Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

I calendari sono arrivati!

La seconda tiratura è arrivata! Per chi ha prenotato il calendario benefico 2019, l’appuntamento per il ritiro è in sede con le nostre domeniche in Bragora (3811B Castello) o alla libreria Mare di Carta (222 Santa Croce), a due passi da piazzale Roma: aperta tutti i giorni fino al 24 dicembre, domeniche incluse (dalle 12 alle 19.30, l’orario festivo)!

calendario 2019-01

Prima tiratura “bruciata” (esaurita) in pochi giorni, la buona notizia per chi non li ha trovati è che la seconda tiratura è ancora più bella:  grammatura “superiore” (250) e perfetta per un calendario da muro come questo, unico al mondo per le informazioni che contiene e per la sua finalità benefica: un aiuto concreto (e non solo chiacchiere) in favore della residenzialità.

26 nove 18 NV

3.000 euro raccolti e assegnati con il primo calendario:

Quest’anno puntiamo a raccoglierne il doppio, con la medesima finalità (bando di gara aperto a tutti, e non solo agli iscritti, verrà pubblicato su questa pagina a gennaio).

A tutti ricordiamo che per ogni calendario viene emessa regolare ricevuta, e che nessuno è autorizzato a raccogliere fondi in nostro nome: i calendari si ritirano unicamente nello spazio civico di campo della Bragora (3811B castello) e presso la libreria Mare di Carta (222 Santa Croce, in Fondamenta dei Tolentini) che ha rinunciato alla percentuale d’uso per la distribuzione: in questo modo potete essere sicuri che ogni euro raccolto verrà integralmente utilizzato per la finalità indicata (fondo di scopo).

Per informazioni e prenotazioni:

25aprileVenezia@gmail.com

calendario 2019-10

Per “arrotondare” il risultato delle vendite, ci saranno anche le foto originali firmate dagli autori, che potranno essere acquistate al mercatino benefico di Natale in Bragora, il 21 dicembre.

Il risultato dipenderà solo dalla vostra generosità. Un grazie a chi prenotando uno o più calendari in anticipo ci ha già permesso di raggiungere quota 400 esemplari in “prevendita”. La lista provvisoria che qui presentiamo è in corso di aggiornamento: quella definitiva verrà pubblicata a gennaio.

ADINOLFI Roberta
AFFABRIS Barbara
ANDRETTO Annalisa
ANTONIETTO Laura
ANTONINI Flavia
BALDI Francesca
BARBONE Gloria
BARINA Gabriella
BARTOLONI Lucia
BARTOLONI Roberta
BECCHERLE Paola
BELLEMO Ivana
BELLEMO Orietta
BELTRAME Carlo
BENEDETTI Anna
BENVENUTI Alberto
BERTUSSI Izadora
BERTOTTO Alessandra
BETTONI Martina
BINESCHI Olimpia
BIANCO Gabriella
BORGHI Marco
BOLCATO Anna
BORTOLUZZI Nicoletta
BOZZATO Alessandro
BRAVO Stefano
BRESSANELLO Alessandro
BRUGNEROTTO Romena
CECAMORE Francesca
CALVELLI Lorenzo UniVE
CAMUFFO Stefano
CANAZZA GUADAGNI C
CARNERO Alberto
CARDIN Lisa
CARDONE Domenico
CASARIN Ugo
CATOZZI Michele
CAVAGNIS Samuela
CECAMORE Francesca
CECILIATI Gabriella
CENDON Aline
CENDON Anita
CESELIN Francesco
COGOLATI Paola
CONCHETTO Francesca
CONTESSA Marco
CORMIO Rita
CORONA Alice
COSMA Marina
COSMO Luca
COVASSI Maria Luisa
CREMONINI GP
CROCE Stefano
CULLOCA Lorena
CUNEGO Valentino
DAINESE Sara
DALLA POZZA Antonella
DAMMICCO Maria Grazia
DARAI Gianni
DATE Naoto
DE FAVERI Gino Mario
DELLA PUPPA Barbara
DELLA VEDOVA Piero
De VLIEG Mary Ann
DI CATALDO Gina
DORIA Giovanna
FAVERO Andrea
FAVERO Emanuela
FERRARESI Anna
FERRATA Elena
FERSUOCH Lidia
FOA’ Daniela
FORTE Antonella
FOSCHI Francesco
FRANCESCHINI Barbara
FRANCHIN Tatiana
FREGUIA Irina
FROSINI Nicoletta
GASPARINETTI Marco
GAVAGNIN Cristina
GERARDI Francesco
GHENZOVICH Fabia
GHISLANZONI Camilla
GIORGI Sebastiano
GIUSSANI Cristina
GREGORIN Cristina
GUAZZALOCA Giorgia
GUZZO Andrea
HOWE Veronica
ISTITUTO VENEZIA
KUJAWSKA Baja
LANARO Maria
LAZZARI Simone
LIDEO Lisa
LODI Flavio
LOMBARDO Fabio
LORIS Feliciano
MAGGI Danilo
MAGNANI Roberta
MANGIAROTTI Chiara
MARCHESE Paola
MARENGO Barbara
MARETTO Nicoletta
MARIN Anna
MARRI Chiara
MARTIN Monica
MARTINA Alessia
MARTINOTTI Mario
MENEGAZZI Elena
MENETTO Daniela
MEO Dora
MINETTO Roberta
MINOIA Paola
MIRTO Giacomo
MONTARETTO MARULLO C
NASON Mario
NORDIO Arianna
NORDIO Silvia
NOVATI La Marvi
OLIVIERI Donata
PADOAN Giovanna
PALEOLOGO Michele
PANCHISEN Laura
PASCULLI Angela
PASTOR Saverio
PATTARELLO Magda
PENELLO Diana
PENZO Chiara
PENZO Tiziana
PERMUTTI Federico
PETRONE Diana
PIACENTINO Paola
PICCINI Andrea
PINO Stefano
PIRRO Mattia
PIZZATO Marco
PURISIOL Marianna
RADICH Lucio
RANIERI Francesca
RAUMER Davide
REGGIO Stefano
RICCIARDI Frederic
RIU Elena
RIZZARDO ARGENTON S.
ROCCHETTO Giorgio
ROCCHETTO Orsetta
ROMANATTI Roberta
ROMIERI Cristina
ROMOR Luigina
ROSENBERG Paul
ROSKOSCH Werner
ROSSI Giorgia
RUFFONI Serena
SARTOREL Marco
SARTORI Andrea
SARTORI Rita
SCANO Davide
SCARAMUZZA Andrea
SCARPA Annalisa
SCARPA Lucia
SCARPA Veronica
SCARPATI Francesca
SCHIEVANO Alessandro
SEINDAL René
SENSINI Claudio
SIGNORATO Valeria
SITRAN Carla
SKOTON Jagoda
SONINO Nicoletta
STEFANELLI Adele
STELLA Valentina
TABAGLIO Veronica
TAGLIAPIETRA Artemio
TESSARIN Pietro
TIMINI Jacopo
TOSI Michele
TREVISAN Marco
VAN BIERVLIET Nicole
VELO Luca
VENAILLE Micha
VERONESE Alice
VIANELLO Dario
VIANELLO Roberta
VIDONI Pietro
VIO Massimiliano
VISINTIN Francesca
VITALBA Alessandra
ZANON Barbara
ZANON Caterina
ZANON Michela
ZAFALON Sebastiano
ZECCHIN Chiara
ZINA’ Alessandra
 

 

 

 

 

 

#Bragora: un primo bilancio, per la casa dei veneziani.

A un mese e mezzo dall’inaugurazione dello spazio civico in campo de la Bragora (7 ottobre), proviamo ad abbozzare un primo e provvisorio bilancio.

Il soranome “casa dei veneziani” è opera di Michele Fullin (Gazzettino) e riflette bene lo spirito con cui ci stiamo muovendo: uno spazio al servizio della città, e non un luogo di proselitismo per partiti o correnti di partito: a nessuno abbiamo mai chiesto “per chi hai votato” o “per chi voterai”, quel modo di fare politica che ci divide anziché unirci lo lasciamo volentieri ad altri!

Per abbozzare un primo bilancio, ricordiamo innanzitutto che le priorità di utilizzo della sede erano state messe ai voti con apposito sondaggio fra gli iscritti. Ne seguiremo quindi l’ordine così come era emerso dal voto interno.

  1. Al primo posto con 259 voti c’erano “Incontri e dibattiti su temi cittadini”.

Ne abbiamo già realizzati quattro: quello del 21 ottobre sull’area realtina, a cura di Nicoletta Frosini; quello sulla residenzialità dell’11 novembre, a cura di Marco Gasparinetti,  quello del 16 novembre con il presidente dell’autorità portuale Pino Musolino e quello del 18 novembre con i docenti IUAV Luca Velo e Laura Fregolent. Caratteristica comune e molto apprezzata del “format” che abbiamo scelto:  la concretezza, con presentazione di dati inediti e aggiornatissimi, e l’interattività, che a tutti i presenti offre la possibilità di partecipare con domande e commenti nel corso del dibattito: nessuno è semplice spettatore, ognuno di noi è protagonista.

Quella che segue è una rassegna stampa (parziale) delle attività già realizzate e dell’interesse che hanno suscitato i dati inediti da noi presentati:

Di questi quattro incontri pubblicheremo a breve qualche appunto di sintesi, visto l’interesse generale che rivestono. In calendario a breve ne abbiamo altri tre: il 30 novembre sul traffico acqueo locale (a cura di Dario Vianello), il 2 dicembre sul futuro della voga (a cura di Saverio Pastor), il 16 dicembre sulla tutela penale dell’ambiente (a cura dell’avv. Elio Zaffalon).

2) Al secondo posto con 121 voti c’era l’opzione “Presentazione libri e pubblicazioni”. Il primo lo ha presentato Flavia Antonini il 14 ottobre, con la partecipazione straordinaria di “CheBateo” Marco Ziliotto. ll secondo (e molto atteso) sarà il nostro calendario Venezia 2019, che verrà presentato alla stampa e al pubblico domenica 25 novembre. Altri ne seguiranno, a dicembre e nei primi mesi del 2019.

3) Al terzo posto con 120 voti, “Performance musicali e teatrali”. Indimenticabile quella del cantante, attore e regista teatrale Alessandro Bressanello, con cui abbiamo inaugurato la sede, il 7 ottobre. Il suo “Gigio ti te ricordi” è sul nostro canale youtube, a chi non c’era suggeriamo di godersi il pezzo (inedito) al minuto 3:45:

4) Al quarto posto, con 69 voti avevamo si era classificata l’opzione “Proiezione documentari”. Dopo il primo appuntamento con Loredana Spadon e Max Vianello (4 novembre) il 9 dicembre presenteremo un documentario inedito di denuncia che farà discutere (“La città perduta”), alla presenza del regista Marco Milioni.

5) Nelle posizioni successive c’erano la creazione di una sala lettura e di uno spazio giochi o ludoteca, che in modo embrionale sono già state collaudate. L’11 novembre i bambini presenti hanno anche ricevuto la visita di un improbabile San Martino, nell’ambito della giornata “VeneziaGioca” che era stata organizzata per loro!

Domenica 11 novembre, con i due eventi in programma, sono quasi 200 le persone che a rotazione hanno potuto fruire di questi spazi.

Il Gruppo 25 aprile è: una piattaforma civica dove le priorità vengono decise con il voto di tutti e – soprattutto – dove le proposte e i sogni nel cassetto di ognuno diventano realtà, grazie all’effetto moltiplicatore e alla forza del gruppo. Per partecipare al dibatitto interno e per il voto online (che è sempre palese e nominativo, quindi non manipolabile) lo strumento che ci siamo dati è:

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

L’associazione 25 aprile Venezia, che è braccio del gruppo per le decisioni che richiedono copertura finanziaria, si riunirà invece in assemblea straordinaria il 16 dicembre. L’ordine del giorno verrà pubblicato a breve su questa pagina, e prevede l’allargamento del direttivo attuale per poter gestire i molti fronti aperti – non ultimo la presidenza della rete civica del Mediterraneo orientale, che nel 2019 spetterà proprio a noi.

 

Al di là delle domeniche in Bragora, che stanno ormai diventando un punto di riferimento per chi vuole costruire in modo partecipato il futuro di Venezia, ricordiamo che la sede è aperta al pubblico anche il sabato dalle 16 alle 19, con la sua sala lettura e la ludoteca per i più piccoli – ed è un servizio in più che offriamo senza nulla chiedere in cambio.

Vi aspettiamo in #Bragora!

2019: calendario in arrivo!

Calendario Venezia 2019:
l’unico con le date utili veneziane, l’unico il cui gettito è integralmente vincolato al prossimo bando di gara in favore di chi cerca casa a Venezia!
calendario 2019-01.jpg
Tiratura limitata e su prenotazione, con precedenza agli iscritti.
Per informazioni e prenotazioni: 25aprileVenezia@gmail.com
Conferenza stampa e inaugurazione mostra fotografica: domenica 25 novembre alle ore 15, nel nostro spazio civico in campo de la Bragora (3811B Castello).
Modalità di ritiro, per chi lo avrà prenotato entro il 30/11:
Il calendario sarà in distribuzione 7 giorni su 7 a partire da sabato primo dicembre, con queste due opzioni:
1) la nostra sede in campo de la Bragora (3811B Castello) il sabato e la domenica dalle 16 alle 19;
2) la libreria Mare di Carta in Fondamenta dei Tolentini (222 Santa Croce) nei giorni e orari di apertura della libreria.
12 mesi, 12 foto sul tema “Venezia, la sua Laguna, i suoi abitanti, i suoi mestieri”, selezionate con concorso, a cura di Barbara Zanon. Grafica: Etra Comunicazione

#BragoraNews avviso numero 2

Grazie ai nostri tecnici – che hanno fatto miracoli – la sala riunioni e il piano nobile della nostra sede in Bragora sono adesso in collegamento video e audio in diretta. Questo ci permette di aumentarne la capienza, sopprimendo l’iscrizione obbligatoria agli incontri che era stata introdotta a titolo sperimentale dopo il “pienone” di domenica scorsa.

I prossimi appuntamenti sono:

Domenica 18 novembre alle 17:

Venezia, città abitanti e turisti: conversazioni con Luca Velo e Laura Fregolent (IUAV)

Domenica 25 novembre alle 15:

Conferenza stampa di presentazione del calendario 2019 e del secondo bando di gara per la residenzialità, ad esso collegato – con contestuale inaugurazione della mostra fotografica.

Venerdì 30 novembre alle 18:

“Non solo grandi navi: l’impatto del traffico acqueo locale”- a cura di Dario Vianello.

Domenica 2 dicembre alle 17:

Il ruolo della voga nel nostro quotidiano e nel nostro futuro: dibattito con Saverio Pastor, Renzo Zucchetta e Rocco Rumonato.

Sabato 8 dicembre alle 18:

Gregory Dowling, veneziano di adozione e autore di vari romanzi ambientati a Venezia, conversa (in italiano) con John Francis Philimore.

Domenica 9 dicembre alle 17:

#CineBragora presenta: “La città perduta”, docufilm di Marco Milioni, alla presenza dell’autore – seguito da dibattito a cura di Carlo Beltrame.

Domenica 16 dicembre alle 17.30:

La tutela penale dell’ambiente – pillole di diritto – a cura dell’avv. Elio Zaffalon.

A partire da questa settimana, la sede è aperta anche il sabato dalle 16 alle 19 come luogo di aggregazione, con la sua sala lettura e lo spazio kids, anche in assenza di eventi particolari (che salvo eccezioni si svolgono di domenica e venerdì).

Il calendario degli eventi per il 2019 è in corso di stesura, per chi ha proposte o suggerimenti l’indirizzo è 25aprileVenezia@gmail.com

Bragora 4.jpg

#BragoraNews – Avviso importante

Vista l’affluenza straordinaria al nostro incontro di ieri, ci scusiamo innanzitutto con le molte persone che, arrivando dopo le 17, non hanno trovato posto in una sala stracolma – e ringraziamo per la pazienza i presenti che hanno seguito la “diretta” al primo piano con mezzi di fortuna (nell’immagine, la Nuova Venezia di oggi, servizio di Eugenio Pendolini).

Bragora 11 nove 18

A titolo sperimentale per i prossimi incontri, abbiamo quindi deciso di introdurre un sistema di registrazione preventiva via email che ci permetterà di evitare questo tipo di inconvenienti, nel limite dei posti disponibili.

Come funzionerà?

Le persone interessate ai prossimi appuntamenti in Bragora (elencati in calce a questa pagina) sono cortesemente invitate ad “iscriversi” con almeno 24 ore di anticipo indicando semplicemente la data di loro interesse. Per farlo basterà scrivere a:

25aprileVenezia@gmail.com

Quando le iscrizioni ricevute via posta elettronica esauriscono i posti disponibili, lo indicheremo in tempo utile su tutti i nostri canali (facebook compreso).

A chi si è iscritto in tempo utile verrà ovviamente data precedenza nell’attribuzione dei posti a sedere. Quello che perderemo in spontaneità guadagneremo in efficienza e qualità dell’accoglienza.

Grazie a tutti per la comprensione!

A partire da questa settimana, comunichiamo che la sede sarà aperta anche il sabato dalle 16 alle 19 come luogo di aggregazione, con la sua sala lettura e lo spazio kids, anche in assenza di eventi particolari (che salvo eccezioni si svolgono di domenica e venerdì).

Il calendario degli eventi per il 2019 è in corso di stesura, per chi ha proposte o suggerimenti l’indirizzo è lo stesso sopra indicato.

I prossimi appuntamenti in Bragora:

Venerdì 16 novembre alle 18.30:

Incontro con il Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino

Domenica 18 novembre alle 17:

Venezia, città abitanti e turisti: conversazioni con Luca Velo e Laura Fregolent (IUAV)

Domenica 25 novembre alle 15:

Conferenza stampa di presentazione del calendario 2019 e del secondo bando di gara per la residenzialità, ad esso collegato – con contestuale inaugurazione della mostra fotografica.

Venerdì 30 novembre alle 18:

“Non solo grandi navi: l’impatto del traffico acqueo locale”- a cura di Dario Vianello.

Domenica 2 dicembre alle 17:

Il ruolo della voga nel nostro quotidiano e nel nostro futuro: dibattito con Saverio Pastor, Osvaldo Zucchetta e Rocco Rumonato.

Sabato 8 dicembre alle 18:

Gregory Dowling, veneziano di adozione e autore di vari romanzi ambientati a Venezia, conversa (in italiano) con John Francis Philimore.

Domenica 9 dicembre alle 17:

#CineBragora presenta: “La città perduta”, docufilm di Marco Milioni, alla presenza dell’autore – seguito da dibattito a cura di Carlo Beltrame.

Domenica 16 dicembre alle 17.30:

La tutela penale dell’ambiente – pillole di diritto – a cura dell’avv. Elio Zaffalon.

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Nella prossima foto: un’immagine del dibattito di ieri (in primo piano: Roberta Bartoloni e Francesco Erbani).

 

 

 

Un San Martino molto speciale

Domenica 11 novembre (san Martino), un duplice appuntamento nella casa dei veneziani (scoletta di San Giovanni in Bragora, in campo de la Bragora):

Dalle 14 alle 17, VeneziaGioca:

Un pomeriggio di puro divertimento dedicato ai giochi da tavolo per grandi e piccini, con la partecipazione straordinaria di un San Martino molto speciale.

Alle 17, incontro-dibattito su “Residenzialità e locazioni turistiche: un equilibrio difficile” (NB puntualità consigliata: l’affluenza prevista supera la capienza della sala).

Al dibattito, moderato da Marco Gasparinetti, saranno presenti: il giornalista e scrittore Francesco Erbani, Roberta Bartoloni, Lorenzo Dorigo e la ricercatrice Margherita Belgioioso della Brunel University, in diretta skype da Londra.

Due le relazioni previste: quella di Roberta Bartoloni sul quadro normativo in vigore e quella di Lorenzo Dorigo sulla nuova legge regionale (“in itinere”) che modifica quella del 2013; entrambe verranno poi pubblicate su questa pagina.

In anteprima assoluta, presenteremo una ricerca inedita e preziosa per approfondire il tema dello spopolamento di Venezia e delle sue isole, basata su un monumentale “accesso agli atti” dell’anagrafe comunale effettuato nell’agosto 2018, che copre gli anni a partire dal 2006, a cura di Margherita Belgioioso (i grafici verranno pubblicati a partire da lunedì, su questa pagina).

Un lavoro prezioso, perché per la prima volta ci permetterà di capire quale parte abbia il saldo demografico fra nati e morti (saldo “naturale”, sui cui la poltica locale può fare poco) e quanto giochi invece il saldo migratorio fra arrivi e partenze, che invece richiede correttivi a livello locale, quali ad esempio una politica della casa, servizi adeguati e opportunità di lavoro che non siano unicamente legate alla monocultura turistica – e di farlo su un arco di tempo sufficiente per poterne trarre qualche conclusione operativa: perché per essere rilevanti sul piano statistico, i dati considerati non possono limitarsi a pochi mesi.

 

Bragora 11.11.18.jpg

 

 

I due grafici sono tratti  dalla ricerca inedita basata sull’accesso agli atti dell’anagrafe comunale effettuata nell’agosto 2018 e coordinata da Margherita Belgioioso della Brunel University di Londra.
Committente: associazione 25 aprile Venezia.

Acqua alta 29/10/2018: come segnalare i danni

Quella del 29/10/2018 è stata un’acqua alta eccezionale di gravità simile o superiore a quella del primo dicembre 2008, che aveva portato il Comune a creare un fondo per il risarcimento dei danni subíti da famiglie e operatori economici.

Come piattaforma civica riteniamo che altrettanto debba essere fatto in questa circostanza, e invitiamo gli interessati a procedere segnalando la loro situazione “entro 30 giorni dal verificarsi dei danni”, come suggerisce il sito della protezione civile:

https://www.comune.venezia.it/it/content/post-emergenza

(Foto: Pietro Tessarin)

29.10 Tessarin Fenice

I danni possono essere segnalati a:

Protezionecivile@comune.venezia.it

Per farlo è sufficiente una email e allo stato attuale non esiste un modulo “standard”. Quello che mettiamo a disposizione di tutti potrà essere adattato a seconda delle specifiche esigenze di ciascuno:

Oggetto : acqua alta eccezionale 29/10/2018

 Il sottoscritto/la sottoscritta

Nato/a il ../../….  a ………..

Residente in .. .. .. (Venezia)

Visto il DPGR 139/2018 con cui il Presidente della Regione Veneto ha dichiarato lo stato di crisi a seguito delle condizioni meteorologiche eccezionali che hanno colpito tuto il territorio regionale;

Vista la legge Regionale n.° 4/1997 “Interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali” e le successive circolari,

PREMESSO CHE

L’acqua alta eccezionale del 29 ottobre 2018 ha avuto caratteristiche di gravità e intensità simili o superiori a quelle del primo dicembre 2008, che avevano determinato l’istituzione di un fondo per il risarcimento dei danni da acqua alta con relativo stanziamento ad opera del Comune di Venezia,

CONSIDERATO CHE

Nel caso sopra richiamato il Comune di Venezia ha provveduto al risarcimento dei danni subíti da parte di famiglie e operatori economici, previa redazione di una graduatoria dei casi più gravi.

Considerato anche che, come contribuente, il sottoscritto ha già fatto la sua parte nel finanziare l’opera chiamata MoSe che avrebbe dovuto porre Venezia al riparo dalle acque alte eccezionali entro l’anno 2011, come dichiarato dal Governo in carica all’epoca della posa della prima pietra,

SEGNALA A TUTTI GLI EFFETTI DI LEGGE, compresi quelli interruttivi della decadenza o prescrizione :

Di avere subíto i danni qui sommariamenti descritti e documentati in allegato, come conseguenza diretta dell’acqua alta eccezionale del 29 ottobre 2018 e con riserva di produrre ulteriori prove documentali :

DICHIARA

Di avere adottato, con la diligenza del buon padre di famiglia, le seguenti misure precauzionali al fine di evitare o limitare i danni sopra elencati :

….

Alla luce di quanto precede,

RICHIEDE

l’attivazione del fondo comunale per il risarcimento dei danni cagionati dall’acqua alta eccezionale del 2018, e rimane a disposizione dei tecnici comunali per quantificare il danno individuale subíto.

ALLEGATI (fotografie, preventivi o stime peritali) : N° ..

 

 

 

 

Concorso fotografico #Calendario2019: i vincitori

Le vincitrici e i vincitori che con le loro foto daranno vita al calendario veneziano 2019 sono (in ordine alfabetico):

MARTA BUSO

MARCO CENTASSO

BARBARA DELLA PUPPA

MARCO PILLA

MARK SMITH

MARTINA SOLA

GIAN GIACOMO STIFFONI

YOLANDE THOMAS

Le 12 foto verranno esposte nella scoletta di San Giovanni della Bragora dal 25 novembre al 25 dicembre; le vincitrici e i vincitori del concorso sono fin d’ora invitati alla conferenza stampa di presentazione del calendario che si terrà domenica 25 novembre alle ore 15.

Per non rovinare la sorpresa, a titolo di anticipazione ne pubblichiamo soltanto una, scelta in modalità “random”. Questa scelta non rappresenta una graduatoria: le 12 foto sono tutte bellissime! Nel loro insieme coprono alla perfezione le 4 sfumature del tema assegnato, che era: “Venezia, la sua Laguna, i suoi abitanti, i suoi mestieri”.

Il numero di partecipanti al concorso e la qualità del materiale ricevuto hanno reso particolarmente difficile la selezione. Un grazie di cuore a tutti i (e a tutte le) partecipanti!

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#BrAgorà: il programma delle prossime settimane

 Nel disegno: lo spazio civico inaugurato domenica scorsa in campo de la Bragora e le persone che lo animano, visti da Alessandra Vitalba

Bragora Vitalba

Domenica 21 ottobre alle 17:

“Quale futuro per l’area realtina” – a cura di Nicoletta Frosini.

Domenica 28 ottobre alle 15:

Riunione dei volontari che a titolo gratuito garantiranno la permanenza del sabato ampliando la fruibilità della sede, a partire da novembre.

Domenica 28 ottobre alle 17:

assemblea generale associazione “25 aprile Venezia”.

Domenica 4 novembre alle 17:

#CineBragora – a cura di Loredana Spadon

Domenica 11 novembre alle 14.30:

#VeneziaGioca, a cura di Andrea Pavan.

Domenica 11 novembre alle 17:

Residenzialità e nuova legge regionale sulle locazioni turistiche – a cura di Marco Gasparinetti.

Venerdì 16 novembre alle 18:

Incontro a porte chiuse con il Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino (R)

Domenica 18 novembre alle 17:

Incontro-dibattito con Giulio Luca Velo (IUAV).

Domenica 25 novembre alle 15:

Presentazione alla stampa del calendario 2019 e del bando di gara per la residenzialità, ad esso collegato.

Venerdì 30 novembre alle 18:

“Non solo grandi navi: l’impatto del traffico acqueo locale”- a cura di Dario Vianello.

Domenica 2 dicembre alle 17:

Quale futuro per la voga? A cura di Saverio Pastor e Rocco Rumonato.

Domenica 9 dicembre alle 17:

#CineBragora presenta: “La città perduta”, documentario di Marco Milioni, alla presenza dell’autore.

Domenica 16 dicembre alle 17.30:

La tutela penale dell’ambiente – pillole di diritto – a cura dell’avv. Elio Zaffalon.

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NB i venerdì e le domeniche non coperte da questo calendario provvisorio di eventi sono “aperti” alle vostre proposte per incontri, proiezioni o dibattiti.

A partire dal 10 novembre, la nostra casa con la sua sala lettura e lo spazio kids sarà aperta anche tutti i sabati, dalle 16 alle 19.

Nella foto: l’articolo di Michele Fullin, Gazzettino 11 ottobre

Bragora Fullin

https://www.ilgazzettino.it/pay/primopiano_pay/alla_bragora_e_nata_una_casa_per_le_associazioni_civiche-4031885.html

(R) = incontro riservato agli iscritti, per motivi di capienza della sala.

Bragora 1

 

 

 

Domeniche in Bragora: i prossimi appuntamenti

Inaugurata la sede di “Veneziamiofuturo” (grazie Barbara Zanon per le splendide foto, pubblicate anche da la Nuova Venezia), a grande richiesta comunichiamo i prossimi appuntamenti.

A partire da novembre, alle domeniche si affiancheranno i venerdi in Bragora e una permanenza il sabato, ma ne riparleremo presto.

Siamo solo agli inizi e accogliamo volentieri ogni proposta o suggerimento: la scaletta di ottobre e novembre è stata decisa con un sondaggio interno a cui hanno partecipato quasi 400 persone, ma dato che non tutti utilizzano facebook, potrete inviarci le vostre proposte a questo indirizzo:

o telefonare a:
tel. 345.345.9663
Le domeniche in Bragora

14 ottobre : “Gigetto il vaporetto”, evento per famiglie in presenza dell’autrice Flavia Antonini. La presentazione del suo libro illustrato di filastrocche sarà l’occasione per parlare di trasporto acqueo con Dario Vianello (che i vaporetti li guida sul serio) e Marco Ziliottto, il creatore della APP più amata dai veneziani: “CheBateo”!

21 ottobre : “Quale futuro per l’area realtina” – a cura di Nicoletta Frosini, con la paretcipazione degli operatori del nostro merca’

28 ottobre : assemblea generale associazione “25 aprile Venezia” (riservata agli iscritti)

4 novembre : “CineBragora” – a cura di Loredana Spadon!

11 novembre : Difesa della residenzialità e nuova legge regionale sulle locazioni turistiche – a cura di Marco Gasparinetti

Fra i “venerdi in Bragora” segnaliamo fin d’ora un incontro a porte chiuse con il Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino (il 16 novembre).

A metà novembre (data da definire) presenteremo alla stampa il calendario veneziano 2019; a questo proposito ricordiamo che le 12 foto verrano scelte con bando di gara i cui termini scadono il 30 ottobre:

In attesa di pubblicare la rassegna stampa, un grazie particolare alla giornalista Antonella Gasparini che ha seguito “in diretta” l’inaugurazione di questo spazio civico per VeneziaToday:

https://www.veneziatoday.it/attualita/gruppo-25-aprile-bragora-nuova-sede.html

 

 

Calendario 2019, bando di selezione per 12 foto

CONTEST fotografico per il calendario 2019

Articolo 1: FINALITA’

Realizzazione del calendario 2019 che verrà distribuito dalla “Associazione 25 Aprile Venezia” con la formula dell’offerta libera. Il 100% del ricavato sarà vincolato al secondo bando di gara per la residenzialità e il suo scopo è esclusivamente benefico.

Articolo 2: OGGETTO

Il calendario (da muro) conterrà 12 foto selezionate tra quelle inviate; la grafica sarà simile a quella del calendario 2018 ed è affidata alla Etra Comunicazione. La tiratura indicativa prevista è pari a mille esemplari.

02.png

Articolo 3: MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

 La partecipazione è gratuita
 Il concorso è aperto ai fotografi professionisti di ogni età e provenienza.
 Sono esclusi dal concorso fotografico i componenti del consiglio direttivo della Associazione 25 aprile Venezia e i loro famigliari in linea retta o conviventi, fratelli e sorelle inclusi.

Articolo 4: TEMA

Il tema per il calendario 2019 è: Venezia, la sua Laguna, i suoi abitanti, i suoi mestieri”.

Articolo 5: CARATTERISTICHE TECNICHE DELLE IMMAGINI

  1. Ogni partecipante potrà inviare un numero massimo di foto pari a 3, sia a colore sia in bianco e nero in formato jpg.
  2. Formato orizzontale (obbligatorio).
  3. Non sono ammesse elaborazioni pesanti, collage, sovrapposizioni, effetti speciali o di grafica applicata.
  4. Risoluzione di almeno 3000 pixel 300dpi lato lungo salvate a compressione da 9 in su.

PER FAVORE non inviare immagini di peso superiore ai 5MB.

  • Le immagini dovranno essere prive di qualsiasi cornice e logo.

  • Ogni foto dovrà esser così nominata: NOME_COGNOME_TITOLO_Ogni autore dovrà indicare nella mail: NOME-COGNOME-INDIRIZZO-CAP-CITTA’, EMAIL, telefono.

Le immagini che non corrispondono a uno o più di questi requisiti non verranno prese in considerazione.

Articolo 6:

INVIO e SCADENZA TASSATIVA DI INVIO

Le 3 fotografie dovranno esser inviate tramite email a: calendariovenezia2019@gmail.com entro e non oltre il 30 ottobre 2018.

Le immagini ricevute in data posteriore non verranno prese in considerazione.

Articolo 7: PREMIO

Il premio unico è la pubblicazione sul calendario 2019 della propria foto. Sotto ogni scatto verrà riportato il nome e cognome dell’autore e il titolo dell’immagine. Gli autori premiati verranno invitati alla conferenza stampa di presentazione del calendario e potranno ritirarne tre copie in omaggio. I loro nomi verranno pubblicati su questa pagina con i ringraziamenti di rito.

Articolo 8: SELEZIONE

La selezione delle foto verrà effettuata da un professionista del settore che esprimerà un giudizio insindacabile. Il nome del giurato verrà reso noto a operazioni concluse.

Articolo 9: TEMPISTICA

INVIO IMMAGINI DAL 2 OTTOBRE AL 30 OTTOBRE 2018

SELEZIONE IMMAGINI: 31 OTTOBRE – 6 novembre 2018

COMUNICAZIONE NOMI VINCITORI: 7 NOVEMBRE 2018

Articolo 10:

PRIVACY, TUTELA DEI MINORI, RESPONSABILITA’ DELL’AUTORE E FACOLTA’ DI ESCLUSIONE

Ogni partecipante è responsabile del materiale inviato. Di conseguenza si impegna ad escludere ogni responsabilità degli organizzatori nei confronti di terzi, ivi comprese le persone ritratte nelle fotografie.

Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dal D. Lg. 30 giugno 2003 n. 196, nonché procurarsi il consenso scritto alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili.

Ogni partecipante dovrà dichiarare sull’onore, nella email di invio, di essere unico autore delle immagini inviate e che esse sono originali, inedite e non in corso di pubblicazione, che non ledono diritti di terzi e che qualora ritraggano soggetti per i quali è necessario il consenso o l’autorizzazione questa sia stata ottenuta.

In particolare, nel caso di immagini raffiguranti minorenni riconoscibili, dovrà essere acquisita la liberatoria dei genitori di tutti i minori fotografati contestualmente all’invio delle immagini.

Gli organizzatori si riservano di escludere dal concorso e non pubblicare le foto non conformi nella forma e nel soggetto a quanto indicato nel presente bando oppure alle regole comunemente riconosciute in materia di pubblica moralità, etica e decenza.

Articolo 11:

DIRITTI D’AUTORE E UTILIZZO DEL MATERIALE IN CONCORSO

I diritti sulle fotografie rimangono di proprietà esclusiva dell’autore che le ha prodotte, il quale ne autorizza l’utilizzo per eventi o pubblicazioni connesse al concorso stesso e per attività relative alle finalità istituzionali o promozionali dell’Associazione 25 Aprile Venezia ma senza scopo di lucro.

Ogni autore è personalmente responsabile delle opere presentate, partecipando al concorso autorizza gli organizzatori alla riproduzione delle opere su calendario e di estratti del medesimo online a fini promozionali del calendario medesimo, senza finalità di lucro e con citazione del nome dell’autore.


Si informa che i dati personali forniti dai concorrenti saranno utilizzati per le attività relative alle finalità istituzionali o promozionali della secondo quanto previsto dal D.Lg. 30 giugno 2003 n. 196, e non verrano divulgati a terzi se non su richiesta dell’Autorià Giudiziaria in caso di abusi o violazione degli altrui diritti d’autore.

Il materiale inviato non verrà restituito.

Venezia, 30 settembre 2018

 

Un salto di qualità e un invito

In questi quattro anni e mezzo di attività, abbiamo interagito attraverso due – anzi tre – canali di comunicazione distinti:

1) il gruppo facebook (2.300 iscritti circa) che è forum di discussione e confronto, nonché piattaforma di voto prima di rendere pubbliche le nostre prese di posizione e proposte: https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

2) questo blog (1.100 abbonati circa) come strumento di aggiornamento per i molti che non utilizzano facebook e anche per gli organi di informazione che qui trovano i nostri comunicati stampa, documenti di analisi e prese di posizione “ufficiali”: ciò che nel gruppo facebook è oggetto di discussione, trova generalmente il suo sbocco su questa pagina internet e (in forma telegrafica) via Twitter quando le discussioni interne sono giunte a maturazione: https://twitter.com/25aprileVenezia

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3) A partire dal 2016, la pagina facebook “Veneziamiofuturo”, nata come pagina “di servizio” e al servizio della città, sull’onda del flashmob di risposta al sindaco che aveva dichiarato “il futuro di Venezia è a Mestre dove c’è la gente che vive” (la mobilitazione lampo si era tradotta in 300 striscioni di tutte le forme e dimensioni ai nostri balconi e alle nostre finestre, il 2 luglio 2016):

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

La pagina conta attualmente più di 11.000 abbonati e ha anche un suo account instagram; è stata fra l’altro (e sarà ancora) trampolino di lancio per il calendario dei residenti e a tutela della residenza, la cui seconda edizione è imminente, e anche di quella a difesa della pescaria di Rialto.

NV 4 gennaio

I tre canali di comunicazione “confluiscono” e convergono a valle nelle manifestazioni e incontri pubblici che ci hanno fatto conoscere al mondo, quali il cinema all’aperto in campo San Polo o il grande corteo “MiNoVadoVia”: in questi 4 anni e mezzo di attività ne abbiamo organizzati una ventina (senza contare gli eventi “minori”) ma questi momenti di raccordo non bastano più, ad una piattaforma civica che continua a crescere ogni mese che passa, con le inevitabili scosse di assestamento o “crisi di crescita” (esattamente come succede agli adolescenti, con le loro tempeste ormonali).

Superata quella fase, è ora di fare il salto di qualità verso la “maturità”. Come?

Foto Julia 1

Il meccanismo di voto (palese e nominativo) nel gruppo chiuso penalizza i molti attivisti che non utilizzano facebook, mentre chi lavora non sempre ha il tempo di partecipare alle riunioni interne che finora si sono svolte a rotazione in case private, all’Ateneo Veneto e in sala San Leonardo o anche (nella bella stagione) nei nostri campi e parchi pubblici (memorabile quella ai giardini Papadopoli, che molti di voi ricorderanno).

La soluzione che abbiamo individuato perché nessuno si senta in qualche modo escluso e tutti possano partecipare, nei modi e nelle forme che gli/le sono più congeniali, è una sede stabile che verrà inaugurata domenica 7 ottobre.

Non sarà “sede del gruppo” – che è movimento di opinione fluido e privo di gerarchie – ma uno spazio civico, un luogo di incontro e di confronto, un laboratorio di idee sul cui utilizzo stiamo raccogliendo proposte e suggerimenti: l’idea è quella di metterlo a disposizione della città, che di spazi come questo ha disperatamente bisogno, con un unico vincolo:

i partiti e la politica “di parte” resteranno fuori dalla porta, anche perché hanno già i loro spazi, le loro sedi, i loro megafoni e mezzi materiali infinitamente superiori ai nostri.

Continuare a dividerci sulla base di schemi logori e obsoleti (oltre che perdenti) a parere di molti di noi significa condannare a morte una città ridotta ai minimi termini (come numero di abitanti) e a cui è stato negato anche il referendum per il ripristino di due Comuni distinti, che le avrebbe almeno permesso di scegliersi un suo Sindaco anziché dipendere (come sarà anche nel 2020) da una maggioranza elettorale che vive oltre il ponte.

Chi ritiene che un cambiamento di rotta sia necessario, rispetto a quella seguita dal sindaco attuale, non può più permettersi il lusso di divisioni settarie e pagelle su chi sia più “di sinistra” o ecologista o autonomista: il bene comune richiede – a nostro parere – di superare quegli steccati e offrire una visione di insieme, un progetto di città in cui tutti possano riconoscersi. Se per parlarne insieme e confrontarci di persona (e non solo su facebook) ci mancava un tetto, a partire da adesso lo avremo. Senza sopravvalutare i nostri mezzi che restano modesti, ma con l’orgoglio di chi sta lavorando per la città e senza secondi fini per 12 mesi all’anno, da più di 4 anni e non soltanto alla vigilia delle elezioni.

Tetto

Lo spirito della sede che verrà presto inaugurata sarà quindi lo stesso che anima la pagina “Veneziamiofuturo”: spirito di servizio e non trampolino di lancio per vanità individuali o carriere (candidature) elettorali.

Di questo mi faccio fin d’ora garante, come creatore di questo blog e fondatore di quella pagina facebook, ma non sarò il solo: il gruppo dei portavoce creato nel 2017, subito dopo il successo di “MiNoVadoVia” che aveva riunito in corteo 42 comitati e associazioni, si è auto-imposto un vincolo che è appunto quello di non avere tessere di partito: nessuno di noi ne ha una, a tutela del carattere pluralista del “25 aprile”.

Con comunicato stampa domani 30 settembre renderemo noto luogo e ora dell’inaugurazione, a cui siete fin d’ora cordialmente invitati.

Venezia, 29 settembre 2018

Marco Gasparinetti

 

Tolleranza zero, con cavalletto e pennelli?

Ken 28 ago 18 La Stampa

Ken 28 ago 18 Gazzettino

Comunicato stampa

Venezia da secoli costituisce un centro intellettuale di rilevanza internazionale, capace di attrarre pensatori e artisti da ogni parte del mondo tanto che, non di rado, alcuni tra essi hanno deciso di fermarsi a Venezia per lunghi periodi o di farne addirittura la loro casa.

Tuttavia in città qualcuno è ancora all’oscuro di questa tradizione plurisecolare e così proprio ieri un importante pittore contemporaneo inglese, il Prof. Ken Howard di 86 anni, è incappato in una spiacevole disavventura.

Vittima del rinato e profondo senso della legalità che sta permeando la società veneziana negli ultimi mesi, il prof. Howard, membro di varie Istituzioni culturali britanniche e insignito dell’Order of the British Empire, artista che ama Venezia e vi opera stabilmente, è stato ripreso e fatto allontanare dal luogo dove abitualmente dipinge da due inflessibili vigili.

Così, grazie al loro intervento e alle “sagge” priorità indicate loro dai superiori e dalla classe politica cittadina, la ferrea disciplina che ormai regna in città ha messo al suo posto anche un pericolosissimo artista internazionale. Non importa che Piazza S. Marco sia in preda a venditori abusivi, guide abusive, a un turismo selvaggio e senza controllo, un artista internazionale è stato fortunatamente bloccato.

Venezia è sempre stata orgogliosa della propria capacità di accogliere chi dimostrava di amarla e di voler contribuire alla sua grandezza, con i propri mezzi o le proprie capacità ma, a quanto pare, non è più così e Venezia è diventata un luogo dove vengono giustamente sanzionati pericolosi bambini che giocano a pallone, dove l’azione di incalliti pittori viene repressa senza esitazione e stoppata sul nascere l’inquietante presenza di anziani cagnolini che osano sostare al di fuori dei negozi cittadini.

Sia ben chiaro che rispettiamo e siamo grati a coloro che devono fare applicare le regole che consentono la civile convivenza: la polizia municipale svolge un lavoro difficile e spesso non riconosciuto secondo giustizia.

Ma siamo davvero sicuri che siano queste le priorità di una città allo sbando come Venezia?

Se la politica deve dare indicazioni sulle priorità da seguire e legiferare in materia è evidente che la scarsa conoscenza della realtà cittadina sta creando situazioni ingovernabili, i cittadini appaiono indifesi di fronte a situazioni intollerabili e imbarazzanti per gli stessi tutori dell’ordine.

Per questo, il Gruppo 25 Aprile manifesta la sua solidarietà al Prof. Ken Howard e ricorda che con questo spirito neppure Turner o Monet avrebbero mai potuto operare a Venezia e donare la loro arte al mondo.

A ben pensarci, forse anche i venezianissimi Guardi o Canaletto sarebbero stati costretti ad emigrare ma, dato il modus operandi della politica locale negli ultimi decenni, questo ce l’aspettavamo già.

Venezia, 27 agosto 2018

Nella foto che segue (grazie a Stefano Varponi), il professor Ken Howard con il “corpo del reato”. Nelle due foto precedenti, gli articolo di Eugenio Pendolini per la Stampa e Giorgia Pradolin (Gazzettino).

Ken Howard by Stefano Varponi

TAR Veneto: una sentenza che non convince

Il TAR decide sul referendum: Questa separazione non s’ha da fare!

di Giacomo Menegus*

Lo scorso 14 agosto è stata pubblicata l’attesa sentenza del TAR Veneto sui ricorsi promossi da Comune e Città metropolitana avverso il referendum per la separazione tra Mestre e Venezia. La decisione, che boccia la consultazione, aderendo pressoché in toto alle censure mosse dai ricorrenti, suscita più di qualche perplessità, visti gli argomenti quantomeno discutibili impiegati dal giudice amministrativo in motivazione.

Riducendo al nocciolo la questione oggetto del contendere, si può dire che il giudice amministrativo fosse chiamato a decidere se – per dividere il territorio comunale in due distinti comuni – fosse legittimo il procedimento descritto dalla legge regionale n. 25 del 1992, seguito in questo caso da Regione e promotori della consultazione; oppure se fosse necessario percorrere il diverso e più articolato procedimento indicato dalla legge Delrio (art. 1, comma 22), come sostenevano Comune e Città Metropolitana.

Per comprendere appieno i termini della questione – a dire il vero non semplici – è necessario fare qualche passo indietro: prima dell’istituzione delle Città metropolitane, la competenza per l’istituzione di nuovi Comuni spettava senza dubbio alle Regioni. Lo stabiliva (e lo stabilisce tuttora) con chiarezza una disposizione della Costituzione, l’art. 133, comma 2, Cost., che recita: «La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni». Per quanto riguarda il Veneto, la legge regionale di riferimento – che detta il procedimento per l’istituzione di nuovi comuni – è la n. 25 del 1992 (con successive modificazioni).

Nel 2014, a distanza di diversi anni dalla loro previsione in Costituzione (realizzata con la riforma del 2001) venivano finalmente istituite le Città Metropolitane con la cosiddetta legge “Delrio” (l. n. 56 del 2014).

Al vertice dell’organizzazione di tali enti si colloca il Sindaco metropolitano che “di diritto” (cioè automaticamente) è il Sindaco del Comune capoluogo metropolitano. Il Sindaco metropolitano non è quindi eletto da tutti i cittadini della città metropolitana (che nel nostro caso corrisponde all’ex-Provincia di Venezia), ma dai soli cittadini del capoluogo (Comune di Venezia).

La legge lascia comunque aperta la possibilità che, nello Statuto metropolitano, si decida diversamente, consentendo a tutti i cittadini metropolitani (compresi quelli residenti fuori dal capoluogo) di eleggere direttamente il Sindaco e il Consiglio metropolitano.

Per far ciò però la stessa legge richiede che il Comune capoluogo sia prima scorporato in più Comuni, secondo l’articolato procedimento descritto all’art. 1, comma 22, della legge.

Il senso della norma è chiaro: si vuole evitare la compresenza, sullo stesso territorio, di due figure politicamente forti, quali sarebbero il Sindaco metropolitano (forte dell’investitura elettorale dell’intera città metropolitana) e il Sindaco del capoluogo (posto alla guida del centro più importante della Città metropolitana). Il legislatore temeva l’insorgere di conflitti tra Sindaco metropolitano e Sindaco del capoluogo che – specie se i due Sindaci fossero stati espressione di diversi e contrapposti movimenti politici – avrebbero potuto condannare la neonata Città metropolitana all’inefficienza e alla paralisi. Per questo la legge dispone che, qualora si opti per l’elezione diretta del Sindaco metropolitano, si depotenzi al tempo stesso il Sindaco del capoluogo, provvedendo preventivamente a suddividere il capoluogo in comuni più piccoli, con un peso politico meno rilevante.

La previsione di un procedimento di scorporo del capoluogo collegato all’elezione diretta del Sindaco metropolitano ha generato tuttavia confusione e perplessità: quale procedimento applicare nel caso in cui si voglia dividere il comune capoluogo, senza che tale divisione abbia nulla a che fare con l’elezione diretta del Sindaco metropolitano? Insomma, in un caso come quello del Comune di Venezia, nel quale non interessa affatto introdurre l’elezione diretta del Sindaco metropolitano, ma si vuole semplicemente far nascere due distinti comuni, quale procedimento va seguito?

Tale quesito, cui si sarebbe dovuto rispondere senza troppi patemi seguendo semplicemente il dettato costituzionale, ha invece visto affermarsi l’idea che il procedimento indicato dalla legge Delrio fosse divenuto l’unico procedimento applicabile per la divisione in più Comuni del capoluogo metropolitano. Ed è questa la tesi sposata dal TAR Veneto.

Fatta questa breve premessa, si può procedere con l’esame delle motivazioni della sentenza.

Per chi volesse leggere direttamente il testo della sentenza (pubblicata sul sito http://www.giustizia-amministrativa.it), la sezione che interessa è quella in “Diritto”: di questa, una prima parte è tutta dedicata all’esame delle questioni processuali. L’esame del merito inizia con la lettera A2) e prosegue fino alla fine del provvedimento.

Gli argomenti impiegati dal giudice amministrativo possono essere distinti in due gruppi: da una parte, quelli connessi alla supposta incompatibilità della procedura seguita da promotori e Regione (punti A2, B2 e C2); dall’altra, quello attinente alla formulazione del quesito referendario (D2).

Cominciamo dai primi.

L’argomento centrale impiegato dal TAR è il seguente: la legge Delrio impone – qualora non siano eletti direttamente il Sindaco e il Consiglio metropolitano – che il capoluogo della Città metropolitana sia (e permanga) il Comune più popoloso della stessa (punto A2). Il referendum porterebbe invece il capoluogo – che rimarrebbe il Comune di Venezia, ridotto alla sola parte lagunare – ad avere una popolazione considerevolmente inferiore al neonato Comune di Mestre e pertanto non sarebbe ammissibile.

Che il capoluogo della Città metropolitana debba essere anche il Comune più popoloso lo si dovrebbe indurre – dato che non è espressamente previsto dalla legge – da due disposizioni della legge Delrio (art. 1, commi 19 e 21): la prima individua nel Sindaco del capoluogo il Sindaco metropolitano di diritto; la seconda impone il rinnovo del Consiglio metropolitano qualora sia rinnovato il Consiglio del Comune capoluogo.

Secondo il TAR queste disposizioni sarebbero prive di senso se il capoluogo non fosse anche il Comune più popoloso: il Sindaco del capoluogo è sindaco metropolitano di diritto «per l’evidente ragione che esso è il Sindaco più rappresentativo, rappresentando il Comune con il maggior numero di abitanti tra i Comuni della Città metropolitana»; il Consiglio metropolitano si rinnova nel momento in cui è rinnovato il Consiglio del Comune capoluogo perché «il Comune capoluogo esprime, rispetto agli altri Comuni della Città metropolitana, il corpo elettorale più numeroso». Tale “equilibrio” sarebbe «espressione del principio di rappresentanza democratica, quindi, in definitiva, dello stesso principio democratico che permea il nostro ordinamento sin dall’art. 1 della Costituzione, cosicché la sua alterazione o compromissione, lungi dal rappresentare una questione di mera opportunità, vulnera alla radice la stessa conformità alla Costituzione del nuovo Ente: quest’ultimo diventerebbe una sorta di “scheggia impazzita”, di elemento dissonante, nell’ambito del nostro ordinamento costituzionale, non rispondendo più a basilari regole di rappresentanza democratica».

Il ragionamento del giudice amministrativo è sorprendente.

Il Comune capoluogo dev’essere il Comune più popoloso perché solo così si garantisce la rappresentatività del Sindaco metropolitano e la ragionevolezza del contestuale rinnovo del Consiglio del capoluogo e di quello metropolitano.

È una strana declinazione del principio di rappresentanza democratica, direi inedita.

Sarebbe interessante capire quale genere di rappresentatività democratica garantirebbe il Sindaco del Comune capoluogo rispetto a tutti i cittadini metropolitani che vivono al di fuori del Capoluogo e che pertanto non partecipano alla sua elezione (né diretta né indiretta), tanto nel caso in cui il Capoluogo sia il Comune più popoloso, tanto che non lo sia. Quale rappresentatività garantirebbe rispetto ad un cittadino di Mira, di Portogruaro, di Jesolo, di Chioggia? Il fatto è che semplicemente il Sindaco metropolitano “di diritto” non è rappresentativo di tali cittadini, né se il Comune capoluogo rimane il più popoloso né se vede considerevolmente ridotta la propria popolazione.

Che il ragionamento del TAR Veneto non sia irreprensibile sotto il profilo logico, prima ancora che giuridico, lo si intuisce anche da alcuni passi della motivazione posti “a supporto” della tesi sostenuta: si dice, ad un certo punto, che il Sindaco metropolitano – in esito alla divisione del Comune voluta dai fautori del referendum – «non avrebbe più quasi nessun legame di rappresentanza territoriale con il Consiglio, perché circa il 90% dei Consiglieri Metropolitani sarebbe espressione di un territorio diverso da quello di cui è espressione il Sindaco».

Allo stato attuale invece, con appena 6 Consiglieri “veneziani” su 18, il Sindaco garantisce una maggiore rappresentatività? Di quale percentuale della popolazione metropolitana dovrebbe essere espressione il Sindaco metropolitano per assicurare questa rappresentatività del “Comune più popoloso”? Almeno il 20%, il 30% o più? Perché, allo stato attuale, ci sono Sindaci metropolitani che rappresentano poco più del 20% della popolazione (Firenze, Bari), altri più del 30% (Reggio Calabria circa 32%, Bologna 38%), altri ancora addirittura il 68% (Genova). O è sufficiente che il Sindaco metropolitano sia semplicemente il Sindaco del Comune capoluogo=Comune più popoloso per garantire la rappresentatività democratica dell’organo, a prescindere dalla porzione di popolazione metropolitana effettivamente rappresentata?

È evidente che qualcosa non torna.

Il punto è che il Legislatore non ha individuato il Sindaco metropolitano nel Sindaco del Comune capoluogo per rispondere ad esigenze di rappresentatività democratica. Anzi un certo deficit democratico rappresenta uno dei tratti caratterizzanti della Città metropolitana, per come disciplinata dalla legge Delrio. A conferma di ciò, basti ricordare che uno dei punti più aspramente criticati in dottrina della Legge Delrio è stata proprio la mancata previsione di elezioni dirette del Sindaco e del Consiglio e che il tema è stato pure oggetto di ricorso dinanzi alla Corte costituzionale (poi respinto, ma con motivazioni criticatissime persino dai fautori della costituzionalità della legge).

Il Sindaco del Comune capoluogo è Sindaco metropolitano di diritto in ragione del ruolo particolare e dell’importanza del Comune capoluogo intorno a cui si aggrega la Città metropolitana, non per questioni rappresentative.

Si può discutere se il Comune di Venezia – ristretto alle sole isole della Laguna – manterrebbe la propria centralità nella Città metropolitana o la perderebbe a favore di Mestre.

Resta comunque il fatto che l’argomento della necessaria corrispondenza tra Comune capoluogo e Comune più popoloso in funzione di una maggiore rappresentatività democratica degli organi della Città metropolitana – argomento su cui si basa l’impianto motivazionale della sentenza – non ha alcun serio fondamento.

La pronuncia del TAR Veneto si segnala però per un’ulteriore criticità: cercando di salvare una supposta razionalità dell’organizzazione della Città metropolitana tracciata nella Legge Delrio, finisce per disattendere il dettato costituzionale ed opera un inammissibile rovesciamento della gerarchia delle fonti del diritto, facendo sostanzialmente prevalere una legge ordinaria – peraltro secondo un’interpretazione della stessa piuttosto discutibile – sulla Costituzione. La Carta parla chiaro infatti: «La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni» (art. 133, comma 2, Cost.). Si tratta di una norma attributiva di competenza, competenza consegnata in toto alle Regioni.

La Legge Delrio (legge dello Stato) non può disciplinare l’istituzione di nuovi comuni, per il semplice motivo che lo Stato non è competente sul tema. Bisogna pur ricordare che la disciplina adottata con la legge Delrio in tema di Città metropolitane trova il suo fondamento costituzionale nell’art. 117, comma 2, lett. p), che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; mentre la competenza regionale in materia di variazioni territoriali dei comuni continua a persistere in capo alle Regioni in virtù dell’art. 133, comma 2, Cost.

Già il fatto che la legge Delrio abbia previsto una diversa (e necessaria) procedura di scorporo del Comune capoluogo funzionale alla diretta elezione del sindaco metropolitano (art. 1, comma 22) solleva più di qualche dubbio di legittimità costituzionale; se tale previsione ha passato indenne il vaglio della Corte costituzionale (Corte cost. n. 50 del 2015), dinanzi alla quale era stata impugnata, lo si deve probabilmente anche al fatto che lo scorporo è funzionale all’elezione diretta del Sindaco metropolitano (e si può perciò far rientrare, seppur a fatica, nella legislazione elettorale) e che il procedimento previsto dalla legge Delrio – a ben vedere – solo a tale ipotesi andrebbe applicata, ferme restando per tutti gli altri casi competenza e procedure regionali.

Il giudice amministrativo sembra invece svalutare il dettato costituzionale e il conseguente obbligo di interpretare le disposizioni della Delrio in conformità con la Costituzione (e non viceversa). L’unica procedura ammissibile per i Comuni capoluogo di Città metropolitana è ritenuta essere quella tracciata dalla legge Delrio; che sarebbe addirittura rispettosa dell’art. 133, comma 2, Cost., dal momento che l’istituzione dei nuovi comuni derivanti dallo scorporo sarebbe da farsi con legge regionale (così prevede l’art. 1, comma 22).

Si tratta però di un ulteriore fraintendimento delle norme, dal momento che l’iniziativa per lo scorporo del Comune capoluogo secondo la legge Delrio spetta al medesimo Comune capoluogo. Il che equivale a dire che – pur concludendosi con una legge regionale – il procedimento non è nella disponibilità della Regione, diversamente da quanto è previsto dall’art. 133, comma 2, Cost. (oltre ad essere disciplinato, per i tratti più salienti, da una legge dello Stato).

Qualche parola merita infine l’affermazione per cui il quesito del referendum sarebbe stato privo dei necessari caratteri di chiarezza, semplicità, coerenza, completezza e univocità (punto D2), perché recitava: «È lei favorevole alla suddivisione del Comune di Venezia nei due Comuni autonomi di Venezia e Mestre, come da progetto di legge di iniziativa popolare n. 8?», senza determinare puntualmente quale parte del territorio comunale sarebbe andata a Mestre e quale a Venezia. Se è pur vero che con Mestre non si designa l’intera terraferma e con Venezia non si identifica l’intera area lagunare del Comune (un’indicazione delle località avrebbe forse meglio soddisfatto i predetti requisiti), è anche vero che il senso della consultazione era chiaro a chiunque e la bocciatura dell’iniziativa referendaria sotto questo profilo pecca di un formalismo eccessivo.

La sentenza svolge altre e ulteriori considerazioni: tra le altre, si ricordano quella per cui la suddivisione del Comune andrebbe ad incidere sulla competenza statale in materia di organi di governo della Città metropolitana (punto B2) e quella per cui la popolazione interessata al referendum sarebbe quella metropolitana e non solo quella del Comune di Venezia (C2). Si tratta però di argomentazioni che appaiono secondarie ai fini della decisione e comunque consequenziali rispetto alle premesse iniziali già trattate.

Col senno di poi, la scelta del Governo di ritirare il ricorso per conflitto di attribuzioni pendente davanti alla Corte costituzionale ha finito per rivelarsi controproducente per la causa referendaria: si voleva lasciare via libera al voto, ma si è sostanzialmente impedito alla Corte costituzionale di fare chiarezza sul punto. Non si può scommettere che la Corte si sarebbe espressa in modo diverso dal TAR, ma a Palazzo della Consulta si sarebbe probabilmente trovata maggiore sensibilità per i profili squisitamente costituzionalistici della questione, in rapporto ai quali il giudice amministrativo – si è visto – non ha mostrato grande dimestichezza.

Che fare ora?

Una via è già stata indicata dai soccombenti: ricorso al Consiglio di Stato con domanda di sospensiva. Visti gli inciampi in cui è incorso il giudice di primo grado, non è affatto improbabile che il ricorso sia accolto.

Altra strada – già caldeggiata – è quella della modifica legislativa della legge Delrio, che richiede tuttavia una solida (e consapevole) volontà politica per avere successo.

Sul punto occorre inoltre fare attenzione. Servono modifiche mirate, volte a rendere espresso il fatto che il procedimento di scorporo del Comune capoluogo previsto dalla legge Delrio si applica solo e limitatamente all’ipotesi di elezione diretta del Sindaco metropolitano; mentre la competenza e le procedure regionali permangono in tutti gli altri casi, anche se riguardano il Comune capoluogo.

Si tratterebbe di intervento fatto comunque nella consapevolezza che – prima o poi – sarà necessario rimettere mano all’impianto complessivo della legge, che finora ha offerto risultati piuttosto deludenti. Un intervento riformatore che magari si fondi – almeno stavolta – su una riflessione seria, approfondita e documentata circa il ruolo e le funzioni delle Città metropolitane, non inquinata da logiche di risparmio ad uso propagandistico e gretti localismi.

Mi sembra invece da evitare un intervento legislativo che vada a semplificare il procedimento previsto dalla Delrio: considerato che la materia, come si è visto, si colloca su un confine incerto tra competenza regionale in tema di istituzione di nuovi comuni e competenza statale in tema di legislazione elettorale delle Città metropolitane, mettervi mano significherebbe rischiare di riattivare il contenzioso tra Stato e Regioni dinanzi alla Corte costituzionale, con esiti alquanto incerti.

Insomma, le strade percorribili sono due, che non si escludono a vicenda: giudiziaria e legislativa; il tempo stringe tuttavia e se pure la consultazione – come auspicano i promotori del referendum – si dovesse tenere il 30 settembre, non vi sarebbe più spazio per un dibattito serio nel merito della separazione tra Venezia e Mestre, capace di andare al di là di semplici boutade propagandistiche.

Il tutto in danno di un voto consapevole e informato su una questione così importante per il futuro delle due città.

* (Dottore di ricerca in Diritto costituzionale, Università di Ferrara)

Panda Day

Schei contro bagigi? Comunicato stampa del G25A

Venezia, 12 agosto ’18
Comunicato stampa
Con riferimento all’articolo “La pubblicità fai da te dell’imprenditore non piace a Vela”, apparso oggi sia nell’edizione cartacea che in quella online del Gazzettino,
e con particolare riferimento al sottotitolo “Dopo le critiche del gruppo 25 aprile è arrivata la decisione”,
desideriamo precisare quanto segue.
  1. il gruppo25aprile non ha chiesto né sollecitato a VeLa o ad AVM una decisione nel senso indicato, e nemmeno si era espresso in materia. All’interno del gruppo chiuso le discussioni sono molteplici e il tema è stato affrontato come tanti altri, senza prese di posizione ufficiali;
  2. Nel merito della vicenda, dato che siamo stati tirati in ballo ci sentiamo a questo punto di esprimere apprezzamento per l’autonoma decisione con cui i vertici aziendali hanno interrotto una campagna pubblicitaria che da molti residenti è stata percepita come di cattivo gusto;
  3. nel metodo, auspichiamo che decisioni di questo tipo vengano comunicate agli operatori interessati prima dell’inizio della campagna pubblicitaria e non dopo;
  4. alle affermazioni del Signor Micheletti, che al Gazzettino afferma di aver ricevuto offese nel nostro gruppo facebook, serenamente rispondiamo che il fatto non sussiste, offese non ce ne sono state e di lui fino ad oggi non conoscevamo neanche il nome. Il fatto che la campagna pubblicitaria “schei, miga bagigi” sia a lui riconducibile è stato reso noto soltanto oggi dall’articolo in questione.
  5. Campagne pubblicitarie come questa possono piuttosto ritenersi offensive per i residenti che sempre maggiori difficoltà incontrano nel reperire un alloggio a causa dell’inesorabile trasformazione di ogni metro quadro in locazioni turistiche che portano “schei”, mentre i residenti sono implicitamente associati ai “bagigi”.
  6. Su questo tema il gruppo25aprile ribadisce il proprio impegno civico dalla parte dei residenti, senza crociate e senza caccia alle streghe che non sono nel nostro stile.

12 ago 18 anna marin

Foto: Anna Marin

L’articolo del Gazzettino:

schei 12 agosto 18

 

#MiNoVadoVia: faccio spesa in Pescaria

Qualche numero sulla mobilitazione lanciata dalla nostra pagina facebook: 346 condivisioni, 63.149 visualizzazioni e 1.288 persone iscritte all’evento:

https://www.facebook.com/events/671092613258477/

Un grazie a chi è andato/a in pescaria a Rialto oggi, mille grazie a chi lo farà nei prossimi giorni: siamo solo all’inizio, questa battaglia non si vincerà in un giorno e noi vogliamo vincerla.

Il nostro appello alla cittadinanza e agli ospiti di Venezia è: chi è in città ci vada nei prossimi giorni o quando tornerà dalle ferie. Non lo facciamo per la gloria di questo gruppo che avrà mille difetti ma almeno ci prova, a invertire la rotta: lo facciamo per chi a Rialto ci lavora e si alza alle 3 del mattino.

Insieme possiamo ancora farcela, a invertire la rotta, e le prime reazioni lo testimoniano:

R 7 ago 18

Non lo facciamo per noi stessi ma per una città che senza quel mercato non sarebbe più la stessa. Lo ha capito anche la stampa estera che alla mobilitazione ha già dedicato questo articolo:

https://www.telegraph.co.uk/news/2018/08/06/historic-venice-fish-market-fights-survival-local-shoppers-replaced/?WT.mc_id=tmg_share_fb

Lo hanno capito i mass media e le televisioni che stamattina erano sul posto e ci hanno regalato dei servizi memorabili, come quello di Tommaso Stoppa per Rete Veneta (con le interviste agli operatori “superstiti”):

e questo video con articolo, opera di Antonella Gasparini:

http://www.veneziatoday.it/attualita/mercato-pescheria-rialto-appello-veneziani.html

Ne hanno parlato anche quotidiani nazionali come La Stampa che alla vicenda ha dedicato una pagina intera con richiamo in prima pagina:

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R la stampa 6 agosto

..ma il compito spetta a noi e soltanto a noi: perché è solo con esempi concreti e con la nostra presenza che potremo spingere un’amministrazione comunale “assente” a fare finalmente la sua parte.

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Foto: Nicoletta Frosini

Testo: Marco Gasparinetti

Siete utenti di Twitter? Passate parola anche là!

All’inizio erano 80 mila euro..

#ZuccheroAmaro ultimi sviluppi, proviamo a riepilogarli?

Terza puntata, “il Segreto della Sfinge”:

Sfinge

  1. All’inizio erano 80mila euro netti per manutenzione e restauri di Piazza San Marco, ricordate? Pomposamente annunciati e ribaditi anche nel comunicato stampa ufficiale del Comune di Venezia
  2. L’accesso agli atti effettuato dal consigliere comunale Davide Scano ha dimostrato che gli 80mila non ci sono mai stati; esisteva invece un’offerta di 60mila euro che VeLa ha deciso di incamerare come “corrispettivo consulenza” mettendoci in omaggio la COSAP e altre cosucce con il risultato che il gettito per VeLa (per lei e NON per le casse comunali) scenderà sotto i 50mila da usare per altri fini. Quali?
  3. Interpellata dai quotidiani, VeLa dichiara che la rimanenza (non quantificata) verrà destinata al servizio di “Guardians” in area marciana. Abbiamo udito bene? Dai restauri della piazza alla manutenzione degli steward? Manutenzione o “lifting” per le hostess, se volessimo cavarcela con una battuta, ma non lo faremo quindi proseguiamo con l’analisi delle varie versioni propinate alla stampa:
  4. Come riportato dalla stampa locale, quel servizio consiste in 7.644 ore di servizio nelle aree nevralgiche della città: piazza San Marco, piazzale Roma, fondamenta Santa Lucia, l’area Realtina, Santi Apostoli, Fondamente Nove, Campo della Carità, Campo San Bartolomeo“ (fonte: VeneziaToday). Peccato che sia già stato finanziato con delibera ad hoc di cui il Consiglio comunale intero ha potuto prendere conoscenza in occasione del voto sulla variazione di bilancio: 200mila euro dal Comune a VeLa, e adesso come la mettiamo?
  5. Incidenter tantum, fonti anonime a noi dicono che i poveri “steward” vengono pagati 6 euro all’ora, ampiamente coperti dai 200.000 già stanziati. I conti non tornano carissima VeLa, e a questo punto siamo tentati di chiedere conto anche di altre gestioni che fanno capo a VeLa. Un esempio per tutti:
  6. la porzione di Arsenale “restituita alla città” e che in realtà viene utilizzata esclusivamente per feste private, con un gettito complessivo che ha superato il milione di euro mentre alla manutenzione dell’Arsenale non è stata destinata una sola goccia di quel fiume di denaro gestito con la più grande discrezionalità dalla stessa VeLa che ha incamerato i soldi inizialmente destinati da Zucchero a Piazza San Marco. Ora di fare luce, sul modo in cui VeLa gestisce certi spazi e sul ritorno per la collettività. Le zone d’ombra non si addicono a una partecipata comunale, anche se i suoi vertici sono al di sopra di ogni sospetto.

#ZuccheroAmaro: che fine hanno fatto i soldi?

Z1

Comunicato stampa

Venezia 6 agosto 2018

Dopo attento esame dei documenti ottenuti grazie all’istanza di accesso agli atti,

Prendendo atto con stupore e incredulità delle risposte evasive e fumose di VeLa, che in realtà sembrano confermare la realtà dei fatti denunciati,

il Gruppo25Aprile appoggia e sostiene l’interpellanza presentata dai consiglieri comunali Davide Scano e Sara Visman (M5S) che qui trascriviamo per conoscenza di tutti:

INTERPELLANZA a risposta orale in Commissione ai sensi dell’art. 8 del Reg. C.C.

Premesso che

  1. il 3 maggio scorso è pervenuta presso il Comune di Venezia la richiesta, formulata dalla società F&P Group S.r.l., di organizzare in Piazza San Marco due concerti del noto artista italiano Zucchero Fornaciari. Le due serate, previste per il 3 e 4 luglio, sarebbero state le uniche due date italiane del tour europeo del cantante;

  2. nella proposta della società è scritto che “nell’ottica poi di lasciare un segno tangibile alla città, ci impegniamo sin d’ora a versare, come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco, la cifra di 60.000 euro secondo modalità che verranno concordate”. Si richiede poi “di poter entrare nell’area sin dal 27 giugno per l’allestimento, utilizzando poi il 5 e 6 luglio per lo smontaggio”;

  3. nella relazione tecnica, allegata alla domanda depositata, si precisa che “sono previsti 4.999 posti a sedere”, che “la superficie complessiva della piazza disponibile per il calpestio presenta dimensioni planimetriche di circa 150 x45 metri con superficie complessiva di circa mq 7.200” ed infine che l’area sarà, di fatto, completamente transennata e/o limitata con barriere metalliche;

  4. nello stesso documento si elenca poi una serie di “richieste preliminari” per lo svolgimento della manifestazione. Trattasi, in particolare, de:

  • l’occupazione del suolo è richiesta da 29 giugno 2018 al 6 luglio 2018 (montaggio, show days e smontaggio)”;

  • esposizione materiali pubblicitari”;

  • ausilio della P.L./Protezione Civile a garanzia e presidio integrativo della Piazza in aggiunta agli addetti AGE interni all’organizzazione”;

  • prolungamento dell’orario per l’ambulatorio medico attrezzato in Piazza…”;

  • l’apertura fino al termine del concerto della batteria servizi igienici posti sul retro della Piazza San Marco…”;

  • “…mettere a disposizione l’impianto elettrico in BT di potenza massima KW 200 […] per utilizzare energia a servizio dello show”;

premesso inoltre che

  1. con e-mail del 29 giugno scorso, il Gabinetto del Sindaco, nella persona del dott. Morris CERON, scrive a Ve.La. S.p.A. in merito all’evento chiedendo “di procedere alla contrattualizzazione della proposta allegata” (cioè quella inviata da F&P il 03 maggio).

Poi aggiunge di “coordinare tutte le attività autorizzative e supervisionare lo svolgimento della manifestazione, con l’obbiettivo di minimizzare gli impatti sulla città durante tutte le fasi, dall’allestimento alla conclusione dell’evento”;

  1. ebbene, nel brevissimo lasso di tempo intercorrente tra il 29 giugno ed il 3 luglio, Ve.La. ha firmato con la società privata un contratto per “servizi di consulenza tecnica e amministrativa nell’organizzazione delle riprese…” (il termine “riprese” è ovviamente un refuso dovuto al copia e incolla da un altro contratto);

  2. con il contratto, “Ve.La. si impegna a coordinare […] per l’ottenimento dei seguenti permessi” (dichiarazione di pubblico interesse, autorizzazione ad effettuare i concerti, convocazione della C.d.S., esposizione temporanea mezzi pubblicitari) ed a mettere “a disposizione 20 spazi pubblicitari 70×100 presso il circuito di imbarcaderi ACTV in gestione”;

  3. a carico di F&P Group sembrano ricadere invece, apparentemente, quasi tutte le rimanenti attività con relativi costi. Quest’ultima poi “autorizza, previo accordo con l’artista, ad inserire il concerto di “Zucchero” nella campagna del Comune #enjoyrespectVenezia”.

Inoltre si prevede che “F&P si impegna a fornire a Ve.La., a titolo gratuito, 100 biglietti per ciascuno dei concerti di Zucchero programmati il 3 e 4 luglio 2018 nei seguenti settori: 30 posti di poltronissima, 30 posti di seconda poltrona e 40 posti di terza poltrona”;

  1. al capitolo “Corrispettivo”, si prevede che “a fronte della consulenza […] subordinatamente all’ottenimento dei permessi […] F&P corrisponderà a Ve.La. un corrispettivo di Euro 60.000 oltre IVA”. Poco dopo si aggiunge che “il corrispettivo sarà inclusivo dei canoni COSAP e CIMP per lo svolgimento della manifestazione”;

  2. Ve.La. , nella nota di risposta ad una mia istanza di accesso agli atti, mi ha comunicato che gli “oneri derivanti dalla COSAP”, compresi nella cifra di 60.000 euro, saranno poi versati al Comune di Venezia “nei tempi tecnico-amministrativi connaturati alla tipologia di pratica” (!);

considerato che

  1. Lei ha dichiarato pubblicamente in più occasioni che l’artista avrebbe donato alla città una cifra tra i 70-80 mila euro. Anche dopo lo svolgimento dei due concerti, ha dichiarato, con comunicato stampa del Comune del 04.07.2018 che “l’artista ha donato 80 mila euro alla città che verranno utilizzati per manutenere la piazza e aiutare in modo concreto Venezia”: questo messaggio ha aiutato, inconsapevolmente o meno, a far “digerire” meglio ai veneziani l’idea di ospitare nuovi concerti nel delicato contesto di Piazza San Marco, dopo un lungo stop durato sette anni; Da quanto sopra descritto, emerge tuttavia in modo evidente che quanto da Lei dichiarato non corrisponde affatto al vero;

  2. Ve.La. non ha eseguito il semplice input ricevuto dall’Amministrazione comunale ma ha deciso, autonomamente o meno, di trasformare una “donazione” di 60.000 euro, a cui poi avrebbero dovuto sommarsi le normali imposte previste da leggi e regolamenti, in un corrispettivo all inclusive;

  3. non c’è alcuna donazione per la città di Venezia e la sua Piazza ma, soltanto, un corrispettivo per l’operato di Ve.La. ed un importo, non meglio precisato, a titolo di COSAP che il Comune incassa di regola per ogni occupazione di suolo pubblico;

  4. all’inesistente donazione si aggiungono i 200 biglietti consegnati a Ve.La. e distribuiti a pioggia, pare, ad assessori, consiglieri comunali, dirigenti comunali e delle partecipate, parenti, amici, ecc. Il controvalore di tali biglietti, pari a 22.000 euro, è anch’esso considerabile una parte di donazione sottratta alla città.

Sottratto, peraltro, al solo scopo di permettere a duecento persone del cd establishment cittadino di andare al concerto quando, si presume, il 99,9% di queste persone si sarebbe potuta comprare il biglietto da sé;

  1. dai quaderni di bordo dei motoscafi “blu” di Ca’ Farsetti risulta che, durante la seconda serata del concerto, una barca ha portato vari esponenti politici, alle 20:00, da P.le Roma al “Todaro” in Piazza San Marco (il registro cita: “Colle, Zaccariotto, D’Este più altri”). Lo stesso natante ha fatto probabilmente il viaggio di ritorno, alle 00:15 del giorno dopo, da Ca’ Farsetti fino a P.le Roma (il registro indica, sbrigativamente: “assessori vari più altri”);

premesso e considerato tutto quanto sopra,

si chiede:

  1. di spiegare i motivi per cui abbia mentito all’intera città, sulla vicenda qui descritta. Peraltro, mettendo in cattiva luce il grande artista italiano che immaginiamo desiderasse realmente fare una donazione alla città, in cui ha comprato pure casa di recente;

  2. se e quali misure adottare, nell’immediato, nei confronti dell’Amministratore unico di Ve.La. e/o dei suoi dirigenti apicali dato che, com’è evidente, hanno agito in palese violazione di quanto era stato loro comunicato dal Capo di Gabinetto;

  3. di valutare la revoca dell’affidamento a Ve.La. del “servizio di promozione turistica e culturale della città di Venezia” ai sensi dell’art. 10 del disciplinare di cui alla delibera GC n. 79 del 28.02.2014;

  4. di quantificare l’esatto importo dovuto a titolo di COSAP, a fronte dell’occupazione di suolo pubblico d’una porzione della Piazza San Marco (circa 7.000 mq) dal 29 giugno al 6 luglio;

  5. di quantificare l’esatto importo dovuto per la concessione dei citati 20 impianti pubblicitari e la relativa CIMP;

  6. se, come sembra dalla Relazione tecnica della manifestazione, i consumi di energia elettrica siano stati pagati da Ve.La. e dunque se i relativi costi siano da ricomprendere nella somma di 60 mila euro. Nel caso, si quantifichi la spesa;

  7. se, come sembra dal vademecum di Ve.La., per “ottenere lo spegnimento dell’illuminazione pubblica” sia stato impiegato un tecnico comunale e se la relativa spesa sia da ricomprendere, anch’essa, nella somma di 60 mila euro. Nel caso, si quantifichi la spesa;

  8. di spiegare se il servizio di sicurezza prestato dai circa 30 agenti della Polizia Locale, presenti durante le due serate, sia stato fatturato ai sensi dell’art. 22, comma 3 bis, del D.L. 50/2017 convertito nella Legge 21 giugno 2017 n. 96;

  9. di indicare puntualmente a chi siano stati consegnati i 200 biglietti “omaggio”: nome, cognome e titoli di merito;

  10. di spiegare se, veramente, si può considerare “scopi istituzionali” la partecipazione ad un concerto al fine di utilizzare la barca “blu”, con la spesa poi degli straordinari del pilota fino a notte fonda.

Zucchero amaro per Piazza San Marco

Come possono 80 mila euro svanire nel nulla?

Parliamo della cifra citata dai giornali come “donazione” di Zucchero al Comune che a lui e soltanto a lui ha permesso di organizzare due serate in piazza San Marco, con un incasso lordo stimabile in 1.400.000 euro circa a beneficio degli organizzatori.

Gli annunci trionfali di quei giorni sono rimasti nella memoria di tutti, e il “regalo” dell’artista voluto dal sindaco in persona meritava un approfondimento: dovere civico di gratitudine, visto che saremmo noi i beneficiari di quella liberalità.

Se siamo in grado di rendere pubblici i contenuti di un contratto che al punto 7 contiene una rigida clausola di riservatezza (valida per 5 anni, chissà perché) è grazie all’istanza di accesso agli atti del consigliere comunale Davide Scano (M5S) che li ha oggi rivelati nel corso di un’affollata conferenza stampa. La consultazione dei documenti strappa qualche risata amara, ma andiamo per ordine:

  1. Il 3 maggio 2018 la società F&P Group SrL indirizza al Sindaco di Venezia una lettera con cui chiede “la disponibilità di Piazza San Marco per un evento che vede coinvolto l’Artista Zucchero (NdR A maiuscola!) che ha espresso il grande desiderio di poter effettuare un suo concerto (NdR e a chi non piacerebbe?) come segno di legame con la città di Venezia, avendo scelto la città di Venezia come uno dei luoghi di sua residenza (NdR quindi comprandosi una terza o quarta casa, e allora? Qualche anno prima Elton John, che già si era comprato casa in Laguna, si era invece esibito gratuitamente nella stessa Piazza destinando i ricavi netti alle casse comunali per opere di conservazione e restauri);
  2. Precisiamo subito che in questa medesima lettera si trova in effetti la generosa offerta di cui tutti i giornali hanno poi parlato (anche se la cifra non corrisponde, ma su questo ritorneremo fra poco), espressa in questi termini: “Nell’ottica di lasciare un segno tangibile alla città, ci impegniamo fin d’ora a versare, come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco, la cifra di 60.000 euro secondo modalità che verranno concordate” (il grassetto è nostro, segnatevi bene queste parole per confrontarle con quanto poi accaduto).
  3. Con nota del 29 giugno (a 4 giorni dal concerto !!!) il Comune di Venezia conferisce mandato alla partecipata VeLa (amministratore unico: Piero Rosa Salva) di procedere alla contrattualizzazione dell’evento secondo quanto proposto da F&P” e VeLa invece che fa?
  4. F&P aveva proposto 60.000 euro netti “come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco”, ma VeLa la pensa diversamente e interpreta il mandato a modo suo: all’articolo 5 del contratto i 60.000 euro vengono incamerati direttamente da VeLa “a fronte della consulenza tecnica e amministrativa” di cui all’articolo 2, in cui VeLa si impegna a “coordinare la predisposizione della documentazione necessaria” per l’ottenimento di tutti i numerosi permessi richiesti in questi casi (a 4 giorni dall’evento, con un sabato e una domenica in mezzo? Un tale miracolo da compiere in due giorni lavorativi merita sicuramente un premio di produzione!) Pazienza per Piazza San Marco, conservazione e restauro sono completamente spariti nel contratto sottoscritto dalle parti. E i 60.000 euro allora che fine faranno?
  5. All’articolo 2 VeLa garantisce la “messa a disposizione di 20 spazi pubblicitari 70×100 presso il circuito di imbarcaderi ACTV”, e all’articolo 5 viene stabilito che “il corrispettivo sarà inclusivo dei canoni COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) e CIMP (Canone Installazione Mezzi Pubblicitari) per lo svolgimento della manifestazione. Gli unici soldi che affluiranno nelle casse comunali sono questi, ma sono soldi dovuti e non un atto di liberalità – anzi sono un grosso “sconto” rispetto ai 60.000 euro netti che erano stati spontaneamente offerti dalla F&P, dato che adesso invece vengono sottratti a quella cifra: quelli erano netti e si aggiungevano a quanto dovuto in virtù dei regolamenti in vigore su COSAP e occupazione di suolo pubblico. 
  6. Uno sconto in cambio di cosa, e perché 60.000 (lordi) invece degli 80.000 (netti) trionfalmente citati dal Sindaco? A rileggere il Gazzettino del 5 luglio vien da sorridere: “HA PAGATO TUTTO LUI E HA DATO 80MILA EURO ALLA PIAZZA”! E se la realtà dei fatti fosse invece diversa cosa dovremmo pensare? Chi ha mentito a chi?
  7. Una possibile risposta, ben nascosta nelle pieghe del contratto e ben protetta dalla clausola di riservatezza, la troviamo nell’ultimo capoverso dell’articolo 3, con cui F&P “si impegna a fornire a VeLa a titolo gratuito, 100 biglietti per ciascuno dei concerti programmati per il 3 e il 4 luglio“: in totale, 200 biglietti gratuiti il cui controvalore corrisponde grosso modo alla differenza fra i 60 mila e gli 80 mila euro citati dai giornali. Liberalità questa sì, ma a beneficio di chi? Trattenendo a fatica le risate (amare) che nascono spontanee dal confronto fra la versione ufficiale della propaganda e la realtà documentale di cui abbiamo potuto prendere visione grazie al consigliere comunale Davide Scano, abbiamo chiesto al comune amico Marin Starnudo di riassumere in qualche riga la vera storia del “regalo” e dei suoi beneficiari:

Venezia 29 giugno 2018. C’era una volta un privato che offriva 60.000 euro netti come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco in cambio della possibilità (da tutti agognata) di potersi produrre nella piazza più bella del mondo, con incassi e ritorno di immagine largamente superiori. In un normale negoziato la controparte cosa farebbe? Rilancerebbe o chiederebbe di più (alla Red Bull per poter girare un semplice video di pochi minuti sono stati chiesti 200.000 euro). In questo caso no: una donazione di 60.000 euro per conservazione e restauro si trasforma magicamente, nel giro di poche ore, nel corrispettivo di una “consulenza” comprensiva di COSAP e spazi pubblicitari, il cui importo al netto di quanto sopra verrà trattenuto da una partecipata comunale (per pagare premi di produzione ai dirigenti messi a dura prova da tanto stress?) anziché essere versata nelle casse comunali come tutti si aspettavano alla luce dei roboanti annunci ufficiali (che peraltro parlavano di 70/80.000 euro).

I conti non tornano e nemmeno i marchesi. Quando la realtà supera la fantasia, neanche i Diarii di Marin Starnudo riescono a stare al passo..

..per fargli ritrovare il sorriso, parliamo pure dei biglietti omaggio da 200 euro (unico “regalo” accertato allo stato attuale degli atti) e ricorriamo anche ad una seconda istanza di accesso agli atti, opera della consigliera comunale Sara Visman (M5S anche lei). Grazie a testimonianze oculari, Marin Starnudo aveva già riferito degli assessori “avvistati” a bordo di un motoscafo di servizio che li aveva scarrozzati non già alla “prima” (su quella chiuderemo un occhio) ma alla seconda serata in cui di “istituzionale” non c’era proprio nulla. L’accesso agli atti ha permesso di confermare la circostanza con tanto di nomi e cognomi (anche se sul quaderno di bordo appare un “e altri” che lascia immaginare una comitiva particolarmente numerosa).

Grazie a questa seconda istanza di accesso agli atti, Marin Starnudo tira un sospiro di sollievo ed è lieto ad annunciare che:

SI, un regalo  in effetti c’è stato. A beneficiarne sono stati gli Illustrissimi assessori che oltre a ricevere i biglietti omaggio per la poltronissima hanno anche potuto contare sul motoscafo di servizio (andata e ritorno) forse per paura di perdersi (ahinoi non ce n’è uno di loro che viva a Venezia) nel tragitto da Piazzale Roma a Piazza San Marco. Benché provvisti di abbonamento gratuito ai mezzi pubblici, hanno preferito la “barca blu”, per un evento che di istituzionale aveva ben poco.

Gli 80 mila euro di contributo ai restauri di Piazza San Marco? Dimenticati, come tante promesse elettorali – e non è colpa di chi aveva offerto la cifra ma di chi l’ha “dirottata” altrove, coprendo il tutto con una clausola di riservatezza.

 

Tacognaro o Caymans Stadium? Chi sono gli accomandanti?

Visti i roboanti proclami sul nuovo stadio a Tessera (e la conseguente demolizione del Penzo) ci è sembrato normale interrogarci sull’assetto societario del Venezia calcio che è attualmente presieduto dal medesimo mecenate che si occuperà del nuovo stadio. Come riscontrabile con una semplice visura camerale, il 99% del Venezia calcio è ormai controllato dal “Venezia FC 1907 LP” (Limited Partnership, corrispondente ad una SAS o Società in Accomandita Semplice) con sede legale dove?

Nelle isole Cayman.

“Verificheremo i possibili finanziatori, generosi e di buona volontà, che possano impegnarsi finalmente con serietà e trasparenza – aveva solennemente dichiarato il neo-sindaco Brugnaro fresco di elezione, il 21 giugno 2015.

Per offrire il massimo della trasparenza sono andati a cercarla proprio nelle isole Cayman, che fra tutti i paradisi fiscali brilla per discrezione e impermeabilità ad ogni domanda? Mistero della fede verde-arancio-nera ( i nuovi colori della squadra). Dato che altri (e non noi) avevano garantito trasparenza, andiamo a vedere in che termini la descrive il sito ufficiale di Transparency International:

https://www.transparency.org/news/feature/who_doesnt_know_the_cayman_islands_is_a_great_place_to_hide_money_the_cayma

Un gran posto per nascondere i soldi“, dunque, che non è proprio il sinonimo di “trasparenza”.. e il restante 1%? Appartiene ad altra società in accomandita semplice con sede legale allo stesso identico indirizzo (una PO box, casella postale) a GEORGE TOWN – GRAN CAYMAN 69.

Dato che Transparency non è l’unica fonte di saggezza, abbiamo verificato anche le informazioni fornite dall’azionista di riferimento del Venezia Calcio alla SEC (UNITED STATES SECURITIES AND EXCHANGE COMMISSION) con questo risultato:

https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1674201/000167420117000001/xslFormDX01/primary_doc.xml

A parte i “decline to disclose” (rifiuto di risposta) l’assenza di dati nel formulario non sorprende più di tanto: per citare money.it, “le Cayman sono uno dei pochi Paesi con una serie di leggi che permettono la fondazione e il mantenimento di una società senza pagare le tasse. Se la società è in essere per motivi di impresa allora è perfettamente legale e non una strategia di evasione fiscale”. Il dato più interessante è infatti un altro, ed è l’unico nome citato con responsabilità manageriali: Joe Tacopina, per l’appunto.

Interessante perché, è presto detto: caratteristica peculiare della Limited Partenrship è la presenza di soci “accomandanti” (che ci mettono i capitali e incassano i dividendi, ma non appaiono nell’organigramma) e “accomandatari” che invece gestiscono la società e non beneficiano della responsabilità limitata riconosciuta agli accomandanti.

In linea con le promesse di trasparenza del sindaco che in favore di questa società con sede legale nelle isole Cayman favorirà con tutti i mezzi la costruzione di un nuovo stadio, con conseguente demolizione dello stadio attuale, la nostra domanda è:

Chi sono i soci accomandanti del “Venezia FC 1907 LP”?

 

 

Nuovo Stadio Tacognaro, una domanda:

Le cronache odierne ci regalano l’annuncio di un nuovo faraonico stadio che verrà realizzato a Tessera, grazie all’amico americano del sindaco che come tale lo ha presentato in conferenza stampa.

Nessuno oggi ha detto da dove arriveranno  gli ingenti capitali necessari? Strano. Il New York Post ha coniato per Joe Tacopina il soprannome di “avvocato del diavolo”? Cerchiamo insieme di capire perché, pubblicando una lista dei casi giudiziari che lo hanno reso celebre per aver difeso:

  1. la Signora Melanie McGuire accusata di omicidio per essersi liberata a modo suo del marito, il cui corpo fatto a pezzi per comodità di trasporto era stato ritrovato in tre eleganti valigie a Chesapeake Bay: https://en.wikipedia.org/wiki/Melanie_McGuire
  2. Il Signor Joran van der Sloots, fortemente indiziato e due volte arrestato per la scomparsa della diciottenne Natalee Ann Holloway il cui corpo non è mai stato ritrovato; a 5 anni di distanza, il medesimo Joran van der Sloots si è tuttavia “riscattato” confessando l’omicidio della ventunenne Stephany Flores, commesso in circostanze simili a quelle della prima scomparsa (per la quale, ripetiamolo, grazie a Joe Tacopina risulta innocente). Il caso è talmente celebre che ne troverete traccia anche su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Scomparsa_di_Natalee_Holloway;
  3. il celebre attore Lillo Brancato, accusato dell’omicidio di un poliziotto nel corso di un furto con scasso effettuato in crisi di astinenza da droga;
  4. il Senatore Hiram Monserrate assolto dall’accusa di percosse alla fidanzata Karla Giraldo;
  5. il giocatore di football Bryan Thomas per percosse aggravate alla moglie;
  6. gli agenti di polizia Franklin Meta e Kenneth Moreno, accusati di stupro e assolti nel marzo del 2011, grazie ai buoni uffici di Joe Tacopina;
  7. due gentiluomini accusati di fare a pezzi cadaveri ancora freschi per venderne le parti pregiate, con un fatturato di 4,7 milioni di dollari ricavati dal sezionamento di 1.077 salme; a questi invece è andata male e sono stati purtroppo condannati.

Gli avvocati dell’avvocato non perdano tempo a querelare noi perché – al di là del fatto che anche il peggior criminale ha diritto a un bravo penalista, e nessuno qui insinua il contrario – quanto sopra riportato è la traduzione fedele di quanto già pubblicato dall’Emerald City Journal (“Emerald City” in America è il soprannome di Seattle) a questo indirizzo: https://www.emeraldcityjournal.com/2014/11/joseph-tacopina-biography/

Fatta questa premessa che indubbiamente permette a Joe Tacopina di essere definito come “principe del Foro” (o anche “avvocato del diavolo”, nella definizione che ne ha dato il New York Post) ribadiamo che la nostra curiosità ha ad oggetto i capitali necessari per la realizzazione del nuovo stadio – dopo che altri in passato hanno promesso “mari e monti” per poi sparire nel nulla: la memoria del “magnate russo” recentemente scomparso è ancora fresca e rende legittima questa domanda che ad alcuni potrà sembrare indiscreta ma non è né indiscreta né maliziosa, visti i precedenti.

Quei capitali sono il frutto delle sue parcelle? Per un avvocato le cui prestazioni vengono fatturate a 750 dollari all’ora non ci sentiamo di escluderlo, ma forse non basta. Ci sono altri interessi in gioco, di cui l’avvocato Tacopina è il legittimo rappresentante? Per chiarirlo gli basterà risponderci, siamo a sua disposizione e ne pubblicheremo ovviamente qui la risposta.

Nella foto: il “rendering” del nuovo stadio di Tessera, che Mister Joe Tacopina ha scherzosamente proposto di battezzare “TACOGNARO” in omaggio alla sua amicizia con il sindaco Brugnaro che ne ha oggi ospitato la conferenza stampa congiunta:

Stadio Tacognaro

Post scriptum ore 23.30

La costruzione del nuovo stadio a Tessera, secondo le dichiarazioni del sindaco metropolitano Luigi Brugnaro, permetterà la demolizione dello stadio Penzo che tradizonalmente ospita (nell’isola di Sant’Elena) le partite del Venezia. Su questo secondo aspetto è stato aperto un sondaggio che può essere votato fino al 31 luglio a questo indirizzo:

AAAAA Assessori e segretari alla ricerca di Piazza san Marco

“Come ci arrivo a Piazza san Marco”? “How can I reach Piazza san Marco”? Chi di noi non si è mai sentito rivolgere questa domanda, a Venezia? Lo scenario più frequente ormai è quello del turista che la rivolge ad altro turista, in assenza di residenti che purtroppo sono sempre più rari, ma quello che verrà qui trattato è un caso inedito perché riguarda alcuni assessori in carica, come racconta Marin Starnudo nei suoi Diarii, in quello che verrà consegnato agli Annali come :

Capitolo Decimosettimo (XVII°)   

Piazza San Marco cercasi

Venezia, 4 luglio 2018 ore 20.00

Avvistamento numero uno:

Piazzale Roma, folla di assessori in carica e segretari al seguito, probabilmente ignari dell’esistenza di mezzi pubblici (ACTV) e per nulla disposti a sporcarsi le scarpe per raggiungere l’unica Piazza con questo nome a Venezia, o forse incapaci di raggiungerla a piedi. Al quadretto bucolico mancava solo un “How can I reach Piazza san Marco”?

Gli Illustrissimi si aggiravano con aria sperduta in piazzale Roma, finché una mano provvidenziale dal Cielo o dal Mare apparve in loro soccorso: il motoscafo di servizio che a spese del contribuente viene utilizzato dalle Alte Cariche (e solo quelle) per gli spostamenti dovuti a motivi istituzionali.

Quel periglioso periplo, che ai loro occhi era forse degno di Indiana Jones alla ricerca dell’Arca Perduta, si trasformava quindi in una serenissima scampagnata a bordo del mezzo la cui targa riconduce senza ombra di dubbio al suo legittimo proprietario: il Comune di Venezia.

Incuriosito dalla calca creatasi sulla novella arca di Noé, Marin Starnudo decise dunque di seguirne il percorso sperando di ricavarne almeno uno “scoop”: erano forse costoro diretti ad un “summit” fra Papa Alessandro III e Federico di Hoenstauffen detto il Barbarossa? Una seduta straordinaria e notturna (ergo segretissima) del Gran Consiglio? Un nuovo vertice a Palazzo Ducale con gli imprenditori cinesi che ormai sono di casa?

La destinazione del viaggio in effetti era proprio Piazza San Marco, e lo sbarco degli Illustrissimi puntualmente avveniva all’altezza del Todaro.

Il mistero si infittiva, e meritava un supplemento di indagine, che veniva affidato per l’appunto al fedele San Teodoro, primo protettore della città. Dall’alto della colonna che da secoli ormai è la sua casa, a San Todaro non sfugge nulla e fu cosí che:

Venezia 5 luglio ore 00.10

Avvistamento numero due:

il medesimo motoscafo di servizio, precettato per l’occasione, imbarcava gli illustrissimi all’altezza del Todaro dirigendosi poi verso Piazzale Roma. Quale non fu la delusione del venerando San Todaro e del servo vostro Marin Starnudo quando, come confermato anche da altre testimonianze (numerose quanto precise e concordanti), la natura “istituzionale” del periglioso viaggio  apparve chiara a tutti nella sua fanciullesca innocenza:

altro che “scoop”, che delusione!

Etciù etciù, il motivo istituzionale del periglioso viaggio che aveva mobilitato un motoscafo di servizio dalle ore 20 all’una di notte era questo:

I Diarii di Marin Starnudo, liberamente ispirati a quelli del più celebre Marin Sanudo, sono consultabili seguendo questo link:

https://gruppo25aprile.org/category/etciu-i-diarii-di-marin-starnudo/

Venduti al chilo – prima parte

L’espressione non è nostra ma di un consigliere di maggioranza che in occasione di una memorabile seduta il 30 novembre scorso disse proprio così, per giustificare la vendita con sconto di Palazzo Poerio Papadopoli ad un imprenditore cinese domiciliato a Singapore, che si era già aggiudicato senza rilanci Palazzo Donà: i nostri palazzi si vendono al chilo, parole sue.

Lo prendiamo in parola e pubblichiamo una lista inedita, che potrà dare un’idea dell’ampiezza del fenomeno e del “fatturato” relativo. Per ogni immobile indicheremo anche il prezzo di vendita, partendo dal prossimo che figura nel “piano delle alienazioni” comunale per il 2019: Palazzo Corner Contarini, sede di Corte d’appello, prezzo di vendita 13.760.000 euro.

Alienazioni Corner Contarini

Quali altri palazzi che erano destinati ad una funzione pubblica hanno cambiato o stanno cambiando destinazione, a Venezia?

Risalendo indietro nel tempo (dato che il fenomeno non è iniziato con questa giunta), la nostra ricerca dà questi risultati:

Ex Ospedale a Mare, ed è notizia di queste settimane, diventerà un “resort” del Club Med (multinazionale ormai controllata dai cinesi): http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/06/19/news/ex-ospedale-al-mare-c-e-l-intesa-per-i-resort-1.16977898

Cinese (anche se domiciliato a Singapore, dove ha fatto fortuna) è anche il fortunato acquirente di ben due palazzi di proprietà comunale:

  1. Palazzo Donà in campo Santa Maria Formosa, ex sede dei servizi sociali, pagato 4 milioni di euro e già avviato a diventare albergo;
  2. Palazzo Poerio Papadopoli, ex scuola elementare e attualmente sede del Comando della Polizia comunale, ceduto chiavi in mano e con variante urbanistica incorporata non già al prezzo indicato nel piano delle alienazioni (14 milioni) ma con uno sconticino che lo ha fatto scendere a 10.729.606 euro in virtù di una variazione di bilancio approvata da un Consiglio comunale particolarmente teso (chissà come mai) dove volarono anche urla e insulti, il 30 novembre 2017. Paradossalmente, urla e insulti erano opera della maggioranza per zittire qualche domanda di troppo, ed è in quella occasione che la famosa frase che abbiamo seclto come titolo di questa inchiesta venne pronunciata, ispirando anche questa vignetta:

Satira 2

Palazzo Poerio Dora Meo

Nella foto precedente, il cinquecentesco Palazzo Poerio Papadopoli al quale abbiamo già dedicato qualche riga a novembre:

https://gruppo25aprile.org/2017/11/18/la-strana-svendita-di-palazzo-poerio-papadopoli/

Quanto al destino di questi due palazzi, il “rendering” che abbiamo trovato su Internet è abbastanza eloquente:

Donà3Donà4

La lista non finisce qui perché a vendere non è soltanto il Comune: enti territoriali, enti pubblici, CDP e Demanio sembrano impegnati in una sorta di gara a “fare cassa”, privandoci dei gioielli di famiglia che nei momenti di crisi vera non saranno più nella nostra disponibilità: una volta venduti lo sono per sempre. Alla gara partecipano ad esempio:

  • La Regione che ha ripetutamente annunciato l’intenzione di vendere la sue sede di Palazzo Balbi (!) dopo aver già venduto il quasi omonimo palazzo a San Marco (ex Genio civile) nonché Palazzo Manfrin e Palazzo Gussoni, attuale sede del Tar del Veneto;
  • La Camera di commercio, che per 62 milioni circa ha venduto la sede di Calle larga XXII marzo;
  • Il Ministero della Difesa che si “libera” di un’isola intera (le Vignole) con annessa caserma dei nostri Lagunari (saranno ancora tali, una volta trasferiti in terraferma?): http://www.difesaservizi.it/progettovenezia
  • La Città metropolitana (retta dal sindaco di Venezia): per 12.500.000 euro ha venduto la sede del Provveditorato agli Studi: Palazzo Donà Balbi sul canal grande, con la vista mozzafiato che dalle sue finestre si gode e non mancherà certo di attirare il solito cambio di destinazione d’uso: sì, perché la tanto strombazzata delibera sul “blocco dei cambi di destinazione d’uso” (che tale non è) fra le mille eccezioni che diventano regola ne prevede una permanente e riguarda proprio il patrimonio pubblico (quindi nostro) dismesso o in via di dismissione. La famosa delibera colabrodo fa peraltro salve tutte le pratiche introdotte prima della sua pubblicazione, con risultati che stiamo toccando con mano in vari luoghi. Qui ad esempio siamo al nostro ex catasto, a sua volta avviato a trasformarsi in albergo:

Catasto

Perché parlarne o riparlarne adesso, se alcune di queste trasformazioni sono ormai state approvate? Perché con il trasferimento a Piazzale Roma degli uffici giudiziari che hanno attualmente sede nelle “fabriche” di Rialto, vorremmo evitare di ritrovarci con l’ennesima sorpresa che tale ormai più non è, visto l’andazzo, anche in quella vasta area che domina il mercato di Rialto, a sua volta in difficoltà per la perdita continua di residenti.

Per la cronaca, parlando con un addetto ai lavori ci è stato detto che una camera di albergo a Venezia ormai viene mediamente quotata un milione di euro (una camera!) Con quali plusvalenze per chi realizza dei cambi di destinazione d’uso, non è difficile immaginarlo.

Se l’argomento vi interessa tenete d’occhio la serie di articoli che oggi inauguriamo: “Venduti al chilo”. A volte non si tratta nemmeno di vendite, ma di concessioni di durata variabile dai 50 ai 99 anni, e riguardano isole intere che cambieranno completamente volto, con trasformazioni edilizie irreversibili anche se la concessione è temporanea.. ma di questo parleremo nella prossima puntata.

Tornelli e transenne, la posizione del Gruppo25aprile.

Comunicato stampa, 29 aprile 2018

Siamo una città e non un Luna Park

http://tg.la7.it/cronaca/e-guerra-dei-tornelli-a-venezia-i-centri-sociali-ne-rimuovono-uno-ma-protestano-anche-i-cittadini-29-04-2018-127062

29 aprile 18 prima pagina

Un Sindaco che dal 2016 si ritrova con dieci milioni di euro da spendere per regolamentare i flussi turistici (“patto per Venezia”) in quasi due anni non ha trovato niente di meglio che improvvisare, con ordinanza del 24 aprile 2018 pubblicata in albo pretorio alle ore 18, un costoso quanto inutile sistema di tornelli, telecamere e transenne da sperimentare nel ponte del primo maggio, come se l’esistenza di questo “ponte” fosse rimasta totalmente ignota alla giunta comunale fino alla vigilia del 25 aprile e senza nessuna consultazione preventiva delle parti interessate.

Come sempre facciamo per le questioni controverse, e nonostante i tempi ristretti imposti da quell’ordinanza raffazzonata, abbiamo messo ai voti la posizione da prendere come piattaforma civica.

Il voto interno ha dato questo risultato:

  1. “Prenotazione obbligatoria per le giornate da bollino nero come questa, non sarebbe meglio che essere trattati come greggi di pecore?” 134 voti
  2. “Che bello, son proprio le transenne da Luna Park manca solo la biglietteria all’ingresso col sindaco vestito da clown!” 54 voti
  3. “Potevate dirlo prima che la gente prenotasse il viaggio in treno o in aereo, anziché deciderlo tre giorni prima”: 53 voti
  4. Le altre risposte ricevute, che vanno da un categorico “chiedere le dimissioni del sindaco”  ad un più ironico “rinchiudetelo” (a San Servolo) hanno raccolto 68 voti.

Ironia a parte, negli atti concreti della Giunta in carica notiamo troppe contraddizioni per poter prendere sul serio iniziative come questa, che sembrano concepite come strumento di propaganda o “foglia di fico” per coprire la vergogna di una città che perde mille residenti all’anno e non trova nemmeno i fondi per restaurare i molti appartamenti vuoti di proprietà pubblica, mentre la Giunta continua ad autorizzare cambi di destinazione d’uso che trasformano palazzi pubblici in alberghi e piega il traffico acqueo alle esigenze turistiche limitando la libera circolazione dei residenti mentre al trasporto turistico è concesso tutto, con una situazione ormai al collasso non solo in Canal grande ma anche nel vicino rio di Cannaregio.

Notiamo anche con preoccupazione che nel limitare la libera circolazione dei pedoni si crea un ulteriore incentivo a intasare dei mezzi di trasporto che già sono stracolmi, dato che per “aggirare” i tornelli è sufficiente prendere un vaporetto o altro mezzo di trasporto acqueo.

A nostro modo di vedere. se il Sindaco in carica volesse veramente alleggerire la pressione turistica su Venezia potrebbe a titolo di esempio:

  1. Porre un freno alla proliferazione di nuovi posti letto ad uso turistico sui due lati del ponte: nella sola Mestre i nuovi posti letto in costruzione sono migliaia.
  2. Mettere mano al piano di alienazioni che prevede ulteriori vendite di beni pubblici che con ogni probabilità diventeranno alberghi;
  3. Prendere misure concrete contro il pendolarismo di giornata che da Jesolo e Cavallino scarica su Venezia migliaia di escursionisti supplementari a bordo di lancioni gran turismo, anziché proporre (come ha fatto) nuovi collegamenti diretti da Jesolo e dal litorale dove le presenze estive sfiorano i 13 milioni di unità.
  4. Consultare in anticipo le categorie interessate (come ad esempio le guide turistiche, i vettori come Trenitalia e gli albergatori) e le associazioni cittadine su provvedimenti strutturali e di lungo termine per pianificare i flussi turistici a monte, anziché improvvisare ordinanze lesive delle libertà individuali “a valle”, quando i turisti sono già in città.

Nelle due foto qui pubblicate: la Stampa oggi in edicola, che alla vicenda ha dedicato la prima pagina e un ampio servizio a firma Fabio Poletti.

 

 

#AteneoVeneto 13 aprile: la relazione di sintesi

388.000 residenti, 400.000 posti letto ad uso turistico se contiamo anche quelli “galleggianti” (navi da crociera). Questo e altri dati nella relazione di sintesi, presentata all’Ateneo Veneto dalla nostra Elena Riu:

Diapositiva1

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#AteneoVeneto la relazione introduttiva. Buon 25 aprile!

Ci siamo scelti questo nome perché il 25 aprile lo onoriamo tutto l’anno:

nel difendere la città e chi ci vive,

con il campanile di San Marco come unico “parón de casa” riconosciuto;

nel rifiuto di ogni forma di prepotenza o prevaricazione;

nel rigetto di ogni rigurgito autoritario o antisemita;

nel rispetto del pluralismo che è la grande ricchezza del gruppo25aprile:

una piattaforma civica “apartitica” al servizio della città, che non ha mai chiesto finanziamenti pubblici anche per preservare autonomia di giudizio e capacità propositiva, libera da condizionamenti esterni.

Lo facciamo da 4 anni e all’Ateneo Veneto abbiamo avuto modo di confrontarci con altre realtà civiche che con noi condividono alcuni valori comuni, oltre che secoli di storia e rotte commerciali, nel Mediterraneo orientale. Quella che segue è la nostra relazione introduttiva all’incontro.

Buon 25 aprile a tutti!

 

 

#AteneoVeneto 13 aprile: galleria fotografica

Il primo ad arrivare in aula magna: Christos Maliarakis (Rodi) dà gli ultimi ritocchi alla sua presentazione!

Christos

La relazione di Ljubo Nikolić, president of Srđ je Grad (Dubrovnik, l’antica Repubblica di Ragusa):

13 Ljubo by Julia

Aline Cendon e Marco Gasparinetti, per l’associazione 25 aprile Venezia:

13 Gasp by Julia

Alcuni momenti del dibattito, nell’ordine di intervento dei consiglieri comunali presenti: Ottavio Serena, Gruppo misto

13 Ottavio by Julia

Monica Sambo (PD):

13 Sambo by Julia.JPG

Sara Visman, M5S:

13 Visman by Julia

Backstage:

la sessione preparatoria al Caffé Florian (foto Christos Maliarakis):

Florian

Alcuni dei partecipanti “colti” nell’unico momento di relax, alla vigilia dell’incontro ufficiale:

cena 1

cena 2

Cena 3.jpg

Per i video della seduta plenaria rinviamo al nostro canale Youtube, ringraziando Loredana Spadon:

https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

Rassegna Stampa per te, “Fiore di Cactus”

A te che nei primi due anni di vita del gruppo dirigevi “in incognito” il nostro ufficio stampa, con il nome di battaglia che ti eri scelta: “Fiore di cactus”,

a te che ci hai spiegato come fare una rassegna stampa e probabilmente continui a farla anche lassù, seduta su una nuvola, con il tuo sorriso ironico a cui non sfugge mai nulla.

A te che ci passavi di nascosto i dispacci ANSA riservati ai professionisti della comunicazione, perché tu lo eri mentre noi stavamo solo “imparando il mestiere sul campo”;

a te che non ci hai mai fatto mancare un consiglio, una “dritta”, una battuta, a te che quando facevamo le ore piccole sui nostri comunicati stampa a 4 mani come certe sonate per pianoforte mi scrivevi da Milano: Dormi! Qualcuno ti tolga le pile!”

A te che eri in prima fila con noi quando raccoglievamo le firme per fermare lo scavo del Contorta, a te che hai condiviso con noi le prime vittorie del gruppo e dai primi “trafiletti” sulla stampa locale ci hai portato agli onori dei quotidiani nazionali;

a te che una sola volta non hai risposto ai miei messaggi: fine marzo 2017, il messaggio era “buongiorno Francesca, come va?” e quel silenzio aveva le sue terribili ragioni;

a te che hai combattuto come una leonessa contro un male oscuro che cinicamente porta il nome di un segno zodiacale.

A te che adesso ci guardi dall’alto verso il basso mentre sfogli il Corriere dell’Aldilà e il Los Angeles Times (los angeles quelli veri, con ali aureola e accessori vari), dedichiamo questa cosa di cui ci hai insegnato anche il nome (“rassegna stampa”). Se vorrai darci un’occhiata e correggere gli eventuali refusi come facevamo via posta elettronica, adesso ti basterà scatenare un fulmine o una saetta.. dritta al bersaglio come sempre. La rassegna stampa di questa settimana intensa la dedichiamo

a te che ci hai visti nascere e sarai felice di vedere la strada che abbiamo fatto continuando il percorso iniziato insieme, nel 2014;

a te che avevi visto giusto: noi non ci arrendiamo, questo gruppo è diventato una calamita che attira le energie migliori e a qualcuno la cosa potrà anche dare fastidio ma insieme avevamo messo in conto anche questo. Se vuoi farti una risata lassù da dove ci leggi, pensa che qualcuno ci ha addirittura accusati di aver ricevuto un finanziamento di 30.000 euro per le nostre attività “sovversive” dell’ordine basato sulla monocultura turistica e lo sfruttamento della città. Già immagino le risate che ci faremmo insieme in questo momento, se tu fossi ancora qui con noi, ma a smentire i propagatori di bufale ci ha già pensato il presunto erogatore del generoso quanto inesistente finanziamento, con questa comunicazione scritta:

In riferimento all’articolo apparso lo scorso 14 aprile .. per correttezza nei vostri confronti desidero  precisare che il Consiglio d’Europa non ha finanziato  l’incontro svoltosi presso l’Ateneo Veneto lo scorso 13 aprile « Mediterraneo orientale: realtà civiche a confronto ».

A te che i colleghi e amici milanesi ricorderanno con una messa a Milano, domani alle 12.30 nell’anniversario della tua scomparsa, noi veneziani dedichiamo questa rassegna stampa perché chi vive nel ricordo degli amici e dei compagni di battaglie è più vivo di chi vegeta nella mediocrità, nei tradimenti e nelle coltellate alla schiena, nell’avidità che diventa malattia minacciando Venezia dall’interno, allo stesso modo di quel male oscuro che ti ha portato via, disgregandone il tessuto sociale.

Un bacio da tutti noi, Francesca Palermo Patera, e strizzaci l’occhio da lassù ogni tanto: della tua intelligenza, della tua generosità e  della tua empatia abbiamo ancora bisogno.

Marco Gasparinetti, 18 aprile ’18

 

Rassegna stampa 9 -18 aprile 2018

 

  • Greece

http://enimerosi.com/details.php?id=21125#.WtXzqeOaiTA

http://www.kerkyrasimera.gr/index.php/el-gr/topika/koinonia/item/11616-sti-venetia-gia-tin-idrysi-diktyou-katoikon-poleon-tis-unesco-o-politistikos-syllogos-san-giacomo-o

http://enimerosi.com/details_en.php?id=21169

https://www.rodiaki.gr/article/388048/apo-ton-toyrismo-ston-ypertoyrismo-posothta-enantion-poiothtas

  • Croatia

http://www.dubrovniknet.hr/novost.php?id=60871#.WuI8eX8uDbi

  • Italy

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/04/04/news/la-carta-delle-citta-del-gruppo-25-aprile-1.16674332?ref=search

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/04/09/news/citta-del-mediterraneo-unite-per-farsi-sentire-1.16694947?ref=search

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/04/13/news/il-mediterraneo-stremato-dai-flussi-1.16711454?ref=search

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/04/14/news/turismo-di-massa-sull-acqua-realta-mediterranee-a-confronto-1.16715335?ref=search

  • International in French:

https://fr.express.live/2018/04/15/390000-habitants-et-400-000-lits-airbnb-le-tourisme-de-masse-detruit-la-mediterranee

https://www.msn.com/fr-be/actualite/monde/390000-habitants-et-400-000-lits-airbnb-le-tourisme-de-masse-d%C3%A9truit-la-m%C3%A9diterran%C3%A9e/ar-AAvRI3H

 

  • International in English:

https://www.thetimes.co.uk/article/tourist-hotspots-dubrovnik-rhodes-santorini-corfu-paphos-in-cyprus-and-venice-fight-airbnb-deluge-j8b9n3npz

https://www.thelocal.it/20180413/venice-record-tourism-meeting-mediterranean-greek-croatian-cities-overcrowding

 

  • International in Dutch:

https://nl.express.live/2018/04/13/390000-inwoners-maar-400000-airbnb-bedden-massatoerisme-vernietigt-het-mediterrane-gebied

http://newsmonkey.be/article/87928?utm_source=Facebook&utm_campaign=SocialMedia&utm_medium=PostContent

 

Gasp

#AteneoVeneto13thApril: Press release of the Eastern Mediterranean Coalition

Venice, 13th April 2018

Aware of our responsibilities and confident about the future of our local communities, we met today in the Florian Café for internal discussions in the morning session, and at the Ateneo Veneto of Venice for an open session which was attended by more than 100 people. Our talks resulted in the following Venice Declaration.

Together we commit

to promote sustainable tourism based on mutual respect, the protection of the environment, the preservation of our cultural and natural heritage. To achieve these objectives,

We will stand together in

raising awareness, networking, developing and exchanging good practices, advocating for better policies aimed at ensuring quality of life for both our local communities and visitors alike, and in promoting this network for sustainable islands and coastal towns, which remains open to new members.

Today in Venice we agreed

to hold the next meeting on 12 and 13 October in Kerkyra – Corfu, and to welcome the new members from Crete.

 

Βενετία 13 Απριλίου 2018

Mε επίγνωση των ευθυνών και της αισιοδοξίας μας για το μέλλον των τοπικών κοινωνιών μας συναντηθήκαμε σήμερα στο Florian Cafe για εσωτερικές συζητήσεις στην πρωινή συνάντηση μας και στο Ateneo Veneto για ανοικτή συνάντηση στην οποία συμμετείχαν περισσότερα από 100 άτομα. Οι συνομιλίες μας οδήγησαν στην ακόλουθη δήλωση της Βενετίας

Μαζί δεσμευόμαστε

Να προωθήσουμε τον βιώσιμο τουρισμό με βάση τον αμοιβαίο σεβασμό , την προστασία του περιβάλλοντος , τη διατήρηση της πολιτισμικής και φυσικής μας κληρονομιάς . Για την επίτευξη αυτών των στόχων

Θα σταθούμε μαζί για

Τη διεύρυνση της ευαισθητοποίησης ,την ανταλλαγή καλών πρακτικών, .την συνηγορία για την  προαγωγή καλύτερων πολιτικών που αποσκοπούν στη διασφάλιση της ποιότητας ζωής τόσο για τις τοπικές κοινωνίες όσο και για τους επισκέπτες ,καθώς και για την προώθηση αυτού του δικτύου για τη βιωσιμότητα των νησιών και παράκτιων πόλεων . Το Δίκτυο παραμένει ανοικτό για την ένταξη άλλων προορισμών ως μελών

Σήμερα στη Βενετία συμφωνήσαμε

Να πραγματοποιηθεί η επόμενη συνάντηση στις 12 και 13 Οκτωβρίου στη Κέρκυρα και να καλωσορίσουμε τα νέα μέλη από την Κρήτη.”

Locandina 13 aprile 2018

#AteneoVeneto 13 aprile: partecipanti accreditati

Locandina 13 aprile 2018

Grazie al “trasloco” in aula magna, l’evento è aperto anche a chi non si fosse registrato all’evento e volesse farlo sul posto, nei limiti di capienza della sala.

Ai “non accreditati” consigliamo di arrivare in aula magna alle ore 14.15; nell’attribuzione dei posti a sedere, il servizio di accoglienza (riconoscibile dal badge “25 aprile”) darà comunque la precedenza a:

I) Stampa e operatori dell’informazione

II) Le delegazioni estere:

Corfù

Alexandros Makris (President of  Σύλλογος San Giacomo)

Andreas Katsaros

Dimitrios Balatsinos

Aliki Katsarou

Tenia Rigakou

Cyprus (Pafos):

Daniella Pistenti Mouyiannou (President of Ex-Artis Association)

Susan Vargas

Ragusa (Dubrovnik)

Ljubo Nikolić (President of Srđ je Grad)

Roberto Di Lorenzo

Nikolina Farčić

Petra Marčinko

Ana Marinković

Rodi

Christos Maliarakis (President of Rhodes International Culture & Heritage Society)

Hannie Palios- van Dijk

Santorini

Gerasimos Ermogenis (President of the Oia Committee)

EU Commission:

George Stavros Kremlis

III) Consiglieri comunali

IV) i partecipanti accreditati per l’Italia:

  1. Alberti Gaia
  2. Angioi Paola
  3. Alvisi Fabrizio
  4. Antonin Flavia
  5. Barbini Francesca
  6. Barozzi Francesca
  7. Bartoloni Roberta
  8. Barutti Bruna
  9. Bellati Gian Angelo
  10. Bellati Maria Chiara
  11. Beltrame Carlo
  12. Benvenuti Alberto
  13. Bertussi Izadora
  14. Bonutto Fabio
  15. Borromeo Lucia
  16. Bressanello Alessandro
  17. Bruttomesso Elisa
  18. Buiatti Chiara
  19. Callegaro Nicola
  20. Caputo Fulvio
  21. Caputo Luisa
  22. Carpinato Caterina
  23. Casadei Andrea
  24. Cassino Anselmo
  25. Castagnetta Salvatore
  26. Castelli Enzo
  27. Caturelli Chiara
  28. Cavallari Beatrice
  29. Cavallarin Caterina
  30. Cecchini Annamaria
  31. Cecconi Giovanni
  32. Celetti David
  33. Cendon Aline
  34. Ceselin Francesco
  35. Chiesa Carlo
  36. Confuorto Valentina
  37. Cormio Rita
  38. Cotrona Alberto
  39. Croce Stefano
  40. Crociani Marianna
  41. Crovato Maurizio (delegato da Paola Mar)
  42. Culloca Lorena
  43. Cunego Valentino
  44. Danesin Cecilia
  45. D’Angelo Fabrizio
  46. De Luigi Gianni
  47. Deschamps Veronique
  48. DeVlieg Mary Ann
  49. De Vettor Giorgio
  50. Di Cataldo Gina
  51. Di Puorto Silvana
  52. Dina Manfredo
  53. Dissera Francesca
  54. Donaggio Adriano
  55. Donaggio Davide
  56. Duse Frank
  57. Dussin Tobia
  58. Eddy Nicola
  59. Fassina Giovanni
  60. Ferrara Daniele
  61. Ferrata Elena
  62. Fersuoch Lidia
  63. Fiano Maria
  64. Fogliata Renzo
  65. Foschi Francesco
  66. Freguia Irina
  67. Frosini Nicoletta
  68. Gagliardi Maria Grazia
  69. Gasparinetti Marco
  70. Gerotto Anna
  71. Gerotto Marina
  72. Ghigi Giancarlo
  73. Girardi Cristina
  74. Giussani Cristina
  75. Gottardi Michele
  76. Gregolin Tiziana
  77. Koukoutselos Panagiotis
  78. Lando Maurizio
  79. Lapiccirella Flavio
  80. Licandro Orazio Antonio
  81. Liosatou Eugenia
  82. Lobina Laura
  83. Loi Maurizio
  84. Lombardo Fabio
  85. Macaluso Francesco
  86. Maddalena Giorgio
  87. Manfredi Dina
  88. Marchetto Maurizio
  89. Marengo Barbara
  90. Marin Anna
  91. Mastroianni Marco
  92. Menegazzi Prem Elena
  93. Menetto Silva

  94. Messinis Anna
  95. Milner Eleonora
  96. Nikitina Iuliia
  97. Nordio Silvia
  98. Olivi Pierluigi
  99. Oselladore Nevio
  100. Paipeti Olita
  101. Pardo Daniel
  102. Parkinson Paul
  103. Pasqual Paola
  104. Paternoster Luciano
  105. Pelizzato Giovanni
  106. Pellizzon Dario
  107. Pellidis Giorgio
  108. Penzo Tiziana
  109. Peris Cesare
  110. Pezzini Plevano Carla x2

  111. Piastra Lucia
  112. Piccitto Giovanna
  113. Piccoli Matteo
  114. Radich Lucio
  115. Ragazzi Stefano
  116. Raimondo Simonetta
  117. Ranieri Francesca
  118. Reski Petra
  119. Riu Elena
  120. Rizzardo Stefania
  121. Romieri Cristina
  122. Romor Luigina
  123. Riu Elena
  124. Rosati Fiorenzo
  125. Rossi Lina
  126. Rosteghin Emanuele
  127. Rubini Edoardo
  128. Salvato Angela
  129. Sambo Monia
  130. Sassi Lorenzo
  131. Scarpa Iva
  132. Scarpa Lucia
  133. Schiavon Elena
  134. Scurati Marco
  135. Seindal René
  136. Sensini Claudio
  137. Serena Ottavio
  138. Signorato Valeria
  139. Soliani Silvia
  140. Sonino Alberto
  141. Spadon Loredana
  142. Stamou Caterina
  143. Steffinlongo Paolo
  144. Suppiej Giorgio
  145. Tessarin Pietro
  146. Theotoki Olga
  147. Thorne Olivari Federica
  148. Tiberi Maria
  149. Toffolo Carla
  150. Tognon Nicola
  151. Vachino Patrizia
  152. Vanzan Marchini Nelli
  153. Velo Luca Giulio
  154. Venturini Giulia
  155. Venturini Guido
  156. Vernier Claudio
  157. Veronese Alice
  158. Vianello Ada
  159. Vianello Gian Luigi
  160. Vianello Giovanni
  161. Visentin Francesco
  162. Vidal Massimo
  163. Visman Sara
  164. Volpato Luca
  165. Zafalon Sebastiano
  166. Zafiropoulos Dimitrios
  167. Zennaro Martina

Un grazie alla stampa italiana e straniera che in questi giorni ha fornito ampie anticipazioni su questo incontro, a conferma dell’interesse che sta suscitando in Italia e all’estero:

https://www.thetimes.co.uk/article/tourist-hotspots-dubrovnik-rhodes-santorini-corfu-paphos-in-cyprus-and-venice-fight-airbnb-deluge-j8b9n3npz

 

 

 

 

 

13 aprile all’Ateneo Veneto, il programma definitivo

Locandina 13 aprile 2018

In considerazione dell’affluenza superiore al previsto, con più di 120 partecipanti già accreditati e altri in arrivo, l’evento “trasloca” in Aula Magna e il programma della sessione plenaria è modificato come segue, al fine di dare più spazio alle domande e agli interventi del pubblico e della stampa presente.

14.30 Welcome speech by the President of Ateneo Veneto, ambassador Gianpaolo Scarante

14.40 Introductory Speech by Aline Cendon, associazione 25 aprile Venezia

15.00  Σύλλογος San Giacomo (Corfù/Kerkyra): Andreas Katsaros, Aliki Katsarou, Tenia Rigakou

15.40 Srđ je Grad (Dubrovnik/Ragusa): Ljubo Nikolić, Ana Marinković, Petra Marčinko

16.10 Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS): Christos Maliarakis

16.30 Oia Committee (Santorini) : Gerasimos Ermogenis

16.45 ex Artis Cultural Association (Pafos, Cipro) : Daniella Pistenti Mouyiannou

17.00 Associazione 25 aprile Venezia: Elena Riu

17.15 Questions and discussion

Moderatore: Marco Gasparinetti (President associazione 25 aprile Venezia).

18.00 Conclusions by Georges Stavros Kremlis, Direttore onorario Commissione europea (UE)

18.15 Working plan and announcement of the next meeting: Alexandros Makris (President Σύλλογος San Giacomo).

http://m.nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/04/09/news/citta-del-mediterraneo-unite-per-farsi-sentire-1.16694947

Med Map

 

Ateneo Veneto 13 aprile, il programma

Venezia 13 aprile

Ateneo Veneto (campo San Fantin, di fronte al teatro La Fenice)

14.30 Welcome speech by the President of Ateneo Veneto, ambassador Gianpaolo Scarante

14.40 Introductory Speech by Aline Cendon, associazione 25 aprile Venezia

15.00  Σύλλογος San Giacomo (Corfù/Kerkyra): Andreas Katsaros, Aliki Katsarou, Tenia Rigakou

15.40 Srđ je Grad (Dubrovnik/Ragusa): Ljubo Nikolić, Ana Marinković, Petra Marčinko

16.10 Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS): Christos Maliarakis

16.40 Oia Committee (Santorini) : Gerasimos Ermogenis

17.00 ex Artis Cultural Association (Pafos, Cipro) : Daniella Pistenti Mouyiannou

17.20 Associazione 25 aprile Venezia: Elena Riu

17.30 Questions and discussion

Moderatore: Marco Gasparinetti (President associazione 25 aprile Venezia).

18.00 Conclusions by Georges Stavros Kremlis, Direttore onorario Commissione europea (UE)

18.15 Working plan and announcement of the next meeting: Alexandros Makris (President Σύλλογος San Giacomo).

Un’iniziativa di: associazione 25 aprile Venezia e Σύλλογος San Giacomo Corfù.

Avvertenze:

  1. Le relazioni verranno svolte in lingua inglese. Per il dibattito è prevista traduzione consecutiva da/per le seguenti lingue: greco, inglese e italiano;
  2. In considerazione della forte affluenza prevista per questo incontro, il nostro servizio di accoglienza disporrà di una lista delle persone accreditate, che avranno precedenza nell’attribuzione dei posti a sedere.
  3. Nel corso dell’incontro verrano presentati i dati raccolti con il questionario inviato a tutte le associazioni partecipanti e le linee di azione comuni che verranno approfondite nei mesi a venire, in vista del secondo incontro. Per maggiori informazioni e/o richieste di accredito l’indirizzo da utilizzare è: 25aprileVenezia@gmail.com

Galleria fotografica:

  1. la Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) che parteciperà all’incontro in rappresentanza di Rodi.
  2. Flussi turistici a Dubrovnik (Ragusa) che conosce problemi molto simili a quelli di Venezia (foto Srđ je Grad ).
  3. La piazza del Municipio di Corfù (foto Σύλλογος San Giacomo).
  4. Un’immagine del sito Unesco di Pafos (foto Daniella Pistenti Mouyannou).
  5. Il logo dell’evento.
  6. Una delle iniziative organizzate dall’associazione 25 aprile Venezia: la riapertura del cinema all’aperto in campo San Polo, alla vigilia della Mostra del Cinema 2017.

Rodi

Dubrovnik

Corfù Town Hall Sqr (2).jpg

Pafos

Locandina 13 aprile 2018

Foto Julia 1

Ateneo Veneto 13 aprile, un’iniziativa senza precedenti

Sei città costiere del Mediterraneo orientale, sei realtà civiche a confronto. Custodi di un patrimonio storico, ambientale e architettonico inestimabile, testimoni della pressione turistica che ne consegue e che secondo tutte le previsioni è destinata ad aumentare.

Per confrontare le esperienze e le priorità rispettive, l’incontro inaugurale che terrà a battesimo questa rete di associazioni si svolgerà nei prestigiosi locali dell’Ateneo Veneto il 13 aprile alle 14.30 (sala Tommaseo) ed è organizzato dall’associazione 25 aprile Venezia. Il secondo si terrà a Corfù nel mese di ottobre con l’obiettivo di formalizzare la rete e i valori condivisi che ci proponiamo di difendere e rappresentare, consapevoli della necessità di fare rete e “fronte comune” anche per essere interlocutori credibili delle organizzazioni internazionali che a parole hanno manifestato grande apertura ai “portatori di interesse” (stakeholders) e fra i loro compiti istituzionali hanno quello di contribuire a preservare questi tesori il cui valore trascende quello puramente nazionale.

Quello che segue è il programma provvisorio dell’incontro, che verrà finalizzato nei prossimi giorni. Per ragioni di capienza della sala, l’accesso alla stampa e al pubblico sarà riservato alle persone “accreditate” con invito nominativo. Per ricevere l’invito, nei limiti dei pochi posti disponibili rimasti, potete scrivere a: 25aprileVenezia@gmail.com

Locandina 13 aprile 2018

Ateneo Veneto 13 aprile 2018 (sala Tommaseo)

Ore 14.30 Saluto del Presidente dell’Ateneo Veneto, ambasciatore Gianpaolo Scarante

14.40 Introduzione di Aline Cendon, associazione 25 aprile Venezia

Ore 15 relazioni di:

Corfù

Σύλλογος San Giacomo

Ragusa (Dubrovnik)

Srđ je Grad

Rodi

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS)

Santorini

Oia Committee

Cipro (Pafos)

ex Artis Cultural Association

Venezia

Associazione 25 aprile

17.30 Domande e dibattito (le sei associazioni saranno presenti con i Presidenti rispettivi)

18.00 Sintesi di Georges Stavros Kremlis, Direttore onorario Commissione europea (UE)

Programma di lavoro e annuncio prossimo incontro: Alexandros Makris (Presidente Σύλλογος San Giacomo Corfù)

Moderatore: Marco Gasparinetti (associazione 25 aprile Venezia).

NB Le relazioni verranno presentate in lingua inglese; per il dibattito in sala è prevista interpretazione consecutiva nelle seguenti lingue: greco, inglese e italiano.

 

I° bando di gara: la graduatoria definitiva

Dando seguito alla pubblicazione della graduatoria provvisoria basata sulle dichiarazioni dei richiedenti, come previsto dal bando di gara pubblichiamo la graduatoria definitiva a seguito di verifica documentale della prima classificata.

Per rispettare la privacy dei richiedenti, le loro generalità sono indicate soltanto con una sigla (corrispondente a nome e cognome) seguita da anno di nascita e dalla lettera U o D (uomo, donna). Della prima classificata e con il suo accordo rendiamo invece note anche le generalità e il dettaglio dei punti ricevuti, al fine di garantire trasparenza totale alle modalità seguite nell’assegnazione del contributo.

6 febbraio 18 Gazz

Le richieste di contributo complessivamente ricevute sono 42, la graduatoria defintiva qui pubblicata si riferisce a tutte quelle che hanno ricevuto un punteggio pari o superiore a 40, con le rettifiche apportate su domanda individuale (il termine per richiederle scadeva il 28 febbraio): https://gruppo25aprile.org/2018/02/04/i-bando-di-gara-la-graduatoria-provvisoria/

Considerato il carattere sperimentale di questo primo bando di gara, la posizione in graduatoria delle altre richieste ricevute non pregiudica in alcun modo quella che potrebbe risultare nei prossimi bandi  dato che, da un lato, le situazioni personali meritevoli  di punteggio possono anche cambiare e, dall’altro, i criteri utilizzati per questo primo bando potrebbero anche subire aggiustamenti o modifiche in funzione dell’esperienza acquisita in questa fase sperimentale. In altri termini, la graduatoria qui pubblicata ha efficacia strettamente limitata al bando di gara in corso.

I contatti in corso e l’interesse suscitato da questa prima edizione sperimentale ci fanno sperare che un secondo bando di gara possa essere pubblicato in corso d’anno, abbinato alle prevendite del calendario 2019 che sulla prima pagina darà spazio agli sponsor potenziali, con modalità simili a quelle utilizzate per il cinema all’aperto di campo San Polo e analoga rendicontazione pubblica su questa pagina, perché tutti possano verificare come viene gestito il nostro “fondo di scopo” per la residenzialità.

LA GRADUATORIA DEFINITIVA:

  1. Silvia Noemi Bortolini (anno di nascita 1961) con 120 punti così calcolati: 50 per la situazione di sfratto esecutivo e documentato + 30 per “nuovo contratto di locazione nell’anno solare in corso” + 30 per “nucleo famigliare monoreddito” + 10 per “figli iscritti negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Venezia insulare”.
  2. RAS (1988) U: 110 punti
  3. MM (1987) D: 100 punti
  4. MC (1980) U: 100 punti
  5. RA (1974) D: 100 punti
  6. JS (1993) U: 80 punti
  7. AR (1992) U: 80 punti
  8. GG (1979) U: 80 punti
  9. DT (1983) U: 80 punti
  10. GB (1977) U: 80 punti
  11. MB (1987) D: 80 punti
  12. GT (1990) D: 80 punti
  13. AT (1972) D: 80 punti
  14. NM (1984) D: 70 punti
  15. MP (1970) D: 70 punti
  16. CD (1964) D: 70 punti
  17. LC (1982) U: 70 punti
  18. VN (1981) D: 70 punti
  19. AB (1987) U: 60 punti
  20. ML (1954) D: 60 punti
  21. GC (1988) D: 60 punti
  22. SC (1990) D: 60 punti
  23. PC (n.d.) D: 60 punti
  24. MC (1982) D: 60 punti
  25. MA (1990) U: 60 punti
  26. AR (1981) U: 60 punti
  27. CS (1970) D: 60 punti
  28. DS (1994) U: 50 punti
  29. AZ (1989) D: 50 punti
  30. AR (1986) D: 50 punti
  31. NV (n.d.) U: 50 punti
  32. AF (1985) U: 50 punti
  33. SS (1974) D: 40 punti
  34. BV (1972) D: 40 punti.

Dato che per i veneziani oggi è anche il capodanno “more veneto”, cogliamo l’occasione per augurare “Buon Anno” a tutti e invitiamo i mecenati interessati a cofinanziare il prossimo bando di gara a contattarci in tempo utile per il calendario 2019: in una città che continua a perdere mille residenti all’anno c’è bisogno di gesti concreti e non solo di piagnistei o vuoti proclami, di cui siamo tutti capaci ma che non spostano di un millimetro la realtà dei fatti.

 

I° bando di gara: la graduatoria provvisoria

Premessa:

Considerato il differenziale di prezzi con la terraferma, che rappresenta un ostacolo per chi desidera restare, ritornare o trasferirsi nella Venezia insulare; considerata la tendenza che vede la Venezia insulare perdere un migliaio di residenti all’anno, l’associazione 25 aprile Venezia ha deliberato di erogare, a titolo sperimentale, un contributo alla residenzialità che verrà assegnato in base ai criteri di aggiudicazione descritti nel presente:

https://gruppo25aprile.org/2018/01/03/i-bando-di-gara-per-lassegnazione-di-un-contributo-alla-residenzialita/

Avvertenze:

  1. La graduatoria provvisoria è stata formata applicando i punteggi definiti dal bando di gara, in base alle dichiarazioni degli interessati e con riserva di verifica documentale di quanto dichiarato per quel che riguarda i primi in “classifica”.
  2. Per rispettare la privacy dei richiedenti, le loro generalità sono indicate soltanto con una sigla (corrispondente a nome e cognome) seguita da anno di nascita e dalla lettera U o D (uomo, donna). Una volta definita la graduatoria definitiva, del primo classificato verranno rese note anche le generalità complete e il dettaglio dei punti ricevuti, al fine di garantire trasparenza totale alle modalità di assegnazione del contributo. Con riserva di quanto indicato al punto 1, possiamo fin d’ora anticipare che si tratta di famiglia monoreddito residente nella Venezia insulare e in situazione di sfratto, esecutivo e documentabile.
  3. La graduatoria provvisoria è suscettibile di modifiche in caso di difformità fra quanto dichiarato e quando successivamente documentato; quella definitiva verrà pubblicata il primo marzo. In questo lasso di tempo e fino al 28 febbraio, i diretti interessati potranno inviare commenti, obiezioni e osservazioni a: 25aprileVenezia@gmail.com indicando eventuali errori od omissioni involontarie da parte nostra: a tutti risponderemo entro il 28 febbraio, ossia prima di pubblicare la graduatoria definitiva.
  4. Le richieste di contributo complessivamente ricevute sono 42, la graduatoria qui pubblicata si riferisce a tutte quelle che hanno ricevuto un punteggio pari o superiore a 40.
  5. Considerato il carattere sperimentale di questo primo bando di gara, la posizione in graduatoria non pregiudica in alcun modo quella che potrebbe risultare nei prossimi bandi  dato che, da un lato, le situazioni personali meritevoli  di punteggio possono anche cambiare e, dall’altro, i criteri utilizzati per questo primo bando potrebbero anche subire aggiustamenti o modifiche in funzione dell’esperienza acquisita in questa fase sperimentale. In altri termini, la graduatoria qui pubblicata ha efficacia strettamente limitata al bando di gara in corso.

Come già indicato al momento della pubblicazione, il contributo verrà erogato con bonifico bancario ai primi di marzo ed è stato interamente finanziato con la vendita ai nostri iscritti del calendario 2018, senza contributi pubblici di alcun tipo. In attesa che l’amministrazione comunale intervenga con i suoi potenti mezzi, per rispondere a una “domanda” che il numero di richieste da noi ricevute sembra confermare, un secondo bando di gara verrà pubblicato a fine giugno, attingendo al residuo del fondo di scopo appositamente creato e facendo appello alla generosità di sponsor o mecenati eventuali, che potranno contattarci scrivendo a: 25aprileVenezia@gmail.com

I° bando di gara, graduatoria provvisoria:

01

  1. SNB (1961) D: 120 punti
  2. RAS (1988) U: 110 punti
  3. MM (1987) D: 100 punti
  4. MC (1980) U: 100 punti
  5. RA (1974) D: 100 punti
  6. CS (1970) D: 90 punti
  7. JS (1993) U: 80 punti
  8. AR (1992) U: 80 punti
  9. GG (1979) U: 80 punti
  10. DT (1983) U: 80 punti
  11. GB (1977) U: 80 punti
  12. MB (1987) D: 80 punti
  13. GT (1990) D: 80 punti
  14. AT (1972) D: 80 punti
  15. NM (1984) D: 70 punti
  16. MP (1970) D: 70 punti
  17. CD (1964) D: 70 punti
  18. LC (1982) U: 70 punti
  19. VN (1981) D: 70 punti
  20. AB (1987) U: 60 punti
  21. ML (1954) D: 60 punti
  22. GC (1988) D: 60 punti
  23. SC (1990) D: 60 punti
  24. PC (n.d.) D: 60 punti
  25. MC (1982) D: 60 punti
  26. MA (1990) U: 60 punti
  27. AR (1981) U: 60 punti
  28. DS (1994) U: 50 punti
  29. AZ (1989) D: 50 punti
  30. AR (1986) D: 50 punti
  31. NV (n.d.) U: 50 punti
  32. AF (1985) U: 50 punti
  33. SS (1974) D: 40 punti
  34. BV (1972) D: 40 punti.

Avvertenze: in caso di pari punteggio la posizione in graduatoria è stata determinata in base all’articolo 6 comma 3 del bando di gara; laddove la situazione di parità persisteva abbiamo seguito l’ordine cronologico di presentazione della richiesta di contributo.

I° bando di gara per l’assegnazione di un contributo alla residenzialità

Importo erogabile: 3.000 euro

Termine per la presentazione delle richieste di contributo: 31 gennaio 2018

Indirizzo per la trasmissione delle richieste: 25aprileVenezia@gmail.com

Premessa

Viste le crescenti difficoltà di trovare casa nella Venezia insulare, dove il mercato immobiliare è dominato dalle locazioni turistiche e il mercato del lavoro è sempre più caratterizzato da una monocultura turistica che difficilmente offre opportunità professionali tali da poter competere ad armi pari con chi si limita a compiere scelte speculative (seconde case e locazioni di breve periodo);

Considerato il differenziale di prezzi con la terraferma, che rappresenta un ostacolo per chi desidera restare, ritornare o trasferirsi nella Venezia insulare; considerata la tendenza che vede la Venezia insulare perdere un migliaio di residenti all’anno,

L’associazione 25 aprile Venezia ha deliberato di erogare, a titolo sperimentale, un contributo alla residenzialità che verrà assegnato in base ai criteri di aggiudicazione descritti nel presente

Bando di gara:

Articolo 1

Oggetto e importo del contributo

L’importo erogato è pari ad un massimo di euro 3.000 per spese notarili di acquisto prima casa o deposito cauzionale per abitazione principale con locazione di lunga durata (4+4 o 3+2) nella Venezia insulare.

Per “Venezia insulare”, ai fini del presente bando, si intendono i sestieri veneziani e la Giudecca, nonché le altre isole comprese nella Municipalità di Venezia.

Articolo 2

Beneficiari

Le persone fisiche che ne faranno richiesta seguendo il modello in calce al presente bando, individuate tramite l’attribuzione dei punteggi di cui all’articolo 5.

Articolo 3

Cause di esclusione

Sono esclusi dal presente bando di gara i portavoce del gruppo25aprile e i membri del direttivo dell’associazione 25 aprile Venezia nonché i loro parenti in linea retta, fratelli e sorelle, coniugi e conviventi.

Sono parimenti escluse le persone fisiche con reddito individuale annuo superiore ai 50.000 euro lordi e quelle già proprietarie di beni immobili ovunque situati, tranne i casi di proprietà indivisa derivante da successione ereditaria nella misura massima di un quinto del bene ereditato.

Articolo 4

Pubblicazione del bando e della graduatoria degli assegnatari

Il bando di gara e il modulo per le domande di assegnazione sono pubblicati sul sito www.gruppo25aprile.org a partire dal 3 gennaio 2018. La graduatoria provvisoria viene formata in base alle domande ricevute con posta elettronica entro e non oltre il 31 gennaio 2018, tramite attribuzione dei punti previsti all’articolo 5.

I documenti necessari per comprovare la sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 5 in capo alla persona che risulterà prima in graduatoria dovranno essere presentati  nelle 4 settimane successive alla pubblicazione della medesima, ossia entro il 28 febbraio 2018.

In caso di dichiarazioni mendaci o ingannevoli o mancata presentazione dei documenti richiesti, la graduatoria verrà rivista e ripubblicata e i documenti verranno richiesti al secondo classificato.

Articolo 5

Criteri di aggiudicazione e punteggio relativo

Ad ogni domanda ricevuta viene attribuito un punteggio la cui somma algebrica determina la posizione in graduatoria, determinata in base ai seguenti criteri:

a) situazione di sfratto per finita locazione nella Municipalità di Venezia: 50 punti;

b) nuovo contratto di locazione ai sensi dell’articolo 1, stipulato o da stipulare nel corso dell’anno solare: 30 punti;

c) mutuo prima casa da contrarre nel’anno solare in corso: 30 punti;

d) nucleo famigliare monoreddito: 30 punti;

e) esercitare attività artigianale nella Venezia insulare: 20 punti;

f) essere pendolari da o per la Venezia insulare, in ragione della professione esercitata: 20 punti;

g) lavoratori dipendenti con reddito netto annuale inferiore a 20.000 euro: 20 punti;

h) figli iscritti negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Venezia insulare: 10 punti;

i) essere nati nel Comune di Venezia e attualmente residenti altrove: 10 punti.

Articolo 6

Formazione della graduatoria

La formazione della graduatoria e la vigilanza sul rispetto dei criteri e delle condizioni di cui agli articoli 5 e 7 sono affidate al Consiglio direttivo dell’Associazione 25 Aprile Venezia, le cui delibere saranno consultabili a richiesta delle parti interessate.

La graduatoria provvisoria verrà pubblicata con riserva di verifica delle condizioni che determinano l’attribuzione del punteggio di cui all’articolo 5. La mancata presentazione dei documenti da parte di un assegnatario determina decadenza dal beneficio e pubblicazione di una graduatoria aggiornata con subentro del secondo classificato e così via.

A parità di punteggio complessivo, verrà data la precedenza a chi si trova in situazione di sfratto ai sensi dell’articolo 5 lettera a). In caso di parità fra più persone che si trovano nella medesima situazione di sfratto, la precedenza verrà data a chi si trova anche nelle situazioni di cui alla lettera b) e successive, seguendo il medesimo ordine di preferenza.

Articolo 7

Condizione sospensiva per nuovi contratti

Nel caso di nuovo contratto di locazione o di mutuo prima casa, l’erogazione è subordinata all’effettiva stipulazione del contratto di locazione o del preliminare di acquisto, che vanno intese come condizione sospensiva ai sensi del codice civile.

In questi specifici casi e a richiesta degli interessati, il contributo potrà essere versato in forma di deposito cauzionale o rimborso parziale delle spese notarili.

Articolo 8

Erogazione del contributo

Il contributo di cui all’articolo 1 verrà erogato ai beneficiari con bonifico bancario nel corso del mese di marzo 2018 o in data ulteriore qualora sia subordinato alla condizione sospensiva di cui all’articolo 7. Qualora la condizione sospensiva non si realizzi entro l’anno solare, il contributo verrà versato al secondo in graduatoria e così via.

Articolo 9

Contratto di accettazione e penale di inadempimento

Ai beneficiari del contributo verrà richiesto di sottoscrivere un contratto di accettazione che comprende l’impegno di risiedere nel bene immobile per il quale viene richiesto il contributo e a non subaffittarlo a terzi.

Il mancato rispetto dell’impegno di cui sopra determina decadenza dal beneficio e penale risarcitoria di inadempimento pari al doppio del contributo ricevuto.

Il Tribunale competente per ogni eventuale controversia è quello di Venezia.

———————————————————————————————————————

Fac-simile per le richieste di contributo

Il sottoscritto/la sottoscritta .. ..

Nato/a il .. .. .. a .. (Comune)

Residente a ..  (Comune)

Professione esercitata: ..  ..

Luogo di esercizio della professione esercitata: ..

Recapito telefonico per eventuali richieste di integrazione dei documenti: ..

CHIEDE

l’erogazione del contributo alla residenzialità stanziato dall’associazione 25 aprile Venezia, e a tal fine

DICHIARA

di trovarsi in una di queste situazioni (NB indicare soltanto quelle rilevanti, depennando le altre):

a) situazione di sfratto per finita locazione nella Municipalità di Venezia.

b) nuovo contratto di locazione ai sensi dell’articolo 1, stipulato o da stipulare nel corso dell’anno solare.

c) mutuo prima casa da contrarre nel’anno solare in corso.

d) nucleo famigliare monoreddito.

e) esercizio attività artigianale nella Venezia insulare.

f) pendolare da o per la Venezia insulare, in ragione della professione esercitata.

g) lavoratore dipendente con reddito netto annuale inferiore a 20.000 euro.

h) figli iscritti negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Venezia insulare.

i) nato nel Comune di Venezia e attualmente residente altrove.

SI IMPEGNA A

  1. fornire entro e non oltre il 28 febbraio i documenti necessari in caso di accoglimento della richiesta
  2. rispettare le condizioni previste dal presente bando di gara in caso di erogazione del contributo, e sottoscrivere il contratto di accettazione relativo.

ACCONSENTE

al trattamento dei dati personali forniti con questa richiesta, la cui unica finalità è la formazione della graduatoria per l’erogazione del contributo.

Nome, cognome e data della richiesta:

da spedire con posta elettronica a: 25aprileVenezia@gmail.com

—————————————————————————————————————–

Avvertenze e informativa:

Responsabile del trattamento, ai fini della normativa sulla protezione dei dati personali è l’associazione 25 aprile in persona del presidente Marco Gasparinetti.

La richiesta di contributo non implica né richiede adesione all’associazione o al gruppo25 aprile.

Al fine di garantire trasparenza e imparzialità nell’erogazione del contributo, la graduatoria con i punteggi attribuiti alle richieste verrà pubblicata sulla pagina internet http://www.gruppo25aprile.org

Numero telefonico per chi desidera ricevere assistenza nella formulazione della richiesta: 345.3459663

Le richieste ricevute fuori tempo massimo (oltre la mezzanotte del 31 gennaio) non verranno prese in considerazione.

 

Bon domìadisdòto, Buon 2018 a..

A chi vive a Venezia, con l’auspicio che voglia e possa restare a vivere qui;

A chi desidera ritornare a vivere in Laguna, con l’augurio che quel desiderio possa realizzarsi al più presto;

A chi immagina un futuro stabile e non solo da “turista” in questa città d’acqua unica al mondo, con l’auspicio che il sogno possa diventare realtà e che l’innesto di nuove energie possa ancora una volta far risorgere Venezia dalle sue ceneri, come era stato nei secoli passati dopo ogni epidemia;

A chi tutti i giorni attraversa il ponte per lavorare a Venezia – e siete in 30 mila a farlo – pur non potendo o non volendo viverci, perché Venezia vive del vostro lavoro, spesso invisibile e non sempre retribuito come dovrebbe;

A chi ha scelto Venezia per i suoi studi superiori o universitari, pur sapendo che al termine degli studi dovrà fare le valigie perché la monocultura turistica non offre sbocchi professionali agli studi intrapresi;

A tutte le realtà associative e alle singole persone che si prendono cura della città e di chi ci vive;

A chi con noi condivide l’aspirazione ad una città a misura d’uomo, di donna e di bambini;

A chi dimostra rispetto per questa nostra battaglia, a chi la condivide e a chi semplicemente ha l’onestà intellettuale di riconoscere che una città con la storia millenaria di Venezia non merita di essere ridotta a semplice villaggio turistico,

il nostro augurio di BUON ANNO e buon vento per i progetti che vi stanno a cuore e per i sogni che vi scaldano il cuore!

Ai giornalisti che hanno avuto la pazienza di seguirci su questo blog, il merito di far conoscere le nostre proposte e le nostre proteste, il coraggio di offrire ai lettori anche una versione diversa da quella “ufficiale” delle veline del sindaco in carica, un augurio particolare e un invito:

il 3 gennaio 2018 alle 12

per la conferenza stampa di presentazione del bando di gara con cui daremo un piccolo ma tangibile segno di aiuto a chi cerca casa nella Venezia insulare, con la somma raccolta grazie al primo calendario concepito e realizzato a sostegno della residenzialità:

01

 

Un 2017 straordinario, grazie a persone straordinarie

20 gennaio, l’affollatissimo incontro pubblico all’Ateneo Veneto per presentare le nostre 20 proposte – che con l’anno nuovo verranno aggiornate, completate e discusse  (ne parleremo alla conferenza stampa di Buon Anno, il 3 gennaio):

pubblico 2

la stampa

collage

2 luglio, 2 mila persone in corteo per dire “Mi no vado via”:

Andrea Sperandio

Locandine

 

NV 3 luglio

Gazzettino1

29 agosto, altra data indimenticabile: la nostra sottoscrizione popolare fa rivivere il cinema all’aperto in campo San Polo, con 50 volontari a garantire la perfetta riuscita dell’evento:

Foto Lillo 1

30 agosto corriere

 

ALTOFE 2

Novembre, una trilogia di eventi per dire “basta alberghi”, culminata con la pioggia di volantini alla “prima” della Fenice:

Nino Esposto 4

Lillo1

Julia 24 novembre.jpg

http://corrieredelveneto.corriere.it/venezia-mestre/cronaca/17_novembre_25/pioggia-manifestialla-prima-fenicebasta-alberghi-venezia-vuole-vivere-c20db3b2-d1af-11e7-a2a9-2c18c4fdfd63.shtml

2017, un anno straordinario per un gruppo affiatato e determinato, che è ormai presente a 360 gradi sui grandi temi cittadini, ha organizzato eventi e manifestazioni con cadenza mensile (questa rassegna ne ricorda soltanto 4, ma fra le più riuscite potremmo citare anche il “pandAmonio” di febbraio e il flashmob a Santa Fosca) e da quest’anno si è dotato di un braccio finanziario: l’associazione 25 aprile Venezia, che ha realizzato il primo calendario veneziano, ma di questo riparleremo stasera con gli auguri per il 2018.

Buon “veglione” a tutti e che questa carrellata di fine anno sia l’occasione per riflettere su quanto di buono abbiamo già fatto insieme, prima di gettare le basi per un 2018 che sarà ancora più scoppiettante. Non è una minaccia, ma una promessa.

Il gruppo25aprile

 

 

 

Letterina di Natale, alla nota agenzia immobiliare

Cara agenzia immobiliare che oggi hai militarmente invaso i nostri sestieri e sul tuo passaggio hai lasciato in ogni calle questi volantini fissandoli su “batacchi” e maniglie delle nostre case, e in alcuni casi addirittura sulle ringhiere..

E2 Luca

Cara multinazionale in cerca di nuove colonie,

innanzi a te siamo solo Davide al cospetto di Golia, e non abbiamo i tuoi mezzi per comunicare alla città il nostro messaggio. Lo affidiamo a questo mezzo di comunicazione senza distruggere alberi e senza spreco di carta, sperando che giunga al destinatario comunque: this is our “message in a bottle”.

Cara E&V,

potremmo anche perdonarti l’invito ad affidarti le chiavi di casa che fanno gola ai tuoi clienti, ma salvo errore da parte nostra Venezia non è un Paese africano ai tempi delle colonizzazioni ottocentesche, pensa che a noi risultano essere tuttora in vigore due regolamenti su cui vorremmo attirare la tua cortese attenzione:

I) Regolamento sui mezzi pubblicitari: https://www.comune.venezia.it/it/archivio/2605 che testualmente recita

“E’ soggetta al canone comunale sulla pubblicità la diffusione di ogni messaggio pubblicitario, effettuata con qualsiasi forma visiva od acustica – diversa da quelle assoggettate al diritto sulle pubbliche affissioni – in luoghi pubblici ed aperti al pubblico o che sia percepibile da tali luoghi. Si considerano luoghi aperti al pubblico quelli a cui si può accedere senza necessità di particolari autorizzazioni”.

II) Regolamento sulle pubbliche affissioni: https://www.comune.venezia.it/it/archivio/2609 di cui riproduciamo qualche estratto anche se dovreste conoscerlo: siete una multinazionale che paga fior di avvocati.

“Le pubbliche affissioni sono soggette ad un diritto comprensivo del canone autorizzatorio sulla pubblicità a favore del Comune che provvede alla loro esecuzione e nel cui territorio sono effettuate”.. ““Il Comune è tenuto a vigilare, a mezzo del Corpo di Polizia Municipale, dell’Ufficio Tecnico e del Servizio delle Affissioni, sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e regolamentari” ecc. ecc.

Cara E&V,

al di là di codici e cavilli, ti rendi conto della reazione di rigetto che hai provocato oggi con questa campagna militare volta a occupare il mercato delle seconde case – perché di questo stiamo parlando, il tuo “target” è quello ed è cosa nota – in una città che continua a perdere 3 residenti al giorno? Questa è una città allo stremo, sotto assedio, che mal sopporta l’ipocrisia di un finto biglietto di auguri natalizi il cui contenuto reale è quello che qui pubblichiamo in foto.

In una città dove gli sfratti per finita locazione sono sempre più frequenti e colpiscono famiglie incolpevoli, il cui unico torto è quello di essere d’ostacolo al carro armato delle seconde case e delle locazioni turistiche, il tuo non è un bel gesto, alla vigilia di Natale.

Noi stiamo combattendo a mani nude e ne siamo consapevoli. Nello spirito natalizio che tutti ci accomuna, prima di affidarci alle carte bollate ci appelliamo quindi al tuo buon senso: anche le multinazionali hanno un’anima, vero?

Dimostracelo, mettendo un termine a questa campagna invadente e di cattivo gusto. I residenti te ne saranno riconoscenti.

“I’ll send an SOS to the world
I’ll send an SOS to the world
I hope that someone gets my
Message in a bottle” (Sting)

Gruppo25Aprile,

dalla parte dei residenti.

Ateneo Veneto: spazio di confronto e non sezione di partito

L’Ateneo Veneto avrà presto un/a nuovo/a presidente, eletto o eletta dall’assemblea dei soci che si riunirà lunedì 11 dicembre. Il prestigio storico dell’istituzione è grande, ma più grandi ancora sono le sue potenzialità se riuscirà a scrollarsi di dosso la polvere accumulata nel tempo e ad essere spazio di approfondimento libero da condizionamenti politici o di partito.

Lo statuto dell’Ateneo non contiene clausole esplicite di incompatibilità con incarichi di partito; questo non impedisce di sollevare una questione di opportunità – anzi la rende più urgente, in attesa di modifiche statutarie che a parere di molti sono auspicabili e indifferibili.

Per dialogare con tutta la città e non soltanto con una sua parte, per essere credibile nei criteri di attribuzione dei suoi prestigiosi spazi, per preservare la propria autonomia e indipendenza di giudizio, l’Ateneo Veneto deve non soltanto essere ma anche “essere percepito” come un’isola di eccellenza, di confronto e di dialogo e non come una sezione di partito.

In questo senso, la o il Presidente deve “essere come la moglie di Cesare”, per poter rispondere innanzitutto alle aspettative dei soci e dare piena attuazione a uno statuto che a questa Onlus assegna il compito di “cooperare al processo ed alla divulgazione delle scienze, delle lettere, delle arti e della cultura, in ogni loro manifestazione e nell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale”.

I candidati alla Presidenza sono tre persone le cui qualità umane non sono in discussione: non è di questo che si tratta ma dell’autonomia dell’Ateneo Veneto. Il nostro auspicio, sul piano dell’opportunità e della credibilità dell’Ateneo Veneto, è che il nuovo Presidente non sia legato ad un partito politico, qualunque sia il partito in questione.

Calpurnia

Nell’immagine: Calpurnia, moglie di Cesare (copyright: Diletta Boni)

 

 

 

Venezia Vuole Vivere – Breaking News

Iulia.JPG

Oggi 24 novembre 2017 alla “prima” della Fenice abbiamo voluto segnalare con un gesto silenzioso quanto eclatante e simbolico la minaccia incombente su una delle città più belle del mondo. Una città in cui il numero di posti letto ad uso turistico ha ormai superato quello dei residenti, scesi sotto la soglia dei 54.000, e dove anche i turisti si chiedono ormai come sia possibile mancare di rispetto a sè stessi e alla propria Storia in questo modo avvilente.

Il moto ondoso che sgretola le nostre rive e le fondamenta dei palazzi, l’inquinamento da motori diesel che intacca i nostri polmoni, i mezzi pubblici intasati, il precariato che caratterizza il mercato del lavoro, l’abusivismo e la difficoltà, ormai divenuta impossibilità, di trovare casa a Venezia sono tutti sintomi di uno stesso male che va curato alla radice prima che diventi insanabile.

Per spezzare il circolo vizioso di una monocultura che sta uccidendo ogni altra forma di vita cittadina chiediamo una moratoria immediata sulla vendita di beni pubblici e sull’apertura di nuovi alberghi e di esercizi legati alla ristorazione, nonché la definizione di una soglia di carico per grandi navi, lancioni gran turismo e presenze turistiche.

Questa è la richiesta più urgente del “Gruppo25aprile”, piattaforma civica e apartitica per la difesa di Venezia e della Sua Laguna, che dall’inizio dell’anno ha al suo attivo numerosi eventi a partire dal noto incontro pubblico del 20 gennaio all’Ateneo Veneto (20 proposte per Venezia), alla manifestazione “Mi No Vado Via”, il 2 luglio, con 2.000 persone in marcia dall’Arsenale a Riva degli Schiavoni, al cinema autofinanziato in campo San Polo (Yuppi Du, il 29 agosto) e alle altre iniziative di sensibilizzazione, rilanciate dai mass media, come il “PandAmonio” del 17 febbraio, “Un pesce d’aprile chiamato Sindaco” l’1 aprile, “the Road to Hothell” davanti alla canonica-albergo di Santa Fosca, il 23 settembre, e il corteo contro la svendita di palazzi pubblici il 21 novembre.

Quando centinaia o migliaia di cittadine e cittadini si mobilitano con questa frequenza, nonostante gli impegni di lavoro e familiari, significa che la soglia di guardia è stata superata e la politica tradizionale non ha più la capacità di dare risposte ai problemi reali delle persone.

Per ogni nuovo albergo che nasce, c’è un pezzo di Venezia che muore nell’indifferenza o con la complicità dell’amministrazione comunale in carica. Venezia vuole vivere, e con questo messaggio ci rivolgiamo a chiunque ami Venezia, senza distinzione di etnia, religione e orientamento politico.

L’attuale giunta comunale continua ad autorizzare migliaia di nuovi posti letto sui due lati del ponte, teorizza un futuro alberghiero anche per le isole come Murano e la Giudecca, che finora si erano salvate dallo spopolamento, escludendole dalla delibera sul blocco dei cambi di destinazione d’uso, che peraltro conosce mille deroghe e prosegue imperterrita sulla strada a senso unico di alienazioni e trasformazioni immobiliari che una volta realizzate sono irreversibili e si traducono nell’espulsione di residenti e artigiani.

La nostra richiesta è: fermate questa deriva e subito, oggi stesso, senza rinvii!

A lanciare questo SOS è una città ferita. Lo fa con queste modalità perché nessuno possa dire “non sapevo”, “non avevo capito”: chi non saprà cogliere l’urgenza di questo SOS si assume una responsabilità pesantissima.

Il “caso Venezia” richiede una svolta, un cambiamento di rotta immediato, e lo richiede adesso.

I portavoce:
Marco Gasparinetti
Nicoletta Frosini
Aline Cendon

https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ftgrveneto%2Fvideos%2F2065044053729818%2F&show_text=1&width=560

La strana svendita di Palazzo Poerio Papadopoli

La lettura dell’Albo Pretorio ieri ci ha riservato una sopresa: l’offerta irrevocabile di acquisto “per persona da nominare” di un misterioso acquirente che in data 23 ottobre aveva già “indovinato” il nuovo valore di stima, rivisto al ribasso con delibera di Giunta 261 dell’8 novembre che comporta variazione di bilancio al ribasso con una minusvalenza di alcuni milioni di euro per le casse comunali.

Chi sarà mai questo Frate Indovino?

Le anomalie della vicenda non finiscono qui, perché la stampa locale in data 8 novembre parlava di un incarico affidato ad Insula (partecipata comunale) finalizzato a “contare le camere” e rivedere la stima precedente (14 milioni) in vista di una possibile trasformazione alberghiera del bene pubblico che, in quella posizione strategica e con quei flussi turistici a due passi, aumenta ovviamente (piuttosto che diminuire) il valore commerciale del bene che si intende alienare.

Il misterioso Mister X a quanto pare dispone di una sfera di cristallo, se il 23 ottobre già depositava offerta irrevocabile di acquisto, prontamente recepita con determina dirigenziale 1724 del 16 novembre, che nelle motivazioni si esprime così: “considerato che il prezzo offerto è superiore al valore attribuito all’immobile da parte della Giunta Comunale” con la citata delibera dell’8 novembre”.

Il fatto è che Mister X ha semplicemente o casualmente “arrotondato” quella cifra, che a quanto pare gli era nota (a lui e soltanto a lui) due settimane prima che la Giunta ne deliberasse la congruità. Quando si dice il destino.. e Insula allora cosa ha contato a fare, se i giochi erano già fatti? Gazzettino 8 novembre:

8 nov 17 Poerio

Per i motivi qui sommariamente riassunti, e con riserva di produrre elementi indiziari ulteriori:

I) Al Consiglio comunale che il 30 novembre dovrà approvare la variazione di bilancio chiediamo di valutare quanto segue.

  1. Nel presentare la variante urbanistica riguardante il bene, in data 16 novembre, la Giunta comunale ha omesso di informare i consiglieri comunali sull’esistenza di un’offerta irrevocabile di acquisto e di una determina dirigenziale già precotta (1862 del 15 novembre, firmata il giorno successivo) che permetterà a Mister X di mettere le mani sull’immobile in assenza di rilanci entro il 15 dicembre. Anzi, per scoraggiare ogni possibile dibattito sulla medesima, il Presidente del Consiglio comunale pro tempore ha affermato “qui non c’è niente da discutere“. Interessante, alla luce di quanto emerso il giorno dopo in Albo Pretorio.
  2. La determina dirigenziale di vendita del bene immobile, datata 16 novembre, dispone la pubblicazione a spese del contribuente (impegnando a tal fine la somma di 5.500 euro) di un avviso pubblico di vendita prima ancora che il Consiglio comunale abbia approvato la variazione di bilancio – che per le casse comunali comporta una minusvalenza rispetto al bilancio di previsione dove l’alienazione era stata iscritta per un importo di 14 milioni – e permette “di aggiudicare Palazzo Poerio Papadopoli all’offerente iniziale” (Mister X)  con uno sconto superiore a 3 milioni, a meno che qualche coraggioso concorrente non osi mettersi di traverso presentando un’offerta migliore.
  3. A questo proposito segnaliamo che nel medesimo luogo l’anno scorso con modalità analoghe è stata venduta la Casa del Custode dei Giardini Papadopoli, senza rilanci di sorta : il procedimento ferragostano “ad evidenza pubblica” si è concluso aggiudicando il bene all’offerente iniziale, senza che nessuno si azzardasse a “disturbare i manovratori”.

II) All’amministrazione comunale chiederemo con formale DIFFIDA:

di SOSPENDERE IN AUTOTUTELA la pubblicazione dell’avviso pubblico di vendita, al fine di evitare il rischio di un danno erariale ulteriore rispetto a quello qui ipotizzato.

III) Nel ribadire la nostra contrarietà alla svendita di beni pubblici, a maggior ragione quando si realizza con modalità non cristalline, ci riserviamo di segnalare questa ed altre anomalie alla Corte dei Conti competente per territorio, affinché possa valutarle sotto il profilo dell’eventuale danno erariale.

Il Gruppo25aprile

Venezia, 18 novembre ’17

 

21 novembre: Da Santa Fosca ai Papadopoli, la città non è un Monopoly

Il Consiglio comunale ha oggi approvato, con 20 voti a favore e 7 contrari, la variante urbanistica per trasformare Palazzo Poerio Papadopoli in albergo, ennesimo e superfluo sfregio a una Città che ne ha già subiti tanti.

“Non c’è niente da discutere”, ha ammonito (?) Saverio Centenaro che presiedeva la seduta, come se i consiglieri comunali fossero soprammobili. Il gruppo25aprile ringrazia quelli che invece hanno dato vita ad un dibattito ricco di spunti che ci ha aperto gli occhi sulle reali intenzioni di questa giunta comunale, cosí lontane dalle promesse elettorali.

Martedì 21 novembre alle 16 ci ritroveremo con chiunque lo desideri per una passeggiata collettiva da campo di Santa Fosca a Palazzo Papadopoli,  già scuola Poerio, attraversando il ponte degli scalzi e costeggiando i giardini Papadopoli la cui Casa del Custode è già stata venduta dal Comune al vicino albergo (asta ferragostana, una sola offerta). Con la prossima svendita mancherà solo che in quella “porta di Venezia” mettano un ponte levatoio e ci chiedano un pedaggio per attraversarla.

Come cittadini denunciamo questo circolo vizioso e proveremo a spezzarlo al suono di pentole e pignatte, come si usa fare a Venezia nel giorno di San Martino – che è anche sinonimo di traslochi:

https://www.facebook.com/events/2122137237800306/

15 novembre NV

A chi li autorizza al ritmo di 2.000 nuovi posti letto all’anno chiediamo: abbiamo veramente bisogno di altri alberghi, a Venezia? L’annuario del turismo 2015 ne recensiva già 401 per un totale di circa 30 mila posti letto e 3.352 strutture extralberghiere (quasi mille in più rispetto al 2011) per un totale di altri 20 mila posti letto: totale complessivo 50.503, senza contare quelli affittati “in nero” che sfuggono ad ogni statistica. Come meravigliarsi che la città perda mille residenti all’anno, per attestarsi ormai sotto quota 54 mila, se la monocultura turistica si allarga come una metastasi?

Dai 96 Bed and Breakfast (novantasei) registrati nell’anno 2000, siamo passati ai 3.128 pubblicizzati dal portale “airbnb.com” a Venezia nel 2015 (fonte: Reset) che ha portato Italia Nostra a stimarne un numero totale pari a 6.000 circa (fonte: Italia Nostra, “Proposte per Venezia”). Da 96 a 3.128 (o 6.000), in 15 anni.

Appuntamento il 21 novembre alle 16, in Campo di Santa Fosca: là dove due mesi fa abbiamo già scoperto gli “altarini” di una canonica trasformata in albergo, senza titolo edilizio e senza che nemmeno fossero iniziati i lavori di restauro della vicina Chiesa che erano stati presentati come “contropartita” un anno prima.

Philippe 4

Foto Philippe Apatie

 

Selling Venice by the pound? NOT IN OUR NAME

NOT IN OUR NAME

Venice, 11th November 2017

We refer to Tom Kington’s article “Venice mayor mock tourists who were ripped off by waiters” (The Times 10 November).

Once elected, a City Mayor is supposed to speak on behalf of the whole community and to channel a shared vision of its values, even more so when he has the privilege of speaking on behalf of a City with a worldwide reputation, such as Venice, and his words are therefore likely to reach an audience which goes beyond his village or borough.

By labelling as “pezzente” (beggar, cheapstake, skinflint) a British citizen who had written a letter to him, and whose genuine concern was to preserve the reputation of Venice since he was not even seeking compensation, this mayor has in our opinion failed to behave in accordance with his duties, irrespective of the merits of the case – which should have been investigated rather than being dismissed in such a bullish way.

By mocking a British citizen for not speaking Italian or Venetian, as if this could be an acceptable alibi for ripping off our visitors, this mayor may give the impression that this is common practice in Venice – which is not the case – and cannot speak in our name.

As a civic platform representing almost 2,000 citizens we deeply regret the reputational damage made by the mayor to the City where, contrary to him, we do live and/or work. With all due respect to his office, we reluctantly have to stand up and tell the world:

NOT IN OUR NAME

12 novembre The Times

We reluctantly take this initiative, while in our view it should be the mayor’s duty to preserve the reputation of a City which has been a prosperous and long lasting City State for eleven centuries and does not deserve to be treated like a parody of itself. Over the centuries, Venice like the Fenice Theater was able to come to new life and arise from the ashes of pandemics by hosting and trading with dozens of nationalities which are still reflected in the names of our streets. London and Venice have many things in common, in this respect, and we can hardly imagine the mayor of London treating foreign visitors the way our mayor did with these British tourists.

Irrespective of the merits of the specific case, we Venetian citizens address our apologies to all British citizens for this lack of respect. It is ironic that the City Council has launched a campaign called “enjoy, respect Venice”. Our understanding is that respect should be mutual: those who request respect are more likely to receive it if they are able to offer the same in return.

SELLING VENICE BY THE POUND, like the fish in that restaurant?

Incidentally, the City mayor who labels as “pezzente” the British citizen who paid more than 500 euro in a local restaurant (including a 12% “service” extra charge) is the same who is selling Venice by the pound: selling public buildings such as the headquarter of the local Police (Palazzo Papadopoli that is the former Poerio primary school), the Court of Appeal (Palazzo Corner Contarini) and the only building hosting social services in Venice (Palazzo Donà in Campo Santa Maria Formosa) while neither the economic circumstances nor the state of the City budget justify this systemic spoliation of common goods which are likely to be turned into Hotels for the profit of the few.

“What news on the Rialto?” one of Shakespeare’s businessman characters asks another in “The Merchant of Venice”, referring to the bridge where Venice’s merchants met to trade. If such a scene were played out today, the topic of conversation might well be how money laundering and greed are undermining the very foundations of what used to be a prosperous, cosmopolitan and open minded State City, the third in Europe at the time when William Shakespeare was writing no less than three masterpieces inspired by the Venice Republic (Venice itself, Verona for Romeo and Juliet, and Cyprus for Othello).

This process did not start with the current City Mayor, but “reversing the trend” was the main expectation of those who voted for him and disappointment in Venice is growing day after day, due to his failure to match those expectations, on top of the lack of judgment in his public statements.

When someone is selling Venice by the pound while treating as beggars (“pezzenti”) the very same foreigners who pay such a bill in a restaurant, on top of the hotel and the city tax (imposta di soggiorno) our answer can only be:

NOT IN OUR NAME

Il Gruppo25Aprile

 

25 aprile Venezia: resoconto dell’assemblea straordinaria

Da tre anni a questa parte, il gruppo25aprile è stato ed è una fucina di idee e di proposte, che alimentano il dibattito sul futuro di Venezia ricevendo riscontri positivi da un numero sempre crescente di cittadini che ne apprezzano la natura apartitica e libera da condizionamenti esterni.

A volte gli sono mancate “ali” su cui farle volare.. o gambe su cui camminare, per chi non crede agli angeli. L’associazione “omonima” è nata in agosto con questo scopo: il cinema all’aperto era il sogno di molti e unendo le forze di tutti l’abbiamo realizzato. Per poterlo fare ci siamo dotati di un “braccio finanziario” chiamato Associazione 25 aprile Venezia, i cui fondatori si sono riuniti il 22 ottobre in “assemblea straordinaria”.

Quello che segue è un resoconto succinto dell’assemblea.

Profilo

All’assemblea sono presenti o rappresentati con delega tutti i soci fondatori che avevano tale qualifica al momento della convocazione.

Modifiche statutarie:  il testo diffuso via posta elettronica nei termini previsti è adottato all’unanimità con il seguente emendamento: all’art. 6 la dicitura “soci ordinari” viene sostituita da “soci sostenitori“,  e la quota di adesione una tantum viene fissata in misura pari o superiore a 25 euro.

Viene confermato che i soci “fondatori” (quota di adesione pari o superiore a 100 euro) non potranno essere più di 25, per garantire che l’associazione rimanga snella e agile come lo è stata nell’organizzare il cinema all’aperto di campo San Polo.

Il mandato del Direttivo avrà durata annuale in modo tale che tutti i soci fondatori a rotazione possano farne parte. L’incarico di tesoriere e quello di revisore avranno invece durata triennale per garantire continuità e competenza in materia contabile.

L’associazione resta aperta a nuove adesioni ma non verranno fatte campagne di “proselitismo” e non ci saranno quote associative annuali dato che la quota di adesione è “una tantum”. Quando una raccolta fondi si renderà necessaria, sarà finalizzata ad uno scopo ben preciso e di volta in volta  determinato con delibera assembleare.

Viene ribadita la sinergia con il Gruppo 25 aprile che conta più di 1.700 iscritti e di cui l’Associazione sarà braccio finanziario; per questo motivo sono state scartate altre ipotesi di denominazione quali “Venezia mio futuro” che è campagna di opinione e pagina facebook con 10.500 abbonati ma senza “associati ” o iscritti che possano deliberarne indirizzi e priorità come invece viene fatto dal G25A (con voto palese e nominativo in bacheca).

Viene eletto per acclamazione il Consiglio Direttivo che resterà in carica dal 22 ottobre 2017 al 21 ottobre 2018 e sarà formato da:

Marco Gasparinetti, Presidente

Nicoletta Frosini, vice Presidente con funzioni vicarie

Dario Vianello, portavoce

Stefano Bravo, tesoriere

Donata Olivieri, tesoriera

Informata l’assemblea sul saldo di cassa e confermato il pareggio di bilancio dell’iniziativa “Cinema all’aperto”, che è stata interamente autofinanziata dalla raccolta fondi senza intaccare le quote di adesione,  sono state discusse due possibili iniziative, il cui lancio eventuale verrà deliberato dall’assemblea ordinaria a tempo debito:

  1. Concessione isola di San Secondo, tematica illustrata da Gianluca Ballarin; la scadenza del bando è 29 dicembre 2017. Per poterne riferire all’assemblea ordinaria, è stato costituito un gruppo di lavoro formato da: Gianluca Ballarin, Carlo Beltrame, Dario Vianello, Francesco Ceselin, Marco Gasparinetti e  Flavia Antonin.
  2. Progetto residenzialità, illustrato da Roberta Bartoloni. Per approfondirlo è stato creato un gruppo di lavoro coordinato da Roberta Bartoloni e Luca Giulio Velo, di cui faranno parte Stefano Bravo e Marco Gasparinetti.

Alla voce “varie ed eventuali” è stato discussa e approvata la proposta di produrre un calendario per il 2018, presentata da Maria Chiara Bellati e Flavia Antonin che ne seguiranno la realizzazione.

L’assemblea ordinaria si terrà nel mese di dicembre, in tempo utile per deliberare sul punto 1.

Per chi desidera maggiori informazioni, l’associazione ha un suo indirizzo di posta elettronica “dedicato” e distinto rispetto a quello del gruppo: 25aprileVenezia@gmail.com

Post Scriptum:
Il 25 aprile come gruppo festeggia oggi i tre anni e mezzo di attività. Movimento di opinione “fluido” e senza gerarchie, tale intende rimanere. L’associazione che ne porta il nome è nata per dare ali ai nostri sogni (quando questi richiedono risorse economiche e non solo immaginazione) e gambe su cui camminare alle idee che vengono discusse nel gruppo facebook, che ormai conta 1.765 iscritti, verificandone la fattibilità sotto il profilo della copertura finanziaria e occupandosi della raccolta fondi come è stato per il cinema all’aperto in campo San Polo, che ne ha rappresentato il “battesimo del fuoco”:
 
Questo strumento al servizio della piattaforma civica e della Città ci permetterà di andare più lontano e costruire insieme qualcosa di concreto, oltre a denunciare quello che non va: mentre manifestazioni, flash mob, comunicati stampa e prese di posizione “politiche” restano prerogativa del gruppo, che le metterà ai voti “in bacheca” come ha sempre fatto, quando ci sarà da “metter mano al portafoglio” l’ultima parola spetterà all’associazione, che per questo ha dovuto dotarsi di regole e sarà più “strutturata” ma senza diventare un ministero e resterà aperta all’adesione di chiunque voglia darci una mano.
L’associazione ha un suo indirizzo distinto da quello del gruppo; per chi desidera partecipare alle sue attività o richiedere maggiori informazioni è: 25aprileVenezia@gmail.com 

 

Assemblea straordinaria 22 ottobre

Visti gli articoli 4, 8, 13, 15 e 19 dello Statuto,

L’assemblea straordinaria dei soci fondatori è convocata per il giorno 22 ottobre

con il seguente ordine del giorno:

  1. Verifica numero legale.
  2. Approvazione ordine del giorno.
  3. Relazione del direttivo provvisorio.
  4. Discussione e approvazione modifiche statutarie.
  5. Elezione degli organi sociali in sostituzione del direttivo provvisorio.
  6. Partecipazione eventuale ai bandi di gara in scadenza il 29 dicembre 2017 ai sensi dell’articolo 4, comma 4 dello Statuto.
  7. Prima discussione del “progetto a sostegno della residenzialità”: studio di fattibilità e risorse necessarie.
  8. Varie ed eventuali.

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L’associazione è “braccio finanziario” del gruppo 25 aprile e ne esegue le decisioni quando queste richiedono copertura finanziaria, verificandone la fattibilità e assicurandone la corretta rendicontazione contabile, come è stato per il cinema all’aperto in campo San Polo:

https://gruppo25aprile.org/2017/09/10/camposanpolo-il-rendiconto/

Le decisioni del gruppo25aprile continueranno ad essere prese come sempre è stato, con voto nominativo e palese in bacheca.

L’ordine del giorno delle assemblee e le delibere dell’associazione vengono pubblicate nel blog e sulla pagina facebook del gruppo:

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Gruppo 25 aprile chi siamo, dove viviamo?

Per una volta parliamo di noi per darvi conto del primo “censimento generale” degli iscritti, che sono persone in carne ed ossa con e non entità virtuali. Non è un sondaggio politico perché non abbiamo mai chiesto a nessuno “per chi hai votato” o “per chi voteresti”: non sono questi i criteri di adesione ad un gruppo che come denominatore comune ha l’impegno civico per Venezia senza tessere di partito e senza distinzione di razza, di sesso, di religione o di orientamento politico nel senso restrittivo del termine.

El me doman

A chi aderisce al gruppo facebook la prima domanda che viene rivolta è :”Vivi a Venezia? In caso negativo, per quale motivo hai chiesto di aderire?” A chi è già iscritto abbiamo chiesto una cortesia ulteriore: specificare il dove (sestiere o isola), con questo risultato provvisorio (basato sulle 469 risposte già ricevute, verrà aggiornato nelle prossime settimane):

Cannaregio 98

Castello e Sant’Elena 45

Dorsoduro 40

Santa Croce 38

San Polo 31

San Marco 23

Totale provvisorio sestieri: 275

Giudecca e Sacca Fisola: 15

Lido e Pellestrina: 33

Murano Burano e isole minori: 8

Totale provvisorio “isole”: 56

“Di là dal ponte” in Italia: 117

All’estero: 15

“Di là dal ponte”: 132 persone

“Cittadino del mondo”: 6

Invitando chi non lo ha ancora fatto a rispondere al sondaggio (nel gruppo facebook o via email per chi non utilizza FB) ci sembrava giusto dirvi per una volta qualcosa “di noi” che restiamo aggrappati a questa città, e non soltanto dei mille residenti all’anno che continuiamo a perdere, nella Venezia insulare.

Molti di noi sono pendolari per necessità, nelle due direzioni di marcia: numerosi sono quelli che lavorano a Venezia ma dormono “di là dal ponte”, alcuni di noi hanno dovuto cercarsi un lavoro altrove per potersi pagare un mutuo qui: ai prezzi attuali delle case e con la tipologia di occasioni lavorative create dalla monocultura turistica, per chi ha studiato è spesso una scelta quasi obbligata – ed è questo che vorremmo veder cambiare: vivere a Venezia o lasciarla dovrebbe poter essere una scelta individuale e non “obbligata”. Quanti di noi lascerebbero senza un nodo alla gola una città come questa?

Red Federico Permutti 2

A chi attraversa il ponte tutte le mattine è dedicato questo breve video, realizzato alla vigilia di “Mi no vado via” (il corteo del 2 luglio scorso):

 

“Basta alberghi a Venezia” era uno dei cori scanditi in corteo il due luglio; l’altro era “più botteghe per gli artigiani” e le cronache quotidiane delle ultime settimane hanno dimostrato più di ogni discorso che quei cori non erano slogan di circostanza o di una minoranza ma la fotografia (purtroppo) fedele di una città che rischia di perdere la sua identità (e la sua anima, in una sorta di patto faustiano), minacciata com’è da un rullo compressore che tutto appiattisce al suo passaggio: quello della monocultura turistica.

https://gruppo25aprile.org/2017/07/28/mi-no-vado-via-rassegna-stampa/

foto Carla - Copie

Il mese di agosto ci ha poi visti riuniti in Campo San Polo per un’iniziativa totalmente autofinanziata che è anche un segnale in controtendenza rispetto al passato, perché ha dimostrato quanto sia ormai radicata e sentita l’aspirazione di chi vuole riappropriarsi del proprio destino trovando un punto di equilibrio fra il “diritto alla città” dei residenti e le esigenze del turismo: nessuno di noi contesta le seconde ma, allo stato attuale, la sensazione è che ad essere prese in conto siano soltanto quelle e questo squilibrio è fonte di tensioni che vanno in qualche modo stemperate, ascoltando finalmente chi a Venezia ci vive, per poter indirizzare le tante energie vive verso uno sbocco positivo e costruttivo come è stato per il cinema all’aperto.

https://gruppo25aprile.org/category/camposanpolo/

Foto Lillo 1

Per poter mettere in campo il cinema all’aperto, il gruppo25aprile si è dotato di un suo braccio finanziario (associazione) e di questo parleremo nelle prossime settimane, con alcune importanti novità e nuove iniziative in cantiere.

7 ottobre ’17

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/?ref=bookmarks

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Foto: Carla Bellenzier, Federico Permutti, Lillo Vianello

 

 

 

 

 

Abuso (edilizio) in canonica: il Comune ordina la sospensione dei lavori

Venezia, 4 ottobre ’17

Il gruppo25aprile comunica che, a seguito del sopralluogo effettuato all’interno della canonica di Santa Fosca dagli uffici comunali competenti, il Comune ha emesso l’allegata ordinanza di sospensione dei lavori, svolti “in assenza dei titolo edilizio” e quindi definibili come abuso edilizio.

In particolare, l’ispezione ha accertato “opere di demolizione murature interne” e smentisce le rassicurazioni secondo cui “nessun abuso edilizio” era stato commesso nei luoghi oggetto della nostra segnalazione.

L’ordinanza è stata infatti adottata in base all’articolo 27 del Testo Unico in materia edilizia (comma 3) nella parte in cui dispone che: “qualora sia constatata, dai competenti uffici comunali d’ufficio o su denuncia dei cittadini, l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità di cui al comma 1, il dirigente o il responsabile dell’ufficio, ordina l’immediata sospensione dei lavori”.

Nel ribadire la nostra fiducia nell’operato della Pubblica amministrazione e degli organi preposti agli accertamenti, riteniamo doveroso ringraziare gli uffici comunali per la tempestività, l’efficienza  e l’imparzialità degli accertamenti svolti e del provvedimento che ne è conseguito.

Al Patriarcato, proprietario della canonica, spetta ogni decisione sulla prosecuzione del rapporto contrattuale con l’inquilino (albergo) responsabile dell’abuso, ferme restando le vie di ricorso che al medesimo spettano per legge nel caso in cui decida di impugnare l’ordinanza. Il nostro auspicio è una pausa di riflessione che sia anche e soprattutto occasione per ripensare la destinazione dei luoghi, prendendo in considerazione soluzioni diverse rispetto a quelle fin qui prospettate.

 

Santa Fosca, lettera aperta al Patriarca

Al Patriarca di Venezia

Sua Eccellenza Monsignor Francesco Moraglia,

La canonica di Santa Fosca ceduta in affitto a un albergo (come già il campanile) è una vicenda su cui “fare chiarezza” è interesse comune dei cittadini e anche del Patriarcato, la cui limpidezza di intenti non è mai stata messa in  dubbio.

Salvo errore inescusabile di trascrizione, il nome storico della parrocchia è “Santa Fosca” e non “Santa Foschia” con accento tonico sulla “i”. Unico scopo di questa lettera è permettere a tutte le parti interessate di dissipare i dubbi dei fedeli sui contenuti di un accordo che lo stesso periodico della Curia veneziana (Gente Veneta) ha definito “singolare”, pur rivendicandone la convenienza economica. Se questo è il parametro di riferimento e di giudizio, approfondire la questione non è irriverente ma conseguenza logica della premessa.

30 settembre foto canonica

La replica affidata dall’albergo ai quotidiani tramite i suoi legali solleva alcuni dubbi e interrogativi, che verranno qui riassunti. Su questi interrogativi è lecito sperare che le risposte siano cristalline, in linea con l’incoraggiante affermazione dei legali dell’albergo secondo cui “l’accordo siglato dall’Hotel Tintoretto è trasparente”. Se cosí è, quelle che seguono sono domande facili a cui sarà agevole dare risposta:

  1. Secondo i legali dell’hotel, la “contropartita” per l’affitto della canonica è il restauro della vicina chiesa di Santa Fosca, ora definito come “messa in sicurezza” mentre il comunicato ufficiale del Patriarcato (19 settembre) parlava di “ristrutturazione“. Se questa è la contropartita, che in diritto civile viene definita come “sinallagma delle prestazioni”, è lecito chiedere che vengano resi noti i termini dell’accordo e in particolare: l’importo a carico dall’albergatore, la data di inizio dei lavori e quella entro cui presumibilmente la chiesa verrà riaperta al pubblico: il comunicato affidato a Gente Veneta dice infatti testualmente: “l’immobile da circa un anno è stato dato in affitto al vicino hotel Tintoretto che, nell’ambito dell’accordo siglato, si occuperà anche della ristrutturazione dell’adiacente chiesa di Santa Fosca che necessitava di alcuni significativi interventi e potrà ritornare così pienamente disponibile”.
  2. In caso di inadempimento contrattuale, il codice civile prevede la possibile risoluzione del contratto. Ringraziamo quindi i legali dell’albergo per avere aperto nuovi orizzonti di discussione, essendo evidente che in caso di alterazione del sinallagma delle prestazioni (semplice “messa in sicurezza” o ristrutturazione?) i fedeli potrebbero chiedersi se la cessione dalla canonica con contratto di affitto 9+9 non possa realizzarsi a condizioni migliori che ne preservino la funzione abitativa. L’azione in risoluzione spetta ovviamente alla parte a danno della quale si è verificato l’eventuale inadempimento (il Patriarcato) e in questa sede – in assenza di un progetto di restauro o anche soltanto di segni visibili di inizio lavori ad un anno di distanza dalla consegna dell’immobile (!) – ci si limita a segnalarne l’ipotetica configurabilità.
  3. Se l’ipotesi di cui sopra è destituita di fondamento, la domanda di riserva che sorge spontanea è: posto che il progetto di restauro della chiesa viene definito come “contropartita”, perché non renderlo pubblico? Quella chiesa è patrimonio monumentale e sentimentale di noi tutti. La nota dei legali dell’albergo parla di un accordo “trasparente”, e se è tale non dovrebbero esserci problemi a renderlo pubblico, altrimenti che trasparenza sarebbe? Stiamo parlando di un luogo di culto la cui riapertura al pubblico riveste indubbiamente un interesse pubblico, senza nulla togliere alla natura privatistica delle pattuizioni intervenute. Sta di fatto che mentre i lavori all’interno della canonica (fonte di reddito potenziale) sembrano procedere a ritmo serrato, della ristrutturazione o messa in sicurezza della chiesa non è finora trapelata alcuna notizia, né sulla data di inizio dei lavori né su quella pattuita o anche soltanto prevista per la sua riapertura al pubblico.
  4. Cambio di destinazione d’uso: la questione non si pone soltanto sul piano del diritto amministrativo. In diritto canonico, la trasformazione di una canonica in altra cosa è, a prescindere da ogni considerazione urbanistica, un atto di straordinaria amministrazione che richiede il rispetto di formalità ben precise, quali ad esempio il parere obbligatorio del Consiglio diocesano degli affari economici. Tale parere è stato acquisito, nel caso di specie? In caso affermativo è possibile conoscerne i termini essenziali? Quest’ultima domanda ovviamente non è rivolta a Lei, che ha ben altre responsabilità pastorali come Padre della Chiesa veneziana e in quanto tale non può occuparsi di queste cose, ma a chi nella gerarchia ecclesiastica ha seguito l’iter procedurale e potrà agevolmente rintracciare l’atto.

Suo devoto,

Paolo Sarpi

Venezia, 30 settembre 2017

 

Press release: Venice and Santorini, working together

Santorini, 9 September 2017

We are delighted to announce that the Citizens of Venice & Oia are going to be working together to fight against unsustainable development, cultural degradation and city/village exploitation by corporate greed. The Citizens of Oia will work closely with Gruppo25aprile Venezia to give our communities a sustainable future and to preserve our cultural heritage.

We will be announcing future plans via social media, as well as joint press releases and future workshops. If you would like to join our international support community for both regions and stay informed about our activities please send an email with your name to: oiasantoriniofficial@gmail.com

We look forward to your support in preserving the beauty & heritage of two iconic regions in the world… with more iconic cities & villages to join our alliance soon.

Michael Ermogenis

Santorini

Venice, 10 September 2017

We are delighted to confirm and relay the announcement made by Michael on behalf of the Oia Citizens’ group in Santorini.

We have the chance of living in two of the most beautiful places on earth.

This is a privilege but also a responsibility and, depending on how we cherish rather than destroying these treasures, we will be held accountable to both the next generations and the rest of the world. Our common challenge is to make sure that these treasures are not spoiled by human greed. Ready to work together, to help each other and to learn from each other!

Marco Gasparinetti

Chairman, Associazione 25 Aprile Venezia

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Venezia e Santorini: due fra le destinazioni più ambite dai turisti di tutto il mondo. Come convivere con questa realtà senza diventare “vittime del proprio successo” vendendo l’anima come nel patto faustiano? Questa è la sfida comune che abbiamo deciso di affrontare insieme. Il “patto” è aperto ad altre realtà associative che si trovano ad affrontare problemi simili nelle città rispettive.

Venduti al chilo, seconda parte: Santa Madre Chiesa

Le proprietà della Chiesa cattolica nelle sue molteplici articolazioni e congregrazioni sono molteplici, a Venezia come a Roma: un censimento completo è quasi impossibile data la pluralità di soggetti (l’unico disponibile è quello delle proprietà patriarcali, che sono una piccola frazione del totale) ed è un motivo in più per non fare “di tutta l’erba un fascio”. Non si tratta solo di edifici di culto e assimilati (ai fini IMU) ma anche di:

  • proprietà a uso residenziale accumulate in virtù di lasciti e donazioni alle parrocchie o alle numerose Opere Pie, perché potessero provvedere alle necessità dei più demuniti, e altre ad uso commerciale (piani terra soprattutto) che in passato hanno svolto (e in parte tuttora svolgono) un ruolo prezioso di “calmiere” a vantaggio delle fasce più povere della popolazione e dei negozi di prossimità;
  • edifici adibiti ad uso scolastico (scuole paritarie) che in alcuni casi hanno chiuso o stanno chiudendo, come nel caso di Palazzo Seriman che dal 1885 all’anno scorso ha avuto un posto speciale nel cuore dei veneziani, prima come scuola di mosaico e poi come scuola dell’infanzia gestita dalle “Ancelle di Gesù Bambino” ma da tutti è chiamata semplicemente “Silvestri” dal nome della benefattrice (Elena Silvestri) che aveva acquistato il palazzo nel 1884 per poi fondare la suddetta congregazione nel 1920. In questa scuola dell’infanzia hanno mosso i primi passi migliaia di bambini veneziani; se le notizie riportate dalla stampa odierna risultassero fondate, potrebbe invece diventare l’ennesimo albergo:

13 dice Flash 2

Il motivo per cui ce ne occupiamo è che non si tratta di un caso isolato (e tutto da verificare, quindi potenzialmente reversibile) ma di una tendenza generale, come nel caso di altro convento nello stesso sestiere di Cannaregio, la cui sorte è invece già segnata come riportato dalla stampa locale il 20 novembre. In quel caso, la congregazione era quella delle “Figlie di San Giuseppe” (con buona pace dell’omonimo falegname, che forse avrebbe suggerito altre destinazioni d’uso più consone allo spirito cristiano del nome):

13 dice Flash 1

Alla voce “ospitalità religiosa”, nei 6 sestieri di Venezia sono già recensite 26 strutture ricettive (limitando la ricerca al solo sito Internet “dedicato” a loro) che ovviamente non guardano alla religione degli ospiti paganti ma alla validità della carta di credito utilizzata per le prenotazioni e in alcuni casi promuovono i propri servizi con tecniche di marketing non dissimili da quelle delle grandi catene alberghiere:

http://www.ciliota.it/fr/

In aggiunta alle camere d’albergo con servizio di portineria, alcune come Domus Ciliota propongono anche appartamenti “di lusso” (Ciliota Deluxe) regolarmente offerti su piattaforme come Airnbn o Booking.com e in questi casi la differenza con altri operatori diventa impercettibile, tanto da far pensare che il processo di omologazione e appiattimento generale a Venezia non risparmi più nessuno: nemmeno Istituzioni nate con ben altri scopi. Dal sito del Collegio Ciliota apprendiamo ad esempio che:

“Il 20 luglio del 1822 gli spazi del monastero si aprono per accogliere la comunità di maestre ed educande retta da Don Ciliota il cui numero cresceva a vista d’occhio. Nella vicina zona di S. Samuele, Don Pietro Ciliota aveva già iniziato ad accogliere ragazze povere per istruirle nel catechismo ed impartire loro, con la collaborazione di alcune maestre, i fondamenti del sapere (leggere e scrivere) e dei lavori domestici”.

Al giorno d’oggi, ferma restando la destinazione di parte del patrimonio immobiliare a studenti non necessariamente poveri, la sensazione è quella di un progressivo quanto inesorabile spostamento del “baricentro Ciliota” (e non solo) verso le più lucrative locazioni turistiche.

Parliamo del Ciliota a titolo di esempio (ben sapendo che non è l’unico) perché proprio a questo Istituto risale il primo esempio di trasformazione di una scuola veneziana in albergo:

http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2007/03/29/VM3VM_VM301.html

Correva l’anno 2007 e questo va detto per chiarire che il processo in corso ha radici lontane: molti osservatori ne fanno coincidere l’inizio con il Giubileo dell’anno 2000.

Altro fenomeno che abbiamo denunciato in passato: la trasformazione o il tentativo di trasformazione di alcune canoniche (pertinenze di luogo di culto, e quindi esenti da IMU) in strutture ricettive come nel caso di Santa Fosca, ceduta al vicino albergo che già utilizza il campanile come magazzino, in cambio di inesistenti restauri della Chiesa (tuttora chiusa al pubblico) mentre all’interno della canonica erano partiti lavori di trasformazione in assenza di titolo edilizio:

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/10/04/news/venezia-hotel-in-canonica-opere-abusive-il-comune-ordina-la-sospensione-lavori-1.15941278

Nino Esposto 4

Come chiarito in premessa, non intendiamo “fare di tutta l’erba un fascio” e cercheremo di distinguere caso per caso, senza crociate e senza mai ergerci a giudici dell’operato altrui. Se ne parliamo è con profondo rispetto nei confronti dei valori cristiani (in cui molti di noi sono cresciuti) e se a volte alziamo la voce è proprio nella speranza che vengano preservati, in una città dove il profitto di breve termine sembra essere diventato l’unica bussola o metro di giudizio (Fiat Voluntas Schei, come è stato ironicamente osservato).

Nel farlo siamo consapevoli delle difficoltà economiche che possono portare alla ricerca di dolorosi compromessi in alcune specifiche situazioni, ma nella ricerca di tali compromessi vorremmo che non venisse dimenticata la Dottrina Sociale della Chiesa e questo passaggio in particolare:

177 La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto il diritto alla proprietà privata come assoluto ed intoccabile: « Al contrario, essa l’ha sempre inteso nel più vasto contesto del comune diritto di tutti ad usare i beni dell’intera creazione: il diritto della proprietà privata come subordinato al diritto dell’uso comune, alla destinazione universale dei beni ».372 Il principio della destinazione universale dei beni afferma sia la piena e perenne signoria di Dio su ogni realtà, sia l’esigenza che i beni del creato rimangano finalizzati e destinati allo sviluppo di tutto l’uomo e dell’intera umanità.373 Tale principio non si oppone al diritto di proprietà,374 ma indica la necessità di regolamentarlo. La proprietà privata, infatti, quali che siano le forme concrete dei regimi e delle norme giuridiche ad essa relative, è, nella sua essenza, solo uno strumento per il rispetto del principio della destinazione universale dei beni, e quindi, in ultima analisi, non un fine ma un mezzo.375

Fonte: http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html

La prima parte di questa inchiesta a puntate è stata pubblicata qui:

https://gruppo25aprile.org/2018/06/28/venduti-al-chilo-prima-parte/

Posti barca in arrivo.. finalmente!

Comunicato stampa e istruzioni per l’uso

Presa visione della determina dirigenziale n° 2340 del 28 novembre, con cui viene finalmente indetto il bando di concorso per l’assegnazione di posti di ormeggio che la cittadinanza attendeva da 3 anni e verrà pubblicato nel pomeriggio del 29 novembre, il Gruppo25aprile esprime soddisfazione per il lavoro svolto dagli uffici comunali e per i criteri adottati, che nell’attribuzione del punteggio privilegiano la residenzialità e le barche tipiche in legno.
Ricordiamo che questa era una delle richieste emerse dagli incontri pubblici nei sestieri culminati nella redazione del nostro documento “20 proposte” del 20 gennaio 2017, che negli ultimi mesi hanno trovato riscontro o principio di esecuzione in varie delibere e atti di indirizzo della Giunta comunale e/o del Consiglio comunale.
Di questa apertura in favore della residenzialità prendiamo atto, sperando che non sia puramente elettorale e ferma restando la nostra posizione critica su altri aspetti dell’operato di Giunta.
Per fare il punto sullo stato di avanzamento delle 20 proposte, a due anni esatti dalla loro presentazione, una riunione del gruppo è fin d’ora convocata per il 20 gennaio 2019.

Posti barca arrivano 29 nove 18

Informazioni utili per gli interessati:

  1. I posti barca vengono messi a concorso con questa ripartizione: 26 a Cannaregio, 22 a Murano, 20 a Burano, 15 a Castello, 14 al Lido, 10 a Dorsoduro, 4 a San Polo, 3 a Santa Croce, 1 a San Marco;
  2. La domanda di ammissione al bando va compilata esclusivamente online sul modello disponibile presso il sito web del Comune di Venezia, tramite autenticazione con SPID o Carta Nazionale dei Servizi a partire dalle ore 13:00 del giorno 29/11/2018 ed entro le ore 13:00 del 28/01/2019;
  3. Fra i criteri che attribuiscono maggiore punteggio segnaliamo: 14 punti per i residenti nella città d’acqua (Venezia e isole) e da 1 a 10 punti supplementari basati sull’anzianità di residenza; 14 punti per “barche tipiche in legno”, 6 per le barche tipiche non in legno; 12 punti supplementari per quelle a remi.
  4. I posti messi a bando sono consultabili sul GEOPORTALE del Comune di Venezia al seguente link : http://geoportale.comune.venezia.it/Html5Viewer/index.html? viewer=sma.sma&LOCALE=IT-it#
  5. Per la compilazione della domanda è consigliabile acquisire lo SPID che è il nuovo sistema di login che permette a cittadini e imprese di accedere con un’unica identità digitale, ossia con un’unica password, ai servizi online delle pubbliche amministrazioni  Per acquisirlo bisogna richiederlo ai Gestori di Identità Digitale che sono: Infocert, Poste Italiane e TIM. Cittadini e imprese possono scegliere a piacimento quale fra questi utilizzare. L’identità digitale è gratuita e si può ottenere online tramite la procedura presente sul sito dei tre gestori. Per avere ulteriori informazioni è disponibile il sito: http://www.spid.gov.it

Sperando che le modalità di cui al punto 5 non risultino eccessivamente complicate e con riserva di “testarle”, come piattaforma civica continueremo a seguire lo stato di attuazione delle 20 richieste formulate il 20 gennaio 2017, con l’obiettivo di aggiornarle e completarle nei prossimi mesi, e ad informare la cittadinanza mano a mano che a tali richieste viene dato un qualche riscontro concreto nei fatti.

Aggiornamento ore 14.30

il bando integrale è stato pubblicato a questo indirizzo:

https://www.comune.venezia.it/it/bpo/home?fbclid=IwAR2Mn18DjX9P8MVbhtDTwpGWo3T_IJdP5zAJPxsrJ1zgJbFbAAZmiG3r6MA

 

Credits:

Nella prima e nella seconda immagine: Gazzettino 29 novembre 2018. Nella terza, un collage dei titoli dedicati alle nostre proposte; nella quarta il paginone di “sintesi” pubblicato da La Stampa il 20 gennaio 2017.

 

collage

la stampa (2)

Un anno fa: la nostra trilogia “Venezia non è un albergo”.

21 novembre, un anno fa, eravamo in corteo per dire: “Venezia non è un albergo”:

24 novembre, per ribadirlo agli occhi del mondo abbiamo creato la sorpresa con i mille volantini alla “prima” della Fenice, applauditi anche dal pubblico (ma non dal sindaco, assente e molto seccato per lo spazio datoci dalla RAI in diretta sul posto):

 

30 novembre, eravamo in Consiglio comunale per contrastare l’ennesima svendita: quella di Palazzo Poerio Papadopoli. Seduta sospesa per le intemperanze della maggioranza consiliare fucsia. Avevamo forse toccato qualche nervo scoperto?

Quelle tre giornate “calde” sono state documentate sul nostro canale Youtube (“25 aprile TV”).

Per ricordarle, riproponiamo l’articolo del Corriere (Gloria Bertasi) che in pochi e lucidissimi tratti ripercorreva la nostra storia, dando ai lettori una risposta chiara e sintetica alla domanda sul “chi siamo, cosa facciamo”.

 

Venezia, pioggia di volantini alla prima della Fenice: «Basta alberghi»

Protesta all’esordio del soprintendente Ortombina, citazione della prima scena di «Senso» di Luchino Visconti

di Gloria Bertas

 

VENEZIA

Hanno comprato i biglietti come qualunque spettatore e prima che si alzasse il sipario si sono alzati e dal loggione hanno lanciato sulla platea decine di manifestini dello stesso colore della bandiera italiana, bianco, rosso e verde, con su scritto: «Basta alberghi, Venezia vuole vivere», proprio come nel film «Senso» di Luchino Visconti del ‘54 i patrioti lanciavano fiori tricolori in spregio agli austriaci.

 

La protesta

Venerdì era la prima del «Ballo in maschera» di Giuseppe Verdi, e il teatro La Fenice era pieno, tra il pubblico Paolo Baratta, presidente della Biennale, Paolo Costa, ex presidente del Porto, imprenditori come Luigino e Roberta Rossi, Franca e Yaya Coin, l’artista Fabrizio Plessi ed è su di loro che sono piombati i manifestini del Gruppo 25 Aprile. Qualcuno ha applaudito alla protesta, una signora, elegantissima in abito da sera, ha raccolto uno dei fogli e leggendo il testo ad alta voce ha sbottato: «Hanno ragione, ci sono troppi alberghi in città».

 

Chi sono

Il Gruppo 25 Aprile è nato qualche anno fa e riunisce abitanti di Venezia convinti che la strada da percorrere contro il declino della città e la sua trasformazione in Disneyland sia riportare residenti e frenare il boom delle strutture alberghiere. Ieri, la protesta per sollecitare l’opinione pubblica a prendere posizione contro la trasformazione dei palazzi storici in hotel. «Abbiamo voluto segnalare con un gesto silenzioso ma eclatante e simbolico – spiega Marco Gasparinetti, portavoce dei 25 Aprile – la minaccia incombente su una delle più belle città al mondo. A Venezia il numero dei posti letto per i turisti supera quello dei residenti, scesi sotto la soglia dei 54 mila».

 

Le proteste

Il Gruppo non è nuovo a manifestazioni colorate e di grande impatto visivo. Lo scorso Carnevale, gli attivisti hanno indossato costumi da panda per denunciare che i veneziani sono in via di estinzione. Pochi giorni fa, durante la Festa della Salute, hanno manifestato in 250 allo slogan «Venezia non è un albergo». Il 2 luglio, invece, erano in duemila a urlare tra calli e campi «mi no vado via» (io non vado via) e centinaia di famiglie hanno aderito alla protesta delle lenzuola affisse sui balconi delle case con la scritta: «Venezia è il mio futuro».

 

 

Città o Disneyland

Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: frenare l’esodo dei residenti e il boom di turisti, che quest’anno raggiungeranno la soglia dei 30 milioni. Ora, per i 25 Aprile, ci sono due urgenze su cui intervenire, nella speranza che Patriarcato e Comune cambino idea: la trasformazione dell’ex canonica di Santa Fosca (Strada Nova) in dépendance dell’hotel Tintoretto e quella del palazzo ai giardini Papadopoli in piazzale Roma in hotel. L’edificio è sede del comando della polizia municipale ma la giunta fucsia di Luigi Brugnaro conta di venderlo entro il 15 dicembre, giorno di chiusura dell’asta, a 10,8 milioni di euro. Un acquirente si è già fatto avanti e il consiglio comunale, una settimana fa, ha approvato il cambio di destinazione d’uso da direzionale e residenziale a ricettivo. Ma non sono gli unici nuovi hotel della città: negli uffici del Comune, nei mesi scorsi, sono arrivate 24 richieste tra aperture e ampliamenti di alberghi esistenti. «Le case per le famiglie non esistono più», tuona il Gruppo. In effetti, oltre 8.600 alloggi veneziani sono affittati ai turisti su siti come Airb’n’b.

 

L’opera

Dopo il lancio di volantini, alla Fenice è calato il silenzio ed è iniziata l’opera verdiana diretta da Gian Maria Aliverta. Emozionato alla sua prima da soprintendente, Fortunato Ortombina ha commentato: «Sono davvero orgoglioso del nostro teatro». Da Firenze, L’«in bocca al lupo» del suo predecessore Cristiano Chiarot.

 

25 novembre 2017 (modifica il 25 novembre 2017 | 08:19)

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