Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

#Referendum: il vaso di Pandora

Per delegittimare uno strumento di democrazia diretta come il referendum, dopo aver cercato in molti modi di bloccarlo ed essere per questo stato bacchettato dal Consiglio di Stato, il sindaco in carica ha avuto un’idea geniale: l’appello a non votare, diffuso sulla pagina istituzionale del Comune – e già su questo ci sarebbe da ridire.

Il suo calcolo politico è semplice: sommare le astensioni ai NO, intestandosi anche le prime. All’astensione dal voto viene attribuito (testuali parole sue) un “forte valore civico“, quindi seguiremo alla lettera il suo ragionamento.

Alle elezioni comunali del 2015, per ogni elettore che ha votato Brugnaro ce ne sono stati tre (contando gli astenuti come da suo suggerimento) che lo hanno ritenuto inadeguato a fare il sindaco. Sempre seguendo il suo ragionamento basato sul “valore civico” dell’astensionismo, la maggioranza degli elettori ha ritenuto inadeguati entrambi i candidati al ballottaggio, che in qualche modo è una sorta di referendum – essendo due e soltanto due le opzioni di voto.

Dato che uno scenario simile potrebbe riprodursi anche nel 2020, ci chiediamo se il sindaco si renda conto che il suo ragionamento gli si ritorcerà contro. Il perché è presto detto: le elezioni comunali del 2020, per le caratteristiche del sindaco in carica e la sua ferma determinazione a conservare quella carica con un secondo mandato, saranno un referendum sulla sua riconferma.

Se i suoi avversari calcoleranno gli astenuti nel conto dei “NO” alla riconferma, dovremo trarne la conclusione che non è più legittimato a governare? Guardando al risultato del 2015, dovremmo chiedergli di restituire le chiavi dato che tre aventi diritto su quattro non l’hanno votato?

Chi apre il vaso di Pandora ne valuti le conseguenze: da parte nostra riconosciamo la legittimità del sindaco eletto anche quando (come nel 2015) gli astensionisti diventano il primo partito, ma seguendo la sua logica dovremmo cambiare approccio e “intestarci” la rappresentanza dei 3 elettori su 4 che non lo hanno voluto come sindaco – cosa che ovviamente non faremo.

La democrazia è una creatura bella ma fragile, trae linfa vitale dalla partecipazione di tutti. A nostro parere, l’appello all’astensionismo non fa onore al sindaco e non lo rafforza ma lo indebolisce, in vista delle prossime elezioni comunali. Chi apre il vaso di Pandora sia almeno consapevole di ciò che rischia di uscirne.

Vaso-di-Pandora

 

LibrinBragora, i prossimi appuntamenti

 

Nei primi mesi di attività, il nostro spazio civico in Campo de la Bragora ha ospitato scrittori del calibro di Francesco Erbani (“Non è triste Venezia”), Gianfranco Bettin (“Cracking”, ambientato nel petrolchimico di Porto Marghera), Francesco Jori (“La storia del Veneto”), Gregory Dowling (“The Four Horsemen”), Federico Moro (“Venezia alla conquista di un Impero”) e Giannandrea Mencini (“Vivere in pendenza. Scelte di vita che cambiano la montagna bellunese”).

Abbiamo anche dato il giusto spazio a talenti veneziani esordienti o emergenti come Giorgio Omacini (“I tigli di Capo Horn”), Riccardo Roiter Rigoni (“Come la luna alle porte dell’alba”), Flavia Antonini (“Gigetto il vaporetto”). Visto il successo incontrato dall’appuntamento con gli Autori (e con le Autrici) abbiamo già preso accordi che ci consentono di annunciare i prossimi appuntamenti con #LibrinBragora:

il 13 settembre con la veneziana Barbara Marengo e il suo recentissimo “Levante o giù di lì”. Il libro verrà introdotto dalla Prof. Caterina Carpinato, docente di Lingua e Letteratura Neogreca a Ca’ Foscari e vicepresidente dell’Ateneo Veneto.

il 27 settembre con Grazia Galli e Massimo Lensi, autori del saggio “La filosofia del trolley” (sottotitolo: “Indagine sull’overtourism a Firenze”) e instancabili animatori di un’associazione con cui siamo gemellati dalla comunanza di interessi: “Progetto Firenze”!

http://carmignanieditrice.com/home/266-la-filosofia-del-trolley-grazia-galli-massimo-lensi.html

Per il 25 ottobre, abbiamo invece in serbo una grande e gradita sorpresa: Marco Zatterin, una delle grandi firme del giornalismo italiano e attualmente vicedirettore de La Stampa, che farà tappa a Venezia per presentare un libro di cui – per adesso – possiamo anticipare soltanto questo indizio:

Nelle prossime immagini: alcuni dei momenti “letterari” più belli che abbiamo vissuto insieme alla Bragora in questi primi mesi di attività. A tutti ricordiamo che il nostro spazio civico non riceve né richiede finanziamenti pubblici, e si regge unicamente sulle nostre gambe.

Galleria fotografica e video:

13 gennaio, in senso orario: Francesco Ceselin, Nicoletta Frosini e Francesco Jori

13 jan Francesco Jori

31 maggio, Gianfranco Bettin e Marco Gasparinetti (foto Nicoletta Frosini):

Bettin 31 maggio foto Nico

11 novembre 2018, Francesco Erbani (video di Stefano Bravo):

21 giugno, Federico Moro (foto Mark Edward Smith):

21 giugno Federico Moro

27 luglio, Riccardo Roiter Rigoni:

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Glossario e vademecum per chi cerca CASA a Venezia

Cercare casa a Venezia è ormai diventato “facile” quanto cercare pepite d’oro sulle rive del Sile, eccezion fatta per chi la casa se la può comprare (in tal caso l’offerta è abbastanza varia, fermo restando che si parte da prezzi a metro quadro molto più elevati che in “terraferma”). A questo tema dedicheremo un incontro pubblico il 20 settembre, nello spazio civico che abbiamo creato in campo de la Bragora e che presto festeggerà il suo primo anno di vita,

In vista dell’incontro del 20 settembre, pubblichiamo questo glossario per chi voglia orientarsi nella giungla di sigle o anche prepararsi in stile “Harrison Ford alla ricerca della casa perduta” – dato che con i nuovi limiti ISEE – ERP (vedi infra) molte famiglie saranno costrette a farlo, e anche di questo parleremo il 20 settembre.

ABITAZIONE: per definirsi tale, deve rispondere ad alcuni requisiti minimi (metri quadri, altezza, salubrità e servizi igienici) definiti dal Regolamento edilizio. Ogni Comune in Italia ha il suo, ma sebbene quello di Venezia sia particolarmente ricco di deroghe per il “centro storico” resta il fatto che un magazzino di 15 m² non è abitazione anche se dispone di porta d’acqua per espletare certi bisogni in assenza di servizi igienici. Analoghi criteri valgono anche per le locazioni turistiche (v. più sotto, “Legge Caner”, perché un’abitazione è tale o non lo è.  Se chi affitta un “alloggio” lo fa in nero fatevi qualche domanda: potrebbe essere non tanto o non solo per evadere il fisco (con la cedolare secca non dovrebbe essere questo il problema) ma perché il bene locato è privo di agibilità. Per chi volesse approfondire, anche senza una laurea in architettura: https://www.donnegeometra.it/portfolio/abitare-un-immobile-privo-agibilita-quale-tassazionequali-conseguenze-sanare/

AGENZIE immobiliari: se cercate una casa in afftto sul libero mercato a Venezia vi aspettano sorprese amare: questo tipo di merce è scomparsa dagli scaffali, tranne per chi dispone di un conto in banca con molti zeri o può accedere a un mutuo in BANCA (v. alla voce corrispondente). La modalità prevalente fra i proprietari che ancora affittano ai residenti è quella del “passaparola” che facilita l’individuazione di inquilini “referenziati” e a quella modalità vi consigliamo di affidarvi in questa fase storica (che speriamo sia provvisoria), anche utilizzando gruppi di “mutuo soccorso” come il nostro dove i proprietari di buona volontà ci sono ancora.

ATER: Agenzia Territoriale per l’Edilizia Residenziale. Ente pubblico economico strumentale della Regione del Veneto che opera nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, è il maggior proprietario di alloggi a livello di Città Metropolitana di Venezia (10.800 circa). Al primo dicembre 2018, udite udite, 2.100 erano vuoti per mancanza di manutenzione, altri sono occupati abusivamente: “Il 20% delle case dell’Ater di Venezia non ha un inquilino, in attesa di costosi restauri e delle graduatorie dei comuni metropolitani” (Raffaele Speranzon, presidente Ater, intervistato da Antenna Tre il 30/11/2018). Eppure, la sua missione istituzionale è “contribuire a creare offerta abitativa al fine di soddisfare le necessità di coloro i quali non posseggono gli adeguati mezzi economici per potersi rivolgere al mercato immobiliare privato“. Per capire chi può accedere all’edilizia residenziale pubblica (ERP) vedasi la voce corrispondente alla lettera E.

BANCA: è quel posto dove prestano soldi soltanto a chi ne ha già tanti oppure dispone di entrate certe, robuste e regolari. Con il precariato imperante nel mercato del lavoro, non è necessariamente il luogo dove una giovane coppia o un lavoratore con partita IVA troverà conforto alle sue aspirazioni di “metter su casa”. Detto questo, con i tassi attuali dei mutui ai minimi storici dal dopoguerra, chi è in grado di accedere ad un mutuo farebbe bene a varcare quella soglia, che lo metterà al riparo da possibili sfratti per finita locazione – sempre più frequenti a Venezia, dove i residenti devono far posto alla “share economy” e alle locazioni turistiche. I tempi sono cambiati, e per la “casa in affitto a vita” vale lo stesso discorso del “lavoro a vita”: sono concetti ormai estinti come i dinosauri; cerchiamo quindi di non fare la stessa fine anche noi, residenti in via di estinzione.

BANDI ERP: sono i bandi per l’assegnazione degli alloggi a canone agevolato definiti come “Edilizia Residenziale Pubblica”, da non confondersi con quelli di “social housing”. La differenza è abbastanza facile da spiegare: a norma della nuova Legge regionale, ai primi possono accedere soltanto i nuclei familiari con reddito ISEE- ERP non superiore a 20.000 euro, mentre per i secondi i 20.000 euro rappresentano spesso la soglia minima (v. bando Opera Pia Coletti) mentre non necessariamente è previsto un reddito massimo (basta scorrere l’elenco degli assegnatari nell’ex complesso Coletti a Cannaregio per rendersene conto).

CALENDARIO benefico veneziano: è quello con il cui gettito abbiamo assegnato 8.000 euro a tre famiglie in difficoltà (sfratto incolpevole per finita locazione) con apposito bando pubblicato su questa pagina. Nessuno dei beneficiari era iscritto al “25 aprile” e dal bando erano ovviamente esclusi tutti i componenti del direttivo, coniugi conviventi e parenti in linea retta. A scanso di equivoci, aggiungiamo che non abbiamo avuto nemmeno il piacere di finanziare cugini o nipotini. Siamo forse gli unici a lavorare cosi, e ne siamo fieri.

COMUNE di Venezia: è a sua volta proprietario di un gran numero di appartamenti, e diversamente dall’ATER è riuscito a reperire le risorse finanziarie (una decina di milioni, più i fondi europei a cui ha opportunamente attinto) per restaurare quelli vuoti. Era una delle rivendicazioni storiche del Gruppo 25 aprile e quando le cose vengono fatte, onestà intellettuale vuole che se ne dia atto a chi le fa. Questi i dati a livello comunale: ristrutturati integralmente e in parte già assegnati, 441 appartamenti precedentemente sfitti o inagibili (di cui 154 nella Venezia insulare); in fase di conclusione, i cantieri per altri 32 alloggi di cui 15 nella Venezia insulare; aggiungendo quelli in fase di avvio, l’impegno economico a bilancio nel periodo 2015-2020 dovrebbe corrispondere ad un totale di 796 alloggi precedentemente sfitti o inagibili. Come beneficiarne? Partecipando ai bandi che vengono pubblicati sulla pagina internet del Comune, come ad esempio questo del 2019:

https://www.comune.venezia.it/it/content/bando-erp-anno-2019-0

CONGREGAZIONI RELIGIOSE e PARROCCHIE: sono a loro volta proprietarie di molti appartamenti e “fondi”, generalmente affittati a canoni inferiori a quelli di mercato; anche se per loro non esiste un quadro normativo cogente in questo senso, hanno storicamente contribuito a calmierare il mercato ma da quando lo Stato ha cominciato ad esigere l’IMU (con gli arretrati) su tutti gli edifici non adibiti a finalità di culto, far quadrare i conti è diventato più difficile e le Sirene delle affittanze turistiche (già apparse con il Giubileo dell’anno 2.000) hanno portato molte congregazioni ad operare sempre più apertamente in quel settore (fra i tanti esempi, basti pensare alla “Domus Ciliota”). In altri casi abbiamo visto canoniche intere affittate all’albergo più vicino (esempio: Santa Fosca) in cambio dei lavori di restauro alla vicina Chiesa che di quei restauri aveva effetivamente bisogno. Come dire, sono tempi duri per tutti

CONTRIBUTI alle famiglie in difficoltà: fino al 30 agosto e non oltre, è possibile accedere allo specifico fondo regionale (la cui gestione è affidata ai Comuni) per un importo massimo di 1.000 euro e alle condizioni riassunte in questo articolo del Gazzettino. Chi si trova nelle situazioni ivi descritte nel Comune di Venezia potrà rivolgersi a: Direzione Coesione Sociale, tel. 041.2749532 in questi orari: dal lunedi al venerdi, dalle ore 9 alle 13.

Contributi famiglie

ERP: Edilizia Residenziale Pubblica. I nostri genitori le chiamavano “case popolari” e ne hanno finanziato per decenni la costruzione, con la trattenuta “GESCAL” (GEStione CAse per i Lavoratori) dello 0,35% sullo stipendio, prelevato direttamente in busta paga a partire dal 1963, e prima ancora con il piano “INA-casa” di cui alla Legge 43/1949, intitolata “Provvedimenti per incrementare l’occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per lavoratori”. Tramontato il concetto di “classe operaia”,  il termine attuale è riferito a tutti gli alloggi di proprietà pubblica, affittati a canoni calmierati a chi è in possesso di determinati criteri.

ESU: Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, fra i molti servizi erogati si occupa anche di collocare gli studenti “fuori sede” nelle proprie residenze universitarie a Venezia e negli appartamenti convenzionati, per tutti gli iscritti alle università veneziane (Ca’ Foscari, Iuav, Accademia di Belle Arti, Conservatorio di Musica“B. Marcello”). A tal fine, ogni anno pubblica un bando di concorso. Quello attuale scade il 31 agosto ed è consultabile a questo indirizzo:

http://www.esuvenezia.it/web/esuvenezia/servizi/servizi-interna?p_p_id=ALFRESCO_MYPORTAL_CONTENT_PROXY_WAR_myportalportlet_INSTANCE_l6Hb&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&template=/regioneveneto/myportal/myportal-news-detail&uuid=711512e5-866e-42da-9be0-8756db5c2543&lang=it&contentArea=_ESUVenezia_servizi-interna_Body1_

FEC: Fondo Edifici di Culto, gestito dalla Prefettura. Cosa c’entra con la vostra ricerca di una casa lo diremo subito, perché è una delle possibilità meno conosciute e meno pubblicizzate. ll FEC è stato istituito dalla legge 20 maggio 1985 n. 222, per l’attuazione di alcuni aspetti dell’Accordo del 18 febbraio 1984 tra lo Stato Italiano e la Santa Sede, che ha modificato il Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929. Senza rivangare tutta la storia degli ordini religiosi soppressi in epoca napoleonica, lo Stato italiano ne ha successivamente ereditato le spoglie, che non sono soltanto 750 edifici di culto ma anche case e appartamenti. Come vengono assegnati? Con bandi di locazione e (più raramente) di vendita pubblicati a questo indirizzo:

http://www.prefettura.it/venezia/contenuti/Bandi_e_avvisi_antecedenti_2019-7365903.htm

IPAB: Istituti Pubblici di Assistenza e Beneficenza. A Venezia sono tre, fra cui l’IRE (v. infra alla voce successiva). Sono “Enti pubblici vigilati” ai sensi del comma 1, lettera a), dell’art. 22 del D.Lgs. 33/2013 che li definisce come “enti pubblici, comunque denominati, istituiti, vigilati o finanziati dall’amministrazione medesima nonché di quelli per i quali l’amministrazione abbia il potere di nomina degli amministratori dell’ente”. La Giunta Brugnaro ne ha ridotto il numero, in particolare accorpando all’IRE le Opera Pie Istituti riuniti Patronato di Castello e Carlo Coletti.

IRE: “Istituzioni di Ricovero e di Educazione”. Istituto pubblico di assistenza e beneficenza (IPAB) creato nel 1939 come erede della Congregazione di carità istituita da Napoleone nel 1807 con il celebre metodo napoleonico (esproprio di proprietà religiose). Oltre a “fornire servizi alla persona”, IRE dispone di molte proprietà locate a canoni storicamente moderati come si conviene ad un ente di questo tipo,  ma ci giunge voce di aumenti a volte consistenti per le locazioni in corso, e di progetti in “social housing” che di sociale hanno soltanto il nome. Vedremo e valuteremo, senza pregiudizi. L’IRE è fra l’altro proprietario della Ca’ di Dio: lo storico ospizio veneziano trasformato in albergo per fare cassa – ci avevano rassicurato – al fine di poter creare abitazioni nell’area chiamata “Ospedaletto”, anch’essa di proprietà IRE. I lavori a Ca’ di Dio li abbiamo visti, quelli all’Ospedaletto ancora no.  Il direttore generale è Giovanni Stigher, che gestisce anche il complesso ex Coletti, e questo è il link alla loro pagina Internet:

CONTATTI

ISEE (reddito): Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Disciplinato dal DPCM n. 159/2013, consente un’analisi della situazione sia patrimoniale che reddituale di chi richiede sovvenzioni, contributi o alloggi pubblici. ISEE – ERP è per l’appunto la sua variante che permette di accedere alle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica.

LEGGE CANER: dal nome dell’assessore Federico Caner, è la Legge Regionale del 19 giugno 2019, n. 23 recante “Disposizioni in materia di ricettività turistica” in sostituzione dell’art. 27 bis “Locazioni turistiche” della Legge Regionale 14 giugno 2013, n. 11, ed è una modifica legislativa per la quale ci battevamo dal 2017 (v. alla lettera A come Alloggi nel riquadro che segue, tratto da La Stampa del 20 gennaio 2017), al fine di mitigare gli effetti devastanti della liberalizzazione operata con la Legge regionale del 2013. A norma del nuovo art. 1 comma 2, gli alloggi privi della conformità alle prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e alle norme per la sicurezza degli impianti non potranno più essere utilizzati ai fini della locazione turistica. Inoltre, ad ogni alloggio turistico verrà assegnato un codice identificativo unico “da utilizzarsi per pubblicizzare l’alloggio, anche su piattaforme digitali o siti internet di prenotazione ricettiva“, che dovrebbe facilitare i controlli in un settore protagonista di una crescita impetuosa e scarsamente regolamentata, a Venezia come nelle altre città d’arte italiane.

LEGGE regionale sull’edilizia residenziale pubblica è quella che disciplina l’accesso alle graduatorie per l’assegnazione di alloggi ERP, ed è vincolante anche per il Comune di Venezia. I famosi parametri ISEE-ERP (20.000 euro) sono stati definiti da tale Legge, che adesso sta passando alla fase operativa a seguito dell’emanazione dei regolamenti di attuazione.

LiSC: molto attivo sul fronte della casa, è il collettivo universitario Liberi Saperi Critici, nato a Venezia nel 2012. Se siete studenti universitari a Venezia, avete interesse a prendere contatto con loro. La loro pagina facebook è: https://www.facebook.com/pg/Lisc.Venezia/about/?ref=page_internal

MOROSITA’ Contrariamente alle facili apparenze, non definisce la situazione affettiva di chi ha un moroso o una morosa, ma quella di chi per qualunque motivo si sottrae all’obbligo di pagare l’affitto. Costituisce giusta causa di risoluzione del contratto di locazione, e quindi di sfratto esecutivo.

MOROSITA’ INCOLPEVOLE: categoria introdotta dalla Legge 124/2013 che la definisce come “inadempienza all’obbligo di pagamento del canone di locazione dovuta ad una riduzione della capacità reddituale“, a Venezia è oggetto di uno specifico fondo di sostegno finanziato dal Comune e dal Patriarcato. Requisiti principali: risiedere a Venezia da almeno tre anni e avere un reddito ISEE non superiore a 14.000 euro. A gestire questo fondo è, per la parte di competenza comunale, l’Agenzia per la Coesione Sociale nelle sue articolazioni territoriali. Per la Venezia insulare, i suoi recapiti sono questi:

https://www.comune.venezia.it/it/content/servizio-agenzia-coesione-sociale-venezia-centro-storico-isole-ed-estuario

OCIO: di recente creazione, questo “Osservatorio Civico e Indipendente sulla casa e sulla residenza” è opera di un piccolo ma agguerrito collettivo con cui lavoriamo anche noi (li avete già visti all’opera in Bragora, e li rivedrete all’incontro pubblico del 20 settembre) che analizza e studia, dati alla mano, il problema della residenzialità a Venezia. La loro pagina internet è: https://ocio-venezia.it/

SERVITU’: non fatevi ingannare dal nome, quando appare sul contratto non significa affatto che vi dia il diritto ad avere “il moretto in casa” come si usava dire a Venezia. Se la casa che avete acquistato o preso in affitto è gravata da servitù di passaggio, ad esempio, significa semplicemente che dovrete accordare ad altri, anche se vi stanno antipatici, il diritto di passaggio in alcune porzioni della proprietà (generalmente il giardino) a norma dellarticolo 1027 del codice civile. La terminologia utilizzata dal nostro codice affonda le sue radici nel diritto romano: si parla infatti di “servitù prediali”, “fondo servente” e “fondo dominanate”. Ma se avete già trovato una casa con parco o giardino a Venezia, probabilmente non avete bisogno di noi.

NB Pagina IN COSTRUZIONE

quindi accettiamo critiche, consigli e suggerimenti. Unico responsabile di eventuali errori, orrori e involontarie omissioni (che verranno prontamente corrette) è l’estensore della pagina, Marco Gasparinetti. Per segnalare le vostre proposte o richieste di integrazioni e modifiche, scriveteci a: 25aprileVenezia@gmail.com

 

Lettera aperta al Ministro Bonisoli

Si applichi subito il vincolo culturale al porto della Serenissima

In tutti i dipinti del 17° e 18° secolo che ritraggono il Molo di fronte a Palazzo Ducale è ben evidente un’imbarcazione a remi coperta con tiemo (telo) e prua rivolta alla sede del Governo (nell’immagine: il dipinto di Gaspare Van Vitelli 1697). Si tratta della fusta del Consiglio dei Dieci ossia di una galea di piccole dimensioni che, oltre ad avere il ruolo di punto di prima raccolta dei condannati al remo, era pronta in qualsiasi momento per difendere, anche con i suoi pezzi d’artiglieria, la stabilità dello Stato. Non è strano che una presenza del genere caratterizzi il panorama del Bacino di San Marco per tutta l’età moderna; il palazzo del governo di una Repubblica che si estendeva fino a Candia, costruito di fronte all’acqua, non poteva infatti che essere difeso da una nave militare, la massima espressione bellica del tempo.

Il Bacino di San Marco, forse già dal 9° secolo e fino a tutto il Settecento, fu il porto della Serenissima ospitando imbarcazioni locali e straniere di ogni genere. Le due colonne, come noto, seguendo un modello bizantino, simboleggiano l’ingresso alla città perché dal porto appunto si entrava nelle città di mare.

La splendida e fedelissima prospettiva a volo d’uccello di Jacopo De Barberi, del 1500, mostra in maniera chiarissima la vitalità del Bacino dove sfociava il rio dell’Arsenale da cui, fino al Settecento, uscivano le galee costruite e armate nel più famoso cantiere navale del Mediterraneo, dove, lungo l’attuale Riva Sette Martiri, erano collocati cantieri per la costruzione di navi tonde e dove, alla fonda, erano ormeggiate galee e navi da carico e dove transitavano continuamente barche di ogni tipo. Questa dimensione portuale e di importante via d’acqua, ormai in buona parte perduta, era integrata non solo dal Canal Grande ma anche dal Canale della Giudecca lungo le cui fondamenta erano insediati altri cantieri di barche (squeri) ed erano ormeggiate imbarcazioni e zattere impegnate specialmente nel trasporto di merci e legname arrivati dalla terraferma alle Zattere, appunto, per le vie d’acqua interne. La Punta della Dogana, ossia l’edifico triangolare tra Canal Grande e Canale della Giudecca, ospitava la dogana delle merci e, poco oltre, lungo le Zattere, le possenti tese dei Magazzini del Sale fino al Novecento hanno accolto per secoli i depositi del sale trasportato con le navi.

Questa dimensione squisitamente portuale del Bacino di San Marco può dirsi ridimensionata solo nel pieno Ottocento quando il porto di Venezia si sposta sempre più, e gradualmente, verso la terraferma, come ci insegna Massimo Costantini nel suo “Porto Navi Traffici a Venezia 1700-2000”; ma per il Canale della Giudecca questo ruolo portuale non solo non verrà meno ma si rinforzerà ospitando, per tutto l’Ottocento, navi di ogni tipo e imbarcazioni da carico e da pesca come i trabaccoli e i bragozzi del popolo di pescatori chioggiotti che, fino alla metà del Novecento, trovavano a Venezia, e proprio lungo le Zattere, il mercato più importante per lo smercio del loro pesce o di altre mercanzie, come il sale appunto.

La narrazione del Bacino di San Marco come porto e quindi ingresso urbano della più longeva Repubblica della storia potrebbe proseguire all’infinito perché nelle sue acque hanno ormeggiato e sono transitate imbarcazioni che hanno fatto la storia del Mediterraneo, e non solo, per dieci secoli.

Eppure, questa relativa ovvietà, che chiunque conosca le basi della storia di Venezia da come scontata, non sembra sufficiente al Comune di Venezia che ha voluto opporsi al vincolo culturale che finalmente – ma ci chiediamo perché si sia aspettato tanti anni … – questo 31 gennaio, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la sua soprintendenza locale, ha posto su questa via d’acqua rinforzando drasticamente quello che, fino a quel momento, era solo un vincolo paesaggistico. Le motivazioni dell’impugnazione si basano infatti sulla negazione dell’importanza culturale del Bacino e, in particolare, della negazione di questo spazio come via d’acqua storica a favore del solo vincolo paesaggistico in un tentativo quindi, piuttosto palese, di bloccare un’operazione statale di rafforzamento dello strumento vincolistico su questa area della città.

Il Codice dei Beni Culturali infatti, su cui si basa il vincolo ministeriale, effettivamente presenta una clamorosa lacuna ossia la menzione delle vie d’acqua come possibile paesaggio/manufatto di interesse storico-culturale. Il MIBAC, d’altra parte, ha giustamente respinto il ricorso confermando che: “i bacini, i canali ed i rii storici di Venezia, sui quali peraltro si affacciano importantissimi monumenti del patrimonio architettonico della città, sono vie d’acqua che potrebbero essere riconducibili alle ipotesi di cui all’art. 10, comma 4, lett. G) del Codice” ossia quali “pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse storico o artistico”. “Le parole del Legislatore non consentono, infatti, di escludere le vie e gli spazi che siano costituiti da corsi d’acqua” riconoscendo nella spazio dei canali urbani e dei circostanti edifici monumentali un “insieme e un tutt’uno indivisibile”… “punti eminenti della riconoscibilità materiale ed identitaria di Venezia”. Il MIBAC quindi ha non solo esteso l’interpretazione della definizione di via alle “vie d’acqua”, ma ha anche richiamato e rivendicato un concetto di visione complessiva del paesaggio culturale composto non solo dai monumenti e dalle piazze ma anche dagli specchi d’acqua secondo una moderna concezione del bene culturale. In realtà il MIBAC avrebbe potuto anche argomentare l’opportunità del vincolo richiamando la funzione storica del bacino, da noi appena presentata, ossia la funzione portuale e di porta urbica esercitata per un millennio.

Non paga però l’amministrazione comunale di Venezia, per iniziativa dell’assessore Paolo Romor, a fine marzo ha minacciato (e supponiamo concretizzato) un ricorso al TAR per ribadire l’opposizione al decreto del MIBAC anche se con motivazioni ora di tipo gerarchico. L’assessore Romor infatti ha dichiarato che “i provvedimenti del Mibac rappresentino una pesante, inutile ed inefficace invasione nelle competenze che altrimenti, e di regola, sarebbero attribuite al Comune per la tutela degli interessi dei residenti.”

Ora, dopo il gravissimo incidente e mancato disastro navale della Marittima e il successivo scampato secondo disastro del 7 luglio, le parole del Primo cittadino, che si erge improvvisamente a paladino della difesa di San Marco e a primo sostenitore della necessità di estromettere le navi dal Bacino, appaiono certamente benvenute ma quanto mai sorprendenti e contraddittorie rispetto alla guerra contro il decreto MIBAC dichiarata dal suo fedele assessore.

Se quindi l’amministrazione di questa città non riesce a cogliere il valore culturale attribuibile al porto storico di Venezia non possiamo che accogliere, a braccia aperte, il decreto del Ministro Bonisoli a cui chiediamo che, per il tramite del suo Soprintendente, applichi ora la nuova normativa pretendendo la salvaguardia di questo spazio urbano nella sua interezza.

Chiediamo quindi che vengano escluse immediatamente navi di tonnellaggio superiore alle 40.000 tonnellate di stazza lorda – applicando quindi il ragionevole decreto Clini-Passera – che, con il loro impatto visivo e ambientale offendono la città storica e con la loro stazza incontrollabile, dato oramai accertato, se mai ce n’era bisogno, dai recenti drammatici fatti (queste navi hanno poca deriva – per poter entrare in ogni porto-, un’enorme superfice esposta al vento – per aumentare il numero delle cabine – e un baricentro altissimo che le espongono allo scarroccio e le rendono instabili), possono in qualsiasi momento mettere a repentaglio l’incolumità di fondamenta e palazzi e della stessa Piazza San Marco con i suoi preziosi e unici monumenti. La mancata applicazione in questi termini del vincolo non solo apparirebbe a tutti come una beffa ma potrebbe configurarsi come una grave omissione che, almeno in termini morali, nessun veneziano, ma forse non solo, potrebbe comprendere e accettare.

Carlo Beltrame

Insegna Archeologia marittima all’Università Ca’ Foscari di Venezia

Fontanelle non funzionanti: il nostro appello

Venezia, 30 milioni di turisti all’anno. 90 milioni di bottigliette di plastica, la stima per difetto.

Cestini insufficienti a contenerle, con il risultato che ce le ritroviamo nei rii e nei canali, ed il rischio che entrino nella catena alimentare.

Venezia ricca di tesori a cielo aperto ma anche di fontane. Il paradosso: in queste giornate di calura, moltissime non sono funzionanti.

Il nostro appello a Veritas (la partecipata comunale che ne gestisce l’apertura) e al Comune di Venezia è semplice: riapritele, almeno quando la temperatura supera i 30 gradi: questa ondata di calore non sarà l’ultima e non farlo – nelle condizioni climatiche che ci attendono – potrebbe costituire interruzione o turbamento di pubblico servizio.

La mappa delle nostre fontanelle è consultabile sul sito ufficiale “VeneziaUnica”, che a giusto titolo ne vante le virtù:

https://www.veneziaunica.it/it/content/refill-venezia

..e allora, come mai quest’anno ne sono state chiuse più del solito? Con l’aiuto dei nostri iscritti ne abbiamo contate 53 inattive o non funzionanti. Per segnalarne altre, chi non utilizza facebook può scriverci a questo indirizzo: 25aprileVenezia@gmail.com

(Foto: Martina Purisiol)

Le fontanelle non funzionanti:

CASTELLO
Campo Do Pozzi
Campo San Francesco della Vigna
Campo Santa Giustina
Campiello de la Fraterna (lato salizzada dei greci)
Campo de le Gate
Via Garibaldi civico 1636/A
Barbaria de le Tole, calle Torelli
Corte Bianco fronte Castello 269
Civico 5488 fronte hotel canaletto
Corte Nova (fra i numeri civici 2870 e 2889)
Campiello drio la pietà, in prossimità Hotel Bisanzio
Da ponte Sant’Anna per andare in Campo Ruga
Seco Marina
S. Elena di fronte all’asilo

CANNAREGIO
Campo San Leonardo
Campo San Geremia
Rio terà Barba Frutariol
Campo s. Canciano
Calle Priuli dei Cavalletti vicino hotel Abbazia di fronte al civ. 102
Fondamenta Ormesini, Calle Lezze
Corte Contarina
San Giobbe. corte Cendon, di fronte al civico 529/b
Campo de le becarie, accanto al civico 823

SAN POLO
San Tomà dietro l’edicola, campiello Scoazzera
Corte Rota (laterale calle lunga Santa Maria Mater Domini)
Campielletto, vicino Calle dei Boteri
Campo s. Agostin
Fontanella dietro la chiesa di S.Rocco

SANTA CROCE
Campiello de le Strope, dietro Rio Marin
campiello del Piovan (C.po s.Giacomo dell’Orio, fronte canale, lato ingresso chiesa)
Corte de la Cazza
Riva di Biasio

DORSODURO
rio terà Saloni, zona Zattere
Rio terà Catecumeni, Salute
Calle dell’Avogaria
S.Marta calle Larga Rosa
Campiello Surian
Fdm Zattere uscendo da calle Trevisan
Piscina S.Agnese.

SAN MARCO
Rio terà Colonnette (calle dei Fabbri)
San Samuele Corte Lezze (San Marco 3299)
Corte della Vida (San Marco 3089)

GIUDECCA – SACCA FISOLA
Campo dei Lavraneri davanti caserma dei carabinieri

MURANO
le 3 da Colonna a Ponte Longo lungo il rio dei vetrai
le 4 dei due parchi pubblici
Campo San Bernardo
Ramo San Salvador
Calle Bressagio

Breaking News: i Comuni di Firenze e Venezia accolgono il nostro appello

Gli sviluppi degli ultimi giorni, in ordine cronologico:

Firenze e Venezia, 21 giugno

L’appello congiunto delle associazioni:

https://gruppo25aprile.org/2019/06/21/appello-ai-sindaci-di-firenze-e-venezia/

Venezia, 23 giugno

L’assessore al bilancio del Comune di Venezia, Michele Zuin, su mandato del Sindaco comunica l’adesione di Venezia all’appello delle dieci città europee pubblicato e tradotto su questa pagina, che aveva nel frattempo raccolto più di 200 firme. Nell’immagine, la sua intervista al Gazzettino:

Venezia 23 giugno Gazzettino

 

La notizia confermata a la Nuova Venezia:

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/06/24/news/firmeremo-l-appello-anti-airbnb-1.35629863?fbclid=IwAR05eGlNypkv_tocQeTY1vYjuVPxUy1TpBQ-aMeATuuWAqOTMv1vIMTH-Pk

Firenze, 25 giugno

A nome dell’amministrazione comunale di Firenze, analoga decisione è stata annunciata alla stampa dall’assessora Cecilia del Re, cui competono le deleghe in materia di urbanistica e turismo. Nell’immagine che segue (copyright: La Stampa) le sue dichiarazioni integrali:

Il perché dell’appello:

La questione è quella che gli addetti ai lavori chiamano “legge applicabile”: nessuno di noi vuole negare il diritto alle locazioni turistiche, ma la locazione di beni immobili deve conformarsi alle regole del Paese in cui è situato l’immobile.

La vicenda ha avuto inizio davanti al Tribunale di Parigi, prima di approdare alla Corte europea di Giustizia su richiesta di Airbnb ma la questione è la stessa anche per le altre piattaforme di intermediazione. Non è solo una questione fiscale né un appello “contro” una specifica piattaforma, perché il punto sollevato ha valenza generale ed è la possibilità – per le Autorità competenti –  di fare rispettare le regole locali nei confronti di chi vorrebbe ignorarle affermando di essere assoggettato soltanto alle leggi del suo Paese di origine.

Comunicato stampa congiunto:

Firenze e Venezia, 26 giugno 2019

Con una dichiarazione rilasciata a La Stampa, l’assessora Cecilia del Re, cui competono le deleghe in materia di urbanistica e turismo, ha comunicato l’intenzione  del Comune di Firenze di aderire all’appello che le associazioni Progetto Firenze e 25aprile Venezia hanno rivolto ai propri Sindaci.

Un appello, sostenuto da centinaia di cittadini e da molte associazioni, in cui si chiedeva ai Comuni di Firenze e Venezia di associarsi alla richiesta rivolta al Parlamento e Commissione UE da dieci città europee (Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bordeaux, Bruxelles, Cracovia, Monaco, Parigi, Valencia e Vienna) di intervenire a sostegno dei loro sforzi di  contenere il dilagare degli affitti brevi.

Esprimiamo quindi il nostro sincero ringraziamento al Sindaco e alla Giunta di Firenze per questa adesione, che porta a dodici il numero delle città europee che chiedono alla UE una risposta a tutela delle città e dello spazio abitativo.

Ci auguriamo che altrettanto pronta risposta giunga ora da Bergamo, e per questo ci associamo all’appello che l’associazione Bergamo Bene Comune ha rivolto al Sindaco  Giorgio Gori e alla sua Giunta.

Ricordiamo che l’iniziativa delle dieci città europee è scaturita in seguito al parere non vincolante espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia europea per il quale, secondo i regolamenti e le direttive della UE, Airbnb dovrebbe essere considerato un fornitore di informazioni digitali piuttosto che un agente immobiliare tradizionale. Se questo status fosse riconosciuto dalla Corte, le piattaforme online per gli affitti brevi sarebbero sollevate dal dovere di ottemperare alle normative già introdotte, o in corso di introduzione, per regolamentare le locazioni brevi e contenere la gentrificazione turistica di interi quartieri e città.

Associazione Progetto Firenze

Associazione 25aprille Venezia

Appello ai sindaci di Firenze e Venezia

NB per sottoscrivere l’appello, potete lasciare un vostro commento di adesione su questa pagina oppure scrivere a: dilloaprogettofirenze@gmail.com

“Summary record”, l’appello in sintesi:

1) DIECI CITTÀ EUROPEE CHIEDONO AL PARLAMENTO E ALLA NUOVA COMMISSIONE UE DI OPERARE CONCRETAMENTE A SOSTEGNO DEL LORO SFORZO DI REGOLAMENTARE LA DIFFUSIONE INCONTROLLATA DEGLI AFFITTI BREVI.

2) COME ASSOCIAZIONI e come CITTADINI DI FIRENZE E VENEZIA CHIEDIAMO AI NOSTRI SINDACI DI DI ADERIRE PRONTAMENTE ALL’APPELLO DEI LORO OMOLOGHI EUROPEI

Firenze e Venezia, 21 giugno 2019

È notizia di questi giorni che le Amministrazioni di dieci città europee (Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bordeaux, Bruxelles, Cracovia, Monaco, Parigi, Valencia e Vienna) hanno diffuso un comunicato congiunto al Parlamento europeo e alla Commissione UE per chiedere di poter regolamentare le piattaforme che pubblicizzano affitti brevi sul web, in modo da obbligarle a cooperare con le amministrazioni locali e nazionali e ottemperare alle normative in essere o “in fieri” riguardo la registrazione, la messa a disposizione dei dati dei locatori e l’imposizione di eventuali obblighi fiscali.
L’iniziativa è scaturita in seguito al parere non vincolante espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia europea per il quale, secondo i regolamenti e le direttive della UE, Airbnb dovrebbe essere considerato un fornitore di informazioni digitali piuttosto che un agente immobiliare tradizionale. Se questo status fosse riconosciuto dalla Corte, le piattaforme online per gli affitti brevi sarebbero sollevate dal dovere di ottemperare alle normative introdotte da varie città europee per regolamentare le locazioni brevi e contenere la gentrificazione turistica di interi quartieri e città.

Le scriventi associazioni e persone fisiche, impegnate nella difesa delle città d’arte e di chi ci vive, chiedono ai Sindaci di Firenze e di Venezia, i cui residenti sono confrontati agli stessi problemi, di aderire prontamente all’appello dei loro omologhi europei.

Per facilitare la comprensione del testo, ne alleghiamo alla presente una traduzione in italiano.

I primi 200 firmatari:

  1. Associazione Progetto Firenze
  2. Associazione 25aprile Venezia
  3. OCIO – Osservatorio CIvicO indipendente
    sulla casa e sulla residenza – Venezia
  4. SUNIA (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assegnatari) Firenze
  5. Barbara Colli
  6. Giuseppe Saccà
  7. Gianfranco Bettin
  8. Claudio Vernier
  9. Grazia Galli
  10. Massimo Lensi
  11. Emanuele Baciocchi
  12. Cristiano Imperiali
  13. Maria Milani
  14. Filippo Maria Paladini
  15. Marco Sigovini
  16. Lorenzo Dorigo
  17. Fulvio Orsenigo
  18. Isabella Campagnol
  19. Eleonora Palma
  20. Frank Duse
  21. Michele Catozzi
  22. Matteo Savini
  23. Gabriella Ceciliati
  24. Luca Cosmo
  25. Antonella Forte
  26. Carlotta Borasco
  27. Gloria Busetto
  28. Barbara Rossi
  29. Silvia Patron
  30. Paolo Maria Fornelli-Grasso
  31. Alberto Olivi
  32. Sabina Schiavuta
  33. Franca Pullia
  34. Maria Vittoria Novati
  35. Oriano De Palma
  36. Francesco Ceselin
  37. Francesco Molinari
  38. Franca De Col
  39. Lucia Gottardo
  40. Carla Sitran
  41. Carlo Battain
  42. Stefano Seri
  43. Francesco Vian
  44. Adriano Kraul
  45. Anna Mussita
  46. Serge Turgeon
  47. Maddalena Borasio
  48. Vincenzo Procopio
  49. Francesca Boldrin
  50. Francesca Dissera
  51. Lucio Radich
  52. Veronica Scarpa
  53. Claudia Gottardo
  54. Francesco Di Pumpo
  55. Lorena Culloca
  56. Andrea Sartori
  57. Mara Marini
  58. Catherine Bertrand
  59. Elena Prem Menegazzi
  60. Sandra Martin
  61. Marina Bellemo
  62. Giovanna Massaria
  63. Stefania Orio
  64. Cristina Vitturi Di Este
  65. Annalisa Scarpa
  66. Alessandra Vitalba
  67. Gino Mario De Faveri
  68. Maria Teresa Sega
  69. Rubens Gebbani
  70. Aleramo Paolo Lanapoppi
  71. Flavia Antonin
  72. Dario Vianello
  73. Nicoletta Frosini
  74. Marco Gasparinetti
  75. Luca Velo
  76. Stefano Bravo
  77. Donata Olivieri
  78. Andrea Falchi
  79. Comitato Possibile Venezia Metropolitana “Mirelle Franco”
  80. Pamela Ann Mosher
  81. Marco Nogara
  82. Nicolò Nogara
  83. Variola Foscarina
  84. Gianpaolo Fallani
  85. Alessandro Bressanello
  86. Gabriella Barina
  87. Francesco Foschi
  88. Adele Stefanelli
  89. Francesca Ranieri
  90. Stefano Varponi
  91. Paolo Della Corte
  92. Serena Guidobaldi
  93. Elena Riu
  94. Dubravko Garbin
  95. Mary Ann DeVlieg
  96. Valentina I. Biaggini
  97. Andrea Sbordone
  98. Maria Mian
  99. Marilì Rebagliati
  100. Bruno Bonisiol
  101. Orsola Frosini
  102. Chiara Masiero Sgrinzatto
  103. Stefania De Vido
  104. Daniela Godenzi
  105. Cristina Romieri
  106. Carlo Beltrame
  107. Giuseppe Tattara
  108. Dora Meo
  109. Loredano Tessitore
  110. Philip Tabor
  111. Franco De Marchi
  112. Antonella Molinari
  113. Valerio Vianello
  114. Stefano Barina
  115. Angela Colonna
  116. Barbara Zanetti
  117. Alessandra Sambo
  118. Alessandra Pirani
  119. Davide Barbato
  120. Rita Cormio
  121. Marina Cosma
  122. Gina Di Cataldo
  123. Lorenzo Manenti
  124. Mauro Magnani
  125. Marilena Rossetto
  126. Angela Pasculli
  127. Enzo Castelli
  128. Nicole Boldrin
  129. Marco Ziliotto
  130. Marco Smerghetto
  131. Enrico Cambrisi
  132. Elena La Rocca
  133. Simone Gabbia
  134. Elena Ferrata
  135. Marina D’Este
  136. Francesco Cesca
  137. Maria Angelopulou
  138. Alessandra Gregorini
  139. Matteo Cattelan
  140. Serena Badoer
  141. Alessandra Vitalba
  142. Gino Mario De Faveri
  143. Irene Pizzoccaro
  144. Aurora Franzone
  145. Orietta Bellemo
  146. Pietro Raccanelli
  147. Orsetta Rocchetto
  148. Giorgio Sinapi
  149. Silvia Puppini
  150. Massimo Rioda
  151. Serena Sabino
  152. Daniela Adami
  153. Anna Maria Fanciulli
  154. Cristina Santullo
  155. Anna Marin
  156. Marina Dragotto
  157. Alessandro Azzolini
  158. Barbara Rè
  159. Martina Cioffi
  160. Silvia Rago
  161. Francesco Pasquale
  162. Andrea D’Este
  163. Federico Permutti
  164. Ines Brentel
  165. Umberto Zani
  166. Giulia Berta
  167. Aldo Mingati
  168. Paul Medhurst
  169. Lorenzo Marchionno
  170. Matteo Latorre
  171. Ana Martins
  172. Maddalena Gemma
  173. Antony Baxler
  174. Cathie Geraci
  175. Tullio Galfrè
  176. Barbara Poli
  177. Laura Sousounis
  178. Michelle A. Laughran
  179. Lorenzo Calvelli
  180. Paola Placentino
  181. Elisabetta Neri
  182. Anna Poli
  183. Sandra Cianchi
  184. Elisa Medici
  185. Liana Bastianello
  186. Luigi Verdari
  187. Fabio Dalla Valle
  188. Corrado Teofili
  189. Marilanda Bianchini
  190. Stefania Rizzardo
  191. Franca Favaro
  192. Enzo Castelli
  193. Alessandra Regazzi
  194. Agata Chrzanowska
  195. Armando Pajalich
  196. Dmitrij Palagi
  197. Gabriele Panerai
  198. Gabriella Ceciliati
  199. Lorella Grecu
  200. Vincenzo Procopio
  201. Alice Corona
  202. Gabriella Bianco
  203. Mirella Conca
  204. Magda Conca
  205. Vilma Conca
  206. Maurizio Storai
  207. Veronica Galardini
  208. Filippo Zolesi
  209. Giulia  Princivalli
  210. Anna Favi
  211. Leonardo Croatto
  212. Donella Verdi
  213. Carlotta Galletti
  214. Laura Torsellini
  215. Francesco Torrigiani
  216. Tommaso Grassi
  217. Graziella Santoro
  218. Lucio Tondo
  219. Marco Rispoli
  220. Roberto Di Loreto
  221. Guido Carrai
  222. Giuseppe Amato
  223. Agata Chrzanowska
  224. Alessandro Roffi
  225. Antonio Munari
  226. Marina Munari
  227. Comitato Firenze Possibile “Piero Calamandrei”
  228. Susanna Iraci
  229. Giuseppe Fasulo
  230. Mauro Santoni
  231. Adolfo Guadagni
  232. Tatiana Fusari
  233. Leonardo Comin
  234. Catia Porri
  235. Alberto Barberis
  236. Assemblea Comunale dei Verdi di Firenze
  237. Franca Baccelloni
  238. Paolo Brunori
  239. Francesco Borghero
  240. Loretta Pagani
  241. Michele Migliori
  242. Antonella Bundu
  243. Alessandro Zabban
  244. Mirco Zanaboni
  245. Massimo Bellomo
  246. Federico Sereni
  247. Stefania Brunini
  248. Margherita Biagini
  249. Fabio Podestà
  250. Anna Ippolito

.. .. lista in corso di aggiornamento!

Nella foto: la nostra sede in campo de la Bragora, dove raccoglieremo altre firme in occasione della festa in campo, sabato e domenica.

Bragora 4

_______________________

Il comunicato stampa delle dieci città in inglese:

European cities believe that homes should be used first and foremost for living in. Many cities suffer from a serious housing shortage. Where homes can be used more lucratively for renting out to tourists, they disappear from the traditional housing market, prices are driven up even further and housing of citizens who live and work in our cities is hampered.

Cities must protect the public interest and eliminate the adverse effects of short term holiday rental in various ways. More nuisances, feelings of insecurity and a ‘touristification’ of their neighbourhoods is not what our residents want. Therefore (local) governments should have the possibility to introduce their own regulations depending on the local situation.

For this, we need strong legal obligations for platforms to cooperate with us in registration-schemes and in supplying rental-data per house that is advertised on their platforms.

Platforms like Airbnb have exact rental data and they provide numerous services to guide the supply, simplify the process and influence the prices. Yet, according to the AG’s opinion, they would have no obligation at all to provide municipalities with information about the rentals to help them prevent violations of local or national regulations, for instance on the maximum number of days allowed. Enforcement would be for the authorities concerned alone, which have to identify anonymous addresses (data held by platforms), which places an excessive burden on public funds.

Where platforms claim that they are willing to cooperate with the authorities, in practice they don’t or only do so on a voluntary basis.

One thing must be clear: A carte blanche for holiday rental platforms is not the solution.

We will continue to address the housing shortages in our cities and continue to ensure that our cities remain livable. We sincerely hope for the cooperation of the new European Parliament and the incoming European Commission.

Traduzione:

Le città europee ritengono che le case dovrebbero essere utilizzate prima di tutto per viverci. Molte città soffrono di una grave carenza di alloggi. Laddove le case possono essere utilizzate in modo più redditizio per l’affitto ai turisti, scompaiono dal tradizionale mercato immobiliare, i prezzi salgono ulteriormente e le possibilità abitative per i cittadini che vivono e lavorano nelle nostre città sono compromesse.
Le città devono proteggere l’interesse pubblico ed eliminare gli effetti negativi degli affitti di breve termine in vari modi. Più disagi, sentimenti di insicurezza e la turistificazione dei loro quartieri non è ciò che vogliono i nostri residenti. Pertanto i governi (locali) dovrebbero avere la possibilità di introdurre i propri regolamenti in base alla situazione locale.
Per questo, abbiamo bisogno di forti obblighi normativi affinché le piattaforme cooperino con noi nei regimi di registrazione e nella fornitura di dati delle inserzioni per le locazioni pubblicizzate sulle loro piattaforme.
Piattaforme come Airbnb hanno dati precisi sulle locazioni e forniscono numerosi servizi per guidare l’offerta, semplificare il processo e influenzare i prezzi. Tuttavia, secondo il parere dell’AG, non avrebbero alcun obbligo di fornire ai Comuni informazioni sugli affitti per aiutarli a prevenire le violazioni delle normative locali o nazionali, ad esempio sul numero massimo di giorni consentiti.
Laddove le piattaforme sostengono di essere disposte a collaborare con le autorità, in pratica non lo fanno, o lo fanno solo su base volontaria.
Una cosa deve essere chiara: concedere carta bianca alle piattaforme di pubblicizzazione degli affitti brevi non è la soluzione.
Continueremo ad affrontare la carenza di alloggi nelle nostre città e continueremo a garantire che le nostre città rimangano vivibili. Speriamo sinceramente nella collaborazione del nuovo Parlamento europeo e della Commissione europea entrante.

Further background information

In a case at the Regional Court in Paris, involving AIRBNB Ireland, the investigating judge decided to refer to the EU Court of Justice to ask for a preliminary ruling on whether the services provided in France by AIRBNB Ireland, benefit from the freedom to provide services, laid down by the so called E-commerce Directive of the European Union.

The Advocate General’s opinion on this to the Court (published April 30, 2019) is affirmative to this question.

This will have, we fear, one major implication: Homes needed for residents to live and work in our cities, will become more and more considered as a market for renting out to tourists. We think that cities are best placed to understand their residents’ needs. They have always been allowed to organize local activities through urban planning or housing measures. The AG seems to imply that this will simply no longer be possible in the future when it comes to Internet giants.

The threats and risks for the social and livable configuration of our cities are evident.

Traduzione:

In un caso sollevato presso il tribunale regionale di Parigi, che coinvolge AIRBNB Irlanda, il giudice istruttore ha deciso di adire la Corte di giustizia della UE chiedendo una sua pronuncia pregiudiziale in merito alla questione se i servizi forniti in Francia da AIRBNB Ireland beneficino della libera prestazione di servizi, previsto dalla cosiddetta direttiva sul commercio elettronico.
L’opinione espressa su questo argomento dall’Avvocato Generale alla Corte (pubblicata il 30 aprile 2019) è che la risposta a questa domanda è affermativa.
Il nostro timore è che questo avrà la seguente implicazione: le case necessarie ai residenti per vivere e lavorare nelle nostre città, diventeranno sempre più oggetto del mercato per l’affitto ai turisti. Riteniaamo che le città siano nella posizione migliore per comprendere le esigenze dei loro residenti.
È sempre stato nella loro possibilità intervenire per organizzare le attività locali attraverso la pianificazione urbana o misure abitative. L’opinione dell’Avvocato Generale sembra implicare che d’ora in avanti, quando si tratta dei giganti del web, questo non sarà più possibile.
Le minacce e i rischi per la configurazione sociale e vivibile delle nostre città sono evidenti.

Rassegna stampa:

The Guardian 20 giugno 2019

https://www.theguardian.com/cities/2019/jun/20/ten-cities-ask-eu-for-help-to-fight-airbnb-expansion?CMP=share_btn_fb&fbclid=IwAR2qrCG0SpSsdabc19oNDvY-wHlAc-k-EjgMrbMMDWtUnoge–DQbqC6lLw

 

 

Visti dalla CNN: “Venezia in prima linea contro l’iperturismo”

Videointervista e testi: Kara Fox (CNN, 15 giugno 2019)

Traduzione italiana: Luca Velo

Il video:

https://edition.cnn.com/videos/travel/2019/06/14/cities-battle-with-overtourism-venice-lon-orig-travel-mkd.cnn?fbclid=IwAR0LA6HnEmUaCKGBYD1s9nkp6tx1NKqzzErnWcXdPE-MxNL0sLzl-6v_QO8

Il testo originale, consultabile a questo indirizzo:

https://edition.cnn.com/travel/article/venice-tourism-overcrowding-intl/index.html?fbclid=IwAR2RS9Fv2pDVEp16ihGmbSWvEZU2_Lpdzxbb0FgumSNmEuxbgbirZ25vbaM

“Venezia in prima linea contro l’iperturismo”

(Kara Fox, CNN) – Passeggiando per una calletta stretta nel sestiere di S. Marco, una coppia sosta di fronte una vetrina di articoli in pelle, uno tra i centinaia di negozi “autenticamente veneziani”che costellano le principali arterie turistiche della città. Tenendosi per mano, si fermano per ammirare il famoso Canal Grande. “Permesso!” urla loro un passante in fretta e furia, a loro che inevitabilmente si erano posti nel mezzo del passaggio. “Siamo in Europa, camminate tenendo la destra!”. È una scena ricorrente in giro per la città, una scena tanto famosa a Venezia come i suoi campielli medievali, la sua architettura, le sue opere d’arte ed i suoi canali nei quali fanno eco le canzoni dei gondolieri.

Venezia ha accolto più di 36 milioni turisti internazionali nel 2017, con un incremento del 10% rispetto l’anno precedente. Mentre i viaggiatori alimentano l’economia della città, essi sono anche la causa del problema più grande di Venezia: il sovraffollamento.

Da aprile a ottobre, secondo l’autorità portuale, un numero stimato di 32.000 croceristi giornalmente sbarca in città. In agosto, un numero ulteriore di 465.100 giornalieri attraversano la città, aggiungendosi al caos di un ulteriore 2,2 milioni di turisti che pernotteranno secondo le previsioni dell’Agenzia Nazionale del turismo. Molti veneziani sono del parere che tutti dovrebbero avere il diritto di fare l’esperienza della bellezza della loro città ma dicono anche che un costante incremento di turisti sta progressivamente rovinando questa esperienza per tutti.

Le navi da crociera hanno causato un danno ambientale significativo ai canali e alla laguna della città.

Le brevi visite turistiche mettono a dura prova le infrastrutture già sovraccariche della città e gli affitti brevi di Airbnb hanno stravolto il costo degli alloggi e delle condizioni di vita della popolazione locale, che alla fine decide di andarsene altrove.

Una fragile società anfibia

I turisti visitano Venezia dall’inizio del 1700 e sono sempre stati una parte vitale del paesaggio urbano della città. Ora però, come si può mantenere questa dimensione sostenibile ed il paesaggio urbano intatto per il futuro è un grande punto interrogativo. Luca Velo, ricercatore all’Università di Venezia, racconta a CNN Travel: “L’interrogativo principale oggi è l’assoluta assenza di una visione generale per il futuro. Noi oggi non riusciamo a dare una misura su quanto il turismo di massa impatterà il futuro di questa città, quello di noi cittadini e dello straordinario ambiente che qui abbiamo”.

Per anni le autorità locali sostengono di aver preso iniziative in questo senso. Nel novembre 2017, il Governo italiano annunciò di impedire l’accesso al bacino di San Marco, le navi da crociera con un peso superiore alle 100,000 tonnellate, consentendo loro invece di ormeggiare a Marghera, l’area industriale di Venezia sulla terraferma.

La scorsa primavere, le autorità locali introdussero degli accessi a forma di tornelli per contenere il passaggio nelle arterie più congestionate, soprattutto in corrispondenza dei fine settimana a bollino nero. Inoltre nell’alta stagione, degli assistenti-polizziotto in grado di parlare inglese, chiamati “angeli del decoro” piantonano in alcune delle aree più congestionate della città, a riprendere alcuni turisti con i piedi a mollo nei canali o sorpresi a bere o mangiare in luoghi vietati (ai turisti le multe possono ammontare fino a 500€).

Ora Venezia sta ipotizzando di imboccare una strada ancora molto controversa. A partire da settembre, una nuova delibera comuanle richiederà ai turisti giornalieri di pagare una tassa di sbarco di 10€. I turisti che pernotteranno a Venezia saranno esentati, dato che la tassa di soggiorno viene comunque richiesta I residenti, molti dei 30.000 pendolari giornalieri, studenti e bambini sotto i sei anni non saranno soggetti a tale tassa.

Simone Venturini, assessore comunale e consigliere economico, racconta a CNN Travel che gli introiti di tale tassa convergeranno a sostenere i costi per lo smaltimento di rifiuti e per far fronte a garantire la sicurezza urbana. Dei pendolari che beneficiano dei servizi della città senza alcuna spesa dentro la città stessa, dice: almeno potranno lasciare un contributo che permetterà alla municipalità di diminuire i costi che al momento sono sulle spalle dei cittadini”.

Crediamo che quelli che vengono qui dovrebbero stare qualche giorno potendo fare esperienza della città lentamente, perdersi per i canali di Venezia e apprezzare tutte le isole e i luoghi che forse sono meno famosi rispetto a San Marco e il Ponte di Rialto”. Venturini poi aggiunge che il turismo “deve essere gestito non chiudendo i portoni e bloccando la città, ma incentivando un turismo di qualità”.

Ne frattempo le autorità municipali sostengono che la tassa aiuterà a rendere la città più sostenibile per turisti e cittadini, altri dicono sia antidemocratica, un sistema non inclusivo che paragonaVenezia ad un parco divertimenti.

In giro per l’Europa molte città stanno compiendo sforzi considerevoli nella lotta al sovraturismo.

In Belgio, Bruges sta eliminando gli annunci pubblicitari per le visite giornaliere e sta riducendo il numero di attracchi di navi da crociera nel porto di Zeebrugge.

L’impennata nel numero di visistatori di Amsterdam ha raggiunto i 18 milioni nel 2018, suggerendo all’ufficio del Turismo dei Paesi Bassi di bloccare le campagne pubblicitarie, sostenendo che il focus al momento non è promuovere la “destinazione” ma la “gestione”.

A che ora chiude Venezia?

Marco Gasparinetti, avvocato ambientalista e portavoce del più grande gruppo di attivisti di Venezia, il Gruppo 25 Aprile, ha raccontato a CNN Travel che talvolta i turisti americani gli chiedono a che ora chiude Venezia.

Gasparinetti ritiene che la tassa di sbarco non risolva il vero problema di Venezia con l’iperturismo e pensa che di fatto non scoraggerà i turisti. Il suo gruppo, la cui missione principale è quella di preservare la residenzialità in modo da evitare che la città diventi un “parco tematico”, chiede invece di definire un tetto massimo o soglia di carico: “Venezia, per essere apprezzata dai turisti, ha bisogno anche di esistere come luogo della vita quotidiana. Cinquant’anni fa, ci vivevano circa 150.000 persone. Ora, solo 53.000 residenti sono rimasti. Tra una popolazione anziana e una popolazione giovane, con alti livelli di istruzione che cerca opportunità di lavoro al di fuori del settore turistico, Venezia annualmente vede una perdita netta annua di abitanti di 1.000 unità.

Abbiamo bisogno di creare alla gente le condizioni per rimanere” Gasparinetti dice, aggiungendo che non esistono a Venezia occasioni lavorative per giovani laureati “fatto salvo che non si voglia fare il cameriere o il venditore di paccotiglia turistica nei chioschi”.

Nonostante tutto la città ogni anno accoglie qualche nuovo residente ma questi tendono ad essere estremamente benestanti, Gasparinetti osserva che la città sta progressivamente perdendo la sua classe media.

Nel frattempo, molti veneziani che lasciano che i loro appartamenti vengano affittati su Airbnb che, come dicono in molti, incoraggia l’arrivo di sempre nuovi turisti che la città non è più in grado di gestire.

L’artista Deirdre Kelly, che vive qui da 15 anni, crede che al posto di introdurre una tassa turistica, l’amministrazione comunale dovrebbe provare a gestire Airbnb e gli altri canali di affitti brevi.

Una gallina dalle uova d’oro

Il turismo, e il settore lavorativo turistico, sono la base della vita per molti residenti. Il presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Pino Musolino, dice che se le navi da crociera affollano le calli con i migliaia di pedoni che scaricano, alla fine esse creano fino a 6.000 posti di lavoro per la popolazione locale. “30 milioni e più di turisti annui sono come una gallina dalle uova d’oro e un modo molto ma molto semplice per fare soldi”. Musolino racconta a CNN Travel. “Alla fine è sempre guadagno e mai perdita” lui dice.

Ancora, Musolino crede che sia il tempo ormai per iniziare a pensare a creare lavoro fuori dal settore turistico, convenendo sul fatto che limitare il numero di viaggiatori in certi momenti dell’anno potrebbe essere d’aiuto. “Non è perché vorremmo chiudere la città o sbarrare i cancelli” Musolino aggiunge, ma per la sfida che coincide con l’idea che Venezia è un museo a cielo aperto, dice:“Non penso proprio che qualcuno sarebbe felice di vivere in una città che appaia come un contenitore bellissimo completamente vuoto all’interno”.


Nella foto: un’immagine scattata durante le riprese

Chiamiamole con il loro nome: queste non sono più navi

2 giugno 2019, festa della Sensa – la più sentita e la più antica fra tutte le feste (risale all’anno 1.000): regata sospesa a causa dell’incidente provocato dalla MSC Opera. Sono le immagini che hanno fatto il giro del mondo, e il mondo intero si è chiesto come mai – a 7 anni di distanza dal disastro della Costa Concordia – certe navi possano ancora passare a ridosso delle nostre case e dei nostri monumenti.

8 giugno 2019: la più grande manifestazione nella storia recente di Venezia, migliaia di persone in marcia per dire “basta”. Ci saremmo aspettati una pausa di riflessione, una lettera di scuse alla Città (mai scritta né inviata dalla MSC, che le sue “scuse” le ha presentate soltanto ai crocieristi) o un briciolo di autocritica, e invece..

9 giugno 2019, “Vogalonga”: un’altra MSC (ironia della sorte) si fa largo sgomitando a suon di fischi prolungati di sirena in mezzo alle centinaia di barche, rigorosamente a remi, che si erano date appuntamento per una tradizione più recente ma non meno importante, nata nel 1974 per protestare contro il moto ondoso e rivendicare un principio elementare: la Laguna non è un braccio di mare!

Vaporetti e barche ferme, c’è la Vogalonga. Ma passa la nave

 

293 metri di lunghezza, 93.330 tonnellate di stazza, la MSC Magnifica. Cosa ci faceva in mezzo alla vogalonga? Partenza ritardata, ci è stato spiegato. Quella foto, pubblicata nel nostro gruppo facebook e poi ripresa anche da altri, rende tuttavia ineludibile una domanda:

Se questi alberghi galleggianti che impropriamente chiamiamo “navi” non riescono a rispettare nemmeno due simboli come la Sensa e la Vogalonga, per quale ragione al mondo dovremmo continuare ad autorizzarne il transito nei nostri canali?

I soldi? A parte il fatto che i soldi non comprano la dignità, nelle casse comunali non versano un euro: i pochi soldi che pagano (pochi rispetto ad utili e fatturato) vanno a una società controllata da loro (la VTP) e all’Autorità portuale, che è statale.

L’indotto? Allo stato attuale rappresentano il 5% dei flussi turistici, in una città che di turisti ne ha già troppi, e il grande circo galleggiante che muovono incuranti delle proteste è comunque strutturato in modo tale da invogliare il passeggero a godersi tutte le comodità disponibili a bordo: lo scalo “visitato” è solo una quinta cinematografica per Instagram, lo sfondo di una cartolina da fotografare e postare su facebook per poter dire “I have been there” (anche quando il valente fotografo non ha mai messo piede a terra).

I posti di lavoro? Quelle navi continueremo a costruirle e ad esportarle perché possano solcare gli Oceani; chi le rifornisce continuerà a rifornirle anche se ormeggeranno qualche chilometro o qualche decina di chilometri più in là. I crocieristi che vogliono visitare Roma lo fanno scendendo dalla nave a Civitavecchia (secondo scalo italiano per il comparto crocieristico) e non ad Ostia antica.

Al ricatto e alle bugie di una delle lobby meglio organizzate del mondo è ora di reagire con la forza della ragione e dei fatti: il rischio di collisione documentato il 2 giugno, nonostante i due rimorchiatori con i loro cavi di acciaio, i costi ambientali (perdita di sedimenti al ritmo di un milione di metri cubi all’anno; inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico; alterazione dell’equilibrio idromorfologico della Laguna nel caso in cui volessimo costruire nuove autostrade in Laguna per farli passare un po’ più in là e arrivare dove arrivano adesso: a ridosso delle nostre case), per non parlare di una certa tendenza a barare con le regole o aggirarle, come documentato da questo articolo del New York Times:

Su questa pagina ci siamo finora occupati relativamente poco di loro, perché a contrastarle con indubbia efficacia c’è già un Comitato No Grandi Navi e perché in una ex Repubblica marinara come la nostra, NON siamo pregiudizialmente contrari alle navi (come potremmo mai esserlo?)

Il fatto è che queste ormai non sono più navi:  dal punto di vista funzionale ed economico sono alberghi o case da gioco galleggianti, che hanno ben poco a che fare con la marineria, e molto con l’assedio che ci opprime da tutti i lati, come evidenziato dal poster “profetico” con cui era stata decorata la sede UNESCO di Venezia, 4 giorni prima dell’incidente:

Nel momento in cui il Governo si appresta a dare risposte e alcuni invocano le risposte sbagliate (con lo scavo di nuovi canali, all’interno di una Laguna già martoriata dal canale dei petroli), non ci resta altra scelta se non quella di ritrovare lo spirito con cui siamo scesi “in trincea” e poi vinto la nostra prima battaglia, nel 2014: quella contro lo scavo del Contorta, e anche in questa occasione faremo “squadra” con le altre realtà associative che non si rassegnano alla svendita di una città unica al mondo, che tutto il mondo ci invidia e di cui tutto il mondo si chiede come possa – al prezzo della sua dignità – sopportare ulteriormente lo scempio che tutti hanno visto, nelle due ultime domeniche.

Come evidenziato da La Nuova Venezia, quella di sabato è stata una “vittoria della città”, ma la vera vittoria sarà quella del dare una soluzione stabile e duratura ad un problema che si trascina da anni. Nella battaglia che ci aspetta, e che sarà tutta in salita visti gli interessi in gioco, la città potrà contare su di noi e sul patrimonio di competenze che si è raccolto intorno al gruppo 25 aprile.

A chiusura di questo editoriale non vi proponiamo una delle tante immagini trionfali del corteo, ma quella di una imbarcazione che sabato 8 giugno ha manifestato con noi, e nella sua unicità rappresenta meglio di qualunque altra l’orgoglio, la generosità e la tenacia di chi ancora difende questa città: è una barca appositamente costruita per i diversamente abili; costruita da persone che a questa barca hanno sacrificato i sabati e le domeniche, scelto i legni e saldato l’acciaio per la pedana a pantografo (foto: Francesco Maniero).

8 G Franesco Maniero

“Diversamente abili” nella città probabilmente più difficile e ostica per chi si trova nelle loro condizioni fisiche, senza automobili senza ascensori e piena di ponti da attraversare. Eppure anche per loro, che mille motivi avrebbero per andarsene, vale il nostro motto:

MiNoVadoVia

Navi da crociera? A distanza di sicurezza dai centri abitati!

Dichiarazione congiunta delle realtà civiche operanti nei siti UNESCO di:

Cipro, Corfù, Creta, Firenze, Ragusa, Rodi, Venezia

Il 2 giugno 2019 una nave da crociera ha provocato un incidente nel momento in cui l’equipaggio ha perso il controllo dell’imbarcazione schiantandosi contro una banchina e coinvolgendo un’imbarcazione turistica nel pieno centro storico di Venezia, lungo il canale della Giudecca.

Alcuni anni fa una nave da crociera della stessa compagnia (MSC) causò gravi danni alle condutture sottomarine tra Dubrovnik e l’isola di Lokrum, con conseguenti disagi alle forniture idriche ed elettriche durati per settimane.

Oltre ai danni alle imbarcazioni attraccate tra Dubrovnik e Lokrum ed alle infrastrutture sottomarine nel 2004, nel 2013 Dubrovnik é stata considerata la città con l’aria più inquinata della Croazia (dati relativi alla qualità dell’aria).

Questi incidenti dimostrano che, dato l’elevatissimo impatto ambientale, le gigantesche navi da crociera rappresentano una concreta ed imminente minaccia per le nostre comunità.

Le città di Dubrovnik e di Venezia soffrono da troppi anni, e in modo sempre più accentuato, di una cattiva gestione del turismo di massa e per questo hanno bisogno di un’azione urgente atta a preservare il loro specifici modi di vivere, la loro residenzialità, i loro ecosistemi ed il loro patrimonio culturale.

Fino ad oggi, lo status di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO non è stato in grado di assicurare l’adozione e l’implementazione di Piani di Gestione che tenessero in considerazione la capacità di carico turistico di ciascun sito.

Come membri della Rete Civica e Sociale delle Città Storiche del Mediterraneo, che include anche città protette dall’UNESCO, oltre alle isole di Corfù, Cipro, Creta e Rodi, sollecitiamo tutte le parti in causa ed i responsabili a prendere una decisione definitiva per tenere le navi da crociera ad una distanza di sicurezza dal delicato ecosistema della Laguna di Venezia e dal centro storico di Dubrovnik, nonchè dalle altre città e isole riconosciute come siti Partimonio Mondiale dell’UNESCO.

L’appello in grassetto è aperto alle adesioni di tutte le associazioni e comitati che ne condividono la sostanza. Per aderire è sufficiente una email a:

25aprileVenezia@gmail.com

Lo hanno finora sottoscritto (in ordine alfabetico) le seguenti realtà associative:

Associazione Progetto Firenze

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cipro)

Gruppo25aprile Venezia

Regno di Candia Creta

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rodi

San Giacomo Association Corfù

Save Cork City, Cork, Irlanda

Udruga Grad Dubrovnik (Ragusa, Croazia)

JOINT STATEMENT (English version)

On June2nd, a cruise ship caused an accident when the crew lost control of the ship and it smashed into a dock and a tourist river boat in the very historical center of Venice (Giudecca canal).

A few years ago, a cruise ship of the same company (MSC) at anchor in front of the Old City damaged the pipelines between Dubrovnik and the island of Lokrum, trying to avoid a near collision accident caused by strong wind. The ship’s anchor tore up phone lines, electricity and water pipes causing a 30,000 Euro a day loss on the island. Regrettably, the Dubrovnik city authorities’ response to the accident consisted in concentrating the cruise ship anchoring in the Bay of Gruž, which is a densely inhabited area, physically too narrow to accommodate large cruise ships, and on top of all recently inscribed as a buffer-zone to the UNESCO site of the Old City of Dubrovnik.

These incidents prove that, on top of their environmental impact, giant cruise ships represent an immediate threat to our communities.

The cities of Dubrovnik and Venice, which are particularly suffering from mismanagement of mass tourism, need urgent action in order to preserve their way of life, inhabitants, ecosystem and cultural heritage.

Until this very day, not even their World Heritage UNESCO status has been able to secure the adoption and implementation of Management Plans that would take into account the carrying capacity for each site.

As members of the Civil Society Network of Mediterranean Historical Cities, which also includes the UNESCO protected cities and islands of Corfu, Paphos (Cyprus), Crete and Rhodes, we urge all parties responsible to finally make a decision to keep cruise ships at a safe distance from the delicate ecosystem of Venetian Lagoon and from the historical centres of Dubrovnik and other cities and islands recognized as UNESCO World Heritage Sites.

Signed by (in alphabetical order):

Associazione Progetto Firenze

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cyprus)

Gruppo25aprile Venezia

Regno di Candia Crete

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rhodes

San Giacomo Association Corfu

Save Cork City, Cork, Ireland

Udruga Grad Dubrovnik

 

 

Venezia impossibile e il “partito del no” alle grandi navi

  (Fonte: i Diarii di Marin Starnudo, capitolo XX)

Nell’ambito della campagna di bonifica e imbonimenti contro il partito del NO alle grandi navi,

Il Serenissimo Principe fa sapere, e per ordine dell’Illustrissimo ed Eccellentissimo signor Inquisitor ai Grandi Scavi comunica che:

  1. Ha oggi bandito dal territorio comunale il menestrello AdriaNO CelentaNO e vietato l’esecuzione con qualunque mezzo delle sue canzoni e composizioni  in tutti i campi, bacari e bordelli galleggianti della Laguna.
  2. Ha richiamato per consultazioni urgenti i suoi ambasciatori a MilaNO e ToriNO.
  3. Ha dichiarato guerra a NOvara, che verrà invasa da una duplice flotta di rimorchiatori fucsia sui canali Cavour e Quintino Sella – lavori di scavo e adeguamento dei canali permettendo – al grido di “qui SI vara o si spara” e “Finché la Nave va in riva, lasciala andare”.
  4. Il Presidente del Porto PiNO MusoliNO ha ricevuto un DASPO urbano per recidiva (il NO reiterato, nel nome e nel cognome, è duplice reato di Lesa Maestà).
  5. I casi dell’artista Serena NONO e del compositore Luigi NONO sono attualmente al vaglio del Consiglio dei Dieci, che sta valutando la proposta di un bando perpetuo per i medesimi nonché per i loro ascendenti e discendenti in linea retta fino al sessantaseiesimo grado.
  6. L’assessore camerlengo al bilancio Michele ZuiNO è stato licenziato in tronco e giustiziato fra le due colonne per un tragico quanto malizioso errore di trascrizione all’anagrafe del cognome Zuin, italianizzato di forza da un dipendente comunale notoriamente iscritto a Fratelli d’Italia. Analoga sorte hanno rischiato i giornalisti Michele FulliNO e Tiziano GraziottiNO (i venezianissimi Fullin e Graziottin), che si sono salvati prendendo d’assalto l’anagrafe comunale alla guida di un manipolo di schiavoNI, discendenti diretti degli affondatori del Libérateur d’Italie.
  7. Il Serenissimo Principe ha chiesto al Legato Pontificio di Roma la sostituzione immediata dei ministri ToNInelLI e BoNIsoLI per ostracismo e reticenza; troppi NI troppi LI, le grandi navi devono star QUI!
  8. A seguito della richiesta di cui sopra, all’Anagrafe comunale sono pervenute in via di urgenza le richieste di rettifica immediata del cognome dei Signori: Marco AgostiNI e Simone VenturiNI.
  9. il Teatro GoldoNI (che ha prontamente cambiato nome in GoldoSì), il ridotto e il Malibran hanno ricevuto l’ordine perentorio di revocare o disdire con effetto immediato i loro abbonamenti al quotidiano il GazzettiNO, che nel suggerire un NO in modo subliminale ai suoi lettori tradisce già dal titolo una potenziale propensione sovversiva.
  10. Il furore icoNOclasta non ha risparmiato nemmeno l’ACTV, che ha sospeso la fermata Fondamenta NOve. La segnaletica e la cartellonistica epurate dal NO (Fondamenta SIve) sono infatti state modificate con un blitz notturno che le ha trasformate in “Fondamenta Lascive”. Lo stencil inequivocabile che illustra il concetto – e che alcuni attribuiscono a Banksy – è infatti tale da sconsigliare la fermata ai minori non accompagnati da baby gang.
  11. Per eccesso di zelo, l’Ufficio di TopoNOmastica ha cambiato la targa in ottone (placcata oro matto) diventando TopoSImastica (Ufficio pantegane commestibili?). I nizioleti di Strada NOva sono stati riportati alla loro versione antecedente del 1945: Strada 25 aprile!
  12. La crociata contro gli eretici del NO al progresso e alle grandi navi ha conosciuto un tragico epilogo nella notte, quando un corpo di spedizione lanzichenecco alla guida di tale Maurice Krovat è sbarcato nelle isole ribelli di MuraNO e BuraNO saccheggiandole senza pietà. Gli abitanti (turisti esclusi) sono stati deportati a Poveglia dove li attendono i lavori forzati per la costruzione del nuovo Club Med autorizzato dal Demanio.

La Crociata contro gli eretici continua: il Consiglio dei Dieci è attualmente riunito per statuire sulla sorte di tutti i NOnni e di tutte le NOnne che nei sestieri sono ancora residenti nonostante tutte le difficoltà, e a volte osano addirittura esporre striscioni e cartelli con la scritta:

Mi NO Vado Via

Marin Starnudo, 5 giugno 2019

Credits: Marco Toso Borella per il libro omonimo, e William Carrer per l’immagine tratta dal film “Venezia impossibile”:

 

Joint statement: Cruise Ships v. World Heritage

Venice – Dubrovnik 3rd June 2019

On June2nd, a cruise ship caused an accident when the crew lost control of the ship and it smashed into a dock and a tourist river boat in the very historical center of Venice (Giudecca canal).

A few years ago, a cruise ship of the same company (MSC) at anchor in front of the Old City damaged the pipelines between Dubrovnik and the island of Lokrum, trying to avoid a near collision accident caused by strong wind. The ship’s anchor tore up phone lines, electricity and water pipes causing a 30,000 Euro a day loss on the island. Regrettably, the Dubrovnik city authorities’ response to the accident consisted in concentrating the cruise ship anchoring in the Bay of Gruž, which is a densely inhabited area, physically too narrow to accommodate large cruise ships, and on top of all recently inscribed as a buffer-zone to the UNESCO site of the Old City of Dubrovnik.

These incidents prove that, on top of their environmental impact, giant cruise ships represent an immediate threat to our communities.

The cities of Dubrovnik and Venice, which are particularly suffering from mismanagement of mass tourism, need urgent action in order to preserve their way of life, inhabitants, ecosystem and cultural heritage.

Until this very day, not even their World Heritage UNESCO status has been able to secure the adoption and implementation of Management Plans that would take into account the carrying capacity for each site.

As members of the Civil Society Network of Mediterranean Historical Cities, which also includes the UNESCO protected cities and islands of Corfu, Paphos (Cyprus), Crete and Rhodes, we urge all parties responsible to finally make a decision to keep giant cruise ships at a safe distance from the delicate ecosystem of Venetian Lagoon and from the historical centres of Dubrovnik and other cities and islands recognized as UNESCO World Heritage Sites.

Signed by (the list is being updated):

Gruppo25aprile Venezia

Udruga Grad Dubrovnik

San Giacomo Association Corfu

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cyprus)

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rhodes

Regno di Candia Crete

 

 

 

ANNEX: the Dubrovnik – Lokrum precedent

Vijesti.net
August 16, 2004

Saturday two large ships with 2600 people on board… were drifting towards a hotel.

Ships looked like toys bopping in the harbour.

The wind caused the ship (MSC Armonia) to shift from where it was anchored… until there was a 20m gap between the two large ships… distance should have been minimum of 150m.

The anchors got tangled up and they both had to limp out to the open sea where they managed to untangle and come back to port.

Could have been another Titanic… only seconds from a very large disaster.

The ships tore up phone lines, electricity and water pipes at the Lokrum resort in peak season, possible loss of 30,000 euro a day.

The accident summarized by another open source:

 

16 August 2004:

The strong wind moved the ship MSC Armonia (251 meters length, 2200 guests), from the place where she anchored and towards the Villa Dubrovnik hotel. At one moment, according to witnesses, the distance from the hotel’s terrace to the ship was only 15 meters. Hotel guests were in a state of panic watching the mega cruise liner approaching the hotel. During the attempt to escape from possibility of running aground or hitting the hotel Villa Dubrovnik, Armonia’s anchor pulled the anchor of Club Med 2 (440 guests on board). Both ships then sailed out to the open sea and after the risky manoeuvre they dropped anchor. The incident has left the island of Lokrum without power, water supply, and phone lines as cables and pipes were destroyed during the manoeuvring inside the bay. City authorities said that due to the damage, tourist season for this small island, just a ten minute pleasant boat trip distance from the Port of Dubrovnik, is over. Daily income loss of 30,000 euros has been estimated. Port authorities have authorized the ships to leave the Port of Dubrovnik only after both cruise companies have deposited 100,000 euro as compensation for the damage caused.

 

UNESCO pilatesco – comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA:

Nel 2016 questa città aveva riposto grandi speranze nell’UNESCO, per la risoluzione che avevamo anche tradotto in italiano e pubblicato su questa pagina: la famosa risoluzione di Istanbul.

Nel 2017 le speranze si erano affievolite con l’inaudito rinvio di due anni concesso, senza discussione alcuna, nel corso della sessione di Cracovia.

Metabolizzata la delusione del 2017, è con un sorriso amaro che accogliamo la decisione oggi annunciata di concedere un ulteriore rinvio fino a “febbraio 2020”. Per quanto ammantata di burberi rimproveri e amorevoli buffetti sulla guancia, la decisione si traduce in tre anni di “proroga” rispetto a quel verdetto che avevamo accolto con favore nel 2016:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/15/venezia-e-il-processo-di-bisanzio-istanbul-14-luglio-2016/

Accogliamo l’annuncio con un sorriso (amaro) perché lo World Heritage Committee, unico abilitato a inserire Venezia nella lista dei siti UNESCO in pericolo, si riunisce soltanto una volta all’anno e lo fa a LUGLIO –  quindi si pronuncerà soltanto DOPO le elezioni comunali del 2020.

In altri termini, questo ulteriore rinvio appare dettato unicamente dalla scelta politica di non “disturbare” il sindaco in carica, che ha già dichiarato di volersi ricandidare nel 2020.

Le condizioni necessarie e sufficienti per una decisione o quanto meno per una discussione erano già riunite nel 2017. Quel treno ormai è passato e non ripasserà. Tanto meno potrà condizionare (in positivo) gli impegni dei candidati Sindaco del 2020, dato che chiunque venga eletto a giugno, quando il verdetto arriverà a luglio (salvo rinvii ulteriori) potrà prendersela comoda avendo davanti a sè 5 anni di mandato.

A chi volesse ricostruire l’evoluzione del dossier, suggeriamo di seguire questo link in ordine cronologico “inverso”:

https://gruppo25aprile.org/?s=unesco

Nella foto,  l’ingresso della sede veneziana dell’UNESCO che occupa il prestigioso Palazzo Zorzi: la famosa “antenna” che non vede non sente e non parla mai, anche perché le sue bollette sono a carico dell’Amministrazione comunale quindi magari è meglio non correre rischi?

UNESCO Venezia.jpg

 

 

Questa settimana in #Bragora

Venerdi 17 maggio, alle 18:

#StavoltaVoto

“Perche votare alle elezioni europee”? Tre punti di vista a confronto:

  •  il Senatore Andrea Ferrazzi (Venezia, 1969), già assessore e consigliere comunale, attualmente capogruppo PD in commissione Ambiente;
  • Anthony Candiello (Venezia, 1965) candidato al Parlamento europeo per il M5S nel collegio Nordest, e
  • Eugenia Fortuni (Camposampiero, 1978) candidata “verde” al Parlamento europeo nel collegio Nordest

Moderatore: il nostro portavoce Marco Gasparinetti, che nelle Istituzioni europee ha lavorato per 26 anni.

Come trovarci? Campo Bandiera e Moro (vulgo: Bragora), Scoletta di San Giovanni in Bragora: di fianco all’omonima chiesa, al civico 3811B del sestiere di Castello.

La pagina dell’evento:

https://www.facebook.com/events/611020592749031/

Domenica 19 maggio, dalle 16 in poi:

Festa in campo!

19 maggio Festa in campo

Programma provvisorio (verrà “aggiornato” in funzione delle previsioni meteo):

Alle 16 e alle 16.30, visite guidate gratuite alla Chiesa romanica e alla scoletta di San Giovanni in Bragora, offerte alla cittadinanza da: Associazione Guide Turistiche Venezia e Coordinamento Guide Turistiche Venezia.

Alle 17: breve “cerimonia” di assegnazione dei due contributi per la casa (totale: 5.000 euro) finanziati con i nostri calendari 2019.

Alle 17.30 Mare di Carta presenta: “SOS Laguna” di Luigi D’Alpaos !!!

Dalle 18.00 in poi, all’interno della scoletta: al piano terra, degustazione dei vini di Laguna nel bicchiere; al primo piano: torte dolci e salate; al secondo: mercatino di autofinanziamento.

Alle 19 (19 maggio ’19 alle 19: facile da ricordare!Concerto per la Bragora, con una delle band più apprezzate del Veneto: gli Extravaganza!

19 maggio concerto

La pagina dell’evento:

https://www.facebook.com/events/548257218998588/

Ringraziamenti (lista provvisoria):

1) la libreria Mare di Carta, che è anche editore e sarà presente con un libro fresco di stampa che farà “rumore”, per il modo in cui affronta la questione del MoSe:

https://www.facebook.com/maredicarta/

2) gli amici di “Laguna nel bicchiere”, che all’interno della nostra sede ci delizieranno con la degustazione di vini rigorosamente prodotti in Laguna:

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3) Alessandra Vitalba con le sue vignette e i suoi fumetti!

4) il Parroco Don Agostino, che ringraziamo per l’apertura “fuori orario” della Chiesa;

5) Associazione Guide Turistiche Venezia e Coordinamento Guide Turistiche Venezia, per le visite guidate;

6) la Itaca Art Studio di Monica Martin;

7) La mitica “Beppa” di Massimiliano Smerghetto, negozio di vicinato e punto di riferimento per tutto il sestiere, che ci ha cortesemente prestato il materiale di cui non disponevamo;

8) VolaVenezia, la scuola di volo di Venezia:

http://www.volavenezia.com/it/

Avvertenza importante:

A tutti ricordiamo che il 19 maggio non verranno utilizzati bicchieri, posate o piatti di plastica, nemmeno per le torte dolci e salate che troverete all’interno della sede: per chi non vuol bere “a stomaco vuoto” abbiamo pensato anche a questo, ma nel rispetto dell’ambiente che ci circonda!

#PFC Il Gruppo25aprile aderisce a:

19 maggio Plastic Free

 

 

 

 

The Dubrovnik Report – la relazione di Ragusa

All’Ateneo Veneto lo scorso 3 maggio abbiamo presieduto l’incontro delle realtà civiche mediterranee che a Venezia hanno portato le loro esperienze, confrontato i problemi rispettivi e discusso le possibili soluzioni comuni (“soglia di accoglienza”, per i siti UNESCO):

https://www.enimerosi.com/details.php?id=32475

e (per chi non parla inglese):

https://gruppo25aprile.org/2019/05/07/dicono-di-noi/

Pubblichiamo oggi la relazione di Dubrovnik (Ragusa) per i molti punti in comune che presenta con la situazione veneziana: iperturismo, crollo del numero di residenti (una perdita pari ai 2/3 della popolazione presente negli anni ’50, percentuale simile a quella di Venezia) e gigantismo navale (navi da crociera “fuori scala” rispetto al contesto ambientale e monumentale).

Un grazie a Mara Kolić Pustić, per avercene inviato la versione scritta.

Dubrovnik

Active citizens and sustainable development of UNESCO heritage sites: the Case of Dubrovnik, Croatia

Mara Kolić Pustić, Udruga Grad

INTRODUCTION

In 1979 the Old Town of Dubrovnik was listed as the UNESCO World Heritage site. Even though the city was considered a rare example of a populated medieval town completely surrounded by the city walls, only the architecture of the city was protected at that time. From the 1979 point of view, the fact that the town was populated, being a real town in every sense and context of the word, was something taken for granted. Back then, it seems that no one could have imagined that the life within the city walls would become endangered.

In 1953 the Old Town of Dubrovnik was a vital, populated city with 5181 inhabitants. A year earlier, a group of active citizens founded the Society of Friends of Dubrovnik Antiques. Their goal was “to sensitize the broader public on the importance of preservation of Dubrovnik’s cultural and historical heritage, raising awareness and interest for them, appealing to the pride and appreciation of the public.” (http://citywallsdubrovnik.hr/drustvo/?lang=en) The Society was trusted with maintenance and management of the city’s most glorious antiquity – the city walls, which, at that time, were in poor condition.

Another proof of the way of life characterized by the appreciation of heritage and culture is the Dubrovnik Summer Festival. “The idea of founding the Dubrovnik Summer Festival’ in 1950 was harmonising the renaissance and baroque atmosphere of  Dubrovnik and the living spirit of drama and music, actually derived from the intellectual way of life of the city itself, from its living creative tradition, which has bestowed upon Croatian cultural and scholarly history, especially in theatre and literature, many great names and works, and kept it continually in touch with contemporary currents in western Europe.”  (https://en.wikipedia.org/wiki/Dubrovnik_Summer_Festival) Back then, Dubrovnik was a vital town not only cherishing inherited values, but also creating new ones. Concerts, operas, dramas, and ballets were performed in different locations all over the city – the city was living with the Festival and the Festival was living with the city.

That was the spirit in which Dubrovnik was evolving, leading to the City’s listing as the UNESCO World Heritage site in 1979. In those days, the town itself was raising generations of active citizens with a developed sense of community, aesthetics and measure.

DUBROVNIK TODAY:

The breaking point for Dubrovnik was the war in 1991 and the subsequent economic difficulties, which led to an exaggerated orientation on tourism in all its forms. Monocultural economy (tourism) and expanded house-short-term-renting have resulted in Dubrovnik following the international city centre depopulation trends – the number of inhabitants decreased to only 1557 in 2016 and, although only 3 years have passed, to a significantly smaller number today.

What happened with the Society of Friends of Dubrovnik Antiques and the Dubrovnik Summer Festival? Well, they both still exist but fail to fully fulfil their original purpose.

Today, the Society of Friends of Dubrovnik Antiques still exists and is active in preserving our material heritage – the walls and the buildings. Expanding tourism brings millions of visitors who pay to walk the city walls, not only maintained but also managed by the Society.  The income is huge – only last year 1.300.000 tickets were sold. Sixty percent of the revenue is transferred to the budget of the City of Dubrovnik. This sounds like a great opportunity to invest in town management. However, the the opportunity has not been seized. Although it has been scientifically proved that if nothing changes the old town will lose all its inhabitants, so far the money has not been invested to increase the quality of life of the remaining citizens, nor in any active measures to increase the number of inhabitants.

As for the Dubrovnik Summer Festival, it still takes place every summer, but most of the former locations are now occupied by restaurant tables or are too noisy to be adequate for performing. Artistic creation no longer happens within the city as it used to. While in the past renown orchestras, ballet ensembles and theatrical companies stayed in Dubrovnik for weeks rehearsing and performing, today the programme is based on ready-made projects created elsewhere and only performed in Dubrovnik in the few remaining restaurant-tables-free-not-too-loud locations.

Today, Dubrovnik is facing an almost two decades long intensive process of „disneylandization“, depopulation, apartmanization, cultural heritage devastation, endangerment of the natural resources and urban planning malversations. We are facing a threat of losing the living city and remaining with a depopulated, dead city under UNESCO protection.

ACTIVE CITIZENS IN DUBROVNIK:

Is there anything UNESCO can do about that? The answer is positive. Unfortunatelly, UNESCO’s role is restricted to giving recommendations.

The crucial role that makes the very substance of the living city is the role of the citizen. The city is alive as long as there are active and engaged citizens concerned about their community, their heritage, their quality of life. With a decreasing number of inhabitants, with most of them already quite old, a legitimate question is – are there still active citizens not giving up on the city that is practically dying in front of their eyes?

The answer is – yes, there are. In fact, through active citizenship and appealing to UNESCO we managed to provoke a UNESCO monitoring mission in November 2015 that resulted crucial recommendations. For example:

  • The State Party should ensure prompt finalization and approval of the Management Plan for the property
  • The “Bosanka 2”, a project envisaging apartment resort on Srđ, the hill directly above the City, should not be allowed to proceed
  • The plans to construct the quay in front of Lazaretto, with the connection to the Old Port, should be stopped and no construction should be permitted in that area

On the political level, both in Dubrovnik and the Capital, there is a consensus that Dubrovnik’s value is the value of a living city. No party is openly advocating the idea of a city-museum, a tourist site, a huge restaurant and resort, a former town. Unfortunately, in practice, there had been no real measures towards keeping the living city alive until a Management plan was requested by UNESCO in 2015.

Active citizens, aware of the problem, responded to the Management plan activities with extreme engagement. In the beginning, no representatives of the inhabitants nor NGOs were planned to participate in the Monitoring Board for drafting and implementation of the Management Plan. Thanks to the active citizens’ pressure, the original decision of the City authorities was changed, allowing the representatives of the citizens and NGO’s to participate in both the Monitoring Board and the workshops and focus groups organized by the Monitoring Board. The citizens and NGO representatives initiated a new population census and volunteered for the field work. The new population census gathered materials for socio-demographic study, one of the crucial documents on which the Management plan should be based.

Aware that politicians and political parties are too often interested in short term projects useful in their campaigns instead in long term strategies useful for the local community, the citizens have also formed their own lists in the elections for the city quarters, held in 2018. In the Old Town district the citizen list won the elections.

Active citizens encounter strong opposition from all levels of authority. Instead of addressing effectively the obvious issues of over-tourism, gentrification, unsustainable growth in tourist numbers and offering effective solutions, the authorities use the mechanisms they control to undermine the efforts of the citizens and civil organizations. An active citizen often encounters exaggerated PR from the City authorities aimed at calming public opinion and undermining all efforts seeking for real solutions.

Instead of taking care of public interest as a priority, politicians often choose to serve the interests of private investors. In such cases, active citizens have always reacted, writing petitions and gathering for public protests. The latest example was an attempt to change spatial plans of the city, adjusting them to suit the project of a private investor but in the end the city council did not vote for the changes due to citizens public protests.

Even though ruling politicians are always personally invited to public protests to share their point of view with the concerned citizens, they avoid these situations and instead use their influence in media to minorize such events.

OUR NETWORK:

Our very Network is also a network of active citizens willing to give their contribution in a very challenging moment for the UNESCO sites that we are concerned about.

In that context, one of the tasks of our Network should be raising the awareness of the importance of active citizens’ involvement. The Network should encourage and support active citizens’ actions among the members of the Network.

The Network could also establish a communication line with UNESCO emphasizing and communicating facts and information to UNESCO from the active citizens’ point of view, contributing to the common universal interest.

To be more precise, our activities could be defined by 3 main goals:

  1. Reinforcing and encouraging of active citizens’ engagement as part of UNESCO’s monitoring missions, as well as periodic reporting whenever possible.
  2. Many Management Plans of the UNESCO Sites have so far been adopted by local authorities just to fulfil the formal obligation with no real measurable results. Management Plans are documents which can allow active citizens participation in the decision-making, implementation, and monitoring phase, especially if they are legally binding documents. These documents should be empowered by the appropriate legal status and enriched with the obligatory active participation of the citizens. The UNESCO support and monitoring in their creation and implementation would be more than welcome.
  3. Finally, in the light of the fact that depopulation and musealization of once living cities is a huge problem inevitably changing the sites and threatening their outstanding universal value, it is high time we stopped taking inhabited towns for granted. With that in mind, it would be necessary to reconsider the role of the “living city” within the OUV criteria and try to establish new modalities to recognize and protect the value of the inhabited historical city either through OUV criteria or the qualification conditions of authenticity and integrity.

Such an effort would result in all stakeholders being more active in dealing with the aforementioned negative trends that heritage sites have been experiencing for the last several decades.

CONCLUSION:

Many well-meaning people often tell us: “What you are saying is true, but nothing can be done. That battle has already been lost.”

As long as there are active citizens willing to fight for the public interest, the battle has not yet been lost. If in the end the battle should be lost, the losers will not be just us, the citizens. The looser, in case of a UNESCO site, will be the entire humanity.

Comunicazione urgente alla cittadinanza

L’articolo di Antonella Gasparini per VeneziaToday:

http://www.veneziatoday.it/attualita/sfratto-sospeso-anziana-castello-gruppo-25-aprile.html

Il commento del sociologo Gianfranco Bettin, che con arguzia rilancia il nostro slogan #MiNoVadoVia:

Summum ius summa iniuria – seconda parte

COMUNICATO STAMPA 14/05/2019

Lette le dichiarazioni alla stampa (per avvocato interposto) della società che sta sfrattando una pericolosa novantatreenne nel sestiere di Castello, segnaliamo due “piccole” omissioni, sicuramente involontarie:

I) i 40.000 euro che le hanno sequestrato (inaudita altera parte) a titolo conservativo in attesa del giudizio di merito (RG 5913/2017), per l’occupazione abusiva dell’appartamento che in precedenza era suo;

II) i 10.000 euro dell’assegno che qui riproduciamo, versato il 15 aprile a titolo di garanzia del rilascio (in cambio di un rinvio dello sfratto al 15 maggio), e siamo già a 50.000 (euro e non Lire). Sarà anche abusiva (e noi non contestiamo che lo sia, dal punto di vista giuridico) ma non si puó dire che sia a titolo gratuito, questa occupazione “sine titulo”: anzi è talmente onerosa che solo una persona aggrappata ai suoi ricordi e alla sua Città può resistere in questo modo a chi le ha strappato quella che era casa sua (60 metri quadri circa, e non una reggia).

#MiNoVadoVia

Assegno

Quello che vedete in foto  è un assegno di 10.000 euro (dieci mila). Firmato da una persona di 93 anni a titolo di garanzia per ottenere la concessione di un breve rinvio dello sfratto dall’appartamento di cui era proprietaria. Durata del rinvio graziosamente concesso in cambio di questo assegno? Dal 15 aprile al 15 maggio.

Lettera aperta al Prefetto Vittorio Zappalorto

S.E. il Prefetto Vittorio Zappalorto

Mercoledì 15 maggio, a due passi dalla nostra sede in Bragora una cittadina inerme di 93 anni riceverà la visita di un ufficiale giudiziario assistito dalla «Forza Pubblica» che ha in Lei, Signor Prefetto, il suo massimo rappresentante sul territorio.

La « Forza pubblica » per sradicare dal suo appartamento una vedova che ne era proprietaria dagli anni ’80 e ne è stata espropriata in virtù di una procedura di esecuzione immobiliare per un debito legato a spese di manutenzione straordinaria del tetto decise dagli altri condomini, che è lievitato da 16 mila a 50 mila euro circa in seguito alla peripezie giudiziarie che l’hanno vista soccombere nelle varie fasi del giudizio, a volte per mancata opposizione ai decreti ingiuntivi che si sono succeduti nel tempo.

Molti sono gli aspetti oscuri di questa vicenda, sicuramente complessa sul piano processuale ma questa è materia che lasciamo agli avvocati delle parti: non è per criticare una sentenza che ci rivolgiamo a Lei con questo appello.

Lei che ha alle spalle studi di giurisprudenza conosce sicuramente il detto «summum ius summa iniuria» (Marco Tullio Cicerone, De officiis, I, 10). Nel Paese che a ragione viene definito culla del diritto, i nostri illustri antenati avevano già riconosciuto che  «somma giustizia equivale spesso a somma malizia” (Publio Terenzio Afro, Heautontimorumeno, IV, 5: Ius summum saepe summa est malitia).

Le sentenze vanno rispettate, anche quando sono il risultato di mancate impugnazioni o altri cavilli che sono difficilmente comprensibili per la gente comune, ma è nelle modalità dell’esecuzione “forzata” che si vede la differenza fra uno Stato che soffoca  i più deboli con la forza bruta e uno Stato che conosce anche la «pietas» e riconosce la dignità umana come correttivo all’asperità della “dura lex sed lex”.

Nel nostro ordinamento, l’uso della «Forza» è prerogativa e monopolio dello Stato perché lo Stato medesimo è anche garante del necessario bilanciamento degli interessi, che non può prescindere da valori superiori quali la Costituzione, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e altri che sono radicati nella coscienza collettiva di un Paese e ne costituiscono la vera ricchezza. Negarli o ignorarli significherebbe minare le basi essenziali della convivenza civile.

Questa vicenda vede contrapposte le ragioni puramente economiche di una società immobiliare che si è aggiudicata all’asta un appartamento e le ragioni del cuore di una persona anziana e indifesa che si vorrebbe prelevare con la forza dall’appartamento in cui ha vissuto per più di 30 anni. Nel rendere questa vicenda di dominio pubblico ci stiamo forse schierando contro il diritto di proprietà? Al contrario, proprio perché rispettiamo quel diritto ci chiediamo come sia possibile che una persona venga prima espropriata e poi espulsa di forza dall’appartamento di cui era proprietaria, dopo una vita di sacrifici.

Si dia agli avvvocati delle parti il tempo di negoziare una soluzione rispettosa delle Leggi e della dignità umana : per il 25 luglio è già prevista una udienza di merito in cui verrà determinato l’ammontare della indennità di occupazione che la ex proprietaria dovrà pagare per il tempo in cui è rimasta nell’appartamento di cui non è più proprietaria.

Quale pregiudizio irreparabile potrebbe mai arrecare un rinvio di questo sfratto, e quale pregiudizio irreparabile potrebbe invece portare lo sradicamento brutale di una persona che il 4 giugno compirà 94 anni e ha passato gli ultimi 37 in quell’appartamento?

Questa è la domanda centrale a cui Le chiediamo rispettosamente di rispondere, prima di autorizzare l’utilizzo della Forza Pubblica e determinarne le modalità operative. Non Le chiediamo certo di farlo in pubblico, in primo luogo perché la risposta riguarda principalmente la Sua coscienza e in secondo luogo perché le modalità di intervento della Forza Pubblica possono articolarsi in molteplici forme e adattarsi alle circostanze specifiche, per preservarne il carattere di proporzionalità ed evitare danni collaterali indesiderabili.

Il 15 maggio noi ci saremo, al numero civico della foto: ci saremo insieme ad altri e a chiunque vorrà esserci. Non ci saranno atti di «resistenza a pubblico ufficiale» perché questa piattaforma civica ha fatto del rispetto della legalità e delle istituzioni un tratto distintivo e fondante delle sue attività, ma rivendichiamo il diritto che per noi è dovere civico di essere vicini ad una persona che merita rispetto, in queste circostanze per lei dolorose.

In 5 anni di denuncia di quello che a nostro modo di vedere «non va», questo blog  non ha mai ricevuto querele,  rettifiche o smentite, perché prima di parlare ci documentiamo, sempre. Lo abbiamo fatto anche in questo caso, prima di rivolgere a Lei questa lettera.

I documenti di cui abbiamo preso conoscenza  e lo stato di salute della “sfrattata” ci portano a rivolgerLe  un appello che prescinde dall’arida conoscenza dei Codici: mercoledi 15 maggio in calle dei greci, si eviti l’uso della violenza camuffata da «forza pubblica », nei confronti di una persona anziana e indifesa. Questa città non lo capirebbe.

Sono ben altre le situazioni in cui la cittadinanza avrebbe bisogno dell’intervento della “Forza Pubblica”, e la applaudirebbe.

Marco Gasparinetti

per il

Gruppo25Aprile

 

15 maggio castello

Una proposta concreta: la “soglia di accoglienza”

Gazzettino 4 maggio 2019

“Una volta tanto, da un forum dedicato ai comuni problemi del turismo non escono solo lamentele sulla situazione (pesantissima) in cui le città d’arte sono finite, ma vengono abbozzate anche delle soluzioni. E, se non sono soluzioni, sono degli strumenti che potrebbero essere utili alla gestione dei flussi. Il forum delle realtà civiche operanti nei siti Unesco del mediterraneo, riunito per un giorno intero all’Ateneo Veneto, ha infatti deciso di realizzare un modello matematico-statistico che consenta di prevedere la soglia di accoglienza oltre la quale città e paesi non sarebbero più vivibili. La novità è che non si tratterà di una cosa applicabile a Venezia o a una delle città partecipanti, ma sarà donata a tutti coloro che ne faranno richiesta.

I SITI UNESCO

Le città aderenti oltre a Venezia sono Ragusa (Dubrovnik), Corfù, Creta, Rodi e Cipro, ognuna con problemi comuni a tutti i siti sotto tutela dell’Unesco. La scelta è caduta sul modello Costa-Van der Borg-Canestrelli che era stato approntato a fine anni Ottanta per evidenziare l’impatto catastrofico che avrebbe avuto l’Expo 2000 a Venezia. Quel modello oggi è superato nelle premesse, ma potrebbe essere implementato, visto che lo stesso Van der Borg ha dato il suo assenso e appoggio.

LA SOGLIA DI ACCOGLIENZA

«Lo scopo – spiega Marco Gasparinetti, il portavoce del Gruppo 25 Aprile che ha ospitato l’evento in quanto presidente di turno del forum – è definire in modo oggettivo e accademico una soglia di carico o meglio, di accoglienza, oltre la quale la qualità della vita di turisti e residenti potrebbe peggiorare sensibilmente. Una soglia oltre la quale non siamo in grado a garantire un’accoglienza decente. L’impegno è stato preso, sarà formato un gruppo di lavoro multidisciplinare e internazionale che chiederà un finanziamento europeo». Non è una cosa che si può fare dall’oggi al domani, ma un lavoro che richiederà un arco di tempo triennale. Quindi, non una boutade elettorale, visto che nel 2020 si vota.«Continuiamo a restare apolitici – aggiunge Gasparinetti – e metteremo a disposizione il modello al sindaco in carica, chiunque esso sia».

TURISMO SOSTENIBILE

La definizione di un numero limite di turisti accettabili è balzata nuovamente alle cronache con la protesta del sindaco di Riomaggiore contro le Ferrovie, per via del trasporto di turisti alle Cinqueterre in numero ben maggiore alle capacità di accoglienza. La soglia di accoglienza potrebbe essere quel numero magico oltre il quale scatterebbe la chiusura dei siti Unesco a ulteriori arrivi. «Il pagamento di un ticket – ha concluso Gasparinetti – come hanno dimostrato i nostri amici di Ragusa non è più sufficiente. Loro hanno staccato un milione e 300mila biglietti (per visitare le mura della città antica, NdR) ma i turisti continuano ad arrivare».

Un altro tema comune che è uscito dall’incontro è l’impegno di tutte le associazioni a non usare plastica usa e getta negli eventi e a sensibilizzare i turisti sul fatto che una bottiglia in plastica rischia di essere una bottiglia in acqua. Meglio rispolverare le virtù della vecchia borraccia”.

Michele Fullin
© RIPRODUZIONE RISERVATA (Il Gazzettino)

Nelle foto che seguono, alcuni dei partecipanti al Forum del 3 maggio. Da parte nostra, un sentito ringraziamento all’Ateneo Veneto e al suo Presidente Gianpaolo Scarante per aver inserito questo convegno nel Programma accademico del prestigioso Ateneo, e alla vicepresidente Prof. Caterina Carpinato che ha deliziato i presenti con una efficace quanto colta prolusione in greco moderno.

Foto:

Elena Riu (Venezia)

Petra Marčinko (Ragusa – Dubrovnik)

3 maggio Petra

Maria Gerakianaki (Creta)

3 maggio Maria

Daniella Pistenti Mouyiannou (Cipro)

3 maggio Daniella.jpg

Dimitrios Balatsinos (Corfù)

 

II° bando di gara per la casa: la graduatoria definitiva

Il 25 aprile quest’anno lo “onoriamo” pubblicando la graduatoria del bando di gara creato per dare un aiuto concreto a chi desidera restare o ritornare a Venezia, ma deve combattere a mani nude contro il carro armato della monocultura turistica che tutto travolge al suo passaggio, occupando ogni spazio per destinarlo alle locazioni turistiche.

(R)esistere a Venezia, non a caso, è anche il tema dell’esposizione fotografica in corso nella nostra sede di San Giovanni in Bragora. Il bando di gara è alla sua seconda edizione, e anche quest’anno premia una donna in situazione di sfratto esecutivo. Le donne rappresentano l’80% delle domande di contributo ricevute.

I contributi questa volta sono due, grazie alla generosità di chi ha acquistato il nostro calendario benefico e alla libreria Mare di Carta che lo ha distribuito. Al contributo di 3.000 euro per il primo classificato si affianca un secondo premio di 2.000 euro che a sua volta viene erogato a un residente colpito da sfratto per finita locazione.

Come riportato anche dalla stampa locale, il bando di gara del 2018 ha permesso a una famiglia sfrattata di restare a Venezia, coprendo le spese legate a trasloco e deposito cauzionale: è stata una storia a lieto fine, a cui siamo lieti di aver contribuito. Altrettanto auguriamo ai beneficiari del contributo 2019.

La graduatoria definitiva:

Venezia, 25 aprile 2019
Visto il bando di gara pubblicato in data 1 febbraio 2019, che prevede l’assegnazione di due contributi pari a euro 3.000 per il primo classificato e 2.000 euro per il secondo;
Esaminata la documentazione ricevuta dai primi classificati nella graduatoria provvisoria pubblicata il 24 marzo e la sua idoneità a provare le situazioni soggettive generatrici di punteggio;
Prendendo atto dell’assenza di reclami o ricorsi;
il Consiglio direttivo dell’associazione 25 aprile Venezia ha deliberato la seguente
GRADUATORIA DEFINITIVA
che determina l’erogazione del contributo, previa sottoscrizione del contratto di accettazione e dei relativi obblighi con particolare riferimento al divieto di sublocazione o affittanze turistiche.
1) Donatella Penzo: 130 punti
2) Paolo Patuzzo: 130 punti
A parità di punteggio è stato applicato l’articolo 6 del bando, a norma del quale: “A parità di punteggio complessivo, verrà data la precedenza a chi si trova in situazione di sfratto ai sensi dell’articolo 5 punto 1. In caso di parità fra più persone in situazione di sfratto, la precedenza verrà data a chi si trova anche nelle situazioni di cui al punto 2 e successivi, seguendo il medesimo ordine di preferenza”.
I beneficiari del contributo non sono iscritti all’associazione e non sono parenti, conviventi o affini dei membri del direttivo (situazione che rappresenta causa di esclusione dal bando).
Le generalità dei beneficiari vengono rese note con l’accordo dei diretti interessati, che hanno sottoscritto apposita liberatoria. Quelle dei richiedenti che si sono collocati nelle posizioni successive in graduatoria rimangono invece coperte da privacy, come previsto dal bando.
BandoGara 3 feb 19

 

 

(R)esistere a Venezia, i ritratti di Paolo della Corte

Grande successo di pubblico e di critica per il percorso fotografico di Paolo della Corte intitolato “(R)esistere a Venezia” e inaugurato sabato nella nostra sede in Bragora.

Nel video di Loredana Spadon, alcuni momenti dell’inaugurazione:

La mostra rimarrà aperta fino al 30 giugno ed è visitabile anche durante il ponte pasquale: per orari e informazioni, potete telefonare al 344.1164654

Una panoramica delle foto esposte, nel video realizzato da la Nuova Venezia:

https://video.gelocal.it/nuovavenezia/locale/i-veneziani-che-resistono-al-vortice-dei-turisti-nei-ritratti-di-paolo-della-corte/109170/109628

Il video di VeneziaToday con l’intervento dell’ambasciatore Gianpaolo Scarante, Presidente dell’Ateneo Veneto:

http://www.veneziatoday.it/attualita/mostra-foto-resistere-gruppo-25-aprile-bragora.html?fbclid=IwAR3CU5p0BMXeFDkNrT6IVJd4q4K4Ty50sixEAc-pmMpK6zBDPf6MjdvPGK8

La rassegna stampa:

Corriere 13 aprile

Gazzettino 9 aprile

Nuova Venezia 5 aprile

L’intervista alla RAI Radio 3:

 

Alcuni dei commenti consegnati al libro degli ospiti o “diariro di bordo” della nostra sede:

Venezia caleidoscopio di nazionalità. Come è cambiato in questi 5 anni?

Questa pagina, che oggi festeggia i 1.200 “abbonati”, è nata esattamente 5 anni fa e all’epoca avevamo pubblicato una serie di statistiche sulla Venezia insulare (quella dove non si circola in automobile, per intenderci: nella Municipalità “litorale” di Lido e Pellestrina le imbarcazioni convivono invece con le 4 ruote).

Abbiamo aggiornato oggi il dato sulla Municipalità di Venezia Murano e Burano, che riserva non poche sorprese. Partiamo dalle 20 nazionalità più rappresentate fra la popolazione residente: fra parentesi abbiamo indicato la differenza rispetto al 2014.

  1. Romania: 483 (+ 50) passa dal terzo al primo posto;
  2. Cina: 476 (+ 73) sale dal quarto al secondo posto;
  3. Filippine: 409 (- 131) scende dal primo al terzo posto;
  4. Ucraina: 364 (- 7) sale di una posizione;
  5. Moldova: 320 (- 189) scende dal secondo al quinto posto;
  6. Francia: 247 (+ 40) sale di una posizione;
  7. Bangladesh: 205 (- 38) ne perde una;
  8. Sri Lanka: 183 (+ 20)
  9. Regno Unito: 158 (+ 27)
  10. Germania: 147 (+ 7)
  11. Albania: 138 (+ 21)
  12. Stati Uniti d’America: 108 (- 4)
  13. Spagna: 96 (+ 16)
  14. Giappone: 78 (+ 4)
  15. Tunisia: 67 (+ 7)
  16. Polonia: 66 (+ 1)
  17. Brasile: 64 (+ 10)
  18. Nigeria 62 (assenti nella «Top 20» precedente)
  19. Russia: 57 (+ 19)
  20. Croazia: 50 (- 2)
  21. Egitto: 50 (- 18)

La curva complessiva della popolazione residente è ben nota (grafico sottostante, elaborazione di Margherita Belgioioso sui dati dell’anagrafe comunale). Quello che colpisce nel dato sulla popolazione straniera, che è globalmente in linea con quello generale, sono le modalità “selettive” del saldo migratorio, come se questo colpisse le fasce economicamente più disagiate della popolazione, mentre con il segno + troviamo i Paesi più ricchi e quelli emergenti, con l’eccezione della Nigeria.

Con riferimento a quelle che nel 2014 erano le prime due posizioni in classifica, il calo della popolazione residente di nazionalità moldova e filippina è percentualmente superiore al calo della popolazione “autoctona” e probabilmente segue le dinamiche note a quest’ultima, che si trasferisce per motivi economici al di là dal ponte pur continuando a lavorare a Venezia.

residenti città d'acqua

Le nazionalità complessivamente presenti sono 120. Per una Municipalità che supera di poco i 60.000 residenti (isole comprese) non sono poche! Se il caleidoscopio è ancora ricco in linea con la storia di Venezia, va anche detto che la percentuale della popolazione straniera sul totale della popolazione residente è nettamente inferiore al dato medio comunale e anche diversamente ripartita: la nazionalità prevalente a Mestre è il Bangladesh, che a Venezia occupa soltanto il settimo posto.

Nelle posizioni successive alla ventesima troviamo:

  1. Marocco: 41 (- 2)
  2. Serbia: 40 (+ 1)
  3. Cuba: 40 (+ 11)
  4. Austria: 31 (+ 5)
  5. Grecia: 30 (+ 3)
  6. Kosovo: 29 (+ 5)
  7. Afghanistan: 29 (+ 9)
  8. Corea del Sud: 28 (+ 8)
  9. Repubblica Dominicana: 28 (+1)
  10. Iran: 27 (+ 2)
  11. Perù: 27
  12. Turchia 26
  13. Pakistan 26
  14. Perù 26
  15. Belgio 25
  16. Israele 25
  17. Tailandia 25
  18. Bulgaria 24
  19. Messico 23
  20. Senegal 21
  21. India 21
  22. Svizzera 20
  23. Messico 20
  24. Iraq 18
  25. Canada 15
  26. Georgia 14
  27. Irlanda 13
  28. Paesi Bassi 12
  29. Libano 12
  30. Giordania 12
  31. Finlandia 11
  32. Eritrea 11
  33. Danimarca 10
  34. Argentina 9
  35. Ecuador  9
  36. Algeria 9
  37. Congo 9
  38. Costa d’Avorio 9
  39. Ungheria 9
  40. Portogallo 8
  41. Slovenia 7
  42. Australia 7
  43. Venezuela 7
  44. Somalia 7
  45. Nepal 7
  46. Salvador 7
  47. Slovacchia 6
  48. Svezia 6
  49. Macedonia 6
  50. Colombia 6
  51. Lettonia 5
  52. Indonesia 5
  53. Mali 5
  54. Gambia 5
  55. Sierra Leone 5
  56. Lituania 4
  57. Bosnia Erzegovina 4
  58. Panama 4
  59. Kenya 4
  60. Cile: 4
  61. Camerun 4
  62. Siria 4
  63. Ghana 4
  64. Lussemburgo 3
  65. San Marino 3
  66. Madagascar 3
  67. Armenia 3
  68. Guinea 3
  69. Giamaica 3
  70. Kirzigistan 3
  71. Yemen 3
  72. Bolivia 3
  73. Togo 3
  74. Etiopia 3
  75. Sudan 2
  76. Norvegia 2
  77. Malta 2
  78. Nuova Zelanda 2
  79. Mauritius 2
  80. Birmania 2
  81. Guinea Bissau 2
  82. Honduras 2
  83. Angola 2
  84. Malesia 1
  85. Uruguay 1
  86. Uganda 1
  87. Tanzania 1
  88. Guatemala 1
  89. Kazakistan 1
  90. Tagikistan 1
  91. Estonia 1
  92. Singapore 1
  93. Ciad 1
  94. Benin 1
  95. Burkina Faso 1
  96. Cechia 1
  97. Repubblica centrafricana 1
  98. Zimbabwe 1
  99. Vietnam 1
  100. Ignota 1
  101. Apolidi 1

 

II° bando di gara per la casa: la graduatoria provvisoria

Visto il bando di gara pubblicato in data 1 febbraio 2019, che prevede l’assegnazione di due contributi pari a euro 3.000 per il primo classificato e 2.000 euro per il secondo;
Viste ed esaminate le domande di contributo ricevute nei termini indicati dal bando consultabile a questo indirizzo:
il Consiglio direttivo dell’associazione 25 aprile Venezia ha deliberato la seguente
GRADUATORIA PROVVISORIA, con le avvertenze riportate in calce alla presente delibera che ne costituiscono parte integrante:
1) DP 1958 (D): 130 punti
2) PP 1978 (U): 130 punti
3) ML 1954 (D): 110 punti
4) GZ 1978 (D): 110 punti
5) AC 1985 (D): 100 punti
6) ET 1977 (D): 90 punti
7) GG 1979 (U): 80 punti
Avvertenze:
  1. Per rispettare la privacy dei richiedenti, le loro generalità sono indicate soltanto con una sigla (corrispondente a nome e cognome) seguita da anno di nascita e dalla lettera U o D (uomo, donna). Una volta deliberata la graduatoria definitiva, del primo e del secondo classificato verranno rese note anche le generalità complete e il dettaglio dei punti ricevuti, al fine di garantire trasparenza totale alle modalità di assegnazione del contributo.
  2. La graduatoria comprende tutte e soltanto le domande con punteggio pari o superiore a 70 punti.
  3. La graduatoria provvisoria è stata formata applicando i punteggi definiti dal bando di gara, in base alle dichiarazioni degli interessati e con riserva di verifica documentale di quanto dichiarato per quel che riguarda i primi tre in classifica, che riceveranno comunicazioni individuali al proposito.
  4. A parità di punteggio è stato applicato l’articolo 6 del bando, a norma del quale: “A parità di punteggio complessivo, verrà data la precedenza a chi si trova in situazione di sfratto ai sensi dell’articolo 5 punto 1. In caso di parità fra più persone..  la precedenza verrà data a chi si trova anche nelle situazioni di cui al punto 2 e successivi, seguendo il medesimo ordine di preferenza”.
  5. La graduatoria provvisoria è suscettibile di modifiche in caso di difformità fra quanto dichiarato e quando successivamente documentato: come indicato nel bando iniziale,  i documenti necessari per comprovare la sussistenza dei requisiti in capo alle prime persone in graduatoria dovranno essere presentati  nelle quattro settimane successive alla pubblicazione della medesima, ossia entro il 22 aprile 2019.
  6. La mancata presentazione dei documenti da parte di un assegnatario determina decadenza dal beneficio e pubblicazione di una graduatoria aggiornata con subentro del secondo o terzo classificato e così via.
  7. Il termine tassativo per eventuali reclami è fissato al 22 aprile 2019. Entro tale termine, i diretti interessati potranno inviare commenti, obiezioni e osservazioni a: 25aprileVenezia@gmail.com indicando eventuali errori od omissioni involontarie da parte nostra: a tutti verrà data risposta entro il 25 aprile 2019, quando verrà pubblicata la graduatoria definitiva.

BandoGara 3 feb 19

Venezia “capitale verde europea” 2022?

Premessa numero 1: in guerra, in amore e in campagna elettorale tutto o quasi è lecito, e nulla vieta a un/una candidata di ricorrere alle promesse più fantasiose, compresa la candidatura di Venezia a capitale mondiale dello sci alpino, per raccogliere qualche voto. Se invece parliamo di candidare Venezia ad essere “capitale verde europea” un minuto dopo aver sostenuto – nella medesima conferenza stampa! – che l’aria è irrespirabile e la città invivibile a causa dell’iperturismo, come ha fatto qualcuno in questi giorni, allora diventa necessario fare chiarezza per evitare che il tutto si riduca ad una “boutade” o spot elettorale rovinando il potenziale di quella che poteva anche essere una buona idea: questo per noi è fare informazione, che è cosa diversa dal fare polemica o campagna elettorale.

Premessa numero 2: quello di “capitale verde europea” (European Green Capital) è un titolo onorifico della durata di un anno, che viene riconosciuto dalla Commissione UE alle città che sanno proporsi come modello o esempio virtuoso per le altre (“The city’s capacity to act as a role model, inspiring other cities, promoting best practices and further raising awareness” – fine citazione). La capitale verde per il 2019 è Oslo; la procedura di selezione per il 2022 segue un calendario ben preciso e regole altrettanto precise. Vediamo di riassumerle, basandoci sulla procedura pubblicamente consultabile?

  1. Maggio 2019 apertura del concorso; luglio 2019: workshop per le città candidate; ottobre 2019: deposito delle candidature con tutti gli allegati (piano di azione e strategia di comunicazione, in particolare). Novembre 2019 – Marzo 2020: valutazione delle candidature: aprile 2020: pubblicazione della “shortlist”; giugno 2020 (vigilia di elezioni comunali, nel caso di Venezia): proclamazione della capitale verde europea per il 2022.
  2. Ad essere candidato può essere soltanto un Comune nella sua interezza, e non sue singole parti o articolazioni territoriali (Municipalità); il Comune in questione deve avere popolazione pari o superiore a 100.000 residenti. Il Comune di Venezia nel suo insieme è un modello o esempio virtuoso?

Alla luce dei due punti che precedono, correttezza istituzionale vorrebbe che eventuali candidature per il 2022 venissero proposte al Sindaco in carica, unico abilitato a candidare il Comune nei termini sopra indicati (cioè entro il mese di ottobre 2019) anziché annunciate in una conferenza stampa con la tecnica di chi tira fuori un coniglio dal cappello, tanto per raccogliere qualche “ooh” di meraviglia e approvazione.

Se invece quanto annunciato alla stampa è il risultato di un involontario errore o refuso, sarebbe bene che chi vuole candidare Venezia a capitale verde europea dicesse anche qual è il suo progetto, e magari si candidasse direttamente a fare il Sindaco per attuarlo al fine di rimuovere le cause ostative alla candidatura, che saranno qui riassunte nel modo più semplice e sintetico possibile:

  1. La valutazione delle candidature è basata su 12 indicatori ambientali da coprire sulla base di a) un piano di azione e b) una strategia di comunicazione che illustri da un lato il coinvolgimento dei cittadini e dall’altro le azioni da promuovere come ambasciatori verdi (“Citizen communication and involvement to date in relation to the 12 environmental indicators” e “How they intend to fulfill their role of EU Ambassador, inspiring other cities” – fine citazione); il tutto entro il mese di ottobre.
  2. Fra le cause ostative alla proclamazione, se guardiamo alle edizioni precedenti, figura la “litispendenza” intesa come esistenza di procedure di infrazione della legislazione europea in uno o più dei 12 temi ambientali assunti ad indicatore, ed è qui che il quadro si fa drammatico, per Venezia. Limitandoci alle procedure che sono già in fase avanzata, basterà citarne tre per capire quanto sia velleitaria una candidatura “prematura”:

I) Qualità dell’aria: lo sforamento sistematico e da molti anni del valore limite giornaliero per le PM10 sul territorio comunale (tutte le centraline, nessuna esclusa) è già stato oggetto di una prima sentenza di condanna ed è attualmente oggetto della Causa C-644/18 (Corte di Giustizia dell’Unione europea) senza nessuna prospettiva di miglioramento alle porte, come dimostrano i dati dei primi due mesi dell’anno;

II) Il trattamento delle acque reflue (fognature), su cui sta per partire una seconda causa europea come riportato anche dalla stampa locale pochi giorni fa, e anche in questo caso Venezia è nella lista dei Comuni inadempienti;

III) Bonifiche e discariche abusive, a causa delle quali siamo in fase di pagamento delle  multe UE per non avere ottemperato alla sentenza precedente: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2018/12/04/con-bonifica-28-discariche-risparmiati-11-milioni-multa-ue_c9df6d09-11cf-4fc1-ba72-12a102c48ef7.html

Dato che fra gli indicatori figurano anche l’acqua e la biodiversità, si potrebbe aggiungere che il piano morfologico e ambientale della Laguna di Venezia, obbligatorio in base alla legislazione europea è stato “respinto al mittente” dal Ministero dell’Ambiente, stando a quanto riportato dalla stampa locale e anche dal documento ufficiale che ne chiede una profonda revisione ed è scaricabile a questo indirizzo: https://va.minambiente.it/it-IT/Comunicazione/DettaglioUltimiProvvedimenti/1302

In queste circostanze, chi candida Venezia ad essere “capitale verde europea” avrà l’onere di spiegare come intende rimuovere le cause ostative alla proclamazione, se non vuole coprirsi e coprirci di ridicolo. Al momento siamo certamente conosciuti come capitale europea dell’overtourism, a cui stiamo sacrificando proprio oggi un migliaio di alberi per permettere l’ampliamento dell’aeroporto. Chi ci ha candidati a “capitale verde” sarà presente anche oggi?

Conclusione

Candidare il Comune di Venezia a “European Green Capital” potrebbe essere una buona idea?

Sì, nonostante tutte le difficoltà del percorso potrebbe esserlo anche secondo noi, ma a tre condizioni:

  1. Un arco temporale più lungo, che non sia strumentale alla campagna elettorale per le europee ma al conseguimento dei risultati necessari: è la differenza fra progettualità al servizio della Città e “siparietto” o teatrino al servizio del singolo candidato, il cui palco rischia di crollare non appena se ne verificano le basi, come nel caso di una candidatura veneziana per l’anno 2022 (che non regge, per i motivi sopra esposti).
  2. La capacità di catalizzare uno slancio corale e non di parte o di fazione o di corrente di un singolo partito, coinvolgendo tutte le forze politiche di buona volontà e le molte realtà che per l’ambiente stanno facendo qualcosa di concreto, a Venezia. Un programma fatto di impegni precisi e non fumosi, che veda come obiettivo intermedio le elezioni del 2020 ed eventualmente una candidatura di Venezia per il 2025, quando i cambiamenti necessari avranno portato i frutti necessari – se ci sarà la volontà per attuarli.
  3. La capacità di creare un percorso partecipato in cui la cittadinanza capisca i vantaggi ma anche i sacrifici necessari (e li accetti) perché l’operazione abbia successo; a giudicare dalla grande mobilitazione giovanile in corso, non è una missione impossibile ed è proprio a questi ragazzi e a queste ragazze che dobbiamo essere riconoscenti per la grande lezione che ci stanno dando in questi giorni: la lezione è che mobilitazioni di massa così ampie sono possibili soltanto se i suoi protagonisti non si sentono “usati” da altri e se nessun partito, sindacato o associazione cerca di metterci sopra il suo “cappello”.

Venezia, 19 marzo 2019

Fonti citate:

http://ec.europa.eu/environment/europeangreencapital/index_en.htm

Nell’immagine: le città candidate per il 2021 (il termine scadeva nell’ottobre 2018, e la “capitale” verrà proclamata a giugno di quest’anno). Copyright Commissione europea

Green Capital 2021

 

 

 

 

#Bragora: 5 mesi vulcanici e un sondaggio

Domani 7 marzo festeggiamo i primi 5 mesi di attività dello spazio civico che abbiamo inaugurato nel cuore di Venezia: la scoletta di San Giovanni in Bragora.

Un cuore pulsante che ha complessivamente già visto più di 1.300 presenze ai molteplici eventi organizzati con cadenza settimanale. La primavera si avvicina e per aiutarci a programmare le prossime attività abbiamo creato un piccolo sondaggio; votatelo numerosi e ci aiuterete a rispondere alle vostre attese.

Sperando di fare cosa gradita abbiamo pensato di passare in rassegna gli eventi organizzati in questi primi mesi, anche per ringraziare i “Bragora’s Angels” che li hanno organizzati, Alessandra Vitalba che li ha “interpretati” con i suoi disegni e gli ospiti di prestigio che hanno creduto in questa scommessa: docenti di Ca’ Foscari e dello IUAV, scrittori e giornalisti come Francesco Erbani, Gregory Dowling, Francesco Jori e Stefano Zecchi, registi come Marco Milioni, il presidente dell’autorità portuale Pino Musolino e quello dell’associazione Piazza San Marco Claudio Vernier, i 6 consiglieri comunali intervenuti al dibattito sulla tassa di sbarco – per citarne soltanto alcuni.

20 Jan Lillo Vianello

Bragora, i primi 5 mesi:

7 ottobre: Inaugurazione, con l’attore e regista Alessandro Bressanello.

Bragora Fullin

14 ottobre: “Gigetto il vaporetto”, in presenza dell’autrice Flavia Antonini. La presentazione del suo libro illustrato di filastrocche è stata l’occasione per parlare di trasporto acqueo con Dario Vianello e Marco Ziliottto, il creatore della « app » più amata dai veneziani: “CheBateo”.

21 ottobre: “Quale futuro per l’area realtina” – a cura di Nicoletta Frosini, con la partecipazione degli operatori Gabriella Giaretta, Andrea Vio, Gino Mascari e Maya Pirona.

28 ottobre: assemblea generale associazione “25 aprile Venezia”.

4 novembre: “CineBragora”, Venezia e le sue battaglie nei documentari di Loredana Spadon.

11 novembre: #VeneziaGioca, a cura di Andrea Pavan, seguita dall’affollatissimo dibattito su « residenzialità e nuova legge regionale sulle locazioni turistiche » a cura di Marco Gasparinetti, con Roberta Bartoloni, Lorenzo Dorigo, la ricercatrice Margherita Belgioioso e la partecipazione straordinaria del giornalista e scrittore Francesco Erbani.

Francesco Erbani

16 novembre: incontro con il Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino

16 nove Musolino

18 novembre: « Venezia città abitanti e turisti », incontro-dibattito con Giulio Luca Velo e Laura Fregolent (IUAV)

25 novembre: Presentazione alla stampa del calendario 2019 – a cura del Gruppo25Aprile.

Calendari 26 nove 18 NV

30 novembre: “Non solo grandi navi: l’impatto del traffico acqueo locale”- a cura di Dario Vianello.

Vitalba traffico acqueo

2 dicembre: Quale futuro per la voga? A cura di Saverio Pastor.

8 dicembre: Conversazioni con l’autore – a cura di Aline Cendon: Gregory Dowling incontra il poeta John Francis Philimore.

9 dicembre: CineBragora – in prima visione assoluta, proiezione di “La città perduta” di Marco Milioni e dibattito con l’autore.

9 dic Marco Milioni

16 dicembre: La tutela penale dell’ambiente – pillole di diritto – a cura dell’avv. Elio Zaffalon.

21 dicembre: mercatino e auguri natalizi.

21 12 18

13 gennaio: presentazione del libro « La storia del Veneto » e dibattito con l’autore Francesco Jori.

13 jan Francesco Jori

20 gennaio: « Tassa di sbarco, pro e contro » – a cura di Marco Gasparinetti, dibattito con Claudio Vernier, Stefano Zecchi e Giampietro Pizzo.

20 jan 1

27 gennaio: riunione del Gruppo25Aprile, finalizzazione del II° bando di gara per la residenzialità.

1 febbraio: Presentazione alla stampa del II° bando di gara per la residenzialità – a cura del Gruppo25Aprile.

10 febbraio: “Chi erano I primi abitanti di Venezia?” – conferenza del prof. Diego Calaon con prefazione di Carlo Beltrame (Ca’ Foscari).

10 feb Calaon

17 febbraio: #VeneziaGioca, a cura di Andrea Pavan.

24 febbraio: « Tassa di sbarco, si vota » – dibattito con i consiglieri comunali Rocco Fiano, Sara Visman, Silvana Tosi, Ottavio Serena, Monica Sambo e Elena La Rocca, a cura di Marco Gasparinetti.

24 feb Consiglieri 2

3 marzo: « Omaggio a Bruno Ganz », proiezione del film « Pane e tulipani ».

Domenica 10 marzo la sede verrà utilizzata per l’assemblea ordinaria dell’associazione 25 aprile; per domenica 17 invece stiamo preparando una sorpresa di cui vi anticipiamo il titolo:

“L’ultimo temperatore”

Vi aspettiamo in Bragora: uno spazio di libertà per la città, nel cuore della città!

Iperturismo: il nostro intervento al Festival del cinema di Oslo

Il Festival internazionale del cinema documentario di Oslo, giunto alla sua undicesima edizione, ha invitato il Gruppo25aprile a portare la sua testimonianza nella giornata conclusiva, dedicata al tema dell’iperturismo (“overtourism”) – unici ospiti italiani in una rassegna di alto livello che quest’anno ha premiato “The silence of others” di Almudena Carracedo (Spagna, 2018):

Spunto per il dibattito era la proiezione di un documentario di Antje Chris dal titolo provocatorio “Tourist go home”,  che mette a confronto le realtà di Barcellona, Venezia e Dubrovnik con interviste ai sindaci rispettivi e anche, nel caso di Venezia, a gruppi di attivisti come il Comitato “No Grandi Navi”. Canto e controcanto piuttosto nitidi (viste le opposte posizioni) anche se le interviste sono “datate” e non riflettono gli sviluppi più recenti quali ad esempio la tassa di sbarco o “contributo di accesso” a Venezia.

Il tema del dibattito – in lingua inglese – non era limitato alle grandi navi (che nel caso di Venezia sono l’aspetto più “mediatico” e facilmente comprensibile nel loro contrasto anche visivo con la delicatezza del tessuto urbano e ambientale). Trattandosi di una piattaforma civica che da quasi 5 anni lavora “a 360 gradi” ci era stato chiesto di fare una presentazione a tutto campo e ci abbiamo provato, nei limiti di tempo accordati.

Quella che segue è una sintesi dei punti toccati dal nostro portavoce Marco Gasparinetti.

Tralasciamo volutamente – perché chi ci legge già la conosce – la parte dell’intervento dedicata ad illustrare al pubblico internazionale la “storia” e la ragion d’essere del Gruppo25aprile, nato nell’anno dello scandalo del “MoSe” (2014) anche come reazione cittadina alla sfiducia nei partiti tradizionali che da quello scandalo erano usciti screditati. Piattaforma civica pluralista e apartitica – che non vuol dire “apolitica”, dato che chiunque si occupi della “polis” fa in qualche modo politica – ma soprattutto gruppo di persone profondamente innamorate di Venezia e della sua Laguna.

Oslo 1 Gasp

Oslo, 3 marzo 2019

Venezia è il paradosso vivente di una città pedonale i cui livelli di inquinamento hanno ormai raggiunto quelli di Milano, mentre i residenti sempre meno numerosi continuano a sobbarcarsi tutti gli svantaggi della città pedonale senza più vederne i benefici in termini di salute. Non solo a causa delle grandi navi (assenti o quasi nel periodo invernale), ma di un traffico acqueo locale impazzito per rincorrere le necessità di un turismo sempre più invadente: lo dimostrano i dati sul biossido di azoto (che diversamente dalle PM10 sono meno sensibili all’inquinamento “di fondo” e riflettono da vicino le fonti emissive locali) registrati dalla centralina ARPAV in rio Novo.

Ma questo è soltanto uno dei paradossi di una città che dopo avere “inventato” il turismo e averne tratto anche grandi benefici sembra aver perso completamento il controllo della sua creatura – un po’ come nella storia di Frankestein, volendo fare una citazione cinematografica. Per riprendere in mano la situazione gli strumenti ci sarebbero e lo strumento cardine è quello indicato in un celebre quanto inapplicato studio di Ca’ Foscari: la soglia o “capacità di carico”. Inapplicato o disapplicato per molti motivi ma soprattutto per mancanza di un requisito chiave: la volontà politica.

La politica locale negli ultimi anni si è dimostrata incapace di offrire una visione di lungo termine o anche soltanto un “progetto” di città, limitandosi a rincorrere il voto delle singole categorie e in particolare di quelle più rumorose o influenti, che non necessariamente rappresentano la maggioranza della popolazione ma sono meglio attrezzate per fare quadrato e per fare attività di lobby, non sempre alla luce del sole.

“Soglia di carico” dovrebbe essere il punto di partenza della governance cittadina mentre il “contributo di accesso” (che sarebbe più corretto chiamare “biglietto di ingresso”) frettolosamente adottato in questi giorni è una cortina fumogena che non risolve nessuno dei problemi sul tavolo: l’apertura a getto continuo di nuovi alberghi sui due lati del ponte dimostra che la giunta in carica predica una cosa (ridurre i flussi) e fa il suo contrario. Stesso discorso per grandi navi e lancioni gran turismo, che il sindaco in carica non ha nessuna intenzione di limitare; idem con il raddoppio dell’aeroporto che porterà moltitudini di nuovi turisti pernottanti e quindi esenti dal “contributo di accesso”. Se veramente si volessero limitare gli accessi è da qui che si inizierebbe il percorso: “a monte” e non a valle del processo.

Anziché affrontare il problema alla radice o potare l’albero, si taglia qualche ramoscello a caso (quelli più deboli: gli ospiti dei residenti) per occultare il vero progetto politico, che è al servizio delle grandi catene alberghiere e delle compagnie di navigazione (piccole e grandi). Venezia non più città ma “museo a cielo aperto” con biglietto di ingresso, per l’appunto. E i residenti?

Sulle spalle dei residenti grava tutto il peso (ignoto a chi decide per noi vivendo altrove) e i molteplici impatti dei singoli fattori di “pressione” turistica. A titolo di esempio:

  • difficoltà di trovare casa (che non dipende dagli escursionisti ma dalla trasformazione della città in albergo diffuso);
  • difficoltà di trovare un lavoro che non sia legato alla monocultura turistica, con conseguente “brain drain” (esodo del segmento di popolazione più giovane ed istruita, costretta a cercare lavoro altrove);
  • trasporti pubblici al collasso (questo sì a causa degli escursionisti);
  • perdita di identità e trasformazione del tessuto commerciale con appiattimento e omologazione verso il basso dell’offerta, che si adatta alla domanda (fenomeno comune a tutte le località dove fanno scalo le navi da crociera e/o l’escursionismo di giornata);
  • perdita di “saperi” e di attività artigiane che nel caso di Venezia avevano raggiunto punte di eccellenza irripetibili. Una volta perse sono molto difficili da ricostruire.

Per far passare il “contributo di accesso” si è voluta spacciare come verità assoluta l’equazione “pernottanti” = turisti buoni, escursionisti = “turisti cattivi”. Visione semplicistica: se a Venezia non troviamo più case è forse colpa dei non pernottanti, unico “target” del contributo di accesso? Ogni fattore di pressione genera un impatto, il problema quando i fattori si moltiplicano è il loro effetto cumulativo.

Pernottanti ed escursionisti creano pressioni diverse con effetti cumulativi sulle comunità locali, compito della politica è anticiparle per trovare il giusto equilibrio. Anticiparle e non subirle o rincorrerle con pastrocchi improvvisati e slegati da ogni tentativo di pianificazione.

Come gruppo25aprile non ce l’abbiamo con i turisti (“they are not to blame if they want to see Venice”) ma con le scelte politiche che stanno trasformando noi e loro in vacca da mungere (“milk cow”), con il duplice risultato di peggiorare la qualità della vita per i residenti e la qualità dell’accoglienza turistica che storicamente era invece elevata, a Venezia – e il rischio di creare tensioni simili a quelle già viste a Barcellona, che hanno ispirato il titolo del film (“Tourist go home”).

Il risultato, che qualsiasi ristoratore o albergatore potrà confermare è la perdita del turismo di qualità a profitto di quello da attirare e magari spennare una sola volta (perché difficilmente ritornerà). Per alcuni operatori (pochi ma grandi, quelli che lavorano con i grandi numeri) questo può tradursi in maggiori guadagni: per la maggioranza significa invece “lavorare di più per guadaganare di meno”. Il recentissimo studio della Confartigianato, presentato all’Ateneo Veneto pochi giorni fa, è ricco di indicazioni al proposito.

Quello con l’iperturismo è un patto faustiano: dietro a parole come “valorizzazione” e “sviluppo” rischia di celarsi un baratto in cui le comunità locali vendono l’anima (delle città) e anche i polmoni (di chi ci vive) Per l’aldilà c’è ancora tempo, ma i polmoni presentano il conto molto prima.

Oslo 2 panel

Il dibattito successivo è stato particolarmente ricco di spunti e ha permesso di affrontare le varie opzioni astrattamente percorribili: dalla “congestion charge” (che a Londra esiste dal 2003) applicandola ai vettori più inquinanti come fattore di internalizzazione dei costi – e con reinvestimento del gettito nel miglioramento dei servizi di trasporto, come nel caso di Londra – a un sistema di prenotazioni obbligatorie come quello applicato nelle Galapagos, previa definizione della soglia di carico.

Nel corso del “panel” è stato evidenziato come la natura onerosa o gratuita delle prenotazioni sia secondaria dal punto di vista della gestione quantitativa dei flussi, mentre quella qualititativa richiede invece strumenti più sofisticati, che includono anche tecniche di marketing o demarketing, e non si riducono al solo biglietto di ingresso. Chi paga un biglietto di ingresso si aspetta qualcosa in cambio, e trasformare l’ospite in acquirente ha le sue controindicazioni comportamentali: un oligarca non ha problemi a pagare cifre anche elevate, ma dopo averle pagate si comporterà da “padrone” in casa altrui – e la buona educazione non è sempre proporzionale allo spessore del portafoglio.

Un grazie particolare al moderatore del dibattito: Stig Arild Pettersen, Editor at Store Norske Leksikon, and host of foreign policy podcast Du Verden!

Per le foto, grazie a: Giulia Brighenti!

 

 

 

 

 

Tassa di sbarco? Not in our name.

La tassa di sbarco o “contributo di accesso” per chi arriva a Venezia (con qualunque vettore) entrerà in vigore ai primi di maggio. Per le modalità bizantine con cui è stata articolata, ai residenti complicherà la vita senza risolvere nessuno dei problemi che denunciamo da anni.

Questa tassa serve solo a far cassa,

foglia di fico per dire all’UNESCO: “avete visto, che bravi?”

Mentre di fatto ci rende schiavi.

Ci rende schiavi di un turismo di massa,

che verrà usato per fare cassa,

e allora chi potrà più farne a meno?

Come una droga che crea dipendenza,

e poi si trasforma in sofferenza.

Venezia merita ben altra visione

un futuro diverso, e non questa finzione.

Chiedevamo case per i residenti,
non l’elemosina riservata ai pezzenti.
Chiedevamo botteghe per i nostri artigiani,
non questi trucchetti da ciarlatani.

A chi pensa che siano stati i veneziani a chiederla, la nostra risposta è:

not in my name_rosso

 

Comunicato stampa

Venezia, 26 febbraio 2019

Questa tassa non l’abbiamo chiesta noi e non la riteniamo il modo corretto per affrontare  un problema che è quello della capacità di carico della città, mentre gli accessi a pagamento (e potenzialmente illimitati) introdotti dal regolamento si basano soltanto sulla capacità di spesa di chi per mille motivi (non necessariamente turistici) si reca in visita a Venezia – trasformando l’accesso a una città intera e a tutte le isole lagunari in una merce a pagamento.

A nostro giudizio, il modo in cui lo strumento è stato declinato dalla Giunta in carica si tradurrà in ulteriori disagi e pastoie burocratiche per chi dovrà dimostrare di essere esente dalla tassa di sbarco, oltre che in potenziali intrusioni nella privacy delle persone, anziché fare qualcosa per risolvere i problemi che da anni sono sul tappeto.

Con spirito costruttivo avevamo reso note  le nostre proposte migliorative (in calce a questo articolo, per chi non le conosce), e ringraziamo i gruppi consiliari che le hanno fatte proprie in forma di emendamenti.

Nel corso del dibattito odierno in Consiglio comunale, la Giunta in carica si è dimostrata sorda a tutto e con questo ha sprecato l’occasione di rimettere sui binari un treno che nel suo deragliamento rischia di fare soltanto danni,  adottando un atteggiamento di arroganza e supponenza che appare dettato unicamente dalla fretta di fare cassa già da quest’anno.

Manifestare è un diritto costituzionale (articolo 17): «I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi». Per poterlo fare a Venezia dovranno pagare la tassa di sbarco?

Il regolamento esenta dal pagamento i partecipanti a manifestazioni sportive, spettatori compresi, e mille altre categorie rispetto alle quali ci sfugge la «ratio» dell’esenzione –a meno che non sia semplice permeabilità all’azione di lobby di alcune categorie – ma non chi si reca a Venezia per motivi di studio o culturali, convegni o appuntamenti in studi professionali, o per esercitare i suoi diritti costituzionali.

Al di là della cifra da pagare, sono intralci ulteriori che rischiano di accelerare e aggravare ulteriormente la delocalizzazione di tutte le attività economiche non legate al turismo.

Il gruppo25aprile denuncia questo ed altri paradossi del pastrocchio chiamato “contributo di accesso” e si riserva di contrastarne l’applicazione, quando il regolamento entrerà in vigore, anche manifestando e attuando forme di disobbedienza civile rispetto agli obblighi di autocertificazione a carico dei residenti e delle loro famiglie.

Il Gruppo25aprile


Le nostre proposte di emendamento all’allegato A) alla PD n. 54/2019 (contributo di accesso). L’unica che è stata accolta con emendamento di Giunta è l’esenzione dei “soggetti nati a Venezia”, ovunque siano residenti.

Articolo 2

Paragrafo 3, modicare come segue: «per vettore si intendono i seguenti soggetti che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, ad esclusione di quelli non esplicitamente elencati».

Sopprimere lettera b)

Alla lettera d) sopprimere le parole «taxi, anche acquei»

Sopprimere lettera e)

Articolo 4

Paragrafo 1

Aggiungere: «i veneziani iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)»

Paragrafo 2

Aggiungere: «ai residenti non è richiesta autocertificazione di alcun tipo, essendo sufficente la presentazione della carta di identità su richiesta dei soggetti abilitati a bordo del vettore».

Articolo 5

Paragrafo 1, aggiungere:

  • i giornalisti (professionisti o pubblicisti) in servizio per le testate rispettive;
  • I clienti/utenti con appuntamento in studi professionali o uffici pubblici ubicati nel territorio oggetto del Regolamento.

Lettera q) sopprimere le parole «fino al terzo grado del defunto».

Articolo 6

Paragrafo 2 (giorni di bollino verde)

«La misura del contributo di accesso per tali giorni è fissata in euro zero»

Articolo 7

Da sopprimere nella sua interezza.

Articolo 8

Al paragrafo 1, sopprimere le parole da «fatta eccezione per l’ipotesi di riscossione diretta» a «articolo 11 del presente regolamento» (NB anche perché si tratta di un refuso: la disposizione pertinente è l’articolo 10).

Articolo 10

Sopprimere il punto iii) l’Aeroporto Marco Polo di Tessera

Articolo 12

Paragrafo 4: modificare come segue: «la sanzione amministrativa pecuniaria qui fissata in Euro 100» sopprimendo le parole «da Euro 100 ad Euro 450».

 

 

Venezia non è un museo!

Venezia è un museo a cielo aperto” ha oggi dichiarato in aula l’assessore Zuin nel presentare le finalità della tassa di sbarco.
La sua dichiarazione fa il paio con la maldestra affermazione “‘il futuro di Venezia è a Mestre dove c’è la gente che vive” (Luigi Brugnaro 2016), che credevamo accantonata e superata per sempre, viste le aperture che avevano fatto seguito alle nostre proposte (Ateneo Veneto gennaio 2017) e proteste (MiNoVadoVia, 2 luglio 2017).

A questa visione distorta che nega un futuro a Venezia come città viva e completa di residenti ci siamo opposti nel 2016, lanciando la campagna “Il mio futuro è Venezia”, e ci opponiamo oggi nel rispedire al mittente la definizione dell’assessore al bilancio che in Venezia sembra vedere soltanto una slot machine con cui fare cassa.

“Museo” è un luogo chiuso dove si entra pagando un biglietto o sottoponendosi a controlli per dimostrare di essere esenti da pagamento.

“Museo” è un luogo che chiude a una certa ora, e come residenti non vogliamo sentirci chiedere “a che ora chiude Venezia” o anche “quand’è che avete aggiunto l’acqua intorno alle vostre case, per attirare i turisti”?

Se con la tassa di sbarco si intende trasformare Venezia e le sue isole in un museo a pagamento, noi risponderemo con questa richiesta: un RedditoDiGuardiania per i residenti che tengono aperto il “museo” vivendoci tutto l’anno.

#VeneziaMeritaDiMeglio

#NonSiamoUnMuseo

Il gruppo25aprile ringrazia il presidente della commissione consiliare Rocco Fiano per averci dato oggi la parola  nel corso della seduta congiunta delle tre commissioni consiliari che stanno esaminando la delibera istitutiva della “tassa di sbarco”.

A quella tassa (o “contributo di accesso”, come è stata pudicamente ribattezzata dagli esperti di marketing che ci governano, per indorare la pillola) non eravamo pregiudizialmente ostili e lo abbiamo scritto; ma se con questa tassa si intende completare la trasformazione di una città viva in “museo a cielo aperto” con controlli ai varchi di accesso, la nostra posizione sarà di ferma e motivata opposizione.

La cittadinanza è fin d’ora invitata al secondo dibattito che stiamo organizzando su questo tema, domenica 24 febbraio in Bragora, alla vigilia del voto con cui il Consiglio comunale è chiamato ad approvare la delibera:

https://www.facebook.com/events/321850758434953/

Alle forze politiche presenti in Consiglio comunale chiederemo un voto contrario se nel frattempo non saranno stati fugati i dubbi sulla vera finalità del nuovo tributo.

A chi vorrà farli propri in tutto o in parte offriamo – come contributo costruttivo al dibattito – gli emendamenti che rendiamo pubblici in calce a questa pagina: perché come piattaforma civica non ci limitiamo a evidenziare i problemi e non cerchiamo il “muro contro muro”, ma offriamo sempre soluzioni ragionate e vie di uscita dal tunnel in cui qualcuno vorrebbe cacciarsi.

Il Gruppo25Aprile

Nella foto: un’immagine della seduta odierna a Ca’ Farsetti (foto Francesco Foschi)

13 feb 19 ca' farsetti

Gruppo25Aprile

Emendamenti all’allegato A) alla PD n. 54/2019 (contributo di accesso)

Articolo 2

Paragrafo 3, modicare come segue: «per vettore si intendono i seguenti soggetti che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, ad esclusione di quelli non esplicitamente elencati».

Sopprimere lettera b)

Alla lettera d) sopprimere le parole «taxi, anche acquei»

Sopprimere lettera e)

Articolo 4

Paragrafo 1

Aggiungere: «i veneziani iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)»

Paragrafo 2

Aggiungere: «ai residenti non è richiesta autocertificazione di alcun tipo, essendo sufficente la presentazione della carta di identità su richiesta dei soggetti abilitati a bordo del vettore».

Articolo 5

Paragrafo 1, aggiungere:

  • i giornalisti (professionisti o pubblicisti) in servizio per le testate rispettive;
  • I clienti/utenti con appuntamento in studi professionali o uffici pubblici ubicati nel territorio oggetto del Regolamento.

Lettera q) sopprimere le parole «fino al terzo grado del defunto».

Articolo 6

Paragrafo 2 (giorni di bollino verde)

«La misura del contributo di accesso per tali giorni è fissata in euro zero»

Articolo 7

Sopprimere nella sua interezza.

Articolo 8

Al paragrafo 1, sopprimere le parole da «fatta eccezione per l’ipotesi di riscossione diretta» a «articolo 11 del presente regolamento» (NB anche perché si tratta di un refuso: la disposizione pertinente è l’articolo 10).

Articolo 10

Sopprimere il punto iii) l’Aeroporto Marco Polo di Tessera

Articolo 12

Paragrafo 4: modificare come segue: «la sanzione amministrativa pecuniaria qui fissata in Euro 100» sopprimendo le parole «da Euro 100 ad Euro 450».

 

 

Tassa di sbarco: la nostra posizione

Venezia, 11 febbraio 2019

Premessa: strumento per fare cassa o per limitare i flussi turistici?

Il comma 1129 del maxiemendamento alla legge di Bilancio per il 2019 ha introdotto per il Comune di Venezia la facoltà (facoltà non significa obbligo) di imporre ai visitatori giornalieri nella “città antica”  il pagamento di un ticket di ingresso compreso tra i 2,5 euro e i 10 euro definito come « tassa di sbarco », applicabile su “tutti i vettori” e alternativo all’imposta di soggiorno. Nel progetto di delibera presentato dalla Giunta comunale, e attualmente in discussione a livello di commissioni consiliari, tale tassa viene definita come «contributo di accesso».

Il fatto che ad esserne esentati siano tutti i turisti pernottanti sul territorio comunale (compresi quelli che non dormono a Venezia ma a Mestre) nonché tutti i residenti nella Regione Veneto e tutti i possessori di «Venezia Unica abilitata alla navigazione» esclude alla radice l’idoneità di tale strumento a limitare i flussi turistici giornalieri, dato che il contributo di sbarco non si accompagna ad alcuna soglia di carico (numero massimo di visitatori sopportabili dalla città) e per esserne esentati sarà sufficiente acquistare la «Venezia Unica» che viene venduta a chiunque ne faccia richiesta.

Alcuni osservatori hanno già sollevato dubbi sul fatto che l’alternativa indicata dal legislatore vada interpretata in senso soggettivo con riferimento al soggetto di imposta e non invece in senso territoriale come scelta secca fra tassa di sbarco e imposta di soggiorno a livello comunale, come era finora evvenuto nelle isole dove la tassa di sbarco è già stata introdotta (esempi : Elba, Ponza, Capri, Ischia). In attesa di chiarimenti interpretativi, questa nota di analisi è basata sulla prima ipotesi, che è quella sostenuta dall’amministrazione comunale.

Vettori e soggetti passivi

  1. Siamo favorevoli ad una tassa di sbarco applicata ai vettori per i quali era stata immaginata e istituita (a beneficio di alcune isole minori che già la applicano, ma sono prive di collegamenti su gomma o su rotaia con la terraferma): grandi navi e altri mezzi di trasporto acqueo collettivo quali lancioni gran turismo, la cui utenza è prevalentemente turistica. In relazione a questi vettori, la tassa ha anche una funzione di internalizzazione dei costi ambientali del mezzo di trasporto utilizzato.
  2. Siamo contrari alla sua estensione ad altri vettori prevalentemente utilizzati dalle categorie esenti (residenti, pendolari e studenti) quali ad esempio treni regionali, tram e autobus. Nel caso del trasporto su rotaia, verrebbe oltretutto penalizzata la modalità di trasporto meno impattante sul piano ambientale.
  3. La tassa o contributo di sbarco è chiaramente subordinata dalla legge all’esistenza di un «vettore» ed esclude quindi i mezzi di trasporto individuali, sia per questioni di proporzionalità rispetto al fine perseguito sia per le difficoltà di riscossione che richiederebbero controlli a valle particolarmente intrusivi e potenzialmente lesivi della libertà di circolazione e della privacy degli interessati, senza che sia possibile individuare un «sostituto di imposta» incaricato della percezione. A questo proposito ricordiamo che ogni eccezione alla libertà di circolazione sancita dai Trattati europei e dalla Costituzione italiana deve rispondere a principi di necessità, proporzionalità e non discriminazione.
  4. Varchi di accesso a piazzale Roma e/o al Marco Polo, per la riscossione del contributo «a valle»: siamo assolutamente contrari alla creazione di barriere fisiche o elettroniche finalizzate alla riscossione di un contributo da cui sono comunque esentati i residenti e i lavoratori pendolari nonché gli studenti iscritti negli istituti superiori e nelle università cittadine, ma anche i turisti che alloggiano nelle strutture ricettive di Mestre ed altre categorie esenti quali familiari e parenti in visita.
  5. Taxi d’acqua e di terra. Nel caso di quelli in arrivo dal Marco Polo, è raro che chi arriva in aereo riparta il giorno stesso. La trasformazione dei taxisti in esattori del fisco abilitati a interrogare il cliente su ragioni del viaggio e durata della permanenza ci sembra comunque improponibile e assolutamente sproporzionata rispetto al gettito che se ne potrebbe ricavare.
  6. Trenitalia, Italotreno e treni regionali: l’applicazione del contributo di sbarco a bordo dei treni richiede la stipula di apposite convenzioni con questi soggetti, che presumibilmente chiederanno un «aggio» per compensare le spese di gestione e riscossione. Gli introiti potenzialmente ricavabili dai treni veloci a lunga percorrenza possono forse giustificare i costi e le complicazioni della riscossione, ma per tutti gli altri treni il rischio è quello di: A) code bibliche alle biglietterie per chi volesse dimostrare di essere esente dal supplemento di prezzo equivalente al contributo di sbarco, qualora questo venisse incorporato nel biglietto o titolo di viaggio (si tenga anche presente che i biglietti dei treni regionali non sono nominativi). B) Qualora si optasse invece per la riscossione « a valle » sul mezzo di trasporto stesso, il rischio concreto è quello che i costi di riscossione superino i ricavi al netto dell’aggio da riconoscere al vettore: le persone da controllare nel tragitto Mestre-Venezia sarebbero infatti talmente numerose – e in un lasso di tempo talmente breve – da rendere necessaria la presenza a bordo di un esercito di controllori, e il numero delle persone esenti da tassa talmente elevato da rendere anti-economico quel tipo di controlli individuali.

Le categorie esenti

Alla lista di cui all’articolo 5 mancano tre categorie di soggetti meritevoli di esenzione:

  • i giornalisti (professionisti o pubblicisti) nell’esercizio della loro professione ;
  • I clienti/utenti con appuntamento in studi professionali o uffici pubblici ubicati nella Venezia insulare – anche per evitare il rischio di delocalizzazioni già segnalato anche da altri;
  • i 12.000 veneziani non residenti ma iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)

Da parte nostra avremmo preferito rovesciare la logica ricordando che la tassa di sbarco è l’eccezione e non può diventare la regola: a stabilirlo è la Costituzione italiana (articolo 16) laddove stabilisce che : «Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza». Se l’assoggettamento al contributo di accesso e ai potenziali controlli che ne derivano deve essere l’eccezione e non la regola, ne consegue che sarebbe stato meglio definire la categoria soggetta alla tassa (il «turista di giornata», ad esclusione di tutti gli altri) anziché fare una lista di categorie esenti (che sarà tanto più lunga quanto più numerose saranno le lobby a chiederla). Chi si reca a Venezia per motivi professionali o di famiglia, a nostro modo di vedere non dovrebbe mai essere soggetto a questa gabella.

Le finalità della tassa

Contrariamente a quanto indicato in alcune dichiarazioni propagandistiche, il gettito della tassa di sbarco è vincolato ad alcune tipologie di spesa ben precise, che la Legge istitutiva cosi definisce: “raccolta e smaltimento dei rifiuti, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, interventi in materia di turismo, polizia locale e mobilità, nonché i relativi servizi pubblici locali”. In altri termini, si tratta di una « tassa di scopo » su cui è inutile alimentare illusioni.

30 milioni di euro è il costo annuo supplementare stimato da Veritas e Comune per la raccolta dei rifiuti legata al turismo. Tale importo è già compensato dall’imposta di soggiorno il cui gettito è in crescita costante: 31.755.944 euro nel 2017, contro i 28.165.437 del 2015.

Se gli introiti di questa nuova tassa dovessero servire soltanto o prevalentemente ad aumentare l’organico della polizia locale incaricata di vigilare sulla sua riscossione, saremmo in presenza di un moloch burocratico in stile sovietico, che si auto-alimenta senza alcun beneficio per la cittadinanza.

Dall’insediamento della giunta Brugnaro l’organico della Polizia Municipale è già aumentato del 50%, con 200 nuovi agenti già entrati in servizio e i 70 supplementari di cui al bilancio di previsione 2019.

Da parte nostra proponiamo invece che :

  1. Le modalità di riscossione siano tali da evitare che i costi di gestione e burocratici assorbano i ricavi, oltre ad essere fonte di intralcio e vessazioni nella vita quotidiana dei residenti ;
  2. Il gettito della tassa al netto dei costi di gestione venga utilizzato per una riduzione sostanziale e non puramente simbolica delle aliquote TARI (tassa rifiuti) per le utenze domestiche, che a Venezia sono particolarmente elevate proprio in ragione del carico supplementare rappresentato dal turismo;
  3. dal momento che tale riduzione sarebbe già un atto dovuto (viste le promesse anteriori dell’assessore al bilancio) grazie all’aumento del gettito dell’imposta di soggiorno, gli introiti della tassa di sbarco dovrebbero inoltre essere destinati al miglioramento dei servizi pubblici locali con particolare riferimento al rinnovo di una flotta palesemente obsoleta per quel che riguarda il trasporto acqueo.

Gruppo25aprile Venezia

30 jan 19 corriere nazionale

 

Dicono di noi (25 aprile): rassegna video

In ordine cronologico inverso (dal più recente al meno recente):

Rete 4, “Quarta Repubblica”, 4 febbraio 2019:

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/quartarepubblica/quando-gli-stranieri-si-comprano-le-isole_F309457201005C08

Das Erste (Germania, primo canale della televisione pubblica ARD) 2 ottobre 2018:

https://www.daserste.de/information/politik-weltgeschehen/report-muenchen/videos/report-muenchen-venedig-100.html

France 2, Envoyé spécial 13 settembre 2018, a partire dal 12° minuto:

https://www.youtube.com/watch?v=Uimc9PRxd0M&app=desktop

Radiotelevisione Svizzera Italiana (RSI) 16 agosto 2018, a partire dal 5° minuto

https://www.rsi.ch/play/tv/falo/video/turismo-molesto-ripuliamo-il-mondo?id=10737026

ProSieben (Germania) 16 agosto 2018:

https://www.prosieben.de/tv/taff/video/2018189-taff-vom-16-august-2018-ganze-folge

Euronews 2 agosto 2017:

In questi ultimi due anni abbiamo lavorato anche con: BBC, La7, Canale 5, il canale franco-tedesco ARTE,  il primo canale della televisione russa, la greca ERT, la svedese SVT, Al Jazeera e il primo canale della TV coreana:

Fra i molti servizi andati in onda sulle televisioni locali e sul TGR della RAI, ne segnaliamo alcuni ancora attuali per i temi trattati:

Antennatre, 27 dicembre 2018:

Reteveneta 7 agosto 2018:

TGR (RAI) 25 novembre 2017:

 

TGR (RAI) 2 agosto 2017:

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/multimedia/ContentItem-3f03d2c6-c24a-47dd-b77a-facbf030d0a7.html

Antennatre 17 febbraio 2017:

TGR (RAI) 2 luglio 2016:

II° bando di gara a sostegno della residenzialità a Venezia

Importo erogabile: 5.000 euro con la seguente chiave di ripartizione:

3.000 euro al primo classificato in base ai criteri di aggiudicazione descritti nel presente bando di gara;

2.000 euro al secondo classificato con i medesimi criteri.

Termine per la presentazione delle richieste di contributo: 10 marzo 2019

Indirizzo per la trasmissione delle richieste: 25aprileVenezia@gmail.com

Articolo 1

Oggetto e importo del contributo

L’importo erogato al primo classificato è pari a euro 3.000 (tremila) come contributo alle spese notarili di acquisto prima casa o alle spese comunque sostenute per l’abitazione principale con locazione di lunga durata (4+4 o 3+2) nella Venezia insulare.

L’importo erogato al secondo classificato è pari a euro 2.000 (duemila) con lo stesso vincolo di destinazione di cui sopra.

Per “Venezia insulare”, ai fini del presente bando, si intendono i sestieri veneziani e la Giudecca, nonché le altre isole comprese nella Municipalità di Venezia.

Articolo 2

Beneficiari

Le persone fisiche che ne faranno richiesta seguendo il modello in calce al presente bando e che risulteranno in posizione utile (primo e secondo classificato) nella graduatoria di cui all’articolo 4,  individuate tramite l’attribuzione dei punteggi di cui all’articolo 5.

Articolo 3

Cause di esclusione

Sono esclusi dal presente bando di gara i portavoce del gruppo25aprile e i membri del direttivo della Associazione 25 aprile Venezia nonché i loro parenti in linea retta, fratelli e sorelle, coniugi e conviventi.

Sono parimenti escluse le persone fisiche con reddito individuale annuo superiore ai 50.000 euro lordi e quelle già proprietarie di beni immobili ovunque situati, tranne i casi di proprietà indivisa derivante da successione ereditaria nella misura massima di un quinto del bene ereditato.

Articolo 4

Pubblicazione del bando e della graduatoria degli assegnatari

  1. Il bando di gara e il modulo per le domande di assegnazione sono pubblicati sul sito ufficiale gruppo25aprile.org a partire dal 2 febbraio 2019. La graduatoria provvisoria viene formata con delibera del direttivo in base alle domande ricevute con posta elettronica entro e non oltre il 10 marzo 2019, tramite attribuzione dei punti previsti all’articolo 5.
  2. La graduatoria provvisoria così formata verrà resa pubblica con lo stesso mezzo entro il 25 marzo 2019. Il termine tassativo per eventuali reclami è fissato al 22 aprile 2019.
  3. I documenti necessari per comprovare la sussistenza dei requisiti di cui all’articolo 5 in capo alle persone che risulteranno prime in graduatoria dovranno essere presentati  nelle quattro settimane successive alla pubblicazione della medesima, ossia entro il 22 aprile 2019.
  4. In caso di dichiarazioni mendaci o ingannevoli o mancata presentazione dei documenti richiesti entro il termine di cui al punto 3, la graduatoria verrà rivista di conseguenza.
  5. La graduatoria definitiva, adottata con ulteriore delibera del direttivo, verrà pubblicata sulla pagina gruppo25aprile.org il 25 aprile 2019.

Articolo 5

Criteri di aggiudicazione e punteggio relativo

Ad ogni domanda ricevuta viene attribuito un punteggio la cui somma algebrica determina la posizione in graduatoria, formata in base ai seguenti criteri:

  1. situazione di sfratto per finita locazione nella Venezia insulare: 50 punti;
  2. presenza nel nucleo familiare di soggetti fiscalmente a carico del richiedente con invalidità riconosciuta al 100%: 40 punti;
  3. nucleo famigliare monoreddito: 30 punti;
  4. esercitare attività artigianale (lavoro autonomo) nella Venezia insulare: 30 punti;
  5. nuovo contratto di locazione ai sensi dell’articolo 1, stipulato o da stipulare nel corso dell’anno solare in corso: 30 punti;
  6. mutuo prima casa da contrarre nell’anno solare in corso: 30 punti;
  7. essere pendolari da o per la Venezia insulare, in ragione della professione esercitata: 20 punti;
  8. lavoratori dipendenti o pensionati con reddito netto annuale inferiore a 20.000 euro: 20 punti;
  9. avere figli iscritti negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Venezia insulare: 10 punti;
  10. essere nati nel Comune di Venezia: 10 punti.

Articolo 6

Formazione della graduatoria

La formazione della graduatoria e la vigilanza sul rispetto dei criteri e delle condizioni di cui agli articoli 5 e 7 sono affidate al Consiglio direttivo dell’Associazione 25 Aprile Venezia, le cui delibere saranno consultabili a richiesta delle parti interessate.

La graduatoria provvisoria verrà pubblicata con riserva di verifica delle condizioni che determinano l’attribuzione del punteggio di cui all’articolo 5. La mancata presentazione dei documenti da parte di un assegnatario determina decadenza dal beneficio e pubblicazione di una graduatoria aggiornata con subentro del secondo classificato e così via.

A parità di punteggio complessivo, verrà data la precedenza a chi si trova in situazione di sfratto ai sensi dell’articolo 5 punto 1. In caso di parità fra più persone che si trovano nella medesima situazione di sfratto, la precedenza verrà data a chi si trova anche nelle situazioni di cui al punto 2 e successivi, seguendo il medesimo ordine di preferenza.

Articolo 7

Condizione sospensiva eventuale

Nel caso di nuovo contratto di locazione o di mutuo prima casa, l’erogazione è subordinata all’effettiva stipulazione del contratto di locazione o del preliminare di acquisto, che vanno intese come condizione sospensiva ai sensi del codice civile.

In questi specifici casi e a richiesta degli interessati, il contributo potrà essere versato in forma di deposito cauzionale o rimborso parziale delle spese notarili. In tutti gli altri casi si configura come liberalità, e ai beneficiari spetterà verificare se questa concorra a formare base imponibile ai fini della dichiarazione dei redditi.

Articolo 8

Erogazione del contributo

Il contributo di cui all’articolo 1 verrà erogato ai beneficiari con bonifico bancario nel corso del mese di aprile 2019 o in data ulteriore qualora sia subordinato alla condizione sospensiva di cui all’articolo 7. Qualora la condizione sospensiva non si realizzi entro l’anno solare, il contributo verrà accantonato al fondo di scopo e utilizzato per un nuovo bando di gara.

Articolo 9

Contratto di accettazione e penale di inadempimento

Ai beneficiari del contributo verrà richiesto di sottoscrivere un contratto di accettazione che comprende il duplice impegno di risiedere nel bene immobile per il quale viene richiesto il contributo e di non subaffittarlo a terzi.

Il mancato rispetto dell’impegno di cui sopra determina decadenza dal beneficio e penale risarcitoria di inadempimento pari al doppio del contributo ricevuto.

Il Tribunale competente per ogni eventuale controversia è quello di Venezia.

Fac-simile per le richieste di contributo:

Il sottoscritto/la sottoscritta .. ..

Nato/a il .. .. .. a .. (Comune)

Residente a ..  (Comune)

Professione esercitata: ..  ..

Luogo di esercizio della professione esercitata: ..

Indirizzo di posta elettronica: …..

Recapito telefonico per eventuali richieste di integrazione dei documenti: ..

CHIEDE

l’erogazione del contributo alla residenzialità stanziato dall’associazione 25 aprile Venezia, e a tal fine

DICHIARA

di non trovarsi in nessuno dei casi di esclusione dal bando elencati all’articolo 3 (proprietà di beni immobili ovunque situati, reddito annuo lordo superiore a 50.000 euro, rapporti di parentela con i membri del direttivo dell’associazione erogante).

DICHIARA

di trovarsi in una o più di queste situazioni:

NB indicare tutte quelle sussistenti in capo al richiedente, elencando i paragrafi applicabili e utilizzando il segno “+” (Esempio: 1 + 3 + 4 + 7):

….

  1. situazione di sfratto per finita locazione nella Venezia insulare;
  2. presenza nel nucleo familiare di soggetti fiscalmente a carico del richiedente con invalidità riconosciuta al 100%;
  3. nucleo famigliare monoreddito;
  4. esercizio di attività artigianale (lavoro autonomo) nella Venezia insulare;
  5. nuovo contratto di locazione ai sensi dell’articolo 1, stipulato o da stipulare nel corso dell’anno solare in corso;
  6. mutuo prima casa da contrarre nell’anno solare in corso;
  7. pendolare da o per la Venezia insulare, in ragione della professione esercitata;
  8. lavoratori dipendenti o pensionati con reddito netto annuale inferiore a 20.000 euro;
  9. uno o più figli iscritti negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Venezia insulare;
  10. nato/nata nel Comune di Venezia.

SI IMPEGNA A

  1. fornire entro e non oltre il 22 aprile i documenti necessari in caso di accoglimento della richiesta, che verrà comunicato via posta elettronica entro il 25 marzo;
  2. rispettare le condizioni previste dal presente bando di gara in caso di erogazione del contributo, e sottoscrivere il contratto di accettazione relativo.

ACCONSENTE

al trattamento dei dati personali forniti con questa richiesta, la cui unica finalità è la formazione della graduatoria per l’erogazione del contributo, e

alla pubblicazione di nome e cognome, limitatamente alle persone che risulteranno assegnatarie del contributo, nella graduatoria definitiva di cui all’articolo 4 comma 5.

Nome, cognome e data della richiesta:

……

da inviare con posta elettronica a: 25aprileVenezia@gmail.com

—————————————————————————————————————–

Avvertenze e informativa:

Responsabile del trattamento, ai fini della normativa sulla protezione dei dati personali è il direttivo dell’associazione 25 aprile nella persona del rappresentante legale (il Presidente pro tempore) che si impegna a non divulgarli a terzi.

Finalità del trattamento: i dati personali raccolti saranno trattati esclusivamente dal direttivo e solamente ai fini della formazione della graduatoria, per essere poi cancellati una volta trascorsi i termini per impugnare i punteggi attribuiti.

La richiesta di contributo non implica né richiede adesione all’associazione o al gruppo25 aprile.

Al fine di garantire trasparenza e imparzialità nell’erogazione del contributo, la graduatoria provvisoria con i punteggi attribuiti alle richieste verrà pubblicata con le sole iniziali dei richiedenti sulla pagina internet http://www.gruppo25aprile.org

Una volta formata la graduatoria definitiva, questa verrà resa pubblica con le stesse modalità indicando anche nome e cognome delle persone collocate in posizione utile (primo e secondo classificato) e soltanto di quelle, sulla pagina di cui sopra e sulla pagina facebook: “VeneziaMioFuturo”:

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Al primo e al secondo classificato verranno inoltre inviate via posta elettronica le comunicazioni individuali necessarie all’erogazione del contributo.

marchioperwebbi-linguacolori

Conferenza stampa e ringraziamenti

Con i proventi del calendario benefico “Venezia 2019” stiamo per lanciare il secondo bando di gara in favore della residenzialità, che permetterà di offrire un segno concreto e tangibile di solidarietà a chi ne ha bisogno.

Non è solo un “bel gesto”, ma una questione di coerenza che si inserisce nel nostro quotidiano impegno a favore dei residenti: un impegno fatto di proposte concrete, di presenza ai presidi antisfratto, di manifestazioni come “MiNoVadoVia” e altre ancora.

Il bilancio dell’operazione calendari e i criteri di assegnazione del contributo alla prima casa verranno presentati alla stampa il primo febbraio alle ore 12 nella nostra sede in campo de la Bragora 3811 B a Castello.  Il bando integrale verrà poi pubblicato il giorno successivo (2 febbraio) su questa pagina.

Prima di farlo, ci sembra giusto ringraziare le molte persone che hanno reso possibile questo gesto. La lista è lunga e ci scusiamo in anticipo se nel pubblicarla rischiamo di dimenticare qualcuno.

Per la distribuzione del calendario, ringraziamo Cristina Giussani titolare della libreria “Mare di Carta” e i nostri “Bragora’s Angels” che a rotazione e sacrificando molte domeniche hanno assicurato la permanenza in sede (la scoletta di San Giovanni in Bragora, già scoletta dei sabioneri).

Per i criteri di assegnazione dei fondi raccolti, il direttivo e i partecipanti all’assemblea di domenica scorsa che hanno inserito le ultime tessere nel bando di gara.

Per la grafica, il mitico Alessandro Toso Fei e la sua Etra Comunicazione.

Per le dodici foto del calendario, che sono state scelte con un bando di gara:

Mark Edward Smith (foto di copertina)

Marta Buso

Marco Centasso

Barbara Della Puppa

Marco Pilla

Martina Sola

Gian Giacomo Stiffoni

Yolande Thomas

Per la scelta delle foto, Barbara Zanon.

Per le opere d’arte che sono state messe all’asta fra gli iscritti e hanno permesso di integrare il gettito dei calendari, gli artisti Nelson Kishi, Monica Martin e Davide Canever.

L’attore e regista Alessandro Bressanello, che ha animato l’asta interna mettendo sulla bilancia, oltre alla sua irresistibile “verve“, il peso del suo monumentale tomo “Il carnevale in età moderna. 30 anni di carnevale a Venezia 1980-2010”.

Per l’aiuto ricevuto nel far conoscere questa iniziativa benefica, un ringraziamento speciale va alla stampa locale e in particolare a:

Corriere veneto, Gazzettino, Nuova Venezia, VeneziaToday.

Per l’acquisto dei calendari, in ordine rigorosamente alfabetico (NB mancano alcuni nomi, verranno aggiunti in tempo prima della conferenza stampa) il nostro grazie a:

ALLEGRI MARIA PAOLA
ANDOLFI Roberta
AFFABRIS Barbara
ANDRETTO Annalisa
ANTONIETTO Laura
ANTONINI Flavia
APICELLA Enzo
BAGNO Carla
BALDI Francesca
BALDIN Andrea
BARBAGLIO Claudio
BARBONE Gloria
BARINA Gabriella
BARO Serena

BAROZZI Francesca

BARTOLONI Roberta
BECCHERLE Paola
BELCASTRO Franco
BELLATI Maria Chiara
BELLEMO Ivana
BELLEMO Orietta
BELLENZIER CARLA
BELTRAME Carlo
BENEDETTI Anna
BENVENUTI Alberto
BENVENUTI Maurizio
BERTRAND Catherine
BERTUSSI Izadora
BERTOTTO Alessandra
BETTONI Martina
BIANCHI Massimiliano
BIANCO Gabriella
BINESCHI Olimpia
BORGHI Marco
BOLCATO Anna
BORTOLUZZI Nicoletta
BOZZATO Alessandro
BRAVO Stefano
BRESSANELLO Alessandro
BRUGNEROTTO Romena
BUBACCO Cinzia
BUNNUEIL Elena
CALVELLI Lorenzo
CAMUFFO Stefano, CANAZZA GUADAGNI Carla
CARDIN Lisa
CARDONE Domenico
CASARIN Ugo
CATOZZI Michele
CAVAGNIS Samuela
CECAMORE Francesca
CECILIATI Gabriella
CENDON Aline
CENDON Anita
CESELIN Francesco
CISOLA Franco
CLAUT CORRADO
COGOLATI Paola
CONCHETTO Francesca
CONTESSA Marco
COPPO VALERIO
CORMIO Rita
CORONA Alice
COSMA Marina
COSMO Luca
COVASSI Maria Luisa
CREMONINI GP
CROCE Stefano
CROSERA Bruno
CULLOCA Lorena
CUNEGO Valentino
DAINESE Sara
DALLA POZZA Antonella
DAMMICCO Maria Grazia
DARAI Gianni
DA RE Isabella
DATE Naoto
DE FAVERI Gino Mario
DEL MASO Marisa
DELLA PUPPA Barbara
DELLA VEDOVA Piero
De VLIEG Mary Ann
DI PUMPO Francesco
DRI Piero
DORIA Giovanna
FAGARAZZI Family
FAVERO Andrea
FAVERO Emanuela
FERRARESI Anna
FERRATA Elena
FERSUOCH Lidia
FOA’ Daniela
FORTE Antonella
FOSCHI Francesco
FRANCESCHINI Barbara
FRANCHIN Tatiana
FREGUIA Irina
FROSINI Nicoletta

FROSINI Orsola

FURLAN Gabriella
GARLATO Paolo
GASPARINETTI Marco
GATTI Francesco
GAVAGNIN Cristina
GEMMA Maddalena
GERARDI Francesco
GHENZOVICH Carla, GHENZOVICH Fabia
 GHIGI Giancarlo
GISLON Carla
GHISLANZONI Camilla
GIORGI Sebastiano
GIUSSANI Cristina
GRANDO Giuliana
GREGORIN Cristina
GRIFFON Giorgio
GUAZZALOCA Giorgia

GUIBERT Valerie

GUZZO Andrea
HOWE Veronica
ISTITUTO VENEZIA
KNICK Oliver
KUJAWSKA Basia
LANARO Maria
LAZZARI Simone
LEONE Giovanni
LIDEO Lisa
LODI Flavio
LOMBARDO Fabio
LORIS Feliciano
MAGGI Danilo
MAGNANI Roberta
MANENTE don Agostino
MANGIAROTTI Chiara
MARCHESE Paola
MARENGO Barbara
MARETTO Nicoletta
MARIN Anna
MARINI Mara
MARRI Chiara
MARQUES Paula
MARTIN ALESSANDRA
MARTIN Monica
MARTINA Alessia
MARTINOTTI Mario
MATHIAS Marina
MATTACCHIONI Susanna
MENEGAZZI Elena
MENETTO Daniela
MEO Dora
MINETTO Roberta
MINOIA Paola
MONTARETTO MARULLO Carla
NASON Mario
NORDIO Silvia
NOVATI La Marvi
OLIVIERI Donata
PADOAN Giovanna
PALAZZI Enrico
PALEOLOGO Michele
PANCHISEN Laura
PAROVEL Giulia
PASCULLI Angela
PASTOR Saverio
PATTARELLO Magda
PENELLO Diana
PENZO Chiara
PENZO Tiziana
PERMUTTI Federico
PETRONE Diana
PIACENTINO Paola
PICCINI Andrea
PINO Stefano
PIRRO Mattia
PIZZATO Marco
POLESELLO Marco

POLITEO Bruno

POZZI Alessandra
PURISIOL Marianna
RADICH Lucio
RANIERI Francesca
RAUMER Davide
REGGIO Stefano
REYDYCH Diana
RICCIARDI Frederic
RIU Elena
RIZZARDINI Sara
RIZZARDO ARGENTON S.
ROCCHETTO Giorgio
ROCCHETTO Orsetta

ROMIERI Cristina

ROSENBERG Paul
ROSKOSCH Werner
ROSSI Giorgia
SARTOREL Marco
SARTORI Andrea
SARTORI Rita
SCANO Davide
SCARAMUZZA Andrea
SCARPA Lucia
SCARPA Veronica
SCARPATI Francesca
SCHIEVANO Alessandro
SCHROEDER Katrin
SEINDAL René
SENSINI Claudio
SHAULOVA Nadia
SHEHATA Adriano
SIGNORATO Valeria
SIMOLI Franca
SIMONATO Chiara
SITRAN Carla
SKOTON Jagoda
SONINO Nicoletta
SPERANDION Giovanni
STEFANELLI Adele
TABAGLIO Veronica
TACCHETTO Edoardo
TAMELI Sara
TESSARIN Pietro
THOMAS Yolanda
TIMINI Jacopo
TOSI Michele
TOSI Marco
TRAVAGNIN FEDERICA
TREVISAN Cinzia
TREVISAN Marco
VAN BIERVLIET Nicole
VELO Luca
VENAILLE Micha
VERNIER Claudio
VERONESE Alice
VIANELLO Dario
VIANELLO Roberta
VIDONI Pietro
VIO Massimiliano
VISINTIN Francesca
VITALBA Alessandra
VOLPATO Sandro
ZAFALON Sebastiano
ZANON Barbara
ZANON Caterina
ZANON Michela
ZANOTTI Elena
ZAPPAVIGNA Paride
ZECCHIN Chiara
ZINA’ Alessandra
ZOPPE’ Alice
ZUANICH Flora
ZUIDEMA Willem

Tassa di sbarco: rassegna stampa

La nostra posizione e il dibattito da noi organizzato sul tema “caldo” del momento, visti dalla stampa quotidiana:

Gazzettino 21 gennaio, articolo di Francesca Catalano. Il rischio delocalizzazione e le altre osservazioni emerse nel dibattito, molto articolato e partecipato:

21 jan gazzettino

Nuova Venezia, articolo di Vera Mantengoli. “Focus” su finalità e modalità di utilizzo del gettito della nuova tassa:

21 jan nv

VeneziaToday, l’ampio e dettagliato servizio di Antonella Gasparini:

http://www.veneziatoday.it/cronaca/tassa-sbarco-bragora-domenica.html?fbclid=IwAR0QJ3Kz8hSv0cDuDbOHmvn0wdE2q7X3oNg17-Ma9upVWqnRjC1owvWO9as

La Stampa 7 gennaio, servizio di Alberto Mattioli:

7 jan la stampa

 

Il prestigioso the Guardian, nella corrispondenza a firma Angela Giuffrida dà spazio alle nostre preoccupazioni per i veneziani che, già costretti a lasciare la città per mancanza di allloggi e/o di opportunità lavorative, subirebbero anche la beffa del pagamento di una tassa di sbarco quando rientrano in visita alle famiglie di origine:

It’s like adding insult to injury,” said Marco Gasparinetti, who leads the Gruppo 25 Aprile activist group. “After forcing thousands of people to leave the city, you now force them to pay to visit their families? The tax would make sense if it was a way to offset the environmental impact of the cruise ships, as other than for cruise passengers, it’s very difficult to apply.”

https://www.theguardian.com/world/2019/jan/06/venice-losing-fight-with-tourism-and-flooding?CMP=share_btn_fb&fbclid=IwAR3lTg4J6EEIuHlmk4ziGM_hFEAMNCMzsYaiTEnJGoh1EUNDjtUjSqHJhKI

Tassa di sbarco: pro e contro

Domenica 20 gennaio alle 16 la nostra sede in campo de la Bragora ospiterà un incontro pubblico sul tema “caldo” del momento: la tassa di sbarco. L’incontro è aperto a tutti nei limiti di capienza della sede; in considerazione dell’affluenza prevista, suggeriamo puntualità.

Al tavolo dei relatori avremo, in ordine alfabetico: il sociologo Gianfranco BETTIN; Marco GASPARINETTI portavoce del 25 aprile; Giampietro PIZZO di VeneziaCambia; Claudio VERNIER presidente dell’associazione Piazza San Marco e il professor Stefano ZECCHI.

Visto l’interesse suscitato dal tema e l’assenza di documenti di riferimento, abbiamo predisposto la seguente nota di analisi per strutturare il dibattito, postandola anche sulla nostra pagina facebook dove stiamo raccogliendo i primi commenti e che utilizziamo anche per i nostri sondaggi sul tema:

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Rispetto alla tassa di sbarco, a nostro parere, non si tratta di applaudire o fischiare per partito preso, ma di ragionare e valutare i pro e contro nell’ottica di un bilanciamento degli interessi, che non possono ridursi all’esigenza di “fare cassa”.

Con questo spirito – pragmatico e costruttivo – intendiamo inviare all’amministrazione comunale le nostre osservazioni di residenti sulla tassa di sbarco, i cui dettagli verranno discussi in Consiglio comunale nelle prossime settimane (entro il 28 febbraio, se la volontà è quella di renderla applicabile già da quest’anno).

Come immagine per l’evento abbiamo scelto un ponte levatoio, di quelli che Venezia non ha mai avuto (diversamente da altre città coeve) se non dopo la caduta della Repubblica: questo della foto si trova ai giardini “reali”, creati per volere di Napoleone al posto dell’immenso granaio che nei secoli precedenti sfamava la popolazione evitando tumulti sociali: dal granaio ai giardini “reali” e al ponte levatoio il passo fu breve ed è anche metafora delle trasformazioni sociali che una tassa di sbarco potrebbe generare, qualora applicata senza discernimento.

ponte levatoio

PREMESSA:

Il comma 1129 del maxiemendamento alla legge di Bilancio per il 2019 ha introdotto per il Comune di Venezia la facoltà (facoltà non significa obbligo) di imporre ai visitatori giornalieri nella città antica (ad esclusione quindi di Mestre) il pagamento di un ticket di ingresso compreso tra i 2,5 euro e i 10 euro definito come « tassa di sbarco », applicabile su “tutti i vettori” e alternativo all’imposta di soggiorno.

Alcuni osservatori hanno già sollevato dubbi sul fatto che l’alternativa vada interpretata in senso soggettivo con riferimento al soggetto di imposta e non invece in senso territoriale come scelta secca fra tassa di sbarco e imposta di soggiorno a livello comunale, come era finora evvenuto nelle isole dove la tassa di sbarco è già stata introdotta (esempi : Elba, Ponza, Capri, Ischia). In attesa di chiarimenti interpretativi, questa nota di analisi è basata sulla prima ipotesi, che è quella sostenuta dall’amministrazione comunale.

I) Executive Summary (sintesi):
Con riserva di rivedere la nostra posizione alla luce del dibattito di domenica e di quello interno al gruppo facebook, la posizione del gruppo allo stato attuale può essere riassunta come segue:
  1. Siamo favorevoli ad una tassa di sbarco applicata ai vettori per i quali era stata immaginata e istituita (a beneficio di alcune isole minori che già la applicano, ma sono prive di collegamenti su gomma o su rotaia con la terraferma): grandi navi e altri mezzi di trasporto acqueo collettivo, rispetto ai quali la tassa ha anche una funzione di internalizzazione dei costi ambientali che tali vettori scaricano sulla collettività, senza che le casse comunali ne traggano alcun beneficio pur dovendone sopportare l’impatto.
  2. Siamo contrari ad una tassa di sbarco applicata ai mezzi di trasporto individuali, sia per questioni di proporzionalità rispetto al fine perseguito sia per le difficoltà di riscossione che richiederebbero controlli a valle particolarmente intrusivi e potenzialmente lesivi della libertà di circolazione, senza che sia possibile individuare un « sostituto di imposta » incaricato della percezione. A questo proposito ricordiamo che ogni eccezione alla libertà di circolazione sancita dai Trattati europei e dalla Costituzione italiana deve rispondere a principi di necessità, proporzionalità e non discriminazione.
  3. Siamo fortemente scettici (sondaggio in corso, con una maggioranza interna contraria) rispetto all’eventualità di applicare la tassa di sbarco anche a chi arriva a Venezia in tram o in treno, sia perche l’impatto ambientale di questi mezzi di trasporto è inferiore rispetto agli altri, sia per le difficoltà intrinseche di applicazione e la farraginosità dei controlli necessari rispetto alla platea degli interessati: la necessità di riscuotere la tassa per il solo tragitto Mestre-Venezia, esentandone ovviamente i residenti e i lavoratori pendolari nonché gli studenti iscritti negli istituti superiori e nelle università cittadine, ma anche i turisti che alloggiano nelle strutture ricettive di Mestre ed altre categorie esenti quali familiari e parenti in visita, comporterebbe infatti due rischi alternativi:
A) formalità burocratiche eccessive per chi dovrebbe a quel punto dimostrare di essere esente dalla tassa, qualora questa venisse riscossa « a monte » della prenotazione (tenendo anche presente che i biglietti non sono nominativi, e le opportunità di evasione sarebbero elevate);
B) qualora si optasse invece per la riscossione « a valle » sul mezzo di trasporto stesso, il rischio che i costi di riscossione superino i ricavi al netto dell’aggio da riconoscere al vettore, in particolar modo qualora venisse accolta la richiesta del Governatore Zaia che mira ad esentare dalla tassa di sbarco tutti i residenti nella regione Veneto: le persone da controllare nel tragitto Mestre-Venezia sarebbero infatti talmente numerose – e in un lasso di tempo talmente breve – da rendere necessaria la presenza a bordo di un esercito di controllori, e il numero delle persone esenti da tassa talmente elevato da rendere anti-economico quel tipo di controlli individuali.
II) Le categorie esenti
Siamo ben consapevoli della corsa alle esenzioni che si scatenerà non appena si discuteranno le modalità di applicazione della tassa, e siamo pronti a fornire noi stessi una lista di esenzioni che a nostro modo di vedere sono necessarie, a partire dai 12.000 veneziani non residenti ma iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e dai veneziani di nascita che qui hanno conservato affetti e famiglia pur non essendo più residenti (anche a seguito della creazione del Comune di Cavallino Treporti dove risiede ormai la maggioranza della popolazione originaria di Burano : soggetti a tassa di sbarco anche loro, quando tornano a casa ?).
Siamo tuttavia consapevoli che quando scatta quel tipo di corsa, a vincerla non sono ragioni di equità o giustizia ma la forza delle singole lobby: a titolo di esempio basti citare la richiesta degli albergatori jesolani di esentare tutti gli ospiti delle loro strutture, anche se queste non pagano imposta di soggiorno sul territorio comunale di Venezia.
Da parte nostra proponiamo quindi di rovesciare la logica ricordando che la tassa di sbarco è l’eccezione e non può diventare la regola: a stabilirlo è la Costituzione italiana (articolo 16) laddove stabilisce che : « Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza ».
Se l’assoggettamento alla tassa di sbarco e ai controlli che ne derivano è l’eccezione e non la regola, ne consegue che sarebbe più utile definire le categorie soggette alla tassa anziché fare una lista di categorie esenti (che sarà tanto più lunga quanto più numerose saranno le lobby a chiederla). Le delibere o le ordinanze di applicazione ne guadagneranno in termini di trasparenza e facilità di applicazione, e da parte nostra siamo pronti a dare un contributo per definire in modo chiaro ed equo le categorie soggette alla tassa quali ad esempio: crocieristi, passeggeri non residenti di lancioni gran turismo e altri mezzi di trasporto la cui clientela prevalente è quella turistica e di giornata che si intende « colpire » con questa tassa.
III) Le finalità della tassa
Contrariamente a quanto indicato in alcune dichiarazioni propagandistiche, il gettito della tassa di sbarco è vincolato ad alcune tipologie di spesa ben precise, che la Legge istitutiva cosi definisce: “raccolta e smaltimento dei rifiuti, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, interventi in materia di turismo, polizia locale e mobilità, nonché i relativi servizi pubblici locali”. In altri termini, si tratta di una « tassa di scopo » su cui è inutile alimentare illusioni.
30 milioni di euro è il costo annuo supplementare stimato da Veritas e Comune per la raccolta dei rifiuti legata al turismo. Tale importo è già compensato dall’imposta di soggiorno il cui gettito è in crescita costante: 31.755.944 euro nel 2017, contro i 28.165.437 del 2015.
Se gli introiti di questa nuova tassa dovessero servire soltanto o prevalentemente ad aumentare l’organico della polizia locale incaricata di vigilare sulla sua riscossione, saremmo in presenza di un mostro o moloch burocratico in stile sovietico, che si auto-alimenta senza alcun beneficio per la cittadinanza. Dall’insediamento della giunta Brugnaro l’organico della Polizia Municipale è già aumentato del 50%, con 200 nuovi agenti già entrati in servizio e i 70 supplementari di cui al bilancio di previsione 2019.
Da parte nostra proponiamo invece che :
  1. Le modalità di riscossione siano tali da evitare che i costi di gestione e burocratici assorbano i ricavi, oltre ad essere fonte di intralcio e vessazioni nella vita quotidiana dei residenti ;
  2. Il gettito della tassa al netto dei costi di gestione venga utilizzato per una riduzione sostanziale e non puramente simbolica delle aliquote TARI (tassa rifiuti) per le utenze domestiche, che a Venezia sono particolarmente elevate proprio in ragione del carico supplementare rappresentato dal turismo;
  3. dal momento che tale riduzione sarebbe già eticamente dovuta grazie all’aumento del gettito dell’imposta di soggiorno, gli introiti della tassa di sbarco dovrebbero inoltre essere destinati al miglioramento dei servizi pubblici locali con particolare riferimento al rinnovo di una flotta palesemente obsoleta per quel che riguarda il trasporto acqueo, mentre tutti gli investimenti in corso sono “stranamente” riferiti al trasporto su gomma che per definizione non attraversa la città antica: siamo forse mucca da mungere per spendere i soldi altrove?
IV) Le modalità di riscossione
Come già indicato in premessa, siamo fermamente contrari a qualunque ipotesi di tornelli all’ingresso di Venezia, che la trasformerebbero (anche nell’immaginario collettivo) in un parco a tema con la definitiva abdicazione al suo ruolo di Città viva e capoluogo di Regione.
La riscossione andrà quindi effettuata a monte (con il meccanismo del sostituto di imposta, che la incorpora nel titolo di viaggio) e con modalità tali da rendere supeflui i controlli a valle in città, anche perché questi provocherebbero rallentamenti inaccettabili e vessatori al flusso di persone che quotidianamente arrivano a Venezia per motivi di studio o di lavoro.
Varchi e tornelli esistono nei porti e aeroporti, dove già i passeggeri vengono controllati per altri motivi e prima dello « sbarco ». Immaginarne l’installazione in piazzale Roma o davanti alla stazione ferroviaria o in riva degli Schiavoni significa non conoscere le dinamiche dei flussi che pure avrebbero dovuto essere già state oggetto di analisi quantitativa e qualitativa da parte delll’amministrazione comunale, grazie ai 10 milioni di euro ricevuti (e non spesi) grazie al « patto per Venezia » del 2016.
In questo ci associamo all’analisi pubblicata dagli amici di « Progetto Firenze » che è giunta a queste conclusioni:
«Anche in una città cinta da mura, o dal mare, l’introduzione di una tassa d’ingresso caricherebbe chiunque vi arrivi per finalità diverse dal turismo dell’onere di dimostrarsi esenti attraverso un percorso burocratico di certificazione, di cui si può facilmente immaginare il peso. Un danno ancor più grande verrebbe poi dal fatto che la nuova tassa fornirebbe alle istituzioni deputate al governo del territorio nuove risorse, e al contempo un formidabile alibi, per continuare a sostenere un modello di sviluppo turistico profondamente sbagliato, indissolubilmente legato alla continua invenzione di nuove strategie di marketing per garantire l’arrivo di flussi sempre maggiori di visitatori».

 

Ricordiamo infine che questo dibattito non lo organizziamo per caso: come piattaforma civica siamo stati i primi a reagire con un appello alla ragionevolezza, subito dopo le dichiarazioni trionfalistiche del Sindaco quando la tassa di sbarco è stata approvata dai due rami del Parlamento, e per conoscere la nostra posizione si è mossa anche la stampa estera. L’intervista che segue è del 27 dicembre, i dubbi rimangono:

 

 

 

 

 

 

 

I calendari sono arrivati!

La seconda tiratura è arrivata! Per chi ha prenotato il calendario benefico 2019, l’appuntamento per il ritiro è in sede con le nostre domeniche in Bragora (3811B Castello) o alla libreria Mare di Carta (222 Santa Croce), a due passi da piazzale Roma: aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19.30 (e dalle 12 alle 19.30 domenica 23 dicembre). PS la nostra sede in Bragora sarà eccezionalmente aperta anche venerdi 21 dicembre dalle 15 alle 19!

calendario 2019-01

Prima tiratura “bruciata” (esaurita) in pochi giorni, la buona notizia per chi non li ha trovati è che la seconda tiratura è ancora più bella:  grammatura “superiore” (250) e perfetta per un calendario da muro come questo, unico al mondo per le informazioni che contiene e per la sua finalità benefica: un aiuto concreto (e non solo chiacchiere) in favore della residenzialità.

26 nove 18 NV

3.000 euro raccolti e assegnati con il primo calendario:

Quest’anno puntiamo a raccoglierne il doppio, con la medesima finalità (bando di gara aperto a tutti, e non solo agli iscritti, verrà pubblicato su questa pagina a gennaio).

A tutti ricordiamo che per ogni calendario viene emessa regolare ricevuta, e che nessuno è autorizzato a raccogliere fondi in nostro nome: i calendari si ritirano unicamente nello spazio civico di campo della Bragora (3811B castello) e presso la libreria Mare di Carta (222 Santa Croce, in Fondamenta dei Tolentini) che ha rinunciato alla percentuale d’uso per la distribuzione: in questo modo potete essere sicuri che ogni euro raccolto verrà integralmente utilizzato per la finalità indicata (fondo di scopo).

Per informazioni e prenotazioni:

25aprileVenezia@gmail.com

calendario 2019-10

Per “arrotondare” il risultato delle vendite, ci saranno anche le foto originali firmate dagli autori, che potranno essere acquistate al mercatino benefico di Natale in Bragora, il 21 dicembre.

Il risultato dipenderà solo dalla vostra generosità. Un grazie a chi prenotando uno o più calendari in anticipo ci ha già permesso di raggiungere quota 400 esemplari in “prevendita”. La lista provvisoria che qui presentiamo è in corso di aggiornamento: quella definitiva verrà pubblicata a gennaio.

ADINOLFI Roberta
AFFABRIS Barbara
ANDRETTO Annalisa
ANTONIETTO Laura
ANTONINI Flavia
BALDI Francesca
BARBONE Gloria
BARINA Gabriella
BARTOLONI Lucia
BARTOLONI Roberta
BECCHERLE Paola
BELLEMO Ivana
BELLEMO Orietta
BELTRAME Carlo
BENEDETTI Anna
BENVENUTI Alberto
BERTUSSI Izadora
BERTOTTO Alessandra
BETTONI Martina
BINESCHI Olimpia
BIANCO Gabriella
BORGHI Marco
BOLCATO Anna
BORTOLUZZI Nicoletta
BOZZATO Alessandro
BRAVO Stefano
BRESSANELLO Alessandro
BRUGNEROTTO Romena
CECAMORE Francesca
CALVELLI Lorenzo UniVE
CAMUFFO Stefano
CANAZZA GUADAGNI C
CARNERO Alberto
CARDIN Lisa
CARDONE Domenico
CASARIN Ugo
CATOZZI Michele
CAVAGNIS Samuela
CECAMORE Francesca
CECILIATI Gabriella
CENDON Aline
CENDON Anita
CESELIN Francesco
COGOLATI Paola
CONCHETTO Francesca
CONTESSA Marco
CORMIO Rita
CORONA Alice
COSMA Marina
COSMO Luca
COVASSI Maria Luisa
CREMONINI GP
CROCE Stefano
CULLOCA Lorena
CUNEGO Valentino
DAINESE Sara
DALLA POZZA Antonella
DAMMICCO Maria Grazia
DARAI Gianni
DATE Naoto
DE FAVERI Gino Mario
DELLA PUPPA Barbara
DELLA VEDOVA Piero
De VLIEG Mary Ann
DI CATALDO Gina
DORIA Giovanna
FAVERO Andrea
FAVERO Emanuela
FERRARESI Anna
FERRATA Elena
FERSUOCH Lidia
FOA’ Daniela
FORTE Antonella
FOSCHI Francesco
FRANCESCHINI Barbara
FRANCHIN Tatiana
FREGUIA Irina
FROSINI Nicoletta
GASPARINETTI Marco
GAVAGNIN Cristina
GERARDI Francesco
GHENZOVICH Fabia
GHISLANZONI Camilla
GIORGI Sebastiano
GIUSSANI Cristina
GREGORIN Cristina
GUAZZALOCA Giorgia
GUZZO Andrea
HOWE Veronica
ISTITUTO VENEZIA
KUJAWSKA Baja
LANARO Maria
LAZZARI Simone
LIDEO Lisa
LODI Flavio
LOMBARDO Fabio
LORIS Feliciano
MAGGI Danilo
MAGNANI Roberta
MANGIAROTTI Chiara
MARCHESE Paola
MARENGO Barbara
MARETTO Nicoletta
MARIN Anna
MARRI Chiara
MARTIN Monica
MARTINA Alessia
MARTINOTTI Mario
MENEGAZZI Elena
MENETTO Daniela
MEO Dora
MINETTO Roberta
MINOIA Paola
MIRTO Giacomo
MONTARETTO MARULLO C
NASON Mario
NORDIO Arianna
NORDIO Silvia
NOVATI La Marvi
OLIVIERI Donata
PADOAN Giovanna
PALEOLOGO Michele
PANCHISEN Laura
PASCULLI Angela
PASTOR Saverio
PATTARELLO Magda
PENELLO Diana
PENZO Chiara
PENZO Tiziana
PERMUTTI Federico
PETRONE Diana
PIACENTINO Paola
PICCINI Andrea
PINO Stefano
PIRRO Mattia
PIZZATO Marco
PURISIOL Marianna
RADICH Lucio
RANIERI Francesca
RAUMER Davide
REGGIO Stefano
RICCIARDI Frederic
RIU Elena
RIZZARDO ARGENTON S.
ROCCHETTO Giorgio
ROCCHETTO Orsetta
ROMANATTI Roberta
ROMIERI Cristina
ROMOR Luigina
ROSENBERG Paul
ROSKOSCH Werner
ROSSI Giorgia
RUFFONI Serena
SARTOREL Marco
SARTORI Andrea
SARTORI Rita
SCANO Davide
SCARAMUZZA Andrea
SCARPA Annalisa
SCARPA Lucia
SCARPA Veronica
SCARPATI Francesca
SCHIEVANO Alessandro
SEINDAL René
SENSINI Claudio
SIGNORATO Valeria
SITRAN Carla
SKOTON Jagoda
SONINO Nicoletta
STEFANELLI Adele
STELLA Valentina
TABAGLIO Veronica
TAGLIAPIETRA Artemio
TESSARIN Pietro
TIMINI Jacopo
TOSI Michele
TREVISAN Marco
VAN BIERVLIET Nicole
VELO Luca
VENAILLE Micha
VERONESE Alice
VIANELLO Dario
VIANELLO Roberta
VIDONI Pietro
VIO Massimiliano
VISINTIN Francesca
VITALBA Alessandra
ZANON Barbara
ZANON Caterina
ZANON Michela
ZAFALON Sebastiano
ZECCHIN Chiara
ZINA’ Alessandra
 

 

 

 

 

 

#Bragora: un primo bilancio, per la casa dei veneziani.

A un mese e mezzo dall’inaugurazione dello spazio civico in campo de la Bragora (7 ottobre), proviamo ad abbozzare un primo e provvisorio bilancio.

Il soranome “casa dei veneziani” è opera di Michele Fullin (Gazzettino) e riflette bene lo spirito con cui ci stiamo muovendo: uno spazio al servizio della città, e non un luogo di proselitismo per partiti o correnti di partito: a nessuno abbiamo mai chiesto “per chi hai votato” o “per chi voterai”, quel modo di fare politica che ci divide anziché unirci lo lasciamo volentieri ad altri!

Per abbozzare un primo bilancio, ricordiamo innanzitutto che le priorità di utilizzo della sede erano state messe ai voti con apposito sondaggio fra gli iscritti. Ne seguiremo quindi l’ordine così come era emerso dal voto interno.

  1. Al primo posto con 259 voti c’erano “Incontri e dibattiti su temi cittadini”.

Ne abbiamo già realizzati quattro: quello del 21 ottobre sull’area realtina, a cura di Nicoletta Frosini; quello sulla residenzialità dell’11 novembre, a cura di Marco Gasparinetti,  quello del 16 novembre con il presidente dell’autorità portuale Pino Musolino e quello del 18 novembre con i docenti IUAV Luca Velo e Laura Fregolent. Caratteristica comune e molto apprezzata del “format” che abbiamo scelto:  la concretezza, con presentazione di dati inediti e aggiornatissimi, e l’interattività, che a tutti i presenti offre la possibilità di partecipare con domande e commenti nel corso del dibattito: nessuno è semplice spettatore, ognuno di noi è protagonista.

Quella che segue è una rassegna stampa (parziale) delle attività già realizzate e dell’interesse che hanno suscitato i dati inediti da noi presentati:

Di questi quattro incontri pubblicheremo a breve qualche appunto di sintesi, visto l’interesse generale che rivestono. In calendario a breve ne abbiamo altri tre: il 30 novembre sul traffico acqueo locale (a cura di Dario Vianello), il 2 dicembre sul futuro della voga (a cura di Saverio Pastor), il 16 dicembre sulla tutela penale dell’ambiente (a cura dell’avv. Elio Zaffalon).

2) Al secondo posto con 121 voti c’era l’opzione “Presentazione libri e pubblicazioni”. Il primo lo ha presentato Flavia Antonini il 14 ottobre, con la partecipazione straordinaria di “CheBateo” Marco Ziliotto. ll secondo (e molto atteso) sarà il nostro calendario Venezia 2019, che verrà presentato alla stampa e al pubblico domenica 25 novembre. Altri ne seguiranno, a dicembre e nei primi mesi del 2019.

3) Al terzo posto con 120 voti, “Performance musicali e teatrali”. Indimenticabile quella del cantante, attore e regista teatrale Alessandro Bressanello, con cui abbiamo inaugurato la sede, il 7 ottobre. Il suo “Gigio ti te ricordi” è sul nostro canale youtube, a chi non c’era suggeriamo di godersi il pezzo (inedito) al minuto 3:45:

4) Al quarto posto, con 69 voti avevamo si era classificata l’opzione “Proiezione documentari”. Dopo il primo appuntamento con Loredana Spadon e Max Vianello (4 novembre) il 9 dicembre presenteremo un documentario inedito di denuncia che farà discutere (“La città perduta”), alla presenza del regista Marco Milioni.

5) Nelle posizioni successive c’erano la creazione di una sala lettura e di uno spazio giochi o ludoteca, che in modo embrionale sono già state collaudate. L’11 novembre i bambini presenti hanno anche ricevuto la visita di un improbabile San Martino, nell’ambito della giornata “VeneziaGioca” che era stata organizzata per loro!

Domenica 11 novembre, con i due eventi in programma, sono quasi 200 le persone che a rotazione hanno potuto fruire di questi spazi.

Il Gruppo 25 aprile è: una piattaforma civica dove le priorità vengono decise con il voto di tutti e – soprattutto – dove le proposte e i sogni nel cassetto di ognuno diventano realtà, grazie all’effetto moltiplicatore e alla forza del gruppo. Per partecipare al dibatitto interno e per il voto online (che è sempre palese e nominativo, quindi non manipolabile) lo strumento che ci siamo dati è:

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

L’associazione 25 aprile Venezia, che è braccio del gruppo per le decisioni che richiedono copertura finanziaria, si riunirà invece in assemblea straordinaria il 16 dicembre. L’ordine del giorno verrà pubblicato a breve su questa pagina, e prevede l’allargamento del direttivo attuale per poter gestire i molti fronti aperti – non ultimo la presidenza della rete civica del Mediterraneo orientale, che nel 2019 spetterà proprio a noi.

 

Al di là delle domeniche in Bragora, che stanno ormai diventando un punto di riferimento per chi vuole costruire in modo partecipato il futuro di Venezia, ricordiamo che la sede è aperta al pubblico anche il sabato dalle 16 alle 19, con la sua sala lettura e la ludoteca per i più piccoli – ed è un servizio in più che offriamo senza nulla chiedere in cambio.

Vi aspettiamo in #Bragora!

2019: calendario in arrivo!

Calendario Venezia 2019:
l’unico con le date utili veneziane, l’unico il cui gettito è integralmente vincolato al prossimo bando di gara in favore di chi cerca casa a Venezia!
calendario 2019-01.jpg
Tiratura limitata e su prenotazione, con precedenza agli iscritti.
Per informazioni e prenotazioni: 25aprileVenezia@gmail.com
Conferenza stampa e inaugurazione mostra fotografica: domenica 25 novembre alle ore 15, nel nostro spazio civico in campo de la Bragora (3811B Castello).
Modalità di ritiro, per chi lo avrà prenotato entro il 30/11:
Il calendario sarà in distribuzione 7 giorni su 7 a partire da sabato primo dicembre, con queste due opzioni:
1) la nostra sede in campo de la Bragora (3811B Castello) il sabato e la domenica dalle 16 alle 19;
2) la libreria Mare di Carta in Fondamenta dei Tolentini (222 Santa Croce) nei giorni e orari di apertura della libreria.
12 mesi, 12 foto sul tema “Venezia, la sua Laguna, i suoi abitanti, i suoi mestieri”, selezionate con concorso, a cura di Barbara Zanon. Grafica: Etra Comunicazione

#BragoraNews avviso numero 2

Grazie ai nostri tecnici – che hanno fatto miracoli – la sala riunioni e il piano nobile della nostra sede in Bragora sono adesso in collegamento video e audio in diretta. Questo ci permette di aumentarne la capienza, sopprimendo l’iscrizione obbligatoria agli incontri che era stata introdotta a titolo sperimentale dopo il “pienone” di domenica scorsa.

I prossimi appuntamenti sono:

Domenica 18 novembre alle 17:

Venezia, città abitanti e turisti: conversazioni con Luca Velo e Laura Fregolent (IUAV)

Domenica 25 novembre alle 15:

Conferenza stampa di presentazione del calendario 2019 e del secondo bando di gara per la residenzialità, ad esso collegato – con contestuale inaugurazione della mostra fotografica.

Venerdì 30 novembre alle 18:

“Non solo grandi navi: l’impatto del traffico acqueo locale”- a cura di Dario Vianello.

Domenica 2 dicembre alle 17:

Il ruolo della voga nel nostro quotidiano e nel nostro futuro: dibattito con Saverio Pastor, Renzo Zucchetta e Rocco Rumonato.

Sabato 8 dicembre alle 18:

Gregory Dowling, veneziano di adozione e autore di vari romanzi ambientati a Venezia, conversa (in italiano) con John Francis Philimore.

Domenica 9 dicembre alle 17:

#CineBragora presenta: “La città perduta”, docufilm di Marco Milioni, alla presenza dell’autore – seguito da dibattito a cura di Carlo Beltrame.

Domenica 16 dicembre alle 17.30:

La tutela penale dell’ambiente – pillole di diritto – a cura dell’avv. Elio Zaffalon.

A partire da questa settimana, la sede è aperta anche il sabato dalle 16 alle 19 come luogo di aggregazione, con la sua sala lettura e lo spazio kids, anche in assenza di eventi particolari (che salvo eccezioni si svolgono di domenica e venerdì).

Il calendario degli eventi per il 2019 è in corso di stesura, per chi ha proposte o suggerimenti l’indirizzo è 25aprileVenezia@gmail.com

Bragora 4.jpg

#BragoraNews – Avviso importante

Vista l’affluenza straordinaria al nostro incontro di ieri, ci scusiamo innanzitutto con le molte persone che, arrivando dopo le 17, non hanno trovato posto in una sala stracolma – e ringraziamo per la pazienza i presenti che hanno seguito la “diretta” al primo piano con mezzi di fortuna (nell’immagine, la Nuova Venezia di oggi, servizio di Eugenio Pendolini).

Bragora 11 nove 18

A titolo sperimentale per i prossimi incontri, abbiamo quindi deciso di introdurre un sistema di registrazione preventiva via email che ci permetterà di evitare questo tipo di inconvenienti, nel limite dei posti disponibili.

Come funzionerà?

Le persone interessate ai prossimi appuntamenti in Bragora (elencati in calce a questa pagina) sono cortesemente invitate ad “iscriversi” con almeno 24 ore di anticipo indicando semplicemente la data di loro interesse. Per farlo basterà scrivere a:

25aprileVenezia@gmail.com

Quando le iscrizioni ricevute via posta elettronica esauriscono i posti disponibili, lo indicheremo in tempo utile su tutti i nostri canali (facebook compreso).

A chi si è iscritto in tempo utile verrà ovviamente data precedenza nell’attribuzione dei posti a sedere. Quello che perderemo in spontaneità guadagneremo in efficienza e qualità dell’accoglienza.

Grazie a tutti per la comprensione!

A partire da questa settimana, comunichiamo che la sede sarà aperta anche il sabato dalle 16 alle 19 come luogo di aggregazione, con la sua sala lettura e lo spazio kids, anche in assenza di eventi particolari (che salvo eccezioni si svolgono di domenica e venerdì).

Il calendario degli eventi per il 2019 è in corso di stesura, per chi ha proposte o suggerimenti l’indirizzo è lo stesso sopra indicato.

I prossimi appuntamenti in Bragora:

Venerdì 16 novembre alle 18.30:

Incontro con il Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino

Domenica 18 novembre alle 17:

Venezia, città abitanti e turisti: conversazioni con Luca Velo e Laura Fregolent (IUAV)

Domenica 25 novembre alle 15:

Conferenza stampa di presentazione del calendario 2019 e del secondo bando di gara per la residenzialità, ad esso collegato – con contestuale inaugurazione della mostra fotografica.

Venerdì 30 novembre alle 18:

“Non solo grandi navi: l’impatto del traffico acqueo locale”- a cura di Dario Vianello.

Domenica 2 dicembre alle 17:

Il ruolo della voga nel nostro quotidiano e nel nostro futuro: dibattito con Saverio Pastor, Osvaldo Zucchetta e Rocco Rumonato.

Sabato 8 dicembre alle 18:

Gregory Dowling, veneziano di adozione e autore di vari romanzi ambientati a Venezia, conversa (in italiano) con John Francis Philimore.

Domenica 9 dicembre alle 17:

#CineBragora presenta: “La città perduta”, docufilm di Marco Milioni, alla presenza dell’autore – seguito da dibattito a cura di Carlo Beltrame.

Domenica 16 dicembre alle 17.30:

La tutela penale dell’ambiente – pillole di diritto – a cura dell’avv. Elio Zaffalon.

———–

Nella prossima foto: un’immagine del dibattito di ieri (in primo piano: Roberta Bartoloni e Francesco Erbani).

 

 

 

Un San Martino molto speciale

Domenica 11 novembre (san Martino), un duplice appuntamento nella casa dei veneziani (scoletta di San Giovanni in Bragora, in campo de la Bragora):

Dalle 14 alle 17, VeneziaGioca:

Un pomeriggio di puro divertimento dedicato ai giochi da tavolo per grandi e piccini, con la partecipazione straordinaria di un San Martino molto speciale.

Alle 17, incontro-dibattito su “Residenzialità e locazioni turistiche: un equilibrio difficile” (NB puntualità consigliata: l’affluenza prevista supera la capienza della sala).

Al dibattito, moderato da Marco Gasparinetti, saranno presenti: il giornalista e scrittore Francesco Erbani, Roberta Bartoloni, Lorenzo Dorigo e la ricercatrice Margherita Belgioioso della Brunel University, in diretta skype da Londra.

Due le relazioni previste: quella di Roberta Bartoloni sul quadro normativo in vigore e quella di Lorenzo Dorigo sulla nuova legge regionale (“in itinere”) che modifica quella del 2013; entrambe verranno poi pubblicate su questa pagina.

In anteprima assoluta, presenteremo una ricerca inedita e preziosa per approfondire il tema dello spopolamento di Venezia e delle sue isole, basata su un monumentale “accesso agli atti” dell’anagrafe comunale effettuato nell’agosto 2018, che copre gli anni a partire dal 2006, a cura di Margherita Belgioioso (i grafici verranno pubblicati a partire da lunedì, su questa pagina).

Un lavoro prezioso, perché per la prima volta ci permetterà di capire quale parte abbia il saldo demografico fra nati e morti (saldo “naturale”, sui cui la poltica locale può fare poco) e quanto giochi invece il saldo migratorio fra arrivi e partenze, che invece richiede correttivi a livello locale, quali ad esempio una politica della casa, servizi adeguati e opportunità di lavoro che non siano unicamente legate alla monocultura turistica – e di farlo su un arco di tempo sufficiente per poterne trarre qualche conclusione operativa: perché per essere rilevanti sul piano statistico, i dati considerati non possono limitarsi a pochi mesi.

 

Bragora 11.11.18.jpg

 

 

I due grafici sono tratti  dalla ricerca inedita basata sull’accesso agli atti dell’anagrafe comunale effettuata nell’agosto 2018 e coordinata da Margherita Belgioioso della Brunel University di Londra.
Committente: associazione 25 aprile Venezia.

Acqua alta 29/10/2018: come segnalare i danni

Quella del 29/10/2018 è stata un’acqua alta eccezionale di gravità simile o superiore a quella del primo dicembre 2008, che aveva portato il Comune a creare un fondo per il risarcimento dei danni subíti da famiglie e operatori economici.

Come piattaforma civica riteniamo che altrettanto debba essere fatto in questa circostanza, e invitiamo gli interessati a procedere segnalando la loro situazione “entro 30 giorni dal verificarsi dei danni”, come suggerisce il sito della protezione civile:

https://www.comune.venezia.it/it/content/post-emergenza

(Foto: Pietro Tessarin)

29.10 Tessarin Fenice

I danni possono essere segnalati a:

Protezionecivile@comune.venezia.it

Per farlo è sufficiente una email e allo stato attuale non esiste un modulo “standard”. Quello che mettiamo a disposizione di tutti potrà essere adattato a seconda delle specifiche esigenze di ciascuno:

Oggetto : acqua alta eccezionale 29/10/2018

 Il sottoscritto/la sottoscritta

Nato/a il ../../….  a ………..

Residente in .. .. .. (Venezia)

Visto il DPGR 139/2018 con cui il Presidente della Regione Veneto ha dichiarato lo stato di crisi a seguito delle condizioni meteorologiche eccezionali che hanno colpito tuto il territorio regionale;

Vista la legge Regionale n.° 4/1997 “Interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali” e le successive circolari,

PREMESSO CHE

L’acqua alta eccezionale del 29 ottobre 2018 ha avuto caratteristiche di gravità e intensità simili o superiori a quelle del primo dicembre 2008, che avevano determinato l’istituzione di un fondo per il risarcimento dei danni da acqua alta con relativo stanziamento ad opera del Comune di Venezia,

CONSIDERATO CHE

Nel caso sopra richiamato il Comune di Venezia ha provveduto al risarcimento dei danni subíti da parte di famiglie e operatori economici, previa redazione di una graduatoria dei casi più gravi.

Considerato anche che, come contribuente, il sottoscritto ha già fatto la sua parte nel finanziare l’opera chiamata MoSe che avrebbe dovuto porre Venezia al riparo dalle acque alte eccezionali entro l’anno 2011, come dichiarato dal Governo in carica all’epoca della posa della prima pietra,

SEGNALA A TUTTI GLI EFFETTI DI LEGGE, compresi quelli interruttivi della decadenza o prescrizione :

Di avere subíto i danni qui sommariamenti descritti e documentati in allegato, come conseguenza diretta dell’acqua alta eccezionale del 29 ottobre 2018 e con riserva di produrre ulteriori prove documentali :

DICHIARA

Di avere adottato, con la diligenza del buon padre di famiglia, le seguenti misure precauzionali al fine di evitare o limitare i danni sopra elencati :

….

Alla luce di quanto precede,

RICHIEDE

l’attivazione del fondo comunale per il risarcimento dei danni cagionati dall’acqua alta eccezionale del 2018, e rimane a disposizione dei tecnici comunali per quantificare il danno individuale subíto.

ALLEGATI (fotografie, preventivi o stime peritali) : N° ..

 

 

 

 

Concorso fotografico #Calendario2019: i vincitori

Le vincitrici e i vincitori che con le loro foto daranno vita al calendario veneziano 2019 sono (in ordine alfabetico):

MARTA BUSO

MARCO CENTASSO

BARBARA DELLA PUPPA

MARCO PILLA

MARK SMITH

MARTINA SOLA

GIAN GIACOMO STIFFONI

YOLANDE THOMAS

Le 12 foto verranno esposte nella scoletta di San Giovanni della Bragora dal 25 novembre al 25 dicembre; le vincitrici e i vincitori del concorso sono fin d’ora invitati alla conferenza stampa di presentazione del calendario che si terrà domenica 25 novembre alle ore 15.

Per non rovinare la sorpresa, a titolo di anticipazione ne pubblichiamo soltanto una, scelta in modalità “random”. Questa scelta non rappresenta una graduatoria: le 12 foto sono tutte bellissime! Nel loro insieme coprono alla perfezione le 4 sfumature del tema assegnato, che era: “Venezia, la sua Laguna, i suoi abitanti, i suoi mestieri”.

Il numero di partecipanti al concorso e la qualità del materiale ricevuto hanno reso particolarmente difficile la selezione. Un grazie di cuore a tutti i (e a tutte le) partecipanti!

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#BrAgorà: il programma delle prossime settimane

 Nel disegno: lo spazio civico inaugurato domenica scorsa in campo de la Bragora e le persone che lo animano, visti da Alessandra Vitalba

Bragora Vitalba

Domenica 21 ottobre alle 17:

“Quale futuro per l’area realtina” – a cura di Nicoletta Frosini.

Domenica 28 ottobre alle 15:

Riunione dei volontari che a titolo gratuito garantiranno la permanenza del sabato ampliando la fruibilità della sede, a partire da novembre.

Domenica 28 ottobre alle 17:

assemblea generale associazione “25 aprile Venezia”.

Domenica 4 novembre alle 17:

#CineBragora – a cura di Loredana Spadon

Domenica 11 novembre alle 14.30:

#VeneziaGioca, a cura di Andrea Pavan.

Domenica 11 novembre alle 17:

Residenzialità e nuova legge regionale sulle locazioni turistiche – a cura di Marco Gasparinetti.

Venerdì 16 novembre alle 18:

Incontro a porte chiuse con il Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino (R)

Domenica 18 novembre alle 17:

Incontro-dibattito con Giulio Luca Velo (IUAV).

Domenica 25 novembre alle 15:

Presentazione alla stampa del calendario 2019 e del bando di gara per la residenzialità, ad esso collegato.

Venerdì 30 novembre alle 18:

“Non solo grandi navi: l’impatto del traffico acqueo locale”- a cura di Dario Vianello.

Domenica 2 dicembre alle 17:

Quale futuro per la voga? A cura di Saverio Pastor e Rocco Rumonato.

Domenica 9 dicembre alle 17:

#CineBragora presenta: “La città perduta”, documentario di Marco Milioni, alla presenza dell’autore.

Domenica 16 dicembre alle 17.30:

La tutela penale dell’ambiente – pillole di diritto – a cura dell’avv. Elio Zaffalon.

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NB i venerdì e le domeniche non coperte da questo calendario provvisorio di eventi sono “aperti” alle vostre proposte per incontri, proiezioni o dibattiti.

A partire dal 10 novembre, la nostra casa con la sua sala lettura e lo spazio kids sarà aperta anche tutti i sabati, dalle 16 alle 19.

Nella foto: l’articolo di Michele Fullin, Gazzettino 11 ottobre

Bragora Fullin

https://www.ilgazzettino.it/pay/primopiano_pay/alla_bragora_e_nata_una_casa_per_le_associazioni_civiche-4031885.html

(R) = incontro riservato agli iscritti, per motivi di capienza della sala.

Bragora 1

 

 

 

Domeniche in Bragora: i prossimi appuntamenti

Inaugurata la sede di “Veneziamiofuturo” (grazie Barbara Zanon per le splendide foto, pubblicate anche da la Nuova Venezia), a grande richiesta comunichiamo i prossimi appuntamenti.

A partire da novembre, alle domeniche si affiancheranno i venerdi in Bragora e una permanenza il sabato, ma ne riparleremo presto.

Siamo solo agli inizi e accogliamo volentieri ogni proposta o suggerimento: la scaletta di ottobre e novembre è stata decisa con un sondaggio interno a cui hanno partecipato quasi 400 persone, ma dato che non tutti utilizzano facebook, potrete inviarci le vostre proposte a questo indirizzo:

o telefonare a:
tel. 345.345.9663
Le domeniche in Bragora

14 ottobre : “Gigetto il vaporetto”, evento per famiglie in presenza dell’autrice Flavia Antonini. La presentazione del suo libro illustrato di filastrocche sarà l’occasione per parlare di trasporto acqueo con Dario Vianello (che i vaporetti li guida sul serio) e Marco Ziliottto, il creatore della APP più amata dai veneziani: “CheBateo”!

21 ottobre : “Quale futuro per l’area realtina” – a cura di Nicoletta Frosini, con la paretcipazione degli operatori del nostro merca’

28 ottobre : assemblea generale associazione “25 aprile Venezia” (riservata agli iscritti)

4 novembre : “CineBragora” – a cura di Loredana Spadon!

11 novembre : Difesa della residenzialità e nuova legge regionale sulle locazioni turistiche – a cura di Marco Gasparinetti

Fra i “venerdi in Bragora” segnaliamo fin d’ora un incontro a porte chiuse con il Presidente dell’Autorità Portuale Pino Musolino (il 16 novembre).

A metà novembre (data da definire) presenteremo alla stampa il calendario veneziano 2019; a questo proposito ricordiamo che le 12 foto verrano scelte con bando di gara i cui termini scadono il 30 ottobre:

In attesa di pubblicare la rassegna stampa, un grazie particolare alla giornalista Antonella Gasparini che ha seguito “in diretta” l’inaugurazione di questo spazio civico per VeneziaToday:

https://www.veneziatoday.it/attualita/gruppo-25-aprile-bragora-nuova-sede.html

 

 

Calendario 2019, bando di selezione per 12 foto

CONTEST fotografico per il calendario 2019

Articolo 1: FINALITA’

Realizzazione del calendario 2019 che verrà distribuito dalla “Associazione 25 Aprile Venezia” con la formula dell’offerta libera. Il 100% del ricavato sarà vincolato al secondo bando di gara per la residenzialità e il suo scopo è esclusivamente benefico.

Articolo 2: OGGETTO

Il calendario (da muro) conterrà 12 foto selezionate tra quelle inviate; la grafica sarà simile a quella del calendario 2018 ed è affidata alla Etra Comunicazione. La tiratura indicativa prevista è pari a mille esemplari.

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Articolo 3: MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

 La partecipazione è gratuita
 Il concorso è aperto ai fotografi professionisti di ogni età e provenienza.
 Sono esclusi dal concorso fotografico i componenti del consiglio direttivo della Associazione 25 aprile Venezia e i loro famigliari in linea retta o conviventi, fratelli e sorelle inclusi.

Articolo 4: TEMA

Il tema per il calendario 2019 è: Venezia, la sua Laguna, i suoi abitanti, i suoi mestieri”.

Articolo 5: CARATTERISTICHE TECNICHE DELLE IMMAGINI

  1. Ogni partecipante potrà inviare un numero massimo di foto pari a 3, sia a colore sia in bianco e nero in formato jpg.
  2. Formato orizzontale (obbligatorio).
  3. Non sono ammesse elaborazioni pesanti, collage, sovrapposizioni, effetti speciali o di grafica applicata.
  4. Risoluzione di almeno 3000 pixel 300dpi lato lungo salvate a compressione da 9 in su.

PER FAVORE non inviare immagini di peso superiore ai 5MB.

  • Le immagini dovranno essere prive di qualsiasi cornice e logo.

  • Ogni foto dovrà esser così nominata: NOME_COGNOME_TITOLO_Ogni autore dovrà indicare nella mail: NOME-COGNOME-INDIRIZZO-CAP-CITTA’, EMAIL, telefono.

Le immagini che non corrispondono a uno o più di questi requisiti non verranno prese in considerazione.

Articolo 6:

INVIO e SCADENZA TASSATIVA DI INVIO

Le 3 fotografie dovranno esser inviate tramite email a: calendariovenezia2019@gmail.com entro e non oltre il 30 ottobre 2018.

Le immagini ricevute in data posteriore non verranno prese in considerazione.

Articolo 7: PREMIO

Il premio unico è la pubblicazione sul calendario 2019 della propria foto. Sotto ogni scatto verrà riportato il nome e cognome dell’autore e il titolo dell’immagine. Gli autori premiati verranno invitati alla conferenza stampa di presentazione del calendario e potranno ritirarne tre copie in omaggio. I loro nomi verranno pubblicati su questa pagina con i ringraziamenti di rito.

Articolo 8: SELEZIONE

La selezione delle foto verrà effettuata da un professionista del settore che esprimerà un giudizio insindacabile. Il nome del giurato verrà reso noto a operazioni concluse.

Articolo 9: TEMPISTICA

INVIO IMMAGINI DAL 2 OTTOBRE AL 30 OTTOBRE 2018

SELEZIONE IMMAGINI: 31 OTTOBRE – 6 novembre 2018

COMUNICAZIONE NOMI VINCITORI: 7 NOVEMBRE 2018

Articolo 10:

PRIVACY, TUTELA DEI MINORI, RESPONSABILITA’ DELL’AUTORE E FACOLTA’ DI ESCLUSIONE

Ogni partecipante è responsabile del materiale inviato. Di conseguenza si impegna ad escludere ogni responsabilità degli organizzatori nei confronti di terzi, ivi comprese le persone ritratte nelle fotografie.

Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dal D. Lg. 30 giugno 2003 n. 196, nonché procurarsi il consenso scritto alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili.

Ogni partecipante dovrà dichiarare sull’onore, nella email di invio, di essere unico autore delle immagini inviate e che esse sono originali, inedite e non in corso di pubblicazione, che non ledono diritti di terzi e che qualora ritraggano soggetti per i quali è necessario il consenso o l’autorizzazione questa sia stata ottenuta.

In particolare, nel caso di immagini raffiguranti minorenni riconoscibili, dovrà essere acquisita la liberatoria dei genitori di tutti i minori fotografati contestualmente all’invio delle immagini.

Gli organizzatori si riservano di escludere dal concorso e non pubblicare le foto non conformi nella forma e nel soggetto a quanto indicato nel presente bando oppure alle regole comunemente riconosciute in materia di pubblica moralità, etica e decenza.

Articolo 11:

DIRITTI D’AUTORE E UTILIZZO DEL MATERIALE IN CONCORSO

I diritti sulle fotografie rimangono di proprietà esclusiva dell’autore che le ha prodotte, il quale ne autorizza l’utilizzo per eventi o pubblicazioni connesse al concorso stesso e per attività relative alle finalità istituzionali o promozionali dell’Associazione 25 Aprile Venezia ma senza scopo di lucro.

Ogni autore è personalmente responsabile delle opere presentate, partecipando al concorso autorizza gli organizzatori alla riproduzione delle opere su calendario e di estratti del medesimo online a fini promozionali del calendario medesimo, senza finalità di lucro e con citazione del nome dell’autore.


Si informa che i dati personali forniti dai concorrenti saranno utilizzati per le attività relative alle finalità istituzionali o promozionali della secondo quanto previsto dal D.Lg. 30 giugno 2003 n. 196, e non verrano divulgati a terzi se non su richiesta dell’Autorià Giudiziaria in caso di abusi o violazione degli altrui diritti d’autore.

Il materiale inviato non verrà restituito.

Venezia, 30 settembre 2018

 

Un salto di qualità e un invito

In questi quattro anni e mezzo di attività, abbiamo interagito attraverso due – anzi tre – canali di comunicazione distinti:

1) il gruppo facebook (2.300 iscritti circa) che è forum di discussione e confronto, nonché piattaforma di voto prima di rendere pubbliche le nostre prese di posizione e proposte: https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

2) questo blog (1.100 abbonati circa) come strumento di aggiornamento per i molti che non utilizzano facebook e anche per gli organi di informazione che qui trovano i nostri comunicati stampa, documenti di analisi e prese di posizione “ufficiali”: ciò che nel gruppo facebook è oggetto di discussione, trova generalmente il suo sbocco su questa pagina internet e (in forma telegrafica) via Twitter quando le discussioni interne sono giunte a maturazione: https://twitter.com/25aprileVenezia

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3) A partire dal 2016, la pagina facebook “Veneziamiofuturo”, nata come pagina “di servizio” e al servizio della città, sull’onda del flashmob di risposta al sindaco che aveva dichiarato “il futuro di Venezia è a Mestre dove c’è la gente che vive” (la mobilitazione lampo si era tradotta in 300 striscioni di tutte le forme e dimensioni ai nostri balconi e alle nostre finestre, il 2 luglio 2016):

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

La pagina conta attualmente più di 11.000 abbonati e ha anche un suo account instagram; è stata fra l’altro (e sarà ancora) trampolino di lancio per il calendario dei residenti e a tutela della residenza, la cui seconda edizione è imminente, e anche di quella a difesa della pescaria di Rialto.

NV 4 gennaio

I tre canali di comunicazione “confluiscono” e convergono a valle nelle manifestazioni e incontri pubblici che ci hanno fatto conoscere al mondo, quali il cinema all’aperto in campo San Polo o il grande corteo “MiNoVadoVia”: in questi 4 anni e mezzo di attività ne abbiamo organizzati una ventina (senza contare gli eventi “minori”) ma questi momenti di raccordo non bastano più, ad una piattaforma civica che continua a crescere ogni mese che passa, con le inevitabili scosse di assestamento o “crisi di crescita” (esattamente come succede agli adolescenti, con le loro tempeste ormonali).

Superata quella fase, è ora di fare il salto di qualità verso la “maturità”. Come?

Foto Julia 1

Il meccanismo di voto (palese e nominativo) nel gruppo chiuso penalizza i molti attivisti che non utilizzano facebook, mentre chi lavora non sempre ha il tempo di partecipare alle riunioni interne che finora si sono svolte a rotazione in case private, all’Ateneo Veneto e in sala San Leonardo o anche (nella bella stagione) nei nostri campi e parchi pubblici (memorabile quella ai giardini Papadopoli, che molti di voi ricorderanno).

La soluzione che abbiamo individuato perché nessuno si senta in qualche modo escluso e tutti possano partecipare, nei modi e nelle forme che gli/le sono più congeniali, è una sede stabile che verrà inaugurata domenica 7 ottobre.

Non sarà “sede del gruppo” – che è movimento di opinione fluido e privo di gerarchie – ma uno spazio civico, un luogo di incontro e di confronto, un laboratorio di idee sul cui utilizzo stiamo raccogliendo proposte e suggerimenti: l’idea è quella di metterlo a disposizione della città, che di spazi come questo ha disperatamente bisogno, con un unico vincolo:

i partiti e la politica “di parte” resteranno fuori dalla porta, anche perché hanno già i loro spazi, le loro sedi, i loro megafoni e mezzi materiali infinitamente superiori ai nostri.

Continuare a dividerci sulla base di schemi logori e obsoleti (oltre che perdenti) a parere di molti di noi significa condannare a morte una città ridotta ai minimi termini (come numero di abitanti) e a cui è stato negato anche il referendum per il ripristino di due Comuni distinti, che le avrebbe almeno permesso di scegliersi un suo Sindaco anziché dipendere (come sarà anche nel 2020) da una maggioranza elettorale che vive oltre il ponte.

Chi ritiene che un cambiamento di rotta sia necessario, rispetto a quella seguita dal sindaco attuale, non può più permettersi il lusso di divisioni settarie e pagelle su chi sia più “di sinistra” o ecologista o autonomista: il bene comune richiede – a nostro parere – di superare quegli steccati e offrire una visione di insieme, un progetto di città in cui tutti possano riconoscersi. Se per parlarne insieme e confrontarci di persona (e non solo su facebook) ci mancava un tetto, a partire da adesso lo avremo. Senza sopravvalutare i nostri mezzi che restano modesti, ma con l’orgoglio di chi sta lavorando per la città e senza secondi fini per 12 mesi all’anno, da più di 4 anni e non soltanto alla vigilia delle elezioni.

Tetto

Lo spirito della sede che verrà presto inaugurata sarà quindi lo stesso che anima la pagina “Veneziamiofuturo”: spirito di servizio e non trampolino di lancio per vanità individuali o carriere (candidature) elettorali.

Di questo mi faccio fin d’ora garante, come creatore di questo blog e fondatore di quella pagina facebook, ma non sarò il solo: il gruppo dei portavoce creato nel 2017, subito dopo il successo di “MiNoVadoVia” che aveva riunito in corteo 42 comitati e associazioni, si è auto-imposto un vincolo che è appunto quello di non avere tessere di partito: nessuno di noi ne ha una, a tutela del carattere pluralista del “25 aprile”.

Con comunicato stampa domani 30 settembre renderemo noto luogo e ora dell’inaugurazione, a cui siete fin d’ora cordialmente invitati.

Venezia, 29 settembre 2018

Marco Gasparinetti

 

Tolleranza zero, con cavalletto e pennelli?

Ken 28 ago 18 La Stampa

Ken 28 ago 18 Gazzettino

Comunicato stampa

Venezia da secoli costituisce un centro intellettuale di rilevanza internazionale, capace di attrarre pensatori e artisti da ogni parte del mondo tanto che, non di rado, alcuni tra essi hanno deciso di fermarsi a Venezia per lunghi periodi o di farne addirittura la loro casa.

Tuttavia in città qualcuno è ancora all’oscuro di questa tradizione plurisecolare e così proprio ieri un importante pittore contemporaneo inglese, il Prof. Ken Howard di 86 anni, è incappato in una spiacevole disavventura.

Vittima del rinato e profondo senso della legalità che sta permeando la società veneziana negli ultimi mesi, il prof. Howard, membro di varie Istituzioni culturali britanniche e insignito dell’Order of the British Empire, artista che ama Venezia e vi opera stabilmente, è stato ripreso e fatto allontanare dal luogo dove abitualmente dipinge da due inflessibili vigili.

Così, grazie al loro intervento e alle “sagge” priorità indicate loro dai superiori e dalla classe politica cittadina, la ferrea disciplina che ormai regna in città ha messo al suo posto anche un pericolosissimo artista internazionale. Non importa che Piazza S. Marco sia in preda a venditori abusivi, guide abusive, a un turismo selvaggio e senza controllo, un artista internazionale è stato fortunatamente bloccato.

Venezia è sempre stata orgogliosa della propria capacità di accogliere chi dimostrava di amarla e di voler contribuire alla sua grandezza, con i propri mezzi o le proprie capacità ma, a quanto pare, non è più così e Venezia è diventata un luogo dove vengono giustamente sanzionati pericolosi bambini che giocano a pallone, dove l’azione di incalliti pittori viene repressa senza esitazione e stoppata sul nascere l’inquietante presenza di anziani cagnolini che osano sostare al di fuori dei negozi cittadini.

Sia ben chiaro che rispettiamo e siamo grati a coloro che devono fare applicare le regole che consentono la civile convivenza: la polizia municipale svolge un lavoro difficile e spesso non riconosciuto secondo giustizia.

Ma siamo davvero sicuri che siano queste le priorità di una città allo sbando come Venezia?

Se la politica deve dare indicazioni sulle priorità da seguire e legiferare in materia è evidente che la scarsa conoscenza della realtà cittadina sta creando situazioni ingovernabili, i cittadini appaiono indifesi di fronte a situazioni intollerabili e imbarazzanti per gli stessi tutori dell’ordine.

Per questo, il Gruppo 25 Aprile manifesta la sua solidarietà al Prof. Ken Howard e ricorda che con questo spirito neppure Turner o Monet avrebbero mai potuto operare a Venezia e donare la loro arte al mondo.

A ben pensarci, forse anche i venezianissimi Guardi o Canaletto sarebbero stati costretti ad emigrare ma, dato il modus operandi della politica locale negli ultimi decenni, questo ce l’aspettavamo già.

Venezia, 27 agosto 2018

Nella foto che segue (grazie a Stefano Varponi), il professor Ken Howard con il “corpo del reato”. Nelle due foto precedenti, gli articolo di Eugenio Pendolini per la Stampa e Giorgia Pradolin (Gazzettino).

Ken Howard by Stefano Varponi

TAR Veneto: una sentenza che non convince

Il TAR decide sul referendum: Questa separazione non s’ha da fare!

di Giacomo Menegus*

Lo scorso 14 agosto è stata pubblicata l’attesa sentenza del TAR Veneto sui ricorsi promossi da Comune e Città metropolitana avverso il referendum per la separazione tra Mestre e Venezia. La decisione, che boccia la consultazione, aderendo pressoché in toto alle censure mosse dai ricorrenti, suscita più di qualche perplessità, visti gli argomenti quantomeno discutibili impiegati dal giudice amministrativo in motivazione.

Riducendo al nocciolo la questione oggetto del contendere, si può dire che il giudice amministrativo fosse chiamato a decidere se – per dividere il territorio comunale in due distinti comuni – fosse legittimo il procedimento descritto dalla legge regionale n. 25 del 1992, seguito in questo caso da Regione e promotori della consultazione; oppure se fosse necessario percorrere il diverso e più articolato procedimento indicato dalla legge Delrio (art. 1, comma 22), come sostenevano Comune e Città Metropolitana.

Per comprendere appieno i termini della questione – a dire il vero non semplici – è necessario fare qualche passo indietro: prima dell’istituzione delle Città metropolitane, la competenza per l’istituzione di nuovi Comuni spettava senza dubbio alle Regioni. Lo stabiliva (e lo stabilisce tuttora) con chiarezza una disposizione della Costituzione, l’art. 133, comma 2, Cost., che recita: «La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni». Per quanto riguarda il Veneto, la legge regionale di riferimento – che detta il procedimento per l’istituzione di nuovi comuni – è la n. 25 del 1992 (con successive modificazioni).

Nel 2014, a distanza di diversi anni dalla loro previsione in Costituzione (realizzata con la riforma del 2001) venivano finalmente istituite le Città Metropolitane con la cosiddetta legge “Delrio” (l. n. 56 del 2014).

Al vertice dell’organizzazione di tali enti si colloca il Sindaco metropolitano che “di diritto” (cioè automaticamente) è il Sindaco del Comune capoluogo metropolitano. Il Sindaco metropolitano non è quindi eletto da tutti i cittadini della città metropolitana (che nel nostro caso corrisponde all’ex-Provincia di Venezia), ma dai soli cittadini del capoluogo (Comune di Venezia).

La legge lascia comunque aperta la possibilità che, nello Statuto metropolitano, si decida diversamente, consentendo a tutti i cittadini metropolitani (compresi quelli residenti fuori dal capoluogo) di eleggere direttamente il Sindaco e il Consiglio metropolitano.

Per far ciò però la stessa legge richiede che il Comune capoluogo sia prima scorporato in più Comuni, secondo l’articolato procedimento descritto all’art. 1, comma 22, della legge.

Il senso della norma è chiaro: si vuole evitare la compresenza, sullo stesso territorio, di due figure politicamente forti, quali sarebbero il Sindaco metropolitano (forte dell’investitura elettorale dell’intera città metropolitana) e il Sindaco del capoluogo (posto alla guida del centro più importante della Città metropolitana). Il legislatore temeva l’insorgere di conflitti tra Sindaco metropolitano e Sindaco del capoluogo che – specie se i due Sindaci fossero stati espressione di diversi e contrapposti movimenti politici – avrebbero potuto condannare la neonata Città metropolitana all’inefficienza e alla paralisi. Per questo la legge dispone che, qualora si opti per l’elezione diretta del Sindaco metropolitano, si depotenzi al tempo stesso il Sindaco del capoluogo, provvedendo preventivamente a suddividere il capoluogo in comuni più piccoli, con un peso politico meno rilevante.

La previsione di un procedimento di scorporo del capoluogo collegato all’elezione diretta del Sindaco metropolitano ha generato tuttavia confusione e perplessità: quale procedimento applicare nel caso in cui si voglia dividere il comune capoluogo, senza che tale divisione abbia nulla a che fare con l’elezione diretta del Sindaco metropolitano? Insomma, in un caso come quello del Comune di Venezia, nel quale non interessa affatto introdurre l’elezione diretta del Sindaco metropolitano, ma si vuole semplicemente far nascere due distinti comuni, quale procedimento va seguito?

Tale quesito, cui si sarebbe dovuto rispondere senza troppi patemi seguendo semplicemente il dettato costituzionale, ha invece visto affermarsi l’idea che il procedimento indicato dalla legge Delrio fosse divenuto l’unico procedimento applicabile per la divisione in più Comuni del capoluogo metropolitano. Ed è questa la tesi sposata dal TAR Veneto.

Fatta questa breve premessa, si può procedere con l’esame delle motivazioni della sentenza.

Per chi volesse leggere direttamente il testo della sentenza (pubblicata sul sito http://www.giustizia-amministrativa.it), la sezione che interessa è quella in “Diritto”: di questa, una prima parte è tutta dedicata all’esame delle questioni processuali. L’esame del merito inizia con la lettera A2) e prosegue fino alla fine del provvedimento.

Gli argomenti impiegati dal giudice amministrativo possono essere distinti in due gruppi: da una parte, quelli connessi alla supposta incompatibilità della procedura seguita da promotori e Regione (punti A2, B2 e C2); dall’altra, quello attinente alla formulazione del quesito referendario (D2).

Cominciamo dai primi.

L’argomento centrale impiegato dal TAR è il seguente: la legge Delrio impone – qualora non siano eletti direttamente il Sindaco e il Consiglio metropolitano – che il capoluogo della Città metropolitana sia (e permanga) il Comune più popoloso della stessa (punto A2). Il referendum porterebbe invece il capoluogo – che rimarrebbe il Comune di Venezia, ridotto alla sola parte lagunare – ad avere una popolazione considerevolmente inferiore al neonato Comune di Mestre e pertanto non sarebbe ammissibile.

Che il capoluogo della Città metropolitana debba essere anche il Comune più popoloso lo si dovrebbe indurre – dato che non è espressamente previsto dalla legge – da due disposizioni della legge Delrio (art. 1, commi 19 e 21): la prima individua nel Sindaco del capoluogo il Sindaco metropolitano di diritto; la seconda impone il rinnovo del Consiglio metropolitano qualora sia rinnovato il Consiglio del Comune capoluogo.

Secondo il TAR queste disposizioni sarebbero prive di senso se il capoluogo non fosse anche il Comune più popoloso: il Sindaco del capoluogo è sindaco metropolitano di diritto «per l’evidente ragione che esso è il Sindaco più rappresentativo, rappresentando il Comune con il maggior numero di abitanti tra i Comuni della Città metropolitana»; il Consiglio metropolitano si rinnova nel momento in cui è rinnovato il Consiglio del Comune capoluogo perché «il Comune capoluogo esprime, rispetto agli altri Comuni della Città metropolitana, il corpo elettorale più numeroso». Tale “equilibrio” sarebbe «espressione del principio di rappresentanza democratica, quindi, in definitiva, dello stesso principio democratico che permea il nostro ordinamento sin dall’art. 1 della Costituzione, cosicché la sua alterazione o compromissione, lungi dal rappresentare una questione di mera opportunità, vulnera alla radice la stessa conformità alla Costituzione del nuovo Ente: quest’ultimo diventerebbe una sorta di “scheggia impazzita”, di elemento dissonante, nell’ambito del nostro ordinamento costituzionale, non rispondendo più a basilari regole di rappresentanza democratica».

Il ragionamento del giudice amministrativo è sorprendente.

Il Comune capoluogo dev’essere il Comune più popoloso perché solo così si garantisce la rappresentatività del Sindaco metropolitano e la ragionevolezza del contestuale rinnovo del Consiglio del capoluogo e di quello metropolitano.

È una strana declinazione del principio di rappresentanza democratica, direi inedita.

Sarebbe interessante capire quale genere di rappresentatività democratica garantirebbe il Sindaco del Comune capoluogo rispetto a tutti i cittadini metropolitani che vivono al di fuori del Capoluogo e che pertanto non partecipano alla sua elezione (né diretta né indiretta), tanto nel caso in cui il Capoluogo sia il Comune più popoloso, tanto che non lo sia. Quale rappresentatività garantirebbe rispetto ad un cittadino di Mira, di Portogruaro, di Jesolo, di Chioggia? Il fatto è che semplicemente il Sindaco metropolitano “di diritto” non è rappresentativo di tali cittadini, né se il Comune capoluogo rimane il più popoloso né se vede considerevolmente ridotta la propria popolazione.

Che il ragionamento del TAR Veneto non sia irreprensibile sotto il profilo logico, prima ancora che giuridico, lo si intuisce anche da alcuni passi della motivazione posti “a supporto” della tesi sostenuta: si dice, ad un certo punto, che il Sindaco metropolitano – in esito alla divisione del Comune voluta dai fautori del referendum – «non avrebbe più quasi nessun legame di rappresentanza territoriale con il Consiglio, perché circa il 90% dei Consiglieri Metropolitani sarebbe espressione di un territorio diverso da quello di cui è espressione il Sindaco».

Allo stato attuale invece, con appena 6 Consiglieri “veneziani” su 18, il Sindaco garantisce una maggiore rappresentatività? Di quale percentuale della popolazione metropolitana dovrebbe essere espressione il Sindaco metropolitano per assicurare questa rappresentatività del “Comune più popoloso”? Almeno il 20%, il 30% o più? Perché, allo stato attuale, ci sono Sindaci metropolitani che rappresentano poco più del 20% della popolazione (Firenze, Bari), altri più del 30% (Reggio Calabria circa 32%, Bologna 38%), altri ancora addirittura il 68% (Genova). O è sufficiente che il Sindaco metropolitano sia semplicemente il Sindaco del Comune capoluogo=Comune più popoloso per garantire la rappresentatività democratica dell’organo, a prescindere dalla porzione di popolazione metropolitana effettivamente rappresentata?

È evidente che qualcosa non torna.

Il punto è che il Legislatore non ha individuato il Sindaco metropolitano nel Sindaco del Comune capoluogo per rispondere ad esigenze di rappresentatività democratica. Anzi un certo deficit democratico rappresenta uno dei tratti caratterizzanti della Città metropolitana, per come disciplinata dalla legge Delrio. A conferma di ciò, basti ricordare che uno dei punti più aspramente criticati in dottrina della Legge Delrio è stata proprio la mancata previsione di elezioni dirette del Sindaco e del Consiglio e che il tema è stato pure oggetto di ricorso dinanzi alla Corte costituzionale (poi respinto, ma con motivazioni criticatissime persino dai fautori della costituzionalità della legge).

Il Sindaco del Comune capoluogo è Sindaco metropolitano di diritto in ragione del ruolo particolare e dell’importanza del Comune capoluogo intorno a cui si aggrega la Città metropolitana, non per questioni rappresentative.

Si può discutere se il Comune di Venezia – ristretto alle sole isole della Laguna – manterrebbe la propria centralità nella Città metropolitana o la perderebbe a favore di Mestre.

Resta comunque il fatto che l’argomento della necessaria corrispondenza tra Comune capoluogo e Comune più popoloso in funzione di una maggiore rappresentatività democratica degli organi della Città metropolitana – argomento su cui si basa l’impianto motivazionale della sentenza – non ha alcun serio fondamento.

La pronuncia del TAR Veneto si segnala però per un’ulteriore criticità: cercando di salvare una supposta razionalità dell’organizzazione della Città metropolitana tracciata nella Legge Delrio, finisce per disattendere il dettato costituzionale ed opera un inammissibile rovesciamento della gerarchia delle fonti del diritto, facendo sostanzialmente prevalere una legge ordinaria – peraltro secondo un’interpretazione della stessa piuttosto discutibile – sulla Costituzione. La Carta parla chiaro infatti: «La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni» (art. 133, comma 2, Cost.). Si tratta di una norma attributiva di competenza, competenza consegnata in toto alle Regioni.

La Legge Delrio (legge dello Stato) non può disciplinare l’istituzione di nuovi comuni, per il semplice motivo che lo Stato non è competente sul tema. Bisogna pur ricordare che la disciplina adottata con la legge Delrio in tema di Città metropolitane trova il suo fondamento costituzionale nell’art. 117, comma 2, lett. p), che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva in materia di legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; mentre la competenza regionale in materia di variazioni territoriali dei comuni continua a persistere in capo alle Regioni in virtù dell’art. 133, comma 2, Cost.

Già il fatto che la legge Delrio abbia previsto una diversa (e necessaria) procedura di scorporo del Comune capoluogo funzionale alla diretta elezione del sindaco metropolitano (art. 1, comma 22) solleva più di qualche dubbio di legittimità costituzionale; se tale previsione ha passato indenne il vaglio della Corte costituzionale (Corte cost. n. 50 del 2015), dinanzi alla quale era stata impugnata, lo si deve probabilmente anche al fatto che lo scorporo è funzionale all’elezione diretta del Sindaco metropolitano (e si può perciò far rientrare, seppur a fatica, nella legislazione elettorale) e che il procedimento previsto dalla legge Delrio – a ben vedere – solo a tale ipotesi andrebbe applicata, ferme restando per tutti gli altri casi competenza e procedure regionali.

Il giudice amministrativo sembra invece svalutare il dettato costituzionale e il conseguente obbligo di interpretare le disposizioni della Delrio in conformità con la Costituzione (e non viceversa). L’unica procedura ammissibile per i Comuni capoluogo di Città metropolitana è ritenuta essere quella tracciata dalla legge Delrio; che sarebbe addirittura rispettosa dell’art. 133, comma 2, Cost., dal momento che l’istituzione dei nuovi comuni derivanti dallo scorporo sarebbe da farsi con legge regionale (così prevede l’art. 1, comma 22).

Si tratta però di un ulteriore fraintendimento delle norme, dal momento che l’iniziativa per lo scorporo del Comune capoluogo secondo la legge Delrio spetta al medesimo Comune capoluogo. Il che equivale a dire che – pur concludendosi con una legge regionale – il procedimento non è nella disponibilità della Regione, diversamente da quanto è previsto dall’art. 133, comma 2, Cost. (oltre ad essere disciplinato, per i tratti più salienti, da una legge dello Stato).

Qualche parola merita infine l’affermazione per cui il quesito del referendum sarebbe stato privo dei necessari caratteri di chiarezza, semplicità, coerenza, completezza e univocità (punto D2), perché recitava: «È lei favorevole alla suddivisione del Comune di Venezia nei due Comuni autonomi di Venezia e Mestre, come da progetto di legge di iniziativa popolare n. 8?», senza determinare puntualmente quale parte del territorio comunale sarebbe andata a Mestre e quale a Venezia. Se è pur vero che con Mestre non si designa l’intera terraferma e con Venezia non si identifica l’intera area lagunare del Comune (un’indicazione delle località avrebbe forse meglio soddisfatto i predetti requisiti), è anche vero che il senso della consultazione era chiaro a chiunque e la bocciatura dell’iniziativa referendaria sotto questo profilo pecca di un formalismo eccessivo.

La sentenza svolge altre e ulteriori considerazioni: tra le altre, si ricordano quella per cui la suddivisione del Comune andrebbe ad incidere sulla competenza statale in materia di organi di governo della Città metropolitana (punto B2) e quella per cui la popolazione interessata al referendum sarebbe quella metropolitana e non solo quella del Comune di Venezia (C2). Si tratta però di argomentazioni che appaiono secondarie ai fini della decisione e comunque consequenziali rispetto alle premesse iniziali già trattate.

Col senno di poi, la scelta del Governo di ritirare il ricorso per conflitto di attribuzioni pendente davanti alla Corte costituzionale ha finito per rivelarsi controproducente per la causa referendaria: si voleva lasciare via libera al voto, ma si è sostanzialmente impedito alla Corte costituzionale di fare chiarezza sul punto. Non si può scommettere che la Corte si sarebbe espressa in modo diverso dal TAR, ma a Palazzo della Consulta si sarebbe probabilmente trovata maggiore sensibilità per i profili squisitamente costituzionalistici della questione, in rapporto ai quali il giudice amministrativo – si è visto – non ha mostrato grande dimestichezza.

Che fare ora?

Una via è già stata indicata dai soccombenti: ricorso al Consiglio di Stato con domanda di sospensiva. Visti gli inciampi in cui è incorso il giudice di primo grado, non è affatto improbabile che il ricorso sia accolto.

Altra strada – già caldeggiata – è quella della modifica legislativa della legge Delrio, che richiede tuttavia una solida (e consapevole) volontà politica per avere successo.

Sul punto occorre inoltre fare attenzione. Servono modifiche mirate, volte a rendere espresso il fatto che il procedimento di scorporo del Comune capoluogo previsto dalla legge Delrio si applica solo e limitatamente all’ipotesi di elezione diretta del Sindaco metropolitano; mentre la competenza e le procedure regionali permangono in tutti gli altri casi, anche se riguardano il Comune capoluogo.

Si tratterebbe di intervento fatto comunque nella consapevolezza che – prima o poi – sarà necessario rimettere mano all’impianto complessivo della legge, che finora ha offerto risultati piuttosto deludenti. Un intervento riformatore che magari si fondi – almeno stavolta – su una riflessione seria, approfondita e documentata circa il ruolo e le funzioni delle Città metropolitane, non inquinata da logiche di risparmio ad uso propagandistico e gretti localismi.

Mi sembra invece da evitare un intervento legislativo che vada a semplificare il procedimento previsto dalla Delrio: considerato che la materia, come si è visto, si colloca su un confine incerto tra competenza regionale in tema di istituzione di nuovi comuni e competenza statale in tema di legislazione elettorale delle Città metropolitane, mettervi mano significherebbe rischiare di riattivare il contenzioso tra Stato e Regioni dinanzi alla Corte costituzionale, con esiti alquanto incerti.

Insomma, le strade percorribili sono due, che non si escludono a vicenda: giudiziaria e legislativa; il tempo stringe tuttavia e se pure la consultazione – come auspicano i promotori del referendum – si dovesse tenere il 30 settembre, non vi sarebbe più spazio per un dibattito serio nel merito della separazione tra Venezia e Mestre, capace di andare al di là di semplici boutade propagandistiche.

Il tutto in danno di un voto consapevole e informato su una questione così importante per il futuro delle due città.

* (Dottore di ricerca in Diritto costituzionale, Università di Ferrara)

Panda Day

Schei contro bagigi? Comunicato stampa del G25A

Venezia, 12 agosto ’18
Comunicato stampa
Con riferimento all’articolo “La pubblicità fai da te dell’imprenditore non piace a Vela”, apparso oggi sia nell’edizione cartacea che in quella online del Gazzettino,
e con particolare riferimento al sottotitolo “Dopo le critiche del gruppo 25 aprile è arrivata la decisione”,
desideriamo precisare quanto segue.
  1. il gruppo25aprile non ha chiesto né sollecitato a VeLa o ad AVM una decisione nel senso indicato, e nemmeno si era espresso in materia. All’interno del gruppo chiuso le discussioni sono molteplici e il tema è stato affrontato come tanti altri, senza prese di posizione ufficiali;
  2. Nel merito della vicenda, dato che siamo stati tirati in ballo ci sentiamo a questo punto di esprimere apprezzamento per l’autonoma decisione con cui i vertici aziendali hanno interrotto una campagna pubblicitaria che da molti residenti è stata percepita come di cattivo gusto;
  3. nel metodo, auspichiamo che decisioni di questo tipo vengano comunicate agli operatori interessati prima dell’inizio della campagna pubblicitaria e non dopo;
  4. alle affermazioni del Signor Micheletti, che al Gazzettino afferma di aver ricevuto offese nel nostro gruppo facebook, serenamente rispondiamo che il fatto non sussiste, offese non ce ne sono state e di lui fino ad oggi non conoscevamo neanche il nome. Il fatto che la campagna pubblicitaria “schei, miga bagigi” sia a lui riconducibile è stato reso noto soltanto oggi dall’articolo in questione.
  5. Campagne pubblicitarie come questa possono piuttosto ritenersi offensive per i residenti che sempre maggiori difficoltà incontrano nel reperire un alloggio a causa dell’inesorabile trasformazione di ogni metro quadro in locazioni turistiche che portano “schei”, mentre i residenti sono implicitamente associati ai “bagigi”.
  6. Su questo tema il gruppo25aprile ribadisce il proprio impegno civico dalla parte dei residenti, senza crociate e senza caccia alle streghe che non sono nel nostro stile.

12 ago 18 anna marin

Foto: Anna Marin

L’articolo del Gazzettino:

schei 12 agosto 18

 

#MiNoVadoVia: faccio spesa in Pescaria

Qualche numero sulla mobilitazione lanciata dalla nostra pagina facebook: 346 condivisioni, 63.149 visualizzazioni e 1.288 persone iscritte all’evento:

https://www.facebook.com/events/671092613258477/

Un grazie a chi è andato/a in pescaria a Rialto oggi, mille grazie a chi lo farà nei prossimi giorni: siamo solo all’inizio, questa battaglia non si vincerà in un giorno e noi vogliamo vincerla.

Il nostro appello alla cittadinanza e agli ospiti di Venezia è: chi è in città ci vada nei prossimi giorni o quando tornerà dalle ferie. Non lo facciamo per la gloria di questo gruppo che avrà mille difetti ma almeno ci prova, a invertire la rotta: lo facciamo per chi a Rialto ci lavora e si alza alle 3 del mattino.

Insieme possiamo ancora farcela, a invertire la rotta, e le prime reazioni lo testimoniano:

R 7 ago 18

Non lo facciamo per noi stessi ma per una città che senza quel mercato non sarebbe più la stessa. Lo ha capito anche la stampa estera che alla mobilitazione ha già dedicato questo articolo:

https://www.telegraph.co.uk/news/2018/08/06/historic-venice-fish-market-fights-survival-local-shoppers-replaced/?WT.mc_id=tmg_share_fb

Lo hanno capito i mass media e le televisioni che stamattina erano sul posto e ci hanno regalato dei servizi memorabili, come quello di Tommaso Stoppa per Rete Veneta (con le interviste agli operatori “superstiti”):

e questo video con articolo, opera di Antonella Gasparini:

http://www.veneziatoday.it/attualita/mercato-pescheria-rialto-appello-veneziani.html

Ne hanno parlato anche quotidiani nazionali come La Stampa che alla vicenda ha dedicato una pagina intera con richiamo in prima pagina:

R2

R la stampa 6 agosto

..ma il compito spetta a noi e soltanto a noi: perché è solo con esempi concreti e con la nostra presenza che potremo spingere un’amministrazione comunale “assente” a fare finalmente la sua parte.

R3

Foto: Nicoletta Frosini

Testo: Marco Gasparinetti

Siete utenti di Twitter? Passate parola anche là!

Bonifiche di Porto Marghera: basta con lo scaricabarile!

Comunicato stampa

Venezia 12 settembre 2019

La Laguna di Venezia ed i suoi abitanti hanno già pagato un prezzo altissimo all’industrializzazione forzata della gronda lagunare, figlia di un’epoca in cui la parola «ambiente» doveva ancora fare il suo ingresso nel vocabolario giuridico e nelle Leggi dello Stato.

Le bonifiche sono ineludibili e non procrastinabili per restituirle ciò che le è stato tolto, come attestato dalla designazione dell’area industriale di Porto Marghera come area SIN (Sito di Interesse Nazionale) ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 22/97 (decreto Ronchi).

Come Gruppo25aprile riteniamo essenziale che ognuno faccia la sua parte, anziché giocare allo scaricabarile: il Governo nazionale onorando gli impegni assunti con il «Patto per Venezia» e ancor prima con la creazione dell’area SIN, i privati proprietari o ex proprietari onorando i loro obblighi in applicazione di due principi cardine dell’ordinamento: il «chi inquina paga», sancito da una direttiva europea sulla responsabilità ambientale che tuttavia non ha efficacia retroattiva,  e la diligenza richiesta a chi è attualmente proprietario dei luoghi pur non essendo responsabile delle attività inquinanti del passato, ma li ha acquistati a prezzi «stracciati» nella consapevolezza che erano inquinati.

Dalla lettura dei quotidiani oggi in edicola (nella foto: il servizio a firma Roberta Brunetti per il Gazzettino) si evince l’impressione che una delle parti in causa, incidentalmente sindaco di Venezia, voglia addossare al Ministro in carica tutte le colpe. Per essere credibile quando sale in cattedra, umilmente gli consiglieremmo di voler dare per primo il buon esempio nell’area di cui è proprietario e per la quale ha grandi progetti, con le ricche plusvalenze che potranno risultarne: perché il Signor Architetto Luigi Brugnaro che “accusa” il Ministro dell’ambiente Sergio Costa di negligenza è lo stesso che – se non andiamo errati – ha fatto ricorso contro il Ministero con una delle sue tante società (Porta di Venezia) che non accetta di accollarsi la sua parte nelle bonifiche dei Pili di cui è proprietaria.

In considerazione del fatto che la società in questione è confluita in un Blind Trust, rivolgiamo pubblicamente questo piccolo pro-memoria al Sindaco, che non è più tenuto a sapere di essere tuttora proprietario dell’area dei «Pili» – o per meglio dire potrebbe far finta di non saperlo.

il Gruppo 25aprile

https://twitter.com/25aprileVenezia/status/1172108191104217088

Fontanelle a Venezia: la risposta di Veritas

Avevamo scritto a Veritas, allegando una lista delle fontanelle non funzionanti segnalate dai nostri iscritti e sottolineando il contributo che la rete di fontane esistenti potrebbe e dovrebbe dare alla riduzione delle bottigliette di plastica “usa e getta” che troppo spesso finiscono nei nostri canali.

Abbiamo ricevuto ieri la risposta, e la pubblichiamo qui per conoscenza di tutti perché contiene dati interessanti e aggiornati, sulla ripartizione fra sestieri e isole.

Nell’immagine introduttiva, l’articolo che il Corriere aveva dedicato alla nostra iniziativa.

Prot. n. 74808

Egregio dott. Gasparinetti,

in riferimento alla Sua ultima e-mail, siamo a segnalarLe che il numero di fontanelle aperte nella sola Città Antica è di 75, così suddivise:

–          Castello 17;

–          San Marco 7;

–          Cannaregio 12;

–          San Polo 11;

–          Santa Croce 7;

–          Dorsoduro, Giudecca e Sacca Fisola 21;

a cui si aggiungono:

–          12 a Murano;

–          45 in tutte le altre isole (Burano, Torcello, S. Francesco, S. Erasmo, Vignole, Lido e Pellestrina).

Il totale è di 132 fontane aperte e gestite da Veritas in base al contratto di servizio con il Comune di Venezia.

L’elenco è consultabile anche al link  https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=16wdjwh7e6EUA2gM2-Kl_PKya4qOH9O1k&ll=45.44987671107283%2C12.362834278824494&z=13.

L’acqua potabile che viene erogata è, senza ombra di dubbio, tra le migliori d’Italia per qualità e caratteristiche, attentamente controllata e sicura: ogni anno ne vengono prelevati 10.000 campioni e analizzati 200.000 parametri da più Enti accreditati.

Ulteriori fontane potrebbero essere aperte a seguito di necessari interventi manutentivi, che sono in fase di programmazione da parte della Direzione dei lavori pubblici, affinché siano rese fruibili per la prossima stagione estiva.

Cogliamo l’occasione per segnalarLe il link alla nostra App “Scoasse” che periodicamente viene aggiornata riportando le fontane aperte.

Play Store: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.veritasscoasse&hl=en_US

App Store: https://apps.apple.com/us/app/veritas-scoasse/id1380061591?ign-mpt=uo%3D4

Nell’ottica di una fattiva collaborazione tra cittadini, Associazioni ed Istituzioni restiamo a disposizione per ulteriori segnalazioni sul servizio, di cui resta evidente il forte impatto sociale ed ambientale.

L’occasione ci è grata per porgerLe cordiali saluti.

DIREZIONE GENERALE

VERITAS

 

Appello ai Sindaci di Venezia e Firenze: già più di 100 firme!

Più di 100 firme raccolte nelle prime 24 ore, passate parola!

Le adesioni si raccolgono con le modalità qui descritte:

https://gruppo25aprile.org/2019/06/21/appello-ai-sindaci-di-firenze-e-venezia/

English version, for our foreign friends:

Appeal to the Mayors of Venice and Florence: join call to regulate online rentals

La primissima “recensione” a caldo, ieri:

Firenze e Venezia non sono in vendita. Appello di cittadin* venezian* e fiorentin*

Rassegna stampa 22 giugno

Corriere veneto:

22 junio CorseraCorriere fiorentino:

22 junio Corriere fiorentino

Gazzettino:

22 junio Gazzettino.jpg

Nuova Venezia:

22 junio NV

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