Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

2016, un anno in sintesi. Seconda parte: un luglio caldissimo!

Semestre molto intenso, farne una sintesi non è cosa facile e per renderla più “agile” l’abbiamo divisa in più parti; per chi non avrà il tempo o la voglia di leggerci c’è un piccolo “cammeo” natalizio, sul canale youtube inaugurato proprio il 2 luglio 2016:

Dunque, alla fine della prima parte ci eravamo lasciati con il mese di giugno quando nel silenzio più assoluto preparavamo l’operazione a sorpresa che il 2 luglio avrebbe addobbato finestre e balconi delle nostre case, statue e ponti di Venezia, otto istituti scolastici superiori e pure un vaporetto in corsa! A futura memoria, la mappa di case, scuole e “statue parlanti” del 2 luglio era questa:

2-luglio-2017-mappa

Riassumere l’enormità del lavoro fatto in quelle settimane è quasi impossibile: per farlo ci vorrebbe un libro (un giorno chissà..) ma per ripercorrere a ritroso la macchina del tempo di #Veneziamiofuturo potete utilizzare questo link (che permette di ritrovare anche le foto del “backstage” e il segreto di fabbricazione dei nizioi):

https://gruppo25aprile.org/category/veneziamiofuturo/

2-luglio-2017-nv

Per poter effettuare le riprese rispettando i limiti di velocità, avevamo organizzato una piccola “flotta” di cinque imbarcazioni che seguendo percorsi diversi hanno coperto tutti i sestieri, ed il momento è arrivato per ringraziare le persone che ne hanno preso i comandi: Dario, Lillo, Giulia, Fabio e Giorgio!

2-lulglio-2017-barche

Ad effettuare le riprese video e fotografiche, distribuiti sulle varie barche, una squadra eccezionale: Stefano Soffiato, Philippe Apatie, Marco Secchi, Alessandro “Bibi” Bozzato, Althea Pauletto. Dietro le quinte, una batteria di lancio per fare in modo che le immagini arrivassero anche nelle redazioni.

bibi

Per le riprese dei “nizioi” che non erano visibili dai canali, i nostri “fanti da mar” Loredana Spadon e Max Vianello hanno percorso chilometri di ponti, calli e campielli alla ricerca dei più nascosti.

Risultato? All’ora di pranzo, le redazioni di giornali e telegiornali avevano già ricevuto decine e decine di immagini come queste. Non una sfilata di bandiere tutte uguali, ma tele di stoffa tagliate su misura ( i nostri “nizioi”) con parole d’ordine declinate e decorate secondo la sensibilità individuale di ognuno di noi, che coprivano tutti i sestieri e le tipologie di case: dagli 80 centimetri delle finestre più piccole ai 12 metri di certi balconi sul Canal Grande, è stato un lavoro da “sartoria” artigianale.

balcone

Althea 2.jpg

althea-8

Simultaneamente, analoghe foto cominciano a piovere sui tavoli delle redazioni da Parigi e da Varsavia, dal Brasile e dalla Svizzera dove sventolano lenzuola prodotte “in loco”, e le scuole di Venezia si presentano cosi:

Althea 16

Senza pubblicità sui giornali, senza proclami su facebook, senza partiti né sindacati alle spalle, il passaparola fra semplici cittadini ha funzionato e l’effetto sorpresa garantito, tanto che il risultato sorprenderà anche i quotidiani nazionali:

3 luglio Repubblica

Il 2 luglio 2016, parlano pure le statue! Dopo secoli di silenzio, il gobbo di Rialto a Venezia e il Pasquino di Roma riprendono il dialogo a distanza interrotto ai tempi di Pietro l’Aretino:

2-lugliogobbo

2-luglio-2017-gobbo-e-pasquino

Sorpresa nella sorpresa: a mezzogiorno ritrova la parola la statua di Carlo Goldoni in campo San Bortolo, con un cartello di satira pungente che conserviamo fra le nostre “reliquie”, e simultaneamente parlano le statue di Daniele Manin e Niccolò Tommaseo, in campo Manin e in campo Santo Stefano, scambiandosi le loro impressioni sullo stato attuale della res publica:

Le nostre “volanti” guidate da anonimi eroi con piglio risorgimentale hanno fatto miracoli, quel giorno !!! Peccato non poterli ringraziare con nome e cognome: se non lo facciamo è per non metterli in imbarazzo ma il gruppo ha buona memoria e non dimentica.

7 luglio: #Veneziamiofuturo si appella all’UNESCO, con una lettera alla direttrice generale Irina Bokova.

7 juillet Lettera Il testo in discussione a Istanbul è quello che per primi avevamo diffuso e tradotto in italiano, il 3 luglio:

14 luglio (anniversario della presa della Bastiglia): nonostante i tentativi di rinvio e alla vigilia di un tentativo di colpo di Stato (l’UNESCO si riuniva in Turchia!) la Risoluzione viene adottata senza modifiche e occuperà le pagine dei giornali il giorno successivo; in stile “Radio Londra”, siamo noi i primi a darne notizia in tempo reale, sul nostro canale youtube:

Conclusa con successo la mobilitazione lampo (“flashmob”) del 2 luglio, incassata la risoluzione che a gran voce avevamo sollecitato all’UNESCO, avremmo potuto “staccare la spina” per qualche settimana e goderci la copiosa rassegna stampa, che sarebbe impossibile riprodurre qui per intero.

4-luglio-gazzettino

2017-unesco

.. e invece no:  il riposo non faceva per noi, in quel luglio caldissimo: 16 luglio 2016, seconda “mobilitazione lampo” coordinata da Nicola, Anna e Philippe, con il supporto tecnico di Cesco e Alessandra:

https://gruppo25aprile.org/tag/redentore-2016/

16 luglio 2016, “operazione Redentore”:

Col Redentor Venessia se stua” – diceva il vecchio adagio (“con la festa del Redentore Venezia si spegne”, nel senso che la gente parte in ferie).

Veramente? Nel caso del Gruppo25Aprile non è andata proprio cosi: la mobilitazione lampo #Veneziamiofuturo si avviava a diventare campagna di opinione, con incontri pubblici in tutti i sestieri (quello conclusivo si terrà il 20 gennaio): una scommessa mai tentata prima, nata ai giardini Papadopoli il 12 agosto; una scommessa che siamo riusciti a vincere, perché le promesse si mantengono e la parola data per noi è sacra, ma di questo parleremo nella prossima puntata (la terza parte di “2016, un anno in sintesi”).

Se tutto questo è stato possibile, è perché intorno all’idea iniziale si sono aggregate le migliori energie che sotto la cenere forse attendevano un evento catalizzatore, come un fuoco mai spento, attizzato anche dalla infelice dichiarazione di un Sindaco che aveva detto “il futuro di Venezia è a Mestre, dove c’è la gente che vive”.

#Veneziamiofuturo è stato uno scatto di reni corale che ha coinvolto più di 300 attivisti, e siamo solo all’inizio: la pagina facebook creata nelle settimane successive ha già superato i 3.500 iscritti e fra di loro ci sono sicuramente altre persone in grado di darci una mano alla prossima occasione, se lo vorranno:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

Un grazie di cuore a tutte le persone che ci hanno creduto e ancora ci credono, senza distinzione di età, di religione e di condizione sociale.

rispetto-1

Per chi volesse leggere anche la prima parte:

https://gruppo25aprile.org/2016/12/29/2016-un-anno-in-sintesi-prima-parte-gennaio-giugno/

althea-1

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