Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivi per il mese di “Mag, 2019”

UNESCO pilatesco – comunicato stampa

COMUNICATO STAMPA:

Nel 2016 questa città aveva riposto grandi speranze nell’UNESCO, per la risoluzione che avevamo anche tradotto in italiano e pubblicato su questa pagina: la famosa risoluzione di Istanbul.

Nel 2017 le speranze si erano affievolite con l’inaudito rinvio di due anni concesso, senza discussione alcuna, nel corso della sessione di Cracovia.

Metabolizzata la delusione del 2017, è con un sorriso amaro che accogliamo la decisione oggi annunciata di concedere un ulteriore rinvio fino a “febbraio 2020”. Per quanto ammantata di burberi rimproveri e amorevoli buffetti sulla guancia, la decisione si traduce in tre anni di “proroga” rispetto a quel verdetto che avevamo accolto con favore nel 2016:

https://gruppo25aprile.org/2016/07/15/venezia-e-il-processo-di-bisanzio-istanbul-14-luglio-2016/

Accogliamo l’annuncio con un sorriso (amaro) perché lo World Heritage Committee, unico abilitato a inserire Venezia nella lista dei siti UNESCO in pericolo, si riunisce soltanto una volta all’anno e lo fa a LUGLIO –  quindi si pronuncerà soltanto DOPO le elezioni comunali del 2020.

In altri termini, questo ulteriore rinvio appare dettato unicamente dalla scelta politica di non “disturbare” il sindaco in carica, che ha già dichiarato di volersi ricandidare nel 2020.

Le condizioni necessarie e sufficienti per una decisione o quanto meno per una discussione erano già riunite nel 2017. Quel treno ormai è passato e non ripasserà. Tanto meno potrà condizionare (in positivo) gli impegni dei candidati Sindaco del 2020, dato che chiunque venga eletto a giugno, quando il verdetto arriverà a luglio (salvo rinvii ulteriori) potrà prendersela comoda avendo davanti a sè 5 anni di mandato.

A chi volesse ricostruire l’evoluzione del dossier, suggeriamo di seguire questo link in ordine cronologico “inverso”:

https://gruppo25aprile.org/?s=unesco

Nella foto,  l’ingresso della sede veneziana dell’UNESCO che occupa il prestigioso Palazzo Zorzi: la famosa “antenna” che non vede non sente e non parla mai, anche perché le sue bollette sono a carico dell’Amministrazione comunale quindi magari è meglio non correre rischi?

UNESCO Venezia.jpg

 

 

Questa settimana in #Bragora

Venerdi 17 maggio, alle 18:

#StavoltaVoto

“Perche votare alle elezioni europee”? Tre punti di vista a confronto:

  •  il Senatore Andrea Ferrazzi (Venezia, 1969), già assessore e consigliere comunale, attualmente capogruppo PD in commissione Ambiente;
  • Anthony Candiello (Venezia, 1965) candidato al Parlamento europeo per il M5S nel collegio Nordest, e
  • Eugenia Fortuni (Camposampiero, 1978) candidata “verde” al Parlamento europeo nel collegio Nordest

Moderatore: il nostro portavoce Marco Gasparinetti, che nelle Istituzioni europee ha lavorato per 26 anni.

Come trovarci? Campo Bandiera e Moro (vulgo: Bragora), Scoletta di San Giovanni in Bragora: di fianco all’omonima chiesa, al civico 3811B del sestiere di Castello.

La pagina dell’evento:

https://www.facebook.com/events/611020592749031/

Domenica 19 maggio, dalle 16 in poi:

Festa in campo!

19 maggio Festa in campo

Programma provvisorio (verrà “aggiornato” in funzione delle previsioni meteo):

Alle 16 e alle 16.30, visite guidate gratuite alla Chiesa romanica e alla scoletta di San Giovanni in Bragora, offerte alla cittadinanza da: Associazione Guide Turistiche Venezia e Coordinamento Guide Turistiche Venezia.

Alle 17: breve “cerimonia” di assegnazione dei due contributi per la casa (totale: 5.000 euro) finanziati con i nostri calendari 2019.

Alle 17.30 Mare di Carta presenta: “SOS Laguna” di Luigi D’Alpaos !!!

Dalle 18.00 in poi, all’interno della scoletta: al piano terra, degustazione dei vini di Laguna nel bicchiere; al primo piano: torte dolci e salate; al secondo: mercatino di autofinanziamento.

Alle 19 (19 maggio ’19 alle 19: facile da ricordare!Concerto per la Bragora, con una delle band più apprezzate del Veneto: gli Extravaganza!

19 maggio concerto

La pagina dell’evento:

https://www.facebook.com/events/548257218998588/

Ringraziamenti (lista provvisoria):

1) la libreria Mare di Carta, che è anche editore e sarà presente con un libro fresco di stampa che farà “rumore”, per il modo in cui affronta la questione del MoSe:

https://www.facebook.com/maredicarta/

2) gli amici di “Laguna nel bicchiere”, che all’interno della nostra sede ci delizieranno con la degustazione di vini rigorosamente prodotti in Laguna:

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3) Alessandra Vitalba con le sue vignette e i suoi fumetti!

4) il Parroco Don Agostino, che ringraziamo per l’apertura “fuori orario” della Chiesa;

5) Associazione Guide Turistiche Venezia e Coordinamento Guide Turistiche Venezia, per le visite guidate;

6) la Itaca Art Studio di Monica Martin;

7) La mitica “Beppa” di Massimiliano Smerghetto, negozio di vicinato e punto di riferimento per tutto il sestiere, che ci ha cortesemente prestato il materiale di cui non disponevamo;

8) VolaVenezia, la scuola di volo di Venezia:

http://www.volavenezia.com/it/

Avvertenza importante:

A tutti ricordiamo che il 19 maggio non verranno utilizzati bicchieri, posate o piatti di plastica, nemmeno per le torte dolci e salate che troverete all’interno della sede: per chi non vuol bere “a stomaco vuoto” abbiamo pensato anche a questo, ma nel rispetto dell’ambiente che ci circonda!

#PFC Il Gruppo25aprile aderisce a:

19 maggio Plastic Free

 

 

 

 

The Dubrovnik Report – la relazione di Ragusa

All’Ateneo Veneto lo scorso 3 maggio abbiamo presieduto l’incontro delle realtà civiche mediterranee che a Venezia hanno portato le loro esperienze, confrontato i problemi rispettivi e discusso le possibili soluzioni comuni (“soglia di accoglienza”, per i siti UNESCO):

https://www.enimerosi.com/details.php?id=32475

e (per chi non parla inglese):

https://gruppo25aprile.org/2019/05/07/dicono-di-noi/

Pubblichiamo oggi la relazione di Dubrovnik (Ragusa) per i molti punti in comune che presenta con la situazione veneziana: iperturismo, crollo del numero di residenti (una perdita pari ai 2/3 della popolazione presente negli anni ’50, percentuale simile a quella di Venezia) e gigantismo navale (navi da crociera “fuori scala” rispetto al contesto ambientale e monumentale).

Un grazie a Mara Kolić Pustić, per avercene inviato la versione scritta.

Dubrovnik

Active citizens and sustainable development of UNESCO heritage sites: the Case of Dubrovnik, Croatia

Mara Kolić Pustić, Udruga Grad

INTRODUCTION

In 1979 the Old Town of Dubrovnik was listed as the UNESCO World Heritage site. Even though the city was considered a rare example of a populated medieval town completely surrounded by the city walls, only the architecture of the city was protected at that time. From the 1979 point of view, the fact that the town was populated, being a real town in every sense and context of the word, was something taken for granted. Back then, it seems that no one could have imagined that the life within the city walls would become endangered.

In 1953 the Old Town of Dubrovnik was a vital, populated city with 5181 inhabitants. A year earlier, a group of active citizens founded the Society of Friends of Dubrovnik Antiques. Their goal was “to sensitize the broader public on the importance of preservation of Dubrovnik’s cultural and historical heritage, raising awareness and interest for them, appealing to the pride and appreciation of the public.” (http://citywallsdubrovnik.hr/drustvo/?lang=en) The Society was trusted with maintenance and management of the city’s most glorious antiquity – the city walls, which, at that time, were in poor condition.

Another proof of the way of life characterized by the appreciation of heritage and culture is the Dubrovnik Summer Festival. “The idea of founding the Dubrovnik Summer Festival’ in 1950 was harmonising the renaissance and baroque atmosphere of  Dubrovnik and the living spirit of drama and music, actually derived from the intellectual way of life of the city itself, from its living creative tradition, which has bestowed upon Croatian cultural and scholarly history, especially in theatre and literature, many great names and works, and kept it continually in touch with contemporary currents in western Europe.”  (https://en.wikipedia.org/wiki/Dubrovnik_Summer_Festival) Back then, Dubrovnik was a vital town not only cherishing inherited values, but also creating new ones. Concerts, operas, dramas, and ballets were performed in different locations all over the city – the city was living with the Festival and the Festival was living with the city.

That was the spirit in which Dubrovnik was evolving, leading to the City’s listing as the UNESCO World Heritage site in 1979. In those days, the town itself was raising generations of active citizens with a developed sense of community, aesthetics and measure.

DUBROVNIK TODAY:

The breaking point for Dubrovnik was the war in 1991 and the subsequent economic difficulties, which led to an exaggerated orientation on tourism in all its forms. Monocultural economy (tourism) and expanded house-short-term-renting have resulted in Dubrovnik following the international city centre depopulation trends – the number of inhabitants decreased to only 1557 in 2016 and, although only 3 years have passed, to a significantly smaller number today.

What happened with the Society of Friends of Dubrovnik Antiques and the Dubrovnik Summer Festival? Well, they both still exist but fail to fully fulfil their original purpose.

Today, the Society of Friends of Dubrovnik Antiques still exists and is active in preserving our material heritage – the walls and the buildings. Expanding tourism brings millions of visitors who pay to walk the city walls, not only maintained but also managed by the Society.  The income is huge – only last year 1.300.000 tickets were sold. Sixty percent of the revenue is transferred to the budget of the City of Dubrovnik. This sounds like a great opportunity to invest in town management. However, the the opportunity has not been seized. Although it has been scientifically proved that if nothing changes the old town will lose all its inhabitants, so far the money has not been invested to increase the quality of life of the remaining citizens, nor in any active measures to increase the number of inhabitants.

As for the Dubrovnik Summer Festival, it still takes place every summer, but most of the former locations are now occupied by restaurant tables or are too noisy to be adequate for performing. Artistic creation no longer happens within the city as it used to. While in the past renown orchestras, ballet ensembles and theatrical companies stayed in Dubrovnik for weeks rehearsing and performing, today the programme is based on ready-made projects created elsewhere and only performed in Dubrovnik in the few remaining restaurant-tables-free-not-too-loud locations.

Today, Dubrovnik is facing an almost two decades long intensive process of „disneylandization“, depopulation, apartmanization, cultural heritage devastation, endangerment of the natural resources and urban planning malversations. We are facing a threat of losing the living city and remaining with a depopulated, dead city under UNESCO protection.

ACTIVE CITIZENS IN DUBROVNIK:

Is there anything UNESCO can do about that? The answer is positive. Unfortunatelly, UNESCO’s role is restricted to giving recommendations.

The crucial role that makes the very substance of the living city is the role of the citizen. The city is alive as long as there are active and engaged citizens concerned about their community, their heritage, their quality of life. With a decreasing number of inhabitants, with most of them already quite old, a legitimate question is – are there still active citizens not giving up on the city that is practically dying in front of their eyes?

The answer is – yes, there are. In fact, through active citizenship and appealing to UNESCO we managed to provoke a UNESCO monitoring mission in November 2015 that resulted crucial recommendations. For example:

  • The State Party should ensure prompt finalization and approval of the Management Plan for the property
  • The “Bosanka 2”, a project envisaging apartment resort on Srđ, the hill directly above the City, should not be allowed to proceed
  • The plans to construct the quay in front of Lazaretto, with the connection to the Old Port, should be stopped and no construction should be permitted in that area

On the political level, both in Dubrovnik and the Capital, there is a consensus that Dubrovnik’s value is the value of a living city. No party is openly advocating the idea of a city-museum, a tourist site, a huge restaurant and resort, a former town. Unfortunately, in practice, there had been no real measures towards keeping the living city alive until a Management plan was requested by UNESCO in 2015.

Active citizens, aware of the problem, responded to the Management plan activities with extreme engagement. In the beginning, no representatives of the inhabitants nor NGOs were planned to participate in the Monitoring Board for drafting and implementation of the Management Plan. Thanks to the active citizens’ pressure, the original decision of the City authorities was changed, allowing the representatives of the citizens and NGO’s to participate in both the Monitoring Board and the workshops and focus groups organized by the Monitoring Board. The citizens and NGO representatives initiated a new population census and volunteered for the field work. The new population census gathered materials for socio-demographic study, one of the crucial documents on which the Management plan should be based.

Aware that politicians and political parties are too often interested in short term projects useful in their campaigns instead in long term strategies useful for the local community, the citizens have also formed their own lists in the elections for the city quarters, held in 2018. In the Old Town district the citizen list won the elections.

Active citizens encounter strong opposition from all levels of authority. Instead of addressing effectively the obvious issues of over-tourism, gentrification, unsustainable growth in tourist numbers and offering effective solutions, the authorities use the mechanisms they control to undermine the efforts of the citizens and civil organizations. An active citizen often encounters exaggerated PR from the City authorities aimed at calming public opinion and undermining all efforts seeking for real solutions.

Instead of taking care of public interest as a priority, politicians often choose to serve the interests of private investors. In such cases, active citizens have always reacted, writing petitions and gathering for public protests. The latest example was an attempt to change spatial plans of the city, adjusting them to suit the project of a private investor but in the end the city council did not vote for the changes due to citizens public protests.

Even though ruling politicians are always personally invited to public protests to share their point of view with the concerned citizens, they avoid these situations and instead use their influence in media to minorize such events.

OUR NETWORK:

Our very Network is also a network of active citizens willing to give their contribution in a very challenging moment for the UNESCO sites that we are concerned about.

In that context, one of the tasks of our Network should be raising the awareness of the importance of active citizens’ involvement. The Network should encourage and support active citizens’ actions among the members of the Network.

The Network could also establish a communication line with UNESCO emphasizing and communicating facts and information to UNESCO from the active citizens’ point of view, contributing to the common universal interest.

To be more precise, our activities could be defined by 3 main goals:

  1. Reinforcing and encouraging of active citizens’ engagement as part of UNESCO’s monitoring missions, as well as periodic reporting whenever possible.
  2. Many Management Plans of the UNESCO Sites have so far been adopted by local authorities just to fulfil the formal obligation with no real measurable results. Management Plans are documents which can allow active citizens participation in the decision-making, implementation, and monitoring phase, especially if they are legally binding documents. These documents should be empowered by the appropriate legal status and enriched with the obligatory active participation of the citizens. The UNESCO support and monitoring in their creation and implementation would be more than welcome.
  3. Finally, in the light of the fact that depopulation and musealization of once living cities is a huge problem inevitably changing the sites and threatening their outstanding universal value, it is high time we stopped taking inhabited towns for granted. With that in mind, it would be necessary to reconsider the role of the “living city” within the OUV criteria and try to establish new modalities to recognize and protect the value of the inhabited historical city either through OUV criteria or the qualification conditions of authenticity and integrity.

Such an effort would result in all stakeholders being more active in dealing with the aforementioned negative trends that heritage sites have been experiencing for the last several decades.

CONCLUSION:

Many well-meaning people often tell us: “What you are saying is true, but nothing can be done. That battle has already been lost.”

As long as there are active citizens willing to fight for the public interest, the battle has not yet been lost. If in the end the battle should be lost, the losers will not be just us, the citizens. The looser, in case of a UNESCO site, will be the entire humanity.

Comunicazione urgente alla cittadinanza

L’articolo di Antonella Gasparini per VeneziaToday:

http://www.veneziatoday.it/attualita/sfratto-sospeso-anziana-castello-gruppo-25-aprile.html

Il commento del sociologo Gianfranco Bettin, che con arguzia rilancia il nostro slogan #MiNoVadoVia:

Summum ius summa iniuria – seconda parte

COMUNICATO STAMPA 14/05/2019

Lette le dichiarazioni alla stampa (per avvocato interposto) della società che sta sfrattando una pericolosa novantatreenne nel sestiere di Castello, segnaliamo due “piccole” omissioni, sicuramente involontarie:

I) i 40.000 euro che le hanno sequestrato (inaudita altera parte) a titolo conservativo in attesa del giudizio di merito (RG 5913/2017), per l’occupazione abusiva dell’appartamento che in precedenza era suo;

II) i 10.000 euro dell’assegno che qui riproduciamo, versato il 15 aprile a titolo di garanzia del rilascio (in cambio di un rinvio dello sfratto al 15 maggio), e siamo già a 50.000 (euro e non Lire). Sarà anche abusiva (e noi non contestiamo che lo sia, dal punto di vista giuridico) ma non si puó dire che sia a titolo gratuito, questa occupazione “sine titulo”: anzi è talmente onerosa che solo una persona aggrappata ai suoi ricordi e alla sua Città può resistere in questo modo a chi le ha strappato quella che era casa sua (60 metri quadri circa, e non una reggia).

#MiNoVadoVia

Assegno

Quello che vedete in foto  è un assegno di 10.000 euro (dieci mila). Firmato da una persona di 93 anni a titolo di garanzia per ottenere la concessione di un breve rinvio dello sfratto dall’appartamento di cui era proprietaria. Durata del rinvio graziosamente concesso in cambio di questo assegno? Dal 15 aprile al 15 maggio.

Lettera aperta al Prefetto Vittorio Zappalorto

S.E. il Prefetto Vittorio Zappalorto

Mercoledì 15 maggio, a due passi dalla nostra sede in Bragora una cittadina inerme di 93 anni riceverà la visita di un ufficiale giudiziario assistito dalla «Forza Pubblica» che ha in Lei, Signor Prefetto, il suo massimo rappresentante sul territorio.

La « Forza pubblica » per sradicare dal suo appartamento una vedova che ne era proprietaria dagli anni ’80 e ne è stata espropriata in virtù di una procedura di esecuzione immobiliare per un debito legato a spese di manutenzione straordinaria del tetto decise dagli altri condomini, che è lievitato da 16 mila a 50 mila euro circa in seguito alla peripezie giudiziarie che l’hanno vista soccombere nelle varie fasi del giudizio, a volte per mancata opposizione ai decreti ingiuntivi che si sono succeduti nel tempo.

Molti sono gli aspetti oscuri di questa vicenda, sicuramente complessa sul piano processuale ma questa è materia che lasciamo agli avvocati delle parti: non è per criticare una sentenza che ci rivolgiamo a Lei con questo appello.

Lei che ha alle spalle studi di giurisprudenza conosce sicuramente il detto «summum ius summa iniuria» (Marco Tullio Cicerone, De officiis, I, 10). Nel Paese che a ragione viene definito culla del diritto, i nostri illustri antenati avevano già riconosciuto che  «somma giustizia equivale spesso a somma malizia” (Publio Terenzio Afro, Heautontimorumeno, IV, 5: Ius summum saepe summa est malitia).

Le sentenze vanno rispettate, anche quando sono il risultato di mancate impugnazioni o altri cavilli che sono difficilmente comprensibili per la gente comune, ma è nelle modalità dell’esecuzione “forzata” che si vede la differenza fra uno Stato che soffoca  i più deboli con la forza bruta e uno Stato che conosce anche la «pietas» e riconosce la dignità umana come correttivo all’asperità della “dura lex sed lex”.

Nel nostro ordinamento, l’uso della «Forza» è prerogativa e monopolio dello Stato perché lo Stato medesimo è anche garante del necessario bilanciamento degli interessi, che non può prescindere da valori superiori quali la Costituzione, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e altri che sono radicati nella coscienza collettiva di un Paese e ne costituiscono la vera ricchezza. Negarli o ignorarli significherebbe minare le basi essenziali della convivenza civile.

Questa vicenda vede contrapposte le ragioni puramente economiche di una società immobiliare che si è aggiudicata all’asta un appartamento e le ragioni del cuore di una persona anziana e indifesa che si vorrebbe prelevare con la forza dall’appartamento in cui ha vissuto per più di 30 anni. Nel rendere questa vicenda di dominio pubblico ci stiamo forse schierando contro il diritto di proprietà? Al contrario, proprio perché rispettiamo quel diritto ci chiediamo come sia possibile che una persona venga prima espropriata e poi espulsa di forza dall’appartamento di cui era proprietaria, dopo una vita di sacrifici.

Si dia agli avvvocati delle parti il tempo di negoziare una soluzione rispettosa delle Leggi e della dignità umana : per il 25 luglio è già prevista una udienza di merito in cui verrà determinato l’ammontare della indennità di occupazione che la ex proprietaria dovrà pagare per il tempo in cui è rimasta nell’appartamento di cui non è più proprietaria.

Quale pregiudizio irreparabile potrebbe mai arrecare un rinvio di questo sfratto, e quale pregiudizio irreparabile potrebbe invece portare lo sradicamento brutale di una persona che il 4 giugno compirà 94 anni e ha passato gli ultimi 37 in quell’appartamento?

Questa è la domanda centrale a cui Le chiediamo rispettosamente di rispondere, prima di autorizzare l’utilizzo della Forza Pubblica e determinarne le modalità operative. Non Le chiediamo certo di farlo in pubblico, in primo luogo perché la risposta riguarda principalmente la Sua coscienza e in secondo luogo perché le modalità di intervento della Forza Pubblica possono articolarsi in molteplici forme e adattarsi alle circostanze specifiche, per preservarne il carattere di proporzionalità ed evitare danni collaterali indesiderabili.

Il 15 maggio noi ci saremo, al numero civico della foto: ci saremo insieme ad altri e a chiunque vorrà esserci. Non ci saranno atti di «resistenza a pubblico ufficiale» perché questa piattaforma civica ha fatto del rispetto della legalità e delle istituzioni un tratto distintivo e fondante delle sue attività, ma rivendichiamo il diritto che per noi è dovere civico di essere vicini ad una persona che merita rispetto, in queste circostanze per lei dolorose.

In 5 anni di denuncia di quello che a nostro modo di vedere «non va», questo blog  non ha mai ricevuto querele,  rettifiche o smentite, perché prima di parlare ci documentiamo, sempre. Lo abbiamo fatto anche in questo caso, prima di rivolgere a Lei questa lettera.

I documenti di cui abbiamo preso conoscenza  e lo stato di salute della “sfrattata” ci portano a rivolgerLe  un appello che prescinde dall’arida conoscenza dei Codici: mercoledi 15 maggio in calle dei greci, si eviti l’uso della violenza camuffata da «forza pubblica », nei confronti di una persona anziana e indifesa. Questa città non lo capirebbe.

Sono ben altre le situazioni in cui la cittadinanza avrebbe bisogno dell’intervento della “Forza Pubblica”, e la applaudirebbe.

Marco Gasparinetti

per il

Gruppo25Aprile

 

15 maggio castello

Una proposta concreta: la “soglia di accoglienza”

Gazzettino 4 maggio 2019

“Una volta tanto, da un forum dedicato ai comuni problemi del turismo non escono solo lamentele sulla situazione (pesantissima) in cui le città d’arte sono finite, ma vengono abbozzate anche delle soluzioni. E, se non sono soluzioni, sono degli strumenti che potrebbero essere utili alla gestione dei flussi. Il forum delle realtà civiche operanti nei siti Unesco del mediterraneo, riunito per un giorno intero all’Ateneo Veneto, ha infatti deciso di realizzare un modello matematico-statistico che consenta di prevedere la soglia di accoglienza oltre la quale città e paesi non sarebbero più vivibili. La novità è che non si tratterà di una cosa applicabile a Venezia o a una delle città partecipanti, ma sarà donata a tutti coloro che ne faranno richiesta.

I SITI UNESCO

Le città aderenti oltre a Venezia sono Ragusa (Dubrovnik), Corfù, Creta, Rodi e Cipro, ognuna con problemi comuni a tutti i siti sotto tutela dell’Unesco. La scelta è caduta sul modello Costa-Van der Borg-Canestrelli che era stato approntato a fine anni Ottanta per evidenziare l’impatto catastrofico che avrebbe avuto l’Expo 2000 a Venezia. Quel modello oggi è superato nelle premesse, ma potrebbe essere implementato, visto che lo stesso Van der Borg ha dato il suo assenso e appoggio.

LA SOGLIA DI ACCOGLIENZA

«Lo scopo – spiega Marco Gasparinetti, il portavoce del Gruppo 25 Aprile che ha ospitato l’evento in quanto presidente di turno del forum – è definire in modo oggettivo e accademico una soglia di carico o meglio, di accoglienza, oltre la quale la qualità della vita di turisti e residenti potrebbe peggiorare sensibilmente. Una soglia oltre la quale non siamo in grado a garantire un’accoglienza decente. L’impegno è stato preso, sarà formato un gruppo di lavoro multidisciplinare e internazionale che chiederà un finanziamento europeo». Non è una cosa che si può fare dall’oggi al domani, ma un lavoro che richiederà un arco di tempo triennale. Quindi, non una boutade elettorale, visto che nel 2020 si vota.«Continuiamo a restare apolitici – aggiunge Gasparinetti – e metteremo a disposizione il modello al sindaco in carica, chiunque esso sia».

TURISMO SOSTENIBILE

La definizione di un numero limite di turisti accettabili è balzata nuovamente alle cronache con la protesta del sindaco di Riomaggiore contro le Ferrovie, per via del trasporto di turisti alle Cinqueterre in numero ben maggiore alle capacità di accoglienza. La soglia di accoglienza potrebbe essere quel numero magico oltre il quale scatterebbe la chiusura dei siti Unesco a ulteriori arrivi. «Il pagamento di un ticket – ha concluso Gasparinetti – come hanno dimostrato i nostri amici di Ragusa non è più sufficiente. Loro hanno staccato un milione e 300mila biglietti (per visitare le mura della città antica, NdR) ma i turisti continuano ad arrivare».

Un altro tema comune che è uscito dall’incontro è l’impegno di tutte le associazioni a non usare plastica usa e getta negli eventi e a sensibilizzare i turisti sul fatto che una bottiglia in plastica rischia di essere una bottiglia in acqua. Meglio rispolverare le virtù della vecchia borraccia”.

Michele Fullin
© RIPRODUZIONE RISERVATA (Il Gazzettino)

Nelle foto che seguono, alcuni dei partecipanti al Forum del 3 maggio. Da parte nostra, un sentito ringraziamento all’Ateneo Veneto e al suo Presidente Gianpaolo Scarante per aver inserito questo convegno nel Programma accademico del prestigioso Ateneo, e alla vicepresidente Prof. Caterina Carpinato che ha deliziato i presenti con una efficace quanto colta prolusione in greco moderno.

Foto:

Elena Riu (Venezia)

Petra Marčinko (Ragusa – Dubrovnik)

3 maggio Petra

Maria Gerakianaki (Creta)

3 maggio Maria

Daniella Pistenti Mouyiannou (Cipro)

3 maggio Daniella.jpg

Dimitrios Balatsinos (Corfù)

 

A scanso di equivoci – e per evitare confusione di ruoli

Comunicato stampa

A partire da oggi, il Signor Giovanni Andrea Martini per noi non é più un presidente di Municipalità ma uno dei tanti candidati alla poltrona di sindaco e come tale verrà considerato.
Con la sua scelta di creare l’ennesimo «soggetto politico» – decisione che risale a qualche mese fa e che ora rivela il suo vero scopo – il titolare pro tempore di quella funzione ha fatto perdere alla Municipalità il suo ruolo di punto di riferimento che avrebbe potuto unire anziché dividere i veneziani in un momento così delicato per il futuro della città d’acqua.
Il rischio concreto è infatti che la Municipalità venga ridotta a istituzione strumentale alla creazione di una corrente personale tesa alla conquista di una qualche poltrona.
Le modalità di annuncio di questa sua autocandidatura a sindaco di Venezia sono peraltro soprendenti se si considera che la sua area politica di riferimento ha fatto delle primarie lo strumento di democrazia partecipata con cui scegliere il proprio candidato.
La sensazione è quindi che questa candidatura sia destinata a dividere anziché unire, anche se almeno ha il pregio di far chiarezza aprendo gli occhi a chi in buona fede rischiava di farsi “usare” per finalità diverse da quelle inizialmente annunciate nel “manifesto” politico con cui pochi mesi fa era stata annunciata la nascita di quel soggetto denominato “Insieme x Venezia e x per la terraferma”.
Adesso che le sue finalità sono chiare a tutti, auguriamo buon viaggio a chi ha voluto intraprendere un cammino che non è il nostro e che non potrà contare sul nostro appoggio.
Il gruppo25aprile
Venezia, 4 maggio 2019
6 maggio 15 G25A

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