Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Qualche domanda a Giovanni Giusto: Prima parte

Lunedì 7 agosto in ora di punta, grazie ad Antennatre, la trasmissione “Ventiedieci” ha ospitato un inedito confronto televisivo fra questa piattaforma civica, rappresentata da Nicoletta Frosini, e la Giunta comunale in carica, rappresentata dal “consigliere delegato alla tutela delle tradizioni” Giovanni Giusto.

Nicoletta non ha tessere di partito, insegna in un noto Istituto superiore di Venezia ed è molto apprezzata per il suo ruolo attivo nella campagna di opinione “Il mio futuro è Venezia”. Giovanni Giusto è un consigliere comunale che molti di noi conoscono personalmente e su questa pagina non ha mai subito il minimo attacco politico e tanto meno personale. Le premesse per un confronto pacato o anche vivace ma costruttivo c’erano tutte e invece..

Premesso che siamo noi cittadini a pagare gli emolumenti dei politici “eletti” come Giovanni Giusto e avremmo quindi il sacrosanto diritto di chiedere conto del loro operato, a maggior ragione quando rivestono incarichi di potere, la trasmissione ha messo in luce un curioso ribaltamento dei ruoli: anziché rispondere alle argomentazioni pacate e mai offensive o “urlate” della nostra Nicoletta, il rappresentante del Potere costituito si è scagliato a testa bassa contro i “social” in generale (senza specificare quali) e questa piattaforma civica in particolare, interrompendo ripetutamente ogni domanda scomoda e cercando di zittire l’interlocutrice (meno abituata di lui a questo tipo di rissa) con qualche perla del tipo:

“Le palle e le frottole che raccontate”, “Ma si badi di dire certe dichiarazioni”, “Ma mi faccia il piacere”, “Siete parecchio indietro rispetto a quella che è la democrazia”, “sinistroidi”, “Non accetto il vostro gruppo” (e allora perché ha accettato il confronto televisivo con noi?).

Considerata la scarsa propensione all’ascolto dimostrata in quella sede, al consigliere delegato Giovanni Giusto pubblicamente rivolgiamo qualche domanda a cui potrà rispondere prendendosi il tempo che gli serve per pensarci, e con altrettanto risalto pubblicheremo la sua risposta:

  1. Quali sarebbero “le palle e le frottole” diffuse da una piattaforma civica che in tre anni e tre mesi di attività non ha mai ricevuto una smentita, una rettifica o una querela? 337 editoriali o articoli pubblicati, a volte duri nei confronti delle tre amministrazioni che si sono succedute in questo periodo, e mai una smentita; ci dica Giusto a cosa si riferiva e lo dica pure in pubblico, dato che non abbiamo nulla da nascondere. A fronte di quell’affermazione lesiva della nostra reputazione, aggravata dall’uso del mezzo televisivo, l’opinione pubblica (compresa quella che si riconosce nelle posizioni di Giusto) ha il diritto di sapere a cosa o a chi si riferiva.
  2. Nel corso della trasmissione il consigliere ha fatto questa interessante affermazione: “è facile manifestare con le valigie in mano.. soltanto per aver un po’ di attenzione pubblica imbrogliandola e magari all’interno degli stessi manifestanti c’è chi dopo affitta magari anche abusivamente.. gli appartamenti della nonna o della mamma perché magari lui abita addirittura fuori città”. Dal momento che nessuno dei nostri portavoce si ritrova nella condizione sopra descritta, a chi si riferiva esattamente il consigliere Giusto con queste insinuazioni, che peraltro ricalcano pedissequamente un’intervista del suo sindaco al Gazzettino, pochi giorni prima? Una insinuazione generica e vigliacca, potremmo aggiungere, dato che in quella sede non dava possibilità di replica agli interessati: la manifestazione delle valigie detta anche #Venexodus non è stata organizzata da noi ma da altri, e ha visto la partecipazione di numerosi consiglieri e assessori della maggioranza in carica. Era forse ai suoi colleghi di partito o di coalizione che si riferiva, il consigliere Giusto? Se volessimo ironizzare con una battuta potremmo aggiungere che in effetti sono pochi quelli che vivono a Venezia, fra gli assessori e consiglieri precettati dal sindaco in quell’occasione.
  3. Gli appunti che sfogliava nervosamente durante la trasmissione nel fare queste affermazioni, da chi sono stati scritti? Con la stima che avevamo e che tuttora abbiamo per lui, ci sorge il dubbio che non fosse tutta farina del suo sacco ma a questa domanda potrà anche non rispondere, se lo mette in imbarazzo. Alle prossime non avrà invece difficoltà a rispondere e chiarire meglio il suo pensiero, dato che parleremo di fatti e atti consiliari.
  4. Nel corso della trasmissione il consigliere Giusto ha rivendicato con orgoglio (rinfacciando ad altri di non averlo appoggiato): “la mia battaglia ancora nel 2010 la feci attraverso quella che era l’approvazione del PAT dove con un emendamento chiesi di bloccare i cambi di destinazione d’uso. Era semplicissimo, bastava votare SI. Eravamo da soli, io e il mio gruppo”. Prima domanda: come poteva essere il 2010, considerando che la discussione sul PAT si svolse nel 2012? Era un emendamento preventivo, scritto con la sfera di cristallo? Negli atti consiliari della legislatura 2010-2015 abbiamo invece trovato traccia di un emendamento dello stesso tenore, che riprendeva le osservazioni al PAT protocollate da un centinaio di cittadini fra cui il consigliere di Municipalità Marco Caberlotto, il fondatore di questa piattaforma civica Marco Gasparinetti e altre personalità come Ottavia Piccolo e Michela Scibilia nel 2012, ma quell’emendamento portava la firma del consigliere Jacopo Molina (PD) come facilmente riscontrabile anche soltanto con una ricerca su google che dà questo risultato: http://www.jacopomolina.it/?p=289 Agli atti consiliari in materia di cambi di destinazione d’uso risulta anche un OdG del 2014, numero 350, meritoriamente votato anche dal consigliere Giusto. Peccato che all’origine di quell’OdG (approvato con voto trasversale) non ci fosse lui e non vogliamo neanche dire chi, perché magari ci accuserebbe di fare propaganda a un partito di cui nessuno di noi ha la tessera. Altro che “eravamo da soli” o “dove eravate sepolti voi” come ha detto, ma allora a quale emendamento si riferiva Giovanni Giusto? Se si degnerà di farcene avere copia saremo felici di pubblicarlo così come pubblichiamo qui in calce l’OdG 350 del 2014, che ha spianato la strada al poco che si è fatto finora (la delibera del 2017).
  5. In questa sua meritoria battaglia contro i cambi di destinazione d’uso, che accomuna molti di noi e non da ieri, un dettaglio ci sfugge: quale è stata la posizione di Giovanni Giusto quando nel 2015, come prima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta di cui fa parte, ci siamo ritrovati non uno ma tre cambi di destinazione d’uso a beneficio personale di una consigliera comunale di maggioranza, con il parere contrario della Municipalità e nonostante le critiche della stampa locale? Alcuni consiglieri comunali di maggioranza, come ad esempio Maurizio Crovato e Ottavio Serena, si rifiutarono di votare quella delibera “ad personam” nel 2015. Del consigliere Giovanni Giusto non ricordiamo la posizione in merito, potrebbe rinfrescarci lui la memoria? L’occasione per dimostrare la coerenza che rivendica davanti agli schermi televisivi l’ha avuta due volte: nel 2015 con quella prima delibera e quest’anno con la seconda: già, perché la consigliera in questione ha avuto bisogno di una seconda delibera del Consiglio comunale per completare l’opera, in calle delle Rasse. Nulla di illegittimo sia ben chiaro, la nostra domanda riguarda la coerenza poltica del consigliere Giusto che davanti agli schermi ha rinfacciato ad altri di non avere seguito lui in questa meritoria battaglia, chiedendo a noi dove “eravamo sepolti” (la risposta è facile: eravamo a protocollare in Comune le nostre osservazioni al PAT per bloccare i cambi di destinazione d’uso, pur non essendo politici di professione come lui). In Consiglio comunale noi dilettanti avremmo votato contro quella delibera del 2015, che era la negazione della nostra battaglia comune, se non altro per poter rivendicare “coerenza” nei fatti e non solo a parole.

Par condicio vuole che se pubblichiamo una foto della nostra Nicoletta ne pubblichiamo anche una sua. In attesa di una sua risposta, che verrà qui pubblicata con pari risalto alla voce “seconda parte”, lo salutiamo cordialmente.

Il Gruppo25Aprile, 9 agosto 2017

Giusto e Gigio

Il documento citato al punto 4: OdG n° 350 del 2014 approvato in Consiglio Comunale da uno schieramento trasversale che comprendeva anche Giovanni Giusto. Perché non darne conto, visto che si parlava di cambi di destinazione d’uso? E perché approvare un anno dopo (nel 2015) tre cambi di destinazione d’uso in antitesi a questo OdG (e alle battaglie che Giusto ha sostenuto di aver condotto “in solitudine”) quando a chiederli era il marito di una consigliera comunale della maggioranza di cui Giovanni Giusto fa attualmente parte, per tre appartamenti di proprietà della medesima da trasformare in albergo? Misteri della Politica..

PAT 1

 

PAT 2

 

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Solerzie e inadempienze della Giunta fucsia

Partiamo da un esempio di facile comprensione: 800 veneziani sono in attesa di un posto barca, di cui hanno bisogno per lavorare e/o per potersi muovere nella città d’acqua. Di posti liberi e assegnabili ce ne sarebbero quasi 200, sono stati censiti e mappati dagli uffici comunali competenti, manca solo una delibera di giunta.

Perché fare questo dispetto alla città, dato che l’ultimo bando risale a 4 anni fa e la normativa comunale prevede che i posti liberi vengano messi a bando ogni due anni? Lo diciamo da gennaio (data dell’articolo che segue) e basterebbe cosí poco per fare bella figura, rimediando a quell’inerzia, anziché dare l’ennesimo segnale di disinteresse nei confronti di una città usata soltanto come vetrina.

2017-gennaio-3-gasp

Secondo esempio: una consigliera comunale di maggioranza era in attesa di autorizzazioni per poter trasformare in albergo tre appartamenti di sua proprietà. Qual è stata la prima delibera portata in Consiglio comunale dalla giunta fucsia nel 2015? Quella che per l’appunto serviva ad una sola persona: la consigliera comunale di maggioranza. Nulla da eccepire se altrettanta solerzia venisse riservata anche ai cittadini che da anni attendono decisioni magari più urgenti. Alla delibera del 2015 mancava ancora un tassello? Altri 33 metri quadri da trasformare in albergo e pronta è arrivata la seconda delibera. Non la commenteremo nemmeno, oggi lo hanno fatto altri e con ben altra chiarezza:

http://italy.positive-magazine.com/2017/05/26/cara-locatelli-adesso-dimettiti/

http://www.vvox.it/2017/05/26/conflitto-dinteressi-della-locatelli-dove-il-pugno-duro-di-brugnaro/

Posti barca e delibera sui cambi di estinazione d’uso sono solo due esempi; se partiamo da quelli è perché sono comprensibili a tutti ed entrambi sono venuti alla luce grazie a questa piattaforma civica (senza l’impegno dei nostri attivisti, probabilmente non ne saprebbe niente nessuno) ma sono soltanto due esempi, e nemmeno i più importanti rispetto al cumulo di macerie sociali che si profila all’orizzonte, se la Giunta in carica non cambia immediatamente rotta o non cede il passo ad altre persone con meno interessi privati e maggiore capacità di ascolto.

82.000 residenti in Laguna (erano 90.000 otto anni fa) da due anni attendono di capire come il sindaco eletto intenda concretizzare le promesse elettorali che in stile berlusconiano parlavano di 30.000 nuovi residenti, mentre alla prova dei fatti si sono tradotte nell’approvazione di migliaia di nuovi posti letto ad uso alberghiero – in una città che di alberghi ne conta già 402 – mentre di misure a tutela della residenzialità non si è vista l’ombra. Alla favola dei 30.000 nuovi residenti non aveva creduto quasi nessuno, ma chi ha votato quel sindaco si attendeva almeno un’inversione di tendenza – che non c’è stata.

265.000 residenti nel territorio comunale attendono da due anni una risposta ai problemi del territorio che vanno dalla sicurezza nelle strade a quella della navigazione, dalla scomparsa dei negozi di vicinato alla chiusura di attività artigianali (i numeri li ha dati Confartigianato e sono agghiaccianti). La stessa solerzia dimostrata nell’esaudire gli interessi privati di alcuni potrà manifestarsi anche nel tutelare la Città che questo sindaco si era candidato ad amministrare?

Domanda di “riserva” per Luigi Brugnaro: quella solerzia dimostrata nella difesa del “particulare” si accompagna almeno all’espletamento dei doveri di ufficio del Sindaco?

In anteprima pubblichiamo la notizia che due consiglieri comunali hanno deciso di rivolgersi al Prefetto (!) perché questo sindaco non si degna nemmeno di rispondere alle interpellanze e interrogazioni. Si tratta dei consiglieri del gruppo misto Ottavio Serena e Renzo Scarpa, di cui pubblichiamo qui il comunicato stampa, ma la cosa incredibile è che un giro di telefonate a campione ci ha permesso di appurare che la stessa sorte accomuna anche le interpellanze e interrogazioni degli altri consiglieri comunali.. compresa quella della consigliera Monica Sambo sulla questione dei posti barca da cui siamo partiti per confrontare solerzie ed inerzie di questa Giunta.

Serena

Come dire: “consiglieri comunali, non fateci perdere tempo che per voi non ne abbiamo, beccatevi il gettone di presenza ma senza fiatare che è meglio”.  Stesso trattamento per i sindacati che rappresentano i legittimi interessi dei dipendenti comunali (del referendum che con il 98,5% dei voti ha sconfessato il sindaco e l’unica sigla sindacale su cui si appoggia abbiamo parlato pochi giorni fa, su questa pagina).

I comitati e le associazioni di cittadini, che a Venezia hanno una lunga tradizione di dialogo propositivo con le amministrazioni comunali? L’unica volta che il Sindaco ne ha parlato in Consiglio comunale è stato per dire che “ce ne sono troppe”, salvo poi affannarsi alla ricerca di una qualche sigla che facesse da foglia di fico per coprire il fallimento della sua azione amministrativa e il tradimento delle sue promesse elettorali. Quella foglia di fico è corta, ormai; troppo corta per coprire certe vergogne.

Decentramento? Alle sei Municipalità ha ritirato tutte le deleghe, se ne occuperà un tribunale dato che 5 delle 6 Municipalità hanno fatto ricorso. In attesa che a ripristinare la legalità intervengano il Prefetto o la Corte dei conti o i tribunali (segno tangibile del fallimento della politica) quella che abbiamo sotto agli occhi a livello comunale non è più democrazia ma una sua patetica e sgangherata parodia.

Venezia merita di meglio. A tutte le opposizioni consiliari, ai sindacati, ai comitati e alle realtà associative chiediamo uno scatto di orgoglio per dire a voce alta che è ora di voltare pagina e prima lo faremo, meglio sarà per tutti.

La “politica per la casa” della giunta in carica

Venezia 24 maggio 2017

Congratulazioni alla consigliera comunale della lista Brugnaro che con due delibere ad personam ha realizzato una plusvalenza di qualche milione di euro grazie al cambio di destinazione d’uso dei suoi appartamenti in Calle delle rasse, a cui viene finalmente riconosciuta la vocazione alberghiera.

Locatelli 24 maggio

Nella foto, un momento del dibattito odierno con l’intervento contrario del consigliere Ottavio Serena (già delegato del Sindaco per la trasparenza e la lotta alla corruzione) e i cartelli del gruppo consiliare grillino. Le opposizioni compatte hanno abbandonato l’aula al momento del voto, lasciando che a votare la delibera e ad assumersene la responsabilità morale fossero i 20 consiglieri della maggioranza “fucsia”.

La politica per la casa della giunta in carica si riassume in queste due delibere ad personam: della prima avevamo già parlato con un certo risalto, della seconda non parleremmo nemmeno se fosse stata accompagnata da misure concrete a tutela della residenzialità di cui invece non si è vista la minima traccia, in questi due anni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/10/venezia-ok-al-cambio-duso-delle-case-della-consigliera-immobili-rivalutati-del-500/2206289/

All’UNESCO che chiede di riequilibrare il rapporto fra turismo e residenzialità per ripristinare l’armonia perduta, la giunta in carica ha finora risposto autorizzando la costruzione di nuovi alberghi per migliaia di nuovi posti letto, se contiamo anche quelli recentemente autorizzati a Mestre e a Murano: i 402 alberghi già recensiti sul territorio comunale a quanto pare non bastano per saziare gli appetiti.

Il Gruppo25aprile “ringrazia”, e di concerto con altre realtà associative prepara una sua risposta all’UNESCO, per colmare le lacune e le dimenticanze della risposta “ufficiale” e tardiva con cui il Comune mira soltanto ad ottenere un rinvio della temuta bocciatura.

Breaking News: Interpellanza di Ottavio Serena e Renzo Scarpa

Finalmente qualcuno ha il coraggio di puntare i riflettori su uno degli aspetti che aveva incuriosito anche noi: i molti affidamenti diretti (senza bando di gara) da parte di una partecipata comunale (Vela SpA)ad una società di proprietà del Sindaco (la Attiva SpA) il cui Presidente è stato oltretutto premiato con la nomina ad amministratore unico di altra partecipata comunale (la Venis). Sulla regolarità di tali affidamenti diretti vigila il Collegio sindacale di VeLa SpA, dove è stato piazzato il fedele mandatario elettorale che ha certificato e controfirmato le spese elettorali del sindaco: il suo commercialista Adriano Giugie.

A squarciare un velo che in queste circostanze sapeva quasi di benevola “omertà” hanno pensato i consiglieri comunali del gruppo misto Ottavio Serena (generale dell’Arma dei carabinieri, già delegato del Sindaco alla trasparenza e all’anticorruzione) e Renzo Scarpa (già vicecapogruppo in Consiglio comunale della lista del sindaco) con l’interpellanza che qui riproduciamo integralmente.

Se ne desumono pagamenti frazionati che complessivamente sfiorano i 100.000 euro nel biennio considerato (2015-2016) con motivazioni a volte laconiche quali “varie per eventi” (4.500 euro nel 2016) o “stampa materiali” (per un totale di 7.257 euro nel 2016). Che dire.. la società del sindaco è proprio “attiva”, nei rapporti con le partecipate comunali. Ci auguriamo che le motivazioni per il ricorso all’affidamento diretto siano conformi allo spirito e alla lettera della normativa in vigore, richiamata nell’interpellanza che segue:

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interpellanza-societa_2

interpellanza-societa_3

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