Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#Satiricus”

AAAAA Comune di Venezia cerca interpreti e traduttori

Con l’approvazione del bilancio 2017 da parte del Consiglio comunale, le spese di “cerimoniale” e quelle di comunicazione del Sindaco sono state triplicate.

Oggi 21 dicembre 2016 si apre quindi una nuova era della comunicazione “istituzionale”, in cui i Diari di Marin Starnudo (che a volte fanno da “controcanto” alla narrazione trionfalistica ufficiale) dovranno far fronte ad un’alluvione di propaganda assortita da gadgets vari (alla voce “cerimoniale”) e imparziale come potevano esserlo la Pravda e l’Istituto Luce negli anni trenta: “il Duce è la vera Luce”, ma per Brugnaro stanno ancora cercando la rima giusta dopo aver scartato “somaro”, “magliaro” e “bovaro” in quanto palesemente inadatte allo scopo.

Al contempo si aprono tuttavia nuove prospettive professionali per i giovani in cerca di occupazione. Abbiamo chiesto a Marin Starnudo di spiegarci perché e abbiamo fatto una scoperta interessante:

il Comune di Venezia si accinge ad assumere un’armata di interpreti e traduttori, e in questa pagina troverete qualche “trucco” utile per vincere il concorso, indetto al nobile scopo di rendere il Verbo del Sindaco comprensibile anche alla stampa italiana ed estera.

Le frasi da tradurre nella prova scritta spaziano da “Vegno a torte a casa” (le pasticcerie non c’entrano, attenti al tranello!) a “Te speto fora” passando da un delizioso “Va fora, cori, va via” pronunciato all’indirizzo di un consigliere comunale di opposizione, in data odierna.

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo XIII°

Ci fu un tempo in cui l’inclita Civitas Venetiarum per i suoi atti ufficiali si esprimeva in un latino perfetto, via via sostituito da una lingua neolatina consacrata da Dante e dal Petrarca. La popolazione a sua volta sviluppò una sua lingua molto vicina al latino a cui restò fedele ma con caratteristiche sue proprie e assolutamente originali: il veneziano.

Solo gli ignari e gli ignavi possono tuttavia pensare che a Venezia, nell’anno di grazia o di disgrazia 2016, la lingua ufficiale sia una di quelle sopra indicate: l’idioma dominante è l’inglese parlato dai turisti che ormai sovrastano la popolazione residente, ma non è di questi che stiamo parlando, e nemmeno della varianti dialettali di Cannaregio bassa e Cannaregio alta, Castello est e Castello ovest ove il “mi è piaciuto” può diventare “me ga piasso”, me ga piasto” o “me ga piasesto” a seconda delle origini giudecchine, muranesi o buranelle dell’interlocutore.

No, le croniche di Marin Starnudo si riferiscono alla lingua parlata nei Palazzi del Potere, là dove si decidono le sorti della città, e qual’è l’idioma utilizzato oggiogiorno nei Palazzi del Potere veneziani? Sicuramente non è l’italiano, e nemmeno il latino.

A beneficio dei giovani e delle giovani che vorranno cimentarsi con il concorso pubblico per l’assunzione di traduttori e interpreti, Marin Starnudo in anteprima assoluta vi offre il “manuale del traduttore”che – edito dalla libreria Toletta del vicepresidente del Consiglio comunale – costituirà il testo di riferimento per il Giurì di concorso, nominato dal Sindaco fra le persone di provata fede fucsia.

Dante

Il manuale del traduttore, ad uso del Consiglio comunale e del Consiglio metropolitano delle Città di Venezia, Zelarino e Chirignago

A sinistra, il testo originale da tradurre. A destra, la versione che andrà comunicata ai giornalisti. NB il sindaco dà sempre del tu a tutti, ma nella traduzione per la stampa si suggerisce il Lei che conferisce al Primo Cittadino una maggior parvenza di serietà.

“Va fora, cori, va via. Dentro quel cerveo c’è il nulla”. Traduzione: “la parola al capogruppo delle opposizioni, che illustrerà i suoi emendamenti nell’atrio di Ca’ Farsetti perché in aula non c’è posto, per le opposizioni”.

“Speta che te spiego”. Traduzione: l’emendamento è respinto, in quanto presentato dall’opposizione è sbagliato per definizione, e il discorso vale anche per le mozioni collegate. (Perché? E adesso no sta  farme perder tempo, ti xe come i putei sempre a chiedar “perché, perché”).

“Te speto fora” o “Vieni che ne parliamo fuori”(rivolto a uno studente che nel corso di un’assemblea pubblica aveva fatto una domanda sgradita). Traduzione: “La democrazia è partecipazione, il futuro è dei giovani come Lei e il Sindaco è orgoglioso di poter continuare codesta conversazione in un contesto più informale”.

“Vegno a torte a casa” (in piazza Ferretto, rivolto a chi gli ricordava le promesse elettorali tradite): “La democrazia è partecipazione. Mi rendo conto che le 9.000 firme raccolte per il ripristino di due Comuni distinti sono tante, è dunque mia intenzione venire casa per casa a ringraziare i firmatari e confermare gli impegni da me assunti e sottoscritti in campagna elettorale, che comprendevano quel referendum. A proposito, per gli omaggi alla Sua Signora preferisce fiori o torte”?

“Fora i schei”(rivolto a Elton John): “nel contesto attuale di bilancio che mi ha costretto a scelte dolorose come l’aumento delle mie spese di cerimoniale e il contestuale aumento della TARI pagata dai residenti, sarebbe cosa buona e giusta se un Grande Artista come Lei si facesse carico del problema organizzando ad esempio un concerto gratuito alla Misericordia per i dipendenti della Umana Spa e delle società collegate“.

Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora”. Traduzione: questo è un tavolo di consultazione democratico, il sindaco è stato democraticamente eletto e chiunque faccia domande scomode al sindaco non è un vero democratico, quindi è pregato di togliere il disturbo.

“Paiasso” (rivolto ad un celebre giornalista RAI, colpevole di non averlo intervistato): “ma lo sa che Lei ha uno spiccato e ammirevole senso dell’umorismo? Sono le persone come Lei che io ammiro ed invidio, essendone io totalmente sprovvisto”..

 NB tutte le frasi in grassetto sono state realmente pronunciate dal sindaco di Venezia in carica, nell’esercizio delle sue funzioni. Quanto a Marin Starnudo, se proprio ci tenete lo trovate anche su twitter:

La vignetta del giorno: sparse le #tresse..

Adelchi, Atto IV° (credits: Alessandro Manzoni).

La Laguna Ermengarda ripudiata dal Sindaco Carlo:

Dante

Da stasera anche su Twitter:

Versione originale:

Sparsa le trecce morbide sull’affannoso petto,

Lenta le palme, e rorida di morte il bianco aspetto,

Giace la pia, col tremolo sguardo cercando il ciel.

 

 

Le interviste di Marin Starnudo: #Tresse, il taglio come lo vuole?

“Il progetto scelto dai cittadini veneziani” – recita la mozione approvata ieri dal Consiglio comunale – peccato che i cittadini veneziani non l’abbiano mai visto, e che nemmeno su internet se ne trovi traccia!

Marin Starnudo ha quindi deciso che l’unico modo per saperne qualcosa è intervistare i consiglieri comunali della maggioranza che ieri l’hanno approvato con slancio e senza approfondimenti di alcun tipo (nemmeno un passaggio in commissione consiliare) – il che significa che loro almeno sanno di cosa si tratta, anche se il testo del progetto di scavo non era disponibile in aula al momento del voto.

Per motivi di privacy, i consiglieri intervistati ci hanno chiesto di non essere citati per nome, cognome o soranome; ci atterremo quindi scrupolosamente al loro desiderio.

Domanda al Consigliere comunale n°1 (Lega Nord): “Lei ha votato il taglio delle Tresse, ieri. Cosa può dirci del progetto, visto che NON è stato nemmeno distribuito in aula?”

Risposta: “il taglio delle Tresse, lo go votà perché xe ora de dirghe BASTA ai capelloni, BASTA al degrado, BASTA alle treccine rasta ai libri gender ai radical chic e basta col reggae”!

Proviamo col prossimo saremo più fortunati?

Skardy-Fahrenheit-4511Consigliera comunale n° 2, in quota Forza Italia: “Consigliera, cosa sa dirci del progetto di scavo che avete votato ieri? Lei lo ha letto?”

Risposta: “mi? e ci mancherebbe altro, le mozioni xe come i baci Perugina: vanno comprate a scatola chiusa, il messaggio a sorpresa che ogni bacio contiene va assaporato col cioccolatino, e se i consiglieri comunali ne conoscessero in anticipo il contenuto, che mozioni sarebbero? Noi non votiamo mozioni, noi regaliamo emozioni: pensi alle cure termali per la popolazione anziana, coi fanghi delle Tresse“!

il-primo-bacio-perugina

Consigliere comunale n°3, lista Brugnaro: “Consigliere, perché ha votato quella mozione? Lo sa che comporta grandi scavi e il taglio di un’isola piena di fanghi tossici, chiamata “Tresse”?

Risposta: “Mi ghe sboro, io Venezia la odio

Domanda: “Ci dica, e perché odia Venessia“?

Risposta: “perché Venessia fa schifo”!

Credits: https://www.youtube.com/watch?v=Ria-rbE9qTE

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Consigliere comunale n° 4, lista SS (“Schei, Schei”). Domanda: “Consigliere, con Lei almeno siamo certi che una mozione così importante è stata preceduta da un’analisi costi-benefici: Allora, quali sono i costi del progetto e quanti soldi portano a Venezia queste Grandi Navi supplementari”?

Risposta: “e chi se ne frega di quanti soldi portano a Venezia, al mio partito interessa sapere quanti ne portano A ME, e a la mi famegia. Ma lei lo sa che mi hanno appena regalato un posto sulla crociera della Reyer? Si rende conto? A la mi muger ghe piase tanto, e cussì i me fa sentir importante“!

bacio3Consigliere comunale n° 5. Domanda: “ma questo canale delle Tresse che avete votato ieri, in quale parte della Laguna si trova?

Risposta: “canale? perché mi parla di canali? Gigio lo ga dito chiaro e tondo, che non si scavano nuovi canali. Non è un canale, è un’autostrada. Mi scusi ma mi so de Zelarin e vivo a Marcon, gera ora che completasse la tangenziale di Mestre, col taglio delle Tresse!“.

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Consigliere comunale di maggioranza n° 6: area cattolica integralista. La risposta precede la domanda: “Anale dee Tresse? Anale, perché mi parla di “anale”? sarà mica gay anche Lei come tutti i giornalisti? Guardi che io vado solo con i transessuali, e li pago anche bene“. Fine intervista.

Consigliere di maggioranza n°7: “Mi no rilassio dichiarasioni a nissuni. Go votà perché lo ga dito el Parón e adesso mi scusi, devo tornare a cuccia”.

 

Per la cronaca, la mozione sbucata dal nulla e approvata dal Consiglio comunale ieri è stata pubblicata qui:

https://gruppo25aprile.org/2016/04/29/etciu-etciu-la-democrazia-al-macello-delle-tresse/

Post Scriptum, per chi non ha seguito le puntate precedenti.

L’idea di tagliare in due un’isola per piegare la Laguna alle esigenze delle Grandi Navi, votata ieri a maggioranza dal Consiglio comunale, non era mai stata evocata in campagna elettorale, e nemmeno nelle rassicuranti dichiarazioni rese del Sindaco neoeletto alla RAI (dal 22° al 32° minuto, intervista di Carla Marzocchi):

1) “Non è una grande opera” 2) “il canale c’è già, non serve fare nuovi canali“; 3) “non c’è da scavare, c’è da risistemare” (lo diceva intorno al 25° minuto):

http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-f4dad304-2af7-40b7-a7d5-3685d194b01e.html

NB l’intervista di Carla Manzocchi è vera ed autentica, diversamente dalle altre 6 qui pubblicate 🙂

Per le foto pubblicate più sopra, ringraziamo Sir Oliver Skardy (Pitura Freska) e la Perugina (per gli omonimi baci).

 

 

Gemellaggio Venezia-Chiusi: i fonogrammi del Viminale

Terrore in val di Chiana: avvistate le prime mucche alate nel cielo di Chiusi. Esaurite le scorte di ombrelli, Prefetto di Chiusi chiede istruzioni a Roma. stop.

mucca-okIndignazione a Venezia: dalla colonna di Piazza San Marco è sparito il Leone alato. Ufficio stampa del Sindaco Brugnaro smentisce che il medesimo sia stato utilizzato come stallone per esperimenti di ingegneria genetica nella sua fattoria di Chiusi. stop

mucca-alataFonogramma Ministero degl Interni a Prefetto di Chiusi: Ministro Alfano garantisce suo personale interessamento e installazione batteria di missili terra-aria, modello Patriot. stop

A cura di:

Satiricus

#Etciù! Diarii di Marin Starnudo, capitolo II°

Le notizie (vere) si rincorrono a tale velocità che la nostra redazione farà fatica a starci dietro. Volete aiutarci? AAAAA collaboratori cercasi, scriveteci a 25aprile2015@gmail.com

Un lettore ci segnala questa perla suprema, tratta dalla pagina ufficiale facebook del Comune di Venezia:

18dicembreGaleoneLa notizia è doppiamente vera, perché 1) quel “galeone” esiste 2) il Palio delle Repubbliche Marinare esiste veramente ed è fonte di grandi soddisfazioni per l’equipaggio veneziano, che ha vinto molte delle passate edizioni.

Ad Amalfi come andrà? Il dubbio è lecito se si considera che l’imbarcazione della foto non è proprio quella giusta (e come potrebbe esserlo? il Palio si disputa a remi e con imbarcazioni di ben altro tipo) ma un’imbarcazione a noleggio che non ha mai spiegato le vele, per la propulsione utilizza un motore diesel e, per chi non la conoscesse, viene pubblicizzata a questo indirizzo:

http://www.clubdellecrociere.com/galeone_veneziano_by_jolly_roger.htm

#Etciù! Starnuto allergico garantito. Incuriositi dalla gaffe, abbiamo comunque cercato le recensioni del galeone e le abbiamo anche trovate:

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187870-d3139244-r148576564-Venetian_Galleon-Venice_Veneto.html

La foto è stata nel frattempo rimossa e al suo posto adesso c’è quella giusta, ma le risate degli amalfitani si sono sentite fino a Sorrento. Alla prossima puntata con i Diarii di Marin Starnudo: quando la realtà supera la satira, non c’è neanche bisogno di leggere il Vernacoliere. Quanto ai veneziani, di questo passo faranno la fine dei pisani a Livorno.. Cambiamo passo? Al timone c’è ancora qualcuno? Buone Feste a tutti.. sperando che per le Feste almeno ci risparmino altri starnuti: questo era il terzo in due giorni. #Etciù!

 

Breaking News: Matteo Renzi reagisce al nostro editoriale

Breaking News 10 dicembre: il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in visita segretissima a Mestre, allertato dal nostro editoriale sulle palle natalizie del Sindaco, alle avances commerciali del medesimo reagisce come documentato da questa foto, scattata nel “salotto buono” di Piazza Ferretto:

AgneseIl nostro inviato speciale a Mestre non è riuscito a intercettare il resto della conversazione: prontamente allontanato da tre agenti in borghese  ha preferito non correre rischi ma è rientrato alla base con sei ore di ritardo (nessuno lo aveva avvertito che il tram Mestre-Venezia funziona come gli umori del Sindaco: a corrente alterna) e per punizione ha dovuto imparare a memoria il Vangelo secondo Luigi, consultabile a questo indirizzo:

https://gruppo25aprile.org/2015/12/09/avvento-natale-e-vangelo-secondo-luigi/

In caso di recidiva tranviaria, verrà altresì costretto a cantare in pubblico l’ultima canzone dei Pitura Stail, vestito da Babbo Natale e senza playback:

Avvento, Natale e Vangelo secondo Luigi

Il Natale si avvicina, ci sentiamo tutti più buoni e più propensi a mettere mano al portafoglio, magari con il rischio di spendere quel che resta della tredicesima (per chi ce l’ha) nel modo sbagliato e/o di dimenticare lo spirito originario della festa cristiana per eccellenza. Per nostra fortuna ci ha pensato il Sindaco-imprenditore Brugnaro a ricordarci come ci si comporta in queste circostanze e a cosa serve il Natale.

L’intervista è illuminante e merita di essere trascritta. Per chi volesse verificare con le sue orecchie, l’indirizzo è questo: http://mestre.veneziatoday.it/mercatini-piazza-ferretto-natale-2015.html

  1. Il Sindaco esordisce con un promettente: “a Natale dopo un anno intero che uno aspetta che arrivino..” e uno si chiede: che arrivino chi? Gesú Bambino, la stella cometa, i re Magi, i parenti emigrati in America? No: – “a Natale dopo un anno intero che uno aspetta che arrivino i compratori” – testuali parole, e il Vangelo secondo Luigi Brugnaro prosegue così:
  2. io attiro gente che poi alla fine va a farsi la spesetta di quattro lire (NdR o “quattro olive“, l’audio non è chiaro) Cioé, questa roba qua può andar bene in altri periodi, non è il nostro prodotto natalizio”! nostro di chi? La domanda troverà risposta subito dopo, nell’intervista:
  3. “Noi facciamo le castagne, ci sono i regalini di Natale, le palline di vetro”.

Palline di vetro, ha detto? Nella memoria collettiva è ancora fresca la sua brillante acquisizione imprenditoriale, a prezzi stracciati (il venditore era la Provincia retta dal suo attuale assessore ai lavori pubblici), della gloriosa Abate Zanetti di Murano; siamo quindi andati a vedere cosa vende in questo momento la Abate Zanetti (che era nata con altre finalità) e in cima alla pagina internet dell’azienda cosa troviamo, alla voce “prodotti in evidenza“?

http://www.abatezanettimurano.it/it/coppia-di-palline-di-natale-diverse.html#.VmicLr-a6N0

Perbacco, le famose palline di vetro e a questo punto è chiaro a chi si riferiva il “nostro” del punto 2. Palle di Natale le produce anche l’altra azienda muranese recentemente comprata dall’Umana (la holding del Sindaco imprenditore) e affidata al suo vicecapo di gabinetto Derek Donadini – rappresentante legale di questa e di altre società del gruppo Umana, in una gioiosa e inarrestabile commistione fra pubblico e privato che non ha precedenti a Venezia e forse nemmeno altrove.

http://www.ilgazzettino.it/PAY/VENEZIA_PAY/dopo_la_scuola_del_vetro_abate_zanetti_umana_compra_anche_la_storica_vetreria_antonio/notizie/1418770.shtml

 

AbateZanetti

Che dire, abbiamo finalmente trovato un Sindaco con le palle (di Natale) ma attenzione, l’intervista continua con altre indicazioni preziose, perché il Natale nel salotto di Brugnaro (che non è Piazza San Marco ma Piazza Ferretto, a Mestre) non è mica per tutti:

“Non è importante poi quanta gente c’è, è il livello delle persone che vengono. Persone eleganti.. noi abbiamo bisogno che uno si vesta bene.. ti vesti, ti pettini, ti te lavi.. se no ti domando da dove vieni, cosa sei, ti chiedo i documenti.. perché è il salotto buono della città”.

Straordinaria la coincidenza dei termini, che ritroviamo nella pagina facebook dell’azienda del gruppo: “Quest’anno preparati ad un ‪#‎Natale‬ elegante. I nostri esperti di stile ti consigliano di usare queste decorazioni in modo diverso e unico, per esaltare il tuo stile e la tua ‪#‎eleganza‬“. Fonte: https://www.facebook.com/abatezanetti/posts/623772367763701

il Vangelo secondo Luigi.. e pazienza se l’Uomo di cui festeggeremo i natali, il 25 dicembre, aveva una visione forse diversa del mondo: Vangelo di Marco 10:17-31; Vangelo di Matteo 19:16-30; Vangelo di Luca 18:18-30 (“beati gli ultimi perché saranno i primi”). Se nel salotto buono arrivasse un povero Cristo, oggi, gli chiederebbero i documenti perché non è vestito come si deve e non compra i prodotti giusti: le famose palle di Natale.

Pax tibi Marce,

e ridateci il nostro Evangelista, perché il Vangelo secondo Brugnaro lascia un pochino a desiderare.

MG, 9 dicembre 2015

Ai consiglieri comunali della lista Brugnaro

paninipertuttiVenezia, 26 novembre 2015

Ai consiglieri comunali della maggioranza “fucsia” che in preda agli indomabili morsi della fame hanno fatto mancare il numero legale in Consiglio comunale oggi, impedendo che venissero votate tutte le mozioni a loro sgradite: grazie per averci dimostrato a qual punto sia dura la vita dei consiglieri comunali di maggioranza, e quanto conti per voi uno stomaco pieno. Abbiamo capito il messaggio:

la prossima volta vi portiamo noi i panini e gli hamburger, ma almeno finite il lavoro per cui siete pagati. Grazie!

Firmato

G25A

La vignetta del giorno: Locatelli fa le cose per bene

Copyright: Venessia.com

locatellifalecoseperbene

Co Zuin e Venturini, no xe bessi né zecchini..

Calle Larga dei proverbiNdR Riceviamo e pubblichiamo, alla voce “diritto di satira”:

Co Zuin e Venturini, no xe bessi (1) né zecchini.

No xe schei pai vaporetti, co Brugnaro a Ca’ Farsetti..

Mentre lori i viagia a sbafo e ghe piase, el motoscafo!

Sovrastati dai turisti, con le facce un poco tristi,

Venessiani e mestrini, pendolari e margherini

Fan la fila anche per ore, in attesa del vapore.

Co’ che riva el Sior Brunetta, speta el tram ma sensa fretta:

Assesor xe el Sior Boraso, e gli orari vanno a caso.

Vicesindaco, ea Colle? Non si muove, sembra in folle.

Si dimette una leghista ? Sceglieranno una cubista.

Se ne va la Zaccariotto ? Non faranno un Quarantotto.

« Siete tutti dei somari » – già pontifica Cacciari,

con proteste del somaro, quello vero, perché il rischio già lo sente :

Ei fa rima con Brugnaro, e per lui è deprimente.

Piange e urla anche Zoggia : l’han sentito fino a Chioggia

Ma il suo pianto è assai cortese, e prepara larghe intese.

La morale della storia, resterà nella memoria :

Riso amaro e a denti stretti, con Brugnaro a Ca’ Farsetti.

N. Tommaseo, esule in Londra, 5 ottobre 2015

(1) “besso” o “bezzo”:  moneta veneziana in rame del peso di 4 grammi  e del valore di mezzo soldo, equivalente a sei bagattini, utiizzata nei territori della Serenissima per le transazioni bagatellari (= di modica entità). 

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