Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Breaking News: il TAR annulla la delibera su Sant’Andrea

Con sentenza n° 550 / 2016 il TAR del Veneto ha oggi annullato la delibera da noi contestata, accogliendo il ricorso di Italia Nostra.

TAR 26maggio La sentenza odierna è uno schiaffo all’arroganza di chi non ha voluto ascoltare la mobilitazione di una città a difesa di uno dei suoi luoghi più simbolici: la fortezza di Sant’Andrea.

La mobilitazione si era concretizzata in un’affollatissima assemblea pubblica il 31 gennaio di quest’anno, convocata da una ventina di realtà associative, di cui abbiamo dato conto su queste pagine:

https://gruppo25aprile.org/2016/01/18/quale-futuro-per-santandrea/

31gennaio2016

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del ricorso al TAR, avevamo pubblicamente invitato il Sindaco ad annullare in “auto-tutela” una delibera che era palesemenete affetta da vizi insanabili.

G25A 7maggio16 NV

Non siamo stati ascoltati dal Sindaco, ma la Giustizia amministrativa ha seguito il suo corso a tempi di record, a riprova dei vizi macroscopici di quella delibera. Nel festeggiare la sentenza che permetterà di rilanciare il dibattito su basi più sane e corrette, e nel ribadire che il futuro concessionario di un bene cosi importante deve essere identificato con procedura trasparente e conforme alla normativa vigente, ringraziamo i consiglieri comunali che si erano opposti all’approvazione della delibera in occasione della maratona con cui il Consiglio comunale l’aveva approvata nella notte fra il 31 marzo e il primo aprile:

ConsiglioComunale 31marzo2016

Questa sentenza riapre la partita, e il bello comincia adesso: la restituzione del bene alla città potrà essere l’occasione per mettere a confronto tutte le ipotesi di valorizzazione e scegliere la migliore, anziché ridursi all’ennesima lottizazzione politica. L’occasione ci sembra appropriata per ringraziare, in particolare:

il Collegio legale che ha assistito Italia Nostra nel ricorso al TAR;

la Presidente della sezione di Venezia di Italia Nostra, Lidia Fersuoch, per averlo coraggiosamente voluto;

il Presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini che nel corso del dibattito aveva attirato l’attenzione del Consiglio comunale sui vizi di procedura che la Giunta si intestardiva a negare contro ogni evidenza, facendo verbalizzare le sue dichiarazioni;

i giornalisti della stampa locale, i nostri volontari e attivisti che in questi mesi hanno tenuto alta l’attenzione sulla vicenda;

Loredana Spadon, per le riprese video:

le altre realtà associative che con noi hanno condiviso questa battaglia, vittoriosa come già lo era stata quella per fermare lo scavo del Contorta, due anni fa.

Il Portavoce,

26 maggio 2016

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Il comunicato stampa di Italia Nostra:

Oggetto: vittoria di Italia Nostra al Tar – Sant’Andrea

Il ricorso di Italia Nostra è stato accolto dal Tar del Veneto. Per l’effetto, è stata annullata la delibera n. 9 del 2016 del Consiglio Comunale che approvava i Programmi di valorizzazione del forte di Sant’Andrea e dell’Isola della Certosa.

Ci auguriamo che nella rielaborazione di tali programmi, ora necessaria, vengano tenute in debito conto le istanze di tutela e valorizzazione culturale del Forte, fortemente espresse dalla popolazione.

Ci auguriamo altresì che venga separata la gestione museale di un bene storico identitario così importante come il Forte dalla realizzazione di servizi accessori, che non dovranno più presentare le dimensioni faraoniche previste nei suddetti Programmi.

Italia Nostra sezione di Venezia

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Dicono di noi.. rassegna stampa gennaio-marzo 2016

Rassegna stampa “ragionata”: gli articoli che parlano delle nostre attività sono stati raggruppati per argomento e seguendo l’ordine cronologico, all’interno di ogni area tematica. Un grazie a (in ordine di apparizione): Gazzettino, Corriere e Nuova Venezia, titolari del copyright per le immagini qui pubblicate.

  1. L’emergenza bricole:

11febbraio2016

13feb2016-corriere16febbraio16corriereBRI 26marzo16 NVBRI 26marzo16 corriere

2. La delibera sulla “valorizzazione” dell’isola di Sant’Andrea, cominciando con il video di Loredana Spadon:

24jan16 NV231gen16-corriere131gen16-nv

3. il nostro caro Sindaco:

BRU 15Jan16 CorseraBRU 12marzo16 corriereBRU 19marzo16 Twitter4. La città metropolitana:

CM 26febbraio2016La rassegna stampa precedente (manca il mese di dicembre, rimedieremo appena possibile):

https://gruppo25aprile.org/2015/11/22/rassegna-stampa/

#Santandrea Comunicato Ambiente Venezia

Con piacere ospitiamo anche il seguente

COMUNICATO AMBIENTEVENEZIA del 2 febbraio 2016

CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEL FORTE DI SANT’ANDREA

Il consiglio comunale di Venezia nella riunione del 1 febbraio 2016 ha approvato intorno alla mezzanotte “a colpi di Maggioranza” la contestatissima delibera di acquisizione e “valorizzazione “ del compendio dell’isola della Certosa e del Forte di Sant’Andrea.

  • Gli appelli delle associazioni e dei comitati,
  • le richieste delle centinaia di cittadini presenti nella grande assemblea in Sala San Leonardo del 30 gennaio,
  • le richieste della Municipalità di Venezia,
  • le proposte di rinvio, gli ordini del giorno, le contradizioni, le irregolarità evidenziate dai consiglieri comunali di opposizione

A NULLA SONO SERVITI !!!!!!

Tutta la maggioranza che sostiene il sindaco Brugnaro continua il suo percorso “ a rullo compressore” senza rispettare lo stesso Statuto del Comune di Venezia e i percorsi di trasparenza e partecipazione previsti dalle leggi nazionali e dagli accordi internazionali

Si sono particolarmente distinti nella difesa di questa nefasta delibera i consiglieri Maurizio Crovato, Giovanni Giusto e Renzo Scarpa

Ringraziamo le consigliere e i consiglieri comunali dell’opposizione che hanno tentato in tutti i modi di fermare questa delibera proponendo percorsi democratici e partecipativi che l’avrebbero sicuramente migliorata.

Dobbiamo precisare che pesantissime responsabilità ricadono anche sulle precedenti amministrazioni comunali che hanno agevolato e consentito l’evoluzione del percorso burocratico di finti programmi di valorizzazione e recupero del Forte.

Ma non abbiamo alcuna intenzione di consentire la privatizzazione del Forte di Sant’Andrea!

Possiamo sicuramente presentare ricorsi legali contro questa delibera che “fa acqua da tutte le parti” e continuare le mobilitazioni cittadine per garantire un uso pubblico del Forte di Sant’Andrea.

Luciano Mazzolin per AmbienteVenezia

saldi

AmbienteVenezia ha sottoscritto l’appello del tutto inascoltato che contiene alcune proposte che riportiamo di seguito:

IL COMUNE GESTISCA AL MEGLIO E IN PROPRIO

LA GRANDE OCCASIONE DEL FORTE DI SANT’ANDREA!

 

E’ ampiamente positiva la volontà del Sindaco, del Vicesindaco e della Giunta di avviare il trasferimento gratuito al Comune della proprietà dell’isola del Forte di Sant’Andrea, dichiarata di interesse culturale ai sensi del Codice dei Beni Culturali.

Le sottoscritte associazioni, unite a numerosi abitanti, auspicano che su un evento di tale valore, atteso da molti anni e finalmente avviato, si coinvolga la città presentando pubblicamente la proposta degli obiettivi, del progetto di massima e delle strategie per realizzarli (previsti da una bozza di Accordo di Valorizzazione secondo il decreto del 2010) sollecitando ogni utile suggerimento propositivo e collaborativo.

In tale intento partecipativo si avanzano fin d’ora alcune proposte.

Innanzitutto è opportuno separare la gestione dell’isola della Certosa, già avviata da tempo e  con specifici propri problemi, dalla nuova situazione che si deve avviare relativa al Forte di Sant’Andrea.

Nel grandioso e magnifico complesso di Michele Sanmicheli (già oggetto di due restauri statici negli anni ’60 e ’70 e di un restauro conservativo nel ’80-’90) è possibile realizzare un complesso museale dell’intero Sistema delle Fortificazioni Lagunari, dal Forte stesso alla Torre Massimiliana, alle moltissime altre opere medie e minori in tutta la Laguna e nei litorali fino al Cavallino e al Forte di San Felice a Chioggia; tenendo comunque anche una connessione con il sistema trincerato della Terraferma da sviluppare a Forte Marghera.

Una struttura museale rappresentativa di queste emergenze e capisaldi storici può e deve essere collegata ad un Museo della Laguna rappresentativo delle più complessive, ma diverse e articolate, straordinarie valenze paesaggistiche e naturalistiche dell’intera Laguna inserita nel suo contesto territoriale.

E’ possibile, come già ipotizzato, che negli spazi disponibili si possa aggiungere una biblioteca specializzata, un bar-ristorante ed anche esposizioni temporanee ed eventi; non hanno invece senso in tale contesto una piscina ed ennesime strutture ricettive.

Tutto questo va inserito e organizzato per la fruizione cultuale nell’insieme degli itinerari turistico-culturali che sempre più devono svilupparsi nell’intero territorio.

Con lo sterminato patrimonio storico, culturale e scientifico disponibile il Comune ha tutte le condizioni per gestire in proprio tale operazione, valorizzando al meglio le proprie competenze urbanistiche, progettuali, amministrative e tecniche senza delegare tale operazione a soggetti privati.

La Fondazione dei Musei Civici può guidare la progettazione, l’organizzazione, l’allestimento delle attività museali ed espositive. I settori culturali possono curare gli eventi, la Direzione Lavori Pubblici puo’ garantire e guidare le realizzazioni.

In particolare, per il reperimento delle risorse europee, l’Ufficio Politiche Comunitarie e Fondi Strutturali ha già il compito di rapportare l’Amministrazione Comunale con la programmazione europea e di costruire progetti che offrano l’opportunità di ottenere finanziamenti comunitari (ovviamente il Sindaco dovrà attivarsi presso la Regione che gestisce le procedure per questi finanziamenti).  La nuova Agenzia comunale per lo sviluppo può inoltre ricercare utili e coerenti collaborazioni private che rafforzino il progetto e l’intervento pubblico.

Caro Sindaco, La invitiamo a gestire questa grande occasione promuovendo al massimo l’apporto e la partecipazione della città che ha voglia di fare e che te ne sarà grata. Per questo è necessario separare il percorso deliberativo di Certosa e Sant’Andrea. Un rinvio, breve ed operoso, consente di meglio individuare obiettivi e strumenti per recuperare finalmente alla città un bene così significativo.

Venezia, 1 febbraio  2016

Primi firmatari: Italia Nostra sez. di Venezia, Venessia.com, Forum Futuro Arsenale, Estuario Nostro, Ambiente Venezia, Lido d’amare, Venezia Cambia,   Comitato Ambientalista Altro Lido,   Ecoistituto del Veneto Alex Langer,  Comitato Certosa e Sant’Andrea,   Assonautica Venezia,  Pax in Aqua, Società di mutuo soccorso Ernesto De Martino, Amico Albero, Movimento Consumatori.

 

 

#Sant’Andrea Comunicato stampa 2 febbraio 2016

saldi

Communiqué de Presse : Les soldes d’hiver de la Mairie de Venise

Venise, le 2 février 2016

L’ile de St. André n’est pas « n’importe quelle ile » : c’est la porte d’eau de Venise, celle qui depuis des siècles accueille les visiteurs arrivant de la mer, la première que les touristes de nos jours peuvent encore admirer depuis les paquebots ; et encore, c’est là où nous fêtons chaque année  le « mariage avec la mer » depuis l’an 1.000, et c’est l’ile forteresse qui a permis de préserver l’indépendance de la République de Venise jusqu’à la fin, en barrant l’accès aux ennemis avec ses 42 canons qui, le 20 avril 1797, firent leur dernière preuve en arrêtant le « Libérateur d’Italie » de l’armée d’Italie conduite par un général en chef nommé Napoléon, en le coulant à pic.

Ce fut d’ailleurs le prétexte que Napoléon utilisa pour l’ultimatum qui mettra fin à la République de Venise. Dans la mémoire collective des vénitiens, cette forteresse n’est donc pas un monument comme les autres : son importance n’a d’égal que dans le Palais du Doge. La forteresse dans sa forme actuelle fut terminée en 1549 et c’est l’œuvre d’un génie nommé Michel Sanmicheli ; sa silhouette allongée (300 mètres de large) épouse les formes de la lagune en offrant une leçon d’harmonie avec l’environnement qui l’entoure et, en même temps, un avertissement très efficace pour ceux qui voudraient s’approcher à la Lagune avec des intentions hostiles.

Au moment où l’État italien, qui l’a hérité de l’Empire d’Autriche qui l’avait hérité de la France suite au Traité de Versailles, décide enfin de rendre un bien d’une telle valeur à la ville qui l’avait conçu et réalisé, que est-ce que la Mairie propose? Dans n’importe quelle autre ville européenne, nous aimons penser que la nouvelle serait accueillie avec joie et suivie d’un concours d’idées, d’une mise en valeur respectueuse de l’histoire et de la sensibilité des citoyens, peut-être même d’une consultation des associations actives dans la défense du patrimoine, afin de choisir la meilleure solution parmi toutes les options disponibles, au lieu de se précipiter vers la solution la plus banale, la plus offensive, la moins porteuse d’avenir : un autre hotel, dans une ville qui regorge d’hotels, et encore un restaurant et un bar, dans une ville qui comptera bientôt plus de bars que d’habitants..

Nous nous réjouissons donc de la volonté de l’État italien de « rendre » l’ile à la ville, et en d’autres circonstances nous ferions la fête ce soir même, mais est-ce que l’approche choisie par la Mairie qui reçoit le bien est vraiment à fêter? Elle pourrait l’être, si les documents annexés à la « delibera » (décision) adoptée lors de la séance du 1er février n’étaient source d’inquiétude pour le futur qu’ils dessinent, sans aucune consultation préalable et avec une valeur contraignante pour l’administration, qui s’efforce de nier ce fait pourtant évident à la lecture des documents déjà signés par le Maire adjoint.

C’est avec tristesse que nous accueillons la décision d’élus locaux qui devraient nous représenter et pourtant viennent de cautionner les « soldes d’hiver » les plus absurdes qui soient : tristesse pour l’occasion ratée car les documents dont nous avons pris connaissance montrent que l’accord de « mise en valeur » risque d’être un « cadeau » (pour employer les mots du Maire) non pas pour Venise mais pour l’entrepreneur qui va recevoir les clés des lieux, dont le nom circule déjà même s’il y aura un appel d’offres. Pourquoi tant de précipitation, avant même d’avoir effectué un état des lieux du bien, dont les « clés » n’ont pas encore été remises à la ville ?

Lorsque les institutions locales ne sont plus capables de défendre l’intérêt général, il y a des moments exceptionnels où il incombe aux citoyens de reprendre l’initiative pour défendre un patrimoine historique et monumental dont nous sommes seulement les dépositaires et non pas les propriétaires, car il nous a été confié par nos ancêtres pour être remis aux prochaines générations et leur rappeler d’où nous venons, abstraction faite de la majorité qui régit la ville à un moment donné.

Honneur aux élus qui ont levé leur voix aujourd’hui au Conseil communal, avec des arguments, des motions et des amendements que la majorité actuelle n’a pas voulu prendre en compte, et qui auraient permis de prendre le temps d’une décision mieux réfléchie, dans l’intérêt de tous ; honneur au Président de la Municipalité de Venise qui a donné aux élus une dernière chance d’éviter l’adoption d’un acte qui pourrait être entaché d’illégalité. Honneur aux journalistes de la presse écrite qui ont couvert le sujet depuis qu’il a été rendu public ; à partir de demain, leur effort sera relayé par la mobilisation citoyenne, avec tous les moyens légaux et pacifiques d’un État de droit, où nul n’est au-dessus des lois.

Le porte-parole

Sant’Andrea 30 gennaio: l’intervento di Lidia Fersuoch

Atti dell’incontro pubblico del 30 gennaio

La relazione introduttiva di Lidia Fersuoch (Presidente Italia Nostra, sezione di Venezia)

Lunedì doveva essere discussa in Consiglio comunale la proposta di delibera riguardante – cito – «il trasferimento in proprietà al Comune di Venezia dei complessi immobiliari dello stato denominati “Isola della Certosa” e “Forte di Sant’Andrea”». Beni che il comune dice – cito ancora – «strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali» e per i quali lo stesso comune «ritiene possibile un loro recupero nel tessuto urbano». Fin qui nulla da eccepire, anzi!

Come avviene però la cessione da parte dello Stato? Secondo il decreto legge 85/2010 che «disciplina le modalità di attribuzione» agli enti territoriali «di beni di proprietà dello Stato»: i beni immobili di interesse culturale possono essere trasferiti in proprietà a enti territoriali che ne facciano richiesta «nell’ambito di specifici accordi di valorizzazione e dei conseguenti programmi e piani strategici».

L’Accordo di Valorizzazione per il passaggio al Comune dell’Isola della Certosa e del Forte di Sant’Andrea, esiste ed è stato sottoscritto dal Mibact (rappresentato dall’arch. Codello, che è tornata a Venezia come Segretario regionale), l’Agenzia del Demanio e il Comune di Venezia, rappresentato dal vicesindaco Colle. Con l’Accordo, cito, «il Comune … si impegna … a realizzare integralmente i Programmi di Valorizzazione». I Programmi (per la Certosa e per S. Andrea), che sono definiti parte integrante dell’accordo stesso, hanno anche Integrazioni al 2015.

Quindi la proposta di delibera non riguarda solo «il trasferimento in proprietà al Comune di Venezia di Certosa e Sant’Andrea: approvando la delibera, il Consiglio comunale approva l’Accordo di Valorizzazione e tutti i Programmi di Valorizzazione.

Italia Nostra e le tutte le altre associazioni hanno chiesto di rinviare la discussione. Lunedì la delibera non è stata discussa per mancanza di numero legale.

Ma vediamo velocemente i punti inaccettabili del Programma di Valorizzazione (e dell’Integrazione) di S. Andrea.

Per trovare la copertura finanziaria al progetto, il comune prevede «il ricorso alla finanza di progetto, concessione in valorizzazione o affidamento per la realizzazione e gestione» individuando il «partner privato» con una «procedura di evidenza pubblica» (allegato C3, p. 12).

Gara pubblica dunque, com’è ovvio che sia, ma … al punto 6.4.4. del programma si dice: «il progetto è strettamente legato al progetto di valorizzazione della Certosa, quali compendi complementari e strettamente interconnessi tra di loro. Senza il complesso della Certosa, infatti, quello dell’isola di Sant’Andrea pare di difficile realizzazione». E ancora: «Il Presente PEF prevede che le attività di organizzazione dell’Isola di S. Andrea siano gestite attraverso le strutture della vicina Isola della Certosa» (C3, p. 16).

Legare in maniera definitiva le due isole rischia tuttavia di precostituire l’esito di una futura procedura ad evidenza pubblica, minando i principi del Trattato CE che impongono all’Amministrazione «di operare con modalità che preservino la pubblicità degli affidamenti e la non discriminazione delle imprese, mercé l’utilizzo di procedure competitive selettive». Nell’eventualità che venisse approvato la proposta di delibera si aprirebbe la strada a un ricorso al Tar.

Nel Programma, si dice che queste pattuizioni con il soggetto privato sono «a beneficio della collettività» (C3, p. 17). Vediamo questi benefici per la collettività.

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Le Integrazioni del 2015 prevedono un cronoprogramma degli interventi: divisi da un discrimen molto pesante:

Gli interventi a breve e medio termine (3/5 anni), per un costo stimato di 1 milione di euro, sono a carico del soggetto privato che si aggiudicherà la gara e prevedono:

progettazione dell’intervento di “messa in sicurezza”; analisi del rischio ai fini della bonifica bellica, caratterizzazione ed eventuale bonifica del suolo; conferimenti a discarica; messa in sicurezza di percorsi ed edifici, anche tramite demolizioni selettive; realizzazione di percorsi, illuminazione e cartellonistica; sfalci e riqualificazione delle aree verdi. Tutto qui. Non si prevede il Progetto per il recupero dell’isola, per il restauro del Forte, né tantomeno il restauro del forte stesso, ma neppure un ormeggio.

Tutti gli altri interventi, che sono a medio-lungo termine e a lungo termine (da 5 anni a, si presume, 25) sono dichiarati interventi di facoltà del partner per la sostenibilità socio economica del progetto cioè a esplicita discrezione del partner e in favore del partner, e «verranno realizzati solo ed in quanto verrà valutato economicamente conveniente e saranno reperite le necessarie risorse».

Tali Interventi di facoltà del partner per la sostenibilità socio economica del progetto non sono solo previsti nell’area demaniale oggetto dell’attuale richiesta del Comune ma interessano anche un’area alle spalle del Forte, tra questo e l’idroscalo Miraglia, ancora in gestione al Ministero della Difesa.

Gli interventi, essendo al di fuori dell’area in discussione non sono contemplati nel Programma di valorizzazione del 2015. Ma sono ben dettagliati invece nel Programma più vecchio, che sappiamo far parte integrante dell’Accordo di Valorizzazione che la Delibera in discussione al consiglio comunale approverebbe.

E che cosa contemplano?

2 alberghi (chiamati eufemisticamente Foresterie), una “residenza”, un centro benessere, e una piscina a filo d’acqua proprio alle spalle del limite del bastione nord, fronte Laguna.

Ma non è finita: nella proposta di delibera si prevede, cito: «di dare mandato ai competenti uffici comunali di rendere compatibile, ove necessario, la strumentazione urbanistica vigente ai Programmi di valorizzazione allegati alla presente delibera»: secondo i vigenti piani, strutture ricettive, piscina etc. non potrebbero essere realizzati, e dunque gli strumenti urbanistici si piegano dinnanzi ai programmi di valorizzazione! Ciò incarna quella “deregulation urbanistica” invocata da un soprintendente qualche anno fa.

Come per il Fontego, ma peggio del Fontego (almeno lì il Comune previo lo stravolgimento di un edificio importantissimo per la storia istituzionale di Venezia ottiene 6 milioni) qui si concede di tutto al privato per, cito, «minime operazioni di messa in sicurezza e le minime attività per rendere fruibile il forte e l’area anche per un iniziale parziale sfruttamento economico».

Cito ancora: «Il criterio organizzativo proposto vede coinvolto il gestore privato a cui affidare la conservazione valorizzazione socio-economica del bastione monumentale a fronte dello sfruttamento economico di un considerevole compendio di nuova edificazione nell’area di pertinenza del forte, verso nord» (C3, p. 17).

Cioè per «minime operazioni» e «minime attività» garantite gli si concede di costruire un considerevole compendio di nuova edificazione. e il resto a discrezione del privato che se vuole restaura il forte e se non gli conviene lo lascia così, per 25 anni.

Se poi facciamo bene i conti, le «minime operazioni» e le «minime attività» per un investimento obbligatorio di 1 milione, diviso i 25 anni di concessione, fanno 40 mila euro annui, cioè 3.333 euro al mese.

E’ possibile che l’Amministrazione cittadina voglia privare la città di tale bene, per una cifra così ridicola e a fronte di gravi, impattanti, umilianti nuove edificazioni?

Né si può invocare il beneficio della creazione di nuovi posti di lavoro: nella fase obbligatoria «Il corrispondente personale dedicato .. sarà di … 1 unità a regime. (C3, p. 16).

Questi sono i principali evidentissimi motivi per cui il Comune deve intervenire, sospendere la delibera e riprogettare i piani di Valorizzazione.

Ma per Italia Nostra il motivo principale, il peccato primigenio da cui discende tutto alla base di tali programmi, anche se fossero riformulati in forma conveniente per l’amministrazione, sta nella visione ristretta di un ennesimo programma di valorizzazione sostenibile soltanto con attività turistiche ricettive – di cui Venezia sta morendo.

Noi riteniamo che un serio programma di valorizzazione culturale – e non economica – di Sant’Andrea, simbolo del potere militare e marittimo della Repubblica, possa invece accedere a finanziamenti europei, e non per costruire nuovi alberghi ma per costruire un polo culturale, gestito dalla Fondazione musei. è pensabile non un generico museo della Laguna (che si farà altrove) bensì un museo della fortificazioni veneziane (che si apprestano a diventare sito Unesco). Con un progetto che coinvolga altri stati adriatici ove sono attestate fortificazioni veneziane, si può pensare di rientrare nell’obiettivo di “Cooperazione territoriale europea” e quindi ai fondi Interreg, che sono facilmente ottenibili.

E per questo è necessario un progetto unitario, uno sguardo lungo che abbracci e coinvolga tutte le fortificazioni veneziane, dalla Laguna all’immediato entroterra. Si tratta di un grandissima eredità e patrimonio culturale, che non può essere gestito in modo parcellizzato, senza una visione di insieme, come un problema, un fastidio, di cui sbarazzarci con sollievo il più presto possibile, affidandolo a un privato come con una cambiale in bianco.

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Sant’Andrea: quale futuro?

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Relazioni introduttive:

  1. Lidia Fersuoch (Italia Nostra)
  2. Andrea Grigoletto (Istituto Italiano dei Castelli)
  3. Francesca Barbini (FAI)
  4. Gian Angelo Bellati (Eurosportello)
  5. Giancarlo Ghigi (Poveglia per tutti)

Moderatore: Marco Gasparinetti (G25A)

Alle relazioni introduttive faranno seguito gli interventi programmati delle altre realtà associative che hanno aderito all’incontro, la cui lista (in corso di aggiornamento) è consultabile a questo indirizzo :

https://gruppo25aprile.org/2016/01/24/progetto-di-finanza-santandrea-la-citta-vuole-capire/

Sant’Andrea 2016: la battaglia vista da Twitter

Hashtag per i prossimi giorni:

#Santandrea

 

“Finanza di progetto” Sant’Andrea: la città vuole capire

  1. Consiglio comunale 25 gennaio 2015, a Ca’ Farsetti; il punto (n° 9) verrà dicusso intorno alle ore 17
  2. Assemblea pubblica, sabato 30 gennaio in sala San Leonardo, alle ore 17 precise

La cittadinanza è invitata a partecipare ad entrambi gli eventi pubblici, per capire le opportunità dell’accordo di “valorizzazione” allegato alla delibera e le implicazioni della “finanza di progetto” citata nel programma di valorizzazione a sua volta allegato all’accordo, a volte come tale a volte come “progetto di finanza” (traduzione rocambolesca dall’inglese “project financing”).

Chiediamo troppo? Sant’Andrea non è un Luna Park! Diamoci il tempo di analizzare e valutare compiutamente i pro e i contro delle soluzioni prospettate. Dateci il tempo di capire, prima di fare scelte irreversibili:

Venezia vuole capire, e non soltanto subire.

25gennaio2015 ConsiglioComunale

All’incontro pubblico aderiscono (lista in corso di aggiornamento):

AmbienteVenezia

Amico Albero

Comitato Ambientalista Altro Lido

Comitato Certosa e Sant’Andrea

Ecoistituto del Veneto Alex Langer

Europa Veneta

Estuario Nostro

FAI (Delegazione Venezia)

Faro Venezia

Gruppo25aprile

Italia Nostra (sezione di Venezia)

Istituto Italiano dei Castelli (sezione Veneto)

L’Altra Venezia

Masegni e Nizioleti Onlus

Movimento Consumatori

Poveglia per tutti

Sanca Veneta

Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati

VAS (Verdi Ambiente Società)

VENETO ŁIÓN

Venezia Arte Cultura & Turismo

Venezia Cambia

Venessia.com

WSM

Rassegna stampa:

25 gennaio

25gennaio2016 NVCopyright: Nuova Venezia

24 gennaio:

24jan16 NV2

24jan16 NV2

Gli appuntamenti dei prossimi giorni: giù le mani da Sant’Andrea!

Con una fretta che a molti di noi pare sospetta, la delibera sulla “valorizzazione” dell’isola di Sant’Andrea con i suoi allegati (quanti di voi li conoscono?) dopo un fugace passaggio in commissione consiliare il 14 gennaio è già stata iscritta all’ordine del giorno del Consiglio comunale convocato per lunedì 25 gennaio.

Nel confermare l’incontro (aperto a tutti) organizzato per sabato 30 gennaio, invitiamo ciascuno (cittadini, giornalisti e consiglieri comunali) ad informarsi e documentarsi su un colpo di mano che non è stato preceduto da alcuna forma di partecipazione o consultazione pubblica e nemmeno dalla pubblicazione delle planimetrie che illustrano il progetto di valorizzazione (commerciale, più che culturale) di un luogo simbolico che appartiene a tutti e meriterebbe ben altro rispetto: se la città attende questa restituzione dal lontano 1797, perché non concedersi almeno due mesi per spiegare ai cittadini l’uso che se ne intende fare, prima di renderlo irreversibile con una delibera di cui quasi nessuno (e forse nemmeno i consiglieri comunali che la voteranno) conosce le numerose implicazioni? Il bene comune di cui stiamo parlando è questo:

Sant'Andrea

L’accordo di “valorizzazione” siglato dalle tre amministrazioni competenti è datato 22 dicembre, cosa impediva all’amministrazione comunale di prendersi il tempo di spiegare, convincere gli scettici (scetticismo comprensibile, visti i precedenti) e soppesare i pro e i contro per apportare eventuali correttivi nell’unico interesse che una PUBBLICA amministrazione è tenuta per legge a perseguire?

Duplice appuntamento nei prossimi giorni:

Lunedì 25 gennaio alle ore 15 a Ca’ Farsetti, per il Consiglio comunale chiamato ad approvare la delibera che, con i suoi allegati, spianerebbe la strada a trasformazioni profonde e irreversibili;

Sabato 30 gennaio alle ore 17 in sala San Leonardo, per l’incontro pubblico che abbiamo organizzato in giornata e orario tali da permettere la partecipazione di chi lavora, e non per questo deve essere privato della possibilità di esprimersi su un progetto che riguarda un bene comune unico in Italia.

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Cinque secoli di storia non si privatizzano in questo modo, senza l’ombra di un dibattito con la città che ha ricevuto in prestito quel complesso monumentale inestimabile per consegnarlo alle prossime generazioni, possibilmente integro come noi l’abbiamo ricevuto dalle precedenti. Giù le mani da Sant’Andrea!

Aderiscono all’incontro pubblico, in ordine alfabetico (lista provvisoria):

AmbienteVenezia

Amico Albero

Comitato Certosa e Sant’Andrea

Ecoistituto del Veneto Alex Langer

FAI (Delegazione Venezia)

Gruppo25aprile

Italia Nostra (sezione di Venezia)

Istituto Italiano dei Castelli (sezione Veneto)

L’Altra Venezia

Movimento Consumatori

Poveglia per tutti

Sanca Veneta

VAS (Verdi Ambiente Società)

Venezia Cambia

Venessia.com

WSM

Per chi volesse consultare i documenti che verranno votati dal Consiglio comunale, dato che l’amministrazione comunale non lo ha fatto ne abbiamo pubblicato noi la versione PDF a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Il 18 gennaio avevamo scritto: “nel caso in cui l’accordo di valorizzazione di cui abbiamo preso conoscenza, già siglato dal vice Sindaco Colle, dall’agenzia del Demanio e da Renata Codello per il Ministero dei Beni Culturali in data 22 dicembre 2015, non venisse reso pubblico in tempo utile e comunque con congruo anticipo rispetto alla sua discussione in Consiglio comunale, saremo noi a farlo”.. e siamo persone di parola.

https://gruppo25aprile.org/2016/01/18/quale-futuro-per-santandrea/

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Quale futuro per Sant’Andrea?

La fortezza di Sant’Andrea, nella memoria storica della città e per il valore simbolico che riveste, ha un’importanza paragonabile a quella di Palazzo Ducale. Le prospettive che si aprono con la restituzione del complesso monumentale di Sant’Andrea al Comune di Venezia, in applicazione della normativa sul federalismo demaniale e come previsto da una proposta di delibera che è già stata discussa a livello di commissione consiliare in data 14 gennaio 2016, meritano almeno un incontro pubblico e aperto agli interventi della cittadinanza, che non sia condizionato o teleguidato da interessi di parte.

1Considerato che la proposta di delibera verrà portata in Consiglio comunale già nelle prossime settimane, di concerto con altre realtà associative abbiamo deciso di organizzare un incontro pubblico a scopo conoscitivo, che si terrà a Venezia sabato 30 gennaio. Per informazioni e iscrizione alla lista degli interventi (brevi) programmati, potete fin d’ora contattare:

25aprile2015@gmail.com (segreteria organizzativa) o

marco.gasparinetti@ec.europa.eu (moderatore dell’incontro)

SantandreaVenezia attendeva questo momento dal 1797, anno in cui ha perso la sovranità sulla fortezza che dominava l’accesso principale alla sua Laguna, rendendolo inviolabile. L’isola di Sant’Andrea appartiene a noi tutti ed è quanto di più caro ci appartenga, fra i beni demaniali di cui è prevista la restituzione in virtù del “federalismo demaniale”. Le decisioni che riguardano il suo utilizzo futuro non sono soltanto l’affare di quei pochi che hanno potuto prendere conoscenza degli allegati alla delibera o dei beneficiari diretti della medesima.

La città ha il diritto di sapere e il diritto di capire: alla proposta di delibera finalizzata al trasferimento è infatti allegato un “accordo di valorizzazione” che (contrariamente a quanto previsto dal Piano di Assetto Territoriale) prevede attività di tipo turistico e ricettivo, fra cui un ristorante, un “centro benessere” e la costruzione di un albergo che prenderà il posto di questo edificio:

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La proposta di delibera prevede (al punto 4) di “dare mandato ai competenti Uffici comunali per rendere compatibile, ove necessario, la strumentazione urbanistica vigente ai Programmi di Valorizzazione allegati”. Non sono quindi i programmi di valorizzazione che devono conformarsi alla strumentazione urbanistica vigente, ma quest’ultima che dovrà piegarsi all’accordo di “valorizzazione” economica dell’isola.

Al punto 2, la delibera prevede di “dare mandato al Vicesindaco di sottoscrivere l’Accordo di valorizzazione” allegato alla proposta, che a quanto ci consta non è stato reso pubblico. Senza pregiudizi o “sospetti” particolari, ci chiediamo se non sia opportuno renderne pubblici i contenuti in virtù dei principi generali contenuti nello Statuto comunale: Il Comune di Venezia agisce “con metodo democratico, secondo principi di partecipazione, trasparenza, solidarietà e programmazione”.

Nel caso in cui l’accordo di valorizzazione di cui abbiamo preso conoscenza, già siglato dal vice Sindaco Colle, dall’agenzia del Demanio e da Renata Codello per il Ministero dei Beni Culturali in data 22 dicembre 2015, non venisse reso pubblico in tempo utile e comunque con congruo anticipo rispetto alla sua discussione in Consiglio comunale, saremo noi a farlo su questa pagina e nei gruppi facebook delle associazioni promotrici dell’incontro del 30 gennaio, come contributo di trasparenza a una discussione che non può avvenire soltanto nelle segrete stanze, perché Sant’Andrea appartiene a noi tutti.

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“Il patrimonio culturale non può essere messo al servizio del denaro perché è un luogo dei diritti fondamentali della persona. E perché deve produrre cittadini: non clienti, spettatori o sudditi”.
Tomaso MONTANARI: Privati del patrimonio, Einaudi, 2015

Fonti normative:

Decreto Legislativo 28 maggio 2010, n.85

“Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42 “

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 134 dell’11 giugno 2010

Articolo 5, commi 5 e 6:

5. In sede di prima applicazione del presente decreto legislativo, nell’ambito di specifici accordi di valorizzazione e dei conseguenti programmi e piani strategici di sviluppo culturale, definiti ai sensi e con i contenuti di cui all’articolo 112, comma 4, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, lo Stato provvede, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, al trasferimento alle Regioni e agli altri enti territoriali, ai sensi dell’articolo 54, comma 3, del citato codice, dei beni e delle cose indicati nei suddetti accordi di valorizzazione.

6. Nelle città sedi di porti di rilevanza nazionale possono essere trasferite dall’Agenzia del demanio al Comune aree già comprese nei porti e non più funzionali all’attività portuale e suscettibili di programmi pubblici di riqualificazione urbanistica, previa autorizzazione dell’Autorità portuale, se istituita, o della competente Autorità marittima.

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