Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#BreakingNews: i nostri comunicati stampa”

Un salto di qualità e un invito

In questi quattro anni e mezzo di attività, abbiamo interagito attraverso due – anzi tre – canali di comunicazione distinti:

1) il gruppo facebook (2.300 iscritti circa) che è forum di discussione e confronto, nonché piattaforma di voto prima di rendere pubbliche le nostre prese di posizione e proposte: https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

2) questo blog (1.100 abbonati circa) come strumento di aggiornamento per i molti che non utilizzano facebook e anche per gli organi di informazione che qui trovano i nostri comunicati stampa, documenti di analisi e prese di posizione “ufficiali”: ciò che nel gruppo facebook è oggetto di discussione, trova generalmente il suo sbocco su questa pagina internet e (in forma telegrafica) via Twitter quando le discussioni interne sono giunte a maturazione: https://twitter.com/25aprileVenezia

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3) A partire dal 2016, la pagina facebook “Veneziamiofuturo”, nata come pagina “di servizio” e al servizio della città, sull’onda del flashmob di risposta al sindaco che aveva dichiarato “il futuro di Venezia è a Mestre dove c’è la gente che vive” (la mobilitazione lampo si era tradotta in 300 striscioni di tutte le forme e dimensioni ai nostri balconi e alle nostre finestre, il 2 luglio 2016):

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

La pagina conta attualmente più di 11.000 abbonati e ha anche un suo account instagram; è stata fra l’altro (e sarà ancora) trampolino di lancio per il calendario dei residenti e a tutela della residenza, la cui seconda edizione è imminente, e anche di quella a difesa della pescaria di Rialto.

NV 4 gennaio

I tre canali di comunicazione “confluiscono” e convergono a valle nelle manifestazioni e incontri pubblici che ci hanno fatto conoscere al mondo, quali il cinema all’aperto in campo San Polo o il grande corteo “MiNoVadoVia”: in questi 4 anni e mezzo di attività ne abbiamo organizzati una ventina (senza contare gli eventi “minori”) ma questi momenti di raccordo non bastano più, ad una piattaforma civica che continua a crescere ogni mese che passa, con le inevitabili scosse di assestamento o “crisi di crescita” (esattamente come succede agli adolescenti, con le loro tempeste ormonali).

Superata quella fase, è ora di fare il salto di qualità verso la “maturità”. Come?

Foto Julia 1

Il meccanismo di voto (palese e nominativo) nel gruppo chiuso penalizza i molti attivisti che non utilizzano facebook, mentre chi lavora non sempre ha il tempo di partecipare alle riunioni interne che finora si sono svolte a rotazione in case private, all’Ateneo Veneto e in sala San Leonardo o anche (nella bella stagione) nei nostri campi e parchi pubblici (memorabile quella ai giardini Papadopoli, che molti di voi ricorderanno).

La soluzione che abbiamo individuato perché nessuno si senta in qualche modo escluso e tutti possano partecipare, nei modi e nelle forme che gli/le sono più congeniali, è una sede stabile che verrà inaugurata domenica 7 ottobre.

Non sarà “sede del gruppo” – che è movimento di opinione fluido e privo di gerarchie – ma uno spazio civico, un luogo di incontro e di confronto, un laboratorio di idee sul cui utilizzo stiamo raccogliendo proposte e suggerimenti: l’idea è quella di metterlo a disposizione della città, che di spazi come questo ha disperatamente bisogno, con un unico vincolo:

i partiti e la politica “di parte” resteranno fuori dalla porta, anche perché hanno già i loro spazi, le loro sedi, i loro megafoni e mezzi materiali infinitamente superiori ai nostri.

Continuare a dividerci sulla base di schemi logori e obsoleti (oltre che perdenti) a parere di molti di noi significa condannare a morte una città ridotta ai minimi termini (come numero di abitanti) e a cui è stato negato anche il referendum per il ripristino di due Comuni distinti, che le avrebbe almeno permesso di scegliersi un suo Sindaco anziché dipendere (come sarà anche nel 2020) da una maggioranza elettorale che vive oltre il ponte.

Chi ritiene che un cambiamento di rotta sia necessario, rispetto a quella seguita dal sindaco attuale, non può più permettersi il lusso di divisioni settarie e pagelle su chi sia più “di sinistra” o ecologista o autonomista: il bene comune richiede – a nostro parere – di superare quegli steccati e offrire una visione di insieme, un progetto di città in cui tutti possano riconoscersi. Se per parlarne insieme e confrontarci di persona (e non solo su facebook) ci mancava un tetto, a partire da adesso lo avremo. Senza sopravvalutare i nostri mezzi che restano modesti, ma con l’orgoglio di chi sta lavorando per la città e senza secondi fini per 12 mesi all’anno, da più di 4 anni e non soltanto alla vigilia delle elezioni.

Tetto

Lo spirito della sede che verrà presto inaugurata sarà quindi lo stesso che anima la pagina “Veneziamiofuturo”: spirito di servizio e non trampolino di lancio per vanità individuali o carriere (candidature) elettorali.

Di questo mi faccio fin d’ora garante, come creatore di questo blog e fondatore di quella pagina facebook, ma non sarò il solo: il gruppo dei portavoce creato nel 2017, subito dopo il successo di “MiNoVadoVia” che aveva riunito in corteo 42 comitati e associazioni, si è auto-imposto un vincolo che è appunto quello di non avere tessere di partito: nessuno di noi ne ha una, a tutela del carattere pluralista del “25 aprile”.

Con comunicato stampa domani 30 settembre renderemo noto luogo e ora dell’inaugurazione, a cui siete fin d’ora cordialmente invitati.

Venezia, 29 settembre 2018

Marco Gasparinetti

 

Tolleranza zero, con cavalletto e pennelli?

Ken 28 ago 18 La Stampa

Ken 28 ago 18 Gazzettino

Comunicato stampa

Venezia da secoli costituisce un centro intellettuale di rilevanza internazionale, capace di attrarre pensatori e artisti da ogni parte del mondo tanto che, non di rado, alcuni tra essi hanno deciso di fermarsi a Venezia per lunghi periodi o di farne addirittura la loro casa.

Tuttavia in città qualcuno è ancora all’oscuro di questa tradizione plurisecolare e così proprio ieri un importante pittore contemporaneo inglese, il Prof. Ken Howard di 86 anni, è incappato in una spiacevole disavventura.

Vittima del rinato e profondo senso della legalità che sta permeando la società veneziana negli ultimi mesi, il prof. Howard, membro di varie Istituzioni culturali britanniche e insignito dell’Order of the British Empire, artista che ama Venezia e vi opera stabilmente, è stato ripreso e fatto allontanare dal luogo dove abitualmente dipinge da due inflessibili vigili.

Così, grazie al loro intervento e alle “sagge” priorità indicate loro dai superiori e dalla classe politica cittadina, la ferrea disciplina che ormai regna in città ha messo al suo posto anche un pericolosissimo artista internazionale. Non importa che Piazza S. Marco sia in preda a venditori abusivi, guide abusive, a un turismo selvaggio e senza controllo, un artista internazionale è stato fortunatamente bloccato.

Venezia è sempre stata orgogliosa della propria capacità di accogliere chi dimostrava di amarla e di voler contribuire alla sua grandezza, con i propri mezzi o le proprie capacità ma, a quanto pare, non è più così e Venezia è diventata un luogo dove vengono giustamente sanzionati pericolosi bambini che giocano a pallone, dove l’azione di incalliti pittori viene repressa senza esitazione e stoppata sul nascere l’inquietante presenza di anziani cagnolini che osano sostare al di fuori dei negozi cittadini.

Sia ben chiaro che rispettiamo e siamo grati a coloro che devono fare applicare le regole che consentono la civile convivenza: la polizia municipale svolge un lavoro difficile e spesso non riconosciuto secondo giustizia.

Ma siamo davvero sicuri che siano queste le priorità di una città allo sbando come Venezia?

Se la politica deve dare indicazioni sulle priorità da seguire e legiferare in materia è evidente che la scarsa conoscenza della realtà cittadina sta creando situazioni ingovernabili, i cittadini appaiono indifesi di fronte a situazioni intollerabili e imbarazzanti per gli stessi tutori dell’ordine.

Per questo, il Gruppo 25 Aprile manifesta la sua solidarietà al Prof. Ken Howard e ricorda che con questo spirito neppure Turner o Monet avrebbero mai potuto operare a Venezia e donare la loro arte al mondo.

A ben pensarci, forse anche i venezianissimi Guardi o Canaletto sarebbero stati costretti ad emigrare ma, dato il modus operandi della politica locale negli ultimi decenni, questo ce l’aspettavamo già.

Venezia, 27 agosto 2018

Nella foto che segue (grazie a Stefano Varponi), il professor Ken Howard con il “corpo del reato”. Nelle due foto precedenti, gli articolo di Eugenio Pendolini per la Stampa e Giorgia Pradolin (Gazzettino).

Ken Howard by Stefano Varponi

Schei contro bagigi? Comunicato stampa del G25A

Venezia, 12 agosto ’18
Comunicato stampa
Con riferimento all’articolo “La pubblicità fai da te dell’imprenditore non piace a Vela”, apparso oggi sia nell’edizione cartacea che in quella online del Gazzettino,
e con particolare riferimento al sottotitolo “Dopo le critiche del gruppo 25 aprile è arrivata la decisione”,
desideriamo precisare quanto segue.
  1. il gruppo25aprile non ha chiesto né sollecitato a VeLa o ad AVM una decisione nel senso indicato, e nemmeno si era espresso in materia. All’interno del gruppo chiuso le discussioni sono molteplici e il tema è stato affrontato come tanti altri, senza prese di posizione ufficiali;
  2. Nel merito della vicenda, dato che siamo stati tirati in ballo ci sentiamo a questo punto di esprimere apprezzamento per l’autonoma decisione con cui i vertici aziendali hanno interrotto una campagna pubblicitaria che da molti residenti è stata percepita come di cattivo gusto;
  3. nel metodo, auspichiamo che decisioni di questo tipo vengano comunicate agli operatori interessati prima dell’inizio della campagna pubblicitaria e non dopo;
  4. alle affermazioni del Signor Micheletti, che al Gazzettino afferma di aver ricevuto offese nel nostro gruppo facebook, serenamente rispondiamo che il fatto non sussiste, offese non ce ne sono state e di lui fino ad oggi non conoscevamo neanche il nome. Il fatto che la campagna pubblicitaria “schei, miga bagigi” sia a lui riconducibile è stato reso noto soltanto oggi dall’articolo in questione.
  5. Campagne pubblicitarie come questa possono piuttosto ritenersi offensive per i residenti che sempre maggiori difficoltà incontrano nel reperire un alloggio a causa dell’inesorabile trasformazione di ogni metro quadro in locazioni turistiche che portano “schei”, mentre i residenti sono implicitamente associati ai “bagigi”.
  6. Su questo tema il gruppo25aprile ribadisce il proprio impegno civico dalla parte dei residenti, senza crociate e senza caccia alle streghe che non sono nel nostro stile.

12 ago 18 anna marin

Foto: Anna Marin

L’articolo del Gazzettino:

schei 12 agosto 18

 

Tacognaro o Caymans Stadium? Chi sono gli accomandanti?

Visti i roboanti proclami sul nuovo stadio a Tessera (e la conseguente demolizione del Penzo) ci è sembrato normale interrogarci sull’assetto societario del Venezia calcio che è attualmente presieduto dal medesimo mecenate che si occuperà del nuovo stadio. Come riscontrabile con una semplice visura camerale, il 99% del Venezia calcio è ormai controllato dal “Venezia FC 1907 LP” (Limited Partnership, corrispondente ad una SAS o Società in Accomandita Semplice) con sede legale dove?

Nelle isole Cayman.

“Verificheremo i possibili finanziatori, generosi e di buona volontà, che possano impegnarsi finalmente con serietà e trasparenza – aveva solennemente dichiarato il neo-sindaco Brugnaro fresco di elezione, il 21 giugno 2015.

Per offrire il massimo della trasparenza sono andati a cercarla proprio nelle isole Cayman, che fra tutti i paradisi fiscali brilla per discrezione e impermeabilità ad ogni domanda? Mistero della fede verde-arancio-nera ( i nuovi colori della squadra). Dato che altri (e non noi) avevano garantito trasparenza, andiamo a vedere in che termini la descrive il sito ufficiale di Transparency International:

https://www.transparency.org/news/feature/who_doesnt_know_the_cayman_islands_is_a_great_place_to_hide_money_the_cayma

Un gran posto per nascondere i soldi“, dunque, che non è proprio il sinonimo di “trasparenza”.. e il restante 1%? Appartiene ad altra società in accomandita semplice con sede legale allo stesso identico indirizzo (una PO box, casella postale) a GEORGE TOWN – GRAN CAYMAN 69.

Dato che Transparency non è l’unica fonte di saggezza, abbiamo verificato anche le informazioni fornite dall’azionista di riferimento del Venezia Calcio alla SEC (UNITED STATES SECURITIES AND EXCHANGE COMMISSION) con questo risultato:

https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1674201/000167420117000001/xslFormDX01/primary_doc.xml

A parte i “decline to disclose” (rifiuto di risposta) l’assenza di dati nel formulario non sorprende più di tanto: per citare money.it, “le Cayman sono uno dei pochi Paesi con una serie di leggi che permettono la fondazione e il mantenimento di una società senza pagare le tasse. Se la società è in essere per motivi di impresa allora è perfettamente legale e non una strategia di evasione fiscale”. Il dato più interessante è infatti un altro, ed è l’unico nome citato con responsabilità manageriali: Joe Tacopina, per l’appunto.

Interessante perché, è presto detto: caratteristica peculiare della Limited Partenrship è la presenza di soci “accomandanti” (che ci mettono i capitali e incassano i dividendi, ma non appaiono nell’organigramma) e “accomandatari” che invece gestiscono la società e non beneficiano della responsabilità limitata riconosciuta agli accomandanti.

In linea con le promesse di trasparenza del sindaco che in favore di questa società con sede legale nelle isole Cayman favorirà con tutti i mezzi la costruzione di un nuovo stadio, con conseguente demolizione dello stadio attuale, la nostra domanda è:

Chi sono i soci accomandanti del “Venezia FC 1907 LP”?

 

 

La parola data va rispettata, anche e soprattutto al “Marco Polo”

“Qui non ci saranno abbattimenti di specie arboree come i pini marittimi, che assolvono ad una funzione di polmone verde”ing. Davide Bassano, a nome della SAVE, il primo marzo 2017:

1 marzo 17 quote SAVE

A distanza di un anno dalla protesta per il progetto di SAVE di creare un park di altri 230 posti sulla pinetina adiacente alla darsena (formata da 64 alti pini marittimi) la pineta è stata distrutta con l’abbattimento di oltre la metà dei pini. Molti dei rimanenti sono destinati al taglio perchè intralciano i vialetti e gli stalli” – è l’appello che abbiamo ricevuto dal Comitato cittadini di Tessera e Campalto oggi 3 maggio 2018, insieme con questa foto:

maggio 2018

Per difendere quella pineta ci eravamo mobilitati un anno fa, e speravamo che fosse un capitolo chiuso – perché la parola data per noi è sacra e a maggior ragione in quello che per molti ospiti stranieri in arrivo è il “biglietto da visita” di Venezia: l’aeroporto Marco Polo che per accoglierli si sta avviando al secondo allargamento in pochi anni.

Non sottovaluteli questi ospiti stranieri: negli aeroporti da cui partono è tradizione “mitigare” l’impatto ambientale del traffico generato dagli aeroporti piantando centinaia di alberi o conservandoli là dove già ci sono – e noi che spettacolo offriamo al loro arrivo? Del nostro aeroporto vorremmo poter essere fieri, anziché essere costretti a denunciarne la miopia.

2 marzo 17 NV quote Gasp

Cara SAVE

di parcheggi nel tuo Masterplan ne hai già altri 8 fra multipiano e parcheggi a raso. Che bisogno c’è di sradicare questi pini adesso che hai ottenuto anche il collegamento ferroviario per l’aeroporto?

Il nono parcheggio resterà vuoto e al posto dei pini marittimi a noi resterà solo tanta rabbia per questo inutile sfregio. Ti sei rimangiata la parola data un anno fa?

Se ti stai allargando è con l’aumento delle tasse aeroportuali quindi lo fai “a spese nostre”, in tutti i sensi. Per questo ci permettiamo di dirti

Cara SAVE

che macini utili a valanga per i tuoi azionisti grazie al “brand” Venezia, da questa città hai avuto tutto quello che hai chiesto ma alla città cosa dai? #VeneziaChiedeRispetto, per quel lembo di pineta marittima sopravvissuta.

Per quella pineta ci siamo già mobilitati e siamo pronti a rifarlo, a sostegno dei comitati locali. A buon intenditor poche parole..

Il Gruppo25aprile

Tornelli e transenne, la posizione del Gruppo25aprile.

Comunicato stampa, 29 aprile 2018

Siamo una città e non un Luna Park

http://tg.la7.it/cronaca/e-guerra-dei-tornelli-a-venezia-i-centri-sociali-ne-rimuovono-uno-ma-protestano-anche-i-cittadini-29-04-2018-127062

29 aprile 18 prima pagina

Un Sindaco che dal 2016 si ritrova con dieci milioni di euro da spendere per regolamentare i flussi turistici (“patto per Venezia”) in quasi due anni non ha trovato niente di meglio che improvvisare, con ordinanza del 24 aprile 2018 pubblicata in albo pretorio alle ore 18, un costoso quanto inutile sistema di tornelli, telecamere e transenne da sperimentare nel ponte del primo maggio, come se l’esistenza di questo “ponte” fosse rimasta totalmente ignota alla giunta comunale fino alla vigilia del 25 aprile e senza nessuna consultazione preventiva delle parti interessate.

Come sempre facciamo per le questioni controverse, e nonostante i tempi ristretti imposti da quell’ordinanza raffazzonata, abbiamo messo ai voti la posizione da prendere come piattaforma civica.

Il voto interno ha dato questo risultato:

  1. “Prenotazione obbligatoria per le giornate da bollino nero come questa, non sarebbe meglio che essere trattati come greggi di pecore?” 134 voti
  2. “Che bello, son proprio le transenne da Luna Park manca solo la biglietteria all’ingresso col sindaco vestito da clown!” 54 voti
  3. “Potevate dirlo prima che la gente prenotasse il viaggio in treno o in aereo, anziché deciderlo tre giorni prima”: 53 voti
  4. Le altre risposte ricevute, che vanno da un categorico “chiedere le dimissioni del sindaco”  ad un più ironico “rinchiudetelo” (a San Servolo) hanno raccolto 68 voti.

Ironia a parte, negli atti concreti della Giunta in carica notiamo troppe contraddizioni per poter prendere sul serio iniziative come questa, che sembrano concepite come strumento di propaganda o “foglia di fico” per coprire la vergogna di una città che perde mille residenti all’anno e non trova nemmeno i fondi per restaurare i molti appartamenti vuoti di proprietà pubblica, mentre la Giunta continua ad autorizzare cambi di destinazione d’uso che trasformano palazzi pubblici in alberghi e piega il traffico acqueo alle esigenze turistiche limitando la libera circolazione dei residenti mentre al trasporto turistico è concesso tutto, con una situazione ormai al collasso non solo in Canal grande ma anche nel vicino rio di Cannaregio.

Notiamo anche con preoccupazione che nel limitare la libera circolazione dei pedoni si crea un ulteriore incentivo a intasare dei mezzi di trasporto che già sono stracolmi, dato che per “aggirare” i tornelli è sufficiente prendere un vaporetto o altro mezzo di trasporto acqueo.

A nostro modo di vedere. se il Sindaco in carica volesse veramente alleggerire la pressione turistica su Venezia potrebbe a titolo di esempio:

  1. Porre un freno alla proliferazione di nuovi posti letto ad uso turistico sui due lati del ponte: nella sola Mestre i nuovi posti letto in costruzione sono migliaia.
  2. Mettere mano al piano di alienazioni che prevede ulteriori vendite di beni pubblici che con ogni probabilità diventeranno alberghi;
  3. Prendere misure concrete contro il pendolarismo di giornata che da Jesolo e Cavallino scarica su Venezia migliaia di escursionisti supplementari a bordo di lancioni gran turismo, anziché proporre (come ha fatto) nuovi collegamenti diretti da Jesolo e dal litorale dove le presenze estive sfiorano i 13 milioni di unità.
  4. Consultare in anticipo le categorie interessate (come ad esempio le guide turistiche, i vettori come Trenitalia e gli albergatori) e le associazioni cittadine su provvedimenti strutturali e di lungo termine per pianificare i flussi turistici a monte, anziché improvvisare ordinanze lesive delle libertà individuali “a valle”, quando i turisti sono già in città.

Nelle due foto qui pubblicate: la Stampa oggi in edicola, che alla vicenda ha dedicato la prima pagina e un ampio servizio a firma Fabio Poletti.

 

 

#AteneoVeneto 13 aprile, comunicato stampa degli organizzatori

A nome di tutte le associazioni partecipanti all’incontro, l’associazione 25 aprile Venezia ringrazia i consiglieri comunali:

Ottavio Serena (gruppo misto),

Monica Sambo (PD)

e Sara Visman (M5S)

per il loro importante e utile contributo al dibattito in aula magna, ieri all’Ateneo Veneto.

Prendiamo invece atto del fatto che il consigliere di maggioranza Maurizio Crovato, delegato dall’assessora Paola Mar come “uditore” per questo specifico incontro, non ha saputo o ritenuto di svolgere il compito che gli era stato affidato con delega scritta ed ha abbandonato l’aula dopo pochi minuti, senza fornire spiegazioni, risultando poi assente al momento del dibattito.

Nella foto: la consigliera comunale Sara Visman nel corso del dibattito:

Miserie umane a margine di un successo internazionale

COMUNICATO STAMPA:

“Miserie umane a margine di un successo internazionale”.

Nel patetico tentativo di ottenere due righe di visibilità sui giornali, il consigliere comunale Maurizio Crovato si è inventato di sana pianta un presunto finanziamento di 30.000 euro da parte del Consiglio d’Europa, di cui avremmo beneficiato come associazione 25 aprile per organizzare l’incontro internazionale all’Ateneo Veneto.

Se le sue parole non sono state fraintese dal quotidiano locale che le ha pubblicate fra virgolette, cosa che ci e gli auguriamo, si tratta di uno squallido quanto puerile tentativo di gettare fango su un gruppo di cittadini che in 4 anni di attività non hanno mai avuto accesso a fondi pubblici, anche per preservare la propria libertà di critica e di opinione.

Oltre ad offendere noi, quelle parole virgolettate e il riferimento ai 30.000 euro che esistono solo nella fantasia malata di qualcuno sono un’offesa alle delegazioni straniere che senza nessun rimborso da parte nostra hanno affrontato un lungo viaggio e sopportato i costi del soggiorno a Venezia.

Per ripristinare la verità dei fatti, l’autore di queste affermazioni verrà chiamato a risponderne in giudizio, dato che nessun finanziamento pubblico è stato richiesto e tanto meno ricevuto o promesso: come tutte le nostre iniziative, l’incontro fra realtà civiche del Mediterraneo è stato interamente autofinanziato e per verificarlo basterà chiedere al Consiglio di Europa, anziché propagare “bufale”.

Questa capacità di organizzare grandi eventi senza finanziamenti pubblici di alcun tipo probabilmente supera l’immaginazione di quel consigliere comunale. Ci dispiace per lui ma questo non lo autorizza a diffondere menzogne.

Non è la prima volta che lo fa: ricordiamo che a novembre in pieno Consiglio comunale era arrivato a dare della “claque prezzolata” ai cittadini che erano presenti in aula per manifestare la loro contrarietà alla vendita dei nostri palazzi. Non è la prima volta ma la nostra pazienza ha un limite e quel limite è stato oggi superato.

Marco Gasparinetti

Presidente associazione 25 aprile Venezia

 

#AteneoVeneto13thApril: Press release of the Eastern Mediterranean Coalition

Venice, 13th April 2018

Aware of our responsibilities and confident about the future of our local communities, we met today in the Florian Café for internal discussions in the morning session, and at the Ateneo Veneto of Venice for an open session which was attended by more than 100 people. Our talks resulted in the following Venice Declaration.

Together we commit

to promote sustainable tourism based on mutual respect, the protection of the environment, the preservation of our cultural and natural heritage. To achieve these objectives,

We will stand together in

raising awareness, networking, developing and exchanging good practices, advocating for better policies aimed at ensuring quality of life for both our local communities and visitors alike, and in promoting this network for sustainable islands and coastal towns, which remains open to new members.

Today in Venice we agreed

to hold the next meeting on 12 and 13 October in Kerkyra – Corfu, and to welcome the new members from Crete.

 

Βενετία 13 Απριλίου 2018

Mε επίγνωση των ευθυνών και της αισιοδοξίας μας για το μέλλον των τοπικών κοινωνιών μας συναντηθήκαμε σήμερα στο Florian Cafe για εσωτερικές συζητήσεις στην πρωινή συνάντηση μας και στο Ateneo Veneto για ανοικτή συνάντηση στην οποία συμμετείχαν περισσότερα από 100 άτομα. Οι συνομιλίες μας οδήγησαν στην ακόλουθη δήλωση της Βενετίας

Μαζί δεσμευόμαστε

Να προωθήσουμε τον βιώσιμο τουρισμό με βάση τον αμοιβαίο σεβασμό , την προστασία του περιβάλλοντος , τη διατήρηση της πολιτισμικής και φυσικής μας κληρονομιάς . Για την επίτευξη αυτών των στόχων

Θα σταθούμε μαζί για

Τη διεύρυνση της ευαισθητοποίησης ,την ανταλλαγή καλών πρακτικών, .την συνηγορία για την  προαγωγή καλύτερων πολιτικών που αποσκοπούν στη διασφάλιση της ποιότητας ζωής τόσο για τις τοπικές κοινωνίες όσο και για τους επισκέπτες ,καθώς και για την προώθηση αυτού του δικτύου για τη βιωσιμότητα των νησιών και παράκτιων πόλεων . Το Δίκτυο παραμένει ανοικτό για την ένταξη άλλων προορισμών ως μελών

Σήμερα στη Βενετία συμφωνήσαμε

Να πραγματοποιηθεί η επόμενη συνάντηση στις 12 και 13 Οκτωβρίου στη Κέρκυρα και να καλωσορίσουμε τα νέα μέλη από την Κρήτη.”

Locandina 13 aprile 2018

#AteneoVeneto, conto alla rovescia meno 2!

11 aprile 18 Twitter version

4 aprile Nuova Venezia

9 aprile 2018 NV

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