Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Gruppo 25 aprile chi siamo, dove viviamo?

Per una volta parliamo di noi per darvi conto del primo “censimento generale” degli iscritti, che sono persone in carne ed ossa con e non entità virtuali. Non è un sondaggio politico perché non abbiamo mai chiesto a nessuno “per chi hai votato” o “per chi voteresti”: non sono questi i criteri di adesione ad un gruppo che come denominatore comune ha l’impegno civico per Venezia senza tessere di partito e senza distinzione di razza, di sesso, di religione o di orientamento politico nel senso restrittivo del termine.

El me doman

A chi aderisce al gruppo facebook la prima domanda che viene rivolta è :”Vivi a Venezia? In caso negativo, per quale motivo hai chiesto di aderire?” A chi è già iscritto abbiamo chiesto una cortesia ulteriore: specificare il dove (sestiere o isola), con questo risultato provvisorio (basato sulle 439 risposte già ricevute, verrà aggiornato nelle prossime settimane):

Cannaregio 93

Castello e Sant’Elena 45

Santa Croce 38

Dorsoduro 35

San Polo 27

San Marco 23

Totale provvisorio sestieri: 261

Giudecca e Sacca Fisola: 15

Lido e Pellestrina: 26

Murano Burano e isole minori: 7

Totale provvisorio “isole”: 48

“Di là dal ponte” in Italia: 111

All’estero: 15

“Di là dal ponte”: 126 persone

“Cittadino del mondo”: 4

Invitando chi non lo ha ancora fatto a rispondere al sondaggio (nel gruppo facebook o via email per chi non utilizza FB) ci sembrava giusto dirvi per una volta qualcosa “di noi” che restiamo aggrappati a questa città, e non soltanto dei mille residenti all’anno che continuiamo a perdere, nella Venezia insulare.

Molti di noi sono pendolari per necessità, nelle due direzioni di marcia: numerosi sono quelli che lavorano a Venezia ma dormono “di là dal ponte”, alcuni di noi hanno dovuto cercarsi un lavoro altrove per potersi pagare un mutuo qui: ai prezzi attuali delle case e con la tipologia di occasioni lavorative create dalla monocultura turistica, per chi ha studiato è spesso una scelta quasi obbligata – ed è questo che vorremmo veder cambiare: vivere a Venezia o lasciarla dovrebbe poter essere una scelta individuale e non “obbligata”. Quanti di noi lascerebbero senza un nodo alla gola una città come questa?

Red Federico Permutti 2

A chi attraversa il ponte tutte le mattine è dedicato questo breve video, realizzato alla vigilia di “Mi no vado via” (il corteo del 2 luglio scorso):

 

“Basta alberghi a Venezia” era uno dei cori scanditi in corteo il due luglio; l’altro era “più botteghe per gli artigiani” e le cronache quotidiane delle ultime settimane hanno dimostrato più di ogni discorso che quei cori non erano slogan di circostanza o di una minoranza ma la fotografia (purtroppo) fedele di una città che rischia di perdere la sua identità (e la sua anima, in una sorta di patto faustiano), minacciata com’è da un rullo compressore che tutto appiattisce al suo passaggio: quello della monocultura turistica.

https://gruppo25aprile.org/2017/07/28/mi-no-vado-via-rassegna-stampa/

foto Carla - Copie

Il mese di agosto ci ha poi visti riuniti in Campo San Polo per un’iniziativa totalmente autofinanziata che è anche un segnale in controtendenza rispetto al passato, perché ha dimostrato quanto sia ormai radicata e sentita l’aspirazione di chi vuole riappropriarsi del proprio destino trovando un punto di equilibrio fra il “diritto alla città” dei residenti e le esigenze del turismo: nessuno di noi contesta le seconde ma, allo stato attuale, la sensazione è che ad essere prese in conto siano soltanto quelle e questo squilibrio è fonte di tensioni che vanno in qualche modo stemperate, ascoltando finalmente chi a Venezia ci vive, per poter indirizzare le tante energie vive verso uno sbocco positivo e costruttivo come è stato per il cinema all’aperto.

https://gruppo25aprile.org/category/camposanpolo/

Foto Lillo 1

Per poter mettere in campo il cinema all’aperto, il gruppo25aprile si è dotato di un suo braccio finanziario (associazione) e di questo parleremo nelle prossime settimane, con alcune importanti novità e nuove iniziative in cantiere.

7 ottobre ’17

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/?ref=bookmarks

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Foto: Carla Bellenzier, Federico Permutti, Lillo Vianello

 

 

 

 

 

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Abuso (edilizio) in canonica: il Comune ordina la sospensione dei lavori

Venezia, 4 ottobre ’17

Il gruppo25aprile comunica che, a seguito del sopralluogo effettuato all’interno della canonica di Santa Fosca dagli uffici comunali competenti, il Comune ha emesso l’allegata ordinanza di sospensione dei lavori, svolti “in assenza dei titolo edilizio” e quindi definibili come abuso edilizio.

In particolare, l’ispezione ha accertato “opere di demolizione murature interne” e smentisce le rassicurazioni secondo cui “nessun abuso edilizio” era stato commesso nei luoghi oggetto della nostra segnalazione.

L’ordinanza è stata infatti adottata in base all’articolo 27 del Testo Unico in materia edilizia (comma 3) nella parte in cui dispone che: “qualora sia constatata, dai competenti uffici comunali d’ufficio o su denuncia dei cittadini, l’inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità di cui al comma 1, il dirigente o il responsabile dell’ufficio, ordina l’immediata sospensione dei lavori”.

Nel ribadire la nostra fiducia nell’operato della Pubblica amministrazione e degli organi preposti agli accertamenti, riteniamo doveroso ringraziare gli uffici comunali per la tempestività, l’efficienza  e l’imparzialità degli accertamenti svolti e del provvedimento che ne è conseguito.

Al Patriarcato, proprietario della canonica, spetta ogni decisione sulla prosecuzione del rapporto contrattuale con l’inquilino (albergo) responsabile dell’abuso, ferme restando le vie di ricorso che al medesimo spettano per legge nel caso in cui decida di impugnare l’ordinanza. Il nostro auspicio è una pausa di riflessione che sia anche e soprattutto occasione per ripensare la destinazione dei luoghi, prendendo in considerazione soluzioni diverse rispetto a quelle fin qui prospettate.

 

Santa Fosca, lettera aperta al Patriarca

Al Patriarca di Venezia

Sua Eccellenza Monsignor Francesco Moraglia,

La canonica di Santa Fosca ceduta in affitto a un albergo (come già il campanile) è una vicenda su cui “fare chiarezza” è interesse comune dei cittadini e anche del Patriarcato, la cui limpidezza di intenti non è mai stata messa in  dubbio.

Salvo errore inescusabile di trascrizione, il nome storico della parrocchia è “Santa Fosca” e non “Santa Foschia” con accento tonico sulla “i”. Unico scopo di questa lettera è permettere a tutte le parti interessate di dissipare i dubbi dei fedeli sui contenuti di un accordo che lo stesso periodico della Curia veneziana (Gente Veneta) ha definito “singolare”, pur rivendicandone la convenienza economica. Se questo è il parametro di riferimento e di giudizio, approfondire la questione non è irriverente ma conseguenza logica della premessa.

30 settembre foto canonica

La replica affidata dall’albergo ai quotidiani tramite i suoi legali solleva alcuni dubbi e interrogativi, che verranno qui riassunti. Su questi interrogativi è lecito sperare che le risposte siano cristalline, in linea con l’incoraggiante affermazione dei legali dell’albergo secondo cui “l’accordo siglato dall’Hotel Tintoretto è trasparente”. Se cosí è, quelle che seguono sono domande facili a cui sarà agevole dare risposta:

  1. Secondo i legali dell’hotel, la “contropartita” per l’affitto della canonica è il restauro della vicina chiesa di Santa Fosca, ora definito come “messa in sicurezza” mentre il comunicato ufficiale del Patriarcato (19 settembre) parlava di “ristrutturazione“. Se questa è la contropartita, che in diritto civile viene definita come “sinallagma delle prestazioni”, è lecito chiedere che vengano resi noti i termini dell’accordo e in particolare: l’importo a carico dall’albergatore, la data di inizio dei lavori e quella entro cui presumibilmente la chiesa verrà riaperta al pubblico: il comunicato affidato a Gente Veneta dice infatti testualmente: “l’immobile da circa un anno è stato dato in affitto al vicino hotel Tintoretto che, nell’ambito dell’accordo siglato, si occuperà anche della ristrutturazione dell’adiacente chiesa di Santa Fosca che necessitava di alcuni significativi interventi e potrà ritornare così pienamente disponibile”.
  2. In caso di inadempimento contrattuale, il codice civile prevede la possibile risoluzione del contratto. Ringraziamo quindi i legali dell’albergo per avere aperto nuovi orizzonti di discussione, essendo evidente che in caso di alterazione del sinallagma delle prestazioni (semplice “messa in sicurezza” o ristrutturazione?) i fedeli potrebbero chiedersi se la cessione dalla canonica con contratto di affitto 9+9 non possa realizzarsi a condizioni migliori che ne preservino la funzione abitativa. L’azione in risoluzione spetta ovviamente alla parte a danno della quale si è verificato l’eventuale inadempimento (il Patriarcato) e in questa sede – in assenza di un progetto di restauro o anche soltanto di segni visibili di inizio lavori ad un anno di distanza dalla consegna dell’immobile (!) – ci si limita a segnalarne l’ipotetica configurabilità.
  3. Se l’ipotesi di cui sopra è destituita di fondamento, la domanda di riserva che sorge spontanea è: posto che il progetto di restauro della chiesa viene definito come “contropartita”, perché non renderlo pubblico? Quella chiesa è patrimonio monumentale e sentimentale di noi tutti. La nota dei legali dell’albergo parla di un accordo “trasparente”, e se è tale non dovrebbero esserci problemi a renderlo pubblico, altrimenti che trasparenza sarebbe? Stiamo parlando di un luogo di culto la cui riapertura al pubblico riveste indubbiamente un interesse pubblico, senza nulla togliere alla natura privatistica delle pattuizioni intervenute. Sta di fatto che mentre i lavori all’interno della canonica (fonte di reddito potenziale) sembrano procedere a ritmo serrato, della ristrutturazione o messa in sicurezza della chiesa non è finora trapelata alcuna notizia, né sulla data di inizio dei lavori né su quella pattuita o anche soltanto prevista per la sua riapertura al pubblico.
  4. Cambio di destinazione d’uso: la questione non si pone soltanto sul piano del diritto amministrativo. In diritto canonico, la trasformazione di una canonica in altra cosa è, a prescindere da ogni considerazione urbanistica, un atto di straordinaria amministrazione che richiede il rispetto di formalità ben precise, quali ad esempio il parere obbligatorio del Consiglio diocesano degli affari economici. Tale parere è stato acquisito, nel caso di specie? In caso affermativo è possibile conoscerne i termini essenziali? Quest’ultima domanda ovviamente non è rivolta a Lei, che ha ben altre responsabilità pastorali come Padre della Chiesa veneziana e in quanto tale non può occuparsi di queste cose, ma a chi nella gerarchia ecclesiastica ha seguito l’iter procedurale e potrà agevolmente rintracciare l’atto.

Suo devoto,

Paolo Sarpi

Venezia, 30 settembre 2017

 

Press release: Venice and Santorini, working together

Santorini, 9 September 2017

We are delighted to announce that the Citizens of Venice & Oia are going to be working together to fight against unsustainable development, cultural degradation and city/village exploitation by corporate greed. The Citizens of Oia will work closely with Gruppo25aprile Venezia to give our communities a sustainable future and to preserve our cultural heritage.

We will be announcing future plans via social media, as well as joint press releases and future workshops. If you would like to join our international support community for both regions and stay informed about our activities please send an email with your name to: oiasantoriniofficial@gmail.com

We look forward to your support in preserving the beauty & heritage of two iconic regions in the world… with more iconic cities & villages to join our alliance soon.

Michael Ermogenis

Santorini

Venice, 10 September 2017

We are delighted to confirm and relay the announcement made by Michael on behalf of the Oia Citizens’ group in Santorini.

We have the chance of living in two of the most beautiful places on earth.

This is a privilege but also a responsibility and, depending on how we cherish rather than destroying these treasures, we will be held accountable to both the next generations and the rest of the world. Our common challenge is to make sure that these treasures are not spoiled by human greed. Ready to work together, to help each other and to learn from each other!

Marco Gasparinetti

Chairman, Associazione 25 Aprile Venezia

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Venezia e Santorini: due fra le destinazioni più ambite dai turisti di tutto il mondo. Come convivere con questa realtà senza diventare “vittime del proprio successo” vendendo l’anima come nel patto faustiano? Questa è la sfida comune che abbiamo deciso di affrontare insieme. Il “patto” è aperto ad altre realtà associative che si trovano ad affrontare problemi simili nelle città rispettive.

#CampoSanPolo: il rendiconto

“Partecipazione, tracciabilità e trasparenza” sono le tre parole d’ordine che avevamo lanciato (il 21 agosto sulla nostra pagina facebook, e il 23 su questo blog). Ora di fare un bilancio per verificare se siamo stati di parola, perché “la parola data” per noi è sacra e tutti hanno il diritto di giudicarci dai risultati, piuttosto che dalle promesse.

“Partecipazione”: sono 239 le persone fisiche o giuridiche che con i loro contributi ci hanno permesso di raccogliere in pochi giorni i fondi necessari a coprire le spese dell’evento del 29 agosto; ne abbiamo pubblicato ieri la lista su questa pagina, in ordine alfabetico e non di “grandezza” del contributo versato perché tutti sono stati dati con il cuore ed è la loro somma che ha permesso di ottenere questo risultato .

“Tracciabilità”: tutte le somme in entrata sono state versate con bonifico bancario, e per ogni voce di spesa superiore ai 100 euro sono state approvate delibere motivate del direttivo dell’Associazione (25 aprile), consultabili su richiesta. Il tutto in pochissimi giorni ma senza rinunciare al rigore contabile dell’operazione, perché non erano soldi nostri ma di voi tutti. Altrettanto vorremmo sempre vedere nei conti del Comune e delle sue società partecipate, se questo auspicio è lecito. I bonifici richiedevano un impegno superiore al semplice “clic” sulla tastiera, non usavamo paypal eppure i veneziani hanno risposto all’appello perché hanno capito il metodo che ci siamo dati e le ragioni di quel metodo.

“Trasparenza”: il 23 agosto su questa pagina avevamo scritto: “la lista dei contributi ricevuti e delle spese affrontate verrà pubblicata con l’hashtag #CampoSanPolo a questo indirizzo” ed è quello che stiamo facendo, dopo aver pubblicato ieri la lista dei “benefattori” e prima di concludere con una galleria fotografica di questo evento che resterà nella memoria collettiva per la sua unicità e per l’entusiasmo che si respirava in campo.

Foto Lillo 3

Entrate totali:

9.070 euro interamente versati da cittadini, realtà associative e piccole imprese veneziane

Spese totali:

9.020,02 euro di cui:

3.538,00 noleggio schermo e montaggio

2.196,00 noleggio proiettore

305,00 dichiarazione di conformità impianti

350,65 polizza assicurativa RC

320,64 parcella architetto per attività professionale svolta

154,29 allacciamento Enel e cauzione

976,00 trasporto da Tronchetto a San Polo e viceversa

200,00 manovalanza per assistenza montaggio e smontaggio schermo

137,50 vettovagliamento tecnici pranzo e cena

20,00  mancia operai

16,20 spese di cancelleria

22,50 minuteria ferramenta

95,00 estintori

115,00 vettovagliamento  Clan Celentano

536,80 spese di tipografia (locandine del film, volantini e 2.000 copie di “Cinema in campo”, distribuite gratuitamente al pubblico)

36,44   ACCONTO SIAE

AVANZO  provvisorio                                                                                                                                          49,98 euro

NB Al totale delle  spese mancano ancora il consumo effettivo di energia (la bolletta Enel deve ancora arrivare) ed il conguaglio SIAE.

Foto Julia 1

Note a margine e ringraziamenti:

La copia del film restaurato in alta definizione, appositamente realizzata per la proiezione, è stata messa gratuitamente a disposizione dal Clan Celentano e in particolare dal suo consigliere delegato Claudia Mori.

La guardiania effettuata dalle Guardie giurate nella notte del 28/08 e 29/08 è stata offerta come contributo da Costantini CDS Vigilanza.

I due Steward professionali presenti alla serata  come rinforzo ai nostri 50 volontari  sono intervenuti a titolo gratuito come contributo alla manifestazione  offerto della CoopCulture.

La lista dei volontari con badge “25 aprile” verrà pubblicata a parte; a loro va sin d’ora il più caloroso ringraziamento: la loro gentilezza e professionalità sono state oggetto di apprezzamenti unanimi.

Il manufatto in vetro soffiato  offerto in omaggio al Clan Celentano è stato interamente realizzato a Murano dal maestro Giancarlo Signoretto. La base in vetro nero di appoggio della scultura è stata realizzata a Murano da Alessandro Mandruzzato con il tradizionale processo di molatura e lucidatura a mano.

Le cornici delle due foto offerte in omaggio a Celentano sono state realizzate gratuitamente da Francesco Di Pumpo.

Il video della serata è stato realizzato da Loredana Spadon ed è consultabile a questo indirizzo:

 

 

 

 

#CampoSanPolo: la lista dei mecenati

Zero contributi o finanziamenti pubblici. Questo piccolo miracolo lo hanno fatto i cittadini da soli, senza partiti alle spalle, e in una settimana hanno raccolto la somma che ha permesso di coprire il costo della proiezione offerta gratuitamente alla città.

30 agosto corriere

Avevamo promesso di pubblicare la rendicontazione completa delle entrate e delle spese, lo faremo entro domenica e come primo atto ci sembra doveroso ringraziare le persone  che con il loro contributo economico hanno realizzato ciò che sembrava impossibile. Nel prossimo articolo parleremo dei nostri volontari: quelli che avete visto “in campo” con il badge 25 aprile.

I “mecenati”, in ordine alfabetico:

  1. Albano Isabella
  2. Alberto Valentina
  3. Angioi Paola
  4. Antonini Flavia
  5. Anzil Giovanni
  6. Apatie Philippe
  7. Associazione 25 aprile Venezia
  8. Associaz. Comitati Privati Internazionali per la salvaguardia di Venezia
  9. Associazione Masegni & Nizioleti
  10. Baglioni Alessandro
  11. Bagno Carla
  12. Baita Laura
  13. Baldari Paola
  14. Baldin Andrea
  15. Bandieramonte Stefano
  16. Bar Todaro
  17. Barbini Francesca
  18. Baretta Lorenzo
  19. Baretton Roberto
  20. Bartoloni Roberta
  21. Battistel Maria Antonia
  22. Bellati Gianangelo
  23. Bellati Maria Chiara
  24. Beltrame Carlo
  25. Benvenuti Alberto
  26. Benvenuti Maurizio
  27. Bertelli Stefania
  28. Bettoni Martina
  29. Biagini Marina
  30. Bizio Gradenigo Andrea
  31. Bonel Matteo
  32. Borghi Marco
  33. Bortolini Enrica
  34. Bortoluzzi Benedetta
  35. Boscolo Maurizio
  36. Bovolenta Stefania
  37. Bozzato Alessandro
  38. Bravo Stefano
  39. Bresa Rita
  40. Bressanello Alessandro
  41. Brunello Francesco per Associazione Mestre Mia
  42. Bruno Roberta
  43. Busetto Renzo
  44. Caltran Simone
  45. Camuffo Stefano e Donata
  46. Cane Olget
  47. Cantale Vera
  48. Cardin Annalisa
  49. Caselotto Fiorella
  50. Catozzi Michele
  51. Cattaneo Elisabetta
  52. Cazzaro Mauro
  53. Cendon Aline
  54. Cercati Giovanna
  55. Ceselin Francesco
  56. Checchin Alessandra
  57. Chiaromanni Stefano
  58. Chiarotto Roberta
  59. Cinus Claudio
  60. Claut Corrado
  61. Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
  62. Conchetto Francesca
  63. Confartigianato Venezia
  64. Confuorto Valentina
  65. Cormio Rita
  66. Corso Francesca
  67. Cosma Marina
  68. Cosmo Loredana
  69. Cosmo Luca
  70. Costa Lucia
  71. Cosua Giacomo
  72. Cremonini Giovanni
  73. Cunego Valentino
  74. Cutrone Mario
  75. Da Re Isabella
  76. Dalla Pozza Antonella
  77. Degan Elena
  78. D’Antiga Amalia
  79. D’Este Marina
  80. Della Puppa Ileana
  81. De Biasi Andrea
  82. De Col Franca
  83. De Faveri Gino Mario
  84. De Fina Marco
  85. De Giorgi Marcello
  86. De Vita Adriano
  87. De Zotti Viviana
  88. Di Cataldo Gina
  89. Di Pumpo Francesco
  90. Dodi Giorgio
  91. Dussin Tobia
  92. Fae Monica
  93. Falcone Nicolò
  94. Fallani Gianpaolo
  95. Fanti Ludovica
  96. Fantin Bruno
  97. Farnea Chiara
  98. Fasan Annalisa
  99. Ferrata Elena
  100. Ferrigno Luigi
  101. Fersuoch Lidia
  102. Fiorentin Luca
  103. Fiorin Franco
  104. Forte Sabrina
  105. Foschi Federica
  106. Foschi Francesco
  107. Franchin Tatiana
  108. Frison Daniele
  109. Frosini Nicoletta
  110. Galimberti Marina
  111. Gardi Augusta
  112. Gavagnin Cristina
  113. Giorgi Sebastiano
  114. Giulietti Silvio
  115. Grando Giuliana
  116. Guadagni Interior Design di Canazza C.
  117. Heinz Mario
  118. Isotti Giorgio
  119. Istituto Venezia srl
  120. Italia Nostra – sezione di Venezia
  121. Kraul Adriano
  122. Kujawska Federico
  123. Lambreva Pepa Dimitrova
  124. Larice Achille
  125. Lombardo Fabio
  126. Longo Caterina
  127. Lopreiato Salvatore
  128. Lungo Laura Giovanna
  129. Lumine Francesco
  130. Maddalena Giovanni
  131. Maddalena Giorgio
  132. Maione Antonella
  133. Malusa Marilisa
  134. Mannise Renata
  135. Marchese Salvatore
  136. Marin Anna
  137. Marino Gianna Rosa
  138. Menegazzi Elena
  139. Marini Mara
  140. Meo Dolores
  141. Migotto Gianpaolo
  142. Milliaccio Michele
  143. Minoia Paola
  144. Monica Vincenza
  145. Montagner Matteo
  146. Montaretto Marullo Carla
  147. Nicolazzi Anna
  148. Nordio Silvia
  149. Ordigoni Davide
  150. Oselladore Nevio
  151. Padoan Nicolò
  152. Paladini Lorenzo
  153. Panno Anna Maria
  154. Papuzzi Lucia
  155. Passaro Elisabetta
  156. Passi Alessandro
  157. Pastrello Annalisa
  158. Pattarello Magda
  159. Pellicciolli Patrizia
  160. Pennisi Cecilia
  161. Peris Cesare
  162. Permutti Davide Federico
  163. Petrone Diana
  164. Piastra Lucia
  165. Piccini Andrea
  166. Pirro Mattia
  167. Pirani Alessandra
  168. Poli Ivano
  169. Politeo Bruno
  170. Povolato Andrea
  171. Radich Massimo
  172. Ragno Serena
  173. Ravagnan Davide
  174. Regazzi Alessandra
  175. Retico Nicoletta
  176. Rinaldo Roberta
  177. Riu Elena
  178. Rizzardo Stefania
  179. Romeo Luisella
  180. Romieri Cristina
  181. Roncaglione Antonella
  182. Rosa Salva Ermenegildo
  183. Rosada Roberta
  184. Rosati Fiorenzo
  185. Rossi Marisa
  186. Rumiz Mara
  187. Sambo Monica
  188. Sambo Paolo
  189. Sant Kevin
  190. Sarti Veronica
  191. Sartori Rita
  192. Savorgnano Michele
  193. Scantamburlo Davide
  194. Scarpa Giorgio
  195. Scarpa Laura
  196. Scarpa Olivi Alberto
  197. Scarpa Veronica
  198. Scarpati Francesca
  199. Schiavon Elena
  200. Schiavuta Sabrina
  201. Schroeder Katrin
  202. Sciarra Elisabetta
  203. Sega Maria Teresa
  204. Seindal René
  205. Sensini Claudio
  206. Simoli Franca
  207. Simoli Luciana
  208. Sinigaglia Gianni
  209. Sitran Carla
  210. Spadon Loredana
  211. Sport Medicina e servizi srl
  212. Sumiti Luca
  213. Tessarin Gianpietro
  214. Tonegato Marco
  215. Tonitto Donatella
  216. Tosi Claudia
  217. Toso Fei Alberto
  218. Travagnin Federica
  219. Trevisiol Mauro
  220. Varvara Annalisa
  221. Vazzola Valerio
  222. Velo Luca
  223. Veronese Alice
  224. Vianello Dario
  225. Vianello Doriano
  226. Vianello Irene
  227. Vianello Isotta
  228. Vianello Valerio
  229. Vignes Nadia
  230. Vio Simona
  231. Visonà Matteo
  232. Zacaria S di Elena Bussolin
  233. Zanetti Rossana
  234. Zafalon Sebastiano
  235. Zemella Anna
  236. Zannoni Caterina
  237. Zardo Massimo
  238. Zennaro Martina
  239. Zorzi Pieralvise

ALTOFE 2

 

#CampoSanPolo 29 agosto: rassegna stampa

1 settembre Corriere

La Stampa 29 agosto:

http://www.lastampa.it/2017/08/29/multimedia/italia/cronache/yuppi-du-riporta-il-cinema-allaperto-a-venezia-U2Uqpbk3d85B9TYzlLHYuN/pagina.html

Il Fatto quotidiano 29 agosto:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/28/il-cinema-allaperto-oltre-al-glamour-della-mostra-di-venezia/3822397/

Corriere 30 agosto:

30 agosto corriere

Nuova Venezia 30 agosto:

29 nv

Gazzettino 30 agosto:

29 gazz

Gazzettino 31 agosto:

31 ago zorzi

31 ago gazz 2

La rassegna dei giorni precedenti:

La Stampa

http://www.lastampa.it/2017/08/23/italia/cronache/esci-subito-dalla-mia-gondola-i5CYlJhtXtnmrhEOhq4XNO/pagina.html

e

http://www.lastampa.it/2017/08/23/societa/torna-la-storica-rivista-del-cinema-veneziano-cWOipiNGmdjBXEfAFI7SQN/pagina.html

Corriere, Gazzettino e Nuova Venezia:

25agosto Corriere.jpg

24 agosto gazzettino

 

23 agosto Gazzettino.jpg

25agosto NV.jpg

24agosto NV.jpg

#CampoSanPolo 29 agosto come partecipare?

L’evento è gratuito e accessibile a tutti. Chi vuole esserne “protagonista” e non solo spettatore può farlo con un bonifico al conto IT25T0103002001000000730402 intestato a: “Associazione 25 aprile Venezia” (PASCITMMVNZ il cocide “swift” per i bonifici dall’estero).

Tutte le spese e tutte le entrate verrranno rendicontate al centesimo e pubblicate sul nostro blog. Chi volesse contribuire alle spese vive potrà farlo indicando come causale “contributo Yuppi Du 2017”, che NON comporta adesione all’associazione.

Non abbiamo chiesto contributi pubblici e non li chiederemo: i costi della proiezione, attualmente stimati in 8.000 euro circa, saranno totalmente auto-finanziati.

Chi vorrà contribuire alle spese non avrà nessun titolo preferenziale di accesso o “varco prioritario”, perché la vera generosità è quella che non chiede ricompensa o “contropartite”.

La prima risposta dei nostri iscritti, che ne sono ben consapevoli, è stata semplicemente straordinaria. Per tutti gli altri abbiamo preparato un breve vademecum che risponde alle domande più frequenti (Frequently Asked Questions). Sulla nostra pagina facebook è stato pubblicato il 18 agosto, lo proponiamo anche qui per chi non utilizza FB. Un grazie a la Nuova Venezia che lo ha ripreso pubblicandolo quasi integralmente nell’edizione in edicola il 19 agosto.

19 agosto NV

  1. La proiezione si farà veramente? In attesa dei necessari permessi, al momento ci sembra di poter dire che è sicura al 90% (NdR le ultime integrazioni richieste dal Comune sono state depositate in data 22 agosto dal Presidente della Municipalità a cui fa capo la richiesta di occupazione suolo pubblico).
  2. Come procurarsi i biglietti? La proiezione sarà rigorosamente gratuita e aperta a tutti, nei limiti di capienza del campo. Non ci saranno “biglietti”, l’unico consiglio è: arrivare in anticipo. In attesa delle prescrizioni della Commissione comunale di Vigilanza e/o della Questura, non siamo ancora in grado di dirvi quale sarà la capienza massima tollerata. Inutile dire che ci atterremo scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità di Pubblica Sicurezza nella gestione degli accessi, in caso di raggiungimento della soglia di carico consentita.
  3. Chi paga le spese? Se la proiezione si farà come sembra, graverà unicamente e integralmente sulle nostre spalle.
  4. Come troveremo le migliaia di euro che servono per pagare i fornitori del materiale necessario alla proiezione, l’elettricità e le altre voci di spesa? Attenendoci a tre regole: partecipazione, tracciabilità e trasparenza. Tutte le spese e tutte le entrate verrranno rendicontate al centesimo e pubblicate su questo blog. Chi volesse contribuire alle spese vive potrà farlo indicando come causale “contributo Yuppi Du 2017”, che NON comporta adesione all’associazione. L’importo MASSIMO accettato è stabilito in 100 euro per evitare che qualcuno metta “il cappello” su questa iniziativa. Nessun importo minimo, tante gocce formano il mare e a noi piace pensare che ce la faremo, senza ricorrere a termini inglesi come “crowd funding”. I soci dell’associazione rispondono “in solido” con la medesima di tutti i debiti contratti con i fornitori, ne sono consapevoli e hanno accettato di correre il rischio, pur di offrire alla Città questo spettacolo.
  5. Verranno accettati contributi in contanti o paypal? Per il momento NON intendiamo attivare conti Paypal o simili, per tre motivi: I° sono gravati da commissioni di incasso che per i piccoli importi come quelli che ci attendiamo (5 euro in media) sono gravosi e rischiano di rappresentare un costo di gestione che non ci possiamo permettere; II° le commissioni si applicherebbero anche agli eventuali rimborsi di cui al punto 6; III° riteniamo che un bonifico bancario offra garanzie migliori in termini di trasparenza e tracciabilità. Contributi in contanti NON verranno accettati da nessuno e NESSUNO  di noi è autorizzato a chiederli, perché vogliamo assicurare la tracciabilità di TUTTE le operazioni in entrata e in uscita.
  6. Come essere sicuri che qualcuno non si arricchisca con questa operazione? Le nostre previsioni sono un “bilancio in rosso” che graverà unicamente sugli organizzatori. Per la gestione dell’evento abbiamo designato un tesoriere e un revisore; nel caso (improbabile) in cui i bonifici ricevuti raggiungano l’importo delle spese vive che stiamo quantificando. ne daremo comunicazione su questa pagina e non accetteremo più bonifici (quelli in eccesso verrano restituiti; stessa regola nel caso in cui la proiezione venga vietata dalle Autorità competenti ad accordare o negare i permessi). La lista dei contributi ricevuti e delle spese affrontate verrà pubblicata ex post con l’hashtag #CampoSanPolo a questo indirizzo: www.gruppo25aprile.org 

 

 

 

#CampoSanPolo 29 agosto, rassegna stampa

La Stampa 16 agosto:

http://www.lastampa.it/2017/08/16/italia/cronache/la-sfida-dei-veneziani-il-cinema-ritorna-a-campo-san-polo-con-yuppi-du-NNzrYVXwmfkxiP9nLrSbaO/pagina.html

Corriere 17 agosto, Gloria Bertasi:

17 agosto 17 Corriere

Nuova Venezia, Roberta De Rossi:

17 agosto 17 Nuova Venezia

Gazzettino, Michele Fullin:

17 agosto 17 Gazzettino

Mi No Vado Via: rassegna stampa

Rassegna stampa “in costruzione” perché di questa manifestazione si parlerà ancora a lungo e ci sono tre interviste dei nostri portavoce in arrivo, su testate nazionali e internazionali. Quella che segue è solo una selezione provvisoria.

L’articolo di Lorenzo Padovan per La Stampa:

http://www.lastampa.it/2017/07/02/italia/cronache/in-migliaia-in-strada-a-venezia-contro-gli-eccessi-del-turismo-R2ZhiRcn0dvh2AzS0UD5NK/pagina.html

L’articolo di Marisa Fumagalli sul Corrierone, pagina nazionale:

http://www.corriere.it/cronache/17_luglio_02/venezia-protesta-residenti-contro-troppi-turisti-d46a902a-5f63-11e7-8241-893ad62f90c4.shtml

Corsera1

L’editoriale di Claudia Fornasier, redattore capo del Corriere a Venezia:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/4-luglio-2017/gli-squilli-dell-altra-venezia-2401757546181.shtml

Le “locandine” o “civette” del giorno dopo:

Risonanza garantita in tutto il “vecchio” continente, grazie a Euronews:

http://www.euronews.com/2017/07/03/venetians-hold-protest-against-tourist-influx

25 mila condivisioni in tutto il mondo per questo articolo di The Guardian, a firma Angela Giuffrida, che include anche un breve video:

https://www.theguardian.com/world/2017/jul/23/venice-tempers-boil-over-tourist-high-season?CMP=twt_gu

Un dato significativo (anche se non si tratta di una testata giornalistica) è il “picco” storico delle 100 mila persone raggiunte dalla copertura quasi in diretta dell’evento sulla nostra pagina pubblica, a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Interessante anche l’attenzione che per la prima volta abbiamo ricevuto sulla stampa ispanofona grazie a “EFE”, l’equivalente spagnolo dell’ANSA:

http://www.efedocanalisis.com/noticia/venecia-ciclica-lucha-cruceros/

La copertura “‘in diretta” di Roberta De Rossi, per la Nuova Venezia:

http://video.gelocal.it/nuovavenezia/locale/venezia-mi-no-che-no-me-ne-vado-i-veneziani-contro-la-citta-albergo/76665/77076?ref=hfnvveev1-2

Nuova Venezia, 3 luglio 2017: “Più ostinati del sole, più uniti di sempre” – l’incipit dell’articolo di Manuela Pivato. Azzeccatissimo!

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/07/03/news/oltre-duemila-in-corteo-riprendiamoci-la-citta-1.15572468?ref=search

NV 3 luglio Pivato

Due pagine intere sul Gazzettino:

Gazzettino1.png

Gazzettino2.png

L’articolo del Corriere veneto:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/3-luglio-2017/venezia-mi-no-vado-via-migliaia-contro-l-invasione-turisti-2401753691007.shtml

“The local”, con foto e video:

https://www.thelocal.it/20170703/venice-residents-protest-against-tourist-influx-mass-tourism-mi-no-vado-via

“L’UNESCO ha fallito”, il titolo della stampa neerlandofona:

http://www.hln.be/hln/nl/1901/reisnieuws/article/detail/3198106/2017/07/02/Venetianen-zijn-massatoerisme-spuugzat-Er-is-geen-plaats-meer-voor-ons-Unesco-heeft-gefaald.dhtml

Il Giornale dell’Arte:

http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2017/7/127950.html

Rassegna blogs (sicuramente parziale, e ci scusiamo per le omissioni ma se vorrete segnalarcele rimedieremo):

http://veneziablog.blogspot.be/2017/07/venetians-take-to-streets-to-declare.html

https://www.cittanuova.it/venezia-residenti-scendono-calle/

http://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2017/07/03/i-profughi-turistici-di-venezia-dimenticati-da-tutti/211904/

..e per concludere, la rassegna stampa della “vigilia”:

1 luglio NV.jpg1 luglio Elisa.jpg

1 Luglio Pradolin

http://www.lastampa.it/2017/07/02/societa/viaggi/italia/venezia-residenti-in-piazza-contro-i-turisti-per-noi-in-citt-non-rimasto-pi-spazio-3RXiYlRBENZfwOpgB3K5oL/pagina.html

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/07/02/news/oggi-minomenevado-l-orgoglio-in-corteo-1.15568658?ref=search

Un GRAZIE di cuore a chi c’era, a chi avrebbe voluto esserci ma non poteva e a chi vorrà esserci la prossima volta. #Veneziamiofuturo per noi non è uno slogan ma un progetto di vita e una dichiarazione di intenti. #MiNoVadoVia ne è la declinazione per chi già vive qui e non ha nessuna intenzione di arrendersi. Qui siamo e qui resteremo, anche per dare una mano a chi vorrebbe poter ritornare e non ritrovarsi con una città fantasma popolata soltanto da turisti ed escursionisti. Alla prossima!

 

 

 

Mi No Vado Via, rassegna video

TG RAI:

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-3f03d2c6-c24a-47dd-b77a-facbf030d0a7.html

TG5:

http://www.tgcom24.mediaset.it/2017/video/venezia-abitanti-in-piazza-contro-gli-eccessi-del-turismo_3026105.shtml

TG La7:

http://tg.la7.it/cronaca/i-veneziani-manifestano-contro-il-turismo-delle-navi-da-crociera-e-delle-flotte-di-pullman-02-07-2017-117554

Nuova Venezia, con alcuni dei “cori” scanditi dal corteo:

http://video.gelocal.it/nuovavenezia/locale/venezia-mi-no-che-no-me-ne-vado-i-veneziani-contro-la-citta-albergo/76665/77076

Gazzettino online:

http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/veneziani_stritolati_turismo_residenti_sfilano_citta-2538766.html

The local:

https://www.thelocal.it/20170703/venice-residents-protest-against-tourist-influx-mass-tourism-mi-no-vado-via

La televisione pubblica svedese:

https://www.svt.se/nyheter/utrikes/nya-protester-mot-massturismen-i-venedig?cmpid=del%3Afb%3A20170706%3Anya-protester-mot-massturismen-i-venedig%3Anyh%3Alp

Euronews:

Conto alla rovescia, meno uno!

Domenica 2 luglio, “Mi NO Vado Via”. Appuntamento in Campo de l’Arsenale alle 10.30, manifestazione cittadina e corteo lungo Riva Ca’ di Dio e Riva degli Schiavoni.

2 luglio Copertina.png

Aderiscono, in ordine alfabetico:

  1. AGESCI Venezia 7
  2. Ambiente Venezia
  3. Amico Albero
  4. ANPI Sezione 7 Martiri
  5. ARCI Circolo Franca Trentin Baratto
  6. ASOLAPO Italia
  7. Associazione El Felze
  8. Associazione Faro Venezia
  9. Associazione Poveglia – Poveglia per tutti
  10. Associazione Venezia Viva
  11. Assemblea Sociale per la Casa
  12. Centro Internazionale della Grafica
  13. Comitato Ambientalista Altro Lido
  14. Comitato Cittadini Campo Rialto Novo
  15. Comitato No Grandi Navi
  16. Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
  17. Comitato Venezia
  18. CONFARTIGIANATO Venezia
  19. Ecoistituto del Veneto
  20. Effetto Venezia
  21. FAI Delegazione di Venezia
  22. Federconsumatori
  23. Forum Futuro Arsenale
  24. Generazione 90
  25. Gruppo25Aprile
  26. Gruppo WSM
  27. Italia Nostra
  28. L’Altra Venezia
  29. Masegni & Nizioleti
  30. Movimento Autonomia di Mestre
  31. Possibile
  32. Sanca veneta
  33. Scendiamo in campo
  34. Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
  35. Sindacato Unione Inquilini Venezia
  36. Storie di questo mondo
  37. Venessia. com
  38. Venezia Arte Cultura & Turismo
  39. Venezia Cambia
  40. Venezia-Mestre Due Grandi Città
  41. #VeneziaMioFuturo
  42. Venice on Peril
  43. Verdi Ambiente Società
  44. Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
  45. Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia

Giovanni Andrea Martini, Presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano, e Danny Carella, Presidente di Municipalità Lido e Pellestrina.

Ai partiti e alle formazioni politiche presenti in Consiglio comunale e/o regionale non intendiamo dare spazio in questa lista, anche se ne apprezziamo le dichiarazioni di sostegno, e questo per non alterare la natura civica e apartitica della manifestazione.

Grazie per la comprensione.

Il portavoce,

Marco Gasparinetti

2 luglio Giudecca.jpg

“Mi No vado Via”, conto alla rovescia meno 5!

Lista adesioni aggiornata al 26 giugno:
AGESCI Venezia 7
ARCI Circolo Franca Trentin Baratto
Assemblea Sociale per la Casa
Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
Effetto Venezia
Forum Futuro Arsenale
Generazione 90
Gruppo25Aprile
Gruppo WSM
Italia Nostra
L’Altra Venezia
Masegni & Nizioleti
Movimento Autonomia di Mestre
Possibile
Sanca veneta
Scendiamo in campo
Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
Sindacato Unione Inquilini Venezia
Venessia.com
Venezia Arte Cultura & Turismo
Venezia Cambia
Venezia-Mestre Due Grandi Città
#VeneziaMioFuturo
Verdi Ambiente Società
Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
Giovanni Andrea Martini, Presidente Municipalità Venezia
Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia

Il 2 luglio manifesteremo per molti motivi, e di ragioni per manifestare ne abbiamo tante. Su questo canale youtube troverete le videointerviste che stiamo registrando in questi giorni:

https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

..mentre la lista delle adesioni continuerà ad esser aggiornata soltanto sulla pagina Facebook dell’evento, perché continuano ad affluire di giorno in giorno.

Giorno per giorno (e sempre sulla pagina Facebook dell’evento) di qui a domenica pubblicheremo qualche esempio delle ragioni che ci portano a manifestare, cominciando da questo:

camera commercio 3

Il 2 luglio manifestiamo perché quest’anno ci hanno già tolto o ci stanno togliendo:

  1. Camera di Commercio (prima foto);
  2. Catasto (l’edificio della prossima foto);
  3. Ca’ di Dio, che era ospizio e casa di riposo da otto secoli (!) e diventerà un albergo;
  4. Palazzo Donà, in Campo Santa Maria Formosa, ex sede della Direzione Politiche sociali, oltre che dell’archivio della Procura della Repubblica. Con l’occasione è stata sfrattata anche la ferramenta che era un punto di riferimento per il sestiere, e che soltanto grazie alla caparbietà dei titolari ha riaperto poco lontano.
  5. La Regione Veneto a sua volta sta vendendo Palazzo Balbi e Palazzo Gussoni, e “La Vida” in campo San Giacomo.
  6. L’ex ospedale al mare del Lido diventerà un Club Med e la sede della Polizia Municipale è nella lista degli immobili da alienare nel 2017: il Comune si libera anche di quella, dopo aver venduto la Casa del custode degli adiacenti Giardini Papadopoli nel 2016. Quanto ai Lagunari, andranno all’asciutto in terraferma perché all’idroscalo delle Vignole devono fare un “resort” di lusso.

Prese una per una, saranno anche operazioni (forse) ineccepibili. Nel loro insieme e per la rotta che indicano, sono il colpo di grazia. Il cambiamento di rotta lo chiediamo da anni, chi ha vinto le elezioni lo aveva anche promesso ma nessuno di noi l’ha ancora visto.

Catasto

Domenica 2 luglio: se per te Venezia VALE, ci vediamo all’Arsenale

Il 2 luglio non andare in spiaggia, l’anno prossimo potresti non ritrovare neanche quella: il Blue Moon ad esempio non sarà più spiaggia libera. Domenica 2 luglio aspettiamo anche te, in Campo de l’Arsenale. Prima che vendano anche quello, per un piatto di lenticchie.

La pagina Facebook per seguire l’evento del 2 luglio:

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/?ref=bookmarks

 

“Mi No Vado Via”, conto alla rovescia meno 6

voglio vivere cop FB

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Raduno in Campo de l’Arsenale a partire dalle 10.30, il corteo avrà inizio verso le 11.15 con partenza da Fondamenta Arsenale per proseguire lungo Riva Ca’ di Dio e Riva degli Schiavoni in direzione Palazzo Ducale.

Aderiscono:

ARCI Circolo Franca Trentin Baratto
Assemblea Sociale per la Casa
Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
Effetto Venezia
Forum Futuro Arsenale
Generazione 90
Gruppo25Aprile
Gruppo WSM
Italia Nostra
L’Altra Venezia
Masegni & Nizioleti
Movimento Autonomia di Mestre
Possibile
Sanca veneta
Scendiamo in campo
Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
Sindacato Unione Inquilini Venezia
Venessia.com
Venezia Arte Cultura & Turismo
Venezia Cambia
Venezia-Mestre Due Grandi Città
#VeneziaMioFuturo
Verdi Ambiente Società
Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia

Un grazie particolare a:

Francesca Codrino, per la grafica dei volantini;

L’attore e regista Alessandro Bressanello, per la testimonianza video;

La documentarista Loredana Spadon, per le videointerviste che stiamo girando in questi giorni;

i nostri volontari, per i volantinaggi e la preparazione di cartelli e striscioni.

#MiNoVadoVia

Domenica 2 luglio: chi va al mare, non si venga poi a lamentare.

 

 

Quando l’UNESCO fa FIASCO, è il momento dell’orgoglio

Sindaco inconcludente, regione assente e ministri compiacenti possono forse sperare di prendere in giro l’UNESCO che è lontana – e a quanto pare ci sono riusciti – ma chi vive o lavora qui tocca con mano ogni giorno i troppi problemi irrisolti, dalla mancanza di case e lavoro qualificato ai danni provocati da un turismo di massa e di bassa qualità che tutto piega alla sue esigenze e sta devastando il tessuto sociale con l’espulsione continua di residenti e la scomparsa dei negozi di vicinato, le attività artigianali sacrificate alla paccottiglia prodotta in serie, il traffico acqueo al collasso.
Venezia merita di meglio. Ai cittadini e alle cittadine, ai sindacati, ai comitati e alle realtà associative chiediamo uno scatto di orgoglio per dire a voce alta che è ora di voltare pagina.
Il 2 luglio manifesteremo uniti, senza bandiere di partito, per reclamare il nostro diritto di restare o ritornare a vivere in quella che alcuni vorrebbero ridurre a semplice vetrina, priva di vita e di abitanti.
voglio vivere cop FB
Lo faremo il 2 luglio che è il secondo compleanno della giunta in carica (“dategli tempo” o “lasciamoli lavorare” non è più una scusa credibile) e coincide anche con l’inizio della sessione UNESCO che avrebbe dovuto prendere una decisione su Venezia. Avrebbe dovuto, ma non lo farà. Come mai?

Al primo anno di giurisprudenza, quando viene spiegata la differenza fra “termini perentori” e “termini ordinatori” (quelli privi di sanzione), ai secondi viene associato il termine ironico “canzonatori”. Quelli fissati dall’UNESCO sono termini canzonatori. Prendiamone atto: il termine del primo febbraio 2017 per il caso Venezia, già rinviato al 30 aprile e allegramente ignorato dalle autorità italiane, è stato ora prorogato al 31 dicembre 2018, se le conclusioni del documento che qui pubblichiamo verranno confermate dalla sessione del “World Heritage Committee” che si riunirà a partire dal 2 luglio – ma per quel che riguarda Venezia sarà una semplice formalità.

Conseguenza pratica: tutto rinviato all’estate del 2019, alla quarantatreesima sessione di quel Comitato che si riunisce soltanto una volta all’anno.

UNESCO 2018

Vengono in questo modo premiate le manovre dilatorie e le piccole furbizie che a furia di cambiare le carte in tavola miravano esattamente a questo risultato, e gravemente indebolita ne risulta, a nostro modo di vedere, l’autorità morale di chi fissa scadenze creando aspettative e speranze nell’opinione pubblica,  senza poi farle rispettare.

Ci dispiace per l’UNESCO, ma d’ora in poi faremo da soli, perché la fiducia tradita non ritornerà e i problemi di Venezia non possono attendere l’estate del 2019.

Rispetto all’anno scorso la popolazione residente nella città d’acqua è calata di mille persone circa, che si aggiungono ai mille già persi nell’anno precedente. Flussi turistici: l’unica misura annunciata riguarda un “contaturisti”, come se ne avessimo bisogno per sapere quando sono troppi. Grandi Navi: son sempre là, a ridosso delle nostre case. Quelle che si sgretolano sotto la pressione del moto ondoso causato da un traffico acqueo fuoro controllo, con i contributi alle spese di restauro azzerati perché il MoSe si è mangiato tutte le risorse della Legge Speciale.

DOMENICA 2 LUGLIO, MANIFESTAZIONE CITTADINA UNITARIA per Venezia.

Hanno già aderito (in ordine alfabetico):

Assemblea Sociale per la Casa
Asolapo Italia
Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
Effetto Venezia
Forum Futuro Arsenale
Generazione 90
Gruppo25Aprile
Gruppo WSM
Italia Nostra
L’Altra Venezia
Movimento Autonomia di Mestre
Possibile
Sanca veneta
Scendiamo in campo
Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
Sindacato Unione Inquilini Venezia
Venessia.com
Venezia Arte Cultura & Turismo
Venezia Cambia
Venezia-Mestre Due Grandi Città
VeneziaMioFuturo
Verdi Ambiente Società
Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia
 voglio vivere cop FB
Il testo dell’appello comune a tutti noi:
Il 2 luglio manifesteremo uniti, senza bandiere di partito, per reclamare il nostro diritto di restare o ritornare a vivere in quella che alcuni vorrebbero ridurre a semplice vetrina, priva di vita e di abitanti”.
Domenica 2 luglio alle 11, appuntamento in Campo dell’Arsenale.

 

Solerzie e inadempienze della Giunta fucsia

Partiamo da un esempio di facile comprensione: 800 veneziani sono in attesa di un posto barca, di cui hanno bisogno per lavorare e/o per potersi muovere nella città d’acqua. Di posti liberi e assegnabili ce ne sarebbero quasi 200, sono stati censiti e mappati dagli uffici comunali competenti, manca solo una delibera di giunta.

Perché fare questo dispetto alla città, dato che l’ultimo bando risale a 4 anni fa e la normativa comunale prevede che i posti liberi vengano messi a bando ogni due anni? Lo diciamo da gennaio (data dell’articolo che segue) e basterebbe cosí poco per fare bella figura, rimediando a quell’inerzia, anziché dare l’ennesimo segnale di disinteresse nei confronti di una città usata soltanto come vetrina.

2017-gennaio-3-gasp

Secondo esempio: una consigliera comunale di maggioranza era in attesa di autorizzazioni per poter trasformare in albergo tre appartamenti di sua proprietà. Qual è stata la prima delibera portata in Consiglio comunale dalla giunta fucsia nel 2015? Quella che per l’appunto serviva ad una sola persona: la consigliera comunale di maggioranza. Nulla da eccepire se altrettanta solerzia venisse riservata anche ai cittadini che da anni attendono decisioni magari più urgenti. Alla delibera del 2015 mancava ancora un tassello? Altri 33 metri quadri da trasformare in albergo e pronta è arrivata la seconda delibera. Non la commenteremo nemmeno, oggi lo hanno fatto altri e con ben altra chiarezza:

http://italy.positive-magazine.com/2017/05/26/cara-locatelli-adesso-dimettiti/

http://www.vvox.it/2017/05/26/conflitto-dinteressi-della-locatelli-dove-il-pugno-duro-di-brugnaro/

Posti barca e delibera sui cambi di estinazione d’uso sono solo due esempi; se partiamo da quelli è perché sono comprensibili a tutti ed entrambi sono venuti alla luce grazie a questa piattaforma civica (senza l’impegno dei nostri attivisti, probabilmente non ne saprebbe niente nessuno) ma sono soltanto due esempi, e nemmeno i più importanti rispetto al cumulo di macerie sociali che si profila all’orizzonte, se la Giunta in carica non cambia immediatamente rotta o non cede il passo ad altre persone con meno interessi privati e maggiore capacità di ascolto.

82.000 residenti in Laguna (erano 90.000 otto anni fa) da due anni attendono di capire come il sindaco eletto intenda concretizzare le promesse elettorali che in stile berlusconiano parlavano di 30.000 nuovi residenti, mentre alla prova dei fatti si sono tradotte nell’approvazione di migliaia di nuovi posti letto ad uso alberghiero – in una città che di alberghi ne conta già 402 – mentre di misure a tutela della residenzialità non si è vista l’ombra. Alla favola dei 30.000 nuovi residenti non aveva creduto quasi nessuno, ma chi ha votato quel sindaco si attendeva almeno un’inversione di tendenza – che non c’è stata.

265.000 residenti nel territorio comunale attendono da due anni una risposta ai problemi del territorio che vanno dalla sicurezza nelle strade a quella della navigazione, dalla scomparsa dei negozi di vicinato alla chiusura di attività artigianali (i numeri li ha dati Confartigianato e sono agghiaccianti). La stessa solerzia dimostrata nell’esaudire gli interessi privati di alcuni potrà manifestarsi anche nel tutelare la Città che questo sindaco si era candidato ad amministrare?

Domanda di “riserva” per Luigi Brugnaro: quella solerzia dimostrata nella difesa del “particulare” si accompagna almeno all’espletamento dei doveri di ufficio del Sindaco?

In anteprima pubblichiamo la notizia che due consiglieri comunali hanno deciso di rivolgersi al Prefetto (!) perché questo sindaco non si degna nemmeno di rispondere alle interpellanze e interrogazioni. Si tratta dei consiglieri del gruppo misto Ottavio Serena e Renzo Scarpa, di cui pubblichiamo qui il comunicato stampa, ma la cosa incredibile è che un giro di telefonate a campione ci ha permesso di appurare che la stessa sorte accomuna anche le interpellanze e interrogazioni degli altri consiglieri comunali.. compresa quella della consigliera Monica Sambo sulla questione dei posti barca da cui siamo partiti per confrontare solerzie ed inerzie di questa Giunta.

Serena

Come dire: “consiglieri comunali, non fateci perdere tempo che per voi non ne abbiamo, beccatevi il gettone di presenza ma senza fiatare che è meglio”.  Stesso trattamento per i sindacati che rappresentano i legittimi interessi dei dipendenti comunali (del referendum che con il 98,5% dei voti ha sconfessato il sindaco e l’unica sigla sindacale su cui si appoggia abbiamo parlato pochi giorni fa, su questa pagina).

I comitati e le associazioni di cittadini, che a Venezia hanno una lunga tradizione di dialogo propositivo con le amministrazioni comunali? L’unica volta che il Sindaco ne ha parlato in Consiglio comunale è stato per dire che “ce ne sono troppe”, salvo poi affannarsi alla ricerca di una qualche sigla che facesse da foglia di fico per coprire il fallimento della sua azione amministrativa e il tradimento delle sue promesse elettorali. Quella foglia di fico è corta, ormai; troppo corta per coprire certe vergogne.

Decentramento? Alle sei Municipalità ha ritirato tutte le deleghe, se ne occuperà un tribunale dato che 5 delle 6 Municipalità hanno fatto ricorso. In attesa che a ripristinare la legalità intervengano il Prefetto o la Corte dei conti o i tribunali (segno tangibile del fallimento della politica) quella che abbiamo sotto agli occhi a livello comunale non è più democrazia ma una sua patetica e sgangherata parodia.

Venezia merita di meglio. A tutte le opposizioni consiliari, ai sindacati, ai comitati e alle realtà associative chiediamo uno scatto di orgoglio per dire a voce alta che è ora di voltare pagina e prima lo faremo, meglio sarà per tutti.

La “politica per la casa” della giunta in carica

Venezia 24 maggio 2017

Congratulazioni alla consigliera comunale della lista Brugnaro che con due delibere ad personam ha realizzato una plusvalenza di qualche milione di euro grazie al cambio di destinazione d’uso dei suoi appartamenti in Calle delle rasse, a cui viene finalmente riconosciuta la vocazione alberghiera.

Locatelli 24 maggio

Nella foto, un momento del dibattito odierno con l’intervento contrario del consigliere Ottavio Serena (già delegato del Sindaco per la trasparenza e la lotta alla corruzione) e i cartelli del gruppo consiliare grillino. Le opposizioni compatte hanno abbandonato l’aula al momento del voto, lasciando che a votare la delibera e ad assumersene la responsabilità morale fossero i 20 consiglieri della maggioranza “fucsia”.

La politica per la casa della giunta in carica si riassume in queste due delibere ad personam: della prima avevamo già parlato con un certo risalto, della seconda non parleremmo nemmeno se fosse stata accompagnata da misure concrete a tutela della residenzialità di cui invece non si è vista la minima traccia, in questi due anni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/10/venezia-ok-al-cambio-duso-delle-case-della-consigliera-immobili-rivalutati-del-500/2206289/

All’UNESCO che chiede di riequilibrare il rapporto fra turismo e residenzialità per ripristinare l’armonia perduta, la giunta in carica ha finora risposto autorizzando la costruzione di nuovi alberghi per migliaia di nuovi posti letto, se contiamo anche quelli recentemente autorizzati a Mestre e a Murano: i 402 alberghi già recensiti sul territorio comunale a quanto pare non bastano per saziare gli appetiti.

Il Gruppo25aprile “ringrazia”, e di concerto con altre realtà associative prepara una sua risposta all’UNESCO, per colmare le lacune e le dimenticanze della risposta “ufficiale” e tardiva con cui il Comune mira soltanto ad ottenere un rinvio della temuta bocciatura.

Benvenuto Franceschini! Conferenza stampa congiunta 12 maggio alle 12.30

A 10 mesi di distanza dalla risoluzione UNESCO del 14 luglio scorso, Sindaco e giunta comunale continuano a prendere tempo e cambiare le carte in tavola alternando proclami generici e marce indietro, senza aver ancora dato una sola risposta concreta ai problemi reali e ai rilievi che potrebbero portare Venezia e la sua Laguna nella lista dei siti in pericolo:

  1. zero risposte sulla perdita continua di residenti, che dall’insediamento della giunta in carica sono diminuiti di oltre 1.600 unità nella sola Municipalità di Venezia (dagli 84.134 iniziali agli 82.524 del 30 aprile 2017);
  2. un “atto di indirizzo” fumoso e privo di efficacia giuridica su flussi turistici e moto ondoso, con dichiarazioni contrastanti che cambiano ogni giorno e ci stanno coprendo di ridicolo agli occhi del mondo;
  3. come “risposta” al problema delle grandi navi, dopo l’abbandono del progetto Contorta da parte della stessa Autorità Portuale, non in grado di dare risposta alle criticità emerse in procedura di VIA, e dopo che nella risposta iniziale del primo febbraio veniva indicato l’impresentabile scavo delle Tresse, ora sembra che dal cilindro del prestigiatore uscirà l’ennesimo scavo presentato come “adeguamento di canale esistente”: quello del Vittorio Emanuele, che triplicherebbe i tempi di percorrenza (e quindi le emissioni di sostanze nocive) rispetto al percorso attuale, il tutto per portarle nella stessa stazione marittima a ridosso delle nostre case e per farlo richiede lo scavo di milioni di metri cubi di fanghi, il tutto senza uno straccio di progetto ancora consultabile.

Dato che il Ministro Franceschini sarà a Venezia il 12 maggio e la risposta definitiva all’UNESCO ha subito l’ennesimo rinvio, la nostra risposta alle varie e contraddittorie dichiarazioni che abbiamo appreso a mezzo stampa verrà affidata ad una conferenza stampa congiunta che si terrà:

venerdi 12 maggio alle ore 12.30

presso la Scoletta dei Calegheri, in campo San Tomà

Aderiscono alla conferenza stampa, in ordine alfabetico:

  1. Ambiente Venezia
  2. Assemblea Sociale per la Casa
  3. Comitato No Grandi Navi
  4. Ecoistituto del Veneto Alex Langer
  5. Forum Futuro Arsenale
  6. Gruppo25Aprile
  7. Italia Nostra – sezione di Venezia
  8. L’Altra Venezia
  9. Municipalità di Venezia
  10. VeneziaCambia
  11. Venezia Civiltà Anfibia
  12. Veneziamiofuturo
  13. Verdi Ambiente e Società
  14. We Are Here Venice

————————————

La posizione del Gruppo25Aprile, più volte ribadita a proposito delle Tresse e del Contorta, è di netta contrarietà a progetti velleitari che con nomi e tracciati diversi si alternano in un gioco delle tre carte perché partono tutti dallo stesso presupposto o pregiudizio: portare a tutti i costi le grandi navi nel cuore della Laguna, in una stazione marittima costruita a ridosso delle nostre case, scavando milioni di metri cubi di fanghi la cui qualità è facilmente intuibile se si osserva la mappa che segue:

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Ai ministri che si riuniranno in sede di Comitatone formalmente chiediamo che le decisioni su una materia così delicata siano precedute da un’analisi comparata di tutte le opzioni disponibili, nessuna esclusa.

Il Gruppo25Aprile

Fatta la legge (elettorale), trovato l’inganno?

“Nell’ambito del finanziamento ai partiti possono essere incluse solo le elargizioni in denaro”. Nel congratularci con la lista Brugnaro per il duplice successo (elettorale e giudiziario) abbiamo chiesto un commento “a caldo” all’amico Bebi Crozza che ha prontamente risposto indicandoci la strategia da seguire alle prossime elezioni.

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  1. Creare una lista “Carlo e Giorgio”, né di destra né di sinistra.
  2. Per restare comodamente nel tetto delle spese elettorali, basterà evitare elargizioni in denaro, che potranno comodamente essere sostituite da:
  3. Dodici sedi elettorali cortesemente prestate a titolo gratuito dall’associazione “B&B” (Beduini and Breakfast) che si farà carico anche delle bollette;
  4. Albergo a 5 stelle per le conferenze stampa, cortesemente messo a disposizione dall’AVA;
  5. Maschere in omaggio per gli elettori, cortesemente offerte dalla catena di negozi “tutto a un euro”;
  6. Poster giganti, agiografia e programma elettorale del candidato sindaco in 260.000 copie, a spese del Consorzio Venezia Nuova: purché non siano elargizioni in denaro, questi piccoli atti di liberalità non concorrono allo sforamento del tetto di spesa, lo dice la Cassazione;
  7. Flotta di taxi d’acqua con autista per gli spostamenti, personale e carburante a carico dei mecenati disinteressati (ma anche no): il tutto non costituisce “elargizione” come dimostrato dal precedente dei rimorchiatori fucsia.

In attesa di acquisire il testo integrale della pronuncia e di studiarne le motivazioni, prendiamo atto dei consigli di Bepi Crozza: prepariamoci fin d’ora per le prossime elezioni e.. vinca il migliore.

Omaggio a “Fiore di cactus” Francesca.

Cara Francesca,

noi ti ricorderemo così: bella e fiera, generosa e solare. Questo gruppo di persone lo hai visto nascere e lo hai aiutato a crescere, senza mai apparire, con la discrezione dovuta alle tue responsabilità professionali che ci hanno finora impedito di ringraziarti pubblicamente, quando “dietro le quinte” ci hai aiutato a muovere i primi passi e a scrivere i primi comunicati stampa.

La nostra prima grande vittoria porta la tua firma invisibile, quando insieme abbiamo fermato lo scavo di un canale che avrebbe devastato la Laguna di Venezia, e insieme abbiamo scritto i comunicati che hanno fatto conoscere la vicenda al mondo intero.

La tua ultima battaglia contro un nemico invisibile e vigliacco ci ha privati della tua presenza, dei tuoi sorrisi e dei tuoi consigli. Avresti meritato di vincerla, quella battaglia, come Emma Bonino con cui avevi molte caratteristiche in comune. Non è stato così e il destino in questo è stato crudele.

Vogliamo ricordarti con l’unica foto in cui ti eri lasciata ritrarre, ai banchetti per la raccolta firme contro lo scavo di quel canale (il Contorta) meno di tre anni fa. Sembra ieri, e a tutti noi sembravi nel pieno delle tue forze e della tua proverbiale energia.

FPP

Non lo abbiamo mai detto finora, perché non potevamo, ma è ancora grazie a te (nome in codice: “Fiore di cactus”) se i giornali italiani hanno saputo in tempo reale della “beffa alla Fenice”, mentre il nostro manipolo di volontari veniva identificato e interrogato dalla Digos. Identificati ma non denunciati, perché non avevano commesso reati, ma senza di te che quella sera gestivi la “piattaforma di lancio” del gruppo, quelle immagini e quei testi non avrebbero fatto il giro del mondo in tempo reale:

https://gruppo25aprile.org/category/fenice-un-gruppo-allopera/

Con questo omaggio postumo vorremmo dirti che non ti dimenticheremo, Francesca, e come potremmo? Soltanto chi ti ha conosciuto nelle nostre riunioni interne può capire la tristezza infinita che ci attanaglia, oggi.

A chi non ti ha conosciuto vorremmo dire che se continueremo a batterci per i nostri ideali, sarà anche per onorare la memoria di una persona straordinaria di nome Francesca, che straordinaria lo è stata anche nella sua battaglia contro la malattia, fino all’ultimo respiro.

Un destino crudele ci ha privati della tua presenza, ma nulla potrà cancellare la tua memoria.

Il “gruppo25aprile”

Venezia, 24/4/2017

Il nostro primo aprile, visto da Daniela Ghio

Foto e articolo: Daniela Ghio (il Gazzettino)

Daniela Ghio

2 aprile Gazzettino

1/4/2017 Galleria fotografica

L’attore Alessandro Bressanello e il Presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini

brexy
Il direttore dell’IVESER Marco Borghi e il fotografo Luigi “Gigi” Ferrigno:

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Inaugurato il Brugnopoli! Nella pancia del pesce palla si pescano le carte “imprevisti”:

Elena

Rete Veneta intervista la nostra Aline Cendon:

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Il vicepresidente del Consiglio comunale Giovanni Pelizzato e il consigliere comunale Davide Scano:

Scano

Daniele Giordano, segretario generale CGIL, Funzione Pubblica:

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Reporters senza frontiere alla scoperta del “pesce palla d’aprile”

Daniela e Manuela

Foto: Philippe Apatie

29 marzo 17 NV

30 marzo 17 Gazzettino

 

 

 

Un pesce d’aprile chiamato sindaco

Un centinaio di cittadini di ogni età hanno oggi partecipato all’atelier creativo dal titolo “un pesce d’aprile chiamato sindaco”.

Sui numerosi pannelli a disposizione del pubblico ciascuno ha potuto esprimere il suo pensiero sul tema del “pesce palla”, metafora del sindaco in carica.

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(foto: Roberta Chiarotto)

L’attore Alessandro Bressanello ha dato lettura di un appello indirizzato all’onorevole Brunetta che è stato successivamente firmato dai presenti (foto: Philippe Apatie):

Pietragnoli.jpg
Firme.jpg
Ai passanti sono state distribuite le carte del gioco “BRUGNOPOLI” (liberamente ispirato al sedicente sindaco Brugnaro), in risposta alla politica di alienazioni che dopo aver portato alla vendita della casa del custode dei Giardini Papadopoli nel 2016, quest’anno prevede niente di meno che la vendita di Palazzo Poerio Papadopoli, sede della Polizia Municipale.
Brugnopoli scatola

Brugnopoli2

Venezia merita un Sindaco a tempo pieno! Manifestazione cittadina sabato ai Giardini Papadopoli

30 marzo, Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria. Sindaco: NON PERVENUTO, è ancora in vacanza in Brasile. Il Consiglio comunale non si riuniva dal 23 febbraio e aveva accumulato 83 punti all’ordine del giorno. Il modo arrogante con cui sono state trattate alcune mozioni ha portato le opposizioni ad abbandonare l’aula.

30 marzo: via email (dal Brasile?) i dipendenti comunali ricevono una “lettera del Sindaco a tutti i dipendenti”, piena di livore e di attacchi ai sindacalisti che “veicolano messaggi falsi e tendenziosi”. Non sappiamo a quali messaggi si riferisca ma abbiamo preso nota di questa frase: “Noi consideriamo come nostri interlocutori finali gli stessi Cittadini, a cui per troppo tempo si è tolta la facoltà concreta di decidere e agire”.

I Cittadini che siamo lo avevano invitato all’Ateneo veneto il 20 gennaio per parlare di proposte costruttive raccolte in 6 mesi di incontri pubblici, e lo avevano invitato con un mese di anticipo, ma non si è fatto vedere. Per il 2 marzo era stato lui a convocare un tavolo con le associazioni, ma se n’è andato a sciare – dando però disposizioni affinché alla stampa venisse negato l’accesso non solo a quell’incontro inconcludente con alcuni assessori definito come “riunione privata” (“privata” a Ca’ farsetti? Con associazioni che rappresentano i cittadini?) ma addirittura al Palazzo in quanto tale – come ci è stato riferito da fonti diverse e concordanti.

Era a sciare anche il 3 marzo quando a Venezia si è parlato della risoluzione UNESCO che minaccia di inserire Venezia e la sua Laguna nella lista dei siti in pericolo: c’era la cabina di regia che a Roma di occupa della vicenda, con Franco Bernabé (presidente della commissione nazionale competente) c’era la sottosegretaria Buitoni, c’era il numero 2 dell’UNESCO Bandarin e c’eravamo anche noi, ma il Sindaco era in vacanza:

https://gruppo25aprile.org/2017/03/04/a-ciascuno-le-sue-priorita/

Rientrato a Venezia si è dedicato alla promozione della sua immagine, ma di delibere o misure concrete non abbiamo visto traccia:

https://gruppo25aprile.org/2017/03/28/marzo-17-croniche-di-un-podesta-e-del-suo-fondo-di-solidarieta/

In quell’occasione avevamo scritto: “19 marzo, partenza per il Brasile, dove il novello Eroe dei Due Mondi coltiva cospicui interessi economici. Rientrerà in tempo per il Consiglio comunale del 30 marzo ???” Non lo ha fatto e la Città comincia a essere stanca di questo Sindaco assente. Assente ma sempre pronto a distribuire pagelle a tutti: dipendenti comunali, consiglieri di opposizione (distinti fra “buoni”  e “cattivi” quando veramente fanno oppposizione) e adesso anche ai giornalisti, sempre dal Brasile dove via twitter pubblica pagelle come questa:

DOMANI PRIMO APRILE dalle 12 alle 14 manifesteremo pacificamente ai Giardini Papadopoli, per chiederne le DIMISSIONI, e ne spiegheremo le ragioni.

La manifestazione è stata regolarmente comunicata alla Questura, vi aspettiamo numerosi e senza bandiere. Dato che è il primo aprile e qualche licenza poetica è permessa, sul posto troverete pennarelli e materiale idoneo a manifestare liberamente il vostro pensiero, sul tema:

“Un pesce d’aprile chiamato Sindaco”.

copertina

Venezia merita un sindaco a tempo pieno, Mestre merita un sindaco a tempo pieno.

Considerata la complessità e la diversità delle situazioni rispettive, probabilmente ne servirebbero due e invece ci ritroviamo con un Sindaco part-time, spesso distratto dai suoi molteplici interessi privati, che ha oltretutto ritirato tutte le deleghe alle Municipalità che erano l’unica forma di decentramento amministrativo in cui le istanze locali potevano trovare spazio e ascolto.

VENEZIA MERITA DI MEGLIO

MESTRE MERITA DI MEGLIO

Appuntamento sabato a mezzogiorno, ai Giardini Papadopoli:

https://www.facebook.com/events/1526928940664266/

NB il punto di ritrovo è: la statua di Paleoacapa!

3 marzo, Convegno UNESCO con sorpresa

3 marzo a Palazzo Badoer si è tenuto il convegno “gestione efficace dei siti del patrimonio mondiale UNESCO” organizzato dallo IUAV con la partecipazione di Governo italiano, Comune e UNESCO.

L’intervento di Flavia Antonin, a nome del Gruppo25Aprile:

Buongiorno, intervengo a nome della piattaforma civica “25 aprile”. Lo faccio per DENUNCIARE la distanza abissale fra le rassicuranti dichiarazioni del sindaco in trasferta a Parigi e la realtà quotidiana vissuta dai cittadini veneziani, spiegandomi subito con qualche esempio:
  1. dall’elezione del sindaco in carica i nostri sestieri hanno perso altri 1.540 residenti, nonostante l’esortazione dell’UNESCO a ritrovare d’urgenza un punto di equilibrio fra turismo e residenzialità.
  2. Delle misure raccomandate dall’UNESCO non abbiamo finora visto nemmeno un principio di esecuzione, che si tratti di moto ondoso o di gestione dei flussi turistici, di residenzialità o di grandi navi.
  3. Delle 70 pagine che il sindaco in carica sostiene di aver presentato all’UNESCO il 24 gennaio, i cittadini sono tenuti completamente all’oscuro al pari dei mass media e del Consiglio comunale, tanto che la consigliera comunale Monica Sambo è stata costretta a depositare un’istanza di accesso agli atti, a voi sembra normale?
  4. Al tavolo con le associazioni sulla residenzialità, più volte rinviato per garantirne la presenza, il sindaco in carica non si è fatto vedere e nemmeno lo vediamo qui oggi in sala, perché è andato a sciare. Il suo senso delle priorità si vede anche da queste piccole cose.

Questa mattina alcuni di noi indossavano un maschera da panda, e le nostre pacifiche proteste continueranno fino a che la Giunta in carica non dimostrerà con i fatti di aver capito la gravità della situazione anziché nascondersi dietro a rinvii e cortine fumogene. Il nostro appello all’UNESCO è: non fatevi prendere in giro, perché in voi riponiamo ancora fiducia e la speranza di un futuro migliore.

 

Foto: Philippe Apatie3-marzo-17

20 gennaio, le 20 proposte dei sestieri

La versione finale delle 20 proposte discusse il 20 gennaio, in un’aula magna stracolma di cittadini all’Ateneo Veneto, per chi non ha trovato posto quel giorno e per chi volesse leggerle con calma sono scaricabili in formato PDF dalla pagina di Italia Nostra, sezione di Venezia, a questo indirizzo:

http://www.italianostravenezia.org/2017/01/23/la-venezia-futura-in-ordine-alfabetico/

Il quotidiano nazionale “la Stampa” ne ha pubblicato un’ottima sintesi che qui riproduciamo:

la-stampaPer chi preferisce leggerle qui dove sono “nate” in bozza, seguita da una pubblica consultazione di 10 giorni che ha permesso di raccogliere i vostri commenti e suggerimenti, ecco il testo distribuito all’Ateneo Veneto:

Ateneo Veneto 20 gennaio 2017

#Veneziamiofuturo

Le proposte dei sestieri

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A come Alloggi:

Alla Regione Veneto chiediamo:

1) la modifica urgente della legge regionale del 2013 che ha liberalizzato in modo selvaggio le locazioni turistiche; tale modifica potrà essere adottata in tempi brevi dato che si tratta soltanto di introdurre un’eccezione per i sestieri di Venezia, in omaggio alle esigenze specifiche di tutela del suo tessuto sociale, che è parte integrante della sua specialità, imponendo requisiti vincolanti anche in materia di scarico delle acque reflue, a tutela dell’igiene e dell’ambiente lagunare;

2) un intervento immediato sulla controllata ATER, il cui compito è “la costruzione ed il recupero di alloggi, da assegnare in locazione temporanea o permanente a canone calmierato” finalizzato all’assegnazione degli alloggi attualmente non utilizzati, eventualmente anche favorendo forme di auto-restauro a carico degli inquilini potenziali, e al completamento delle unità abitative i cui lavori sono stati avviati e non ancora ultimati.

B come Bricole:

Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti chiediamo:

Lo stanziamento dei fondi necessari per avviare un programma straordinario di manutenzione e sostituzione delle bricole, a completamento dei primi interventi avviati dal Provveditore interregionale per le Opere Pubbliche, sulla base della cartografia aggiornata realizzata su nostra richiesta nel maggio 2016.

C come Case e Cambi di destinazione d’uso:

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Di bloccare immediatamente e per un paio d’anni almeno i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo o alberghiero nei sestieri, facoltà che è già riconosciuta dal PAT (Piano di Assetto Territoriale) in vigore dal 2014 a tutela della residenzialità, che è precipitata ai minimi storici e in alcuni sestieri rischia di estinguersi in assenza di una terapia d’urto immediata.

Questo provvedimento, di natura emergenziale e provvisoria, andrà accompagnato da misure “strutturali” e permanenti volte a incentivare le locazioni di lungo periodo rispetto a quelle di natura speculativa (vedasi anche lettera R come rifiuti, alla voce TARI, per l’utilizzo della leva fiscale a fini perequativi): quello che va costruito è un insieme di misure tali da costituire un patto comunale con i proprietari “virtuosi”.

D come Dignità

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Di riconoscere e agevolare nei fatti il diritto di ogni persona a condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. Il rispetto per gli anziani e i disabili non può limitarsi a qualche posto “riservato” a bordo dei vaporetti ma deve concretizzarsi in forme di sostegno mirate a sostenere la qualità della vita di queste fasce di cittadinanza.

In questi settori il Comune di Venezia vanta una consolidata tradizione che è necessario preservare o ripristinare contro i tagli effettuati, anche incoraggiando le numerose forme di volontariato presenti sul territorio che spesso operano senza alcun contributo pubblico.

E come Educazione Nautica

Alle scuole cittadine proponiamo:

Un progetto di educazione nautica, al quale siamo pronti a fornire il nostro contributo con docenti volontari ed esperti a titolo gratuito, in considerazione dei sempre più frequenti incidenti (a volte mortali) che in parte sono dovuti ad inesperienza e/o mancata conoscenza delle regole di base, dato che la normativa in vigore consente la navigazione senza patente per le imbarcazioni con motori di potenza non superiore ai 40 cavalli (che con semplici ritocchi alla portata di tutti salgono in realtà a 60).

F come Flussi turistici

Al Sindaco di Venezia, al Consiglio e alla Giunta comunale chiediamo:

di avviare al più presto un programma di gestione dei flussi turistici che permetta di alleggerire e diversificare (nel tempo e nello spazio) una pressione divenuta insostenibile e incompatibile con la possibilità stessa di offrire un’accoglienza degna della reputazione della Città; fra le proposte attualmente sul tavolo, quella protocollata da Roberta Bartoloni che è stata illustrata nell’incontro di Castello presenta caratteristiche di gradualità, flessibilità, fattibilità in tempi brevi, non discriminazione e contenimento dei costi che abbiamo particolarmente apprezzato – senza escluderne altre che potranno essere confrontate con questa al fine di prendere il meglio di ognuna.

G come Gestione dei beni comuni

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

di dare un segno tangibile di discontinuità rispetto alla politica di alienazione di beni pubblici avviata dalle amministrazioni precedenti, che nella situazione attuale di bilancio (con l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità) risulta incomprensibile oltre che miope, e in alcuni casi si è tradotta in un gettito assolutamente irrisorio rispetto alla perdita definitiva per la collettività, come è stato per la casa del custode dei Giardini Papadopoli.

H come Hotels

Basta alberghi nei sestieri! V. alla lettera C come “Case”

I come Illuminazione

Alla giunta e agli uffici comunali competenti chiediamo:

Illuminazione notturna e installazione di telecamere di sorveglianza  in ruga degli Oresi, che di recente ha conosciuto episodi di barbara violenza ai danni di una esercente.

L come Lavoro

Considerato che l’industria del turismo a Venezia è ormai quella che impiega il maggior numero di occupati, spesso precari e mal pagati rispetto al costo della vita [1] con la duplice conseguenza del pendolarismo dalla terraferma (30.000 persone circa) e di un sempre maggior numero di giovani veneziani che scelgono la via dell’espatrio[2]

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

di superare la fase attuale di sfruttamento dell’Arsenale come spazio per feste esclusive quando invece dovrebbe essere perno naturale e fulcro ideale per la creazione di posti di lavoro qualificati, che non siano legati soltanto alla monocultura turistica; questo potrà avvenire progettando una cittadella della ricerca finalizzata agli studi marittimi in grado di ospitare istituzioni di ricerca italiane e straniere e offrendo spazi ad imprese compatibili con il complesso e impegnate nel settore marittimo (cantieristica, lavori marittimi …), dell’artigianato tradizionale (imprese fabbrili, falegnamerie…) e del restauro, all’interno di una cornice culturale unica al mondo. Per rispettare la promessa di “restituzione alla città” a suo tempo fatta, chiediamo inoltre l’apertura dell’Arsenale alla cittadinanza abbattendo le barriere attuali per permettere un percorso di visita unico (anche negli spazi occupati dalla Biennale) che potrebbe anche generare reddito con visite guidate a pagamento per piccoli gruppi.

[1] Dato Unioncamere: il 77% dei posti di lavoro creati nella città metropolitana di Venezia nel 2016 erano precari. Più della metà delle offerte di lavoro (4.350 su 8.000 circa) riguardava le attività ricettive e della ristorazione. Al secondo posto (3.600 circa) le posizioni “non qualificate” nel commercio e nei servizi. Fonte: Nuova Venezia 8 novembre 2016.

[2] Veneziani stabilmente residenti all’estero nel dicembre 2016 (fonte: liste elettorali referendum costituzionale): 12.296, numero superiore alla somma dei residenti nei sestieri di San Marco e San Polo!

M come Museo Correr

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia ricordiamo che:

Il Museo Correr, fondamentale Istituzione nella vita culturale della Città, deve questo nome al suo fondatore, Teodoro Correr: un nobiluomo veneziano che negli anni seguenti  alla caduta della Repubblica era riuscito a raccogliere un’enorme quantità di opere artistiche e cimeli veneziani delle più svariate epoche, salvandoli dalla dispersione e costituendo il primo nucleo del Museo. Grazie a ulteriori importanti donazioni e acquisti, come quello effettuato dal Comune di Venezia a fine ‘800 dei cimeli del Doge Francesco Morosini, il Museo Correr  andò sempre più ampliandosi e divenne un importante punto di riferimento per studiosi e cittadini. Nel 1922 le Raccolte vennero trasferite in Piazza  San Marco, in una nuova sede che si estendeva tra  l’Ala Napoleonica e parte delle Procuratie Nuove.
Assieme al Palazzo Ducale costituisce ( o dovrebbe costituire) il fulcro espositivo di opere d’arte e collezioni storiche che ricordano la storia e la cultura della Serenissima. Purtroppo gli interventi radicali degli ultimi anni dimostrano come restauri e ripristini, anche corretti dal punto di vista formale, possono in realtà alterare gli scopi e le caratteristiche originarie di una Istituzione.

La cittadinanza ha la sensazione che si sia persa di vista la valorizzazione degli aspetti più originali e fondamentali della storia e della civiltà di Venezia a favore di altri nel complesso storicamente più marginali.

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia chiediamo dunque

di ritornare allo spirito e alla ratio che stanno alla base della nascita delle collezioni del Museo Correr, ricordando altresì che il recupero di dignità e di coscienza della città passa non solo da una maggiore attenzione alla sua storia e alla sua civiltà ma anche da un uso che non sia soltanto turistico e commerciale dei suoi monumenti simbolo, e sottolineando come il turismo di qualità che si dice di voler coltivare è in realtà interessato a conoscere la storia e le caratteristiche specifiche di una Repubblica marinara unica al mondo più che a ritrovare anche qui il tipo di cose che potrebbe trovare in qualsiasi altro museo.

N come Negozi di vicinato e botteghe artigianali

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

L’Adozione di un Regolamento comunale che, come già fatto dal Comune di Firenze, fissi un limite al proliferare di attività commerciali incompatibili con la tutela del patrimonio monumentale e immateriale (artigianato locale), avvalendosi delle disposizioni di legge recentemente adottate a livello nazionale[1] con l’obiettivo di privilegiare negozi di vicinato e attività artigianali; per tali attività chiediamo inoltre di attivare forme di agevolazione fiscale e incentivi compatibili con la norma “de minimis” (entro la soglia dei 200.000 euro pro capite, che permette di evitare l’obbligo di notifica alla Commissione europea).

[1] Decreto legislativo n° 222 del 25 novembre 2016

O come Ospedale

Una proposta innovativa e promettente che abbiamo ricevuto è quella di collegare il nostro ospedale all’Università di Padova e portare a Venezia gli specializzandi e i dottorandi. Sviluppando questo gemellaggio con la Università di Padova, Venezia potrebbe diventare sede di ricerche mediche  avanzate  allestendo, negli enormi e liberi spazi del convento dei domenicani (Ospedale Civile ), un centro di studi sanitari di eccellenza a livello mondiale come (in altro ambito) è stato fatto a Trieste con la SISSA.

In questo modo si utilizzeranno al meglio gli spazi dell’ormai quasi vuoto convento di San Domenico evitando operazioni speculative di tipo turistico. In quei locali si potrà sviluppare la clinica e la ricerca, per cure innovative  e di assoluta eccellenza. Questo farebbe del nostro Ospedale civile un polo di attrazione e rivitalizzerebbe tutta la zona circostante.

Al Ministero della Salute chiediamo:

Il mantenimento del punto nascite dell’Ospedale civile di Venezia, in deroga alla soglia dei 500 parti all’anno, in considerazione dei tempi di percorrenza e delle modalità di trasporto tipiche della realtà lagunare, accogliendo in questo la richiesta già presentata dalla Regione.

P come Posti barca

Al Sindaco di Venezia chiediamo:

Di sbloccare il bando per l’assegnazione dei posti barca vacanti nei sestieri e nelle isole, che gli uffici comunali hanno predisposto da più di un anno su indicazione dell’allora Commissario Zappalorto e che allo stato attuale risulta essere un obbligo disatteso dalla Giunta in carica, dato che il regolamento comunale applicabile ne prescrive la pubblicazione con cadenza biennale.

Q come Qualità dell’Aria

Alla Regione Veneto chiediamo:

Un intervento immediato sull’Agenzia regionale per l’Ambiente (ARPAV) affinché venga finalmente installata una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria nei sestieri, considerato che l’unica centralina presente in Laguna, è stata collocata a Sacca Fisola in tempi remoti quando le circostanze erano diverse da quelle attuali, non è rappresentativa dell’esposizione reale della popolazione residente a Venezia tanto che è classificata come “stazione di fondo” e pertanto non misura l’impatto delle fonti locali di inquinamento quali il traffico acqueo e marittimo.

Un piano per l’adeguamento e la rottamazione dei motori marini più inquinanti, facendo uso dei fondi UE “

strutturali” di competenza regionale o anche ai bandi di gara annuali quali ad esempio Life+.

R come Rifiuti

Al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

La rimodulazione delle imposte comunali come la TARI (tassa sui rifiuti) con tendenziale abbattimento allo zero per le prime case e aliquota ridotta per le utenze domestiche in generale; nel breve termine, revoca immediata degli aumenti deliberati dal Consiglio comunale per il 2016, da finanziarsi con l’aumento dell’aliquota applicata ad alberghi e altre attività ricettive di tipo turistico.

S come scuole (e asili) comunali

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Un rinnovato sostegno allo sviluppo degli asili nido e delle scuole materne che rappresentano un servizio fondamentale per la cittadinanza e che hanno sempre costituito uno dei fiori all’occhiello del Comune di Venezia. Si tratta di attività strategiche che mirano a fornire un ottimo livello di educazione dei piccoli e costituiscono un prezioso supporto, specialmente per quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, a tariffe compatibili con i livelli stipendiali attuali. Appare pertanto logico chiedere che, anche per il futuro, il Comune si impegni a garantire livelli qualitativi adeguati e sicurezze ai bambini e alle loro famiglie, nonché ai lavoratori del settore.

 T come Traffico Acqueo

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Elaborazione e attuazione di un piano per il riassetto del traffico acqueo che ponga come obiettivi primari: la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico e privato contro gli effetti del moto ondoso; il controllo dell’inquinamento atmosferico; il controllo dell’inquinamento acustico; la sicurezza della navigazione con precedenza al trasporto pubblico di linea, comprese le gondole da parada o traghetti; la razionalizzazione del trasporto merci che è attualmente caratterizzato da barche in ferro sproporzionate alle necessità e alle caratteristiche dei rii interni.

U come Ultima spiaggia

In assenza di una terapia d’urto immediata sul duplice fronte casa-lavoro, la curva demografica nei sestieri è tale che i residenti “sopravvissuti” a Venezia sono condannati all’irrilevanza da una classe politica cinica e miope (per non dire di peggio) che ragiona soltanto con il pallottoliere del “quanti voti porta” questa o quella comunità locale, non solo a livello regionale (nessuno consigliere regionale, allo stato attuale) ma anche nel loro stesso Comune: dalla Giunta in carica i segnali già accumulati in questo senso sono troppo numerosi per poter essere ignorati.

Alla Regione Veneto chiediamo:

la convocazione del referendum di iniziativa popolare per il ripristino di due Comuni autonomi (Venezia e Mestre) su cui sono state raccolte 9.000 firme, in modo tale che la popolazione possa esprimersi nel merito della questione, dato che l’istituzione della Città Metropolitana di Venezia permette di affrontarla in modo completamente diverso rispetto al passato e considerato che il Sindaco attuale ha ritirato le deleghe alle Municipalità, facendo con questo venir meno anche l’ultima flebile parvenza di decentramento amministrativo.

Considerata l’imminente convocazione del referendum regionale sull’autonomia, un abbinamento delle due consultazioni referendarie permetterebbe di superare l’obiezione relativa ai costi del referendum che riguarda l’assetto territoriale dell’attuale Comune di Venezia.

Alle Autorità italiane chiediamo:

Il riconoscimento di uno Statuto speciale per Venezia, che permetta alla Città di: I° trattenere una quota del gettito fiscale prodotto anziché elemosinare periodicamente quanto le è in realtà dovuto se si considera il residuo fiscale accumulato ogni anno (la differenza fra imposte riscosse sul suo territorio e la somma di trasferimenti e servizi ricevuti dallo Stato); II° decidere in autonomia quali sono le priorità di intervento sul suo territorio, senza essere sacrificati sull’altare del pallottoliere elettorale che non prende in conto il valore universale di Venezia, le sue caratteristiche uniche al mondo e il suo status di Patrimonio dell’Umanità.

V come Venezia all’aperto

Fra le richieste che abbiamo raccolto nei sestieri ci sono anche:

  1. Il ripristino del cinema all’aperto di campo San Polo
  2. il raddoppio della frequenza del mercatino di Santa Marta, che è particolarmente apprezzato dai residenti;
  3. il ripristino dei mercatini delle cose vecchie e del collezionismo, denominati “Mercatini dei Miracoli”, eliminando il requisito del 50% di venditori professionisti che ne ha determinato la scomparsa;
  4. la manutenzione e ripristino della funzionalità delle fontane pubbliche, e più in generale di tutti i manufatti di proprietà comunale sulla pubblica via (panchine, fontanelle e segnaletica), che a volte si trovano in condizioni di incomprensibile abbandono.
  5. Le strutture disponibili per le attività sportive (voga a parte) sono scarse, manca ad esempio una struttura per avvicinare i ragazzi all’atletica. Al Comune chiediamo di garantire un’offerta completa di attività sportive partendo dal miglior utilizzo delle strutture esistenti.

Il presente documento verrà consegnato ai mass media e ai partecipanti all’incontro pubblico del 20 gennaio, per essere poi pubblicato sulla pagina facebook di “Venezia mio futuro” e sulla pagina internet www.gruppo25aprile.org.

Un sentito ringraziamento alle realtà associative, ai cittadini e alle cittadine che hanno partecipato agli incontri nei sestieri, ai volontari e alle volontarie che li hanno resi possibili.

Venezia, 12 agosto 2016 – 20 gennaio 2017

comunicato-stampa

Nella pagina introduttiva alle proposte, abbiamo anche distribuito la seguente

Premessa di metodo:

Questo documento di sintesi riassume le proposte e le richieste raccolte negli incontri con i sestieri. Non ha natura esaustiva e non rappresenta la posizione di una singola associazione perché il nostro obiettivo è dare voce alle istanze del territorio (i sestieri) con riferimento ai problemi più sentiti nella “città d’acqua”. In questo senso è anche un “quaderno delle lamentele”, dove per ogni “lamentela” abbiamo elaborato una possibile risposta.

Le proposte rispondono ai criteri che avevamo indicato all’inizio del ciclo di incontri: non chiediamo la luna, non vogliamo creare illusioni o fare demagogia; quelle di cui ci facciamo portatori sono richieste concrete, attuabili e realistiche. Ai  rappresentanti eletti nelle Istituzioni chiediamo che ognuno faccia la sua parte e la faccia subito, perché Venezia si sente “assediata” e la situazione non ammette ritardi ulteriori.

Il dibattito all’Ateneo Veneto permetterà di discutere alcune proposte “prioritarie” e di affinarne altre, collocandole in una visione “di insieme” su ciò che è necessario e urgente per dare un futuro a Venezia: non parliamo del lungo periodo ma delle cose che andrebbero fatte subito, prima che sia troppo tardi; il resto è materia per un “programma di governo” di chi vorrà candidarsi alle prossime elezioni. Questa bozza preliminare è stata pubblicata per 10 giorni sulla nostra pagina facebook e sul nostro sito Internet per raccogliere i commenti e suggerimenti di chi ha partecipato agli incontri (sono oltre 500 persone) e anche di chi non lo ha fatto.

Il ciclo di incontri nei sestieri, compreso quello conclusivo all’Ateneo Veneto, è stato interamente auto-finanziato dai cittadini senza alcun appoggio di partiti o sindacati, aziende o cooperative, enti pubblici o Fondazioni. Non abbiamo etichette e non ne vogliamo, il nostro è soltanto un movimento di opinione che alle “ricette” calate dall’alto (spesso formulate da persone che non conoscono la città) ha preferito un approccio diverso: quello di proposte nate dal contatto quotidiano con il territorio, sestiere per sestiere.

Un’ultima annotazione: grazie alla cortesia di Paul Rosenberg e alla sua “Campaign for a Living Venice”, le proposte sono state tradotte in inglese e verranno a breve pubblicate anche qui per essere meglio comprese dalla stampa estera.

 

20 gennaio, galleria fotografica

Ore 17, sala piena prima ancora del canonico “quarto d’ora accademico”:

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Sebastiano Giorgi introduce e modera il dibattito:

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Ore 17.15, non c’è più un angolo libero, nemmeno in piedi! Le nostre scuse a chi non ha trovato posto in sala, sappiamo che sono molti.

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Marco Gasparinetti portavoce di #Veneziamiofuturo illustra il senso delle 20 proposte:

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Gian Angelo Bellati snocciola dati che parlano più di ogni discorso, e ribadisce la richiesta di statuto speciale per Venezia:

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Nicoletta Frosini (Gruppo25Aprile): applauditissimo il suo intervento sul potenziale rappresentato dalla popolazione studentesca presente a Venezia

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L’intervento di Andrea Ferrazzi, capogruppo PD in Consiglio comunale:

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Jacopo Berti, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale:

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Il generale Ottavio Serena, consigliere comunale (gruppo misto):

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Il comandante Nevio Oselladore:

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Il vicepresidente del Consiglio comunale, Giovanni Pelizzato:

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La consigliera comunale Monica Sambo:

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Il consigliere comunale Davide Scano:

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Giampietro Pizzo (Venezia Cambia):

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Ivo Papadia, presidente della associazione culturale “WSM”:

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Paolo Lanapoppi (Italia Nostra):

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In prima fila: il Presidente della Municipalità di Venezia, Andrea Martini:

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Nicola Tognon, Aline Cendon e Carlo Beltrame:

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La giornalista del Gazzettino Giorgia Pradolin:

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Un grazie da tutti noi per le foto a: Philippe Apatie!

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20 gennaio: la rassegna stampa

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Corriere, articolo Elisa Lorenzini:

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La Stampa, una pagina intera !!!

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Gazzettino, Giorgia Pradolin:

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Nuova Venezia, Manuela Pivato:

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La Voce  di Venezia:

http://www.lavocedivenezia.it/veneziamiofuturo-problema-venezia-soluzioni-abbecedario/

Il blog di Italia Nostra, sezione di Venezia:

http://www.italianostravenezia.org/2017/01/21/tanti-veneziani-tante-competenze-tanta-energia/

Comunicato stampa: Ateneo Veneto 20 gennaio

COMUNICATO STAMPA

Un abbecedario per raccontare al Comune, alla Regione e allo Stato i problemi di Venezia

Venerdì 20 gennaio saranno presentate all’Ateneo Veneto

le proposte per la città di #Veneziamiofuturo

Un abbecedario che sintetizza, lettera per lettera, i problemi, le proposte, le istanze che il movimento di opinione #Veneziamiofuturo rivolge al Comune di Venezia e ad altre istituzioni della città, alla Regione e allo Stato. E’ questo il documento che il movimento presenterà venerdì 20 gennaio alle ore 17 ai più importanti soggetti istituzionali della città all’Ateneo Veneto, la prestigiosa istituzione culturale veneziana.

I punti analizzati, che corrispondono appunto alle lettere dell’alfabeto (dalla A alla V), sono il frutto di proposte e richieste che sono state raccolte, da agosto a oggi, nel corso di incontri, sestiere per sestiere, con i veneziani che abitano o lavorano a Venezia: una sorta di cahier de doléances che per ogni problema contiene all’interno anche una soluzione. Non solo, dunque, una serie di lamentele, ma veri e propri suggerimenti che i cittadini veneziani offrono alle istituzioni della città, alla Regione e allo Stato come base di partenza per un rinnovato interesse su Venezia: per ribadire che la città ha un futuro e di questo i veneziani vogliono essere protagonisti.

Si inizia, per citarne qualcuno, dagli alloggi che sono sempre meno a disposizione dei veneziani e che vengono utilizzati come locazioni turistiche, per passare alle bricole, i pali in legno che segnalano i percorsi in laguna, che sono senza manutenzione da anni e rappresentano un pericolo per la navigazione. Per passare poi alle case; alla dignità, intesa come il riconoscere ed agevolare il diritto di ogni persona che abita a Venezia di condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. E via via, l’alfabeto si snocciola per toccare l’educazione nautica, i flussi turistici, la gestione dei beni comuni, gli hotel, l’illuminazione cittadina, il lavoro, i musei, i negozi, l’ospedale, i posti barca, la qualità dell’aria, i rifiuti, la scuola, il traffico acqueo, lo spopolamento della città, che rappresenta un’ultima spiaggia per Venezia, la vita all’aperto e le iniziative culturali in genere.

Con questo documento – dichiara il portavoce di #Veneziamiofuturo, Marco Gasparinetti – vogliamo dare, senza alcuna etichetta politica, il contributo dei cittadini di Venezia alle istituzioni che ci rappresentano. Vogliamo avere, davanti a noi, un futuro vero e dignitoso, continuando a vivere nella nostra città, ora massacrata dai problemi che abbiamo evidenziato, lettera per lettera. Le nostre sono proposte concrete, attuabili e realistiche; ma soprattutto rappresentano l’urgenza, le cose che devono essere fatte quanto prima, perché Venezia si sente assediata e la situazione non permette ulteriori ritardi.

Manca una lettera, la Z: l’abbiamo lasciata volutamente scoperta. Vuole rappresentare infatti l’incognita, a cui i cittadini sapranno dare sicuramente un valore, sulla base delle risposte ricevute dal Comune, dalla Regione, dallo Stato. E’ finito, infatti, il tempo dell’attesa: Venezia ha bisogno di un futuro e di riscontri certi e immediati da parte di chi ci rappresenta”.

Venezia, 18 gennaio 2017

Per informazioni:

Marco Gasparinetti: portavoce #Veneziamiofuturo 3453459663

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#Veneziamiofuturo: Official Press Release for Ateneo Veneto meeting on January 20, 2017

Thanks to: Campaign for a Living Venice!

Campaign For A Living Venice

#VENICEMYFUTURE

PRESS RELEASE

An ABC to relate the problems of Venice to the City, the Region and the State

Will be presented Friday, 20 January  at Ateneo Veneto

The proposals for the city from #Veneziamiofuturo

An ABC which synthesizes, letter by letter, the problems, proposals and points that the opinion movement #Venicemyfuture addresses to the City of Venice and to other city institutions, to the Region and to the State. This is the document that the movement will present Friday, 20 January at 5 PM to the most important governing bodies of the city at Ateneo Veneto, the prestigious institution of Venetian culture.

The points that are analyzed, which correspond to the letters of the alphabet (A to V) are the result of proposals and requests that were gathered, from August to today, in the course of meetings, sestiere by sestiere, with Venetians who live and work in Venice: a…

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Le proposte dei sestieri, dalla A alla V (come Venezia)

Mancano 10 giorni all’incontro pubblico in cui tireremo le somme degli incontri nei sestieri (20 gennaio, all’Ateneo Veneto). Di qui ad allora, su questa pagina proveremo a riassumere alcune delle richieste che abbiamo raccolto. NB Questo non è un documento “ufficiale” ma la versione PROVVISORIA che sottoponiamo a pubblica consultazione. Per la versione definitiva, farà fede il testo che verrà distribuito in aula magna il 20 gennaio: quella che leggete qui in bozza è una prima anticipazione in “ordine alfabetico”, per facilitare la ricerca delle parole chiave.

Le proposte rispondono ai criteri che avevamo indicato all’inizio del ciclo di incontri: non vogliamo creare illusioni o fare demagogia, ma semplicemente stilare un catalogo di richieste concrete, attuabili e realistiche. Non è un “programma elettorale del Gruppo25aprile” perché riteniamo che queste cose vadano fatte subito, senza attendere le prossime elezioni.

Ai  rappresentanti eletti nelle Istituzioni chiediamo che ognuno faccia la sua parte e la faccia subito, perché Venezia si sente “assediata” e la situazione non ammette ritardi ulteriori. Il dibattito all’Ateneo Veneto permetterà di discutere alcune proposte “prioritarie” e di affinarne altre, collocandole in una visione “di insieme” su ciò che è necessario e urgente per dare un futuro a Venezia. Vi aspettiamo numerosi in aula magna, il 20 gennaio alle ore 17.

2016-dicembre

A come Alloggi:

Alla Regione Veneto chiediamo:

1) la modifica urgente della legge regionale del 2013 che ha liberalizzato in modo selvaggio le locazioni turistiche; tale modifica potrà essere adottata in tempi brevi dato che si tratta soltanto di introdurre un’eccezione per i sestieri di Venezia, in omaggio alle esigenze specifiche di tutela del suo tessuto sociale, che è parte integrante della sua specialità, imponendo requisiti vincolanti anche in materia di scarico delle acque reflue, a tutela dell’igiene e dell’ambiente lagunare;

2) un intervento immediato sulla controllata ATER, il cui compito è “la costruzione ed il recupero di alloggi, da assegnare in locazione temporanea o permanente a canone calmierato” finalizzato all’assegnazione degli alloggi attualmente non utilizzati, eventualmente anche favorendo forme di auto-restauro a carico degli inquilini potenziali, e al completamento delle unità abitative i cui lavori sono stati avviati e non ancora ultimati

B come Bricole:

Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti chediamo:

Lo stanziamento dei fondi necessari per avviare un programma straordinario di manutenzione e sostituzione delle bricole, a completamento dei primi interventi avviati dal Provveditore interregionale per le Opere Pubbliche, sulla base della cartografia aggiornata realizzata su nostra richiesta nel maggio 2016.

C come Case e Cambi di destinazione d’uso:

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Di bloccare immediatamente e per un paio d’anni almeno i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo o alberghiero nei sestieri, facoltà che è già riconosciuta dal PAT (Piano di Assetto Territoriale) in vigore dal 2014 a tutela della residenzialità, che è precipitata ai minimi storici e in alcuni sestieri rischia di estinguersi in assenza di una terapia d’urto immediata, che andrà poi accompagnata dalle misure “strutturali” indicate in allegato a questo documento.

D come Dignità

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Di riconoscere e agevolare nei fatti il diritto di ogni persona a condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. Il rispetto per gli anziani e i disabili non può limitarsi a qualche posto “riservato” a bordo dei vaporetti ma deve concretizzarsi in forme di sostegno mirate a sostenere la qualità della vita di queste fasce di cittadinanza. In questi settori il Comune di Venezia vanta una consolidata tradizione che è necessario preservare o ripristinare contro i tagli effettuati, anche incoraggiando le numerose forme di volontariato presenti sul territorio che spesso operano senza alcun contributo pubblico.

E come Educazione Nautica

Alle scuole cittadine proponiamo:

Un progetto di educazione nautica, al quale siamo pronti a fornire il nostro contributo con docenti volontari ed esperti a titolo gratuito, in considerazione dei sempre più frequenti incidenti (a volte mortali) che in parte sono dovuti ad inesperienza e/o mancata conoscenza delle regole di base, dato che la normativa in vigore consente la navigazione senza patente per le imbarcazioni con motori di potenza non superiore ai 40 cavalli (che con semplici ritocchi alla portata di tutti salgono in realtà a 60).

F come Flussi turistici

Al Sindaco di Venezia, al Consiglio e alla Giunta comunale chiediamo:

di avviare al più presto un programma di gestione dei flussi turistici che permetta di alleggerire e diversificare (nel tempo e nello spazio) una pressione divenuta insostenibile e incompatibile con la possibilità stessa di offrire un’accoglienza degna della reputazione della Città; fra le proposte attualmente sul tavolo, quella protocollata da Roberta Bartoloni che è stata illustrata nell’incontro di Castello presenta caratteristiche di gradualità, flessibilità, fattibilità in tempi brevi, non discriminazione e contenimento dei costi che abbiamo particolarmente apprezzato – senza escluderne altre che potranno essere confrontate con questa al fine di prendere il meglio di ognuna.

G come Gestione dei beni comuni

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

di dare un segno tangibile di discontinuità rispetto alla politica di alienazione di beni pubblici avviata dalle amministrazioni precedenti, che nella situazione attuale di bilancio (con l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità) risulta incomprensibile oltre che miope, e in alcuni casi si è tradotta in un gettito assolutamente irrisorio rispetto alla perdita definitiva per la collettività, come è stato per la casa del custode dei Giardini Papadopoli.

H come Hotels

Basta alberghi nei sestieri! V. alla lettera C come “Case”

I come Illuminazione

Alla giunta e agli uffici comunali competenti chiediamo:

Illuminazione notturna e installazione di telecamere di sorveglianza  in ruga degli Oresi, che di recente ha conosciuto episodi di barbara violenza ai danni di una esercente.

L come Lavoro

Considerato che l’industria del turismo a Venezia è ormai quella che impiega il maggior numero di occupati, spesso precari e mal pagati rispetto al costo della vita [1] con la duplice conseguenza del pendolarismo dalla terraferma (30.000 persone circa) e di un sempre maggior numero di giovani veneziani che scelgono la via dell’espatrio[2]

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

di superare la fase attuale di sfruttamento dell’Arsenale come spazio per feste esclusive quando invece dovrebbe essere perno naturale e fulcro ideale per la creazione di posti di lavoro qualificati, che non siano legati soltanto alla monocultura turistica; questo potrà avvenire progettando una cittadella della ricerca finalizzata agli studi marittimi in grado di ospitare istituzioni di ricerca italiane e straniere e offrendo spazi ad imprese compatibili con il complesso e impegnate nel settore marittimo (cantieristica, lavori marittimi …), dell’artigianato tradizionale (imprese fabbrili, falegnamerie…) e del restauro, all’interno di una cornice culturale unica al mondo. Per rispettare la promessa di “restituzione alla città” a suo tempo fatta, chiediamo inoltre l’apertura dell’Arsenale alla cittadinanza abbattendo le barriere attuali per permettere un percorso di visita unico (anche negli spazi occupati dalla Biennale) che potrebbe anche generare reddito con visite guidate a pagamento per piccoli gruppi.

[1] Dato Unioncamere: il 77% dei posti di lavoro creati nella città metropolitana di Venezia nel 2016 erano precari. Più della metà delle offerte di lavoro (4.350 su 8.000 circa) riguardava le attività ricettive e della ristorazione. Al secondo posto (3.600 circa) le posizioni “non qualificate” nel commercio e nei servizi. Fonte: Nuova Venezia 8 novembre 2016.

[2] Veneziani stabilmente residenti all’estero nel dicembre 2016 (fonte: liste elettorali referendum costituzionale): 12.296, numero superiore alla somma dei residenti nei sestieri di San Marco e San Polo!

M come Museo Correr

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia ricordiamo che:

Il Museo Correr, fondamentale Istituzione nella vita culturale della Città, deve questo nome al suo fondatore, Teodoro Correr: un nobiluomo veneziano che negli anni seguenti  alla caduta della Repubblica era riuscito a raccogliere un’enorme quantità di opere artistiche e cimeli veneziani delle più svariate epoche, salvandoli dalla dispersione e costituendo il primo nucleo del Museo.
Grazie a ulteriori importanti donazioni e acquisti, come quello effettuato dal Comune di Venezia a fine ‘800 dei cimeli del Doge Francesco Morosini, il Museo Correr  andò sempre più ampliandosi e divenne un importante punto di riferimento per studiosi e cittadini. Nel 1922 le Raccolte vennero trasferite in Piazza  San Marco, in una nuova sede che si estendeva tra  l’Ala Napoleonica e parte delle Procuratie Nuove.
Assieme al Palazzo Ducale costituisce ( o dovrebbe costituire) il fulcro espositivo di opere d’arte e collezioni storiche che ricordano la storia e la cultura della Serenissima. Purtroppo gli interventi radicali degli ultimi anni dimostrano come restauri e ripristini, anche corretti dal punto di vista formale, possono in realtà alterare gli scopi e le caratteristiche originarie di una Istituzione.  La cittadinanza ha avuto la sensazione che si sia persa di vista la valorizzazione degli aspetti più originali e fondamentali della storia e della civiltà di Venezia a favore di altri nel complesso storicamente più marginali.

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia chiediamo

dunque di ritornare allo spirito e alla ratio che sta alla base della nascita delle collezioni del Museo Correr, ricordando altresì che il recupero di dignità e di coscienza della città passa non solo attraverso una maggiore attenzione alla sua storia e alla sua civiltà ma anche attraverso un uso che non sia smodatamente turistico e commerciale dei suoi monumenti simbolo, anche perché il turismo di qualità che si dice di voler coltivare è in realtà interessato a conoscere la storia e le caratteristiche specifiche di una Repubblica marinara unica al mondo più che a ritrovare anche qui il tipo di cose che potrebbe trovare in qualsiasi altro museo.

N come Negozi di vicinato e botteghe artigianali

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

L’Adozione di un Regolamento comunale che, come già fatto dal Comune di Firenze, fissi un limite al proliferare di attività commerciali incompatibili con la tutela del patrimonio monumentale e immateriale (artigianato locale), avvalendosi delle disposizioni di legge recentemente adottate a livello nazionale[1] con l’obiettivo di privilegiare negozi di vicinato e attività artigianali; per tali attività chiediamo inoltre di attivare forme di agevolazione fiscale e incentivi compatibili con la norma “de minimis” (entro la soglia dei 200.000 euro pro capite, che permette di evitare l’obbligo di notifica alla Commissione europea).

[1] Decreto legislativo n° 222 del 25 novembre 2016

O come Ospedale

Una proposta innovativa e promettente che abbiamo ricevuto è quella di collegare il nostro ospedale all’Università di Padova e portare a Venezia gli specializzandi e i dottorandi. Sviluppando questo gemellaggio con la Università di Padova, Venezia potrebbe diventare sede di ricerche mediche  avanzate  allestendo, negli enormi e liberi spazi del convento dei domenicani (Ospedale Civile ), un centro di studi sanitari di eccellenza a livello mondiale come (in altro ambito) è stato fatto a Trieste con la SISSA.

In questo modo si utilizzeranno al meglio gli spazi dell’ormai quasi vuoto convento di San Domenico evitando operazioni speculative di tipo turistico. In quei locali si potrà sviluppare la clinica e la ricerca, per cure innovative  e di assoluta eccellenza. Questo farebbe del nostro Ospedale civile un polo di attrazione e rivitalizzerebbe tutta la zona circostante.

P come Posti barca

Al Sindaco di Venezia chiediamo:

Di sbloccare il bando per l’assegnazione dei posti barca vacanti nei sestieri e nelle isole, che gli uffici comunali hanno predisposto da più di un anno su indicazione dell’allora Commissario Zappalorto e che allo stato attuale risulta essere un obbligo disatteso dalla Giunta in carica, dato che il regolamento comunale applicabile ne prescrive la pubblicazione con cadenza biennale.

Q come Qualità dell’Aria

Alla Regione Veneto chiediamo:

Un intervento immediato sull’Agenzia regionale per l’Ambiente (ARPAV) affinché venga finalmente installata una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria nei sestieri, considerato che l’unica centralina presente in Laguna, è stata collocata a Sacca Fisola in tempi remoti quando le circostanze erano diverse da quelle attuali, non è rappresentativa dell’esposizione reale della popolazione residente a Venezia tanto che è classificata come “stazione di fondo” e pertanto non misura l’impatto delle fonti locali di inquinamento quali il traffico acqueo e marittimo.

R come Rifiuti

Al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

La rimodulazione delle imposte comunali come la TARI (tassa sui rifiuti) con tendenziale abbattimento allo zero per le prime case e aliquota ridotta per le utenze domestiche in generale; nel breve termine, revoca immediata degli aumenti deliberati dal Consiglio comunale per il 2016, da finanziarsi con l’aumento dell’aliquota applicata ad alberghi e altre attività ricettive di tipo turistico.

S come scuole (e asili) comunali

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Un rinnovato sostegno allo sviluppo degli asili nido e delle scuole materne che rappresentano un servizio fondamentale per la cittadinanza e che hanno sempre costituito uno dei fiori all’occhiello del Comune di Venezia. Si tratta di attività strategiche che mirano a fornire un ottimo livello di educazione dei piccoli e costituiscono un prezioso supporto, specialmente per quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, a tariffe compatibili con i livelli stipendiali attuali. Appare pertanto logico chiedere che, anche per il futuro, il Comune si impegni a garantire livelli qualitativi adeguati e sicurezze ai bambini e alle loro famiglie, nonché ai lavoratori del settore.

T come Traffico Acqueo

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Elaborazione e attuazione di un piano per il riassetto del traffico acqueo che ponga come obiettivi primari: la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico e privato contro gli effetti del moto ondoso; il controllo dell’inquinamento atmosferico; il controllo dell’inquinamento acustico; la sicurezza della navigazione con precedenza al trasporto pubblico di linea, comprese le gondole da parada o traghetti; la razionalizzazione del trasporto merci che è attualmente caratterizzato da barche in ferro sproporzionate alle necessità e alle caratteristiche dei rii interni.

U come Ultima spiaggia

In assenza di una terapia d’urto immediata sul duplice fronte casa-lavoro, la curva demografica nei sestieri è tale che i residenti “sopravvissuti” a Venezia sono condannati all’irrilevanza da una classe politica cinica e miope (per non dire di peggio) che ragiona soltanto con il pallottoliere del “quanti voti porta” questa o quella comunità locale, non solo a livello regionale (nessuno consigliere regionale, allo stato attuale) ma anche nel loro stesso Comune: dalla Giunta in carica i segnali già accumulati in questo senso sono troppo numerosi per poter essere ignorati.

Alla Regione Veneto chiediamo:

la convocazione del referendum di iniziativa popolare per il ripristino di due Comuni autonomi (Venezia e Mestre) su cui sono state raccolte 9.000 firme, in modo tale che la popolazione possa esprimersi nel merito della questione, dato che l’istituzione della Città Metropolitana di Venezia permette di affrontarla in modo completamente diverso rispetto al passato e considerato che il Sindaco attuale ha ritirato le deleghe alle Municipalità, facendo con questo venir meno anche l’ultima flebile parvenza di decentramento amministrativo.

Considerata l’imminente convocazione del referendum regionale sull’autonomia, un abbinamento delle due consultazioni referendarie permetterebbe di superare l’obiezione relativa ai costi del referendum che riguarda l’assetto territoriale dell’attuale Comune di Venezia.

Alle Autorità italiane chiediamo:

Il riconoscimento di uno Statuto speciale per Venezia, che permetta alla Città di: I° trattenere una quota del gettito fiscale prodotto anziché elemosinare periodicamente quanto le è in realtà dovuto se si considera il residuo fiscale accumulato ogni anno (la differenza fra imposte riscosse sul suo territorio e la somma di trasferimenti e servizi ricevuti dallo Stato); II° decidere in autonomia quali sono le priorità di intervento sul suo territorio, senza essere sacrificati sull’altare del pallottoliere elettorale che non prende in conto il valore universale di Venezia, le sue caratteristiche uniche al mondo e il suo status di Patrimonio dell’Umanità.

V come Venezia all’aperto

Fra le richieste che abbiamo raccolto nei sestieri ci sono anche:

  1. Il ripristino del cinema all’aperto di campo San Polo
  2. il raddoppio della frequenza del mercatino di Santa Marta, che è particolarmente apprezzato dai residenti;
  3. il ripristino dei mercatini delle cose vecchie e del collezionismo, denominati “Mercatini dei Miracoli”, eliminando il requisito del 50% di venditori professionisti che ne ha determinato la scomparsa;
  4. la manutenzione e ripristino della funzionalità delle fontane pubbliche, e più in generale di tutti i manufatti di proprietà comunale sulla pubblica via (panchine, fontanelle e segnaletica), che a volte si trovano in condizioni di incomprensibile abbandono.
  5. Le strutture disponibili per le attività sportive (voga a parte) sono scarse, manca ad esempio una struttura per avvicinare i ragazzi all’atletica.

camposanpolo

Nella foto: il cinema all’aperto di campo San Polo, che con grande successo di pubblico era rimasto attivo fino al 2014.

Post Scriptum: Il ciclo di incontri nei sestieri, compreso quello conclusivo all’Ateneo Veneto, è stato interamente auto-finanziato dai cittadini senza alcun appoggio di partiti o sindacati, aziende o cooperative, enti pubblici o Fondazioni. Non abbiamo etichette e non ne vogliamo, il nostro è soltanto un movimento di opinione che alle “ricette” calate dall’alto (spesso formulate da persone che non conoscono la città) ha preferito un approccio diverso: quello di proposte nate dal contatto quotidiano con il territorio, sestiere per sestiere.

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16dicembre16

17-settembre-2016-venezia-mio-futuro

27novembre2016

cannaregioGrafica locandine: Francesca Codrino

Foto di copertina: Marco Gasparinetti

2017: gli appuntamenti di gennaio

2 gennaio alle 17: brindisi di buon anno e conferenza stampa!

20 gennaio alle 17: il sesto incontro pubblico di #Veneziamiofuturo, che si terrà nell’aula magna dell’Ateneo Veneto (campo San Fantin, Venezia). Programma definitivo e informazioni aggiornate in tempo reale sulla pagina facebook dell’evento:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

2016-dicembre

Domenica 29 gennaio, per non discriminare chi lavora anche di sabato: assemblea generale del gruppo25aprile; insieme decideremo le priorità di lavoro, ci divideremo i compiti e formeremo dei gruppi tematici per essere ancora più efficaci, incisivi e rapidi nelle risposte ai molti problemi irrisolti.

Avete idee, proposte, suggerimenti? Volete darci una mano? Tel. 345.345.96632017

7 ottobre 2016, un articolo che parla di noi

 

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7-ottobre-16-iiiCopyright: l’inserto settimanale di Repubblica in edicola il 7 ottobre 2016, pp. 48-53

ore 23.30 abbiamo postato l’articolo integrale ad edicole chiuse, ovviamente, dato che il diritto d’autore appartiene a Repubblica e i giornali sono fatti anche per essere venduti, e non soltanto per essere letti.

Rassegna stampa estate 2016

Per la rassegna stampa di #Veneziamiofuturo, che è stato l’evento marcante dell’estate, seguire questo link:

https://gruppo25aprile.org/?s=veneziamiofuturo+rassegna+stampa+

Per chi era in ferie, riepilogo succinto 21 giugno – 21 settembre:

Spese elettorali, la telenovela:

cortedappello-18-junio-2016

corte-dappello-28-junio-2016..e il mandatario elettorale che fine ha fatto? Eccolo qui ricompensato a spese del contribuente, con un bel posto nelle partecipate: Presidente del Collegio Sindacale di Vela SpA, quale suprema garanzia di trasparenza per una società che già lavora con alcune società riconducibili al Sindaco:

g25a-17-luglio-16Altre notizie, meno tristi delle precedenti:

“Toda Venecia está ocupada por el turismo de masas.. ¿Toda? ¡No! El irreductible Grupo 25 Aprile resiste todavía y siempre al invasor”:

Los venecianos intentan desmontar el parque temático en el que se ha convertido Venecia

Il successo del nostro “Hyde Park” ferragostano ai Giardini Papadopoli:

http://www.lastampa.it/2016/08/12/italia/venezia-in-stile-hyde-park-per-salvare-il-verde-pubblico-abySg0xccNwiGcgqmFyhIK/pagina.html

..e il video realizzato da Loredana Spadon:

L’iniziativa per un turismo responsabile e più rispettoso:

gazzettino-28-agosto-2016(copyright: Gazzettino 28 agosto)

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/08/28/news/ecco-il-decalogo-per-turisti-rispettate-la-nostra-citta-1.14025092?ref=search

Il successo della marcia “ocio ae gambe” del 10 settembre:

corriere-12-settembre(Copyright: Corriere della Sera)

Il primo degli incontri nei sestieri, di cui riparleremo a breve:

gazzettino-18-settembre-2016(copyright: Gazzettino 18 settembre)

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/09/03/news/i-veneziani-pretendano-azioni-concrete-per-la-citta-1.14056907?ref=search

..e anche:

Los venecianos quieren recuperar su ciudad

Rassegna video:

Al 14° minuto: http://areena.yle.fi/1-3067709

Comunicato stampa sul “caso Zaccariotto”

Facendo seguito al rinvio a giudizio dell’Assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia per reati contro la pubblica amministrazione, e ferma restando la presunzione di innocenza che in materia penale è un cardine di civiltà, il Gruppo25Aprile ritiene che le conseguenze politiche di questi sviluppi giudiziari sollevino questioni di opportunità e buona amministrazione delle quali si può e si deve discutere al fine di garantire che l’esercizio di una delega “delicata” come quella agli appalti pubblici non si presti a sospetti di sorta.

Considerata anche la recente condanna della medesima Assessora per danno erariale da parte della Corte dei conti, in relazione ad altri fatti risalenti al suo precedente incarico pubblico e rispetto alla quale l’interessata è ricorsa in appello, il Gruppo25Aprile a seguito di voto interno ritiene che:

  1. le dimissioni immediate dell’Assessora, lungi dall’essere un’ammissione di colpevolezza, sarebbero un atto di responsabilità apprezzato da tutti in quanto permetterebbero alla medesima di affrontare i due processi con tutto il tempo e le energie che richiedono, anziché distrarla dall’espletamento dell’importante e impegnativo incarico affidatole;
  2. nelle more dei due giudizi di cui sopra, il Sindaco dovrebbe comunque affidare ad altri la delega ai “lavori pubblici, gare e contratti, espropri e arredo urbano”.

Auspicando che l’interessata possa risultare estranea ai reati che le vengono contestati dalla Magistratura, il Gruppo25Aprile ritiene che le dimissioni spontanee dell’Assessora ai Lavori Pubblici sarebbero la migliore dimostrazione del disinteresse con cui svolge il suo mandato politico. Giusto o sbagliato che sia il rinvio a giudizio – e in questo ci rimettiamo ovviamente alla valutazione della magistratura giudicante –  l’interesse pubblico in questi casi richiede serenità e imparzialità nell’espletamento dell’incarico pubblico, nonché fiducia da parte delle imprese e dei cittadini, che non può essere intaccata da ombre di sorta (reali o anche soltanto percepite come tali) in materia delicata come quella affidata all’assessora Zaccariotto.

Venezia, 24 settembre 2016


L’esito del voto interno, palese e nominativo, con cui il Gruppo25Aprile ha adottato la linea qui riassunta:

Dimissioni Zaccariotto subito: 97 voti.

“A casa tutti”: 33.

“Il Sindaco dovrebbe revocarle la delega in attesa del processo”: 27.

“Non avrebbe mai dovuto sedersi a Ca’ Farsetti”: 11.

“Gomblotto, la Zacca è innocente”: 4.

Totale voti espressi: 172.

La notizia del rinvio a giudizio:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/09/23/news/francesca-zaccariotto-a-processo-per-l-affare-maritan-1.14142705?ref=hfnvveel-1

I precedenti del “pregiudicato” a cui si riferisce l’articolo di cui sopra:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2014/10/03/news/traffico-e-spaccio-di-droga-sei-anni-a-luciano-maritan-1.10050513

Il precedente della Corte dei conti:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2015/4-marzo-2015/dirigente-la-licenza-media-zaccariotto-paghi-90-mila-euro-2301063324094.shtml

..e l’esito del procedimento in questione:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/26/news/caso-teso-condannata-francesca-zaccariotto-1.12159143

Nella scansione che segue: estratto della sentenza con cui la Corte dei Conti (poco meno di un anno fa) ha condannato l’assessora in carica al risarcimento del danno erariale per l’assunzione come dirigente di persona priva dei requisiti per la nomina, in altra e distinta vicenda processuale attinente al suo precedente mandato come Presidente della Provincia.

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Su richiesta dell’interessata, pubblichiamo anche altro estratto della medesima sentenza di condanna:

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17 settembre 2016: rassegna stampa e galleria fotografica

Prossimo appuntamento, prossimo sestiere: Cannaregio 13 ottobre!

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(Gazzettino 18 settembre)

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nuova-venezia(Nuova Venezia 18 settembre)

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me-1-foto-philippeSara Trevisan, Davide Scano, Marco Gasparinetti (foto Philippe Apatie)

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Castello 17 settembre: gli atti dell’incontro 1) La proposta di regolazione dei flussi turistici

Come annunciato al termine dell’incontro, pubblichiamo i documenti ricevuti e presentati a Castello il 17 settembre, con la precisazione che non rappresentano la posizione del Gruppo25Aprile o di #Veneziamiofuturo ma il punto di partenza per un serio dibattito sui temi sollevati. Ai relatori va il nostro ringraziamento per avere gettato le basi di un tale dibattito, che ci sembra quanto mai urgente.

Per il primo documento, che è stato anche protocollato in Comune come contributo alle discussioni che avranno inizio nelle commissioni consiliari competenti nei prossimi giorni, ringraziamo l’autrice Roberta Bartoloni.

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Progetto “Venezia libera” versione 16 settembre 2016

Venezia libera dai troppi turisti, Venezia libera per i turisti

Progetto di prenotazione finalizzato alla gestione dei flussi turistici a Venezia

Presupposti: non si può consentire l’accesso solo ai più abbienti – si può limitare l’accesso per questioni di sicurezza – rivolgersi solo alla piazza San Marco non risolve veramente il problema.

Proposta: prenotazione gratuita estesa a tutta la città.

La prenotazione gratuita è finalizzata a garantire la visita in condizioni vivibili, è un atto di rispetto nei confronti del turista, a differenza di un ticket a pagamento che difficilmente verrebbe accolto con il favore internazionale.

Chi prenota avrà diritto all’accesso completo alla città, mentre chi non prenota sarà soggetto a condizioni di svantaggio con limitazioni crescenti, dettate da ragioni di sicurezza. Ad esempio non potrà usufruire dei mezzi pubblici, non potrà salire sul campanile, entrare in basilica, accedere a determinate aree della città, non potrà parcheggiare al Piazzale Roma, né sbarcare a San Marco ecc. Queste condizioni di svantaggio costituiranno un forte disincentivo alla visita, ed incentivo alla prenotazione nelle date disponibili.

Il sistema funzionerà utilizzando strumenti ed esperienze già disponibili, in particolare la card VeneziaUnica. I controlli avverranno utilizzando i palmari, senza installare tornelli fissi che costituiscono costi rilevanti e creano disagi quotidiani, a differenza dei controlli mobili mirati solo quando e dove serve. I controlli e le limitazioni potranno venire intensificati nei giorni critici, l’importante sarà effettuarli quando necessario affinché sia risaputo che entrando a Venezia senza prenotazione si possono subire pesanti limitazioni alla visita.

Dalla richiesta di prenotazione saranno esclusi tutti i frequentatori abituali della città, la cui VeneziaUnica verrà abilitata in modo automatico. Saranno di fatto esonerati anche i turisti con pernottamento in strutture ricettive autorizzate all’interno del comune, perché l’abilitazione avverrà contestualmente alla prenotazione della camera. Dovranno invece procurarsi la prenotazione i turisti escursionisti, quelli che soggiornano in strutture non regolari, i crocieristi per il tramite delle compagnie di crociera.

La prenotazione avverrà tramite il portale del Comune con un applicativo simile a quello utilizzato per le prenotazioni alberghiere dove il turista sceglierà la data ed il numero delle persone. Durante la prenotazione verranno fornite informazioni sul decoro, poi la procedura transiterà per l’offerta dei servizi VeneziaUnica. La conferma della prenotazione arriverà sul telefonino o sulla posta elettronica e con quella i turisti potranno ottenere la carta VeneziaUnica con l’abilitazione alla visita, valida per il giorno prenotato.

Con questo sistema da un lato il Comune potrà conoscere meglio le dinamiche dei flussi e potrà stabilire dei limiti di carico oltre ai quali non garantire l’accesso, e dall’altro i turisti potranno sapere quando ci sono posti disponibili e quindi potranno programmare la loro visita spalmando maggiormente le presenze in tutti i giorni della settimana, del mese, dell’anno.

Considerato che i turisti pernottanti sono circa 6milioni all’anno, si può proporre inizialmente un limite agli escursionisti attorno ai 10 milioni così da mantenersi vicino ai limiti di carico individuati da alcuni studi. Ad ogni modo tale limite portrà essere facilmente modificato, e differenziato nei vari giorni dell’anno.

I costi sono principalmente software, stimati in circa 200mila euro. Gli incassi sono dati dalla vendita di spazi pubblicitari all’interno della procedura di prenotazione nonché dalla vendita dei servizi VeneziaUnica, e sono stimati complessivamente attorno ai 9milioni di euro annui.

Il sistema così impostato potrà prevedere negli anni ulteriori restrizioni a carico di chi è sprovvisto di prenotazione, fino all’eventuale chiusura del centro storico al di sopra del limite di carico massimo individuato. Al momento può apparire poco opportuno, ma è preferibile predisporre fin da subito un sistema versatile che possa adeguarsi alle esigenze future, anziché correre il rischio di trovarsi tra qualche decennio con un sistema già limitato rispetto all’evolversi della situazione.

ANALISI  FASE  BASILARE

Presupposti su cui si fonda il progetto

L’articolo 3 della Costituzione Italiana sancisce il principio di non discriminazione e l’articolo 16 prevede che “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale”. A questo vanno aggiunti gli accordi di Schengen tesi a favorire la libera circolazione dei cittadini nel territorio Europeo, nonché va evidenziato che Venezia è un bene pubblico patrimonio mondiale dell’umanità. Pertanto tutti, sia cittadini italiani che internazionali, hanno il diritto di vedere un patrimonio pubblico che gli appartiene, a prescindere dalle possibilità economiche di pagare eventuali costosi biglietti di ingresso.

Allo stesso tempo l’articolo 16 della Costituzione Italiana prevede che la libera circolazione è garantita “salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.

Pertanto si può limitare l’accesso per motivi di sicurezza (motivazioni evidenti rilevando l’intasamento delle strade e dei mezzi pubblici della città in tutti i periodi festivi), ma non lo si può consentire solo ai più abbienti.

Un ulteriore presupposto del presente progetto è dato dall’evidenza che la città ha capienza limitata. Così come al teatro ci sono posti limitati soggetti a prenotazione, oltre i quali non è più garantita la sicurezza dell’ambiente né la qualità di offerta del servizio e viene pertanto negato l’accesso, altrettanto dovrebbe avvenire a Venezia. La necessità di prenotare per accedere al teatro è oramai universalmente accettata, nessuno si presenta la sera stessa della rappresentazione pretendendo di entrare a teatro esaurito, risulta evidente che il limite agli accessi è effettuato a vantaggio dello spettatore stesso. Per lo stesso principio, altrettanta evidenza va data alla necessità oramai condivisa di porre un limite agli accessi alla città, evidenziando che si tratta di limiti a tutela dei turisti stessi, in quanto il sovraffollamento limita la loro sicurezza nonché la qualità della loro visita.

Il controllo dei flussi turistici non può tuttavia diventare un aggravio alla circolazione dei residenti, con tornelli fissi che creano inevitabilmente ulteriori difficoltà, incidendo sulla velocità di circolazione, e creando code che possono generare ulteriori intasamenti a catena nelle calli che intersecano il flusso. Da menzionare inoltre i non indifferenti costi di installazione, gestione e manutenzione.

Per quanto riguarda il territorio da interessare alle limitazioni, si evidenzia che Venezia non è solo Piazza San Marco e che quindi elaborare un progetto riferito solo alla Piazza non risolve il problema alla radice. L’impedimento di accesso alla piazza, pur in presenza di un effetto limitante sugli accessi in genere, non impedisce che i visitatori, soprattutto quelli che hanno già visitato Venezia in altre occasioni, si riversino su altre zone della città, intasando comunque senza limite alcune strade e mezzi pubblici. La limitazione di accesso alla sola piazza non garantisce un reale controllo dei flussi, pertanto il progetto di gestione dei flussi turistici va esteso a tutta la città. Da evidenziare inoltre le possibili contestazioni da parte dei negozianti della sola area interessata alla limitazione.

In riferimento ai periodi dell’anno da sottoporre alle limitazioni, sebbene la necessità di regolazione dei flussi turistici a Venezia sia avvertita soprattutto in alcuni periodi critici, la struttura di un progetto di gestione non può risultare limitata a determinate date poiché risulta più semplice informare i turisti del fatto che l’ingresso alla città è sempre sottoposto a determinate regole, che non individuare e diffondere le date interessate.

Andando ad analizzare i ricavi che si vogliono trarre dall’operazione, è opportuno evidenziare che la gestione dei flussi turistici ed i problemi di cassa del Comune sono due problemi separati da affrontare in sedi distinte. Quindi i criteri di elaborazione e valutazione di un progetto che deve riscontrare il favore internazionale, non possono porre in primo piano il ritorno economico rispetto agli effetti benefici su residenti e turisti.

Se le misure tese ad arginare l’esagerata presenza turistica nel nostro centro storico venissero colte come azioni principalmente a fine di lucro, l’avvio ed applicazione delle stesse incontrerebbe molti più ostacoli. Considerato invece che la città e la cittadinanza non sono più in grado di sostenere aumenti di carico, è necessario proporre formule che consentano un’agevole accettazione da parte di istituzioni e comunità. Ormai il tempo delle teorizzazioni è scaduto, non c’è più tempo da perdere, è necessario avviare un progetto in tempi celeri senza ostacoli di natura giuridica o etica.

La richiesta di un pagamento rilevante per l’ingresso a Venezia o a San Marco non è inoltre favorevole alla buona immagine della città, scaduta in modo vertiginoso negli anni. E’ necessario invece puntare a misure che restituiscano una buona immagine della città, misure a vantaggio del turista e servizi di migliore qualità che possono invertire la rotta riportando la città ai livelli che merita. Va evidenziato infatti che il servizio più importante ed imprescindibile che si può fornire al turista è quello di garantirgli una visita in condizioni confortevoli. Fornire al turista la possibilità di programmare consapevolmente la sua visita a Venezia nelle condizioni a lui più idonee è un dovuto atto di rispetto che evidenzierebbe l’attenzione della città alle esigenze del turista.

Da sottolineare inoltre che, trattandosi di sperimentazione, la stessa deve presentare le caratteristiche della gradualità e versatilità, garantita dall’assenza di importanti costi sostenuti per strumentazioni fisse di verifica.

Da ultimo si evidenzia che nel corso degli ultimi anni sono state già avviate alcune sperimentazioni ed azioni (es. Venice Connected, il decalogo comportamentale “Venezia è anche tua, rispettala!”, ecc.) che non vanno tralasciate. Le esperienze passate ci sono, molti strumenti li abbiamo già in tasca senza rendercene conto (es. tessera VeneziaUnica), oggi non ci resta che fare tesoro delle esperienze e conoscenze maturate negli anni ed aggregare il tutto in un unico progetto ad ampio respiro.

Sistema di prenotazione

Considerato che le card a pagamento, già proposte negli anni, non hanno mai riscosso importanti successi, e considerato che Venezia ora ha la necessità impellente di dare avvio ad una sperimentazione di controllo che venga accettata con favore dalle comunità internazionali, si ritiene opportuno proporre una formula senza spese per i visitatori.

Si propone quindi non un biglietto a pagamento per accedere, bensì, al contrario, una sorta di welcome card gratuita, per sottolineare che il turista è benvenuto fino ai limiti di capienza sostenibili per la città, oltre ai quali ulteriori accessi possono costituire un disagio, se non un rischio, per tutti.

Si propone quindi una prenotazione che comporterà vantaggi e sarà gratuita, non sarà un ticket a pagamento, non ci sarà motivo per non farla. Non comportando costi per il turista sarà più facile da far accettare ed avviare.

L’assenza della prenotazione comporterà invece una serie di limitazioni alla fruizione dei servizi della città (musei, bagni pubblici[1], servizi di trasporto, parcheggi, principali attrazioni). Inoltre il Comune comunicherà di riservarsi la facoltà di impedire l’accesso alla piazza o ad altre aree della città, per ragioni di sicurezza, a quanti sprovvisti di prenotazione, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie. Le condizioni di svantaggio previste per il turista senza prenotazione costituiranno disincentivo all’accesso alla città nelle date in cui risulterà raggiunto il limite delle prenotazioni consentite, e incentivo alla prenotazione nelle dati disponibili.

Un sistema di prenotazione così strutturato faciliterà una buona immagine della città, a favore di un turismo di qualità in condizioni confortevoli.

Il turista, avendo la possibilità di verificare per ogni data il grado di saturazione previsto e raggiunto, nonché le date con prenotazioni ancora disponibili, potrà programmare la sua visita in modo più consapevole. Considerato che a nessuno piace visitare una città intasata, il fatto di poter programmare consapevolmente la visita fornirà buoni risultati in termini di limitazione dei picchi di afflusso, con autoregolazione e redistribuzione delle visite lungo l’arco della settimana, del mese, dell’anno. Aggiungendo a quanto sopra le limitazioni cui saranno soggetti i visitatori privi di prenotazione, gli accessi oltre a determinati limiti risulteranno sicuramente ridotti. Pertanto le condizioni di svantaggio prospettate ai visitatori privi di prenotazione costituiranno forte disincentivo all’accesso in città oltre ai limiti previsti.

L’impedimento all’accesso alla Piazza ai visitatori privi di prenotazione verrà attivato solamente in poche occasioni, ma la consapevolezza del rischio quotidiano demotiverà e scoraggerà i turisti escursionisti “mordi e fuggi”, soprattutto se con possibilità di programmare la visita in altre date con maggiori disponibilità.

Inoltre si evidenzia che per governare i flussi turistici è necessario innanzitutto conoscerli, ed un sistema di prenotazione consentirà l’ottenimento di dati contestualmente alla sperimentazione, senza dover investire in studi preliminari.

Al fine di consentire maggiori e più rapide verifiche, la prenotazione informatica verrà inglobata nella già disponibile tessera VeneziaUnica. La conversione potrà essere fatta al primo accesso in città presso uno qualsiasi degli sportelli adibiti (es vela, infopoint, ingressi museali ecc). La tessera avrà validità pari alla validità della prenotazione.

Chi dovrà procurarsi la prenotazione

La necessità di procurarsi un pass di prenotazione sarà rivolta a:

  • Turisti escursionisti: prenotazione individuale a loro cura (o della loro agenzia in caso di gruppi organizzati).
  • Crocieristi: prenotazione a cura e nome delle compagnie di crociera.
  • Turisti con pernottamento: prenotazione automatica integrata con la prenotazione della camera presso la struttura ricettiva autorizzata.

Il pass turistico senza soggiorno nel comune di Venezia sarà di durata giornaliera (ad esempio fino alle ore 4.00 del mattino successivo) e andrà richiesto tramite l’applicativo inserito nel portale del Comune.

Il pass crocieristi andrà richiesto dalle compagnie di crociera in quantità equivalente al numero di crocieristi per i quali si stima uno sbarco in città. Sarà poi a cura delle compagnie di fornire ad ogni crocierista una copia dello stesso, o una card che contraddistingua la crociera di riferimento, da esibire in caso di controlli. In alternativa, sarà possibile fornire loro, come agli altri turisti, la tessera VeneziaUnica a validità limitata. L’importanza di inserire anche il turista crocierista nel sistema di conteggio delle presenze previste, è data dal fatto che, come affermato dal Presidente di Assoagenti Veneto (il Gazzettino – 14 agosto 2016) alcuni intasamenti sono avvenuti malgrado l’assenza di grandi navi in banchina, quindi si può ben immaginare cosa potrebbe accadere se vi fosse l’accavallamento di più fattori concomitanti.

Il pass turistico con soggiorno nel comune di Venezia verrà rilasciato contestualmente alla prenotazione in una delle strutture ricettive autorizzate con sede nel comune di Venezia. Per agevolare le pratiche ed i controlli potrebbe essere di durata sempre settimanale, a prescindere dai giorni effettivi di soggiorno (in caso di soggiorni di durata superiore basta rilasciare un altro pass).

Questo sistema di pass automatico agevolerà un controllo indiretto delle affittanze turistiche (stimate da Italia Nostra in circa 6.000 unità), con incentivo alla riduzione dell’abusivismo in quanto il soggiorno in strutture ricettive irregolari non dichiarate non consentirà l’acquisizione automatica del pass.

Le categorie interessate verranno informate della necessità di prenotare la loro visita tramite stampa, agenzie turistiche, portale del Comune, affissioni luminose lungo le autostrade, in tangenziale, nelle vie di accesso al ponte della libertà e in tutti i principali punti di imbarco verso il centro storico.

In caso di arrivo in città senza prenotazione, la stessa potrà essere sanata presso i punti stabiliti (es. ufficio informazioni turistiche, biglietterie actv) fino al raggiungimento del limite previsto, eventualmente dietro piccolo corrispettivo a copertura delle spese di segreteria.

Chi sarà esonerato dalla prenotazione

Non dovranno procurarsi una prenotazione per l’accesso alla città:

  • Nati e/o residenti nel Comune.
  • Studenti/lavoratori pendolari non residenti.
  • Proprietari di seconde case nel Comune di Venezia (e relativa famiglia).

Alle categorie individuate verranno rilasciati dei pass integrati alla tessera VeneziaUnica (ex Imob) che assumerà colorazione differente per riconoscere a vista il pass a lungo termine rispetto alla tessera ad uso turistico limitato nel tempo.

Si evidenzia che quasi la totalità dei soggetti esonerati già dispone della tessera in parola.

L’aggiornamento della tessera a nati e residenti verrà fatto in modo automatico, così come avvenuto in occasione dell’avvio degli accessi prioritari, oppure tramite presentazione di un documento

L’aggiornamento/rilascio della tessera studente verrà effettuato agli studenti non residenti iscritti negli istituti con sede nel territorio comunale, su richiesta degli Istituti che forniranno la lista degli interessati.

L’aggiornamento/rilascio della tessera lavoratore verrà effettuato ai soggetti operanti in aziende con sede nel territorio comunale, su richiesta delle Aziende che forniranno la lista degli interessati.

Le autorizzazioni di cui sopra avranno durata pari alla scadenza della tessera VeneziaUnica.

Oltre a ciò saranno previsti dei pass “ospiti” da rilasciare ad esempio alla Regione del Veneto, Università ed altre Istituzioni o aziende in caso di inviti a persone sprovviste delle autorizzazioni di cui sopra.

In caso di parenti e/o amici in visita a residenti, si suggerirà la prenotazione del pass turistico “senza soggiorno”. In caso di raggiungimento del numero limite, con impossibilità di procedere con la prenotazione, sarà possibile entrare senza prenotazione (con tutti i disincentivanti limiti già visti), o chiedere al Comune una prenotazione in deroga.

Per quanto riguarda i proprietari di seconde case, gli stessi potranno comunicare, all’atto del rilascio dell’esonero alla prenotazione, i nominativi di un certo numero di persone del proprio nucleo familiare. Eventuali parenti aggiuntivi potranno sempre visitare la città prenotando per tempo il pass previsto.

Sarà comunque sempre prevista la possibilità di richiedere l’assegnazione di pass in deroga al raggiungimento dei limiti individuati, negli specifici casi che il Comune andrà a regolamentare.

Richieste multiple faranno scattare accertamenti in quanto possibile indicatore di struttura ricettiva non autorizzata.

Limiti alla prenotazione

La determinazione dei limiti va studiata soprattutto in riferimento agli escursionisti giornalieri, in quanto il numero dei visitatori con pernottamento è già limitato/limitabile agendo sul numero di posti letto concessi alle strutture ricettive del Comune.

Per quanto riguarda l’individuazione del numero massimo giornaliero di prenotazioni previste per i turisti escursionisti si può partire dai dati rilevati dallo studio dell’università di Worchester condotto dal prof. Carrera[2], secondo cui la situazione risulta essere la seguente:

Numero presenze Residenti

centro storico

Lavoratori e studenti pendolari Turisti con pernottamento Turisti escursionisti Totale turisti
al giorno 55.700 22.700 17.600 45.580 63.180
all’anno 20.330.000 7.600.000 6.425.000 16.635.000 23.060.000

Si rileva tuttavia che dette stime forse sono leggermente sottostimate in quanto altre fonti indicano un afflusso di oltre 30 milioni di turisti all’anno.

Al fine di stimare dei limiti indicativi di pressione turistica sostenibile, si propone che il numero dei turisti non possa eccedere il numero dei residenti.

Considerato che il tetto delle prenotazioni giornaliere per turisti con pernottamento è dato dal numero dei letti presenti in strutture ricettive autorizzate (circa 43.000), si propone di individuare solo un limite al numero delle prenotazioni dei turisti escursionisti. Detto limite può essere previsto inizialmente attorno alle 30.000 unità circa giornaliere, per un totale di circa 10.000.000 prenotazioni all’anno (crocieristi inclusi) che, sommate al numero di turisti con pernottamento medi annui (6 milioni circa come evidenziato nella tabella sopra riportata), consentono di contenere l’afflusso in circa 16 milioni di presenze annue, limite comunque superiore a quanto consigliato dagli studi effettuati sulla capacità di carico della città[3].

Il limite non sarà necessariamente sempre lo stesso per ogni giorno dell’anno, quindi, al fine di mantenere i picchi di prenotazioni turistiche complessive entro gli ambiti stabiliti per ragioni di sicurezza, nei giorni in cui è stimata una maggiore affluenza di turisti con pernottamento (es. natale, carnevale, pasqua, ponti festivi ecc) sarà possibile abbassare il limite di prenotazioni previste per i turisti escursionisti, grazie all’agilità e versatilità del programma informatico di prenotazione.

In occasione di alcuni eventi di richiamo, per i quali l’Amministrazione Comunale consente ed incentiva un afflusso turistico superiore, sarà analogamente possibile aumentare il limite impostato o addirittura non prevedere alcuna necessità di prenotazione.

Le previsioni di afflusso verranno aggiornate ogni anno, al fine di perfezionare sempre più la programmazione dei limiti (metodologia PDCA di miglioramento continuo), in base ai suggerimenti dati dalle associazioni di albergatori, alle statistiche, ai riscontri ottenuti.

I dati di previsione potranno venire affinati anche con quanto elaborato dal CORILA, che offre tecnologie di conteggio delle persone.

Il numero limite delle prenotazioni quotidianamente fornite potrà quindi essere modulato in base ai vari periodi dell’anno, e modificato in base ad analisi e riscontri ottenuti nel tempo, al fine di affinare negli anni gli equilibri tra le varie tipologie di accesso, allo scopo di mantenere le prenotazioni in città tutti i giorni entro i limiti di sicurezza individuati.

Coloro che risulteranno sprovvisti di prenotazione, saranno soggetti a limitazioni all’utilizzo dei servizi offerti dalla città (servizi igienici, di trasporto, museali, accesso a determinate aree, ecc). Pertanto il raggiungimento del limite individuato non costituirà in questa fase impedimento all’accesso, ma disincentivo alla luce delle svantaggiose condizioni previste.

Applicativo di prenotazione

L’applicativo per la prenotazione, inserito nel portale del Comune, sarà strutturato in modo molto semplice, per consentire al turista un’agevole verifica delle date da preferire, nonché un agevole compimento delle azioni necessarie per portare a termine la prenotazione.

Il sistema di prenotazione costituirà un’importante fonte di informazione e servizio al turista. Quindi, oltre alle informazioni relative al grado di saturazione previsto e già realizzato per data, si potranno inserire una serie di informazioni, ora parcellizzate, tali da consentire al turista di fruire a pieno di tutte le possibilità offerte dalla città. Alcune informazioni (es. decalogo sul decoro, modalità di circolazione stradale, percorsi alternativi, lucchetti, acquisti merce da abusivi, foto con figuranti ecc) verranno fornite (ed espressamente accettate) contestualmente alla procedura di prenotazione, così da assicurare una presa visione da parte del turista.

La prenotazione, inviata via sms o email da indirizzo mittente del Comune, sarà verificabile da chiunque senza necessità di ausili o lettori particolari.

Il sistema informatico effettuerà costantemente un’analisi automatica dei dati per rilevare ed approfondire eventuali anomalie. Richieste di prenotazione atipiche faranno scattare accertamenti in quanto possibile indicatore di errori di prenotazione o di struttura ricettiva non autorizzata (es. prenotazioni ricorrenti nell’arco dell’anno riconducibili alla stessa persona, in quantità elevate per singola data, prenotazioni senza pernottamento relative a più giorni consecutivi).

L’applicativo sarà molto versatile, prevedendo già la predisposizione, per un eventuale futuro, dell’introduzione della richiesta di una cauzione e/o di un’imposta a carico del turista escursionista.

Se giuridicamente legittimo, l’appalto per la creazione e gestione dell’applicativo potrebbe venire inserito tra i servizi già resi al comune da parte di Venis Spa.

Ulteriori proposte sul contenuto e struttura dell’applicativo sono indicate nell’allegato 1.

Controlli della prenotazione

Obiettivo della fase basilare è l’avvio del sistema di prenotazione e le verifiche verranno fatte solo in quanto l’assenza di prenotazione impedisce l’utilizzo dei servizi cittadini.

Pertanto i controlli avverranno contestualmente all’acquisto dei biglietti di navigazione, all’accesso ai musei, ai bagni pubblici, alle principali attrazioni (es campanile, basilica), eventualmente all’accesso in determinate aree ecc.

Presso gli uffici informazioni turistiche, oppure alla prima verifica, la prenotazione verrà convertita in tessera VeneziaUnica contenete le informazioni relative alla data e durata della prenotazione, necessarie per semplificare i controlli successivi. Sulla stessa tessera resterà ovviamente possibile caricare i biglietti per la navigazione, gli accessi ai musei ecc.

Ulteriori controlli potranno avvenire, utilizzando i medesimi palmari in dotazione al personale Vela, al fine di impedire l’accesso a determinate aree ai turisti sprovvisti di prenotazione. Dette saltuarie verifiche saranno opportune soprattutto al fine di rendere concreto ed avvertito il rischio di non poter vedere le zone di interesse in caso di accesso senza prenotazione, rafforzando pertanto il disincentivo alla visita nelle giornate già sature.

Da evidenziare che in occasione delle verifiche attuate dal personale addetto, lo stesso potrà distinguere facilmente i turisti dai residenti, interferendo in modo minimo sulla circolazione degli stessi.

Non si ritiene invece opportuna l’installazione di tornelli fissi perché incidono troppo sulla circolazione (anche dei residenti) e comportano un elevato aggravio in termini di costi di acquisto, gestione e manutenzione (si pensi alle code che potrebbero venire a crearsi in caso di mancato funzionamento del pass di alcune persone, con conseguenze a catena anche sulle calli trasversali).

Potranno inoltre essere attivati dei controlli prima dell’arrivo in città, tesi a dividere i flussi dei visitatori con prenotazione da quelli senza prenotazione, in modo tale da evitare intasamenti sul ponte della Libertà come quelli visti ad esempio in agosto 2016, quando molti turisti delle spiagge si sono riversati in massa verso la città. La separazione dei flussi prima dell’arrivo in città[4] sarà volta a consentire l’accesso al Piazzale Roma ed ai parcheggi della zona solo ai visitatori con prenotazione, mentre quelli sprovvisti verranno deviati verso altre zone di imbarco (es. Tessera / Fusina) e di sbarco (es. zone meno congestionate della città, non in riva degli Schiavoni), con ulteriori condizioni di svantaggio e disincentivo rispetto ai turisti prenotati.

La scelta delle giornate da bollino rosso, nelle quali attivare punti di controllo prima dell’arrivo in città, sarà facilitata dalla verifica dello stato delle prenotazioni già registrate nel sistema.

Costi e ricavi

I costi del progetto sono principalmente software. Il costo stimato del software di gestione delle prenotazioni si aggira sui 100.000,00 euro. In via prudenziale, considerato l’opportuno rinforzo delle apparecchiature hardware, si è stimato un costo di 200.000,00, con spese di gestione e manutenzione attorno ai 40.000,00 euro annui.

Vista la gradualità di avvio del sistema, non è stata stimata alcuna spesa di pubblicità per diffondere il progetto in corso, in quanto la diffusione verrà fatta sicuramente dalla stampa e dalle agenzie turistiche senza necessità di rilevanti investimenti in tal senso.

I ricavi del progetto sono dati dalla vendita di spazi pubblicitari all’interno delle pagine per la prenotazione, inserite nel portale del Comune, e dalla vendita dei servizi VeneziaUnica, proposti in modo integrato alla procedura di prenotazione.

Considerato che le pagine del portale del Comune dedicate alla prenotazione saranno visitate da milioni di persone, sarà agevole trovare sponsor interessati agli spazi pubblicitari. Il costo degli spazi verrà calibrato in base ai prezzi di mercato delle pagine con lo stesso numero dei visitatori. In via prudenziale al momento si è stimato un incasso assestato a partire da valori bassi, pari a circa 2.000,00 euro al giorno, ad andamento crescente negli anni. Ipotizzando ad esempio la vendita di 20 banner a 20,00 euro ogni 1.000 visualizzazioni, con 10.000.000 visualizzazioni l’incasso raggiungerà i 4 milioni di euro l’anno.

Per quanto concerne i ricavi dati dalla vendita dei servizi VeneziaUnica, si stima che l’inserimento dell’offerta all’interno della procedura di prenotazione, non possa fruttare vendite ad un numero inferiore al 5% dei visitatori complessivi. Individuando un ricavo per il Comune di soli 5,00 euro a card, si è stimato di arrivare gradualmente nel corso delle prime 5 annualità ad un introito pari a 5 milioni di euro all’anno. Da ricordare a tal proposito che gli incassi ottenuti da Venice Connected, senza il collegamento ad una procedura di prenotazione, arrivavano a fatturazioni di oltre 3 milioni annui. Pertanto, recuperando e rafforzando le esperienze positive passate, ed integrando tale vendita al portale di prenotazione, si possono sicuramente prospettare incassi di rilevo.

Malgrado l’ottica prudenziale, si evidenzia che il pareggio economico verrà raggiunto fin dal primo anno di attività, oltre ad ampi margini di utili da reinvestire nel progetto, o in altre attività correlate a favore di un turismo di qualità.

L’analisi dei costi/ricavi è indicativa, mancando sicuramente alcuni dettagli di spesa (es. interessi passivi, eventuale personale aggiuntivo, imposte ecc.), tuttavia può già fornire evidenza dell’ampia remunerabilità e basso rischio del progetto, prevedendo un utile per il Comune prudenzialmente stimato in circa 9 milioni annui nell’arco dei primi 5 anni.

Sebbene il progetto sia remunerativo, si ricorda tuttavia che l’obiettivo principale è in termini di benessere dei residenti, immagine della città, turismo di qualità con implemento dei servizi.

A quanto sopra conteggiato va aggiunta inoltre la possibilità, fornita dai controlli automatici dei dati effettuati dal sistema, di identificare o disincentivare le affittanze abusive. Infatti la presenza dei controlli incrociati previsti, soprattutto sulle prenotazioni giornaliere per più giorni consecutivi, costituirà incentivo alla regolarizzazione delle affittanze, con conseguente recupero di parte del buco di imposte attualmente perse, stimato da Reset in potenziali milioni di euro annui.

In tema di ricavi va infine segnalato che il sistema di prenotazione così generato pone le basi per l’eventuale futura applicazione al turista escursionista, se legalmente supportata, di un’imposta di soggiorno/passaggio, che eliminerebbe la discriminazione oggi in atto nei confronti dei turisti con pernottamento.

Tempistiche

Considerate le procedure necessarie per le decisioni e per gli affidamenti, i tempi per avviare il sistema di prenotazione vengono stimati in circa 2 – 3 anni.

 

2017 2018 2019
 

Attività

1° semestre 2° semestre 1° semestre 2° semestre 1° semestre 2° semestre
Definizione del progetto
Approvazione del progetto ed assegnazione appalto x applicativo
Elaborazione degli applicativi informatici
Avvio fase sperimentale e pubblicizzazione
Vendita spazi promozionali
Avvio a regime del sistema di prenotazione

Vantaggi ed esternalità

– Veloce da avviare, in quanto molti degli strumenti necessari sono già disponibili (es. card VeneziaUnica).

– Barriere solo informatiche quindi costi e disagi contenuti.

– Estremamente versatile e con avvio graduale che consente di applicare prontamente i correttivi necessari, in seguito alle valutazioni del primo impatto sui flussi.

– Applicato a tutta la città, non solo in Piazza San Marco.

– Ritorno di informazioni sul numero di accessi previsti, indispensabile per un’ottimale organizzazione dei servizi.

– Migliore redistribuzione degli arrivi turistici durante tutto l’arco dei giorni, maggiormente spalmati tra i giorni della settimana, del mese, dell’anno, con conseguente riduzione dei picchi di presenza.

– Incremento della conoscenza e diffusione della card VeneziaUnica per quanto concerne i servizi al turista.

– Realizzazione di piattaforma comprendente molteplici servizi informativi offerti al turista, tra cui il decalogo comportamentale con informazioni su decoro, modalità di circolazione, ecc, nonché stimolo alla visita dei percorsi alternativi ecc.

– Maggiori pernottamenti (se è raggiunto il limite per le prenotazioni degli escursionisti, il turista può sempre optare per soggiornare una notte).

– Contrasto alle strutture abusive (sia di Venezia che Mestre), controllo delle affittanze turistiche (stimate in circa 6.000 residenze) e potenziale conversione a favore della residenzialità in quanto chi affitta a turisti in modo irregolare avrà grandi difficoltà a gestire le operazioni di prenotazione, e questo potrebbe divenire stimolo per riconvertire le affittanze a favore dei residenti o mettersi in regola con il fisco.

– Riduzione della quantità di navi in arrivo nello stesso giorno (non riduzione del numero di navi, ma migliore redistribuzione degli arrivi) con potenziale incidenza sulla capienza/dimensione delle stesse.

– Utili elevati (circa 9 milioni nei primi 5 anni) con investimenti minimi (200mila euro), quindi basso rischio di impresa.

– Pone le basi per l’eventuale applicazione al turista escursionista di un’imposta di soggiorno/passaggio.

per contatti: Roberta Bartoloni – rbartoloni@hotmail.com

[1] Il numero dei servizi igienici a disposizione dei turisti andrà sicuramente incrementato, eventualmente tramite convenzioni con gli alberghi.

[2] Worcester Polytechnic Institute – Safe and Sustainable Tourism: Managing Venice’s Millions of Visitors – Dic. 2015

[3] Dati tratti da Reset:

1988 Jan Van Der Borg e Paolo Costa – limite di 7.500.000 turisti/anno;

2002 Paolo Costa – limite di 8.000.000 turisti/anno;

2009 COSES – limite di 13.000.000 turisti/anno.

[4] Il sistema di separazione dei flussi qui ripreso è proposto da anni dal Direttore Generale dell’AVA Associazione Veneziana Albergatori.

Stop al sestiericidio! Incontro pubblico 17 settembre a Castello

Sabato 17 settembre alle ore 18, appuntamento allo spazio Esedra in Via Garibaldi, per il primo incontro pubblico organizzato da #Veneziamiofuturo.

Come fermare il sestiericidio che rischia di allargarsi anche a Castello, dopo aver trasformato il sestiere di San Marco in un parco a tema?

Parole chiave:

casa, lavoro, trasporto locale e altri servizi, gestione flussi turistici.

Ne parleremo con  (scaletta provvisoria, in ordine alfabetico):

Chiara BURATTI (Assemblea Sociale per la Casa)

Alberto CANCIAN (Circolo Culturale 3 Agosto)

Franco CAVALIERI (Gruppo anziani Castello est)

Sofia CUTRONE (Generazione ’90)

Pierandrea GAGLIARDI (Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia)

Marco GASPARINETTI (Portavoce #Veneziamiofuturo #Venicemyfuture)

Paolo LANAPOPPI (Italia Nostra)

Luciano MAZZOLIN (Ambiente Venezia)

Nicola TOGNON (Gruppo25Aprile)

Sara TREVISAN (ex APT)

boca-de-leon-chiesa-di-san-martino

Interverranno i consiglieri comunali Monica SAMBO e Davide SCANO.

Conclusioni e annuncio del prossimo incontro pubblico: il giornalista Sebastiano GIORGI

Sei sono i sestieri, e sei saranno gli incontri pubblici, partendo da Castello e Cannaregio che sono gli unici in cui la popolazione ancora supera le 10.000 unità; per gli altri che conoscete, il termine “sestiericidio” non esprime una denuncia ma una constatazione statistica. Partecipate numerosi, a questo e ai prossimi incontri!

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Nella foto: boca de leon, chiesa di San Martino (Castello).

 

Venezia ad un bivio: l’editoriale di Marco Zatterin.. e la nostra risposta

Venezia ad un bivio.

Da una parte c’è una comoda autostrada in discesa, a forma di piano inclinato che alla prossima curva si restringe, diventa precipizio e ci porta dritti al burrone.

Dall’altra una strada in salita, apparentemente impervia e faticosa.

La nostra scelta l’abbiamo fatta, è #Veneziamiofuturo. Sappiamo che non sarà facile, sappiamo che rischiamo di pestare i piedi ad interessi costituiti, potenti e organizzati che non sono quelli della Città, ma è una città che amiamo con tutte le nostre forze. Noi ci proveremo.

L’editoriale di Marco Zatterin, vicedirettore de “La Stampa”, 30 agosto 2016:

Zat 30 agosto 2016Nelle stesse ore, il New York Times ha ospitato un durissimo intervento di Salvatore Settis che accusa le autorità competenti di “inettitudine” richiamandosi alla nota risoluzione UNESCO su Venezia che per primi abbiamo tradotto in italiano, su queste pagine.

All’Italia è stato dato tempo fino a fine febbraio, per rispondere ai singoli punti della risoluzione. Questa scadenza può essere vista come una minaccia (quella di finire nella lista dei siti UNESCO in pericolo, e sarebbe la prima volta per l’Italia) o come un’opportunità; noi abbiamo scelto la seconda opzione.

#Veneziamiofuturo incontrerà i sestieri, uno per uno, in un’operazione inedita e mai tentata prima: incontri pubblici e aperti a tutti, sestiere per sestiere, per elaborare una serie di richieste e proposte che diano finalmente risposte ai troppi problemi irrisolti: una lista di misure concrete, realistiche e realizzabili per evitare al Governo una figuraccia e ottenere qualcosa di positivo per Venezia e la sua Laguna.

In tutta sincerità, questo sarebbe il compito di altri, e non abbiamo la presunzione di sostituirci ad altri che sono stati eletti per amministrare, ma un contributo di proposte pensiamo di poterlo offrire.

Buon giornalismo è sollevare le domande giuste, nel momento giusto; i giornalisti lo stanno facendo.

Buon governo è trovare le risposte adeguate. Se chi ci amministra non le trova, come cittadini possiamo: A) tacere e subire B) suggerire e proporre. Noi ci proveremo. Senza illusioni e senza rassegnazione perché questo non è tempo di rassegnazione.

Appuntamento nei singoli sestieri, e per chi non potrà esserci appuntamento sulla nuova pagina facebook:

Primo incontro: sestier de Casteo, sabato 17 settembre alle ore 18.

Per Venezia.

 

Manifesto per un turismo più rispettoso della Città

Dalla pagina facebook di #Veneziamiofuturo:

Venezia si avvia a subire il periodico “picco di marea” turistica con regata storica, mostra del cinema, premio campiello ed eventi collaterali. Ai turisti in arrivo diciamo che Venezia offre rispetto a chi la rispetta, e in questo manifesto il nostro grafico “di fiducia” Alessandro Toso Fei ha riepilogato in forma di infografica alcune regole minime di convivenza civile.

Il manifesto potrà essere stampato ed affisso negli esercizi commerciali, nei ristoranti e nelle strutture ricettive. In questo modo speriamo di offrire un piccolo contributo di conoscenza in attesa di quelle misure di regolamentazione dei flussi turistici che tutti auspichiamo ma di cui non si vede traccia, nell’azione dI questa amministrazione comunale.

L’obiettivo del manifesto è favorire la consapevolezza degli ospiti sulle regole elementari di convivenza che sono già in vigore e che potrebbero sembrare ovvie, ma l’esperienza recente dimostra che non lo sono o non lo sono per tutti. La versione stampabile in alta risoluzione è stata quindi pensata per essere affissa negli esercizi commerciali e nelle strutture ricettive che vorranno aiutarci a promuovere forme di turismo più rispettose della Città.

Per la stampa in alta risoluzione, seguire questo link:
manifesto IT

To the many visitors who will be in Venice for the Regatta and/or for the Film Festival (“Mostra del Cinema”) may we propose a deal: mutual RESPECT! Here are some of the rules: they may sound obvious, but recent experience shows that they are not.Waiting for the necessary measures that the City Council should adopt in order to promote a more sustainable tourism in Venice, the purpose of this campaign is simply to raise awareness: the manifesto  does not aim at imposing new rules but rather at improving knowledge about the existing ones in a clear and understandable manner.

For a high resolution, printer-friendly version please follow this link:
ale EN
Text by Alessandro and Alberto Toso Fei, copyright infografica Etra Comunicazione

Traffico acqueo: Diffida al Sindaco

Comunicato stampa: il gruppo25aprile CONFERMA le anticipazioni riportate dal Corriere in edicola oggi (prima foto) e informa la cittadinanza di avere protocollato una DIFFIDA indirizzata al sindaco Luigi Brugnaro in relazione all’inerzia dimostrata sul problema del traffico acqueo.

Diversamente dalla Giunta comunale che per la vendita della Casa del custode dei Giardini Papadopoli ha scelto di pubblicare un bando in data 3 agosto con scadenza 25 agosto, come se avesse fretta di metterci davanti al fatto compiuto, noi abbiamo rispettosamente aspettato il rientro dalle ferie del sindaco, a 6 mesi esatti di distanza dall’incontro a porte chiuse sul “nuovo piano per il traffico acqueo” da cui la cittadinanza è stata esclusa per sua decisione, e a più di 8 mesi di distanza dall’assemblea pubblica in cui a gran voce erano stati invocati maggiori controlli (ad essa si riferiscono le foto in calce).

La diffida è stata protocollata con il n° PG /2016/ 0397921 del 25/08/2016 alle ore 12,35. Ne riportiamo qui il testo, per conoscenza di tutti.

Corriere 25agosto2016

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco della Città Metropolitana di Venezia

All’Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia con delega al traffico acqueo

Al Dr Marco Agostini, Comandante VVUU Comune di Venezia

E p.c.

Al Dott. Luigi Delpino, Procura della Repubblica di Venezia

Al Dott. Domenico Cuttaia, Prefetto di Venezia

All’Amm. Goffredo Bon, Comandante Capitaneria di Porto di Venezia

All’Ing. Roberto Daniele, Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche

LORO SEDI

 

Premesso che:

  1. In data 16 febbraio 2016 l’associazione denominata L’AltrA VeneziA inviava diffida al Sindaco di Venezia e della città metropolitana di Venezia arch. Lugi Brugnaro, nonché al Comandante della Polizia Municipale  affinché intervenissero per arginare il fenomeno del moto ondoso che danneggia le case dei residenti e mette in pericolo l’incolumità delle persone,  dando esecuzione immediata ai regolamenti in vigore e effettuando i necessari controlli, ognuno per quanto di sua competenza.
  2. In data 22 febbraio 2016 il Gruppo Diportisti Laguna Veneta e il Gruppo25Aprile, che rappresentano più di 4.000 iscritti, inviavano al Sindaco di Venezia arch. Luigi Brugnaro la richiesta di poter contribuire come osservatori alla “conferenza con le categorie interessate in vista dell’adozione di un nuovo piano per il traffico acqueo” convocata per il 25 febbraio; nel formulare tale richiesta, i gruppi sopra citati sottolineavano l’urgenza di “uno studio dei flussi aggiornato, essendo a tutti evidente che alla base di decisioni difficili, in materia complessa come questa, ci debba essere la conoscenza dei flussi attuali suddivisi per tipologia di trasporto, mentre il dibattito sui giornali è basato su dati vecchi e mai aggiornati”.
  3. Alla diffida di cui al punto 1) e consegnata in data 19 Febbraio u.s. non è mai stata data risposta.
  4. Alla richiesta di cui al punto 2) non è mai stata data risposta.
  5. Allo stato attuale, del “nuovo piano per il traffico acqueo” annunciato a febbraio non vi è alcuna traccia, né tantomeno sono state adottate misure di alcun tipo per affrontare la problematica.16dic2015 Corriere

Vista

la Legge regionale 63/93 del 30.12.1993 e la sentenza del TAR Veneto che ne interpreta le disposizioni con riferimento alla ripartizione delle competenze regolamentari che fanno capo, rispettivamente, al Comune di Venezia e alla Città Metropolitana di Venezia;

Considerato che:

  • In data 22 Aprile 2015 la Direzione Mobilità e Trasporti, Settore Mobilità, emanava l’Ordinanza n 274 (PG/2015/0175133) avente per Oggetto: Testo unico in materia di circolazione acquea e in particolare specifiche disposizioni in merito a:
    • vigilanza e sanzioni
    • circolazione delle unità a motore
    • sensi unici
    • circolazione delle unità adibite al servizio taxi
  • Dalla osservazione dei dati disponibili al pubblico sul sito web del Comune risulta evidente la progressiva riduzione delle attività di controllo e la conseguente riduzione del numero di infrazioni accertate nonostante il noto e documentato incremento del traffico acqueo;
  • La rilevazione dei dati sul traffico acqueo non viene più aggiornata regolarmente a seguito della messa in liquidazione di COSES a suo tempo (2006) relatore di un specifico studio;
  • Risultano mal funzionanti o del tutto inattivi gli strumenti di rilevazione (Argos) predisposti in particolare sul Rio di Noale;
  • Il perdurare delle infrazioni, soprattutto quelle relative alla velocità e al relativo abnorme moto ondoso, procura danni al patrimonio privato e pubblico;
  • La conferenza del 25 febbraio 2016 ( alla quale non sono stati invitati a partecipare i cittadini e le realtà associative che ne avevano fatto richiesta ) non ha prodotto alcun risultato concreto e tanto meno provvedimenti volti a risolvere il problema;
  • Nei canali e nei rii cittadini la situazione è ormai fuori controllo, come ampiamente e ripetutamente riportato dagli organi di stampa locale, e dimostrato anche dal recentissimo incidente verificatosi nel rio di Noale, in data 24 agosto 2016;

PQM

La scrivente Associazione L’AltrA VeneziA,

 in nome proprio e per conto del “Gruppo25Aprile”

D I F F I D A

  1. Il signor Sindaco della Città Metropolitana di Venezia a dare attuazione al Regolamento provinciale per il coordinamento della navigazione, nella parte in cui (articolo 66) prevede un sistema integrato di rilevazione e controllo della navigazione lagunare unificato in tutta la Laguna con particolare riferimento alle imbarcazioni adibite al trasporto professionale di merci e persone;
  2. Il signor Sindaco di Venezia, alla luce dell’inchiesta conoscitiva già disposta dalla Procura, a predisporre ogni possibile misura idonea a ridurre e razionalizzare il traffico nei canali e rii interni alla città di Venezia, al fine di garantire la sicurezza della navigazione e il contenimento del moto ondoso che danneggia il patrimonio pubblico e privato;
  3. Il signor Sindaco di Venezia a garantire il pieno funzionamento del sistema di video sorveglianza tramite “ARGOS”, a predisporre il necessario capitolo di bilancio e ad assicurarsi che vengano adempiuti tutti gli obblighi posti in capo al Comune di Venezia dalla normativa vigente, in materia di salvaguardia e traffico acqueo, conferendo apposita delega ad un assessore della sua Giunta, nel caso in cui l’impegno risultasse troppo gravoso per la sola persona fisica che ricopre contemporaneamente le cariche di Sindaco del Comune di Venezia e Sindaco della Città Metropolitana;
  4. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare nel frattempo le disposizioni necessarie affinché, a normativa costante, vengano effettuati i doverosi, dovuti ed obbligatori controlli nei canali e nei rii interni più trafficati e che detti controlli vengano effettuati con frequenza che tenga in considerazione l’attuale livello di traffico;
  5. Il Comandante dei Vigili Urbani di Venezia, a dare urgenti disposizioni affinché gli strumenti di controllo a suo tempo predisposti (telecamere sistema ARGOS) siano pienamente funzionanti allo scopo di svolgere efficacemente il costante monitoraggio previsto, provvedendo a dare tempestivamente pubblica informazione sullo stato, il posizionamento, le caratteristiche e le capacità dei sistemi attuali di monitoraggio delle infrazioni, con particolare riferimento alla velocità dei natanti.A2 RobertoVianello

A3 sala

A10 ArmandoDanellaQuanto sopra, entro il termine perentorio di 60 giorni a far data dalla ricezione della presente diffida, dato che alla precedente non è stato dato né seguito né risposta, con riserva di adire l’Autorità Giudiziaria a tutela dell’integrità fisica delle nostre case e dell’incolumità delle persone fisiche rappresentate dalla scrivente Associazione.

Venezia, 25 agosto 2016

Il Presidente Associazione L’AltrA VeneziA

Veronica Scarpa

locandina moto ondoso def

Foto: René Seindal

Copyright articoli qui riprodotti: Corriere della Sera

#Veneziamiofuturo: proposte e metodo di lavoro

Nelle prossime settimane #Veneziamiofuturo organizza incontri pubblici in tutti i sestieri, per raccogliere suggerimenti e proposte concrete. Il futuro non si costruisce con i proclami ma con proposte concrete, realistiche e realizzabili; per chi ci conosce, è il metodo di lavoro che ci siamo dati come gruppo e nelle prossime settimane verificheremo la buona volontà degli interlocutori istituzionali con un’arma di pressione supplementare: la risoluzione UNESCO che ha dato all’Italia 7 mesi di tempo e ci ha dato ragione su alcune delle nostre rivendicazioni “storiche”, a partire da cambi di destinazione d’uso e gestione dei flussi turistici:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/14/risoluzione-unesco-una-svolta-epocale-per-venezia/

Per il primo incontro abbiamo scelto il sestiere di Castello: uno dei due sestieri dove la popolazione residente è tuttora superiore ai 10.000 abitanti; l’altro è Cannaregio, dove ci riuniremo nella prima decade di ottobre. Il preavviso di manifestazione è stato inviato alla Questura per la data del 17 settembre. salvo imprevisti, l’appuntamento è dunque per il 17 settembre alle ore 18, all’esedra di Via Garibaldi. Vi consigliamo di segnarvi già la data perché se ai Giardini Papadopoli alla vigilia di ferragosto e con due giorni di preavviso abbiamo riunito più di 100 persone, per un evento annunciato con largo anticipo e organizzato quando saremo tutti rientrati dalle ferie l’affluenza sarà presumibilmente superiore.

In vista dell’incontro del 17 settembre pubblicheremo alcuni spunti di riflessione sui temi che più ci stanno a cuore. Prima di farlo abbiamo voluto passare al setaccio il “programma di governo” della Giunta in carica, con riferimento alle sue “Linee Programmatiche 2015-2020” quali approvate dal Consiglio comunale in data 29 ottobre 2015. Di quel poco che annunciavano quelle linee programmatiche finora si è visto ancora meno, ma su questo ritorneremo con gli approfondimenti tematici, pronti a ricrederci se la Giunta in carica vorrà finalmente dare qualche risposta ai problemi sollevati (anche) dall’UNESCO dimostrando di saper cogliere questa opportunità storica e la “leva “che quella risoluzione potrebbe rappresentare nei confronti del Governo nazionale, anziché sminuirne la portata come ha fatto finora.

calvino

Le linee programmatiche 2015-2020 avrebbero dovuto e potuto offrire una strategia, una visione di insieme della Venezia che vogliamo di qui al 2020; di tale strategia o visione di insieme non vi è traccia apparente, che non sia quella di una sorta di eutanasia programmata della città d’acqua, ai cui residenti non resterà che un futuro di sudditanza assoluta rispetto alle esigenze della monocultura turistica, per la gioia della speculazione che vede crescere il valore a metro quadro di ogni immobile che da residenziale si trasforma in albergo o residenza turistica.

Quella che traspare dal documento è una città al servizio di porto, VTP, aeroporto e tour operators in un ribaltamento di ruoli deleterio perché privo di contrappesi o freni inibitori, volto a massimizzare i flussi turistici anziché razionalizzarli a profitto di un turismo di qualità e della città stessa, che ne diventa mero “contenitore” (capitolo 7: infrastrutture, sono tutte al servizio dei vettori che potranno in quel modo convogliare a Venezia masse crescenti di turisti).

Siamo seduti su una miniera d’oro (Venezia), ma come in certe colonie di altre epoche, la miniera verrà sfruttata in modo tale che i proventi finiscano altrove, e pazienza se mercurio e cianuro avranno nel frattempo ammorbato l’aria e l’acqua. Qual è il contributo di porto, aeroporto e VTP al bilancio comunale? Zero. E allora perché perseguire una politica di grandi opere (allargamento aeroporto e stazione marittima, scavo del Vittorio Emanuele, alta velocità da Mestre all’aeroporto) senza contropartite per la città che ne subirà i disagi? Se vogliamo parlare di strategia, il punto di partenza dev’essere la consapevolezza che i nostri problemi sono collegati fra loro e che senza visione di insieme il futuro della Civitas assomiglia ad un piano inclinato con il numero di residenti che continua a calare al ritmo di 1.000 all’anno:

  1. La pressione turistica, in un rapporto di causa a effetto ormai evidente, continua a espellere residenti, negozi di vicinato e attività artigianali, senza nemmeno portare a benefici tangibili per il bilancio comunale. L’IVA percepita su quel fiume di denaro in “transito” viente integralmente versata allo Stato, così come le tasse portuali e quelle di ancoraggio, mentre l’imposta di soggiorno (l’unica che finisce nelle casse comunali) paradossalmente colpisce soltanto il turismo più stanziale e sostenibile. La razionalizzazione dei flussi turistici (adottando una almeno delle proposte già sul tavolo, che potrebbero essere sottoposte ad analisi comparata in termini di costi/benefici) potrebbe invece generare le risorse necessarie a riportare in equilibrio il bilancio comunale (rapporto fra entrate e spese correnti) e finanziare una politica per la casa nella Venezia insulare, che è totalmente assente nelle linee programmatiche: queste parlano soltanto di un censimento già realizzato due anni fa, come se non fosse mai stato fatto. Nulla si dice della necessità di completare almeno quanto già avviato e del come ristrutturare/restaurare le 600 unità immobiliari vuote e/o inagibili.
  2. Per preservare una città viva è necessario che una parte del patrimonio immobiliare venga destinato alla residenzialità; la tendenza attuale invece è quella di autorizzare cambi di destinazione d’uso irreversibile (una casa che diventa albergo non tornerà mai più alle sue funzioni originarie) tollerare la proliferazione di bed and breakfast più o meno abusivi (colpa anche di una Legge regionale che tratta Venezia come se fosse Jesolo) e alienare quel che resta di patrimonio pubblico: a titolo di esempio, la Casa del custode dei Giardini Papadopoli avrebbe potuto dare un tetto e un lavoro a famiglie veneziane, si è preferito venderla a un albergo con un bando pubblicato il 3 agosto che scadrà il 25 e il cui esito è ovviamente scontato: a comprarla potrà essere soltanto l’albergo più vicino, viste le condizioni di gara che abbiamo poututo esaminare. Alla questione “casa” sarà dedicata la prima scheda di approfondimento che pubblicheremo nei prossimi giorni.
  3. Trovare casa a Venezia è condizione necessaria ma non sufficiente, se i redditi da lavoro delle persone che ci vivono sono insufficienti per poter restare in città; come gruppo abbiamo sempre insistito sul binomio casa/lavoro. Creare posti di lavoro è stata una delle prime promesse del futuro sindaco Brugnaro in campagna elettorale. Essa riguarda sia la terraferma che la città insulare. Di seguito ci occupiamo della creazione di posti di lavoro nella città insulare per le sue caratteristiche speciali rispetto a tutte le altre città venete, italiane ed europee. Noi proponiamo la creazione di posti di lavoro in settori non collegati, né direttamente, né indirettamente al turismo; ciò al fine di evitare quella totale dipendenza di Venezia dal turismo e di creare attività produttive alternative in settori che tengano conto della fragilità della Venezia insulare. Gli spazi per farlo ci sono, a partire dall’Arsenale e dalle fornaci dismesse di Murano. L’approccio proposto consiste nel bilanciare tramite esenzioni fiscali i maggiori costi di gestione necessari per esercitare attività produttiva nella Città insulare, nel rispetto della normativa europea che vieta gli aiuti di stato, aiuti intesi come sovvenzioni, esenzioni fiscali, agevolazioni di qualsiasi tipo, che rappresenterebbero una distorsione di concorrenza qualora applicati anche alla terraferma. In attesa di arrivare al riconoscimento di una specialità di Venezia a livello europeo attraverso l’art 107 del Trattato di Lisbona, obiettivo che vorremo vedere riconosciuto nella nuova Legge Speciale per Venezia, la strada più semplice e immediatamente percorribile è quella della deroga chiamata “aiuti de minimis”. Questa deroga prevede la possibilità di aiutare fino a 200.000 euro in tre anni procapite le imprese e gli imprenditori individuali. Da calcoli fatti con Comune, Eurosportello e Camera di Commercio, le imprese “insulari” non collegate alla attività turistica che potrebbero beneficiarne attirandone di nuove e incrementando il numero dei posti di lavoro sono circa 5.000. Questo come obiettivo di breve termine per invertire la tendenza; nel medio termine, rilanceremo inoltre la proposta di una zona franca (con esenzione fiscale per tutte le imprese che creano o mantengono posti di lavoro non collegati al turismo). Dove? Per non ripetere gli errori commessi dal Governo nazionale con la vicenda degli sgravi contributivi (vicenda kafkiana che sta portando alla restituzione di tali sgravi maggiorati di interessi), la zona franca andrebbe circoscritta alla Venezia insulare, riservandola a feterminate tipologie di attività produttive e artigianali che ancora esistono o possono essere create, con le conseguenti ricadute occupazionali in quello spazio vasto che è l’arsenale e nelle isole dove ancora esistono realtà manifatturiere e artigianali la cui sopravvivenza è sempre più a rischio.
  4. Fra gli argomenti NON affrontati dalle linee programmatiche, un’altra lacuna ci sorprende in modo particolare: il trasporto acqueo che è ormai al collasso, in una città dove ogni giorno si riversano, per motivi di lavoro, decine di migliaia di pendolari in aggiunta ai flussi turistici ormai incontrollati; eppure tali flussi generano introiti notevoli per l’ACTV, che avrebbe dovuto reinvestirli nel rinnovo di una flotta ormai vetusta, inquinante e totalmente inadeguata rispetto alla domanda. Si è preferito spremere la flotta come un limone (con il prezzo dei biglietti a 7,5 euro per i non residenti) reinvestendo i profitti altrove? Ora di cambiare rotta perché la situazione sta diventando insostenibile, come dimostrato dai sempre più frequenti guasti meccanici a bordo. Della lotta al moto ondoso poi non abbiamo trovato traccia, nel documento, eppure è uno dei problemi nel mirino dell’UNESCO, per le conseguenze che comporta sul nostro patrimonio architettonico.
  5. La “miniera d’oro” chiamata Venezia genera un fatturato di 10 miliardi all’anno, imposte pari a 3 miliardi circa e un residuo fiscale (differenza fra imposte riscosse e servizi o trasferimenti statali, inclusi quelli per il MoSe) pari a un miliardo di euro all’anno. I margini di manovra per un negoziato con lo Stato centrale ci sarebbero, con queste premesse. Qualcuno potrebbe obiettare che lo Stato italiano non accorderebbe mai alla Venezia insulare una zona franca, per il precedente che potrebbe creare rispetto ad altre zone insulari? Per conoscere la risposta occorre proporlo, cosa che non è stata mai fatta.. ma la cosa più grave è che di zone franche le linee programmatiche parlano eccome, in un senso completamente diverso : quello di una zona franca doganale da allargare in terraferma, per facilitare il commercio con i Paesi extra UE (gli unici ancora soggetti a dazi doganali). Quali posti di lavoro si possono creare, e quanti se ne distruggono, con una zona franca di quel tipo ? Altri scaricatori di porto, per le merci in arrivo dalla Cina ? Sono quelli i posti di lavoro di cui abbiamo bisogno, a Venezia ? Adesso che il Governo è sotto pressione internazionale grazie alla risoluzione UNESCO, non sarebbe il momento di negoziare una nuova legge speciale per Venezia e la sua Laguna?
  6. Oltre al rifinanziamento della Legge Speciale, su cui bene fa il Sindaco a puntare i piedi perché è un atto dovuto per la manutenzione ordinaria, si potrebbe anche ragionare su un “reddito di guardiania” (o di cittadinanza, intesa però come residenza a tempo pieno) da finanziarsi con i proventi del turismo o con parte dell’IVA da trattenersi sul territorio (le ipotesi fin qui discusse con i sottosegretari all’economia a livello di ipotesi produrrebbero un gettito di 20 milioni di euro all’anno).
  7. Quello che va assolutamente ribaltato, in ogni caso, è il rapporto di sudditanza che traspare dalle linee programmatiche così come sono attualmente strutturate: per riequilibrare il rapporto di forze con il meccanismo di pesi e contrappesi che è la grande conquista delle democrazie liberali avanzate, ognuno faccia il suo mestiere ! Fermo restando che le società per azioni sono costituite a fine di lucro e il lucro da perseguire è quello degli azionisti, il ruolo di un Sindaco è quello di far valere le ragioni della civitas (i cittadini), e non di spolparla (svuotandola dei suoi abitanti) per poi gettarne la carcassa in pasto agli avvoltoi che volteggiano in cerca di preda; il fatto che il Sindaco attuale sia al tempo stesso un imprenditore le cui aziende si propongono come fornitori di catene alberghiere e compagnie di crociera non semplifica le cose ma nemmeno le rende impossibili, vista la distinzione di ruoli che sicuramente gli è ben chiara. Sui singoli temi qui riassunti  a titolo di introduzione ritorneremo nei prossimi giorni, fermo restando che questo primo tentativo di inquadramento è aperto al contributo (e alle critiche) di tutti.

Il Gruppo25Aprile

Per chi vorrà partecipare al dibattito in corso, oltre alla pagina internet abbiamo inaugurato una pagina facebook aperta al contributo di tutti:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/?ref=bookmarks

Veneziamiofuturo

 

Viaggio ai confini dell’impero fucsia

Cristo si è fermato a San Pietro in Volta, ha creato le sanpierote e il nostro viaggio riparte da là, dove si mangia dell’ottimo pesce. Da San Pietro in Volta a Pellestrina oggi, prima foto lato laguna: chi di voi ricorda Kevin Costner in Waterworld? La piattaforma a noi ricorda vagamente il film..

imperofucsia 1Arrivo a Pellestrina, dove anche le paline da ormeggio davanti alla Coop si tingono di fucsia: il colore del sindaco, che dopo aver fallito lo sbarco a Chioggia ha ripiegato su Lidi più sicuri:

imperofucsia6..il viaggio ai confini dell’impero prosegue, alla ricerca di segni tangibili della ricchezza e benessere portati dalla Giunta fucsia:

imperofucsia2

Nulla da fare, i segni del Progresso per il momento si limitano al fucsia che ha sostituito il nero in cima alle paline di recente concessione:

imperofucsia4Turisti americani di passaggio chiedono se quella tendina fucsia dietro alla palina fucsia nasconde un bordello o un centro di massaggi cinese; mi trincero dietro un “sorry I don’t speak English”, perché almeno da queste parti speravo di evitare la domanda di rito “where can I find a night club in Venice”?

imperofucsia5

Il fotografo non giudica: documenta e basta, di fucsia oggi ne ha contate dieci ma vi risparmierà il resto.

imperofucsia

Saluti da Pellestrina che non va confusa con San Pietro in Volta e Portosecco, dove bricole e paline al momento conservano il loro colore naturale.

 

Speakers’ Corner ai Giardini Papadopoli il 12 agosto: perché?

Glossario del 12 agosto:

Angolo degli oratori (Speakers’ Corner) : l’iniziativa organizzata per il 12 agosto dalle 17 alle 19, quando i Giardini Papadopoli si trasformeranno nel nostro Hyde Park e ospiteranno chiunque abbia qualcosa da dire, su un palco di fortuna e rigorosamente « unplugged ». Una follia, considerando che è il ponte di ferragosto e Venezia sarà semivuota? Le cose facili le lasciamo agli altri, se ci riuniamo in quel luogo e in quella data un motivo c’è:

Giardini Papadopoli : uno scrigno verde di 7.500 m² all’ingresso di una città in cui i parchi sono rari, aperto al pubblico nel 1920 e che presto potrebbe essere chiuso o precluso (in tutto o in parte) alla cittadinanza in virtù di una delibera del 29 luglio che li affida in uso esclusivo con concessione decennale ad un albergo, a cui contestualmente verrà anche venduta la « casa del custode ». Come spesso accade per questo tipo di “blitz”, il tutto è stato pubblicato nell’albo pretorio il 3 agosto, con una procedura di “evidenza pubblica” (pubblica ma non troppo, visto il tenore del bando) che si concluderà il 25 agosto.

Generazione ’90 : “Siamo un gruppo di ragazzi testardi e motivati. Siamo forse l’ultima generazione che ha vissuto Venezia come una Città vera, viva, dove trovare una casa, un lavoro, muoversi per le calli o fare la spesa non erano azioni da supereroi, ma cose normali. Una città dove le decisioni quotidiane si prendevano guardando anche al cittadino e non solo al turista. Chiariamo da subito: non siamo nostalgici, siamo incazzati. Ma siamo anche realisti e determinati a dare tutto affinché questa Città, la nostra Città, non decada definitivamente. Non vogliamo vederla perdere tutti i suoi abitanti, non vogliamo vederla impoverirsi delle attività economiche, sociali, culturali e sportive che sono il cardine di una città vivace”.

Gruppo25aprile : piattaforma civica e apartitica per Venezia e la sua Laguna. Creata il 25 aprile 2014, attualmente conta 1.095 iscritti e 457 abbonati al blog www.gruppo25aprile.org che ha recentemente superato le 110mila visite.

Hyde Park: è il parco londinese a cui ci siamo ispirati per l’iniziativa del 12 agosto. In quel parco esiste da secoli un “angolo degli oratori” in cui anche il Monarca tollerava la libertà di espressione: inizialmente riservato ai condannati a morte che in quel luogo potevano per l’ultima volta proclamare la propria innocenza o le loro ultime volontà, è stato successivamente luogo di predilezione per leader sindacali e palco improvvisato per George Orwell (l’autore di “1984” e della “Fattoria degli animali”). Ogni parallelismo con la Monarchia che regna attualmente a Venezia è puramente casuale e involontario.

Paleocapa, Pietro: è la statua alla cui protezione ci affideremo, sorge proprio al centro dei Giardini Papadopoli ma chi era costui? Per sintetizzarne la biografia ci siamo affidati alla Treccani da cui citiamo quanto segue: i Paleocapa, nobili di Creta, dopo la guerra di Candia si trasferirono a Tine (Tinos), ultimo possedimento della Repubblica di Venezia nelle Cicladi. Pietro Paleocapa (1788 – 1869) si occupò delle fortificazioni di Peschiera e di Osoppo come ufficiale del genio nell’esercito del Regno italico, con la seconda occupazione austriaca divenne ingegnere capo del corpo acque e strade a Venezia e “si trovò a dover risolvere numerosi problemi legati al dissesto dei fiumi e della laguna, lasciati insoluti dalla scomparsa della Repubblica veneta e dalla fine della gestione unitaria del Magistrato alle acque”. Membro del governo provvisorio di Venezia con Daniele Manin (1848) e successivamente esiliato a Torino fu più volte Ministro del Regno d’Italia e nel 1855 venne chiamato a presiedere la commissione scientifica preposta allo scavo dell’istmo di Suez. “Severo e intransigente anche con se stesso, declinò l’offerta del re di formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Bettino Ricasoli nell’aprile 1867: preferì dedicare le ultime energie a Venezia unita all’Italia, in qualità di presidente della commissione di studio per il miglioramento dei porti e delle lagune”.

#Veneziamiofuturo : campagna di opinione lanciata per affermare il nostro diritto ad una città compiuta con i suoi residenti e i suoi mestieri, che non siano unicamente quelli legati alla monocultura turistica perché per pagare un mutuo o un affitto a Venezia i nuovi posti di lavoro creati dal turismo di massa non bastano, e nella maggior parte dei casi si limitano ad ingrossare le fila dei pendolari (40.000 al giorno, il dato ACTV). L’iniziativa del 12 agosto si inserisce nel solco di questa campagna, anche se i tempi ristretti non hanno permesso di coinvolgere tutti i protagonisti del primo flashmob:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/04/veneziamiofuturo-rassegna-stampa/

Youtube: “25 aprile TV” è il nostro canale ufficiale su youtube. Se non siete a Venezia, collegandovi venerdì sera o nei giorni successivi potrete vedere cosa abbiamo “combinato” il 12 agosto. https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

Veneziamiofuturo

#Veneziamiofuturo: viva viva el Redentor!

chiesa 2Dopo ogni epidemia, Venezia si rialzava come la fenice, perché disponeva di una classe dirigente lungimirante, che non sacrificava il #futuro ai profitti di breve termine.. per scongiurare altre epidemie di peste che falcidiavano la popolazione dimezzandola, i veneziani facevano voto di erigere una chiesa ed erano persone di parola, religiosi ma anche pragamatici: alla fine di ogni epidemia di peste, mandavano galee in ogni porto del mediterraneo con un messaggio molto semplice:

volete lavorare e vivere nella città più bella del mondo? a Venezia c’è lavoro per voi, a Venezia ci sono case per voi.. e la città si ripopolava, dopo ogni epidemia ritornava ad essere più bella e più forte e più ricca di prima.

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Alle maestranze specializzate (i futuri “arsenalotti”) Venezia metteva addirittura a disposizione le case, nel sestier di Castello che tuttora ospita il nostro arsenale, e nei dintorni dell’arsenale sono nate le nostre “vele”, quelle che avete visto in tutti i sestieri:

infografica-venezia-35x50-web

#Veneziamiofuturo nasce da una domanda impietosa, che tutti ci poniamo e richiede risposte indifferibili:

cosa abbiamo sbagliato, e dove abbiamo sbagliato, in questi anni? Dopo ogni epidemia di peste (da 143.000 a 98.000 abitanti, nel 1630) i nostri avi erano stati capaci di rialzarsi e attirare nuove energie, riportando in pochi anni questa città alla sua popolazione naturale. Di quale epidemia siamo malati, per essere scesi a 55.000 abitanti? Se togliamo la Giudecca che resiste, nei sestieri siamo già sotto quota 50.000. cosa ha fatto il sindaco in carica, per invertire la rotta, dopo aver promesso “30.000 nuovi residenti” in campagna elettorale? Con lui abbiamo perso altri 1.000 residenti, in un anno esatto.

La tradizione vuole che i veneziani affidassero i loro messaggi ai Potenti ad alcune statue, e oggi all’alba lo hanno fatto di nuovo:

rioba 4

Dopo secoli di silenzio, el Sior Rioba oggi all’alba ha parlato, e ha parlato anche il gobbo di Rialto:

gobbo 1e il genius loci si è espresso cosi:

AlbertoAlberti#Veneziamiofuturo è una dichiarazione di intenti, e non solo una dichiarazione di amore. #Veneziamiofuturo comincia oggi, nel giorno simbolico del Redentore:

“Venezia cara, non ti lasciamo

sulle tue pietre abbiamo messo “TI AMO”

Oggi e per sempre per te ci siamo.

Stringiti forte, non ti moliamo”.

#Veneziamiofuturo non va in vacanza: nelle prossime settimane lavorerà per voi, mettendo da parte steccati e barriere ideologiche, perché la nostra unica bussola è Venezia.

Appuntamento a settembre, per gli eventi che intendiamo organizzare coinvolgendo tutta la Città che amiamo.

 

Risoluzione UNESCO: una svolta epocale per Venezia

COMUNICATO STAMPA

La risoluzione UNESCO adottata all’unanimità oggi 14 luglio 2016, con l’ultimatum dato all’Italia crea circostanze comparabili a quelle che portarono all’adozione della prima Legge Speciale per Venezia.

Il gruppo25aprile plaude alla risoluzione UNESCO che finalmente crea la pressione morale necessaria a smuovere le acque stagnanti dell’amministrazione locale e nazionale.

Il gruppo25aprile si appella direttamente al Governo nazionale, dato che è l’Italia ad essere parte contraente della Convenzione ed è l’Italia che dovrà rispondere di tutte le inadempienze entro il termine fissato dall’UNESCO (febbraio 2017) al fine di evitare l’onta dell’inserimento di Venezia e della sua Laguna nella lista dei siti del Patrimonio dell’Umanità in pericolo: una vergogna che non avrebbe precedenti nella Storia del nostro Paese.

Il gruppo25aprile sottolinea come nel dibattito trasmesso in mondovisione oggi (diretta webstreaming), l’UNESCO ha parlato del rischio che Venezia diventi un semplice “villaggio turistico” e di un’amministrazione locale INCAPACE di gestire (“local powers unable to cope”) la situazione attuale; per esperienza diretta concordiamo col la grave ma veritiera affermazione.

Il gruppo25aprile si concerterà immediatamente con le altre realtà associative aderenti alla campagna #Veneziamiofuturo per chiedere un incontro urgente al Governo italiano, al quale intendiamo presentare proposte concrete che nascono dalla conoscenza del territorio e dei suoi residenti e non da calcoli politici o economici di breve termine.

Nel festeggiare questa vittoria, la dedichiamo ad un grande giornalista che non c’è più:

tamtam - montanelli - Indro Montanelli (Agenzia: TAMTAM) (NomeArchivio: MONTA8vm.JPG)

tamtam – montanelli – Indro Montanelli (Agenzia: TAMTAM) (NomeArchivio: MONTA8vm.JPG)

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_patrimoni_dell%27umanit%C3%A0_in_Italia

 

#Veneziamiofuturo, pronti per il Redentore

Venezia, 2-16 luglio 2016

A San Polo e Cannaregio, sono tante e son di pregio,

 da San Marco a Santa Croce, si udirà una sola voce:

da Castello a Dorsoduro, è #Veneziamiofuturo !!!

infografica-venezia-35x50-web

Le nostre “vele” non sono state prodotte o stampate in serie: ogni “vela” è stata tagliata su misura e disegnata a mano con l’amore che nutriamo per la nostra città.

Our sails are homemade and made in Venice. Please feel free to follow the ongoing campaign by any of the following means:

Volete restare aggiornati sui risultati della campagna e contribuire ai passi successivi? Potete:

  1. seguirci via twitter: https://twitter.com/25aprileVenezia
  2. abbonarvi al nostro canale youtube, dove pubblicheremo anche le videointerviste: https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg
  3. abbonandovi a questo blog (per farlo è sufficiente comunicare un indirizzo email, in alto a destra subito dopo le “statistiche del blog”)
  4. partecipare alle discussioni interne nel gruppo facebook: https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/
  5. per gli aderenti al gruppo25aprile, le comunicazioni interne viaggiano anche via email con il nostro “diario di bordo”.

Venezia: 1.500 anni di libertà e democrazia, conquistate e poi difese a caro prezzo; sono doti a cui non intendiamo rinunciare proprio adesso che in gioco c’è il nostro #futuro come Civitas.

1 luglio 2016 Mappa700 - Copie #Venicemyfuture supports the UNESCO findings which are being discussed this week in Istanbul further to the Reactive Monitoring mission carried out from 13 to 18 October 2015.

#Venicemyfuture urges the UNESCO Committee meeting in Istanbul to do all what is in its powers in order to preserve the World Heritage site of Venice and its Lagoon.

 

Venice calling #UNESCO

Oggi 10 luglio, a Istanbul si apre la 40ema sessione annuale del Comitato UNESCO che si occupa dei siti patrimonio dell’umanità: la celebre lista che porta un enorme prestigio (e fatturato turistico) ma anche precise responsabilità, per gli Stati che ospitano tali siti e ne devono tutelare il valore universale eccezionale (OUV: Outstanding Universal Value, nel gergo UNESCO). Nel caso specifico di Venezia, giova ricordare che il sito comprende anche la sua Laguna, nella sua interezza.

Delle eventuali inadempienze degli enti locali rispondono gli Stati firmatari della Convenzione, che è stata ratificata dal Parlamento italiano con con legge del 6 aprile 1977, n. 184 ed è pertanto vincolante per lo Stato italiano in tutte le sue articolazioni territoriali – Comune compreso.

9 Julio 2016 viiAl momento di scattare questa foto, in alto a destra è apparsa una gabbianella mediterranea (e non un gabbiano reale, di quelli che ultimamente stanno diventando sempre più numerosi e arroganti nella ricerca del cibo).

Che sia di buon auspicio, perché a Venezia “piccolo è bello”. Vale per le navi, vale per le case (una Venezia con i grattacieli non sarebbe più Venezia) e vale anche per la pressione turistica che in certi periodi dell’anno sembra voler sfidare un  principio elementare della fisica: quello dell’impenetrabilità dei corpi, che vale anche per i nostri poveri vaporetti (“Se un corpo costituito da materia occupa uno spazio, questo spazio non può essere occupato da un altro corpo”).

La pressione turistica sulla città d’acqua è ormai tale che ci si chiede se il principio di cui sopra sia ignoto alle autorità comunali; in cambio – e per fortuna –  il problema non è sfuggito all’UNESCO: su questa pagina abbiamo già tradotto alcuni estratti del progetto di risoluzione che verrà discussa a Istanbul.

https://gruppo25aprile.org/2016/07/04/breaking-news-venezia-fra-i-siti-unesco-in-pericolo-nel-2017-le-motivazioni/

Al Comitato UNESCO formuliamo pertanto i più fervidi auguri di buon lavoro e sui lavori dell’UNESCO ritorneremo nei prossimi giorni, su questa pagina.

Fonti normative:

Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale dell’Umanità (Parigi 23 novembre 1972)

Articolo 6:

  1. Nel pieno rispetto della sovranità degli Stati sul cui territorio è situato il patrimonio culturale e naturale di cui agli articoli 1 e 2 e impregiudicati i diritti reali previsti dalla legislazione nazionale su detto patrimonio, gli Stati partecipi della presente Convenzione riconoscono che esso costituisce un patrimonio universale alla cui protezione l’intera comunità internazionale ha il dovere di cooperare.
  2. Conseguentemente, gli Stati partecipi della presente Convenzione, conformemente alle disposizioni della medesima, s’impegnano a prestare il proprio concorso all’identificazione, protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di cui ai paragrafi 2 e 4 dell’articolo 11..
  3. Ciascuno Stato partecipe alla presente Convenzione si impegna ad astenersi deliberatamente da ogni provvedimento atto a danneggiare direttamente o indirettamente il patrimonio culturale e naturale di cui agli articoli 1 e 2 e situato sul territorio di altri Stati partecipi della presente Convenzione.

http://whc.unesco.org/en/sessions/40com/

 

#Veneziamiofuturo si rivolge all’UNESCO

7 juillet lettera UNESCOVolete darci una mano? I modi sono tanti!

  1. Via twitter:

2) aderendo a una delle associazioni promotrici della campagna #Veneziamiofuturo:

http://www.masegni.org/

http://www.italianostravenezia.org/

http://www.fondoambiente.it/Chi-siamo/Index.aspx?q=delegazione-di-venezia

3) abbonandovi al nostro canale youtube:

https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

4) abbonandovi al nostro blog (per farlo è sufficiente comunicare un indirizzo email, in alto a destra subito dopo le “statistiche del blog”);

5) ma anche e soprattutto fabbricando la vostra “vela”: l’infografia aggiornata dei sestieri verrà presentata all’UNESCO e sarà il nostro messaggio più convincente perché l’iniziativa #Veneziamiofuturo, lanciata senza proclami pubblici e con il semplice passaparola, è aperta a tutti e raggiungerà il “picco di marea” il giorno del Redentore: sabato 16 luglio !!!

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

2 julio completa low resolution

#Veneziamiofuturo: the backstage

C’era un tempo in cui le nostre donne, da Caorle a Pellestrina e Chioggia passando per Burano e Castello, cucivano vele quando i mariti erano lontani. Mariti pescatori o marinai, che dovevano affrontare il mare e le tempeste. Le vele dovevano essere forti e robuste, per permettere ai mariti di ritornare a casa e abbracciare le famiglie. A volte erano anche colorate, per poterle riconoscere da lontano; è la metafora a cui ci siamo ispirati, nel lanciare l’operazione “ditelo coi nizioi”.. e a cucire o colorare le vele ci abbiamo messo anche i maschietti, portavoce compreso.

vele 1

Titolo: Sewing the Sail
Creatore: Joaquin Sorolla y Bastida
Data: 1896
Technique: Oil on canvas
Diritti: Fondazione Musei Civici di Venezia

vele 2

Titolo: “Ditelo coi nizioi: il mio futuro è Venezia”
Creatori: Gruppo25Aprile, Masegni & Nizioleti Onlus
Data: 27-30 giugno 2016

Foto: Anna Bolcato
Technique: operazione lanciata con il passaparola fra gli iscritti ai nostri due gruppi, senza proclami o annunci su facebook per non rovinare l’effetto sorpresa, anche se con questa scelta abbiamo rinunciato ad averne molte di più. Tutto a mano e tutto made in Venice, turni di lavoro con 10-12 persone a turno, tre laboratori dislocati a Castello, Dorsoduro e Mestre senza contare quelli delle scuole (9 fra licei e istituti superiori) che hanno lavorato in totale autonomia. Studenti e residenti uniti come non succedeva da anni per dire che il nostro futuro è qui, che Venezia merita anche un futuro e non solo quel glorioso passato che nessuno comunque potrà mai rubarci.

balcone

resiresi300 vele come queste, 700 metri di tela per adornare i nostri balconi e le nostre finestre. Adesso che la campagna è stata resa pubblica, il nostro appello alla cittadinanza è:

DITELO COI NIZIOI, E DITELO IN TANTI !!!

Tirate fuori le vecchie lenzuola, le tele o canovacci che dormono in soffitta, e ditelo fino al Redentore (16 luglio), data in cui aggiorneremo la nostra infografia georeferenziata:

2 julio completa low resolution

Un’iniziativa congiunta di: FAI, Gruppo25Aprile, Italia Nostra, Masegni & Nizioleti

Grafica: Alessandro Toso Fei

Portavoce: Marco Gasparinetti

 

 

 

Assemblea straordinaria 22 ottobre

Visti gli articoli 4, 8, 13, 15 e 19 dello Statuto,

L’assemblea straordinaria dei soci fondatori è convocata per il giorno 22 ottobre

con il seguente ordine del giorno:

  1. Verifica numero legale.
  2. Approvazione ordine del giorno.
  3. Relazione del direttivo provvisorio.
  4. Discussione e approvazione modifiche statutarie.
  5. Elezione degli organi sociali in sostituzione del direttivo provvisorio.
  6. Partecipazione eventuale ai bandi di gara in scadenza il 29 dicembre 2017 ai sensi dell’articolo 4, comma 4 dello Statuto.
  7. Prima discussione del “progetto a sostegno della residenzialità”: studio di fattibilità e risorse necessarie.
  8. Varie ed eventuali.

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L’associazione è “braccio finanziario” del gruppo 25 aprile e ne esegue le decisioni quando queste richiedono copertura finanziaria, verificandone la fattibilità e assicurandone la corretta rendicontazione contabile, come è stato per il cinema all’aperto in campo San Polo:

https://gruppo25aprile.org/2017/09/10/camposanpolo-il-rendiconto/

Le decisioni del gruppo25aprile continueranno ad essere prese come sempre è stato, con voto nominativo e palese in bacheca.

L’ordine del giorno delle assemblee e le delibere dell’associazione vengono pubblicate nel blog e sulla pagina facebook del gruppo:

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

#SantaFosca Breaking News – comunicato stampa del Patriarcato

4 ottobre (San Francesco d’Assisi)

“In riferimento agli sviluppi della questione in oggetto si comunica che, analizzata la documentazione in possesso della Diocesi e sentito il direttore dei lavori – arch. Carlo Pagan nominato da Tintoretto sas -, la Diocesi Patriarcato di Venezia ha incaricato l’avv. Teresa Lo Torto e l’ing. Andrea Grimaldi affinché seguano – sotto il profilo giuridico e tecnico – l’esatta esecuzione del contratto, la situazione urbanistica dell’immobile di Santa Fosca nonché la correttezza delle procedure amministrative attivate da Tintoretto sas“.

Fonte:

http://www.patriarcatovenezia.it/site/canonica-di-santa-fosca-a-venezia-una-nota-del-patriarcato-nessuna-vendita-laffitto-al-vicino-hotel-servira-anche-a-ristrutturare-la-chiesa/

La rapidità con cui il Patriarcato ha reagito alla notizia dell’ordinanza (sospensione dei lavori in corso, per causa di abuso edilizio) è un buon segno e come tale lo salutiamo. In rispettosa attesa dei prossimi sviluppi della vicenda, a S.E. il Patriarca Francesco Moraglia che oggi festeggia l’onomastico rispettosamente dedichiamo questa citazione:

Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile” (San Francesco d’Assisi).

Post Scriptum:

Questa sera, in attesa del messo comunale, anime pie e misericordiose hanno affisso copia dell’ordinanza comunale sulla porta della (ex) canonica, dopo che la vicenda era salita all’onore delle cronache dei quotidiani “online”:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/10/04/news/venezia-hotel-in-canonica-opere-abusive-il-comune-ordina-la-sospensione-lavori-1.15941278?ref=hfnvveea-1

4ottobre Paolo Sarpi

Colazione da Tiffany, anzi in Canonica

Una canonica che da casa diventa albergo, il campanile di Santa Fosca adibito a magazzino dell’albergo: mentre la chiesa è chiusa al pubblico, tutto ciò che la circonda è a disposizione di un singolo albergatore.

Gazzettino 24 settembre 17

La versione ufficiale era che le trasformazioni edilizie avrebbero seguito l’iter procedurale (autorizzazioni richieste e indispensabili in questi casi, a partire dal cambio di destinazione d’uso). Che dire di queste foto inedite, che documentano come fra i due edifici è già stata realizzata un’apertura per metterli in comunicazione permettendo ai clienti dell’hotel di fare colazione in canonica?

Abuso 1

La nostra mobilitazione lampo di ieri ha avuto grande eco sui giornali in edicola oggi, e sul TG regionale di ieri:

 

Le prove di quanto affermiamo vogliamo ora metterle a disposizione di tutti, perché tutti possano farsi un’idea. In attesa dei permessi e delle autorizzazioni necessarie, il primo piano della canonica si presenta così come lo vedete in queste foto.

Agli uffici competenti chiediamo di verificare se è tutto a posto, perché ai “comuni mortali” a Venezia vengono richieste lunghe e faticose trafile burocratiche, prima di poter effettuare modifiche anche minime, e ci dispiacerebe pensare che in questo caso ci siano (o ci siano stati) trattamenti di favore, magari legati alla circostanza che l’albergatore affittuario dei luoghi siede nel Consiglio Direttivo dell’Associazione Veneziana Albergatori (AVA).

A proposito, l’AVA cosa ne pensa? Di questa vicenda si parlerà ancora, nei prossimi giorni, e considerato il grande peso economico della categoria in una città come Venezia, siamo sinceramente interessati a conoscere la sua posizione – oltre che aperti al dialogo per una migliore comprensione dei punti di vista rispettivi.

#MiNoVadoVia (titolo della manifestazione del 2 luglio) non era soltanto uno slogan: è una filosofia di vita e un impegno con la Città, che noi intendiamo onorare.

Continueremo a batterci perché a Venezia esistanto anche spazi per la residenzialità, che i turisti più colti e sensibili del resto dimostrano di apprezzare e ieri ne abbiamo avuto la conferma.

Altrettanta sensibilità chiediamo all’associazione di categoria e al Patriarcato che, pur non avendo più la disponibilità dei luoghi affittati, ne conserva la proprietà.

Gara al ribasso e vinca il peggiore?

Con grande eleganza, il giornalista Maurizio Dianese sul Gazzettino di oggi si limita a rendere pubblici i fatti, che si possono così riassumere: per la concessione di un lotto di proprietà comunale (a Forte Marghera), c’è un concorrente che offre 6.200 euro all’anno per i primi tre anni e 12.000 euro annui per gli anni successivi, l’altro ne offre 5.700 all’anno. Entrambi vogliono farne un bar-ristorante.

Secondo voi chi ha vinto la gara?

Se le cifre qui riportate sono corrette, cosa di cui non dubitiamo vista la serietà del giornalista, a vincere la gara è stata l’offerta peggiore (in senso economico, dato che di questo stiamo parlando), pari ad un canone mensile di poco superiore ai 450 euro (mentre l’altra a regime ne avrebbe portati 1.000 al mese nelle casse comunali).

Il giornalista, senza mettere in dubbio la regolarità dell’aggiudicazione, sottolinea anche un’altra circostanza: il vincitore è un consigliere di Municipalità eletto nella lista del Sindaco in carica.

Rossato bis

Come piattaforma civica non abbiamo la possibilità di presentare interpellanze o interrogazioni; ci limitiamo quindi ad esprimere la nostra perplessità. Se chi dispone di questa prerogativa la vorrà utilizzare, potrà permettere all’amministrazione comunale di dissipare i dubbi: perché quando i criteri di aggiudicazione di un bene pubblico sono altri, ammesso che siano altri, come cittadini abbiamo il diritto di conoscerli.

Per la cronaca, il medesimo consigliere di Municipalità si era già visto affidare un incarico ben retribuito, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa:

https://gruppo25aprile.org/2016/04/26/i-diari-di-marin-starnudo-lutto-nel-mondo-della-musica/

Di questo “astro nascente” non avevamo mai sentito parlare prima e non avremmo motivo di occuparcene se in in ballo non ci fossero soldi o beni pubblici.

Quanto al giornalista Maurizio Dianese, non ha bisogno di presentazioni:

https://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Dianese

PS abbiamo nel frattempo acquisito il verbale di aggiudicazione, verificato le cifre e non abbiamo riscontrato errori nella ricostruzione giornalistica dei fatti sopra esposti.

 

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