Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Zucchero amaro per Piazza San Marco

Come possono 80 mila euro svanire nel nulla?

Parliamo della cifra citata dai giornali come “donazione” di Zucchero al Comune che a lui e soltanto a lui ha permesso di organizzare due serate in piazza San Marco, con un incasso lordo stimabile in 1.400.000 euro circa a beneficio degli organizzatori.

Gli annunci trionfali di quei giorni sono rimasti nella memoria di tutti, e il “regalo” dell’artista voluto dal sindaco in persona meritava un approfondimento: dovere civico di gratitudine, visto che saremmo noi i beneficiari di quella liberalità.

Se siamo in grado di rendere pubblici i contenuti di un contratto che al punto 7 contiene una rigida clausola di riservatezza (valida per 5 anni, chissà perché) è grazie all’istanza di accesso agli atti del consigliere comunale Davide Scano (M5S) che li ha oggi rivelati nel corso di un’affollata conferenza stampa. La consultazione dei documenti strappa qualche risata amara, ma andiamo per ordine:

  1. Il 3 maggio 2018 la società F&P Group SrL indirizza al Sindaco di Venezia una lettera con cui chiede “la disponibilità di Piazza San Marco per un evento che vede coinvolto l’Artista Zucchero (NdR A maiuscola!) che ha espresso il grande desiderio di poter effettuare un suo concerto (NdR e a chi non piacerebbe?) come segno di legame con la città di Venezia, avendo scelto la città di Venezia come uno dei luoghi di sua residenza (NdR quindi comprandosi una terza o quarta casa, e allora? Qualche anno prima Elton John, che già si era comprato casa in Laguna, si era invece esibito gratuitamente nella stessa Piazza destinando i ricavi netti alle casse comunali per opere di conservazione e restauri);
  2. Precisiamo subito che in questa medesima lettera si trova in effetti la generosa offerta di cui tutti i giornali hanno poi parlato (anche se la cifra non corrisponde, ma su questo ritorneremo fra poco), espressa in questi termini: “Nell’ottica di lasciare un segno tangibile alla città, ci impegniamo fin d’ora a versare, come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco, la cifra di 60.000 euro secondo modalità che verranno concordate” (il grassetto è nostro, segnatevi bene queste parole per confrontarle con quanto poi accaduto).
  3. Con nota del 29 giugno (a 4 giorni dal concerto !!!) il Comune di Venezia conferisce mandato alla partecipata VeLa (amministratore unico: Piero Rosa Salva) di procedere alla contrattualizzazione dell’evento secondo quanto proposto da F&P” e VeLa invece che fa?
  4. F&P aveva proposto 60.000 euro netti “come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco”, ma VeLa la pensa diversamente e interpreta il mandato a modo suo: all’articolo 5 del contratto i 60.000 euro vengono incamerati direttamente da VeLa “a fronte della consulenza tecnica e amministrativa” di cui all’articolo 2, in cui VeLa si impegna a “coordinare la predisposizione della documentazione necessaria” per l’ottenimento di tutti i numerosi permessi richiesti in questi casi (a 4 giorni dall’evento, con un sabato e una domenica in mezzo? Un tale miracolo da compiere in due giorni lavorativi merita sicuramente un premio di produzione!) Pazienza per Piazza San Marco, conservazione e restauro sono completamente spariti nel contratto sottoscritto dalle parti. E i 60.000 euro allora che fine faranno?
  5. All’articolo 2 VeLa garantisce la “messa a disposizione di 20 spazi pubblicitari 70×100 presso il circuito di imbarcaderi ACTV”, e all’articolo 5 viene stabilito che “il corrispettivo sarà inclusivo dei canoni COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) e CIMP (Canone Installazione Mezzi Pubblicitari) per lo svolgimento della manifestazione. Gli unici soldi che affluiranno nelle casse comunali sono questi, ma sono soldi dovuti e non un atto di liberalità – anzi sono un grosso “sconto” rispetto ai 60.000 euro netti che erano stati spontaneamente offerti dalla F&P, dato che adesso invece vengono sottratti a quella cifra: quelli erano netti e si aggiungevano a quanto dovuto in virtù dei regolamenti in vigore su COSAP e occupazione di suolo pubblico. 
  6. Uno sconto in cambio di cosa, e perché 60.000 (lordi) invece degli 80.000 (netti) trionfalmente citati dal Sindaco? A rileggere il Gazzettino del 5 luglio vien da sorridere: “HA PAGATO TUTTO LUI E HA DATO 80MILA EURO ALLA PIAZZA”! E se la realtà dei fatti fosse invece diversa cosa dovremmo pensare? Chi ha mentito a chi?
  7. Una possibile risposta, ben nascosta nelle pieghe del contratto e ben protetta dalla clausola di riservatezza, la troviamo nell’ultimo capoverso dell’articolo 3, con cui F&P “si impegna a fornire a VeLa a titolo gratuito, 100 biglietti per ciascuno dei concerti programmati per il 3 e il 4 luglio“: in totale, 200 biglietti gratuiti il cui controvalore corrisponde grosso modo alla differenza fra i 60 mila e gli 80 mila euro citati dai giornali. Liberalità questa sì, ma a beneficio di chi? Trattenendo a fatica le risate (amare) che nascono spontanee dal confronto fra la versione ufficiale della propaganda e la realtà documentale di cui abbiamo potuto prendere visione grazie al consigliere comunale Davide Scano, abbiamo chiesto al comune amico Marin Starnudo di riassumere in qualche riga la vera storia del “regalo” e dei suoi beneficiari:

Venezia 29 giugno 2018. C’era una volta un privato che offriva 60.000 euro netti come contributo per la conservazione ed eventuale restauro di Piazza San Marco in cambio della possibilità (da tutti agognata) di potersi produrre nella piazza più bella del mondo, con incassi e ritorno di immagine largamente superiori. In un normale negoziato la controparte cosa farebbe? Rilancerebbe o chiederebbe di più (alla Red Bull per poter girare un semplice video di pochi minuti sono stati chiesti 200.000 euro). In questo caso no: una donazione di 60.000 euro per conservazione e restauro si trasforma magicamente, nel giro di poche ore, nel corrispettivo di una “consulenza” comprensiva di COSAP e spazi pubblicitari, il cui importo al netto di quanto sopra verrà trattenuto da una partecipata comunale (per pagare premi di produzione ai dirigenti messi a dura prova da tanto stress?) anziché essere versata nelle casse comunali come tutti si aspettavano alla luce dei roboanti annunci ufficiali (che peraltro parlavano di 70/80.000 euro).

I conti non tornano e nemmeno i marchesi. Quando la realtà supera la fantasia, neanche i Diarii di Marin Starnudo riescono a stare al passo..

..per fargli ritrovare il sorriso, parliamo pure dei biglietti omaggio da 200 euro (unico “regalo” accertato allo stato attuale degli atti) e ricorriamo anche ad una seconda istanza di accesso agli atti, opera della consigliera comunale Sara Visman (M5S anche lei). Grazie a testimonianze oculari, Marin Starnudo aveva già riferito degli assessori “avvistati” a bordo di un motoscafo di servizio che li aveva scarrozzati non già alla “prima” (su quella chiuderemo un occhio) ma alla seconda serata in cui di “istituzionale” non c’era proprio nulla. L’accesso agli atti ha permesso di confermare la circostanza con tanto di nomi e cognomi (anche se sul quaderno di bordo appare un “e altri” che lascia immaginare una comitiva particolarmente numerosa).

Grazie a questa seconda istanza di accesso agli atti, Marin Starnudo tira un sospiro di sollievo ed è lieto ad annunciare che:

SI, un regalo  in effetti c’è stato. A beneficiarne sono stati gli Illustrissimi assessori che oltre a ricevere i biglietti omaggio per la poltronissima hanno anche potuto contare sul motoscafo di servizio (andata e ritorno) forse per paura di perdersi (ahinoi non ce n’è uno di loro che viva a Venezia) nel tragitto da Piazzale Roma a Piazza San Marco. Benché provvisti di abbonamento gratuito ai mezzi pubblici, hanno preferito la “barca blu”, per un evento che di istituzionale aveva ben poco.

Gli 80 mila euro di contributo ai restauri di Piazza San Marco? Dimenticati, come tante promesse elettorali – e non è colpa di chi aveva offerto la cifra ma di chi l’ha “dirottata” altrove, coprendo il tutto con una clausola di riservatezza.

 

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