Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivi per il mese di “gennaio, 2020”

Le nostre proposte: a che punto siamo, tre anni dopo – prima parte

20 gennaio di tre anni fa: in un’aula magna (Ateneo Veneto) stracolma in ogni ordine di posti, e con decine di persone rimaste fuori per mancanza di spazio, presentavamo le nostre “20 proposte per Venezia”. 20 proposte in vista del 2020, e il 2020 è arrivato. A che punto siamo?

Molte di quelle proposte hanno avuto un “principio di esecuzione”, altre sono diventate realtà, alcune sono state disattese perché troppo distanti sono le posizioni del sindaco in carica, rispetto alle nostre.

In vista delle elezioni comunali e regionali proviamo a fare il punto su ciò che è stato fatto e ciò che resta da fare, dal nostro punto di vista, ricordando che alcune delle nostre richieste erano indirizzate alla Regione Veneto.

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Nel farlo partiamo dalla questione casa, che è una delle condizioni per frenare lo spopolamento di Venezia. Non è l’unica, ma indubbiamente la più immediata e intuibile.

Alla lettera A come alloggi, cosa avevamo chieso?

1) “La modifica urgente della legge regionale del 2013 che ha liberalizzato in modo selvaggio le locazioni turistiche, imponendo requisiti vincolanti anche in materia di scarico delle acque reflue, a tutela dell’igiene e dell’ambiente lagunare“. Nel corso del 2019 abbiamo avuto soddisfazione con la Legge Caner e il nuovo regolamento edilizio, adottato a dicembre, nonostante l’ostruzionismo di una specifica lobby:

https://gruppo25aprile.org/2019/12/11/nuovo-regolamento-edilizio-in-medio-stat-virtus/

Non era affatto scontato e sono due risultati significativi. Al libro dei sogni manca qualcosa? Di misure più incisive ne mancano e ne sentiamo la mancanza, ma per ottenerle occorre rivolgersi allo Stato, che ha competenza esclusiva sul regime fiscale delle locazioni e su eventuali limitazioni al diritto di proprietà: onestà intellettuale vuole che per criticare qualcuno gli si chieda conto delle cose che può fare, e non di quelle che non può fare (a maggior ragione se nel governo nazionale siedono le stesse forze che criticano il sindaco sul piano locale).

2) Abbiamo inoltre ottenuto la creazione del portale che permette – sulla carta almeno – di stanare le strutture abusive, inaugurato l’8 giugno 2017: http://geoportale.comune.venezia.it/Html5Viewer/index.html?viewer=IDS.IDS&LOCALE=IT-it Lo strumento adesso c’è, quello che vorremmo vedere all’opera sono maggiori controlli perché le risorse “dedicate” negli uffici comunali sono insufficienti a contrastare l’ampiezza del fenomeno. I controlli dovrebbero ora essere facilitati dalla nuova legge regionale che impone (prima in Italia) un codice identificativo anche negli annunci, e dal Regolamento Regionale n. 2 del 10 settembre 2019, che richiede l’esposizione del codice identificativo dell’alloggio in locazione turistica su una targa affissa all’ingresso dell’immobile.

3) Avevamo anche chiesto l’assegnazione di tutte le unità immobiliari vuote per mancanza di manutenzione, e su questo fronte diamo atto all’amministrazione comunale di avere messo in atto uno sforzo economico e gestionale che non si vedeva da anni (18 milioni di euro l’impegno complessivo, contando anche i fondi europei) mentre per gli appartamenti di proprietà ATER (agenzia regionale) siamo ancora molto lontani dall’obiettivo e la Regione Veneto al momento è la nostra grande delusione, per motivi sui cui ritorneremo nella seconda parte. Il fatto che il 2020 sia anche anno di elezioni non è sfuggito a nessuno, ciò non toglie che questo piano biennale del Comune di Venezia risponde ad una delle nostre richieste “storiche” – e ben vengano le elezioni se permettono di ottenere risultati come questo:

4) Avevamo anche chiesto “misure strutturali e permanenti volte a incentivare le locazioni di lungo periodo rispetto a quelle di natura speculativa (vedasi anche lettera R come rifiuti, alla voce TARI, per l’utilizzo della leva fiscale a fini perequativi): quello che va costruito è un insieme di misure tali da costituire un patto comunale con i proprietari “virtuosi”. Dopo un primo aumento – da noi fortemente contestato – delle aliquote TARI a inizio mandato, la Giunta in carica ha cambiato rotta e negli ultimi due anni ha ridotto per due volte l’aliquota sulle prime case e su alcune attività commerciali, venendo incontro alle nostre richieste e riconoscendo il principio che la riduzione possa essere finanziata con il gettito dell’imposta di soggiorno (“internalizzazione dei costi” legati ai rifiuti prodotti dal turismo).

5) Alla lettera C come “Cambi di destinazione d’uso” avevamo proposto:

“Di bloccare immediatamente e per un paio d’anni almeno i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo o alberghiero nei sestieri, facoltà che è già riconosciuta dal PAT (Piano di Assetto Territoriale) in vigore dal 2014 a tutela della residenzialità, che è precipitata ai minimi storici e in alcuni sestieri rischia di estinguersi in assenza di una terapia d’urto immediata”.

Anche su questo punto siamo stati in parte ascoltati. “In parte” perché se il principio introdotto il 16 giugno 2017 è stato presentato alla stampa come “blocco dei cambi di destinazione d’uso” nei sestieri, un’analisi del testo adottato – e delle numerose eccezioni che contiene – porta a esitare fra la soddisfazione e la denuncia del rischio di una delibera “colabrodo”.

A titolo di esempio, oltre alla deroga per la Giudecca (la cui disciplina urbanistica viene per la prima volta “scissa” da quello dei sestieri) le eccezioni riguardano tutti i beni pubblici compresi nella lista delle alienazioni (e già questo porterà alla trasformazione alberghiera di immobili che avevano una funzione pubblica, come i servizi sociali di Palazzo Donà) ma anche per quelli privati “L’Amministrazione comunale può autorizzare l’insediamento o l’ampliamento di attività ricettive alberghiere e complementari tramite permesso di costruire in deroga (…) ove ne ravvisi il pubblico interesse”.

A questo proposito, l’esperienza dirà se la misura si rivelerà efficace, se era soltanto “di facciata” o se diventerà strumento di contrattazione politica con gli speculatori. Un primo banco di prova è rappresentato dagli ex gasometri di San Francesco della Vigna, dove l’acquirente via twitter ha fatto chiaramente intendere che le sue intenzioni sono ben diverse da quelle autorizzate dalla variante al piano regolatore esistente. Alla vicenda degli ex gasometri dedicheremo un dibattito in Bragora il 15 marzo p.v.

Credits: Gazzettino 8 gennaio 2020, La Stampa 27 dicembre 2019

A chi dovesse accusarci di essere stati (in questa occasione) troppo “generosi” nel valutare l’operato dell’amministrazione comunale, rispondiamo che per essere credibili nella critica bisogna dimostrare di saper riconoscere ciò che di positivo è stato fatto nella seconda parte del mandato di questo sindaco; altrimenti si scade nella critica preconcetta e aprioristica, coltivata a fini puramente elettorali – e non è questo lo spirito del “25 aprile”.

A rischio di peccare di presunzione, riteniamo che ad alcune correzioni di rotta della Giunta in carica non siano estranee le grandi mobilitazioni del 2017, perché chiunque voglia fare politica a livello locale (a maggior ragione quando cerca il “bis”) difficilmente può farlo ignorando segnali come quelli qui riassunti:

https://gruppo25aprile.org/2017/12/31/un-2017-straordinario-grazie-a-persone-straordinarie/

Infine, il fatto che la tempistica di alcune misure sia costruita per generare effetti positivi a ridosso delle elezioni ed altre ancora siano allo stadio degli “annunci” non sfugge a nessuno, ma per noi è semplicemente motivo per continuare ad essere attivi 12 mesi all’anno e non soltanto sotto elezioni:

https://gruppo25aprile.org/2018/06/28/venduti-al-chilo-prima-parte/

Elezioni Venezia 2020 – capitolo 2: il “sasso nello stagno”

Venezia, 16 gennaio 2020

Il gruppo25aprile lavora da anni per la città e non “contro” qualcuno. Continueremo a farlo chiunque sia il sindaco e non puntiamo sulla “demonizzazione” del sindaco in carica come arma vincente, anzi: la riteniamo un’arma spuntata e controproducente che a volte nasconde debolezza di pensiero e di proposte.

Se dal percorso indicato dal Corriere di oggi (nell’immagine, l’articolo di Monica Zicchiero) emergerà una candidatura civica e non di partito, quella candidatura verrà valutata ed eventualmente appoggiata proprio per questa caratteristica, lealmente e senza sotterfugi.

A chi seguirà quel percorso chiediamo onestà intellettuale e chiarezza. Diversamente da altri che sono nati di recente come “soggetto politico” a fini dichiaratamente o implicitamente elettorali, siamo e resteremo un soggetto civico al servizio della città, non piegabile a interessi di parte.

Considerando i ritardi già accumulati e l’estenuante melina di questi giorni, non intendiamo contribuire alla confusione coltivata con messaggi trasversali in politichese e ulteriori rinvii camuffati da “tavoli”.

Un nome lo abbiamo fatto, nella nostra conferenza stampa di inizio anno, per uscire dalla palude in cui si era impantanata la discussione sulle eventuali alternative al sindaco in carica. Se quel sasso nello stagno farà uscire allo scoperto qualche ranocchio in attesa del bacio fiabesco per trasformarsi in Principe è il momento di dirlo. Sono già passate due settimane e la nostra pazienza non è infinita: a Venezia non ci sono “caminetti” ma squeri, il loro numero è in calo come quello dei residenti.

Le “gioiose macchine da guerra” ricordano invece Achille Occhetto (1994); le lasciamo ad altri e non fanno parte del nostro lessico. Se in mesi e mesi di discussioni a volte sterili non si è ancora trovato l’accordo su un singolo candidato sindaco, tanto vale che i candidati/e siano due o più di due.

Il tempo stringe, è ora di alzarsi da quei tavoli e camminare, parlare con le cittadine e i cittadini, che sono un universo molto più ampio di quello dei militanti o degli iscritti. Parlare dei problemi che vanno risolti, delle soluzioni su cui convergere e non solo degli equilibri politici fra mille sigle da soppesare con il bilancino da farmacista o con il manuale Cencelli.

Per farlo c’è bisogno di uno o più candidati sindaco che possano uscire dallo “squero” e vogare a poppa in armonia con chi voga a prua. Alcuni dei nomi che circolano sono in grado di farlo, altri no.

Duri i banchi

Marco Gasparinetti,

Portavoce

 

Calendario 2020 e assemblea annuale associazione

Il 2 gennaio abbiamo tenuto la conferenza stampa di inizio anno, in cui sono stati presentati:

  1. il calendario 2020, interamente realizzato a Venezia da eccellenze locali come Alessandra Vitalba per i disegni, lo studio Panpepato di Francesca Codrino per l’impaginazione grafica e le Grafiche Veneziane per la stampa;
  2. una sintesi delle attività svolte in Bragora nei 12 mesi precedenti;
  3. i primi orientamenti del gruppo in vista delle elezioni comunali e regionali del 2020 (alla rassegna stampa su questo specifico punto dedicheremo un capitolo a parte).

Nella prima immagine, la recensione del calendario a firma Vera Mantengoli (Nuova Venezia di oggi). Nelle successive, alcuni “scatti firmati” della conferenza stampa, per i quali ringraziamo il fotografo Sebastiano Casellati.

calendario casellati 1calendario casellati 2

calendario casellati 3

calendario casellati 4

Per la gestione della sede in Bragora (la “casa dei veneziani”) e iniziative come quella del calendario (che è già alla sua terza edizione), il Gruppo25Aprile (G25A) ha un “braccio finanziario” con il suo statuto e il suo atto costitutivo, creato ai fini della rendicontazione economica e del rispetto degli obblighi di legge: è la “associazione 25 aprile Venezia” (A25A) le cui cariche sociali verranno rinnovate nel corso dell’assemblea annuale.

Come da statuto dell’associazione, l’ordine del giorno viene pubblicato anche su questa che è la pagina del gruppo. All’assemblea possono partecipare (senza diritto di voto) anche gli iscritti al gruppo, che diversamente dall’associazione non richiede quote di adesione.

Il gruppo nel corso del 2019 ha superato quota 3 mila iscritti e si avvia a raggiungere il traguardo dei 4 mila. L’associazione ha ovviamente numeri più piccoli, con un direttivo composto da 6 persone e un numero “chiuso” di soci fondatori per essere in grado di gestire le attività di sua competenza senza diventare un ministero, considerando anche la limitatezza delle risorse di cui dispone.

Convocazione Assemblea Ordinaria

L’assemblea ordinaria dell’associazione 25 aprile Venezia è convocata per

Domenica 12 gennaio 2020 alle ore 16.00 al civico 3811B di Castello (scoletta di san Giovanni in Bragora)

 con il seguente ordine del giorno:

1) Relazione del direttivo uscente sulle attività del 2019;

2) Progetti per l’anno 2020;

3) L’esperienza “Casa dei Veneziani”;

4) Rinnovo cariche sociali (presidente, portavoce e consiglio direttivo);

5) Varie ed eventuali.

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