Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivi per il mese di “maggio, 2016”

Emergenza #bricole: l’incontro pubblico del 30 maggio

30 maggio, incontro pubblico con il Magistrato alle Acque.

Presentazione alla stampa della cartografia georeferenziata. Nella foto di Alberto Alberti, una delle 27 tavole in cui è stata suddivisa la Laguna di Venezia:

30maggio2016 zoomA destra nella foto, il capitano Andrea Siega che ha coordinato i rilievi effettuati dalla Polizia Lagunare, a cui va il nostro plauso e un doveroso quanto caloroso ringraziamento.

Il video dell’incontro è consultabile sul canale youtube di Loredana Spadon, a questo indirizzo. La qualità dell’audio alla fine dell’intervento è unicamente imputabile al microfono utilizzato in sala, e non alla brava Loredana:

In prima fila da sinistra a destra, nella prossima foto: Elisa Lorenzini (Corriere), Paolo Navarro Dina (Gazzettino) e Vera Mantengoli (Nuova Venezia); l’ing. Fabio Riva (dirigente MAV) e il capitano Andrea Siega (Polizia Lagunare); Alessandro Baglioni e Marco Sitran.

30maggio2016Public

Nell’ultima foto, la dirigente del Magistrato alle Acque Cinzia Zincone e il Senatore Felice Casson, al tavolo dei relatori:

Cinzia Zincone

L’incontro è stato organizzato da: Lista civica Casson, associazione Campo Aperto e Gruppo25Aprile

Il gufo di Ca’ Farsetti e le bricole della tangenziale di Mestre

Etciù etciù: “Il futuro di questo Comune non è Venezia, è Mestre, dove c’è la gente che vive”.

Chi l’ha detto? Sicuramente qualcuno che non ama Venezia e non nutre speranze o progetti per il suo futuro. Sicuramente non qualcuno che è stato eletto a una carica pubblica per dare un futuro a Venezia, con il voto di molti veneziani. Se cosi fosse, Marin Starnudo suggerirebbe per lui una collocazione adeguata: fra le due colonne di San Marco e San Todaro, dove venivano giustiziati i traditori dello Stato.

P1000054Etciù etciù, credevamo a un colpo di sole ma se i quotidiani in edicola ieri riportavano quella frase fra virgolette, qualcuno l’avrà ben pronunciata, alla faccia di chi a Venezia ci vive e intende continuare a viverci.

Fonti attendibili riferiscono che a pronunciarla sia stato un autorevole inquilino di Ca’ Farsetti (forse scambiata per “casa delle farse”) nell’inedito ruolo del gufo con fascia tricolore. La farsa raggiunge il suo culmine se si considera che il medesimo personaggio rivendica per sè le competenze del Magistrato alle Acque di Venezia in materia di bricole e polizia lagunare.

Nel caso in cui la circostanza risultasse vera, Marin Starnudo è in grado di anticiparvi le prossime mosse dell’usurpatore che si fregia del titolo di “sindaco di Venezia”:

  1. Le bricole che attualmente necessitano di manutenzione verranno prontamente trasferite sulla tangenziale di Mestre come elemento decorativo;
  2. Le bricole in buono stato verranno tresferite nella sua villa di Mogliano Veneto (TV) per allietare la prossima festa di compleanno.
  3. la polizia lagunare verrà prontamente trasferita a Mestre in Piazza Barche, da dove pattuglierà il traffico acqueo in quel che resta del Marzenego.

bricoleMarin Starnudo

Breaking News: il TAR annulla la delibera su Sant’Andrea

Con sentenza n° 550 / 2016 il TAR del Veneto ha oggi annullato la delibera da noi contestata, accogliendo il ricorso di Italia Nostra.

TAR 26maggio La sentenza odierna è uno schiaffo all’arroganza di chi non ha voluto ascoltare la mobilitazione di una città a difesa di uno dei suoi luoghi più simbolici: la fortezza di Sant’Andrea.

La mobilitazione si era concretizzata in un’affollatissima assemblea pubblica il 31 gennaio di quest’anno, convocata da una ventina di realtà associative, di cui abbiamo dato conto su queste pagine:

https://gruppo25aprile.org/2016/01/18/quale-futuro-per-santandrea/

31gennaio2016

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del ricorso al TAR, avevamo pubblicamente invitato il Sindaco ad annullare in “auto-tutela” una delibera che era palesemenete affetta da vizi insanabili.

G25A 7maggio16 NV

Non siamo stati ascoltati dal Sindaco, ma la Giustizia amministrativa ha seguito il suo corso a tempi di record, a riprova dei vizi macroscopici di quella delibera. Nel festeggiare la sentenza che permetterà di rilanciare il dibattito su basi più sane e corrette, e nel ribadire che il futuro concessionario di un bene cosi importante deve essere identificato con procedura trasparente e conforme alla normativa vigente, ringraziamo i consiglieri comunali che si erano opposti all’approvazione della delibera in occasione della maratona con cui il Consiglio comunale l’aveva approvata nella notte fra il 31 marzo e il primo aprile:

ConsiglioComunale 31marzo2016

Questa sentenza riapre la partita, e il bello comincia adesso: la restituzione del bene alla città potrà essere l’occasione per mettere a confronto tutte le ipotesi di valorizzazione e scegliere la migliore, anziché ridursi all’ennesima lottizazzione politica. L’occasione ci sembra appropriata per ringraziare, in particolare:

il Collegio legale che ha assistito Italia Nostra nel ricorso al TAR;

la Presidente della sezione di Venezia di Italia Nostra, Lidia Fersuoch, per averlo coraggiosamente voluto;

il Presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini che nel corso del dibattito aveva attirato l’attenzione del Consiglio comunale sui vizi di procedura che la Giunta si intestardiva a negare contro ogni evidenza, facendo verbalizzare le sue dichiarazioni;

i giornalisti della stampa locale, i nostri volontari e attivisti che in questi mesi hanno tenuto alta l’attenzione sulla vicenda;

Loredana Spadon, per le riprese video:

le altre realtà associative che con noi hanno condiviso questa battaglia, vittoriosa come già lo era stata quella per fermare lo scavo del Contorta, due anni fa.

Il Portavoce,

26 maggio 2016

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Il comunicato stampa di Italia Nostra:

Oggetto: vittoria di Italia Nostra al Tar – Sant’Andrea

Il ricorso di Italia Nostra è stato accolto dal Tar del Veneto. Per l’effetto, è stata annullata la delibera n. 9 del 2016 del Consiglio Comunale che approvava i Programmi di valorizzazione del forte di Sant’Andrea e dell’Isola della Certosa.

Ci auguriamo che nella rielaborazione di tali programmi, ora necessaria, vengano tenute in debito conto le istanze di tutela e valorizzazione culturale del Forte, fortemente espresse dalla popolazione.

Ci auguriamo altresì che venga separata la gestione museale di un bene storico identitario così importante come il Forte dalla realizzazione di servizi accessori, che non dovranno più presentare le dimensioni faraoniche previste nei suddetti Programmi.

Italia Nostra sezione di Venezia

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To our foreign friends: would you please sign this petition?

Do you agree with the petition? You can sign it at this address:

https://www.change.org/p/comune-di-venezia-salviamo-venezia

Courtesy translation, soon on “change.org” too:

“The city of Venice is undergoing  a transformation to suit the mass tourism. Venice is a special city, a World Heritage Site, intact for centuries but still alive with inhabitants adapting to its rhythms: the absence of cars is the most striking example of this unique lifestyle. The most remarkable feature of Venice in fact is that her stones and her inestimable treasures are integrated in an urban pattern that lives and breathes: people who live, work, walk and move by boat, attend school and university. However, all of this is in danger to disappear. Venice is irremediably becoming a theme park, where everything is for tourists. But in this way those who will visit her in the future will be disappointed: you may photograph the most famous monuments, but you could not anymore say of having really visited one of the oldest and most beautiful civilisations in the world. At most you could say that you saw the precious stones, without soul and disfigured by the presence of only touristic shops and restaurants in place of history, tradition and culture: local crafts, food and wine specialities will be a far memory.

What has been altered over the years? Everything has been liberalized: now you can open a tourist shop everywhere and the changes of use have no restrictions anymore. Meanwhile, the number of residents is gradually decreasing, with 500 people less every year. They were 108,000 in 1971, today they are less than 56,000. The city is being emptied. Why? Because today anyone can rent an apartment for tourist use, more or less legally. No one supervises it, no one prevents it. And the cost of apartments, for who would like to reside there, keeps on increasing.

Venice is not the property of Venetians and saving her is everybody’s interest. It’s not a matter of “protecting an endangered species” but of implementing any actions that can safeguard Venice as a living city. Because one day the whole humanity will ask an explanation – to whom is allowing this – of why a city so unique and special is gone. And it will not be the rising sea to have devastated her, but human beings.

What can we do? First of all it’s necessary a popular, cross-cutting and international mobilization to advocate new rules for the protection of Venice and her unique features.

But what is also needed first and foremost is an immediate action, a “standstill rule” to stop every type of transformation and exploitation for a while: with this petition we request the City Council of Venice and the Region of Veneto a provisional ban on the changes of use in the urban regulation. We urge the competent authorities to stop the transformation of apartments from residential to tourist use. We request them to write new rules, where necessary with the help of international law, to protect the urban heritage of Venice before it is too late.

And we ask the national and international authorities to monitor the safeguard of this inestimable World Heritage, which goes beyond local and national “competence”.

Do you agree with the petition? You can sign it at this address:

https://www.change.org/p/comune-di-venezia-salviamo-venezia

The petition has already been signed by more than 1,500 venetians, will you join them? The author is one of us: Serena Spinazzi Lucchesi. Serena works as a journalist for “Gente Veneta” but has done this in her personal capacity.

When we created this civic platform two years ago we wrote: “Whoever truly loves Venice is welcome here, irrespective of nationality and religion: this has always been the strenght of Venice, since the middle age: its capacity to attract the best energies from all over the Mediterranean Sea”.

Being venetian is a state of mind, not an identity card issue. Be venetian, join our fight!

https://gruppo25aprile.org/for-our-many-foreign-friends/

Why should you do it, why should you care?

Because we need a standstill clause and we need it now, or all our houses will be turned into luxury hotels or B&B, like the one of the next picture (Ca’ Cendon) which is 500 years old, and now is just one of the many hotels in town.

Ca' Cendon facciataIs it the first time that we make this request? Not really: those who were at the Fenice Opera opening on 22 November 2014 may remember this:

Have we been heard? Not beyond “lip service” of all politicians, but with your help may be.. Venice is World Heritage and the world can make a difference.

NB the state of conservation of the World Heritage “Venice and its Lagoon” has been evaluated by the joint UNESCO/ICIMOS/RAMSAR reactive monitoring mission carried out in October 2015. The report of the monitoring mission is being submitted to the Italian authorities. The state of conservation report will be submitted for review by the World Heritage Committee at its 40th session in Istanbul, in a few weeks from now (July 2016).

This is the time, for those who want to make a difference. Together we can!

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PS per i nostri lettori italiani: le proposte del gruppo25aprile in materia di residenzialità a Venezia sono queste (e se vorrete aiutarci a migliorarle o farci avere un vostro parere, i vostri commenti e suggerimenti saranno sempre graditi):

https://gruppo25aprile.org/?s=le%20nostre%20proposte%201%29

La foto del giorno: 18 maggio 2016, da New Orleans a Venezia

Foto: Claudio Moretti

18maggio2016 BB

“Caro turista,

benvenuto a Venezia, speriamo avrai un’esperienza da sballo in mezzo a tutta questa bellezza e monumenti.
Sei anche fortunato ad essere parte dell’ultima generazione che può godere di questa cultura di piú di mille anni sopravvissuta a guerre, pestilenze, carestie e disastri naturali.
Perchè diciamo “ultima generazione che potrá godersi questo?”
Ebbene…stai soggiornando in un affitto a breve termine come Airbnb e siti Internet simili?
Se è cosí allora sei diretto responsabile del dislocamento e della sparizione dei residenti che sono il cuore e l’anima di questa cittá, grazie ad Airbnb e siti simili che permettono di affittare per tutto l’anno interi appartamenti.
Il tuo sorridente padrone di casa di questi giorni ha deciso di unirsi alla folla di veneziani che stanno contribuendo alla desertificazione della cittá.
Sempre piú case ogni giorno vengono acquistate da speculatori senza cuore per il mercato turistico e in questo modo i prezzi per le case e l’affitto ai residenti sono diventati insostenibili forzando gli abitanti a trasferirsi fuori cittá.
Finchè non ci sará una legge che obbliga i proprietari a limitare per poche settimane all’anno l’affitto turistico di intere case, il mercato butterá fuori gli abitanti dalla cittá lasciando alla prossima generazione solo un guscio vuoto da visitare.
E questa, caro turista, è una maledetta vergogna.
Goditi il soggiorno nelle nostre ex case.”

Traduzione: Yamada Hanako

NdR il manifesto apparso oggi sui muri di Venezia, non firmato, trae ispirazione da quelli apparsi sui muri di New Orleans dove la campagna è nata:

Avvertenza: il fatto di ospitare sulla nostra pagina la foto del manifesto anonimo comparso oggi sui muri di Venezia non significa “rivendicarne la paternità”, per il semplice motivo che questo gruppo ha sempre firmato le sue iniziative, anche nelle circostanze più rischiose (la “beffa della Fenice”) e il suo portavoce se ne è sempre assunto ogni responsabilità a nome di tutti. La tematica affrontata nel manifesto ci è cara e, anche se non è opera nostra, pubblicarlo e tradurlo fa parte del nostro diritto di cronaca.

Un’iniziativa che appoggiamo ufficialmente, come gruppo25aprile, è invece la petizione contro i cambi di destinazione d’uso, che ha già raccolto 1.500 firme:

https://www.change.org/p/comune-di-venezia-salviamo-venezia?recruiter=540177413&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_facebook_responsive&utm_term=mob-md-no_src-custom_msg&recuruit_context=fb_share_mention_control&fb_ref=Default

Firmatela anche voi, se avete a cuore le sorti di questa città: diversamente dalle locazioni di breve durata, i cambi di destinazione d’uso sono irreversibili e le case che diventano alberghi non torneranno mai più ad essere case, per le trasformazioni che subiscono e per la plusvalenza realizzata dal proprietario con la destinazione alberghiera, che a Venezia è mediamente pari al quintuplo del prezzo di partenza.

Il portavoce (Marco Gasparinetti)

In memoria del N.H. Alvise Zorzi, decano degli storici veneziani

«Stava ritto tutto armato a prua della sua galera, con davanti lo stendardo di san Marco, ordinando a gran voce ai marinai di portarlo prestamente a terra, o li avrebbe puniti a dovere; sicché quelli approdarono subito, e sbarcarono con lo stendardo. Tutti i veneziani seguirono il suo esempio: quelli che stavano nei trasporti dei cavalli uscirono all’aperto, e quelli delle navi grandi salirono sulle barche e presero terra come meglio poterono » (Geoffroi de Villehardouin).

Sono le parole con cui viene ricordato il Doge Enrico Dandolo già novantenne alle porte di Costantinopoli; rispettosamente vorremmo dedicarle al N.H. Alvise Zorzi (Venezia 10 luglio 1922 – Roma 14 maggio 2016) che già novantaduenne seppe mobilitare la città contro lo scavo del Contorta, nelle calde giornate dell’agosto 2014, in un momento in cui la città era priva di Sindaco e toccava a noi tutti il compito di portare lo stendardo vilipeso dallo scandalo del MoSe mentre la Laguna di Venezia era minacciata da un progetto di scavo devastante.

Aderisco con entusiasmo all’appello che spero possa salvare dalla cecità dei politici la nostra Laguna – scrisse il 19 agosto 2014.

“Con entusiasmo” impugnò lo stendardo indicando la strada che ci avrebbe portato alla vittoria, e aveva già 92 anni. Altri seguirono il suo esempio, vincendo pavidità e convenienze, calcoli di opportunità e reticenze. Che la sua lezione possa essere di esempio per tutti coloro che dicono di amare Venezia.

R.I.P. Alvise Zorzi, nobile di cuore e di lignaggio

AviseZorzialvise zorzi.it

30 maggio: il Magistrato alle Acque incontra la cittadinanza

C’è chi ne rivendica le competenze e chi già ne rimpiange la terzietà, la serietà e le competenze che andrebbero cosí disperse. C’è chi ancora non ha dimenticato lo scandalo che ne ha intaccato l’immagine a causa di un servitore infedele ma ne valuta l’operato attuale sulla base dei fatti concreti e c’è chi pensa che averne cambiato il nome (da Magistrato a Provveditore) sia sufficiente per voltare pagina.

C’è chi dietro le quinte ne auspica lo smantellamento e chi alla luce del sole rivendica il ruolo indispensabile di una Istituzione unica al mondo in una città unica al mondo, che i nostri avi hanno creato e preservato nei secoli allo scopo di tutelare la Laguna e i suoi fragili equilibri al di là delle contingenze politiche del momento, tanto da chiamarla ancora con il suo nome storico: Magistrato alle Acque.

Noi siamo fra questi e al Provveditore in carica abbiamo chiesto di incontrare la cittadinanza. Appuntamento il 30 maggio alle 18, alla Scoletta dei Calegheri (campo San Tomà, Venezia):

Layout 1

Sant’Andrea, ricorso al TAR: conferenza stampa venerdi 6 maggio

Dalla sezione veneziana di Italia Nostra riceviamo e volentieri ripubblichiamo:

“Venezia, 3 maggio 2016

Prot. n. 3/2016

La sezione di Venezia di Italia Nostra il giorno venerdì 6 maggio alle h. 11,30, presso la libreria Marco Polo in Campo Santa Margherita, terrà una conferenza stampa in merito al ricorso recentemente depositato presso il Tar del Veneto dall’Associazione.

Il ricorso è per l’annullamento della delibera del Consiglio Comunale di Venezia n. 9 dell’1-2 febbraio 2016 avente ad oggetto “Federalismo Demaniale – Accordo di valorizzazione ex art. 5, comma 5, D.Lgs. 85/2010 per il trasferimento in proprietà al Comune di Venezia dei complessi immobiliari dello Stato denominati Isola della Certosa e Forte di Sant’Andrea.

Saranno presenti: Giovanni Andrea Martini, Presidente della Municipalità di Venezia-Murano-Burano; Titti Panajotti, Presidente di Italia Nostra Veneto; Marco Gasparinetti, portavoce del Gruppo25aprile; Lidia Fersuoch, Presidente della sezione di Italia Nostra”.

Il link alla pagina di Italia Nostra, sezione di Venezia:

http://www.italianostravenezia.org/2016/04/11/su-forte-santandrea-ricorso-di-italia-nostra/

Ai nostri iscritti e simpatizzanti ricordiamo che sulla delibera impugnata davanti al TAR da Italia Nostra, il Gruppo25aprile ha preso posizione prima e dopo la sua approvazione, per motivi di merito e di metodo:

https://gruppo25aprile.org/2016/01/18/quale-futuro-per-santandrea/

Al futuro della fortezza è stata dedicata l’assemblea pubblica del 30 gennaio 2016, caratterizzata da una partecipazione di pubblico straordinaria e con gli interventi di una ventina di realtà associative, a riprova di quanto sentito sia il tema affrontato.

santandrea

Alla vicenda di Sant’Andrea, sulla pagina del gruppo, sono stati dedicati 16 fra editoriali e interventi, consultabili in ordine cronologico inverso (dal più recente al meno recente) nella categoria corrispondente:

https://gruppo25aprile.org/category/santandrea/

La notizia del giorno: come perdere 100 milioni di euro..

..grazie alla lungimiranza di un Sindaco che pratica la politica della sedia vuota:

gazzettino 3 maggio 2016L’investimento complessivo, come risulta dall’articolo a firma Maurizio Dianese, era pari a 100 milioni di euro, ma cosa volete che sia a fronte della possibilità di pavoneggiarsi in via Piave chiedendo poteri speciali per il Sindaco sceriffo, per far fronte al degrado della stessa zona in cui il Sindaco imprenditore volta le spalle agli investitori che avevano un accordo di programma già pronto e stilato da Comune, Regione e Ferrovie?

In attesa di conoscere le ragioni del Sindaco, pubblichiamo i commenti del consigliere comunale (e capogruppo PD) Andrea Ferrazzi, che da assessore all’Urbanistica aveva seguito la vicenda in prima persona:

“Come ampiamente previsto e denunciato anche in Consiglio Comunale l’incapacità di decidere di questa Amministrazione comunale sta facendo saltare la riqualificazione di tutto l’asse della stazione, uno dei progetti più importanti per la nostra Città. Il Sindaco dovrà spiegare alla città tutta perché ha bloccato un accordo già pronto sul quale bastava mettere la firma. Dovrà spiegare perché impedisce un investimento privato di 30 milioni in favore della città. Dovrà spiegate perché fa perdere 2 milioni di opere di urbanizzazione più un altro paio in opere dirette. Dovrà spiegare perché blocca la riqualificazione di tutto l’asse della stazione ferroviaria, oggi in condizioni indecorose. Dovrà spiegare alle famiglie intercluse di Via Gazzera perché non partono i lavori per le loro nuove case. Dovrà spiegarlo, oltre che ai privati, anche alle Ferrovie e alla Regione, con le quali avevo pazientemente costruito l’Accordo di programma bello e pronto per essere firmato.
E infine dovrà spiegarlo ai cittadini di Via Piave e via Trento, dove ieri è andato a fare l’ennesima passerella scaricando sul Governo Nazionale il peso dell’incapacità di trovare soluzioni sulla sicurezza e sul decoro al di la delle chiacchiere propagandistiche.
Ci auguriamo ci siano ancora i margini per un difficile recupero. Chiediamo al Sindaco di agire immediatamente per evitare questa sciagura alla nostra città, della quale si assumerebbe pienamente la responsabilità”.

Sulla medesima vicenda è intervenuto anche Nicola Pellicani, consigliere comunale della Lista Civica Casson, che sulla sua pagina dichiara:

GIUNTA BRUGNARO IRRESPONSABILE: FA DEMAGOGIA SULLA PELLE DEI CITTADINI
Mentre il sindaco e mezza giunta comunale fanno la solita parata in via Piave in nome della sicurezza, il gruppo spagnolo H10, di fronte alla latitanza di Brugnaro e del Comune, abbandona il progetto da 30 milioni di euro che avrebbe consentito di riqualificare la zona di via Piave e della stazione, rianimando il centro città e perciò contribuendo in modo significativo a bonificare l’intera area dalla criminalità che continua ad essere padrona della zona. Brugnaro ha fatto della sicurezza la sua bandiera, ma come tutti sanno negli ultimi mesi gli episodi criminali sono in aumento. Non solo. La riorganizzazione della Polizia Municipale si sta rivelando un flop, vista la rivolta di 200 vigili pronti a presentare le dimissioni dopo i tagli agli stipendi e al caos organizzativo. È evidente come il “pugno di ferro” annunciato dal sindaco sia solo l’ultima sparata demagogica alla Gentilini, costruita solo per gettare fumo negli occhi ai residenti, giustamente sempre più preoccupati per l’aggravarsi della situazione. Ormai è sempre più chiaro come questa amministrazione stia navigando a vista, senza un progetto di rilancio della città.
Con l’addio degli spagnoli la città perde una grande occasione. Il gruppo H10, grazie all’accordo di programma sottoscritto con Comune, Regione, Ferrovie e Immobiliare Favretti, era pronto a trasformare l’ex palazzo delle Poste in un albergo. Ma il progetto prevedeva anche il rifacimento della stazione ferroviaria, oltre al raddoppio del Parco Piraghetto e la realizzazione di alloggi per le famiglie “prigioniere” dei due passaggi a livello della Gazzera.
Ma di fronte all’immobilismo e ai continui rinvii di Brugnaro hanno deciso di ritirare l’investimento, come si apprende da un articolo di stampa.
Si tratta solo dell’ennesimo effetto della politica dei rinvii che caratterizza la giunta Brugnaro. Adesso il sindaco dovrà spiegare ai cittadini le motivazioni della mancata firma, che oltre ad aver fatto sfumare l’intero progetto, produrrà per il Comune un mancato incasso di 2 milioni di euro derivanti da oneri vari. Qualcuno potrebbe anche rivolgersi alla Corte dei Conti.

 

 

 

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