Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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2016, un anno in sintesi. Terza parte: agosto – settembre

12 agosto: sestier de Santa Crose, “angolo degli oratori” ai Giardini Papadopoli. Il motivo di un’iniziativa organizzata alla vigilia di ferragosto, e nonostante questo “partecipata” oltre ogni previsione, l’abbiamo riassunto qui:

https://gruppo25aprile.org/2016/08/11/speakers-corner-ai-giardini-papadopoli-il-12-agosto-perche/

Resoconto video sul nostro canale youtube:

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Per dare un seguito all’iniziativa e andare oltre il “recinto” dei singoli gruppi, comitati e associazioni, nei giorni successivi viene lanciata la pagina facebook “Veneziamiofuturo”:

https://it-it.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

Agosto: sopralluoghi al Faro Spignon, di cui il Demanio pare intenzionato a “liberarsi” con un bando di gara:

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27 agosto: Manifesto per un turismo sostenibile:

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17 settembre: #Veneziamiofuturo incontra il Sestier de Casteo ed è un secondo successo di pubblico e di contenuti dopo quello dei Giardini Papadopoli:

https://gruppo25aprile.org/2016/09/16/castello-17-settembre-il-programma-degli-interventi/

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..il resto è “storia recente”: sono gli incontri pubblici organizzati nei sestieri di Cannaregio (13 ottobre) San Polo (27 novembre) e Dorsoduro (16 dicembre) per finire l’anno in bellezza con l’ironica “presa della Misericordia” (31 dicembre).

Anno denso di iniziative, il 2016: contando anche l’assemblea sul futuro della fortezza di Sant’Andrea (sala San Leonardo strapiena, a gennaio) e la conferenza con il Magistrato alle Acque (scoletta dei Calegheri, il 30 maggio), lo sforzo organizzativo del Gruppo25Aprile ha permesso di realizzare 7 incontri pubblici in 12 mesi. Un grazie di cuore alle decine e decine di attivisti che hanno reso possibile questo piccolo miracolo, interamente auto-finanziato.

2016, un anno in sintesi. Prima parte: gennaio – giugno

Cronologia di un anno straordinario sotto molti aspetti, tanto che pur selezionando le notizie abbiamo dovuto dividerla in tre parti. Questa è la prima, la seconda verrà pubblicata a breve.

30 gennaio: il gruppo25aprile organizza e coordina una pubblica assemblea in cui 20 associazioni e comitati prendono posizione contro il progetto di delibera sulla concessione della fortezza di Sant’Andrea; la delibera, adottata dal consiglio comunale pochi giorni dopo, a notte fonda e fra le proteste del pubblico presente, verrà successivamente annullata dal tribunale amministrativo regionale (v. cronologia del mese di maggio).. segno che forse non avevamo tutti i torti.

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13 febbraio: continua la “battaglia delle bricole” lanciata a dicembre di concerto con altre realtà associative fra cui il gruppo diportisti Laguna veneta. Prima tappa, lettera al prefetto Cuttaia che ci risponde nel giro di 24 ore, a conferma della gravità del problema da noi sollevato, oltre che della serietà di un Prefetto Gentiluomo al quale formuliamo i più sinceri auguri di successo nel suo nuovo e prestigioso incarico a Roma.

Seconda tappa: diffida al ministro Delrio e al Provveditore interregionale per le opere pubbliche (ex Magistrato alle Acque) che da lui dipende.

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23 marzo: primo successo nella “battaglia delle bricole”, con la circostanziata risposta del Provveditore alla nostra diffida: primi fondi in arrivo e censimento completo di tutte le bricole lagunari, suddivise in tre tipologie a seconda delle necessità di manutenzione o sostituzione, di cui nessuno ancora conosceva il numero esatto.

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1-31 marzo: il gruppo25aprile pubblica una serie di articoli sulla galassia di imprese che fanno capo al sindaco in carica e a volte fanno buoni affari con le partecipate comunali; le nostre denunce trovano eco anche nella carta stampata:

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La reazione del sindaco, vista dalla satira:

12779280_10207194778880817_7620071145844447223_o..ma la realtà supera la satira, e la previsione di cui sopra si è puntualmente avverata, con l’inedito caso di un sindaco che “blocca” decine di cittadini dal suo profilo twitter. Lezione per il futuro: mai mettere il naso negli intrecci di interessi fra pubblico e privato, anche se la mappatura da noi pubblicata era semplicemente il risultato di visure camerali accessibili a tutti.

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13 aprile: emergenza bricole, terza tappa. Incontro con il Provveditore alle opere pubbliche, ing. Roberto Daniele che con il suo staff ci presenta i risultati del censimento effettuato e i problemi di finanziamento, che trovano subito ampio risalto nella stampa locale:

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Emergenza bricole, quarta tappa: i risultati del censimento e le cartografie realizzate vengono presentati in un incontro pubblico con la cittadinanza alla scoletta dei calegheri:

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Emergenza bricole, la nostra battaglia  continua con un blitz a sorpresa: delle bellissime bricole in scala ridotta, prodotte a spese nostre, che a sorpresa compaiono sui banchi del consiglio comunale il 14 aprile a sostegno della mozione presentata dal gruppo consiliare M5S e approvata all’unanimità (!!!) grazie anche alla nostra visibile presenza in aula.

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29 aprile: la nostra reazione al “blitz” con cui il sindaco aveva appena portato in consiglio comunale una sorprendente mozione in cui si spacciava lo scavo delle tresse come il “progetto scelto dai cittadini veneziani”, mentre in campagna elettorale ci era stato esplicitamente garantito che no, non serviva affatto scavare nuovi canali:

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26 maggio: il tribunale amministrativo regionale accoglie il ricorso di Italia Nostra e annulla la delibera da noi contestata, con riferimento alla Fortezza di Sant’Andrea, per mancata consultazione della Municipalità di Venezia il cui Presidente Andrea Martini aveva fatto mettere a verbale questo macroscopico vizio di procedura, in occasione del dibattito sulla delibera contestata.

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29 maggio, il sindaco di Venezia (!!!) dichiara “il futuro di questo Comune non è Venezia, è Mestre dove c’è la gente che vive” e per noi si apre un capitolo nuovo. La città si sente tradita, sembra quasi senza parole, da più parti ci viene chiesto di organizzare una risposta forte: siamo o non siamo quelli che a sorpresa sono riusciti nella “beffa della Fenice”? Siamo o non siamo il gruppo che ha coordinato la memorabile campagna contro lo scavo del Contorta?

La nostra risposta cova sotto la cenere, si organizza con il passaparola e prende forma poche settimane dopo: si chiama “il nostro futuro è Venezia”, si concretizza in una mobilitazione lampo senza precedenti e segna l’inizio di una campagna di opinione dal nome #Veneziamiofuturo, ma di questo parleremo nella seconda parte della cronologia di un anno fuori dal comune, dove ci sarà spazio anche per i doverosi ringraziamenti a chi l’ha reso tale.P1000054

Quinto incontro nei sestieri: Dorsoduro 16 dicembre!

Dopo Santa Croce, Castello, Cannaregio e San Polo, il 16 dicembre sarà la volta di Dorsoduro, prima del gran finale a San Marco. Un sassolino alla volta, come nei pavimenti “alla veneziana”, il mosaico prenderà forma e tutto sarà presto più chiaro a tutti. La lista provvisoria delle proposte già raccolte e discusse nei primi tre incontri è consultabile a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/notes/veneziamiofuturo-venicemyfuture/le-proposte-dei-sestieri-bozza-provvisoria-di-met%C3%A0-percorso/1469378286425673

Appuntamento venerdi alle ore 18, a Dorsoduro 1760 (Università di Venezia) per un dibattito con:

Corrado Claut, presidente di Viviamo Venezia

Andrea Martini, Presidente della Municipalità di Venezia

Marco Gasparinetti, portavoce di #Veneziamiofuturo

Paolo Sambo, presidente dell’Associazione “Amici di Casa Famiglia”

Francesca Corso per l’associazione “Panchina calda” che offre assistenza ai senzatetto

Dario Vianello, che ci parlerà di sicurezza della navigazione in Laguna

Nicola Monselesan, del Comitato residenti campo santa Margherita

Marco Furio Forieri, per il Gruppo anziani La Gondola

Sara Pedrini, del circolo ARCI Luigi Nono (Giudecca)

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L’Aula Barbarigo fa parte dell’Università di Venezia (Ca’ Foscari) e viene generalmente utilizzata come aula universitaria. Il civico è Dorsoduro 1760. Come trovarlo, dato che è decisamente fuori dai sentieri battuti? Per chi arriva in vapore, la fermata più vicina è quella di San Basilio. Per chi ama camminare, sono 5 minuti da campo Santa Margherita e 10 minuti (a piedi) da Piazzale Roma; come punto di riferimento per arrivarci potete utilizzare Fondamenta Barbarigo.

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Le ragioni di questa serie di incontri nei sestieri sono state riassunte nel nostro “editoriale” del 30 agosto:

https://gruppo25aprile.org/2016/08/30/venezia-ad-un-bivio-leditoriale-di-marco-zatterin/

Sei incontri in sei mesi, sestiere per sestiere, per non sprecare la finestra di opportunità che si è creata con la risoluzione UNESCO del 14 luglio: all’Italia è stato dato tempo fino a febbraio, per rispondere ai singoli punti della risoluzione. Questa scadenza può essere vista come una minaccia (quella di finire nella lista dei siti UNESCO in pericolo) o come un’opportunità; noi abbiamo scelto la seconda opzione. Con la campagna di opinione denominata #Veneziamiofuturo stiamo incontrando i sestieri, uno per uno, in un’operazione inedita e mai tentata prima: incontri pubblici e aperti a tutti, sestiere per sestiere, per elaborare una serie di richieste e proposte che diano finalmente risposte ai troppi problemi irrisolti.

Chiunque voglia darci una mano con proposte e suggerimenti è il benvenuto, perché se è vero che il Gruppo25Aprile sopporta di fatto il “peso” organizzativo del ciclo di incontri, chi ha già partecipato sa che a questi incontri pubblici non andiamo per “dare lezioni” o imporre un punto di vista ma per ascoltare e capire quello di chi ogni giorno vive e/o lavora a Venezia.

Ai Giardini Papadopoli come a Castello e a Cannaregio abbiamo dato spazio alle realtà associative più radicate sul territorio, anche quando erano lontane dalla nostra, altrettanto faremo a Dorsoduro, perché “Veneziamiofuturo” è nata per unire e non per dividere. L’incontro di Dorsoduro è organizzato in collaborazione con “Viviamo Venezia”. Il ciclo di incontri si concluderà a gennaio, nel sestiere di San Marco.

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Appuntamento venerdi 16 a Dorsoduro, sarà anche l’occasione per un brindisi natalizio e dato che ci siamo, per i regali di Natale cerchiamo tutti di privilegiare gli acquisti a chilometro zero, anziché arricchire uno dei tanti centri commerciali che in “terraferma” sono spuntati come funghi. Il forcolaio Piero Dri, ad esempio, quest’anno ha creato una linea di orecchini in legno ispirati al suo lavoro di “remer”, che potrebbe essere un’idea originale per i vostri regali. Lo trovate in ramo dell’oca a Cannaregio 4231.

Come lui ce ne sono ancora tanti, a Venezia; diamo una mano ai nostri artigiani: daremo una mano a noi stessi che non vogliamo vedere la città ridotta a una brutta copia di se stessa.

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Ringraziamenti:

Alessandro Toso Fei per il logo di “Veneziamiofuturo”;

Francesca Codrino per la grafica delle locandine;

Mattia Ferrari, per le felpe e le magliette “il mio futuro è Venezia”.

 

 

2016, l’anno della svolta?

Con #Veneziamiofuturo partecipiamo alla Mostra fotografica “1966-2016, Ricordi e Speranze”, organizzata dalla Municipalità di Venezia con la collaborazione nostra e di Confartigianato.

Lo facciamo perché dopo 50 anni consecutivi di calo demografico, ci sembra il momento simbolico giusto (e forse anche l’ultimo) per lanciare le basi di un’inversione di tendenza. La campagna di opinione “Venezia mio futuro” è nata con questo obiettivo, e dal nostro rifiuto di arrenderci a chi dice che il nostro futuro è “di là dal ponte”.

La mostra fotografica, curata dai bravissimi Manfredo Manfroi e Maria Angela Riva, verrà inaugurata sabato 29 ottobre alle 11:

invito-webPer il nostro contributo documentale abbiamo fatto una scelta simbolica: fra le foto del 1966 ci sono quelle di Vittorino Boaga che all’epoca aveva 17 anni, mentre fra quelle del 2016 (che sono centinaia) abbiamo privilegiato quelle di Althea Pauletto che ha compiuto 18 anni quest’anno: due generazioni che a mezzo secolo di distanza manifestano il loro attaccamento a questa città unica al mondo, per dire che Venezia ha ancora un futuro.

La passione e la pazienza di Maria Angela Riva, la bravura e l’esperienza di Manfredo Manfroi, presidente del circolo fotografico la Gondola, hanno fatto il resto in una selezione che per forza di cose sarà parziale ma si distingue per il carattere inedito dell’accostamento fra i “ricordi” del 66 e le “speranze” del 2016. In virtù di questa scelta, l’esposizione non entra in “concorrenza” con altre mostre fotografiche che, potendo attingere agli archivi storici istituzionali e potendo contare su un’impressionante platea di sponsor, hanno ovviamente ben altre ambizioni. A loro lasciamo il compito della commemorazione ufficiale, a noi spetta quello della testimonianza dal basso: quella dei semplici cittadini.

2-luglio-infograficaNella sezione dedicata al 2016 troverete alcune foto della campagna di opinione “Veneziamiofuturo“, iniziata con la mobilitazione lampo che il 2 luglio ha addobbato finestre e balconi, case e scuole, statue e ponti in tutti i sestieri e continua con gli incontri sestiere per sestiere di cui vi diamo conto su questa pagina, oltre che sulla pagina facebook “dedicata”:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

Quella mobilitazione lampo, basata unicamente sul passaparola e senza pubblicità di alcun tipo (giornali o social networks) per preservarne la spontaneità e l’effetto “sorpresa”, non sarebbe mai stata possibile senza il lavoro e la passione civica di decine e decine di persone (più di cento), che sarebbe difficile ringraziare individualmente. Considerato che la mostra fotografica potrà darne conto soltanto in minima parte, nei prossimi giorni  pubblicheremo una galleria fotografica del “backstage” (i preparativi) sperando di raggiungere in questo modo anche chi non sarà fisicamente presente all’inaugurazione, che è anche occasione per ringraziare chi ci ha dato una mano in quelle tre settimane (tanto sono durati i preparativi).

Per chi non sarà presente all’inaugurazione, la mostra resterà aperta fino al 9 novembre in sala San Leonardo, grazie alla Municipalità di Venezia Murano Burano il cui Presidente Andrea Martini sarà presente all’inaugurazione, insieme ai curatori e al portavoce  di #Veneziamiofuturo. Al 2016 sono dedicati 5 dei 25 pannelli, altre foto le troverete qui – nelle didiscalie useremo soltanto i nomi di battesimo, dato che non tutti gli interessati desiderano apparire con nome e cognome, e quello che abbiamo fatto non l’abbiamo fatto per “apparire” ma per agire, in difesa della nostra Città.

24giugno-fcOK, questo non è il portavoce che ha perso i capelli a causa della vernice ma Francesco, una delle colonne portanti del gruppo25aprile fin dalla sua creazione. Niente cognomi, chi lo conosce lo riconoscerà comunque.

24giugno-mcQuesto adorabile pesciolino è opera di Marina in arte “Manin”, che ha personalizzato molti dei nostri nizioi con un tocco di classe in più, e tanta pazienza!

24giugno-atelierCome sono “nati” i nizioi che sventolavano da finestre e balconi il 2 luglio? Fatti a mano e su misura, uno per uno: farli stampare altrove sarebbe stato troppo facile.. fatti a mano e made in Venice, con una base logistica principale che è questa della foto. Turni di lavoro massacranti (considerato il caldo che faceva) e come potremmo non ringraziare le persone la cui presenza in cui giorni era più assidua? Un grazie particolare a Magda, Anna, Veronica, Flavia, Lorena, Aline, Gildo e Signora.. a rischio di dimenticare in questo momento qualcuno, ma rimedieremo nei prossimi giorni (chi pubblica queste prime foto già si aspetta delle solenni e meritatissime tirate di orecchie): la galleria è “work in progress”, verrà aggiornata nelle prossime ore e prima dell’inaugurazione della mostra fotografica.

21-striscione-fermi-finito-althea-samuele-tommaso-martino-manca-il-writer-giacomo1Studenti e residenti uniti come non succedeva da anni: a lavorare in quei giorni non erano solo gli “adulti” per addobbare finestre e balconi, ma anche gli studenti degli istituti superiori di Venezia. In questa foto (credits: Nicoletta Frosini) gli studenti del Fermi!

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Quando le braccia  e le gambe non bastavano più, alla pennellata finale hanno pensato i nostri gatti, come quello della foto. Mai sottovalutare i gatti veneziani, che per secoli hanno tenuto alla larga dalle nostre case altre (e meno simpatiche) creature a quattro zampe!

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..e chi non ha più casa a Venezia ma voleva partecipare ai preparativi come ha fatto? In questa foto (credits: Alberto Alberti) un esempio illuminante: quando i “writers” migliori sono al servizio di una buona causa, guardate cosa ne esce:

25-junio-i.. uno striscione da 12 metri, che il 2 luglio sventolava in Canal Grande:

althea-8Qualche immagine inedita dai nostri laboratori di produzione:

20giugno3I nostri arnesi da scasso.. pardon i nostri arnesi da lavoro. Per decorare i “nizioi”, c’è chi ha utilizzato pennello e colori, chi si è destreggiato con bombolette spray e per i meno esperti ci è venuta in soccorso la tecnica dello “spugnato”, che non riveleremo mai nemmeno sotto tortura.

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26-giugno-2016iiL’età dei partecipanti? Dai 16 ai 90 anni. Gli ultranovantenni sono stati dispensati dalla chiamata alle armi, anche se a Venezia rappresentano la bellezza di 1.067 persone (su meno di 55.000 residenti).. segno che in Laguna si campa a lungo, voi esodati cosa aspettate a tornare? A Venezia la vita sedentaria non è un’opzione, fra ponti e palazzi senza ascensore ci teniamo sempre in forma!

corteamaltea22junioSegni premonitori di quello che sarebbe successo il 2 luglio? Nessuno, bocche cucite ed è stato uno dei piccoli miracoli di una squadra numerosa quanto coesa al suo interno. Mantenere un segreto a Venezia è difficile? Verissimo, ma ci siamo riusciti, e l’unico indizio visibile nelle settimane precedenti era questa scritta in gesso, opera di Alex, in Corte Amaltea.

2-julio-svizzera..e i veneziani che non erano a Venezia in quei giorni, come hanno fatto? Presenti anche loro, come in questa foto scattata in Svizzera, a 2.284 metri sul livello del mare, oppure questa, scattata da Paola:

paola-jurisOltre alle case e alle scuole, quel giorno abbiamo “vestito” anche i ponti:

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..e il tutto è stato ripreso da una squadra di registi e fotografi, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, grazie al canale youtune inaugurato per l’occasione.

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Miracolo dei miracoli, anche le statue hanno parlato: dopo secoli di silenzio, il gobbo di Rialto ha ripreso lo scambio epistolare con il Pasquino di Roma,e nei vernacoli rispettivi hanno dato voce alla “vox populi” come usavano fare (molto) tempo addietro.

2luglio-gobborialto“Veneziamiofuturo” o “Venezia è il nostro futuro” ( ma anche “residenti resistenti”) l’abbiamo declinato in tutte le forme e dimensioni: dagli 80 centimetri dei “nizioi” più piccoli ai 12 metri di quello più grande, perché ognuno era fatto su misura per le nostre finestre o i nostri balconi. Lo abbiamo declinato in varie lingue, tante quante sono le anime che hanno fatto la grandezza di Venezia: una città cosmopolita ma con salde radici, perché mettere radici in Laguna non è stata una scelta facile né scontata, per chi ci ha preceduto: a volte erano popolazioni in fuga come gli ebrei cacciati dalla Spagna per volere di un re potente quanto ottuso e bigotto.

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Nostro compito è fare in modo che quelle radici profonde e feconde continuino a dare buoni frutti: dei nostri alberi ci prenderemo cura; è la nostra promessa a Venezia, e siamo solo all’inizio.

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Chi ha paura di una conferenza stampa?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente

COMUNICATO STAMPA

(NdR la foto è nostra e ce ne assumiamo noi ogni responsabilità):

Non era mai successo prima. Anche le salette consiliari di Ca’ Farsetti, che da sempre ospitano le conferenza stampa della Municipalità, vengono oggi negate.

L’appuntamento era per la presentazione di quanto fatto dalla Municipalità in questo primo anno di nuova consiliatura. Il diniego arriva senza alcuna motivazione.

Un episodio analogo era successo con la conferenza stampa di presentazione della manifestazione “Tutta mia la città – in campo con scugeri e pironi”. In quella circostanza è stata negata la saletta all’ultimo momento in quanto il sindaco, alla stessa ora e nello stesso luogo, doveva tenere una conferenza stampa.

Lo spazio per una informazione sembra sempre più ridursi anche per una istituzione democraticamente eletta come la Municipalità.

Proprio in questi giorni la recente messa in rete del nuovo sito del Comune di Venezia ha cancellato pagine e pagine di eventi e di attività della Municipalità. Ci è stato assicurato che l’implementazione ci sarà, ma, per il momento, non se ne vede traccia.

E ancora, a proposito di mancanza di informazione, un altro esempio (e, in questo caso, si è trattato anche di mancanza di attenzione per i diritti di tutti cittadini) si è verificato circa un mese fa.

Avevamo chiesto l’uso di Ca’ Farsetti per un consiglio di Municipalità legato ad un ordine del giorno sull’accessibilità, nel quale si chiedeva di non smantellare le rampe della Venice Marathon.

Ca’ Farsetti ci è stata negata e abbiamo dovuto fare un consiglio di Municipalità in un luogo, come la sede di San Lorenzo, assolutamente inaccessibile a persone con difficoltà motorie per l’elevato numero di ponti che lo separano dal primo pontile utile.

Siamo stati costretti a tenere un Consiglio di Municipalità, che ricalcava un canovaccio del teatro dell’assurdo: le persone a cui ci rivolgevamo erano state poste nella condizione di non poter partecipare alla seduta.

Insomma tasselli su tasselli che segnano sempre più la distanza tra l’informazione e chi dovrebbe riceverla. E i giornalisti sono stati i primi a lamentarlo, fin dall’inizio dell’attività della nuova amministrazione.

Ma come mai fa paura una conferenza stampa? Il palazzo di vetro diventa sempre più un luogo ermeticamente chiuso, la casa dei cittadini è diventata triste casa di pochi.

La conferenza stampa di presentazione dell’attività della Municipalità si terrà comunque (purtroppo in spazi ristretti), venerdì 15 luglio alle ore 11 a Ca’ Farsetti nella stanza del gruppo consiliare del PD (per “Tutta mia la città” eravamo stati ospiti delle stanze della lista Casson).

GIOVANNI ANDREA MARTINI
Presidente Municipalità
di Venezia Murano Burano

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Assemblea pubblica 16 dicembre, le foto

Grazie al nostro René Seindal, autore di queste e altre foto dell’Assemblea pubblica organizzata dalla Municipalità di Venezia-Murano-Burano, ne pubblichiamo qui una selezione per chi non ha potuto essere presente. I giornalisti che volessero utilizzarle possono ovviamente farlo, citando la fonte.

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Andrea Martini (Presidente della Municipalità, a destra nella foto) e Paolo Canestrelli (già direttore dell’Ufficio Maree, fino a poche settimane fa):

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Roberto Vianello, delegato all’ambiente della Municipalità, presenta la relazione introduttiva:

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Da sinistra a destra: Roberto Vianello, Igor Zotti, Paolo Canestrelli e Andrea Martini

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L’intervento di Gildo Pomentale, in rappresentanza dei residenti:

A4 Gildo

La relazione di Igor Zotti, docente all’Università di Trieste:A6 IgorZotti

Silvio Testa, giornalista e anima di mille battaglie in difesa della Laguna:

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Dario Vianello, pilota di motobarche:

A11 DarioVianelloL’intervento di Enrica Berti:

A13 EnricaBerti

..quello di Claudio Sensini:

A9 ClaudioSensini..e quello di Armando Danella:

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Il pubblico in sala:

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Moto ondoso: assemblea pubblica 16 dicembre

Organizzata dalla Municipalità di Venezia-Murano-Burano sull’onda delle 1.200 firme raccolte dalla nostra petizione, assemblea pubblica sull’emergenza moto ondoso, di cui parla anche la Nuova Venezia di oggi:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/12/15/news/venezia-si-sta-sgretolando-per-colpa-del-moto-ondoso-1.12624045?ref=fbfnv

Domani 16 dicembre alle 18, in Sala San Leonardo a Cannaregio, con la partecipazione attiva del Gruppo25Aprile:

locandina moto ondoso def

Partecipiamo numerosi! Per firmare la petizione:

https://www.change.org/p/sindaco-di-venezia-il-moto-ondoso-distrugge-venezia?recruiter=60679763&utm_source=share_petition&utm_medium=email&utm_campaign=share_email_responsive

RS 14novembre2015 PrimaPagina

In diretta dal Consiglio comunale.. parte seconda

Il Consiglio comunale ha dunque approvato a maggioranza la delibera con cui autorizza il cambio destinazione d’uso (da residenziale ad alberghiera) richiesto da una società il cui amministratore unico (e unico socio) è il marito di una consigliera comunale, che è proprietaria delle unità immobiliari in questione e ne trarrà un beneficio economico in termini di maggior valore (plusvalenza) probabilmente vicino al 500% (semplice stima la nostra, tratta da operazioni simili già effettuate in zone di pregio comparabile, a Venezia). Qualunque sia la plusvalenza, il segnale “politico” non cambia.

Il Consiglio comunale ha infatti approvato la delibera nonostante il parere contrario della Municipalità di Venezia e malgrado le circostanze emerse nel corso del dibattito grazie ad una istanza di accesso agli atti del capogruppo M5S Davide Scano, le cui risultanze sono piuttosto imbarazzanti: in una città il cui bilancio comunale è sull’orlo del precipizio benché i turisti siano 30 milioni all’anno (e dovrebbero quindi rappresentare una fonte di entrate significativa) l’imposta di soggiorno versata alle casse comunali dalla società in questione è veramente poca cosa, rispetto alle decine di appartamenti gestiti, e mentre il numero di turisti aumenta ogni anno, l’importo versato da tale società alle casse comunali segue una curva inversa:

anno 2014: pernottamenti dichiarati 365, imposta di soggiorno 661 euro

anno 2013: pernottamenti dichiarati 384 imposta di soggiorno 742,8 euro

anno 2012: pernottamenti dichiarati 838 imposta di soggiorno 1.568 euro

Simile andamento è dato riscontrare se si analizzano i bilanci della società in questione, che evidenziano un fatturato in calo dell’11% rispetto all’esercizio precedente. La società ha chiuso gli ultimi due esercizi in perdita (20.000 euro circa nel 2014, 30.906 nel 2013) pur non essendo proprietaria degli appartamenti che gestisce (come si evince dal suo stato patrimoniale) e non dovendo quindi affrontare costi di manutenzione ordinaria o straordinaria, dato che si limita ad esercitare un’attività di intermediazione con riferimento a beni immobiliari di indiscutibile qualità e ottimamente posizionati, in zone di pregio e sicuramente appetibili per il suo “target” turistico, come ad esempio questi:

http://www.rentalinitaly.com/it/Venezia/appartamenti.html?data_da=2015-12-24&data_a=2015-12-31&num_persone=4&&ord_by=Category&sort_order=DESC&num_apt_per_page=10

A spiegare il risultato in perdita nei due ultimi esercizi non sono gli ammortamenti e non è il costo del personale, dato che la società ha solo due dipendenti, ma se è in perdita ci saranno dei validissimi motivi e non ci azzarderemo certo noi a trarne delle conclusioni affrettate. Ci limitiamo a osservare che in queste aride cifre, se veramente corrispondono alla realtà economica soggiacente, facciamo fatica a riconoscere l’immagine di “imprenditore di successo” che ci eravamo fatti, dopo aver letto le interviste alla stampa della consigliera comunale in questi giorni.

In attesa della prossima puntata, prendiamo atto del fatto che il Consiglio comunale ha oggi approvato la richiesta presentata da tale società a beneficio di una consigliera comunale e ci congratuliamo con lei per la plusvalenza conseguita.

Ca'Loredan

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