Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “Mose da matti (l’appaltopoli del secolo)”

Gruppo 25 Aprile. Marco Gasparinetti: “A Venezia sta crescendo una nuova classe dirigente”.

Il gruppo che è già stato croce e delizia di tre amministrazioni comunali festeggia domani il suo terzo compleanno senza avere mai accordato un’intervista scritta. Il giornalista che l’ha proposta meritava un’eccezione: non ha padroni o padrini, gestisce il suo blog da uomo libero, esigente con se stesso e con gli altri, scrive articoli a volte “scomodi”, mai scontati o banali. Quella che ha pubblicato sul suo blog è la sintesi di una conversazione telefonica, la condividiamo anche qui per chi si chiede “che strano animale sia” la piattaforma civica a cui abbiamo dato il nome “25 aprile”, e il perché di quella scelta. Buona lettura e Buon 25 Aprile!

Dimensione Mendez

“A Venezia stiamo dimostrando che esiste una classe dirigente in grado di prendere in mano le redini della città. In tre anni abbiamo costruito un serbatoio straordinario di competenze, di cittadini che hanno voglia di impegnarsi e che rappresentano un ventaglio sociale molto ampio: professionisti, studenti, artigiani, disoccupati. Abbiamo 1.400 aderenti ed altre 600 richieste di persone in attesa di entrare a far parte di una realtà sempre più strutturata, organizzata in 10 gruppi tematici e capace di organizzare, solo negli ultimi 11 mesi, 11 eventi pubblici tra manifestazioni ed incontri. Di fatto, questo lavoro ci ha consentito di avere già un programma completo per la città. Io non so cosa accadrà nei prossimi tre anni. Ma di una cosa sono convinto: il Gruppo 25 Aprile è una grande palestra e in qualche modo saremo imprescindibili. Visto il cammino già percorso, sarebbe naturale se nel prossimo Consiglio comunale entrassero anche…

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Il nostro registro di voto. 20 mesi di sindaco Brugnaro, che voto gli diamo?

La domanda del mese era la seguente:

“14 giugno 2015 – 14 febbraio 2017: sono già 20 mesi di Brugnaro sindaco. Voi cosa ne pensate?”

Le risposte degli iscritti (con voto palese e nominativo, come sempre nel gruppo):

  1. La persona sbagliata al posto sbagliato. Bocciato senza appello: 181 voti
  2. Inconcludente, auguriamoci che si candidi alla Camera e si levi di torno al più presto: 10 voti
  3. Deludente ma merita una seconda chance: 3 voti
  4. Bravo, bene, bis: 1 voto
  5. Senza lode e senza infamia, non ha risolto nulla ma non fa danno: zero voti.imperofucsia

Nella foto: paline “fucsia” a Pellestrina, agosto 2016

Volete votare a distanza? Per farlo basta aggiungere un commento, con l’avvertenza che il blog utilizza un filtro per evitare il doppio o triplo voto. A tal fine  il modulo di accesso ai commenti vi richiederà nome, cognome e indirizzo di posta elettronica. Tali dati non verranno comunicati a terzi per nessun motivo, in conformità con la normativa applicabile al trattamento dei dati personali “sensibili” (opinioni politiche, in questo caso) a meno che non siate voi stessi a “firmarvi” in calce al commento: in tal caso la firma sarà ovviamente visibile a tutti, ma non l’indirizzo di posta elettronica.

Il gruppo25aprile, responsabile del trattamento dei dati personali, non utilizza gli indirizzi di posta elettronica ad altri fini e non li inserirà nella sua mailing list: la finalità del trattamento è unicamente ed esclusivamente quella di garantire la regolarità del sondaggio.

20 gennaio: la rassegna stampa

collage

Corriere, articolo Elisa Lorenzini:

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La Stampa, una pagina intera !!!

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Gazzettino, Giorgia Pradolin:

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Nuova Venezia, Manuela Pivato:

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La Voce  di Venezia:

http://www.lavocedivenezia.it/veneziamiofuturo-problema-venezia-soluzioni-abbecedario/

Il blog di Italia Nostra, sezione di Venezia:

http://www.italianostravenezia.org/2017/01/21/tanti-veneziani-tante-competenze-tanta-energia/

Immaginiamo che..

Immaginiamo che stia per scoppiare un nuovo scandalo, a Venezia. Uno scandalo che ci tocca nella ragion d’essere di questa piattaforma civica: la difesa di chi ancora vorrebbe vivere in una città unica al mondo (e pertanto non “fungibile” con altre, in caso di trasloco) sempre più assediata dalla monocultura turistica e dai cambi di destinazione d’uso che sottraggono spazi fisici alla residenzialità, al ritmo di 200 unità immobiliari all’anno:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2015/28-ottobre-2015/ogni-due-giorni-casa-diventa-hotel-ca-farsetti-difenderemo-residenti-2302108053384.shtml

Immaginiamo per un attimo, solo per un attimo, che una nota personalità politica del Consiglio comunale abbia un interesse privato o familiare, diretto o indiretto, nei cambi di destinazione d’uso attualmente proposti, con delibera urgente, in deroga al piano regolatore esistente e nonostante il voto contrario del Consiglio di Municipalità di Venezia (26 ottobre 2015).

Immaginiamo che la società che ha richiesto il cambio di destinazione d’uso sia direttamente ricollegabile al consorte di tale personalità politica, o magari (ma non vogliamo nemmeno pensarlo) che il nome del consorte appaia addirittura sulla carta intestata della società che ha formulato la richiesta; una società che a Venezia fa già affari d’oro con decine di appartamenti che hanno subito una sorte simile: sottratti alla residenzialità per essere offerti (a cifre proibitive per i residenti) sul mercato online delle locazioni di breve periodo, con un suo sito liberamente consultabile su internet.

Immaginiamo che, per raccogliere consensi elettorali in una città come Venezia dove il tema è cruciale, la personalità politica e il consorte si siano pure distinti nella creazione di una associazione che ha organizzato convegni e incontri pubblici in favore della residenzialità.

Immaginiamo infine che, per completare la burla, la personalità politica veneziana faccia parte dello stesso identico partito a cui appartengono i tre (TRE) esponenti politici che, citati nell’articolo, si sono sperticati in difesa della delibera “urgente”, magari anche arrampicandosi sugli specchi con argomenti di questo tenore:

  1. «La Municipalità da un punto di vista etico ha ragione e siamo tutti preoccupati – ha detto il capogruppo fucsia Maurizio Crovato – In questo caso però rischiamo i ricorsi al Tar»
  2. “De Martin e il sindaco Luigi Brugnaro si sono confrontati a lungo sulla richiesta di .. .. e hanno convenuto che non era il caso di bloccarla” e ancora:
  3. “Sulla residenza siamo più vicini di quanto si pensi – ha detto all’opposizione l’assessore Massimiliano De Martin (Urbanistica) – Dobbiamo creare le condizioni per favorirla, ma in questo non c’è speculazione, né invasione da fuori: sono realtà esistenti che migliorano il tessuto urbano».

Immaginiamo infine che quel partito-azienda costruito intorno ad un’unica figura carismatica disponga in Consiglio comunale, per effetto del premio di maggioranza, dei numeri sufficienti a fare approvare la delibera, nonostante il parere contrario della Municipalità di Venezia-Murano-Burano.

Immaginiamo per un attimo che l’incubo sia vero, e se fosse vero sarebbe lo scandalo dell’anno ma per noi sarebbe lo scandalo del secolo, perché sono i cambi di destinazione d’uso che stanno uccidendo i nostri sogni: il sogno di poter vivere a Venezia o di poterci ritornare, il sogno di vedere i nostri figli crescere in una città a misura d’uomo e di bambino, nel momento in cui già tanti segnali sembrano convergere nel sussurrare un unico messaggio implicito perché impronunciabile nella sua oscenità: “andatevene, idioti, non vedete che siete di intralcio alla speculazione immobiliare”?

Un appello vorremmo quindi rivolgere ai consiglieri comunali, alcuni dei quali sembrano avere tanta fretta di approvare un certo cambio di destinazione d’uso:

Cari consiglieri comunali,

Codici e leggi  a parte, siete sicuri che la città capirebbe tanta pervicace ostinazione nel sottrarre spazi ulteriori alla residenza in questo modo ? A prescindere dell’uso attuale del bene, il cambio di destinazione d’uso è una strada senza ritorno perché aumenta il valore commerciale dell’immobile in misura tale che nessun proprietario sarebbe così folle da voler fare marcia indietro. Non uccidete i nostri sogni, date un segno di discontinuità immediato e tangibile con un passato che probabilmente cela molte altre storie simili a questa.

La richiesta di cambio destinazione d’uso è stata presentata il 4 febbraio di quest’anno, da società sulla cui carta intestata appare/appariva il nome del consorte di uno/una di voi, circostanza della quale molti di voi potevano anche NON essere edotti, benché Venezia sia piccola e anche i muri ne parlino, ma molti di voi (la stragande maggioranza) vive in terraferma il che vi dava il diritto di ignorare tale circostanza o coincidenza che sia, fino ad oggi.

Ci prendiamo noi la responsabilità di pubblicare questo appello, perché nessuno di voi un domani possa dire “ma io non sapevo”.. Noi ci limitiamo a sollevare un dubbio, come cittadini e contribuenti, voi che siete stati eletti per rappresentarci potrete approfondire e decidere, ma almeno lo farete con cognizione di causa e ne renderete conto alla città sul piano etico prima ancora che giuridico.

Sono “soltanto” tre appartamenti, dite? Chi ci conosce sa che di Venezia difenderemo ogni centimetro, perché 20 anni e più di speculazione non ci hanno lasciato altra scelta: è la ragion d’essere e la “ragione sociale” di questo gruppo, che domani si riunisce per decidere le iniziative da intraprendere su questa specifica vicenda .

Prendetevi il tempo di meditare, e magari di spiegarci meglio in cosa consista l’urgenza di quella delibera, in una città che già pullula di alberghi: a pensar male si fa peccato e noi non vogliamo peccare, pensando male di voi.

Riconoscente, la Città vi ringrazia.

VeniceRoofs

Venezia, location e basta? L’editoriale di Riccardo Domenichini

LiberaVenezia

Fenice

“Arrivo alle sette di sera morto di stanchezza, corro alla Scala”. È il 24 settembre 1816 e Milano, la prima delle capitali italiane che il trentatreenne Stendhal si accinge a visitare in un viaggio da lungo tempo sognato, schiude le proprie porte al non ancora illustre visitatore e si presenta a lui non con strade o parchi, regge o monumenti, ma con il più celebre dei suoi teatri. La Scala è il luogo in cui l’immagine più vera e più viva della città gli si manifesta con totale evidenza: “Il teatro della Scala è il salotto della città. Ci si riunisce soltanto lì; non si riceve in nessuna casa. Ci vedremo alla Scala, è frase corrente per ogni genere d’affari. Il primo colpo d’occhio fa venire le vertigini. Sono in estasi mentre scrivo queste righe”. Questa città del sogno che accoglie il giovane francese non è un immobile…

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Chi ha paura delle primarie?

I renziani a Venezia avevano già un candidato Sindaco: Jacopo Molina, renziano della prima ora anzi l’unico renziano DOC quando tutti gli altri nel PD locale erano bersaniani (per convinzione o per opportunismo, a seconda dei casi). Il primo a candidarsi, alla luce del sole e con un programma da “rottamatore” calcato sulla formula del Renzi degli inizi. In politica, lealtà e coerenza non contano: più di ogni altra cosa conta l’opportunismo elettorale e fin qui, nulla di nuovo sotto il sole. Più sorprendenti le motivazioni con cui la stampa locale spiega l’affannosa ricerca di un (ulteriore) candidato di “maggioranza” quando in lizza ce n’erano già diversi e lo spettrometro copriva tutte le “correnti”: quasi tutte concordi, a partire da oggi, a sostegno di un candidato presentato come “l’anti-Casson” ovvero (si direbbe) maldestramente unite dalla paura di Felice Casson: il candidato anti-corruzione.

Un candidato anti-anti. Perché?

Per favorire questa candidatura tardiva, le primarie “aperte” del centro-sinistra (“aperte” ma non troppo?) sono state rinviate da dicembre a gennaio e poi a febbraio anzi no adesso si faranno a marzo, con un “tempismo” curioso se si considera che la città è commissariata da luglio e sarà rimasta priva di bussola politica per nove mesi. Chi aveva paura delle primarie? Gli stessi che non volevano elezioni anticipate e che spingono per accelerare certe decisioni (come lo scavo del Contorta) prima che a valutarne la congruità siano un Consiglio comunale e un Sindaco eletti?

Felice Casson può piacere o non piacere, ma ci sono alcune qualità che nessuno gli può negare: perseveranza, integrità e rispetto della parola data (quella data agli elettori, anche quando questo lo ha messo in contrasto con il suo partito). Una persona fedele a certi princípi, che proprio per questo potrà non piacere ad alcuni (e ad altri non piace per altri motivi) ma in una città decapitata (e disgustata) dallo scandalo del MoSe rischiava di vincere proprio lui: il candidato “anti-corruzione” per eccellenza. L’alternativa era Jacopo Molina, il rottamatore. Come candidato esterno al partito c’era già Giovanni Pelizzato, proprietario della libreria più antica di Venezia (la Toletta) e facevano tre. Cos’è che non piaceva ad alcuni, in questo scenario? Non erano abbastanza ligi a certi interessi, i tre candidati?

Cos’è che tanto spaventa l’oligarchia locale, al punto di spingerla a calare dall’alto una candidatura incolore, inodore e insapore come quella di un figlio d’arte, segretario generale di una fondazione intitolata al padre e ignoto ai più, con l’eccezione degli addetti ai lavori del “festival della politica” che organizza ogni anno a Mestre con qualche talento da cerimoniere (Maestro delle cerimonie)? Misteri del PD ma un dubbio a questo punto è legittimo: siamo sicuri che la “base” e la città siano disposti a sostenerla, una candidatura nata in questo modo maldestro e con queste caratteristiche?

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/01/20/news/e-deciso-e-nicola-pellicani-l-anti-casson-1.10705080?ref=fbfnv

Breaking News 26 agosto: alla petizione aderisce Salvatore Settis!

Storico dell’Arte, archeologo, presidente del Consiglio Scientifico del Louvre, già Direttore della “Normale di Pisa” (dal 1999 al 2010), presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali (dal 2007 al 2009) e Direttore del Getty Research Institute di Los Angeles (dal 1994 al 1999).

http://www.sns.it/en/didattica/lettere/menunews/personale/emerito/settis/

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..e con le adesioni ricevute oggi, la nostra petizione ha già superato quota 18.000!

https://www.change.org/p/matteo-renzi-fermate-lo-scavo-del-maxi-canale-contorta-prima-che-sia-troppo-tardi

Pòvara Venèssia, di Cristina Marson

Pòvara Venèssia, nòstra gloria, etèrno splendór,
i t’ha sempre sfruta’ sénsa vér un fia’ de pùdor,
ciapàda in pugno e strucàda come un limón,
i t’ha cavà el sàngue da ogni muro da ogni cantón,
sempre in vetrìna, e dal móndo mal parlàda,
piéna de problèmi, scàndoli e mal governàda,
atrasiòn par i turìsti come cità più bèla,
ti fa tanta góla da impenìr la scarsèla,
sti quàtro venèssiani par ti xe drìo lotar,
par ridàrte l’onór che i te ga vìsto cavàr,
ti ga da tornàr libera e rìsplender ne la laguna,
perchè de Venèssia al móndo ghe nè solo una,
e fórse se stava mèjo e ghe géra manco imbrògi
al tempo de la Serenissima sóto comando dei Dòxi …
Cristina Marson, 10 giugno 2014

Cristina2

Dimissioni o no? La posizione del gruppo 25 aprile

Facendo seguito agli scandali che hanno occupato le prime pagine di tutti i quotidiani, il Consiglio comunale di Venezia si riunirà in seduta straordinaria domani, 9 giugno. Il gruppo 25 aprile ha dibattuto la questione al suo interno e, ferma restando la presunzione di innocenza che in materia penale è un cardine di civiltà, ritiene che la responsabilità politica sia invece una questione di opportunità e buona amministrazione della quale si può discutere senza attendere che una sentenza passi in giudicato (circostanza che in Italia richiede anni, se non decenni). Ai gruppi consiliari e alla stampa, abbiamo quindi trasmesso il seguente comunicato:

Comunicato del Gruppo 25 aprile in vista del Consiglio Comunale straordinario del 9 giugno.

«il Gruppo 25 aprile, prendendo atto dei provvedimenti adottati dalla magistratura inquirente che ha portato alla luce meccanismi di corruzione e concussione particolarmente odiosi e pervasivi a tutti i livelli di potere coinvolti nella gestione del progetto MoSe, esprime amarezza e preoccupazione per il coinvolgimento dei vertici comunali nelle indagini che hanno condotto agli arresti domiciliari del Sindaco di Venezia. Auspicando che il primo cittadino possa risultare estraneo ai finanziamenti illeciti di cui è accusato, il nostro gruppo ritiene tuttavia che il Consiglio comunale debba trarne le conseguenze politiche, che vanno tenute distinte da quelle penali, ed esprime pertanto il suo appoggio ai gruppi consiliari che il 9 giugno chiederanno le dimissioni immediate del Sindaco e della sua giunta, che nei 4 anni trascorsi si è comunque rivelata incapace di rispondere alle esigenze della cittadinanza.

Con riferimento al gravissimo quadro probatorio emerso grazie alle indagini della magistratura, il gruppo 25 aprile ritiene parimenti necessarie le dimissioni di chiunque abbia indebitamente percepito somme di denaro o altre utilità nell’esercizio delle sue funzioni o in virtù dell’influenza esercitata nell’espletamento di un mandato politico, siano essi deputati, presidenti di enti pubblici o pubblici ufficiali. e si riserva di costituirsi parte civile o di aderire alla costituzione di parte civile che altri movimenti o associazioni decideranno di coordinare nelle forme previste dalla legge, per ribadire che i fondi stanziati per la salvaguardia vanno integralmente destinati alla salvaguardia di Venezia e dalla sua laguna e non possono essere distratti ad altri fini.»

http://www.gruppo25aprile.org

https://www.facebook.com/groups/1499740350248934/

clessidra

 

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