Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#Brugnarologia”

14 juillet: la presa del lampione

Una presa della Bastiglia alla rovescia, quella del 14 luglio a Venezia. Alla vigilia del Redentore dove tutti sono giustamente invitati a rispettare le regole, pubblichiamo due foto il cui sottotitolo potrebbe essere: “perché io so io e voi non siete un.. ” (cit. Alberto Sordi, nel film “il Marchese del grillo”).

Prima foto:

14luglio Luca Tagliapietra 1

Chiunque abbia una barca sa o dovrebbe sapere che a Venezia è vietato legarla a  lampioni, colonnine parapetto e altri supporti “impropri”, per motivi facilmente intuibili. I supporti “propri” sono le paline e le s-cione (anelli infissi sulla muratura della fondamenta) e in primo piano nella prossima foto se ne vede distintamente una a meno di mezzo metro dalla poppa della “Orogranata”:

14 luglio Luca Tagliapietra 2.jpg

Le due foto sono state scattate senza malizia alcuna da chi non è tenuto a sapere chi sia il proprietario della “Orogranata”, e pubblicate nel gruppo facebook “trasportatori Venezia”:

https://www.facebook.com/groups/575849069131528/?fref=nf

Nel citare l’autore delle foto Luca Tagliapietra (all’unico fine di rispettarne i diritti d’autore, e non per tirarlo in ballo) ci assumiamo noi la responsabilità di dire che l’imbarcazione della foto è in uso (privato) al Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e la riva è a pochi metri dalla grande struttura di cui è al tempo stesso concedente (come sindaco) e concessionario (come azionista di riferimento della “Scuola Grande della Misericordia SpA”) in una simpatica confusione di ruoli che abbiamo già a suo tempo evidenziato.

Che il sindaco in carica fosse o meno presente, che fosse o meno al corrente della “presa del lampione” di questo 14 luglio, non è un esempio edificante quello che la sua imbarcazione oggi offriva a chi quotidianamente si confronta con le note difficoltà di ormeggio a Venezia, e nonostante tutto riesce a garantire l’approvigionamento della città in condizioni di traffico sempre più difficili.

Nel citare la fonte delle due foto, ci sembra giusto citare anche la ragion d’essere di quel gruppo facebook, nelle parole del suo fondatore e senza nulla aggiungere o togliere:

“Salve a tutti ho deciso di creare questo gruppo per tutti i trasportatori Veneziani che ogni giorno affrontano questo lavoro con impegno e dedizione nonostante tutti i problemi una città unica come Venezia possa creare visto che si svolge il tutto in un ambiente ostile come quello acqueo che la circonda. Il mio scopo è quello di poter discutere in modo educato e responsabile su tutto quello che riguarda le varie tematiche dei trasporti acquei! Tutto ciò che crea disagio alla categoria e ai cittadini, traffico, velocità, poco rispetto delle regole e del buon senso. In questo gruppo potremo parlare civilmente di svariati argomenti che ci aiutino ad affrontare al meglio il nostro lavoro per far si che nessuno possa definire i trasportatori incivili,irrispettosi,maleducati,cafoni e deturpatori della città e le sue rive e canali! Siamo persone che vogliono solo lavorare senza che nessuno ci possa giudicare in modo negativo e chiediamo che anche questo come tanto altri lavori che si svolgono in città venga rispettato in quanto offre un beneficio a carico del cittadino! Si accettano suggerimenti,foto e messaggi per cercare di rendere un buon servizio e si possono pubblicare in bacheca! Se ci sono cose da segnalare per rendere migliore il convivere con tutte le altre categorie potete scrivere direttamente in bacheca in modo che tutti possano leggere e commentare sempre in modo pacifico ed educato . Chiedo gentilmente di rispettare le regole del buon senso e l’educazione è ben gradita quindi niente offese a persone o categorie che tanto non portano a niente di buono se a non creare astio e ripercussioni a nostro discapito! Siamo uomini e non ragazzini e possiamo affrontare insieme argomenti che servono a noi per migliorare il servizio che diamo alla nostra città”.

 

PalaPilu per tutti!

Le priorità del sindaco in carica che è “casualmente” proprietario di quelle terre inquinate da bonificare (i “Pili”) e anche della squadra di basket che ha bisogno del palasport. Chiedevamo case, il benefattore risponde con un palasport da 10.000 posti paganti. ‘PRO DOMO SUA” (fonte: Nuova Venezia):

PalaPilu NV 10 giugno 17.png

Riassunto delle puntate precedenti: 1) i “Pili” sono terreni in posizione strategica, pagati pochi euro a metro quadro proprio perché pesantemente inquinati. 2) Il proprietario dei terreni diventa sindaco? Cambio di destinazione d’uso in vista e bonifiche a spese del contribuente, dato che la società del Sindaco (Porta di Venezia SpA) è parte ricorrente contro il Comune e contro il Ministero proprio sui costi delle bonifiche.

In attesa della prossima puntata, la vicenda ci ricorda un film. Questo:

Palapilu

Brugnarologia, capitolo primo

Premessa: per “brugnarologia” si intende la Scienza volta a decriptare i messaggi in codice che il sindaco provvisorio di Venezia Luigi Brugnaro affida a Twitter per comunicare con il resto del Mondo dal Brasile, ove si trova per la seconda settimana consecutiva.

Capitolo primo: “TANTA ROBA”.

Testuali parole brugnariane: “Serenissima, unita è tanta roba!”

Esegesi, prima ipotesi:

Da Uomo di Cultura qual è (tanto da avere trattenuto per sè la delega alla Cultura) il Sindaco di Venezia voleva ammonire il Presidente della regione Veneto sui Valori che contano, ispirandosi non già alla versione riduttiva del celebre libro di Gian Antonio Stella (“Schei”) ma alla novella del Verga che della tanta “roba” da accumulare aveva dato un’accezione più ampia e pregnante:

roba2

Esegesi, seconda ipotesi:

Considerato che il sindaco di Venezia non vive a Venezia ma a Mogliano veneto, e che nel suo tweet ha voluto taggare Luca Zaia (come mai?) il “tanta roba” era un messaggio in codice con cui intendeva dargli appuntamento all’osteria omonima, che è per l’appunto situata nel territorio comunale di Mogliano come da foto sottostante:

“Luca speta che rivo e te spiego mi, se vedemo al Tanta Roba”.

roba1

Post scriptum: del nome prescelto per il luogo dell’incontro ci sfugge la natura pleonastica: “ENO-osteria”, come se i veneti in osteria ci andassero per bere acqua.. “osteria” non bastava? Errore! Anche in questo la Scienza esatta della brugnarologia corre in soccorso agli stolti e agli scettici, perché se è “Tanta Roba” significa che là si beve tanto ma proprio tanto, e questo giustifica l’uso del rafforzativo “eno” utilizzato come prefisso davanti al suffisso “osteria”.

Prosit e appuntamento alla prossiam puntata.

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