Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Una proposta concreta: la “soglia di accoglienza”

Gazzettino 4 maggio 2019

“Una volta tanto, da un forum dedicato ai comuni problemi del turismo non escono solo lamentele sulla situazione (pesantissima) in cui le città d’arte sono finite, ma vengono abbozzate anche delle soluzioni. E, se non sono soluzioni, sono degli strumenti che potrebbero essere utili alla gestione dei flussi. Il forum delle realtà civiche operanti nei siti Unesco del mediterraneo, riunito per un giorno intero all’Ateneo Veneto, ha infatti deciso di realizzare un modello matematico-statistico che consenta di prevedere la soglia di accoglienza oltre la quale città e paesi non sarebbero più vivibili. La novità è che non si tratterà di una cosa applicabile a Venezia o a una delle città partecipanti, ma sarà donata a tutti coloro che ne faranno richiesta.

I SITI UNESCO

Le città aderenti oltre a Venezia sono Ragusa (Dubrovnik), Corfù, Creta, Rodi e Cipro, ognuna con problemi comuni a tutti i siti sotto tutela dell’Unesco. La scelta è caduta sul modello Costa-Van der Borg-Canestrelli che era stato approntato a fine anni Ottanta per evidenziare l’impatto catastrofico che avrebbe avuto l’Expo 2000 a Venezia. Quel modello oggi è superato nelle premesse, ma potrebbe essere implementato, visto che lo stesso Van der Borg ha dato il suo assenso e appoggio.

LA SOGLIA DI ACCOGLIENZA

«Lo scopo – spiega Marco Gasparinetti, il portavoce del Gruppo 25 Aprile che ha ospitato l’evento in quanto presidente di turno del forum – è definire in modo oggettivo e accademico una soglia di carico o meglio, di accoglienza, oltre la quale la qualità della vita di turisti e residenti potrebbe peggiorare sensibilmente. Una soglia oltre la quale non siamo in grado a garantire un’accoglienza decente. L’impegno è stato preso, sarà formato un gruppo di lavoro multidisciplinare e internazionale che chiederà un finanziamento europeo». Non è una cosa che si può fare dall’oggi al domani, ma un lavoro che richiederà un arco di tempo triennale. Quindi, non una boutade elettorale, visto che nel 2020 si vota.«Continuiamo a restare apolitici – aggiunge Gasparinetti – e metteremo a disposizione il modello al sindaco in carica, chiunque esso sia».

TURISMO SOSTENIBILE

La definizione di un numero limite di turisti accettabili è balzata nuovamente alle cronache con la protesta del sindaco di Riomaggiore contro le Ferrovie, per via del trasporto di turisti alle Cinqueterre in numero ben maggiore alle capacità di accoglienza. La soglia di accoglienza potrebbe essere quel numero magico oltre il quale scatterebbe la chiusura dei siti Unesco a ulteriori arrivi. «Il pagamento di un ticket – ha concluso Gasparinetti – come hanno dimostrato i nostri amici di Ragusa non è più sufficiente. Loro hanno staccato un milione e 300mila biglietti (per visitare le mura della città antica, NdR) ma i turisti continuano ad arrivare».

Un altro tema comune che è uscito dall’incontro è l’impegno di tutte le associazioni a non usare plastica usa e getta negli eventi e a sensibilizzare i turisti sul fatto che una bottiglia in plastica rischia di essere una bottiglia in acqua. Meglio rispolverare le virtù della vecchia borraccia”.

Michele Fullin
© RIPRODUZIONE RISERVATA (Il Gazzettino)

Nelle foto che seguono, alcuni dei partecipanti al Forum del 3 maggio. Da parte nostra, un sentito ringraziamento all’Ateneo Veneto e al suo Presidente Gianpaolo Scarante per aver inserito questo convegno nel Programma accademico del prestigioso Ateneo, e alla vicepresidente Prof. Caterina Carpinato che ha deliziato i presenti con una efficace quanto colta prolusione in greco moderno.

Foto:

Elena Riu (Venezia)

Petra Marčinko (Ragusa – Dubrovnik)

3 maggio Petra

Maria Gerakianaki (Creta)

3 maggio Maria

Daniella Pistenti Mouyiannou (Cipro)

3 maggio Daniella.jpg

Dimitrios Balatsinos (Corfù)

 

Locazioni turistiche: avviso ai naviganti e ai bagnanti.

Terzo capitolo del nostro “Venice Passepartout” (Venezia – istruzioni per l’uso) dopo quelli dedicati a ristoranti (quando il caso del conto da 1.100 euro per 4 persone aveva fatto il giro del mondo) e trasporto acqueo.

Stavolta ci occupiamo di locazioni turistiche e lo facciamo perché sempre più spesso, come residenti, ci ritroviamo sulla porta di casa una processione di turisti spaesati con trolley alla ricerca di un numero civico sbagliato o inesistente: quello dell’appartamento che avevano prenotato “online”.

Proprietari sbadati o intermediari poco scrupolosi? Un indirizzo sbagliato può anche essere un modo per eludere tassa di soggiorno e altri adempimenti. Lungi da noi pensare che sia sempre così, a titolo di esempio citiamo questo episodio di cronaca (articolo di Michele Fullin sul Gazzettino di oggi 16 maggio):

16 maggio 18 Fullin.jpg

Quali consigli per chi, anziché affidarsi a strutture alberghiere o a un “bed and breakfast”, ha preferito prenotare un appartamento su una delle piattaforme che ne propongono a migliaia, nella sola Venezia insulare, e ultimamente fanno altrettanto anche a Mestre?

  1. Verificate che il numero civico indicato nell’annuncio esista veramente.
  2. Fate una telefonata di cortesia prima di mettervi in viaggio, per assicurarvi che quel numero di telefono indicato nell’annuncio sia funzionante negli orari indicati ed evitare brutte sorprese al vostro arrivo, come nel caso descritto dall’articolo.
  3. Se l’appartamento non appare sul portale dedicato del Comune, chiedetene conto prima di pagare la tassa di soggiorno che vi viene richiesta in contanti, perché potrebbe prendere altre strade e non sarebbe corretto nei vostri confronti. Come fare? Nulla di più facile, basta cliccare qui e se la struttura non è dichiarata sappiate almeno che è probabilmente sconosciuta al fisco: http://geoportale.comune.venezia.it/Html5Viewer/index.html?viewer=IDS.IDS&LOCALE=IT-it
  4. Un’ultima annotazione, da non leggere se in questo momento siete a tavola: chiedete al titolare se la sua struttura è dotata di fosse settiche o collegata alla rete fognaria. Molte non lo sono e quando non lo sono gli scarichi (acque nere) finiscono direttamente in acqua a poca distanza. In quel caso avrete due buoni motivi per evitare di farvi un pediluvio o un bagno in canale: il primo è che tali attività sono comunque vietate dal regolamento di Polizia comunale, e sanzionabili con multe che dall’anno scorso possono arrivare anche a 500 euro.

Turista informato mezzo salvato.. e con questo rispondiamo anche alle critiche di chi pensa che questa sia una piattaforma “contro il turismo”: come abbiamo già scritto nell’editoriale del giugno scorso, “questa NON è “lotta di classe”: siamo tutti potenziali turisti e siamo tutti residenti, a seconda dei periodi dell’anno e del luogo in cui ci troviamo. Quello che conta è il senso civico che ci portiamo dietro, con o senza bagaglio”, e il rispetto reciproco che vorremmo preservare o ripristinare, nel rapporto fra residenti e ospiti della nostra Città.

https://gruppo25aprile.org/2017/06/08/avviso-ai-turisti-e-ai-residenti/

I capitoli precedenti, già tradotti in più lingue, li trovate qui:

https://gruppo25aprile.org/category/venice-instructions-for-use/

venice-passepartout-immagine-per-blog

 

 

Tornelli e transenne, la posizione del Gruppo25aprile.

Comunicato stampa, 29 aprile 2018

Siamo una città e non un Luna Park

http://tg.la7.it/cronaca/e-guerra-dei-tornelli-a-venezia-i-centri-sociali-ne-rimuovono-uno-ma-protestano-anche-i-cittadini-29-04-2018-127062

29 aprile 18 prima pagina

Un Sindaco che dal 2016 si ritrova con dieci milioni di euro da spendere per regolamentare i flussi turistici (“patto per Venezia”) in quasi due anni non ha trovato niente di meglio che improvvisare, con ordinanza del 24 aprile 2018 pubblicata in albo pretorio alle ore 18, un costoso quanto inutile sistema di tornelli, telecamere e transenne da sperimentare nel ponte del primo maggio, come se l’esistenza di questo “ponte” fosse rimasta totalmente ignota alla giunta comunale fino alla vigilia del 25 aprile e senza nessuna consultazione preventiva delle parti interessate.

Come sempre facciamo per le questioni controverse, e nonostante i tempi ristretti imposti da quell’ordinanza raffazzonata, abbiamo messo ai voti la posizione da prendere come piattaforma civica.

Il voto interno ha dato questo risultato:

  1. “Prenotazione obbligatoria per le giornate da bollino nero come questa, non sarebbe meglio che essere trattati come greggi di pecore?” 134 voti
  2. “Che bello, son proprio le transenne da Luna Park manca solo la biglietteria all’ingresso col sindaco vestito da clown!” 54 voti
  3. “Potevate dirlo prima che la gente prenotasse il viaggio in treno o in aereo, anziché deciderlo tre giorni prima”: 53 voti
  4. Le altre risposte ricevute, che vanno da un categorico “chiedere le dimissioni del sindaco”  ad un più ironico “rinchiudetelo” (a San Servolo) hanno raccolto 68 voti.

Ironia a parte, negli atti concreti della Giunta in carica notiamo troppe contraddizioni per poter prendere sul serio iniziative come questa, che sembrano concepite come strumento di propaganda o “foglia di fico” per coprire la vergogna di una città che perde mille residenti all’anno e non trova nemmeno i fondi per restaurare i molti appartamenti vuoti di proprietà pubblica, mentre la Giunta continua ad autorizzare cambi di destinazione d’uso che trasformano palazzi pubblici in alberghi e piega il traffico acqueo alle esigenze turistiche limitando la libera circolazione dei residenti mentre al trasporto turistico è concesso tutto, con una situazione ormai al collasso non solo in Canal grande ma anche nel vicino rio di Cannaregio.

Notiamo anche con preoccupazione che nel limitare la libera circolazione dei pedoni si crea un ulteriore incentivo a intasare dei mezzi di trasporto che già sono stracolmi, dato che per “aggirare” i tornelli è sufficiente prendere un vaporetto o altro mezzo di trasporto acqueo.

A nostro modo di vedere. se il Sindaco in carica volesse veramente alleggerire la pressione turistica su Venezia potrebbe a titolo di esempio:

  1. Porre un freno alla proliferazione di nuovi posti letto ad uso turistico sui due lati del ponte: nella sola Mestre i nuovi posti letto in costruzione sono migliaia.
  2. Mettere mano al piano di alienazioni che prevede ulteriori vendite di beni pubblici che con ogni probabilità diventeranno alberghi;
  3. Prendere misure concrete contro il pendolarismo di giornata che da Jesolo e Cavallino scarica su Venezia migliaia di escursionisti supplementari a bordo di lancioni gran turismo, anziché proporre (come ha fatto) nuovi collegamenti diretti da Jesolo e dal litorale dove le presenze estive sfiorano i 13 milioni di unità.
  4. Consultare in anticipo le categorie interessate (come ad esempio le guide turistiche, i vettori come Trenitalia e gli albergatori) e le associazioni cittadine su provvedimenti strutturali e di lungo termine per pianificare i flussi turistici a monte, anziché improvvisare ordinanze lesive delle libertà individuali “a valle”, quando i turisti sono già in città.

Nelle due foto qui pubblicate: la Stampa oggi in edicola, che alla vicenda ha dedicato la prima pagina e un ampio servizio a firma Fabio Poletti.

 

 

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