Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Appello ai sindaci di Firenze e Venezia

NB per sottoscrivere l’appello, potete lasciare un vostro commento di adesione su questa pagina oppure scrivere a: dilloaprogettofirenze@gmail.com

“Summary record”, l’appello in sintesi:

1) DIECI CITTÀ EUROPEE CHIEDONO AL PARLAMENTO E ALLA NUOVA COMMISSIONE UE DI OPERARE CONCRETAMENTE A SOSTEGNO DEL LORO SFORZO DI REGOLAMENTARE LA DIFFUSIONE INCONTROLLATA DEGLI AFFITTI BREVI.

2) COME ASSOCIAZIONI e come CITTADINI DI FIRENZE E VENEZIA CHIEDIAMO AI NOSTRI SINDACI DI DI ADERIRE PRONTAMENTE ALL’APPELLO DEI LORO OMOLOGHI EUROPEI

Firenze e Venezia, 21 giugno 2019

È notizia di questi giorni che le Amministrazioni di dieci città europee (Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bordeaux, Bruxelles, Cracovia, Monaco, Parigi, Valencia e Vienna) hanno diffuso un comunicato congiunto al Parlamento europeo e alla Commissione UE per chiedere di poter regolamentare le piattaforme che pubblicizzano affitti brevi sul web, in modo da obbligarle a cooperare con le amministrazioni locali e nazionali e ottemperare alle normative in essere o “in fieri” riguardo la registrazione, la messa a disposizione dei dati dei locatori e l’imposizione di eventuali obblighi fiscali.
L’iniziativa è scaturita in seguito al parere non vincolante espresso dall’avvocato generale della Corte di Giustizia europea per il quale, secondo i regolamenti e le direttive della UE, Airbnb dovrebbe essere considerato un fornitore di informazioni digitali piuttosto che un agente immobiliare tradizionale. Se questo status fosse riconosciuto dalla Corte, le piattaforme online per gli affitti brevi sarebbero sollevate dal dovere di ottemperare alle normative introdotte da varie città europee per regolamentare le locazioni brevi e contenere la gentrificazione turistica di interi quartieri e città.

Le scriventi associazioni e persone fisiche, impegnate nella difesa delle città d’arte e di chi ci vive, chiedono ai Sindaci di Firenze e di Venezia, i cui residenti sono confrontati agli stessi problemi, di aderire prontamente all’appello dei loro omologhi europei.

Per facilitare la comprensione del testo, ne alleghiamo alla presente una traduzione in italiano.

Primi firmatari:

  1. Associazione Progetto Firenze
  2. Associazione 25aprile Venezia
  3. Barbara Colli
  4. Giuseppe Saccà
  5. Gianfranco Bettin
  6. Claudio Vernier
  7. Grazia Galli
  8. Massimo Lensi
  9. Emanuele Baciocchi
  10. Cristiano Imperiali
  11. Maria Milani
  12. Filippo Maria Paladini
  13. Marco Sigovini
  14. Lorenzo Dorigo
  15. Fulvio Orsenigo
  16. Isabella Campagnol
  17. Eleonora Palma
  18. Frank Duse
  19. Michele Catozzi
  20. Matteo Savini
  21. Gabriella Ceciliati
  22. Luca Cosmo
  23. Antonella Forte
  24. Carlotta Borasco
  25. Gloria Busetto
  26. Barbara Rossi
  27. Silvia Patron
  28. Paolo Maria Fornelli-Grasso
  29. Alberto Olivi
  30. Sabina Schiavuta
  31. Franca Pullia
  32. Maria Vittoria Novati
  33. Oriano De Palma
  34. Francesco Ceselin
  35. Francesco Molinari
  36. Franca De Col
  37. Lucia Gottardo
  38. Carla Sitran
  39. Carlo Battain
  40. Stefano Seri
  41. Francesco Vian
  42. Adriano Kraul
  43. Anna Mussita
  44. Serge Turgeon
  45. Maddalena Borasio
  46. Vincenzo Procopio
  47. Francesca Boldrin
  48. Francesca Dissera
  49. Lucio Radich
  50. Veronica Scarpa
  51. Claudia Gottardo
  52. Francesco Di Pumpo
  53. Lorena Culloca
  54. Andrea Sartori
  55. Mara Marini
  56. Catherine Bertrand
  57. Elena Prem Menegazzi
  58. Sandra Martin
  59. Marina Bellemo
  60. Giovanna Massaria
  61. Stefania Orio
  62. Cristina Vitturi Di Este
  63. Annalisa Scarpa
  64. Alessandra Vitalba
  65. Gino Mario De Faveri
  66. Maria Teresa Sega
  67. Rubens Gebbani
  68. Aleramo Paolo Lanapoppi
  69. Flavia Antonin
  70. Dario Vianello
  71. Nicoletta Frosini
  72. Marco Gasparinetti
  73. Luca Velo
  74. Stefano Bravo
  75. Donata Olivieri
  76. Andrea Falchi
  77. Comitato Possibile Venezia Metropolitana “Mirelle Franco”
  78. Pamela Ann Mosher
  79. Marco Nogara
  80. Nicolò Nogara
  81. Variola Foscarina
  82. Gianpaolo Fallani
  83. Alessandro Bressanello
  84. Gabriella Barina
  85. Francesco Foschi
  86. Adele Stefanelli
  87. Francesca Ranieri
  88. Stefano Varponi
  89. Paolo Della Corte
  90. Serena Guidobaldi
  91. Elena Riu
  92. Dubravko Garbin
  93. Mary Ann DeVlieg
  94. Valentina I. Biaggini
  95. Andrea Sbordone
  96. Maria Mian
  97. Marilì Rebagliati
  98. Bruno Bonisiol
  99. Orsola Frosini
  100. Chiara Masiero Sgrinzatto
  101. Stefania De Vido
  102. Daniela Godenzi
  103. Cristina Romieri
  104. Carlo Beltrame
  105. Giuseppe Tattara
  106. Dora Meo
  107. Loredano Tessitore
  108. Philip Tabor
  109. Franco De Marchi
  110. Antonella Molinari
  111. Valerio Vianello
  112. Stefano Barina
  113. Angela Colonna
  114. Barbara Zanetti
  115. Alessandra Sambo
  116. Alessandra Pirani
  117. Davide Barbato
  118. Rita Cormio
  119. Gina Di Cataldo
  120. Lorenzo Manenti
  121. Mauro Magnani
  122. Marilena Rossetto
  123. Angela Pasculli
  124. Enzo Castelli
  125. Nicole Boldrin
  126. Marco Ziliotto
  127. Marco Smerghetto
  128. Enrico Cambrisi
  129. Elena La Rocca
  130. Simone Gabbia
  131. Elena Ferrata
  132. Marina D’Este
  133. Francesco Cesca
  134. Maria Angelopulou
  135. Alessandra Gregorini
  136. Matteo Cattelan
  137. Cathie Geraci
  138. Tullio Galfrè
  139. Barbara Poli
  140. Laura Sousounis
  141. Michelle A. Laughran
  142. Lorenzo Calvelli

.. .. lista in corso di aggiornamento!

Nella foto: la nostra sede in campo de la Bragora, dove raccoglieremo altre firme in occasione della festa in campo, sabato e domenica.

Bragora 4

_______________________

Il comunicato stampa delle dieci città in inglese:

European cities believe that homes should be used first and foremost for living in. Many cities suffer from a serious housing shortage. Where homes can be used more lucratively for renting out to tourists, they disappear from the traditional housing market, prices are driven up even further and housing of citizens who live and work in our cities is hampered.

Cities must protect the public interest and eliminate the adverse effects of short term holiday rental in various ways. More nuisances, feelings of insecurity and a ‘touristification’ of their neighbourhoods is not what our residents want. Therefore (local) governments should have the possibility to introduce their own regulations depending on the local situation.

For this, we need strong legal obligations for platforms to cooperate with us in registration-schemes and in supplying rental-data per house that is advertised on their platforms.

Platforms like Airbnb have exact rental data and they provide numerous services to guide the supply, simplify the process and influence the prices. Yet, according to the AG’s opinion, they would have no obligation at all to provide municipalities with information about the rentals to help them prevent violations of local or national regulations, for instance on the maximum number of days allowed. Enforcement would be for the authorities concerned alone, which have to identify anonymous addresses (data held by platforms), which places an excessive burden on public funds.

Where platforms claim that they are willing to cooperate with the authorities, in practice they don’t or only do so on a voluntary basis.

One thing must be clear: A carte blanche for holiday rental platforms is not the solution.

We will continue to address the housing shortages in our cities and continue to ensure that our cities remain livable. We sincerely hope for the cooperation of the new European Parliament and the incoming European Commission.

Traduzione:

Le città europee ritengono che le case dovrebbero essere utilizzate prima di tutto per viverci. Molte città soffrono di una grave carenza di alloggi. Laddove le case possono essere utilizzate in modo più redditizio per l’affitto ai turisti, scompaiono dal tradizionale mercato immobiliare, i prezzi salgono ulteriormente e le possibilità abitative per i cittadini che vivono e lavorano nelle nostre città sono compromesse.
Le città devono proteggere l’interesse pubblico ed eliminare gli effetti negativi degli affitti di breve termine in vari modi. Più disagi, sentimenti di insicurezza e la turistificazione dei loro quartieri non è ciò che vogliono i nostri residenti. Pertanto i governi (locali) dovrebbero avere la possibilità di introdurre i propri regolamenti in base alla situazione locale.
Per questo, abbiamo bisogno di forti obblighi normativi affinché le piattaforme cooperino con noi nei regimi di registrazione e nella fornitura di dati delle inserzioni per le locazioni pubblicizzate sulle loro piattaforme.
Piattaforme come Airbnb hanno dati precisi sulle locazioni e forniscono numerosi servizi per guidare l’offerta, semplificare il processo e influenzare i prezzi. Tuttavia, secondo il parere dell’AG, non avrebbero alcun obbligo di fornire ai Comuni informazioni sugli affitti per aiutarli a prevenire le violazioni delle normative locali o nazionali, ad esempio sul numero massimo di giorni consentiti.
Laddove le piattaforme sostengono di essere disposte a collaborare con le autorità, in pratica non lo fanno, o lo fanno solo su base volontaria.
Una cosa deve essere chiara: concedere carta bianca alle piattaforme di pubblicizzazione degli affitti brevi non è la soluzione.
Continueremo ad affrontare la carenza di alloggi nelle nostre città e continueremo a garantire che le nostre città rimangano vivibili. Speriamo sinceramente nella collaborazione del nuovo Parlamento europeo e della Commissione europea entrante.

Further background information

In a case at the Regional Court in Paris, involving AIRBNB Ireland, the investigating judge decided to refer to the EU Court of Justice to ask for a preliminary ruling on whether the services provided in France by AIRBNB Ireland, benefit from the freedom to provide services, laid down by the so called E-commerce Directive of the European Union.

The Advocate General’s opinion on this to the Court (published April 30, 2019) is affirmative to this question.

This will have, we fear, one major implication: Homes needed for residents to live and work in our cities, will become more and more considered as a market for renting out to tourists. We think that cities are best placed to understand their residents’ needs. They have always been allowed to organize local activities through urban planning or housing measures. The AG seems to imply that this will simply no longer be possible in the future when it comes to Internet giants.

The threats and risks for the social and livable configuration of our cities are evident.

Traduzione:

In un caso sollevato presso il tribunale regionale di Parigi, che coinvolge AIRBNB Irlanda, il giudice istruttore ha deciso di adire la Corte di giustizia della UE chiedendo una sua pronuncia pregiudiziale in merito alla questione se i servizi forniti in Francia da AIRBNB Ireland beneficino della libera prestazione di servizi, previsto dalla cosiddetta direttiva sul commercio elettronico.
L’opinione espressa su questo argomento dall’Avvocato Generale alla Corte (pubblicata il 30 aprile 2019) è che la risposta a questa domanda è affermativa.
Il nostro timore è che questo avrà la seguente implicazione: le case necessarie ai residenti per vivere e lavorare nelle nostre città, diventeranno sempre più oggetto del mercato per l’affitto ai turisti. Riteniaamo che le città siano nella posizione migliore per comprendere le esigenze dei loro residenti.
È sempre stato nella loro possibilità intervenire per organizzare le attività locali attraverso la pianificazione urbana o misure abitative. L’opinione dell’Avvocato Generale sembra implicare che d’ora in avanti, quando si tratta dei giganti del web, questo non sarà più possibile.
Le minacce e i rischi per la configurazione sociale e vivibile delle nostre città sono evidenti.

Rassegna stampa:

The Guardian 20 giugno 2019

https://www.theguardian.com/cities/2019/jun/20/ten-cities-ask-eu-for-help-to-fight-airbnb-expansion?CMP=share_btn_fb&fbclid=IwAR2qrCG0SpSsdabc19oNDvY-wHlAc-k-EjgMrbMMDWtUnoge–DQbqC6lLw

 

 

Calendario 2020, bando di selezione riservato agli studenti

Concorso fotografico

“Vivere a Venezia”

L’Associazione 25 Aprile Venezia indice un concorso fotografico aperto a tutti gli studenti del triennio degli Istituti Superiori del Comune di Venezia.

Scopo del concorso è selezionare le 12 foto del calendario che sarà pubblicato dall’Associazione e il cui ricavato verrà interamente devoluto al bando per la residenzialità 2020.

Come negli anni 2018 e 2019, la vendita del calendario sarà finalizzata alla raccolta di fondi per aiutare famiglie in situazioni di disagio e/o di sfratto che intendono continuare a vivere a Venezia. Nei due anni precedenti sono stati tre i nuclei familiari che hanno potuto beneficiare del contributo previsto dal bando casa dell’Associazione, aiutati così a risolvere le proprie situazioni di sfratto.

Titolo del concorso è: “Vivere a Venezia”. Il titolo punta a ottenere delle immagini non solo belle esteticamente, ma che richiamino istanti di vita quotidiana, del mondo del lavoro, del sociale, del tempo libero e quanto dai fotografi sarà ritenuto significativo della vita in città.

La giuria sarà formata da 4 persone e presieduta dal fotografo professionista Mark Smith

http://www.marksmith.co.nz/

La giuria, a suo insindacabile giudizio, sceglierà le 12 foto ritenute più idonee che diventeranno le immagini del calendario 2020.

Come nelle passate edizioni il calendario verrà presentato ufficialmente con una conferenza stampa a cui tutti gli autori saranno invitati.

Modalità di partecipazione e caratteristiche tecniche delle immagini

Ogni autore può partecipare con un massimo di 2 fotografie rigorosamente inedite che dovranno essere a inquadratura orizzontale  in b/n o colori. La risoluzione di ciascuna foto deve essere di 300 dpi (dimensione minima lato lungo 3000 px) e in formato JPEG (.jpg). Non sono ammesse opere interamente realizzate al computer.  Le foto inviate dovranno riportare nome cognome dell’autore, titolo e avere numero progressivo. es. (ROSSI_MARIO_XXXYYY_01.jpg). Le immagini non conformi alle specifiche non verranno prese in considerazione.

Le immagini dovranno essere spedite per mail all’indirizzo

foto.g25a@gmail.com entro e non oltre le ore 24.00 del

15 luglio 2019.

Per partecipare è necessario compilare la scheda di iscrizione.

I minori dovranno accludere firma liberatoria di almeno un genitore.

 

Facsimile scheda di iscrizione

 

Cognome nome: _______________________________ nato a: ____________________ il: _________________ residente a: ___________________________________ Istituto: ____________________________ classe:_____ cell. (facoltativo): ___________________________________ mail: _________________________________________

 

Partecipo al concorso fotografico indetto dall’Associazione 25 Aprile Venezia con n. __ foto che, se premiate, verranno pubblicate nel calendario 2020, finalizzato al finanziamento del bando 2020 per la residenzialità. La proprietà delle foto rimane dell’autore che ne autorizza l’uso all’Associazione 25 Aprile Venezia per pubblicarla, anche con eventuale sponsor, nel calendario 2020 e farne l’uso che l’associazione riterrà opportuno, fatto salvo che lo scopo unico è quello della beneficenza.

 

data _____                                    FIRMA ____________________

Per i minori firma liberatoria di consenso da parte di un genitore con allegata copia del documento d’identità.

 

firma ______________________

 

Navi da crociera? A distanza di sicurezza dai centri abitati!

Dichiarazione congiunta delle realtà civiche operanti nei siti UNESCO di:

Cipro, Corfù, Creta, Firenze, Ragusa, Rodi, Venezia

Il 2 giugno 2019 una nave da crociera ha provocato un incidente nel momento in cui l’equipaggio ha perso il controllo dell’imbarcazione schiantandosi contro una banchina e coinvolgendo un’imbarcazione turistica nel pieno centro storico di Venezia, lungo il canale della Giudecca.

Alcuni anni fa una nave da crociera della stessa compagnia (MSC) causò gravi danni alle condutture sottomarine tra Dubrovnik e l’isola di Lokrum, con conseguenti disagi alle forniture idriche ed elettriche durati per settimane.

Oltre ai danni alle imbarcazioni attraccate tra Dubrovnik e Lokrum ed alle infrastrutture sottomarine nel 2004, nel 2013 Dubrovnik é stata considerata la città con l’aria più inquinata della Croazia (dati relativi alla qualità dell’aria).

Questi incidenti dimostrano che, dato l’elevatissimo impatto ambientale, le gigantesche navi da crociera rappresentano una concreta ed imminente minaccia per le nostre comunità.

Le città di Dubrovnik e di Venezia soffrono da troppi anni, e in modo sempre più accentuato, di una cattiva gestione del turismo di massa e per questo hanno bisogno di un’azione urgente atta a preservare il loro specifici modi di vivere, la loro residenzialità, i loro ecosistemi ed il loro patrimonio culturale.

Fino ad oggi, lo status di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO non è stato in grado di assicurare l’adozione e l’implementazione di Piani di Gestione che tenessero in considerazione la capacità di carico turistico di ciascun sito.

Come membri della Rete Civica e Sociale delle Città Storiche del Mediterraneo, che include anche città protette dall’UNESCO, oltre alle isole di Corfù, Cipro, Creta e Rodi, sollecitiamo tutte le parti in causa ed i responsabili a prendere una decisione definitiva per tenere le navi da crociera ad una distanza di sicurezza dal delicato ecosistema della Laguna di Venezia e dal centro storico di Dubrovnik, nonchè dalle altre città e isole riconosciute come siti Partimonio Mondiale dell’UNESCO.

L’appello in grassetto è aperto alle adesioni di tutte le associazioni e comitati che ne condividono la sostanza. Per aderire è sufficiente una email a:

25aprileVenezia@gmail.com

Lo hanno finora sottoscritto (in ordine alfabetico) le seguenti realtà associative:

Associazione Progetto Firenze

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cipro)

Gruppo25aprile Venezia

Regno di Candia Creta

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rodi

San Giacomo Association Corfù

Save Cork City, Cork, Irlanda

Udruga Grad Dubrovnik (Ragusa, Croazia)

JOINT STATEMENT (English version)

On June2nd, a cruise ship caused an accident when the crew lost control of the ship and it smashed into a dock and a tourist river boat in the very historical center of Venice (Giudecca canal).

A few years ago, a cruise ship of the same company (MSC) at anchor in front of the Old City damaged the pipelines between Dubrovnik and the island of Lokrum, trying to avoid a near collision accident caused by strong wind. The ship’s anchor tore up phone lines, electricity and water pipes causing a 30,000 Euro a day loss on the island. Regrettably, the Dubrovnik city authorities’ response to the accident consisted in concentrating the cruise ship anchoring in the Bay of Gruž, which is a densely inhabited area, physically too narrow to accommodate large cruise ships, and on top of all recently inscribed as a buffer-zone to the UNESCO site of the Old City of Dubrovnik.

These incidents prove that, on top of their environmental impact, giant cruise ships represent an immediate threat to our communities.

The cities of Dubrovnik and Venice, which are particularly suffering from mismanagement of mass tourism, need urgent action in order to preserve their way of life, inhabitants, ecosystem and cultural heritage.

Until this very day, not even their World Heritage UNESCO status has been able to secure the adoption and implementation of Management Plans that would take into account the carrying capacity for each site.

As members of the Civil Society Network of Mediterranean Historical Cities, which also includes the UNESCO protected cities and islands of Corfu, Paphos (Cyprus), Crete and Rhodes, we urge all parties responsible to finally make a decision to keep cruise ships at a safe distance from the delicate ecosystem of Venetian Lagoon and from the historical centres of Dubrovnik and other cities and islands recognized as UNESCO World Heritage Sites.

Signed by (in alphabetical order):

Associazione Progetto Firenze

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cyprus)

Gruppo25aprile Venezia

Regno di Candia Crete

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rhodes

San Giacomo Association Corfu

Save Cork City, Cork, Ireland

Udruga Grad Dubrovnik

 

 

Joint statement: Cruise Ships v. World Heritage

Venice – Dubrovnik 3rd June 2019

On June2nd, a cruise ship caused an accident when the crew lost control of the ship and it smashed into a dock and a tourist river boat in the very historical center of Venice (Giudecca canal).

A few years ago, a cruise ship of the same company (MSC) at anchor in front of the Old City damaged the pipelines between Dubrovnik and the island of Lokrum, trying to avoid a near collision accident caused by strong wind. The ship’s anchor tore up phone lines, electricity and water pipes causing a 30,000 Euro a day loss on the island. Regrettably, the Dubrovnik city authorities’ response to the accident consisted in concentrating the cruise ship anchoring in the Bay of Gruž, which is a densely inhabited area, physically too narrow to accommodate large cruise ships, and on top of all recently inscribed as a buffer-zone to the UNESCO site of the Old City of Dubrovnik.

These incidents prove that, on top of their environmental impact, giant cruise ships represent an immediate threat to our communities.

The cities of Dubrovnik and Venice, which are particularly suffering from mismanagement of mass tourism, need urgent action in order to preserve their way of life, inhabitants, ecosystem and cultural heritage.

Until this very day, not even their World Heritage UNESCO status has been able to secure the adoption and implementation of Management Plans that would take into account the carrying capacity for each site.

As members of the Civil Society Network of Mediterranean Historical Cities, which also includes the UNESCO protected cities and islands of Corfu, Paphos (Cyprus), Crete and Rhodes, we urge all parties responsible to finally make a decision to keep giant cruise ships at a safe distance from the delicate ecosystem of Venetian Lagoon and from the historical centres of Dubrovnik and other cities and islands recognized as UNESCO World Heritage Sites.

Signed by (the list is being updated):

Gruppo25aprile Venezia

Udruga Grad Dubrovnik

San Giacomo Association Corfu

ex-Artis Cultural Association Paphos (Cyprus)

Rhodes International Culture & Heritage Society (RICHeS) Rhodes

Regno di Candia Crete

 

 

 

ANNEX: the Dubrovnik – Lokrum precedent

Vijesti.net
August 16, 2004

Saturday two large ships with 2600 people on board… were drifting towards a hotel.

Ships looked like toys bopping in the harbour.

The wind caused the ship (MSC Armonia) to shift from where it was anchored… until there was a 20m gap between the two large ships… distance should have been minimum of 150m.

The anchors got tangled up and they both had to limp out to the open sea where they managed to untangle and come back to port.

Could have been another Titanic… only seconds from a very large disaster.

The ships tore up phone lines, electricity and water pipes at the Lokrum resort in peak season, possible loss of 30,000 euro a day.

The accident summarized by another open source:

 

16 August 2004:

The strong wind moved the ship MSC Armonia (251 meters length, 2200 guests), from the place where she anchored and towards the Villa Dubrovnik hotel. At one moment, according to witnesses, the distance from the hotel’s terrace to the ship was only 15 meters. Hotel guests were in a state of panic watching the mega cruise liner approaching the hotel. During the attempt to escape from possibility of running aground or hitting the hotel Villa Dubrovnik, Armonia’s anchor pulled the anchor of Club Med 2 (440 guests on board). Both ships then sailed out to the open sea and after the risky manoeuvre they dropped anchor. The incident has left the island of Lokrum without power, water supply, and phone lines as cables and pipes were destroyed during the manoeuvring inside the bay. City authorities said that due to the damage, tourist season for this small island, just a ten minute pleasant boat trip distance from the Port of Dubrovnik, is over. Daily income loss of 30,000 euros has been estimated. Port authorities have authorized the ships to leave the Port of Dubrovnik only after both cruise companies have deposited 100,000 euro as compensation for the damage caused.

 

UNESCO pilatesco – comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA:

Nel 2016 questa città aveva riposto grandi speranze nell’UNESCO, per la risoluzione che avevamo anche tradotto in italiano e pubblicato su questa pagina: la famosa risoluzione di Istanbul.

Nel 2017 le speranze si erano affievolite con l’inaudito rinvio di due anni concesso, senza discussione alcuna, nel corso della sessione di Cracovia.

Metabolizzata la delusione del 2017, è con un sorriso amaro che accogliamo la decisione oggi annunciata di concedere un ulteriore rinvio fino a “febbraio 2020”. Per quanto ammantata di burberi rimproveri e amorevoli buffetti sulla guancia, la decisione si traduce in tre anni di “proroga” rispetto a quel verdetto che avevamo accolto con favore nel 2016:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/15/venezia-e-il-processo-di-bisanzio-istanbul-14-luglio-2016/

Accogliamo l’annuncio con un sorriso (amaro) perché lo World Heritage Committee, unico abilitato a inserire Venezia nella lista dei siti UNESCO in pericolo, si riunisce soltanto una volta all’anno e lo fa a LUGLIO –  quindi si pronuncerà soltanto DOPO le elezioni comunali del 2020.

In altri termini, questo ulteriore rinvio appare dettato unicamente dalla scelta politica di non “disturbare” il sindaco in carica, che ha già dichiarato di volersi ricandidare nel 2020.

Le condizioni necessarie e sufficienti per una decisione o quanto meno per una discussione erano già riunite nel 2017. Quel treno ormai è passato e non ripasserà. Tanto meno potrà condizionare (in positivo) gli impegni dei candidati Sindaco del 2020, dato che chiunque venga eletto a giugno, quando il verdetto arriverà a luglio (salvo rinvii ulteriori) potrà prendersela comoda avendo davanti a sè 5 anni di mandato.

A chi volesse ricostruire l’evoluzione del dossier, suggeriamo di seguire questo link in ordine cronologico “inverso”:

https://gruppo25aprile.org/?s=unesco

Nella foto,  l’ingresso della sede veneziana dell’UNESCO che occupa il prestigioso Palazzo Zorzi: la famosa “antenna” che non vede non sente e non parla mai, anche perché le sue bollette sono a carico dell’Amministrazione comunale quindi magari è meglio non correre rischi?

UNESCO Venezia.jpg

 

 

Comunicazione urgente alla cittadinanza

L’articolo di Antonella Gasparini per VeneziaToday:

http://www.veneziatoday.it/attualita/sfratto-sospeso-anziana-castello-gruppo-25-aprile.html

Il commento del sociologo Gianfranco Bettin, che con arguzia rilancia il nostro slogan #MiNoVadoVia:

Summum ius summa iniuria – seconda parte

COMUNICATO STAMPA 14/05/2019

Lette le dichiarazioni alla stampa (per avvocato interposto) della società che sta sfrattando una pericolosa novantatreenne nel sestiere di Castello, segnaliamo due “piccole” omissioni, sicuramente involontarie:

I) i 40.000 euro che le hanno sequestrato (inaudita altera parte) a titolo conservativo in attesa del giudizio di merito (RG 5913/2017), per l’occupazione abusiva dell’appartamento che in precedenza era suo;

II) i 10.000 euro dell’assegno che qui riproduciamo, versato il 15 aprile a titolo di garanzia del rilascio (in cambio di un rinvio dello sfratto al 15 maggio), e siamo già a 50.000 (euro e non Lire). Sarà anche abusiva (e noi non contestiamo che lo sia, dal punto di vista giuridico) ma non si puó dire che sia a titolo gratuito, questa occupazione “sine titulo”: anzi è talmente onerosa che solo una persona aggrappata ai suoi ricordi e alla sua Città può resistere in questo modo a chi le ha strappato quella che era casa sua (60 metri quadri circa, e non una reggia).

#MiNoVadoVia

Assegno

Quello che vedete in foto  è un assegno di 10.000 euro (dieci mila). Firmato da una persona di 93 anni a titolo di garanzia per ottenere la concessione di un breve rinvio dello sfratto dall’appartamento di cui era proprietaria. Durata del rinvio graziosamente concesso in cambio di questo assegno? Dal 15 aprile al 15 maggio.

Lettera aperta al Prefetto Vittorio Zappalorto

S.E. il Prefetto Vittorio Zappalorto

Mercoledì 15 maggio, a due passi dalla nostra sede in Bragora una cittadina inerme di 93 anni riceverà la visita di un ufficiale giudiziario assistito dalla «Forza Pubblica» che ha in Lei, Signor Prefetto, il suo massimo rappresentante sul territorio.

La « Forza pubblica » per sradicare dal suo appartamento una vedova che ne era proprietaria dagli anni ’80 e ne è stata espropriata in virtù di una procedura di esecuzione immobiliare per un debito legato a spese di manutenzione straordinaria del tetto decise dagli altri condomini, che è lievitato da 16 mila a 50 mila euro circa in seguito alla peripezie giudiziarie che l’hanno vista soccombere nelle varie fasi del giudizio, a volte per mancata opposizione ai decreti ingiuntivi che si sono succeduti nel tempo.

Molti sono gli aspetti oscuri di questa vicenda, sicuramente complessa sul piano processuale ma questa è materia che lasciamo agli avvocati delle parti: non è per criticare una sentenza che ci rivolgiamo a Lei con questo appello.

Lei che ha alle spalle studi di giurisprudenza conosce sicuramente il detto «summum ius summa iniuria» (Marco Tullio Cicerone, De officiis, I, 10). Nel Paese che a ragione viene definito culla del diritto, i nostri illustri antenati avevano già riconosciuto che  «somma giustizia equivale spesso a somma malizia” (Publio Terenzio Afro, Heautontimorumeno, IV, 5: Ius summum saepe summa est malitia).

Le sentenze vanno rispettate, anche quando sono il risultato di mancate impugnazioni o altri cavilli che sono difficilmente comprensibili per la gente comune, ma è nelle modalità dell’esecuzione “forzata” che si vede la differenza fra uno Stato che soffoca  i più deboli con la forza bruta e uno Stato che conosce anche la «pietas» e riconosce la dignità umana come correttivo all’asperità della “dura lex sed lex”.

Nel nostro ordinamento, l’uso della «Forza» è prerogativa e monopolio dello Stato perché lo Stato medesimo è anche garante del necessario bilanciamento degli interessi, che non può prescindere da valori superiori quali la Costituzione, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e altri che sono radicati nella coscienza collettiva di un Paese e ne costituiscono la vera ricchezza. Negarli o ignorarli significherebbe minare le basi essenziali della convivenza civile.

Questa vicenda vede contrapposte le ragioni puramente economiche di una società immobiliare che si è aggiudicata all’asta un appartamento e le ragioni del cuore di una persona anziana e indifesa che si vorrebbe prelevare con la forza dall’appartamento in cui ha vissuto per più di 30 anni. Nel rendere questa vicenda di dominio pubblico ci stiamo forse schierando contro il diritto di proprietà? Al contrario, proprio perché rispettiamo quel diritto ci chiediamo come sia possibile che una persona venga prima espropriata e poi espulsa di forza dall’appartamento di cui era proprietaria, dopo una vita di sacrifici.

Si dia agli avvvocati delle parti il tempo di negoziare una soluzione rispettosa delle Leggi e della dignità umana : per il 25 luglio è già prevista una udienza di merito in cui verrà determinato l’ammontare della indennità di occupazione che la ex proprietaria dovrà pagare per il tempo in cui è rimasta nell’appartamento di cui non è più proprietaria.

Quale pregiudizio irreparabile potrebbe mai arrecare un rinvio di questo sfratto, e quale pregiudizio irreparabile potrebbe invece portare lo sradicamento brutale di una persona che il 4 giugno compirà 94 anni e ha passato gli ultimi 37 in quell’appartamento?

Questa è la domanda centrale a cui Le chiediamo rispettosamente di rispondere, prima di autorizzare l’utilizzo della Forza Pubblica e determinarne le modalità operative. Non Le chiediamo certo di farlo in pubblico, in primo luogo perché la risposta riguarda principalmente la Sua coscienza e in secondo luogo perché le modalità di intervento della Forza Pubblica possono articolarsi in molteplici forme e adattarsi alle circostanze specifiche, per preservarne il carattere di proporzionalità ed evitare danni collaterali indesiderabili.

Il 15 maggio noi ci saremo, al numero civico della foto: ci saremo insieme ad altri e a chiunque vorrà esserci. Non ci saranno atti di «resistenza a pubblico ufficiale» perché questa piattaforma civica ha fatto del rispetto della legalità e delle istituzioni un tratto distintivo e fondante delle sue attività, ma rivendichiamo il diritto che per noi è dovere civico di essere vicini ad una persona che merita rispetto, in queste circostanze per lei dolorose.

In 5 anni di denuncia di quello che a nostro modo di vedere «non va», questo blog  non ha mai ricevuto querele,  rettifiche o smentite, perché prima di parlare ci documentiamo, sempre. Lo abbiamo fatto anche in questo caso, prima di rivolgere a Lei questa lettera.

I documenti di cui abbiamo preso conoscenza  e lo stato di salute della “sfrattata” ci portano a rivolgerLe  un appello che prescinde dall’arida conoscenza dei Codici: mercoledi 15 maggio in calle dei greci, si eviti l’uso della violenza camuffata da «forza pubblica », nei confronti di una persona anziana e indifesa. Questa città non lo capirebbe.

Sono ben altre le situazioni in cui la cittadinanza avrebbe bisogno dell’intervento della “Forza Pubblica”, e la applaudirebbe.

Marco Gasparinetti

per il

Gruppo25Aprile

 

15 maggio castello

A scanso di equivoci – e per evitare confusione di ruoli

Comunicato stampa

A partire da oggi, il Signor Giovanni Andrea Martini per noi non é più un presidente di Municipalità ma uno dei tanti candidati alla poltrona di sindaco e come tale verrà considerato.
Con la sua scelta di creare l’ennesimo «soggetto politico» – decisione che risale a qualche mese fa e che ora rivela il suo vero scopo – il titolare pro tempore di quella funzione ha fatto perdere alla Municipalità il suo ruolo di punto di riferimento che avrebbe potuto unire anziché dividere i veneziani in un momento così delicato per il futuro della città d’acqua.
Il rischio concreto è infatti che la Municipalità venga ridotta a istituzione strumentale alla creazione di una corrente personale tesa alla conquista di una qualche poltrona.
Le modalità di annuncio di questa sua autocandidatura a sindaco di Venezia sono peraltro soprendenti se si considera che la sua area politica di riferimento ha fatto delle primarie lo strumento di democrazia partecipata con cui scegliere il proprio candidato.
La sensazione è quindi che questa candidatura sia destinata a dividere anziché unire, anche se almeno ha il pregio di far chiarezza aprendo gli occhi a chi in buona fede rischiava di farsi “usare” per finalità diverse da quelle inizialmente annunciate nel “manifesto” politico con cui pochi mesi fa era stata annunciata la nascita di quel soggetto denominato “Insieme x Venezia e x per la terraferma”.
Adesso che le sue finalità sono chiare a tutti, auguriamo buon viaggio a chi ha voluto intraprendere un cammino che non è il nostro e che non potrà contare sul nostro appoggio.
Il gruppo25aprile
Venezia, 4 maggio 2019
6 maggio 15 G25A

II° bando di gara per la casa: la graduatoria definitiva

Il 25 aprile quest’anno lo “onoriamo” pubblicando la graduatoria del bando di gara creato per dare un aiuto concreto a chi desidera restare o ritornare a Venezia, ma deve combattere a mani nude contro il carro armato della monocultura turistica che tutto travolge al suo passaggio, occupando ogni spazio per destinarlo alle locazioni turistiche.

(R)esistere a Venezia, non a caso, è anche il tema dell’esposizione fotografica in corso nella nostra sede di San Giovanni in Bragora. Il bando di gara è alla sua seconda edizione, e anche quest’anno premia una donna in situazione di sfratto esecutivo. Le donne rappresentano l’80% delle domande di contributo ricevute.

I contributi questa volta sono due, grazie alla generosità di chi ha acquistato il nostro calendario benefico e alla libreria Mare di Carta che lo ha distribuito. Al contributo di 3.000 euro per il primo classificato si affianca un secondo premio di 2.000 euro che a sua volta viene erogato a un residente colpito da sfratto per finita locazione.

Come riportato anche dalla stampa locale, il bando di gara del 2018 ha permesso a una famiglia sfrattata di restare a Venezia, coprendo le spese legate a trasloco e deposito cauzionale: è stata una storia a lieto fine, a cui siamo lieti di aver contribuito. Altrettanto auguriamo ai beneficiari del contributo 2019.

La graduatoria definitiva:

Venezia, 25 aprile 2019
Visto il bando di gara pubblicato in data 1 febbraio 2019, che prevede l’assegnazione di due contributi pari a euro 3.000 per il primo classificato e 2.000 euro per il secondo;
Esaminata la documentazione ricevuta dai primi classificati nella graduatoria provvisoria pubblicata il 24 marzo e la sua idoneità a provare le situazioni soggettive generatrici di punteggio;
Prendendo atto dell’assenza di reclami o ricorsi;
il Consiglio direttivo dell’associazione 25 aprile Venezia ha deliberato la seguente
GRADUATORIA DEFINITIVA
che determina l’erogazione del contributo, previa sottoscrizione del contratto di accettazione e dei relativi obblighi con particolare riferimento al divieto di sublocazione o affittanze turistiche.
1) Donatella Penzo: 130 punti
2) Paolo Patuzzo: 130 punti
A parità di punteggio è stato applicato l’articolo 6 del bando, a norma del quale: “A parità di punteggio complessivo, verrà data la precedenza a chi si trova in situazione di sfratto ai sensi dell’articolo 5 punto 1. In caso di parità fra più persone in situazione di sfratto, la precedenza verrà data a chi si trova anche nelle situazioni di cui al punto 2 e successivi, seguendo il medesimo ordine di preferenza”.
I beneficiari del contributo non sono iscritti all’associazione e non sono parenti, conviventi o affini dei membri del direttivo (situazione che rappresenta causa di esclusione dal bando).
Le generalità dei beneficiari vengono rese note con l’accordo dei diretti interessati, che hanno sottoscritto apposita liberatoria. Quelle dei richiedenti che si sono collocati nelle posizioni successive in graduatoria rimangono invece coperte da privacy, come previsto dal bando.
BandoGara 3 feb 19

 

 

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