Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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La “politica per la casa” della giunta in carica

Venezia 24 maggio 2017

Congratulazioni alla consigliera comunale della lista Brugnaro che con due delibere ad personam ha realizzato una plusvalenza di qualche milione di euro grazie al cambio di destinazione d’uso dei suoi appartamenti in Calle delle rasse, a cui viene finalmente riconosciuta la vocazione alberghiera.

Locatelli 24 maggio

Nella foto, un momento del dibattito odierno con l’intervento contrario del consigliere Ottavio Serena (già delegato del Sindaco per la trasparenza e la lotta alla corruzione) e i cartelli del gruppo consiliare grillino. Le opposizioni compatte hanno abbandonato l’aula al momento del voto, lasciando che a votare la delibera e ad assumersene la responsabilità morale fossero i 20 consiglieri della maggioranza “fucsia”.

La politica per la casa della giunta in carica si riassume in queste due delibere ad personam: della prima avevamo già parlato con un certo risalto, della seconda non parleremmo nemmeno se fosse stata accompagnata da misure concrete a tutela della residenzialità di cui invece non si è vista la minima traccia, in questi due anni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/10/venezia-ok-al-cambio-duso-delle-case-della-consigliera-immobili-rivalutati-del-500/2206289/

All’UNESCO che chiede di riequilibrare il rapporto fra turismo e residenzialità per ripristinare l’armonia perduta, la giunta in carica ha finora risposto autorizzando la costruzione di nuovi alberghi per migliaia di nuovi posti letto, se contiamo anche quelli recentemente autorizzati a Mestre e a Murano: i 402 alberghi già recensiti sul territorio comunale a quanto pare non bastano per saziare gli appetiti.

Il Gruppo25aprile “ringrazia”, e di concerto con altre realtà associative prepara una sua risposta all’UNESCO, per colmare le lacune e le dimenticanze della risposta “ufficiale” e tardiva con cui il Comune mira soltanto ad ottenere un rinvio della temuta bocciatura.

2016, un anno in sintesi. Terza parte: agosto – settembre

12 agosto: sestier de Santa Crose, “angolo degli oratori” ai Giardini Papadopoli. Il motivo di un’iniziativa organizzata alla vigilia di ferragosto, e nonostante questo “partecipata” oltre ogni previsione, l’abbiamo riassunto qui:

https://gruppo25aprile.org/2016/08/11/speakers-corner-ai-giardini-papadopoli-il-12-agosto-perche/

Resoconto video sul nostro canale youtube:

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Per dare un seguito all’iniziativa e andare oltre il “recinto” dei singoli gruppi, comitati e associazioni, nei giorni successivi viene lanciata la pagina facebook “Veneziamiofuturo”:

https://it-it.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

Agosto: sopralluoghi al Faro Spignon, di cui il Demanio pare intenzionato a “liberarsi” con un bando di gara:

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27 agosto: Manifesto per un turismo sostenibile:

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17 settembre: #Veneziamiofuturo incontra il Sestier de Casteo ed è un secondo successo di pubblico e di contenuti dopo quello dei Giardini Papadopoli:

https://gruppo25aprile.org/2016/09/16/castello-17-settembre-il-programma-degli-interventi/

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..il resto è “storia recente”: sono gli incontri pubblici organizzati nei sestieri di Cannaregio (13 ottobre) San Polo (27 novembre) e Dorsoduro (16 dicembre) per finire l’anno in bellezza con l’ironica “presa della Misericordia” (31 dicembre).

Anno denso di iniziative, il 2016: contando anche l’assemblea sul futuro della fortezza di Sant’Andrea (sala San Leonardo strapiena, a gennaio) e la conferenza con il Magistrato alle Acque (scoletta dei Calegheri, il 30 maggio), lo sforzo organizzativo del Gruppo25Aprile ha permesso di realizzare 7 incontri pubblici in 12 mesi. Un grazie di cuore alle decine e decine di attivisti che hanno reso possibile questo piccolo miracolo, interamente auto-finanziato.

17 settembre 2016: rassegna stampa e galleria fotografica

Prossimo appuntamento, prossimo sestiere: Cannaregio 13 ottobre!

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(Gazzettino 18 settembre)

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me-1-foto-philippeSara Trevisan, Davide Scano, Marco Gasparinetti (foto Philippe Apatie)

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Un pesce d’aprile permanente: la Giunta dei “30.000”

A Luigi Brugnaro potremmo perdonare tutto o quasi tutto se avesse mantenuto una soltanto delle sue promesse elettorali: quella in favore della residenzialità a Venezia. Non che avessimo creduto al suo slogan dei “30.000 nuovi residenti”, ma un’inversione di tendenza almeno la avremmo gradita o come minimo ci saremmo aspettati che nel primo anno di mandato venissero gettate le basi per un’inversione di tendenza, in una città dove questa è la priorità assoluta e in assenza di correttivi il “mercato” si incaricherà di espellere gli ultimi residenti per fare spazio ad un unico, enorme e abnorme “albergo diffuso”. Prima di fare commenti sugli atti concreti di questa Giunta, diamo allora un’occhiata ai numeri dei due contatori, entrambi collegati con l’anagrafe comunale:

  1. il contatore della farmacia Morelli (San Bortolo, la prima foto) segna 55.415 residenti; nove mesi fa erano 56.072, saldo negativo 657. Con involontario senso dell’umorismo o  consapevole gesto scaramantico, il farmacista ha affiancato allo storico contatore due confezioni di “lozione anticaduta” (per i capelli di Brugnaro o per gli abitanti in caduta libera?) offerto a prezzo scontato: il “tricosafe” è compreso nel prezzo come da foto, approfittatene.
  2. il nuovo contatore meritoriamente installato (da Venessia.com) sei giorni fa, in Strada Nuova, riprende invece il criterio che da due anni utilizziamo come Gruppo25aprile (il link figura da sempre in alto a destra sulla nostra pagina) e comprende anche i residenti nelle isole; anch’esso collegato all’anagrafe comunale, corrisponde alla somma dei residenti nelle due Municipalità d’acqua (Venezia insulare e Venezia litorale). Andiamo a vedere cosa dice? Venerdì 25 marzo, giorno di inaugurazione, segnava 83.755 residenti; ci siamo ricollegati oggi con l’anagrafe comunale e il totale delle due Municipalità è già sceso a 83.721 che corrisponde ad altri 34 residenti persi negli ultimi sei giorni. Di questo passo non basterà neanche la lozione anticaduta della farmacia Morelli: nove mesi fa erano 84.738, saldo negativo dell’era Brugnaro 1.017 abitanti e questo dato è ancora più preoccupante perché le isole finora avevano “tenuto”. Il contatore della seconda foto è a sua volta affiancato ad un prodotto da banco che suona come metafora: un fondotinta, perfetto per mascherare (ma per quanto tempo ancora?) l’inconsistenza totale della Giunta Brugnaro e delle sue promesse elettorali.Contatore1Contatore2A Luigi Brugnaro non faremo “pesci d’aprile” domani, per un motivo molto semplice: in città abbiamo già un pesce d’aprile permanente, ed è la Giunta che ci amministra. Una Giunta che finora si è dedicata soltanto alla sua immagine, o per meglio dire a quella di un Sindaco che soffoca qualsiasi idea che non sia funzionale a soddisfare la sua vanità personale, unica molla e unico parametro di giudizio, con i consiglieri comunali ridotti al ruolo di valletti.
  3. Una Giunta che come primissima delibera del Consiglio comunale (presentata come delibera “urgente”!) ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso (da residenziale a turistico) di tre appartamenti in zona centralissima, proprietà di una consigliera comunale della maggioranza che ha direttamente beneficiato della plusvalenza.. ma si era guardata bene dal dirlo: lo abbiamo rivelato noi su questa pagina, poi ripresa dai quotidiani. In quell’occasione, messi in difficoltà dalla stampa quotidiana, giurarono e spergiurarono che sarebbe stato l’ultimo e che alla prima occasione avrebbero fatto ordine nel settore dei cambi d’uso.
  4. Un’occasione per riscattarsi l’hanno avuta due settimane fa, e l’hanno malamente sprecata: bocciando la mozione sulla residenzialità che in commissione consiliare aveva raccolto consensi trasversali, ma una volta approdata in aula è stata misteriosamente sabotata per ordini superiori. Moriremo di cambi di destinazione d’uso, come città? Forse, ma prima di morire come città abbiamo il diritto di togliere la maschera a chi aveva ingannato gli elettori. Per coprirne le crepe non basta il capo di gabinetto che di cognome fa Ceron e non basta più nemmeno il cerone dei finti “tavoli di consultazione”: la storia dei cambi di destinazione d’uso ha aperto gli occhi anche agli ultimi illusi.

18marzo2016

Da parte nostra, intendiamo ritornare sulle proposte che abbiamo presentato per affrontare in modo organico il problema, pronti a migliorarle con il contributo di tutti, ferma restando (lo diciamo da un anno) la necessità di un blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso per permettere alle altre misure di non arrivare (se mai arriveranno) quando ormai è troppo tardi:

https://gruppo25aprile.org/?s=nostre+proposte+casa

NB la primissima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta Brugnaro qual’era stata? Ricordiamolo, tanto per rinfrescarci la memoria e capire che nulla è cambiato, dopo tante vuote promesse di cambiamento:

https://gruppo25aprile.org/?s=immaginiamo+che

Un’ultima annotazione: per giustificare certe capriole, il capogruppo della lista Brugnaro si è pubblicamente lamentato che le opposizioni in consiglio comunale presentano “troppe mozioni”. Gli hanno risposto Davide Scano per il M5S (con le dichiarazioni alla stampa qui riportate, articolo Nuova Venezia del 19 marzo) e il capogruppo PD Andrea Ferrazzi con una lettera che riproduciamo anche noi, perché ognuno possa farsi un’idea degli specchi su cui i consiglieri “fucsia” si arrampicano, a rischio di cadere.

Ferrazzi1Ferrazzi2

Emergenza #bricole: articolo Fullin e mozione Visman

Copyright Gazzettino, 11 febbraio 2016:

11febbraio2016Nel ringraziare Michele Fullin per il risalto dato alla notizia, segnaliamo anche che in Consiglio comunale risultano ora depositate due mozioni: una in data odierna, dal consigliere di maggioranza Matteo Senno, l’altra firmata già due mesi fa dai consiglieri comunali del M5S (5 stelle) e depositata in data 12 dicembre 2015, che qui riproduciamo integralmente dato che è stata la prima (in calce a questo articolo, il link ad entrambe le mozioni).

Per completare la rassegna stampa dell’11 febbraio, da segnalare anche l’articolo (con varie foto inedite) di Veneziatoday a questo indirizzo:

http://www.veneziatoday.it/cronaca/risposta-prefetto-cuttaia-problema-bricole.html

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Venezia, 12 dicembre 2015
nr. ordine 145
n p.g. 74

Al Sindaco
Alla Presidente del Consiglio comunale
Ai Capigruppo consiliari
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Al Vicesegretario Vicario

e per conoscenza

Al Presidente della Municipalità Lido – Pellestrina
Al Presidente della Municipalità Venezia – Murano – Burano

Oggetto: BRICOLE MANCANTI

Pemesso che

all’interno della laguna i canali navigabili consentono lo spostamento delle persone e delle mercicollegando tutte le isole a Venezia e alla terraferma;

i canali (o vie d’acqua) per essere distinguibili dalle zone con basso fondale, sono delimitati da strutture formate da più pali denominati bricole;

le bricole delle vie d’acqua principali, dove anche il trasporto pubblico di linea presta servizio nelle ventiquattro ore, sono dotate di impianto di illuminazione per consentire la navigazione notturna e in caso di nebbia.

Considerato che

la situazione della manutenzione dei canali sia marittimi che lagunari è disastrosa per la continua diminuzione del numero di bricole dovuto all’erosione, e, di conseguenza, dei relativi fanali luminosi (gravissima la mancanza di parecchie “dame” ovvero bricole che segnano l’imbocco dei canali);

le bricole cadute sono vaganti in acqua costituendo pericolo per i natanti in navigazione; i monconi delle bricole che rimangono piantati e che non vengono segnalati costituiscono anch’essi un’ulteriore pericolo.

Considerando anche che

si sono verificati incidenti dovuti principalmente alla nebbia ma con cause in parte riconducibili alla mancanza di segnaletica idonea;

la situazione sta diventando sempre più precaria e potrebbe sfociare in ulteriori incidenti anche più gravi di quelli successi fino ad ora.

Considerando infine che

il Sindaco è il responsabile della salute dei cittadini ed, avendo deciso di trattenere la delega al traffico acqueo, è responsabile anche di questo aspetto della sicurezza urbana.

tutto ciò premesso e considerato

impegna il sindaco, la giunta e tutto il consiglio

a ricercare le responsabilità della mancata messa in sicurezza dei canali navigabili e di intervenire presso chi di competenza per sollecitare l’immediato ripristino delle bricole mancanti e dell’ illuminazione delle vie d’acqua.

Sara Visman

Elena La Rocca

Davide Scano

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NB  in Consiglio comunale giacciono decine di mozioni che attendono da mesi di essere discusse: nell’ordine del giorno le mozioni vengono discusse sempre dopo le delibere.. nel poco tempo che resta e con il risultato che conosciamo. Se veramente c’è la volontà di affrontare il problema, basterà che la conferenza dei capigruppo iscriva all’ordine del giorno queste mozioni in posizione utile, dato che dal deposito della prima sono già trascorsi due mesi:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=srchatti_3_173&m=1_componenti

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=srchatti_3_269&m=1_componenti

Pagina a cura di: Marco Gasparinetti

Breaking News: #Compagnopoli a Venezia?

Beati coloro che al termine “compagno” e “compagna” associavano un significato univoco e vagamente rivoluzionario o comunque riformista, che per alcuni era quanto di più positivo e per altri quanto di più negativo il lessico politico potesse offrire: nella Venezia governata dalla lista Brugnaro, che ai valori della famiglia tradizionale ha sempre attribuito grande importanza, il termine “compagno” e “compagna” assume connotazioni inedite e sembra addirittura promosso a criterio di nomina nelle società partecipate del Comune di Venezia, come emerge da questa interrogazione presentata oggi dal consigliere comunale (e capogruppo M5S) Davide Scano:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=atti_1_142

Dall’interrogazione apprendiamo l’esistenza di un “compagno Pea“, che si aggiunge alla “compagna Battistella” e al “compagno Locatelli” (il primo caso di “compagnopoli”, da noi sollevato su questa pagina a proposito di una certa delibera), tutti in qualche modo beneficiati da nomine o delibere di competenza comunale.. ormai c’è di che formare una brigata partigiana o una cellula rivoluzionaria brugnariana al canto di: “Avanti popolo alla riscossa, bandiera fucsia trionferà”..

Davide Scano

Breve estratto dall’interrogazione al Sindaco:

5.    un osservatore in mala fede potrebbe essere indotto a credere che tali scelte siano una sorta di “atto dovuto” per ristorare le persone che hanno “messo la faccia” per Lei, in campagna elettorale, e che non sono state elette. L’idea certo parrebbe avere un qualche fondamento se si considera che, su 36 nomi complessivamente: quattro sono divenuti assessori, una è divenuta Presidente del Consiglio Comunale, sedici sono stati eletti consiglieri comunali ed altri quattro, come descritto sopra, sono stati nominati nelle società partecipate. Restano fuori, verrebbe da pensare ironicamente, ancora undici persone a cui trovare una qualche attività nella macchina comunale;

6.    alcune altre scelte fatte dal Sindaco, sempre per alcuni incarichi negli organi di governo delle società partecipate, sono cadute stranamente, tra le tante possibili, su alcune persone che risultano piuttosto “vicine” a questo o quel consigliere comunale eletto nella stessa lista civica di cui sopra. In particolare:
•    Sara Da Lio e Nicola Picco, rispettivamente neo consigliera di Veritas S.p.A. e neo consigliere di AVM S.p.A., sembrano essere collaboratori dello studio di architettura del delegato all’Innovazione e consigliere comunale “fucsia”, già promotore di un comitato pro Pellicani alle primarie del PD, Luca Battistella. Da quanto poi lo stesso consigliere rivela oggi ad un giornale locale, appare che la prima sia anche la sua compagna di vita;
•    Stefano Burighel, indicato come Presidente del collegio sindacale di VENIS S.p.A., sembra avere da tempo un rapporto affettivo con la consigliera comunale Giorgia Pea”..

Fine citazione, alla faccia della “meritocrazia” tanto sbandierata in campagna elettorale dal candidato Sindaco Brugnaro.

NdR: il caso Locatelli è venuto alla luce proprio su questa pagina, il caso Battistella grazie ad un articolo di Stefano Ciancio pubblicato ieri dal blog “DimensioneMendez”. Se certe pratiche stanno venendo alla luce, è grazie ad una pluralità di voci libere, nella miglior tradizione di Venezia e del Gobbo di Rialto..

https://dimensionemendez.wordpress.com/2015/11/16/venezia-le-nomine-di-brugnaro-nel-cambiamento-un-caso-di-parentopoli/

rialtoilgobboNota storica, per capire il riferimento di cui sopra: ai tempi della Serenissima, il Gobbo di Rialto aveva un ruolo comparabile a quello del “Pasquino” di Roma. Fra le due statue parlanti intercorse anche una gustosa corrispondenza e uno scambio di “visite di condoglienza” (condoglianze): la prima dal Pasquino al Gobbo “sopra la resa di Candia” (epilogo della guerra di Creta, 1669) presto ricambiata dal Gobbo di Rialto con una replica “sopra la lunghezza del Conclave del 1670”.

LAPIS LEGIBUS REIP.

EDICENDIS

AERE CIVICO RESTITUTUS

M M X V

 PS piccola precisazione, a futura memoria:

Con riferimento all’articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, che riporta fra virgolette una frase apparsa ieri sulla pagina facebook del G25A (gruppo chiuso), il testo completo della frase era:

Consigliere comunale delegato all’innovazione in un giorno solo sistema compagna e socio in affari nei consigli di amministrazione delle partecipate comunali (VERITAS e AVM). Calcolare il tasso di “innovazione”, se c’è.

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

In diretta dal Consiglio comunale.. parte seconda

Il Consiglio comunale ha dunque approvato a maggioranza la delibera con cui autorizza il cambio destinazione d’uso (da residenziale ad alberghiera) richiesto da una società il cui amministratore unico (e unico socio) è il marito di una consigliera comunale, che è proprietaria delle unità immobiliari in questione e ne trarrà un beneficio economico in termini di maggior valore (plusvalenza) probabilmente vicino al 500% (semplice stima la nostra, tratta da operazioni simili già effettuate in zone di pregio comparabile, a Venezia). Qualunque sia la plusvalenza, il segnale “politico” non cambia.

Il Consiglio comunale ha infatti approvato la delibera nonostante il parere contrario della Municipalità di Venezia e malgrado le circostanze emerse nel corso del dibattito grazie ad una istanza di accesso agli atti del capogruppo M5S Davide Scano, le cui risultanze sono piuttosto imbarazzanti: in una città il cui bilancio comunale è sull’orlo del precipizio benché i turisti siano 30 milioni all’anno (e dovrebbero quindi rappresentare una fonte di entrate significativa) l’imposta di soggiorno versata alle casse comunali dalla società in questione è veramente poca cosa, rispetto alle decine di appartamenti gestiti, e mentre il numero di turisti aumenta ogni anno, l’importo versato da tale società alle casse comunali segue una curva inversa:

anno 2014: pernottamenti dichiarati 365, imposta di soggiorno 661 euro

anno 2013: pernottamenti dichiarati 384 imposta di soggiorno 742,8 euro

anno 2012: pernottamenti dichiarati 838 imposta di soggiorno 1.568 euro

Simile andamento è dato riscontrare se si analizzano i bilanci della società in questione, che evidenziano un fatturato in calo dell’11% rispetto all’esercizio precedente. La società ha chiuso gli ultimi due esercizi in perdita (20.000 euro circa nel 2014, 30.906 nel 2013) pur non essendo proprietaria degli appartamenti che gestisce (come si evince dal suo stato patrimoniale) e non dovendo quindi affrontare costi di manutenzione ordinaria o straordinaria, dato che si limita ad esercitare un’attività di intermediazione con riferimento a beni immobiliari di indiscutibile qualità e ottimamente posizionati, in zone di pregio e sicuramente appetibili per il suo “target” turistico, come ad esempio questi:

http://www.rentalinitaly.com/it/Venezia/appartamenti.html?data_da=2015-12-24&data_a=2015-12-31&num_persone=4&&ord_by=Category&sort_order=DESC&num_apt_per_page=10

A spiegare il risultato in perdita nei due ultimi esercizi non sono gli ammortamenti e non è il costo del personale, dato che la società ha solo due dipendenti, ma se è in perdita ci saranno dei validissimi motivi e non ci azzarderemo certo noi a trarne delle conclusioni affrettate. Ci limitiamo a osservare che in queste aride cifre, se veramente corrispondono alla realtà economica soggiacente, facciamo fatica a riconoscere l’immagine di “imprenditore di successo” che ci eravamo fatti, dopo aver letto le interviste alla stampa della consigliera comunale in questi giorni.

In attesa della prossima puntata, prendiamo atto del fatto che il Consiglio comunale ha oggi approvato la richiesta presentata da tale società a beneficio di una consigliera comunale e ci congratuliamo con lei per la plusvalenza conseguita.

Ca'Loredan

In diretta dal Consiglio comunale: parte prima

  1. Immaginiamo che.. il tasso di occupazione medio degli alberghi a Venezia nel 2014 fosse pari al 77,3%
  2. immaginiamo che.. il tasso di occupazione per una società specializzata nella locazione di appartamenti ai turisti sia invece stabilmente inferiore al 4%, dato desunto dalla tassa di soggiorno versata nelle casse comunali dalla società medesima e ottenuto con apposita istanza di accesso agli atti grazie alla tenacia di un consigliere comunale. Se quel dato è veritiero e quella società fa tanta fatica a riempire le case di turisti, perché non provano ad affittare a famiglie normali, anziché chiedere altri alberghi? Magari otterrebbero un tasso di occupazione molto più remunerativo di quello che dichiarano (indirettamente) versando la tassa di soggiorno.. o la spiegazione logica magari è un’altra?
  3. Immaginiamo che quella società sia la stessa che ha introdotto la richiesta di cambio destinazione d’uso a beneficio della consigliera comunale il cui marito ne è amministratore unico, per trasformare altre tre case in alberghi.
  4. Immaginiamo che il Consiglio comunale chiamato a votare la delibera in favore di quella consigliera non fosse al corrente di quanto sopra esposto, mentre conosce benissimo la difficile situazione di bilancio in cui versano le casse comunali.. situazione talmente critica che il Sindaco, dopo aver confermato i tagli della gestione commissariali e gli aumenti tariffari, ha anche ipotizzato di vendere alcuni gioielli di famiglia fra cui un quadro di Klimt:

klimt-judith2--salome-1909Immaginiamo ancora che la diretta in webstreaming del Consiglio comunale, già priva di video fin dall’inizio, proceda ad intermittenza rendendone la comprensione impossibile e si interrompa misteriosamente perdendo anche l’audio proprio quando quella delibera viene messa in dicussione, e il consigliere Davide Scano (capogruppo del M5S in Consiglio comunale) si appresta ad esporre le risultanze della sua istanza di accesso agli atti, ottenute stamattina.. dobbiamo credere alle coincidenze?

“Per problemi tecnici il video non sarà disponibile ma si potrà seguire lo streaming in audio” – annunciava la pagina del Comune ad inizio seduta.. e quando si è arrivati al punto 3 dell’ordine del giorno (quello della delibera in questione) è stranamente sparito anche l’audio. Troppi accessi simultanei? Non vogliamo nemmeno pensare che sia una cosa voluta, ma il risultato non cambia e se fosse un risultato voluto..

contro questo maldestro e gaglioffo tentativo di CENSURA, fate sapere quanto sta accadendo in Consiglio comunale oggi. Fatelo sapere, su tutti i canali!

Elezioni comunali: chi ha vinto, chi ha perso?

Davide Scano: 0,33. Luigi Brugnaro: 9,06. A cosa ci riferiamo, e come siamo arrivati a questo dato?

L’analisi costi-benefici è un metodo di lavoro caro a questo gruppo, che da tempo propone di utilizzarlo anche per le scelte strategiche che riguardano il futuro di Venezia, dall’individuazione della rotta ottimale per le grandi navi alla gestione dei flussi turistici (proposta Scurati, Pass4Venice e altre che potrebbero emergere, stante l’urgenza di far respirare una città ormai soffocata dal turismo di massa, con le conseguenze evidenziate ieri nell’articolo di Alberto Vitucci, sulla Nuova Venezia).

Mettendo a confronto costi e benefici di tutte le opzioni disponibili, l’applicazione di quel metodo ci avrebbe risparmiato scelte sbagliate e sprechi piccoli e grandi quali ad esempio il ponte di Calatrava e annesse ovovie o i palabuchi del cinema e altri scempi al Lido di Venezia, per non parlare del MoSe affidato ad un concessionario unico e senza bando di gara per la “modica” cifra di 5,6 miliardi pari a 100.000 euro per ogni veneziano rimasto, manutenzione esclusa.

Il concetto di analisi costi-benefici, invece, è rimasto sostanzialmente estraneo alla cultura politica di una città che, diversamente da altre, negli anni delle vacche grasse poteva contare sulle entrate della legge speciale e di un Casinò con la bellezza di due sedi (100 milioni di euro versati ogni anno alle casse comunali, negli anni d’oro) e tuttora può contare su un flusso turistico di proporzioni tali che, qualora correttamente amministrato, potrebbe generare redditi che poche città al mondo possono sognare. Finiti i tempi delle vacche grasse per le casse comunali (mentre quelle di certi privati traboccano di dobloni d’oro), è un metodo di lavoro che andrebbe applicato così come viene praticato da decenni in altri Paesi e anche, a livello intuitivo, da qualsiasi buon padre di famiglia.

Quando si parla di costi e benefici, occorre ovviamente distinguere fra costi (o benefici) diretti e costi (o benefici) indiretti, ed è qui che le cose si fanno più complicate. In materia ambientale, ad esempio, si parla di “internalizzazione dei costi” per indicare quel metodo che permette di quantificare i costi indiretti di una determinata scelta: in materia di mobilità e turismo, a titolo di esempio, è intuitivo che l’utilizzo di determinati mezzi di trasporto rispetto ad altri comporta dei costi per la collettività (inquinamento e cure sanitarie per le patologie legate all’inquinamento), che possono ormai essere quantificati con l’ausilio di modelli matematici e vengono utilizzati regolarmente nelle valutazioni di impatto ambientale introdotte dalla legislazione europea, che ci ha costretti ad imparare qualcosa dagli altri Paesi (così come altri Paesi hanno imparato qualcosa da noi, in altre materie). Alla voce “benefici”, si possono considerare i posti di lavoro direttamente creati e quelli dell’indotto che ne dipendono, e via discorrendo.

A rischio di semplificare una realtà complessa, abbiamo voluto provare ad applicare quel metodo di analisi alle ultime elezioni comunali, per cominciare con un esempio facile e comprensibile a tutti. Con quali risultati?

Campo San TomàAlla voce “costi”, abbiamo ovviamente considerato le spese elettorali dichiarate (come la legge impone) dai candidati Sindaco che si sono confrontati alle ultime elezioni: questi sono definibili come “costi diretti”. Sulla congruità delle cifre dichiarate possiamo nutrire qualche dubbio e lo abbiamo fatto sapere, ieri:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/29/news/brugnaro-una-campagna-elettorale-da-315-mila-euro-1.12175367?ref=hfnvveec-19

Fino a prova contraria, tuttavia, prenderemo per buone le cifre dichiarate dai singoli candidati e così riassunte dal Corriere veneto di ieri:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/politica/2015/29-settembre-2015/caramelle-penne-fucsia-spot-tv-costi-sindaco-quattro-volte-casson-2301983063120.shtml

Alla voce “benefici” diretti abbiamo considerato i voti ricevuti, dato che questo è l’obiettivo di chi si candida alle elezioni. Il rapporto costi/benefici, se ci limitiamo a costi  e benefici diretti, si ottiene pertanto dividendo le spese sostenute (rectius: dichiarate) in campagna elettorale e i voti ricevuti alle elezioni, tenendo bene a mente che l’obbligo di rendicontazione si riferisce soltanto agli ultimi 30 giorni (quelli successivi alla convocazione dei comizi elettorali) e che i costi sono quindi sottostimati per tutti i candidati ma soprattutto per quelli che erano partiti “in anticipo”, acquistando pagine a pagamento sui quotidiani nelle settimane antecedenti (marzo e aprile, senza obbligo di rendicontazione).

Se consideriamo le due coalizioni in campo, considerato che il M5S non ha dato indicazioni di voto per il ballottaggio, il risultato è il seguente.

Utilizzando i dati pubblicati dal Corriere, la coalizione che ha sostenuto Luigi Brugnaro avrebbe speso (o dichiarato, per il periodo di rendicontazione obbligatoria) un totale di 362.994 euro; quella che ha sostenuto Felice Casson ne avrebbe spesi (dichiarati, per il periodo di rendicontazione obbligatoria) 70.547. I voti ottenuti dai rispettivi candidati al ballottaggio sono stati 54.405 e 47.838:

http://elezioni2015.comune.venezia.it/

Il rapporto costi/benefici riferito al secondo turno è dunque il seguente:

Brugnaro: 6,67 euro per voto ricevuto.

Casson: 1,47 euro per voto ricevuto.

Se invece volessimo applicare il ragionamento al primo turno, e limitandoci ai cinque candidati Sindaco più votati, otterremmo una forbice ancora più ampia, in termini di “efficienza” della spesa sostenuta. La classifica dei candidati che più hanno speso era questa:

  1. Brugnaro
  2. Casson
  3. Zaccariotto
  4. Bellati
  5. Scano

..ma la classifica dei candidati più votati al primo turno è stata:

  1. Casson
  2. Brugnaro
  3. Scano
  4. Bellati
  5. Zaccariotto

..e ciascuno potrà divertirsi a calcolare “quanti euro costa un voto” o meglio quanti voti ha ottenuto il singolo candidato per ogni euro speso. Semplice curiosità? Non solo: in linea di principio e con le dovute eccezioni, quando la disparità fra le forze in campo è evidente come lo è stata in questo caso, i voti ottenuti da chi ha “speso poco” (in rapporto ai voti ricevuti) possono essere interpretati come un segnale di maggior radicamento nel territorio e di “base” elettorale più solida e/o stabile rispetto a chi si affida alla propria capacità di spesa per convincere gli elettori, facendo intravedere una sorta di Paese della cuccagna in cui lo spritz scorre a fiumi e gratis, e il successo imprenditoriale del candidato si tradurrà automaticamente in benessere individuale per tutti. Quando poi la realtà si incarica di smentire l’esistenza del Paese della cuccagna, infatti, l’elettorato di quel tipo tende a dissolversi come neve al sole.. e a volte è lo stesso che poi lancia monetine in direzione del malcapitato politico di turno, perché si sente “tradito” nelle aspettative.

Vogliamo provare a stilare la classifica di chi ha vinto e chi ha perso le elezioni, in termini di costi/benefici (euro spesi per ogni voto ricevuto)? Classifica inedita e “fuori dal coro”, ma proviamoci pure:

  1. Davide Scano: 0,33 euro
  2. Gian Angelo Bellati: 1,17 euro
  3. Felice Casson: 1,51 euro
  4. Francesca Zaccariotto: 3,67 euro
  5. Luigi Brugnaro: 9,06 euro

A voi la parola, per i commenti: rimarranno visibili su questa pagina, senza censure. Quanto ai costi e ai “benefici” indiretti ipotizzabili nel caso di specie, meriterebbero un capitolo a parte, che ci riserviamo di aprire più avanti. Trattandosi di un imprenditore prestato alla politica, che con le giunte precedenti ha firmato qualche contratto in corso di esecuzione, è lecito immaginare che abbia fatto bene i suoi conti.

Fonte utilizzata per i risultati del primo turno:

http://elezioni2015.comune.venezia.it/risultati/comune-di-venezia/30241/riepilogo-comune-di-venezia

Operazione #Trasparenza, per Venezia

https://twitter.com/25aprileVenezia

Nota per chi volesse approfondire: la nozione di “cost-benefit analysis” nasce negli anni venti, e “l’idea alla base del metodo è quella di un’analisi comparata dei vantaggi, in termini di miglioramenti del benessere collettivo, e dei costi, in termini di prezzi ombra delle risorse, relativi ai diversi possibili interventi pubblici, siano essi progetti di investimento o generica attività di regolazione normativa”; è un metodo che fra gli altri vantaggi ha quello di sdrammatizzare il dibattito “ideologico” su certe scelte che, in assenza di parametri oggettivi, rischiano di essere altrimenti affidate a logiche puramente ideologiche o di “cordata” politica  e a volte clientelistiche o, peggio ancora, contaminate dai fenomeni corruttivi ai quali in Italia siamo particolarmente sensibili. Come anticipato in premessa, ne faremo uso quando si tratterà di parlare di flussi turistici e nuove rotte (o nuovi scavi) per le grandi navi che solcano la nostra Laguna.

(c) foto credits: Francesca Palermo-Patera

Le domande ai candidati Sindaco potenziali. Chi vogliamo incontrare?

Elezioni 2015, ultima spiaggia? Come Gruppo25Aprile stiamo preparando una lista di domande per i candidati Sindaco, e alcuni li incontreremo per discuterne a voce. Voi chi vorreste incontrare, fra i candidati probabili e “plausibili”, anche se non ancora dichiarati o confermati da primarie, comunarie o simili meccanismi di pre-selezione?

Avvertenze:

dato che i sondaggi anonimi sono facilmente condizionabili (dal voto multiplo, per chi dispone di molti “indirizzi IP”) quello che appare su questi schermi servirà solo a dare un’indicazione di tendenza, e non pretenderemo di attribuirgli un valore che nessun “sondaggio” effettuato in questo modo può avere: per gli iscritti al Gruppo25Aprile è possibile votare in bacheca nell’apposito gruppo facebook (con voto palese e nominativo, che prevarrà su quello “anonimo” formulato via Internet in caso di divergenza nell’ordine di graduatoria che ne risulterà) o suggerire altri nomi tramite email da inviare a:

25aprile2015@gmail.com

Gruppo25Aprile

..nato per riflettere, discutere, agire.

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