Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per il giorno “ottobre 5, 2015”

Ghea podemo far.. fiasco?

Comunicato stampa

L’espressione “fare fiasco” (equivalente di “fare cilecca”) trae origine dalla vicenda di un artista che ogni sera si esibiva in simpatici monologhi, che condivideva con oggetti a cui si rivolgeva adoperando parole e smorfie divertenti.  Una sera – così si narra – decise di esibirsi in un monologo portandosi come compagno di scena un tipico fiasco da vino; invece di divertire il pubblico però, l’artista lo annoiò a tal punto che questo reagì e iniziò a fischiarlo a più non posso.

Impegnati com’erano nell’erogazione di spritz agli elettori, i vincitori delle ultime elezioni comunali (all’insegna dello slogan “ghea podemo far”) sembrano aver dimenticato l’origine dell’espressione e anche, en passant, i doveri fondamentali dell’esecutivo comunale. Pagina bianca, quella che tutti aspettavamo per poter valutare la nuova Giunta comunale:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=8

A ricordare quegli obblighi (che non sono affatto una formalità) ci ha pensato un’interpellanza urgente presentata al nuovo Sindaco, in data 5 ottobre, dalla lista Casson che in Consiglio comunale conta su cinque consiglieri eletti.

Nell’interpellanza, che il Senatore Casson ha inviato per conoscenza anche al Prefetto di Venezia, si ricordano due passaggi cruciali che sono alla base di tutta la dinamica istituzionale in quanto permettono al Consiglio comunale e alle Municipalità di svolgere il ruolo a cui sono preposti, e ai cittadini (nonché agli organi di stampa) di capire in quale direzione concretamente si muoverà l’amministrazione comunale.

I passaggi essenziali sono i seguenti, e il virgolettato è tratto dallo Statuto comunale di Venezia.

Articolo 10: “Entro sessanta giorni dalla nomina, ogni assessore/a presenta al Sindaco un programma di referato con l’analisi della situazione in atto, l’indicazione degli obiettivi annuali e pluriennali e quella degli strumenti operativi che si intendono attivare. Il Sindaco nei successivi trenta giorni, previo esame da parte della Giunta, trasmette i programmi di referato alle Commissioni competenti ed alle Municipalità”.

Articolo 5bis: “Entro tre mesi dalla prima seduta del Consiglio, il Sindaco, sentita la Giunta, consegna ai Capigruppo Consiliari il testo contenente le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Entro il mese successivo il Consiglio esamina il programma di governo che viene sottoposto a votazione finale”.

Per quanto attiene al secondo obbligo, la prima seduta del Consiglio comunale si è tenuta in data 2 luglio e i tre mesi sono scaduti senza che al Consiglio comunale venisse trasmesso uno straccio di programma. Per quel che riguarda il primo, che è propedeutico al secondo, i termini sono ampiamente trascorsi e l’interpellanza chiede di sapere “se e quando si intendano rispettare tutti i termini legislativamente fissati”.

Lo Statuto comunale è la Magna Charta dell’attività istituzionale cittadina. Come piattaforma civica ci auguriamo che ai ritardi eventuali venga posto rimedio al più presto, essendo a tutti evidente la necessità di una strategia di governo e di una visione complessiva dei molti problemi che quotidianamente tocchiamo con mano.

Venezia 6 ottobre 2015

VeniceRoofs

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Co Zuin e Venturini, no xe bessi né zecchini..

Calle Larga dei proverbiNdR Riceviamo e pubblichiamo, alla voce “diritto di satira”:

Co Zuin e Venturini, no xe bessi (1) né zecchini.

No xe schei pai vaporetti, co Brugnaro a Ca’ Farsetti..

Mentre lori i viagia a sbafo e ghe piase, el motoscafo!

Sovrastati dai turisti, con le facce un poco tristi,

Venessiani e mestrini, pendolari e margherini

Fan la fila anche per ore, in attesa del vapore.

Co’ che riva el Sior Brunetta, speta el tram ma sensa fretta:

Assesor xe el Sior Boraso, e gli orari vanno a caso.

Vicesindaco, ea Colle? Non si muove, sembra in folle.

Si dimette una leghista ? Sceglieranno una cubista.

Se ne va la Zaccariotto ? Non faranno un Quarantotto.

« Siete tutti dei somari » – già pontifica Cacciari,

con proteste del somaro, quello vero, perché il rischio già lo sente :

Ei fa rima con Brugnaro, e per lui è deprimente.

Piange e urla anche Zoggia : l’han sentito fino a Chioggia

Ma il suo pianto è assai cortese, e prepara larghe intese.

La morale della storia, resterà nella memoria :

Riso amaro e a denti stretti, con Brugnaro a Ca’ Farsetti.

N. Tommaseo, esule in Londra, 5 ottobre 2015

(1) “besso” o “bezzo”:  moneta veneziana in rame del peso di 4 grammi  e del valore di mezzo soldo, equivalente a sei bagattini, utiizzata nei territori della Serenissima per le transazioni bagatellari (= di modica entità). 

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