Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivi per il mese di “novembre, 2014”

Le nostre domande ai candidati Sindaco: seconda parte

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II) Quali sono le Sue proposte per dare una soluzione ai seguenti problemi:

  1. Il fenomeno del pendolarismo forzato, che interessa ormai 30.000 persone, per mancanza di posti di lavoro adeguati a sostenere il costo della vita a Venezia. In particolare: quale futuro vogliamo dare all’Arsenale e quali posti di lavoro potrebbe creare, adesso che è stato in parte restituito alla città? Cosa possiamo fare per incentivare la creazione di posti di lavoro degni dell’enorme patrimonio culturale e monumentale di Venezia? Come agevolare le attività imprenditoriali storicamente insediate in laguna, quali la cantieristica e il vetro di Murano?
  2. La pressione turistica sulla città d’acqua (74.000 presenze giornaliere per 56.000 residenti, nel 2014), che con l’Expo del 2015 rischia di raggiungere livelli insostenibili con conseguenze inaccettabili in termini di mobilità e moto ondoso. Quali modalità di programmazione possiamo introdurre per gestire al meglio i flussi turistici, preservare la qualità dell’offerta, offrire di noi un’immagine consona al prestigio della destinazione e rispettosa della sua fragilità? Su quali basi proporre un patto basato sul rispetto reciproco, fra chi vive la città e chi la visita?
  3. Il rinnovo della flotta ACTV, ormai inadeguata a sopportare la pressione turistica di cui sopra a causa di scelte aziendali che hanno privilegiato altre priorità quali l’installazione sistematica di tornelli a discapito dell’adeguamento della flotta.
  4. I costi e le politiche tariffarie delle società partecipate, che spesso sono fonte di sprechi e duplicazioni legate ai criteri di nomina nelle medesime, che rispondono unicamente a criteri di lottizzazione politica.
  5. Il mantenimento del servizio di “traghetti” fra le due rive del Canal Grande (spesso sospeso per causa di “manutenzione pontili”), per alleviare la pressione sui mezzi ACTV e garantire la fluidità del traffico pedonale.
  6. Le politiche di sostegno alle famiglie in difficoltà, messe alla prova dagli aumenti tariffari e dai tagli di bilancio.
  7. La manutenzione ordinaria della città, spesso sacrificata sull’altare delle grandi opere.
  8. Il dilagare del commercio abusivo e delle forme di micro-criminalità che ne conseguono. La mancanza di priorità ben definite nell’attività della Polizia municipale, che nella sua opacità raramente risponde alle esigenze percepite dalla Cittadinanza.
  9. La situazione di degrado delle isole minori e la giungla di competenze sui canali lagunari, attualmente ripartite fra Comune, Provveditorato (ex Magistrato alle acque) e Capitaneria di Porto.
  10. Il sostegno alle attività delle remiere, del Conservatorio Benedetto Marcello e delle altre realtà associative o culturali non legate alla monocultura turistica.

La terza parte, con le ultime 10 domande verrà pubblicata fra qualche settimana dopo consultazione interna degli iscritti al G25A. Le domande riguarderanno fra l’altro: lotta alla corruzione e difesa della legalità; funzionamento della macchina comunale e delle partecipate; bilancio comunale e fiscalità locale. Se avete proposte o suggerimenti potete scriverci a:

25aprile2015@gmail.com

Le prime 10 domande sono state pubblicate qui:

https://gruppo25aprile.org/2014/11/26/dalle-proteste-alle-proposte-le-nostre-prime-domande-ai-candidati-sindaco/

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#Anteprima Fenice: le reazioni dei presenti

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Felice Casson, Senatore: “è quasi un programma da campagna elettorale – sono temi validi che condivido” (Corriere, pagina 8).

Vittorio Zappalorto, Commissario straordinario: “Contorta a parte, sono d’accordo praticamente su tutto. Il blocco dei cambi di destinazione d’uso? è nel mio programma, ci stiamo già lavorando  in questi giorni, riguarderà soprattutto le aree limitrofe all’area marciana già satura di alberghi e altre zone residenziali: Venezia ha già troppi turisti, non ne servono di più, mentre bisogna difendere i residenti. L’ampliamento ulteriore del turismo va contrastato ad ogni livello. Lavoriamo ad un blocco per tutte le tipologie d’albergo, grande e piccolo: ne ho già parlato con la Sovrintendente Codello. Alcune zone sono già sature e non si può far nulla, ma in altre è un dovere  intervenire in difesa della residenzialità. Anche in difesa dei negozi di vicinato storici imporremo un vincolo, non è possibile che si trasformino tutti in negozi uguali cinesi. Ponendo vincoli per zone specifiche si può fare” (Nuova Venezia 23 novembre, pag. 20).

Paolo Costa, Presidente dell’Autorità Portuale: “Ce l’hanno con me? Ma no, parlano di alberghi.. una protesta viscontiana, niente di cui preoccuparsi” (ibidem).

Vittorio Zappalorto, Commissario straordinario:”Direi che è stata una forma di protesta molto civile. Certo, non posso condividere il no allo scavo del Contorta perché la decisione dovrà essere democraticamente presa, ma sono d’accordo ai limiti alla stazza delle navi.. Come difficile è vincolare gli introiti della tassa di soggiorni a spese specifiche; ci sono esigenze di bilancio. Ma per il resto è perfetto, sottoscrivo” (ibidem).

NdR: al Presidente dell’Autorità Portuale confermiamo: “niente di cui preoccuparsi”, in termini di ordine pubblico. Sul piano politico vedremo, ma questo è un altro discorso.

..e le reazioni dei lettori? Eccone qui un campione interessante, in calce all’articolo di uno dei blogs che hanno riferito la vicenda:

http://winckelmann.wordpress.com/2014/11/23/viva-lamarmora-i-volantini-di-nuovo-allopera/

Dalle proteste alle proposte: le nostre prime domande ai candidati Sindaco

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PRIMA parte: le nostre “pregiudiziali”.

Quale è la Sua posizione sui punti da noi sollevati nel volantinaggio alla Fenice del 22 novembre? In particolare:

  1. Quale sarà la Sua posizione sul blocco dei cambi di destinazione d’uso (a norma di PAT) per tutelare i sestieri a vocazione residenziale, qualora diventasse Sindaco di Venezia? Sarebbe disposto a bloccarli per una durata pari al Suo mandato (5 anni) per frenare l’esodo dei residenti dalla città d’acqua?
  2. Cosa intende fare per rilanciare i progetti di edilizia popolare annunciati dalla coalizione vincente nella campagna elettorale del 2010 (5.000 alloggi in “social housing”) e mai realizzati? Ci dica perché stavolta dovremmo fidarci, dopo le promesse disattese dalla classe politica in questi anni.
  3. Quali agevolazioni sono auspicabili per chi vive nella città d’acqua, facendosi carico di un costo della vita superiore a quello di altre città? Cosa possiamo fare per chi a Venezia vuole restare, e per chi ci vuole tornare a vivere?
  4. Lei si impegna a utilizzare gli introiti della tassa di soggiorno (tassa di scopo) per migliorare le condizioni di vita del luogo dove viene percepita, ascoltando le proposte della cittadinanza e rendendone pubblico il resoconto?
  5. Lei è favorevole a limiti dimensionali per le grandi navi autorizzate ad entrare in laguna, anziché scavare nuovi canali per accoglierne sempre di più e sempre più grandi?
  6. Favorevole o contrario, allo scavo del Contorta?
  7. Quali forme di autonomia e decentramento amministrativo sono realizzabili a breve termine, per riconoscere le esigenze specifiche del territorio? Qual è il ruolo che immagina per la Municipalità di Venezia-Murano-Burano e quali poteri è disposto a delegare a questa Municipalità, con le opportune modifiche allo Statuto comunale? Quali altre soluzioni sono invece attuabili immediatamente, con il meccanismo della delega ad uno o più Assessori competenti per i problemi che sono specifici alla città d’acqua?
  8. Qual è l’ambito di organizzazione ottimale del territorio comunale a medio termine, secondo Lei, una volta che la creazione della città metropolitana avrà cambiato i termini del problema? Lei è favorevole o contrario ad una ridefinizione dei confini comunali, nell’ambito della città metropolitana?
  9. Lei è favorevole o contrario ad uno “statuto speciale” da riconoscere nell’ambito della Legge speciale per Venezia, che dia un senso concreto alla nozione di “specialità” già riconosciuta dall’ordinamento giuridico e ne sia la logica conseguenza? Favorevole a negoziare con lo Stato la creazione di una “zona franca” da imposte sul reddito di impresa (simile a quella che la Francia ha accordato alla Corsica) a tutela delle produzioni industriali e artigianali insulari?
  10. Quali incentivi sono invece immediatamente attuabili, a legislazione nazionale costante, per: cantieristica minore, attività artigianali, negozi di prossimità?

Queste sono le nostre “pregiudiziali” ma non esauriscono ovviamente lo spettro dei problemi da affrontare: nelle prossime settimane pubblicheremo una lista di domande supplementari che stiamo discutendo fra di noi in bacheca “interna” e su queste ci riserviamo di pubblicare anche un sondaggio online, per valutare quanto rispondano al comune sentire della cittadinanza e in quale ordine di priorità temporale (urgenza).

il Gruppo25Aprile

26 novembre 2014

#Anteprima Fenice: Rassegna stampa provvisoria

1) Rassegna stampa

http://corrieredelveneto.corriere.it/fotogallery/2014/11/prima_fenice/prima-fenice-230593304591.shtml

2211 Corrierehttp://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2014/11/22/news/fenice-interrotto-il-simon-boccanegra-lancio-di-volantini-per-salvare-venezia-1.10358869

2211 Nuovahttp://www.gazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/fenice_volantini_venezia_simon_boccanegra_opera_panatta/notizie/1026341.shtml

2211 Gazz1

http://www.lavocedivenezia.it/2014/fenice-fine-primo-atto-piovono-volantini-un-futuro-a-venezia-034043/

http://rassegna-stampa.veneziepost.it/stories/attualita/39961_colpo_di_scena_alla_prima_della_fenice_pioggia_di_volantini_no_al_contorta/#.VHSRgxA098E

http://www.italianostra-venezia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1959%3Apioggia-di-volantini-sulla-prima-della-fenice&catid=75%3Ale-altre-questioni-di-attualita&Itemid=94&lang=it

http://www.veneziatoday.it/cronaca/protesta-volantini-prima-fenice-venezia-22-novembre-2014.html

2) Rassegna blogs

http://winckelmann.wordpress.com/2014/11/23/viva-lamarmora-i-volantini-di-nuovo-allopera/

http://oliaklodvenitiens.wordpress.com/2014/11/24/coup-de-theatre-a-la-fenice/

Viva Lamarmora! I volantini di nuovo all’opera

winckelmann in venedig

La Fenice inaugura in gran pompa la stagione e questa volta ci sono anche i veneziani, come quando la Fenice era quella vera:

Alcuni comunicati stampa qui, qui e qui.
Questi i giornali di oggi (ma è d’obbligo precisare che contrariamente a quanto scrivono lo spettacolo non è stato interrotto dalla civile protesta): Nuova Venezia, Gazzettino, Corriere del Veneto.
E questo, infine, è il cimelio (cliccare per ingrandire), da cui si può arguire che anche il sottoscritto ha avuto un ruolo, seppur microscopico, in tutto questo.

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#AnteprimaFenice. Comunicato stampa 23 novembre

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Venezia, 23 novembre 2014

Il Gruppo25Aprile ringrazia il Prefetto Dr. Zappalorto, Commissario di Governo della Città di Venezia, per avere capito le motivazioni dell’azione simbolica alla Fenice e per le dichiarazioni rilasciate in questo senso alla stampa quotidiana, nonché per la sua apertura al dialogo nel merito delle richieste da noi avanzate come cittadini;

il G25A ringrazia altresì le Forze dell’ordine e le Maestranze del Teatro per la correttezza dimostrata in fase di identificazione degli autori di un gesto civico compiuto nel rispetto più assoluto che sempre è dovuto nei confronti di chi lavora, e a maggior ragione in occasione di un evento di tale prestigio;

il G25A ringrazia infine e in modo particolare i giornalisti presenti alla Fenice, per la professionalità e la tempestività dimostrate nel saper “cogliere” la notizia e riportarla al pubblico, che potrà leggerla in edicola oggi, domenica 23 novembre.

Foto: Stefano Soffiato

Portavoce: Marco Gasparinetti

Twitter: https://twitter.com/25aprileVenezia

 

#AnteprimaFenice: il video e i testi

Il video girato da Stefano Soffiato:

Cosa volava sulle ali della libertà, nel cielo della Fenice, il 22 novembre? 18 origami come questi, ognuno con il suo messaggio:

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..e 300 volantini con il testo che qui riproduciamo, per chi non c’era:

DIAMO UN FUTURO A VENEZIA:

una città meravigliosa e unica al mondo, fatta a misura d’uomo e che tale vuole restare!

BASTA alberghi in questa Città! Basta cambi di destinazione d’uso a suon di mazzette!

Basta con la spoliazione culturale e identitaria della città d’acqua!

CHIEDIAMO: CASE, SCUOLE E SERVIZI PER I RESIDENTI. ARIA PULITA per i nostri polmoni e per i nostri figli in quella che, essendo una città pedonale, dovrebbe essere al riparo dai problemi di inquinamento tipici delle grandi città.

PROPONIAMO: il blocco dei cambi di destinazione d’uso nei sestieri a vocazione residenziale; incentivi e agevolazioni per chi vive e lavora nella città d’acqua; limiti dimensionali alle grandi navi autorizzate ad entrare in laguna. ESIGIAMO che gli introiti della tassa di soggiorno riscossa a Venezia vengano utilizzati per gli scopi previsti dalla normativa che l’ha istituita, con precedenza assoluta ai servizi pubblici locali.

DICIAMO: NO allo scavo del Contorta, SÌ alla cantieristica minore, alle attività artigianali, ai negozi di prossimità, SÌ al diritto di votare un referendum per ridefinire i confini comunali e riavvicinare i cittadini alle Istituzioni che dovrebbero rappresentarne le esigenze specifiche, a Venezia come a Mestre. Autonomia amministrativa e Statuto Speciale, per liberarci dalle troppe incrostazioni e dai conflitti di interesse che hanno ingessato queste due città.

25 Aprile: LIBERIAMO le energie vive di VENEZIA.

http://gruppo25aprile.org

Comunicato stampa: #AnteprimaFenice, Diamo un Futuro a Venezia

Rampa di lancio

Venezia, 22/11/2014

Teatro La Fenice: una pioggia colorata di volantini inaugura a sorpresa la stagione lirica 2014-2015

Venezia – 22 novembre 2014 – Inaugurata oggi – sotto una pioggia colorata di volantini – la stagione lirica del Teatro La Fenice: con questa inattesa iniziativa, il Gruppo25Aprile ha voluto sensibilizzare le Autorità e le Personalità presenti all’anteprima dell’opera verdiana Simon Boccanegra su alcuni temi particolarmente cari alla Cittadinanza veneziana.

«Basta alberghi, a Venezia vogliamo anche case», «Per una città a misura d’uomo», «NO allo scavo del canale Contorta, SI alla cantieristica minore, le attività artigianali, il turismo di qualità e i negozi di prossimità» e ancora «Liberiamo Venezia da corruzione e clientelismo» «Villa Heriot no se toca»: questi e altri i messaggi colorati che, dal loggione, hanno spiccato il volo in direzione di palchi e platea ad opera di quei cittadini che, da alcuni mesi, animano la vita politica cittadina con il nome di Gruppo25aprile (piattaforma civica per Venezia e la sua laguna).

L’iniziativa odierna conferma la capacità di mobilitazione di un Gruppo nato con una lettera aperta inviata ai quotidiani locali il 25 aprile, data simbolica che a Venezia ha una duplice valenza: 25 aprile significa infatti festa della Liberazione e festa di San Marco. Il gruppo si era già distinto per il grande successo della raccolta firme organizzata “calle per calle” in occasione della Regata Storica contro lo scavo del Contorta, il nuovo maxi-canale per le grandi navi voluto dall’Autorità Portuale, che aveva avuto ampio risalto nella stampa, anche all’estero.

Oltre ad un blog particolarmente seguito (18.000 visite in pochi mesi) e al suo profilo facebook, il Gruppo utilizza piattaforme quali twitter e youtube per organizzare sondaggi interni e tenere il conto aggiornato della popolazione rimasta nella città d’acqua (Venezia e isole), battendosi – fra le altre cose – per frenare l’esodo dei residenti che continua al ritmo incessante di circa 1.000 persone all’anno.

Contrariamente alla presenza giornaliera media di turisti, salita a 74.000 nel 2014, il numero dei residenti è passato da 180.000 a 85.000 negli ultimi decenni, di cui solo 56.000 risiedono nei sestieri storici, ed è proprio in questa battaglia che si inserisce l’iniziativa odierna, volta non solo a denunciare il rischio che una civitas dalla storia millenaria si trasformi in un guscio vuoto, ma soprattutto a ritrovare voce in capitolo, proponendo soluzioni concrete e alternative alla prospettiva di trasformare Venezia in un palcoscenico di cartapesta per rappresentazioni decise altrove, sulla testa dei cittadini rimasti a custodire quotidianamente (con grandi disagi e sacrifici economici, visto il costo della vita) un gioiello che altri utilizzano soltanto come attrazione da baraccone.

Gli autori della simbolica iniziativa alla Fenice:

Alfa, Altana, Bravo, Barena, Bricola, Cocàl, Dolfin, Freccia, Manin, Panama e Zane

https://twitter.com/25aprileVenezia

21 novembre: Venezia festeggia la Madonna della Salute e una sentenza storica

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COMUNICATO STAMPA:

 Venezia, 19 novembre 2014.

Il Gruppo25Aprile accoglie con soddisfazione e con grande interesse, per le strade che potrebbe dischiudere anche a Venezia, la storica sentenza con cui oggi 19 novembre la Corte europea di Giustizia ha definitivamente chiarito che:

  1. La normativa europea sulla qualità dell’aria stabilisce un obbligo di risultato con riferimento al rispetto dei valori limite introdotti, a tutela della salute umana, dalla direttiva 2008/50.
  2. Tale obbligo è sufficientemente chiaro e incondizionato da creare anche un corrispondente diritto individuale a richiedere l’adozione, a livello locale, di tutte le misure necessarie per garantire il rispetto di quei valori limite e, con esso, il diritto alla salute dei cittadini.
  3. Laddove i valori limite vengano superati e le misure in vigore non si siano dimostrate sufficienti, i tribunali nazionali sono tenuti ad assicurare la tutela di questo diritto con tutti i mezzi previsti dall’ordinamento giuridico, ivi compresa la tutela inibitoria.

Nel caso specifico di Venezia, il superamento dei valori limite riguarda due sostanze inquinanti: le polveri sottili (PM10) e il biossido di azoto (NO2), le cui emissioni sono principalmente dovute all’utilizzo di combustibili fossili nel settore del trasporto, acqueo e terrestre: emissioni dei motori diesel in particolare, classificate come cancerogene dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Come cittadini CHIEDIAMO ARIA PULITA per i nostri polmoni e per i nostri figli in quella che, essendo una città pedonale, dovrebbe essere al riparo dai problemi di inquinamento tipici delle grandi città. Del vivere in una città senza macchine sopportiamo volentieri i disagi, ma vogliamo almeno conservarne i benefici? A tutela della nostra salute CHIEDIAMO l’adozione di tutte le misure idonee a riportare i livelli di PM10 e biossido di azoto al di sotto della soglia prevista dalla normativa europea e questo nel più breve termine possibile, come indicato dalla sentenza odierna che è vincolante per TUTTI gli Stati membri.

G25A: nato per riflettere, discutere, agire

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La sentenza della Corte europea di Giustizia nella causa C-404/13

JUDGMENT OF THE COURT

19 November 2014

In Case C‑404/13, REQUEST for a preliminary ruling under Article 267 TFEU from the Supreme Court of the United Kingdom, made by decision of 16 July 2013, received at the Court on 19 July 2013, in the proceedings The Queen, on the application of: ClientEarth v The Secretary of State for the Environment, Food and Rural Affairs, THE COURT (Second Chamber), composed of R. Silva de Lapuerta, President of the Chamber, K. Lenaerts, Vice‑President of the Court, acting as Judge of the Second Chamber, J.‑C. Bonichot (Rapporteur), A. Arabadjiev and J.L. da Cruz Vilaça, Judges, Advocate General: N. Jääskinen, Registrar: L. Hewlett, Principal Administrator, having regard to the written procedure and further to the hearing on 10 July 2014, after considering the observations submitted on behalf of: – ClientEarth, by P. Kirch, lawyer, D. Rose QC, E. Dixon and B. Jaffey, Barristers; – the United Kingdom Government, by M. Holt and J. Beeko, acting as Agents, and by K. Smith QC; – the European Commission, by K. Mifsud-Bonnici and S. Petrova, acting as Agents, having decided, after hearing the Advocate General, to proceed to judgment without an Opinion, gives the following

Judgment

1 This request for a preliminary ruling concerns the interpretation of Articles 4 TEU and 19 TEU and Articles 13, 22, 23 and 30 of Directive 2008/50/EC of the European Parliament and of the Council of 21 May 2008 on ambient air quality and cleaner air for Europe (OJ 2008 L 152, p. 1).

2 The request has been made in proceedings between ClientEarth, a non‑governmental organisation interested in protection of the environment, and the Secretary of State for the Environment, Food and Rural Affairs, concerning that organisation’s request for revision of the air quality plans drawn up by the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland under Directive 2008/50 for certain of its zones and agglomerations.

Legal context

Directive 2008/50 3 Recital 16 in the preamble to Directive 2008/50 is worded as follows: ‘For zones and agglomerations where conditions are particularly difficult, it should be possible to postpone the deadline for compliance with the air quality limit values in cases where, notwithstanding the implementation of appropriate pollution abatement measures, acute compliance problems exist in specific zones and agglomerations. Any postponement for a given zone or agglomeration should be accompanied by a comprehensive plan to be assessed by the Commission to ensure compliance by the revised deadline. The availability of necessary Community measures reflecting the chosen ambition level in the Thematic Strategy on air pollution to reduce emissions at source will be important for an effective emission reduction by the timeframe established in this Directive for compliance with the limit values and should be taken into account when assessing requests to postpone deadlines for compliance.’ 4 Article 1 of Directive 2008/50, entitled ‘Subject matter’, provides: ‘This Directive lays down measures aimed at the following:

  1. defining and establishing objectives for ambient air quality designed to avoid, prevent or reduce harmful effects on human health and the environment as a whole;

…’ 5 Article 2 of Directive 2008/50, entitled ‘Definitions’, provides: ‘For the purposes of this Directive: …

  1. “limit value” shall mean a level fixed on the basis of scientific knowledge, with the aim of avoiding, preventing or reducing harmful effects on human health and/or the environment as a whole, to be attained within a given period and not to be exceeded once attained;

(omissis)

34 As regards the question of whether certain circumstances may nevertheless justify a failure to comply with that obligation, it suffices to observe that Directive 2008/50 does not contain any exception to the obligation flowing from Article 22(1).

(omissis)

40. It follows, next, from the second subparagraph of Article 23(1) of Directive 2008/50 that where the limit values for nitrogen dioxide are exceeded after the deadline laid down for their attainment, the Member State concerned is required to establish an air quality plan that meets certain requirements. 41 Thus, that plan must set out appropriate measures so that the period during which the limit values are exceeded can be kept as short as possible and may also include specific measures aimed at protecting sensitive population groups, including children. Furthermore, under the third subparagraph of Article 23(1) of Directive 2008/50, that plan is to incorporate at least the information listed in Section A of Annex XV to the directive, may also include measures pursuant to Article 24 of the directive and must be communicated to the Commission without delay, and no later than two years after the end of the year in which the first breach of the limit values was observed. 42. However, an analysis which proposes that a Member State would, in circumstances such as those in the main proceedings, have entirely satisfied its obligations under the second subparagraph of Article 13(1) of Directive 2008/50 merely because such a plan has been established, cannot be accepted. 43. First, it must be observed that only Article 22(1) of Directive 2008/50 expressly provides for the possibility of a Member State postponing the deadline laid down in Annex XI to the directive for achieving conformity with the limit values for nitrogen dioxide established in that annex. 44. Second, such an analysis would be liable to impair the effectiveness of Articles 13 and 22 of Directive 2008/50 because it would allow a Member State to disregard the deadline imposed by Article 13 under less stringent conditions than those imposed by Article 22. 45 Article 22(1) of Directive 2008/50 requires that the air quality plan contains not only the information that must be provided under Article 23 of the directive, which is listed in Section A of Annex XV thereto, but also the information listed in Section B of Annex XV, concerning the status of implementation of a number of directives and on all air pollution abatement measures that have been considered at the appropriate local, regional or national level for implementation in connection with the attainment of air quality objectives. That plan must, furthermore, demonstrate how conformity with the limit values will be achieved before the new deadline. 46 Finally, this interpretation is also supported by the fact that Articles 22 and 23 of Directive 2008/50 are, in principle, to apply in different situations and are different in scope. 47 Article 22(1) of the directive applies where conformity with the limit values of certain pollutants ‘cannot’ be achieved by the deadline initially laid down by Directive 2008/50, account being taken, as is clear from recital 16 in the preamble to the directive, of a particularly high level of pollution. Moreover, that provision allows the deadline to be postponed only where the Member State is able to demonstrate that it will be able to comply with the limit values within a further period of a maximum of five years. Article 22(1) has, therefore, only limited temporal scope. 48 By contrast, Article 23(1) of Directive 2008/50 has a more general scope because it applies, without being limited in time, to breaches of any pollutant limit value established by that directive, after the deadline fixed for its application, whether that deadline is fixed by Directive 2008/50 or by the Commission under Article 22(1) of the directive.

(omissis)

52 As regards Article 4 TEU, it should be recalled that according to settled case-law, under the principle of sincere cooperation laid down in paragraph 3 of that article, it is for the Member States to ensure judicial protection of an individual’s rights under EU law (see, to that effect, inter alia the judgment in Unibet, C‑432/05, EU:C:2007:163, paragraph 38). In addition, Article 19(1) TEU requires Member States to provide remedies sufficient to ensure effective legal protection in the fields covered by EU law.

53 If the limit values for nitrogen dioxide are exceeded after 1 January 2010 in a Member State that has not applied for a postponement of that deadline under Article 22(1) of Directive 2008/50, the second subparagraph of Article 23(1) of that directive imposes a clear obligation on that Member State to establish an air quality plan that complies with certain requirements (see, by analogy, judgment in Janecek, C‑237/07, EU:C:2008:447, paragraph 35).

54 In addition, the Court has consistently held that individuals are entitled, as against public bodies, to rely on the provisions of a directive which are unconditional and sufficiently precise. It is for the competent national authorities and courts to interpret national law, as far as possible, in a way that is compatible with the purpose of that directive. Where such an interpretation is not possible, they must disapply the rules of national law which are incompatible with the directive concerned (see, to that effect, judgment in Janecek, EU:C:2008:447, paragraph 36 and the case-law cited.) 55 Lastly, as the Court of Justice has noted on numerous occasions, it is incompatible with the binding effect that Article 288 TFEU ascribes to Directive 2008/50 to exclude, in principle, the possibility of the obligation imposed by that directive being relied on by the persons concerned. That consideration applies particularly in respect of a directive whose objective is to control and reduce atmospheric pollution and which is designed, therefore, to protect public health (see, to that effect, judgment in Janecek, EU:C:2008:447, paragraph 37).

56 It follows that the natural or legal persons directly concerned by the limit values being exceeded after 1 January 2010 must be in a position to require the competent authorities, if necessary by bringing an action before the courts having jurisdiction, to establish an air quality plan which complies with the second subparagraph of Article 23(1) of Directive 2008/50, where a Member State has failed to secure compliance with the requirements of the second subparagraph of Article 13(1) of Directive 2008/50 and has not applied for a postponement of the deadline as provided for by Article 22 of the directive (see, by analogy, judgment in Janecek, EU:C:2008:447, paragraph 39). 57 As regards the content of the plan, it follows from the second subparagraph of Article 23(1) of Directive 2008/50 that, while Member States have a degree of discretion in deciding which measures to adopt, those measures must, in any event, ensure that the period during which the limit values are exceeded is as short as possible.

58 The answer to the fourth question is therefore that, where a Member State has failed to comply with the requirements of the second subparagraph of Article 13(1) of Directive 2008/50 and has not applied for a postponement of the deadline as provided for by Article 22 of the directive, it is for the national court having jurisdiction, should a case be brought before it, to take, with regard to the national authority, any necessary measure, such as an order in the appropriate terms, so that the authority establishes the plan required by the directive in accordance with the conditions laid down by the latter. 59 Since these proceedings are, for the parties to the main proceedings, a step in the action pending before the national court, the decision on costs is a matter for that court. Costs incurred in submitting observations to the Court, other than the costs of those parties, are not recoverable. On those grounds, the Court (Second Chamber) hereby rules:

  1. Article 22(1) of Directive 2008/50/EC of the European Parliament and of the Council of 21 May 2008 on ambient air quality and cleaner air for Europe must be interpreted as meaning that, in order to be able to postpone by a maximum of five years the deadline specified by the directive for achieving conformity with the limit values for nitrogen dioxide specified in Annex XI thereto, a Member State is required to make an application for postponement and to establish an air quality plan when it is objectively apparent, having regard to existing data, and notwithstanding the implementation by that Member State of appropriate pollution abatement measures, that conformity with those values cannot be achieved in a given zone or agglomeration by the specified deadline. Directive 2008/50 does not contain any exception to the obligation flowing from Article 22(1).
  2. Where it is apparent that conformity with the limit values for nitrogen dioxide established in Annex XI to Directive 2008/50 cannot be achieved in a given zone or agglomeration of a Member State by 1 January 2010, the date specified in that annex, and that Member State has not applied for postponement of that deadline under Article 22(1) of Directive 2008/50, the fact that an air quality plan which complies with the second subparagraph of Article 23(1) of the directive has been drawn up, does not, in itself, permit the view to be taken that that Member State has nevertheless met its obligations under Article 13 of the directive.
  3. Where a Member State has failed to comply with the requirements of the second subparagraph of Article 13(1) of Directive 2008/50 and has not applied for a postponement of the deadline as provided for by Article 22 of the directive, it is for the national court having jurisdiction, should a case be brought before it, to take, with regard to the national authority, any necessary measure, such as an order in the appropriate terms, so that the authority establishes the plan required by the directive in accordance with the conditions laid down by the latter.

Inchiesta PUBBLICA per il Contorta. La nostra lettera del 14/11/14

trasparenza_amministrativa

Al Commissario di Governo della Città di Venezia

S.E. Dott. Vittorio Zappalorto

Ca’ Farsetti 30173 Venezia

Venezia, 14 novembre 2014

Oggetto: appello per l’attivazione di inchiesta pubblica, ai sensi dell’art. 24 comma 6 del D.lgs. 152/2006 relativamente alla VIA del progetto denominato “Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo” (codice ID­­ VIP2842) presentato dall’Autorità Portuale di Venezia.

Egregio Commissario,

Facendo seguito all’analoga richiesta presentata da Marco Zanetti e Andreina Zitelli a nome del Gruppo di Studio sulle infrastrutture strategiche veneziane e da Lidia Fersuoch a nome di Italia Nostra –sezione di Venezia,

con la presente il Gruppo25Aprile da me rappresentato aderisce alla richiesta di attivazione della procedura prevista dal Testo Unico Ambientale con il nome di “inchiesta pubblica” per l’esame dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni dei cittadini.

Poiché chi ha titolo istituzionale per avanzare questa proposta al Ministero dell’Ambiente è il Comune maggiormente interessato dall’opera, Le rivolgiamo il presente appello affinché Ella formalizzi una richiesta in questo senso al Ministero competente.

A dimostrazione della necessità di procedere a tale inchiesta pubblica e dell’importanza da noi attribuita a questa vicenda, troverà in allegato le osservazioni da noi presentate in sede VIA, che affrontano alcune questioni per noi cruciali in quanto cittadini e titolari di attività imprenditoriali o commerciali, nonché di diritti reali su beni immobili siti nel Comune di Venezia, che ci riserviamo di far valere in tutte le sedi competenti.

Con stima vivissima,

Marco Gasparinetti

Allegato:

https://gruppo25aprile.org/2014/10/31/valutazione-di-impatto-ambientale-via-le-nostre-osservazioni/

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