Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#Etciù! I diarii di Marin Starnudo”

Zucchero amaro per Piazza San Marco

Come possono 80 mila euro svanire nel nulla?

Parliamo della cifra citata dai giornali come “donazione” di Zucchero al Comune che a lui e soltanto a lui ha permesso di organizzare due serate in piazza San Marco, con un incasso lordo stimabile in 1.400.000 euro circa a beneficio degli organizzatori.

Gli annunci trionfali di quei giorni sono rimasti nella memoria di tutti, e il “regalo” dell’artista voluto dal sindaco in persona meritava un approfondimento: dovere civico di gratitudine, visto che saremmo noi i beneficiari di quella liberalità.

Se siamo in grado di rendere pubblici i contenuti di un contratto che al punto 7 contiene una rigida clausola di riservatezza (valida per 5 anni, chissà perché) è grazie all’istanza di accesso agli atti del consigliere comunale Davide Scano (M5S) che li ha oggi rivelati nel corso di un’affollata conferenza stampa. La consultazione dei documenti strappa qualche risata amara, ma andiamo per ordine:

  1. Il 3 maggio 2018 la società F&P Group SrL indirizza al Sindaco di Venezia una lettera con cui chiede “la disponibilità di Piazza San Marco per un evento che vede coinvolto l’Artista Zucchero (NdR A maiuscola!) che ha espresso il grande desiderio di poter effettuare un suo concerto (NdR e a chi non piacerebbe?) come segno di legame con la città di Venezia, avendo scelto la città di Venezia come uno dei luoghi di sua residenza (NdR quindi comprandosi una terza o quarta casa, e allora? Qualche anno prima Elton John, che già si era comprato casa in Laguna, si era invece esibito gratuitamente nella stessa Piazza destinando i ricavi netti alle casse comunali per opere di conservazione e restauri);
  2. Precisiamo subito che in questa medesima lettera si trova in effetti la generosa offerta di cui tutti i giornali hanno poi parlato (anche se la cifra non corrisponde, ma su questo ritorneremo fra poco), espressa in questi termini: “Nell’ottica di lasciare un segno tangibile alla città, ci impegniamo fin d’ora a versare, come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco, la cifra di 60.000 euro secondo modalità che verranno concordate” (il grassetto è nostro, segnatevi bene queste parole per confrontarle con quanto poi accaduto).
  3. Con nota del 29 giugno (a 4 giorni dal concerto !!!) il Comune di Venezia conferisce mandato alla partecipata VeLa (amministratore unico: Piero Rosa Salva) di procedere alla contrattualizzazione dell’evento secondo quanto proposto da F&P” e VeLa invece che fa?
  4. F&P aveva proposto 60.000 euro netti “come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco”, ma VeLa la pensa diversamente e interpreta il mandato a modo suo: all’articolo 5 del contratto i 60.000 euro vengono incamerati direttamente da VeLa “a fronte della consulenza tecnica e amministrativa” di cui all’articolo 2, in cui VeLa si impegna a “coordinare la predisposizione della documentazione necessaria” per l’ottenimento di tutti i numerosi permessi richiesti in questi casi (a 4 giorni dall’evento, con un sabato e una domenica in mezzo? Un tale miracolo da compiere in due giorni lavorativi merita sicuramente un premio di produzione!) Pazienza per Piazza San Marco, conservazione e restauro sono completamente spariti nel contratto sottoscritto dalle parti. E i 60.000 euro allora che fine faranno?
  5. All’articolo 2 VeLa garantisce la “messa a disposizione di 20 spazi pubblicitari 70×100 presso il circuito di imbarcaderi ACTV”, e all’articolo 5 viene stabilito che “il corrispettivo sarà inclusivo dei canoni COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) e CIMP (Canone Installazione Mezzi Pubblicitari) per lo svolgimento della manifestazione. Gli unici soldi che affluiranno nelle casse comunali sono questi, ma sono soldi dovuti e non un atto di liberalità – anzi sono un grosso “sconto” rispetto ai 60.000 euro netti che erano stati spontaneamente offerti dalla F&P, dato che adesso invece vengono sottratti a quella cifra: quelli erano netti e si aggiungevano a quanto dovuto in virtù dei regolamenti in vigore su COSAP e occupazione di suolo pubblico. 
  6. Uno sconto in cambio di cosa, e perché 60.000 (lordi) invece degli 80.000 (netti) trionfalmente citati dal Sindaco? A rileggere il Gazzettino del 5 luglio vien da sorridere: “HA PAGATO TUTTO LUI E HA DATO 80MILA EURO ALLA PIAZZA”! E se la realtà dei fatti fosse invece diversa cosa dovremmo pensare? Chi ha mentito a chi?
  7. Una possibile risposta, ben nascosta nelle pieghe del contratto e ben protetta dalla clausola di riservatezza, la troviamo nell’ultimo capoverso dell’articolo 3, con cui F&P “si impegna a fornire a VeLa a titolo gratuito, 100 biglietti per ciascuno dei concerti programmati per il 3 e il 4 luglio“: in totale, 200 biglietti gratuiti il cui controvalore corrisponde grosso modo alla differenza fra i 60 mila e gli 80 mila euro citati dai giornali. Liberalità questa sì, ma a beneficio di chi? Trattenendo a fatica le risate (amare) che nascono spontanee dal confronto fra la versione ufficiale della propaganda e la realtà documentale di cui abbiamo potuto prendere visione grazie al consigliere comunale Davide Scano, abbiamo chiesto al comune amico Marin Starnudo di riassumere in qualche riga la vera storia del “regalo” e dei suoi beneficiari:

Venezia 29 giugno 2018. C’era una volta un privato che offriva 60.000 euro netti come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco in cambio della possibilità (da tutti agognata) di potersi produrre nella piazza più bella del mondo, con incassi e ritorno di immagine largamente superiori. In un normale negoziato la controparte cosa farebbe? Rilancerebbe o chiederebbe di più (alla Red Bull per poter girare un semplice video di pochi minuti sono stati chiesti 200.000 euro). In questo caso no: una donazione di 60.000 euro per conservazione e restauro si trasforma magicamente, nel giro di poche ore, nel corrispettivo di una “consulenza” comprensiva di COSAP e spazi pubblicitari, il cui importo al netto di quanto sopra verrà trattenuto da una partecipata comunale (per pagare premi di produzione ai dirigenti messi a dura prova da tanto stress?) anziché essere versata nelle casse comunali come tutti si aspettavano alla luce dei roboanti annunci ufficiali (che peraltro parlavano di 70/80.000 euro).

I conti non tornano e nemmeno i marchesi. Quando la realtà supera la fantasia, neanche i Diarii di Marin Starnudo riescono a stare al passo..

..per fargli ritrovare il sorriso, parliamo pure dei biglietti omaggio da 200 euro (unico “regalo” accertato allo stato attuale degli atti) e ricorriamo anche ad una seconda istanza di accesso agli atti, opera della consigliera comunale Sara Visman (M5S anche lei). Grazie a testimonianze oculari, Marin Starnudo aveva già riferito degli assessori “avvistati” a bordo di un motoscafo di servizio che li aveva scarrozzati non già alla “prima” (su quella chiuderemo un occhio) ma alla seconda serata in cui di “istituzionale” non c’era proprio nulla. L’accesso agli atti ha permesso di confermare la circostanza con tanto di nomi e cognomi (anche se sul quaderno di bordo appare un “e altri” che lascia immaginare una comitiva particolarmente numerosa).

Grazie a questa seconda istanza di accesso agli atti, Marin Starnudo tira un sospiro di sollievo ed è lieto ad annunciare che:

SI, un regalo  in effetti c’è stato. A beneficiarne sono stati gli Illustrissimi assessori che oltre a ricevere i biglietti omaggio per la poltronissima hanno anche potuto contare sul motoscafo di servizio (andata e ritorno) forse per paura di perdersi (ahinoi non ce n’è uno di loro che viva a Venezia) nel tragitto da Piazzale Roma a Piazza San Marco. Benché provvisti di abbonamento gratuito ai mezzi pubblici, hanno preferito la “barca blu”, per un evento che di istituzionale aveva ben poco.

Gli 80 mila euro di contributo ai restauri di Piazza San Marco? Dimenticati, come tante promesse elettorali – e non è colpa di chi aveva offerto la cifra ma di chi l’ha “dirottata” altrove, coprendo il tutto con una clausola di riservatezza.

 

AAAAA Assessori e segretari alla ricerca di Piazza san Marco

“Come ci arrivo a Piazza san Marco”? “How can I reach Piazza san Marco”? Chi di noi non si è mai sentito rivolgere questa domanda, a Venezia? Lo scenario più frequente ormai è quello del turista che la rivolge ad altro turista, in assenza di residenti che purtroppo sono sempre più rari, ma quello che verrà qui trattato è un caso inedito perché riguarda alcuni assessori in carica, come racconta Marin Starnudo nei suoi Diarii, in quello che verrà consegnato agli Annali come :

Capitolo Decimosettimo (XVII°)   

Piazza San Marco cercasi

Venezia, 4 luglio 2018 ore 20.00

Avvistamento numero uno:

Piazzale Roma, folla di assessori in carica e segretari al seguito, probabilmente ignari dell’esistenza di mezzi pubblici (ACTV) e per nulla disposti a sporcarsi le scarpe per raggiungere l’unica Piazza con questo nome a Venezia, o forse incapaci di raggiungerla a piedi. Al quadretto bucolico mancava solo un “How can I reach Piazza san Marco”?

Gli Illustrissimi si aggiravano con aria sperduta in piazzale Roma, finché una mano provvidenziale dal Cielo o dal Mare apparve in loro soccorso: il motoscafo di servizio che a spese del contribuente viene utilizzato dalle Alte Cariche (e solo quelle) per gli spostamenti dovuti a motivi istituzionali.

Quel periglioso periplo, che ai loro occhi era forse degno di Indiana Jones alla ricerca dell’Arca Perduta, si trasformava quindi in una serenissima scampagnata a bordo del mezzo la cui targa riconduce senza ombra di dubbio al suo legittimo proprietario: il Comune di Venezia.

Incuriosito dalla calca creatasi sulla novella arca di Noé, Marin Starnudo decise dunque di seguirne il percorso sperando di ricavarne almeno uno “scoop”: erano forse costoro diretti ad un “summit” fra Papa Alessandro III e Federico di Hoenstauffen detto il Barbarossa? Una seduta straordinaria e notturna (ergo segretissima) del Gran Consiglio? Un nuovo vertice a Palazzo Ducale con gli imprenditori cinesi che ormai sono di casa?

La destinazione del viaggio in effetti era proprio Piazza San Marco, e lo sbarco degli Illustrissimi puntualmente avveniva all’altezza del Todaro.

Il mistero si infittiva, e meritava un supplemento di indagine, che veniva affidato per l’appunto al fedele San Teodoro, primo protettore della città. Dall’alto della colonna che da secoli ormai è la sua casa, a San Todaro non sfugge nulla e fu cosí che:

Venezia 5 luglio ore 00.10

Avvistamento numero due:

il medesimo motoscafo di servizio, precettato per l’occasione, imbarcava gli illustrissimi all’altezza del Todaro dirigendosi poi verso Piazzale Roma. Quale non fu la delusione del venerando San Todaro e del servo vostro Marin Starnudo quando, come confermato anche da altre testimonianze (numerose quanto precise e concordanti), la natura “istituzionale” del periglioso viaggio  apparve chiara a tutti nella sua fanciullesca innocenza:

altro che “scoop”, che delusione!

Etciù etciù, il motivo istituzionale del periglioso viaggio che aveva mobilitato un motoscafo di servizio dalle ore 20 all’una di notte era questo:

I Diarii di Marin Starnudo, liberamente ispirati a quelli del più celebre Marin Sanudo, sono consultabili seguendo questo link:

https://gruppo25aprile.org/category/etciu-i-diarii-di-marin-starnudo/

Fiducia tradita, fiducia perduta

Con il rinvio al 2019 del dossier “Venezia”, deciso senza nemmeno una discussione, come se fosse una noiosa pratica da nascondere in fondo a un cassetto, l’UNESCO ha tradito la nostra fiducia.

Non vogliamo nemmeno entrare nel merito delle motivazioni risibili del rinvio, perché rischieremmo di offendere qualcuno. La nostra risposta come gruppo l’abbiamo già data, domenica 2 luglio, davanti a quel palazzo di cui siamo NOI a pagare le bollette:

P1000128.JPGNella foto: Palazzo Zorzi, sede veneziana UNESCO

Per chi volesse approfondire:

#Etciù! Il Sindaco Brugnaro ringrazia

I diarii di Marin Starnudo, edizione straordinaria.

Alla notizia dell’esito del referendum con cui i i dipendenti comunali hanno respinto al mittente con il 98,5% dei voti un’intesa negoziata dal Sindaco con un’unica sigla sindacale sconosciuta ai più, presentandosi in massa alle urne e bocciandola con 2.285 voti a 33 (tasso di partecipazione al voto: 77% degli aventi diritto) il sindaco medesimo ha cosí reagito:

Nell’ANSIA di ribadire l’inedito concetto secondo cui quello che conta è il non-voto della minoranza che non ha votato, il sindaco ha arrotondato a mille il numero dei non votanti, che è in realtà inferiore di qualche centinaio di unità, ma cosa importa: quello che conta è la forza persuasiva del ragionamento.

In anteprima assoluta, Marin Starnudo prova a indovinare i prossimi lanci di agenzia, facilmente rintracciabili grazie all’utilizzo degli hashtag #ringrazia e #referendum:

ANSIA 17.40 il Sindaco Luigi Brugnaro #ringrazia gli italiani che non hanno votato nel #referendum del 1946 e chiede il conseguente ripristino della Monarchia. Scavo del Vittorio Emanuele primo passo per ripristinare la Verità del Fatti. Entro il 2020 partirà anche lo scavo del canale Umberto II°, in attesa del raccordo anulare Portosecco – Burano che porterà il nome di “Luigi Primo”.

ANSIA 17.55 il sindaco Luigi Brugnaro #ringrazia gli italiani che nel 1987 non hanno votato il #referendum sul nucleare e comunica la conseguente apertura di una centrale nucleare al centro dell’isola di Poveglia – smentendo sdegnosamente le voci che parlano di una sua possibile ripicca per la mancata assegnazione dell’isola a sè medesimo, in occasione del celebre bando.

ANSIA 18.05 il sindaco Luigi Brugnaro #ringrazia gli italiani che NON hanno votato il #referendum sul divorzio del 1974 e comunica il conseguente annullamento dell’assegno di divorzio di Veronica Lario. Il cav. Silvio Berlusconi #ringrazia Luigi Brugnaro e lo designa come suo legittimo erede alla guida di Forza Italia, nel frattempo ribattezzata “Fucsia Italia”.

ANSIA 18.06 il sindaco Luigi Brugnaro #ringrazia gli italiani che NON hanno votato il #referendum sull’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti e ne comunica il ripristino immediato limitatamente ai partiti che rispondono a due requisiti: 1) essere guidati da un leader che possieda almeno una squadra di basket; 2) avere già perso le elezioni in due collegi elettorali a scelta fra Chioggia e Mira.

Marzo 17: croniche di un Podestà e del suo fondo di solidarietà

Narrano le croniche del XXI° secolo di un Podestà talmente ricco da “rinunciare allo stipendio” per devolverlo ad un “fondo di solidarietà” (risparmio per il contribuente: zero ducati, dato che quei soldi venivano comunque prelevati dalle casse comunali) e narrano anche che il fondo fosse talmente profondo da non poterne scorgere alcuna attività in favore dei più demuniti o dei diseredati, dei mendicanti o dei “senza più tetto” che (al ritmo di 6 sfratti esecutivi al giorno) venivano  messi sulla strada dalla forza pubblica nel ridente Comune da lui amministrato.

Narrano i giornali quotidiani dell’epoca che il medesimo Podestà si prodigava in sforzi sovrumani per il bene comune, tanto da lavorare “18 ore al giorno” (le fonti agiografiche oscillano fra le 16 e le 18 ore diurne, a seconda delle dichiarazioni rese di volta in volta dall’interessato) senza altra ricompensa che non fosse la gratitudine dei sudditi, unita alla possibilità di piazzare tutta la sua corte ai vertici dell’amministrazione comunale e delle società partecipate, a spese del contribuente, per un importo complessivo di gran lunga superiore allo stipendio cui aveva graziosamente rinunciato – e non parleremo qui del fatto che la sua corte si trovava così a prendere decisioni cruciali per le molteplici attività economiche del Podestà che era anche Mercante.

Le croniche del mese di marzo narrano anche di un Consiglio comunale che non si riuniva più dal 23 febbraio, a causa dei troppi impegni del Podestà partito in vacanza in Brasile, con il risultato che alla seduta convocata per il dì 30 marzo alle ore tre pomeridiane (ore 15, in volgo anglosassone) risultavano la bellezza di 83 punti all’ordine del giorno, senza contare una selva di interrogazioni rimaste ahinoi senza risposta nonostante fossero da tempo scaduti i termini:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=cal_e_464+Venezia%2C+27+marzo+2017

Per ricostruire i molteplici impegni del Podestà in quel mese di marzo, gli esegeti contemporanei possono fortunatamente ricorrere a moderne diavolerie chiamate “twitter” e “facebook”, di cui il Podestà e la sua corte erano particolarmente ghiotti. Quella che segue è una ricostruzione assolutamente parziale, il cui unico scopo è dar conto della soverchiante mole di lavoro affrontata da  colui che simultaneamente reggeva le sorti del Comune di Venezia e della Città Metropolitana di Venezia.

Dal 2 al 5 marzo: reduce dalle fatiche del carnevale appena concluso, il Podestà dimostra al Popolo e ai rosiconi che nulla può fiaccare la sua resistenza fisica, affrontando un periglioso viaggio nella località sciistica denominata Kreuzbergpass:

2-marzo-17-dove-sara-2

6-7 marzo: trasferta a Bruxelles per pronunciare un memorabile discorso di ben tre minuti al summit di “Eurocities”.

8 marzo: nessun segno tangibile della sua Divina presenza, ma nessuno di noi dubita della sua presenza in Città.

9 marzo: conferenza di presentazione del futuro sviluppo alberghiero dell’idroscalo delle Vignole, alla Borsa di Milano.

10 marzo, realizzazione di video promozionale con Red Ronnie.

11 e 12 marzo (sabato e domenica): ritiro spirituale nel villone di Mogliano (TV).

Dal 13 al 17 marzo: Colui che in quei giorni ci ha finalmente onorati della sua presenza lascerà ai posteri alcune pietre miliari quali: presenza al Premio Mestre di Pittura (13/3), conferenza stampa (14/3) e videointervista allo Schitto (15/3). Delibere di Giunta, progetti di delibera o altri segni tangibili di attività di governo: non pervenuti a questa redazione, ne chiediamo venia. In cambio abbiamo preso nota del suo pubblico impegno di creare un “blind trust”, che suona come primissima ammissione del rischio di confusione fra interessi pubblici e privati, finora negato ma ampiamente documentato dagli aneddoti pubblicati nelle “croniche” precedenti.

Blind Trust2.jpg

18 marzo: in trasferta a Mira per lanciare la campagna elettorale di una candidata Sindaca “amica”.

19 marzo: partenza per il Brasile, dove il novello Eroe dei Due Mondi coltiva cospicui interessi economici. Rientrerà in tempo per il Consiglio comunale del 30 marzo ??? Un Consiglio comunale che non si riunisce dal 23 febbraio..

Marin Starnudo non giudica, racconta e basta. Ai suo lettori lascia il giudizio sulla opportunità di percepire uno stipendio per un mese così trascorso: e difatti non verrà percepito dall’interessato, ma allora dov’è la liberalità? Nel fatto di poter dire “lavoro gratis, quindi faccio quel che mi pare?” Per le casse comunali, quello stipendio ci costa comunque come se il beneficiario lo percepisse, a meno che quella del fondo di solidarietà non sia una simpatica bufala. Se quel fondo esiste, chi lo gestisce e con quali criteri? Rispondere alla domanda permetterebbe di dissipare il dubbio.

Riassumendo: se l’importo corrispondente a tale stipendio (decurtato dalle imposte, che a quanto pare sono comunque dovute?) viene versato ad un fondo di solidarietà (e non solo “accantonato” da qualche parte, nelle pieghe del bilancio) a Marin Starnudo parrebbe cosa buona e giusta, e altrettanto giusto sarebbe conoscerne l’ammontare complessivo attuale e la destinazione finale (dato che comunque si tratta di soldi usciti dalle casse comunali).”Blind trust” anche per quello, e in tal caso chi lo amministra?

Siamo certi che, al suo ritorno dal Brasile, il Podestà vorrà pubblicamente soddisfare questa piccola curiosità, se non altro per corroborare le affermazioni rese in passato e la fama di Mecenate illuminato, prodigo e disinteressato che si è accuratamente cucito addosso: tanto accuratamente che nessuno ne dubita, ad eccezione di pochi scettici che sarà facile tacitare rendendo pubbliche le informazioni qui richieste.

Marin Starnudo, 28 marzo 17

Marin Starnudo è il nome d’arte collettivo di uno dei nostri gruppi tematici: quello sulla trasparenza amministrativa, che cerchiamo di affrontare in modo ironico, per non risultare eccessivamente noiosi. Il fatto che il Sindaco abbia deciso di privarsi del suo delegato alla trasparenza e all’anticorruzione, per ragioni non del tutto chiare,  rende purtroppo necessaria una qualche forma di supplenza provvisoria in funzione di antidoto agli abusi eventuali, di cui faremmo volentieri a meno perché altre sono le priorità a cui vorremmo poterci dedicare.

I diarii di Marin Starnudo, capitolo XV

Venezia, 30 gennaio 2017

Annunciato oggi in conferenza stampa il programma del Carnevale 2017. Come di consueto ci saranno anche il “volo dell’angelo” (a Venezia) e “il volo dell’asino” (a Mestre), di cui Marin Starnudo è in grado di pubblicare le prime immagini, in anteprima mondiale.

Al momento di andare in stampa dall’amico Gutenberg, il vostro Marin Starnudo non è in grado di precisare se le immagini si riferiscano al primo o al secondo.

fenicottero

L’unica certezza al momento riguarda la partecipazione all’evento di cormorani e fenicotteri rosa, già evocata dal Sindaco in carica nel corso dell’ultimo Consiglio comunale:

http://www.lastampa.it/2017/01/23/multimedia/italia/politica/al-posto-dei-turisti-i-nigeriani-la-boutade-del-sindaco-di-venezia-QqV7VSZlkJiPmJ61hUvuVL/pagina.html

Lettura consigliata per accertamenti e approfondimenti: l’Enciclopedia Trepellicani.

 

Benvenuti ad Atlantide!

I Diarii di Marin Starnudo, Capitolo Decimo Quarto (XIV°)

arpav-7-gennaio-17

Nonostante i 6 miliardi di euro già spesi, nulla hanno potuto le paratoie del MoSe:

inghiottita dalle onde dello tsunami ARPAV, Venezia è scomparsa dalla faccia della terra e dalla cartografia delle previsioni meteo. NdR questo non è un fotomontaggio, l’immagine è tratta dal sito ufficiale ARPAV alla voce: “temperature”.

L’Agenzia Regionale per l’Ambiente, non contenta del diniego opposto ai residenti che da anni chiedono di misurare la qualità dell’aria nei sestieri, ha probabilmente deciso di optare per una soluzione più radicale, sopprimendoli dalla cartografia ufficiale del freddo: “così la smetteranno di lamentarsi”, come riferiscono fonti ufficiose ma non confermate. “Se non ci sono più terre emerse in Laguna, la stazione di rilevamento diventa superflua: il problema dell’inquinamento ormai riguarda solo orate e branzini – e quelli non votano” – avrebbe aggiunto il portavoce ARPAV.

La telecronaca in diretta dell’evento:

Venezia, 7 gennaio 2017 ore 20.20

Il nostro inviato speciale riferisce che i 55.000 veneziani superstiti si sono rifugiati sulla torre del campanile di San Marco, dove la marangona sta suonando a distesa per avvertire muranesi, buranelli e chioggiotti dell’inedita e inaudita “acqua alta” che ha travolto le terre emerse da Rivo Alto a San Pietro di Castello.

Ore 20.21

Ultime notizie dalla Giudecca: al grido di “riprendiamoci lo Stucky”, gli indomiti isolani guidati dai cugini Barina e da Gualtiero Bertelli hanno preso possesso della piscina panoramica sul tetto dell’Hilton Molino Stucky e stanno dando fondo alle scorte di champagne cantando a squarciagola “Poveglia o morte”.

Ore 20.22
Due gemelle di 6 anni sono state salvate in extremis dalle onde aggrappandosi alla barba di Marco Borghi, che le ha tratte in salvo nuotando a stile libero fino a Villa Hériot.
Ore 20.25
Del Sindaco non si hanno più notizie: voci incontrollate lo segnalano al confine con la Svizzera travestito da soldato tedesco, ma la brigata 25 aprile è sulle sue tracce.
Ore 20.26
L’assessora al turismo Paola Mar (nomen omen) si è autoproclamata Sindaco della Nuova Atlantide e ha prontamente affidato ad una società specializzata in ricerche di mercato l’incarico di valutare il potenziale turistico della città sommersa, con le stime iniziali che parlano di un afflusso triplo o quadruplo di quello attuale; l’assessore al bilancio Michele Zuin ha annunciato che la tassa di soggiorno verrà sostituita da una tassa di immersione comprensiva di tuta da sub, mentre i plateatici verranno prontamente convertiti in piattaforme galleggianti con vista sul tetto del campanile di San Marco Atlantico, unico manufatto ancora visibile sopra il livello del mare. L’assessore al porto Simone Venturini dal canto suo dichiara che le grandi navi da crociera verranno riconvertite in sommergibili fucsia, e che i limiti di stazza verranno a questo punto aboliti non essendoci più quegli inutili canali a forma di esse immaginati solo per intralciare il traffico turistico.
Ore 21.05
Dalla terraferma  si sono finalmente mossi i primi soccorsi, con l’assessore Boraso alla guida di un trattore frangifrutti e l’assessora Zaccariotto a cavallo di una Harley Davidson guidata dal portaborse, accompagnata da 44 fotografi per immortalare la scena che la consegnerà alla Storia.
La Protezione civile a Striscia la Notizia sono state prontamente allertate da 25 aprile TV, che in anteprima mondiale ha diffuso la terribile notizia:
Copyright della Venezia che non c’è:
La vicenda della centralina che non c’è, sul Gazzettino di oggi:
7-gennaio-17-gazzettino

AAAAA Comune di Venezia cerca interpreti e traduttori

Con l’approvazione del bilancio 2017 da parte del Consiglio comunale, le spese di “cerimoniale” e quelle di comunicazione del Sindaco sono state triplicate.

Oggi 21 dicembre 2016 si apre quindi una nuova era della comunicazione “istituzionale”, in cui i Diari di Marin Starnudo (che a volte fanno da “controcanto” alla narrazione trionfalistica ufficiale) dovranno far fronte ad un’alluvione di propaganda assortita da gadgets vari (alla voce “cerimoniale”) e imparziale come potevano esserlo la Pravda e l’Istituto Luce negli anni trenta: “il Duce è la vera Luce”, ma per Brugnaro stanno ancora cercando la rima giusta dopo aver scartato “somaro”, “magliaro” e “bovaro” in quanto palesemente inadatte allo scopo.

Al contempo si aprono tuttavia nuove prospettive professionali per i giovani in cerca di occupazione. Abbiamo chiesto a Marin Starnudo di spiegarci perché e abbiamo fatto una scoperta interessante:

il Comune di Venezia si accinge ad assumere un’armata di interpreti e traduttori, e in questa pagina troverete qualche “trucco” utile per vincere il concorso, indetto al nobile scopo di rendere il Verbo del Sindaco comprensibile anche alla stampa italiana ed estera.

Le frasi da tradurre nella prova scritta spaziano da “Vegno a torte a casa” (le pasticcerie non c’entrano, attenti al tranello!) a “Te speto fora” passando da un delizioso “Va fora, cori, va via” pronunciato all’indirizzo di un consigliere comunale di opposizione, in data odierna.

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo XIII°

Ci fu un tempo in cui l’inclita Civitas Venetiarum per i suoi atti ufficiali si esprimeva in un latino perfetto, via via sostituito da una lingua neolatina consacrata da Dante e dal Petrarca. La popolazione a sua volta sviluppò una sua lingua molto vicina al latino a cui restò fedele ma con caratteristiche sue proprie e assolutamente originali: il veneziano.

Solo gli ignari e gli ignavi possono tuttavia pensare che a Venezia, nell’anno di grazia o di disgrazia 2016, la lingua ufficiale sia una di quelle sopra indicate: l’idioma dominante è l’inglese parlato dai turisti che ormai sovrastano la popolazione residente, ma non è di questi che stiamo parlando, e nemmeno della varianti dialettali di Cannaregio bassa e Cannaregio alta, Castello est e Castello ovest ove il “mi è piaciuto” può diventare “me ga piasso”, me ga piasto” o “me ga piasesto” a seconda delle origini giudecchine, muranesi o buranelle dell’interlocutore.

No, le croniche di Marin Starnudo si riferiscono alla lingua parlata nei Palazzi del Potere, là dove si decidono le sorti della città, e qual’è l’idioma utilizzato oggiogiorno nei Palazzi del Potere veneziani? Sicuramente non è l’italiano, e nemmeno il latino.

A beneficio dei giovani e delle giovani che vorranno cimentarsi con il concorso pubblico per l’assunzione di traduttori e interpreti, Marin Starnudo in anteprima assoluta vi offre il “manuale del traduttore”che – edito dalla libreria Toletta del vicepresidente del Consiglio comunale – costituirà il testo di riferimento per il Giurì di concorso, nominato dal Sindaco fra le persone di provata fede fucsia.

Dante

Il manuale del traduttore, ad uso del Consiglio comunale e del Consiglio metropolitano delle Città di Venezia, Zelarino e Chirignago

A sinistra, il testo originale da tradurre. A destra, la versione che andrà comunicata ai giornalisti. NB il sindaco dà sempre del tu a tutti, ma nella traduzione per la stampa si suggerisce il Lei che conferisce al Primo Cittadino una maggior parvenza di serietà.

“Va fora, cori, va via. Dentro quel cerveo c’è il nulla”. Traduzione: “la parola al capogruppo delle opposizioni, che illustrerà i suoi emendamenti nell’atrio di Ca’ Farsetti perché in aula non c’è posto, per le opposizioni”.

“Speta che te spiego”. Traduzione: l’emendamento è respinto, in quanto presentato dall’opposizione è sbagliato per definizione, e il discorso vale anche per le mozioni collegate. (Perché? E adesso no sta  farme perder tempo, ti xe come i putei sempre a chiedar “perché, perché”).

“Te speto fora” o “Vieni che ne parliamo fuori”(rivolto a uno studente che nel corso di un’assemblea pubblica aveva fatto una domanda sgradita). Traduzione: “La democrazia è partecipazione, il futuro è dei giovani come Lei e il Sindaco è orgoglioso di poter continuare codesta conversazione in un contesto più informale”.

“Vegno a torte a casa” (in piazza Ferretto, rivolto a chi gli ricordava le promesse elettorali tradite): “La democrazia è partecipazione. Mi rendo conto che le 9.000 firme raccolte per il ripristino di due Comuni distinti sono tante, è dunque mia intenzione venire casa per casa a ringraziare i firmatari e confermare gli impegni da me assunti e sottoscritti in campagna elettorale, che comprendevano quel referendum. A proposito, per gli omaggi alla Sua Signora preferisce fiori o torte”?

“Fora i schei”(rivolto a Elton John): “nel contesto attuale di bilancio che mi ha costretto a scelte dolorose come l’aumento delle mie spese di cerimoniale e il contestuale aumento della TARI pagata dai residenti, sarebbe cosa buona e giusta se un Grande Artista come Lei si facesse carico del problema organizzando ad esempio un concerto gratuito alla Misericordia per i dipendenti della Umana Spa e delle società collegate“.

Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora”. Traduzione: questo è un tavolo di consultazione democratico, il sindaco è stato democraticamente eletto e chiunque faccia domande scomode al sindaco non è un vero democratico, quindi è pregato di togliere il disturbo.

“Paiasso” (rivolto ad un celebre giornalista RAI, colpevole di non averlo intervistato): “ma lo sa che Lei ha uno spiccato e ammirevole senso dell’umorismo? Sono le persone come Lei che io ammiro ed invidio, essendone io totalmente sprovvisto”..

 NB tutte le frasi in grassetto sono state realmente pronunciate dal sindaco di Venezia in carica, nell’esercizio delle sue funzioni. Quanto a Marin Starnudo, se proprio ci tenete lo trovate anche su twitter:

Don Gigio Rodrigo e il referendum di iniziativa popolare

Etciù, etciù. In esclusiva mondiale, i diarii di Marin Starnudo presentanto le dichiarazioni di Don Gigio Rodrigo sul referendum per il ripristino di due Comuni autonomi (Venezia e Mestre):

 “Questa separazione non s’ha da fare, né domani, né mai”

DonGigioConsiglio comunale in corso, Marin Starnudo ha consultato la Sibilla cumana (ex compagna di liceo, al Foscarini) e il suo responso è stato:

“di Don Gigio ce n’è uno, tutti gli altri ne han 31.. e i Don Abbondio abbondano, in questo Consiglio comunale”.

 

Il gufo di Ca’ Farsetti e le bricole della tangenziale di Mestre

Etciù etciù: “Il futuro di questo Comune non è Venezia, è Mestre, dove c’è la gente che vive”.

Chi l’ha detto? Sicuramente qualcuno che non ama Venezia e non nutre speranze o progetti per il suo futuro. Sicuramente non qualcuno che è stato eletto a una carica pubblica per dare un futuro a Venezia, con il voto di molti veneziani. Se cosi fosse, Marin Starnudo suggerirebbe per lui una collocazione adeguata: fra le due colonne di San Marco e San Todaro, dove venivano giustiziati i traditori dello Stato.

P1000054Etciù etciù, credevamo a un colpo di sole ma se i quotidiani in edicola ieri riportavano quella frase fra virgolette, qualcuno l’avrà ben pronunciata, alla faccia di chi a Venezia ci vive e intende continuare a viverci.

Fonti attendibili riferiscono che a pronunciarla sia stato un autorevole inquilino di Ca’ Farsetti (forse scambiata per “casa delle farse”) nell’inedito ruolo del gufo con fascia tricolore. La farsa raggiunge il suo culmine se si considera che il medesimo personaggio rivendica per sè le competenze del Magistrato alle Acque di Venezia in materia di bricole e polizia lagunare.

Nel caso in cui la circostanza risultasse vera, Marin Starnudo è in grado di anticiparvi le prossime mosse dell’usurpatore che si fregia del titolo di “sindaco di Venezia”:

  1. Le bricole che attualmente necessitano di manutenzione verranno prontamente trasferite sulla tangenziale di Mestre come elemento decorativo;
  2. Le bricole in buono stato verranno tresferite nella sua villa di Mogliano Veneto (TV) per allietare la prossima festa di compleanno.
  3. la polizia lagunare verrà prontamente trasferita a Mestre in Piazza Barche, da dove pattuglierà il traffico acqueo in quel che resta del Marzenego.

bricoleMarin Starnudo

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