Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#VeneziaMeritaDiMeglio”

“Mi No Vado Via”, conto alla rovescia meno 6

voglio vivere cop FB

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Raduno in Campo de l’Arsenale a partire dalle 10.30, il corteo avrà inizio verso le 11.15 con partenza da Fondamenta Arsenale per proseguire lungo Riva Ca’ di Dio e Riva degli Schiavoni in direzione Palazzo Ducale.

Aderiscono:

ARCI Circolo Franca Trentin Baratto
Assemblea Sociale per la Casa
Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
Effetto Venezia
Forum Futuro Arsenale
Generazione 90
Gruppo25Aprile
Gruppo WSM
Italia Nostra
L’Altra Venezia
Masegni & Nizioleti
Movimento Autonomia di Mestre
Possibile
Sanca veneta
Scendiamo in campo
Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
Sindacato Unione Inquilini Venezia
Venessia.com
Venezia Arte Cultura & Turismo
Venezia Cambia
Venezia-Mestre Due Grandi Città
#VeneziaMioFuturo
Verdi Ambiente Società
Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia

Un grazie particolare a:

Francesca Codrino, per la grafica dei volantini;

L’attore e regista Alessandro Bressanello, per la testimonianza video;

La documentarista Loredana Spadon, per le videointerviste che stiamo girando in questi giorni;

i nostri volontari, per i volantinaggi e la preparazione di cartelli e striscioni.

#MiNoVadoVia

Domenica 2 luglio: chi va al mare, non si venga poi a lamentare.

 

 

Quando l’UNESCO fa FIASCO, è il momento dell’orgoglio

Sindaco inconcludente, regione assente e ministri compiacenti possono forse sperare di prendere in giro l’UNESCO che è lontana – e a quanto pare ci sono riusciti – ma chi vive o lavora qui tocca con mano ogni giorno i troppi problemi irrisolti, dalla mancanza di case e lavoro qualificato ai danni provocati da un turismo di massa e di bassa qualità che tutto piega alla sue esigenze e sta devastando il tessuto sociale con l’espulsione continua di residenti e la scomparsa dei negozi di vicinato, le attività artigianali sacrificate alla paccottiglia prodotta in serie, il traffico acqueo al collasso.
Venezia merita di meglio. Ai cittadini e alle cittadine, ai sindacati, ai comitati e alle realtà associative chiediamo uno scatto di orgoglio per dire a voce alta che è ora di voltare pagina.
Il 2 luglio manifesteremo uniti, senza bandiere di partito, per reclamare il nostro diritto di restare o ritornare a vivere in quella che alcuni vorrebbero ridurre a semplice vetrina, priva di vita e di abitanti.
voglio vivere cop FB
Lo faremo il 2 luglio che è il secondo compleanno della giunta in carica (“dategli tempo” o “lasciamoli lavorare” non è più una scusa credibile) e coincide anche con l’inizio della sessione UNESCO che avrebbe dovuto prendere una decisione su Venezia. Avrebbe dovuto, ma non lo farà. Come mai?

Al primo anno di giurisprudenza, quando viene spiegata la differenza fra “termini perentori” e “termini ordinatori” (quelli privi di sanzione), ai secondi viene associato il termine ironico “canzonatori”. Quelli fissati dall’UNESCO sono termini canzonatori. Prendiamone atto: il termine del primo febbraio 2017 per il caso Venezia, già rinviato al 30 aprile e allegramente ignorato dalle autorità italiane, è stato ora prorogato al 31 dicembre 2018, se le conclusioni del documento che qui pubblichiamo verranno confermate dalla sessione del “World Heritage Committee” che si riunirà a partire dal 2 luglio – ma per quel che riguarda Venezia sarà una semplice formalità.

Conseguenza pratica: tutto rinviato all’estate del 2019, alla quarantatreesima sessione di quel Comitato che si riunisce soltanto una volta all’anno.

UNESCO 2018

Vengono in questo modo premiate le manovre dilatorie e le piccole furbizie che a furia di cambiare le carte in tavola miravano esattamente a questo risultato, e gravemente indebolita ne risulta, a nostro modo di vedere, l’autorità morale di chi fissa scadenze creando aspettative e speranze nell’opinione pubblica,  senza poi farle rispettare.

Ci dispiace per l’UNESCO, ma d’ora in poi faremo da soli, perché la fiducia tradita non ritornerà e i problemi di Venezia non possono attendere l’estate del 2019.

Rispetto all’anno scorso la popolazione residente nella città d’acqua è calata di mille persone circa, che si aggiungono ai mille già persi nell’anno precedente. Flussi turistici: l’unica misura annunciata riguarda un “contaturisti”, come se ne avessimo bisogno per sapere quando sono troppi. Grandi Navi: son sempre là, a ridosso delle nostre case. Quelle che si sgretolano sotto la pressione del moto ondoso causato da un traffico acqueo fuoro controllo, con i contributi alle spese di restauro azzerati perché il MoSe si è mangiato tutte le risorse della Legge Speciale.

DOMENICA 2 LUGLIO, MANIFESTAZIONE CITTADINA UNITARIA per Venezia.

Hanno già aderito (in ordine alfabetico):

Assemblea Sociale per la Casa
Asolapo Italia
Comitato per la restituzione dell’Arsenale a Venezia
Effetto Venezia
Forum Futuro Arsenale
Generazione 90
Gruppo25Aprile
Gruppo WSM
Italia Nostra
L’Altra Venezia
Movimento Autonomia di Mestre
Possibile
Sanca veneta
Scendiamo in campo
Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati
Sindacato Unione Inquilini Venezia
Venessia.com
Venezia Arte Cultura & Turismo
Venezia Cambia
Venezia-Mestre Due Grandi Città
VeneziaMioFuturo
Verdi Ambiente Società
Daniele Giordano, Segretario Generale CGIL-FP Venezia
Mario Ragno, Segretario Generale UIL-FPL Venezia
 voglio vivere cop FB
Il testo dell’appello comune a tutti noi:
Il 2 luglio manifesteremo uniti, senza bandiere di partito, per reclamare il nostro diritto di restare o ritornare a vivere in quella che alcuni vorrebbero ridurre a semplice vetrina, priva di vita e di abitanti”.
Domenica 2 luglio alle 11, appuntamento in Campo dell’Arsenale.

 

Solerzie e inadempienze della Giunta fucsia

Partiamo da un esempio di facile comprensione: 800 veneziani sono in attesa di un posto barca, di cui hanno bisogno per lavorare e/o per potersi muovere nella città d’acqua. Di posti liberi e assegnabili ce ne sarebbero quasi 200, sono stati censiti e mappati dagli uffici comunali competenti, manca solo una delibera di giunta.

Perché fare questo dispetto alla città, dato che l’ultimo bando risale a 4 anni fa e la normativa comunale prevede che i posti liberi vengano messi a bando ogni due anni? Lo diciamo da gennaio (data dell’articolo che segue) e basterebbe cosí poco per fare bella figura, rimediando a quell’inerzia, anziché dare l’ennesimo segnale di disinteresse nei confronti di una città usata soltanto come vetrina.

2017-gennaio-3-gasp

Secondo esempio: una consigliera comunale di maggioranza era in attesa di autorizzazioni per poter trasformare in albergo tre appartamenti di sua proprietà. Qual è stata la prima delibera portata in Consiglio comunale dalla giunta fucsia nel 2015? Quella che per l’appunto serviva ad una sola persona: la consigliera comunale di maggioranza. Nulla da eccepire se altrettanta solerzia venisse riservata anche ai cittadini che da anni attendono decisioni magari più urgenti. Alla delibera del 2015 mancava ancora un tassello? Altri 33 metri quadri da trasformare in albergo e pronta è arrivata la seconda delibera. Non la commenteremo nemmeno, oggi lo hanno fatto altri e con ben altra chiarezza:

http://italy.positive-magazine.com/2017/05/26/cara-locatelli-adesso-dimettiti/

http://www.vvox.it/2017/05/26/conflitto-dinteressi-della-locatelli-dove-il-pugno-duro-di-brugnaro/

Posti barca e delibera sui cambi di estinazione d’uso sono solo due esempi; se partiamo da quelli è perché sono comprensibili a tutti ed entrambi sono venuti alla luce grazie a questa piattaforma civica (senza l’impegno dei nostri attivisti, probabilmente non ne saprebbe niente nessuno) ma sono soltanto due esempi, e nemmeno i più importanti rispetto al cumulo di macerie sociali che si profila all’orizzonte, se la Giunta in carica non cambia immediatamente rotta o non cede il passo ad altre persone con meno interessi privati e maggiore capacità di ascolto.

82.000 residenti in Laguna (erano 90.000 otto anni fa) da due anni attendono di capire come il sindaco eletto intenda concretizzare le promesse elettorali che in stile berlusconiano parlavano di 30.000 nuovi residenti, mentre alla prova dei fatti si sono tradotte nell’approvazione di migliaia di nuovi posti letto ad uso alberghiero – in una città che di alberghi ne conta già 402 – mentre di misure a tutela della residenzialità non si è vista l’ombra. Alla favola dei 30.000 nuovi residenti non aveva creduto quasi nessuno, ma chi ha votato quel sindaco si attendeva almeno un’inversione di tendenza – che non c’è stata.

265.000 residenti nel territorio comunale attendono da due anni una risposta ai problemi del territorio che vanno dalla sicurezza nelle strade a quella della navigazione, dalla scomparsa dei negozi di vicinato alla chiusura di attività artigianali (i numeri li ha dati Confartigianato e sono agghiaccianti). La stessa solerzia dimostrata nell’esaudire gli interessi privati di alcuni potrà manifestarsi anche nel tutelare la Città che questo sindaco si era candidato ad amministrare?

Domanda di “riserva” per Luigi Brugnaro: quella solerzia dimostrata nella difesa del “particulare” si accompagna almeno all’espletamento dei doveri di ufficio del Sindaco?

In anteprima pubblichiamo la notizia che due consiglieri comunali hanno deciso di rivolgersi al Prefetto (!) perché questo sindaco non si degna nemmeno di rispondere alle interpellanze e interrogazioni. Si tratta dei consiglieri del gruppo misto Ottavio Serena e Renzo Scarpa, di cui pubblichiamo qui il comunicato stampa, ma la cosa incredibile è che un giro di telefonate a campione ci ha permesso di appurare che la stessa sorte accomuna anche le interpellanze e interrogazioni degli altri consiglieri comunali.. compresa quella della consigliera Monica Sambo sulla questione dei posti barca da cui siamo partiti per confrontare solerzie ed inerzie di questa Giunta.

Serena

Come dire: “consiglieri comunali, non fateci perdere tempo che per voi non ne abbiamo, beccatevi il gettone di presenza ma senza fiatare che è meglio”.  Stesso trattamento per i sindacati che rappresentano i legittimi interessi dei dipendenti comunali (del referendum che con il 98,5% dei voti ha sconfessato il sindaco e l’unica sigla sindacale su cui si appoggia abbiamo parlato pochi giorni fa, su questa pagina).

I comitati e le associazioni di cittadini, che a Venezia hanno una lunga tradizione di dialogo propositivo con le amministrazioni comunali? L’unica volta che il Sindaco ne ha parlato in Consiglio comunale è stato per dire che “ce ne sono troppe”, salvo poi affannarsi alla ricerca di una qualche sigla che facesse da foglia di fico per coprire il fallimento della sua azione amministrativa e il tradimento delle sue promesse elettorali. Quella foglia di fico è corta, ormai; troppo corta per coprire certe vergogne.

Decentramento? Alle sei Municipalità ha ritirato tutte le deleghe, se ne occuperà un tribunale dato che 5 delle 6 Municipalità hanno fatto ricorso. In attesa che a ripristinare la legalità intervengano il Prefetto o la Corte dei conti o i tribunali (segno tangibile del fallimento della politica) quella che abbiamo sotto agli occhi a livello comunale non è più democrazia ma una sua patetica e sgangherata parodia.

Venezia merita di meglio. A tutte le opposizioni consiliari, ai sindacati, ai comitati e alle realtà associative chiediamo uno scatto di orgoglio per dire a voce alta che è ora di voltare pagina e prima lo faremo, meglio sarà per tutti.

La “politica per la casa” della giunta in carica

Venezia 24 maggio 2017

Congratulazioni alla consigliera comunale della lista Brugnaro che con due delibere ad personam ha realizzato una plusvalenza di qualche milione di euro grazie al cambio di destinazione d’uso dei suoi appartamenti in Calle delle rasse, a cui viene finalmente riconosciuta la vocazione alberghiera.

Locatelli 24 maggio

Nella foto, un momento del dibattito odierno con l’intervento contrario del consigliere Ottavio Serena (già delegato del Sindaco per la trasparenza e la lotta alla corruzione) e i cartelli del gruppo consiliare grillino. Le opposizioni compatte hanno abbandonato l’aula al momento del voto, lasciando che a votare la delibera e ad assumersene la responsabilità morale fossero i 20 consiglieri della maggioranza “fucsia”.

La politica per la casa della giunta in carica si riassume in queste due delibere ad personam: della prima avevamo già parlato con un certo risalto, della seconda non parleremmo nemmeno se fosse stata accompagnata da misure concrete a tutela della residenzialità di cui invece non si è vista la minima traccia, in questi due anni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/10/venezia-ok-al-cambio-duso-delle-case-della-consigliera-immobili-rivalutati-del-500/2206289/

All’UNESCO che chiede di riequilibrare il rapporto fra turismo e residenzialità per ripristinare l’armonia perduta, la giunta in carica ha finora risposto autorizzando la costruzione di nuovi alberghi per migliaia di nuovi posti letto, se contiamo anche quelli recentemente autorizzati a Mestre e a Murano: i 402 alberghi già recensiti sul territorio comunale a quanto pare non bastano per saziare gli appetiti.

Il Gruppo25aprile “ringrazia”, e di concerto con altre realtà associative prepara una sua risposta all’UNESCO, per colmare le lacune e le dimenticanze della risposta “ufficiale” e tardiva con cui il Comune mira soltanto ad ottenere un rinvio della temuta bocciatura.

Breaking News: Interpellanza di Ottavio Serena e Renzo Scarpa

Finalmente qualcuno ha il coraggio di puntare i riflettori su uno degli aspetti che aveva incuriosito anche noi: i molti affidamenti diretti (senza bando di gara) da parte di una partecipata comunale (Vela SpA)ad una società di proprietà del Sindaco (la Attiva SpA) il cui Presidente è stato oltretutto premiato con la nomina ad amministratore unico di altra partecipata comunale (la Venis). Sulla regolarità di tali affidamenti diretti vigila il Collegio sindacale di VeLa SpA, dove è stato piazzato il fedele mandatario elettorale che ha certificato e controfirmato le spese elettorali del sindaco: il suo commercialista Adriano Giugie.

A squarciare un velo che in queste circostanze sapeva quasi di benevola “omertà” hanno pensato i consiglieri comunali del gruppo misto Ottavio Serena (generale dell’Arma dei carabinieri, già delegato del Sindaco alla trasparenza e all’anticorruzione) e Renzo Scarpa (già vicecapogruppo in Consiglio comunale della lista del sindaco) con l’interpellanza che qui riproduciamo integralmente.

Se ne desumono pagamenti frazionati che complessivamente sfiorano i 100.000 euro nel biennio considerato (2015-2016) con motivazioni a volte laconiche quali “varie per eventi” (4.500 euro nel 2016) o “stampa materiali” (per un totale di 7.257 euro nel 2016). Che dire.. la società del sindaco è proprio “attiva”, nei rapporti con le partecipate comunali. Ci auguriamo che le motivazioni per il ricorso all’affidamento diretto siano conformi allo spirito e alla lettera della normativa in vigore, richiamata nell’interpellanza che segue:

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Venezia merita di meglio

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo Decimosesto (XVI°)

Il 29 giugno 2015 veniva presentata alla stampa una Giunta di stampo “efficentista” che in Consiglio comunale poteva contare su una confortevole maggioranza grazie al premio di maggioranza incassato dalla “lista Brugnaro”. Venti mesi dopo, è lecito chiedersi se i risultati siano all’altezza delle aspettative create in campagna elettorale e delle promesse a suo tempo fatte per vincere le elezioni, o più semplicemente all’altezza dei problemi da affrontare a Venezia e a Mestre.

Il nostro giudizio è negativo, come indicato dal registro di voto che abbiamo pubblicato ieri, ma limitarsi a questa constatazione largamente condivisa non ci porterebbe lontano. Se i molti problemi di Venezia e di Mestre sono rimasti irrisolti nonostante la confortevole maggioranza di cui dispone il Sindaco, il compito di una piattaforma civica è andare oltre la superficie delle cose e chiedersi: perché?

Le ragioni possono essere complesse ma un dubbio ci sfiora alla luce della cronaca di questi giorni, che si somma a molti altri indizi anteriori. ll sindaco in carica Luigi Brugnaro coltiva infatti con grande efficacia molteplici e legittimi interessi privati rispetto ai quali non avremmo nulla da eccepire (e mai ci permetteremmo di disquisire), se non fosse che:

  1. in questi 20 mesi non sembra essersi dedicato con altrettanta efficacia ai problemi della città; forse perché distratto dai suoi numerosi interessi privati?
  2. in alcuni casi, i suoi interessi privati sono in competizione con l’interesse generale che è tenuto a perseguire come Sindaco, creando situazioni oggettivamente discutibili sotto il profilo etico e politico; proveremo qui a riassumerne qui alcuni esempi emblematici lasciando ad altri la valutazione sulla rilevanza giuridica dei medesimi. Nel condividere i nostri dubbi con i mass media e con l’opinione pubblica, molto semplicemente ci chiediamo se la somma di queste “stranezze” sia compatibile con la permanenza del sindaco nell’incarico che ricopre. Ai nostri iscritti nelle prossime ore chiederemo di valutare, con voto palese e nominativo, se le circostanze siano tali da giustificare una richiesta di dimissioni del Sindaco.

venice-watergate

Nell’infografica che precede è riassunto il risultato di visure camerali effettuate nel marzo del 2016, quando per primi avevamo segnalato il groviglio di società che spesso sono “in affari” con il Comune o con le sue partecipate, o da questo dipendono per autorizzazioni concessioni o altri benefici.  All’epoca avevamo scritto: “Marin Starnudo non giudica, Marin Starnudo racconta e basta; i suoi Diarii narrano di partecipate comunali che partecipano all’equilibrio economico delle società controllate da un privato cittadino che è simultaneamente il Sindaco in carica. Marin Starnudo non giudica, al massimo starnutisce alla vista di un capo di gabinetto e di un vicecapo di gabinetto che fino al giorno prima ricoprivano incarichi ai vertici della società del gruppo Umana e adesso dirigono il gabinetto del Sindaco del Comune che a tali società può elargire concessioni, contratti, autorizzazioni e permessi, senza contare i contratti in essere con le partecipate comunali”.

A quel mosaico si sono nel frattempo aggiunti altri tasselli; il più recente rappresenta – a nostro modo di vedere – la proverbiale “goccia che fa traboccare il vaso” ed è da questo che partiremo prima di riassumere i “precedenti”.

KRAMER CONTRO KRAMER, Brugnaro imprenditore contro Brugnaro Sindaco?

Nei giorni scorsi grazie alla stampa quotidiana è emerso il contenzioso in essere fra Porta di Venezia SpA e Ministero dell’Ambiente in relazione al costo delle bonifiche da effettuare su terreni acquistati dalla SpA riconducibile al Sindaco (come vedremo fra un attimo) ad un prezzo particolarmente basso, in considerazione per l’appunto della necessità di procedere a bonifiche particolarmente costose.

Quei terreni situati in posizione strategica alle porte di Venezia potrebbero presto ospitare un grande e redditizio parcheggio ma il costo delle bonifiche preliminari “pesa” decine di milioni di euro (un centinaio, secondo una stima riportata dalla stampa 10 anni fa). Il ricorso di Porta di Venezia è formalmente rivolto contro un atto del Ministero, ma al tempo stesso rimette in discussione un accordo di programma siglato dal Comune e dalla Città Metropolitana di cui Brugnaro è Sindaco:

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Interesse pubblico e interessi privati in questo caso fanno a pugni, ma il fatto nuovo che ci spinge a interessarci del caso è l’interrogazione oggi presentata dalla consigliera comunale Monica Sambo, da cui risulta che oltre al ricorso di cui sopra ne esiste un altro tuttora pendente (n° di ruolo RGN 1133 del 2013) in cui la controparte di Brugnaro imprenditore è proprio il Comune di Venezia. “Kramer contro Kramer”, in spregio alle più elementari regole (che il Sindaco sembra conoscere bene, dato che in campagna elettorale aveva promesso di non ricorrere contro la decisione del Demanio che gli aveva “negato” l’isola di Poveglia, in caso di sua vittoria alle elezioni). Inutile aggiungere che le spese del giudizio in caso di soccombenza del Comune graveranno sul contribuente. E noi cittadini inermi cosa dobbiamo sperare? Vincere la causa per compiacere il B. Sindaco dando un dispiacere al B. imprenditore? Perderla per compiacere il B. Imprenditore che però è anche Sindaco e in teoria dovrebbe dispiacersene? Un caso inedito di Bi polarismo, per il Sindaco in carica.

La consigliera comunale che sta presentando l’interpellanza riassume così la vicenda:

Interpellanza

Oggetto:  Pendenza del ricorso R.G. N. 1133 del 2013

 Premesso che

  • risulterebbe pendente presso il Tar del Veneto il ricorso numero di registro generale 1133 del 2013, integrato da motivi aggiunti, proposto da Porta di Venezia Spa contro Comune di Venezia, rappresentato e difeso per legge dagli avv. Federico Trento, Antonio Iannotta, Giulio Gidoni, domiciliata in Venezia, S. Marco, 4091; Ministero Per i Beni e Le Attivita’ Culturali, Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Veneto, Provincia di Venezia, Azienda Ulss N. 12 Veneziana, Arpav, Ministero dell’Interno, Vigili del Fuoco Comando Prov. Le Venezia, Italgas Spa, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Magistrato Alle Acque di Venezia;  Rfi Rete Ferroviaria Italiana Ferrovie dello Stato Spa, rappresentato e difeso dall’avv. Luigi Garofalo, con domicilio eletto presso Luigi Garofalo in Venezia, Piazzale Roma, 468/B;  nei confronti di Snam Rete Gas Spa, rappresentato e difeso dagli avv. Nicola Bassi, Alessio Minutoli Dott., con domicilio eletto presso Franco Zambelli in Venezia-Mestre, via Cavallotti, 22;
  • Porta di Venezia S.p.a. risulterebbe partecipata al 51% da Everap S.p.a,  al 39%  da Veneto immobiliare e al 10% da Umana S.p.a.;
  • Everap S.p.a. è partecipata al 73% da Luigi Brugnaro, Veneto immobiliare è partecipata al 77,9% da Luigi Brugnaro;

Rilevato che:

– di fatto il Dott. Luigi Brugnaro controlla la Società Porta di Venezia per il tramite delle altre Società citate.

Considerato che :

l’art. 63 del T.U. enti locali stabilisce che “Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale: (…) 4) colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia.. (omissis)

La legge 190/2012 ha introdotto la nozione di “amministrativistica” di corruzione, diversa da quella penale. Si tratta di una nozione più ampia, che rinvia non solo a condotte penalmente rilevanti, ma anche a condotte che sono fonte di responsabilità di altro tipo o non espongono ad alcuna sanzione, ma possono generare situazioni di illegittimità e sono comunque sgradite all’ordinamento giuridico: conflitto di interessi, nepotismo, clientelismo, partigianeria, occupazione di cariche pubbliche, assenteismo, sprechi. In altri termini, i fatti di corruzione non costituiscono solo singoli fatti criminosi, ma essi derivano spesso da tendenze comuni e disfunzioni frequenti, che richiedono interventi di carattere generale. La nozione di corruzione “amministrativa” induce a ritenere che i fenomeni corruttivi riguardino principalmente l’esigenza di buon andamento dell’amministrazione nel suo complesso e la correttezza dei rapporti tra amministrazione e cittadini, esigenza fondamentale di funzionamento dello Stato democratico.

Si interroga l’Amministrazione per sapere:

  • se conferma la pendenza della causa in oggetto.

 

————— Fine citazione ——————-

Il ricorso pendente fra la società del sindaco e il Comune:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=6OITN57RG2UK36JKJJFKQTLYAM&q

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Come piattaforma civica potremmo (forse) sorvolare sulla cosa se fosse un caso isolato. Il problema è che in 20 mesi gli indizi si sono accumulati e anche se 10 indizi non fanno una prova la sgradevole sensazione è quella di un Sindaco che rischia di anteporre i suoi interessi personali a quelli generali. Ci sbagliamo? Speriamo tanto di sì, ma al tempo stesso ci sentiamo di affermare che:

VENEZIA MERITA DI MEGLIO

copertina

Merita di meglio perché un sindaco con una presenza capillare o tentacolare nell’economia locale rischia di essere involontariamente distratto dall’assolvimento dei suoi compiti, che sono gravosi ed impegnativi: due città con esigenze diverse (Venezia e Mestre, per non parlare di Marghera che ha i suoi problemi) e la Città Metropolitana di cui è sindaco d’ufficio, senza contare il consiglio di amministrazione della SAVE in cui è stato cooptato e ancora non sappiamo se è per difendere gli interessi del Comune o quelli dell’amico a cui ha pubblicamente dichiarato di voler venire in soccorso contro eventuali scalate ostili (Benetton?)

Venezia e Mestre e Marghera meritano di meglio perché i problemi da affrontare sono tanti, bonifiche di Marghera comprese, e non vogliamo nemmeno essere sfiorati dal sospetto che il Sindaco in carica sia condizionato dai suoi personali investimenti al posto dell’unica bussola che conta: quella dell’interesse generale. Se a bordo di una nave ci sono due bussole e queste indicano il Nord in posizioni opposte, si rischia di fare la fine della Costa Concordia, e questo non possiamo permettercelo.

Venezia e Mestre e Marghera meritano di meglio perché quella di “Porta di Venezia” che è parte in causa contro il Comune è soltanto la goccia che fa traboccare un vaso già colmo di tante piccole stranezze rivelatrici. Proviamo a riassumerne alcune, senza pretesa di completezza e al solo scopo di fornire un quadro “indiziario” che per certi versi fa anche sorridere:

  1. Un misterioso gemellaggio del Comune di Venezia con quello di Chiusi, la cui unica motivazione sembra essere la presenza in quel territorio comunale di una vasta azienda agricola di proprietà del Sindaco in carica (il nostro)
  2. La strana vendita da parte del Comune di Venezia del 5% della Abate Zanetti SpA non già mettendo all’asta le sue (cioè nostre) azioni con gara pubblica, ma tramite cessione diretta alla Umana del Sindaco Brugnaro per 1.645 euro pari al valore nominale delle azioni e senza nessun rapporto con un fatturato in forte crescita (e superiore al milione di euro) al momento della vendita o con il potenziale di sviluppo di un marchio storico e di prestigio che con la nuova proprietà fa concorrenza agli artigiani muranesi e ha anche inaugurato una scuola privata con prospettive di crescita che tutti ci auguriamo di vedere confermate.. ma allora perché vendere in quel modo le azioni in mano al Comune?
  3. Una società controllata dal Sindaco (la Attiva SpA) a cui una partecipata comunale (la VeLa Spa) affida “in economia” e senza bando di gara la pellicolatura dei vaporetti (per la pubblicità esterna ai medesimi): “pellicollatura per eventi”, 7.800 euro a trimestre e altri affidamenti diretti come risulta dal documento in nostro possesso. Il Presidente del Consiglio di amministrazione di tale società che fa capo al Sindaco è anche azionista della medesima ed è stato recentemente ricompensato con la nomina ad amministratore unico di altra società partecipata dal Comune: la VENIS. Che guazzabuglio..
  4. Una società riconducibile al Sindaco (la Technika Lumen, controllata da Umana SpA) che sulla sua pagina Internet si vanta del fatto che “molte delle nostre creazioni hanno fatto il giro del Mondo a bordo delle migliori navi da Crociera” e a riprova di quanto affermato pubblica una lista di clienti che comprende tutti i più grandi armatori; il caso vuole che il Sindaco nella sue veste pubblica sia anche l’interlocutore degli armatori nella scelta del canale che dovrebbe essere scavato per permettere il passaggio delle navi da crociera; a questo si aggiunga che la MSC crociere è uno dei “TOP sponsor” della squadra di basket del Sindaco (la Umana Reyer) e gli sponsor non si possono mica deludere, nel mondo degli affari.
  5. Lo strano ruolo delle partecipate comunali, che portano soldi nelle casse delle aziende del Sindaco: fra i “TOP sponsor” della Umana Reyer c’è l’ACTV, fra i partner c’è “VERITAS Energia” mentre sulla rivista patinata di proprietà della medesima (“il Metropolitano”) appare regolarmente pubblicità a pagamento di altra partecipata (la VeLa).
  6. Il fatto che la medesima Umana Reyer in data 20 febbraio 2017 sia stata “omaggiata” (parole del Sindaco) con una cerimonia in quello stesso palazzo comunale che viene invece NEGATO all’unica assemblea elettiva della Città d’acqua; la Municipalità di Venezia-Murano-Burano, sfrattata dalla sede che viene invece concessa a titolo gratuito a una società sportiva di proprietà del sindaco: https://twitter.com/LuigiBrugnaro/status/833693331972616192
  7. La curiosa situazione del Signor G. B. (come Giano Bifronte) che si trova simultaneamente nella posizione di concedente (come Sindaco) e concessionario (come imprenditore) della Scuola Grande della Misericordia, in virtù di un contratto del 2009 (e quindi anteriore alla sua elezione) che al termine dei restauri (ultimati nel 2016 quando era già Sindaco, senza che il Comune esigesse alcuna penalità di ritardo) affida il prestigioso immobile in comodato gratuito quarantennale alla Scuola Grande Misericordia SpA che la utilizza per matrimoni di lusso ed altri eventi di prestigio, con le autorizzazioni per l’utilizzo degli spazi acquei antistanti che sono di competenza comunale;
  8. La scelta (umanamente comprensibile) di aziende che con il Comune hanno bisogno di intrattenere buoni rapporti e casualmente scelgono la Misericordia come location a pagamento per la loro “Convention” aziendale (esempio più recente: Alilaguna SpA, titolare di un servizio pubblico di linea in regime di concessione esclusiva da e per l’aeroporto);
  9. La meritoria (e sicuramente meritata) assegnazione ad Umana dei fondi UE destinati alla formazione professionale nel territorio della Città Metropolitana di Venezia come nel caso del recentissimo progetto “Garanzia Adulti” (1.100.000 euro) rivolto ai disoccupati adulti, con oltre 50 anni di età ed un’anzianità di disoccupazione oltre i 12 mesi.
  10. Ciliegina sulla torta, ma lo diciamo soltanto perché ci ha incuriosito, nella Città Metropolitana di Venezia è attiva anche un’agenzia immobiliare il cui nome è l’anagramma di UMANA: si chiama ANAMU e al momento della visura camerale il 98% delle quote era intestato alla Signora Moretti in Brugnaro, con il restante 2% di pertinenza della Veneto immobiliare il cui azionista di maggioranza è il Sindaco Luigi Brugnaro.

VENEZIA MERITA DI MEGLIO

copertina

Siete d’accordo con questa affermazione? Lasciate qui un vostro commento.

Non siete d’accordo? L’invito vale anche per voi. Siamo una piattaforma civica e il parere dei cittadini per noi conta più delle eventuali conseguenze giuridiche di questo groviglio inestricabile di interessi, la cui valutazione spetta ad altri e di cui, probabilmente, abbiamo reso nota soltanto una piccola parte, perché non siamo investigatori privati e non intendiamo diventarlo.

L’avvicendarsi nella carica di primo cittadino di filosofi, rettori, avvocati e imprenditori non ha minimamente inciso sull’esodo di residenti, attività, mestieri e servizi. Oggi Venezia ha invece bisogno urgente di persone di buon senso ma dotate di coraggio, ideali e onestà che si occupino con passione, a tempo pieno, di una città che rischia tra l’altro d’uscire dalla lista dei patrimoni dell’umanità per una evidente, profonda, insopportabile incuria amministrativa.

Ora basta, Venezia merita di meglio.

 

The 20 Proposals of the Sestiere: from the 20th of January meeting at Ateneo Veneto

For our foreign friends! Warm thanks to: Paul Rosenberg

Campaign For A Living Venice

What follows is a translation of the document that was handed out at the Ateneo Veneto meeting on Jan. 20, 2017. Special thanks to #Veneziamiofuturo for sharing it with CFLV and for editing the translation.

Ateneo Veneto, 20 January 2017

#Veneziamiofuturo

The Proposals of the Sestieri

Introduction:

This document summarizes the proposals and the principal requests collected in the meetings with the venetian districts (the six “sestieri”). It is not exhaustive, nor does it represent the position of a single association because our objective is to give voice to the needs of the districts with reference to the problems most acutely felt in the ‘city of water’. In this sense it is also a ‘book of grievances’, where for each ‘grievance’ we have elaborated a possible response.

The proposals conform to the criteria which were specified at the beginning of the cycle of meetings: we are not asking for the…

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