Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Operazione antidoping, capitolo II°: qualche esempio concreto

Riepilogo del capitolo precedente: 1) la legge (6 luglio 2012 n. 96, all’articolo 13) ha introdotto un tetto alle spese elettorali per i candidati Sindaco, al fine di garantire che quel ruolo non sia riservato soltanto a chi ha molti soldi da spendere per accedere alla carica; per verificare che quel tetto di spesa venga rispettato, esistono obblighi di rendicontazione e un Collegio di garanzia elettorale istituito presso la Corte d’appello; 2)  nel caso di Venezia, il tetto nelle elezioni comunali del 2015 era pari a 336.839 euro (125.000 + 1 euro per ogni elettore); 3) in sede di rendicontazione, il Sindaco eletto ha dichiarato di aver speso complessivamente 315.590,765 euro; 4) come indicato da alcuni organi di stampa, il Collegio di garanzia ha già notificato una serie di contestazioni al Sindaco eletto, che ha 15 giorni di tempo per rispondere. Dalla rendicontazione esaminata, sembrerebbero mancare alcune voci significative e non risultare spese elettorali per il periodo compreso fra il primo e il secondo turno; 5) qualora le spese effettive risultassero superiori a quelle dichiarate e/o superiori al tetto di spesa, il Collegio di garanzia elettorale dispone degli strumenti giuridici e dell’integrità morale per intervenire, come già dimostrato nel caso del consigliere regionale decaduto (nel corso della scorsa legislatura) per inottemperanza agli obblighi di cui sopra (v. note in calce).

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Fatta questa premessa, corre l’obbligo di fornire qualche esempio concreto dei motivi che ci hanno portato a sollevare la questione, perché questa non riguarda tanto la persona del candidato Sindaco (chiunque egli sia nel caso di specie) quanto il sistema di regole e garanzie che l’ordinamento si è dato per fare in modo che l’esito delle elezioni sia il risultato del libero convincimento degli elettori e che nel confrontare le opzioni politiche sul tavolo questi non siano eccessivamente condizionati dalla disparità dei mezzi economici a disposizione dei singoli candidati. A titolo puramente esemplificativo, si potrebbe dunque notare quanto segue.

I° le spese non dichiarate per la campagna elettorale effettuata fra il primo e il secondo turno.

A titolo di esempio, possono essere citate le seguenti inizative:

  1. la pedalata fucsia del 7 giugno, con ditribuzione gratuita di magliette e altri gadgets rigorosamente in tinta fucsia;
  2. l’aperitivo fucsia con orchestra dell’8 giugno (alla pescheria di Rialto);
  3. la “merenda fucsia” del 10 giugno al Parco di Villa Querini (mestre) con rinfresco gratuito e distribuzione di magliette in omaggio;
  4. la megafesta del 12 giugno, che ampio risalto ha avuto sugli organi di stampa, con cibo e bevande offerte a tutti i partecipanti (la stampa locale ha parlato di duemila persone), una tensostruttura di grandi dimensioni, un palco con impianto audio come da foto: un lavoro da grandi professionisti, e i professionisti raramente lavorano gratis (quando lo fanno in campagna elettorale, il loro lavoro va comunque considerato come contributo in natura). Riepilogando: cibi e bevande, noleggio e allestimento tendone e palco (quelli delle due foto che seguono), impianto audio, tutto a costo zero?
  5. i compensi per i musicisti e/o per i tecnici del suono, in questa e altre occasioni: tutti volontari a titolo gratuito?
  6. le dodici sedi elettorali attive sul territorio anche in quelle due settimane, di cui riparleremo subito al punto II°.

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struttura palco

II° Le dodici sedi elettorali, non rendicontate.

Che fine hanno fatto le sedi elettorali, nella rendicontazione delle spese del Sindaco eletto? Era la prima domanda che ci siamo posti, dopo aver effettuato l’accesso agli atti (v. capitolo precedente). Dodici sedi, con quello che ne consegue in termini di affitto, bollette e personale (sempre elegante e cortese, come abbiamo potuto constatare in campagna elettorale). Logica suggerisce che i casi siano due: a) tali spese sono comprese in quelle forfettarie, che entro certi limiti non vanno rendicontate; b) i costi relativi sono stati sopportati da terzi (persone fisiche o giuridiche che siano) e in qual caso si tratterebbe di un finanziamento o contributo elettorale, non dichiarato in sede di rendicontazione; il ragionamento vale sia per il valore di mercato dei locali affittati, sia per il personale impiegato.

Non sta a noi trarne conclusioni affrettate, ci limitiamo a pubblicarne qui la lista, corredandola anche di qualche foto:

Sedi elettorali attive nei mesi di maggio e giugno 2015

1) Mestre  (quartier generale, una palazzina intera):

Punto Comune 4

2) Venezia  (Campo San Tomà) :

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3) Lido (Piazzetta Lepanto):

1268

4) Favaro:

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5) Zelarino:

1546

6) Carpenedo:

2098

7) Chirignago:

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8)  Marghera (quartiere Cita):

PC Cita

9) Gazzera:

Pc gazzera

10) Murano (Campo San Bernardo)

PC Murano811 e 12) Altre due sedi elettorali con le stesse caratteristiche risultavano attive (nei mesi di maggio e giugno) in terraferma: una in via Piave a Mestre e l’altra a Marghera Catene (via Catene, vicino alla Chiesa della Salute) di cui non abbiamo trovato traccia nell’iconografia ufficiale della campagna elettorale: forse perché sono due quartieri meno “fotogenici” degli altri?

Tutte le sedi di cui sopra sono rimaste in attività per almeno un mese, e alcune per quasi tre mesi, come si desume dalla data di inaugurazione rispettiva (in ordine cronologico):

29 marzo         Mestre (quartiere generale), Calle del Sale

8 aprile                        Lido, via Lepanto

9 aprile                        Favaro e Zelarino

12 aprile                      Carpenedo

19 aprile                      Venezia, campo S.Tomà

24 aprile                      Chirignago

III° le spese postali, la pubblicità sui mezzi ACTV

A quanto ammontano le spese postali per spedire un mattone come quello della foto? Non lo sappiamo, ma in altri casi (quello dell’ex assessore regionale Isi Coppola) la Corte d’appello ha nominato un perito per quantificare le spese non dichiarate, e nulla vieta di pensare che altrettanto possa fare in questo caso, se lo riterrà utile.

Programma ElettoraleNel caso in cui venga nominato un perito, il medesimo potrebbe approfondire anche un’altra voce di spesa: quella delle affissioni sui vaporetti e sugli autobus ACTV, che tutti abbiamo visto ma non risultano rendicontate, salvo errore da parte nostra.

IV° I rimorchiatori fucsia

Un ultimo esempio per oggi (la lista non finisce qui). Non siamo gente che cerca “il pelo nell’uovo” ma solo esempi macroscopici e questo lo è: l’indimenticabile spettacolo dei rimorchiatori NOVUS, LOURDES, GEMINUS e MARINA MC addobbati di fucsia il 9 maggio, e utilizzati per dimostrare la vicinanza del candidato Sindaco alla nobile causa delle Grandi Navi. Quei quattro rimorchiatori chi li ha pagati? Parliamo dei mezzi, del personale e del carburante utilizzati per solcare il canale Vittorio Emanuele e dichiarare trionfante che “si può tranquillamente passare” (quando nelle condizioni attuali, con 6 metri al massimo di profondità e 50 metri di larghezza, a poterlo solcare sono solo i rimorchiatori ma non le navi da crociera).

Per non andare fuori tema, ci limitiamo a porre il quesito del “chi li ha pagati” perché non sono barche a vela e il carburante che bruciano non è gratis; se il costo della manifestazione (documentata dal video che segue) è stato sopportato da terzi, si tratterebbe di un contributo elettorale in piena regola, che come tale tuttavia non è stato dichiarato, mentre per legge avrebbe dovuto esserlo (per informazioni ulteriori rivolgersi a: Avv. Giorgio Orsoni).

SI Grandi Navi

Conclusione (provvisoria):

Tingere il mondo di fucsia ha un costo (probabilmente superiore a 300.000 euro); noi vorremmo semplicemente sapere qual’è, anche per saperci regolare alle prossime elezioni: vincere una partita di basket con 5 giocatori e un pallone è una cosa, vincerla con 8 giocatori e due palloni (o con due canestri di altezza diseguale: uno a 3,05 metri e l’altro a 7) è altra cosa.. tutto qui. Non è pignoleria ma amore di democrazia e lo diciamo senza toni barricaderi: meglio capirsi in anticipo e applicare tutti le stesse regole del gioco, di modo che sia una gara ad armi pari. Il Sindaco in carica ci perdonerà la metafora, dato che è un appassionato di basket.

Il G25A

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Giurisprudenza/il precedente di Isi Coppola:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/23/spese-elettorali-veneto-i-conti-non-tornano-decadenza-per-consigliere-isi-coppola/1228979/

http://www.ilgazzettino.it/home/maria_luisa_coppola_renzo_marangon_spese_elettorali_sentenza-704855.html

Le fonti normative (tetto di spesa e sanzioni) sono citate in calce al “capitolo” precedente:

https://gruppo25aprile.org/2016/01/14/operazione-antidoping-capitolo-i-un-plauso-alla-corte-dappello/

 

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