Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “Era Fucsia”

Fatta la legge (elettorale), trovato l’inganno?

“Nell’ambito del finanziamento ai partiti possono essere incluse solo le elargizioni in denaro”. Nel congratularci con la lista Brugnaro per il duplice successo (elettorale e giudiziario) abbiamo chiesto un commento “a caldo” all’amico Bebi Crozza che ha prontamente risposto indicandoci la strategia da seguire alle prossime elezioni.

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  1. Creare una lista “Carlo e Giorgio”, né di destra né di sinistra.
  2. Per restare comodamente nel tetto delle spese elettorali, basterà evitare elargizioni in denaro, che potranno comodamente essere sostituite da:
  3. Dodici sedi elettorali cortesemente prestate a titolo gratuito dall’associazione “B&B” (Beduini and Breakfast) che si farà carico anche delle bollette;
  4. Albergo a 5 stelle per le conferenze stampa, cortesemente messo a disposizione dall’AVA;
  5. Maschere in omaggio per gli elettori, cortesemente offerte dalla catena di negozi “tutto a un euro”;
  6. Poster giganti, agiografia e programma elettorale del candidato sindaco in 260.000 copie, a spese del Consorzio Venezia Nuova: purché non siano elargizioni in denaro, questi piccoli atti di liberalità non concorrono allo sforamento del tetto di spesa, lo dice la Cassazione;
  7. Flotta di taxi d’acqua con autista per gli spostamenti, personale e carburante a carico dei mecenati disinteressati (ma anche no): il tutto non costituisce “elargizione” come dimostrato dal precedente dei rimorchiatori fucsia.

In attesa di acquisire il testo integrale della pronuncia e di studiarne le motivazioni, prendiamo atto dei consigli di Bepi Crozza: prepariamoci fin d’ora per le prossime elezioni e.. vinca il migliore.

1/4/2017 Galleria fotografica

L’attore Alessandro Bressanello e il Presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini

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Il direttore dell’IVESER Marco Borghi e il fotografo Luigi “Gigi” Ferrigno:

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Inaugurato il Brugnopoli! Nella pancia del pesce palla si pescano le carte “imprevisti”:

Elena

Rete Veneta intervista la nostra Aline Cendon:

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Il vicepresidente del Consiglio comunale Giovanni Pelizzato e il consigliere comunale Davide Scano:

Scano

Daniele Giordano, segretario generale CGIL, Funzione Pubblica:

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Reporters senza frontiere alla scoperta del “pesce palla d’aprile”

Daniela e Manuela

Foto: Philippe Apatie

29 marzo 17 NV

30 marzo 17 Gazzettino

 

 

 

Brugnarologia, capitolo primo

Premessa: per “brugnarologia” si intende la Scienza volta a decriptare i messaggi in codice che il sindaco provvisorio di Venezia Luigi Brugnaro affida a Twitter per comunicare con il resto del Mondo dal Brasile, ove si trova per la seconda settimana consecutiva.

Capitolo primo: “TANTA ROBA”.

Testuali parole brugnariane: “Serenissima, unita è tanta roba!”

Esegesi, prima ipotesi:

Da Uomo di Cultura qual è (tanto da avere trattenuto per sè la delega alla Cultura) il Sindaco di Venezia voleva ammonire il Presidente della regione Veneto sui Valori che contano, ispirandosi non già alla versione riduttiva del celebre libro di Gian Antonio Stella (“Schei”) ma alla novella del Verga che della tanta “roba” da accumulare aveva dato un’accezione più ampia e pregnante:

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Esegesi, seconda ipotesi:

Considerato che il sindaco di Venezia non vive a Venezia ma a Mogliano veneto, e che nel suo tweet ha voluto taggare Luca Zaia (come mai?) il “tanta roba” era un messaggio in codice con cui intendeva dargli appuntamento all’osteria omonima, che è per l’appunto situata nel territorio comunale di Mogliano come da foto sottostante:

“Luca speta che rivo e te spiego mi, se vedemo al Tanta Roba”.

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Post scriptum: del nome prescelto per il luogo dell’incontro ci sfugge la natura pleonastica: “ENO-osteria”, come se i veneti in osteria ci andassero per bere acqua.. “osteria” non bastava? Errore! Anche in questo la Scienza esatta della brugnarologia corre in soccorso agli stolti e agli scettici, perché se è “Tanta Roba” significa che là si beve tanto ma proprio tanto, e questo giustifica l’uso del rafforzativo “eno” utilizzato come prefisso davanti al suffisso “osteria”.

Prosit e appuntamento alla prossiam puntata.

AAAAA Comune di Venezia cerca interpreti e traduttori

Con l’approvazione del bilancio 2017 da parte del Consiglio comunale, le spese di “cerimoniale” e quelle di comunicazione del Sindaco sono state triplicate.

Oggi 21 dicembre 2016 si apre quindi una nuova era della comunicazione “istituzionale”, in cui i Diari di Marin Starnudo (che a volte fanno da “controcanto” alla narrazione trionfalistica ufficiale) dovranno far fronte ad un’alluvione di propaganda assortita da gadgets vari (alla voce “cerimoniale”) e imparziale come potevano esserlo la Pravda e l’Istituto Luce negli anni trenta: “il Duce è la vera Luce”, ma per Brugnaro stanno ancora cercando la rima giusta dopo aver scartato “somaro”, “magliaro” e “bovaro” in quanto palesemente inadatte allo scopo.

Al contempo si aprono tuttavia nuove prospettive professionali per i giovani in cerca di occupazione. Abbiamo chiesto a Marin Starnudo di spiegarci perché e abbiamo fatto una scoperta interessante:

il Comune di Venezia si accinge ad assumere un’armata di interpreti e traduttori, e in questa pagina troverete qualche “trucco” utile per vincere il concorso, indetto al nobile scopo di rendere il Verbo del Sindaco comprensibile anche alla stampa italiana ed estera.

Le frasi da tradurre nella prova scritta spaziano da “Vegno a torte a casa” (le pasticcerie non c’entrano, attenti al tranello!) a “Te speto fora” passando da un delizioso “Va fora, cori, va via” pronunciato all’indirizzo di un consigliere comunale di opposizione, in data odierna.

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo XIII°

Ci fu un tempo in cui l’inclita Civitas Venetiarum per i suoi atti ufficiali si esprimeva in un latino perfetto, via via sostituito da una lingua neolatina consacrata da Dante e dal Petrarca. La popolazione a sua volta sviluppò una sua lingua molto vicina al latino a cui restò fedele ma con caratteristiche sue proprie e assolutamente originali: il veneziano.

Solo gli ignari e gli ignavi possono tuttavia pensare che a Venezia, nell’anno di grazia o di disgrazia 2016, la lingua ufficiale sia una di quelle sopra indicate: l’idioma dominante è l’inglese parlato dai turisti che ormai sovrastano la popolazione residente, ma non è di questi che stiamo parlando, e nemmeno della varianti dialettali di Cannaregio bassa e Cannaregio alta, Castello est e Castello ovest ove il “mi è piaciuto” può diventare “me ga piasso”, me ga piasto” o “me ga piasesto” a seconda delle origini giudecchine, muranesi o buranelle dell’interlocutore.

No, le croniche di Marin Starnudo si riferiscono alla lingua parlata nei Palazzi del Potere, là dove si decidono le sorti della città, e qual’è l’idioma utilizzato oggiogiorno nei Palazzi del Potere veneziani? Sicuramente non è l’italiano, e nemmeno il latino.

A beneficio dei giovani e delle giovani che vorranno cimentarsi con il concorso pubblico per l’assunzione di traduttori e interpreti, Marin Starnudo in anteprima assoluta vi offre il “manuale del traduttore”che – edito dalla libreria Toletta del vicepresidente del Consiglio comunale – costituirà il testo di riferimento per il Giurì di concorso, nominato dal Sindaco fra le persone di provata fede fucsia.

Dante

Il manuale del traduttore, ad uso del Consiglio comunale e del Consiglio metropolitano delle Città di Venezia, Zelarino e Chirignago

A sinistra, il testo originale da tradurre. A destra, la versione che andrà comunicata ai giornalisti. NB il sindaco dà sempre del tu a tutti, ma nella traduzione per la stampa si suggerisce il Lei che conferisce al Primo Cittadino una maggior parvenza di serietà.

“Va fora, cori, va via. Dentro quel cerveo c’è il nulla”. Traduzione: “la parola al capogruppo delle opposizioni, che illustrerà i suoi emendamenti nell’atrio di Ca’ Farsetti perché in aula non c’è posto, per le opposizioni”.

“Speta che te spiego”. Traduzione: l’emendamento è respinto, in quanto presentato dall’opposizione è sbagliato per definizione, e il discorso vale anche per le mozioni collegate. (Perché? E adesso no sta  farme perder tempo, ti xe come i putei sempre a chiedar “perché, perché”).

“Te speto fora” o “Vieni che ne parliamo fuori”(rivolto a uno studente che nel corso di un’assemblea pubblica aveva fatto una domanda sgradita). Traduzione: “La democrazia è partecipazione, il futuro è dei giovani come Lei e il Sindaco è orgoglioso di poter continuare codesta conversazione in un contesto più informale”.

“Vegno a torte a casa” (in piazza Ferretto, rivolto a chi gli ricordava le promesse elettorali tradite): “La democrazia è partecipazione. Mi rendo conto che le 9.000 firme raccolte per il ripristino di due Comuni distinti sono tante, è dunque mia intenzione venire casa per casa a ringraziare i firmatari e confermare gli impegni da me assunti e sottoscritti in campagna elettorale, che comprendevano quel referendum. A proposito, per gli omaggi alla Sua Signora preferisce fiori o torte”?

“Fora i schei”(rivolto a Elton John): “nel contesto attuale di bilancio che mi ha costretto a scelte dolorose come l’aumento delle mie spese di cerimoniale e il contestuale aumento della TARI pagata dai residenti, sarebbe cosa buona e giusta se un Grande Artista come Lei si facesse carico del problema organizzando ad esempio un concerto gratuito alla Misericordia per i dipendenti della Umana Spa e delle società collegate“.

Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora”. Traduzione: questo è un tavolo di consultazione democratico, il sindaco è stato democraticamente eletto e chiunque faccia domande scomode al sindaco non è un vero democratico, quindi è pregato di togliere il disturbo.

“Paiasso” (rivolto ad un celebre giornalista RAI, colpevole di non averlo intervistato): “ma lo sa che Lei ha uno spiccato e ammirevole senso dell’umorismo? Sono le persone come Lei che io ammiro ed invidio, essendone io totalmente sprovvisto”..

 NB tutte le frasi in grassetto sono state realmente pronunciate dal sindaco di Venezia in carica, nell’esercizio delle sue funzioni. Quanto a Marin Starnudo, se proprio ci tenete lo trovate anche su twitter:

Comunicato stampa sul “caso Zaccariotto”

Facendo seguito al rinvio a giudizio dell’Assessora ai Lavori Pubblici del Comune di Venezia per reati contro la pubblica amministrazione, e ferma restando la presunzione di innocenza che in materia penale è un cardine di civiltà, il Gruppo25Aprile ritiene che le conseguenze politiche di questi sviluppi giudiziari sollevino questioni di opportunità e buona amministrazione delle quali si può e si deve discutere al fine di garantire che l’esercizio di una delega “delicata” come quella agli appalti pubblici non si presti a sospetti di sorta.

Considerata anche la recente condanna della medesima Assessora per danno erariale da parte della Corte dei conti, in relazione ad altri fatti risalenti al suo precedente incarico pubblico e rispetto alla quale l’interessata è ricorsa in appello, il Gruppo25Aprile a seguito di voto interno ritiene che:

  1. le dimissioni immediate dell’Assessora, lungi dall’essere un’ammissione di colpevolezza, sarebbero un atto di responsabilità apprezzato da tutti in quanto permetterebbero alla medesima di affrontare i due processi con tutto il tempo e le energie che richiedono, anziché distrarla dall’espletamento dell’importante e impegnativo incarico affidatole;
  2. nelle more dei due giudizi di cui sopra, il Sindaco dovrebbe comunque affidare ad altri la delega ai “lavori pubblici, gare e contratti, espropri e arredo urbano”.

Auspicando che l’interessata possa risultare estranea ai reati che le vengono contestati dalla Magistratura, il Gruppo25Aprile ritiene che le dimissioni spontanee dell’Assessora ai Lavori Pubblici sarebbero la migliore dimostrazione del disinteresse con cui svolge il suo mandato politico. Giusto o sbagliato che sia il rinvio a giudizio – e in questo ci rimettiamo ovviamente alla valutazione della magistratura giudicante –  l’interesse pubblico in questi casi richiede serenità e imparzialità nell’espletamento dell’incarico pubblico, nonché fiducia da parte delle imprese e dei cittadini, che non può essere intaccata da ombre di sorta (reali o anche soltanto percepite come tali) in materia delicata come quella affidata all’assessora Zaccariotto.

Venezia, 24 settembre 2016


L’esito del voto interno, palese e nominativo, con cui il Gruppo25Aprile ha adottato la linea qui riassunta:

Dimissioni Zaccariotto subito: 97 voti.

“A casa tutti”: 33.

“Il Sindaco dovrebbe revocarle la delega in attesa del processo”: 27.

“Non avrebbe mai dovuto sedersi a Ca’ Farsetti”: 11.

“Gomblotto, la Zacca è innocente”: 4.

Totale voti espressi: 172.

La notizia del rinvio a giudizio:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/09/23/news/francesca-zaccariotto-a-processo-per-l-affare-maritan-1.14142705?ref=hfnvveel-1

I precedenti del “pregiudicato” a cui si riferisce l’articolo di cui sopra:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2014/10/03/news/traffico-e-spaccio-di-droga-sei-anni-a-luciano-maritan-1.10050513

Il precedente della Corte dei conti:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2015/4-marzo-2015/dirigente-la-licenza-media-zaccariotto-paghi-90-mila-euro-2301063324094.shtml

..e l’esito del procedimento in questione:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/26/news/caso-teso-condannata-francesca-zaccariotto-1.12159143

Nella scansione che segue: estratto della sentenza con cui la Corte dei Conti (poco meno di un anno fa) ha condannato l’assessora in carica al risarcimento del danno erariale per l’assunzione come dirigente di persona priva dei requisiti per la nomina, in altra e distinta vicenda processuale attinente al suo precedente mandato come Presidente della Provincia.

zacca-corte-dei-conti

Su richiesta dell’interessata, pubblichiamo anche altro estratto della medesima sentenza di condanna:

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Viaggio ai confini dell’impero fucsia

Cristo si è fermato a San Pietro in Volta, ha creato le sanpierote e il nostro viaggio riparte da là, dove si mangia dell’ottimo pesce. Da San Pietro in Volta a Pellestrina oggi, prima foto lato laguna: chi di voi ricorda Kevin Costner in Waterworld? La piattaforma a noi ricorda vagamente il film..

imperofucsia 1Arrivo a Pellestrina, dove anche le paline da ormeggio davanti alla Coop si tingono di fucsia: il colore del sindaco, che dopo aver fallito lo sbarco a Chioggia ha ripiegato su Lidi più sicuri:

imperofucsia6..il viaggio ai confini dell’impero prosegue, alla ricerca di segni tangibili della ricchezza e benessere portati dalla Giunta fucsia:

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Nulla da fare, i segni del Progresso per il momento si limitano al fucsia che ha sostituito il nero in cima alle paline di recente concessione:

imperofucsia4Turisti americani di passaggio chiedono se quella tendina fucsia dietro alla palina fucsia nasconde un bordello o un centro di massaggi cinese; mi trincero dietro un “sorry I don’t speak English”, perché almeno da queste parti speravo di evitare la domanda di rito “where can I find a night club in Venice”?

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Il fotografo non giudica: documenta e basta, di fucsia oggi ne ha contate dieci ma vi risparmierà il resto.

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Saluti da Pellestrina che non va confusa con San Pietro in Volta e Portosecco, dove bricole e paline al momento conservano il loro colore naturale.

 

Chi ha paura di una conferenza stampa?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente

COMUNICATO STAMPA

(NdR la foto è nostra e ce ne assumiamo noi ogni responsabilità):

Non era mai successo prima. Anche le salette consiliari di Ca’ Farsetti, che da sempre ospitano le conferenza stampa della Municipalità, vengono oggi negate.

L’appuntamento era per la presentazione di quanto fatto dalla Municipalità in questo primo anno di nuova consiliatura. Il diniego arriva senza alcuna motivazione.

Un episodio analogo era successo con la conferenza stampa di presentazione della manifestazione “Tutta mia la città – in campo con scugeri e pironi”. In quella circostanza è stata negata la saletta all’ultimo momento in quanto il sindaco, alla stessa ora e nello stesso luogo, doveva tenere una conferenza stampa.

Lo spazio per una informazione sembra sempre più ridursi anche per una istituzione democraticamente eletta come la Municipalità.

Proprio in questi giorni la recente messa in rete del nuovo sito del Comune di Venezia ha cancellato pagine e pagine di eventi e di attività della Municipalità. Ci è stato assicurato che l’implementazione ci sarà, ma, per il momento, non se ne vede traccia.

E ancora, a proposito di mancanza di informazione, un altro esempio (e, in questo caso, si è trattato anche di mancanza di attenzione per i diritti di tutti cittadini) si è verificato circa un mese fa.

Avevamo chiesto l’uso di Ca’ Farsetti per un consiglio di Municipalità legato ad un ordine del giorno sull’accessibilità, nel quale si chiedeva di non smantellare le rampe della Venice Marathon.

Ca’ Farsetti ci è stata negata e abbiamo dovuto fare un consiglio di Municipalità in un luogo, come la sede di San Lorenzo, assolutamente inaccessibile a persone con difficoltà motorie per l’elevato numero di ponti che lo separano dal primo pontile utile.

Siamo stati costretti a tenere un Consiglio di Municipalità, che ricalcava un canovaccio del teatro dell’assurdo: le persone a cui ci rivolgevamo erano state poste nella condizione di non poter partecipare alla seduta.

Insomma tasselli su tasselli che segnano sempre più la distanza tra l’informazione e chi dovrebbe riceverla. E i giornalisti sono stati i primi a lamentarlo, fin dall’inizio dell’attività della nuova amministrazione.

Ma come mai fa paura una conferenza stampa? Il palazzo di vetro diventa sempre più un luogo ermeticamente chiuso, la casa dei cittadini è diventata triste casa di pochi.

La conferenza stampa di presentazione dell’attività della Municipalità si terrà comunque (purtroppo in spazi ristretti), venerdì 15 luglio alle ore 11 a Ca’ Farsetti nella stanza del gruppo consiliare del PD (per “Tutta mia la città” eravamo stati ospiti delle stanze della lista Casson).

GIOVANNI ANDREA MARTINI
Presidente Municipalità
di Venezia Murano Burano

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Un pesce d’aprile permanente: la Giunta dei “30.000”

A Luigi Brugnaro potremmo perdonare tutto o quasi tutto se avesse mantenuto una soltanto delle sue promesse elettorali: quella in favore della residenzialità a Venezia. Non che avessimo creduto al suo slogan dei “30.000 nuovi residenti”, ma un’inversione di tendenza almeno la avremmo gradita o come minimo ci saremmo aspettati che nel primo anno di mandato venissero gettate le basi per un’inversione di tendenza, in una città dove questa è la priorità assoluta e in assenza di correttivi il “mercato” si incaricherà di espellere gli ultimi residenti per fare spazio ad un unico, enorme e abnorme “albergo diffuso”. Prima di fare commenti sugli atti concreti di questa Giunta, diamo allora un’occhiata ai numeri dei due contatori, entrambi collegati con l’anagrafe comunale:

  1. il contatore della farmacia Morelli (San Bortolo, la prima foto) segna 55.415 residenti; nove mesi fa erano 56.072, saldo negativo 657. Con involontario senso dell’umorismo o  consapevole gesto scaramantico, il farmacista ha affiancato allo storico contatore due confezioni di “lozione anticaduta” (per i capelli di Brugnaro o per gli abitanti in caduta libera?) offerto a prezzo scontato: il “tricosafe” è compreso nel prezzo come da foto, approfittatene.
  2. il nuovo contatore meritoriamente installato (da Venessia.com) sei giorni fa, in Strada Nuova, riprende invece il criterio che da due anni utilizziamo come Gruppo25aprile (il link figura da sempre in alto a destra sulla nostra pagina) e comprende anche i residenti nelle isole; anch’esso collegato all’anagrafe comunale, corrisponde alla somma dei residenti nelle due Municipalità d’acqua (Venezia insulare e Venezia litorale). Andiamo a vedere cosa dice? Venerdì 25 marzo, giorno di inaugurazione, segnava 83.755 residenti; ci siamo ricollegati oggi con l’anagrafe comunale e il totale delle due Municipalità è già sceso a 83.721 che corrisponde ad altri 34 residenti persi negli ultimi sei giorni. Di questo passo non basterà neanche la lozione anticaduta della farmacia Morelli: nove mesi fa erano 84.738, saldo negativo dell’era Brugnaro 1.017 abitanti e questo dato è ancora più preoccupante perché le isole finora avevano “tenuto”. Il contatore della seconda foto è a sua volta affiancato ad un prodotto da banco che suona come metafora: un fondotinta, perfetto per mascherare (ma per quanto tempo ancora?) l’inconsistenza totale della Giunta Brugnaro e delle sue promesse elettorali.Contatore1Contatore2A Luigi Brugnaro non faremo “pesci d’aprile” domani, per un motivo molto semplice: in città abbiamo già un pesce d’aprile permanente, ed è la Giunta che ci amministra. Una Giunta che finora si è dedicata soltanto alla sua immagine, o per meglio dire a quella di un Sindaco che soffoca qualsiasi idea che non sia funzionale a soddisfare la sua vanità personale, unica molla e unico parametro di giudizio, con i consiglieri comunali ridotti al ruolo di valletti.
  3. Una Giunta che come primissima delibera del Consiglio comunale (presentata come delibera “urgente”!) ha autorizzato il cambio di destinazione d’uso (da residenziale a turistico) di tre appartamenti in zona centralissima, proprietà di una consigliera comunale della maggioranza che ha direttamente beneficiato della plusvalenza.. ma si era guardata bene dal dirlo: lo abbiamo rivelato noi su questa pagina, poi ripresa dai quotidiani. In quell’occasione, messi in difficoltà dalla stampa quotidiana, giurarono e spergiurarono che sarebbe stato l’ultimo e che alla prima occasione avrebbero fatto ordine nel settore dei cambi d’uso.
  4. Un’occasione per riscattarsi l’hanno avuta due settimane fa, e l’hanno malamente sprecata: bocciando la mozione sulla residenzialità che in commissione consiliare aveva raccolto consensi trasversali, ma una volta approdata in aula è stata misteriosamente sabotata per ordini superiori. Moriremo di cambi di destinazione d’uso, come città? Forse, ma prima di morire come città abbiamo il diritto di togliere la maschera a chi aveva ingannato gli elettori. Per coprirne le crepe non basta il capo di gabinetto che di cognome fa Ceron e non basta più nemmeno il cerone dei finti “tavoli di consultazione”: la storia dei cambi di destinazione d’uso ha aperto gli occhi anche agli ultimi illusi.

18marzo2016

Da parte nostra, intendiamo ritornare sulle proposte che abbiamo presentato per affrontare in modo organico il problema, pronti a migliorarle con il contributo di tutti, ferma restando (lo diciamo da un anno) la necessità di un blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso per permettere alle altre misure di non arrivare (se mai arriveranno) quando ormai è troppo tardi:

https://gruppo25aprile.org/?s=nostre+proposte+casa

NB la primissima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta Brugnaro qual’era stata? Ricordiamolo, tanto per rinfrescarci la memoria e capire che nulla è cambiato, dopo tante vuote promesse di cambiamento:

https://gruppo25aprile.org/?s=immaginiamo+che

Un’ultima annotazione: per giustificare certe capriole, il capogruppo della lista Brugnaro si è pubblicamente lamentato che le opposizioni in consiglio comunale presentano “troppe mozioni”. Gli hanno risposto Davide Scano per il M5S (con le dichiarazioni alla stampa qui riportate, articolo Nuova Venezia del 19 marzo) e il capogruppo PD Andrea Ferrazzi con una lettera che riproduciamo anche noi, perché ognuno possa farsi un’idea degli specchi su cui i consiglieri “fucsia” si arrampicano, a rischio di cadere.

Ferrazzi1Ferrazzi2

Gemellaggio Venezia-Chiusi: i fonogrammi del Viminale

Terrore in val di Chiana: avvistate le prime mucche alate nel cielo di Chiusi. Esaurite le scorte di ombrelli, Prefetto di Chiusi chiede istruzioni a Roma. stop.

mucca-okIndignazione a Venezia: dalla colonna di Piazza San Marco è sparito il Leone alato. Ufficio stampa del Sindaco Brugnaro smentisce che il medesimo sia stato utilizzato come stallone per esperimenti di ingegneria genetica nella sua fattoria di Chiusi. stop

mucca-alataFonogramma Ministero degl Interni a Prefetto di Chiusi: Ministro Alfano garantisce suo personale interessamento e installazione batteria di missili terra-aria, modello Patriot. stop

A cura di:

Satiricus

Dei delitti e delle pene: vilipendio di Sindaco e vilipendio di Bandiera

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo VII°

Chiusi, 13 marzo 2016

Adottato oggi con delibera urgente dalla Giunta comunale di Venezia riunita a Chiusi il nuovo Regolamento di Polizia Municipale applicabile nelle città metropolitane di Venezia e Chiusi. In attesa di pubblicazione all’albo pretorio, Marin Starnudo ne anticipa in anteprima per voi il testo (quasi) ufficiale:

SPQR (Senatus PopulusQue Ruminantes)

Articolo 1: Vilipendio di Sindaco

  1. Chiunque osi rivolgere la parola sulla pubblica via al Sindaco di Venezia verrà punito con 6 mesi di lavori forzati (pulizia delle stalle e/o reparto macelleria) nella tenuta agricola del Sindaco di Venezia, sita in Comune di Chiusi, a meno che la supplica non sia stata preceduta dalla formula di rito: “Sire, è Iddio che la manda in questa umile calle”.
  2. Chiunque, cittadino o foresto, osi criticare sulla pubblica via il Sindaco di Chiusi verrà punito con 12 mesi di lavori forzati ai remi del Galeone Jolly Roger *

13marzo2016

*per gli amici che ci leggono a Chiusi, il Galeone è questo: https://gruppo25aprile.org/2015/12/20/etciu-diarii-di-marin-starnuto-capitolo-ii/

** copyright dell’articolo riprodotto in foto: Nuova Venezia 13 marzo 2016

Articolo 2: Vilipendio dell’Esecutivo

  1. Se il vilipendio di cui all’art. 1 è commesso nei confronti del Comandante della Polizia Municipale, al medesimo dovrà essere corrisposta dal reo, a titolo risarcitorio, una quantità d’oro zecchino pari al peso corporeo del Comandante.
  2. Se il vilipendio di cui all’art. 1 è commesso nei confronti della vice-Sindaco, le proprietà del reo verranno confiscate e demanializzate, con acquisizione al Demanio di ogni pertinena e servitù, fermo restando che i mutui eventalmente accessi restano a carico del reo.

Articolo 3: circostanze attenuanti e circostanze aggravanti

  1. La pena di cui all’articolo 1 è ridotta di un terzo per gli abbonati Reyer in regola di pagamento con l’abbonamento.
  2. La pena di cui all’articolo 1 è aumentata di quattordici quarti (di carne da macellare) per i simpatizzanti del gruppo25aprile e/o di altri gruppi facinorosi o comunque non allineati con il Sindaco in carica.
  3. La pena di cui all’articolo 1 è aumentata di ventiquattro quarti (di carne da squartare) per gli iscritti a gruppi vegani o animalisti.

Articolo 4: pene accessorie

In caso di recidiva, al recidivo saranno inflitti 10 anni di partecipazione obbligatoria ai tavoli di consultazione fucsia.

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Articolo 5: Vilipendio di bandiera

  1. Il gonfalone del Comune di Venezia verrà ammodernato sostituendo il Leone marciano con una mucca della Val di Chiana sovrastata da corona. La mucca verrà rappresentata con libro aperto, recante la scritta: “Pecunia tibi Morris, Evangelista Meus”.
  2. Il nuovo gonfalone verrà finalmente esposto a Palazzo Ducale così dando seguito alle richieste della popolazione che a gran voce e da anni aveva chiesto di esporre il gonfalone cittadino a fianco delle bandiere italiana ed europea.
  3. Chiunque porterà offesa al nuovo gonfalone tentando di ripristinare emblemi marciani o altra rappresentazione di leoni alati verrà punito con 12 mesi di lavori forzati nella tenuta agricola di Chiusi, ove sarà addetto al reparto macelleria per mesi 6, e alla pulizia delle stalle per mesi 7. nel caso in cui 7+6non faccia 12 ma 13, al condannato verranno comminati due mesi supplementari di rieducazione ai tavoli fucsia.

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