
  252. Sartori Andrea
  253. Savini Matteo
  254. Savio Daniele
  255. Sbordone Andrea
  256. Scantamburlo Davide
  257. Scaramuzza Andrea
  258. Scarpa Emanuela
  259. Scarpa Gabriele
  260. Scarpa Lorenzo
  261. Scarpa Maurizio
  262. Scarpa Veronica
  263. Schroeder Katrin
  264. Scordino Matteo
  265. Schiavuta Sabina
  266. Scopel Tatiana
  267. Scurati Marco
  268. Semenzato Alessia
  269. Serafini Michele
  270. Serandrei Marianna
  271. Serena Ottavio
  272. Siega Valentina
  273. Signorato Valeria
  274. Sitran Carla
  275. Spanio Giorgio
  276. Stefanelli Adele
  277. Suppiej Giorgio
  278. Tabani Elena
  279. Tagliapietra Artemio
  280. Tagliapietra Giulia
  281. Tessan Caterina
  282. Timini Jacopo
  283. Timini Stefano
  284. Tissi Bruno
  285. Tognon Nicola
  286. Tomassi Paolo
  287. Tommasini Alessandra
  288. Toniolo Giuliano
  289. Trevisanato Antonio Andrea
  290. Urbani de Gheltof Laura
  291. Trevisan Cinzia
  292. Vandeville Diana
  293. Vanzan Anna
  294. Varvara Annalisa
  295. Vasselli Roberta
  296. Vedova Alfreda
  297. Velli Giorgio
  298. Velo Luca Giulio
  299. Venerando Rina
  300. Vernier Claudio
  301. Vernier Michele
  302. Vernier Paolo
  303. Veronese Giovanni
  304. Vian Francesco
  305. Vianello Daniele
  306. Vianello Dario
  307. Vianello Rocco
  308. Vianello Rossella
  309. Visentin Doriana
  310. Visintin Francesca
  311. Visonà Dalla Pozza Matteo
  312. Vitturi Di Este Cristina
  313. Vivian Giovanni
  314. Voltarel Susanna
  315. Zafalon Sebastiano
  316. Zanelli Guglielmo
  317. Zanetti Barbara
  318. Zanin Selena
  319. Zanon Alice
  320. Zanon Caterina
  321. Zemella Anna
  322. Zennaro Eva
  323. Ziliotto Marco
  324. Zorzi Andrea
  325. Zorzi Pier Alvise
  326. Zuanich Flora
  327. Żurowicz Anna

Il testo del manifesto:

https://gruppo25aprile.org/2020/06/02/elezionicomunalivenezia2020-il-manifesto-della-societa-civile/

 

 

 

#ElezioniComunaliVenezia2020: il manifesto della società civile

Il “manifesto” che qui ospitiamo è stato oggi firmato da quasi 300 cittadine e cittadini che da alcune settimane lavorano in vista delle prossime elezioni comunali. Fra di loro ci sono anche singoli esponenti del Gruppo25Aprile, che a titolo personale aderiscono al percorso di cui questo manifesto rappresenta la prima tappa:

Marghera, Mestre e Venezia, 2 giugno 2020

Oggi 2 giugno è la giornata simbolica in cui l’Italia celebra il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica.

Al concetto monarchico e feudale dell’uomo solo e accentratore al comando contrapponiamo quello di una classe dirigente che fa squadra, rifiutando ogni forma di estremismo o demagogia.

Individualmente ci battiamo da anni per una città viva, dinamica, abitata, equa, che offra opportunità e qualità della vita in un futuro sostenibile.

Come squadra ci candidiamo ad amministrare un Comune straordinariamente complesso, articolato fra terra e acqua, in cui convivono tre realtà con caratteristiche così diverse come Venezia e le sue isole, Mestre e Marghera.

Con questo manifesto ci impegniamo a riconoscere i bisogni e a valorizzare i punti di forza di ognuna, esaltandone le sinergie senza mortificare nessuna delle sue componenti.

Vogliamo aprire una nuova stagione di cambiamento, perché siamo convinti che contenga tutte le risorse sociali, imprenditoriali, culturali e tecnologiche per rinascere.

La lista “post-civica” che stiamo costruendo non è la somma di vanità individuali, o una bugia elettorale con le gambe corte, ma un progetto di cambiamento per dare attuazione concreta a un insieme di valori condivisi, che hanno trovato gambe robuste su cui camminare: un progetto post-coronavirus basato sulla necessità di imparare la lezione di questa crisi, per non ripetere gli errori del passato, ma basato su una prospettiva di sostenibilità che garantisca benessere non solo economico, e rimetta al centro la persona in armonia con l’ambiente.

Laddove l’armonia è stata compromessa o incrinata a favore di interessi di parte e di breve termine è necessaria una spinta di segno contrario.

Per costruire il futuro e ripristinare gli equilibri spezzati, quello fra turismo e residenzialità, quello fra traffico acqueo e ambiente lagunare, quello fra grande distribuzione e commercio di prossimità, presenteremo proposte realistiche e realizzabili, nel segno della consapevolezza e della lungimiranza.

Questa Città ha tutte le caratteristiche per diventare Laboratorio e Capitale dello sviluppo sostenibile ad ogni livello. Competenza e integrità morale sono la nostra bussola nella selezione dei candidati al Consiglio comunale e degli assessori designati

Con i valori riassunti in questo “manifesto” ci candidiamo ad amministrare il Comune di Venezia nei prossimi dieci anni: quelli in cui la nostra città, minacciata dal cambiamento climatico e dall’avidità di una speculazione miope e fine a se stessa, si gioca il suo futuro. Lo facciamo con un programma di azioni a breve, medio e lungo termine, che verrà presentato il 2 luglio.

I nostri candidati verranno scelti fra chi, da oggi e fino al 2 luglio, sottoscrive questi valori e si impegna a difenderli in Consiglio comunale, a promuoverli come assessore, a garantirne l’attuazione concreta come Sindaco.

 Per adesioni, informazioni e suggerimenti scriveteci a:

lamiaidea2020@gmail.com

oppure telefonate a questo numero: 345.345.9663

Il gruppo FB provvisorio in cui lavoriamo a questo progetto, in attesa di creare la pagina con il nome ufficiale della lista è:

https://www.facebook.com/groups/593164558225127

“Marangona” o Carpentiera, è la campana che dà il “LA” ed è l’unica ad essersi salvata dal crollo del campanile di San Marco nel 1902. I suoi rintocchi annunciavano l’inizio e la fine dell’orario di lavoro dei carpentieri dell’Arsenale (“marangoni”): quelli a cui era affidata la costruzione delle galee e delle galeazze della Repubblica di Venezia.

Fra il dire e il fare.. la vergogna delle case vuote a Venezia

La Giunta in carica ci ha abituati a un certo scollamento fra gli annunci roboanti e la realtà dei fatti. Questa lettera firmata, inviata al nostro portavoce con richiesta di pubblicazione, tocca un tema a cui siamo da sempre sensibili e su cui avevamo anche (incautamente?) dato atto del solenne impegno – più volte ribadito – a fare buon uso del patrimonio edilizio di proprietà comunale, mettendo fine allo scandalo dei troppi appartamenti vuoti per mancanza di assegnazione o di manutenzione. Ad una successiva verifica empirica di altri alloggi di proprietà comunale, ne abbiamo trovati altri che sono vuoti a 8 anni di distanza (otto!) dal decesso dell’ultimo assegnatario. Questo ci fa pensare che il caso denunciato non sia isolato, e ringraziamo quindi chi ci ha inviato la  lettera che qui riproduciamo, integralmente e senza tagli:

“Spero di non disturbarla ma volevo esporle una situazione riguardo un bando per l’assegnazione di case comunali in Centro Storico.
Seguo il suo impegno per Venezia nel Gruppo25Aprile quindi penso che la cosa possa interessare Lei e tutti coloro che tengono a questa città.
Il bando riguarda l’assegnazione di 28 alloggi in regime Social Housing ubicati tra Centro Storico, Lido, Murano e Giudecca e dedicati a coppie under 31.
Io e la mia ragazza abbiamo partecipato presentando domanda a novembre 2018.
Un anno fa, a marzo 2019, sono uscite le graduatorie provvisorie e ad agosto le definitive. Con nostro grande piacere siamo risultati tra i 28 aventi diritto.
Da quel momento non si è più saputo niente.
Nonostante le continue telefonate (nostre e di altri ragazzi che come noi son risultati vincitori del bando) agli uffici del comune, nessuno è mai riuscito a darci una tempistica precisa su quando queste case sarebbero state assegnate. Ad oggi, dopo le più diverse e allucinanti risposte da parte dei vari funzionari del comune, noi e altre 26 coppie (2 a quanto pare si sono ritirate) siamo ancora in attesa di essere contattati per l’assegnazione delle case.
Abbiamo programmato le nostre vite in vista di un futuro a Venezia; abbiamo dovuto firmare contratti d’affitto (in terraferma, dato che a Venezia è difficile trovare prezzi umani) senza sapere quando poter dare preavviso in caso di spostamento nei nuovi allogi; abbiamo messo in secondo piano progetti all’estero per paura di perdere qualche chiamata importante.
Ora gli uffici comunali sono bloccati dall’emergenza sanitaria nonostante i mezzi che la tecnologia ci fornisce.
Da novembre 2018 mi sento preso in giro da una amministrazione incapace di saper gestire un Bando così importante per una città che piano piano sta perdendo ogni identità.
Grazie dell’attenzione.
Rimango a disposizione per qualsiasi dettaglio in più.
Le chiedo di mantenere l’anonimato in caso di pubblicazione”.
Lettera firmata, Mestre 4 maggio 2020
Credits foto: Marco Gasparinetti
A titolo di confronto, ecco uno degli annunci roboanti di cui avevamo dato conto in questo blog:

 

Quando la quarantena diventa cinquantena

Questa pagina è in quarantena, come tutta la città.

Scelta dolorosa ma ponderata: viste le circostanze senza precedenti ci siamo affidati alle Autorità competenti rispettando scrupolosamente le decisioni di chi le rappresenta nel difficilissimo bilanciamento fra tutela della salute e ripresa delle attività civiche e politiche che allo stato attuale sono inibite, evitando di fare o alimentare polemiche in un momento che richiede unità di intenti e nervi saldi.

Arrivati al 46mo giorno, la quarantena si avvia ormai a diventare “cinquantena” e rende indifferibile un dibattito su questi temi e anche sulla ripresa delle attività economiche congelate dall’emergenza sanitaria. Perchè ad essere sospesi, in questa fase di crisi, sono anche i diritti e le libertà garantite dalla Costituzione, che affonda le sue radici nel 25 aprile e nella lotta di liberazione.

A questa crisi stiamo pagando un prezzo altissimo: in termini di vite umane, sul piano economico e anche su quello dei diritti. La necessaria sospensione delle attività politiche non può diventare assuefazione, che rischierebbe di spianare la strada a tentazioni autoritarie. In ricordo di ciò che il 25 aprile rappresenta, pubblicheremo a breve una testimonianza inedita sulle giornate della Liberazione a Venezia.

Le nostre discussioni interne, che precedono ogni presa di posizione “ufficiale”, proseguono sensa sosta nel gruppo facebook:

https://www.facebook.com/search/top/?q=gruppo25aprile%20venezia

Chi volesse partecipare al dibattito in corso è cordialmente invitato ad iscriversi al gruppo FB, in attesa di poter riprendere le attività in modo meno “virtuale” di quello che le circostanze impongono.

Ad illustrare l’eccezionalità della situazione, questo articolo del Gazzettino oggi in edicola ci ricorda che per il secondo anno consecutivo viene annullata anche la regata della Sensa. Piccolo dettaglio fra i tanti, e sicuramente non il più tragico, ma chi conosce Venezia conosce anche la valenza simbolica di questa data in cui da 1.020 anni si celebra il nostro “sposalizio con il mare”.

Venezia, 24 aprile 2020

Marco Gasparinetti

 

Le nostre proposte: a che punto siamo, tre anni dopo – prima parte

20 gennaio di tre anni fa: in un’aula magna (Ateneo Veneto) stracolma in ogni ordine di posti, e con decine di persone rimaste fuori per mancanza di spazio, presentavamo le nostre “20 proposte per Venezia”. 20 proposte in vista del 2020, e il 2020 è arrivato. A che punto siamo?

Molte di quelle proposte hanno avuto un “principio di esecuzione”, altre sono diventate realtà, alcune sono state disattese perché troppo distanti sono le posizioni del sindaco in carica, rispetto alle nostre.

In vista delle elezioni comunali e regionali proviamo a fare il punto su ciò che è stato fatto e ciò che resta da fare, dal nostro punto di vista, ricordando che alcune delle nostre richieste erano indirizzate alla Regione Veneto.

—–

Nel farlo partiamo dalla questione casa, che è una delle condizioni per frenare lo spopolamento di Venezia. Non è l’unica, ma indubbiamente la più immediata e intuibile.

Alla lettera A come alloggi, cosa avevamo chieso?

1) “La modifica urgente della legge regionale del 2013 che ha liberalizzato in modo selvaggio le locazioni turistiche, imponendo requisiti vincolanti anche in materia di scarico delle acque reflue, a tutela dell’igiene e dell’ambiente lagunare“. Nel corso del 2019 abbiamo avuto soddisfazione con la Legge Caner e il nuovo regolamento edilizio, adottato a dicembre, nonostante l’ostruzionismo di una specifica lobby:

https://gruppo25aprile.org/2019/12/11/nuovo-regolamento-edilizio-in-medio-stat-virtus/

Non era affatto scontato e sono due risultati significativi. Al libro dei sogni manca qualcosa? Di misure più incisive ne mancano e ne sentiamo la mancanza, ma per ottenerle occorre rivolgersi allo Stato, che ha competenza esclusiva sul regime fiscale delle locazioni e su eventuali limitazioni al diritto di proprietà: onestà intellettuale vuole che per criticare qualcuno gli si chieda conto delle cose che può fare, e non di quelle che non può fare (a maggior ragione se nel governo nazionale siedono le stesse forze che criticano il sindaco sul piano locale).

2) Abbiamo inoltre ottenuto la creazione del portale che permette – sulla carta almeno – di stanare le strutture abusive, inaugurato l’8 giugno 2017: http://geoportale.comune.venezia.it/Html5Viewer/index.html?viewer=IDS.IDS&LOCALE=IT-it Lo strumento adesso c’è, quello che vorremmo vedere all’opera sono maggiori controlli perché le risorse “dedicate” negli uffici comunali sono insufficienti a contrastare l’ampiezza del fenomeno. I controlli dovrebbero ora essere facilitati dalla nuova legge regionale che impone (prima in Italia) un codice identificativo anche negli annunci, e dal Regolamento Regionale n. 2 del 10 settembre 2019, che richiede l’esposizione del codice identificativo dell’alloggio in locazione turistica su una targa affissa all’ingresso dell’immobile.

3) Avevamo anche chiesto l’assegnazione di tutte le unità immobiliari vuote per mancanza di manutenzione, e su questo fronte diamo atto all’amministrazione comunale di avere messo in atto uno sforzo economico e gestionale che non si vedeva da anni (18 milioni di euro l’impegno complessivo, contando anche i fondi europei) mentre per gli appartamenti di proprietà ATER (agenzia regionale) siamo ancora molto lontani dall’obiettivo e la Regione Veneto al momento è la nostra grande delusione, per motivi sui cui ritorneremo nella seconda parte. Il fatto che il 2020 sia anche anno di elezioni non è sfuggito a nessuno, ciò non toglie che questo piano biennale del Comune di Venezia risponde ad una delle nostre richieste “storiche” – e ben vengano le elezioni se permettono di ottenere risultati come questo:

4) Avevamo anche chiesto “misure strutturali e permanenti volte a incentivare le locazioni di lungo periodo rispetto a quelle di natura speculativa (vedasi anche lettera R come rifiuti, alla voce TARI, per l’utilizzo della leva fiscale a fini perequativi): quello che va costruito è un insieme di misure tali da costituire un patto comunale con i proprietari “virtuosi”. Dopo un primo aumento – da noi fortemente contestato – delle aliquote TARI a inizio mandato, la Giunta in carica ha cambiato rotta e negli ultimi due anni ha ridotto per due volte l’aliquota sulle prime case e su alcune attività commerciali, venendo incontro alle nostre richieste e riconoscendo il principio che la riduzione possa essere finanziata con il gettito dell’imposta di soggiorno (“internalizzazione dei costi” legati ai rifiuti prodotti dal turismo).

5) Alla lettera C come “Cambi di destinazione d’uso” avevamo proposto:

“Di bloccare immediatamente e per un paio d’anni almeno i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo o alberghiero nei sestieri, facoltà che è già riconosciuta dal PAT (Piano di Assetto Territoriale) in vigore dal 2014 a tutela della residenzialità, che è precipitata ai minimi storici e in alcuni sestieri rischia di estinguersi in assenza di una terapia d’urto immediata”.

Anche su questo punto siamo stati in parte ascoltati. “In parte” perché se il principio introdotto il 16 giugno 2017 è stato presentato alla stampa come “blocco dei cambi di destinazione d’uso” nei sestieri, un’analisi del testo adottato – e delle numerose eccezioni che contiene – porta a esitare fra la soddisfazione e la denuncia del rischio di una delibera “colabrodo”.

A titolo di esempio, oltre alla deroga per la Giudecca (la cui disciplina urbanistica viene per la prima volta “scissa” da quello dei sestieri) le eccezioni riguardano tutti i beni pubblici compresi nella lista delle alienazioni (e già questo porterà alla trasformazione alberghiera di immobili che avevano una funzione pubblica, come i servizi sociali di Palazzo Donà) ma anche per quelli privati “L’Amministrazione comunale può autorizzare l’insediamento o l’ampliamento di attività ricettive alberghiere e complementari tramite permesso di costruire in deroga (…) ove ne ravvisi il pubblico interesse”.

A questo proposito, l’esperienza dirà se la misura si rivelerà efficace, se era soltanto “di facciata” o se diventerà strumento di contrattazione politica con gli speculatori. Un primo banco di prova è rappresentato dagli ex gasometri di San Francesco della Vigna, dove l’acquirente via twitter ha fatto chiaramente intendere che le sue intenzioni sono ben diverse da quelle autorizzate dalla variante al piano regolatore esistente. Alla vicenda degli ex gasometri dedicheremo un dibattito in Bragora il 15 marzo p.v.

Credits: Gazzettino 8 gennaio 2020, La Stampa 27 dicembre 2019

A chi dovesse accusarci di essere stati (in questa occasione) troppo “generosi” nel valutare l’operato dell’amministrazione comunale, rispondiamo che per essere credibili nella critica bisogna dimostrare di saper riconoscere ciò che di positivo è stato fatto nella seconda parte del mandato di questo sindaco; altrimenti si scade nella critica preconcetta e aprioristica, coltivata a fini puramente elettorali – e non è questo lo spirito del “25 aprile”.

A rischio di peccare di presunzione, riteniamo che ad alcune correzioni di rotta della Giunta in carica non siano estranee le grandi mobilitazioni del 2017, perché chiunque voglia fare politica a livello locale (a maggior ragione quando cerca il “bis”) difficilmente può farlo ignorando segnali come quelli qui riassunti:

https://gruppo25aprile.org/2017/12/31/un-2017-straordinario-grazie-a-persone-straordinarie/

Infine, il fatto che la tempistica di alcune misure sia costruita per generare effetti positivi a ridosso delle elezioni ed altre ancora siano allo stadio degli “annunci” non sfugge a nessuno, ma per noi è semplicemente motivo per continuare ad essere attivi 12 mesi all’anno e non soltanto sotto elezioni:

https://gruppo25aprile.org/2018/06/28/venduti-al-chilo-prima-parte/

Elezioni Venezia 2020 – capitolo 2: il “sasso nello stagno”

Venezia, 16 gennaio 2020

Il gruppo25aprile lavora da anni per la città e non “contro” qualcuno. Continueremo a farlo chiunque sia il sindaco e non puntiamo sulla “demonizzazione” del sindaco in carica come arma vincente, anzi: la riteniamo un’arma spuntata e controproducente che a volte nasconde debolezza di pensiero e di proposte.

Se dal percorso indicato dal Corriere di oggi (nell’immagine, l’articolo di Monica Zicchiero) emergerà una candidatura civica e non di partito, quella candidatura verrà valutata ed eventualmente appoggiata proprio per questa caratteristica, lealmente e senza sotterfugi.

A chi seguirà quel percorso chiediamo onestà intellettuale e chiarezza. Diversamente da altri che sono nati di recente come “soggetto politico” a fini dichiaratamente o implicitamente elettorali, siamo e resteremo un soggetto civico al servizio della città, non piegabile a interessi di parte.

Considerando i ritardi già accumulati e l’estenuante melina di questi giorni, non intendiamo contribuire alla confusione coltivata con messaggi trasversali in politichese e ulteriori rinvii camuffati da “tavoli”.

Un nome lo abbiamo fatto, nella nostra conferenza stampa di inizio anno, per uscire dalla palude in cui si era impantanata la discussione sulle eventuali alternative al sindaco in carica. Se quel sasso nello stagno farà uscire allo scoperto qualche ranocchio in attesa del bacio fiabesco per trasformarsi in Principe è il momento di dirlo. Sono già passate due settimane e la nostra pazienza non è infinita: a Venezia non ci sono “caminetti” ma squeri, il loro numero è in calo come quello dei residenti.

Le “gioiose macchine da guerra” ricordano invece Achille Occhetto (1994); le lasciamo ad altri e non fanno parte del nostro lessico. Se in mesi e mesi di discussioni a volte sterili non si è ancora trovato l’accordo su un singolo candidato sindaco, tanto vale che i candidati/e siano due o più di due.

Il tempo stringe, è ora di alzarsi da quei tavoli e camminare, parlare con le cittadine e i cittadini, che sono un universo molto più ampio di quello dei militanti o degli iscritti. Parlare dei problemi che vanno risolti, delle soluzioni su cui convergere e non solo degli equilibri politici fra mille sigle da soppesare con il bilancino da farmacista o con il manuale Cencelli.

Per farlo c’è bisogno di uno o più candidati sindaco che possano uscire dallo “squero” e vogare a poppa in armonia con chi voga a prua. Alcuni dei nomi che circolano sono in grado di farlo, altri no.

Duri i banchi

Marco Gasparinetti,

Portavoce

 

Calendario 2020 e assemblea annuale associazione

Il 2 gennaio abbiamo tenuto la conferenza stampa di inizio anno, in cui sono stati presentati:

  1. il calendario 2020, interamente realizzato a Venezia da eccellenze locali come Alessandra Vitalba per i disegni, lo studio Panpepato di Francesca Codrino per l’impaginazione grafica e le Grafiche Veneziane per la stampa;
  2. una sintesi delle attività svolte in Bragora nei 12 mesi precedenti;
  3. i primi orientamenti del gruppo in vista delle elezioni comunali e regionali del 2020 (alla rassegna stampa su questo specifico punto dedicheremo un capitolo a parte).

Nell’immagine che segue, la recensione del calendario a firma Vera Mantengoli (Nuova Venezia di oggi).

Per la gestione della sede in Bragora (la “casa dei veneziani”) e iniziative come quella del calendario (che è già alla sua terza edizione), il Gruppo25Aprile (G25A) ha un “braccio finanziario” con il suo statuto e il suo atto costitutivo, creato ai fini della rendicontazione economica e del rispetto degli obblighi di legge: è la “associazione 25 aprile Venezia” (A25A) le cui cariche sociali verranno rinnovate nel corso dell’assemblea annuale.

Come da statuto dell’associazione, l’ordine del giorno viene pubblicato anche su questa che è la pagina del gruppo. All’assemblea possono partecipare (senza diritto di voto) anche gli iscritti al gruppo, che diversamente dall’associazione non richiede quote di adesione.

Il gruppo nel corso del 2019 ha superato quota 3 mila iscritti e si avvia a raggiungere il traguardo dei 4 mila. L’associazione ha ovviamente numeri più piccoli, con un direttivo composto da 6 persone e un numero “chiuso” di soci fondatori per essere in grado di gestire le attività di sua competenza senza diventare un ministero, considerando anche la limitatezza delle risorse di cui dispone.

Convocazione Assemblea Ordinaria

L’assemblea ordinaria dell’associazione 25 aprile Venezia è convocata per

Domenica 12 gennaio 2020 alle ore 16.00 al civico 3811B di Castello (scoletta di san Giovanni in Bragora)

 con il seguente ordine del giorno:

1) Relazione del direttivo uscente sulle attività del 2019;

2) Progetti per l’anno 2020;

3) L’esperienza “Casa dei Veneziani”;

4) Rinnovo cariche sociali (presidente, portavoce e consiglio direttivo);

5) Varie ed eventuali.

Elezioni Venezia 2020 – capitolo 1

Il gruppo25 aprile è “apartitico” e lo resterà: siamo nati nell’anno dello scandalo del Mose che ha dimostrato la permeabilità di tutti o quasi i partiti alle sirene della corruzione e dei finanziamenti illeciti, devastando anche il tessuto associativo a suon di regalini e sponsorizzazioni. A schiena diritta e a testa alta, abbiamo condotto varie battaglie e alcune le abbiamo vinte.

“Apartitici” non significa “apolitici”: se “politica” significa prendersi cura della “polis”, abbiamo fatto e continueremo a fare politica nell’interesse generale di una città che troppo spesso è ostaggio di singole corporazioni o interessi economici.

Facciamo politica senza parlare politichese, senza paraocchi ideologici e al di fuori degli steccati in cui ci volevano recintare per meglio dividerci; questo contribuisce a spiegare il successo trasversale di alcune delle nostre battaglie, e il riscontro positivo nella cittadinanza che vede in noi un punto di riferimento pluralista, credibile e non piegabile a interessi di parte o corporativi.

Nelle elezioni comunali del 2015, lo scandalo del Mose ha prodotto un effetto simile a quello già visto su scala nazionale a seguito dell’inchiesta “Mani pulite”, negli anni novanta: il tracollo dei partiti tradizionali è coinciso con l’ascesa di un imprenditore dotato di grandi mezzi economici, che fino ad allora aveva prosperato all’ombra di quegli stessi partiti e ad un certo punto si è creato un partito tutto suo.

Le elezioni del 2020 ci pongono davanti ad un bivio: restare rigorosamente neutrali, sperando di poter continuare a “dettare l’agenda” su alcuni temi a noi cari chiunque sia il sindaco eletto, o contribuire alla scelta di un candidato sindaco alternativo a quello in carica, che cerca il bis e sulla carta almeno sembra imbattibile?

Cullarci nel motto “i sindaci passano, il 25 aprile resta”, o porci il problema dello strapotere di un sindaco che, qualora rieletto al primo turno con l’appoggio della Lega, potrebbe compiere scelte incompatibili con la salvaguardia di una città quanto mai sensibile ai cambiamenti climatici, come dimostrato dalla successione di acque alte “eccezionali” degli ultimi due mesi?

Vivremo tempi straordinari, in una città straordinaria, e avremo bisogno di persone straordinarie.

Il sindaco in carica a modo suo lo è: ha costruito un impero economico dal nulla, e tutto si può dire di lui ma non che sia una persona “ordinaria”. Non saremo noi a demonizzarlo o a criticare ogni sua scelta come altri fanno da mesi al solo scopo di autocandidarsi per prenderne il posto – o più probabilmente per crearsi una posizione negoziale da cui “trattare” altre poltrone secondarie.

Il punto cruciale è se questo sindaco sia in grado di fare gli interessi della città anche quando confliggono con i suoi, come nel caso della colata di cemento che ha annunciato per le sue proprietà ai Pili, mentre la minaccia incombente del cambiamento climatico richiederebbe di evitare una ulteriore cementificazione della gronda lagunare, per creare invece dei bacini di espansione che rafforzino la resilienza di un ecosistema particolarmente fragile.

Considerazioni analoghe valgono per i grandi scavi di cui è un acceso promotore per assecondare il gigantismo navale che secondo lui “porta lavoro”, e per la proliferazione di alberghi che rafforza una monocultura turistica pericolosa per l’economia locale come lo sono tutte le monoculture.

Al sindaco in carica riconosciamo di avere, nella seconda parte del suo mandato, dato seguito ad alcune delle nostre proposte, per convenienza o per convinzione che sia, dimostrando un cambiamento parziale di rotta che per onestà intellettuale non va negato o taciuto; ragion per cui non siamo disposti ad appoggiare un candidato alternativo qualsiasi  “per partito preso”, solo per fare un dispetto a lui o un “piacere” ad altri: sarebbe la negazione dei valori condivisi su cui si basa la coesione interna del gruppo.

La politica sotto elezioni divide, e “a sinistra” del sindaco attuale ci sono sintomi di frammentazione a cui non intendiamo contribuire, spesso legati a mere ambizioni personali , nella peggior tradizione di una sinistra autolesionista e scissionista per vocazione. Qualunque sia il numero e la qualità delle liste in campo, le elezioni comunali si giocano intorno al rapporto fiduciario con il candidato sindaco ed è di questo che intendiamo parlare. Convergere su un candidato alternativo al sindaco attuale è possibile, nella diversità e nel pluralismo delle liste che potrebbero appoggiarlo?

Perché ne valga la pena, il candidato sindaco che vorremmo deve avere caratteristiche personali di autorevolezza, indipendenza di giudizio e credibilità tali da poter seriamente contendere l’elezione ad un sindaco in carica che parte favorito perché dispone di mezzi economici quasi illimitati, oltre a poter distribuire a piacimento le molte risorse del bilancio comunale.

Ad un sindaco che alcuni accusano di essere “autoritario” (in linea con il trend politico dominante in molti Paesi) va contrapposta una personalità autorevole, capace di esprimere una visione compiuta di città all’altezza delle sfide che la attendono, e al tempo stesso di farsi capire parlando un linguaggio che non sia quello di circoli chiusi, logorroici e autoreferenziali che sembrano voler perpetuare schemi logori e superati, buoni forse per il secolo scorso ma non per quello in cui viviamo.

A contendere la rielezione di un sindaco che molti invece apprezzano per il suo “decisionismo”, e per il suo parlare come parla la gente comune, non potrà essere un funzionario di partito che pontifica in politichese, o una minestra riscaldata ripescando vecchie glorie delle passate amministrazioni comunali. Tutti sono utili, ogni contributo è prezioso e nessuno va messo ai margini in un’ottica di coalizione, a patto di fare un passo indietro rispetto ad operazioni velleitarie, inconcludenti e narcisistiche che finora hanno diviso anziché unire.

In queste ore e nei giorni a venire, gli oltre 3.000 iscritti al nostro gruppo facebook stanno votando un primo sondaggio sull’atteggiamento da tenere come piattaforma civica in vista delle prossime elezioni (comunali e regionali): neutralità assoluta o partecipazione indiretta per favorire un’aggregazione che possa portare a una candidatura unitaria, alternativa al sindaco in cerca di riconferma?

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Gli iscritti al gruppo che non utilizzano facebook possono esprimersi con un commento a questa pagina, entro il primo gennaio, indicando la loro preferenza fra le due opzioni “neutralità” e “partecipazione”: tertium non datur, in questi casi.

Il voto alle elezioni (comunali e regionali) del 2020 è individuale, libero e segreto. Altra cosa è la posizione da assumere come piattaforma civica, che non intende diventare “lista civica” (termine ormai abusato) ma con cui tutte le forze politiche – di maggioranza e di opposizione – sanno di dover fare i conti, in senso positivo, per il suo radicamento sul territorio comunale e per la capacità propositiva dimostrata in questi sei anni di attività.

Proprio perché siamo stati i primi a fare un passo indietro, mesi fa, escludendo una nostra partecipazione diretta alle elezioni, pensiamo di poter chiedere ad altri di fare altrettanto per lavorare insieme alla città che vogliamo, se questo è l’obiettivo comune e non la mera ricerca di visibilità personale.

Se invece dovesse prevalere la scelta di “contarsi” con il meccanismo delle primarie, sia chiaro che non escludiamo più nulla e metteremo ai voti l’ipotesi di una nostra partecipazione diretta a quel meccanismo di “selezione”.

Il voto interno sulle due opzioni “neutralità” o “partecipazione” rimane aperto fino al primo gennaio.  L’orientamento del gruppo verrà reso pubblico nel corso della conferenza stampa di inizio anno, in cui presenteremo anche la terza edizione del “calendario veneziano”, il 2 gennaio nella nostra sede in Bragora.

 

 

Nuovo regolamento edilizio: “in medio stat virtus”

Domani 12 dicembre il Consiglio comunale esaminerà il nuovo regolamento edilizio, che contiene alcune novità (non retroattive) quali ad esempio l’obbligo di fosse settiche, per gli alloggi non collegati alla rete fognaria, a carico di chi vorrà avviare attività di locazione turistica a Venezia (articolo 63 comma 4).

Nel corso dell’audizione accordataci dalle commissioni consiliari riunite, in data 7 ottobre, abbiamo portato la posizione di una piattaforma civica che ha avuto il coraggio di mettere la questione ai voti, prima di “schierarsi” su un tema che oggettivamente rischiava di dividerci: al nostro interno ci sono anche titolari di strutture ricettive, eppure tutti hanno compreso che così non si può andare avanti, e anche chi riteneva di avere in mano delle pepite d’oro rischia di ritrovarsi a medio termine nella situazione di chi cerca di vendere conchiglie su una spiaggia marocchina: si chiama legge della domanda e dell’offerta, e ha le sue regole ferree. L’eccesso di offerta (sui due lati del ponte) deprime il valore economico del bene. L’oro è un bene rifugio perché è raro, le conchiglie non lo sono.

Stabilire dei limiti al dilagare delle locazioni turistiche extra-alberghiere è innanzitutto una condizione necessaria per salvaguardare la residenzialità, ed è anche un modo per tutelare chi ha già investito in questo settore e rischia di ritrovarsi con una manciata di sabbia in mano. A nostro parere, le locazioni turistiche extra-alberghiere possono rappresentare un elemento importante nel “mix” dell’economia cittadina, ma non devono diventare una metastasi che divora tutto il resto, con il rischio di divorare anche se stessa per eccesso di offerta.

Al nuovo regolamento edilizio, proprio perché l’obbligo di fosse settiche non è retroattivo e quindi non cambia le regole del gioco “in corso d’opera”, riconosciamo il merito di aver trovato il giusto equilibrio fra esigenze opposte ma non inconciliabili, nell’ottica di un bilanciamento degli interessi che è compito della buona politica:

“in medio stat virtus”

Queste novità sono invece osteggiate con un accanimento sguaiato e toni da crociata (quelli che abbiamo cercato di evitare, per non creare divisioni ulteriori in una città già “divisa” dal recente referendum) da parte di chi forse ha individuato una nicchia potenziale di voti in vista delle elezioni comunali: presentare qualche emendamento a favore delle locazioni turistiche fa parte del normale gioco di “lobby”, presentarne 303 come ha fatto una singola consigliera comunale si chiama invece “ostruzionismo”.

L’ostruzionismo nelle aule parlamentari o consiliari è arma delicata e degna di miglior causa, visto che stiamo parlando di obblighi non retroattivi volti a risolvere due problemi reali: quello dello scarico di acque reflue nei nostri rii e quello di un eccesso di offerta che rischia di strangolare non solo la residenzialità ma anche le strutture ricettive a conduzione familiare, se la tendenza dovesse continuare ai ritmi attuali.

A nostro modo di vedere, si tratta di una miopia che ignora anche i “fondamentali” economici: quelli della domanda e dell’offerta. Un eccesso di offerta determina infatti una guerra dei prezzi che soffoca proprio le attività a conduzione familiare (a favore dei quali dicono di operare piattaforme come “airbnb”) mentre a sostenere le pratiche di “dumping” possono essere soltanto gli interessi organizzati intorno a grandi catene o speculatori con le spalle robuste e il portafoglio stragonfio, che con le finalità originarie della “share economy” non hanno nulla a che vedere.

Nell’auspicio che il buon senso prevalga anche in Consiglio comunale, senza toni da crociata o da barricata, così come è stato nella commissione consiliare competente, per conoscenza di tutti pubblichiamo il testo inviato dal nostro gruppo di lavoro all’assessore Massimiliano De Martin in occasione dell’audizione del 7 ottobre (nella foto, un momento della seduta di commissione).

Venezia, 7 ottobre 2019

Crediamo non occorra essere degli esperti per capire che la nostra città si trova di fronte ad una grave difficoltà. Non si tratta di una difficoltà che abbia a che fare con la sua gestione o con la sua capacità di intercettare risorse o con la naturale difficoltà che ogni città ha nel rispondere ai bisogni dei suoi cittadini.

La Venezia insulare è concretamente di fronte alla difficoltà di pensare al proprio futuro; è questo un tema che troppe volte viene soprasseduto o allontanato da urgenze più incombenti ma parlare di futuro per la nostra città è ormai urgente ed improcrastinabile. Il futuro ha inevitabilmente a che fare con il nostro presente ed è per questo che si devono fare i conti con la sostenibilità e l’equilibrio tra l’azione antropica, che si è sedimentata per secoli in questa città rendendola unica ed inimitabile e l’azione che l’uomo oggi riversa in essa intrecciandone gli effetti ai temi di più larga scala come le questioni ambientali, i divari sociali e la continua ricerca di mobilità.

Sono temi questi che si legano alla sostenibilità e che vedono in questa modifica al regolamento edilizio una sfida complicata ma importantissima. Di sicuro questa rappresenta la possibilità di una azione concreta verso un’immagine di futuro per Venezia, un’idea capace di inscriverla entro una cornice di città più sostenibile e quindi più proiettata sul futuro. Ma sostenibilità, lo sappiamo, è un termine particolarmente polisemico.

Di sostenibilità si può parlare entro declinazioni differenti. Certamente la più nota è quella ambientale: rii e canali interni alla città alla stregua di condotture fognarie all’aria aperta a cui si aggiungono i carichi inquinanti provenienti dai motori e vernici dei natanti nonché da moltitudini di sversamenti illeciti, che per forza di cose, umanamente sono impossibili da vigilare ma che portano carichi inquinanti pesantissimi a cui noi tutti quotidianamente siamo esposti.

La sostenibilità si traduce anche nella dimensione di salvaguardia di una società che non riesce a trovare nelle politiche abitative pubbliche e private un equilibrio con l’incontenibile sviluppo turistico dell’ultima decade, producendo continue disuguaglianze spaziali che si stanno letteralmente esasperando. Va ricordato che la sola deroga alle fosse settiche per i privati civili fu decisa come compromesso per favorire la residenzialità e non per sostenere la trasformazione degli alloggi in affitti turistici, in un periodo tra l’altro, in cui questo fenomeno non era certamente prevedibile.

Allegato:

In questo documento di sintesi sono riassunte le considerazioni svolte dal G25A (Gruppo25Aprile) in occasione dell’audizione del 7 ottobre relativamente all’articolo 63 comma 4 del Regolamento edilizio nella versione licenziata dalla Giunta comunale.

Una disposizione che – a nostro modo di vedere – ha le potenzialità per garantire una diffusione equilibrata, controllata e sostenibile delle locazioni turistiche extra-alberghiere in un contesto ambientale e sociale fragilizzato quale è quello di Venezia e della sua Laguna.

Ci riferiamo alla proposta di assoggettare anche i titolari di queste abitazioni civili all’obbligo di adeguamento degli scarichi reflui, così come da facoltà determinativa attribuita al Sindaco di Venezia dalla Legge Speciale per Venezia n. 206/95. Obbligatorietà della messa a norma degli scarichi reflui individuata come intervento igienico-sanitario di riferimento per il privato già nel 1994 all’interno del “Progetto generale guida per il rinnovo della fognatura del centro storico di Venezia e delle isole della laguna” elaborato dal Comune di Venezia congiuntamente con la Regione Veneto e il Magistrato alle Acque, e a cui fanno riferimento le disposizioni della Legge speciale n. 206/1995. Progetto generale guida e legge speciale chiaramente ancorate ad un approccio conservativo per gli interventi di risanamento delle ‘aree storiche’ di Venezia, aree ad alta criticità ambientale e tessuto urbano fragile, vale a dire oltre l’80% della superficie della città, che ha ancora in larghissima parte il sistema fognario di una città d’acqua tardomedievale.

Al centro di tale approccio è stato posto l’obiettivo di riduzione del carico inquinante sversato nei rii da raggiungere con il minor impatto possibile ed accettabili condizioni igieniche nelle aree abitate. Obiettivo da attuarsi attraverso un sistema integrato di interventi nella rete pubblica e nelle aree private. Per queste ultime aree, si è deciso di realizzare tali interventi di adeguamento fognario mediante adozione di piccoli impianti di depurazione o interposizione negli edifici di fosse settiche, con l’obiettivo stimato già nel 1998 da uno studio Insula di realizzare almeno 11mila fosse settiche ad uso civile (v. allegati Insula).

Questo tipo di interventi, a nostro avviso, è tutt’oggi destinato a mantenere obiettivi di accettabili condizioni igienico-sanitarie con il minor impatto possibile quando riferiti a singole abitazioni civili, anche ammettendo come la loro edificazione nei contesti abitativi di tipo condominiale risulti invece limitata da un insieme di condizioni tecnico-progettuali, anche fisiche (spazi e distanze) o di autorizzazioni condominiali, tutte indispensabili per poter presentare il relativo progetto di adeguamento.

Obiettivi di accettabili condizioni igienico-sanitarie con il minor impatto possibile che risultano massimizzati, fino alla cessazione totale di qualsiasi forma di impatto ambientale, se si considera l’evoluzione tecnologica che sta attraversando il settore merceologico degli impianti di depurazione e smaltimento delle acque reflue per usi civili. Ci riferiamo alle vasche sopraelevate (installate al di sopra del pavimento), spesso combinate con sistemi di funzionamento di tipo elettrico (per esempio i sistemi a motovibrazione, anche insonorizzati).

Impianti che per la loro installazione non comportano alcuno scavo nel sottosuolo e alcun utilizzo di materiale cementizio, servendosi di materiali costruttivi come il polimerizzato di polipropilene, non biodegradabile e resistente agli effetti corrosivi delle maree, quindi pienamente eco-sostenibile. Sono manufatti già installati in alcune centinaia di abitazioni civili veneziane con costi di installazione e collaudo leggermente superiori rispetto alle tradizionali fosse nel sottosuolo (15 mila – 18 mila euro) ma comunque ragionevoli e giustificati alla luce dei maggiori ricavi che le locazioni brevi di tipo turistico permettono di conseguire rispetto alle locazioni di lungo periodo.

Impianti dalla progettazione ingegneristica di crescente utilizzo anche se di ancora moderata diffusione, i cui brevetti sono depositati presso il Comune di Venezia per usi civili nelle ‘aree storiche’ e che vengono consigliati dagli stessi tecnici comunali in alternativa all’edificazione della tradizionale fossa settica. Considerata anche l’esistenza di una procedura di infrazione europea per le note carenze di impianti di depurazione e smaltimento delle acque reflue in città, tale soluzione appare auspicabile oltre che promettente per l’evoluzione tecnologica di cui è investita, nonché per le sue ricadute sul piano occupazionale, trattandosi di soluzione che può essere realizzata da imprese locali.

Il gruppo25aprile

 

Muneghette, un invito al dialogo

Mani caritatevoli hanno ieri riattivato la caldaia del pensionato Muneghette, che risulta perfettamente funzionante e con questo smentisce nei fatti il comunicato stampa che parlava di «rottura definitiva della centrale termica» (cit. Gente Veneta 3 dicembre).

Sgombrato il campo da questo piccolo o grande malinteso, il nostro auspicio senza polemica è che da tutte le parti coinvolte prevalga lo spirito di dialogo e conciliazione volto alla soluzione del problema, che significa una diversa collocazione delle persone rimaste nella struttura (otto in tutto) rispettosa della dignità umana e non solo una provvisoria quanto precaria sistemazione alberghiera

La motivazione del gesto umanitario (nella foto, la caldaia prima dell’intervento dei tecnici specializzati) non è «sfidare» le autorità preposte alla gestione delle Muneghette (a cui compete la manutenzione ordinaria degli impianti) ma rasserenare gli animi di persone duramente provate da 24 giorni trascorsi senza acqua calda e senza riscaldamento.

In vista dei colloqui già calendarizzati con gli assistenti sociali, non è interesse di nessuno trovarsi di fronte a persone esasperate e fisicamente provate. Il gesto umanitario è stato quindi compiuto all’unico scopo di facilitare il compito di chi meritoriamente sta cercando di individuare la soluzione più consona ad ogni singolo caso individuale.

In alcuni specifici casi, la soluzione non può essere quella dello sradicamento dalla città d’acqua, e di « irriducibile » in questa vicenda c’è solo il profondo attaccamento di alcune persone a Venezia.

Il nostro più vivo apprezzamento va a chi nel silenzio e lontano dai riflettori si è attivato e si sta attivando perché questa sia una storia a lieto fine, degna del termine «coesione sociale» e dei valori cristiani a cui si ispira la CARITAS.

Venezia, 7 dicembre 2019

Il Gruppo25Aprile

https://twitter.com/25aprileVenezia

Muneghette. Lettera aperta al Patriarca

Lettera aperta al Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia

Venezia, 5 dicembre 2019

Con un certo disappunto leggiamo comunicati stampa del Patriarcato in cui viene minimizzato e sottostimato il numero delle persone alloggiate alle Muneghette, e ci coglie pertanto il dubbio che il Patriarcato sia stato male informato dalla CARITAS che gestisce la struttura: la settimana scorsa erano ancora 16 e non 8, attualmente sono 12 e non 4 come invece affermato dal comunicato stampa di ieri sera.

Nel rivolgerci a Lei useremo le parole di saggezza che ci avevano fatto ben sperare, quando l’Avvenire aveva pubblicato questa Sua dichiarazione, il 14 novembre scorso: “È desolante vedere zone di Venezia che sono a poche centinaia di metri dai flussi turistici e completamente disabitate, sole, è davvero sconfortante. Una volta ho detto che Venezia non è più una città abitata, non è più una città dove si sentono le voci dei bambini, gli anziani sono pochi, sono confinati in appartamenti con scale che sono difficilmente percorribili. Ecco dobbiamo cercare di ripensare la città non tagliando fuori nessuno”.

Se l’intento è quello di “non tagliar fuori nessuno“, come non pensare agli ospiti delle Muneghette fra cui ci sono famiglie con bambini in tenera età e una donna incinta al sesto mese, persone anziane (80 anni) e persone invalide ivi collocate dalla CARITAS o dai servizi sociali, che nel comunicato stampa vengono invece definite come “abusivi” solo perché la loro permanenza si è protratta in quei luoghi per assenza di soluzioni alternative da parte di chi poteva e doveva indicarle, e in questi mesi non lo ha fatto?

Se il lodevole intento è quello di sentire ancora le “voci dei bambini” a Venezia, come pensare che tutto si risolva sradicandoli dal loro sestiere per trasferirli in un albergo a Marghera, come imposto dalla CARITAS con un preavviso di sole 24 ore, lontani dal loro asilo e senza nessuna garanzia di una collocazione rispettosa della dignità umana, una volta trascorsi quei 30 giorni?

Se a Venezia “gli anziani sono pochi” perché contribuire a imporne uno sradicamento che, nelle parole del comunicato stampa, prevede solo una “soluzione abitativa in terraferma”? La Curia non dispone di alloggi o proprietà immobiliari a Venezia?

Il comunicato stampa di ieri sera ha provocato sconcerto nei nostri cuori, perché parlare di “occupazione abusiva” potrà anche essere corretto sul piano giuridico, una volta scaduti i termini legali impartiti per lo sgombero coatto dei luoghi, ma ci pare poco consono alla “pietas” e alla “caritas” cristiana, che nel caso di Roma ha invece visto il cardinale Konrad Krajweski, elemosiniere di Papa Francesco, compiere un gesto nobile e di segno opposto a difesa dei più deboli e degli ultimi:

Cardinale riattacca la luce. Parolin e il Vicariato giustamente lo difendono

A Venezia invece abbiamo incaricati della CARITAS impegnati a “staccare” acqua calda e riscaldamento in una struttura gestita da loro, che nessuno ha “occupato” dato che gli inquilini sono stati ivi collocati proprio dalla CARITAS o dai servizi sociali.

Il nostro sconcerto è aumentato quando abbiamo appurato che nel Pensionato Muneghette, nonostante gli SOS degli inquilini,  è stata fatta mancare anche la manutenzione ordinaria, al punto che l’acqua alta del 12 Novembre è diventata pretesto per lasciare senza riscaldamento e senza acqua calda, senza gas e senza luce nelle parti comuni, persone già fragili al solo scopo di accelerarne la partenza, sollecitata con tutti i mezzi compresi i più subdoli.

Il modus operandi di singoli assistenti sociali e/o incaricati della CARITAS, per eccesso di zelo e drammatica assenza di empatia o compassione, in queste difficili giornate appare come una nota stonata o un gesso che stride sulla lavagna, rispetto ai valori che nella parola stessa (“caritas”) ci richiamano al comandamento che a tutti noi richiede “amore del prossimo”.

Se vorrà ascoltare questa supplica, saremo al Suo fianco per aiutare i residenti più deboli a restare in questa città e contrastare la deriva mercantilistica che vede solo il denaro e il profitto come bussola da parte di chi usa Venezia per fare cassa, espellendone gli ultimi cittadini rimasti.

Semplicemente e umilmente vorremmo che alle Sue nobili parole seguissero i fatti di chi, come gli incaricati della CARITAS, dipende dalla Sua autorità e con i suoi atti o le sue omissioni rischia invece di minarne l’autorevolezza.

Con stima

Il gruppo25aprile

“Con l’amore del prossimo il povero è ricco, senza l’amore del prossimo il ricco è povero”.
(Sant’Agostino)

Nella prima immagine: il pensionato Muneghette, fotografato il 27 novembre scorso

Nella seconda: Corriere del 5 dicembre 2019, l’articolo di Elisa Lorenzini

Muneghette. Diritto di replica a: “Gente Veneta”

Premessa per chi non conosce la vicenda:

Per chi non conosce la vicenda, già denunciata dalla stampa locale, le persone ospiti del pensionato “Muneghette” sono senza acqua calda e senza riscaldamento, senza gas e senza luce nelle parti comuni dal 12 novembre, nonostante la richiesta scritta di riattivare i servizi minimi formulata da due persone particolarmente fragili, in quanto affette da invalidità, in data 18 novembre.

A tale richiesta non è mai stata data risposta. Il 3 dicembre si sono invece ritrovati una lettera attaccata con lo scotch sulla porta di casa, che intima a tutti di fare le valigie entro il 4 dicembre con destinazione Marghera, per una sistemazione provvisoria della durata massima di 30 giorni. Con quali garanzie per il “dopo”, considerando che per le Muneghette sono previsti lavori di lunga durata, di cui nemmeno si conosce la data di inizio?

24 ore di tempo per decidere. Fra le persone con cui abbiamo parlato ci sono famiglie con bambini, un’anziana ottantenne e due persone invalide.

Diritto di replica, in forza di procura speciale degli interessati:

Con riferimento all’articolo pubblicato oggi nell’edizione online di “Gente Veneta”, facciamo presente quanto segue:

I°) 24 ore per fare le valigie, è stato detto agli italiani di Pola nel 1947. Sono metodi da comunisti titini, più che da “Caritas” italiana.

II°) il trasferimento coatto oltre il ponte (Marghera) vista la distanza dal sestiere di Castello equivale a uno sradicamento, in particolar modo per i bambini che frequentano l’asilo a Venezia.

III°) le garanzie offerte (un mese di ospitalità) hanno l’aria di essere soltanto un espediente per evitare scandali sotto Natale: un mese soltanto, e poi l’Epifania, che tutti i disperati si porta via?

IV°) Il progetto di ristrutturazione del complesso denominato “Muneghette” deve essere approvato dalla Soprintendenza. Lo è stato? I lavori inizieranno il 5 dicembre? Se non è cosi, perché tanta fretta nell’intimare lo sgombero entro 24 ore?

V°) Le persone presenti nel pensionato sono 16 e non otto. Fra loro ci sono quattro bambini e due donne invalide, nonché una persona ottantenne. Definirle “abusivi” non è un atteggiamento degno della “caritas” cristiana: anche se la permanenza nei locali è attualmente “sine titulo”, nessuno è entrato in quegli alloggi abusivamente o forzando la porta (gli è semplicemente scaduto un contratto che la Caritas non vuole rinnovare).

VI°)  La caldaia è del 2016 e il nostro sopralluogo del 27 novembre permette di smentire la favoletta della “rottura definitiva della centrale termica” addotta come pretesto per privare gli inquilini di acqua calda e riscaldamento, quando la riparazione del guasto – conseguente all’acqua alta del 12 novembre – è invece un atto di manutenzione ordinaria che fa capo alla CARITAS.

L’articolo di Gente Veneta a cui facciamo riferimento:

Muneghette, entro domani il trasferimento degli occupanti

A scanso di equivoci, precisiamo che la manutenzione ordinaria dell’immobile spetta alla CARITAS che l’ha ricevuto in comodato gratuito dall’IRE, e che la gestione del “pensionato Muneghette” è sua precisa responsabilità sotto tutti gli aspetti (civile e anche penale, per gli atteggiamenti intimidatori tenuti dai suoi incaricati nei confronti di alcuni inquilini).

Al di là degli aspetti giuridici, riteniamo che chi gestisce un bene che è proprietà di un Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza (IPAB) sia tenuto ad ispirarsi a valori di “pietas” e di rispetto della dignità umana, e questo perché al di là di ogni obbligo di Legge esistono valori universali di cui è custode.

La proprietà dei luoghi (IRE) risulta assolutamente estranea all’uso che ne viene fatto in questi giorni, e alle ipotesi di reato che ci è parso di ravvisare in alcuni specifici episodi.

Venezia 3 dicembre 2019

Il Gruppo25Aprile

Chiostro Muneghette

Non tutto è oro ciò che luccica da fuori: dietro al bel portone (che peraltro non si chiude) vivono donne sole e famiglie con bambini in queste condizioni, senza luce nelle parti comuni e senza acqua calda né riscaldamento dal 12 novembre. La caldaia è stata cambiata nel 2016 e anziché riattivarla almeno fino a Natale si è preferita la strada dello sgombero entro 24 ore.

Referendum primo dicembre, perché votare

A grande richiesta, pubblichiamo anche qui il documento distribuito ieri all’Ateneo Veneto.

#ReferendumVeneziaMestre

Il primo dicembre SI vota

Referendum, perché votare di nuovo?

Molti di noi non hanno votato, nel 2003. Abbagliati dalla promessa di decentramento da realizzarsi con le Municipalità, che si è poi rivelata fallimentare. Altri non hanno votato perché all’epoca non erano ancora maggiorenni, e ora lo sono, o non erano ancora residenti, e adesso lo sono. Questa sarà l’ultima occasione che avremo per poterci esprimere sull’articolazione territoriale del livello di governo più vicino ai cittadini: quello comunale. Sulla sua articolazione ottimale (uno, due o tre Comuni) possono esserci pareri discordi ma una cosa è certa: in molti ci lamentiamo di decisioni prese « sopra le nostre teste », a Roma o a Bruxelles, mentre il livello comunale è quello a cui i cittadini affidano la speranza di trovare ascolto, e la certezza di poter contare qualcosa con il loro voto. Diversamente da presidenti del consiglio e ministri, il sindaco è scelto dai suoi concittadini a suffragio universale diretto, senza la mediazione dei partiti e dei loro listini «bloccati».

Perché astenersi sarebbe un errore?

Chi si astiene delega la sua scelta ad altri, e in caso di mancato raggiungimento del quorum mortifica l’unico strumento di democrazia diretta che abbiamo, dando ai politici «di professione» un alibi per poter dire che al bene comune ci pensano loro senza bisogno di consultarci, visto che quando lo fanno non andiamo nemmeno a votare. Nel darci questa possibilità, che è prevista dalla Costituzione, il Presidente della Regione Veneto ha chiarito che sarà l’ultima: in caso di mancato raggiungimento del quorum, l’assetto istituzionale del Comune unico diventerà irreversibile. Che sia per votare Si o per votare No, la nostra partecipazione sarà un indice di maturità civica o al contrario un assegno in bianco a chi ci amministra, nel caso in cui prevalgano le astensioni. Perché una percentuale massiccia di astensioni darebbe ragione a chi dice che siamo una città di brontoloni mai contenti e inconcludenti.

Cosa succederebbe in caso di vittoria del Sì?

Trattandosi di un referendum consultivo sentite le popolazioni interessate », come dice la Costituzione) i passi successivi spettano alla Regione. In ogni caso il Comune di Venezia continuerebbe ad esistere per il principio di successione giuridica ereditando le competenze e il personale del Comune attuale, mentre quello di Mestre prenderebbe vita dopo un periodo di commissariamento. Le elezioni comunali a Venezia si terrebbero regolarmente nella primavera del 2020, quelle di Mestre verrebbero rinviate al termine del commissariamento.

Venezia conserverebbe il suo status di capoluogo di Regione in vir dell’articolo 1 dello Statuto regionale, a prescindere dai suoi confini e dal numero di abitanti, mentre il perimetro UNESCO resterebbe invariato ed è già sovracomunale in quanto comprende tutta la gronda lagunare. La separazione dei beni e delle quote azionarie nelle società partecipate seguirebbe un criterio misto popolazione/territorio, e altrettanto vale per il personale che verrebbe trasferito al nuovo Comune di Mestre. Le competenze statali e regionali sulla Laguna resterebbero invariate, così come quelle della Città metropolitana che continuerebbe a gestire le problematiche comuni come ambiente, trasporti e infrastrutture. Il buon funzionamento di porto, aeroporto e università non dipende in alcun modo dall’articolazione territoriale in uno o più Comuni, trattandosi di competenza esclusiva dello Stato.

1) Due Comuni autonomi, è una soluzione sostenibile?

Pochi Comuni come quello di Venezia possono contare su risorse proprie talmente cospicue da rendere improbabili (per non dire risibili) gli scenari catastrofici prospettati da chi punta tutto sulla paura del

«salto nel vuoto». Prima di esaminare punto per punto gli aggiustamenti che potrebbero verificarsi in materia di tasse comunali come la TARI, o di tariffazione intercomunale per quel che riguarda i trasporti, esaminiamo quindi il bilancio comunale attuale, confrontandolo quello di un altro Comune del ricco Nordest che ha una popolazione quasi identica : quello di Verona.

Entrate complessive nel 2018 (bilancio consuntivo) al netto di partite di giro ed entrate per conto terzi: Verona 560 milioni di euro contro i 758 del Comune di Venezia. Entrate tributarie: 249 milioni a Verona contro 392 milioni a Venezia. Parliamo pure degli extra costi di Venezia: 41 milioni e a dirlo è lo studio del Comune commissionato dal sindaco per “battere cassa a Roma. 41 milioni di extra costi, 143 milioni di extra ricavi (entrate tributarie), rispetto ad altro Comune «ricco» del ricco nord-est, con popolazione equivalente alla nostra.

Andiamo ad esaminare adesso le entrate che pochi altri Comuni in Italia possono vantare, per capire quanto siano infondate certe paure. Bilancio di previsione 2019: imposta di soggiorno 34 milioni, in crescita costante (e in sede di consuntivo risulta sempre superiore al bilancio di previsione); 16 milioni dal Casinò, 22 milioni netti dalla ZTL e 28 milioni dal trasporto pubblico (differenza fra entrate e spese) grazie alla quota che ACTV versa al Comune su ogni biglietto del trasporto acqueo (caso unico in Italia). Totale 100 milioni di euro, che in massima parte resterebbero nella Venezia insulare: quelli del Casinò per esplicita previsione normativa, ZTL e trasporto acqueo perché insistono sulla parte insulare del Comune attuale, imposta di soggiorno perché il 70% dei 75.888 posti letto ad uso turistico recensiti al 7 ottobre 2019 si trova nella Venezia insulare, e qui si trova anche la maggior parte degli alberghi a 4 e 5 stelle che pagano l’aliquota massima fra quelle attualmente previste (5 euro per i 5 stelle). A questo si aggiunga che Venezia, unica in Italia insieme con Roma, ha facoltà di portare l’imposta di soggiorno fino ad un massimo di 10 euro e con questo ha margini di manovra straordinari, senza nemmeno contare il contributo di accesso o tassa di sbarco che nelle intenzioni della Giunta attuale dovrebbe fruttare altre decine di milioni a regime.

Quali sarebbero i punti di forza dei due Comuni autonomi, per affrontare eventuali difficoltà temporanee? Nella Venezia insulare: moltiplicando i 52.293 posti letto ad uso turistico già registrati per un tasso di occupazione pari a 180 giorni all’anno (ben inferiore a quello attuale) e applicando il massimo dell’imposta di soggiorno, si arriverebbe a 94 milioni di euro. Con un’aliquota unica di 5 euro a notte per persona e un tasso di occupazione più vicino a quello reale (70%) siamo a 67 milioni di euro: il doppio di quanto indicato nel bilancio di previsione 2019.

A Mestre: alla voce «entrate» comunali, fra quelle attuali, un Comune di Mestre autonomo potrebbe contare sui due terzi circa di quelle derivanti da IMU (77 milioni) e addizionale IRPEF (32 milioni) senza dover fronteggiare gli extra costi (41 milioni) che gli uffici comunali attribuiscono alla Venezia insulare. La realtà è che il nostro territorio genera entrate talmente cospicue da permettere anche le spese più folli: per limitarci all’anno in corso, 25 milioni di euro soltanto per San Giuliano (di cui 7,7 per il nuovo polo nautico); 20 milioni per la viabilità di Mestre (fra rotatorie tunnel e « messa in sicurezza di strade e marciapiedi); 2,5 milioni per una piscina scoperta al Blue Moon e i 34 milioni (spalmati su due anni) con cui il Comune attuale si ricompra (dopo averla venduta) l’ex sede del Casinò al Lido: questa notizia è del primo novembre. La storia del Comune unico è piena di sprechi e follie, a partire dal Ponte della Costituzione detto «Calatrava». «Venezia mantiene Mestre » o «è Mestre che mantiene Venezia» sono due falsità usate per dividerci: la realtà è che sono i contribuenti a mantenere una macchina elefantiaca, opaca e propensa agli sprechi perché non deve renderne conto a nessuno.

La questione non è quindi quella della sostenibilità economica, ma quella del bilanciamento fra vantaggi e svantaggi dell’assetto amministrativo attuale rispetto a quello auspicato con il referendum, e a questi è dedicata la seconda parte della trattazione.

2) Due Comuni autonomi, è una soluzione auspicabile?

    1. Quali vantaggi per la gestione dei beni comuni e la qualità della vita?

Due amministrazioni «dedicate» e più vicine ai cittadini dei territori rispettivi ne renderebbero conto con maggior trasparenza, anche quando si tratta di alienare beni comuni o affidarli in concessione a privati con meccanismi che a volte profumano di clientelismo o favoritismi per gli amici di turno, nel Comune unico attuale e a prescindere dal colore politico dell’amministrazione di turno. I Comuni meglio amministrati in Italia, non a caso, sono quelli medio-piccoli, che figurano regolarmente in testa a tutte le statistiche sulla qualità della vita (Il Sole 24 Ore, Italia Oggi).

    1. Quali vantaggi per la selezione della classe politica e dirigente?

Nel Comune unico attuale, molti veneziani di talento si tengono lontani dalla politica attiva per dedicarsi ad altre attività, consapevoli del fatto che in Consiglio comunale farebbero soltanto i «soprammobili». Nel momento in cui potessimo eleggere un nostro sindaco e un nostro consiglio comunale, Venezia potrebbe contare su molti talenti che attualmente mettono a profitto in altro modo il capitale di capacità e conoscenze acquisito, con un ricambio di classe dirigente e politica che consentirebbe di uscire dalla palude stagnante in cui ci troviamo da decenni.

    1. Quali vantaggi per le politiche che ci toccano più da vicino?

Il Comune ha soltanto competenze residuali rispetto a quelle statali, regionali e metropolitane. Di conseguenza, nessuno di noi si illude che il referendum possa rappresentare la panacea per tutti i mali. Per analoghe considerazioni, sbaglia chi sulla sponda opposta paventa chissà quali sconvolgimenti in caso di vittoria del «sì». Al tempo stesso è anche vero che per alcuni problemi della vita quotidiana è il Comune a farsi carico di una serie di servizi e la qualità dei medesimi negli ultimi anni è peggiorata, a partire dai tagli operati durante la gestione commissariale (Zappalorto).

Nel riassumere le possibili ricadute del sì, facciamo innanzitutto notare che in sede di « Comitatone » (quello che ha «partorito» il Mose e ripartisce le risorse della Legge speciale, tanto per capirci) avere due voti è meglio che averne uno, come ben sa il Comune di Cavallino Treporti che da quando è autonomo ha saputo ritagliarsi risorse e trasferimenti supplementari con un bilancio florido e al netto dei crediti che avanza nei confronti di Venezia. L’analisi di vantaggi e svantaggi non va fatta su ciò che non potrà cambiare in quanto competenza statale o regionale, ma sulle competenze che vengono esercitate a livello comunale, partendo da quelle che il Sindaco in carica ha trattenuto per se stesso ritenendole

«strategiche»: commercio, cultura, traffico acqueo.

    1. Le competenze «sindacali» attuali

A parte le funzioni di indirizzo politico e quelle onorifiche che lo vedono nei consigli di amministrazione della Fenice e altri enti culturali, il sindaco attuale ha trattenuto alcune deleghe cruciali: cultura, commercio e traffico acqueo.

In materia di commercio, l’attenzione delle ultime amministrazioni comunali è stata esclusivamente riservata alle aree di pregio della Venezia insulare, prima con i « pianini » e poi con alcuni tardivi interventi nella seconda parte del mandato della Giunta attuale, mentre a Mestre continua la moria di attività dovuta anche al record nazionale di ipermercati e supermercati per metro quadro. Un’amministrazione comunale «dedicata» e mestrina riserverebbe ben altra attenzione a questo problema, così come un’amministrazione eletta nella Venezia insulare potrebbe finalmente dedicarsi all’irrisolta questione del traffico acqueo, che solo chi conosce in profondità la Laguna è in grado di affrontare.

    1. Turismo e residenzialità

La giunta in carica, se da un lato ha mille volte affermato di voler affrontare il problema, nei fatti non ha risolto nessuna delle criticità denunciate a gran voce dai residenti, ed è anzi riuscita ad esportare il problema anche a Mestre. La popolazione residente a Venezia è schiacciata a tenaglia da due ganasce: il turismo di giornata che la rende invivibile per intere settimane all’anno, e quello «pernottante» che nella sua ricerca insaziabile di «spazio vitale» si sta allargando come una mestastasi, rendendo di fatto impossibile la ricerca di una casa o appartamento in affitto per chi invece vive e/o lavora a Venezia.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la popolazione insulare che era di 84.738 residenti all’insediamento del Sindaco in carica è scesa sotto la soglia degli 80.000, mentre nello stesso arco di tempo i posti letto ad uso turistico extra-alberghiero sono cresciuti del 128%.

Al tempo stesso, la proliferazione delle locazioni turistiche e l’apertura di nuovi alberghi sull’altro lato del ponte aumentano a dismisura il numero di turisti che sono «pernottanti» a Mestre o altrove ma «escursionisti» giornalieri in moto perpetuo verso Venezia, portando al collasso il sistema di trasporto pubblico che non riesce più a soddisfare la domanda di chi a Venezia deve venirci tutti i giorni per lavoro (30.000 pendolari abbonati, dato ACTV) senza riuscire a trovare un tetto.

A parere di molti, finché il sindaco di Venezia verrà scelto con maggioranze che si formano altrove, questo problema verrà affrontato soltanto con le chiacchiere, mentre davanti ai nostri occhi abbiamo una città che muore. Il fenomeno che finora aveva interessato soltanto i sestieri (scesi sotto ai 46.000 residenti Giudecca esclusa) si sta infatti allargando anche alle isole la cui «tenuta» finora avevano permesso di attenuare la caduta complessiva e le isole sono state escluse dalla delibera sul «blocco dei cambi di destinazione d’uso », dando un chiaro messaggio alla speculazione alberghiera ed extra-alberghiera che ha subito sposato l’idea di «spalmar il turismo anche nelle poche oasi di pace rimaste.

    1. Coesione sociale

Mestre e Venezia hanno priorità molto diverse, con la prima che vanta il poco invidiabile primato italiano di morti per overdose, e la seconda caratterizzata dalla popolazione più anziana del Paese (se si considera il solo dato dei sestieri). Le politiche di coesione sociale andrebbero ricalibrate su queste due diverse realtà e due amministrazioni dedicate potrebbero farlo meglio di quella attuale, che si è affidata unicamente allo strumento repressivo per affrontare il primo problema, mentre ha completamente ignorato il secondo.

7. Ambiente e salvaguardia

Sul tema cruciale della salvaguardia, tornato alla ribalta delle cronache con le acque alte eccezionali di novembre, un sindaco eletto dai residenti nella Venezia insulare sarebbe tenuto a difenderne la sopravvivenza come civitas – e a renderne conto agli elettori – in modo ben diverso rispetto a chi ha come unica bussola il tornaconto elettorale immediato e ci considera “sacrificabili” sull’altare del turismo, perché la macchina del consenso su cui si formano le maggioranze – all’interno dei partiti e in Consiglio comunale – ci vedrà sempre più minoranza in casa nostra: chi vive nella parte pedonale del Comune attuale (Municipalità di Venezia Murano Burano) rappresenta soltanto il 23% del corpo elettorale, che diventa il 30% contando anche Lido e Pellestrina.

In tutti i protocolli per la qualità dell’aria finora sottoscritti e in tutte le misure finora adottate, la grande assente è la Venezia insulare, come se i motori diesel che alimentano le imbarcazioni fossero meno nocivi per la salute di quelli montati su quattro ruote. Senza addebitare al Comune colpe che non ha, su problemi che sono di competenza statale (canali marittimi e grandi navi) o regionale (inquinamento dell’acqua dovuto all’eccesso di fertilizzanti nel bacino scolante) il Sindaco del Comune unico non ha mai fatto assolutamente nulla per evitare che nei rii e nei canali di sua competenza la qualità dell’aria sia ormai la stessa di cui ci si ammala a Torino o Milano. Un’amministrazione dedicata sarebbe più attenta a questo problema, per il semplice motivo che ogni 5 anni dovrebbe risponderne agli elettori, e questo ragionamento è valido anche per la tutela del verde pubblico, le scelte urbanistiche e gli strumenti accessori quale il regolamento edilizio o quello di igiene.

I falsi problemi

    1. Falso problema numero uno: la TARI a Venezia

I vantaggi della divisione per Mestre sono chiari: dato che le tariffe TARI sono determinate a livello comunale, quelle di Mestre verrebbero allineate su quelle dei Comuni limitrofi senza più farsi carico degli extra-costi della Venezia insulare, con il risultato che potrebbero essere dimezzate. Nel caso di Venezia, a compensare gli extra costi dovrebbe essere l’imposta di soggiorno che per Legge può per l’appunto essere destinata a questo scopo. Sul gettito potenziale dell’imposta di soggiorno, rinviamo a quanto esposto nella prima parte al capitolo 4: si tratta di 67 milioni di euro che permetterebbero di non ritoccare, e caso mai di abbassare, le aliquote TARI che attualmente sono fra le più care in Italia. Si tratta di scelte politiche e discrezionali al pari di quella che invece, da parte del Sindaco in carica, vede l’imposta di soggiorno principalmente utilizzata per finanziare l’assunzione di una pletora di nuovi vigili urbani (con un incremento di organico già conseguito del 50% e l’obiettivo di arrivare a 800 agenti, come dichiarato alla stampa). Questione di priorità, all’interno di quelle consentite dalla tassa di scopo, e le priorità di un sindaco scelto dai residenti a Venezia sarebbero sicuramente diverse da quelle attuali (in allegato, la tabella con la destinazione dei proventi attuali dell’imposta di soggiorno)

    1. Falso problema numero due: la tariffazione ACTV in terraferma

ACTV è una intercomunale il cui socio di maggioranza è AVM, controllata al 100% dal Comune di Venezia; le quote azionarie verrebbero quindi ripartite fra i due Comuni. Per chi è titolare della VeneziaUnica”, che i Comuni siano uno o due non dovrebbe fare differenza alcuna. Per quel che riguarda gli abbonamenti mensili ACTV, si noti che già oggi all’interno del Comune unico è possibile optare per un abbonamento a tariffa ridotta per chi non fa uso dei mezzi di trasporto su gomma l’abbonamento “isole”) e nulla vieta di pensare che in futuro possano essere offerti abbonamenti a tariffa ridotta per chi non attraversa il ponte in senso “inverso e quindi non ha bisogno se non saltuariamente dei mezzi di trasporto acqueo. Il «falso problema» invece è riassumibile come segue. I proventi del trasporto acqueo (30 milioni annui) sono notoriamente molto più elevati di quelli del trasporto su gomma e rotaia (tram) grazie alla tariffa differenziata che viene applicata ai turisti non titolari della VeneziaUnica”. A chi teme un aumento delle tariffe a Mestre, si può far notare che nessun sindaco di Mestre sfiderebbe l’impopolarità aumentando le tariffe per residenti e pendolari, mentre con ogni probabilità farebbe quello che già si fa a Venezia: una tariffa maggiorata per i turisti che usano il tram o l’autobus per raggiungere Venezia, visto il proliferare di alberghi e altre strutture create proprio a quello scopo. Va peraltro detto che altri 70 milioni di euro vengono trasferiti dalla Regione al Comune unico attuale per contratto di trasporto pubblico e tale importo andrebbe comunque rivisto dato che è inferiore a quello riconosciuto ad altri Comuni, proprio in vir della specificità veneziana che (nel caso in cui non venisse estesa a Mestre) verrebbe a cadere legittimando trasferimenti più elevati, al pari dei Comuni vicini.

3. Falso problema numero tre: le opere di impatto transcomunale

Poniamo il caso che il futuro Comune di Mestre volesse fare delle strutture impattanti proiettate sopra le barene di Campalto o viceversa che il Comune della Venezia insulare progettasse qualcosa che impatta sul territorio di Mestre o Marghera, cosa succederebbe? ) Per tutti i progetti di questo tipo e qualunque sia il loro ambito territoriale, esiste una VIA obbligatoria (Valutazione di Impatto Ambientale) che non è MAI comunale: la VIA può essere solo statale o regionale, a seconda dell’importanza del progetto e delle sue ricadute.

4. Cosa non cambierà, qualunque sia l’esito del referendum

La libera circolazione delle persone è garantita dalla Costituzione italiana e dalla normativa europea, entrambe inderogabili. A nessuno potrà essere richiesto di pagare un biglietto o esibire un documento quando attraversa il ponte. Questo è invece quello che succederebbe proprio con il Comune unico attuale, il cui sindaco ha fortemente voluto un «contributo di accesso» (oggetto di due distinti ricorsi al TAR) le cui modalità di riscossione diretta richiedono proprio quel tipo di controlli intrusivi che qualcuno teme e cha andrebbero a discapito dei lavoratori pendolari che sono numerosi nei due sensi di marcia. A tali modalità siamo fortemente contrari come Gruppo25aprile, e una diversa maggioranza nel prossimo Consiglio comunale – o ancor meglio due Consigli comunali distinti – potrebbe fare tabula rasa di quella delibera, che in caso di conferma del Sindaco in carica entrerà invece in vigore il primo luglio 2020.

Sulle altre leggende metropolitane che circolano, si rinvia a questa pagina, già pubblicata a settembre e in corso di aggiornamento:

https://gruppo25aprile.org/2019/09/24/referendum-cosa-cambierebbe-e-cosa-non-cambierebbe/


Conclusioni

Il primo dicembre c’è chi voterà con il cuore e chi voterà con il portafoglio. Ai secondi va semplicemente ricordato dati alla mano che questo territorio è una miniera d’oro capace di generare entrate tali che solo un’amministrazione corrotta o inefficiente o bugiarda potrebbe ritenere insufficienti o tali da sconsigliare l’istituzione di due Comuni dove invece le priorità di spesa sarebbero più trasparenti e verificabili dal singolo cittadino, mentre le sacche in cui si nascondono gli sprechi sarebbero più difficili da occultare.

A chi voterà con il cuore, e non solo con il portafoglio, non serve dire nulla perché sarebbe inutile: ci sono motivazioni irrazionali come quella di chi si aggrappa alla scritta Comune di Venezia” sulla carta di identità dopo aver venduto la casa o il bar allo straniero di turno, e c’è invece chi è stato costretto a lasciarla suo malgrado. Ai secondi andrà tutto il nostro rispetto anche se voteranno diversamente da noi – e anche all’interno del gruppo (che ha più di 3.000 iscritti) c’è chi voterà NO.

Chi ama Venezia e non solo a chiacchiere andrà comunque a votare il primo dicembre, perché sa che questa è l’ultima chance di restituirle un futuro. Chi non la ama si astenga pure dal voto, ma non venga a chiederci il nostro nel 2020.

Il Gruppo25Aprile

Post scriptum:

“Il primo dicembre a Venezia si vota ancora una volta per l’autonomia amministrativa della città. Nessuno lo sa. Non se ne parla. Lo stesso sindaco, interessato al fallimento del referendum, scoraggia il voto. E, invece, proprio da questo voto può cominciare la rinascita. Venezia ha un disperato bisogno di un’amministrazione dedicata alla sua particolare realtà, sublime, fragile e unica. Per sopravvivere nel secondo millennio della sua storia gloriosa Venezia deve tornare a essere non un «centro storico» ma una città nel senso più pieno della parola, con i suoi confini d’acqua, le sue difese contro l’invasione del mare e dei turisti, un suo popolo vivente che esprima i propri amministratori responsabili. Ripartiamo da qui. Dalla mobilitazione civica per il voto del 1 dicembre. Votiamo per una città che non sia una rovina definitiva, una Pompei lagunare. Venezia non è solo la più bella città del vecchio mondo, è anche l’esperimento cruciale del mondo a venire. Chi salva una vita salva il mondo intero, recita il Talmud. È senz’altro vero per la vita di Venezia”. Antonio Scurati, premio Strega 2019 , 16 novembre 2019, al Corriere della Sera.

Acqua alta 12 novembre – comunicato stampa

Con i 187 cm registrati alle 22.55, quella di ieri sera è stata l’acqua alta “eccezionale” più grave dopo quella del 4 novembre 1966, ma per molti aspetti è stata anche diversa dalle precedenti: per la velocità e la violenza con cui è entrata nelle nostre case, nelle nostre botteghe, nei nostri magazzini.

Il sistema di allerta tarato sui 140 cm ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, mentre l’isola artificiale del Mose potrebbe non essere estranea alla velocità con cui la massa d’acqua, costretta in due sezioni più ristrette alla bocca di porto del Lido, entra in Laguna: la modifica delle correnti causata dai lavori in corso è del resto sotto agli occhi di chiunque vada in barca.

Il Mose: un’opera (incompiuta da 16 anni) costata 6 miliardi di euro al contribuente italiano e che, invece di risolvere il problema per cui era stata concepita, lo aggrava?

Le previsioni degli esperti di cambiamento climatico a livello mondiale dicono che a queste acque alte dovremo abituarci al punto che anche il termine “eccezionale” perderà di significato.

Stiamo effettuando un censimento dei danni e disagi subìti ieri, di Venezia non parliamo per sentito dire e Venezia non la usiamo come vetrina: siamo al suo servizio perché ci viviamo, nei sestieri e nelle altre isole di cui troppo poco si parla.

Al prossimo polticante di professione o candidato sindaco che ci chiederà di “restare coi piedi per terra” risponderemo con i video e le foto di ieri sera.

“Restare coi piedi per terra” è un lusso che a noi è negato, dal cambiamento climatico in corso e da decisioni umane scellerate, dettate da avidità e corruzione. Venezia ha bisogno di scelte coraggiose, di passione contrapposta al cinismo affaristico, di persone integerrime e competenti – ed è il contrario di ciò che abbiamo visto all’opera negli ultimi due decenni.

Marco Gasparinetti

Portavoce

 

 

Referendum primo dicembre: il nostro “registro di voto” e i prossimi appuntamenti

I) Il “registro di voto”

Il nostro gruppo ha una tradizione consolidata, che ci rende diversi da altri: quella del voto interno, palese e nominativo, quando siamo davanti ad un bivio. Non è una prerogativa del “direttivo” come si usa fare altrove, ma un diritto di tutti gli iscritti. Il voto si esprime in prima battuta sulla piattaforma facebook; ai molti iscritti al “blog” che non la usano chiediamo invece di farlo inviando una email a: 25aprileVenezia@gmail.com

Il “voto” nominativo all’interno del gruppo ha i suoi inconvenienti (chi lavora nel pubblico impiego ad esempio può essere portato a non esprimersi su facebook, ma potrà farlo via email con richiesta di riservatezza, che verrà rispettata). In cambio ci permette di evitare ogni sospetto di manipolazione esterna e serve ad esprimere l’orientamento del gruppo in quanto tale, fermo restando che nel segreto dell’urna (referendum o elezioni comunali che siano) il voto è individuale, libero e segreto.

L’orientamento messo ai voti nel gruppo vincola i portavoce, e soltanto loro: come gruppo coltiviamo il pluralismo interno e le “dissenting opinions” hanno pieno diritto di cittadinanza, su questo come su altri temi. L’importanza di questo referendum del primo dicembre è tuttavia tale che abbiamo deciso di rendere pubblico l’orientamento emerso, insieme a qualche considerazione di ordine generale.

Allo stato attuale, con sindaco e Forza Italia che predicano l’astensionismo per far fallire il referendum, e La Lega che sembra orientata a lasciare “libertà di voto” (cosa ben diversa dall’astensionismo), le forze politiche che si sono pronunciate con una dichiarazione di voto sono: Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia, a favore del SI, mentre la direzione comunale del PD ha adottato un documento con cui si schiera in favore del NO. A favore del SI si sono espressi Italia Nostra (sezione di Venezia) insieme a molti comitati e associazioni, nonché il segretario della Confartigianato di Venezia; sul fronte del NO troviamo quello dell’Associazione Veneziana Albergatori.

La nostra piattaforma facebook ha quindi messo ai voti il seguente quesito: “La direzione comunale del PD ha deciso di schierarsi per il NO. Nel documento vengono citati i “100 tavoli” organizzati con la sua base e la società civile. Noi cosa ne pensiamo?

Le risposte possibili erano quattro, hanno votato 401 “aventi diritto” con questo risultato:

  1. “Avrebbero fatto meglio a lasciare libertà di voto”: 293 voti.
  2. “Cento tavoli? Quando? Dove? Mai sentiti nominare”: 74 voti.
  3. “Hanno fatto bene, il PD è sempre stato per il NO”: 20 voti.
  4. “Un invito a votare NO è comunque meglio di un invito all’astensionismo”: 14 voti

 

II) i “faccia a faccia” in Bragora (scoletta di san Giovanni in Bragora, Castello)

Una piattaforma civica che pratica la democrazia diretta al suo interno, e che nel suo atto costitutivo ha la richiesta di statuto speciale per Venezia e la sua Laguna, non può accodarsi a chi predica o incoraggia l’astensionismo, mortificando l’unico strumento di democrazia diretta presente nell’ordinamento giuridico italiano.

Daremo il nostro contributo al dibattito e lo faremo dando spazio alle ragioni del SI  (maggioritarie all’interno del gruppo) cosí come a quelle del NO, nei “faccia a faccia” che stiamo organizzando per il mese di novembre. Segnatevi fin d’ora queste due date: i comizi per il SI e per il NO saranno numerosi, meno frequenti saranno le occasioni di mettere a confronto le ragioni del SI e quelle del NO, su un piano di parità.

Il 9 novembre alle 16.30, “derby” Mestre-Marghera: per il SI, Vincenzo Conte Presidente della Municipalità di Mestre, e per il NO Gianfranco Bettin, Presidente della Municipalità di Marghera. Moderatore: Marco Gasparinetti, portavoce del G25A.

https://www.facebook.com/events/547974719270321/

Il 17 novembre alle 16, “derby” veneziano: Giorgio Dodi, segretario comunale del PD, e Marco Sitran, primo firmatario del progetto di legge referendario e coautore del ricorso al Consiglio di Stato che ha rovesciato la sentenza del TAR (la “bocciatura” iniziale su ricorso del sindaco che aveva cercato di impedire il referendum, e in questo modo è riuscito a ritardarlo di un anno). Moderatore: il giornalista Michele Fullin!

https://www.facebook.com/events/532493990885013/

Abbiamo scherzosamente usato il termine “derby” perché siamo fermamente convinti dell’importanza di questo referendum, e delle sue ricadute positive per la democrazia cittadina se soltanto saremo capaci di non trasformarlo in una sorta di guerra civile, dato che a partire dal giorno dopo dovremo comunque lavorare anche con chi non la pensa come noi, per gestire la “separazione dei beni” o per governare quella grande nave che è il Comune unico, limitando i danni per la sua componente più fragile che a nostro parere è quella lagunare: fragile anche perché minoritaria sul piano dei numeri (80 mila scarsi sui 260 mila residenti nel Comune attuale) e quindi condannata a subire maggioranze che si formano altrove. Lo si è visto anche all’interno del PD, con i circoli di Venezia e isole in maggioranza orientati per il SI (5 su 8) e messi in minoranza da quelli di terraferma. Le elezioni comunali del 2020, al ritmo attuale di spopolamento, non faranno altro che aggravare questa situazione se saremo nuovamente chiamati a votare all’interno di un unico Comune.

Sulle ricadute del referendum abbiamo già pubblicato questa nota di analisi – per riassumere cosa “non cambia” e sdrammatizzare i toni apocalittici di chi vorrebbe far fallire il referendum con la paura del salto nel vuoto – e ne stiamo preparando una seconda, più dettagliata, per illustrare invece cosa potrebbe cambiare con due amministrazioni comunali distinte e “dedicate”:

https://gruppo25aprile.org/2019/09/24/referendum-cosa-cambierebbe-e-cosa-non-cambierebbe/

 

 

 

 

 

 

Pax Tibi Marcella – rassegna stampa e video

Prima della rassegna stampa, ricordiamo a tutti che sono stati aperti due libri firma dove potete continuare a lasciare messaggi di sostegno alla Signora Marcella: il primo si trova al civico 121 A di Dorsoduro (fermata Salute) dal tappezziere Sebastiano Maschio (tel. 041.5238386), il secondo nella nostra sede in Bragora al civico 3811B di Castello (fermata Arsenale) negli orari di apertura della sede (per conoscerli, dato che sono variabili: tel. 345.345.9663).

Nella prima immagine, uno screenshot del servizio di Barnaba Ungaro, andato in onda sui TG nazionale e regionale di RAI 3 (il 19 ottobre):

Il servizio integrale:

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2019/10/ven-Venezia-la-storia-della-signora-Marcella-sotto-sfratto-a-80-anni-e7ce55f3-d0e8-40ab-84c3-829e68892c96.html?wt_mc=2.social.fb.redtgrveneto_ven-Venezia-la-storia-della-signora-Marcella-sotto-sfratto-a-80-anni.&wt&fbclid=IwAR3Rz6vfCzhIcvmtwAvSJ1jqMYbkQe-VZwgD-Ws0LRHR6q_sip_rLYJCkr8

I due servizi di Antenna Tre, presente sul posto con Filippo Fois:

e

La Gazzetta di Mantova: notizia in prima pagina nell’edizione del 17 ottobre

https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2019/10/17/news/la-marchesa-vuole-sfrattare-l-80enne-ma-venezia-scende-in-piazza-1.37756913?ref=fbfma&fbclid=IwAR2g4l5fHHo88_pCtmMzaOmmZ53y8Wr4-wgjZZx_Zd3b0mqkkAAb91g7Wg4

..e articolo sugli sviluppi positivi della vicenda, il 20 ottobre:

https://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2019/10/20/news/in-300-in-piazza-a-venezia-e-la-marchesa-ritira-lo-sfratto-1.37767167?ref=fbfma&fbclid=IwAR3oXQTmKv6ueA79hd0lo-Pg1jpWA-mI7wcuZaJRbsRATwmDkZWKEcR4-w0

Il video di Loredana Spadon sul nostro canale Youtube:

Il servizio di Nicola Munaro (Gazzettino 20 ottobre):

Corriere 20 ottobre, articolo di Elisa Lorenzin:

Nuova Venezia 21 ottobre, Vera Mantengoli:

Venezia Today:

https://www.veneziatoday.it/cronaca/sfratto-marcella-mobilitazione-25-aprile-ater-emergenza-alloggi.html

La Voce di Venezia:

La storia della signora Marcella sfrattata a 80 anni da Dorsoduro . La proprietà rassicura

La prima pagina del libro firme:

Libro Firme prima pagina

Sabato 19 ottobre, castellani e nicolotti riuniti a Dorsoduro

La “forza pubblica” contro una donna sola e ottantenne?
Per evitare che questo succeda, il vicinato si organizza con un presidio e un libro firme di solidarietà a sostegno della signora Marcella, 80 anni compiuti quest’anno, che ha ricevuto uno sfratto esecutivo dalla casa dove è nata, nonostante abbia sempre regolarmente pagato il canone di affitto.
La Signora Marcella ha rilevanti difficoltà a deambulare, è sola e non ha figli che la possano ospitare. Tutti i vicini la aiutano e la sostengono, ma non è stato sinora possibile trovare un accordo con la proprietà.
In base all’atto di precetto che le “intima” di lasciare la casa entro 10 giorni, dall’alba del 21 ottobre Marcella potrebbe essere obbligata, con l’intervento della forza pubblica, a lasciare per sempre il piccolo appartamento a piano terra dov’è è nata e ha sempre vissuto.
L’appuntamento è per sabato a partire dalle ore 14, in campo San Gregorio (Dorsoduro, fermata Salute).
All’iniziativa del vicinato aderiscono: Gruppo 25 aprile Venezia, Assemblea Sociale per la Casa, OCIO Osservatorio Civico Indipendente sulla casa e la residenzialità.
Informazioni utili per chi volesse capire le forze in campo:
A richiedere l’esecuzione dello sfratto per finita locazione, con l’ausilio della forza pubblica (autorizzata dal Tribunale in data 26 settembre 2019) è la SrL “Canal Grande” con sede legale a Mantova, capitale sociale mezzo milione. Oggetto sociale: “locazione immobiliare di beni propri o in leasing”. Dipendenti? ZERO!
Unica azionista e amministratore unico: una Signora Marchesa, figlia di Marchesi, che ritroviamo nel direttivo del Rotary Club locale impegnato in iniziative sicuramente benefiche quali “LA RICOSTRUZIONE DELL’IRAQ DOPO SADDAM HUSSEIN ED IL FUTURO DEL MEDIO ORIENTE E DELL’AREA MEDITERRANEA” o anche “serata conviviale in interclub assieme a Re-C Victorinus Feltrensis, RC Castiglione delle Siviere, RC Mantova Postumia e Soroptimist Mantova, finalizzata alla raccolta fondi a favore della Fondazione d’Arco per il restauro di tre antiche portantine.”
Con tutto il rispetto che nutriamo per la Nobile Istituzione, ci sia consentita una battuta: quel Rotary Club come emblema si è scelto San Giorgio, che con la lancia infilzava i draghi – e non le vecchiette!
Visto il curriculum di tutto rispetto e le ineccepibili credenziali filantropiche, dunque, non dubitiamo che la Signora Marchesa M.G.S (amministratore unico della Canal Grande SrL di Mantova) vorrà ascoltare anche le ragioni di una popolana “autoctona”, a cui sono stati dati 10 giorni per lasciare il suo appartamentino a piano terra.
Dorsoduro Forza Pubblica
Postilla storica
C’era un tempo in cui “nicolotti” e “castellani” (rive gauche e rive droite del Canal Grande, come direbbero i parigini) facevano a cazzotti, e da quella radicata consuetudine nasce il toponimo “ponte dei pugni”. Sabato daremo invece una bella dimostrazione di solidarietà, e da Castello (la nostra sede in Bragora) intorno alle ore 13 ci muoveremo per dare soccorso alla “nicolotta” sfrattata dalla sua casa.
In programma: niente pugni, solo un simbolico abbraccio.
————–
Nella foto, la Signora Marcella festeggiata “in calle” dai vicini, nel giorno del suo ottantesimo compleanno

 

Uomo Vitruviano: au revoir

http://www.veneziatoday.it/cronaca/uomo-vitruviano-sentenza-tar-puo-partire.html

Altro da aggiungere non abbiamo, se non un sentito GRAZIE a chi ha capito e condiviso, o anche soltanto cercato di capire e fatto conoscere, la nostra posizione a sostegno del ricorso di Italia Nostra:

(Corriere Veneto)

(Gazzettino)

(Nuova Venezia)

..fino alle prime pagine dedicate alla vittoria (effimera) del primo round, che il TAR ha oggi ribaltato:

Per concludere, ringraziamo anche:

Antennatre, che alla vicenda ha dedicato questi due servizi televisivi:

 

VeneziaToday:

https://www.veneziatoday.it/cronaca/uomo-vitruviano-mi-no-vado-via.html

La Voce di Venezia:

Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci lascia Venezia: appuntamento all’Accademia sabato mattina

Sabato 12 ottobre, in Bragora

Un anno fa a quest’ora, gli ultimi preparativi per la sede che avremmo inaugurato il giorno dopo: la scoletta di San Giovanni in Bragora. Sabato dalle 16 alle 23 ne festeggiamo il primo anno di attività, e ognuno potrà passare anche solo per un saluto.

Programma:

Ore 16: apertura e mercatino libri usati.

Alle 18: “Il Mercato di Venezia”, a cura di Paolo Puppa e Maggie Rose. Monologanti: Paolo Puppa, Alberto Madricardo, Luca Bagnoli, Adriana Tosi, Guia Varotto, Cristina Valentini.

Alle 19,30: la musica del Soul Spritz Duo con composizioni inedite in veneziano (e nuovo CD In arrivo)!

Adesso che la sede ha un anno di vita, ci sembra il momento giusto per ringraziare le molte persone che in questi 12 mesi si sono alternate nell’organizzazione degli eventi,

La lista sarebbe veramente lunga, abbiamo cercato di sintetizzarla in poche parole per ogni evento, e ce ne scusiamo con le persone non citate.

7 ottobre: Inaugurazione, con l’attore e regista Alessandro Bressanello.

14 ottobre: “Gigetto il vaporetto”, in presenza dell’autrice Flavia Antonini. La presentazione del suo libro illustrato di filastrocche è stata l’occasione per parlare di trasporto acqueo con Dario Vianello e Marco Ziliottto, il creatore della « app » più amata dai veneziani: “CheBateo”.

21 ottobre: “Quale futuro per l’area realtina” – a cura di Nicoletta Frosini, con la partecipazione degli operatori Gabriella Giaretta, Andrea Vio, Gino Mascari e Maya Pirona.

28 ottobre: assemblea generale associazione “25 aprile Venezia”.

4 novembre: “CineBragora”, Venezia e le sue battaglie nei documentari di Loredana Spadon.

11 novembre: #VeneziaGioca, a cura di Andrea Pavan, seguita dall’affollatissimo dibattito su « residenzialità e nuova legge regionale sulle locazioni turistiche » a cura di Marco Gasparinetti, con Roberta Bartoloni, Lorenzo Dorigo, la ricercatrice Margherita Belgioioso e la partecipazione straordinaria del giornalista e scrittore Francesco Erbani.

16 novembre: incontro con il Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino.

18 novembre: « Venezia città abitanti e turisti », incontro-dibattito con i docenti IUAV Luca Giulio Velo e Laura Fregolent.

25 novembre: Presentazione alla stampa del calendario 2019 – a cura del Gruppo25Aprile.

30 novembre: “Non solo grandi navi: l’impatto del traffico acqueo locale”- a cura di Dario Vianello.

2 dicembre: Quale futuro per la voga? A cura di Saverio Pastor.

8 dicembre: Conversazioni con l’autore – a cura di Aline Cendon: Gregory Dowling incontra il poeta John Francis Philimore.

9 dicembre: CineBragora – in prima visione assoluta, proiezione di “La città perduta” di Marco Milioni e dibattito con l’autore.

16 dicembre: La tutela penale dell’ambiente – pillole di diritto – a cura dell’avv. Elio Zaffalon.

21 dicembre: mercatino e auguri natalizi.

13 gennaio: presentazione del libro « La storia del Veneto » e dibattito con l’autore Francesco Jori.

20 gennaio: « Tassa di sbarco, pro e contro » – a cura di Marco Gasparinetti, dibattito con Claudio Vernier, Stefano Zecchi e Giampietro Pizzo.

27 gennaio: riunione del Gruppo25Aprile, finalizzazione del II° bando di gara per la residenzialità.

1 febbraio: Presentazione alla stampa del II° bando di gara per la residenzialità – a cura del Gruppo25Aprile.

10 febbraio: “Chi erano I primi abitanti di Venezia?” – conferenza del prof. Diego Calaon con prefazione di Carlo Beltrame (Ca’ Foscari).

17 febbraio: #VeneziaGioca, a cura di Andrea Pavan.

24 febbraio: « Tassa di sbarco, si vota » – dibattito con i consiglieri comunali Rocco Fiano, Sara Visman, Silvana Tosi, Ottavio Serena, Monica Sambo e Elena La Rocca, a cura di Marco Gasparinetti.

3 marzo: « Omaggio a Bruno Ganz », proiezione del film « Pane e tulipani ».

10 marzo: assemblea annuale ordinaria dell’associazione 25 aprile Venezia.

17 marzo: “L’orologio di San Marco. Anatomia di un restauro”. A colloquio con l’ultimo temperatore. Oratori: il prof. Alberto Peratoner e l’ing. Giorgio Griffon. Moderatore: il giornalista Sebastiano Giorgi.

24 marzo, a grande richiesta il bis di “Chi erano i primi abitanti di Venezia?” con Diego Calaon e Carlo Beltrame che per la seconda volta in due mesi hanno fatto sala stra-piena.

31 marzo, presentazione del libro “I tigli di Capo Horn” con Giorgio Omacini e Davide Livieri.

6 aprile: “Vivere in pendenza – e non andarsene”, Dolomiti e Laguna a confronto: dibattito con Giannandrea Mencini, Marinella Piazza, Andrea Bona e Dario Vianello.

7 aprile: “da Venezia alla Luna”, spettacolo teatrale per bambini di/con Alessandro Bressanello e Valentina Confuorto seguito da: “Laguna d’autore”, letture a cura di Fiorino Smeraldi

13 aprile: inaugurazione della mostra fotografica “Resistere in Laguna” di Paolo Della Corte, con prolusione del Presidente dell’Ateneo Veneto Gianpaolo Scarante.

2 maggio: terzo incontro della Rete civica del Mediterraneo orientale (con seduta plenaria il giorno successive all’Ateneo Veneto).

17 maggio: “Stavolta voto” – confronto sulle elezioni europee del 26 maggio, con Andrea Ferrazzi (Senatore), Eugenia Fortuni e Anthony Candiello (candidati al PE).

19 maggio: Festa in campo e concerto degli Extravaganza, in collaborazione con la libreria Mare di Carta, Laguna nel Bicchiere e VolaVenezia.

31 maggio: “Venezia e Porto Marghera, un’avventurosa storia in comune”. conversazione con Gianfranco Bettin.

7 giugno: Presentazione di OCIO (Osservatorio Civico Indipendente sulla casa e la residenzialità a Venezia) a cura di Maria Fiano e Alice Corona.

21 giugno: i libri di Federico Moro, presentazione e dibattito con l’autore.

19 luglio: presentazione del libro “Come la luna alle porte dell’alba”, di Riccardo Roiter Rigoni.

3 settembre: Caterina Carpinato e Barbara Marengo, dialogo intorno al linro « Levante o giù di lì »

20 settembre: Leggi regionali e questione casa a Venezia, dibattito con: Alice Corona e Patrizia Veclani (OCIO, Osservatorio Civico sulla casa), Lorenzo Dorigo e Marco Gasparinetti (Gruppo 25aprile).

27 settembre:  presentazione del libro “La filosofia del trolley” (sottotitolo: “Indagine sull’overtourism a Firenze”) e dibattito con l’autrice Grazia Galli, Nicoletta Frosini e Barbara Colli.

5 ottobre: “Le scuole grandi nella vita quotidiana a Venezia”, conferenza di Francesca Ranieri.

Sulla pagina facebook “Veneziamiofuturo” continuerete a trovare la programmazione settimanale, che viene riassunta con cadenza mensile su questo blog, per chi non usa facebook.

Un grazie particolare ad Alessandra Vitalba per la locandina della festa e per molte altre locandine (che troverete esposte in sede) e un grazie a Loredana Spadon, che con i suoi video ha documentato alcune delle attività più significative fra quelle organizzate in questi mesi.

5 ottobre, mobilitazione per il disegno più famoso del mondo

1  otto Via Garibaldi al Vecio calice.jpgTutti abbiamo (o abbiamo avuto almeno una volta) in tasca la moneta da un euro dedicata all’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, ma non tutti sanno che l’originale – di valore inestimabile anche per ciò che rappresenta – si trova a Venezia dal 1822.

Assicurato per la bella cifra di un miliardo di euro, l’Uomo Vitruviano sta per lasciare le Gallerie dell’Accademia a cui appartiene e dove è stato recentemente esposto. Il simbolo universalmente noto dell’Umanesimo diventa merce di scambio (come tante altre cose a Venezia) nonostante il parere contrario dei tecnici che ne sconsigliavano il viaggio.

Per rendergli un ultimo omaggio e “l’onore della armi”, prima della sua partenza in aereo per Parigi (destinazione il Louvre) ci ritroviamo sabato mattina alle 10 ai piedi del ponte dell’Accademia, di fronte all’ingresso delle Gallerie (civico 1050).

Il disegno più famoso del mondo, realizzato nel 1490 circa da Leonardo da Vinci con semplice inchiostro su carta, è molto sensibile alla luce e dopo ogni esposizione deve purtroppo starsene al buio per qualche anno. Di questo viaggio farebbe volentieri a meno e lo direbbe, se potesse parlare. Lo faremo noi per lui, vi aspettiamo numerosi.

Il nostro “flash mob” (mobilitazione lampo) durerà mezz’ora circa.

Un’iniziativa di: Italia Nostra (sezione di Venezia) e VeneziaMioFuturo, aperta alle adesioni di chiunque si riconosca in questa campagna: la pagina facebook “Venezia non è Disneyland” lo ha già fatto per prima, oggi in mattinata:

https://www.facebook.com/VeneziaNONDisneyland/

La pagina dell’evento è:

https://www.facebook.com/events/527540881122959/

In vista del flash mob, come Gruppo 25 aprile abbiamo distribuito questo poster (che è anche locandina “vituale” sui social). Nei prossimi giorni pubblicheremo una galleria fotografica dei luoghi e delle persone che aderiscono a questa campagna di opinione. Un sentito ringraziamento ai mass media che ne hanno già dato conto e a quelli che vorranno farlo.

Il #MiNoVadoVia del poster non si riferisce tanto o soltanto al celeberrimo disegno quanto ai valori universali che rappresenta, e che dalle città del Rinascimento italiano si erano diffusi in tutta Europa , mentre da qualche anno sono sempre più calpestati in una città devastata dalla mercificazione di ogni spazio pubblico e privato (vale per Venezia, e in parte anche per Firenze).

A non volersene andare è l’Umanesimo che al centro di tutto aveva messo la persona umana, ed è questo il senso del nostro messaggio.

Galleria fotografica a seguire (in corso di aggiornamento).

Altre foto le trovate sul nostro canale Instagram:

https://www.instagram.com/veneziamiofuturo/

Itaca Art Studio di Monica Martin

1 otto Monica Martin

1 otto Corniciao Via Garibaldi.jpgVia Garibaldi, Francesco (corniciaio) e Antonella (tabaccaia):

1 ottobre Antonella Via Garibaldi

Bottega d’Arte di Gabriele Scarpa, Bacino Orseolo

Bottega d’Arte di Gabriele Scarpa, Bacino Orseolo.jpg

Osteria alla ciurma:

1 otto Osteria alla ciurma CasteoPescaria, a Rialto:

1 otto Pescaria

Oceano Mare (grazie Nicola!)

1 otto Oceano Mare di Nicola

Ai Frari:

1 ottobre Ai Frari

Gli appuntamenti del mese di ottobre

Sabato 5 ottobre alle 18.30

Le Scuole Grandi nella vita quotidiana di Venezia

Conferenza di Francesca Ranieri sui luoghi e le funzioni delle Scuole Grandi, prima e lungimirante forma di “Welfare State”. Per molti secoli a Venezia la vita quotidiana è stata legata a quella delle scuole di Devozione: Le Scuole grandi, quelle per “Foresti” e quelle delle arti hanno modellato e regolato il lavoro, la società e l’identità dei veneziani, creando forme di mutuo soccorso che in parte sopravvivono ancora oggi. Nella foto, la Scuola Grande di San Teodoro. La conferenza si terrà nella Scoletta di San Giovanni in Bragora, di fianco all’omonima chiesa in campo della Bragora.

2012 agosto 20 Scuola Grande San Teodoro.jpg

Sabato 12 ottobre dalle 16 alle 23

Festa in Bragora per festeggiare il primo anno di attività dello spazio civico creato nei tre piani della “scoletta” di San Giovanni in Bragora.

Ore 16: apertura e mercatino libri usati.

Alle 18: “Il Mercato di Venezia”, a cura di Paolo Puppa e Maggie Rose. Monologanti: Paolo Puppa, Alberto Madricardo, Luca Bagnoli, Adriana Tosi, Guia Varotto, Cristina Valentini.

Alle 19,30: la musica del Soul Spritz Duo con composizioni inedite in veneziano (e nuovo CD In arrivo)! Aggiornamenti in corso su questa pagina e su quella dell’evento:

https://www.facebook.com/events/381337502742335/

Venerdì 18 ottobre alle 18

Presentazione del progetto Interreg “l’Arca Adriatica”, a cura di Carlo Beltrame e in collaborazione con Ca’ Foscari, che si articolerà in due cicli di incontri. Primo incontro del primo ciclo, venerdi 18 ottobre: “Gondolieri di casada, un mestiere dimenticato?” con Rita Vianello

Sabato 19 ottobre alle 18

Presentazione del libro “La mia Biennale sottosopra” di Angelo Bacci (locandina in corso di preparazione). Dialogo dell’autore con il prof. Toni Toniato.

Venerdi 25 ottobre alle 18

Per il ciclo #LibrinBragora, dibattito con il giornalista e scrittore Marco Zatterin. Locandina in preparazione. A questo evento e al libro che verrà presentato (a Padova il 24, e a Venezia il 25) dedicheremo una recensione a parte, in questo blog e sulla nostra pagina facebook:

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/.

Nel mese di novembre, in vista del referendum sull’assetto amministrativo del Comune di Venezia, le attività in Bragora verranno prevalentemente dedicate a incontri e dibattiti di approfondimento sulle implicazioni di questo referendum, che si terrà il primo dicembre.

 

 

 

#Referendum: cosa cambierebbe e cosa NON cambierebbe

A quanto pare voteremo entro Natale, e i dubbi abbondano come è normale che sia, soprattutto quando ad alimentarli è chi punta tutto sull’astensionismo: perché se i dubbi sono tanti e non verranno dissipati in tempo utile, saranno in molti a “starsene a casa” delegando ad altri la scelta.

A chiunque voglia invece fare campagna per il SI o per il NO, o anche solo formarsi il suo personale convincimento prima di recarsi alle urne, spetta il compito più faticoso: che è quello di soppesare i vantaggi e gli svantaggi, rispondere a dubbi e domande, approfondire i singoli aspetti, anche rivolgendosi alle istituzioni competenti quando la risposta richiede informazioni che non sono di pubblico dominio; è quello che faremo nelle prossime settimane, come piattaforma civica al servizio dei cittadini.

Primo dubbio, sembra banale ma per alcuni non lo è: quale sarebbe il confine amministrativo fra i due Comuni? Per rispondere riproponiamo l’immagine già pubblicata dalla stampa locale in data 13 Agosto 2018, semplice elaborazione di quella allegata al quesito referendario, che il Consiglio di Stato ha giudicato legittimo e sufficientemente chiaro:

 

Per poterci concentrare su ciò che cambierebbe (nel bene e nel male) in caso di vittoria del SI, occorre prima sgombrare il campo da una serie di equivoci e chiarire cosa invece non dipende – o dipende solo in minima parte – dall’esito del referendum. Questo anche per non alimentare attese messianiche di palingenesi o – al contrario – attacchi di panico collettivo come se l’una o l’altra scelta potessero scatenare le sette piaghe d’Egitto.

Ne indichiamo qui una lista, partendo dalle voci per cui la risposta è già chiara – a nostro modo di vedere almeno. La lista non è esaustiva ma da qualche parte occorre pur iniziare. Per facilitarne sia la consultazione sia  gli aggiornamenti successivi, abbiamo seguito l’ordine più semplice: quello alfabetico.

Cos’è che NON cambierà, qualunque sia il numero di Comuni in cui si articola la Città Metropolitana di Venezia – che già ne conta 44?

AEROPORTO: il Marco Polo è il terzo aeroporto italiano e non prende ordini da nessun sindaco, né più né meno di quelli di Milano – che si trova nel territorio del Comune di Varese (aeroporto “Malpensa”) e di Roma, dato che anche il primo aeroporto italiano è a sua volta situato in altro Comune: quello di Fiumicino. Il suo gestore è una società per azioni (SAVE) di cui la Regione (con Galan), il Comune (con Orsoni) e la Città Metropolitana (con Brugnaro) hanno progressivamente venduto i loro pacchetti azionari privandosi – e privandoci – di ogni possibile leva contrattuale in sede di CdA (Consiglio di Amministrazione). Gli organi di vigilanza sono nazionali (ENAC, ENAV) e anche le tariffe aeroportuali vengono decise a livello nazionale. Quelle dei parcheggi li decide la SAVE stessa, come ben sappiamo – e come ben sanno i giuristi, il “sedime aeroportuale” è area demaniale statale. Lo strumento di programmazione urbanistica è il suo “masterplan”, che è soggetto a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) nazionale e non regionale, come per tutte le infrastrutture di rilevanza strategica. Per chi volesse approfondire il regime di gestione: https://www.enac.gov.it/aeroporti/gestioni-aeroportuali-regolazione-tariffaria/tipologia-canoni-delle-gestioni-aeroportuali/tipologia-di-gestioni

LAGUNA e LEGGE SPECIALE: le competenze in questo caso sono nazionali e regionali, per non parlare dei vincoli e degli obblighi assunti in sede UE e internazionale ai fini della sua tutela. Il sito UNESCO “Venezia e la sua Laguna” già ricomprende più Comuni e l’eventuale creazione di un Comune di Mestre cambia poco dato che l’unità amministrativa della Laguna era già stata incrinata dall’istituzione del Comune di Cavallino Treporti, che si aggiunge a quelli di Mira e di Chioggia. Per far fronte alla frammentazione e alla sovrapposizione di competenze tra Enti territoriali, la seconda legge speciale per Venezia (L. 20 novembre 1984, n. 798) ha creato il cosiddetto “Comitatone”, composto dai rappresentanti di tutti i vari enti coinvolti, ed è al Comitatone che sono state rimesse scelte cruciali come il MOSE (v. infra) e la soluzione al problema delle grandi navi. Il Comune di Venezia già ne fa parte, se i Comuni saranno due avranno due voti a disposizione anziché uno, e il Comune di Venezia magari avrà il coraggio che finora è mancato al Comune unico di Venezia-Mestre, costretto a continui compromessi e mediazioni interne sulla questione delle navi da crociera.

MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico): come tutte le grandi opere strategiche, la sua realizzazione è di competenza statale mentre è sulla futura gestione che le scelte sono ancora tutte da fare – tenendo ben presente il problema dei costi di manutenzione già stimati in quasi 100 milioni di euro all’anno. Per il MOSE valgono le considerazioni sopra svolte a proposito delle navi da crociera, alla voce “Laguna e Legge speciale”.

MUSEI CIVICI COMUNALI: allo stato attuale sono undici e sono tutti situati nella Venezia insulare. In caso di separazione dei beni resterebbero quindi a Venezia con la fondazione che li gestisce: https://www.visitmuve.it/

OSPEDALE: gli ospedali civili (pubblici) sono già “allineati” all’assetto amministrativo preconizzato dal referendum: uno a Venezia, l’altro a Mestre. In passato erano di più e – se la memoria non ci inganna – tutte le chiusure hanno riguardato la parte insulare del Comune unico (Lido compreso). Entrambi gli ospedali fanno capo alla Ulss 3 detta “Serenissima” il cui ambito territoriale è molto più ampio e ricomprende anche altri Comuni come Chioggia e Mirano. La gestione manageriale continuerà a fare capo – come già adesso – ad un unico Direttore Generale: il dr. Giuseppe Dal Ben, mentre la Regione ha competenza esclusiva sia per le nomine che per le scelte politiche e il loro finanziamento, che è a carico del bilancio regionale: Piano Socio Sanitario Regionale e schede di dotazione, che determinano l’allocazione di risorse alle singole strutture. Anche in questo caso, sono scelte che non dipendono dall’assetto territoriale dell’ente comunale ma dal bacino di utenza e da altre variabili che nulla hanno a vedere con il referendum. Dal punto di vista operativo, invece, la Ulss 3 si è già articolata in distretti come verificabile sulla sua pagina Internet: https://www.aulss3.veneto.it/

PARTECIPATE: c’erano una volta le “municipalizzate”, da anni ormai sono diventate società per azioni “partecipate” da uno o più Comuni. Vale per VERITAS e anche per ACTV e Ve.La., con lo schermo societario della holding AVM. Unica differenza: mentre VERITAS è partecipata da decine di Comuni grandi e piccoli, AVM è controllata al 100% dall’attuale Comune di Venezia. In caso di scissione andrà ovviamente stabilito come suddividere le quote azionarie fra i due Comuni, e questo avrà riflessi sulla composizione dei CdA (Consigli di Amministrazione) rispettivi, ma le SpA continueranno ad operare come adesso e a fornire i relativi servizi. Le tariffe di quello idrico integrato resteranno invariate, per il resto si veda alle voci: “TARI” (per i rifiuti) e “Trasporti”.

PORTO: come tutte le infrastrutture strategiche è competenza nazionale e non locale o ragionale, come ben sa chi in questi anni ha inutilmente cercato di estromettere le grandi navi da crociera o anche soltanto a fargli cambiare rotta. Il porto ha un suo piano regolatore, il Ministero “di tutela” è quello delle Infrastrutture e Trasporti, la sua gestione è affidata alla “Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale” attualmente presieduta da Pino Musolino e il presidente è nominato dal Ministro, non dal sindaco. Che i Comuni siano uno o due non cambia nulla: sulla rotta del canale dei petroli ad esempio c’è già un terzo incomodo ed è il Comune di Mira, che non a caso partecipa alle sedute del Comitatone insieme ad altri della “gronda lagunare”. Per chi ne dubitasse, la fonte normativa è il Codice civile art. 822: “Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale”. Per completare il quadro, tutti i canali in cui passano grandi navi (traffico merci e passeggeri) sono già stati sottratti alla competenza comunale e artificialmente incorporati nel “demanio marittimo”; non a caso, la competenza su quei canali è della capitaneria di Porto e non della Polizia Municipale.

PROVVEDITORE (ex Magistrato alle acque di Venezia detto anche “MAV”): anche in questo caso, che i Comuni siano uno o due non cambia nulla, anche perché il Provveditore ha competenza su tutta la Laguna ad eccezione dei rii interni (competenza comunale) e dei canali incorporati nel demanio marittimo (v. supra alla voce “Porto”), quindi ha già ora giurisdizione sovracomunale (si pensi ai Comuni di Chioggia e Cavallino Treporti). Il “Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia” ha sede nello storico Palazzo dei X Savii, ai piedi del ponte di Rialto, e  svolge un ruolo molto importante anche in sede di Comitatone, del quale assicura le funzioni di segretariato occupandosi di ordini del giorno e convocazioni. Quanto detto a proposito del Provveditore vale, a maggior ragione, per il “Comitatone” che fra i vari compiti ha quello di ripartire i fondi della Legge Speciale fra tutti i Comuni della gronda lagunare.

SCUOLE: ad eccezione di quelle materne e dell’infanzia (asili comunali) ed elementari, la competenza per l’edilizia scolastica è della Città metropolitana che si prende cura della loro manutenzione, e statale per quel che riguarda il corpo insegnante. Per le scuole medie e superiori quindi non cambierà nulla. Nelle scuole materne e dell’infanzia, il personale docente e non docente è retribuito dal Comune. Gli unici cambiamenti per genitori e alunni riguarderanno quindi le tariffe di scuole materne ed asili, che in due Comuni diversi potrebbero effettivamente differenziarsi in funzione dei bilanci e delle scelte politiche rispettive.

TARI: è forse la voce che – fra quelle qui elencate – merita un approfondimento più ampio, perché è proprio in materia di tassa sui rifiuti che l’esito del referendum potrebbe avere conseguenze dirette e potenzialmente molto interessanti – ma per poterne parlare seriamente occorre ricollegarlo alla voce “IMPOSTA DI SOGGIORNO” essendo già stato ampiamente chiarito (dall’assessore in carica) che il gettito della seconda può essere utilizzato per ridurre le aliquote della prima, in favore dei residenti, e il gettito dell’imposta di soggiorno non è omogeneo all’interno del Comune unico attuale. A questo tema verrà quindi dedicata la nostra prima scheda “tematica”, nei prossimi giorni, sfruttando anche i dati aggiornati sulla ripartizione territoriale dei PLUT (Posti Letto ad Uso turistico) che abbiamo appena presentato nel corso dell’ultimo incontro in Bragora, venerdì scorso.

TRASPORTI LOCALI: c’era una volta la “Carta Venezia” che era tendenzialmente riservata ai residenti. A seguito dei rilievi della Commissione UE che la riteneva discriminatoria, è stata sostituita dalla “Venezia Unica” che può essere acquistata da chiunque ne faccia richiesta – tanto è vero che la sua pagina internet esiste in 6 lingue diverse compreso il russo – e ha validità per 5 anni. Per chi è titolare della “VeneziaUnica”, che i Comuni siano uno o due non dovrebbe fare differenza alcuna. Per quel che riguarda gli abbonamenti mensili ACTV, facciamo notare che già oggi all’interno del Comune unico è possibile optare per un abbonamento a tariffa ridotta per chi non fa uso dei mezzi di trasporto su gomma (è l’abbonamento “isole”) e nulla vieta di pensare che in futuro possano essere offerti abbonamenti a tarifa ridotta per chi non attraversa il ponte in senso “inverso” e quindi non ha bisogno – se non saltuariamente – dei mezzi di trasporto acqueo. Alilaguna pratica a sua volta tariffe differenziate e agevolate per i possessori della “VeneziaUnica” e le applica a prescindere dal Comune di residenza.

TRASPORTI regionali e interregionali: nulla cambierà a seconda dell’esito del referendum, quanto alla mobilità intercomunale è competenza della Città Metropolitana che dalla ex Provincia di Venezia ha ereditato anche tutte le competenze in materia ambientale. Stesso discorso vale per la tanto annunciata TASSA DI SBARCO o contributo di accesso, dato che la delibera già prevede un’esenzione totale per tutti i residenti nella Regione Veneto – e chi vive a Mestre non la pagherà comunque.

UNIVERSITA’: statali o private che siano, un eventuale cambiamento di assetti comunali per loro non cambia assolutamente nulla e altrettanto può dirsi per il Conservatorio Benedetto Marcello, per l’Accademia di Belle Arti e per altre eccellenze veneziane che continueranno la loro meritoria opera quale che sia l’assetto amministrativo dell’ente locale di prossimità (Comune).

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NB Pagina in costruzione, a cura di Marco Gasparinetti. Commenti e suggerimenti possono essere pubblicati qui o inviati via posta elettronica a: 25aprileVenezia@gmail.com

L’autore del testo ha maturato un’esperienza di 27 anni all’interno delle pubbliche amministrazioni (a Roma e a Bruxelles) e risponde in prima persona di ogni eventuale refuso o errore involontario: chi ne dovesse trovare potrà segnalarli con le modalità sopra indicate, e riceverà pronto riscontro.

 

 

#Referendum: visto da Mestre

Dopo che il Consiglio di Stato ne ha definitivamente sancito la legittimità, il referendum tanto inviso al sindaco in carica (e non soltanto a lui) ritorna sulla scena e spariglia tutte le carte in vista delle prossime elezioni comunali.

Nelle prossime settimane pubblicheremo interventi e schede di approfondimento sulla questione vista dai “due lati del ponte”. Dal gruppo “Mestre Mia”, con cui siamo in contatto perché è particolarmente rappresentativo della realtà mestrina, prendiamo in prestito questo intervento di Andrea Checconi Sbaraglini:

REFERENDUM, ONESTA’ E CORAGGIO.

In arrivo il referendum per l’autonomia amministrativa di Venezia e Mestre.

Ed è una grande occasione (il referendum stesso, a prescindere dall’esito) per dare una vera svolta culturale riguardo L’ONESTA’. Quella qualità – prima di tutto morale – che è una delle basi del progresso di una civiltà.

L’onestà di discutere delle proprie ragioni evitando di giocare sporco. Capisco sia più difficile farlo, nel caso che le proprie ragioni si ritengano deboli, ma sarebbe più ONESTO, appunto.

E giocarsela onestamente significherebbe non barare dicendo cose non vere, facendo leva sulle leggende metropolitane o spingendo per l’astensionismo per paura di perdere.

Giocarsela onestamente significa anche non scatenare i galoppini di internet per inquinare in malafede il dibattito. Tanto più se queste dinamiche partono da giochi di interesse o politici.

Sarebbe bello e onorevole partire alla pari, come in qualsiasi gara che si rispetti. Senza dover perdere tempo a smentire chi  ricomincia già a dire che in caso di autonomia amministrativa avremo due sindaci. Perché nessun Comune in Italia ha due sindaci! E neanche all’estero, presumo.

Mestre avrà un solo sindaco, una sola giunta e pagherà solo quelli, non quelli di Venezia. Esattamente per lo stesso motivo per cui non paga quelli di Spinea o Padova. So che l’esempio è stupido, ma è incredibile come ancora la maggior parte della gente continui ad asserire questa “minchiata”. Evidentemente non è un tema così stupido per chi vuol giocare disonestamente, facendo sì che questa come altre leggende metropolitane possano inquinare un voto che invece dovrebbe essere ben ragionato, discutendo su temi reali.

Detto che mi auguro (ma sono pessimista) questo tipo di rivoluzione morale basata sull’onestà, che significa in fondo civiltà, esprimo il mio pensiero sulla questione.

E’ tempo di avere CORAGGIO. Di credere in un rinascimento, di avere nuovi e grandi stimoli, di sentirsi parte di una comunità. Dovremmo riuscire a vedere questa situazione dall’esterno per essere più obiettivi. Perché ci attanaglia una paura immotivata. Siamo come il leone a cui viene aperto il cancello dopo essere cresciuto in cattività. Sa cosa deve fare, cosa è giusto fare, ma è cresciuto in quella gabbia e ha paura ad uscire e tornare nel suo mondo.

Non succederà nulla di brutto, il veneziano di Mestre resterà veneziano, Venezia resterà una città bellissima, il ponte non sarà tagliato, la Città Metropolitana continuerà a gestire le proprie competenze. Mestre e i suoi abitanti sentiranno la città come propria e svilupperanno le potenzialità inespresse, quelle date dal fatto oggettivo di essere e rimanere vicini a Venezia (che non si sposterà), ma anche fra le più importanti città del Veneto produttivo. Entrambe le cose mai sfruttate appieno, mai pianificate, perché da sempre ostaggio degli interessi di chi vuole lasciare le cose come stanno, infondendo per questo motivo timori che loro per primi sanno essere immotivati. Perché quando le motivazioni reali sono deboli, si preferisce spesso giocare sporco.

Credo ad un nuovo rinascimento.

Seneca scrisse: “Colui che è coraggioso, è libero”.
Abbiate coraggio.

Andrea Checconi Sbaraglini

#Referendum: il vaso di Pandora

Per delegittimare uno strumento di democrazia diretta come il referendum, dopo aver cercato in molti modi di bloccarlo ed essere per questo stato bacchettato dal Consiglio di Stato, il sindaco in carica ha avuto un’idea geniale: l’appello a non votare, diffuso sulla pagina istituzionale del Comune – e già su questo ci sarebbe da ridire.

Il suo calcolo politico è semplice: sommare le astensioni ai NO, intestandosi anche le prime. All’astensione dal voto viene attribuito (testuali parole sue) un “forte valore civico“, quindi seguiremo alla lettera il suo ragionamento.

Alle elezioni comunali del 2015, per ogni elettore che ha votato Brugnaro ce ne sono stati tre (contando gli astenuti come da suo suggerimento) che lo hanno ritenuto inadeguato a fare il sindaco. Sempre seguendo il suo ragionamento basato sul “valore civico” dell’astensionismo, la maggioranza degli elettori ha ritenuto inadeguati entrambi i candidati al ballottaggio, che in qualche modo è una sorta di referendum – essendo due e soltanto due le opzioni di voto.

Dato che uno scenario simile potrebbe riprodursi anche nel 2020, ci chiediamo se il sindaco si renda conto che il suo ragionamento gli si ritorcerà contro. Il perché è presto detto: le elezioni comunali del 2020, per le caratteristiche del sindaco in carica e la sua ferma determinazione a conservare quella carica con un secondo mandato, saranno un referendum sulla sua riconferma.

Se i suoi avversari calcoleranno gli astenuti nel conto dei “NO” alla riconferma, dovremo trarne la conclusione che non è più legittimato a governare? Guardando al risultato del 2015, dovremmo chiedergli di restituire le chiavi dato che tre aventi diritto su quattro non l’hanno votato?

Chi apre il vaso di Pandora ne valuti le conseguenze: da parte nostra riconosciamo la legittimità del sindaco eletto anche quando (come nel 2015) gli astensionisti diventano il primo partito, ma seguendo la sua logica dovremmo cambiare approccio e “intestarci” la rappresentanza dei 3 elettori su 4 che non lo hanno voluto come sindaco – cosa che ovviamente non faremo.

La democrazia è una creatura bella ma fragile, trae linfa vitale dalla partecipazione di tutti. A nostro parere, l’appello all’astensionismo non fa onore al sindaco e non lo rafforza ma lo indebolisce, in vista delle prossime elezioni comunali. Chi apre il vaso di Pandora sia almeno consapevole di ciò che rischia di uscirne.

Vaso-di-Pandora

 

LibrinBragora, i prossimi appuntamenti

 

Nei primi mesi di attività, il nostro spazio civico in Campo de la Bragora ha ospitato scrittori del calibro di Francesco Erbani (“Non è triste Venezia”), Gianfranco Bettin (“Cracking”, ambientato nel petrolchimico di Porto Marghera), Francesco Jori (“La storia del Veneto”), Gregory Dowling (“The Four Horsemen”), Federico Moro (“Venezia alla conquista di un Impero”) e Giannandrea Mencini (“Vivere in pendenza. Scelte di vita che cambiano la montagna bellunese”).

Abbiamo anche dato il giusto spazio a talenti veneziani esordienti o emergenti come Giorgio Omacini (“I tigli di Capo Horn”), Riccardo Roiter Rigoni (“Come la luna alle porte dell’alba”), Flavia Antonini (“Gigetto il vaporetto”). Visto il successo incontrato dall’appuntamento con gli Autori (e con le Autrici) abbiamo già preso accordi che ci consentono di annunciare i prossimi appuntamenti con #LibrinBragora:

il 13 settembre con la veneziana Barbara Marengo e il suo recentissimo “Levante o giù di lì”. Il libro verrà introdotto dalla Prof. Caterina Carpinato, docente di Lingua e Letteratura Neogreca a Ca’ Foscari e vicepresidente dell’Ateneo Veneto.

il 27 settembre con Grazia Galli e Massimo Lensi, autori del saggio “La filosofia del trolley” (sottotitolo: “Indagine sull’overtourism a Firenze”) e instancabili animatori di un’associazione con cui siamo gemellati dalla comunanza di interessi: “Progetto Firenze”!

http://carmignanieditrice.com/home/266-la-filosofia-del-trolley-grazia-galli-massimo-lensi.html

Per il 25 ottobre, abbiamo invece in serbo una grande e gradita sorpresa: Marco Zatterin, una delle grandi firme del giornalismo italiano e attualmente vicedirettore de La Stampa, che farà tappa a Venezia per presentare un libro di cui – per adesso – possiamo anticipare soltanto questo indizio:

Nelle prossime immagini: alcuni dei momenti “letterari” più belli che abbiamo vissuto insieme alla Bragora in questi primi mesi di attività. A tutti ricordiamo che il nostro spazio civico non riceve né richiede finanziamenti pubblici, e si regge unicamente sulle nostre gambe.

Galleria fotografica e video:

13 gennaio, in senso orario: Francesco Ceselin, Nicoletta Frosini e Francesco Jori

13 jan Francesco Jori

31 maggio, Gianfranco Bettin e Marco Gasparinetti (foto Nicoletta Frosini):

Bettin 31 maggio foto Nico

11 novembre 2018, Francesco Erbani (video di Stefano Bravo):

21 giugno, Federico Moro (foto Mark Edward Smith):

21 giugno Federico Moro

27 luglio, Riccardo Roiter Rigoni:

RRR

RRR2

 

 

Glossario e vademecum per chi cerca CASA a Venezia

Cercare casa a Venezia è ormai diventato “facile” quanto cercare pepite d’oro sulle rive del Sile, eccezion fatta per chi la casa se la può comprare (in tal caso l’offerta è abbastanza varia, fermo restando che si parte da prezzi a metro quadro molto più elevati che in “terraferma”). A questo tema dedicheremo un incontro pubblico il 20 settembre, nello spazio civico che abbiamo creato in campo de la Bragora e che presto festeggerà il suo primo anno di vita,

In vista dell’incontro del 20 settembre, pubblichiamo questo glossario per chi voglia orientarsi nella giungla di sigle o anche prepararsi in stile “Harrison Ford alla ricerca della casa perduta” – dato che con i nuovi limiti ISEE – ERP (vedi infra) molte famiglie saranno costrette a farlo, e anche di questo parleremo il 20 settembre.

ABITAZIONE: per definirsi tale, deve rispondere ad alcuni requisiti minimi (metri quadri, altezza, salubrità e servizi igienici) definiti dal Regolamento edilizio. Ogni Comune in Italia ha il suo, ma sebbene quello di Venezia sia particolarmente ricco di deroghe per il “centro storico” resta il fatto che un magazzino di 15 m² non è abitazione anche se dispone di porta d’acqua per espletare certi bisogni in assenza di servizi igienici. Analoghi criteri valgono anche per le locazioni turistiche (v. più sotto, “Legge Caner”, perché un’abitazione è tale o non lo è.  Se chi affitta un “alloggio” lo fa in nero fatevi qualche domanda: potrebbe essere non tanto o non solo per evadere il fisco (con la cedolare secca non dovrebbe essere questo il problema) ma perché il bene locato è privo di agibilità. Per chi volesse approfondire, anche senza una laurea in architettura: https://www.donnegeometra.it/portfolio/abitare-un-immobile-privo-agibilita-quale-tassazionequali-conseguenze-sanare/

AGENZIE immobiliari: se cercate una casa in afftto sul libero mercato a Venezia vi aspettano sorprese amare: questo tipo di merce è scomparsa dagli scaffali, tranne per chi dispone di un conto in banca con molti zeri o può accedere a un mutuo in BANCA (v. alla voce corrispondente). La modalità prevalente fra i proprietari che ancora affittano ai residenti è quella del “passaparola” che facilita l’individuazione di inquilini “referenziati” e a quella modalità vi consigliamo di affidarvi in questa fase storica (che speriamo sia provvisoria), anche utilizzando gruppi di “mutuo soccorso” come il nostro dove i proprietari di buona volontà ci sono ancora.

ATER: Agenzia Territoriale per l’Edilizia Residenziale. Ente pubblico economico strumentale della Regione del Veneto che opera nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, è il maggior proprietario di alloggi a livello di Città Metropolitana di Venezia (10.800 circa). Al primo dicembre 2018, udite udite, 2.100 erano vuoti per mancanza di manutenzione, altri sono occupati abusivamente: “Il 20% delle case dell’Ater di Venezia non ha un inquilino, in attesa di costosi restauri e delle graduatorie dei comuni metropolitani” (Raffaele Speranzon, presidente Ater, intervistato da Antenna Tre il 30/11/2018). Eppure, la sua missione istituzionale è “contribuire a creare offerta abitativa al fine di soddisfare le necessità di coloro i quali non posseggono gli adeguati mezzi economici per potersi rivolgere al mercato immobiliare privato“. Per capire chi può accedere all’edilizia residenziale pubblica (ERP) vedasi la voce corrispondente alla lettera E.

BANCA: è quel posto dove prestano soldi soltanto a chi ne ha già tanti oppure dispone di entrate certe, robuste e regolari. Con il precariato imperante nel mercato del lavoro, non è necessariamente il luogo dove una giovane coppia o un lavoratore con partita IVA troverà conforto alle sue aspirazioni di “metter su casa”. Detto questo, con i tassi attuali dei mutui ai minimi storici dal dopoguerra, chi è in grado di accedere ad un mutuo farebbe bene a varcare quella soglia, che lo metterà al riparo da possibili sfratti per finita locazione – sempre più frequenti a Venezia, dove i residenti devono far posto alla “share economy” e alle locazioni turistiche. I tempi sono cambiati, e per la “casa in affitto a vita” vale lo stesso discorso del “lavoro a vita”: sono concetti ormai estinti come i dinosauri; cerchiamo quindi di non fare la stessa fine anche noi, residenti in via di estinzione.

BANDI ERP: sono i bandi per l’assegnazione degli alloggi a canone agevolato definiti come “Edilizia Residenziale Pubblica”, da non confondersi con quelli di “social housing”. La differenza è abbastanza facile da spiegare: a norma della nuova Legge regionale, ai primi possono accedere soltanto i nuclei familiari con reddito ISEE- ERP non superiore a 20.000 euro, mentre per i secondi i 20.000 euro rappresentano spesso la soglia minima (v. bando Opera Pia Coletti) mentre non necessariamente è previsto un reddito massimo (basta scorrere l’elenco degli assegnatari nell’ex complesso Coletti a Cannaregio per rendersene conto).

CALENDARIO benefico veneziano: è quello con il cui gettito abbiamo assegnato 8.000 euro a tre famiglie in difficoltà (sfratto incolpevole per finita locazione) con apposito bando pubblicato su questa pagina. Nessuno dei beneficiari era iscritto al “25 aprile” e dal bando erano ovviamente esclusi tutti i componenti del direttivo, coniugi conviventi e parenti in linea retta. A scanso di equivoci, aggiungiamo che non abbiamo avuto nemmeno il piacere di finanziare cugini o nipotini. Siamo forse gli unici a lavorare cosi, e ne siamo fieri.

COMUNE di Venezia: è a sua volta proprietario di un gran numero di appartamenti, e diversamente dall’ATER è riuscito a reperire le risorse finanziarie (una decina di milioni, più i fondi europei a cui ha opportunamente attinto) per restaurare quelli vuoti. Era una delle rivendicazioni storiche del Gruppo 25 aprile e quando le cose vengono fatte, onestà intellettuale vuole che se ne dia atto a chi le fa. Questi i dati a livello comunale: ristrutturati integralmente e in parte già assegnati, 441 appartamenti precedentemente sfitti o inagibili (di cui 154 nella Venezia insulare); in fase di conclusione, i cantieri per altri 32 alloggi di cui 15 nella Venezia insulare; aggiungendo quelli in fase di avvio, l’impegno economico a bilancio nel periodo 2015-2020 dovrebbe corrispondere ad un totale di 796 alloggi precedentemente sfitti o inagibili. Come beneficiarne? Partecipando ai bandi che vengono pubblicati sulla pagina internet del Comune, come ad esempio questo del 2019:

https://www.comune.venezia.it/it/content/bando-erp-anno-2019-0

CONGREGAZIONI RELIGIOSE e PARROCCHIE: sono a loro volta proprietarie di molti appartamenti e “fondi”, generalmente affittati a canoni inferiori a quelli di mercato; anche se per loro non esiste un quadro normativo cogente in questo senso, hanno storicamente contribuito a calmierare il mercato ma da quando lo Stato ha cominciato ad esigere l’IMU (con gli arretrati) su tutti gli edifici non adibiti a finalità di culto, far quadrare i conti è diventato più difficile e le Sirene delle affittanze turistiche (già apparse con il Giubileo dell’anno 2.000) hanno portato molte congregazioni ad operare sempre più apertamente in quel settore (fra i tanti esempi, basti pensare alla “Domus Ciliota”). In altri casi abbiamo visto canoniche intere affittate all’albergo più vicino (esempio: Santa Fosca) in cambio dei lavori di restauro alla vicina Chiesa che di quei restauri aveva effetivamente bisogno. Come dire, sono tempi duri per tutti

CONTRIBUTI alle famiglie in difficoltà: fino al 30 agosto e non oltre, è possibile accedere allo specifico fondo regionale (la cui gestione è affidata ai Comuni) per un importo massimo di 1.000 euro e alle condizioni riassunte in questo articolo del Gazzettino. Chi si trova nelle situazioni ivi descritte nel Comune di Venezia potrà rivolgersi a: Direzione Coesione Sociale, tel. 041.2749532 in questi orari: dal lunedi al venerdi, dalle ore 9 alle 13.

Contributi famiglie

ERP: Edilizia Residenziale Pubblica. I nostri genitori le chiamavano “case popolari” e ne hanno finanziato per decenni la costruzione, con la trattenuta “GESCAL” (GEStione CAse per i Lavoratori) dello 0,35% sullo stipendio, prelevato direttamente in busta paga a partire dal 1963, e prima ancora con il piano “INA-casa” di cui alla Legge 43/1949, intitolata “Provvedimenti per incrementare l’occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per lavoratori”. Tramontato il concetto di “classe operaia”,  il termine attuale è riferito a tutti gli alloggi di proprietà pubblica, affittati a canoni calmierati a chi è in possesso di determinati criteri.

ESU: Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, fra i molti servizi erogati si occupa anche di collocare gli studenti “fuori sede” nelle proprie residenze universitarie a Venezia e negli appartamenti convenzionati, per tutti gli iscritti alle università veneziane (Ca’ Foscari, Iuav, Accademia di Belle Arti, Conservatorio di Musica“B. Marcello”). A tal fine, ogni anno pubblica un bando di concorso. Quello attuale scade il 31 agosto ed è consultabile a questo indirizzo:

http://www.esuvenezia.it/web/esuvenezia/servizi/servizi-interna?p_p_id=ALFRESCO_MYPORTAL_CONTENT_PROXY_WAR_myportalportlet_INSTANCE_l6Hb&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&template=/regioneveneto/myportal/myportal-news-detail&uuid=711512e5-866e-42da-9be0-8756db5c2543&lang=it&contentArea=_ESUVenezia_servizi-interna_Body1_

FEC: Fondo Edifici di Culto, gestito dalla Prefettura. Cosa c’entra con la vostra ricerca di una casa lo diremo subito, perché è una delle possibilità meno conosciute e meno pubblicizzate. ll FEC è stato istituito dalla legge 20 maggio 1985 n. 222, per l’attuazione di alcuni aspetti dell’Accordo del 18 febbraio 1984 tra lo Stato Italiano e la Santa Sede, che ha modificato il Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929. Senza rivangare tutta la storia degli ordini religiosi soppressi in epoca napoleonica, lo Stato italiano ne ha successivamente ereditato le spoglie, che non sono soltanto 750 edifici di culto ma anche case e appartamenti. Come vengono assegnati? Con bandi di locazione e (più raramente) di vendita pubblicati a questo indirizzo:

http://www.prefettura.it/venezia/contenuti/Bandi_e_avvisi_antecedenti_2019-7365903.htm

IPAB: Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza. A Venezia sono tre, fra cui l’IRE (v. infra alla voce successiva). Sono “Enti pubblici vigilati” ai sensi del comma 1, lettera a), dell’art. 22 del D.Lgs. 33/2013 che li definisce come “enti pubblici, comunque denominati, istituiti, vigilati o finanziati dall’amministrazione medesima nonché di quelli per i quali l’amministrazione abbia il potere di nomina degli amministratori dell’ente”. La Giunta Brugnaro ne ha ridotto il numero, in particolare accorpando all’IRE le Opera Pie Istituti riuniti Patronato di Castello e Carlo Coletti.

IRE: “Istituzioni di Ricovero e di Educazione”. Istituto pubblico di assistenza e beneficenza (IPAB) creato nel 1939 come erede della Congregazione di carità istituita da Napoleone nel 1807 con il celebre metodo napoleonico (esproprio di proprietà religiose). Oltre a “fornire servizi alla persona”, IRE dispone di molte proprietà locate a canoni storicamente moderati come si conviene ad un ente di questo tipo,  ma ci giunge voce di aumenti a volte consistenti per le locazioni in corso, e di progetti in “social housing” che di sociale hanno soltanto il nome. Vedremo e valuteremo, senza pregiudizi. L’IRE è fra l’altro proprietario della Ca’ di Dio: lo storico ospizio veneziano trasformato in albergo per fare cassa – ci avevano rassicurato – al fine di poter creare abitazioni nell’area chiamata “Ospedaletto”, anch’essa di proprietà IRE. I lavori a Ca’ di Dio li abbiamo visti, quelli all’Ospedaletto ancora no.  Il direttore generale è Giovanni Stigher, che gestisce anche il complesso ex Coletti, e questo è il link alla loro pagina Internet:

CONTATTI

ISEE (reddito): Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Disciplinato dal DPCM n. 159/2013, consente un’analisi della situazione sia patrimoniale che reddituale di chi richiede sovvenzioni, contributi o alloggi pubblici. ISEE – ERP è per l’appunto la sua variante che permette di accedere alle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica.

LEGGE CANER: dal nome dell’assessore Federico Caner, è la Legge Regionale del 19 giugno 2019, n. 23 recante “Disposizioni in materia di ricettività turistica” in sostituzione dell’art. 27 bis “Locazioni turistiche” della Legge Regionale 14 giugno 2013, n. 11, ed è una modifica legislativa per la quale ci battevamo dal 2017 (v. alla lettera A come Alloggi nel riquadro che segue, tratto da La Stampa del 20 gennaio 2017), al fine di mitigare gli effetti devastanti della liberalizzazione operata con la Legge regionale del 2013. A norma del nuovo art. 1 comma 2, gli alloggi privi della conformità alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti non potranno più essere utilizzati ai fini della locazione turistica. Inoltre, ad ogni alloggio turistico verrà assegnato un codice identificativo unico “da utilizzarsi per pubblicizzare l’alloggio, anche su piattaforme digitali o siti internet di prenotazione ricettiva“, che dovrebbe facilitare i controlli in un settore protagonista di una crescita impetuosa e scarsamente regolamentata, a Venezia come nelle altre città d’arte italiane.

LEGGE regionale sull’edilizia residenziale pubblica è quella che disciplina l’accesso alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi ERP, ed è vincolante anche per il Comune di Venezia. I famosi parametri ISEE-ERP (20.000 euro) sono stati definiti da tale Legge, che adesso sta passando alla fase operativa a seguito dell’emanazione dei regolamenti di attuazione.

LiSC: molto attivo sul fronte della casa, è il collettivo universitario Liberi Saperi Critici, nato a Venezia nel 2012. Se siete studenti universitari a Venezia, avete interesse a prendere contatto con loro. La loro pagina facebook è: https://www.facebook.com/pg/Lisc.Venezia/about/?ref=page_internal

MOROSITA’ Contrariamente alle facili apparenze, non definisce la situazione affettiva di chi ha un moroso o una morosa, ma quella di chi per qualunque motivo si sottrae all’obbligo di pagare l’affitto. Costituisce giusta causa di risoluzione del contratto di locazione, e quindi di sfratto esecutivo.

MOROSITA’ INCOLPEVOLE: categoria introdotta dalla Legge 124/2013 che la definisce come “inadempienza all’obbligo di pagamento del canone di locazione dovuta ad una riduzione della capacità reddituale“, a Venezia è oggetto di uno specifico fondo di sostegno finanziato dal Comune e dal Patriarcato. Requisiti principali: risiedere a Venezia da almeno tre anni e avere un reddito ISEE non superiore a 14.000 euro. A gestire questo fondo è, per la parte di competenza comunale, l’Agenzia per la Coesione Sociale nelle sue articolazioni territoriali. Per la Venezia insulare, i suoi recapiti sono questi:

https://www.comune.venezia.it/it/content/servizio-agenzia-coesione-sociale-venezia-centro-storico-isole-ed-estuario

OCIO: di recente creazione, questo “Osservatorio Civico e Indipendente sulla casa e sulla residenza” è opera di un piccolo ma agguerrito collettivo con cui lavoriamo anche noi (li avete già visti all’opera in Bragora, e li rivedrete all’incontro pubblico del 20 settembre) che analizza e studia, dati alla mano, il problema della residenzialità a Venezia. La loro pagina internet è: https://ocio-venezia.it/

SERVITU’: non fatevi ingannare dal nome, quando appare sul contratto non significa affatto che vi dia il diritto ad avere “il moretto in casa” come si usava dire a Venezia. Se la casa che avete acquistato o preso in affitto è gravata da servitù di passaggio, ad esempio, significa semplicemente che dovrete accordare ad altri, anche se vi stanno antipatici, il diritto di passaggio in alcune porzioni della proprietà (generalmente il giardino) a norma dellarticolo 1027 del codice civile. La terminologia utilizzata dal nostro codice affonda le sue radici nel diritto romano: si parla infatti di “servitù prediali”, “fondo servente” e “fondo dominanate”. Ma se avete già trovato una casa con parco o giardino a Venezia, probabilmente non avete bisogno di noi.

NB Pagina IN COSTRUZIONE

quindi accettiamo critiche, consigli e suggerimenti. Unico responsabile di eventuali errori, orrori e involontarie omissioni (che verranno prontamente corrette) è l’estensore della pagina, Marco Gasparinetti. Per segnalare le vostre proposte o richieste di integrazioni e modifiche, scriveteci a: 25aprileVenezia@gmail.com

 

Lettera aperta al Ministro Bonisoli

Si applichi subito il vincolo culturale al porto della Serenissima

In tutti i dipinti del 17° e 18° secolo che ritraggono il Molo di fronte a Palazzo Ducale è ben evidente un’imbarcazione a remi coperta con tiemo (telo) e prua rivolta alla sede del Governo (nell’immagine: il dipinto di Gaspare Van Vitelli 1697). Si tratta della fusta del Consiglio dei Dieci ossia di una galea di piccole dimensioni che, oltre ad avere il ruolo di punto di prima raccolta dei condannati al remo, era pronta in qualsiasi momento per difendere, anche con i suoi pezzi d’artiglieria, la stabilità dello Stato. Non è strano che una presenza del genere caratterizzi il panorama del Bacino di San Marco per tutta l’età moderna; il palazzo del governo di una Repubblica che si estendeva fino a Candia, costruito di fronte all’acqua, non poteva infatti che essere difeso da una nave militare, la massima espressione bellica del tempo.

Il Bacino di San Marco, forse già dal 9° secolo e fino a tutto il Settecento, fu il porto della Serenissima ospitando imbarcazioni locali e straniere di ogni genere. Le due colonne, come noto, seguendo un modello bizantino, simboleggiano l’ingresso alla città perché dal porto appunto si entrava nelle città di mare.

La splendida e fedelissima prospettiva a volo d’uccello di Jacopo De Barberi, del 1500, mostra in maniera chiarissima la vitalità del Bacino dove sfociava il rio dell’Arsenale da cui, fino al Settecento, uscivano le galee costruite e armate nel più famoso cantiere navale del Mediterraneo, dove, lungo l’attuale Riva Sette Martiri, erano collocati cantieri per la costruzione di navi tonde e dove, alla fonda, erano ormeggiate galee e navi da carico e dove transitavano continuamente barche di ogni tipo. Questa dimensione portuale e di importante via d’acqua, ormai in buona parte perduta, era integrata non solo dal Canal Grande ma anche dal Canale della Giudecca lungo le cui fondamenta erano insediati altri cantieri di barche (squeri) ed erano ormeggiate imbarcazioni e zattere impegnate specialmente nel trasporto di merci e legname arrivati dalla terraferma alle Zattere, appunto, per le vie d’acqua interne. La Punta della Dogana, ossia l’edifico triangolare tra Canal Grande e Canale della Giudecca, ospitava la dogana delle merci e, poco oltre, lungo le Zattere, le possenti tese dei Magazzini del Sale fino al Novecento hanno accolto per secoli i depositi del sale trasportato con le navi.

Questa dimensione squisitamente portuale del Bacino di San Marco può dirsi ridimensionata solo nel pieno Ottocento quando il porto di Venezia si sposta sempre più, e gradualmente, verso la terraferma, come ci insegna Massimo Costantini nel suo “Porto Navi Traffici a Venezia 1700-2000”; ma per il Canale della Giudecca questo ruolo portuale non solo non verrà meno ma si rinforzerà ospitando, per tutto l’Ottocento, navi di ogni tipo e imbarcazioni da carico e da pesca come i trabaccoli e i bragozzi del popolo di pescatori chioggiotti che, fino alla metà del Novecento, trovavano a Venezia, e proprio lungo le Zattere, il mercato più importante per lo smercio del loro pesce o di altre mercanzie, come il sale appunto.

La narrazione del Bacino di San Marco come porto e quindi ingresso urbano della più longeva Repubblica della storia potrebbe proseguire all’infinito perché nelle sue acque hanno ormeggiato e sono transitate imbarcazioni che hanno fatto la storia del Mediterraneo, e non solo, per dieci secoli.

Eppure, questa relativa ovvietà, che chiunque conosca le basi della storia di Venezia da come scontata, non sembra sufficiente al Comune di Venezia che ha voluto opporsi al vincolo culturale che finalmente – ma ci chiediamo perché si sia aspettato tanti anni … – questo 31 gennaio, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la sua soprintendenza locale, ha posto su questa via d’acqua rinforzando drasticamente quello che, fino a quel momento, era solo un vincolo paesaggistico. Le motivazioni dell’impugnazione si basano infatti sulla negazione dell’importanza culturale del Bacino e, in particolare, della negazione di questo spazio come via d’acqua storica a favore del solo vincolo paesaggistico in un tentativo quindi, piuttosto palese, di bloccare un’operazione statale di rafforzamento dello strumento vincolistico su questa area della città.

Il Codice dei Beni Culturali infatti, su cui si basa il vincolo ministeriale, effettivamente presenta una clamorosa lacuna ossia la menzione delle vie d’acqua come possibile paesaggio/manufatto di interesse storico-culturale. Il MIBAC, d’altra parte, ha giustamente respinto il ricorso confermando che: “i bacini, i canali ed i rii storici di Venezia, sui quali peraltro si affacciano importantissimi monumenti del patrimonio architettonico della città, sono vie d’acqua che potrebbero essere riconducibili alle ipotesi di cui all’art. 10, comma 4, lett. G) del Codice” ossia quali “pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse storico o artistico”. “Le parole del Legislatore non consentono, infatti, di escludere le vie e gli spazi che siano costituiti da corsi d’acqua” riconoscendo nella spazio dei canali urbani e dei circostanti edifici monumentali un “insieme e un tutt’uno indivisibile”… “punti eminenti della riconoscibilità materiale ed identitaria di Venezia”. Il MIBAC quindi ha non solo esteso l’interpretazione della definizione di via alle “vie d’acqua”, ma ha anche richiamato e rivendicato un concetto di visione complessiva del paesaggio culturale composto non solo dai monumenti e dalle piazze ma anche dagli specchi d’acqua secondo una moderna concezione del bene culturale. In realtà il MIBAC avrebbe potuto anche argomentare l’opportunità del vincolo richiamando la funzione storica del bacino, da noi appena presentata, ossia la funzione portuale e di porta urbica esercitata per un millennio.

Non paga però l’amministrazione comunale di Venezia, per iniziativa dell’assessore Paolo Romor, a fine marzo ha minacciato (e supponiamo concretizzato) un ricorso al TAR per ribadire l’opposizione al decreto del MIBAC anche se con motivazioni ora di tipo gerarchico. L’assessore Romor infatti ha dichiarato che “i provvedimenti del Mibac rappresentino una pesante, inutile ed inefficace invasione nelle competenze che altrimenti, e di regola, sarebbero attribuite al Comune per la tutela degli interessi dei residenti.”

Ora, dopo il gravissimo incidente e mancato disastro navale della Marittima e il successivo scampato secondo disastro del 7 luglio, le parole del Primo cittadino, che si erge improvvisamente a paladino della difesa di San Marco e a primo sostenitore della necessità di estromettere le navi dal Bacino, appaiono certamente benvenute ma quanto mai sorprendenti e contraddittorie rispetto alla guerra contro il decreto MIBAC dichiarata dal suo fedele assessore.

Se quindi l’amministrazione di questa città non riesce a cogliere il valore culturale attribuibile al porto storico di Venezia non possiamo che accogliere, a braccia aperte, il decreto del Ministro Bonisoli a cui chiediamo che, per il tramite del suo Soprintendente, applichi ora la nuova normativa pretendendo la salvaguardia di questo spazio urbano nella sua interezza.

Chiediamo quindi che vengano escluse immediatamente navi di tonnellaggio superiore alle 40.000 tonnellate di stazza lorda – applicando quindi il ragionevole decreto Clini-Passera – che, con il loro impatto visivo e ambientale offendono la città storica e con la loro stazza incontrollabile, dato oramai accertato, se mai ce n’era bisogno, dai recenti drammatici fatti (queste navi hanno poca deriva – per poter entrare in ogni porto-, un’enorme superfice esposta al vento – per aumentare il numero delle cabine – e un baricentro altissimo che le espongono allo scarroccio e le rendono instabili), possono in qualsiasi momento mettere a repentaglio l’incolumità di fondamenta e palazzi e della stessa Piazza San Marco con i suoi preziosi e unici monumenti. La mancata applicazione in questi termini del vincolo non solo apparirebbe a tutti come una beffa ma potrebbe configurarsi come una grave omissione che, almeno in termini morali, nessun veneziano, ma forse non solo, potrebbe comprendere e accettare.

Carlo Beltrame

Insegna Archeologia marittima all’Università Ca’ Foscari di Venezia

Fontanelle non funzionanti: il nostro appello

Venezia, 30 milioni di turisti all’anno. 90 milioni di bottigliette di plastica, la stima per difetto.

Cestini insufficienti a contenerle, con il risultato che ce le ritroviamo nei rii e nei canali, ed il rischio che entrino nella catena alimentare.

Venezia ricca di tesori a cielo aperto ma anche di fontane. Il paradosso: in queste giornate di calura, moltissime non sono funzionanti.

Il nostro appello a Veritas (la partecipata comunale che ne gestisce l’apertura) e al Comune di Venezia è semplice: riapritele, almeno quando la temperatura supera i 30 gradi: questa ondata di calore non sarà l’ultima e non farlo – nelle condizioni climatiche che ci attendono – potrebbe costituire interruzione o turbamento di pubblico servizio.

La mappa delle nostre fontanelle è consultabile sul sito ufficiale “VeneziaUnica”, che a giusto titolo ne vante le virtù:

https://www.veneziaunica.it/it/content/refill-venezia

..e allora, come mai quest’anno ne sono state chiuse più del solito? Con l’aiuto dei nostri iscritti ne abbiamo contate 53 inattive o non funzionanti. Per segnalarne altre, chi non utilizza facebook può scriverci a questo indirizzo: 25aprileVenezia@gmail.com

(Foto: Martina Purisiol)

Le fontanelle non funzionanti:

CASTELLO
Campo Do Pozzi
Campo San Francesco della Vigna
Campo Santa Giustina
Campiello de la Fraterna (lato salizzada dei greci)
Campo de le Gate
Via Garibaldi civico 1636/A
Barbaria de le Tole, calle Torelli
Corte Bianco fronte Castello 269
Civico 5488 fronte hotel canaletto
Corte Nova (fra i numeri civici 2870 e 2889)
Campiello drio la pietà, in prossimità Hotel Bisanzio
Da ponte Sant’Anna per andare in Campo Ruga
Seco Marina
S. Elena di fronte all’asilo

CANNAREGIO
Campo San Leonardo
Campo San Geremia
Rio terà Barba Frutariol
Campo s. Canciano
Calle Priuli dei Cavalletti vicino hotel Abbazia di fronte al civ. 102
Fondamenta Ormesini, Calle Lezze
Corte Contarina
San Giobbe. corte Cendon, di fronte al civico 529/b
Campo de le becarie, accanto al civico 823

SAN POLO
San Tomà dietro l’edicola, campiello Scoazzera
Corte Rota (laterale calle lunga Santa Maria Mater Domini)
Campielletto, vicino Calle dei Boteri
Campo s. Agostin
Fontanella dietro la chiesa di S.Rocco

SANTA CROCE
Campiello de le Strope, dietro Rio Marin
campiello del Piovan (C.po s.Giacomo dell’Orio, fronte canale, lato ingresso chiesa)
Corte de la Cazza
Riva di Biasio

DORSODURO
rio terà Saloni, zona Zattere
Rio terà Catecumeni, Salute
Calle dell’Avogaria
S.Marta calle Larga Rosa
Campiello Surian
Fdm Zattere uscendo da calle Trevisan
Piscina S.Agnese.

SAN MARCO
Rio terà Colonnette (calle dei Fabbri)
San Samuele Corte Lezze (San Marco 3299)
Corte della Vida (San Marco 3089)

GIUDECCA – SACCA FISOLA
Campo dei Lavraneri davanti caserma dei carabinieri

MURANO
le 3 da Colonna a Ponte Longo lungo il rio dei vetrai
le 4 dei due parchi pubblici
Campo San Bernardo
Ramo San Salvador
Calle Bressagio

Breaking News: i Comuni di Firenze e Venezia accolgono il nostro appello

Gli sviluppi degli ultimi giorni, in ordine cronologico:

Firenze e Venezia, 21 giugno

L’appello congiunto delle associazioni:

https://gruppo25aprile.org/2019/06/21/appello-ai-sindaci-di-firenze-e-venezia/

Venezia, 23 giugno

L’assessore al bilancio del Comune di Venezia, Michele Zuin, su mandato del Sindaco comunica l’adesione di Venezia all’appello delle dieci città europee pubblicato e tradotto su questa pagina, che aveva nel frattempo raccolto più di 200 firme. Nell’immagine, la sua intervista al Gazzettino:

Venezia 23 giugno Gazzettino

 

La notizia confermata a la Nuova Venezia:

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/06/24/news/firmeremo-l-appello-anti-airbnb-1.35629863?fbclid=IwAR05eGlNypkv_tocQeTY1vYjuVPxUy1TpBQ-aMeATuuWAqOTMv1vIMTH-Pk

Firenze, 25 giugno

A nome dell’amministrazione comunale di Firenze, analoga decisione è stata annunciata alla stampa dall’assessora Cecilia del Re, cui competono le deleghe in materia di urbanistica e turismo. Nell’immagine che segue (copyright: La Stampa) le sue dichiarazioni integrali:

Il perché dell’appello:

La questione è quella che gli addetti ai lavori chiamano “legge applicabile”: nessuno di noi vuole negare il diritto alle locazioni turistiche, ma la locazione di beni immobili deve conformarsi alle regole del Paese in cui è situato l’immobile.

La vicenda ha avuto inizio davanti al Tribunale di Parigi, prima di approdare alla Corte europea di Giustizia su richiesta di Airbnb ma la questione è la stessa anche per le altre piattaforme di intermediazione. Non è solo una questione fiscale né un appello “contro” una specifica piattaforma, perché il punto sollevato ha valenza generale ed è la possibilità – per le Autorità competenti –  di fare rispettare le regole locali nei confronti di chi vorrebbe ignorarle affermando di essere assoggettato soltanto alle leggi del suo Paese di origine.

Comunicato stampa congiunto:

Firenze e Venezia, 26 giugno 2019

Con una dichiarazione rilasciata a La Stampa, l’assessora Cecilia del Re, cui competono le deleghe in materia di urbanistica e turismo, ha comunicato l’intenzione  del Comune di Firenze di aderire all’appello che le associazioni Progetto Firenze e 25aprile Venezia hanno rivolto ai propri Sindaci.

Un appello, sostenuto da centinaia di cittadini e da molte associazioni, in cui si chiedeva ai Comuni di Firenze e Venezia di associarsi alla richiesta rivolta al Parlamento e Commissione UE da dieci città europee (Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bordeaux, Bruxelles, Cracovia, Monaco, Parigi, Valencia e Vienna) di intervenire a sostegno dei loro sforzi di  contenere il dilagare degli affitti brevi.

Esprimiamo quindi il nostro sincero ringraziamento al Sindaco e alla Giunta di Firenze per questa adesione, che porta a dodici il numero delle città europee che chiedono alla UE una risposta a tutela delle città e dello spazio abitativo.

Ci auguriamo che altrettanto pronta risposta giunga ora da Bergamo, e per questo ci associamo all’appello che l’associazione Bergamo Bene Comune ha rivolto al Sindaco  Giorgio Gori e alla sua Giunta.

Ricordiamo che l’iniziativa delle dieci città europee è scaturita in seguito al parere non vincolante espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia europea per il quale, secondo i regolamenti e le direttive della UE, Airbnb dovrebbe essere considerato un fornitore di informazioni digitali piuttosto che un agente immobiliare tradizionale. Se questo status fosse riconosciuto dalla Corte, le piattaforme online per gli affitti brevi sarebbero sollevate dal dovere di ottemperare alle normative già introdotte, o in corso di introduzione, per regolamentare le locazioni brevi e contenere la gentrificazione turistica di interi quartieri e città.

Associazione Progetto Firenze

Associazione 25aprille Venezia

Appello ai sindaci di Firenze e Venezia

NB per sottoscrivere l’appello, potete lasciare un vostro commento di adesione su questa pagina oppure scrivere a: dilloaprogettofirenze@gmail.com

“Summary record”, l’appello in sintesi:

1) DIECI CITTÀ EUROPEE CHIEDONO AL PARLAMENTO E ALLA NUOVA COMMISSIONE UE DI OPERARE CONCRETAMENTE A SOSTEGNO DEL LORO SFORZO DI REGOLAMENTARE LA DIFFUSIONE INCONTROLLATA DEGLI AFFITTI BREVI.

2) COME ASSOCIAZIONI e come CITTADINI DI FIRENZE E VENEZIA CHIEDIAMO AI NOSTRI SINDACI DI DI ADERIRE PRONTAMENTE ALL’APPELLO DEI LORO OMOLOGHI EUROPEI

Firenze e Venezia, 21 giugno 2019

È notizia di questi giorni che le Amministrazioni di dieci città europee (Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bordeaux, Bruxelles, Cracovia, Monaco, Parigi, Valencia e Vienna) hanno diffuso un comunicato congiunto al Parlamento europeo e alla Commissione UE per chiedere di poter regolamentare le piattaforme che pubblicizzano affitti brevi sul web, in modo da obbligarle a cooperare con le amministrazioni locali e nazionali e ottemperare alle normative in essere o “in fieri” riguardo la registrazione, la messa a disposizione dei dati dei locatori e l’imposizione di eventuali obblighi fiscali.
L’iniziativa è scaturita in seguito al parere non vincolante espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia europea per il quale, secondo i regolamenti e le direttive della UE, Airbnb dovrebbe essere considerato un fornitore di informazioni digitali piuttosto che un agente immobiliare tradizionale. Se questo status fosse riconosciuto dalla Corte, le piattaforme online per gli affitti brevi sarebbero sollevate dal dovere di ottemperare alle normative introdotte da varie città europee per regolamentare le locazioni brevi e contenere la gentrificazione turistica di interi quartieri e città.

Le scriventi associazioni e persone fisiche, impegnate nella difesa delle città d’arte e di chi ci vive, chiedono ai Sindaci di Firenze e di Venezia, i cui residenti sono confrontati agli stessi problemi, di aderire prontamente all’appello dei loro omologhi europei.

Per facilitare la comprensione del testo, ne alleghiamo alla presente una traduzione in italiano.

I primi 200 firmatari:

  1. Associazione Progetto Firenze
  2. Associazione 25aprile Venezia
  3. OCIO – Osservatorio CIvicO indipendente
    sulla casa e sulla residenza – Venezia
  4. SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) Firenze
  5. Barbara Colli
  6. Giuseppe Saccà
  7. Gianfranco Bettin
  8. Claudio Vernier
  9. Grazia Galli
  10. Massimo Lensi
  11. Emanuele Baciocchi
  12. Cristiano Imperiali
  13. Maria Milani
  14. Filippo Maria Paladini
  15. Marco Sigovini
  16. Lorenzo Dorigo
  17. Fulvio Orsenigo
  18. Isabella Campagnol
  19. Eleonora Palma
  20. Frank Duse
  21. Michele Catozzi
  22. Matteo Savini
  23. Gabriella Ceciliati
  24. Luca Cosmo
  25. Antonella Forte
  26. Carlotta Borasco
  27. Gloria Busetto
  28. Barbara Rossi
  29. Silvia Patron
  30. Paolo Maria Fornelli-Grasso
  31. Alberto Olivi
  32. Sabina Schiavuta
  33. Franca Pullia
  34. Maria Vittoria Novati
  35. Oriano De Palma
  36. Francesco Ceselin
  37. Francesco Molinari
  38. Franca De Col
  39. Lucia Gottardo
  40. Carla Sitran
  41. Carlo Battain
  42. Stefano Seri
  43. Francesco Vian
  44. Adriano Kraul
  45. Anna Mussita
  46. Serge Turgeon
  47. Maddalena Borasio
  48. Vincenzo Procopio
  49. Francesca Boldrin
  50. Francesca Dissera
  51. Lucio Radich
  52. Veronica Scarpa
  53. Claudia Gottardo
  54. Francesco Di Pumpo
  55. Lorena Culloca
  56. Andrea Sartori
  57. Mara Marini
  58. Catherine Bertrand
  59. Elena Prem Menegazzi
  60. Sandra Martin
  61. Marina Bellemo
  62. Giovanna Massaria
  63. Stefania Orio
  64. Cristina Vitturi Di Este
  65. Annalisa Scarpa
  66. Alessandra Vitalba
  67. Gino Mario De Faveri
  68. Maria Teresa Sega
  69. Rubens Gebbani
  70. Aleramo Paolo Lanapoppi
  71. Flavia Antonin
  72. Dario Vianello
  73. Nicoletta Frosini
  74. Marco Gasparinetti
  75. Luca Velo
  76. Stefano Bravo
  77. Donata Olivieri
  78. Andrea Falchi
  79. Comitato Possibile Venezia Metropolitana “Mirelle Franco”
  80. Pamela Ann Mosher
  81. Marco Nogara
  82. Nicolò Nogara
  83. Variola Foscarina
  84. Gianpaolo Fallani
  85. Alessandro Bressanello
  86. Gabriella Barina
  87. Francesco Foschi
  88. Adele Stefanelli
  89. Francesca Ranieri
  90. Stefano Varponi
  91. Paolo Della Corte
  92. Serena Guidobaldi
  93. Elena Riu
  94. Dubravko Garbin
  95. Mary Ann DeVlieg
  96. Valentina I. Biaggini
  97. Andrea Sbordone
  98. Maria Mian
  99. Marilì Rebagliati
  100. Bruno Bonisiol
  101. Orsola Frosini
  102. Chiara Masiero Sgrinzatto
  103. Stefania De Vido
  104. Daniela Godenzi
  105. Cristina Romieri
  106. Carlo Beltrame
  107. Giuseppe Tattara
  108. Dora Meo
  109. Loredano Tessitore
  110. Philip Tabor
  111. Franco De Marchi
  112. Antonella Molinari
  113. Valerio Vianello
  114. Stefano Barina
  115. Angela Colonna
  116. Barbara Zanetti
  117. Alessandra Sambo
  118. Alessandra Pirani
  119. Davide Barbato
  120. Rita Cormio
  121. Marina Cosma
  122. Gina Di Cataldo
  123. Lorenzo Manenti
  124. Mauro Magnani
  125. Marilena Rossetto
  126. Angela Pasculli
  127. Enzo Castelli
  128. Nicole Boldrin
  129. Marco Ziliotto
  130. Marco Smerghetto
  131. Enrico Cambrisi
  132. Elena La Rocca
  133. Simone Gabbia
  134. Elena Ferrata
  135. Marina D’Este
  136. Francesco Cesca
  137. Maria Angelopulou
  138. Alessandra Gregorini
  139. Matteo Cattelan
  140. Serena Badoer
  141. Alessandra Vitalba
  142. Gino Mario De Faveri
  143. Irene Pizzoccaro
  144. Aurora Franzone
  145. Orietta Bellemo
  146. Pietro Raccanelli
  147. Orsetta Rocchetto
  148. Giorgio Sinapi
  149. Silvia Puppini
  150. Massimo Rioda
  151. Serena Sabino
  152. Daniela Adami
  153. Anna Maria Fanciulli
  154. Cristina Santullo
  155. Anna Marin
  156. Marina Dragotto
  157. Alessandro Azzolini
  158. Barbara Rè
  159. Martina Cioffi
  160. Silvia Rago
  161. Francesco Pasquale
  162. Andrea D’Este
  163. Federico Permutti
  164. Ines Brentel
  165. Umberto Zani
  166. Giulia Berta
  167. Aldo Mingati
  168. Paul Medhurst
  169. Lorenzo Marchionno
  170. Matteo Latorre
  171. Ana Martins
  172. Maddalena Gemma
  173. Antony Baxler
  174. Cathie Geraci
  175. Tullio Galfrè
  176. Barbara Poli
  177. Laura Sousounis
  178. Michelle A. Laughran
  179. Lorenzo Calvelli
  180. Paola Placentino
  181. Elisabetta Neri
  182. Anna Poli
  183. Sandra Cianchi
  184. Elisa Medici
  185. Liana Bastianello
  186. Luigi Verdari
  187. Fabio Dalla Valle
  188. Corrado Teofili
  189. Marilanda Bianchini
  190. Stefania Rizzardo
  191. Franca Favaro
  192. Enzo Castelli
  193. Alessandra Regazzi
  194. Agata Chrzanowska
  195. Armando Pajalich
  196. Dmitrij Palagi
  197. Gabriele Panerai
  198. Gabriella Ceciliati
  199. Lorella Grecu
  200. Vincenzo Procopio
  201. Alice Corona
  202. Gabriella Bianco
  203. Mirella Conca
  204. Magda Conca
  205. Vilma Conca
  206. Maurizio Storai
  207. Veronica Galardini
  208. Filippo Zolesi
  209. Giulia  Princivalli
  210. Anna Favi
  211. Leonardo Croatto
  212. Donella Verdi
  213. Carlotta Galletti
  214. Laura Torsellini
  215. Francesco Torrigiani
  216. Tommaso Grassi
  217. Graziella Santoro
  218. Lucio Tondo
  219. Marco Rispoli
  220. Roberto Di Loreto
  221. Guido Carrai
  222. Giuseppe Amato
  223. Agata Chrzanowska
  224. Alessandro Roffi
  225. Antonio Munari
  226. Marina Munari
  227. Comitato Firenze Possibile “Piero Calamandrei”
  228. Susanna Iraci
  229. Giuseppe Fasulo
  230. Mauro Santoni
  231. Adolfo Guadagni
  232. Tatiana Fusari
  233. Leonardo Comin
  234. Catia Porri
  235. Alberto Barberis
  236. Assemblea Comunale dei Verdi di Firenze
  237. Franca Baccelloni
  238. Paolo Brunori
  239. Francesco Borghero
  240. Loretta Pagani
  241. Michele Migliori
  242. Antonella Bundu
  243. Alessandro Zabban
  244. Mirco Zanaboni
  245. Massimo Bellomo
  246. Federico Sereni
  247. Stefania Brunini
  248. Margherita Biagini
  249. Fabio Podestà
  250. Anna Ippolito

.. .. lista in corso di aggiornamento!

Nella foto: la nostra sede in campo de la Bragora, dove raccoglieremo altre firme in occasione della festa in campo, sabato e domenica.

Bragora 4

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Il comunicato stampa delle dieci città in inglese:

European cities believe that homes should be used first and foremost for living in. Many cities suffer from a serious housing shortage. Where homes can be used more lucratively for renting out to tourists, they disappear from the traditional housing market, prices are driven up even further and housing of citizens who live and work in our cities is hampered.

Cities must protect the public interest and eliminate the adverse effects of short term holiday rental in various ways. More nuisances, feelings of insecurity and a ‘touristification’ of their neighbourhoods is not what our residents want. Therefore (local) governments should have the possibility to introduce their own regulations depending on the local situation.

For this, we need strong legal obligations for platforms to cooperate with us in registration-schemes and in supplying rental-data per house that is advertised on their platforms.

Platforms like Airbnb have exact rental data and they provide numerous services to guide the supply, simplify the process and influence the prices. Yet, according to the AG’s opinion, they would have no obligation at all to provide municipalities with information about the rentals to help them prevent violations of local or national regulations, for instance on the maximum number of days allowed. Enforcement would be for the authorities concerned alone, which have to identify anonymous addresses (data held by platforms), which places an excessive burden on public funds.

Where platforms claim that they are willing to cooperate with the authorities, in practice they don’t or only do so on a voluntary basis.

One thing must be clear: A carte blanche for holiday rental platforms is not the solution.

We will continue to address the housing shortages in our cities and continue to ensure that our cities remain livable. We sincerely hope for the cooperation of the new European Parliament and the incoming European Commission.

Traduzione:

Le città europee ritengono che le case dovrebbero essere utilizzate prima di tutto per viverci. Molte città soffrono di una grave carenza di alloggi. Laddove le case possono essere utilizzate in modo più redditizio per l’affitto ai turisti, scompaiono dal tradizionale mercato immobiliare, i prezzi salgono ulteriormente e le possibilità abitative per i cittadini che vivono e lavorano nelle nostre città sono compromesse.
Le città devono proteggere l’interesse pubblico ed eliminare gli effetti negativi degli affitti di breve termine in vari modi. Più disagi, sentimenti di insicurezza e la turistificazione dei loro quartieri non è ciò che vogliono i nostri residenti. Pertanto i governi (locali) dovrebbero avere la possibilità di introdurre i propri regolamenti in base alla situazione locale.
Per questo, abbiamo bisogno di forti obblighi normativi affinché le piattaforme cooperino con noi nei regimi di registrazione e nella fornitura di dati delle inserzioni per le locazioni pubblicizzate sulle loro piattaforme.
Piattaforme come Airbnb hanno dati precisi sulle locazioni e forniscono numerosi servizi per guidare l’offerta, semplificare il processo e influenzare i prezzi. Tuttavia, secondo il parere dell’AG, non avrebbero alcun obbligo di fornire ai Comuni informazioni sugli affitti per aiutarli a prevenire le violazioni delle normative locali o nazionali, ad esempio sul numero massimo di giorni consentiti.
Laddove le piattaforme sostengono di essere disposte a collaborare con le autorità, in pratica non lo fanno, o lo fanno solo su base volontaria.
Una cosa deve essere chiara: concedere carta bianca alle piattaforme di pubblicizzazione degli affitti brevi non è la soluzione.
Continueremo ad affrontare la carenza di alloggi nelle nostre città e continueremo a garantire che le nostre città rimangano vivibili. Speriamo sinceramente nella collaborazione del nuovo Parlamento europeo e della Commissione europea entrante.

Further background information

In a case at the Regional Court in Paris, involving AIRBNB Ireland, the investigating judge decided to refer to the EU Court of Justice to ask for a preliminary ruling on whether the services provided in France by AIRBNB Ireland, benefit from the freedom to provide services, laid down by the so called E-commerce Directive of the European Union.

The Advocate General’s opinion on this to the Court (published April 30, 2019) is affirmative to this question.

This will have, we fear, one major implication: Homes needed for residents to live and work in our cities, will become more and more considered as a market for renting out to tourists. We think that cities are best placed to understand their residents’ needs. They have always been allowed to organize local activities through urban planning or housing measures. The AG seems to imply that this will simply no longer be possible in the future when it comes to Internet giants.

The threats and risks for the social and livable configuration of our cities are evident.

Traduzione:

In un caso sollevato presso il tribunale regionale di Parigi, che coinvolge AIRBNB Irlanda, il giudice istruttore ha deciso di adire la Corte di giustizia della UE chiedendo una sua pronuncia pregiudiziale in merito alla questione se i servizi forniti in Francia da AIRBNB Ireland beneficino della libera prestazione di servizi, previsto dalla cosiddetta direttiva sul commercio elettronico.
L’opinione espressa su questo argomento dall’Avvocato Generale alla Corte (pubblicata il 30 aprile 2019) è che la risposta a questa domanda è affermativa.
Il nostro timore è che questo avrà la seguente implicazione: le case necessarie ai residenti per vivere e lavorare nelle nostre città, diventeranno sempre più oggetto del mercato per l’affitto ai turisti. Riteniaamo che le città siano nella posizione migliore per comprendere le esigenze dei loro residenti.
È sempre stato nella loro possibilità intervenire per organizzare le attività locali attraverso la pianificazione urbana o misure abitative. L’opinione dell’Avvocato Generale sembra implicare che d’ora in avanti, quando si tratta dei giganti del web, questo non sarà più possibile.
Le minacce e i rischi per la configurazione sociale e vivibile delle nostre città sono evidenti.

Rassegna stampa:

The Guardian 20 giugno 2019

https://www.theguardian.com/cities/2019/jun/20/ten-cities-ask-eu-for-help-to-fight-airbnb-expansion?CMP=share_btn_fb&fbclid=IwAR2qrCG0SpSsdabc19oNDvY-wHlAc-k-EjgMrbMMDWtUnoge–DQbqC6lLw

 

 

Visti dalla CNN: “Venezia in prima linea contro l’iperturismo”

Videointervista e testi: Kara Fox (CNN, 15 giugno 2019)

Traduzione italiana: Luca Velo

Il video:

https://edition.cnn.com/videos/travel/2019/06/14/cities-battle-with-overtourism-venice-lon-orig-travel-mkd.cnn?fbclid=IwAR0LA6HnEmUaCKGBYD1s9nkp6tx1NKqzzErnWcXdPE-MxNL0sLzl-6v_QO8

Il testo originale, consultabile a questo indirizzo:

https://edition.cnn.com/travel/article/venice-tourism-overcrowding-intl/index.html?fbclid=IwAR2RS9Fv2pDVEp16ihGmbSWvEZU2_Lpdzxbb0FgumSNmEuxbgbirZ25vbaM

“Venezia in prima linea contro l’iperturismo”

(Kara Fox, CNN) – Passeggiando per una calletta stretta nel sestiere di S. Marco, una coppia sosta di fronte una vetrina di articoli in pelle, uno tra i centinaia di negozi “autenticamente veneziani”che costellano le principali arterie turistiche della città. Tenendosi per mano, si fermano per ammirare il famoso Canal Grande. “Permesso!” urla loro un passante in fretta e furia, a loro che inevitabilmente si erano posti nel mezzo del passaggio. “Siamo in Europa, camminate tenendo la destra!”. È una scena ricorrente in giro per la città, una scena tanto famosa a Venezia come i suoi campielli medievali, la sua architettura, le sue opere d’arte ed i suoi canali nei quali fanno eco le canzoni dei gondolieri.

Venezia ha accolto più di 36 milioni turisti internazionali nel 2017, con un incremento del 10% rispetto l’anno precedente. Mentre i viaggiatori alimentano l’economia della città, essi sono anche la causa del problema più grande di Venezia: il sovraffollamento.

Da aprile a ottobre, secondo l’autorità portuale, un numero stimato di 32.000 croceristi giornalmente sbarca in città. In agosto, un numero ulteriore di 465.100 giornalieri attraversano la città, aggiungendosi al caos di un ulteriore 2,2 milioni di turisti che pernotteranno secondo le previsioni dell’Agenzia Nazionale del turismo. Molti veneziani sono del parere che tutti dovrebbero avere il diritto di fare l’esperienza della bellezza della loro città ma dicono anche che un costante incremento di turisti sta progressivamente rovinando questa esperienza per tutti.

Le navi da crociera hanno causato un danno ambientale significativo ai canali e alla laguna della città.

Le brevi visite turistiche mettono a dura prova le infrastrutture già sovraccariche della città e gli affitti brevi di Airbnb hanno stravolto il costo degli alloggi e delle condizioni di vita della popolazione locale, che alla fine decide di andarsene altrove.

Una fragile società anfibia

I turisti visitano Venezia dall’inizio del 1700 e sono sempre stati una parte vitale del paesaggio urbano della città. Ora però, come si può mantenere questa dimensione sostenibile ed il paesaggio urbano intatto per il futuro è un grande punto interrogativo. Luca Velo, ricercatore all’Università di Venezia, racconta a CNN Travel: “L’interrogativo principale oggi è l’assoluta assenza di una visione generale per il futuro. Noi oggi non riusciamo a dare una misura su quanto il turismo di massa impatterà il futuro di questa città, quello di noi cittadini e dello straordinario ambiente che qui abbiamo”.

Per anni le autorità locali sostengono di aver preso iniziative in questo senso. Nel novembre 2017, il Governo italiano annunciò di impedire l’accesso al bacino di San Marco, le navi da crociera con un peso superiore alle 100,000 tonnellate, consentendo loro invece di ormeggiare a Marghera, l’area industriale di Venezia sulla terraferma.

La scorsa primavere, le autorità locali introdussero degli accessi a forma di tornelli per contenere il passaggio nelle arterie più congestionate, soprattutto in corrispondenza dei fine settimana a bollino nero. Inoltre nell’alta stagione, degli assistenti-polizziotto in grado di parlare inglese, chiamati “angeli del decoro” piantonano in alcune delle aree più congestionate della città, a riprendere alcuni turisti con i piedi a mollo nei canali o sorpresi a bere o mangiare in luoghi vietati (ai turisti le multe possono ammontare fino a 500€).

Ora Venezia sta ipotizzando di imboccare una strada ancora molto controversa. A partire da settembre, una nuova delibera comuanle richiederà ai turisti giornalieri di pagare una tassa di sbarco di 10€. I turisti che pernotteranno a Venezia saranno esentati, dato che la tassa di soggiorno viene comunque richiesta I residenti, molti dei 30.000 pendolari giornalieri, studenti e bambini sotto i sei anni non saranno soggetti a tale tassa.

Simone Venturini, assessore comunale e consigliere economico, racconta a CNN Travel che gli introiti di tale tassa convergeranno a sostenere i costi per lo smaltimento di rifiuti e per far fronte a garantire la sicurezza urbana. Dei pendolari che beneficiano dei servizi della città senza alcuna spesa dentro la città stessa, dice: almeno potranno lasciare un contributo che permetterà alla municipalità di diminuire i costi che al momento sono sulle spalle dei cittadini”.

Crediamo che quelli che vengono qui dovrebbero stare qualche giorno potendo fare esperienza della città lentamente, perdersi per i canali di Venezia e apprezzare tutte le isole e i luoghi che forse sono meno famosi rispetto a San Marco e il Ponte di Rialto”. Venturini poi aggiunge che il turismo “deve essere gestito non chiudendo i portoni e bloccando la città, ma incentivando un turismo di qualità”.

Ne frattempo le autorità municipali sostengono che la tassa aiuterà a rendere la città più sostenibile per turisti e cittadini, altri dicono sia antidemocratica, un sistema non inclusivo che paragonaVenezia ad un parco divertimenti.

In giro per l’Europa molte città stanno compiendo sforzi considerevoli nella lotta al sovraturismo.

In Belgio, Bruges sta eliminando gli annunci pubblicitari per le visite giornaliere e sta riducendo il numero di attracchi di navi da crociera nel porto di Zeebrugge.

L’impennata nel numero di visistatori di Amsterdam ha raggiunto i 18 milioni nel 2018, suggerendo all’ufficio del Turismo dei Paesi Bassi di bloccare le campagne pubblicitarie, sostenendo che il focus al momento non è promuovere la “destinazione” ma la “gestione”.

A che ora chiude Venezia?

Marco Gasparinetti, avvocato ambientalista e portavoce del più grande gruppo di attivisti di Venezia, il Gruppo 25 Aprile, ha raccontato a CNN Travel che talvolta i turisti americani gli chiedono a che ora chiude Venezia.

Gasparinetti ritiene che la tassa di sbarco non risolva il vero problema di Venezia con l’iperturismo e pensa che di fatto non scoraggerà i turisti. Il suo gruppo, la cui missione principale è quella di preservare la residenzialità in modo da evitare che la città diventi un “parco tematico”, chiede invece di definire un tetto massimo o soglia di carico: “Venezia, per essere apprezzata dai turisti, ha bisogno anche di esistere come luogo della vita quotidiana. Cinquant’anni fa, ci vivevano circa 150.000 persone. Ora, solo 53.000 residenti sono rimasti. Tra una popolazione anziana e una popolazione giovane, con alti livelli di istruzione che cerca opportunità di lavoro al di fuori del settore turistico, Venezia annualmente vede una perdita netta annua di abitanti di 1.000 unità.

Abbiamo bisogno di creare alla gente le condizioni per rimanere” Gasparinetti dice, aggiungendo che non esistono a Venezia occasioni lavorative per giovani laureati “fatto salvo che non si voglia fare il cameriere o il venditore di paccotiglia turistica nei chioschi”.

Nonostante tutto la città ogni anno accoglie qualche nuovo residente ma questi tendono ad essere estremamente benestanti, Gasparinetti osserva che la città sta progressivamente perdendo la sua classe media.

Nel frattempo, molti veneziani che lasciano che i loro appartamenti vengano affittati su Airbnb che, come dicono in molti, incoraggia l’arrivo di sempre nuovi turisti che la città non è più in grado di gestire.

L’artista Deirdre Kelly, che vive qui da 15 anni, crede che al posto di introdurre una tassa turistica, l’amministrazione comunale dovrebbe provare a gestire Airbnb e gli altri canali di affitti brevi.

Una gallina dalle uova d’oro

Il turismo, e il settore lavorativo turistico, sono la base della vita per molti residenti. Il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Pino Musolino, dice che se le navi da crociera affollano le calli con i migliaia di pedoni che scaricano, alla fine esse creano fino a 6.000 posti di lavoro per la popolazione locale. “30 milioni e più di turisti annui sono come una gallina dalle uova d’oro e un modo molto ma molto semplice per fare soldi”. Musolino racconta a CNN Travel. “Alla fine è sempre guadagno e mai perdita” lui dice.

Ancora, Musolino crede che sia il tempo ormai per iniziare a pensare a creare lavoro fuori dal settore turistico, convenendo sul fatto che limitare il numero di viaggiatori in certi momenti dell’anno potrebbe essere d’aiuto. “Non è perché vorremmo chiudere la città o sbarrare i cancelli” Musolino aggiunge, ma per la sfida che coincide con l’idea che Venezia è un museo a cielo aperto, dice:“Non penso proprio che qualcuno sarebbe felice di vivere in una città che appaia come un contenitore bellissimo completamente vuoto all’interno”.


Nella foto: un’immagine scattata durante le riprese

Chiamiamole con il loro nome: queste non sono più navi

2 giugno 2019, festa della Sensa – la più sentita e la più antica fra tutte le feste (risale all’anno 1.000): regata sospesa a causa dell’incidente provocato dalla MSC Opera. Sono le immagini che hanno fatto il giro del mondo, e il mondo intero si è chiesto come mai – a 7 anni di distanza dal disastro della Costa Concordia – certe navi possano ancora passare a ridosso delle nostre case e dei nostri monumenti.

8 giugno 2019: la più grande manifestazione nella storia recente di Venezia, migliaia di persone in marcia per dire “basta”. Ci saremmo aspettati una pausa di riflessione, una lettera di scuse alla Città (mai scritta né inviata dalla MSC, che le sue “scuse” le ha presentate soltanto ai crocieristi) o un briciolo di autocritica, e invece..

9 giugno 2019, “Vogalonga”: un’altra MSC (ironia della sorte) si fa largo sgomitando a suon di fischi prolungati di sirena in mezzo alle centinaia di barche, rigorosamente a remi, che si erano date appuntamento per una tradizione più recente ma non meno importante, nata nel 1974 per protestare contro il moto ondoso e rivendicare un principio elementare: la Laguna non è un braccio di mare!

Vaporetti e barche ferme, c’è la Vogalonga. Ma passa la nave

 

293 metri di lunghezza, 93.330 tonnellate di stazza, la MSC Magnifica. Cosa ci faceva in mezzo alla vogalonga? Partenza ritardata, ci è stato spiegato. Quella foto, pubblicata nel nostro gruppo facebook e poi ripresa anche da altri, rende tuttavia ineludibile una domanda:

Se questi alberghi galleggianti che impropriamente chiamiamo “navi” non riescono a rispettare nemmeno due simboli come la Sensa e la Vogalonga, per quale ragione al mondo dovremmo continuare ad autorizzarne il transito nei nostri canali?

I soldi? A parte il fatto che i soldi non comprano la dignità, nelle casse comunali non versano un euro: i pochi soldi che pagano (pochi rispetto ad utili e fatturato) vanno a una società controllata da loro (la VTP) e all’Autorità portuale, che è statale.

L’indotto? Allo stato attuale rappresentano il 5% dei flussi turistici, in una città che di turisti ne ha già troppi, e il grande circo galleggiante che muovono incuranti delle proteste è comunque strutturato in modo tale da invogliare il passeggero a godersi tutte le comodità disponibili a bordo: lo scalo “visitato” è solo una quinta cinematografica per Instagram, lo sfondo di una cartolina da fotografare e postare su facebook per poter dire “I have been there” (anche quando il valente fotografo non ha mai messo piede a terra).

I posti di lavoro? Quelle navi continueremo a costruirle e ad esportarle perché possano solcare gli Oceani; chi le rifornisce continuerà a rifornirle anche se ormeggeranno qualche chilometro o qualche decina di chilometri più in là. I crocieristi che vogliono visitare Roma lo fanno scendendo dalla nave a Civitavecchia (secondo scalo italiano per il comparto crocieristico) e non ad Ostia antica.

Al ricatto e alle bugie di una delle lobby meglio organizzate del mondo è ora di reagire con la forza della ragione e dei fatti: il rischio di collisione documentato il 2 giugno, nonostante i due rimorchiatori con i loro cavi di acciaio, i costi ambientali (perdita di sedimenti al ritmo di un milione di metri cubi all’anno; inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico; alterazione dell’equilibrio idromorfologico della Laguna nel caso in cui volessimo costruire nuove autostrade in Laguna per farli passare un po’ più in là e arrivare dove arrivano adesso: a ridosso delle nostre case), per non parlare di una certa tendenza a barare con le regole o aggirarle, come documentato da questo articolo del New York Times:

Su questa pagina ci siamo finora occupati relativamente poco di loro, perché a contrastarle con indubbia efficacia c’è già un Comitato No Grandi Navi e perché in una ex Repubblica marinara come la nostra, NON siamo pregiudizialmente contrari alle navi (come potremmo mai esserlo?)

Il fatto è che queste ormai non sono più navi:  dal punto di vista funzionale ed economico sono alberghi o case da gioco galleggianti, che hanno ben poco a che fare con la marineria, e molto con l’assedio che ci opprime da tutti i lati, come evidenziato dal poster “profetico” con cui era stata decorata la sede UNESCO di Venezia, 4 giorni prima dell’incidente:

Nel momento in cui il Governo si appresta a dare risposte e alcuni invocano le risposte sbagliate (con lo scavo di nuovi canali, all’interno di una Laguna già martoriata dal canale dei petroli), non ci resta altra scelta se non quella di ritrovare lo spirito con cui siamo scesi “in trincea” e poi vinto la nostra prima battaglia, nel 2014: quella contro lo scavo del Contorta, e anche in questa occasione faremo “squadra” con le altre realtà associative che non si rassegnano alla svendita di una città unica al mondo, che tutto il mondo ci invidia e di cui tutto il mondo si chiede come possa – al prezzo della sua dignità – sopportare ulteriormente lo scempio che tutti hanno visto, nelle due ultime domeniche.

Come evidenziato da La Nuova Venezia, quella di sabato è stata una “vittoria della città”, ma la vera vittoria sarà quella del dare una soluzione stabile e duratura ad un problema che si trascina da anni. Nella battaglia che ci aspetta, e che sarà tutta in salita visti gli interessi in gioco, la città potrà contare su di noi e sul patrimonio di competenze che si è raccolto intorno al gruppo 25 aprile.

A chiusura di questo editoriale non vi proponiamo una delle tante immagini trionfali del corteo, ma quella di una imbarcazione che sabato 8 giugno ha manifestato con noi, e nella sua unicità rappresenta meglio di qualunque altra l’orgoglio, la generosità e la tenacia di chi ancora difende questa città: è una barca appositamente costruita per i diversamente abili; costruita da persone che a questa barca hanno sacrificato i sabati e le domeniche, scelto i legni e saldato l’acciaio per la pedana a pantografo (foto: Francesco Maniero).

8 G Franesco Maniero

“Diversamente abili” nella città probabilmente più difficile e ostica per chi si trova nelle loro condizioni fisiche, senza automobili senza ascensori e piena di ponti da attraversare. Eppure anche per loro, che mille motivi avrebbero per andarsene, vale il nostro motto:

MiNoVadoVia

Navi da crociera? A distanza di sicurezza dai centri abitati!

Dichiarazione congiunta delle realtà civiche operanti nei siti UNESCO di:

Cipro, Corfù, Creta, Firenze, Ragusa, Rodi, Venezia

Il 2 giugno 2019 una nave da crociera ha provocato un incidente nel momento in cui l’equipaggio ha perso il controllo dell’imbarcazione schiantandosi contro una banchina e coinvolgendo un’imbarcazione turistica nel pieno centro storico di Venezia, lungo il canale della Giudecca.

Alcuni anni fa una nave da crociera della stessa compagnia (MSC) causò gravi danni alle condutture sottomarine tra Dubrovnik e l’isola di Lokrum, con conseguenti disagi alle forniture idriche ed elettriche durati per settimane.

Oltre ai danni alle imbarcazioni attraccate tra Dubrovnik e Lokrum ed alle infrastrutture sottomarine nel 2004, nel 2013 Dubrovnik é stata considerata la città con l’aria più inquinata della Croazia (dati relativi alla qualità dell’aria).

Questi incidenti dimostrano che, dato l’elevatissimo impatto ambientale, le gigantesche navi da crociera rappresentano una concreta ed imminente minaccia per le nostre comunità.

Le città di Dubrovnik e di Venezia soffrono da troppi anni, e in modo sempre più accentuato, di una cattiva gestione del turismo di massa e per questo hanno bisogno di un’azione urgente atta a preservare il loro specifici modi di vivere, la loro residenzialità, i loro ecosistemi ed il loro patrimonio culturale.

Fino ad oggi, lo status di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO non è stato in grado di assicurare l’adozione e l’implementazione di Piani di Gestione che tenessero in considerazione la capacità di carico turistico di ciascun sito.

Come membri della Rete Civica e Sociale delle Città Storiche del Mediterraneo, che include anche città protette dall’UNESCO, oltre alle isole di Corfù, Cipro, Creta e Rodi, sollecitiamo tutte le parti in causa ed i responsabili a prendere una decisione definitiva per tenere le navi da crociera ad una distanza di sicurezza dal delicato ecosistema della Laguna di Venezia e dal centro storico di Dubrovnik, nonchè dalle altre città e isole riconosciute come siti Partimonio Mondiale dell’UNESCO.

L’appello in grassetto è aperto alle adesioni di tutte le associazioni e comitati che ne condividono la sostanza. Per aderire è sufficiente una email a:

25aprileVenezia@gmail.com

Lo hanno finora sottoscritto (in ordine alfabetico) le seguenti realtà associative:

Associazione Progetto Firenze

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cipro)

Gruppo25aprile Venezia

Regno di Candia Creta

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rodi

San Giacomo Association Corfù

Save Cork City, Cork, Irlanda

Udruga Grad Dubrovnik (Ragusa, Croazia)

JOINT STATEMENT (English version)

On June2nd, a cruise ship caused an accident when the crew lost control of the ship and it smashed into a dock and a tourist river boat in the very historical center of Venice (Giudecca canal).

A few years ago, a cruise ship of the same company (MSC) at anchor in front of the Old City damaged the pipelines between Dubrovnik and the island of Lokrum, trying to avoid a near collision accident caused by strong wind. The ship’s anchor tore up phone lines, electricity and water pipes causing a 30,000 Euro a day loss on the island. Regrettably, the Dubrovnik city authorities’ response to the accident consisted in concentrating the cruise ship anchoring in the Bay of Gruž, which is a densely inhabited area, physically too narrow to accommodate large cruise ships, and on top of all recently inscribed as a buffer-zone to the UNESCO site of the Old City of Dubrovnik.

These incidents prove that, on top of their environmental impact, giant cruise ships represent an immediate threat to our communities.

The cities of Dubrovnik and Venice, which are particularly suffering from mismanagement of mass tourism, need urgent action in order to preserve their way of life, inhabitants, ecosystem and cultural heritage.

Until this very day, not even their World Heritage UNESCO status has been able to secure the adoption and implementation of Management Plans that would take into account the carrying capacity for each site.

As members of the Civil Society Network of Mediterranean Historical Cities, which also includes the UNESCO protected cities and islands of Corfu, Paphos (Cyprus), Crete and Rhodes, we urge all parties responsible to finally make a decision to keep cruise ships at a safe distance from the delicate ecosystem of Venetian Lagoon and from the historical centres of Dubrovnik and other cities and islands recognized as UNESCO World Heritage Sites.

Signed by (in alphabetical order):

Associazione Progetto Firenze

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cyprus)

Gruppo25aprile Venezia

Regno di Candia Crete

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rhodes

San Giacomo Association Corfu

Save Cork City, Cork, Ireland

Udruga Grad Dubrovnik

 

 

Venezia impossibile e il “partito del no” alle grandi navi

  (Fonte: i Diarii di Marin Starnudo, capitolo XX)

Nell’ambito della campagna di bonifica e imbonimenti contro il partito del NO alle grandi navi,

Il Serenissimo Principe fa sapere, e per ordine dell’Illustrissimo ed Eccellentissimo signor Inquisitor ai Grandi Scavi comunica che:

  1. Ha oggi bandito dal territorio comunale il menestrello AdriaNO CelentaNO e vietato l’esecuzione con qualunque mezzo delle sue canzoni e composizioni  in tutti i campi, bacari e bordelli galleggianti della Laguna.
  2. Ha richiamato per consultazioni urgenti i suoi ambasciatori a MilaNO e ToriNO.
  3. Ha dichiarato guerra a NOvara, che verrà invasa da una duplice flotta di rimorchiatori fucsia sui canali Cavour e Quintino Sella – lavori di scavo e adeguamento dei canali permettendo – al grido di “qui SI vara o si spara” e “Finché la Nave va in riva, lasciala andare”.
  4. Il Presidente del Porto PiNO MusoliNO ha ricevuto un DASPO urbano per recidiva (il NO reiterato, nel nome e nel cognome, è duplice reato di Lesa Maestà).
  5. I casi dell’artista Serena NONO e del compositore Luigi NONO sono attualmente al vaglio del Consiglio dei Dieci, che sta valutando la proposta di un bando perpetuo per i medesimi nonché per i loro ascendenti e discendenti in linea retta fino al sessantaseiesimo grado.
  6. L’assessore camerlengo al bilancio Michele ZuiNO è stato licenziato in tronco e giustiziato fra le due colonne per un tragico quanto malizioso errore di trascrizione all’anagrafe del cognome Zuin, italianizzato di forza da un dipendente comunale notoriamente iscritto a Fratelli d’Italia. Analoga sorte hanno rischiato i giornalisti Michele FulliNO e Tiziano GraziottiNO (i venezianissimi Fullin e Graziottin), che si sono salvati prendendo d’assalto l’anagrafe comunale alla guida di un manipolo di schiavoNI, discendenti diretti degli affondatori del Libérateur d’Italie.
  7. Il Serenissimo Principe ha chiesto al Legato Pontificio di Roma la sostituzione immediata dei ministri ToNInelLI e BoNIsoLI per ostracismo e reticenza; troppi NI troppi LI, le grandi navi devono star QUI!
  8. A seguito della richiesta di cui sopra, all’Anagrafe comunale sono pervenute in via di urgenza le richieste di rettifica immediata del cognome dei Signori: Marco AgostiNI e Simone VenturiNI.
  9. il Teatro GoldoNI (che ha prontamente cambiato nome in GoldoSì), il ridotto e il Malibran hanno ricevuto l’ordine perentorio di revocare o disdire con effetto immediato i loro abbonamenti al quotidiano il GazzettiNO, che nel suggerire un NO in modo subliminale ai suoi lettori tradisce già dal titolo una potenziale propensione sovversiva.
  10. Il furore icoNOclasta non ha risparmiato nemmeno l’ACTV, che ha sospeso la fermata Fondamenta NOve. La segnaletica e la cartellonistica epurate dal NO (Fondamenta SIve) sono infatti state modificate con un blitz notturno che le ha trasformate in “Fondamenta Lascive”. Lo stencil inequivocabile che illustra il concetto – e che alcuni attribuiscono a Banksy – è infatti tale da sconsigliare la fermata ai minori non accompagnati da baby gang.
  11. Per eccesso di zelo, l’Ufficio di TopoNOmastica ha cambiato la targa in ottone (placcata oro matto) diventando TopoSImastica (Ufficio pantegane commestibili?). I nizioleti di Strada NOva sono stati riportati alla loro versione antecedente del 1945: Strada 25 aprile!
  12. La crociata contro gli eretici del NO al progresso e alle grandi navi ha conosciuto un tragico epilogo nella notte, quando un corpo di spedizione lanzichenecco alla guida di tale Maurice Krovat è sbarcato nelle isole ribelli di MuraNO e BuraNO saccheggiandole senza pietà. Gli abitanti (turisti esclusi) sono stati deportati a Poveglia dove li attendono i lavori forzati per la costruzione del nuovo Club Med autorizzato dal Demanio.

La Crociata contro gli eretici continua: il Consiglio dei Dieci è attualmente riunito per statuire sulla sorte di tutti i NOnni e di tutte le NOnne che nei sestieri sono ancora residenti nonostante tutte le difficoltà, e a volte osano addirittura esporre striscioni e cartelli con la scritta:

Mi NO Vado Via

Marin Starnudo, 5 giugno 2019

Credits: Marco Toso Borella per il libro omonimo, e William Carrer per l’immagine tratta dal film “Venezia impossibile”:

 

Joint statement: Cruise Ships v. World Heritage

Venice – Dubrovnik 3rd June 2019

On June2nd, a cruise ship caused an accident when the crew lost control of the ship and it smashed into a dock and a tourist river boat in the very historical center of Venice (Giudecca canal).

A few years ago, a cruise ship of the same company (MSC) at anchor in front of the Old City damaged the pipelines between Dubrovnik and the island of Lokrum, trying to avoid a near collision accident caused by strong wind. The ship’s anchor tore up phone lines, electricity and water pipes causing a 30,000 Euro a day loss on the island. Regrettably, the Dubrovnik city authorities’ response to the accident consisted in concentrating the cruise ship anchoring in the Bay of Gruž, which is a densely inhabited area, physically too narrow to accommodate large cruise ships, and on top of all recently inscribed as a buffer-zone to the UNESCO site of the Old City of Dubrovnik.

These incidents prove that, on top of their environmental impact, giant cruise ships represent an immediate threat to our communities.

The cities of Dubrovnik and Venice, which are particularly suffering from mismanagement of mass tourism, need urgent action in order to preserve their way of life, inhabitants, ecosystem and cultural heritage.

Until this very day, not even their World Heritage UNESCO status has been able to secure the adoption and implementation of Management Plans that would take into account the carrying capacity for each site.

As members of the Civil Society Network of Mediterranean Historical Cities, which also includes the UNESCO protected cities and islands of Corfu, Paphos (Cyprus), Crete and Rhodes, we urge all parties responsible to finally make a decision to keep giant cruise ships at a safe distance from the delicate ecosystem of Venetian Lagoon and from the historical centres of Dubrovnik and other cities and islands recognized as UNESCO World Heritage Sites.

Signed by (the list is being updated):

Gruppo25aprile Venezia

Udruga Grad Dubrovnik

San Giacomo Association Corfu

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cyprus)

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rhodes

Regno di Candia Crete

 

 

 

ANNEX: the Dubrovnik – Lokrum precedent

Vijesti.net
August 16, 2004

Saturday two large ships with 2600 people on board… were drifting towards a hotel.

Ships looked like toys bopping in the harbour.

The wind caused the ship (MSC Armonia) to shift from where it was anchored… until there was a 20m gap between the two large ships… distance should have been minimum of 150m.

The anchors got tangled up and they both had to limp out to the open sea where they managed to untangle and come back to port.

Could have been another Titanic… only seconds from a very large disaster.

The ships tore up phone lines, electricity and water pipes at the Lokrum resort in peak season, possible loss of 30,000 euro a day.

The accident summarized by another open source:

 

16 August 2004:

The strong wind moved the ship MSC Armonia (251 meters length, 2200 guests), from the place where she anchored and towards the Villa Dubrovnik hotel. At one moment, according to witnesses, the distance from the hotel’s terrace to the ship was only 15 meters. Hotel guests were in a state of panic watching the mega cruise liner approaching the hotel. During the attempt to escape from possibility of running aground or hitting the hotel Villa Dubrovnik, Armonia’s anchor pulled the anchor of Club Med 2 (440 guests on board). Both ships then sailed out to the open sea and after the risky manoeuvre they dropped anchor. The incident has left the island of Lokrum without power, water supply, and phone lines as cables and pipes were destroyed during the manoeuvring inside the bay. City authorities said that due to the damage, tourist season for this small island, just a ten minute pleasant boat trip distance from the Port of Dubrovnik, is over. Daily income loss of 30,000 euros has been estimated. Port authorities have authorized the ships to leave the Port of Dubrovnik only after both cruise companies have deposited 100,000 euro as compensation for the damage caused.

 

UNESCO pilatesco – comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA:

Nel 2016 questa città aveva riposto grandi speranze nell’UNESCO, per la risoluzione che avevamo anche tradotto in italiano e pubblicato su questa pagina: la famosa risoluzione di Istanbul.

Nel 2017 le speranze si erano affievolite con l’inaudito rinvio di due anni concesso, senza discussione alcuna, nel corso della sessione di Cracovia.

Metabolizzata la delusione del 2017, è con un sorriso amaro che accogliamo la decisione oggi annunciata di concedere un ulteriore rinvio fino a “febbraio 2020”. Per quanto ammantata di burberi rimproveri e amorevoli buffetti sulla guancia, la decisione si traduce in tre anni di “proroga” rispetto a quel verdetto che avevamo accolto con favore nel 2016:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/15/venezia-e-il-processo-di-bisanzio-istanbul-14-luglio-2016/

Accogliamo l’annuncio con un sorriso (amaro) perché lo World Heritage Committee, unico abilitato a inserire Venezia nella lista dei siti UNESCO in pericolo, si riunisce soltanto una volta all’anno e lo fa a LUGLIO –  quindi si pronuncerà soltanto DOPO le elezioni comunali del 2020.

In altri termini, questo ulteriore rinvio appare dettato unicamente dalla scelta politica di non “disturbare” il sindaco in carica, che ha già dichiarato di volersi ricandidare nel 2020.

Le condizioni necessarie e sufficienti per una decisione o quanto meno per una discussione erano già riunite nel 2017. Quel treno ormai è passato e non ripasserà. Tanto meno potrà condizionare (in positivo) gli impegni dei candidati Sindaco del 2020, dato che chiunque venga eletto a giugno, quando il verdetto arriverà a luglio (salvo rinvii ulteriori) potrà prendersela comoda avendo davanti a sè 5 anni di mandato.

A chi volesse ricostruire l’evoluzione del dossier, suggeriamo di seguire questo link in ordine cronologico “inverso”:

https://gruppo25aprile.org/?s=unesco

Nella foto,  l’ingresso della sede veneziana dell’UNESCO che occupa il prestigioso Palazzo Zorzi: la famosa “antenna” che non vede non sente e non parla mai, anche perché le sue bollette sono a carico dell’Amministrazione comunale quindi magari è meglio non correre rischi?

UNESCO Venezia.jpg

 

 

Questa settimana in #Bragora

Venerdi 17 maggio, alle 18:

#StavoltaVoto

“Perche votare alle elezioni europee”? Tre punti di vista a confronto:

  •  il Senatore Andrea Ferrazzi (Venezia, 1969), già assessore e consigliere comunale, attualmente capogruppo PD in commissione Ambiente;
  • Anthony Candiello (Venezia, 1965) candidato al Parlamento europeo per il M5S nel collegio Nordest, e
  • Eugenia Fortuni (Camposampiero, 1978) candidata “verde” al Parlamento europeo nel collegio Nordest

Moderatore: il nostro portavoce Marco Gasparinetti, che nelle Istituzioni europee ha lavorato per 26 anni.

Come trovarci? Campo Bandiera e Moro (vulgo: Bragora), Scoletta di San Giovanni in Bragora: di fianco all’omonima chiesa, al civico 3811B del sestiere di Castello.

La pagina dell’evento:

https://www.facebook.com/events/611020592749031/

Domenica 19 maggio, dalle 16 in poi:

Festa in campo!

19 maggio Festa in campo

Programma provvisorio (verrà “aggiornato” in funzione delle previsioni meteo):

Alle 16 e alle 16.30, visite guidate gratuite alla Chiesa romanica e alla scoletta di San Giovanni in Bragora, offerte alla cittadinanza da: Associazione Guide Turistiche Venezia e Coordinamento Guide Turistiche Venezia.

Alle 17: breve “cerimonia” di assegnazione dei due contributi per la casa (totale: 5.000 euro) finanziati con i nostri calendari 2019.

Alle 17.30 Mare di Carta presenta: “SOS Laguna” di Luigi D’Alpaos !!!

Dalle 18.00 in poi, all’interno della scoletta: al piano terra, degustazione dei vini di Laguna nel bicchiere; al primo piano: torte dolci e salate; al secondo: mercatino di autofinanziamento.

Alle 19 (19 maggio ’19 alle 19: facile da ricordare!Concerto per la Bragora, con una delle band più apprezzate del Veneto: gli Extravaganza!

19 maggio concerto

La pagina dell’evento:

https://www.facebook.com/events/548257218998588/

Ringraziamenti (lista provvisoria):

1) la libreria Mare di Carta, che è anche editore e sarà presente con un libro fresco di stampa che farà “rumore”, per il modo in cui affronta la questione del MoSe:

https://www.facebook.com/maredicarta/

2) gli amici di “Laguna nel bicchiere”, che all’interno della nostra sede ci delizieranno con la degustazione di vini rigorosamente prodotti in Laguna:

HOME

3) Alessandra Vitalba con le sue vignette e i suoi fumetti!

4) il Parroco Don Agostino, che ringraziamo per l’apertura “fuori orario” della Chiesa;

5) Associazione Guide Turistiche Venezia e Coordinamento Guide Turistiche Venezia, per le visite guidate;

6) la Itaca Art Studio di Monica Martin;

7) La mitica “Beppa” di Massimiliano Smerghetto, negozio di vicinato e punto di riferimento per tutto il sestiere, che ci ha cortesemente prestato il materiale di cui non disponevamo;

8) VolaVenezia, la scuola di volo di Venezia:

http://www.volavenezia.com/it/

Avvertenza importante:

A tutti ricordiamo che il 19 maggio non verranno utilizzati bicchieri, posate o piatti di plastica, nemmeno per le torte dolci e salate che troverete all’interno della sede: per chi non vuol bere “a stomaco vuoto” abbiamo pensato anche a questo, ma nel rispetto dell’ambiente che ci circonda!

#PFC Il Gruppo25aprile aderisce a:

19 maggio Plastic Free

 

 

 

 

The Dubrovnik Report – la relazione di Ragusa

All’Ateneo Veneto lo scorso 3 maggio abbiamo presieduto l’incontro delle realtà civiche mediterranee che a Venezia hanno portato le loro esperienze, confrontato i problemi rispettivi e discusso le possibili soluzioni comuni (“soglia di accoglienza”, per i siti UNESCO):

https://www.enimerosi.com/details.php?id=32475

e (per chi non parla inglese):

https://gruppo25aprile.org/2019/05/07/dicono-di-noi/

Pubblichiamo oggi la relazione di Dubrovnik (Ragusa) per i molti punti in comune che presenta con la situazione veneziana: iperturismo, crollo del numero di residenti (una perdita pari ai 2/3 della popolazione presente negli anni ’50, percentuale simile a quella di Venezia) e gigantismo navale (navi da crociera “fuori scala” rispetto al contesto ambientale e monumentale).

Un grazie a Mara Kolić Pustić, per avercene inviato la versione scritta.

Dubrovnik

Active citizens and sustainable development of UNESCO heritage sites: the Case of Dubrovnik, Croatia

Mara Kolić Pustić, Udruga Grad

INTRODUCTION

In 1979 the Old Town of Dubrovnik was listed as the UNESCO World Heritage site. Even though the city was considered a rare example of a populated medieval town completely surrounded by the city walls, only the architecture of the city was protected at that time. From the 1979 point of view, the fact that the town was populated, being a real town in every sense and context of the word, was something taken for granted. Back then, it seems that no one could have imagined that the life within the city walls would become endangered.

In 1953 the Old Town of Dubrovnik was a vital, populated city with 5181 inhabitants. A year earlier, a group of active citizens founded the Society of Friends of Dubrovnik Antiques. Their goal was “to sensitize the broader public on the importance of preservation of Dubrovnik’s cultural and historical heritage, raising awareness and interest for them, appealing to the pride and appreciation of the public.” (http://citywallsdubrovnik.hr/drustvo/?lang=en) The Society was trusted with maintenance and management of the city’s most glorious antiquity – the city walls, which, at that time, were in poor condition.

Another proof of the way of life characterized by the appreciation of heritage and culture is the Dubrovnik Summer Festival. “The idea of founding the Dubrovnik Summer Festival’ in 1950 was harmonising the renaissance and baroque atmosphere of  Dubrovnik and the living spirit of drama and music, actually derived from the intellectual way of life of the city itself, from its living creative tradition, which has bestowed upon Croatian cultural and scholarly history, especially in theatre and literature, many great names and works, and kept it continually in touch with contemporary currents in western Europe.”  (https://en.wikipedia.org/wiki/Dubrovnik_Summer_Festival) Back then, Dubrovnik was a vital town not only cherishing inherited values, but also creating new ones. Concerts, operas, dramas, and ballets were performed in different locations all over the city – the city was living with the Festival and the Festival was living with the city.

That was the spirit in which Dubrovnik was evolving, leading to the City’s listing as the UNESCO World Heritage site in 1979. In those days, the town itself was raising generations of active citizens with a developed sense of community, aesthetics and measure.

DUBROVNIK TODAY:

The breaking point for Dubrovnik was the war in 1991 and the subsequent economic difficulties, which led to an exaggerated orientation on tourism in all its forms. Monocultural economy (tourism) and expanded house-short-term-renting have resulted in Dubrovnik following the international city centre depopulation trends – the number of inhabitants decreased to only 1557 in 2016 and, although only 3 years have passed, to a significantly smaller number today.

What happened with the Society of Friends of Dubrovnik Antiques and the Dubrovnik Summer Festival? Well, they both still exist but fail to fully fulfil their original purpose.

Today, the Society of Friends of Dubrovnik Antiques still exists and is active in preserving our material heritage – the walls and the buildings. Expanding tourism brings millions of visitors who pay to walk the city walls, not only maintained but also managed by the Society.  The income is huge – only last year 1.300.000 tickets were sold. Sixty percent of the revenue is transferred to the budget of the City of Dubrovnik. This sounds like a great opportunity to invest in town management. However, the the opportunity has not been seized. Although it has been scientifically proved that if nothing changes the old town will lose all its inhabitants, so far the money has not been invested to increase the quality of life of the remaining citizens, nor in any active measures to increase the number of inhabitants.

As for the Dubrovnik Summer Festival, it still takes place every summer, but most of the former locations are now occupied by restaurant tables or are too noisy to be adequate for performing. Artistic creation no longer happens within the city as it used to. While in the past renown orchestras, ballet ensembles and theatrical companies stayed in Dubrovnik for weeks rehearsing and performing, today the programme is based on ready-made projects created elsewhere and only performed in Dubrovnik in the few remaining restaurant-tables-free-not-too-loud locations.

Today, Dubrovnik is facing an almost two decades long intensive process of „disneylandization“, depopulation, apartmanization, cultural heritage devastation, endangerment of the natural resources and urban planning malversations. We are facing a threat of losing the living city and remaining with a depopulated, dead city under UNESCO protection.

ACTIVE CITIZENS IN DUBROVNIK:

Is there anything UNESCO can do about that? The answer is positive. Unfortunatelly, UNESCO’s role is restricted to giving recommendations.

The crucial role that makes the very substance of the living city is the role of the citizen. The city is alive as long as there are active and engaged citizens concerned about their community, their heritage, their quality of life. With a decreasing number of inhabitants, with most of them already quite old, a legitimate question is – are there still active citizens not giving up on the city that is practically dying in front of their eyes?

The answer is – yes, there are. In fact, through active citizenship and appealing to UNESCO we managed to provoke a UNESCO monitoring mission in November 2015 that resulted crucial recommendations. For example:

  • The State Party should ensure prompt finalization and approval of the Management Plan for the property
  • The “Bosanka 2”, a project envisaging apartment resort on Srđ, the hill directly above the City, should not be allowed to proceed
  • The plans to construct the quay in front of Lazaretto, with the connection to the Old Port, should be stopped and no construction should be permitted in that area

On the political level, both in Dubrovnik and the Capital, there is a consensus that Dubrovnik’s value is the value of a living city. No party is openly advocating the idea of a city-museum, a tourist site, a huge restaurant and resort, a former town. Unfortunately, in practice, there had been no real measures towards keeping the living city alive until a Management plan was requested by UNESCO in 2015.

Active citizens, aware of the problem, responded to the Management plan activities with extreme engagement. In the beginning, no representatives of the inhabitants nor NGOs were planned to participate in the Monitoring Board for drafting and implementation of the Management Plan. Thanks to the active citizens’ pressure, the original decision of the City authorities was changed, allowing the representatives of the citizens and NGO’s to participate in both the Monitoring Board and the workshops and focus groups organized by the Monitoring Board. The citizens and NGO representatives initiated a new population census and volunteered for the field work. The new population census gathered materials for socio-demographic study, one of the crucial documents on which the Management plan should be based.

Aware that politicians and political parties are too often interested in short term projects useful in their campaigns instead in long term strategies useful for the local community, the citizens have also formed their own lists in the elections for the city quarters, held in 2018. In the Old Town district the citizen list won the elections.

Active citizens encounter strong opposition from all levels of authority. Instead of addressing effectively the obvious issues of over-tourism, gentrification, unsustainable growth in tourist numbers and offering effective solutions, the authorities use the mechanisms they control to undermine the efforts of the citizens and civil organizations. An active citizen often encounters exaggerated PR from the City authorities aimed at calming public opinion and undermining all efforts seeking for real solutions.

Instead of taking care of public interest as a priority, politicians often choose to serve the interests of private investors. In such cases, active citizens have always reacted, writing petitions and gathering for public protests. The latest example was an attempt to change spatial plans of the city, adjusting them to suit the project of a private investor but in the end the city council did not vote for the changes due to citizens public protests.

Even though ruling politicians are always personally invited to public protests to share their point of view with the concerned citizens, they avoid these situations and instead use their influence in media to minorize such events.

OUR NETWORK:

Our very Network is also a network of active citizens willing to give their contribution in a very challenging moment for the UNESCO sites that we are concerned about.

In that context, one of the tasks of our Network should be raising the awareness of the importance of active citizens’ involvement. The Network should encourage and support active citizens’ actions among the members of the Network.

The Network could also establish a communication line with UNESCO emphasizing and communicating facts and information to UNESCO from the active citizens’ point of view, contributing to the common universal interest.

To be more precise, our activities could be defined by 3 main goals:

  1. Reinforcing and encouraging of active citizens’ engagement as part of UNESCO’s monitoring missions, as well as periodic reporting whenever possible.
  2. Many Management Plans of the UNESCO Sites have so far been adopted by local authorities just to fulfil the formal obligation with no real measurable results. Management Plans are documents which can allow active citizens participation in the decision-making, implementation, and monitoring phase, especially if they are legally binding documents. These documents should be empowered by the appropriate legal status and enriched with the obligatory active participation of the citizens. The UNESCO support and monitoring in their creation and implementation would be more than welcome.
  3. Finally, in the light of the fact that depopulation and musealization of once living cities is a huge problem inevitably changing the sites and threatening their outstanding universal value, it is high time we stopped taking inhabited towns for granted. With that in mind, it would be necessary to reconsider the role of the “living city” within the OUV criteria and try to establish new modalities to recognize and protect the value of the inhabited historical city either through OUV criteria or the qualification conditions of authenticity and integrity.

Such an effort would result in all stakeholders being more active in dealing with the aforementioned negative trends that heritage sites have been experiencing for the last several decades.

CONCLUSION:

Many well-meaning people often tell us: “What you are saying is true, but nothing can be done. That battle has already been lost.”

As long as there are active citizens willing to fight for the public interest, the battle has not yet been lost. If in the end the battle should be lost, the losers will not be just us, the citizens. The looser, in case of a UNESCO site, will be the entire humanity.

Comunicazione urgente alla cittadinanza

L’articolo di Antonella Gasparini per VeneziaToday:

http://www.veneziatoday.it/attualita/sfratto-sospeso-anziana-castello-gruppo-25-aprile.html

Il commento del sociologo Gianfranco Bettin, che con arguzia rilancia il nostro slogan #MiNoVadoVia:

Comunicazione di servizio

Martedi 11 Maggio 2021 si terrà l’assemblea ordinaria dell’Associazione 25 aprile alle ore 6:00 in prima convocazione e alle ore 18:30 in seconda ed ultima convocazione con il seguente 

Ordine del Giorno

1.    Verifica del numero legale

2.    approvazione OdG e nomina segretario/a verbalizzante;

3.    approvazione del rendiconto economico-finanziario al 31/12/2020;

4.    approvazione della destinazione dell’avanzo d’esercizio. Proposte:

a.    Abbonamento a piattaforma digitale per conferenze a distanza

b.    Eventuale prenotazione spazi pubblici per conferenze in presenza

5.    Analisi delle attività del primo trimestre

6.    Linee guida e piano d’azione 2021

7.    Varie ed eventuali.

L’assemblea è riservata ai soci dell’associazione, che non va confusa con il “Gruppo 25 aprile”. I soci che non avessero ricevuto l’invito via posta elettronica possono richiedere il link per collegarsi scrivendo a:

associazione.g25a@gmail.com

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