Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Restare “come d’autunno sugli alberi le foglie”, o preparare insieme una nuova Primavera?

Popolazione residente nel Comune di Venezia al 2 febbraio 2015: 264.934 persone (meno 193, rispetto al 31 dicembre). Popolazione residente nella Municipalità di Venezia Murano Burano: 64.351 persone (meno 68, al ritmo di due residenti al giorno: meno 441 negli ultimi 6 mesi), di cui poco più di 50.000 nei sestieri storici e gli altri nelle isole (Giudecca compresa). Popolazione in calo, a Mestre come a Venezia. Una tendenza che per la terraferma è recente, mentre nella città d’acqua si protrae da decenni e conta decine di migliaia di “esodati”: pendolari che ogni mattina vediamo arrivare a Piazzale Roma, pensionati a Marghera o espatriati altrove. Non ripeteremo qui i dati, che sono arci-noti, perché è ora di guardare al futuro e costruirlo insieme, imparando (quando serve) dagli errori del passato.

“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” – parafrasando Ungaretti? Noi non ci stiamo, e lo diciamo da mesi. Lo diciamo dal 25 aprile dell’anno scorso, quando nella nostra prima lettera aperta abbiamo confrontato i dati attuali con quelli post-epidemie di peste e ci siamo chiesti cosa abbia fatto di male questa città, per svuotarsi allo stesso ritmo con cui in città affluivano miliardi di euro destinati a mega-opere non richieste mentre per la manutenzione ordinaria, l’artigianato e l’edilizia popolare non si trova un soldo.

Le elezioni si avvicinano e su questo tema ritorneremo ancora, ma l’autunno non fa per noi. Quello che proponiamo è una primavera veneziana e a chi ancora ama questa città proponiamo un patto, una coalizione alla luce del sole, senza pregiudiziali ideologiche, per i prossimi 5 anni: un patto per Venezia. Cosa chiediamo?

  1. Ai candidati Sindaco non chiederemo se sono di destra o di sinistra, perché lo scandalo del MoSe ha dimostrato che, quando si trattava di pigliare quattrini, quella era solo una facciata per i gonzi: ai candidati Sindaco chiederemo invece cosa intendono fare in concreto per invertire la tendenza all’esodo, che sta spopolando Venezia.
  2. Ai candidati Sindaco non chiederemo se sono nati a Chioggia o a San Donà di Piave, a Cannaregio o a Chirignago, ma come intendano impegnarsi su un obiettivo realistico che vogliamo fin d’ora quantificare: 1.000 residenti in più ogni anno per i prossimi 5 anni, utilizzando il patrimonio edilizio esistente; vogliamo provarci? Dal 2001 a oggi ne abbiamo persi 9.000 senza distruggere case o palazzi, il che vuol dire che le case ci sono; per cominciare, al futuro Sindaco chiederemo anche cose “banali” come gli allacciamenti fognari che mancano per la consegna degli appartamenti alle Conterie, ennesima presa in giro di una classe politica che aveva vinto le elezioni del 2010 con la promessa di “5.000 nuovi alloggi per il social housing” e ne ha consegnati (forse) un centinaio, mentre l’ex caserma Manin è diventata foresteria e del progetto “Conterie” si è visto (finora) soltanto l’ennesimo albergo – tanto per fare un piccolo esempio.
  3. Ai candidati Sindaco non chiederemo di trastullarci con una futuribile città metropolitana che secondo alcuni si estenderebbe fino a Treviso e Padova, ma di garantire innanzitutto che la città capoluogo abbia un futuro, e non ci accontenteremo di chiacchiere: al prossimo Sindaco chiediamo fin d’ora il blocco temporaneo dei cambi di destinazione d’uso a tutela della residenzialità nei sestieri, e l’impegno ad attuarlo nei primi 3 mesi dall’insediamento; ai candidati Sindaco chiediamo misure concrete per i negozi di vicinato che, a Venezia come a Mestre, stanno chiudendo i battenti, per la cantieristica minore e per le attività artigianali che rischiano di scomparire impoverendoci non solo materialmente ma anche per la cultura unica al mondo che rappresentano.
  4. Ai candidati Sindaco non chiederemo a quale corrente PD o PDL appartengono, ma quali posti di lavoro di qualità sia possibile creare a Venezia, sfruttando l’enorme potenziale dell’Arsenale che per secoli ne è stato il cuore produttivo, e quello di un Parco della Laguna nord che non può diventare un museo aperto pieno di vincoli decisi altrove, ma un luogo vivo i cui residenti devono poter circolare con le loro imbarcazioni e poter offrire qualcosa di diverso dal turismo di massa che ha rovinato Venezia: un turismo di qualità con una nuova categoria di licenze per il trasporto acqueo di persone, all’interno del costituendo Parco della Laguna i cui regolamenti attuativi devono essere adottati nei prossimi mesi, e nel cui ambito potranno essere favorite nuove attività portatrici di lavoro per chi la conosce e la rispetta, la nostra Laguna.
  5. Ai candidati Sindaco non chiederemo di autorizzare nuovi alberghi in sestieri che ne sono già saturi, ma di incentivare un turismo diffuso e di qualità che crei ricchezza in tutto il territorio comunale, Mestre compresa, alleggerendo la pressione sui sestieri; ai candidati Sindaco non chiederemo miracoli ma impegni concreti, come quello di evitare che Palazzo Zorzi (sede UNESCO) si trasformi nell’ennesimo albergo.
  6. Chiediamo troppo? Ai candidati Sindaco chiediamo semplicemente che bambini come quelli della foto, nati in uno dei luoghi più belli del mondo, possano crescere, studiare e sorridere nell’ambiente dove sono nati e non siano un giorno costretti a lasciarlo per mancanza di case, di servizi e di opportunità lavorative, come tanti di quelli che li hanno preceduti. Lo facciamo per loro, perché possano vedere e vivere quello che abbiamo visto noi, quindi saremo battaglieri come chiunque ami veramente i propri figli.. e dato che a Venezia ci lega un rapporto di amore, saremo appassionati come sa esserlo chi difende la Donna amata. Lo faremo con il cuore e con la testa, come abbiamo fatto da queste pagine in questi primi nove mesi, anche se non ci firmeremo più “Gruppo25aprile” perché vogliamo creare una coalizione più ampia, dove non contano i marchi o l’orticello da difendere ma gli obiettivi comuni che solo una coalizione più ampia potrà conseguire, in vista di elezioni che si annunciano incerte quanto decisive, tanto per il futuro di Venezia e delle sue isole quanto per quello di Mestre e Marghera, che non sono realtà omogenee.
  7. Al candidato Sindaco che ci dimostrerà di meritarlo, offriremo un patto alla luce del sole basato sulle cose da fare nei prossimi cinque anni, e se fra quelli che la Politica propone o impone non lo dovessimo proprio trovare, siamo pronti a candidare uno (una) di noi. I partiti sono avvertiti.. e a partire dai prossimi giorni utilizzeremo una nuova pagina Internet, che si occuperà prevalentemente di elezioni. Chi lo vorrà potrà seguirci e leggere le nostre proposte, su quella pagina che sarà attiva già da domani,  a questo indirizzo:

http://liberavenezia.org/

Nata a Venezia

Marco Gasparinetti (coordinatore)

25aprile2015@gmail.com

https://twitter.com/25aprileVenezia

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3 pensieri su “Restare “come d’autunno sugli alberi le foglie”, o preparare insieme una nuova Primavera?

  1. Per riportare gli ‘esodati’ nelle abitazioni disponibili a Venezia è necessario abbassare gli affitti. Non credo che l’idea incontri il favore dei proprietari, non pochi dei quali sono veneziani. È possibile avere cifre o indagini aggiornate su tali tematiche.?
    E soprattutto, quali pensate che siano gli strumenti più efficaci per convincere almeno i proprietari immobiliari veneziani a offrire le loro case a prezzi di gran lunga inferiori rispetto a quelli che il mercato attuale gli consente di chiedere?
    Grazie
    Antonio Manno

  2. In prima battuta, si potrebbe intervenire sulla leva fiscale con sgravi e incentivi per gli affitti di lungo periodo e aliquote più “pesanti” per quelli di breve periodo. Se il governo italiano procederà, come più volte annunciato, sulla strada dell’autonomia fiscale dei Comuni quello di Venezia avrà a disposizione tutti gli strumenti per intervenire, anche in materia di IMU, TASI e TARI: le aliquote attuali penalizzano pesantemente i proprietari di seconde e terze case (che ne ripercuotono il costo sugli affitti) e potrebbero essere rimodulate per spingere al ribasso i canoni di locazione applicati ai contratti quadriennali, che ne risulterebbero incentivati rispetto a chi affitta per brevi periodi.

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