Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

#Referendum primo dicembre: lettera ai veneziani

Lettera ai veneziani, ai muranesi, ai buranelli e a tutti i residenti della Venezia insulare

Fino a poco tempo fa abitare a Venezia era forse scomodo, ma meraviglioso: una città a misura d’uomo, senza traffico, poco inquinamento e un’incredibile sicurezza sociale, anche la notte, perché tutti si conoscevano e vi era un capillare controllo di vicinato. Una città in cui i bambini giocavano in strada e gli adulti, incontrandosi, facevano a gara nell’offrirsi un caffè o uno spritz.
C’era chi fino a poco tempo fa definiva un privilegio poter abitare a Venezia.

Oggi però quella Venezia, che tanti anni fa ho scelto per me e i miei figli, è quasi irriconoscibile, sta scomparendo soffocata dal turismo che, oltre a invadere le calli, ha sostituito negozi di vicinato e artigiani con venditori di cianfrusaglie e fast food.

Ma c’è un’altra conseguenza, che forse non è così evidente a chi non vive in città: negli abitanti residui sta sorgendo un senso di impotenza, di frustrazione e di mancanza di speranza nel futuro.

Per capire questi sentimenti è il caso di ricordare quanto hanno detto alcuni sindaci veneziani: un sindaco filosofo ha detto: “Il futuro di Venezia è a Mestre”; un suo predecessore, rettore universitario: “Venezia non si sta svuotando, si sta allargando”; quello attuale infine: “Non vi sta bene il turismo? Andate in terraferma”.

Non è stupefacente che non uno, ma più sindaci si permettano in sostanza di suggerire ai propri concittadini – che sono anche elettori – di andarsene?

È proprio questo il problema: se nessun altro sindaco al mondo si sognerebbe di dire una cosa del genere, a Venezia si può.
Si può perché non è penalizzante, in quanto gli abitanti della Venezia storica sono la metà di quelli della terraferma, e la loro forza elettorale, trascurabile, non permette loro di esprimere i propri amministratori, né di condizionarne il comportamento.

Pertanto gli ultimi abitanti della Venezia storica possono essere impunemente trattati come delle fastidiose presenze senza diritto di lamentela, la cui esistenza impedisce il completo e capillare sfruttamento turistico della “città più bella del mondo”.

Da ciò discende una frustrazione che vede nell’autonomia amministrativa, rappresentata dalla vittoria del SÌ nel prossimo referendum, la speranza di riappropriarsi del valore del proprio voto e della propria città.

Certo non sarà sufficiente, sarà solo il punto di partenza, perché l’autonomia da sola non genera buoni amministratori.
Ma almeno garantirà che saranno scelti da una comunità cui questi dovranno rendere conto, e permetterà di sostituirli alle elezioni successive
se non dovessero dimostrarsi all’altezza del compito.
Esattamente come avviene in qualunque città del mondo, dove un Sindaco non si sognerebbe mai di dire “se non ti sta bene, vai via”, ma dove invece, se è il Sindaco che non va bene, è LUI che deve andarsene.

Stefano Croce

(foto: Marco Gasparinetti)

 

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4 pensieri su “#Referendum primo dicembre: lettera ai veneziani

  1. Karmen Corak in ha detto:

    Condivido pienamente – grazie.

  2. Cristina in ha detto:

    Caro Stefano, le tue riflessioni sulla frustrazione di chi ha scelto Venezia per le sue qualità, mi aderiscono perfettamente…. purtroppo temo un forte ottimismo nella tua conclusione in quanto gran parte di quei pochi cittadini che siamo, abusa del “gioco economico” del turismo! Venezia spopolata di famiglie medio-giovani , abbondando di anziani , rischia fortemente di non esser sorretta da sufficienti cittadini consapevoli del nobile obiettivo di riequilibrio !
    Credo che gran parte dei Veneziani doc , siano costretti a mestre a causa di incapaci e fraudolenti personaggi che l’hanno governata in questi anni…. ma non perchè non fossero a conoscenza dei reali bisogni di Venezia rispetto a Mestre !
    A volte, vorrei dire, non necessariamente per causa o intenzione loro, ma anche perchè Venezia è subordinata da personaggi più in alto … con interessi economici che manco riesco immaginare….
    Concludo, per non tirarla lunga, temo che questo SI, togliendo il diritto di essere comune di Venezia ai Veneziani costretti in terraferma, faciliti la politica ad appropriarsi “finalmente” di una città per trasformarla definitivamente in una grande “disneyland”!!!

    Dobbiamo davvero pensarci bene!!!

    Cordialmente
    Cristina

  3. Antonino in ha detto:

    Salve Buongiorno a tutti Amici Veneziani,

    Dopo due vite, l’una di avvocato, poi l’altra di viticoltore, abbiamo scoperto Venezia. C’era cinque anni fa. Arrivando alla serata dall’una laguna molto piu che agitata, il nave entrava nel canale di Cannaregio. Nella quella notte nera e grigia di marzo, i palazzi si confondevano al canale. Nonostante oppure grazie a quella entrata spettacolare quasi dantesca, in pochi giorni, poi in numerosi soggiorni abbiamo scoperti una citta vivente, energica, coraggiosa, tanta bella tanta ammirabile che da questo primo momento questa meraviglia non mai piu ci lascia. Ogni giorno pensiamo a voi dalla nostra Francia, sperando che la vostra situazione si migliorerà, in particolare nella questa perioda difficilissima.
    Anche abbiamo velocimente capito i danni subiti sfortunatamente da una citta devorata dal turismo di massa. In qualche anni abbiamo visto l’increnamento terrifico del turismo B&B (quasi raddopiato da 2015 a oggi). Ci sembra evidente per noi che i Veneziani devono poter ricuperare il loro destino, e in particolare scegliere proprio il loro turismo. Venezia non può stare La Serenissima senza i suoi abitanti chi sono la sua vera Anima. Dunque noi, nonostante non avendo il diritto di votare, vi inviamo la nostra speranza d’una ottima scelta, affinché Venezia vive ! Si !
    Con tutta la nostra amicizia !
    Antonin e Dany Nicollier

  4. stefania scacchi in ha detto:

    Bravo concordo pienamente! Penso che la prima cosa da farsi sia cambiare sindaco. Infatti appare evidente la strategia di Brugnaro: Venezia costituita solo da hotel e B&B e gli abitanti in terraferma! Del resto penso che il fatto che lo stesso sindaco non viva a Venezia sia una pubblicità estremamente negativa sulla bellezza del vivere a Venezia. Cari Veneziani riconoscete di avere preso un granchio colossale eleggendolo! C’è bisogno di un sindaco che ami Venezia e non di uno che la considera solo un grande business turistico.

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