Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “Era Fucsia”

Batman Brugnaro: la prova del nove, a metà mandato

In tempi non sospetti avevamo scritto: “La politica spesso è fatta di chiacchiere, ma ci sono dati misurabili che si incaricano di smentire le bugie con i numeri o, al contrario, di sorprendere in positivo gli scettici. Questo gruppo è nato essenzialmente per difendere le ragioni di chi vuole restare, ritornare o trasferirsi a Venezia, e un qualche successo su questo fronte potrebbe farci chiudere un occhio su tanti piccoli difettucci (o cadute di stile) del nuovo Sindaco”.

Come “prova del nove”, vista la promessa elettorale dei 30.000 nuovi residenti (!) avevamo proposto appunto di verificare il numero dei residenti, che abbiamo continuato a monitorare come già facevamo prima, per vedere se con il sindaco Batman ci sarebbe stata almeno un’inversione di tendenza o se il suo era soltanto un “bluff”.

A due anni e mezzo dal suo insediamento (e quindi a metà mandato) questo è il bilancio:

Venezia aveva 56.072 residenti il 30 giugno 2015; il primo gennaio 2018 ne restavano 53.835.

Saldo: meno 2.237

Le due Municipalità d’acqua (insulare e litorale) avevano 84.738 residenti, al primo gennaio ne restavano 81.827.

Saldo: meno 2.911, in due anni e mezzo. Fanno una media di 1.164 all’anno, ossia quasi 100 al mese. Più di tre al giorno, se preferite.

Non ne abbiamo persi tanti nemmeno durante la gestione commissariale “lacrime e sangue” del prefetto Zappalorto, e il trend si è accentuato anche rispetto alle sciagurate amministrazioni precedenti. Quello che ci meraviglia è perdere abitanti a questo ritmo nonostante:

  1. la valanga di soldi piovuti sulla città grazie al “patto per Venezia”, che tuttavia hanno preso altre direzioni: di misure per la residenzialità a Venezia nemmeno l’ombra;
  2. il venire meno del “patto di stabilità” con la camicia di forza in cui aveva costretto ogni possibilità di spesa negli anni precedenti.

Dato che i numeri parlano da soli, non aggiungeremo altro: la citazione che avevamo proposto all’epoca resta di drammatica attualità.

“Nessuno è mai fallito puntando sulla credulità del pubblico”

(Phineas Taylor Barnum, inventore dell’omonimo circo).

Al circo che abbiamo sotto agli occhi dedichiamo questo corredo fotografico tratto dal carnevale di Venezia 2018. Il sindaco travestito da Batman ve lo risparmiamo, per carità di Patria. Più che Batman ormai evoca Barman, nel senso di amabile dispensatore di chiacchiere da bar.

Carnevale 2018

 

 

La strana svendita di Palazzo Poerio Papadopoli

La lettura dell’Albo Pretorio ieri ci ha riservato una sopresa: l’offerta irrevocabile di acquisto “per persona da nominare” di un misterioso acquirente che in data 23 ottobre aveva già “indovinato” il nuovo valore di stima, rivisto al ribasso con delibera di Giunta 261 dell’8 novembre che comporta variazione di bilancio al ribasso con una minusvalenza di alcuni milioni di euro per le casse comunali.

Chi sarà mai questo Frate Indovino?

Le anomalie della vicenda non finiscono qui, perché la stampa locale in data 8 novembre parlava di un incarico affidato ad Insula (partecipata comunale) finalizzato a “contare le camere” e rivedere la stima precedente (14 milioni) in vista di una possibile trasformazione alberghiera del bene pubblico che, in quella posizione strategica e con quei flussi turistici a due passi, aumenta ovviamente (piuttosto che diminuire) il valore commerciale del bene che si intende alienare.

Il misterioso Mister X a quanto pare dispone di una sfera di cristallo, se il 23 ottobre già depositava offerta irrevocabile di acquisto, prontamente recepita con determina dirigenziale 1724 del 16 novembre, che nelle motivazioni si esprime così: “considerato che il prezzo offerto è superiore al valore attribuito all’immobile da parte della Giunta Comunale” con la citata delibera dell’8 novembre”.

Il fatto è che Mister X ha semplicemente o casualmente “arrotondato” quella cifra, che a quanto pare gli era nota (a lui e soltanto a lui) due settimane prima che la Giunta ne deliberasse la congruità. Quando si dice il destino.. e Insula allora cosa ha contato a fare, se i giochi erano già fatti? Gazzettino 8 novembre:

8 nov 17 Poerio

Per i motivi qui sommariamente riassunti, e con riserva di produrre elementi indiziari ulteriori:

I) Al Consiglio comunale che il 30 novembre dovrà approvare la variazione di bilancio chiediamo di valutare quanto segue.

  1. Nel presentare la variante urbanistica riguardante il bene, in data 16 novembre, la Giunta comunale ha omesso di informare i consiglieri comunali sull’esistenza di un’offerta irrevocabile di acquisto e di una determina dirigenziale già precotta (1862 del 15 novembre, firmata il giorno successivo) che permetterà a Mister X di mettere le mani sull’immobile in assenza di rilanci entro il 15 dicembre. Anzi, per scoraggiare ogni possibile dibattito sulla medesima, il Presidente del Consiglio comunale pro tempore ha affermato “qui non c’è niente da discutere“. Interessante, alla luce di quanto emerso il giorno dopo in Albo Pretorio.
  2. La determina dirigenziale di vendita del bene immobile, datata 16 novembre, dispone la pubblicazione a spese del contribuente (impegnando a tal fine la somma di 5.500 euro) di un avviso pubblico di vendita prima ancora che il Consiglio comunale abbia approvato la variazione di bilancio – che per le casse comunali comporta una minusvalenza rispetto al bilancio di previsione dove l’alienazione era stata iscritta per un importo di 14 milioni – e permette “di aggiudicare Palazzo Poerio Papadopoli all’offerente iniziale” (Mister X)  con uno sconto superiore a 3 milioni, a meno che qualche coraggioso concorrente non osi mettersi di traverso presentando un’offerta migliore.
  3. A questo proposito segnaliamo che nel medesimo luogo l’anno scorso con modalità analoghe è stata venduta la Casa del Custode dei Giardini Papadopoli, senza rilanci di sorta : il procedimento ferragostano “ad evidenza pubblica” si è concluso aggiudicando il bene all’offerente iniziale, senza che nessuno si azzardasse a “disturbare i manovratori”.

II) All’amministrazione comunale chiederemo con formale DIFFIDA:

di SOSPENDERE IN AUTOTUTELA la pubblicazione dell’avviso pubblico di vendita, al fine di evitare il rischio di un danno erariale ulteriore rispetto a quello qui ipotizzato.

III) Nel ribadire la nostra contrarietà alla svendita di beni pubblici, a maggior ragione quando si realizza con modalità non cristalline, ci riserviamo di segnalare questa ed altre anomalie alla Corte dei Conti competente per territorio, affinché possa valutarle sotto il profilo dell’eventuale danno erariale.

Il Gruppo25aprile

Venezia, 18 novembre ’17

 

Gara al ribasso e vinca il peggiore?

Con grande eleganza, il giornalista Maurizio Dianese sul Gazzettino di oggi si limita a rendere pubblici i fatti, che si possono così riassumere: per la concessione di un lotto di proprietà comunale (a Forte Marghera), c’è un concorrente che offre 6.200 euro all’anno per i primi tre anni e 12.000 euro annui per gli anni successivi, l’altro ne offre 5.700 all’anno. Entrambi vogliono farne un bar-ristorante.

Secondo voi chi ha vinto la gara?

Se le cifre qui riportate sono corrette, cosa di cui non dubitiamo vista la serietà del giornalista, a vincere la gara è stata l’offerta peggiore (in senso economico, dato che di questo stiamo parlando), pari ad un canone mensile di poco superiore ai 450 euro (mentre l’altra a regime ne avrebbe portati 1.000 al mese nelle casse comunali).

Il giornalista, senza mettere in dubbio la regolarità dell’aggiudicazione, sottolinea anche un’altra circostanza: il vincitore è un consigliere di Municipalità eletto nella lista del Sindaco in carica.

Rossato bis

Come piattaforma civica non abbiamo la possibilità di presentare interpellanze o interrogazioni; ci limitiamo quindi ad esprimere la nostra perplessità. Se chi dispone di questa prerogativa la vorrà utilizzare, potrà permettere all’amministrazione comunale di dissipare i dubbi: perché quando i criteri di aggiudicazione di un bene pubblico sono altri, ammesso che siano altri, come cittadini abbiamo il diritto di conoscerli.

Per la cronaca, il medesimo consigliere di Municipalità si era già visto affidare un incarico ben retribuito, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa:

https://gruppo25aprile.org/2016/04/26/i-diari-di-marin-starnudo-lutto-nel-mondo-della-musica/

Di questo “astro nascente” non avevamo mai sentito parlare prima e non avremmo motivo di occuparcene se in in ballo non ci fossero soldi o beni pubblici.

Quanto al giornalista Maurizio Dianese, non ha bisogno di presentazioni:

https://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Dianese

PS abbiamo nel frattempo acquisito il verbale di aggiudicazione, verificato le cifre e non abbiamo riscontrato errori nella ricostruzione giornalistica dei fatti sopra esposti.

 

Qualche domanda a Giovanni Giusto: Prima parte

Lunedì 7 agosto in ora di punta, grazie ad Antennatre, la trasmissione “Ventiedieci” ha ospitato un inedito confronto televisivo fra questa piattaforma civica, rappresentata da Nicoletta Frosini, e la Giunta comunale in carica, rappresentata dal “consigliere delegato alla tutela delle tradizioni” Giovanni Giusto.

Nicoletta non ha tessere di partito, insegna in un noto Istituto superiore di Venezia ed è molto apprezzata per il suo ruolo attivo nella campagna di opinione “Il mio futuro è Venezia”. Giovanni Giusto è un consigliere comunale che molti di noi conoscono personalmente e su questa pagina non ha mai subito il minimo attacco politico e tanto meno personale. Le premesse per un confronto pacato o anche vivace ma costruttivo c’erano tutte e invece..

Premesso che siamo noi cittadini a pagare gli emolumenti dei politici “eletti” come Giovanni Giusto e avremmo quindi il sacrosanto diritto di chiedere conto del loro operato, a maggior ragione quando rivestono incarichi di potere, la trasmissione ha messo in luce un curioso ribaltamento dei ruoli: anziché rispondere alle argomentazioni pacate e mai offensive o “urlate” della nostra Nicoletta, il rappresentante del Potere costituito si è scagliato a testa bassa contro i “social” in generale (senza specificare quali) e questa piattaforma civica in particolare, interrompendo ripetutamente ogni domanda scomoda e cercando di zittire l’interlocutrice (meno abituata di lui a questo tipo di rissa) con qualche perla del tipo:

“Le palle e le frottole che raccontate”, “Ma si badi di dire certe dichiarazioni”, “Ma mi faccia il piacere”, “Siete parecchio indietro rispetto a quella che è la democrazia”, “sinistroidi”, “Non accetto il vostro gruppo” (e allora perché ha accettato il confronto televisivo con noi?).

Considerata la scarsa propensione all’ascolto dimostrata in quella sede, al consigliere delegato Giovanni Giusto pubblicamente rivolgiamo qualche domanda a cui potrà rispondere prendendosi il tempo che gli serve per pensarci, e con altrettanto risalto pubblicheremo la sua risposta:

  1. Quali sarebbero “le palle e le frottole” diffuse da una piattaforma civica che in tre anni e tre mesi di attività non ha mai ricevuto una smentita, una rettifica o una querela? 337 editoriali o articoli pubblicati, a volte duri nei confronti delle tre amministrazioni che si sono succedute in questo periodo, e mai una smentita; ci dica Giusto a cosa si riferiva e lo dica pure in pubblico, dato che non abbiamo nulla da nascondere. A fronte di quell’affermazione lesiva della nostra reputazione, aggravata dall’uso del mezzo televisivo, l’opinione pubblica (compresa quella che si riconosce nelle posizioni di Giusto) ha il diritto di sapere a cosa o a chi si riferiva.
  2. Nel corso della trasmissione il consigliere ha fatto questa interessante affermazione: “è facile manifestare con le valigie in mano.. soltanto per aver un po’ di attenzione pubblica imbrogliandola e magari all’interno degli stessi manifestanti c’è chi dopo affitta magari anche abusivamente.. gli appartamenti della nonna o della mamma perché magari lui abita addirittura fuori città”. Dal momento che nessuno dei nostri portavoce si ritrova nella condizione sopra descritta, a chi si riferiva esattamente il consigliere Giusto con queste insinuazioni, che peraltro ricalcano pedissequamente un’intervista del suo sindaco al Gazzettino, pochi giorni prima? Una insinuazione generica e vigliacca, potremmo aggiungere, dato che in quella sede non dava possibilità di replica agli interessati: la manifestazione delle valigie detta anche #Venexodus non è stata organizzata da noi ma da altri, e ha visto la partecipazione di numerosi consiglieri e assessori della maggioranza in carica. Era forse ai suoi colleghi di partito o di coalizione che si riferiva, il consigliere Giusto? Se volessimo ironizzare con una battuta potremmo aggiungere che in effetti sono pochi quelli che vivono a Venezia, fra gli assessori e consiglieri precettati dal sindaco in quell’occasione.
  3. Gli appunti che sfogliava nervosamente durante la trasmissione nel fare queste affermazioni, da chi sono stati scritti? Con la stima che avevamo e che tuttora abbiamo per lui, ci sorge il dubbio che non fosse tutta farina del suo sacco ma a questa domanda potrà anche non rispondere, se lo mette in imbarazzo. Alle prossime non avrà invece difficoltà a rispondere e chiarire meglio il suo pensiero, dato che parleremo di fatti e atti consiliari.
  4. Nel corso della trasmissione il consigliere Giusto ha rivendicato con orgoglio (rinfacciando ad altri di non averlo appoggiato): “la mia battaglia ancora nel 2010 la feci attraverso quella che era l’approvazione del PAT dove con un emendamento chiesi di bloccare i cambi di destinazione d’uso. Era semplicissimo, bastava votare SI. Eravamo da soli, io e il mio gruppo”. Prima domanda: come poteva essere il 2010, considerando che la discussione sul PAT si svolse nel 2012? Era un emendamento preventivo, scritto con la sfera di cristallo? Negli atti consiliari della legislatura 2010-2015 abbiamo invece trovato traccia di un emendamento dello stesso tenore, che riprendeva le osservazioni al PAT protocollate da un centinaio di cittadini fra cui il consigliere di Municipalità Marco Caberlotto, il fondatore di questa piattaforma civica Marco Gasparinetti e altre personalità come Ottavia Piccolo e Michela Scibilia nel 2012, ma quell’emendamento portava la firma del consigliere Jacopo Molina (PD) come facilmente riscontrabile anche soltanto con una ricerca su google che dà questo risultato: http://www.jacopomolina.it/?p=289 Agli atti consiliari in materia di cambi di destinazione d’uso risulta anche un OdG del 2014, numero 350, meritoriamente votato anche dal consigliere Giusto. Peccato che all’origine di quell’OdG (approvato con voto trasversale) non ci fosse lui e non vogliamo neanche dire chi, perché magari ci accuserebbe di fare propaganda a un partito di cui nessuno di noi ha la tessera. Altro che “eravamo da soli” o “dove eravate sepolti voi” come ha detto, ma allora a quale emendamento si riferiva Giovanni Giusto? Se si degnerà di farcene avere copia saremo felici di pubblicarlo così come pubblichiamo qui in calce l’OdG 350 del 2014, che ha spianato la strada al poco che si è fatto finora (la delibera del 2017).
  5. In questa sua meritoria battaglia contro i cambi di destinazione d’uso, che accomuna molti di noi e non da ieri, un dettaglio ci sfugge: quale è stata la posizione di Giovanni Giusto quando nel 2015, come prima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta di cui fa parte, ci siamo ritrovati non uno ma tre cambi di destinazione d’uso a beneficio personale di una consigliera comunale di maggioranza, con il parere contrario della Municipalità e nonostante le critiche della stampa locale? Alcuni consiglieri comunali di maggioranza, come ad esempio Maurizio Crovato e Ottavio Serena, si rifiutarono di votare quella delibera “ad personam” nel 2015. Del consigliere Giovanni Giusto non ricordiamo la posizione in merito, potrebbe rinfrescarci lui la memoria? L’occasione per dimostrare la coerenza che rivendica davanti agli schermi televisivi l’ha avuta due volte: nel 2015 con quella prima delibera e quest’anno con la seconda: già, perché la consigliera in questione ha avuto bisogno di una seconda delibera del Consiglio comunale per completare l’opera, in calle delle Rasse. Nulla di illegittimo sia ben chiaro, la nostra domanda riguarda la coerenza poltica del consigliere Giusto che davanti agli schermi ha rinfacciato ad altri di non avere seguito lui in questa meritoria battaglia, chiedendo a noi dove “eravamo sepolti” (la risposta è facile: eravamo a protocollare in Comune le nostre osservazioni al PAT per bloccare i cambi di destinazione d’uso, pur non essendo politici di professione come lui). In Consiglio comunale noi dilettanti avremmo votato contro quella delibera del 2015, che era la negazione della nostra battaglia comune, se non altro per poter rivendicare “coerenza” nei fatti e non solo a parole.

Par condicio vuole che se pubblichiamo una foto della nostra Nicoletta ne pubblichiamo anche una sua. In attesa di una sua risposta, che verrà qui pubblicata con pari risalto alla voce “seconda parte”, lo salutiamo cordialmente.

Il Gruppo25Aprile, 9 agosto 2017

Giusto e Gigio

Il documento citato al punto 4: OdG n° 350 del 2014 approvato in Consiglio Comunale da uno schieramento trasversale che comprendeva anche Giovanni Giusto. Perché non darne conto, visto che si parlava di cambi di destinazione d’uso? E perché approvare un anno dopo (nel 2015) tre cambi di destinazione d’uso in antitesi a questo OdG (e alle battaglie che Giusto ha sostenuto di aver condotto “in solitudine”) quando a chiederli era il marito di una consigliera comunale della maggioranza di cui Giovanni Giusto fa attualmente parte, per tre appartamenti di proprietà della medesima da trasformare in albergo? Misteri della Politica..

PAT 1

 

PAT 2

 

La confusione di ruoli continua..

serena 1

Come scrivono i consiglieri comunali del Gruppo misto Ottavio Serena a Renzo Scarpa nella loro interpellanza, “il sito Internet istituzionale ha da tempo pubblicizzato nella home page la mostra. Fatto, questo, assolutamente inusuale per manifestazioni non organizzate dal Comune e sue partecipate. I consiglieri si spingono oltre e chiedono al sindaco anche il perché sia stato chiesto all’Ufficio Stampa dell’ente di redigere un comunicato inviato ai media locali, ancora una volta facendo pubblicità per un evento che lo stesso sindaco ha dichiarato essere frutto di capitali ed investimenti privati“.

La confusione di ruoli con questo sindaco regna sovrana, e questo ne è l’ennesimo esempio.

Hic Sunt Leones: prima che arrivasse la roulotte di FIAT MUSIC, qui era il deserto

A titolo eccezionale parliamo di musica e lo facciamo ospitando una lettera aperta al Sindaco Metropolitano e tuttologo con delega allo Sport, alla Cultura, al Traffico Acqueo e alle Relazioni Internazionali (quelle con la cittadinanza lasciano a desiderare, ma ne riparleremo in altra sede).

Per capire il contesto occorre premettere che, da certe dichiarazioni rese alla stampa dal Sindaco in carica, l’ignaro lettore sarebbe in diritto di pensare che:

  1. prima della missione civilizzatrice svolta da un tale amico suo personale, queste terre incolte fossero un deserto musicale e umano dove le uniche note che risuonavano nella nebbia erano le note di debito e quelle di credito, alternate al latrato dei cani e al cigolio delle lamiere, nonché ai lamenti dei debitori insolventi incatenati al piano terra del Palazzo dei Camerlenghi;
  2. se non ci fosse stata la roulotte chiamata “FIAT Music”, mestrini e margherini sarebbero morti senza nemmeno conoscere il significato della parola “Musica” (maiuscola, per non confonderla con i pallidi tentativi di imitazione anteriore).

Mestre, 27 giugno 2017

Egregio Sindaco,

in seguito alle sue originali affermazioni sul fatto che il Roxy Bar avrebbe finalmente portato a Mestre la Grande Musica, ci siamo permessi di stilare una prima lista provvisoria con i primi nomi che ci sono venuti in mente di Grande Musica che Mestre ha ospitato dal 1977 a oggi, cioè negli ultimi 40 anni:

Alberto Camerini, Edoardo Bennato, Francesco Guccini, Pino Daniele, Gino Paoli, Fabrizio De Andrè con la PFM e poi Fabrizio De Andrè da solo (nel 1992, al Toniolo), Skiantos, Ivan Graziani, Franco Battiato, Ron, Antonello Venditti, Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Ivano Fossati, Paolo Conte, Alberto Fortis, Vasco Rossi, 99 Posse, Casinò Royale, Alma Megretta, Avion Travel, CSI, Matia Bazar, Tony Esposito, Frankie Hi NRG, Diaframma, Napoli Centrale, Sud Sound System, Samuele Bersani, Banco del Mutuo Soccorso, i Denovo di Mario Venuti, Enzo Jannacci, Stadio, Francesco Baccini, Litfiba, Claudio Lolli, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Giorgio Gaber, Jovanotti, Area, Africa Unite, Max Gazzè, Daniele Silvestri, Francesco De Gregori, Angelo Branduardi, James Senese, Riccardo Cocciante, Elio e le Storie Tese, Pierangelo Bertoli, Negramaro.

Art Ensemble of Chicago, Miles Davis, Jaco Pastorius, Chick Corea, Jack DeJohnette, Elvin Jones, Wayne Shorter, Chet Baker, Enrico Rava, Art Blakey, Paul Bley, Stanley Clarke, George Duke, Pat Metheny, Billy Cobhan, Weather Report, Stefano Bollani.

Saxon, Aerosmith, The Police, Iggy Pop, Gentle Giant, Tangerine Dream, Pearl Jam, Miriam Makeba, Motorpsycho, Little Steven, David Byrne, Yes, David Sylviain, Status Quo, Skunk Anansie, Sex Pistols, Ginger Baker, PIL, Steve Hackett, Cranberries, GreenDay, Echo and the Bunnymen, Ben Harper, Coldplay.

Style Council, Kid Creole and the Coconut, Simply Red, Alarm, Simple Minds, James Taylor, Nina Hagen, Peter Hammill, Bryan Ferry, Goran Bregovich, Leo Ferrè, Tina Turner, Wailers, Gipsy King, Kraftwerk, Bo’ Diddley, Dirty Joy, Penguin cafè orchestra, Ultravox, Neil Young, Massive Attack, Alanis Morrisette.

Egregio Sindaco,

è superfluo sottolineare che tale lista è relativa esclusivamente all’angusto spazio del Comune di Venezia della terraferma, e che se avessimo voluto includere anche le realtà limitrofe (Oriago, Marcon, Spinea, Mogliano, ecc) la lista sarebbe stata più consistente. Superfluo sottolineare inoltre che tale lista non è esaustiva, che abbiamo dimenticato molti nomi e che abbiamo anche deciso di concentrarci esclusivamente su nomi conosciuti da chiunque, anche da chi pensa che il concerto di Bobby Solo possa rappresentare un ritorno della Grande Musica: non sono stati menzionati i moltissimi gruppi e artisti singoli che, pur avendo riscontro internazionale, sono considerati “di nicchia” e nemmeno gli artisti locali, come Le Orme o Patty Pravo, o…

Diamo per scontato che i residenti se ne ricordino.

Giovanni e Paolo

 

NdR a cura della redazione del blog:

i criteri con cui il Sindaco in persona ha deciso di affidare ad un suo estimatore ed amico personale (amicizia recente ma platealmente esibita da entrambi) l’organizzazione di un evento che ha comportato spese per la collettività anziché affidarne la scelta ad un bando di gara, “prima facie” e a rischio di sbagliare ricordano quelli riassunti in un vecchio ma gradevole film diretto da Nanni Loy:

 

PalaPilu per tutti!

Le priorità del sindaco in carica che è “casualmente” proprietario di quelle terre inquinate da bonificare (i “Pili”) e anche della squadra di basket che ha bisogno del palasport. Chiedevamo case, il benefattore risponde con un palasport da 10.000 posti paganti. ‘PRO DOMO SUA” (fonte: Nuova Venezia):

PalaPilu NV 10 giugno 17.png

Riassunto delle puntate precedenti: 1) i “Pili” sono terreni in posizione strategica, pagati pochi euro a metro quadro proprio perché pesantemente inquinati. 2) Il proprietario dei terreni diventa sindaco? Cambio di destinazione d’uso in vista e bonifiche a spese del contribuente, dato che la società del Sindaco (Porta di Venezia SpA) è parte ricorrente contro il Comune e contro il Ministero proprio sui costi delle bonifiche.

In attesa della prossima puntata, la vicenda ci ricorda un film. Questo:

Palapilu

Fatta la legge (elettorale), trovato l’inganno?

“Nell’ambito del finanziamento ai partiti possono essere incluse solo le elargizioni in denaro”. Nel congratularci con la lista Brugnaro per il duplice successo (elettorale e giudiziario) abbiamo chiesto un commento “a caldo” all’amico Bebi Crozza che ha prontamente risposto indicandoci la strategia da seguire alle prossime elezioni.

20170429_121622.jpg

  1. Creare una lista “Carlo e Giorgio”, né di destra né di sinistra.
  2. Per restare comodamente nel tetto delle spese elettorali, basterà evitare elargizioni in denaro, che potranno comodamente essere sostituite da:
  3. Dodici sedi elettorali cortesemente prestate a titolo gratuito dall’associazione “B&B” (Beduini and Breakfast) che si farà carico anche delle bollette;
  4. Albergo a 5 stelle per le conferenze stampa, cortesemente messo a disposizione dall’AVA;
  5. Maschere in omaggio per gli elettori, cortesemente offerte dalla catena di negozi “tutto a un euro”;
  6. Poster giganti, agiografia e programma elettorale del candidato sindaco in 260.000 copie, a spese del Consorzio Venezia Nuova: purché non siano elargizioni in denaro, questi piccoli atti di liberalità non concorrono allo sforamento del tetto di spesa, lo dice la Cassazione;
  7. Flotta di taxi d’acqua con autista per gli spostamenti, personale e carburante a carico dei mecenati disinteressati (ma anche no): il tutto non costituisce “elargizione” come dimostrato dal precedente dei rimorchiatori fucsia.

In attesa di acquisire il testo integrale della pronuncia e di studiarne le motivazioni, prendiamo atto dei consigli di Bepi Crozza: prepariamoci fin d’ora per le prossime elezioni e.. vinca il migliore.

1/4/2017 Galleria fotografica

L’attore Alessandro Bressanello e il Presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini

brexy
Il direttore dell’IVESER Marco Borghi e il fotografo Luigi “Gigi” Ferrigno:

borghi.jpg

Inaugurato il Brugnopoli! Nella pancia del pesce palla si pescano le carte “imprevisti”:

Elena

Rete Veneta intervista la nostra Aline Cendon:

Aline.jpg

Il vicepresidente del Consiglio comunale Giovanni Pelizzato e il consigliere comunale Davide Scano:

Scano

Daniele Giordano, segretario generale CGIL, Funzione Pubblica:

Giordano.jpg

Reporters senza frontiere alla scoperta del “pesce palla d’aprile”

Daniela e Manuela

Foto: Philippe Apatie

29 marzo 17 NV

30 marzo 17 Gazzettino

 

 

 

Brugnarologia, capitolo primo

Premessa: per “brugnarologia” si intende la Scienza volta a decriptare i messaggi in codice che il sindaco provvisorio di Venezia Luigi Brugnaro affida a Twitter per comunicare con il resto del Mondo dal Brasile, ove si trova per la seconda settimana consecutiva.

Capitolo primo: “TANTA ROBA”.

Testuali parole brugnariane: “Serenissima, unita è tanta roba!”

Esegesi, prima ipotesi:

Da Uomo di Cultura qual è (tanto da avere trattenuto per sè la delega alla Cultura) il Sindaco di Venezia voleva ammonire il Presidente della regione Veneto sui Valori che contano, ispirandosi non già alla versione riduttiva del celebre libro di Gian Antonio Stella (“Schei”) ma alla novella del Verga che della tanta “roba” da accumulare aveva dato un’accezione più ampia e pregnante:

roba2

Esegesi, seconda ipotesi:

Considerato che il sindaco di Venezia non vive a Venezia ma a Mogliano veneto, e che nel suo tweet ha voluto taggare Luca Zaia (come mai?) il “tanta roba” era un messaggio in codice con cui intendeva dargli appuntamento all’osteria omonima, che è per l’appunto situata nel territorio comunale di Mogliano come da foto sottostante:

“Luca speta che rivo e te spiego mi, se vedemo al Tanta Roba”.

roba1

Post scriptum: del nome prescelto per il luogo dell’incontro ci sfugge la natura pleonastica: “ENO-osteria”, come se i veneti in osteria ci andassero per bere acqua.. “osteria” non bastava? Errore! Anche in questo la Scienza esatta della brugnarologia corre in soccorso agli stolti e agli scettici, perché se è “Tanta Roba” significa che là si beve tanto ma proprio tanto, e questo giustifica l’uso del rafforzativo “eno” utilizzato come prefisso davanti al suffisso “osteria”.

Prosit e appuntamento alla prossiam puntata.

Navigazione articolo