Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#Etciù! I diarii di Marin Starnudo”

Fiducia tradita, fiducia perduta

Con il rinvio al 2019 del dossier “Venezia”, deciso senza nemmeno una discussione, come se fosse una noiosa pratica da nascondere in fondo a un cassetto, l’UNESCO ha tradito la nostra fiducia.

Non vogliamo nemmeno entrare nel merito delle motivazioni risibili del rinvio, perché rischieremmo di offendere qualcuno. La nostra risposta come gruppo l’abbiamo già data, domenica 2 luglio, davanti a quel palazzo di cui siamo NOI a pagare le bollette:

P1000128.JPGNella foto: Palazzo Zorzi, sede veneziana UNESCO

Per chi volesse approfondire:

#Etciù! Il Sindaco Brugnaro ringrazia

I diarii di Marin Starnudo, edizione straordinaria.

Alla notizia dell’esito del referendum con cui i i dipendenti comunali hanno respinto al mittente con il 98,5% dei voti un’intesa negoziata dal Sindaco con un’unica sigla sindacale sconosciuta ai più, presentandosi in massa alle urne e bocciandola con 2.285 voti a 33 (tasso di partecipazione al voto: 77% degli aventi diritto) il sindaco medesimo ha cosí reagito:

Nell’ANSIA di ribadire l’inedito concetto secondo cui quello che conta è il non-voto della minoranza che non ha votato, il sindaco ha arrotondato a mille il numero dei non votanti, che è in realtà inferiore di qualche centinaio di unità, ma cosa importa: quello che conta è la forza persuasiva del ragionamento.

In anteprima assoluta, Marin Starnudo prova a indovinare i prossimi lanci di agenzia, facilmente rintracciabili grazie all’utilizzo degli hashtag #ringrazia e #referendum:

ANSIA 17.40 il Sindaco Luigi Brugnaro #ringrazia gli italiani che non hanno votato nel #referendum del 1946 e chiede il conseguente ripristino della Monarchia. Scavo del Vittorio Emanuele primo passo per ripristinare la Verità del Fatti. Entro il 2020 partirà anche lo scavo del canale Umberto II°, in attesa del raccordo anulare Portosecco – Burano che porterà il nome di “Luigi Primo”.

ANSIA 17.55 il sindaco Luigi Brugnaro #ringrazia gli italiani che nel 1987 non hanno votato il #referendum sul nucleare e comunica la conseguente apertura di una centrale nucleare al centro dell’isola di Poveglia – smentendo sdegnosamente le voci che parlano di una sua possibile ripicca per la mancata assegnazione dell’isola a sè medesimo, in occasione del celebre bando.

ANSIA 18.05 il sindaco Luigi Brugnaro #ringrazia gli italiani che NON hanno votato il #referendum sul divorzio del 1974 e comunica il conseguente annullamento dell’assegno di divorzio di Veronica Lario. Il cav. Silvio Berlusconi #ringrazia Luigi Brugnaro e lo designa come suo legittimo erede alla guida di Forza Italia, nel frattempo ribattezzata “Fucsia Italia”.

ANSIA 18.06 il sindaco Luigi Brugnaro #ringrazia gli italiani che NON hanno votato il #referendum sull’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti e ne comunica il ripristino immediato limitatamente ai partiti che rispondono a due requisiti: 1) essere guidati da un leader che possieda almeno una squadra di basket; 2) avere già perso le elezioni in due collegi elettorali a scelta fra Chioggia e Mira.

Turisti tremate le Skorpion son tornate

I diarii di Marin Starnudo, capitolo Decimo Settimo.

Le croniche del 9 aprile 17 offrono spunti talmente gustosi che Marin Starnudo non ha saputo resistere e ve ne propone una sintesi basata, come sempre, su fatti e notizie reali.

La stampa locale oggi in edicola narra della creazione di una “polizia turistica”, utile paravento per coprire il “nulla assoluto” prodotto da questa amministrazione comunale nei primi 20 mesi e così occultare l’ennesimo rinvio delle misure concrete che erano state annunciate all’UNESCO per gennaio e poi per i primi di aprile – ma adesso si dice che arriveranno “entro il 30 aprile”:

9 aprile 17

..il tutto condito dal bando per l’assunzione di 70 vigili urbani con requisiti fisici tali da far impallidire le teste di cuoio o altre Forze Speciali (per rincorrere i turisti in bermuda?) abbinati all’inedito obbligo di girare armati di pistole calibro 9, modello Skorpion Evo S1, in arrivo dalla Repubblica ceca. Una Beretta non bastava? No, quando tutto si gioca sulla comunicazione e l’immagine (spese di comunicazione e cerimoniale del Sindaco: triplicate, rispetto all’anno precedente) e una “Skorpion” incute timore già dal nome, oltre che per le sue caratteristiche tecniche:

https://www.all4shooters.com/it/Tiro/pistole/CZ-Scorpion-Evo-S1-Pistola/

http://www.armeriamancini.com/armi-da-fuoco-c-156/pistole-e-revolver-c-156_157/pistola-cz-scorpion-evo3s1-cal-9-x-21-p-1612.html

Turisti tremate, le Skorpion son tornate, anche se in versione evoluta (“evo” come evolution, ma non è un barchino della Brube): queste pistole-mitragliette ci riportano ai tempi della guerrra fredda (i cecoslovacchi ne erano molto orgogliosi, negli anni 50) e agli anni di piombo (facevano purtroppo parte dell’arsenale delle Brigate rosse) ma per evitare che qualcuno possa farsi male sparandosi inavvertitamente su un piede, tempestivamente è arrivata la precisazione del Comandante in capo della Polizia Municipale:

9 aprile 17 - Copie

Marin Starnudo è in grado di anticipare le prossime dichiarazioni del Comandante Supremo, quando si accorgerà che a causa di un refuso (datato primo aprile) i requisiti draconiani del bando si applicano retroattivamente anche a Lui:

9 aprile 17

Post Scriptum a richiesta del Comandante in persona:

9 aprile

 

Marzo 17: croniche di un Podestà e del suo fondo di solidarietà

Narrano le croniche del XXI° secolo di un Podestà talmente ricco da “rinunciare allo stipendio” per devolverlo ad un “fondo di solidarietà” (risparmio per il contribuente: zero ducati, dato che quei soldi venivano comunque prelevati dalle casse comunali) e narrano anche che il fondo fosse talmente profondo da non poterne scorgere alcuna attività in favore dei più demuniti o dei diseredati, dei mendicanti o dei “senza più tetto” che (al ritmo di 6 sfratti esecutivi al giorno) venivano  messi sulla strada dalla forza pubblica nel ridente Comune da lui amministrato.

Narrano i giornali quotidiani dell’epoca che il medesimo Podestà si prodigava in sforzi sovrumani per il bene comune, tanto da lavorare “18 ore al giorno” (le fonti agiografiche oscillano fra le 16 e le 18 ore diurne, a seconda delle dichiarazioni rese di volta in volta dall’interessato) senza altra ricompensa che non fosse la gratitudine dei sudditi, unita alla possibilità di piazzare tutta la sua corte ai vertici dell’amministrazione comunale e delle società partecipate, a spese del contribuente, per un importo complessivo di gran lunga superiore allo stipendio cui aveva graziosamente rinunciato – e non parleremo qui del fatto che la sua corte si trovava così a prendere decisioni cruciali per le molteplici attività economiche del Podestà che era anche Mercante.

Le croniche del mese di marzo narrano anche di un Consiglio comunale che non si riuniva più dal 23 febbraio, a causa dei troppi impegni del Podestà partito in vacanza in Brasile, con il risultato che alla seduta convocata per il dì 30 marzo alle ore tre pomeridiane (ore 15, in volgo anglosassone) risultavano la bellezza di 83 punti all’ordine del giorno, senza contare una selva di interrogazioni rimaste ahinoi senza risposta nonostante fossero da tempo scaduti i termini:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=cal_e_464+Venezia%2C+27+marzo+2017

Per ricostruire i molteplici impegni del Podestà in quel mese di marzo, gli esegeti contemporanei possono fortunatamente ricorrere a moderne diavolerie chiamate “twitter” e “facebook”, di cui il Podestà e la sua corte erano particolarmente ghiotti. Quella che segue è una ricostruzione assolutamente parziale, il cui unico scopo è dar conto della soverchiante mole di lavoro affrontata da  colui che simultaneamente reggeva le sorti del Comune di Venezia e della Città Metropolitana di Venezia.

Dal 2 al 5 marzo: reduce dalle fatiche del carnevale appena concluso, il Podestà dimostra al Popolo e ai rosiconi che nulla può fiaccare la sua resistenza fisica, affrontando un periglioso viaggio nella località sciistica denominata Kreuzbergpass:

2-marzo-17-dove-sara-2

6-7 marzo: trasferta a Bruxelles per pronunciare un memorabile discorso di ben tre minuti al summit di “Eurocities”.

8 marzo: nessun segno tangibile della sua Divina presenza, ma nessuno di noi dubita della sua presenza in Città.

9 marzo: conferenza di presentazione del futuro sviluppo alberghiero dell’idroscalo delle Vignole, alla Borsa di Milano.

10 marzo, realizzazione di video promozionale con Red Ronnie.

11 e 12 marzo (sabato e domenica): ritiro spirituale nel villone di Mogliano (TV).

Dal 13 al 17 marzo: Colui che in quei giorni ci ha finalmente onorati della sua presenza lascerà ai posteri alcune pietre miliari quali: presenza al Premio Mestre di Pittura (13/3), conferenza stampa (14/3) e videointervista allo Schitto (15/3). Delibere di Giunta, progetti di delibera o altri segni tangibili di attività di governo: non pervenuti a questa redazione, ne chiediamo venia. In cambio abbiamo preso nota del suo pubblico impegno di creare un “blind trust”, che suona come primissima ammissione del rischio di confusione fra interessi pubblici e privati, finora negato ma ampiamente documentato dagli aneddoti pubblicati nelle “croniche” precedenti.

Blind Trust2.jpg

18 marzo: in trasferta a Mira per lanciare la campagna elettorale di una candidata Sindaca “amica”.

19 marzo: partenza per il Brasile, dove il novello Eroe dei Due Mondi coltiva cospicui interessi economici. Rientrerà in tempo per il Consiglio comunale del 30 marzo ??? Un Consiglio comunale che non si riunisce dal 23 febbraio..

Marin Starnudo non giudica, racconta e basta. Ai suo lettori lascia il giudizio sulla opportunità di percepire uno stipendio per un mese così trascorso: e difatti non verrà percepito dall’interessato, ma allora dov’è la liberalità? Nel fatto di poter dire “lavoro gratis, quindi faccio quel che mi pare?” Per le casse comunali, quello stipendio ci costa comunque come se il beneficiario lo percepisse, a meno che quella del fondo di solidarietà non sia una simpatica bufala. Se quel fondo esiste, chi lo gestisce e con quali criteri? Rispondere alla domanda permetterebbe di dissipare il dubbio.

Riassumendo: se l’importo corrispondente a tale stipendio (decurtato dalle imposte, che a quanto pare sono comunque dovute?) viene versato ad un fondo di solidarietà (e non solo “accantonato” da qualche parte, nelle pieghe del bilancio) a Marin Starnudo parrebbe cosa buona e giusta, e altrettanto giusto sarebbe conoscerne l’ammontare complessivo attuale e la destinazione finale (dato che comunque si tratta di soldi usciti dalle casse comunali).”Blind trust” anche per quello, e in tal caso chi lo amministra?

Siamo certi che, al suo ritorno dal Brasile, il Podestà vorrà pubblicamente soddisfare questa piccola curiosità, se non altro per corroborare le affermazioni rese in passato e la fama di Mecenate illuminato, prodigo e disinteressato che si è accuratamente cucito addosso: tanto accuratamente che nessuno ne dubita, ad eccezione di pochi scettici che sarà facile tacitare rendendo pubbliche le informazioni qui richieste.

Marin Starnudo, 28 marzo 17

Marin Starnudo è il nome d’arte collettivo di uno dei nostri gruppi tematici: quello sulla trasparenza amministrativa, che cerchiamo di affrontare in modo ironico, per non risultare eccessivamente noiosi. Il fatto che il Sindaco abbia deciso di privarsi del suo delegato alla trasparenza e all’anticorruzione, per ragioni non del tutto chiare,  rende purtroppo necessaria una qualche forma di supplenza provvisoria in funzione di antidoto agli abusi eventuali, di cui faremmo volentieri a meno perché altre sono le priorità a cui vorremmo poterci dedicare.

I diarii di Marin Starnudo, capitolo XV

Venezia, 30 gennaio 2017

Annunciato oggi in conferenza stampa il programma del Carnevale 2017. Come di consueto ci saranno anche il “volo dell’angelo” (a Venezia) e “il volo dell’asino” (a Mestre), di cui Marin Starnudo è in grado di pubblicare le prime immagini, in anteprima mondiale.

Al momento di andare in stampa dall’amico Gutenberg, il vostro Marin Starnudo non è in grado di precisare se le immagini si riferiscano al primo o al secondo.

fenicottero

L’unica certezza al momento riguarda la partecipazione all’evento di cormorani e fenicotteri rosa, già evocata dal Sindaco in carica nel corso dell’ultimo Consiglio comunale:

http://www.lastampa.it/2017/01/23/multimedia/italia/politica/al-posto-dei-turisti-i-nigeriani-la-boutade-del-sindaco-di-venezia-QqV7VSZlkJiPmJ61hUvuVL/pagina.html

Lettura consigliata per accertamenti e approfondimenti: l’Enciclopedia Trepellicani.

 

Benvenuti ad Atlantide!

I Diarii di Marin Starnudo, Capitolo Decimo Quarto (XIV°)

arpav-7-gennaio-17

Nonostante i 6 miliardi di euro già spesi, nulla hanno potuto le paratoie del MoSe:

inghiottita dalle onde dello tsunami ARPAV, Venezia è scomparsa dalla faccia della terra e dalla cartografia delle previsioni meteo. NdR questo non è un fotomontaggio, l’immagine è tratta dal sito ufficiale ARPAV alla voce: “temperature”.

L’Agenzia Regionale per l’Ambiente, non contenta del diniego opposto ai residenti che da anni chiedono di misurare la qualità dell’aria nei sestieri, ha probabilmente deciso di optare per una soluzione più radicale, sopprimendoli dalla cartografia ufficiale del freddo: “così la smetteranno di lamentarsi”, come riferiscono fonti ufficiose ma non confermate. “Se non ci sono più terre emerse in Laguna, la stazione di rilevamento diventa superflua: il problema dell’inquinamento ormai riguarda solo orate e branzini – e quelli non votano” – avrebbe aggiunto il portavoce ARPAV.

La telecronaca in diretta dell’evento:

Venezia, 7 gennaio 2017 ore 20.20

Il nostro inviato speciale riferisce che i 55.000 veneziani superstiti si sono rifugiati sulla torre del campanile di San Marco, dove la marangona sta suonando a distesa per avvertire muranesi, buranelli e chioggiotti dell’inedita e inaudita “acqua alta” che ha travolto le terre emerse da Rivo Alto a San Pietro di Castello.

Ore 20.21

Ultime notizie dalla Giudecca: al grido di “riprendiamoci lo Stucky”, gli indomiti isolani guidati dai cugini Barina e da Gualtiero Bertelli hanno preso possesso della piscina panoramica sul tetto dell’Hilton Molino Stucky e stanno dando fondo alle scorte di champagne cantando a squarciagola “Poveglia o morte”.

Ore 20.22
Due gemelle di 6 anni sono state salvate in extremis dalle onde aggrappandosi alla barba di Marco Borghi, che le ha tratte in salvo nuotando a stile libero fino a Villa Hériot.
Ore 20.25
Del Sindaco non si hanno più notizie: voci incontrollate lo segnalano al confine con la Svizzera travestito da soldato tedesco, ma la brigata 25 aprile è sulle sue tracce.
Ore 20.26
L’assessora al turismo Paola Mar (nomen omen) si è autoproclamata Sindaco della Nuova Atlantide e ha prontamente affidato ad una società specializzata in ricerche di mercato l’incarico di valutare il potenziale turistico della città sommersa, con le stime iniziali che parlano di un afflusso triplo o quadruplo di quello attuale; l’assessore al bilancio Michele Zuin ha annunciato che la tassa di soggiorno verrà sostituita da una tassa di immersione comprensiva di tuta da sub, mentre i plateatici verranno prontamente convertiti in piattaforme galleggianti con vista sul tetto del campanile di San Marco Atlantico, unico manufatto ancora visibile sopra il livello del mare. L’assessore al porto Simone Venturini dal canto suo dichiara che le grandi navi da crociera verranno riconvertite in sommergibili fucsia, e che i limiti di stazza verranno a questo punto aboliti non essendoci più quegli inutili canali a forma di esse immaginati solo per intralciare il traffico turistico.
Ore 21.05
Dalla terraferma  si sono finalmente mossi i primi soccorsi, con l’assessore Boraso alla guida di un trattore frangifrutti e l’assessora Zaccariotto a cavallo di una Harley Davidson guidata dal portaborse, accompagnata da 44 fotografi per immortalare la scena che la consegnerà alla Storia.
La Protezione civile a Striscia la Notizia sono state prontamente allertate da 25 aprile TV, che in anteprima mondiale ha diffuso la terribile notizia:
Copyright della Venezia che non c’è:
La vicenda della centralina che non c’è, sul Gazzettino di oggi:
7-gennaio-17-gazzettino

AAAAA Comune di Venezia cerca interpreti e traduttori

Con l’approvazione del bilancio 2017 da parte del Consiglio comunale, le spese di “cerimoniale” e quelle di comunicazione del Sindaco sono state triplicate.

Oggi 21 dicembre 2016 si apre quindi una nuova era della comunicazione “istituzionale”, in cui i Diari di Marin Starnudo (che a volte fanno da “controcanto” alla narrazione trionfalistica ufficiale) dovranno far fronte ad un’alluvione di propaganda assortita da gadgets vari (alla voce “cerimoniale”) e imparziale come potevano esserlo la Pravda e l’Istituto Luce negli anni trenta: “il Duce è la vera Luce”, ma per Brugnaro stanno ancora cercando la rima giusta dopo aver scartato “somaro”, “magliaro” e “bovaro” in quanto palesemente inadatte allo scopo.

Al contempo si aprono tuttavia nuove prospettive professionali per i giovani in cerca di occupazione. Abbiamo chiesto a Marin Starnudo di spiegarci perché e abbiamo fatto una scoperta interessante:

il Comune di Venezia si accinge ad assumere un’armata di interpreti e traduttori, e in questa pagina troverete qualche “trucco” utile per vincere il concorso, indetto al nobile scopo di rendere il Verbo del Sindaco comprensibile anche alla stampa italiana ed estera.

Le frasi da tradurre nella prova scritta spaziano da “Vegno a torte a casa” (le pasticcerie non c’entrano, attenti al tranello!) a “Te speto fora” passando da un delizioso “Va fora, cori, va via” pronunciato all’indirizzo di un consigliere comunale di opposizione, in data odierna.

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo XIII°

Ci fu un tempo in cui l’inclita Civitas Venetiarum per i suoi atti ufficiali si esprimeva in un latino perfetto, via via sostituito da una lingua neolatina consacrata da Dante e dal Petrarca. La popolazione a sua volta sviluppò una sua lingua molto vicina al latino a cui restò fedele ma con caratteristiche sue proprie e assolutamente originali: il veneziano.

Solo gli ignari e gli ignavi possono tuttavia pensare che a Venezia, nell’anno di grazia o di disgrazia 2016, la lingua ufficiale sia una di quelle sopra indicate: l’idioma dominante è l’inglese parlato dai turisti che ormai sovrastano la popolazione residente, ma non è di questi che stiamo parlando, e nemmeno della varianti dialettali di Cannaregio bassa e Cannaregio alta, Castello est e Castello ovest ove il “mi è piaciuto” può diventare “me ga piasso”, me ga piasto” o “me ga piasesto” a seconda delle origini giudecchine, muranesi o buranelle dell’interlocutore.

No, le croniche di Marin Starnudo si riferiscono alla lingua parlata nei Palazzi del Potere, là dove si decidono le sorti della città, e qual’è l’idioma utilizzato oggiogiorno nei Palazzi del Potere veneziani? Sicuramente non è l’italiano, e nemmeno il latino.

A beneficio dei giovani e delle giovani che vorranno cimentarsi con il concorso pubblico per l’assunzione di traduttori e interpreti, Marin Starnudo in anteprima assoluta vi offre il “manuale del traduttore”che – edito dalla libreria Toletta del vicepresidente del Consiglio comunale – costituirà il testo di riferimento per il Giurì di concorso, nominato dal Sindaco fra le persone di provata fede fucsia.

Dante

Il manuale del traduttore, ad uso del Consiglio comunale e del Consiglio metropolitano delle Città di Venezia, Zelarino e Chirignago

A sinistra, il testo originale da tradurre. A destra, la versione che andrà comunicata ai giornalisti. NB il sindaco dà sempre del tu a tutti, ma nella traduzione per la stampa si suggerisce il Lei che conferisce al Primo Cittadino una maggior parvenza di serietà.

“Va fora, cori, va via. Dentro quel cerveo c’è il nulla”. Traduzione: “la parola al capogruppo delle opposizioni, che illustrerà i suoi emendamenti nell’atrio di Ca’ Farsetti perché in aula non c’è posto, per le opposizioni”.

“Speta che te spiego”. Traduzione: l’emendamento è respinto, in quanto presentato dall’opposizione è sbagliato per definizione, e il discorso vale anche per le mozioni collegate. (Perché? E adesso no sta  farme perder tempo, ti xe come i putei sempre a chiedar “perché, perché”).

“Te speto fora” o “Vieni che ne parliamo fuori”(rivolto a uno studente che nel corso di un’assemblea pubblica aveva fatto una domanda sgradita). Traduzione: “La democrazia è partecipazione, il futuro è dei giovani come Lei e il Sindaco è orgoglioso di poter continuare codesta conversazione in un contesto più informale”.

“Vegno a torte a casa” (in piazza Ferretto, rivolto a chi gli ricordava le promesse elettorali tradite): “La democrazia è partecipazione. Mi rendo conto che le 9.000 firme raccolte per il ripristino di due Comuni distinti sono tante, è dunque mia intenzione venire casa per casa a ringraziare i firmatari e confermare gli impegni da me assunti e sottoscritti in campagna elettorale, che comprendevano quel referendum. A proposito, per gli omaggi alla Sua Signora preferisce fiori o torte”?

“Fora i schei”(rivolto a Elton John): “nel contesto attuale di bilancio che mi ha costretto a scelte dolorose come l’aumento delle mie spese di cerimoniale e il contestuale aumento della TARI pagata dai residenti, sarebbe cosa buona e giusta se un Grande Artista come Lei si facesse carico del problema organizzando ad esempio un concerto gratuito alla Misericordia per i dipendenti della Umana Spa e delle società collegate“.

Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora”. Traduzione: questo è un tavolo di consultazione democratico, il sindaco è stato democraticamente eletto e chiunque faccia domande scomode al sindaco non è un vero democratico, quindi è pregato di togliere il disturbo.

“Paiasso” (rivolto ad un celebre giornalista RAI, colpevole di non averlo intervistato): “ma lo sa che Lei ha uno spiccato e ammirevole senso dell’umorismo? Sono le persone come Lei che io ammiro ed invidio, essendone io totalmente sprovvisto”..

 NB tutte le frasi in grassetto sono state realmente pronunciate dal sindaco di Venezia in carica, nell’esercizio delle sue funzioni. Quanto a Marin Starnudo, se proprio ci tenete lo trovate anche su twitter:

Don Gigio Rodrigo e il referendum di iniziativa popolare

Etciù, etciù. In esclusiva mondiale, i diarii di Marin Starnudo presentanto le dichiarazioni di Don Gigio Rodrigo sul referendum per il ripristino di due Comuni autonomi (Venezia e Mestre):

 “Questa separazione non s’ha da fare, né domani, né mai”

DonGigioConsiglio comunale in corso, Marin Starnudo ha consultato la Sibilla cumana (ex compagna di liceo, al Foscarini) e il suo responso è stato:

“di Don Gigio ce n’è uno, tutti gli altri ne han 31.. e i Don Abbondio abbondano, in questo Consiglio comunale”.

 

Il gufo di Ca’ Farsetti e le bricole della tangenziale di Mestre

Etciù etciù: “Il futuro di questo Comune non è Venezia, è Mestre, dove c’è la gente che vive”.

Chi l’ha detto? Sicuramente qualcuno che non ama Venezia e non nutre speranze o progetti per il suo futuro. Sicuramente non qualcuno che è stato eletto a una carica pubblica per dare un futuro a Venezia, con il voto di molti veneziani. Se cosi fosse, Marin Starnudo suggerirebbe per lui una collocazione adeguata: fra le due colonne di San Marco e San Todaro, dove venivano giustiziati i traditori dello Stato.

P1000054Etciù etciù, credevamo a un colpo di sole ma se i quotidiani in edicola ieri riportavano quella frase fra virgolette, qualcuno l’avrà ben pronunciata, alla faccia di chi a Venezia ci vive e intende continuare a viverci.

Fonti attendibili riferiscono che a pronunciarla sia stato un autorevole inquilino di Ca’ Farsetti (forse scambiata per “casa delle farse”) nell’inedito ruolo del gufo con fascia tricolore. La farsa raggiunge il suo culmine se si considera che il medesimo personaggio rivendica per sè le competenze del Magistrato alle Acque di Venezia in materia di bricole e polizia lagunare.

Nel caso in cui la circostanza risultasse vera, Marin Starnudo è in grado di anticiparvi le prossime mosse dell’usurpatore che si fregia del titolo di “sindaco di Venezia”:

  1. Le bricole che attualmente necessitano di manutenzione verranno prontamente trasferite sulla tangenziale di Mestre come elemento decorativo;
  2. Le bricole in buono stato verranno tresferite nella sua villa di Mogliano Veneto (TV) per allietare la prossima festa di compleanno.
  3. la polizia lagunare verrà prontamente trasferita a Mestre in Piazza Barche, da dove pattuglierà il traffico acqueo in quel che resta del Marzenego.

bricoleMarin Starnudo

Le interviste di Marin Starnudo: #Tresse, il taglio come lo vuole?

“Il progetto scelto dai cittadini veneziani” – recita la mozione approvata ieri dal Consiglio comunale – peccato che i cittadini veneziani non l’abbiano mai visto, e che nemmeno su internet se ne trovi traccia!

Marin Starnudo ha quindi deciso che l’unico modo per saperne qualcosa è intervistare i consiglieri comunali della maggioranza che ieri l’hanno approvato con slancio e senza approfondimenti di alcun tipo (nemmeno un passaggio in commissione consiliare) – il che significa che loro almeno sanno di cosa si tratta, anche se il testo del progetto di scavo non era disponibile in aula al momento del voto.

Per motivi di privacy, i consiglieri intervistati ci hanno chiesto di non essere citati per nome, cognome o soranome; ci atterremo quindi scrupolosamente al loro desiderio.

Domanda al Consigliere comunale n°1 (Lega Nord): “Lei ha votato il taglio delle Tresse, ieri. Cosa può dirci del progetto, visto che NON è stato nemmeno distribuito in aula?”

Risposta: “il taglio delle Tresse, lo go votà perché xe ora de dirghe BASTA ai capelloni, BASTA al degrado, BASTA alle treccine rasta ai libri gender ai radical chic e basta col reggae”!

Proviamo col prossimo saremo più fortunati?

Skardy-Fahrenheit-4511Consigliera comunale n° 2, in quota Forza Italia: “Consigliera, cosa sa dirci del progetto di scavo che avete votato ieri? Lei lo ha letto?”

Risposta: “mi? e ci mancherebbe altro, le mozioni xe come i baci Perugina: vanno comprate a scatola chiusa, il messaggio a sorpresa che ogni bacio contiene va assaporato col cioccolatino, e se i consiglieri comunali ne conoscessero in anticipo il contenuto, che mozioni sarebbero? Noi non votiamo mozioni, noi regaliamo emozioni: pensi alle cure termali per la popolazione anziana, coi fanghi delle Tresse“!

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Consigliere comunale n°3, lista Brugnaro: “Consigliere, perché ha votato quella mozione? Lo sa che comporta grandi scavi e il taglio di un’isola piena di fanghi tossici, chiamata “Tresse”?

Risposta: “Mi ghe sboro, io Venezia la odio

Domanda: “Ci dica, e perché odia Venessia“?

Risposta: “perché Venessia fa schifo”!

Credits: https://www.youtube.com/watch?v=Ria-rbE9qTE

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Consigliere comunale n° 4, lista SS (“Schei, Schei”). Domanda: “Consigliere, con Lei almeno siamo certi che una mozione così importante è stata preceduta da un’analisi costi-benefici: Allora, quali sono i costi del progetto e quanti soldi portano a Venezia queste Grandi Navi supplementari”?

Risposta: “e chi se ne frega di quanti soldi portano a Venezia, al mio partito interessa sapere quanti ne portano A ME, e a la mi famegia. Ma lei lo sa che mi hanno appena regalato un posto sulla crociera della Reyer? Si rende conto? A la mi muger ghe piase tanto, e cussì i me fa sentir importante“!

bacio3Consigliere comunale n° 5. Domanda: “ma questo canale delle Tresse che avete votato ieri, in quale parte della Laguna si trova?

Risposta: “canale? perché mi parla di canali? Gigio lo ga dito chiaro e tondo, che non si scavano nuovi canali. Non è un canale, è un’autostrada. Mi scusi ma mi so de Zelarin e vivo a Marcon, gera ora che completasse la tangenziale di Mestre, col taglio delle Tresse!“.

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Consigliere comunale di maggioranza n° 6: area cattolica integralista. La risposta precede la domanda: “Anale dee Tresse? Anale, perché mi parla di “anale”? sarà mica gay anche Lei come tutti i giornalisti? Guardi che io vado solo con i transessuali, e li pago anche bene“. Fine intervista.

Consigliere di maggioranza n°7: “Mi no rilassio dichiarasioni a nissuni. Go votà perché lo ga dito el Parón e adesso mi scusi, devo tornare a cuccia”.

 

Per la cronaca, la mozione sbucata dal nulla e approvata dal Consiglio comunale ieri è stata pubblicata qui:

https://gruppo25aprile.org/2016/04/29/etciu-etciu-la-democrazia-al-macello-delle-tresse/

Post Scriptum, per chi non ha seguito le puntate precedenti.

L’idea di tagliare in due un’isola per piegare la Laguna alle esigenze delle Grandi Navi, votata ieri a maggioranza dal Consiglio comunale, non era mai stata evocata in campagna elettorale, e nemmeno nelle rassicuranti dichiarazioni rese del Sindaco neoeletto alla RAI (dal 22° al 32° minuto, intervista di Carla Marzocchi):

1) “Non è una grande opera” 2) “il canale c’è già, non serve fare nuovi canali“; 3) “non c’è da scavare, c’è da risistemare” (lo diceva intorno al 25° minuto):

http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-f4dad304-2af7-40b7-a7d5-3685d194b01e.html

NB l’intervista di Carla Manzocchi è vera ed autentica, diversamente dalle altre 6 qui pubblicate 🙂

Per le foto pubblicate più sopra, ringraziamo Sir Oliver Skardy (Pitura Freska) e la Perugina (per gli omonimi baci).

 

 

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