Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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PalaPilu per tutti!

Le priorità del sindaco in carica che è “casualmente” proprietario di quelle terre inquinate da bonificare (i “Pili”) e anche della squadra di basket che ha bisogno del palasport. Chiedevamo case, il benefattore risponde con un palasport da 10.000 posti paganti. ‘PRO DOMO SUA” (fonte: Nuova Venezia):

PalaPilu NV 10 giugno 17.png

Riassunto delle puntate precedenti: 1) i “Pili” sono terreni in posizione strategica, pagati pochi euro a metro quadro proprio perché pesantemente inquinati. 2) Il proprietario dei terreni diventa sindaco? Cambio di destinazione d’uso in vista e bonifiche a spese del contribuente, dato che la società del Sindaco (Porta di Venezia SpA) è parte ricorrente contro il Comune e contro il Ministero proprio sui costi delle bonifiche.

In attesa della prossima puntata, la vicenda ci ricorda un film. Questo:

Palapilu

Brugnarologia, capitolo primo

Premessa: per “brugnarologia” si intende la Scienza volta a decriptare i messaggi in codice che il sindaco provvisorio di Venezia Luigi Brugnaro affida a Twitter per comunicare con il resto del Mondo dal Brasile, ove si trova per la seconda settimana consecutiva.

Capitolo primo: “TANTA ROBA”.

Testuali parole brugnariane: “Serenissima, unita è tanta roba!”

Esegesi, prima ipotesi:

Da Uomo di Cultura qual è (tanto da avere trattenuto per sè la delega alla Cultura) il Sindaco di Venezia voleva ammonire il Presidente della regione Veneto sui Valori che contano, ispirandosi non già alla versione riduttiva del celebre libro di Gian Antonio Stella (“Schei”) ma alla novella del Verga che della tanta “roba” da accumulare aveva dato un’accezione più ampia e pregnante:

roba2

Esegesi, seconda ipotesi:

Considerato che il sindaco di Venezia non vive a Venezia ma a Mogliano veneto, e che nel suo tweet ha voluto taggare Luca Zaia (come mai?) il “tanta roba” era un messaggio in codice con cui intendeva dargli appuntamento all’osteria omonima, che è per l’appunto situata nel territorio comunale di Mogliano come da foto sottostante:

“Luca speta che rivo e te spiego mi, se vedemo al Tanta Roba”.

roba1

Post scriptum: del nome prescelto per il luogo dell’incontro ci sfugge la natura pleonastica: “ENO-osteria”, come se i veneti in osteria ci andassero per bere acqua.. “osteria” non bastava? Errore! Anche in questo la Scienza esatta della brugnarologia corre in soccorso agli stolti e agli scettici, perché se è “Tanta Roba” significa che là si beve tanto ma proprio tanto, e questo giustifica l’uso del rafforzativo “eno” utilizzato come prefisso davanti al suffisso “osteria”.

Prosit e appuntamento alla prossiam puntata.

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