Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per il giorno “novembre 21, 2018”

#Bragora: un primo bilancio, per la casa dei veneziani.

A un mese e mezzo dall’inaugurazione dello spazio civico in campo de la Bragora (7 ottobre), proviamo ad abbozzare un primo e provvisorio bilancio.

Il soranome “casa dei veneziani” è opera di Michele Fullin (Gazzettino) e riflette bene lo spirito con cui ci stiamo muovendo: uno spazio al servizio della città, e non un luogo di proselitismo per partiti o correnti di partito: a nessuno abbiamo mai chiesto “per chi hai votato” o “per chi voterai”, quel modo di fare politica che ci divide anziché unirci lo lasciamo volentieri ad altri!

Per abbozzare un primo bilancio, ricordiamo innanzitutto che le priorità di utilizzo della sede erano state messe ai voti con apposito sondaggio fra gli iscritti. Ne seguiremo quindi l’ordine così come era emerso dal voto interno.

  1. Al primo posto con 259 voti c’erano “Incontri e dibattiti su temi cittadini”.

Ne abbiamo già realizzati quattro: quello del 21 ottobre sull’area realtina, a cura di Nicoletta Frosini; quello sulla residenzialità dell’11 novembre, a cura di Marco Gasparinetti,  quello del 16 novembre con il presidente dell’autorità portuale Pino Musolino e quello del 18 novembre con i docenti IUAV Luca Velo e Laura Fregolent. Caratteristica comune e molto apprezzata del “format” che abbiamo scelto:  la concretezza, con presentazione di dati inediti e aggiornatissimi, e l’interattività, che a tutti i presenti offre la possibilità di partecipare con domande e commenti nel corso del dibattito: nessuno è semplice spettatore, ognuno di noi è protagonista.

Quella che segue è una rassegna stampa (parziale) delle attività già realizzate e dell’interesse che hanno suscitato i dati inediti da noi presentati:

Di questi quattro incontri pubblicheremo a breve qualche appunto di sintesi, visto l’interesse generale che rivestono. In calendario a breve ne abbiamo altri tre: il 30 novembre sul traffico acqueo locale (a cura di Dario Vianello), il 2 dicembre sul futuro della voga (a cura di Saverio Pastor), il 16 dicembre sulla tutela penale dell’ambiente (a cura dell’avv. Elio Zaffalon).

2) Al secondo posto con 121 voti c’era l’opzione “Presentazione libri e pubblicazioni”. Il primo lo ha presentato Flavia Antonini il 14 ottobre, con la partecipazione straordinaria di “CheBateo” Marco Ziliotto. ll secondo (e molto atteso) sarà il nostro calendario Venezia 2019, che verrà presentato alla stampa e al pubblico domenica 25 novembre. Altri ne seguiranno, a dicembre e nei primi mesi del 2019.

3) Al terzo posto con 120 voti, “Performance musicali e teatrali”. Indimenticabile quella del cantante, attore e regista teatrale Alessandro Bressanello, con cui abbiamo inaugurato la sede, il 7 ottobre. Il suo “Gigio ti te ricordi” è sul nostro canale youtube, a chi non c’era suggeriamo di godersi il pezzo (inedito) al minuto 3:45:

4) Al quarto posto, con 69 voti avevamo si era classificata l’opzione “Proiezione documentari”. Dopo il primo appuntamento con Loredana Spadon e Max Vianello (4 novembre) il 9 dicembre presenteremo un documentario inedito di denuncia che farà discutere (“La città perduta”), alla presenza del regista Marco Milioni.

5) Nelle posizioni successive c’erano la creazione di una sala lettura e di uno spazio giochi o ludoteca, che in modo embrionale sono già state collaudate. L’11 novembre i bambini presenti hanno anche ricevuto la visita di un improbabile San Martino, nell’ambito della giornata “VeneziaGioca” che era stata organizzata per loro!

Domenica 11 novembre, con i due eventi in programma, sono quasi 200 le persone che a rotazione hanno potuto fruire di questi spazi.

Il Gruppo 25 aprile è: una piattaforma civica dove le priorità vengono decise con il voto di tutti e – soprattutto – dove le proposte e i sogni nel cassetto di ognuno diventano realtà, grazie all’effetto moltiplicatore e alla forza del gruppo. Per partecipare al dibatitto interno e per il voto online (che è sempre palese e nominativo, quindi non manipolabile) lo strumento che ci siamo dati è:

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

L’associazione 25 aprile Venezia, che è braccio del gruppo per le decisioni che richiedono copertura finanziaria, si riunirà invece in assemblea straordinaria il 16 dicembre. L’ordine del giorno verrà pubblicato a breve su questa pagina, e prevede l’allargamento del direttivo attuale per poter gestire i molti fronti aperti – non ultimo la presidenza della rete civica del Mediterraneo orientale, che nel 2019 spetterà proprio a noi.

 

Al di là delle domeniche in Bragora, che stanno ormai diventando un punto di riferimento per chi vuole costruire in modo partecipato il futuro di Venezia, ricordiamo che la sede è aperta al pubblico anche il sabato dalle 16 alle 19, con la sua sala lettura e la ludoteca per i più piccoli – ed è un servizio in più che offriamo senza nulla chiedere in cambio.

Vi aspettiamo in #Bragora!

Un anno fa: la nostra trilogia “Venezia non è un albergo”.

21 novembre, un anno fa, eravamo in corteo per dire: “Venezia non è un albergo”:

24 novembre, per ribadirlo agli occhi del mondo abbiamo creato la sorpresa con i mille volantini alla “prima” della Fenice, applauditi anche dal pubblico (ma non dal sindaco, assente e molto seccato per lo spazio datoci dalla RAI in diretta sul posto):

 

30 novembre, eravamo in Consiglio comunale per contrastare l’ennesima svendita: quella di Palazzo Poerio Papadopoli. Seduta sospesa per le intemperanze della maggioranza consiliare fucsia. Avevamo forse toccato qualche nervo scoperto?

Quelle tre giornate “calde” sono state documentate sul nostro canale Youtube (“25 aprile TV”).

Per ricordarle, riproponiamo l’articolo del Corriere (Gloria Bertasi) che in pochi e lucidissimi tratti ripercorreva la nostra storia, dando ai lettori una risposta chiara e sintetica alla domanda sul “chi siamo, cosa facciamo”.

 

Venezia, pioggia di volantini alla prima della Fenice: «Basta alberghi»

Protesta all’esordio del soprintendente Ortombina, citazione della prima scena di «Senso» di Luchino Visconti

di Gloria Bertas

 

VENEZIA

Hanno comprato i biglietti come qualunque spettatore e prima che si alzasse il sipario si sono alzati e dal loggione hanno lanciato sulla platea decine di manifestini dello stesso colore della bandiera italiana, bianco, rosso e verde, con su scritto: «Basta alberghi, Venezia vuole vivere», proprio come nel film «Senso» di Luchino Visconti del ‘54 i patrioti lanciavano fiori tricolori in spregio agli austriaci.

 

La protesta

Venerdì era la prima del «Ballo in maschera» di Giuseppe Verdi, e il teatro La Fenice era pieno, tra il pubblico Paolo Baratta, presidente della Biennale, Paolo Costa, ex presidente del Porto, imprenditori come Luigino e Roberta Rossi, Franca e Yaya Coin, l’artista Fabrizio Plessi ed è su di loro che sono piombati i manifestini del Gruppo 25 Aprile. Qualcuno ha applaudito alla protesta, una signora, elegantissima in abito da sera, ha raccolto uno dei fogli e leggendo il testo ad alta voce ha sbottato: «Hanno ragione, ci sono troppi alberghi in città».

 

Chi sono

Il Gruppo 25 Aprile è nato qualche anno fa e riunisce abitanti di Venezia convinti che la strada da percorrere contro il declino della città e la sua trasformazione in Disneyland sia riportare residenti e frenare il boom delle strutture alberghiere. Ieri, la protesta per sollecitare l’opinione pubblica a prendere posizione contro la trasformazione dei palazzi storici in hotel. «Abbiamo voluto segnalare con un gesto silenzioso ma eclatante e simbolico – spiega Marco Gasparinetti, portavoce dei 25 Aprile – la minaccia incombente su una delle più belle città al mondo. A Venezia il numero dei posti letto per i turisti supera quello dei residenti, scesi sotto la soglia dei 54 mila».

 

Le proteste

Il Gruppo non è nuovo a manifestazioni colorate e di grande impatto visivo. Lo scorso Carnevale, gli attivisti hanno indossato costumi da panda per denunciare che i veneziani sono in via di estinzione. Pochi giorni fa, durante la Festa della Salute, hanno manifestato in 250 allo slogan «Venezia non è un albergo». Il 2 luglio, invece, erano in duemila a urlare tra calli e campi «mi no vado via» (io non vado via) e centinaia di famiglie hanno aderito alla protesta delle lenzuola affisse sui balconi delle case con la scritta: «Venezia è il mio futuro».

 

 

Città o Disneyland

Il nodo da sciogliere è sempre lo stesso: frenare l’esodo dei residenti e il boom di turisti, che quest’anno raggiungeranno la soglia dei 30 milioni. Ora, per i 25 Aprile, ci sono due urgenze su cui intervenire, nella speranza che Patriarcato e Comune cambino idea: la trasformazione dell’ex canonica di Santa Fosca (Strada Nova) in dépendance dell’hotel Tintoretto e quella del palazzo ai giardini Papadopoli in piazzale Roma in hotel. L’edificio è sede del comando della polizia municipale ma la giunta fucsia di Luigi Brugnaro conta di venderlo entro il 15 dicembre, giorno di chiusura dell’asta, a 10,8 milioni di euro. Un acquirente si è già fatto avanti e il consiglio comunale, una settimana fa, ha approvato il cambio di destinazione d’uso da direzionale e residenziale a ricettivo. Ma non sono gli unici nuovi hotel della città: negli uffici del Comune, nei mesi scorsi, sono arrivate 24 richieste tra aperture e ampliamenti di alberghi esistenti. «Le case per le famiglie non esistono più», tuona il Gruppo. In effetti, oltre 8.600 alloggi veneziani sono affittati ai turisti su siti come Airb’n’b.

 

L’opera

Dopo il lancio di volantini, alla Fenice è calato il silenzio ed è iniziata l’opera verdiana diretta da Gian Maria Aliverta. Emozionato alla sua prima da soprintendente, Fortunato Ortombina ha commentato: «Sono davvero orgoglioso del nostro teatro». Da Firenze, L’«in bocca al lupo» del suo predecessore Cristiano Chiarot.

 

25 novembre 2017 (modifica il 25 novembre 2017 | 08:19)

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