Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Venice reshaped? Un articolo di Paola Minoia

Grazie a Paola Minoia (Università di Helsinki), anticipiamo qui un estratto dell’articolo che verrà pubblicato in inglese da un importante editore internazionale  con il titolo “Venice reshaped? Tourist Gentrification and Sense of Place”. Per motivi di rispetto del copyright, ne pubblichiamo soltanto l’estratto che ci riguarda più direttamente, consigliandone a tutti la lettura integrale quando verrà pubblicato (ed. Springer International, Tourism in the City 2017).

hugo-005

“Possiamo pensare a Venezia come alla nostra casa? Risiedervi ha un prezzo troppo alto da sostenere per le classi medie e meno abbienti, ed è questa la ragione fondamentale della progressiva suburbanizzazione di Venezia, che ha spostato sempre più persone e attività al di fuori della città storica.

I nuovi abitanti, fondamentalmente più benestanti e cosmopoliti che hanno eletto Venezia a seconda (o terza, quarta) residenza, sono chiaramente diversi dai turisti mordi e fuggi, e reclamano anch’essi relazioni più profonde con Venezia e i Veneziani (anche se molti tra questi sono diventati pendolari). Tuttavia, nella maggior parte dei casi queste nuove presenze in città non sostengono economie urbane alternative a quelle turistiche, e sono persino indifferenti al funzionamento dei servizi pubblici per la residenzialità, quali scuole, centri diurni di quartiere, spazi culturali o altri servizi pubblici.

Allora dovremmo considerare Venezia solo come un centro mondiale? Quelle che prima erano fabbriche, residenze, sedi di associazioni, monasteri e altro, sono diventate spazi per l´arte, il design, o ritrovi di circoli esclusivi, o centri commerciali di lusso, se non ristoranti o enoteche: tutti servizi utili a mantenere vitale il circuito dei nuovi residenti e dei loro interessi di consumo. Come già dimostrato, Venezia presenta molti elementi comuni ad altre città gentrificate, come New York e altri centri mondiali, in quanto mantiene legami più forti con le reti globali rispetto a quelle locali; ma allo stesso tempo, la sua vitalità è esclusivamente appiattita sui servizi al turismo, al divertimento e al consumo artistico.

E’ proprio questa specializzazione estrema a sfidare la vera natura di Venezia come città, coerentemente con la definizione data da Ashworth e Page (2011), per i quali si puo’ parlare di città nel caso di centri urbani – anche turistici – che mantengono una multi-funzionalita’ elevata, di fronte alla quale il turismo rimane relativamente invisibile. Settis e’ esplicito nel descrivere Venezia come una citta’ morente, e nel richiamare la necessita’ di preservarne la diversità sociale e antropologica e, soprattutto, il capitale civico: “fondato sui meccanismi di trasmissione intergenerazionale di lungo termine (…), include la nozione di “cultura civica”, un senso collettivo di valori, diritti e memoria sociali avente dimensione culturale, politica ed economica” (2014, p. 107). Inoltre, per Settis il “diritto alla citta’ dovrebbe essere legato alla funzione sociale della proprieta’ (…) e al diritto al lavoro (…) strettamente unito da vincoli giuridici, etici, economici e funzionali (p.109).

calli024

Bisogna riconoscere, infatti, che la gentrificazione turistica di Venezia non e’ solo il prodotto di volonta’ coincidenti espresse da classi benestanti. Come sottolineato da Gotham (2005), non possiamo assumere che fattori relativi alla domanda siano i soli a guidare i processi di gentrificazione, ma va senz´altro considerato l´ambiente in cui questi vengono prodotti, e riconosciuto il ruolo delle istituzioni locali. Le volontà politiche dei governi locali sono determinanti nel garantire la riattivazione di attività  culturali e produttive originarie, contro gli interessi delle corporazioni globali e contro i circuiti del consumo turistico. Tuttavia, Venezia è stata privata di un reale governo di sviluppo urbano.

Le ultime amministrazioni l’hanno valutata solo come risorsa economica profittevole, piuttosto che come un ambiente di vita complesso; non solo hanno trascurato l´impatto di grandi eventi quali carnevali e festival, delle grandi navi da crociera e di altre grandi infrastrutture, ma non sembrano voler mostrare alcun ruolo per la riattivazione dei diritti di residenza nella citta’ storica. La riabilitazione del patrimonio è avanzata in forma di progetti occasionali, soprattutto ad opera di privati, che hanno recuperato le strutture fisiche, lasciando al margine le componenti sociali. Il vuoto di regolamenti a favore delle attività tradizionali ne ha aumentato la precarietà e il declino.

All´opposto, durante i due ultimi decenni, le amministrazioni locali sembrano aver seguito dogmaticamente i principi del libero mercato. Politiche di liberalizzazione hanno modificato completamente il commercio in città, causando la chiusura di tanti negozi di vicinato, manifatture e officine artigianali. Nuovi regolamenti della pesca e del mercato ittico hanno contribuito al declino irreversibile delle cooperative tradizionali a carattere familiare; mentre la liberalizzazione di B&B e il fallito controllo dell’abusivismo turistico hanno distorto l’offerta di alloggi per il lungo periodo. L´internazionalizzazione del mercato immobiliare ha reso la residenzialità in città inaccessibile alla gran parte dei salari medi.

Recentemente, tuttavia, un gruppo di residenti ha iniziato a farsi sentire, avviando azioni di resistenza contro questo processo di erosione della cultura tradizionale e delle attività produttive locali. Esercizi di riappropriazione della memoria vengono messi ini atto, richiamando tradizioni passate e usi che venivano fatti degli spazi pubblici tramite vecchie foto, musiche e video condivisi in facebook o proposti mediante performance musicali, interviste ad anziani nei giornali, ecc. Nuove reti civiche sono state create con l´intento di entrare nel discorso politico urbano, per far sì che le voci locali riempiano il vuoto nella governance della città, e per chiedere azioni più determinate alla protezione dei diritti alla casa.

Un esempio è il Gruppo 25 Aprile, una piattaforma civica per Venezia e la sua laguna, costituito nel 2014, in cui alcuni residenti attivi reclamano la centralità del diritto alla città: “Come gli Indiani nativi d´America (nel XIX° secolo) noi ora rischiamo l´estromissione forzata dal nostro ambiente naturale (…) Fuori dalla laguna, per vivere dall´altro lato del ponte (la terraferma)” L´idea della città che sta perdendo la propria anima, il senso del luogo, è ben rappresentata, nel sito del gruppo, dalla metafora della nicchia vuota in un muro antico di Venezia:

20150222_122725In reazione alla nicchia vuota, il gruppo25aprile chiede agli amministratori un impegno più massiccio per riattivare la complessità di Venezia in tutte le componenti urbane fondamentali: attraverso politiche più inclusive per la residenza, per il lavoro e per i servizi sociali, di supporto attivo della cultura locale e delle attività produttive tradizionali.

Venezia ha bisogno di essere riformata, per guadagnare nuovamente complessità e inclusione sociale, e per tornare ad essere la città che era un tempo, cosmopolita ma con salde radici locali.

Negozi di vicinato, pesca tradizionale, produzioni creative, centri di cultura locale, giardini pubblici, case di quartiere per anziani, centri di incontro per migranti: chi non tornerebbe a ripopolare Venezia a queste condizioni, nonostante il turismo?”

Testo originale inglese e traduzione italiana:

Paola Minoia

Annunci

Navigazione ad articolo singolo

4 pensieri su “Venice reshaped? Un articolo di Paola Minoia

  1. Claudio Francesco Barbaglio in ha detto:

    Buongiorno, l’articolo è toccante, nel senso che ti smuove l’anima e che va a toccare i punti saliente del problema; non che fossero purtroppo già sconosciuti.
    Ma c’è una questione che, secondo me, non è stata approfondita: i costi di manutenzione/restauro delle abitazioni.
    Il problema naturalmente si presenta in ogni città ma a Venezia, con tutte le sue peculiarità, oltre all’acquisto iniziale si vanno ad aggiungere costi che indiscutibilmente scoraggiano anche chi dotato di tanta buona volontà. Situazione ancora più critica per chi già ci abita e si trova nelle costrizioni di intervenire, vendere o, peggio, abbandonare.

  2. La ringrazio per il commento e sono d’accordo, si tratta di un problema che andrebbe posto all’attenzione generale! La specialita’ della manutenzione degli edifici a Venezia ricade pesantemente sui singoli residenti e gli sgravi esistenti non bastano.

    • claudiobarbaglio in ha detto:

      Buongiorno, credo però che di fondo, uno tra i tanti problemi per la città sia ben rappresentato da una sola parola: INDIFFERENZA!
      Mi è capitato di parlare, di recente, del problema dello spopolamento e di quanto la situazione sia, purtroppo, sottovaluta dalle autorità e lasciata come pesante fardello ai residenti; ma la risposta è stata per me come una tegola sulla testa: totale assenza di preoccupazione al problema in quanto Venezia non viene assolutamente percepita come una città, con tutte le sue peculiarità (positive o meno, ma come ogni città, non solo d’arte), ma bensì come un museo, e i cittadini percepiti come gli ultimi, perdonate il termine, “folli” che per scelta convivono in una realtà considerata scomoda e inutile. In sostanza il sentimento comune al problema è stato: “ma anche se la città si svuotasse dove è il problema? E’ normale, è una città scomoda per gli standard moderni e, in ogni caso, i monumenti rimarrebbero al loro posto, e il turismo non verrebbe a mancare”.
      Non mi voglio dilungare sulla discussione che ne è seguita, ma è chiaro che la salvaguardia di Venezia viene percepita, dal “grande pubblico”, come un capriccio di chi ci vive e di chi c’è l’ha a cuore, ridotta alla condizione di un delicato parco giochi in decadenza, un luogo in cui passare una giornata alternativa tra souvenir in vetro, ponti e canali; nulla più.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...