Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Il nostro primo aprile, visto da Daniela Ghio

Foto e articolo: Daniela Ghio (il Gazzettino)

Daniela Ghio

2 aprile Gazzettino

1/4/2017 Galleria fotografica

L’attore Alessandro Bressanello e il Presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini

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Il direttore dell’IVESER Marco Borghi e il fotografo Luigi “Gigi” Ferrigno:

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Inaugurato il Brugnopoli! Nella pancia del pesce palla si pescano le carte “imprevisti”:

Elena

Rete Veneta intervista la nostra Aline Cendon:

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Il vicepresidente del Consiglio comunale Giovanni Pelizzato e il consigliere comunale Davide Scano:

Scano

Daniele Giordano, segretario generale CGIL, Funzione Pubblica:

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Reporters senza frontiere alla scoperta del “pesce palla d’aprile”

Daniela e Manuela

Foto: Philippe Apatie

29 marzo 17 NV

30 marzo 17 Gazzettino

 

 

 

Un pesce d’aprile chiamato sindaco

Un centinaio di cittadini di ogni età hanno oggi partecipato all’atelier creativo dal titolo “un pesce d’aprile chiamato sindaco”.

Sui numerosi pannelli a disposizione del pubblico ciascuno ha potuto esprimere il suo pensiero sul tema del “pesce palla”, metafora del sindaco in carica.

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(foto: Roberta Chiarotto)

L’attore Alessandro Bressanello ha dato lettura di un appello indirizzato all’onorevole Brunetta che è stato successivamente firmato dai presenti (foto: Philippe Apatie):

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Ai passanti sono state distribuite le carte del gioco “BRUGNOPOLI” (liberamente ispirato al sedicente sindaco Brugnaro), in risposta alla politica di alienazioni che dopo aver portato alla vendita della casa del custode dei Giardini Papadopoli nel 2016, quest’anno prevede niente di meno che la vendita di Palazzo Poerio Papadopoli, sede della Polizia Municipale.
Brugnopoli scatola

Brugnopoli2

Venezia merita un Sindaco a tempo pieno! Manifestazione cittadina sabato ai Giardini Papadopoli

30 marzo, Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria. Sindaco: NON PERVENUTO, è ancora in vacanza in Brasile. Il Consiglio comunale non si riuniva dal 23 febbraio e aveva accumulato 83 punti all’ordine del giorno. Il modo arrogante con cui sono state trattate alcune mozioni ha portato le opposizioni ad abbandonare l’aula.

30 marzo: via email (dal Brasile?) i dipendenti comunali ricevono una “lettera del Sindaco a tutti i dipendenti”, piena di livore e di attacchi ai sindacalisti che “veicolano messaggi falsi e tendenziosi”. Non sappiamo a quali messaggi si riferisca ma abbiamo preso nota di questa frase: “Noi consideriamo come nostri interlocutori finali gli stessi Cittadini, a cui per troppo tempo si è tolta la facoltà concreta di decidere e agire”.

I Cittadini che siamo lo avevano invitato all’Ateneo veneto il 20 gennaio per parlare di proposte costruttive raccolte in 6 mesi di incontri pubblici, e lo avevano invitato con un mese di anticipo, ma non si è fatto vedere. Per il 2 marzo era stato lui a convocare un tavolo con le associazioni, ma se n’è andato a sciare – dando però disposizioni affinché alla stampa venisse negato l’accesso non solo a quell’incontro inconcludente con alcuni assessori definito come “riunione privata” (“privata” a Ca’ farsetti? Con associazioni che rappresentano i cittadini?) ma addirittura al Palazzo in quanto tale – come ci è stato riferito da fonti diverse e concordanti.

Era a sciare anche il 3 marzo quando a Venezia si è parlato della risoluzione UNESCO che minaccia di inserire Venezia e la sua Laguna nella lista dei siti in pericolo: c’era la cabina di regia che a Roma di occupa della vicenda, con Franco Bernabé (presidente della commissione nazionale competente) c’era la sottosegretaria Buitoni, c’era il numero 2 dell’UNESCO Bandarin e c’eravamo anche noi, ma il Sindaco era in vacanza:

https://gruppo25aprile.org/2017/03/04/a-ciascuno-le-sue-priorita/

Rientrato a Venezia si è dedicato alla promozione della sua immagine, ma di delibere o misure concrete non abbiamo visto traccia:

https://gruppo25aprile.org/2017/03/28/marzo-17-croniche-di-un-podesta-e-del-suo-fondo-di-solidarieta/

In quell’occasione avevamo scritto: “19 marzo, partenza per il Brasile, dove il novello Eroe dei Due Mondi coltiva cospicui interessi economici. Rientrerà in tempo per il Consiglio comunale del 30 marzo ???” Non lo ha fatto e la Città comincia a essere stanca di questo Sindaco assente. Assente ma sempre pronto a distribuire pagelle a tutti: dipendenti comunali, consiglieri di opposizione (distinti fra “buoni”  e “cattivi” quando veramente fanno oppposizione) e adesso anche ai giornalisti, sempre dal Brasile dove via twitter pubblica pagelle come questa:

DOMANI PRIMO APRILE dalle 12 alle 14 manifesteremo pacificamente ai Giardini Papadopoli, per chiederne le DIMISSIONI, e ne spiegheremo le ragioni.

La manifestazione è stata regolarmente comunicata alla Questura, vi aspettiamo numerosi e senza bandiere. Dato che è il primo aprile e qualche licenza poetica è permessa, sul posto troverete pennarelli e materiale idoneo a manifestare liberamente il vostro pensiero, sul tema:

“Un pesce d’aprile chiamato Sindaco”.

copertina

Venezia merita un sindaco a tempo pieno, Mestre merita un sindaco a tempo pieno.

Considerata la complessità e la diversità delle situazioni rispettive, probabilmente ne servirebbero due e invece ci ritroviamo con un Sindaco part-time, spesso distratto dai suoi molteplici interessi privati, che ha oltretutto ritirato tutte le deleghe alle Municipalità che erano l’unica forma di decentramento amministrativo in cui le istanze locali potevano trovare spazio e ascolto.

VENEZIA MERITA DI MEGLIO

MESTRE MERITA DI MEGLIO

Appuntamento sabato a mezzogiorno, ai Giardini Papadopoli:

https://www.facebook.com/events/1526928940664266/

NB il punto di ritrovo è: la statua di Paleoacapa!

3 marzo, Convegno UNESCO con sorpresa

3 marzo a Palazzo Badoer si è tenuto il convegno “gestione efficace dei siti del patrimonio mondiale UNESCO” organizzato dallo IUAV con la partecipazione di Governo italiano, Comune e UNESCO.

L’intervento di Flavia Antonin, a nome del Gruppo25Aprile:

Buongiorno, intervengo a nome della piattaforma civica “25 aprile”. Lo faccio per DENUNCIARE la distanza abissale fra le rassicuranti dichiarazioni del sindaco in trasferta a Parigi e la realtà quotidiana vissuta dai cittadini veneziani, spiegandomi subito con qualche esempio:
  1. dall’elezione del sindaco in carica i nostri sestieri hanno perso altri 1.540 residenti, nonostante l’esortazione dell’UNESCO a ritrovare d’urgenza un punto di equilibrio fra turismo e residenzialità.
  2. Delle misure raccomandate dall’UNESCO non abbiamo finora visto nemmeno un principio di esecuzione, che si tratti di moto ondoso o di gestione dei flussi turistici, di residenzialità o di grandi navi.
  3. Delle 70 pagine che il sindaco in carica sostiene di aver presentato all’UNESCO il 24 gennaio, i cittadini sono tenuti completamente all’oscuro al pari dei mass media e del Consiglio comunale, tanto che la consigliera comunale Monica Sambo è stata costretta a depositare un’istanza di accesso agli atti, a voi sembra normale?
  4. Al tavolo con le associazioni sulla residenzialità, più volte rinviato per garantirne la presenza, il sindaco in carica non si è fatto vedere e nemmeno lo vediamo qui oggi in sala, perché è andato a sciare. Il suo senso delle priorità si vede anche da queste piccole cose.

Questa mattina alcuni di noi indossavano un maschera da panda, e le nostre pacifiche proteste continueranno fino a che la Giunta in carica non dimostrerà con i fatti di aver capito la gravità della situazione anziché nascondersi dietro a rinvii e cortine fumogene. Il nostro appello all’UNESCO è: non fatevi prendere in giro, perché in voi riponiamo ancora fiducia e la speranza di un futuro migliore.

 

Foto: Philippe Apatie3-marzo-17

20 gennaio, le 20 proposte dei sestieri

La versione finale delle 20 proposte discusse il 20 gennaio, in un’aula magna stracolma di cittadini all’Ateneo Veneto, per chi non ha trovato posto quel giorno e per chi volesse leggerle con calma sono scaricabili in formato PDF dalla pagina di Italia Nostra, sezione di Venezia, a questo indirizzo:

http://www.italianostravenezia.org/2017/01/23/la-venezia-futura-in-ordine-alfabetico/

Il quotidiano nazionale “la Stampa” ne ha pubblicato un’ottima sintesi che qui riproduciamo:

la-stampaPer chi preferisce leggerle qui dove sono “nate” in bozza, seguita da una pubblica consultazione di 10 giorni che ha permesso di raccogliere i vostri commenti e suggerimenti, ecco il testo distribuito all’Ateneo Veneto:

Ateneo Veneto 20 gennaio 2017

#Veneziamiofuturo

Le proposte dei sestieri

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A come Alloggi:

Alla Regione Veneto chiediamo:

1) la modifica urgente della legge regionale del 2013 che ha liberalizzato in modo selvaggio le locazioni turistiche; tale modifica potrà essere adottata in tempi brevi dato che si tratta soltanto di introdurre un’eccezione per i sestieri di Venezia, in omaggio alle esigenze specifiche di tutela del suo tessuto sociale, che è parte integrante della sua specialità, imponendo requisiti vincolanti anche in materia di scarico delle acque reflue, a tutela dell’igiene e dell’ambiente lagunare;

2) un intervento immediato sulla controllata ATER, il cui compito è “la costruzione ed il recupero di alloggi, da assegnare in locazione temporanea o permanente a canone calmierato” finalizzato all’assegnazione degli alloggi attualmente non utilizzati, eventualmente anche favorendo forme di auto-restauro a carico degli inquilini potenziali, e al completamento delle unità abitative i cui lavori sono stati avviati e non ancora ultimati.

B come Bricole:

Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti chiediamo:

Lo stanziamento dei fondi necessari per avviare un programma straordinario di manutenzione e sostituzione delle bricole, a completamento dei primi interventi avviati dal Provveditore interregionale per le Opere Pubbliche, sulla base della cartografia aggiornata realizzata su nostra richiesta nel maggio 2016.

C come Case e Cambi di destinazione d’uso:

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Di bloccare immediatamente e per un paio d’anni almeno i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo o alberghiero nei sestieri, facoltà che è già riconosciuta dal PAT (Piano di Assetto Territoriale) in vigore dal 2014 a tutela della residenzialità, che è precipitata ai minimi storici e in alcuni sestieri rischia di estinguersi in assenza di una terapia d’urto immediata.

Questo provvedimento, di natura emergenziale e provvisoria, andrà accompagnato da misure “strutturali” e permanenti volte a incentivare le locazioni di lungo periodo rispetto a quelle di natura speculativa (vedasi anche lettera R come rifiuti, alla voce TARI, per l’utilizzo della leva fiscale a fini perequativi): quello che va costruito è un insieme di misure tali da costituire un patto comunale con i proprietari “virtuosi”.

D come Dignità

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Di riconoscere e agevolare nei fatti il diritto di ogni persona a condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. Il rispetto per gli anziani e i disabili non può limitarsi a qualche posto “riservato” a bordo dei vaporetti ma deve concretizzarsi in forme di sostegno mirate a sostenere la qualità della vita di queste fasce di cittadinanza.

In questi settori il Comune di Venezia vanta una consolidata tradizione che è necessario preservare o ripristinare contro i tagli effettuati, anche incoraggiando le numerose forme di volontariato presenti sul territorio che spesso operano senza alcun contributo pubblico.

E come Educazione Nautica

Alle scuole cittadine proponiamo:

Un progetto di educazione nautica, al quale siamo pronti a fornire il nostro contributo con docenti volontari ed esperti a titolo gratuito, in considerazione dei sempre più frequenti incidenti (a volte mortali) che in parte sono dovuti ad inesperienza e/o mancata conoscenza delle regole di base, dato che la normativa in vigore consente la navigazione senza patente per le imbarcazioni con motori di potenza non superiore ai 40 cavalli (che con semplici ritocchi alla portata di tutti salgono in realtà a 60).

F come Flussi turistici

Al Sindaco di Venezia, al Consiglio e alla Giunta comunale chiediamo:

di avviare al più presto un programma di gestione dei flussi turistici che permetta di alleggerire e diversificare (nel tempo e nello spazio) una pressione divenuta insostenibile e incompatibile con la possibilità stessa di offrire un’accoglienza degna della reputazione della Città; fra le proposte attualmente sul tavolo, quella protocollata da Roberta Bartoloni che è stata illustrata nell’incontro di Castello presenta caratteristiche di gradualità, flessibilità, fattibilità in tempi brevi, non discriminazione e contenimento dei costi che abbiamo particolarmente apprezzato – senza escluderne altre che potranno essere confrontate con questa al fine di prendere il meglio di ognuna.

G come Gestione dei beni comuni

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

di dare un segno tangibile di discontinuità rispetto alla politica di alienazione di beni pubblici avviata dalle amministrazioni precedenti, che nella situazione attuale di bilancio (con l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità) risulta incomprensibile oltre che miope, e in alcuni casi si è tradotta in un gettito assolutamente irrisorio rispetto alla perdita definitiva per la collettività, come è stato per la casa del custode dei Giardini Papadopoli.

H come Hotels

Basta alberghi nei sestieri! V. alla lettera C come “Case”

I come Illuminazione

Alla giunta e agli uffici comunali competenti chiediamo:

Illuminazione notturna e installazione di telecamere di sorveglianza  in ruga degli Oresi, che di recente ha conosciuto episodi di barbara violenza ai danni di una esercente.

L come Lavoro

Considerato che l’industria del turismo a Venezia è ormai quella che impiega il maggior numero di occupati, spesso precari e mal pagati rispetto al costo della vita [1] con la duplice conseguenza del pendolarismo dalla terraferma (30.000 persone circa) e di un sempre maggior numero di giovani veneziani che scelgono la via dell’espatrio[2]

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

di superare la fase attuale di sfruttamento dell’Arsenale come spazio per feste esclusive quando invece dovrebbe essere perno naturale e fulcro ideale per la creazione di posti di lavoro qualificati, che non siano legati soltanto alla monocultura turistica; questo potrà avvenire progettando una cittadella della ricerca finalizzata agli studi marittimi in grado di ospitare istituzioni di ricerca italiane e straniere e offrendo spazi ad imprese compatibili con il complesso e impegnate nel settore marittimo (cantieristica, lavori marittimi …), dell’artigianato tradizionale (imprese fabbrili, falegnamerie…) e del restauro, all’interno di una cornice culturale unica al mondo. Per rispettare la promessa di “restituzione alla città” a suo tempo fatta, chiediamo inoltre l’apertura dell’Arsenale alla cittadinanza abbattendo le barriere attuali per permettere un percorso di visita unico (anche negli spazi occupati dalla Biennale) che potrebbe anche generare reddito con visite guidate a pagamento per piccoli gruppi.

[1] Dato Unioncamere: il 77% dei posti di lavoro creati nella città metropolitana di Venezia nel 2016 erano precari. Più della metà delle offerte di lavoro (4.350 su 8.000 circa) riguardava le attività ricettive e della ristorazione. Al secondo posto (3.600 circa) le posizioni “non qualificate” nel commercio e nei servizi. Fonte: Nuova Venezia 8 novembre 2016.

[2] Veneziani stabilmente residenti all’estero nel dicembre 2016 (fonte: liste elettorali referendum costituzionale): 12.296, numero superiore alla somma dei residenti nei sestieri di San Marco e San Polo!

M come Museo Correr

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia ricordiamo che:

Il Museo Correr, fondamentale Istituzione nella vita culturale della Città, deve questo nome al suo fondatore, Teodoro Correr: un nobiluomo veneziano che negli anni seguenti  alla caduta della Repubblica era riuscito a raccogliere un’enorme quantità di opere artistiche e cimeli veneziani delle più svariate epoche, salvandoli dalla dispersione e costituendo il primo nucleo del Museo. Grazie a ulteriori importanti donazioni e acquisti, come quello effettuato dal Comune di Venezia a fine ‘800 dei cimeli del Doge Francesco Morosini, il Museo Correr  andò sempre più ampliandosi e divenne un importante punto di riferimento per studiosi e cittadini. Nel 1922 le Raccolte vennero trasferite in Piazza  San Marco, in una nuova sede che si estendeva tra  l’Ala Napoleonica e parte delle Procuratie Nuove.
Assieme al Palazzo Ducale costituisce ( o dovrebbe costituire) il fulcro espositivo di opere d’arte e collezioni storiche che ricordano la storia e la cultura della Serenissima. Purtroppo gli interventi radicali degli ultimi anni dimostrano come restauri e ripristini, anche corretti dal punto di vista formale, possono in realtà alterare gli scopi e le caratteristiche originarie di una Istituzione.

La cittadinanza ha la sensazione che si sia persa di vista la valorizzazione degli aspetti più originali e fondamentali della storia e della civiltà di Venezia a favore di altri nel complesso storicamente più marginali.

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia chiediamo dunque

di ritornare allo spirito e alla ratio che stanno alla base della nascita delle collezioni del Museo Correr, ricordando altresì che il recupero di dignità e di coscienza della città passa non solo da una maggiore attenzione alla sua storia e alla sua civiltà ma anche da un uso che non sia soltanto turistico e commerciale dei suoi monumenti simbolo, e sottolineando come il turismo di qualità che si dice di voler coltivare è in realtà interessato a conoscere la storia e le caratteristiche specifiche di una Repubblica marinara unica al mondo più che a ritrovare anche qui il tipo di cose che potrebbe trovare in qualsiasi altro museo.

N come Negozi di vicinato e botteghe artigianali

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

L’Adozione di un Regolamento comunale che, come già fatto dal Comune di Firenze, fissi un limite al proliferare di attività commerciali incompatibili con la tutela del patrimonio monumentale e immateriale (artigianato locale), avvalendosi delle disposizioni di legge recentemente adottate a livello nazionale[1] con l’obiettivo di privilegiare negozi di vicinato e attività artigianali; per tali attività chiediamo inoltre di attivare forme di agevolazione fiscale e incentivi compatibili con la norma “de minimis” (entro la soglia dei 200.000 euro pro capite, che permette di evitare l’obbligo di notifica alla Commissione europea).

[1] Decreto legislativo n° 222 del 25 novembre 2016

O come Ospedale

Una proposta innovativa e promettente che abbiamo ricevuto è quella di collegare il nostro ospedale all’Università di Padova e portare a Venezia gli specializzandi e i dottorandi. Sviluppando questo gemellaggio con la Università di Padova, Venezia potrebbe diventare sede di ricerche mediche  avanzate  allestendo, negli enormi e liberi spazi del convento dei domenicani (Ospedale Civile ), un centro di studi sanitari di eccellenza a livello mondiale come (in altro ambito) è stato fatto a Trieste con la SISSA.

In questo modo si utilizzeranno al meglio gli spazi dell’ormai quasi vuoto convento di San Domenico evitando operazioni speculative di tipo turistico. In quei locali si potrà sviluppare la clinica e la ricerca, per cure innovative  e di assoluta eccellenza. Questo farebbe del nostro Ospedale civile un polo di attrazione e rivitalizzerebbe tutta la zona circostante.

Al Ministero della Salute chiediamo:

Il mantenimento del punto nascite dell’Ospedale civile di Venezia, in deroga alla soglia dei 500 parti all’anno, in considerazione dei tempi di percorrenza e delle modalità di trasporto tipiche della realtà lagunare, accogliendo in questo la richiesta già presentata dalla Regione.

P come Posti barca

Al Sindaco di Venezia chiediamo:

Di sbloccare il bando per l’assegnazione dei posti barca vacanti nei sestieri e nelle isole, che gli uffici comunali hanno predisposto da più di un anno su indicazione dell’allora Commissario Zappalorto e che allo stato attuale risulta essere un obbligo disatteso dalla Giunta in carica, dato che il regolamento comunale applicabile ne prescrive la pubblicazione con cadenza biennale.

Q come Qualità dell’Aria

Alla Regione Veneto chiediamo:

Un intervento immediato sull’Agenzia regionale per l’Ambiente (ARPAV) affinché venga finalmente installata una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria nei sestieri, considerato che l’unica centralina presente in Laguna, è stata collocata a Sacca Fisola in tempi remoti quando le circostanze erano diverse da quelle attuali, non è rappresentativa dell’esposizione reale della popolazione residente a Venezia tanto che è classificata come “stazione di fondo” e pertanto non misura l’impatto delle fonti locali di inquinamento quali il traffico acqueo e marittimo.

Un piano per l’adeguamento e la rottamazione dei motori marini più inquinanti, facendo uso dei fondi UE “

strutturali” di competenza regionale o anche ai bandi di gara annuali quali ad esempio Life+.

R come Rifiuti

Al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

La rimodulazione delle imposte comunali come la TARI (tassa sui rifiuti) con tendenziale abbattimento allo zero per le prime case e aliquota ridotta per le utenze domestiche in generale; nel breve termine, revoca immediata degli aumenti deliberati dal Consiglio comunale per il 2016, da finanziarsi con l’aumento dell’aliquota applicata ad alberghi e altre attività ricettive di tipo turistico.

S come scuole (e asili) comunali

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Un rinnovato sostegno allo sviluppo degli asili nido e delle scuole materne che rappresentano un servizio fondamentale per la cittadinanza e che hanno sempre costituito uno dei fiori all’occhiello del Comune di Venezia. Si tratta di attività strategiche che mirano a fornire un ottimo livello di educazione dei piccoli e costituiscono un prezioso supporto, specialmente per quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, a tariffe compatibili con i livelli stipendiali attuali. Appare pertanto logico chiedere che, anche per il futuro, il Comune si impegni a garantire livelli qualitativi adeguati e sicurezze ai bambini e alle loro famiglie, nonché ai lavoratori del settore.

 T come Traffico Acqueo

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Elaborazione e attuazione di un piano per il riassetto del traffico acqueo che ponga come obiettivi primari: la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico e privato contro gli effetti del moto ondoso; il controllo dell’inquinamento atmosferico; il controllo dell’inquinamento acustico; la sicurezza della navigazione con precedenza al trasporto pubblico di linea, comprese le gondole da parada o traghetti; la razionalizzazione del trasporto merci che è attualmente caratterizzato da barche in ferro sproporzionate alle necessità e alle caratteristiche dei rii interni.

U come Ultima spiaggia

In assenza di una terapia d’urto immediata sul duplice fronte casa-lavoro, la curva demografica nei sestieri è tale che i residenti “sopravvissuti” a Venezia sono condannati all’irrilevanza da una classe politica cinica e miope (per non dire di peggio) che ragiona soltanto con il pallottoliere del “quanti voti porta” questa o quella comunità locale, non solo a livello regionale (nessuno consigliere regionale, allo stato attuale) ma anche nel loro stesso Comune: dalla Giunta in carica i segnali già accumulati in questo senso sono troppo numerosi per poter essere ignorati.

Alla Regione Veneto chiediamo:

la convocazione del referendum di iniziativa popolare per il ripristino di due Comuni autonomi (Venezia e Mestre) su cui sono state raccolte 9.000 firme, in modo tale che la popolazione possa esprimersi nel merito della questione, dato che l’istituzione della Città Metropolitana di Venezia permette di affrontarla in modo completamente diverso rispetto al passato e considerato che il Sindaco attuale ha ritirato le deleghe alle Municipalità, facendo con questo venir meno anche l’ultima flebile parvenza di decentramento amministrativo.

Considerata l’imminente convocazione del referendum regionale sull’autonomia, un abbinamento delle due consultazioni referendarie permetterebbe di superare l’obiezione relativa ai costi del referendum che riguarda l’assetto territoriale dell’attuale Comune di Venezia.

Alle Autorità italiane chiediamo:

Il riconoscimento di uno Statuto speciale per Venezia, che permetta alla Città di: I° trattenere una quota del gettito fiscale prodotto anziché elemosinare periodicamente quanto le è in realtà dovuto se si considera il residuo fiscale accumulato ogni anno (la differenza fra imposte riscosse sul suo territorio e la somma di trasferimenti e servizi ricevuti dallo Stato); II° decidere in autonomia quali sono le priorità di intervento sul suo territorio, senza essere sacrificati sull’altare del pallottoliere elettorale che non prende in conto il valore universale di Venezia, le sue caratteristiche uniche al mondo e il suo status di Patrimonio dell’Umanità.

V come Venezia all’aperto

Fra le richieste che abbiamo raccolto nei sestieri ci sono anche:

  1. Il ripristino del cinema all’aperto di campo San Polo
  2. il raddoppio della frequenza del mercatino di Santa Marta, che è particolarmente apprezzato dai residenti;
  3. il ripristino dei mercatini delle cose vecchie e del collezionismo, denominati “Mercatini dei Miracoli”, eliminando il requisito del 50% di venditori professionisti che ne ha determinato la scomparsa;
  4. la manutenzione e ripristino della funzionalità delle fontane pubbliche, e più in generale di tutti i manufatti di proprietà comunale sulla pubblica via (panchine, fontanelle e segnaletica), che a volte si trovano in condizioni di incomprensibile abbandono.
  5. Le strutture disponibili per le attività sportive (voga a parte) sono scarse, manca ad esempio una struttura per avvicinare i ragazzi all’atletica. Al Comune chiediamo di garantire un’offerta completa di attività sportive partendo dal miglior utilizzo delle strutture esistenti.

Il presente documento verrà consegnato ai mass media e ai partecipanti all’incontro pubblico del 20 gennaio, per essere poi pubblicato sulla pagina facebook di “Venezia mio futuro” e sulla pagina internet www.gruppo25aprile.org.

Un sentito ringraziamento alle realtà associative, ai cittadini e alle cittadine che hanno partecipato agli incontri nei sestieri, ai volontari e alle volontarie che li hanno resi possibili.

Venezia, 12 agosto 2016 – 20 gennaio 2017

comunicato-stampa

Nella pagina introduttiva alle proposte, abbiamo anche distribuito la seguente

Premessa di metodo:

Questo documento di sintesi riassume le proposte e le richieste raccolte negli incontri con i sestieri. Non ha natura esaustiva e non rappresenta la posizione di una singola associazione perché il nostro obiettivo è dare voce alle istanze del territorio (i sestieri) con riferimento ai problemi più sentiti nella “città d’acqua”. In questo senso è anche un “quaderno delle lamentele”, dove per ogni “lamentela” abbiamo elaborato una possibile risposta.

Le proposte rispondono ai criteri che avevamo indicato all’inizio del ciclo di incontri: non chiediamo la luna, non vogliamo creare illusioni o fare demagogia; quelle di cui ci facciamo portatori sono richieste concrete, attuabili e realistiche. Ai  rappresentanti eletti nelle Istituzioni chiediamo che ognuno faccia la sua parte e la faccia subito, perché Venezia si sente “assediata” e la situazione non ammette ritardi ulteriori.

Il dibattito all’Ateneo Veneto permetterà di discutere alcune proposte “prioritarie” e di affinarne altre, collocandole in una visione “di insieme” su ciò che è necessario e urgente per dare un futuro a Venezia: non parliamo del lungo periodo ma delle cose che andrebbero fatte subito, prima che sia troppo tardi; il resto è materia per un “programma di governo” di chi vorrà candidarsi alle prossime elezioni. Questa bozza preliminare è stata pubblicata per 10 giorni sulla nostra pagina facebook e sul nostro sito Internet per raccogliere i commenti e suggerimenti di chi ha partecipato agli incontri (sono oltre 500 persone) e anche di chi non lo ha fatto.

Il ciclo di incontri nei sestieri, compreso quello conclusivo all’Ateneo Veneto, è stato interamente auto-finanziato dai cittadini senza alcun appoggio di partiti o sindacati, aziende o cooperative, enti pubblici o Fondazioni. Non abbiamo etichette e non ne vogliamo, il nostro è soltanto un movimento di opinione che alle “ricette” calate dall’alto (spesso formulate da persone che non conoscono la città) ha preferito un approccio diverso: quello di proposte nate dal contatto quotidiano con il territorio, sestiere per sestiere.

Un’ultima annotazione: grazie alla cortesia di Paul Rosenberg e alla sua “Campaign for a Living Venice”, le proposte sono state tradotte in inglese e verranno a breve pubblicate anche qui per essere meglio comprese dalla stampa estera.

 

20 gennaio, galleria fotografica

Ore 17, sala piena prima ancora del canonico “quarto d’ora accademico”:

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Sebastiano Giorgi introduce e modera il dibattito:

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Ore 17.15, non c’è più un angolo libero, nemmeno in piedi! Le nostre scuse a chi non ha trovato posto in sala, sappiamo che sono molti.

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Marco Gasparinetti portavoce di #Veneziamiofuturo illustra il senso delle 20 proposte:

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Gian Angelo Bellati snocciola dati che parlano più di ogni discorso, e ribadisce la richiesta di statuto speciale per Venezia:

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Nicoletta Frosini (Gruppo25Aprile): applauditissimo il suo intervento sul potenziale rappresentato dalla popolazione studentesca presente a Venezia

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L’intervento di Andrea Ferrazzi, capogruppo PD in Consiglio comunale:

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Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale:

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Il generale Ottavio Serena, consigliere comunale (gruppo misto):

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Il comandante Nevio Oselladore:

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Il vicepresidente del Consiglio comunale, Giovanni Pelizzato:

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La consigliera comunale Monica Sambo:

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Il consigliere comunale Davide Scano:

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Giampietro Pizzo (Venezia Cambia):

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Ivo Papadia, presidente della associazione culturale “WSM”:

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Paolo Lanapoppi (Italia Nostra):

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In prima fila: il Presidente della Municipalità di Venezia, Andrea Martini:

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Nicola Tognon, Aline Cendon e Carlo Beltrame:

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La giornalista del Gazzettino Giorgia Pradolin:

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Un grazie da tutti noi per le foto a: Philippe Apatie!

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20 gennaio: la rassegna stampa

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Corriere, articolo Elisa Lorenzini:

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La Stampa, una pagina intera !!!

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Gazzettino, Giorgia Pradolin:

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Nuova Venezia, Manuela Pivato:

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La Voce  di Venezia:

http://www.lavocedivenezia.it/veneziamiofuturo-problema-venezia-soluzioni-abbecedario/

Il blog di Italia Nostra, sezione di Venezia:

http://www.italianostravenezia.org/2017/01/21/tanti-veneziani-tante-competenze-tanta-energia/

Comunicato stampa: Ateneo Veneto 20 gennaio

COMUNICATO STAMPA

Un abbecedario per raccontare al Comune, alla Regione e allo Stato i problemi di Venezia

Venerdì 20 gennaio saranno presentate all’Ateneo Veneto

le proposte per la città di #Veneziamiofuturo

Un abbecedario che sintetizza, lettera per lettera, i problemi, le proposte, le istanze che il movimento di opinione #Veneziamiofuturo rivolge al Comune di Venezia e ad altre istituzioni della città, alla Regione e allo Stato. E’ questo il documento che il movimento presenterà venerdì 20 gennaio alle ore 17 ai più importanti soggetti istituzionali della città all’Ateneo Veneto, la prestigiosa istituzione culturale veneziana.

I punti analizzati, che corrispondono appunto alle lettere dell’alfabeto (dalla A alla V), sono il frutto di proposte e richieste che sono state raccolte, da agosto a oggi, nel corso di incontri, sestiere per sestiere, con i veneziani che abitano o lavorano a Venezia: una sorta di cahier de doléances che per ogni problema contiene all’interno anche una soluzione. Non solo, dunque, una serie di lamentele, ma veri e propri suggerimenti che i cittadini veneziani offrono alle istituzioni della città, alla Regione e allo Stato come base di partenza per un rinnovato interesse su Venezia: per ribadire che la città ha un futuro e di questo i veneziani vogliono essere protagonisti.

Si inizia, per citarne qualcuno, dagli alloggi che sono sempre meno a disposizione dei veneziani e che vengono utilizzati come locazioni turistiche, per passare alle bricole, i pali in legno che segnalano i percorsi in laguna, che sono senza manutenzione da anni e rappresentano un pericolo per la navigazione. Per passare poi alle case; alla dignità, intesa come il riconoscere ed agevolare il diritto di ogni persona che abita a Venezia di condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. E via via, l’alfabeto si snocciola per toccare l’educazione nautica, i flussi turistici, la gestione dei beni comuni, gli hotel, l’illuminazione cittadina, il lavoro, i musei, i negozi, l’ospedale, i posti barca, la qualità dell’aria, i rifiuti, la scuola, il traffico acqueo, lo spopolamento della città, che rappresenta un’ultima spiaggia per Venezia, la vita all’aperto e le iniziative culturali in genere.

Con questo documento – dichiara il portavoce di #Veneziamiofuturo, Marco Gasparinetti – vogliamo dare, senza alcuna etichetta politica, il contributo dei cittadini di Venezia alle istituzioni che ci rappresentano. Vogliamo avere, davanti a noi, un futuro vero e dignitoso, continuando a vivere nella nostra città, ora massacrata dai problemi che abbiamo evidenziato, lettera per lettera. Le nostre sono proposte concrete, attuabili e realistiche; ma soprattutto rappresentano l’urgenza, le cose che devono essere fatte quanto prima, perché Venezia si sente assediata e la situazione non permette ulteriori ritardi.

Manca una lettera, la Z: l’abbiamo lasciata volutamente scoperta. Vuole rappresentare infatti l’incognita, a cui i cittadini sapranno dare sicuramente un valore, sulla base delle risposte ricevute dal Comune, dalla Regione, dallo Stato. E’ finito, infatti, il tempo dell’attesa: Venezia ha bisogno di un futuro e di riscontri certi e immediati da parte di chi ci rappresenta”.

Venezia, 18 gennaio 2017

Per informazioni:

Marco Gasparinetti: portavoce #Veneziamiofuturo 3453459663

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#Veneziamiofuturo: Official Press Release for Ateneo Veneto meeting on January 20, 2017

Thanks to: Campaign for a Living Venice!

Campaign For A Living Venice

#VENICEMYFUTURE

PRESS RELEASE

An ABC to relate the problems of Venice to the City, the Region and the State

Will be presented Friday, 20 January  at Ateneo Veneto

The proposals for the city from #Veneziamiofuturo

An ABC which synthesizes, letter by letter, the problems, proposals and points that the opinion movement #Venicemyfuture addresses to the City of Venice and to other city institutions, to the Region and to the State. This is the document that the movement will present Friday, 20 January at 5 PM to the most important governing bodies of the city at Ateneo Veneto, the prestigious institution of Venetian culture.

The points that are analyzed, which correspond to the letters of the alphabet (A to V) are the result of proposals and requests that were gathered, from August to today, in the course of meetings, sestiere by sestiere, with Venetians who live and work in Venice: a…

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Le proposte dei sestieri, dalla A alla V (come Venezia)

Mancano 10 giorni all’incontro pubblico in cui tireremo le somme degli incontri nei sestieri (20 gennaio, all’Ateneo Veneto). Di qui ad allora, su questa pagina proveremo a riassumere alcune delle richieste che abbiamo raccolto. NB Questo non è un documento “ufficiale” ma la versione PROVVISORIA che sottoponiamo a pubblica consultazione. Per la versione definitiva, farà fede il testo che verrà distribuito in aula magna il 20 gennaio: quella che leggete qui in bozza è una prima anticipazione in “ordine alfabetico”, per facilitare la ricerca delle parole chiave.

Le proposte rispondono ai criteri che avevamo indicato all’inizio del ciclo di incontri: non vogliamo creare illusioni o fare demagogia, ma semplicemente stilare un catalogo di richieste concrete, attuabili e realistiche. Non è un “programma elettorale del Gruppo25aprile” perché riteniamo che queste cose vadano fatte subito, senza attendere le prossime elezioni.

Ai  rappresentanti eletti nelle Istituzioni chiediamo che ognuno faccia la sua parte e la faccia subito, perché Venezia si sente “assediata” e la situazione non ammette ritardi ulteriori. Il dibattito all’Ateneo Veneto permetterà di discutere alcune proposte “prioritarie” e di affinarne altre, collocandole in una visione “di insieme” su ciò che è necessario e urgente per dare un futuro a Venezia. Vi aspettiamo numerosi in aula magna, il 20 gennaio alle ore 17.

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A come Alloggi:

Alla Regione Veneto chiediamo:

1) la modifica urgente della legge regionale del 2013 che ha liberalizzato in modo selvaggio le locazioni turistiche; tale modifica potrà essere adottata in tempi brevi dato che si tratta soltanto di introdurre un’eccezione per i sestieri di Venezia, in omaggio alle esigenze specifiche di tutela del suo tessuto sociale, che è parte integrante della sua specialità, imponendo requisiti vincolanti anche in materia di scarico delle acque reflue, a tutela dell’igiene e dell’ambiente lagunare;

2) un intervento immediato sulla controllata ATER, il cui compito è “la costruzione ed il recupero di alloggi, da assegnare in locazione temporanea o permanente a canone calmierato” finalizzato all’assegnazione degli alloggi attualmente non utilizzati, eventualmente anche favorendo forme di auto-restauro a carico degli inquilini potenziali, e al completamento delle unità abitative i cui lavori sono stati avviati e non ancora ultimati

B come Bricole:

Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti chediamo:

Lo stanziamento dei fondi necessari per avviare un programma straordinario di manutenzione e sostituzione delle bricole, a completamento dei primi interventi avviati dal Provveditore interregionale per le Opere Pubbliche, sulla base della cartografia aggiornata realizzata su nostra richiesta nel maggio 2016.

C come Case e Cambi di destinazione d’uso:

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Di bloccare immediatamente e per un paio d’anni almeno i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo o alberghiero nei sestieri, facoltà che è già riconosciuta dal PAT (Piano di Assetto Territoriale) in vigore dal 2014 a tutela della residenzialità, che è precipitata ai minimi storici e in alcuni sestieri rischia di estinguersi in assenza di una terapia d’urto immediata, che andrà poi accompagnata dalle misure “strutturali” indicate in allegato a questo documento.

D come Dignità

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Di riconoscere e agevolare nei fatti il diritto di ogni persona a condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. Il rispetto per gli anziani e i disabili non può limitarsi a qualche posto “riservato” a bordo dei vaporetti ma deve concretizzarsi in forme di sostegno mirate a sostenere la qualità della vita di queste fasce di cittadinanza. In questi settori il Comune di Venezia vanta una consolidata tradizione che è necessario preservare o ripristinare contro i tagli effettuati, anche incoraggiando le numerose forme di volontariato presenti sul territorio che spesso operano senza alcun contributo pubblico.

E come Educazione Nautica

Alle scuole cittadine proponiamo:

Un progetto di educazione nautica, al quale siamo pronti a fornire il nostro contributo con docenti volontari ed esperti a titolo gratuito, in considerazione dei sempre più frequenti incidenti (a volte mortali) che in parte sono dovuti ad inesperienza e/o mancata conoscenza delle regole di base, dato che la normativa in vigore consente la navigazione senza patente per le imbarcazioni con motori di potenza non superiore ai 40 cavalli (che con semplici ritocchi alla portata di tutti salgono in realtà a 60).

F come Flussi turistici

Al Sindaco di Venezia, al Consiglio e alla Giunta comunale chiediamo:

di avviare al più presto un programma di gestione dei flussi turistici che permetta di alleggerire e diversificare (nel tempo e nello spazio) una pressione divenuta insostenibile e incompatibile con la possibilità stessa di offrire un’accoglienza degna della reputazione della Città; fra le proposte attualmente sul tavolo, quella protocollata da Roberta Bartoloni che è stata illustrata nell’incontro di Castello presenta caratteristiche di gradualità, flessibilità, fattibilità in tempi brevi, non discriminazione e contenimento dei costi che abbiamo particolarmente apprezzato – senza escluderne altre che potranno essere confrontate con questa al fine di prendere il meglio di ognuna.

G come Gestione dei beni comuni

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

di dare un segno tangibile di discontinuità rispetto alla politica di alienazione di beni pubblici avviata dalle amministrazioni precedenti, che nella situazione attuale di bilancio (con l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità) risulta incomprensibile oltre che miope, e in alcuni casi si è tradotta in un gettito assolutamente irrisorio rispetto alla perdita definitiva per la collettività, come è stato per la casa del custode dei Giardini Papadopoli.

H come Hotels

Basta alberghi nei sestieri! V. alla lettera C come “Case”

I come Illuminazione

Alla giunta e agli uffici comunali competenti chiediamo:

Illuminazione notturna e installazione di telecamere di sorveglianza  in ruga degli Oresi, che di recente ha conosciuto episodi di barbara violenza ai danni di una esercente.

L come Lavoro

Considerato che l’industria del turismo a Venezia è ormai quella che impiega il maggior numero di occupati, spesso precari e mal pagati rispetto al costo della vita [1] con la duplice conseguenza del pendolarismo dalla terraferma (30.000 persone circa) e di un sempre maggior numero di giovani veneziani che scelgono la via dell’espatrio[2]

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

di superare la fase attuale di sfruttamento dell’Arsenale come spazio per feste esclusive quando invece dovrebbe essere perno naturale e fulcro ideale per la creazione di posti di lavoro qualificati, che non siano legati soltanto alla monocultura turistica; questo potrà avvenire progettando una cittadella della ricerca finalizzata agli studi marittimi in grado di ospitare istituzioni di ricerca italiane e straniere e offrendo spazi ad imprese compatibili con il complesso e impegnate nel settore marittimo (cantieristica, lavori marittimi …), dell’artigianato tradizionale (imprese fabbrili, falegnamerie…) e del restauro, all’interno di una cornice culturale unica al mondo. Per rispettare la promessa di “restituzione alla città” a suo tempo fatta, chiediamo inoltre l’apertura dell’Arsenale alla cittadinanza abbattendo le barriere attuali per permettere un percorso di visita unico (anche negli spazi occupati dalla Biennale) che potrebbe anche generare reddito con visite guidate a pagamento per piccoli gruppi.

[1] Dato Unioncamere: il 77% dei posti di lavoro creati nella città metropolitana di Venezia nel 2016 erano precari. Più della metà delle offerte di lavoro (4.350 su 8.000 circa) riguardava le attività ricettive e della ristorazione. Al secondo posto (3.600 circa) le posizioni “non qualificate” nel commercio e nei servizi. Fonte: Nuova Venezia 8 novembre 2016.

[2] Veneziani stabilmente residenti all’estero nel dicembre 2016 (fonte: liste elettorali referendum costituzionale): 12.296, numero superiore alla somma dei residenti nei sestieri di San Marco e San Polo!

M come Museo Correr

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia ricordiamo che:

Il Museo Correr, fondamentale Istituzione nella vita culturale della Città, deve questo nome al suo fondatore, Teodoro Correr: un nobiluomo veneziano che negli anni seguenti  alla caduta della Repubblica era riuscito a raccogliere un’enorme quantità di opere artistiche e cimeli veneziani delle più svariate epoche, salvandoli dalla dispersione e costituendo il primo nucleo del Museo.
Grazie a ulteriori importanti donazioni e acquisti, come quello effettuato dal Comune di Venezia a fine ‘800 dei cimeli del Doge Francesco Morosini, il Museo Correr  andò sempre più ampliandosi e divenne un importante punto di riferimento per studiosi e cittadini. Nel 1922 le Raccolte vennero trasferite in Piazza  San Marco, in una nuova sede che si estendeva tra  l’Ala Napoleonica e parte delle Procuratie Nuove.
Assieme al Palazzo Ducale costituisce ( o dovrebbe costituire) il fulcro espositivo di opere d’arte e collezioni storiche che ricordano la storia e la cultura della Serenissima. Purtroppo gli interventi radicali degli ultimi anni dimostrano come restauri e ripristini, anche corretti dal punto di vista formale, possono in realtà alterare gli scopi e le caratteristiche originarie di una Istituzione.  La cittadinanza ha avuto la sensazione che si sia persa di vista la valorizzazione degli aspetti più originali e fondamentali della storia e della civiltà di Venezia a favore di altri nel complesso storicamente più marginali.

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia chiediamo

dunque di ritornare allo spirito e alla ratio che sta alla base della nascita delle collezioni del Museo Correr, ricordando altresì che il recupero di dignità e di coscienza della città passa non solo attraverso una maggiore attenzione alla sua storia e alla sua civiltà ma anche attraverso un uso che non sia smodatamente turistico e commerciale dei suoi monumenti simbolo, anche perché il turismo di qualità che si dice di voler coltivare è in realtà interessato a conoscere la storia e le caratteristiche specifiche di una Repubblica marinara unica al mondo più che a ritrovare anche qui il tipo di cose che potrebbe trovare in qualsiasi altro museo.

N come Negozi di vicinato e botteghe artigianali

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

L’Adozione di un Regolamento comunale che, come già fatto dal Comune di Firenze, fissi un limite al proliferare di attività commerciali incompatibili con la tutela del patrimonio monumentale e immateriale (artigianato locale), avvalendosi delle disposizioni di legge recentemente adottate a livello nazionale[1] con l’obiettivo di privilegiare negozi di vicinato e attività artigianali; per tali attività chiediamo inoltre di attivare forme di agevolazione fiscale e incentivi compatibili con la norma “de minimis” (entro la soglia dei 200.000 euro pro capite, che permette di evitare l’obbligo di notifica alla Commissione europea).

[1] Decreto legislativo n° 222 del 25 novembre 2016

O come Ospedale

Una proposta innovativa e promettente che abbiamo ricevuto è quella di collegare il nostro ospedale all’Università di Padova e portare a Venezia gli specializzandi e i dottorandi. Sviluppando questo gemellaggio con la Università di Padova, Venezia potrebbe diventare sede di ricerche mediche  avanzate  allestendo, negli enormi e liberi spazi del convento dei domenicani (Ospedale Civile ), un centro di studi sanitari di eccellenza a livello mondiale come (in altro ambito) è stato fatto a Trieste con la SISSA.

In questo modo si utilizzeranno al meglio gli spazi dell’ormai quasi vuoto convento di San Domenico evitando operazioni speculative di tipo turistico. In quei locali si potrà sviluppare la clinica e la ricerca, per cure innovative  e di assoluta eccellenza. Questo farebbe del nostro Ospedale civile un polo di attrazione e rivitalizzerebbe tutta la zona circostante.

P come Posti barca

Al Sindaco di Venezia chiediamo:

Di sbloccare il bando per l’assegnazione dei posti barca vacanti nei sestieri e nelle isole, che gli uffici comunali hanno predisposto da più di un anno su indicazione dell’allora Commissario Zappalorto e che allo stato attuale risulta essere un obbligo disatteso dalla Giunta in carica, dato che il regolamento comunale applicabile ne prescrive la pubblicazione con cadenza biennale.

Q come Qualità dell’Aria

Alla Regione Veneto chiediamo:

Un intervento immediato sull’Agenzia regionale per l’Ambiente (ARPAV) affinché venga finalmente installata una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria nei sestieri, considerato che l’unica centralina presente in Laguna, è stata collocata a Sacca Fisola in tempi remoti quando le circostanze erano diverse da quelle attuali, non è rappresentativa dell’esposizione reale della popolazione residente a Venezia tanto che è classificata come “stazione di fondo” e pertanto non misura l’impatto delle fonti locali di inquinamento quali il traffico acqueo e marittimo.

R come Rifiuti

Al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

La rimodulazione delle imposte comunali come la TARI (tassa sui rifiuti) con tendenziale abbattimento allo zero per le prime case e aliquota ridotta per le utenze domestiche in generale; nel breve termine, revoca immediata degli aumenti deliberati dal Consiglio comunale per il 2016, da finanziarsi con l’aumento dell’aliquota applicata ad alberghi e altre attività ricettive di tipo turistico.

S come scuole (e asili) comunali

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Un rinnovato sostegno allo sviluppo degli asili nido e delle scuole materne che rappresentano un servizio fondamentale per la cittadinanza e che hanno sempre costituito uno dei fiori all’occhiello del Comune di Venezia. Si tratta di attività strategiche che mirano a fornire un ottimo livello di educazione dei piccoli e costituiscono un prezioso supporto, specialmente per quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, a tariffe compatibili con i livelli stipendiali attuali. Appare pertanto logico chiedere che, anche per il futuro, il Comune si impegni a garantire livelli qualitativi adeguati e sicurezze ai bambini e alle loro famiglie, nonché ai lavoratori del settore.

T come Traffico Acqueo

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Elaborazione e attuazione di un piano per il riassetto del traffico acqueo che ponga come obiettivi primari: la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico e privato contro gli effetti del moto ondoso; il controllo dell’inquinamento atmosferico; il controllo dell’inquinamento acustico; la sicurezza della navigazione con precedenza al trasporto pubblico di linea, comprese le gondole da parada o traghetti; la razionalizzazione del trasporto merci che è attualmente caratterizzato da barche in ferro sproporzionate alle necessità e alle caratteristiche dei rii interni.

U come Ultima spiaggia

In assenza di una terapia d’urto immediata sul duplice fronte casa-lavoro, la curva demografica nei sestieri è tale che i residenti “sopravvissuti” a Venezia sono condannati all’irrilevanza da una classe politica cinica e miope (per non dire di peggio) che ragiona soltanto con il pallottoliere del “quanti voti porta” questa o quella comunità locale, non solo a livello regionale (nessuno consigliere regionale, allo stato attuale) ma anche nel loro stesso Comune: dalla Giunta in carica i segnali già accumulati in questo senso sono troppo numerosi per poter essere ignorati.

Alla Regione Veneto chiediamo:

la convocazione del referendum di iniziativa popolare per il ripristino di due Comuni autonomi (Venezia e Mestre) su cui sono state raccolte 9.000 firme, in modo tale che la popolazione possa esprimersi nel merito della questione, dato che l’istituzione della Città Metropolitana di Venezia permette di affrontarla in modo completamente diverso rispetto al passato e considerato che il Sindaco attuale ha ritirato le deleghe alle Municipalità, facendo con questo venir meno anche l’ultima flebile parvenza di decentramento amministrativo.

Considerata l’imminente convocazione del referendum regionale sull’autonomia, un abbinamento delle due consultazioni referendarie permetterebbe di superare l’obiezione relativa ai costi del referendum che riguarda l’assetto territoriale dell’attuale Comune di Venezia.

Alle Autorità italiane chiediamo:

Il riconoscimento di uno Statuto speciale per Venezia, che permetta alla Città di: I° trattenere una quota del gettito fiscale prodotto anziché elemosinare periodicamente quanto le è in realtà dovuto se si considera il residuo fiscale accumulato ogni anno (la differenza fra imposte riscosse sul suo territorio e la somma di trasferimenti e servizi ricevuti dallo Stato); II° decidere in autonomia quali sono le priorità di intervento sul suo territorio, senza essere sacrificati sull’altare del pallottoliere elettorale che non prende in conto il valore universale di Venezia, le sue caratteristiche uniche al mondo e il suo status di Patrimonio dell’Umanità.

V come Venezia all’aperto

Fra le richieste che abbiamo raccolto nei sestieri ci sono anche:

  1. Il ripristino del cinema all’aperto di campo San Polo
  2. il raddoppio della frequenza del mercatino di Santa Marta, che è particolarmente apprezzato dai residenti;
  3. il ripristino dei mercatini delle cose vecchie e del collezionismo, denominati “Mercatini dei Miracoli”, eliminando il requisito del 50% di venditori professionisti che ne ha determinato la scomparsa;
  4. la manutenzione e ripristino della funzionalità delle fontane pubbliche, e più in generale di tutti i manufatti di proprietà comunale sulla pubblica via (panchine, fontanelle e segnaletica), che a volte si trovano in condizioni di incomprensibile abbandono.
  5. Le strutture disponibili per le attività sportive (voga a parte) sono scarse, manca ad esempio una struttura per avvicinare i ragazzi all’atletica.

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Nella foto: il cinema all’aperto di campo San Polo, che con grande successo di pubblico era rimasto attivo fino al 2014.

Post Scriptum: Il ciclo di incontri nei sestieri, compreso quello conclusivo all’Ateneo Veneto, è stato interamente auto-finanziato dai cittadini senza alcun appoggio di partiti o sindacati, aziende o cooperative, enti pubblici o Fondazioni. Non abbiamo etichette e non ne vogliamo, il nostro è soltanto un movimento di opinione che alle “ricette” calate dall’alto (spesso formulate da persone che non conoscono la città) ha preferito un approccio diverso: quello di proposte nate dal contatto quotidiano con il territorio, sestiere per sestiere.

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cannaregioGrafica locandine: Francesca Codrino

Foto di copertina: Marco Gasparinetti

2017: gli appuntamenti di gennaio

2 gennaio alle 17: brindisi di buon anno e conferenza stampa!

20 gennaio alle 17: il sesto incontro pubblico di #Veneziamiofuturo, che si terrà nell’aula magna dell’Ateneo Veneto (campo San Fantin, Venezia). Programma definitivo e informazioni aggiornate in tempo reale sulla pagina facebook dell’evento:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

2016-dicembre

Domenica 29 gennaio, per non discriminare chi lavora anche di sabato: assemblea generale del gruppo25aprile; insieme decideremo le priorità di lavoro, ci divideremo i compiti e formeremo dei gruppi tematici per essere ancora più efficaci, incisivi e rapidi nelle risposte ai molti problemi irrisolti.

Avete idee, proposte, suggerimenti? Volete darci una mano? Tel. 345.345.96632017

7 ottobre 2016, un articolo che parla di noi

 

7-ottobre-16-i7-ottobre-16-ii

7-ottobre-16-iiiCopyright: l’inserto settimanale di Repubblica in edicola il 7 ottobre 2016, pp. 48-53

ore 23.30 abbiamo postato l’articolo integrale ad edicole chiuse, ovviamente, dato che il diritto d’autore appartiene a Repubblica e i giornali sono fatti anche per essere venduti, e non soltanto per essere letti.

Rassegna stampa estate 2016

Per la rassegna stampa di #Veneziamiofuturo, che è stato l’evento marcante dell’estate, seguire questo link:

https://gruppo25aprile.org/?s=veneziamiofuturo+rassegna+stampa+

Per chi era in ferie, riepilogo succinto 21 giugno – 21 settembre:

Spese elettorali, la telenovela:

cortedappello-18-junio-2016

corte-dappello-28-junio-2016..e il mandatario elettorale che fine ha fatto? Eccolo qui ricompensato a spese del contribuente, con un bel posto nelle partecipate: Presidente del Collegio Sindacale di Vela SpA, quale suprema garanzia di trasparenza per una società che già lavora con alcune società riconducibili al Sindaco:

g25a-17-luglio-16Altre notizie, meno tristi delle precedenti:

“Toda Venecia está ocupada por el turismo de masas.. ¿Toda? ¡No! El irreductible Grupo 25 Aprile resiste todavía y siempre al invasor”:

Los venecianos intentan desmontar el parque temático en el que se ha convertido Venecia

Il successo del nostro “Hyde Park” ferragostano ai Giardini Papadopoli:

http://www.lastampa.it/2016/08/12/italia/venezia-in-stile-hyde-park-per-salvare-il-verde-pubblico-abySg0xccNwiGcgqmFyhIK/pagina.html

..e il video realizzato da Loredana Spadon:

L’iniziativa per un turismo responsabile e più rispettoso:

gazzettino-28-agosto-2016(copyright: Gazzettino 28 agosto)

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/08/28/news/ecco-il-decalogo-per-turisti-rispettate-la-nostra-citta-1.14025092?ref=search

Il successo della marcia “ocio ae gambe” del 10 settembre:

corriere-12-settembre(Copyright: Corriere della Sera)

Il primo degli incontri nei sestieri, di cui riparleremo a breve:

gazzettino-18-settembre-2016(copyright: Gazzettino 18 settembre)

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/09/03/news/i-veneziani-pretendano-azioni-concrete-per-la-citta-1.14056907?ref=search

..e anche:

Los venecianos quieren recuperar su ciudad

Rassegna video:

Al 14° minuto: http://areena.yle.fi/1-3067709

Comunicato stampa sul “caso Zaccariotto”

Facendo seguito al rinvio a giudizio dell’Assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia per reati contro la pubblica amministrazione, e ferma restando la presunzione di innocenza che in materia penale è un cardine di civiltà, il Gruppo25Aprile ritiene che le conseguenze politiche di questi sviluppi giudiziari sollevino questioni di opportunità e buona amministrazione delle quali si può e si deve discutere al fine di garantire che l’esercizio di una delega “delicata” come quella agli appalti pubblici non si presti a sospetti di sorta.

Considerata anche la recente condanna della medesima Assessora per danno erariale da parte della Corte dei conti, in relazione ad altri fatti risalenti al suo precedente incarico pubblico e rispetto alla quale l’interessata è ricorsa in appello, il Gruppo25Aprile a seguito di voto interno ritiene che:

  1. le dimissioni immediate dell’Assessora, lungi dall’essere un’ammissione di colpevolezza, sarebbero un atto di responsabilità apprezzato da tutti in quanto permetterebbero alla medesima di affrontare i due processi con tutto il tempo e le energie che richiedono, anziché distrarla dall’espletamento dell’importante e impegnativo incarico affidatole;
  2. nelle more dei due giudizi di cui sopra, il Sindaco dovrebbe comunque affidare ad altri la delega ai “lavori pubblici, gare e contratti, espropri e arredo urbano”.

Auspicando che l’interessata possa risultare estranea ai reati che le vengono contestati dalla Magistratura, il Gruppo25Aprile ritiene che le dimissioni spontanee dell’Assessora ai Lavori Pubblici sarebbero la migliore dimostrazione del disinteresse con cui svolge il suo mandato politico. Giusto o sbagliato che sia il rinvio a giudizio – e in questo ci rimettiamo ovviamente alla valutazione della magistratura giudicante –  l’interesse pubblico in questi casi richiede serenità e imparzialità nell’espletamento dell’incarico pubblico, nonché fiducia da parte delle imprese e dei cittadini, che non può essere intaccata da ombre di sorta (reali o anche soltanto percepite come tali) in materia delicata come quella affidata all’assessora Zaccariotto.

Venezia, 24 settembre 2016


L’esito del voto interno, palese e nominativo, con cui il Gruppo25Aprile ha adottato la linea qui riassunta:

Dimissioni Zaccariotto subito: 97 voti.

“A casa tutti”: 33.

“Il Sindaco dovrebbe revocarle la delega in attesa del processo”: 27.

“Non avrebbe mai dovuto sedersi a Ca’ Farsetti”: 11.

“Gomblotto, la Zacca è innocente”: 4.

Totale voti espressi: 172.

La notizia del rinvio a giudizio:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/09/23/news/francesca-zaccariotto-a-processo-per-l-affare-maritan-1.14142705?ref=hfnvveel-1

I precedenti del “pregiudicato” a cui si riferisce l’articolo di cui sopra:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2014/10/03/news/traffico-e-spaccio-di-droga-sei-anni-a-luciano-maritan-1.10050513

Il precedente della Corte dei conti:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2015/4-marzo-2015/dirigente-la-licenza-media-zaccariotto-paghi-90-mila-euro-2301063324094.shtml

..e l’esito del procedimento in questione:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/26/news/caso-teso-condannata-francesca-zaccariotto-1.12159143

Nella scansione che segue: estratto della sentenza con cui la Corte dei Conti (poco meno di un anno fa) ha condannato l’assessora in carica al risarcimento del danno erariale per l’assunzione come dirigente di persona priva dei requisiti per la nomina, in altra e distinta vicenda processuale attinente al suo precedente mandato come Presidente della Provincia.

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Su richiesta dell’interessata, pubblichiamo anche altro estratto della medesima sentenza di condanna:

zacca-corte-dei-conti-bis

17 settembre 2016: rassegna stampa e galleria fotografica

Prossimo appuntamento, prossimo sestiere: Cannaregio 13 ottobre!

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(Gazzettino 18 settembre)

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nuova-venezia(Nuova Venezia 18 settembre)

17-settembre-sara-foto-martini

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me-1-foto-philippeSara Trevisan, Davide Scano, Marco Gasparinetti (foto Philippe Apatie)

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Castello 17 settembre: gli atti dell’incontro 1) La proposta di regolazione dei flussi turistici

Come annunciato al termine dell’incontro, pubblichiamo i documenti ricevuti e presentati a Castello il 17 settembre, con la precisazione che non rappresentano la posizione del Gruppo25Aprile o di #Veneziamiofuturo ma il punto di partenza per un serio dibattito sui temi sollevati. Ai relatori va il nostro ringraziamento per avere gettato le basi di un tale dibattito, che ci sembra quanto mai urgente.

Per il primo documento, che è stato anche protocollato in Comune come contributo alle discussioni che avranno inizio nelle commissioni consiliari competenti nei prossimi giorni, ringraziamo l’autrice Roberta Bartoloni.

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Progetto “Venezia libera” versione 16 settembre 2016

Venezia libera dai troppi turisti, Venezia libera per i turisti

Progetto di prenotazione finalizzato alla gestione dei flussi turistici a Venezia

Presupposti: non si può consentire l’accesso solo ai più abbienti – si può limitare l’accesso per questioni di sicurezza – rivolgersi solo alla piazza San Marco non risolve veramente il problema.

Proposta: prenotazione gratuita estesa a tutta la città.

La prenotazione gratuita è finalizzata a garantire la visita in condizioni vivibili, è un atto di rispetto nei confronti del turista, a differenza di un ticket a pagamento che difficilmente verrebbe accolto con il favore internazionale.

Chi prenota avrà diritto all’accesso completo alla città, mentre chi non prenota sarà soggetto a condizioni di svantaggio con limitazioni crescenti, dettate da ragioni di sicurezza. Ad esempio non potrà usufruire dei mezzi pubblici, non potrà salire sul campanile, entrare in basilica, accedere a determinate aree della città, non potrà parcheggiare al Piazzale Roma, né sbarcare a San Marco ecc. Queste condizioni di svantaggio costituiranno un forte disincentivo alla visita, ed incentivo alla prenotazione nelle date disponibili.

Il sistema funzionerà utilizzando strumenti ed esperienze già disponibili, in particolare la card VeneziaUnica. I controlli avverranno utilizzando i palmari, senza installare tornelli fissi che costituiscono costi rilevanti e creano disagi quotidiani, a differenza dei controlli mobili mirati solo quando e dove serve. I controlli e le limitazioni potranno venire intensificati nei giorni critici, l’importante sarà effettuarli quando necessario affinché sia risaputo che entrando a Venezia senza prenotazione si possono subire pesanti limitazioni alla visita.

Dalla richiesta di prenotazione saranno esclusi tutti i frequentatori abituali della città, la cui VeneziaUnica verrà abilitata in modo automatico. Saranno di fatto esonerati anche i turisti con pernottamento in strutture ricettive autorizzate all’interno del comune, perché l’abilitazione avverrà contestualmente alla prenotazione della camera. Dovranno invece procurarsi la prenotazione i turisti escursionisti, quelli che soggiornano in strutture non regolari, i crocieristi per il tramite delle compagnie di crociera.

La prenotazione avverrà tramite il portale del Comune con un applicativo simile a quello utilizzato per le prenotazioni alberghiere dove il turista sceglierà la data ed il numero delle persone. Durante la prenotazione verranno fornite informazioni sul decoro, poi la procedura transiterà per l’offerta dei servizi VeneziaUnica. La conferma della prenotazione arriverà sul telefonino o sulla posta elettronica e con quella i turisti potranno ottenere la carta VeneziaUnica con l’abilitazione alla visita, valida per il giorno prenotato.

Con questo sistema da un lato il Comune potrà conoscere meglio le dinamiche dei flussi e potrà stabilire dei limiti di carico oltre ai quali non garantire l’accesso, e dall’altro i turisti potranno sapere quando ci sono posti disponibili e quindi potranno programmare la loro visita spalmando maggiormente le presenze in tutti i giorni della settimana, del mese, dell’anno.

Considerato che i turisti pernottanti sono circa 6milioni all’anno, si può proporre inizialmente un limite agli escursionisti attorno ai 10 milioni così da mantenersi vicino ai limiti di carico individuati da alcuni studi. Ad ogni modo tale limite portrà essere facilmente modificato, e differenziato nei vari giorni dell’anno.

I costi sono principalmente software, stimati in circa 200mila euro. Gli incassi sono dati dalla vendita di spazi pubblicitari all’interno della procedura di prenotazione nonché dalla vendita dei servizi VeneziaUnica, e sono stimati complessivamente attorno ai 9milioni di euro annui.

Il sistema così impostato potrà prevedere negli anni ulteriori restrizioni a carico di chi è sprovvisto di prenotazione, fino all’eventuale chiusura del centro storico al di sopra del limite di carico massimo individuato. Al momento può apparire poco opportuno, ma è preferibile predisporre fin da subito un sistema versatile che possa adeguarsi alle esigenze future, anziché correre il rischio di trovarsi tra qualche decennio con un sistema già limitato rispetto all’evolversi della situazione.

ANALISI  FASE  BASILARE

Presupposti su cui si fonda il progetto

L’articolo 3 della Costituzione Italiana sancisce il principio di non discriminazione e l’articolo 16 prevede che “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale”. A questo vanno aggiunti gli accordi di Schengen tesi a favorire la libera circolazione dei cittadini nel territorio Europeo, nonché va evidenziato che Venezia è un bene pubblico patrimonio mondiale dell’umanità. Pertanto tutti, sia cittadini italiani che internazionali, hanno il diritto di vedere un patrimonio pubblico che gli appartiene, a prescindere dalle possibilità economiche di pagare eventuali costosi biglietti di ingresso.

Allo stesso tempo l’articolo 16 della Costituzione Italiana prevede che la libera circolazione è garantita “salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.

Pertanto si può limitare l’accesso per motivi di sicurezza (motivazioni evidenti rilevando l’intasamento delle strade e dei mezzi pubblici della città in tutti i periodi festivi), ma non lo si può consentire solo ai più abbienti.

Un ulteriore presupposto del presente progetto è dato dall’evidenza che la città ha capienza limitata. Così come al teatro ci sono posti limitati soggetti a prenotazione, oltre i quali non è più garantita la sicurezza dell’ambiente né la qualità di offerta del servizio e viene pertanto negato l’accesso, altrettanto dovrebbe avvenire a Venezia. La necessità di prenotare per accedere al teatro è oramai universalmente accettata, nessuno si presenta la sera stessa della rappresentazione pretendendo di entrare a teatro esaurito, risulta evidente che il limite agli accessi è effettuato a vantaggio dello spettatore stesso. Per lo stesso principio, altrettanta evidenza va data alla necessità oramai condivisa di porre un limite agli accessi alla città, evidenziando che si tratta di limiti a tutela dei turisti stessi, in quanto il sovraffollamento limita la loro sicurezza nonché la qualità della loro visita.

Il controllo dei flussi turistici non può tuttavia diventare un aggravio alla circolazione dei residenti, con tornelli fissi che creano inevitabilmente ulteriori difficoltà, incidendo sulla velocità di circolazione, e creando code che possono generare ulteriori intasamenti a catena nelle calli che intersecano il flusso. Da menzionare inoltre i non indifferenti costi di installazione, gestione e manutenzione.

Per quanto riguarda il territorio da interessare alle limitazioni, si evidenzia che Venezia non è solo Piazza San Marco e che quindi elaborare un progetto riferito solo alla Piazza non risolve il problema alla radice. L’impedimento di accesso alla piazza, pur in presenza di un effetto limitante sugli accessi in genere, non impedisce che i visitatori, soprattutto quelli che hanno già visitato Venezia in altre occasioni, si riversino su altre zone della città, intasando comunque senza limite alcune strade e mezzi pubblici. La limitazione di accesso alla sola piazza non garantisce un reale controllo dei flussi, pertanto il progetto di gestione dei flussi turistici va esteso a tutta la città. Da evidenziare inoltre le possibili contestazioni da parte dei negozianti della sola area interessata alla limitazione.

In riferimento ai periodi dell’anno da sottoporre alle limitazioni, sebbene la necessità di regolazione dei flussi turistici a Venezia sia avvertita soprattutto in alcuni periodi critici, la struttura di un progetto di gestione non può risultare limitata a determinate date poiché risulta più semplice informare i turisti del fatto che l’ingresso alla città è sempre sottoposto a determinate regole, che non individuare e diffondere le date interessate.

Andando ad analizzare i ricavi che si vogliono trarre dall’operazione, è opportuno evidenziare che la gestione dei flussi turistici ed i problemi di cassa del Comune sono due problemi separati da affrontare in sedi distinte. Quindi i criteri di elaborazione e valutazione di un progetto che deve riscontrare il favore internazionale, non possono porre in primo piano il ritorno economico rispetto agli effetti benefici su residenti e turisti.

Se le misure tese ad arginare l’esagerata presenza turistica nel nostro centro storico venissero colte come azioni principalmente a fine di lucro, l’avvio ed applicazione delle stesse incontrerebbe molti più ostacoli. Considerato invece che la città e la cittadinanza non sono più in grado di sostenere aumenti di carico, è necessario proporre formule che consentano un’agevole accettazione da parte di istituzioni e comunità. Ormai il tempo delle teorizzazioni è scaduto, non c’è più tempo da perdere, è necessario avviare un progetto in tempi celeri senza ostacoli di natura giuridica o etica.

La richiesta di un pagamento rilevante per l’ingresso a Venezia o a San Marco non è inoltre favorevole alla buona immagine della città, scaduta in modo vertiginoso negli anni. E’ necessario invece puntare a misure che restituiscano una buona immagine della città, misure a vantaggio del turista e servizi di migliore qualità che possono invertire la rotta riportando la città ai livelli che merita. Va evidenziato infatti che il servizio più importante ed imprescindibile che si può fornire al turista è quello di garantirgli una visita in condizioni confortevoli. Fornire al turista la possibilità di programmare consapevolmente la sua visita a Venezia nelle condizioni a lui più idonee è un dovuto atto di rispetto che evidenzierebbe l’attenzione della città alle esigenze del turista.

Da sottolineare inoltre che, trattandosi di sperimentazione, la stessa deve presentare le caratteristiche della gradualità e versatilità, garantita dall’assenza di importanti costi sostenuti per strumentazioni fisse di verifica.

Da ultimo si evidenzia che nel corso degli ultimi anni sono state già avviate alcune sperimentazioni ed azioni (es. Venice Connected, il decalogo comportamentale “Venezia è anche tua, rispettala!”, ecc.) che non vanno tralasciate. Le esperienze passate ci sono, molti strumenti li abbiamo già in tasca senza rendercene conto (es. tessera VeneziaUnica), oggi non ci resta che fare tesoro delle esperienze e conoscenze maturate negli anni ed aggregare il tutto in un unico progetto ad ampio respiro.

Sistema di prenotazione

Considerato che le card a pagamento, già proposte negli anni, non hanno mai riscosso importanti successi, e considerato che Venezia ora ha la necessità impellente di dare avvio ad una sperimentazione di controllo che venga accettata con favore dalle comunità internazionali, si ritiene opportuno proporre una formula senza spese per i visitatori.

Si propone quindi non un biglietto a pagamento per accedere, bensì, al contrario, una sorta di welcome card gratuita, per sottolineare che il turista è benvenuto fino ai limiti di capienza sostenibili per la città, oltre ai quali ulteriori accessi possono costituire un disagio, se non un rischio, per tutti.

Si propone quindi una prenotazione che comporterà vantaggi e sarà gratuita, non sarà un ticket a pagamento, non ci sarà motivo per non farla. Non comportando costi per il turista sarà più facile da far accettare ed avviare.

L’assenza della prenotazione comporterà invece una serie di limitazioni alla fruizione dei servizi della città (musei, bagni pubblici[1], servizi di trasporto, parcheggi, principali attrazioni). Inoltre il Comune comunicherà di riservarsi la facoltà di impedire l’accesso alla piazza o ad altre aree della città, per ragioni di sicurezza, a quanti sprovvisti di prenotazione, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie. Le condizioni di svantaggio previste per il turista senza prenotazione costituiranno disincentivo all’accesso alla città nelle date in cui risulterà raggiunto il limite delle prenotazioni consentite, e incentivo alla prenotazione nelle dati disponibili.

Un sistema di prenotazione così strutturato faciliterà una buona immagine della città, a favore di un turismo di qualità in condizioni confortevoli.

Il turista, avendo la possibilità di verificare per ogni data il grado di saturazione previsto e raggiunto, nonché le date con prenotazioni ancora disponibili, potrà programmare la sua visita in modo più consapevole. Considerato che a nessuno piace visitare una città intasata, il fatto di poter programmare consapevolmente la visita fornirà buoni risultati in termini di limitazione dei picchi di afflusso, con autoregolazione e redistribuzione delle visite lungo l’arco della settimana, del mese, dell’anno. Aggiungendo a quanto sopra le limitazioni cui saranno soggetti i visitatori privi di prenotazione, gli accessi oltre a determinati limiti risulteranno sicuramente ridotti. Pertanto le condizioni di svantaggio prospettate ai visitatori privi di prenotazione costituiranno forte disincentivo all’accesso in città oltre ai limiti previsti.

L’impedimento all’accesso alla Piazza ai visitatori privi di prenotazione verrà attivato solamente in poche occasioni, ma la consapevolezza del rischio quotidiano demotiverà e scoraggerà i turisti escursionisti “mordi e fuggi”, soprattutto se con possibilità di programmare la visita in altre date con maggiori disponibilità.

Inoltre si evidenzia che per governare i flussi turistici è necessario innanzitutto conoscerli, ed un sistema di prenotazione consentirà l’ottenimento di dati contestualmente alla sperimentazione, senza dover investire in studi preliminari.

Al fine di consentire maggiori e più rapide verifiche, la prenotazione informatica verrà inglobata nella già disponibile tessera VeneziaUnica. La conversione potrà essere fatta al primo accesso in città presso uno qualsiasi degli sportelli adibiti (es vela, infopoint, ingressi museali ecc). La tessera avrà validità pari alla validità della prenotazione.

Chi dovrà procurarsi la prenotazione

La necessità di procurarsi un pass di prenotazione sarà rivolta a:

  • Turisti escursionisti: prenotazione individuale a loro cura (o della loro agenzia in caso di gruppi organizzati).
  • Crocieristi: prenotazione a cura e nome delle compagnie di crociera.
  • Turisti con pernottamento: prenotazione automatica integrata con la prenotazione della camera presso la struttura ricettiva autorizzata.

Il pass turistico senza soggiorno nel comune di Venezia sarà di durata giornaliera (ad esempio fino alle ore 4.00 del mattino successivo) e andrà richiesto tramite l’applicativo inserito nel portale del Comune.

Il pass crocieristi andrà richiesto dalle compagnie di crociera in quantità equivalente al numero di crocieristi per i quali si stima uno sbarco in città. Sarà poi a cura delle compagnie di fornire ad ogni crocierista una copia dello stesso, o una card che contraddistingua la crociera di riferimento, da esibire in caso di controlli. In alternativa, sarà possibile fornire loro, come agli altri turisti, la tessera VeneziaUnica a validità limitata. L’importanza di inserire anche il turista crocierista nel sistema di conteggio delle presenze previste, è data dal fatto che, come affermato dal Presidente di Assoagenti Veneto (il Gazzettino – 14 agosto 2016) alcuni intasamenti sono avvenuti malgrado l’assenza di grandi navi in banchina, quindi si può ben immaginare cosa potrebbe accadere se vi fosse l’accavallamento di più fattori concomitanti.

Il pass turistico con soggiorno nel comune di Venezia verrà rilasciato contestualmente alla prenotazione in una delle strutture ricettive autorizzate con sede nel comune di Venezia. Per agevolare le pratiche ed i controlli potrebbe essere di durata sempre settimanale, a prescindere dai giorni effettivi di soggiorno (in caso di soggiorni di durata superiore basta rilasciare un altro pass).

Questo sistema di pass automatico agevolerà un controllo indiretto delle affittanze turistiche (stimate da Italia Nostra in circa 6.000 unità), con incentivo alla riduzione dell’abusivismo in quanto il soggiorno in strutture ricettive irregolari non dichiarate non consentirà l’acquisizione automatica del pass.

Le categorie interessate verranno informate della necessità di prenotare la loro visita tramite stampa, agenzie turistiche, portale del Comune, affissioni luminose lungo le autostrade, in tangenziale, nelle vie di accesso al ponte della libertà e in tutti i principali punti di imbarco verso il centro storico.

In caso di arrivo in città senza prenotazione, la stessa potrà essere sanata presso i punti stabiliti (es. ufficio informazioni turistiche, biglietterie actv) fino al raggiungimento del limite previsto, eventualmente dietro piccolo corrispettivo a copertura delle spese di segreteria.

Chi sarà esonerato dalla prenotazione

Non dovranno procurarsi una prenotazione per l’accesso alla città:

  • Nati e/o residenti nel Comune.
  • Studenti/lavoratori pendolari non residenti.
  • Proprietari di seconde case nel Comune di Venezia (e relativa famiglia).

Alle categorie individuate verranno rilasciati dei pass integrati alla tessera VeneziaUnica (ex Imob) che assumerà colorazione differente per riconoscere a vista il pass a lungo termine rispetto alla tessera ad uso turistico limitato nel tempo.

Si evidenzia che quasi la totalità dei soggetti esonerati già dispone della tessera in parola.

L’aggiornamento della tessera a nati e residenti verrà fatto in modo automatico, così come avvenuto in occasione dell’avvio degli accessi prioritari, oppure tramite presentazione di un documento

L’aggiornamento/rilascio della tessera studente verrà effettuato agli studenti non residenti iscritti negli istituti con sede nel territorio comunale, su richiesta degli Istituti che forniranno la lista degli interessati.

L’aggiornamento/rilascio della tessera lavoratore verrà effettuato ai soggetti operanti in aziende con sede nel territorio comunale, su richiesta delle Aziende che forniranno la lista degli interessati.

Le autorizzazioni di cui sopra avranno durata pari alla scadenza della tessera VeneziaUnica.

Oltre a ciò saranno previsti dei pass “ospiti” da rilasciare ad esempio alla Regione del Veneto, Università ed altre Istituzioni o aziende in caso di inviti a persone sprovviste delle autorizzazioni di cui sopra.

In caso di parenti e/o amici in visita a residenti, si suggerirà la prenotazione del pass turistico “senza soggiorno”. In caso di raggiungimento del numero limite, con impossibilità di procedere con la prenotazione, sarà possibile entrare senza prenotazione (con tutti i disincentivanti limiti già visti), o chiedere al Comune una prenotazione in deroga.

Per quanto riguarda i proprietari di seconde case, gli stessi potranno comunicare, all’atto del rilascio dell’esonero alla prenotazione, i nominativi di un certo numero di persone del proprio nucleo familiare. Eventuali parenti aggiuntivi potranno sempre visitare la città prenotando per tempo il pass previsto.

Sarà comunque sempre prevista la possibilità di richiedere l’assegnazione di pass in deroga al raggiungimento dei limiti individuati, negli specifici casi che il Comune andrà a regolamentare.

Richieste multiple faranno scattare accertamenti in quanto possibile indicatore di struttura ricettiva non autorizzata.

Limiti alla prenotazione

La determinazione dei limiti va studiata soprattutto in riferimento agli escursionisti giornalieri, in quanto il numero dei visitatori con pernottamento è già limitato/limitabile agendo sul numero di posti letto concessi alle strutture ricettive del Comune.

Per quanto riguarda l’individuazione del numero massimo giornaliero di prenotazioni previste per i turisti escursionisti si può partire dai dati rilevati dallo studio dell’università di Worchester condotto dal prof. Carrera[2], secondo cui la situazione risulta essere la seguente:

Numero presenze Residenti

centro storico

Lavoratori e studenti pendolari Turisti con pernottamento Turisti escursionisti Totale turisti
al giorno 55.700 22.700 17.600 45.580 63.180
all’anno 20.330.000 7.600.000 6.425.000 16.635.000 23.060.000

Si rileva tuttavia che dette stime forse sono leggermente sottostimate in quanto altre fonti indicano un afflusso di oltre 30 milioni di turisti all’anno.

Al fine di stimare dei limiti indicativi di pressione turistica sostenibile, si propone che il numero dei turisti non possa eccedere il numero dei residenti.

Considerato che il tetto delle prenotazioni giornaliere per turisti con pernottamento è dato dal numero dei letti presenti in strutture ricettive autorizzate (circa 43.000), si propone di individuare solo un limite al numero delle prenotazioni dei turisti escursionisti. Detto limite può essere previsto inizialmente attorno alle 30.000 unità circa giornaliere, per un totale di circa 10.000.000 prenotazioni all’anno (crocieristi inclusi) che, sommate al numero di turisti con pernottamento medi annui (6 milioni circa come evidenziato nella tabella sopra riportata), consentono di contenere l’afflusso in circa 16 milioni di presenze annue, limite comunque superiore a quanto consigliato dagli studi effettuati sulla capacità di carico della città[3].

Il limite non sarà necessariamente sempre lo stesso per ogni giorno dell’anno, quindi, al fine di mantenere i picchi di prenotazioni turistiche complessive entro gli ambiti stabiliti per ragioni di sicurezza, nei giorni in cui è stimata una maggiore affluenza di turisti con pernottamento (es. natale, carnevale, pasqua, ponti festivi ecc) sarà possibile abbassare il limite di prenotazioni previste per i turisti escursionisti, grazie all’agilità e versatilità del programma informatico di prenotazione.

In occasione di alcuni eventi di richiamo, per i quali l’Amministrazione Comunale consente ed incentiva un afflusso turistico superiore, sarà analogamente possibile aumentare il limite impostato o addirittura non prevedere alcuna necessità di prenotazione.

Le previsioni di afflusso verranno aggiornate ogni anno, al fine di perfezionare sempre più la programmazione dei limiti (metodologia PDCA di miglioramento continuo), in base ai suggerimenti dati dalle associazioni di albergatori, alle statistiche, ai riscontri ottenuti.

I dati di previsione potranno venire affinati anche con quanto elaborato dal CORILA, che offre tecnologie di conteggio delle persone.

Il numero limite delle prenotazioni quotidianamente fornite potrà quindi essere modulato in base ai vari periodi dell’anno, e modificato in base ad analisi e riscontri ottenuti nel tempo, al fine di affinare negli anni gli equilibri tra le varie tipologie di accesso, allo scopo di mantenere le prenotazioni in città tutti i giorni entro i limiti di sicurezza individuati.

Coloro che risulteranno sprovvisti di prenotazione, saranno soggetti a limitazioni all’utilizzo dei servizi offerti dalla città (servizi igienici, di trasporto, museali, accesso a determinate aree, ecc). Pertanto il raggiungimento del limite individuato non costituirà in questa fase impedimento all’accesso, ma disincentivo alla luce delle svantaggiose condizioni previste.

Applicativo di prenotazione

L’applicativo per la prenotazione, inserito nel portale del Comune, sarà strutturato in modo molto semplice, per consentire al turista un’agevole verifica delle date da preferire, nonché un agevole compimento delle azioni necessarie per portare a termine la prenotazione.

Il sistema di prenotazione costituirà un’importante fonte di informazione e servizio al turista. Quindi, oltre alle informazioni relative al grado di saturazione previsto e già realizzato per data, si potranno inserire una serie di informazioni, ora parcellizzate, tali da consentire al turista di fruire a pieno di tutte le possibilità offerte dalla città. Alcune informazioni (es. decalogo sul decoro, modalità di circolazione stradale, percorsi alternativi, lucchetti, acquisti merce da abusivi, foto con figuranti ecc) verranno fornite (ed espressamente accettate) contestualmente alla procedura di prenotazione, così da assicurare una presa visione da parte del turista.

La prenotazione, inviata via sms o email da indirizzo mittente del Comune, sarà verificabile da chiunque senza necessità di ausili o lettori particolari.

Il sistema informatico effettuerà costantemente un’analisi automatica dei dati per rilevare ed approfondire eventuali anomalie. Richieste di prenotazione atipiche faranno scattare accertamenti in quanto possibile indicatore di errori di prenotazione o di struttura ricettiva non autorizzata (es. prenotazioni ricorrenti nell’arco dell’anno riconducibili alla stessa persona, in quantità elevate per singola data, prenotazioni senza pernottamento relative a più giorni consecutivi).

L’applicativo sarà molto versatile, prevedendo già la predisposizione, per un eventuale futuro, dell’introduzione della richiesta di una cauzione e/o di un’imposta a carico del turista escursionista.

Se giuridicamente legittimo, l’appalto per la creazione e gestione dell’applicativo potrebbe venire inserito tra i servizi già resi al comune da parte di Venis Spa.

Ulteriori proposte sul contenuto e struttura dell’applicativo sono indicate nell’allegato 1.

Controlli della prenotazione

Obiettivo della fase basilare è l’avvio del sistema di prenotazione e le verifiche verranno fatte solo in quanto l’assenza di prenotazione impedisce l’utilizzo dei servizi cittadini.

Pertanto i controlli avverranno contestualmente all’acquisto dei biglietti di navigazione, all’accesso ai musei, ai bagni pubblici, alle principali attrazioni (es campanile, basilica), eventualmente all’accesso in determinate aree ecc.

Presso gli uffici informazioni turistiche, oppure alla prima verifica, la prenotazione verrà convertita in tessera VeneziaUnica contenete le informazioni relative alla data e durata della prenotazione, necessarie per semplificare i controlli successivi. Sulla stessa tessera resterà ovviamente possibile caricare i biglietti per la navigazione, gli accessi ai musei ecc.

Ulteriori controlli potranno avvenire, utilizzando i medesimi palmari in dotazione al personale Vela, al fine di impedire l’accesso a determinate aree ai turisti sprovvisti di prenotazione. Dette saltuarie verifiche saranno opportune soprattutto al fine di rendere concreto ed avvertito il rischio di non poter vedere le zone di interesse in caso di accesso senza prenotazione, rafforzando pertanto il disincentivo alla visita nelle giornate già sature.

Da evidenziare che in occasione delle verifiche attuate dal personale addetto, lo stesso potrà distinguere facilmente i turisti dai residenti, interferendo in modo minimo sulla circolazione degli stessi.

Non si ritiene invece opportuna l’installazione di tornelli fissi perché incidono troppo sulla circolazione (anche dei residenti) e comportano un elevato aggravio in termini di costi di acquisto, gestione e manutenzione (si pensi alle code che potrebbero venire a crearsi in caso di mancato funzionamento del pass di alcune persone, con conseguenze a catena anche sulle calli trasversali).

Potranno inoltre essere attivati dei controlli prima dell’arrivo in città, tesi a dividere i flussi dei visitatori con prenotazione da quelli senza prenotazione, in modo tale da evitare intasamenti sul ponte della Libertà come quelli visti ad esempio in agosto 2016, quando molti turisti delle spiagge si sono riversati in massa verso la città. La separazione dei flussi prima dell’arrivo in città[4] sarà volta a consentire l’accesso al Piazzale Roma ed ai parcheggi della zona solo ai visitatori con prenotazione, mentre quelli sprovvisti verranno deviati verso altre zone di imbarco (es. Tessera / Fusina) e di sbarco (es. zone meno congestionate della città, non in riva degli Schiavoni), con ulteriori condizioni di svantaggio e disincentivo rispetto ai turisti prenotati.

La scelta delle giornate da bollino rosso, nelle quali attivare punti di controllo prima dell’arrivo in città, sarà facilitata dalla verifica dello stato delle prenotazioni già registrate nel sistema.

Costi e ricavi

I costi del progetto sono principalmente software. Il costo stimato del software di gestione delle prenotazioni si aggira sui 100.000,00 euro. In via prudenziale, considerato l’opportuno rinforzo delle apparecchiature hardware, si è stimato un costo di 200.000,00, con spese di gestione e manutenzione attorno ai 40.000,00 euro annui.

Vista la gradualità di avvio del sistema, non è stata stimata alcuna spesa di pubblicità per diffondere il progetto in corso, in quanto la diffusione verrà fatta sicuramente dalla stampa e dalle agenzie turistiche senza necessità di rilevanti investimenti in tal senso.

I ricavi del progetto sono dati dalla vendita di spazi pubblicitari all’interno delle pagine per la prenotazione, inserite nel portale del Comune, e dalla vendita dei servizi VeneziaUnica, proposti in modo integrato alla procedura di prenotazione.

Considerato che le pagine del portale del Comune dedicate alla prenotazione saranno visitate da milioni di persone, sarà agevole trovare sponsor interessati agli spazi pubblicitari. Il costo degli spazi verrà calibrato in base ai prezzi di mercato delle pagine con lo stesso numero dei visitatori. In via prudenziale al momento si è stimato un incasso assestato a partire da valori bassi, pari a circa 2.000,00 euro al giorno, ad andamento crescente negli anni. Ipotizzando ad esempio la vendita di 20 banner a 20,00 euro ogni 1.000 visualizzazioni, con 10.000.000 visualizzazioni l’incasso raggiungerà i 4 milioni di euro l’anno.

Per quanto concerne i ricavi dati dalla vendita dei servizi VeneziaUnica, si stima che l’inserimento dell’offerta all’interno della procedura di prenotazione, non possa fruttare vendite ad un numero inferiore al 5% dei visitatori complessivi. Individuando un ricavo per il Comune di soli 5,00 euro a card, si è stimato di arrivare gradualmente nel corso delle prime 5 annualità ad un introito pari a 5 milioni di euro all’anno. Da ricordare a tal proposito che gli incassi ottenuti da Venice Connected, senza il collegamento ad una procedura di prenotazione, arrivavano a fatturazioni di oltre 3 milioni annui. Pertanto, recuperando e rafforzando le esperienze positive passate, ed integrando tale vendita al portale di prenotazione, si possono sicuramente prospettare incassi di rilevo.

Malgrado l’ottica prudenziale, si evidenzia che il pareggio economico verrà raggiunto fin dal primo anno di attività, oltre ad ampi margini di utili da reinvestire nel progetto, o in altre attività correlate a favore di un turismo di qualità.

L’analisi dei costi/ricavi è indicativa, mancando sicuramente alcuni dettagli di spesa (es. interessi passivi, eventuale personale aggiuntivo, imposte ecc.), tuttavia può già fornire evidenza dell’ampia remunerabilità e basso rischio del progetto, prevedendo un utile per il Comune prudenzialmente stimato in circa 9 milioni annui nell’arco dei primi 5 anni.

Sebbene il progetto sia remunerativo, si ricorda tuttavia che l’obiettivo principale è in termini di benessere dei residenti, immagine della città, turismo di qualità con implemento dei servizi.

A quanto sopra conteggiato va aggiunta inoltre la possibilità, fornita dai controlli automatici dei dati effettuati dal sistema, di identificare o disincentivare le affittanze abusive. Infatti la presenza dei controlli incrociati previsti, soprattutto sulle prenotazioni giornaliere per più giorni consecutivi, costituirà incentivo alla regolarizzazione delle affittanze, con conseguente recupero di parte del buco di imposte attualmente perse, stimato da Reset in potenziali milioni di euro annui.

In tema di ricavi va infine segnalato che il sistema di prenotazione così generato pone le basi per l’eventuale futura applicazione al turista escursionista, se legalmente supportata, di un’imposta di soggiorno/passaggio, che eliminerebbe la discriminazione oggi in atto nei confronti dei turisti con pernottamento.

Tempistiche

Considerate le procedure necessarie per le decisioni e per gli affidamenti, i tempi per avviare il sistema di prenotazione vengono stimati in circa 2 – 3 anni.

 

2017 2018 2019
 

Attività

1° semestre 2° semestre 1° semestre 2° semestre 1° semestre 2° semestre
Definizione del progetto
Approvazione del progetto ed assegnazione appalto x applicativo
Elaborazione degli applicativi informatici
Avvio fase sperimentale e pubblicizzazione
Vendita spazi promozionali
Avvio a regime del sistema di prenotazione

Vantaggi ed esternalità

– Veloce da avviare, in quanto molti degli strumenti necessari sono già disponibili (es. card VeneziaUnica).

– Barriere solo informatiche quindi costi e disagi contenuti.

– Estremamente versatile e con avvio graduale che consente di applicare prontamente i correttivi necessari, in seguito alle valutazioni del primo impatto sui flussi.

– Applicato a tutta la città, non solo in Piazza San Marco.

– Ritorno di informazioni sul numero di accessi previsti, indispensabile per un’ottimale organizzazione dei servizi.

– Migliore redistribuzione degli arrivi turistici durante tutto l’arco dei giorni, maggiormente spalmati tra i giorni della settimana, del mese, dell’anno, con conseguente riduzione dei picchi di presenza.

– Incremento della conoscenza e diffusione della card VeneziaUnica per quanto concerne i servizi al turista.

– Realizzazione di piattaforma comprendente molteplici servizi informativi offerti al turista, tra cui il decalogo comportamentale con informazioni su decoro, modalità di circolazione, ecc, nonché stimolo alla visita dei percorsi alternativi ecc.

– Maggiori pernottamenti (se è raggiunto il limite per le prenotazioni degli escursionisti, il turista può sempre optare per soggiornare una notte).

– Contrasto alle strutture abusive (sia di Venezia che Mestre), controllo delle affittanze turistiche (stimate in circa 6.000 residenze) e potenziale conversione a favore della residenzialità in quanto chi affitta a turisti in modo irregolare avrà grandi difficoltà a gestire le operazioni di prenotazione, e questo potrebbe divenire stimolo per riconvertire le affittanze a favore dei residenti o mettersi in regola con il fisco.

– Riduzione della quantità di navi in arrivo nello stesso giorno (non riduzione del numero di navi, ma migliore redistribuzione degli arrivi) con potenziale incidenza sulla capienza/dimensione delle stesse.

– Utili elevati (circa 9 milioni nei primi 5 anni) con investimenti minimi (200mila euro), quindi basso rischio di impresa.

– Pone le basi per l’eventuale applicazione al turista escursionista di un’imposta di soggiorno/passaggio.

per contatti: Roberta Bartoloni – rbartoloni@hotmail.com

[1] Il numero dei servizi igienici a disposizione dei turisti andrà sicuramente incrementato, eventualmente tramite convenzioni con gli alberghi.

[2] Worcester Polytechnic Institute – Safe and Sustainable Tourism: Managing Venice’s Millions of Visitors – Dic. 2015

[3] Dati tratti da Reset:

1988 Jan Van Der Borg e Paolo Costa – limite di 7.500.000 turisti/anno;

2002 Paolo Costa – limite di 8.000.000 turisti/anno;

2009 COSES – limite di 13.000.000 turisti/anno.

[4] Il sistema di separazione dei flussi qui ripreso è proposto da anni dal Direttore Generale dell’AVA Associazione Veneziana Albergatori.

Stop al sestiericidio! Incontro pubblico 17 settembre a Castello

Sabato 17 settembre alle ore 18, appuntamento allo spazio Esedra in Via Garibaldi, per il primo incontro pubblico organizzato da #Veneziamiofuturo.

Come fermare il sestiericidio che rischia di allargarsi anche a Castello, dopo aver trasformato il sestiere di San Marco in un parco a tema?

Parole chiave:

casa, lavoro, trasporto locale e altri servizi, gestione flussi turistici.

Ne parleremo con  (scaletta provvisoria, in ordine alfabetico):

Chiara BURATTI (Assemblea Sociale per la Casa)

Alberto CANCIAN (Circolo Culturale 3 Agosto)

Franco CAVALIERI (Gruppo anziani Castello est)

Sofia CUTRONE (Generazione ’90)

Pierandrea GAGLIARDI (Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia)

Marco GASPARINETTI (Portavoce #Veneziamiofuturo #Venicemyfuture)

Paolo LANAPOPPI (Italia Nostra)

Luciano MAZZOLIN (Ambiente Venezia)

Nicola TOGNON (Gruppo25Aprile)

Sara TREVISAN (ex APT)

boca-de-leon-chiesa-di-san-martino

Interverranno i consiglieri comunali Monica SAMBO e Davide SCANO.

Conclusioni e annuncio del prossimo incontro pubblico: il giornalista Sebastiano GIORGI

Sei sono i sestieri, e sei saranno gli incontri pubblici, partendo da Castello e Cannaregio che sono gli unici in cui la popolazione ancora supera le 10.000 unità; per gli altri che conoscete, il termine “sestiericidio” non esprime una denuncia ma una constatazione statistica. Partecipate numerosi, a questo e ai prossimi incontri!

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Nella foto: boca de leon, chiesa di San Martino (Castello).

 

Venezia ad un bivio: l’editoriale di Marco Zatterin.. e la nostra risposta

Venezia ad un bivio.

Da una parte c’è una comoda autostrada in discesa, a forma di piano inclinato che alla prossima curva si restringe, diventa precipizio e ci porta dritti al burrone.

Dall’altra una strada in salita, apparentemente impervia e faticosa.

La nostra scelta l’abbiamo fatta, è #Veneziamiofuturo. Sappiamo che non sarà facile, sappiamo che rischiamo di pestare i piedi ad interessi costituiti, potenti e organizzati che non sono quelli della Città, ma è una città che amiamo con tutte le nostre forze. Noi ci proveremo.

L’editoriale di Marco Zatterin, vicedirettore de “La Stampa”, 30 agosto 2016:

Zat 30 agosto 2016Nelle stesse ore, il New York Times ha ospitato un durissimo intervento di Salvatore Settis che accusa le autorità competenti di “inettitudine” richiamandosi alla nota risoluzione UNESCO su Venezia che per primi abbiamo tradotto in italiano, su queste pagine.

All’Italia è stato dato tempo fino a fine febbraio, per rispondere ai singoli punti della risoluzione. Questa scadenza può essere vista come una minaccia (quella di finire nella lista dei siti UNESCO in pericolo, e sarebbe la prima volta per l’Italia) o come un’opportunità; noi abbiamo scelto la seconda opzione.

#Veneziamiofuturo incontrerà i sestieri, uno per uno, in un’operazione inedita e mai tentata prima: incontri pubblici e aperti a tutti, sestiere per sestiere, per elaborare una serie di richieste e proposte che diano finalmente risposte ai troppi problemi irrisolti: una lista di misure concrete, realistiche e realizzabili per evitare al Governo una figuraccia e ottenere qualcosa di positivo per Venezia e la sua Laguna.

In tutta sincerità, questo sarebbe il compito di altri, e non abbiamo la presunzione di sostituirci ad altri che sono stati eletti per amministrare, ma un contributo di proposte pensiamo di poterlo offrire.

Buon giornalismo è sollevare le domande giuste, nel momento giusto; i giornalisti lo stanno facendo.

Buon governo è trovare le risposte adeguate. Se chi ci amministra non le trova, come cittadini possiamo: A) tacere e subire B) suggerire e proporre. Noi ci proveremo. Senza illusioni e senza rassegnazione perché questo non è tempo di rassegnazione.

Appuntamento nei singoli sestieri, e per chi non potrà esserci appuntamento sulla nuova pagina facebook:

Primo incontro: sestier de Casteo, sabato 17 settembre alle ore 18.

Per Venezia.

 

Manifesto per un turismo più rispettoso della Città

Dalla pagina facebook di #Veneziamiofuturo:

Venezia si avvia a subire il periodico “picco di marea” turistica con regata storica, mostra del cinema, premio campiello ed eventi collaterali. Ai turisti in arrivo diciamo che Venezia offre rispetto a chi la rispetta, e in questo manifesto il nostro grafico “di fiducia” Alessandro Toso Fei ha riepilogato in forma di infografica alcune regole minime di convivenza civile.

Il manifesto potrà essere stampato ed affisso negli esercizi commerciali, nei ristoranti e nelle strutture ricettive. In questo modo speriamo di offrire un piccolo contributo di conoscenza in attesa di quelle misure di regolamentazione dei flussi turistici che tutti auspichiamo ma di cui non si vede traccia, nell’azione dI questa amministrazione comunale.

L’obiettivo del manifesto è favorire la consapevolezza degli ospiti sulle regole elementari di convivenza che sono già in vigore e che potrebbero sembrare ovvie, ma l’esperienza recente dimostra che non lo sono o non lo sono per tutti. La versione stampabile in alta risoluzione è stata quindi pensata per essere affissa negli esercizi commerciali e nelle strutture ricettive che vorranno aiutarci a promuovere forme di turismo più rispettose della Città.

Per la stampa in alta risoluzione, seguire questo link:
manifesto IT

To the many visitors who will be in Venice for the Regatta and/or for the Film Festival (“Mostra del Cinema”) may we propose a deal: mutual RESPECT! Here are some of the rules: they may sound obvious, but recent experience shows that they are not.Waiting for the necessary measures that the City Council should adopt in order to promote a more sustainable tourism in Venice, the purpose of this campaign is simply to raise awareness: the manifesto  does not aim at imposing new rules but rather at improving knowledge about the existing ones in a clear and understandable manner.

For a high resolution, printer-friendly version please follow this link:
ale EN
Text by Alessandro and Alberto Toso Fei, copyright infografica Etra Comunicazione

Traffico acqueo: Diffida al Sindaco

Comunicato stampa: il gruppo25aprile CONFERMA le anticipazioni riportate dal Corriere in edicola oggi (prima foto) e informa la cittadinanza di avere protocollato una DIFFIDA indirizzata al sindaco Luigi Brugnaro in relazione all’inerzia dimostrata sul problema del traffico acqueo.

Diversamente dalla Giunta comunale che per la vendita della Casa del custode dei Giardini Papadopoli ha scelto di pubblicare un bando in data 3 agosto con scadenza 25 agosto, come se avesse fretta di metterci davanti al fatto compiuto, noi abbiamo rispettosamente aspettato il rientro dalle ferie del sindaco, a 6 mesi esatti di distanza dall’incontro a porte chiuse sul “nuovo piano per il traffico acqueo” da cui la cittadinanza è stata esclusa per sua decisione, e a più di 8 mesi di distanza dall’assemblea pubblica in cui a gran voce erano stati invocati maggiori controlli (ad essa si riferiscono le foto in calce).

La diffida è stata protocollata con il n° PG /2016/ 0397921 del 25/08/2016 alle ore 12,35. Ne riportiamo qui il testo, per conoscenza di tutti.

Corriere 25agosto2016

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco della Città Metropolitana di Venezia

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia con delega al traffico acqueo

Al Dr Marco Agostini, Comandante VVUU Comune di Venezia

E p.c.

Al Dott. Luigi Delpino, Procura della Repubblica di Venezia

Al Dott. Domenico Cuttaia, Prefetto di Venezia

All’Amm. Goffredo Bon, Comandante Capitaneria di Porto di Venezia

All’Ing. Roberto Daniele, Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche

LORO SEDI

 

Premesso che:

  1. In data 16 febbraio 2016 l’associazione denominata L’AltrA VeneziA inviava diffida al Sindaco di Venezia e della città metropolitana di Venezia arch. Lugi Brugnaro, nonché al Comandante della Polizia Municipale  affinché intervenissero per arginare il fenomeno del moto ondoso che danneggia le case dei residenti e mette in pericolo l’incolumità delle persone,  dando esecuzione immediata ai regolamenti in vigore e effettuando i necessari controlli, ognuno per quanto di sua competenza.
  2. In data 22 febbraio 2016 il Gruppo Diportisti Laguna Veneta e il Gruppo25Aprile, che rappresentano più di 4.000 iscritti, inviavano al Sindaco di Venezia arch. Luigi Brugnaro la richiesta di poter contribuire come osservatori alla “conferenza con le categorie interessate in vista dell’adozione di un nuovo piano per il traffico acqueo” convocata per il 25 febbraio; nel formulare tale richiesta, i gruppi sopra citati sottolineavano l’urgenza di “uno studio dei flussi aggiornato, essendo a tutti evidente che alla base di decisioni difficili, in materia complessa come questa, ci debba essere la conoscenza dei flussi attuali suddivisi per tipologia di trasporto, mentre il dibattito sui giornali è basato su dati vecchi e mai aggiornati”.
  3. Alla diffida di cui al punto 1) e consegnata in data 19 Febbraio u.s. non è mai stata data risposta.
  4. Alla richiesta di cui al punto 2) non è mai stata data risposta.
  5. Allo stato attuale, del “nuovo piano per il traffico acqueo” annunciato a febbraio non vi è alcuna traccia, né tantomeno sono state adottate misure di alcun tipo per affrontare la problematica.16dic2015 Corriere

Vista

la Legge regionale 63/93 del 30.12.1993 e la sentenza del TAR Veneto che ne interpreta le disposizioni con riferimento alla ripartizione delle competenze regolamentari che fanno capo, rispettivamente, al Comune di Venezia e alla Città Metropolitana di Venezia;

Considerato che:

  • In data 22 Aprile 2015 la Direzione Mobilità e Trasporti, Settore Mobilità, emanava l’Ordinanza n 274 (PG/2015/0175133) avente per Oggetto: Testo unico in materia di circolazione acquea e in particolare specifiche disposizioni in merito a:
    • vigilanza e sanzioni
    • circolazione delle unità a motore
    • sensi unici
    • circolazione delle unità adibite al servizio taxi
  • Dalla osservazione dei dati disponibili al pubblico sul sito web del Comune risulta evidente la progressiva riduzione delle attività di controllo e la conseguente riduzione del numero di infrazioni accertate nonostante il noto e documentato incremento del traffico acqueo;
  • La rilevazione dei dati sul traffico acqueo non viene più aggiornata regolarmente a seguito della messa in liquidazione di COSES a suo tempo (2006) relatore di un specifico studio;
  • Risultano mal funzionanti o del tutto inattivi gli strumenti di rilevazione (Argos) predisposti in particolare sul Rio di Noale;
  • Il perdurare delle infrazioni, soprattutto quelle relative alla velocità e al relativo abnorme moto ondoso, procura danni al patrimonio privato e pubblico;
  • La conferenza del 25 febbraio 2016 ( alla quale non sono stati invitati a partecipare i cittadini e le realtà associative che ne avevano fatto richiesta ) non ha prodotto alcun risultato concreto e tanto meno provvedimenti volti a risolvere il problema;
  • Nei canali e nei rii cittadini la situazione è ormai fuori controllo, come ampiamente e ripetutamente riportato dagli organi di stampa locale, e dimostrato anche dal recentissimo incidente verificatosi nel rio di Noale, in data 24 agosto 2016;

PQM

La scrivente Associazione L’AltrA VeneziA,

 in nome proprio e per conto del “Gruppo25Aprile”

D I F F I D A

  1. Il signor Sindaco della Città Metropolitana di Venezia a dare attuazione al Regolamento provinciale per il coordinamento della navigazione, nella parte in cui (articolo 66) prevede un sistema integrato di rilevazione e controllo della navigazione lagunare unificato in tutta la Laguna con particolare riferimento alle imbarcazioni adibite al trasporto professionale di merci e persone;
  2. Il signor Sindaco di Venezia, alla luce dell’inchiesta conoscitiva già disposta dalla Procura, a predisporre ogni possibile misura idonea a ridurre e razionalizzare il traffico nei canali e rii interni alla città di Venezia, al fine di garantire la sicurezza della navigazione e il contenimento del moto ondoso che danneggia il patrimonio pubblico e privato;
  3. Il signor Sindaco di Venezia a garantire il pieno funzionamento del sistema di video sorveglianza tramite “ARGOS”, a predisporre il necessario capitolo di bilancio e ad assicurarsi che vengano adempiuti tutti gli obblighi posti in capo al Comune di Venezia dalla normativa vigente, in materia di salvaguardia e traffico acqueo, conferendo apposita delega ad un assessore della sua Giunta, nel caso in cui l’impegno risultasse troppo gravoso per la sola persona fisica che ricopre contemporaneamente le cariche di Sindaco del Comune di Venezia e Sindaco della Città Metropolitana;
  4. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare nel frattempo le disposizioni necessarie affinché, a normativa costante, vengano effettuati i doverosi, dovuti ed obbligatori controlli nei canali e nei rii interni più trafficati e che detti controlli vengano effettuati con frequenza che tenga in considerazione l’attuale livello di traffico;
  5. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare urgenti disposizioni affinché gli strumenti di controllo a suo tempo predisposti (telecamere sistema ARGOS) siano pienamente funzionanti allo scopo di svolgere efficacemente il costante monitoraggio previsto, provvedendo a dare tempestivamente pubblica informazione sullo stato, il posizionamento, le caratteristiche e le capacità dei sistemi attuali di monitoraggio delle infrazioni, con particolare riferimento alla velocità dei natanti.A2 RobertoVianello

A3 sala

A10 ArmandoDanellaQuanto sopra, entro il termine perentorio di 60 giorni a far data dalla ricezione della presente diffida, dato che alla precedente non è stato dato né seguito né risposta, con riserva di adire l’Autorità Giudiziaria a tutela dell’integrità fisica delle nostre case e dell’incolumità delle persone fisiche rappresentate dalla scrivente Associazione.

Venezia, 25 agosto 2016

Il Presidente Associazione L’AltrA VeneziA

Veronica Scarpa

locandina moto ondoso def

Foto: René Seindal

Copyright articoli qui riprodotti: Corriere della Sera

#Veneziamiofuturo: proposte e metodo di lavoro

Nelle prossime settimane #Veneziamiofuturo organizza incontri pubblici in tutti i sestieri, per raccogliere suggerimenti e proposte concrete. Il futuro non si costruisce con i proclami ma con proposte concrete, realistiche e realizzabili; per chi ci conosce, è il metodo di lavoro che ci siamo dati come gruppo e nelle prossime settimane verificheremo la buona volontà degli interlocutori istituzionali con un’arma di pressione supplementare: la risoluzione UNESCO che ha dato all’Italia 7 mesi di tempo e ci ha dato ragione su alcune delle nostre rivendicazioni “storiche”, a partire da cambi di destinazione d’uso e gestione dei flussi turistici:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/14/risoluzione-unesco-una-svolta-epocale-per-venezia/

Per il primo incontro abbiamo scelto il sestiere di Castello: uno dei due sestieri dove la popolazione residente è tuttora superiore ai 10.000 abitanti; l’altro è Cannaregio, dove ci riuniremo nella prima decade di ottobre. Il preavviso di manifestazione è stato inviato alla Questura per la data del 17 settembre. salvo imprevisti, l’appuntamento è dunque per il 17 settembre alle ore 18, all’esedra di Via Garibaldi. Vi consigliamo di segnarvi già la data perché se ai Giardini Papadopoli alla vigilia di ferragosto e con due giorni di preavviso abbiamo riunito più di 100 persone, per un evento annunciato con largo anticipo e organizzato quando saremo tutti rientrati dalle ferie l’affluenza sarà presumibilmente superiore.

In vista dell’incontro del 17 settembre pubblicheremo alcuni spunti di riflessione sui temi che più ci stanno a cuore. Prima di farlo abbiamo voluto passare al setaccio il “programma di governo” della Giunta in carica, con riferimento alle sue “Linee Programmatiche 2015-2020” quali approvate dal Consiglio comunale in data 29 ottobre 2015. Di quel poco che annunciavano quelle linee programmatiche finora si è visto ancora meno, ma su questo ritorneremo con gli approfondimenti tematici, pronti a ricrederci se la Giunta in carica vorrà finalmente dare qualche risposta ai problemi sollevati (anche) dall’UNESCO dimostrando di saper cogliere questa opportunità storica e la “leva “che quella risoluzione potrebbe rappresentare nei confronti del Governo nazionale, anziché sminuirne la portata come ha fatto finora.

calvino

Le linee programmatiche 2015-2020 avrebbero dovuto e potuto offrire una strategia, una visione di insieme della Venezia che vogliamo di qui al 2020; di tale strategia o visione di insieme non vi è traccia apparente, che non sia quella di una sorta di eutanasia programmata della città d’acqua, ai cui residenti non resterà che un futuro di sudditanza assoluta rispetto alle esigenze della monocultura turistica, per la gioia della speculazione che vede crescere il valore a metro quadro di ogni immobile che da residenziale si trasforma in albergo o residenza turistica.

Quella che traspare dal documento è una città al servizio di porto, VTP, aeroporto e tour operators in un ribaltamento di ruoli deleterio perché privo di contrappesi o freni inibitori, volto a massimizzare i flussi turistici anziché razionalizzarli a profitto di un turismo di qualità e della città stessa, che ne diventa mero “contenitore” (capitolo 7: infrastrutture, sono tutte al servizio dei vettori che potranno in quel modo convogliare a Venezia masse crescenti di turisti).

Siamo seduti su una miniera d’oro (Venezia), ma come in certe colonie di altre epoche, la miniera verrà sfruttata in modo tale che i proventi finiscano altrove, e pazienza se mercurio e cianuro avranno nel frattempo ammorbato l’aria e l’acqua. Qual è il contributo di porto, aeroporto e VTP al bilancio comunale? Zero. E allora perché perseguire una politica di grandi opere (allargamento aeroporto e stazione marittima, scavo del Vittorio Emanuele, alta velocità da Mestre all’aeroporto) senza contropartite per la città che ne subirà i disagi? Se vogliamo parlare di strategia, il punto di partenza dev’essere la consapevolezza che i nostri problemi sono collegati fra loro e che senza visione di insieme il futuro della Civitas assomiglia ad un piano inclinato con il numero di residenti che continua a calare al ritmo di 1.000 all’anno:

  1. La pressione turistica, in un rapporto di causa a effetto ormai evidente, continua a espellere residenti, negozi di vicinato e attività artigianali, senza nemmeno portare a benefici tangibili per il bilancio comunale. L’IVA percepita su quel fiume di denaro in “transito” viente integralmente versata allo Stato, così come le tasse portuali e quelle di ancoraggio, mentre l’imposta di soggiorno (l’unica che finisce nelle casse comunali) paradossalmente colpisce soltanto il turismo più stanziale e sostenibile. La razionalizzazione dei flussi turistici (adottando una almeno delle proposte già sul tavolo, che potrebbero essere sottoposte ad analisi comparata in termini di costi/benefici) potrebbe invece generare le risorse necessarie a riportare in equilibrio il bilancio comunale (rapporto fra entrate e spese correnti) e finanziare una politica per la casa nella Venezia insulare, che è totalmente assente nelle linee programmatiche: queste parlano soltanto di un censimento già realizzato due anni fa, come se non fosse mai stato fatto. Nulla si dice della necessità di completare almeno quanto già avviato e del come ristrutturare/restaurare le 600 unità immobiliari vuote e/o inagibili.
  2. Per preservare una città viva è necessario che una parte del patrimonio immobiliare venga destinato alla residenzialità; la tendenza attuale invece è quella di autorizzare cambi di destinazione d’uso irreversibile (una casa che diventa albergo non tornerà mai più alle sue funzioni originarie) tollerare la proliferazione di bed and breakfast più o meno abusivi (colpa anche di una Legge regionale che tratta Venezia come se fosse Jesolo) e alienare quel che resta di patrimonio pubblico: a titolo di esempio, la Casa del custode dei Giardini Papadopoli avrebbe potuto dare un tetto e un lavoro a famiglie veneziane, si è preferito venderla a un albergo con un bando pubblicato il 3 agosto che scadrà il 25 e il cui esito è ovviamente scontato: a comprarla potrà essere soltanto l’albergo più vicino, viste le condizioni di gara che abbiamo poututo esaminare. Alla questione “casa” sarà dedicata la prima scheda di approfondimento che pubblicheremo nei prossimi giorni.
  3. Trovare casa a Venezia è condizione necessaria ma non sufficiente, se i redditi da lavoro delle persone che ci vivono sono insufficienti per poter restare in città; come gruppo abbiamo sempre insistito sul binomio casa/lavoro. Creare posti di lavoro è stata una delle prime promesse del futuro sindaco Brugnaro in campagna elettorale. Essa riguarda sia la terraferma che la città insulare. Di seguito ci occupiamo della creazione di posti di lavoro nella città insulare per le sue caratteristiche speciali rispetto a tutte le altre città venete, italiane ed europee. Noi proponiamo la creazione di posti di lavoro in settori non collegati, né direttamente, né indirettamente al turismo; ciò al fine di evitare quella totale dipendenza di Venezia dal turismo e di creare attività produttive alternative in settori che tengano conto della fragilità della Venezia insulare. Gli spazi per farlo ci sono, a partire dall’Arsenale e dalle fornaci dismesse di Murano. L’approccio proposto consiste nel bilanciare tramite esenzioni fiscali i maggiori costi di gestione necessari per esercitare attività produttiva nella Città insulare, nel rispetto della normativa europea che vieta gli aiuti di stato, aiuti intesi come sovvenzioni, esenzioni fiscali, agevolazioni di qualsiasi tipo, che rappresenterebbero una distorsione di concorrenza qualora applicati anche alla terraferma. In attesa di arrivare al riconoscimento di una specialità di Venezia a livello europeo attraverso l’art 107 del Trattato di Lisbona, obiettivo che vorremo vedere riconosciuto nella nuova Legge Speciale per Venezia, la strada più semplice e immediatamente percorribile è quella della deroga chiamata “aiuti de minimis”. Questa deroga prevede la possibilità di aiutare fino a 200.000 euro in tre anni procapite le imprese e gli imprenditori individuali. Da calcoli fatti con Comune, Eurosportello e Camera di Commercio, le imprese “insulari” non collegate alla attività turistica che potrebbero beneficiarne attirandone di nuove e incrementando il numero dei posti di lavoro sono circa 5.000. Questo come obiettivo di breve termine per invertire la tendenza; nel medio termine, rilanceremo inoltre la proposta di una zona franca (con esenzione fiscale per tutte le imprese che creano o mantengono posti di lavoro non collegati al turismo). Dove? Per non ripetere gli errori commessi dal Governo nazionale con la vicenda degli sgravi contributivi (vicenda kafkiana che sta portando alla restituzione di tali sgravi maggiorati di interessi), la zona franca andrebbe circoscritta alla Venezia insulare, riservandola a feterminate tipologie di attività produttive e artigianali che ancora esistono o possono essere create, con le conseguenti ricadute occupazionali in quello spazio vasto che è l’arsenale e nelle isole dove ancora esistono realtà manifatturiere e artigianali la cui sopravvivenza è sempre più a rischio.
  4. Fra gli argomenti NON affrontati dalle linee programmatiche, un’altra lacuna ci sorprende in modo particolare: il trasporto acqueo che è ormai al collasso, in una città dove ogni giorno si riversano, per motivi di lavoro, decine di migliaia di pendolari in aggiunta ai flussi turistici ormai incontrollati; eppure tali flussi generano introiti notevoli per l’ACTV, che avrebbe dovuto reinvestirli nel rinnovo di una flotta ormai vetusta, inquinante e totalmente inadeguata rispetto alla domanda. Si è preferito spremere la flotta come un limone (con il prezzo dei biglietti a 7,5 euro per i non residenti) reinvestendo i profitti altrove? Ora di cambiare rotta perché la situazione sta diventando insostenibile, come dimostrato dai sempre più frequenti guasti meccanici a bordo. Della lotta al moto ondoso poi non abbiamo trovato traccia, nel documento, eppure è uno dei problemi nel mirino dell’UNESCO, per le conseguenze che comporta sul nostro patrimonio architettonico.
  5. La “miniera d’oro” chiamata Venezia genera un fatturato di 10 miliardi all’anno, imposte pari a 3 miliardi circa e un residuo fiscale (differenza fra imposte riscosse e servizi o trasferimenti statali, inclusi quelli per il MoSe) pari a un miliardo di euro all’anno. I margini di manovra per un negoziato con lo Stato centrale ci sarebbero, con queste premesse. Qualcuno potrebbe obiettare che lo Stato italiano non accorderebbe mai alla Venezia insulare una zona franca, per il precedente che potrebbe creare rispetto ad altre zone insulari? Per conoscere la risposta occorre proporlo, cosa che non è stata mai fatta.. ma la cosa più grave è che di zone franche le linee programmatiche parlano eccome, in un senso completamente diverso : quello di una zona franca doganale da allargare in terraferma, per facilitare il commercio con i Paesi extra UE (gli unici ancora soggetti a dazi doganali). Quali posti di lavoro si possono creare, e quanti se ne distruggono, con una zona franca di quel tipo ? Altri scaricatori di porto, per le merci in arrivo dalla Cina ? Sono quelli i posti di lavoro di cui abbiamo bisogno, a Venezia ? Adesso che il Governo è sotto pressione internazionale grazie alla risoluzione UNESCO, non sarebbe il momento di negoziare una nuova legge speciale per Venezia e la sua Laguna?
  6. Oltre al rifinanziamento della Legge Speciale, su cui bene fa il Sindaco a puntare i piedi perché è un atto dovuto per la manutenzione ordinaria, si potrebbe anche ragionare su un “reddito di guardiania” (o di cittadinanza, intesa però come residenza a tempo pieno) da finanziarsi con i proventi del turismo o con parte dell’IVA da trattenersi sul territorio (le ipotesi fin qui discusse con i sottosegretari all’economia a livello di ipotesi produrrebbero un gettito di 20 milioni di euro all’anno).
  7. Quello che va assolutamente ribaltato, in ogni caso, è il rapporto di sudditanza che traspare dalle linee programmatiche così come sono attualmente strutturate: per riequilibrare il rapporto di forze con il meccanismo di pesi e contrappesi che è la grande conquista delle democrazie liberali avanzate, ognuno faccia il suo mestiere ! Fermo restando che le società per azioni sono costituite a fine di lucro e il lucro da perseguire è quello degli azionisti, il ruolo di un Sindaco è quello di far valere le ragioni della civitas (i cittadini), e non di spolparla (svuotandola dei suoi abitanti) per poi gettarne la carcassa in pasto agli avvoltoi che volteggiano in cerca di preda; il fatto che il Sindaco attuale sia al tempo stesso un imprenditore le cui aziende si propongono come fornitori di catene alberghiere e compagnie di crociera non semplifica le cose ma nemmeno le rende impossibili, vista la distinzione di ruoli che sicuramente gli è ben chiara. Sui singoli temi qui riassunti  a titolo di introduzione ritorneremo nei prossimi giorni, fermo restando che questo primo tentativo di inquadramento è aperto al contributo (e alle critiche) di tutti.

Il Gruppo25Aprile

Per chi vorrà partecipare al dibattito in corso, oltre alla pagina internet abbiamo inaugurato una pagina facebook aperta al contributo di tutti:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/?ref=bookmarks

Veneziamiofuturo

 

Viaggio ai confini dell’impero fucsia

Cristo si è fermato a San Pietro in Volta, ha creato le sanpierote e il nostro viaggio riparte da là, dove si mangia dell’ottimo pesce. Da San Pietro in Volta a Pellestrina oggi, prima foto lato laguna: chi di voi ricorda Kevin Costner in Waterworld? La piattaforma a noi ricorda vagamente il film..

imperofucsia 1Arrivo a Pellestrina, dove anche le paline da ormeggio davanti alla Coop si tingono di fucsia: il colore del sindaco, che dopo aver fallito lo sbarco a Chioggia ha ripiegato su Lidi più sicuri:

imperofucsia6..il viaggio ai confini dell’impero prosegue, alla ricerca di segni tangibili della ricchezza e benessere portati dalla Giunta fucsia:

imperofucsia2

Nulla da fare, i segni del Progresso per il momento si limitano al fucsia che ha sostituito il nero in cima alle paline di recente concessione:

imperofucsia4Turisti americani di passaggio chiedono se quella tendina fucsia dietro alla palina fucsia nasconde un bordello o un centro di massaggi cinese; mi trincero dietro un “sorry I don’t speak English”, perché almeno da queste parti speravo di evitare la domanda di rito “where can I find a night club in Venice”?

imperofucsia5

Il fotografo non giudica: documenta e basta, di fucsia oggi ne ha contate dieci ma vi risparmierà il resto.

imperofucsia

Saluti da Pellestrina che non va confusa con San Pietro in Volta e Portosecco, dove bricole e paline al momento conservano il loro colore naturale.

 

Speakers’ Corner ai Giardini Papadopoli il 12 agosto: perché?

Glossario del 12 agosto:

Angolo degli oratori (Speakers’ Corner) : l’iniziativa organizzata per il 12 agosto dalle 17 alle 19, quando i Giardini Papadopoli si trasformeranno nel nostro Hyde Park e ospiteranno chiunque abbia qualcosa da dire, su un palco di fortuna e rigorosamente « unplugged ». Una follia, considerando che è il ponte di ferragosto e Venezia sarà semivuota? Le cose facili le lasciamo agli altri, se ci riuniamo in quel luogo e in quella data un motivo c’è:

Giardini Papadopoli : uno scrigno verde di 7.500 m² all’ingresso di una città in cui i parchi sono rari, aperto al pubblico nel 1920 e che presto potrebbe essere chiuso o precluso (in tutto o in parte) alla cittadinanza in virtù di una delibera del 29 luglio che li affida in uso esclusivo con concessione decennale ad un albergo, a cui contestualmente verrà anche venduta la « casa del custode ». Come spesso accade per questo tipo di “blitz”, il tutto è stato pubblicato nell’albo pretorio il 3 agosto, con una procedura di “evidenza pubblica” (pubblica ma non troppo, visto il tenore del bando) che si concluderà il 25 agosto.

Generazione ’90 : “Siamo un gruppo di ragazzi testardi e motivati. Siamo forse l’ultima generazione che ha vissuto Venezia come una Città vera, viva, dove trovare una casa, un lavoro, muoversi per le calli o fare la spesa non erano azioni da supereroi, ma cose normali. Una città dove le decisioni quotidiane si prendevano guardando anche al cittadino e non solo al turista. Chiariamo da subito: non siamo nostalgici, siamo incazzati. Ma siamo anche realisti e determinati a dare tutto affinché questa Città, la nostra Città, non decada definitivamente. Non vogliamo vederla perdere tutti i suoi abitanti, non vogliamo vederla impoverirsi delle attività economiche, sociali, culturali e sportive che sono il cardine di una città vivace”.

Gruppo25aprile : piattaforma civica e apartitica per Venezia e la sua Laguna. Creata il 25 aprile 2014, attualmente conta 1.095 iscritti e 457 abbonati al blog www.gruppo25aprile.org che ha recentemente superato le 110mila visite.

Hyde Park: è il parco londinese a cui ci siamo ispirati per l’iniziativa del 12 agosto. In quel parco esiste da secoli un “angolo degli oratori” in cui anche il Monarca tollerava la libertà di espressione: inizialmente riservato ai condannati a morte che in quel luogo potevano per l’ultima volta proclamare la propria innocenza o le loro ultime volontà, è stato successivamente luogo di predilezione per leader sindacali e palco improvvisato per George Orwell (l’autore di “1984” e della “Fattoria degli animali”). Ogni parallelismo con la Monarchia che regna attualmente a Venezia è puramente casuale e involontario.

Paleocapa, Pietro: è la statua alla cui protezione ci affideremo, sorge proprio al centro dei Giardini Papadopoli ma chi era costui? Per sintetizzarne la biografia ci siamo affidati alla Treccani da cui citiamo quanto segue: i Paleocapa, nobili di Creta, dopo la guerra di Candia si trasferirono a Tine (Tinos), ultimo possedimento della Repubblica di Venezia nelle Cicladi. Pietro Paleocapa (1788 – 1869) si occupò delle fortificazioni di Peschiera e di Osoppo come ufficiale del genio nell’esercito del Regno italico, con la seconda occupazione austriaca divenne ingegnere capo del corpo acque e strade a Venezia e “si trovò a dover risolvere numerosi problemi legati al dissesto dei fiumi e della laguna, lasciati insoluti dalla scomparsa della Repubblica veneta e dalla fine della gestione unitaria del Magistrato alle acque”. Membro del governo provvisorio di Venezia con Daniele Manin (1848) e successivamente esiliato a Torino fu più volte Ministro del Regno d’Italia e nel 1855 venne chiamato a presiedere la commissione scientifica preposta allo scavo dell’istmo di Suez. “Severo e intransigente anche con se stesso, declinò l’offerta del re di formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Bettino Ricasoli nell’aprile 1867: preferì dedicare le ultime energie a Venezia unita all’Italia, in qualità di presidente della commissione di studio per il miglioramento dei porti e delle lagune”.

#Veneziamiofuturo : campagna di opinione lanciata per affermare il nostro diritto ad una città compiuta con i suoi residenti e i suoi mestieri, che non siano unicamente quelli legati alla monocultura turistica perché per pagare un mutuo o un affitto a Venezia i nuovi posti di lavoro creati dal turismo di massa non bastano, e nella maggior parte dei casi si limitano ad ingrossare le fila dei pendolari (40.000 al giorno, il dato ACTV). L’iniziativa del 12 agosto si inserisce nel solco di questa campagna, anche se i tempi ristretti non hanno permesso di coinvolgere tutti i protagonisti del primo flashmob:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/04/veneziamiofuturo-rassegna-stampa/

Youtube: “25 aprile TV” è il nostro canale ufficiale su youtube. Se non siete a Venezia, collegandovi venerdì sera o nei giorni successivi potrete vedere cosa abbiamo “combinato” il 12 agosto. https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

Veneziamiofuturo

#Veneziamiofuturo: viva viva el Redentor!

chiesa 2Dopo ogni epidemia, Venezia si rialzava come la fenice, perché disponeva di una classe dirigente lungimirante, che non sacrificava il #futuro ai profitti di breve termine.. per scongiurare altre epidemie di peste che falcidiavano la popolazione dimezzandola, i veneziani facevano voto di erigere una chiesa ed erano persone di parola, religiosi ma anche pragamatici: alla fine di ogni epidemia di peste, mandavano galee in ogni porto del mediterraneo con un messaggio molto semplice:

volete lavorare e vivere nella città più bella del mondo? a Venezia c’è lavoro per voi, a Venezia ci sono case per voi.. e la città si ripopolava, dopo ogni epidemia ritornava ad essere più bella e più forte e più ricca di prima.

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Alle maestranze specializzate (i futuri “arsenalotti”) Venezia metteva addirittura a disposizione le case, nel sestier di Castello che tuttora ospita il nostro arsenale, e nei dintorni dell’arsenale sono nate le nostre “vele”, quelle che avete visto in tutti i sestieri:

infografica-venezia-35x50-web

#Veneziamiofuturo nasce da una domanda impietosa, che tutti ci poniamo e richiede risposte indifferibili:

cosa abbiamo sbagliato, e dove abbiamo sbagliato, in questi anni? Dopo ogni epidemia di peste (da 143.000 a 98.000 abitanti, nel 1630) i nostri avi erano stati capaci di rialzarsi e attirare nuove energie, riportando in pochi anni questa città alla sua popolazione naturale. Di quale epidemia siamo malati, per essere scesi a 55.000 abitanti? Se togliamo la Giudecca che resiste, nei sestieri siamo già sotto quota 50.000. cosa ha fatto il sindaco in carica, per invertire la rotta, dopo aver promesso “30.000 nuovi residenti” in campagna elettorale? Con lui abbiamo perso altri 1.000 residenti, in un anno esatto.

La tradizione vuole che i veneziani affidassero i loro messaggi ai Potenti ad alcune statue, e oggi all’alba lo hanno fatto di nuovo:

rioba 4

Dopo secoli di silenzio, el Sior Rioba oggi all’alba ha parlato, e ha parlato anche il gobbo di Rialto:

gobbo 1e il genius loci si è espresso cosi:

AlbertoAlberti#Veneziamiofuturo è una dichiarazione di intenti, e non solo una dichiarazione di amore. #Veneziamiofuturo comincia oggi, nel giorno simbolico del Redentore:

“Venezia cara, non ti lasciamo

sulle tue pietre abbiamo messo “TI AMO”

Oggi e per sempre per te ci siamo.

Stringiti forte, non ti moliamo”.

#Veneziamiofuturo non va in vacanza: nelle prossime settimane lavorerà per voi, mettendo da parte steccati e barriere ideologiche, perché la nostra unica bussola è Venezia.

Appuntamento a settembre, per gli eventi che intendiamo organizzare coinvolgendo tutta la Città che amiamo.

 

Risoluzione UNESCO: una svolta epocale per Venezia

COMUNICATO STAMPA

La risoluzione UNESCO adottata all’unanimità oggi 14 luglio 2016, con l’ultimatum dato all’Italia crea circostanze comparabili a quelle che portarono all’adozione della prima Legge Speciale per Venezia.

Il gruppo25aprile plaude alla risoluzione UNESCO che finalmente crea la pressione morale necessaria a smuovere le acque stagnanti dell’amministrazione locale e nazionale.

Il gruppo25aprile si appella direttamente al Governo nazionale, dato che è l’Italia ad essere parte contraente della Convenzione ed è l’Italia che dovrà rispondere di tutte le inadempienze entro il termine fissato dall’UNESCO (febbraio 2017) al fine di evitare l’onta dell’inserimento di Venezia e della sua Laguna nella lista dei siti del Patrimonio dell’Umanità in pericolo: una vergogna che non avrebbe precedenti nella Storia del nostro Paese.

Il gruppo25aprile sottolinea come nel dibattito trasmesso in mondovisione oggi (diretta webstreaming), l’UNESCO ha parlato del rischio che Venezia diventi un semplice “villaggio turistico” e di un’amministrazione locale INCAPACE di gestire (“local powers unable to cope”) la situazione attuale; per esperienza diretta concordiamo col la grave ma veritiera affermazione.

Il gruppo25aprile si concerterà immediatamente con le altre realtà associative aderenti alla campagna #Veneziamiofuturo per chiedere un incontro urgente al Governo italiano, al quale intendiamo presentare proposte concrete che nascono dalla conoscenza del territorio e dei suoi residenti e non da calcoli politici o economici di breve termine.

Nel festeggiare questa vittoria, la dedichiamo ad un grande giornalista che non c’è più:

tamtam - montanelli - Indro Montanelli (Agenzia: TAMTAM) (NomeArchivio: MONTA8vm.JPG)

tamtam – montanelli – Indro Montanelli (Agenzia: TAMTAM) (NomeArchivio: MONTA8vm.JPG)

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_patrimoni_dell%27umanit%C3%A0_in_Italia

 

#Veneziamiofuturo, pronti per il Redentore

Venezia, 2-16 luglio 2016

A San Polo e Cannaregio, sono tante e son di pregio,

 da San Marco a Santa Croce, si udirà una sola voce:

da Castello a Dorsoduro, è #Veneziamiofuturo !!!

infografica-venezia-35x50-web

Le nostre “vele” non sono state prodotte o stampate in serie: ogni “vela” è stata tagliata su misura e disegnata a mano con l’amore che nutriamo per la nostra città.

Our sails are homemade and made in Venice. Please feel free to follow the ongoing campaign by any of the following means:

Volete restare aggiornati sui risultati della campagna e contribuire ai passi successivi? Potete:

  1. seguirci via twitter: https://twitter.com/25aprileVenezia
  2. abbonarvi al nostro canale youtube, dove pubblicheremo anche le videointerviste: https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg
  3. abbonandovi a questo blog (per farlo è sufficiente comunicare un indirizzo email, in alto a destra subito dopo le “statistiche del blog”)
  4. partecipare alle discussioni interne nel gruppo facebook: https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/
  5. per gli aderenti al gruppo25aprile, le comunicazioni interne viaggiano anche via email con il nostro “diario di bordo”.

Venezia: 1.500 anni di libertà e democrazia, conquistate e poi difese a caro prezzo; sono doti a cui non intendiamo rinunciare proprio adesso che in gioco c’è il nostro #futuro come Civitas.

1 luglio 2016 Mappa700 - Copie #Venicemyfuture supports the UNESCO findings which are being discussed this week in Istanbul further to the Reactive Monitoring mission carried out from 13 to 18 October 2015.

#Venicemyfuture urges the UNESCO Committee meeting in Istanbul to do all what is in its powers in order to preserve the World Heritage site of Venice and its Lagoon.

 

Venice calling #UNESCO

Oggi 10 luglio, a Istanbul si apre la 40ema sessione annuale del Comitato UNESCO che si occupa dei siti patrimonio dell’umanità: la celebre lista che porta un enorme prestigio (e fatturato turistico) ma anche precise responsabilità, per gli Stati che ospitano tali siti e ne devono tutelare il valore universale eccezionale (OUV: Outstanding Universal Value, nel gergo UNESCO). Nel caso specifico di Venezia, giova ricordare che il sito comprende anche la sua Laguna, nella sua interezza.

Delle eventuali inadempienze degli enti locali rispondono gli Stati firmatari della Convenzione, che è stata ratificata dal Parlamento italiano con con legge del 6 aprile 1977, n. 184 ed è pertanto vincolante per lo Stato italiano in tutte le sue articolazioni territoriali – Comune compreso.

9 Julio 2016 viiAl momento di scattare questa foto, in alto a destra è apparsa una gabbianella mediterranea (e non un gabbiano reale, di quelli che ultimamente stanno diventando sempre più numerosi e arroganti nella ricerca del cibo).

Che sia di buon auspicio, perché a Venezia “piccolo è bello”. Vale per le navi, vale per le case (una Venezia con i grattacieli non sarebbe più Venezia) e vale anche per la pressione turistica che in certi periodi dell’anno sembra voler sfidare un  principio elementare della fisica: quello dell’impenetrabilità dei corpi, che vale anche per i nostri poveri vaporetti (“Se un corpo costituito da materia occupa uno spazio, questo spazio non può essere occupato da un altro corpo”).

La pressione turistica sulla città d’acqua è ormai tale che ci si chiede se il principio di cui sopra sia ignoto alle autorità comunali; in cambio – e per fortuna –  il problema non è sfuggito all’UNESCO: su questa pagina abbiamo già tradotto alcuni estratti del progetto di risoluzione che verrà discussa a Istanbul.

https://gruppo25aprile.org/2016/07/04/breaking-news-venezia-fra-i-siti-unesco-in-pericolo-nel-2017-le-motivazioni/

Al Comitato UNESCO formuliamo pertanto i più fervidi auguri di buon lavoro e sui lavori dell’UNESCO ritorneremo nei prossimi giorni, su questa pagina.

Fonti normative:

Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale dell’Umanità (Parigi 23 novembre 1972)

Articolo 6:

  1. Nel pieno rispetto della sovranità degli Stati sul cui territorio è situato il patrimonio culturale e naturale di cui agli articoli 1 e 2 e impregiudicati i diritti reali previsti dalla legislazione nazionale su detto patrimonio, gli Stati partecipi della presente Convenzione riconoscono che esso costituisce un patrimonio universale alla cui protezione l’intera comunità internazionale ha il dovere di cooperare.
  2. Conseguentemente, gli Stati partecipi della presente Convenzione, conformemente alle disposizioni della medesima, s’impegnano a prestare il proprio concorso all’identificazione, protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di cui ai paragrafi 2 e 4 dell’articolo 11..
  3. Ciascuno Stato partecipe alla presente Convenzione si impegna ad astenersi deliberatamente da ogni provvedimento atto a danneggiare direttamente o indirettamente il patrimonio culturale e naturale di cui agli articoli 1 e 2 e situato sul territorio di altri Stati partecipi della presente Convenzione.

http://whc.unesco.org/en/sessions/40com/

 

#Veneziamiofuturo si rivolge all’UNESCO

7 juillet lettera UNESCOVolete darci una mano? I modi sono tanti!

  1. Via twitter:

2) aderendo a una delle associazioni promotrici della campagna #Veneziamiofuturo:

http://www.masegni.org/

http://www.italianostravenezia.org/

http://www.fondoambiente.it/Chi-siamo/Index.aspx?q=delegazione-di-venezia

3) abbonandovi al nostro canale youtube:

https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

4) abbonandovi al nostro blog (per farlo è sufficiente comunicare un indirizzo email, in alto a destra subito dopo le “statistiche del blog”);

5) ma anche e soprattutto fabbricando la vostra “vela”: l’infografia aggiornata dei sestieri verrà presentata all’UNESCO e sarà il nostro messaggio più convincente perché l’iniziativa #Veneziamiofuturo, lanciata senza proclami pubblici e con il semplice passaparola, è aperta a tutti e raggiungerà il “picco di marea” il giorno del Redentore: sabato 16 luglio !!!

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

2 julio completa low resolution

#Veneziamiofuturo: the backstage

C’era un tempo in cui le nostre donne, da Caorle a Pellestrina e Chioggia passando per Burano e Castello, cucivano vele quando i mariti erano lontani. Mariti pescatori o marinai, che dovevano affrontare il mare e le tempeste. Le vele dovevano essere forti e robuste, per permettere ai mariti di ritornare a casa e abbracciare le famiglie. A volte erano anche colorate, per poterle riconoscere da lontano; è la metafora a cui ci siamo ispirati, nel lanciare l’operazione “ditelo coi nizioi”.. e a cucire o colorare le vele ci abbiamo messo anche i maschietti, portavoce compreso.

vele 1

Titolo: Sewing the Sail
Creatore: Joaquin Sorolla y Bastida
Data: 1896
Technique: Oil on canvas
Diritti: Fondazione Musei Civici di Venezia

vele 2

Titolo: “Ditelo coi nizioi: il mio futuro è Venezia”
Creatori: Gruppo25Aprile, Masegni & Nizioleti Onlus
Data: 27-30 giugno 2016

Foto: Anna Bolcato
Technique: operazione lanciata con il passaparola fra gli iscritti ai nostri due gruppi, senza proclami o annunci su facebook per non rovinare l’effetto sorpresa, anche se con questa scelta abbiamo rinunciato ad averne molte di più. Tutto a mano e tutto made in Venice, turni di lavoro con 10-12 persone a turno, tre laboratori dislocati a Castello, Dorsoduro e Mestre senza contare quelli delle scuole (9 fra licei e istituti superiori) che hanno lavorato in totale autonomia. Studenti e residenti uniti come non succedeva da anni per dire che il nostro futuro è qui, che Venezia merita anche un futuro e non solo quel glorioso passato che nessuno comunque potrà mai rubarci.

balcone

resiresi300 vele come queste, 700 metri di tela per adornare i nostri balconi e le nostre finestre. Adesso che la campagna è stata resa pubblica, il nostro appello alla cittadinanza è:

DITELO COI NIZIOI, E DITELO IN TANTI !!!

Tirate fuori le vecchie lenzuola, le tele o canovacci che dormono in soffitta, e ditelo fino al Redentore (16 luglio), data in cui aggiorneremo la nostra infografia georeferenziata:

2 julio completa low resolution

Un’iniziativa congiunta di: FAI, Gruppo25Aprile, Italia Nostra, Masegni & Nizioleti

Grafica: Alessandro Toso Fei

Portavoce: Marco Gasparinetti

 

 

 

Breaking News: #UNESCO, la stampa quotidiana conferma le nostre anticipazioni

5 luglio 16 Giorgia5 julio 16 Tantucci

#Veneziamiofuturo: Rassegna stampa

I) Rassegna stampa

Corriere 3 luglio 2016, articolo Elisa Lorenzini:

Corriere3luglio

Gazzettino 3 luglio, Giorgia Pradolin:

3 luglio GazzNuova Venezia 3 luglio, su due pagine, Manuela Pivato e Vera Mantengoli:

2-luglio-2017-nv

Gazzettino 4 luglio, Giorgia Pradolin:

4 luglio GazzettinoRepubblica 3 luglio, pagina nazionale:

3 luglio RepubblicaFrankfurter Allgemeine Zeitung, articolo Petra Reski:

http://www.faz.net/aktuell/reise/venedig-stirbt-am-tourismus-die-sache-mit-der-zwangsheirat-14348282.html#GEPC;s2

ANSA :

http://www.ansa.it/veneto/notizie/2016/07/02/flash-mob-per-difendere-futuro-venezia_41c815ca-0514-40b9-8160-38552003d850.html

Veneziatoday:

http://www.veneziatoday.it/cronaca/venezia-e-il-mio-futuro-residenti-flash-mob-striscioni-2-luglio-2016.html

Corriere online:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/cronaca/2016/2-luglio-2016/centinaia-lenzuola-finestre-venezia-mio-futuro-240629574285.shtml

il Fatto Quotidiano online:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/02/venezia-e-il-nostro-futuro-la-risposta-dei-cittadini-al-sindaco-brugnaro/2877058/

Gazzettino online:

http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/venezia_turismo_protesta_lenzuola_teli_fai-1832774.html

Nuova Venezia online :

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/07/02/news/venezia-ha-un-futuro-oltre-trecento-teli-colorati-esposti-in-tutto-il-centro-storico-1.13757344?ref=hfnvveea-1

Gente Veneta :

http://www.genteveneta.it/public/articolo_gvnews.php?id=3700

Italia Nostra :

http://www.italianostravenezia.org/2016/07/03/trecento-striscioni-per-il-futuro-di-venezia/

ytali. con il cliccatissimo reportage di vera Mantengoli (centinaia di condivisioni):

Venezia non diventi un villaggio turistico. Ultimatum dell’Unesco

“20minutos” (Spagna) con reportage di Esperanza Escribano:

Los venecianos intentan desmontar el parque temático en el que se ha convertido Venecia

..e anche:

‘Il mio futuro è Venezia’ invade la città

http://www.gazzettadiparma.it/news/italia-mondo/364354/-venezia-e-il-mio-futuro.htmlhttps://calledeipensieri.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=3747&action=edit

http://www.lasicilia.it/articolo/flash-mob-difendere-futuro-venezia

II) RASSEGNA VIDEO

Rete veneta :

https://www.youtube.com/watch?a=&v=80NqcjA4JFY&feature=youtu.be&app=desktop

TG3 del 2 luglio (edizione delle 19.30) reperibile sul sito RAI

e il nostro canale youtube, con i video girati dalle nostre barche:

 

Breaking News: Venezia, fra i siti UNESCO “in pericolo” nel 2017? Le motivazioni:

I passaggi più rilevanti del rapporto che verrà discusso dall’UNESCO a Istanbul, il 10 luglio, tradotti in italiano dal gruppo25aprile (traduzione non ufficiale: per l’UNESCO fanno fede soltanto le versioni originali inglese e francese, citate in calce).

NdR: la “missione” a cui si riferisce il testo è la missione ispettiva svoltasi nel mese di ottobre 2015.

  1. La missione ha espresso la sua preoccupazione in merito al traffico eccessivo e allo sfruttamento inappropriato delle risorse della Laguna, cosa che può contribuire al suo definitivo deterioramento, a meno che misure immediate non vengano prese dalle Autorità competenti.
  2. La missione ha notato che la relazione tra la capacità della città, il numero dei residenti e il numero dei turisti è completamente sbilanciato e causa un danno significativo, in particolare attraverso la conversione di residenze in appartamenti ad uso turistico. Si nota altresì una carenza di manutenzione degli immobili.
  3. La conclusione  è che la combinazione di grandi opere e trasformazioni già intervenute nella città storica, unitamente alle proposte di  significativi piani di sviluppo in Laguna, incluso lampliamento dellAeroporto, lo scavo di nuovi canali profondi per la navigazione, il nuovo terminale portuale aggiunto alla  trasformazione di edifici a scopo turistico (cambi destinazione d’uso) può causare danni irreversibili al “valore straordinario universale” (OUV: Outstanding Universal Value) del sito. Questo danno implicherebbe un serio deterioramento  del sistema eco culturale della Laguna e della unità e della coerenza architettonica della città, producendo una perdita definitiva della sua autenticità e integrità.
  4. Il sito ha bisogno di un immediato miglioramento degli strumenti di pianificazione disponibili attraverso la creazione di una strategia integrata per tutti gli sviluppi urbanistici in corso e pianificati .. e una strategia di turismo sostenibile. Tale approccio dovrebbe anche esssere fondato su uan visione condivisa fra le Autorità e i portatori di interesse (stakeholders).

“Si raccomanda pertanto allo Stato contraente (l’Italia) di attuare tutte le misure urgenti sottolineate nel rapporto di missione e di sottoporre alla Commissione del Patrimonio Mondiale un rapporto dettagliato sullo stato di conservazione entro il primo febbraio 2017 in modo tale che, nel caso in cui non siano stati realizzati miglioramenti sostanziali entro tale data, la Commissione valuterà l’iscrizione del sito (Venezia e la sua Laguna) nella Lista dei siti del Patrimonio dell’Umanità in Pericolo in occasione della sua 41a sessione nel 2017”.

Traduzione: Gildo Pomentale e Marco Gasparinetti.

La fonte che abbiamo tradotto è consultabile sul sito ufficiale dell’UNESCO:

http://whc.unesco.org/en/sessions/40COM/documents

Numero protocollo: WHC/16/40.COM/7B.Add pp.72-74

Versione francese: http://whc.unesco.org/archive/2016/whc16-40com-7BAdd-fr.pdf

Pagine citate: 72-75

UNESCO siège

Breaking News: Venezia, 6 mesi di tempo per non finire nella lista dei siti UNESCO “in pericolo”

In anteprima assoluta (traduzione italiana a cura del Gruppo25aprile), le conclusioni del rapporto che verrà discusso dall’UNESCO a Istanbul dal 10 al 20 luglio, per la parte che riguarda Venezia:

“It is therefore recommended that the State Party implement all urgent measures highlighted in the mission report and submit to the World Heritage Committee a detailed state of conservation report by 1 February 2017 in view, if no substantial progress is accomplished by the State Party until then, that the Committee consider inscribing the property on the List of the World Heritage in Danger at its 41st session in 2017”.

“Si raccomanda pertanto allo Stato contraente (l’Italia) di attuare tutte le misure urgenti sottolineate nel rapporto di missione e di sottoporre alla Commissione del Patrimonio Mondiale un rapporto dettagliato sullo stato di conservazione entro il primo febbraio 2017 in modo tale che, nel caso in cui non siano stati realizzati miglioramenti sostanziali entro tale data, la Commissione valuterà l’iscrizione del sito (Venezia e la sua Laguna) nella Lista dei siti del Patrimonio dell’Umanità in Pericolo in occasione della sua 41a sessione nel 2017”.

Fonte:

http://whc.unesco.org/fr/sessions/40COM/

Venezia nella lista dei siti in pericolo con Abu Mena e Aleppo?

6 mesi di tempo e misure concrete ADESSO, se vogliamo evitarlo..

Nella foto seguente: Aleppo (Siria) foto di archivio Repubblica. La foto è stata scelta per la sua forza simbolica e per la presenza dell’elemento acqueo; il senso delle proporzioni non ci fa difetto e nessuno di noi intende confrontare la tragedia siriana con i problemi veneziani, che sono ovviamente ben diversi.

3 luglio Aleppo

Galleria fotografica dei siti in pericolo:

http://www.repubblica.it/ambiente/2015/05/27/foto/siti_unesco_in_pericolo_ecco_i_46_luoghi_a_rischio-115365110/1/#4

2 luglio, si parte! #Veneziamiofuturo, il primo video

Su Twitter e Youtube, 25 aprile TV:

#Veneziamiofuturo #Venicemyfuture

logo

Conto alla rovescia: meno uno!

Un mese fa il Sindaco ha dichiarato: “il futuro del Comune di Venezia è Mestre, dove c’è la gente che vive”? Noi che in questa città unica al mondo abbiamo la fortuna e la tenacia di vivere ancora, o coltiviamo il sogno di poterci ritornare, o semplicemente la amiamo, intendiamo affermare la comune volontà di garantire a #Venezia un #Futuro come città compiuta con residenti e mestieri che non siano soltanto quelli legati alla monocultura turistica.

Lo è stata per secoli, e le chiavi della città ci sono state date in prestito per essere restituite alle generazioni future, non per essere consegnate alla speculazione immobiliare. Venezia ha ancora il potenziale per essere una città a misura d’uomo, a misura di donna e di bambini; le nostre storie personali lo dimostrano e insieme vogliamo affermare il nostro “diritto alla città”.

#Veneziamiofuturo #Venicemyfuture

Il nostro appello alla cittadinanza e a chiunque condivida il senso di queste poche righe è:

A luglio, ditelo coi nizioi!

Avete delle lenzuola in casa? Preparatevi ad usarle per una buona causa. L’iniziativa verrà presentata il 2 luglio, 2016, alle 2 del pomeriggio con una conferenza stampa di:

FAI, Gruppo25Aprile, Italia Nostra, Masegni & Nizioleti Onlus, l’AltraVenezia

Per chi è già in ferie o comunque si trova lontano da Venezia, ci sarà un canale youtube “dedicato” a partire dalle prime ore del mattino:

https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

26 giugno 2016

Costituzione italiana, articolo 21:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Il portavoce dell’iniziativa:

Marco Gasparinetti

tel. 345/345.9663

25aprile2015@gmail.com

Conto alla rovescia: meno due!

24giugno MC

Un’inizativa congiunta di:

FAI, Gruppo25Aprile, Italia Nostra, Masegni & Nizioleti Onlus, l’AltraVenezia

Conto alla rovescia: meno tre..

CorteAmaltea22junioil 2 luglio 2016 in “prime time” collegatevi con:

https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

il canale “dedicato” che verrà inaugurato fra tre giorni esatti!

Per chi non volesse aspettare la sera del 2 luglio, potete anche

  1. sintonizzarvi su twitter:

2) interagire nel gruppo facebook:

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

..ed eventualmente aderire al pranzo di lavoro seguito da conferenza stampa, che stiamo organizzando per sabato.

A vele spiegate,

Il portavoce

 

 

Il gufo di Ca’ Farsetti e le bricole della tangenziale di Mestre

Etciù etciù: “Il futuro di questo Comune non è Venezia, è Mestre, dove c’è la gente che vive”.

Chi l’ha detto? Sicuramente qualcuno che non ama Venezia e non nutre speranze o progetti per il suo futuro. Sicuramente non qualcuno che è stato eletto a una carica pubblica per dare un futuro a Venezia, con il voto di molti veneziani. Se cosi fosse, Marin Starnudo suggerirebbe per lui una collocazione adeguata: fra le due colonne di San Marco e San Todaro, dove venivano giustiziati i traditori dello Stato.

P1000054Etciù etciù, credevamo a un colpo di sole ma se i quotidiani in edicola ieri riportavano quella frase fra virgolette, qualcuno l’avrà ben pronunciata, alla faccia di chi a Venezia ci vive e intende continuare a viverci.

Fonti attendibili riferiscono che a pronunciarla sia stato un autorevole inquilino di Ca’ Farsetti (forse scambiata per “casa delle farse”) nell’inedito ruolo del gufo con fascia tricolore. La farsa raggiunge il suo culmine se si considera che il medesimo personaggio rivendica per sè le competenze del Magistrato alle Acque di Venezia in materia di bricole e polizia lagunare.

Nel caso in cui la circostanza risultasse vera, Marin Starnudo è in grado di anticiparvi le prossime mosse dell’usurpatore che si fregia del titolo di “sindaco di Venezia”:

  1. Le bricole che attualmente necessitano di manutenzione verranno prontamente trasferite sulla tangenziale di Mestre come elemento decorativo;
  2. Le bricole in buono stato verranno tresferite nella sua villa di Mogliano Veneto (TV) per allietare la prossima festa di compleanno.
  3. la polizia lagunare verrà prontamente trasferita a Mestre in Piazza Barche, da dove pattuglierà il traffico acqueo in quel che resta del Marzenego.

bricoleMarin Starnudo

In memoria del N.H. Alvise Zorzi, decano degli storici veneziani

«Stava ritto tutto armato a prua della sua galera, con davanti lo stendardo di san Marco, ordinando a gran voce ai marinai di portarlo prestamente a terra, o li avrebbe puniti a dovere; sicché quelli approdarono subito, e sbarcarono con lo stendardo. Tutti i veneziani seguirono il suo esempio: quelli che stavano nei trasporti dei cavalli uscirono all’aperto, e quelli delle navi grandi salirono sulle barche e presero terra come meglio poterono » (Geoffroi de Villehardouin).

Sono le parole con cui viene ricordato il Doge Enrico Dandolo già novantenne alle porte di Costantinopoli; rispettosamente vorremmo dedicarle al N.H. Alvise Zorzi (Venezia 10 luglio 1922 – Roma 14 maggio 2016) che già novantaduenne seppe mobilitare la città contro lo scavo del Contorta, nelle calde giornate dell’agosto 2014, in un momento in cui la città era priva di Sindaco e toccava a noi tutti il compito di portare lo stendardo vilipeso dallo scandalo del MoSe mentre la Laguna di Venezia era minacciata da un progetto di scavo devastante.

Aderisco con entusiasmo all’appello che spero possa salvare dalla cecità dei politici la nostra Laguna – scrisse il 19 agosto 2014.

“Con entusiasmo” impugnò lo stendardo indicando la strada che ci avrebbe portato alla vittoria, e aveva già 92 anni. Altri seguirono il suo esempio, vincendo pavidità e convenienze, calcoli di opportunità e reticenze. Che la sua lezione possa essere di esempio per tutti coloro che dicono di amare Venezia.

R.I.P. Alvise Zorzi, nobile di cuore e di lignaggio

AviseZorzialvise zorzi.it

30 maggio: il Magistrato alle Acque incontra la cittadinanza

C’è chi ne rivendica le competenze e chi già ne rimpiange la terzietà, la serietà e le competenze che andrebbero cosí disperse. C’è chi ancora non ha dimenticato lo scandalo che ne ha intaccato l’immagine a causa di un servitore infedele ma ne valuta l’operato attuale sulla base dei fatti concreti e c’è chi pensa che averne cambiato il nome (da Magistrato a Provveditore) sia sufficiente per voltare pagina.

C’è chi dietro le quinte ne auspica lo smantellamento e chi alla luce del sole rivendica il ruolo indispensabile di una Istituzione unica al mondo in una città unica al mondo, che i nostri avi hanno creato e preservato nei secoli allo scopo di tutelare la Laguna e i suoi fragili equilibri al di là delle contingenze politiche del momento, tanto da chiamarla ancora con il suo nome storico: Magistrato alle Acque.

Noi siamo fra questi e al Provveditore in carica abbiamo chiesto di incontrare la cittadinanza. Appuntamento il 30 maggio alle 18, alla Scoletta dei Calegheri (campo San Tomà, Venezia):

Layout 1

La vignetta del giorno: sparse le #tresse..

Adelchi, Atto IV° (credits: Alessandro Manzoni).

La Laguna Ermengarda ripudiata dal Sindaco Carlo:

Dante

Da stasera anche su Twitter:

Versione originale:

Sparsa le trecce morbide sull’affannoso petto,

Lenta le palme, e rorida di morte il bianco aspetto,

Giace la pia, col tremolo sguardo cercando il ciel.

 

 

Etciù etciù: la democrazia al macello delle Tresse

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo nono.

Venezia, 28 aprile 2016

Tradizione e regolamento comunale vogliono che gli ordini del giorno del Consiglio comunale siano resi noto in anticipo, per permettere ai consiglieri comunali di studiare la materia e alla cittadinanza di essere presente per i punti di maggiore interesse, giusto? Sbagliato! Con pesce d’aprile in ritardo (era il 28 aprile) possono anche piovere dal cielo due mozioni, una sullo scavo delle Tresse (!) e l’altra sui superpoteri da conferire al Sindaco. Marin Starnudo si soffermerà sulla prima, che qui pubblichiamo in anteprima assoluta:

28aprile2016

Analizziamo i “considerati” e il deliberato, presentati direttamente in seduta (per evitare la presenza dei cittadini in aula?) senza alcuna discussione preliminare, perché sono pezzi inauditi di macelleria costituzionale e istituzionale. Da essi apprendiamo che:

  1. “con il voto delle ultime elezioni amministrative è stato chiaro il mandato dei cittadini a favore del progetto Tresse-Vittorio Emanuele”. Come, non ve ne eravate accorti? In effetti, nessuno di noi se ne era accorto ma sulla scheda elettorale del 2015 NON c’erano i simboli dei partiti e della lista Brugnaro, e nemmeno i nomi dei candidati al Consiglio comunale (che vengono eletti senza vincolo di mandato, occorre ricordarlo?) ma una cartografia del nuovo canale che sventrerà l’isola delle Tresse. Per inciso, l’idea di far passare quel canale all’interno dell’isola tagliandola in due è POSTERIORE alle elezioni: fino a quel momento il Sindaco GARANTIVA e spergiurava che il canale c’era già: il Vittorio Emanuele, e che NON c’era bisogno di scavare. Parole sue.
  2. al Governo si chiede di intervenire perché venga realizzato “il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Equivoco numero due: quelle del 2015 NON erano elezioni, bensì un REFERENDUM sullo scavo di un canale che fino ad allora era stato escluso, dal candidato Sindaco in persona. Mannaggia, se l’avessimo saputo saremmo andati a votare in massa! Peccato che alle elezioni amministrative del 2015, per la prima volta nella storia di Venezia, abbia votato meno del 50% degli aventi diritto.. e che l’unico candidato Sindaco ad avere apertamente sposato la causa delle Grandi Navi al primo turno si fosse fermato al 28% dei voti pari ad un sesto del corpo elettorale, raccogliendo il voto di 34.805 cittadini su 211.000 aventi diritto. “Il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Quanti di quelli che hanno votato Brugnaro (la minoranza del corpo elettorale, come abbiamo visto) sapevano di questo progetto, che oltretutto è stato stravolto DOPO le elezioni? Quale sparuta minoranza della minoranza era al corrente del progetto VERO? Vogliamo fare un sondaggio, per appurarlo?

Etciù, etciù: la prossima volta che ci chiedete di andare a votare, di grazia diteci in anticipo se si tratta di elezioni o di referendum, e su cosa stiamo votando. Chiediamo troppo?

Se era un referendum a sorpresa, si può dire che è fallito per mancanza di quorum (vista l’affluenza alle urne). Se invece erano elezioni (quelle del 2015) ne rispettiamo il risultato e allora ripassiamoci pure l’ABC della democrazia rappresentativa:

Che qualunque politicante da strapazzo, generalmente residente in terraferma e magari anche in altra Provincia, possa pretendere di parlare a nome dei “cittadini veneziani” fa parte delle regole del gioco della politica; che ad arrogarsi quel diritto sia un Consiglio comunale che a colpi di maggioranza e di forzature semantiche attribuisce ai cittadini veneziani la scelta di uno scavo che prevede lo sventramento di un’isola, di cui mai si era parlato in campagna elettorale, non è più questione politica ma una caricatura grottesca, che va denunciata come tale.

Quella scelta politica l’ha fatta la maggioranza consiliare? Benissimo, è la differenza fra democrazia rappresentativa e democrazia diretta; il Consiglio comunale a maggioranza sta esercitando la prima, e non la seconda. Se ne assuma la responsabilità senza giochini puerili (“il progetto scelto dai cittadini veneziani”) che servono solo a gettare fumo negli occhi di chi dovrà compiere le scelte definitive, nelle sedi istituzionali a ciò deputate e con tutte le garanzie che la Legge prevede a tutela della Laguna di Venezia.

Un pesce d’aprile permanente: la Giunta dei “30.000”

A Luigi Brugnaro potremmo perdonare tutto o quasi tutto se avesse mantenuto una soltanto delle sue promesse elettorali: quella in favore della residenzialità a Venezia. Non che avessimo creduto al suo slogan dei “30.000 nuovi residenti”, ma un’inversione di tendenza almeno la avremmo gradita o come minimo ci saremmo aspettati che nel primo anno di mandato venissero gettate le basi per un’inversione di tendenza, in una città dove questa è la priorità assoluta e in assenza di correttivi il “mercato” si incaricherà di espellere gli ultimi residenti per fare spazio ad un unico, enorme e abnorme “albergo diffuso”. Prima di fare commenti sugli atti concreti di questa Giunta, diamo allora un’occhiata ai numeri dei due contatori, entrambi collegati con l’anagrafe comunale:

  1. il contatore della farmacia Morelli (San Bortolo, la prima foto) segna 55.415 residenti; nove mesi fa erano 56.072, saldo negativo 657. Con involontario senso dell’umorismo o  consapevole gesto scaramantico, il farmacista ha affiancato allo storico contatore due confezioni di “lozione anticaduta” (per i capelli di Brugnaro o per gli abitanti in caduta libera?) offerto a prezzo scontato: il “tricosafe” è compreso nel prezzo come da foto, approfittatene.
  2. il nuovo contatore meritoriamente installato (da Venessia.com) sei giorni fa, in Strada Nuova, riprende invece il criterio che da due anni utilizziamo come Gruppo25aprile (il link figura da sempre in alto a destra sulla nostra pagina) e comprende anche i residenti nelle isole; anch’esso collegato all’anagrafe comunale, corrisponde alla somma dei residenti nelle due Municipalità d’acqua (Venezia insulare e Venezia litorale). Andiamo a vedere cosa dice? Venerdì 25 marzo, giorno di inaugurazione, segnava 83.755 residenti; ci siamo ricollegati oggi con l’anagrafe comunale e il totale delle due Municipalità è già sceso a 83.721 che corrisponde ad altri 34 residenti persi negli ultimi sei giorni. Di questo passo non basterà neanche la lozione anticaduta della farmacia Morelli: nove mesi fa erano 84.738, saldo negativo dell’era Brugnaro 1.017 abitanti e questo dato è ancora più preoccupante perché le isole finora avevano “tenuto”. Il contatore della seconda foto è a sua volta affiancato ad un prodotto da banco che suona come metafora: un fondotinta, perfetto per mascherare (ma per quanto tempo ancora?) l’inconsistenza totale della Giunta Brugnaro e delle sue promesse elettorali.Contatore1Contatore2A Luigi Brugnaro non faremo “pesci d’aprile” domani, per un motivo molto semplice: in città abbiamo già un pesce d’aprile permanente, ed è la Giunta che ci amministra. Una Giunta che finora si è dedicata soltanto alla sua immagine, o per meglio dire a quella di un Sindaco che soffoca qualsiasi idea che non sia funzionale a soddisfare la sua vanità personale, unica molla e unico parametro di giudizio, con i consiglieri comunali ridotti al ruolo di valletti.
  3. Una Giunta che come primissima delibera del Consiglio comunale (presentata come delibera “urgente”!) ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso (da residenziale a turistico) di tre appartamenti in zona centralissima, proprietà di una consigliera comunale della maggioranza che ha direttamente beneficiato della plusvalenza.. ma si era guardata bene dal dirlo: lo abbiamo rivelato noi su questa pagina, poi ripresa dai quotidiani. In quell’occasione, messi in difficoltà dalla stampa quotidiana, giurarono e spergiurarono che sarebbe stato l’ultimo e che alla prima occasione avrebbero fatto ordine nel settore dei cambi d’uso.
  4. Un’occasione per riscattarsi l’hanno avuta due settimane fa, e l’hanno malamente sprecata: bocciando la mozione sulla residenzialità che in commissione consiliare aveva raccolto consensi trasversali, ma una volta approdata in aula è stata misteriosamente sabotata per ordini superiori. Moriremo di cambi di destinazione d’uso, come città? Forse, ma prima di morire come città abbiamo il diritto di togliere la maschera a chi aveva ingannato gli elettori. Per coprirne le crepe non basta il capo di gabinetto che di cognome fa Ceron e non basta più nemmeno il cerone dei finti “tavoli di consultazione”: la storia dei cambi di destinazione d’uso ha aperto gli occhi anche agli ultimi illusi.

18marzo2016

Da parte nostra, intendiamo ritornare sulle proposte che abbiamo presentato per affrontare in modo organico il problema, pronti a migliorarle con il contributo di tutti, ferma restando (lo diciamo da un anno) la necessità di un blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso per permettere alle altre misure di non arrivare (se mai arriveranno) quando ormai è troppo tardi:

https://gruppo25aprile.org/?s=nostre+proposte+casa

NB la primissima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta Brugnaro qual’era stata? Ricordiamolo, tanto per rinfrescarci la memoria e capire che nulla è cambiato, dopo tante vuote promesse di cambiamento:

https://gruppo25aprile.org/?s=immaginiamo+che

Un’ultima annotazione: per giustificare certe capriole, il capogruppo della lista Brugnaro si è pubblicamente lamentato che le opposizioni in consiglio comunale presentano “troppe mozioni”. Gli hanno risposto Davide Scano per il M5S (con le dichiarazioni alla stampa qui riportate, articolo Nuova Venezia del 19 marzo) e il capogruppo PD Andrea Ferrazzi con una lettera che riproduciamo anche noi, perché ognuno possa farsi un’idea degli specchi su cui i consiglieri “fucsia” si arrampicano, a rischio di cadere.

Ferrazzi1Ferrazzi2

Dicono di noi.. rassegna stampa gennaio-marzo 2016

Rassegna stampa “ragionata”: gli articoli che parlano delle nostre attività sono stati raggruppati per argomento e seguendo l’ordine cronologico, all’interno di ogni area tematica. Un grazie a (in ordine di apparizione): Gazzettino, Corriere e Nuova Venezia, titolari del copyright per le immagini qui pubblicate.

  1. L’emergenza bricole:

11febbraio2016

13feb2016-corriere16febbraio16corriereBRI 26marzo16 NVBRI 26marzo16 corriere

2. La delibera sulla “valorizzazione” dell’isola di Sant’Andrea, cominciando con il video di Loredana Spadon:

24jan16 NV231gen16-corriere131gen16-nv

3. il nostro caro Sindaco:

BRU 15Jan16 CorseraBRU 12marzo16 corriereBRU 19marzo16 Twitter4. La città metropolitana:

CM 26febbraio2016La rassegna stampa precedente (manca il mese di dicembre, rimedieremo appena possibile):

https://gruppo25aprile.org/2015/11/22/rassegna-stampa/

Emergenza #Bricole: la risposta del Provveditore

Breaking News:

il Gruppo25aprile esprime apprezzamento per la risposta precisa e circostanziata del Provveditore (ex Magistrato alle Acque) ing. Roberto Daniele, che qui pubblichiamo per conoscenza di tutte le associazioni firmatarie della diffida inviata il 15 febbraio per sollecitare il Provveditore e il Ministro Delrio ad affrontare l’emergenza #Bricole. In calce alla risposta, ripubblichiamo anche il testo della diffida in  modo da poter confrontare le nostre richieste con le risposte ricevute.

Per la parte di sua competenza, il Provveditore si è fatto carico degli interventi che avevamo chiesto e, in particolare, della mappatura (cartografia) che sarà accessibile al pubblico a partire dall’8 aprile e rappresenta un passaggio cruciale per poter decidere con cognizione di causa gli stanziamenti e gli interventi successivi.

Alla luce della risposta ricevuta, il Gruppo25aprile sta consultando le altre realtà associative e si riserva di intraprendere iniziative ulteriori nei confronti del Ministro da cui il Provveditore dipende per il reperimento dei fondi necessari, al fine di scongiurare la prospettiva indicata nella parte finale della risposta (interdizione della navigazione in alcuni canali lagunari).

Provveditore1Provveditore2Pro-memoria: il testo della diffida inviata in data 15 febbraio 2016

DIFFIDA

Oggetto: sicurezza della navigazione e incolumità delle persone nella Laguna di Venezia

A: On.le Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Roma) e

Ing. Roberto Daniele, Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (Venezia)

Venezia, 15 febbraio 2016

PREMESSA

  1. Considerato che, per i canali di sua competenza, il Provveditorato destinatario della presente Diffida risulta allo stato attuale responsabile per la manutenzione della segnaletica presente nella Laguna di Venezia, in virtù dell’art. 8 del Decreto Ministeriale 4 Agosto 2014 n. 346 che, nell’abolire il Magistrato alle Acque di Venezia, ha trasferito le relative funzioni al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia;
  2. Considerato che detto Provveditorato è organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal quale dipende in via gerarchica e per lo stanziamento delle risorse necessarie all’adempimento delle sue funzioni e degli obblighi di Legge che ad esso fanno capo;
  3. Considerato che il medesimo decreto di cui al punto 1 demanda a un D.P.C.M. da adottare entro il 31 marzo 2015, l’individuazione delle funzioni già esercitate dal citato Magistrato alle acque da trasferire alla Città metropolitana di Venezia e delle risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla detta Città metropolitana in relazione alle funzioni trasferite;
  4. Considerato che il D.P.C.M. non risulta essere stato adottato, e che tali funzioni rimangono pertanto in capo al Provveditorato qui individuato, con tutte le conseguenze che ne derivano in materia di responsabilità civile e penale;
  5. Considerato che lo stato di manutenzione della segnaletica lagunare, ed in particolare dei suoi elementi denominati “bricole”, ha raggiunto un livello di criticità tale da essere ormai da mesi oggetto di denunce degli organi di stampa, di singoli cittadini e associazioni;
  6. Considerato che la situazione di pericolo venutasi a creare per mancanza di manutenzione rappresenta un rischio immediato per l’incolumità delle persone e dei natanti circolanti nella Laguna di Venezia;
  7. Considerato che tale situazione di rischio è stata riconosciuta anche nell’allegata lettera del 5 febbraio 2016, con cui il Prefetto di Venezia meritoriamente dà conto delle misure emergenziali adottate “in attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio”,

PQM

Gli scriventi

D I F F I D A N O

  1. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti On.le Graziano Delrio a dare immediate istruzioni al suo dicastero al fine di quantificare, reperire e stanziare in apposito capitolo di bilancio le risorse necessarie da un lato all’eliminazione dei monconi di bricola che allo stato attuale rappresentano un pericolo di danno immediato e irreparabile alle persone e, dall’altro, alla sostituzione immediata di tutte quelle bricole la cui presenza in Laguna non sia da ritenersi puramente decorativa ma funzionale alla sicurezza della navigazione, tenendo anche presente che a parere di molti esperti di Laguna alcune centinaia di bricole sono state installate anche nei canali delimitati da barene naturali semplicemente perché le risorse disponibili in passato erano sovrabbondanti rispetto alle reali necessità; in tal senso, un riordino complessivo della materia risponderebbe anche a criteri di efficienza della pubblica amministrazione e contenimento della spesa pubblica per il futuro;
  2. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a predisporre (laddove non esistente o incompleta) e rendere pubblica, con riserva degli scriventi di formulare apposita istanza di accesso agli atti, una mappatura che identifichi con chiarezza le bricole esistenti, quelle mancanti e quelle ammalorate, distinguendo fra quelle che vengono ritenute necessarie, e pertanto da sostituire, e quelle da rimuovere definitivamente al fine di rimuovere la situazione di pericolo sopra descritta;
  3. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a dare notizia alle scriventi associazioni e comitati, di concerto con il Prefetto di Venezia Dott. Domenico Cuttaia, delle iniziative intraprese entro e non oltre il 21 marzo 2016, in considerazione del fatto che con l’arrivo della primavera il numero di imbarcazioni circolanti in Laguna è destinato a moltiplicarsi e con esso le situazioni di rischio qui rappresentate, fermo restando che le scriventi associazioni e Comitati lo ritengono fin d’ora responsabile sul piano civile (responsabilità aquiliana) dei danni subiti da cose o persone e daranno indicazioni in tal senso ai loro iscritti e associati, e ai legali che li rappresentano.

Con riserva di valutare le implicazioni che da un’eventuale inerzia delle Amministrazioni competenti, destinatarie della presente diffida, potrebbero derivare sul piano penale, porgono distinti saluti

Firmato: Marco Gasparinetti, in nome e per conto di:

Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Gruppo25Aprile

Venessia.com

Legapesca veneto

Associazione cavanisti di Mira

Associazione Ambiente e caccia

Associazione cavanisti 88

Associazione gruppo emergenza Burano

Associazione Slow Lagoon Chioggia

Federcaccia Cavallino-Treporti

Associazione cavanisti 75

Associazione l’Altra Venezia

Punti di contatto per i rapporti con le Istituzioni:

mircobodi@gmail.com per il Gruppo Diportisti Laguna Veneta

marco.gasparinetti@ec.europa.eu per il Gruppo25Aprile

Turisti tremate le Skorpion son tornate

I diarii di Marin Starnudo, capitolo Decimo Settimo.

Le croniche del 9 aprile 17 offrono spunti talmente gustosi che Marin Starnudo non ha saputo resistere e ve ne propone una sintesi basata, come sempre, su fatti e notizie reali.

La stampa locale oggi in edicola narra della creazione di una “polizia turistica”, utile paravento per coprire il “nulla assoluto” prodotto da questa amministrazione comunale nei primi 20 mesi e così occultare l’ennesimo rinvio delle misure concrete che erano state annunciate all’UNESCO per gennaio e poi per i primi di aprile – ma adesso si dice che arriveranno “entro il 30 aprile”:

9 aprile 17

..il tutto condito dal bando per l’assunzione di 70 vigili urbani con requisiti fisici tali da far impallidire le teste di cuoio o altre Forze Speciali (per rincorrere i turisti in bermuda?) abbinati all’inedito obbligo di girare armati di pistole calibro 9, modello Skorpion Evo S1, in arrivo dalla Repubblica ceca. Una Beretta non bastava? No, quando tutto si gioca sulla comunicazione e l’immagine (spese di comunicazione e cerimoniale del Sindaco: triplicate, rispetto all’anno precedente) e una “Skorpion” incute timore già dal nome, oltre che per le sue caratteristiche tecniche:

https://www.all4shooters.com/it/Tiro/pistole/CZ-Scorpion-Evo-S1-Pistola/

http://www.armeriamancini.com/armi-da-fuoco-c-156/pistole-e-revolver-c-156_157/pistola-cz-scorpion-evo3s1-cal-9-x-21-p-1612.html

Turisti tremate, le Skorpion son tornate, anche se in versione evoluta (“evo” come evolution, ma non è un barchino della Brube): queste pistole-mitragliette ci riportano ai tempi della guerrra fredda (i cecoslovacchi ne erano molto orgogliosi, negli anni 50) e agli anni di piombo (facevano purtroppo parte dell’arsenale delle Brigate rosse) ma per evitare che qualcuno possa farsi male sparandosi inavvertitamente su un piede, tempestivamente è arrivata la precisazione del Comandante in capo della Polizia Municipale:

9 aprile 17 - Copie

Marin Starnudo è in grado di anticipare le prossime dichiarazioni del Comandante Supremo, quando si accorgerà che a causa di un refuso (datato primo aprile) i requisiti draconiani del bando si applicano retroattivamente anche a Lui:

9 aprile 17

Post Scriptum a richiesta del Comandante in persona:

9 aprile

 

Brugnarologia, capitolo primo

Premessa: per “brugnarologia” si intende la Scienza volta a decriptare i messaggi in codice che il sindaco provvisorio di Venezia Luigi Brugnaro affida a Twitter per comunicare con il resto del Mondo dal Brasile, ove si trova per la seconda settimana consecutiva.

Capitolo primo: “TANTA ROBA”.

Testuali parole brugnariane: “Serenissima, unita è tanta roba!”

Esegesi, prima ipotesi:

Da Uomo di Cultura qual è (tanto da avere trattenuto per sè la delega alla Cultura) il Sindaco di Venezia voleva ammonire il Presidente della regione Veneto sui Valori che contano, ispirandosi non già alla versione riduttiva del celebre libro di Gian Antonio Stella (“Schei”) ma alla novella del Verga che della tanta “roba” da accumulare aveva dato un’accezione più ampia e pregnante:

roba2

Esegesi, seconda ipotesi:

Considerato che il sindaco di Venezia non vive a Venezia ma a Mogliano veneto, e che nel suo tweet ha voluto taggare Luca Zaia (come mai?) il “tanta roba” era un messaggio in codice con cui intendeva dargli appuntamento all’osteria omonima, che è per l’appunto situata nel territorio comunale di Mogliano come da foto sottostante:

“Luca speta che rivo e te spiego mi, se vedemo al Tanta Roba”.

roba1

Post scriptum: del nome prescelto per il luogo dell’incontro ci sfugge la natura pleonastica: “ENO-osteria”, come se i veneti in osteria ci andassero per bere acqua.. “osteria” non bastava? Errore! Anche in questo la Scienza esatta della brugnarologia corre in soccorso agli stolti e agli scettici, perché se è “Tanta Roba” significa che là si beve tanto ma proprio tanto, e questo giustifica l’uso del rafforzativo “eno” utilizzato come prefisso davanti al suffisso “osteria”.

Prosit e appuntamento alla prossiam puntata.

Marzo 17: croniche di un Podestà e del suo fondo di solidarietà

Narrano le croniche del XXI° secolo di un Podestà talmente ricco da “rinunciare allo stipendio” per devolverlo ad un “fondo di solidarietà” (risparmio per il contribuente: zero ducati, dato che quei soldi venivano comunque prelevati dalle casse comunali) e narrano anche che il fondo fosse talmente profondo da non poterne scorgere alcuna attività in favore dei più demuniti o dei diseredati, dei mendicanti o dei “senza più tetto” che (al ritmo di 6 sfratti esecutivi al giorno) venivano  messi sulla strada dalla forza pubblica nel ridente Comune da lui amministrato.

Narrano i giornali quotidiani dell’epoca che il medesimo Podestà si prodigava in sforzi sovrumani per il bene comune, tanto da lavorare “18 ore al giorno” (le fonti agiografiche oscillano fra le 16 e le 18 ore diurne, a seconda delle dichiarazioni rese di volta in volta dall’interessato) senza altra ricompensa che non fosse la gratitudine dei sudditi, unita alla possibilità di piazzare tutta la sua corte ai vertici dell’amministrazione comunale e delle società partecipate, a spese del contribuente, per un importo complessivo di gran lunga superiore allo stipendio cui aveva graziosamente rinunciato – e non parleremo qui del fatto che la sua corte si trovava così a prendere decisioni cruciali per le molteplici attività economiche del Podestà che era anche Mercante.

Le croniche del mese di marzo narrano anche di un Consiglio comunale che non si riuniva più dal 23 febbraio, a causa dei troppi impegni del Podestà partito in vacanza in Brasile, con il risultato che alla seduta convocata per il dì 30 marzo alle ore tre pomeridiane (ore 15, in volgo anglosassone) risultavano la bellezza di 83 punti all’ordine del giorno, senza contare una selva di interrogazioni rimaste ahinoi senza risposta nonostante fossero da tempo scaduti i termini:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=cal_e_464+Venezia%2C+27+marzo+2017

Per ricostruire i molteplici impegni del Podestà in quel mese di marzo, gli esegeti contemporanei possono fortunatamente ricorrere a moderne diavolerie chiamate “twitter” e “facebook”, di cui il Podestà e la sua corte erano particolarmente ghiotti. Quella che segue è una ricostruzione assolutamente parziale, il cui unico scopo è dar conto della soverchiante mole di lavoro affrontata da  colui che simultaneamente reggeva le sorti del Comune di Venezia e della Città Metropolitana di Venezia.

Dal 2 al 5 marzo: reduce dalle fatiche del carnevale appena concluso, il Podestà dimostra al Popolo e ai rosiconi che nulla può fiaccare la sua resistenza fisica, affrontando un periglioso viaggio nella località sciistica denominata Kreuzbergpass:

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6-7 marzo: trasferta a Bruxelles per pronunciare un memorabile discorso di ben tre minuti al summit di “Eurocities”.

8 marzo: nessun segno tangibile della sua Divina presenza, ma nessuno di noi dubita della sua presenza in Città.

9 marzo: conferenza di presentazione del futuro sviluppo alberghiero dell’idroscalo delle Vignole, alla Borsa di Milano.

10 marzo, realizzazione di video promozionale con Red Ronnie.

11 e 12 marzo (sabato e domenica): ritiro spirituale nel villone di Mogliano (TV).

Dal 13 al 17 marzo: Colui che in quei giorni ci ha finalmente onorati della sua presenza lascerà ai posteri alcune pietre miliari quali: presenza al Premio Mestre di Pittura (13/3), conferenza stampa (14/3) e videointervista allo Schitto (15/3). Delibere di Giunta, progetti di delibera o altri segni tangibili di attività di governo: non pervenuti a questa redazione, ne chiediamo venia. In cambio abbiamo preso nota del suo pubblico impegno di creare un “blind trust”, che suona come primissima ammissione del rischio di confusione fra interessi pubblici e privati, finora negato ma ampiamente documentato dagli aneddoti pubblicati nelle “croniche” precedenti.

Blind Trust2.jpg

18 marzo: in trasferta a Mira per lanciare la campagna elettorale di una candidata Sindaca “amica”.

19 marzo: partenza per il Brasile, dove il novello Eroe dei Due Mondi coltiva cospicui interessi economici. Rientrerà in tempo per il Consiglio comunale del 30 marzo ??? Un Consiglio comunale che non si riunisce dal 23 febbraio..

Marin Starnudo non giudica, racconta e basta. Ai suo lettori lascia il giudizio sulla opportunità di percepire uno stipendio per un mese così trascorso: e difatti non verrà percepito dall’interessato, ma allora dov’è la liberalità? Nel fatto di poter dire “lavoro gratis, quindi faccio quel che mi pare?” Per le casse comunali, quello stipendio ci costa comunque come se il beneficiario lo percepisse, a meno che quella del fondo di solidarietà non sia una simpatica bufala. Se quel fondo esiste, chi lo gestisce e con quali criteri? Rispondere alla domanda permetterebbe di dissipare il dubbio.

Riassumendo: se l’importo corrispondente a tale stipendio (decurtato dalle imposte, che a quanto pare sono comunque dovute?) viene versato ad un fondo di solidarietà (e non solo “accantonato” da qualche parte, nelle pieghe del bilancio) a Marin Starnudo parrebbe cosa buona e giusta, e altrettanto giusto sarebbe conoscerne l’ammontare complessivo attuale e la destinazione finale (dato che comunque si tratta di soldi usciti dalle casse comunali).”Blind trust” anche per quello, e in tal caso chi lo amministra?

Siamo certi che, al suo ritorno dal Brasile, il Podestà vorrà pubblicamente soddisfare questa piccola curiosità, se non altro per corroborare le affermazioni rese in passato e la fama di Mecenate illuminato, prodigo e disinteressato che si è accuratamente cucito addosso: tanto accuratamente che nessuno ne dubita, ad eccezione di pochi scettici che sarà facile tacitare rendendo pubbliche le informazioni qui richieste.

Marin Starnudo, 28 marzo 17

Marin Starnudo è il nome d’arte collettivo di uno dei nostri gruppi tematici: quello sulla trasparenza amministrativa, che cerchiamo di affrontare in modo ironico, per non risultare eccessivamente noiosi. Il fatto che il Sindaco abbia deciso di privarsi del suo delegato alla trasparenza e all’anticorruzione, per ragioni non del tutto chiare,  rende purtroppo necessaria una qualche forma di supplenza provvisoria in funzione di antidoto agli abusi eventuali, di cui faremmo volentieri a meno perché altre sono le priorità a cui vorremmo poterci dedicare.

Faremo, faremo, faremo..

“Ghea podemo far” era lo slogan elettorale del sindaco in carica, che si era forse dimenticato di spiegare come quel verbo lo avrebbe declinato soltanto al futuro, rinviando ogni decisione di mese in mese.. e presto saranno due anni di mandato senza che nessuno dei problemi della città sia stato risolto.

“Faremo questo, faremo quello”, ma più avanti, è la sintesi perfetta delle risposte alle raccomandazioni dell’UNESCO: le famose “70 pagine” pomposamente presentate alla stampa in data odierna dopo che per più di un mese erano state negate a tutti consiglieri comunali compresi. Il documento è datato 31 gennaio, il che ha portato molti a chiedersi come abbia potuto essere stato presentato il 24 (data della sua missione a Parigi con grande codazzo al seguito) ma cosa importa, quello che a noi interessa sono i contenuti e allora parliamone.

  1. Residenzialità? Liquidata in poche righe, lo “svuotamento” (sic) di Venezia è un “elemento fisiologico” (sic). Quanto alle misure che il Comune potrebbe o avrebbe già potuto prendere da subito per incentivare sul piano tariffario la residenzialità (anziché aumentare la TARI come ha fatto a dicembre) sono rinviate alle risultanze di non meglio precisati “studi” che sarebbero stati avviati (quando? Con che risultati?) Leggere per credere, pagina 32:CB residenti.jpg
  2. Nell’ansia di negare anche l’evidenza, in risposta ai rilievi dell’ UNESCO che giustamente si preoccupa dello spopolamento di Venezia vengono citati dati sbagliati o comunque datati: la popolazione di Venezia non è di 55.048 ma di 54.502 residenti e quella complessiva (isole comprese) è di quasi 700 unità inferiore a quella dichiarata ai fini UNESCO (82.658 contro 83.340). Il confronto con il dato di inizio mandato è impietoso per questo sindaco, visto che la perdita di residenti si è accelerata anziché arrestarsi o rallentare:

https://gruppo25aprile.org/la-prova-del-9-o-dei-30-000/

Prossimo argomento, saremo più fortunati? La priorità per i residenti in Laguna sarebbero i parcheggi per le automobili (che molti di noi non hanno) all’aeroporto di Tessera:

CB aeroporto

..e questo sarebbe il “il concreto e vitale impulso per il sostegno alla residenzialità” a Venezia (fine citazione). Nella prossima foto, che risale a due giorni fa, i veneziani in marcia per reclamare più parcheggi e meno alberi – o era forse il contrario, quello che chiedevano?

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Nuova rotta per le grandi navi? Su questo punto il documento raggiunge vette di comicità inedita e inaudita. A parte il disegnino da quinta elementare che illustra il nuovo canale da scavare in mezzo a un’isola artificiale creata con i fanghi di Porto Marghera (che non sono quelli di Abano Terme), il documento afferma che lo scavo delle Tresse serve a “massimizzare l’impiego dei canali esistenti limitando il tempo di percorrenza utilizzato”. Una rotta che passa dai 9 km attuali a 25 km con tanto di senso unico alternato sul suo percorso, per arrivare allo stesso punto di destinazione, limiterà il tempo di percorrenza?

Non sappiamo chi ringraziare per questa perla di saggezza, ma a ridere sotto i baffi potrebbe esserci la Rimorchiatori Riuniti che ha finanziato la campagna elettorale del sindaco, al punto da farci dubitare della sua terzietà in materia di grandi scavi:

https://gruppo25aprile.org/category/il-mistero-dei-rimorchiatori-fucsia/

Una rotta più lunga di quella patrocinata dal Sindaco è difficilmente immaginabile: ci sarebbe quella che per fare arrivare le Grandi Navi alla Marittima attuale entrando da Malamocco le fa passare anche da Burano per completare la circumnavigazione della Laguna offrendo una panoramica completa di tutte le sue isole, ma di mezzo c’è il ponte della Libertà e per adesso hanno dovuto soprassedere. La giustificazione della nuova rotta la trovate qui, a pagina 49:

CB Tresse

Per il resto (flussi turistici, moto ondoso e altre raccomandazioni UNESCO) le 70 pagine sono una lunga lista di “faremo, faremo, faremo”: a partire dall’estate 2017 e cioè DOPO il Comitato che si riunisce il 2 luglio a Cracovia per decidere se Venezia debba essere inserita nela lista dei siti in pericolo. Dopo e non prima. Che peccato.. L’UNESCO si fiderà delle promesse? Il Sindaco sembra crederci:

rapporto conclusioni

L’antefatto:

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In difesa della pineta di Tessera: rassegna stampa e galleria fotografica

Gazzettino, prima pagina e articolo all’interno del dorso di Venezia:

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Nuova Venezia:

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Galleria fotografica, seconda parte (foto Mirko Manzin):

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12 marzo, in difesa della pineta di Tessera

Senza bandiere e senza comizi, il video della pacifica manifestazione in difesa di quel poco che resta della pineta di Tessera, minacciata dall’ennesima orgia di cemento e parcheggi. Un grazie alla regista, Loredana Spadon:

In English, for our foreign friends:

Video: Citizens rally at Tessera to save the trees, over 1500 sign petition to stop the cutting.

Galleria fotografica, prima parte (Andrea Sperandio):

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