Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “Era Fucsia”

Calendario brugnariano

Venezia, primo ottobre (o brumaio?) Anno Primo

Dopo il calendario gregoriano, avremo il calendario brugnariano: quello da cui vengono fatti sparire i giorni infausti?

La propaganda sovietica è passata alla storia, fra le tante cose negative, per il vezzo di far “sparire” dalle foto ufficiali (opportunamente ritoccate) le vittime delle purghe staliniane affinché di loro si perdesse anche il ricordo. Memore dell’insegnamento, la propaganda fucsia sembra aver deciso di far sparire le date sgradite dal calendario, nella sua rassegna stampa ufficiale:

http://www.brugnarosindaco.it/rassegna-stampa/

Coincidenza vuole che manchi proprio il 29 settembre, data in cui alcuni quotidiani hanno pubblicato certe domande forse non gradite:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/29/news/brugnaro-una-campagna-elettorale-da-315-mila-euro-1.12175367?ref=hfnvveer-2

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/politica/2015/29-settembre-2015/caramelle-penne-fucsia-spot-tv-costi-sindaco-quattro-volte-casson-2301983063120.shtml

Il risultato (involontariamente) comico è che la rassegna stampa “di regime” pubblica una mezza smentita, senza che ai suoi lettori sia dato capire a cosa si riferisce. Che sbadati! Rimediamo noi a codesta disattenzione, pubblicando qui il link agli articoli del 29 settembre ma anche, con il massimo risalto possibile, le rassicurazioni dello staff del Sindaco diffuse il giorno successivo e citate nell’articolo di Alberto Vitucci di ieri, 30 settembre:

 

30settembre2015

Elezioni comunali: chi ha vinto, chi ha perso?

Davide Scano: 0,33. Luigi Brugnaro: 9,06. A cosa ci riferiamo, e come siamo arrivati a questo dato?

L’analisi costi-benefici è un metodo di lavoro caro a questo gruppo, che da tempo propone di utilizzarlo anche per le scelte strategiche che riguardano il futuro di Venezia, dall’individuazione della rotta ottimale per le grandi navi alla gestione dei flussi turistici (proposta Scurati, Pass4Venice e altre che potrebbero emergere, stante l’urgenza di far respirare una città ormai soffocata dal turismo di massa, con le conseguenze evidenziate ieri nell’articolo di Alberto Vitucci, sulla Nuova Venezia).

Mettendo a confronto costi e benefici di tutte le opzioni disponibili, l’applicazione di quel metodo ci avrebbe risparmiato scelte sbagliate e sprechi piccoli e grandi quali ad esempio il ponte di Calatrava e annesse ovovie o i palabuchi del cinema e altri scempi al Lido di Venezia, per non parlare del MoSe affidato ad un concessionario unico e senza bando di gara per la “modica” cifra di 5,6 miliardi pari a 100.000 euro per ogni veneziano rimasto, manutenzione esclusa.

Il concetto di analisi costi-benefici, invece, è rimasto sostanzialmente estraneo alla cultura politica di una città che, diversamente da altre, negli anni delle vacche grasse poteva contare sulle entrate della legge speciale e di un Casinò con la bellezza di due sedi (100 milioni di euro versati ogni anno alle casse comunali, negli anni d’oro) e tuttora può contare su un flusso turistico di proporzioni tali che, qualora correttamente amministrato, potrebbe generare redditi che poche città al mondo possono sognare. Finiti i tempi delle vacche grasse per le casse comunali (mentre quelle di certi privati traboccano di dobloni d’oro), è un metodo di lavoro che andrebbe applicato così come viene praticato da decenni in altri Paesi e anche, a livello intuitivo, da qualsiasi buon padre di famiglia.

Quando si parla di costi e benefici, occorre ovviamente distinguere fra costi (o benefici) diretti e costi (o benefici) indiretti, ed è qui che le cose si fanno più complicate. In materia ambientale, ad esempio, si parla di “internalizzazione dei costi” per indicare quel metodo che permette di quantificare i costi indiretti di una determinata scelta: in materia di mobilità e turismo, a titolo di esempio, è intuitivo che l’utilizzo di determinati mezzi di trasporto rispetto ad altri comporta dei costi per la collettività (inquinamento e cure sanitarie per le patologie legate all’inquinamento), che possono ormai essere quantificati con l’ausilio di modelli matematici e vengono utilizzati regolarmente nelle valutazioni di impatto ambientale introdotte dalla legislazione europea, che ci ha costretti ad imparare qualcosa dagli altri Paesi (così come altri Paesi hanno imparato qualcosa da noi, in altre materie). Alla voce “benefici”, si possono considerare i posti di lavoro direttamente creati e quelli dell’indotto che ne dipendono, e via discorrendo.

A rischio di semplificare una realtà complessa, abbiamo voluto provare ad applicare quel metodo di analisi alle ultime elezioni comunali, per cominciare con un esempio facile e comprensibile a tutti. Con quali risultati?

Campo San TomàAlla voce “costi”, abbiamo ovviamente considerato le spese elettorali dichiarate (come la legge impone) dai candidati Sindaco che si sono confrontati alle ultime elezioni: questi sono definibili come “costi diretti”. Sulla congruità delle cifre dichiarate possiamo nutrire qualche dubbio e lo abbiamo fatto sapere, ieri:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/09/29/news/brugnaro-una-campagna-elettorale-da-315-mila-euro-1.12175367?ref=hfnvveec-19

Fino a prova contraria, tuttavia, prenderemo per buone le cifre dichiarate dai singoli candidati e così riassunte dal Corriere veneto di ieri:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneziamestre/notizie/politica/2015/29-settembre-2015/caramelle-penne-fucsia-spot-tv-costi-sindaco-quattro-volte-casson-2301983063120.shtml

Alla voce “benefici” diretti abbiamo considerato i voti ricevuti, dato che questo è l’obiettivo di chi si candida alle elezioni. Il rapporto costi/benefici, se ci limitiamo a costi  e benefici diretti, si ottiene pertanto dividendo le spese sostenute (rectius: dichiarate) in campagna elettorale e i voti ricevuti alle elezioni, tenendo bene a mente che l’obbligo di rendicontazione si riferisce soltanto agli ultimi 30 giorni (quelli successivi alla convocazione dei comizi elettorali) e che i costi sono quindi sottostimati per tutti i candidati ma soprattutto per quelli che erano partiti “in anticipo”, acquistando pagine a pagamento sui quotidiani nelle settimane antecedenti (marzo e aprile, senza obbligo di rendicontazione).

Se consideriamo le due coalizioni in campo, considerato che il M5S non ha dato indicazioni di voto per il ballottaggio, il risultato è il seguente.

Utilizzando i dati pubblicati dal Corriere, la coalizione che ha sostenuto Luigi Brugnaro avrebbe speso (o dichiarato, per il periodo di rendicontazione obbligatoria) un totale di 362.994 euro; quella che ha sostenuto Felice Casson ne avrebbe spesi (dichiarati, per il periodo di rendicontazione obbligatoria) 70.547. I voti ottenuti dai rispettivi candidati al ballottaggio sono stati 54.405 e 47.838:

http://elezioni2015.comune.venezia.it/

Il rapporto costi/benefici riferito al secondo turno è dunque il seguente:

Brugnaro: 6,67 euro per voto ricevuto.

Casson: 1,47 euro per voto ricevuto.

Se invece volessimo applicare il ragionamento al primo turno, e limitandoci ai cinque candidati Sindaco più votati, otterremmo una forbice ancora più ampia, in termini di “efficienza” della spesa sostenuta. La classifica dei candidati che più hanno speso era questa:

  1. Brugnaro
  2. Casson
  3. Zaccariotto
  4. Bellati
  5. Scano

..ma la classifica dei candidati più votati al primo turno è stata:

  1. Casson
  2. Brugnaro
  3. Scano
  4. Bellati
  5. Zaccariotto

..e ciascuno potrà divertirsi a calcolare “quanti euro costa un voto” o meglio quanti voti ha ottenuto il singolo candidato per ogni euro speso. Semplice curiosità? Non solo: in linea di principio e con le dovute eccezioni, quando la disparità fra le forze in campo è evidente come lo è stata in questo caso, i voti ottenuti da chi ha “speso poco” (in rapporto ai voti ricevuti) possono essere interpretati come un segnale di maggior radicamento nel territorio e di “base” elettorale più solida e/o stabile rispetto a chi si affida alla propria capacità di spesa per convincere gli elettori, facendo intravedere una sorta di Paese della cuccagna in cui lo spritz scorre a fiumi e gratis, e il successo imprenditoriale del candidato si tradurrà automaticamente in benessere individuale per tutti. Quando poi la realtà si incarica di smentire l’esistenza del Paese della cuccagna, infatti, l’elettorato di quel tipo tende a dissolversi come neve al sole.. e a volte è lo stesso che poi lancia monetine in direzione del malcapitato politico di turno, perché si sente “tradito” nelle aspettative.

Vogliamo provare a stilare la classifica di chi ha vinto e chi ha perso le elezioni, in termini di costi/benefici (euro spesi per ogni voto ricevuto)? Classifica inedita e “fuori dal coro”, ma proviamoci pure:

  1. Davide Scano: 0,33 euro
  2. Gian Angelo Bellati: 1,17 euro
  3. Felice Casson: 1,51 euro
  4. Francesca Zaccariotto: 3,67 euro
  5. Luigi Brugnaro: 9,06 euro

A voi la parola, per i commenti: rimarranno visibili su questa pagina, senza censure. Quanto ai costi e ai “benefici” indiretti ipotizzabili nel caso di specie, meriterebbero un capitolo a parte, che ci riserviamo di aprire più avanti. Trattandosi di un imprenditore prestato alla politica, che con le giunte precedenti ha firmato qualche contratto in corso di esecuzione, è lecito immaginare che abbia fatto bene i suoi conti.

Fonte utilizzata per i risultati del primo turno:

http://elezioni2015.comune.venezia.it/risultati/comune-di-venezia/30241/riepilogo-comune-di-venezia

Operazione #Trasparenza, per Venezia

https://twitter.com/25aprileVenezia

Nota per chi volesse approfondire: la nozione di “cost-benefit analysis” nasce negli anni venti, e “l’idea alla base del metodo è quella di un’analisi comparata dei vantaggi, in termini di miglioramenti del benessere collettivo, e dei costi, in termini di prezzi ombra delle risorse, relativi ai diversi possibili interventi pubblici, siano essi progetti di investimento o generica attività di regolazione normativa”; è un metodo che fra gli altri vantaggi ha quello di sdrammatizzare il dibattito “ideologico” su certe scelte che, in assenza di parametri oggettivi, rischiano di essere altrimenti affidate a logiche puramente ideologiche o di “cordata” politica  e a volte clientelistiche o, peggio ancora, contaminate dai fenomeni corruttivi ai quali in Italia siamo particolarmente sensibili. Come anticipato in premessa, ne faremo uso quando si tratterà di parlare di flussi turistici e nuove rotte (o nuovi scavi) per le grandi navi che solcano la nostra Laguna.

(c) foto credits: Francesca Palermo-Patera

Dolce Stil Novo: il Dizionario Novissimo

Dizionario Novissimo della lingua itagliana così come viene ancuo (attualmente) parlata dal Serenissimo Sindaco della Inclita Città Metropolitana di Venezia

dizionario-tommaseoIn ordine alfabetico di apparizione:

 

CARNEVALE: emblema di “grande Risorgimento Veneziano”; l’accostamento risulta ostico a chi come noi ha vissuto quello vero del 48, e il compagno d’armi Daniele Manin si rivolterà nella tomba ma la frase è stata immortalata su twitter: https://twitter.com/LuigiBrugnaro/status/664044548532903936

CITTA METROPOLITANA: quella che si estenderà da Rovigo a Pordenone (in un delirio di onnipotenza ribadito al Festival della Politica di Mestre il 10 settembre) passando da Gardaland e dalla futura Veniceland di Tessera, in attesa di inglobare anche Innsbruck e Monaco di Baviera quando saranno comodamente collegate alla Marittima da un servizio di grandi navi modello “montagne russe”, con cavalcavia acqueo sul passante di Mestre.

COMUNISTA: dicasi di giornalista che nel corso di un’intervista osa fare una domanda o un commento di troppo: “dica lei che cosa si fa. Se i soldi non ci sono più… lei che sa… vedo che è abbastanza comunista” (Brugnaro in diretta al giornalista Davide Calimani, TgR Rai Veneto). NdR la domanda sovversiva era: “che si fa?”, riferita al bilancio comunale. Fonte: http://www.robertoferrucci.com/wordpress/category/sentsovv/

CUBO (di Piazzale Roma): esempio positivo di “ibridazione”: “A me quel cubo non dispiace. Pure il colore del nuovo edificio si sposa con il ponte dell’architetto Santiago Calatrava. Personalmente m’incuriosisce il nuovo, l’ibridazione tra antico e moderno. Credo che entrambi possano coesistere” (fonte: intervista a Panorama, 17 agosto).

CURRICULUM: pezzo di carta formalmente richiesto per la nomina a posizioni apicali nelle società partecipate dal Comune, in cui ciò che conta non sono i titoli o l’esperienza ma la risposta a tre domande implicite: 1) sei nato a Spinea? 2) hai già lavorato nella galassia della UMANA SpA? 3) una tessera di partito almeno ce l’hai, o ti candidi solo per farci perdere tempo?

DIRETTORE GENERALE: non ce n’è bisogno, ve lo avevo detto: è tempo di risparmi, per il bilancio comunale. Anzi no, siete voi che avete capito male. Anzi si, proroghiamo Agostini per due mesi e poi ne attribuiamo i compiti al Segretario Generale. Anzi no, sapete che faccio? Gli cambio nome, lo chiamo “city manager” tanto costa uguale, adesso pubblico il bando di concorso (fonte: comunicato stampa del Comune di Venezia, 11 settembre).

DIZIONARIO: soprammobile pesante e voluminoso da usare come fermacarte quando c’è bora, in alternativa ai “veri de Muran”.

ESERCIZIO ABUSIVO della professione: l’esercizio della professione giornalistica in modo non confacente o consono ai desideri del Sindaco, che in quanto tale si riserva di denunciarla (Brugnaro 10 luglio). Fonte: http://www.lavocedivenezia.it/venezia-sindaco-brugnaro-stampa-non-mi-ricatta-44345/

FLUSSI TURISTICI: vedi alla voce “Giubileo”.

FORAISCHEI: variante locale di “o la borsa o la vita”; espressione in disuso dai tempi di “faccia d’angelo” alias Felice Maniero ma riesumata per zittire Elton John (fonte: Brugnaro su twitter, 18 agosto).

GENTAGLIA di sottogoverno: per tale si intende (o sottointende) una sottosegretaria al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, che il giorno prima aveva osato esprimere un parere in materia di sua competenza (fonte: Brugnaro, intervista a Repubblica del 25 agosto).

GHEA PODEMO FAR: “Yes we can”, lo slogan della campagna elettorale. Tradotto in vernacolo per evitare di pagare i diritti d’autore a Mister Obama, che magari avrebbe anche fatto a mano di questo tentativo di emulazione, viste le esternazioni recenti del neo-Sindaco.

GIORNALI: quegli inutili orpelli di carta a cui, per definizione, non dovremmo credere: “Carissimo @AdrianoCelentano ciao. Ma certo che ho letto i giornali. Ma tu credi ancora a quello che scrivono? Chiamami che ti spiego bene” (Brugnaro su twitter, 11 agosto).

GIUBILEO: sinonimo di schei. “Dopo Venezia vuole fare anche il sindaco di Roma? “Tifo per Roma. Ma se penso alle sfide che deve affrontare, il giubileo su tutti, sono preoccupato. Se Roma non dovesse farcela, ci candidiamo ad ospitare i turisti” (intervista a Panorama, 17 agosto).

INTELLETTUALI DA STRAPAZZO: quelli che osano ridire, a proposito di Venezia, quello che tutti diciamo in città ma lo dicono in lingua inglese e pertanto ostica al Sindaco, che reagisce accusandoli di “denigrare Venezia” (Brugnaro su twitter, 23 agosto).

SCHEI: vedi alla voce “Giubileo”. Alla voci “sinonimi” consultare anche: Grandi Navi.

SEMPREVERDI dei girotondi: “Per intenderci, tutti coloro che hanno una cattiva idea dell’ambientalismo e che sognano di piantare le melanzane a Marghera. Come dicevo in campagna elettorale: non sono cattivi ma sono stupidi” (intervista a Panorama, 17 agosto).

SFIGATI: tutti quei che se beve un goto de vin a Venessia ma no ga votà el partito fucsia (intervista a Panorama, 17 agosto): “Ce l’ha con il maestro della fotografia Gianni Berengo Gardin a cui sta impedendo di mostrare le sue immagini proprio a Venezia? “Parlo di chi viene a Venezia a bere il drink. Gli sfigati che non calcola più nessuno, i professionisti della polemica”.

STRAPAZZO: vedi alla voce “intellettuali”.

STUPIDI: vedi alla voce “sempreverdi”.

“SUMMIT internazionale”: cena a sbafo per 120 invitati la cui maggioranza non ha alcuna attinenza con il tema annunciato, in un Palazzo dove i contribuenti che ne sono proprietari non possono mangiare neanche un panino.

TAVOLI DI CONSULTAZIONE: promessi in campagna elettorale come strumento di democrazia partecipata, ad elezioni concluse si sono trasformati in tavoli “riservati” a chi ha votato Brugnaro (con qualche spiraglio per chi dovesse pentirsi per NON averlo fatto, previa pubblica abiura e atto di sottomissione?) Nelle parole del magnanimo Sindaco a un cittadino dissenziente: “Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora”. Fonte: il pubblico presente al primo “tavolo di consultazione”.

Avvertenza:

Pagina in costruzione, la nostra squadra di volontari si incaricherà di aggiornarla mano a mano che si arricchisce di nuove voci. Stiamo con questo criticando il Sindaco in carica? Assolutamente no, ognuno ha il diritto di esternare come gli pare e non saremo noi a negargli quel diritto, anzi: con questa pagina intendiamo tramandare ai Posteri le sue nobili gesta, e fornire agli esegeti qualche strumento di interpretazione lessicale, etimologica e teleologica.

Era fucsia, atto primo

17 giugno: passaggio delle consegne, il nuovo Sindaco riceve le chiavi di casa (Ca’ Farsetti).

18 giugno: Atto Primo dell’era fucsia, prima ancora di aver formato la squadra (assessori) e prima ancora di aver convocato quel fastidioso e inutile orpello chiamato Consiglio comunale, il  neo-Sindaco dirama il seguente comunicato stampa, che forse chiarisce quali siano le veri priorità di Venezia. La sicurezza? Il lavoro? Il problema casa? La situazione di bilancio? La riduzione dei flussi turistici? No, i Grandi Scavi, come se il Canale dei petroli non bastasse..

EMMENTHAL

Comunicato stampa:

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha invitato oggi  a Ca’ Farsetti il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, per un primo esame dei temi di comune responsabilità (Marghera, Punto Franco, sviluppo portuale offshore-onshore, crocieristica, ecc.) anche in vista di prossimi passi da compiere e delle posizioni da prendere nei confronti dei governi regionale e nazionale in tema di portualità.

Con riferimento alla via alternativa di accesso alla Marittima, che dovrà eliminare il passaggio delle grandi navi da crociera davanti  San Marco e il Canale della Giudecca, il sindaco ha sollecitato l’Autorità Portuale a collaborare con il Comune di Venezia per la redazione di una alternativa progettuale al Canale Contorta Sant’Angelo, consistente in un raccordo tra il Canale Malamocco-Marghera e il Canale Vittorio Emanuele III che costeggia il lato est dell’isola delle Tresse.

L’Autorità Portuale ha convenuto di inserire l’“alternativa Tresse” come integrazione spontanea del procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale Speciale attualmente in corso  e del quale è soggetto proponente.

Il sindaco di Venezia e il presidente dell’Autorità Portuale provvederanno ad informare della decisione oggi presa concordemente i Ministri e le Autorità competenti al prosieguo del procedimento.

Venezia, 18 giugno 2015 (fine citazione)

———————————————–

Fonte: il primo comunicato stampa del Neo-Sindaco.

http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/83702

Da questa scelta traspare quella che sembra essere la priorità delle priorità: “er raccordo anulare”, come direbbero a Roma. Raccordo acqueo, nel caso di Venezia.

Se a qualcuno fosse sfuggita, la parola chiave è “speciale”, e subito dopo le parole “Valutazione d’Impatto Ambientale” cosa significa? VIA accelerata a 30 giorni, la stessa che avevamo già criticato quando era stata utilizzata per il progetto di “adeguamento” del canale Contorta. La valanga di osservazioni inviate al Ministero aveva vanificato quella mossa per lo scavo del Contorta; dobbiamo adesso prepararci a fare altrettanto per lo scavo (pardon, per l’allargamento) del canale Vittorio Emanuele?

Si tratta di un rischio che avevamo segnalato, alla vigilia delle elezioni: quando il candidato Sindaco rassicurante sosteneva che “non serve scavare, il canale c’è già” (dimenticando di precisare che andrà scavato in profondità e raddoppiato in larghezza, se quella sarà la soluzione individuata).

Saremo mica finiti dalla padella alla brace? Da Zappalorto a Zappalacqua? Lo sapremo nei prossimi mesi. Nel frattempo vorremmo far notare che le dichiarazioni odierne di Paolo Costa sono clamorosamente smentite da quelle del suo omonimo (?) Paolo Costa che nel giugno di due anni fa dichiarava: “L’Autorità (Portuale) ha valutato il passaggio per i canali delle Tresse, di Vittorio Emanuele e il Contorta. I primi due sono stati esclusi perché entrano in conflitto con il porto commerciale e soprattutto impongono il passaggio per Marghera, zona a rischio industriale“.

Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2013/20-giugno-2013/crociere-costa-boccia-tutte-ipotesi-solo-contorta-garantisce-porto-2221760726839.shtml

Costa e Brugnaro stiano attenti a non scherzare troppo con quel leone alato della foto, a Ca’ Farsetti: ha l’aureola, è vero, ma è anche vero che “qua no se imbarca cuchi” e questo gruppo ha buona memoria.

ZappalortoBrugnaro

Il fucsia che avanza, in diretta su ReteVeneta

Venezia 15 giugno Mezzanotte e un quarto, in diretta su ReteVeneta. Alla vittoria del nuovo Sindaco inneggiano, in ordine di apparizione:

  1. Ugo Bergamo, ex assessore UDC nella Giunta precedente, già Sindaco democristiano e ViceSindaco e tante altre cose ancora, di qua o di là a seconda delle convenienze ma sempre in sella da 40 anni esatti (1975-2015). Esulta, parla di “novità reale” e necessità di sbarazzarsi della “vecchia classe dirigente”. Lui dov’era, in questi 40 anni?
  2. Roberto Panciera, già assessore nella Giunta precedente, inneggia alla “grande svolta”, parla di rinnovamento e di grande città metropolitana.
  3. Renato Boraso (ex Forza Italia, in politica da sempre e campione di preferenze nelle elezioni precedenti) inneggia al Rinascimento che il voto odierno rappresenterebbe e sottolinea il “merito del cittadino che ha scelto il cambiamento”; i numeri dicono che le sue preferenze si sono dimezzate rispetto alle elezioni precedenti, ma quello che conta è il Boss e il nuovo Boss ha vinto.

Mezzanotte e quaranta, il discorso del nuovo Sindaco Luigi Brugnaro che ringrazia nell’ordine: lista Boraso, Forza Italia e UDC, e poi tutti gli altri. Eccola servita, la svolta annunciata da angeli un po’ attempati e già provati da lunga militanza politica.

Quanti voti ha ottenuto il nuovo Sindaco? 54.405 pari al 53,21% dei votanti.. e quanti elettori hanno votato, al ballottaggio? 103.827 persone pari al 48,94% degli aventi diritto. 54.000 persone circa sui 211.000 aventi diritto hanno oggi votato Luigi Brugnaro, e a lui vanno le nostre congratulazioni.

Calcolatrice alla mano, il 53,21% del 48,94% sono circa un quarto dei veneziani con diritto di voto, e meno di un quinto della popolazione residente. Vuol dire che al conto del “vincitore” mancano i tre quarti della popolazione con diritto di voto; vittoria di Pirro?

Da parte nostra, come piattaforma civica, intendiamo dare voce anche agli oltre 100.000 elettori che stavolta non hanno votato (quasi 110.000, per essere più precisi) ma comunque contribuiscono con le loro tasse al bilancio comunale, e la cui vita quotidiana (come del resto quella dei pendolari non residenti) dipende da servizi pubblici la cui qualità è minacciata dalla situazione di bilancio; ignorarli con il pretesto che non hanno votato sarebbe eticamente scorretto, oltre che politicamente stupido.

Da quel 48,94% che ha votato, per completezza togliamo anche le 1.200 schede nulle (annullate appositamente: la scheda elettorale stavolta non presentava particolari complicazioni, dato che c’erano solo due candidati) più 376 schede bianche.. e ci faremo un’idea della Caporetto. No, non quella di un candidato Sindaco o dell’altro: quella della politica locale, senza eccezione alcuna. L’ex maggioranza e l’ex finta opposizione, e i gattopardi stasera riuniti nel festeggiare davanti agli schermi televisivi inneggiando a chissà quale Rinascimento, quando a molti era ormai chiaro che si erano abilmente e silenziosamente distribuiti “di qua e di là”, per fare in modo che tutto cambi senza che nulla cambi.

Ultima annotazione: Luigi Brugnaro ha vinto ovunque, sul territorio del Comune ampio che tante volte abbiamo criticato su questa pagina, con una significativa eccezione: quella di Venezia-Venezia. Nei sestieri il risultato del voto è stato: Felice Casson 51,17% Luigi Brugnaro 48,83%; eccezione altamente simbolica e tuttavia priva di conseguenze pratiche perché il Sindaco di Venezia ormai NON si decide più a Venezia ma nel Comune ampio in cui siamo stati diluiti molti anni fa.

Tutti i dati qui riportati sono definitivi e sono tratti dal sito ufficiale del Comune di Venezia-Mestre: http://elezioni.comune.venezia.it/risultati/ballottaggio-comune-di-venezia/20201/Venezia-Centro-Storico

Di questo editoriale mi assumo io ogni responsabilità e pertanto lo firmo, cosa che generalmente non faccio; se non vi piacerà o se dovesse “rovinare” la festa e il tripudio fucsia (“una settimana di festeggiamenti”, ha testualmente promesso in TV il nuovo Sindaco) prendetevela solo ed esclusivamente con me.

Marco Gasparinetti, 15 giugno 2015

2211 volano

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