Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Tassa di sbarco? Not in our name.

La tassa di sbarco o “contributo di accesso” per chi arriva a Venezia (con qualunque vettore) entrerà in vigore ai primi di maggio. Per le modalità bizantine con cui è stata articolata, ai residenti complicherà la vita senza risolvere nessuno dei problemi che denunciamo da anni.

Questa tassa serve solo a far cassa,

foglia di fico per dire all’UNESCO: “avete visto, che bravi?”

Mentre di fatto ci rende schiavi.

Ci rende schiavi di un turismo di massa,

che verrà usato per fare cassa,

e allora chi potrà più farne a meno?

Come una droga che crea dipendenza,

e poi si trasforma in sofferenza.

Venezia merita ben altra visione

un futuro diverso, e non questa finzione.

Chiedevamo case per i residenti,
non l’elemosina riservata ai pezzenti.
Chiedevamo botteghe per i nostri artigiani,
non questi trucchetti da ciarlatani.

A chi pensa che siano stati i veneziani a chiederla, la nostra risposta è:

not in my name_rosso

 

Comunicato stampa

Venezia, 26 febbraio 2019

Questa tassa non l’abbiamo chiesta noi e non la riteniamo il modo corretto per affrontare  un problema che è quello della capacità di carico della città, mentre gli accessi a pagamento (e potenzialmente illimitati) introdotti dal regolamento si basano soltanto sulla capacità di spesa di chi per mille motivi (non necessariamente turistici) si reca in visita a Venezia – trasformando l’accesso a una città intera e a tutte le isole lagunari in una merce a pagamento.

A nostro giudizio, il modo in cui lo strumento è stato declinato dalla Giunta in carica si tradurrà in ulteriori disagi e pastoie burocratiche per chi dovrà dimostrare di essere esente dalla tassa di sbarco, oltre che in potenziali intrusioni nella privacy delle persone, anziché fare qualcosa per risolvere i problemi che da anni sono sul tappeto.

Con spirito costruttivo avevamo reso note  le nostre proposte migliorative (in calce a questo articolo, per chi non le conosce), e ringraziamo i gruppi consiliari che le hanno fatte proprie in forma di emendamenti.

Nel corso del dibattito odierno in Consiglio comunale, la Giunta in carica si è dimostrata sorda a tutto e con questo ha sprecato l’occasione di rimettere sui binari un treno che nel suo deragliamento rischia di fare soltanto danni,  adottando un atteggiamento di arroganza e supponenza che appare dettato unicamente dalla fretta di fare cassa già da quest’anno.

Manifestare è un diritto costituzionale (articolo 17): «I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi». Per poterlo fare a Venezia dovranno pagare la tassa di sbarco?

Il regolamento esenta dal pagamento i partecipanti a manifestazioni sportive, spettatori compresi, e mille altre categorie rispetto alle quali ci sfugge la «ratio» dell’esenzione –a meno che non sia semplice permeabilità all’azione di lobby di alcune categorie – ma non chi si reca a Venezia per motivi di studio o culturali, convegni o appuntamenti in studi professionali, o per esercitare i suoi diritti costituzionali.

Al di là della cifra da pagare, sono intralci ulteriori che rischiano di accelerare e aggravare ulteriormente la delocalizzazione di tutte le attività economiche non legate al turismo.

Il gruppo25aprile denuncia questo ed altri paradossi del pastrocchio chiamato “contributo di accesso” e si riserva di contrastarne l’applicazione, quando il regolamento entrerà in vigore, anche manifestando e attuando forme di disobbedienza civile rispetto agli obblighi di autocertificazione a carico dei residenti e delle loro famiglie.

Il Gruppo25aprile


Le nostre proposte di emendamento all’allegato A) alla PD n. 54/2019 (contributo di accesso). L’unica che è stata accolta con emendamento di Giunta è l’esenzione dei “soggetti nati a Venezia”, ovunque siano residenti.

Articolo 2

Paragrafo 3, modicare come segue: «per vettore si intendono i seguenti soggetti che svolgono servizio di trasporto di persone a fini commerciali, ad esclusione di quelli non esplicitamente elencati».

Sopprimere lettera b)

Alla lettera d) sopprimere le parole «taxi, anche acquei»

Sopprimere lettera e)

Articolo 4

Paragrafo 1

Aggiungere: «i veneziani iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)»

Paragrafo 2

Aggiungere: «ai residenti non è richiesta autocertificazione di alcun tipo, essendo sufficente la presentazione della carta di identità su richiesta dei soggetti abilitati a bordo del vettore».

Articolo 5

Paragrafo 1, aggiungere:

  • i giornalisti (professionisti o pubblicisti) in servizio per le testate rispettive;
  • I clienti/utenti con appuntamento in studi professionali o uffici pubblici ubicati nel territorio oggetto del Regolamento.

Lettera q) sopprimere le parole «fino al terzo grado del defunto».

Articolo 6

Paragrafo 2 (giorni di bollino verde)

«La misura del contributo di accesso per tali giorni è fissata in euro zero»

Articolo 7

Da sopprimere nella sua interezza.

Articolo 8

Al paragrafo 1, sopprimere le parole da «fatta eccezione per l’ipotesi di riscossione diretta» a «articolo 11 del presente regolamento» (NB anche perché si tratta di un refuso: la disposizione pertinente è l’articolo 10).

Articolo 10

Sopprimere il punto iii) l’Aeroporto Marco Polo di Tessera

Articolo 12

Paragrafo 4: modificare come segue: «la sanzione amministrativa pecuniaria qui fissata in Euro 100» sopprimendo le parole «da Euro 100 ad Euro 450».

 

 

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4 pensieri su “Tassa di sbarco? Not in our name.

  1. giulia in ha detto:

    è triste. GRAZIE DI QUELLO CHE STATE FACENDO PER TUTTI

  2. loredano in ha detto:

    Emblematico l’ordine di valore nelle esenzioni dalla tassa di sbarco.
    I primi esentati, alla lettera a) sono i …TURISTI (purché alloggino in un hotel del Comune, ovviamente), successivamente vengono, alle lettere b),c),d) un po’ tutti i possibili giustificabili per “geografia” e fra tutti questi … ANCHE i veneziani (che però non sono mai citati come abitanti della città).
    E’ un po come se il Decalogo della Bibbia si aprisse con altro e diverso comandamento rispetto al concetto principe: “Io sono il Signore, Dio tuo!”
    D’altronde si dovrebbe essere abituati alla visione tutta mercantile della Giunta Brugnaro, che crede e confida solo nella “risorsa” produttiva di ricchezza, facile da utilizzare, che è il turismo, perché è l’unica che riesce a vedere.
    Si era partiti dalle ipotesi di vendere Klimt e Chagal, si è poi orientata nella alienazione del patrimonio urbano e ora la versione dell’assessore Zuin (“Venezia è un museo”) vorrebbe porre una “pietra tombale” sugli abitanti di Venezia, che sono sempre più di impiccio nella gestione del Luna Park che si sta gradualmente realizzando.

  3. CO Stefano Ballarin Barbarigo Michiel in ha detto:

    Mio caro gruppo25aprile, se ho capito bene adesso devo pagare una tassa per poter ritrovare la mia famiglia o semplicemente farmi due passi a Venezia ? Da tanti anni oramai sono residente all’estero ed iscritto all’AIRE di Venezia e di piu sono anche nato all’estero ! Ma questo non vuol dire che non sono une vero Veneziano ! Se vogliamo provocare uno scandalo alla frontiera della Citta io ci sto ! Chi di storia se n’intente, leggendo il mio nome, capirà che questa tassa non è accettabile ! Sinceramente vostro CO Stefano Ballarin Barbarigo Michiel

  4. Giulia, Stefano e Loredano: grazie per i vostri commenti, ci aiutano a capire che questa battaglia è condivisa da molti e ad approfondirne i motivi, che chiamano in causa il progetto di Città della giunta in carica, e non è questione di pagare 3 o 10 euro per entrare: la questione è molto più seria!

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