Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “Era Fucsia”

i diarii di Marin Starnudo: Brugnaro ringrazia Brugnaro

i Diarii di Marin Starnudo, capitolo quinto

10 marzo 2016: in uno slancio di generosità, il Comune di Venezia ieri davanti al Notaio ha ceduto il suo (cioè nostro) 5% della Abate Zanetti SpA non già mettendo all’asta le sue (cioè nostre) azioni con gara pubblica, ma tramite cessione diretta alla Umana del Sindaco Brugnaro per 1.645 euro = il controvalore di 8 o 9 brocche in vetro di Murano come questa, vendute online a 190 euro:

AbateZanetti

http://www.abatezanettimurano.com/en/

.. il che equivale a dire che la gloriosa istituzione (ora SpA) fondata nel 1862 è stata valutata 32.900 euro (1.645 pari al 5%, moltiplicati per 20). L’imprenditore brugnaro (proprietario di Umana e già azionista principale della Abate Zanetti SpA) ringrazia il Sindaco Brugnaro e il cerchio si chiude. Etciù!

Le leggi di Murphy non reggono il passo dei tempi, Marin Starnudo propone di aggiornarle come segue:

  1. Niente è difficile come sembra e tutto richiede meno soldi di quanto si pensi, quando l’azionista che vende è il Comune e il compratore è il Sindaco;
  2. La svendita delle azioni che appartengono ai cittadini (precedente: SAVE) è deprecabile soltanto quando a beneficiarne direttamente non è il Sindaco in carica.

Abatezanetti2Per la cronaca, la gloriosa istituzione creata dall’Abate Zanetti, oltre ad essere diventata un venditore di manufatti che fa direttamente concorrenza ad altri meno fortunati che la “fornase” hanno dovuto edificarla e metterla a norma a caro prezzo, o rilevarla a prezzi di mercato, da quest’anno diventerà anche una scuola privata a pagamento.

Quali ne fossero l’origine e gli scopi lo racconta ancora (ma per quanto tempo ancora?) il sito ufficiale che dice:

“Aperta nel 1862 per iniziativa dell’abate Vincenzo Zanetti, la Scuola del Vetro di Murano che porta il nome del suo illuminato fondatore.. è soprattutto grazie all’operato dell’abate Zanetti, al suo appassionato impegno in favore dell’isola e ai suoi insegnamenti che Murano deve la riscoperta ottocentesca del suo storico primato nel vetro. Egli studia il glorioso passato, riscopre la grandiosità delle opere prodotte nell’antichità e la fama che da essa derivava, la divulga e trova in essa i motivi per un nuovo sviluppo. Sostiene e loda gli imprenditori e allo stesso tempo si batte per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle maestranze.

Nel 1862 Zanetti istituisce anche la Scuola di Disegno applicata all’arte vetraria, allo scopo di dare una solida formazione artistica ai maestri artigiani. All’Esposizione Universale di Vienna del 1873 la vetraria muranese, rappresentata dal Museo e dalla Scuola di Disegno, ottiene una medaglia d’oro, così come nel 1878 a Parigi, a Melbourne nel 1880 e a Milano nel 1881.”

Il tutto (compresi i 154 anni di storia, un marchio di assoluto prestigio e le scorte di manufatti in vetro di Murano) a quanto pare vale 32.900 euro. Marin Starnudo ne prende atto, e si riserva di contattare Vincenzo Zanetti per ottenere un suo parere sulla vicenda: pur non essendo coetanei, fra Sanudo e Zanetti ci sono soltanto tre secoli di distanza e cosa volete che sia, rispetto all’arte del vetro che è millenaria.

— Appendice: qualche dato sulla Abate Zanetti SpA (fonte: bilancio 2014) —

Valore della produzione caratteristico (al netto di altri ricavi): 1.194.135 euro

Margine operativo lordo: 85.560 euro

Liquidità immediate: 146.231 euro

Liquidità differite: 652.375 euro

Valore delle scorte: 492.601 euro.

Totale attivo: 1.537.766 euro

Lettera aperta a Matteo Renzi

Egregio Presidente del Consiglio,

Il gruppo25aprile, piattaforma civica e apartitica composta da centinaia di persone che ancora vivono e/o lavorano nella città d’acqua, Le augura il benvenuto a Venezia in occasione del vertice bilaterale Italia-Francia convocato per l’8 marzo.

Il gruppo25aprile non manifesterà nelle fragili calli di Venezia domani 8 marzo, pur comprendendo le ragioni dei manifestanti; il gruppo25aprile intende però manifestare a Lei e al Governo le sue gravi e motivate perplessità sul fatto che il Sindaco in carica di Venezia possa ancora rappresentare la città nel « Comitatone » che prossimamente sarà chiamato a pronunciarsi sul passaggio delle grandi navi in Laguna e sullo scavo dei canali che a detta del Sindaco si renderebbe necessario per facilitarne il transito, sventrando l’isola delle Tresse.

Le perplessità nascono dal palese conflitto di interessi che abbiamo reso noto in data 6 marzo e riguarda una società direttamente riconducibile al Sindaco, fornitrice delle principali compagnie di crociera come appare dalla sua pagina internet :

http://www.tecnikalumen.com/it/produzione/navale

Tecnika Lumen

La “Tecnika Lumen” è direttamente controllata dalla Umana SpA, il cui azionista di riferimento è il Sindaco. In queste condizioni, il Sindaco in carica non può rappresentare il Comune di Venezia in seno al Comitatone che è chiamato a preservarne il fragile equilibrio, quando si discuterà di grandi navi e grandi scavi.

Lo diciamo a Lei che lo presiede a norma della Legge Speciale per Venezia, certi che vorrà prenderne nota.

7marzo2016 NV

Il gruppo25aprile rispetta il risultato di elezioni comunali vinte dalla “lista Brugnaro” grazie a un dispiego di mezzi abnorme, che è attualmente oggetto di un’istruttoria avviata dal Collegio di garanzia elettorale della Corte d’appello di Venezia; a Lei come Presidente del Comitatone, e all’Autorità Nazionale Anticorruzione per quanto di sua competenza eventuale, chiediamo di garantire il rispetto delle Leggi che lo Stato italiano ha adottato a tutela dell’interesse generale e della salvaguardia della città che amiamo.

Venezia, 7 marzo 2016

Avvertenze:

  1. Quello qui pubblicato è un estratto della lettera aperta la cui versione integrale è stata inviata alla Presidenza del Consiglio e, per conoscenza, ad alcuni quotidiani.
  2. Il “Comitatone” a cui si fa riferimento è quello istituito con Legge del 29 novembre 1984 n. 798 “Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia” che ha riconfermato lo Stato come principale responsabile della difesa dell’equilibrio idrogeologico della laguna. Per assicurare “l’indirizzo, il coordinamento e il controllo per l’attuazione degli interventi previsti dalla presente legge” la legge del 1984 ha creato un “Comitato interministeriale per Venezia” che in gergo giornalistico viene chiamato “Comitatone” in quanto formato da una lunga lista di enti locali e ministeri.
  3. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla quale sono stati di recente conferiti nuovi e più incisivi poteri, è un organismo indipendente, istituito dall’art. 1 della legge 6 novembre 2012 n. 190, recante “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”. Il sito ufficiale dell’ANAC è: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Autorita

 

Traffico acqueo e cavoli di consultazione fucsia

Nella sua personale concezione di “democrazia partecipata”, il Sindaco in carica ha introdotto la simpatica consuetudine dei “tavoli di consultazione” riservati ai simpatizzanti della sua lista personale (lista Brugnaro); come abbiamo potuto constatare, sono ammessi ai tavoli anche gli adepti di recente conversione e altri spettatori plaudenti, a condizione di non fare troppe domande: “Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora” è stato il cortese invito rivolto a un partecipante più scettico degli altri, tanto per chiarire a tutti che se non sono applausi son “cavoli” amari più che tavoli.

Un’eccezione alla regola di cui sopra poteva essere la “conferenza” pomposamente convocata sul traffico acqueo, a cui non è estranea l’indagine conoscitiva avviata dalla Procura della Repubblica a causa della pressione ormai insostenibile che le esigenze del turismo di massa fanno gravare su rii e canali che erano stati pensati per imbarcazioni a remi e in cui il rispetto delle regole sembra essere diventato un “optional”. Abbiamo provato a crederci e al Signor Sindaco abbiamo indirizzato una richiesta garbata che potrete leggere in calce. Alla richiesta non è stata data risposta e la “conferenza” sul traffico acqueo si è svolta ieri mattina a porte chiuse, con una assenza ingombrante: quella dei residenti, che rispetto alle esigenze di cui sopra sono forse considerati come un fastidio di troppo.

Se pubblichiamo il testo che non ha ricevuto risposta, è per rivendicare il nostro diritto ad avere voce in capitolo e anche perché ciascuno possa valutare la ragionevolezza della posizione e delle proposte che, illusi, gli avevamo inviato. Nel caso in cui qualcuno in futuro volesse rimediare alla dimenticanza prendendo almeno nota di questi spunti di riflessione, magari eviterà il nomignolo che in città è già stato affibbiato a questi “cavoli di consultazione” che servono solo come foglia di fico, in perfetta continuità con pratiche anteriori che almeno non avevano la pretesa di spacciarsi come innovative.

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Egregio Signor Sindaco,

a nome del Gruppo Diportisti Laguna Veneta e del Gruppo25Aprile, che rappresentano più di 2.000 iscritti, Le rivolgiamo questo appello facendo seguito ai contatti intercorsi con il capogruppo dott. Maurizio Crovato.

La Sua decisione di convocare una conferenza con le categorie interessate in vista dell’adozione di un nuovo piano per il traffico acqueo ci trova assolutamente favorevoli e disponibili a fornire un contributo costruttivo in termini di osservazioni e proposte.

Nel convocare soltanto le categorie professionali interessate, che sicuramente hanno legittimi e corposi interessi da difendere, il rischio sarebbe quello di trascurare il punto di vista dei residenti che sono parimenti interessati sotto un triplice profilo:

  1. in quanto titolari di diritti reali e/o personali di godimento sui beni immobili che quotidianamente vengono aggrediti dal moto ondoso e ne subiscono i danni;
  2. in quanto utenti dei servizi di trasporto acqueo, ai quali riconosciamo tutta l’importanza che meritano per il buon funzionamento della città;
  3. in quanto proprietari di imbarcazioni da “diporto” che vorrebbero poter continuare a vivere la città in barca come sempre hanno fatto per generazioni, senza esser silenziosamente “espulsi” per mancanza di ormeggi o per un eccesso di regolamentazione che a volte produce effetti indesiderati.

Alla luce di questa premessa, Le chiediamo di poter partecipare alla conferenza del 25 febbraio con tre osservatori, per poter fornire a Lei in quanto Sindaco e Sindaco della città metropolitana la possibilità di aprire un canale di comunicazione diretto con tutti gli stakeholders e di assumere in assoluta autonomia di giudizio le decisioni che meglio corrispondono all’interesse generale, essendo evidente che la ricerca di un punto di equilibrio passa dal bilanciamento e dal contemperamento di tutti gli interessi in gioco.

In via preliminare e per chiarire il nostro approccio, non chiediamo tanto nuove regole quanto la semplificazione e l’applicazione di quelle esistenti, che sono ampiamente ignorate per tre motivi: la frammentazione delle competenze, la mancanza di controlli, la complessità del corpus normativo che si è stratificato nel tempo, da cui deriva una scarsa conoscibilità delle regole applicabili.

Con riserva di produrre osservazioni scritte più dettagliate, Le anticipiamo con la presente gli assi di intervento che a nostro modo di vedere sono assolutamente prioritari:

  1. uno studio dei flussi aggiornato, essendo a tutti evidente che alla base di decisioni difficili, in materia complessa come questa, ci debba essere la conoscenza dei flussi attuali suddivisi per tipologia di trasporto, mentre il dibattito sui giornali è basato su dati vecchi e mai aggiornati; “conoscere per decidere” (knowledge based approach) ci sembra una premessa necessaria perché Lei possa prendere decisioni condivise e accettabili.
  2. l’ottimizzazione del trasporto merci, che a Venezia è caratterizzato da inefficienze di vario tipo, già sottolineate dalle stesse categorie ed evidenziate anche dagli studi di Fabio Carrera.
  3. la libera circolazione dei residenti, che di fatto è ostacolata dalla scarsità di ormeggi e dalla progressiva scomparsa (per incuria o altro) degli anelli da ormeggio che da sempre caratterizzano il nostro paesaggio urbano consentendo ai residenti di poter condurre una vita normale: portare i figli a scuola, fare la spesa senza doversela caricare sulle spalle, accompagnare a casa i genitori anziani, tenendo ben presente la vecchia regola che per ogni riva o fondamenta richiedeva la presenza di anelli da ormeggio che con preoccupazione vediamo diradarsi o scomparire.
  4. nelle more dell’adozione di nuove regole e/o della semplificazione di quelle esistenti, i danni creati dal moto ondoso vanno contrastati con gli strumenti già disponibili, primo fra tutti il sistema ARGOS di cui Le chiediamo di assicurare il pieno funzionamento: prima ancora di pensare al GPS, alla luce delle recentissima sentenza del TAR Veneto, ci meraviglia il fatto che il Comune disponga di una tecnologia che al momento attuale è utilizzata al 10% delle capacità.
  5. Limiti di velocità: se dovessimo scegliere fra limiti irragionevoli o irrealistici e pertanto disapplicati (dalle categorie professionali in particolare) e limiti di velocità ragionevoli ma rispettati, la nostra preferenza va ai secondi, ferma restando l’esigenza di contenere i danni del moto ondoso che rischiano di comprometterela stabilità delle nostre case. Si aggiornino le regole e si facciano rispettare, è la nostra richiesta.

In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro in vista della conferenza del 25 febbraio Le porgiamo, Signor Sindaco, cordiali auguri di buon lavoro.

—————-

Post scriptum:

Il cenno di riscontro non è mai arrivato. Ben altro era stato l’approccio della Municipalità di Venezia, che al moto ondoso aveva dedicato l’incontro (di cui riproduciamo qui la locandina) facendo seguito alla petizione firmata da più di 1.200 residenti. Forse non a caso, la capacità di ascolto della Municipalità è stata “premiata” con il ritiro di tutte le deleghe ad essa affidate, deliberata dal Consiglio comunale a maggioranza fucsia proprio ieri, 25 febbraio. Per celebrare degnamente la ricorrenza, resta solo da designare tale data come “Festa della democrazia” in salsa fucsia.. e “se no te va ben, ti va fora

locandina moto ondoso def

 

Consiglio comunale, Podestà e “Paron de casa”

Consiglio comunale in corso, ore 21. Chi si crede “el Paron de casa” dimentica che l’unico “Paron de casa” accettato dai veneziani è il campanile di San Marco, che le regole di educazione almeno le conosce. La persona che si comporta come padrone di casa conosce le regole dell’educazione? Verifichiamolo in diretta.

Sindaco Brugnaro, arrivato con 4 ore di ritardo, a proposito dell’emergenza smog:

«Quattro ore su sta roba »..  e ancora: «a una certa ora dovrò andare via» (in effetti se n’è poi andato alle 21.38, quando ancora si dovevano votare alcune delle mozioni a lui care).

Sindaco Brugnaro alla consigliera comunale Monica Sambo:

«Sambo, Lei si sta rendendo ridicola e insieme a lei gli amici e i parenti che ha portato».

Brusio del folto pubblico presente (NdR Monica ma quanti parenti hai? Difficile pensare che fossero tutti parenti e amici tuoi!)

Interviene la Presidente del Consiglio comunale (lista Brugnaro), ammonendo il pubblico:

Non usate parole offensive noi non vi stiamo offendendo“. Come no.. si passa al punto successivo all’ordine del giorno: la soppressione di tutte le deleghe alle Municipalità.

Il capogruppo PD Ferrazzi cita Giuseppe Dossetti, sui banchi della maggioranza si nota un frenetico compulsare di tablets, smart phone e i-phones alla ricerca di quel nome sicuramente comunista; il bravo Ferrazzi chiede che venga data la parola al Presidente della Municipalità di Venezia. L’aspirante “Paron de casa” alias Luigi Brugnaro graziosamente lo concede con queste parole rivolte al Presidente Martini:

Fa il tuo intervento e dopo ti va via“.

Gli dà del tu come fa con tutte le persone di sesso maschile (anche quelle che non ha mai visto prima), ne deduciamo che anche Brugnaro abbia molti amici e parenti.

Gli editoriali del Gruppo25Aprile non sono mai firmati, come chi ci legge già sa. Faremo oggi un’eccezione per l’aspirante Paron de casa, in modo che sappia a chi indirizzare eventuali querele intimidatorie.

Aspirante Sior Paron de Casa, una dedica per Lei:

Marin Falier

..perché a Venezia ce n’è già stato uno che si credeva un Monarca, e si chiamava Marin Faliero.

A partire da stasera, per Sua scelta Lei sarà Sindaco e Sindaco della città metropolitana, Presidente di fatto delle 6 Municipalità a cui ha tolto ogni delega, e di non sappiamo quanti consigli di amministrazione, socio di maggioranza in una trentina di società di cui dovrà pure occuparsi ogni tanto, concessionario e concedente in un paio di contratti particolarmente appetitosi, promotore e motore di liste fucsia a Napoli e a Chioggia con mal celate ambizioni nazionali e anche regionali, come ben noto al Presidente della Regione.

In questa smania di potere, c’è tuttavia un ruolo a cui Lei non potrà ambire: quello del “Paron de casa”: non soltanto perché a Venezia nemmeno ci vive ma perché, con tutto rispetto, Lei non ne ha le caratteristiche e nemmeno l’autorevolezza, che è cosa diversa dalla “autorità”. Paron de casa qui non lo sarà mai, nemmeno se in Italia tornassero i “bei tempi” andati e Lei si facesse proclamare Podestà nel senso che il termine ha avuto nel ventennio fascista.

Sappia che a Venezia non troverà soltanto servi per soddisfare ogni Suo capriccio, ma teste pensanti che approveranno o criticheranno le Sue scelte per quello che di buono potranno portare, e non per compiacere Lei o farLe dispetto.

Buon lavoro a Lei nelle Sue molteplici vesti, e buona fortuna alla nostra città.

Cordialmente,

Marco Gasparinetti

Municipalità 25febbraio2016

Post scriptum: chi era Giuseppe Dossetti? Rassicuratevi, non era comunista, il centralismo brugnariano invece è tipico dei regimi comunisti che qualcuno agita come spauracchio, per poi prenderne a prestito i peggiori difetti. Con l’onnipresente color fucsia al posto del rosso..

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Dossetti

GiovanniAndreaMartini

Foto: Nicola Tognon e Giovanni Andrea Martini

Il semestre più kitsch degli ultimi 20 anni è stato..

NataleFucsia

Il mondo ci guarda, perché Venezia è sempre Venezia: nel bene e nel male. Lo sa bene chi si è candidato ad esserne il Sindaco pur non essendo residente nel territorio comunale (e nemmeno in quello della Città metropolitana), perché ogni euro investito a Venezia produce un ritorno di immagine 1.000 o 10.000 volte superiore: città palcoscenico lo è sempre stata, e il Sindaco attuale del resto utilizza spesso il termine “brand” Venezia che sicuramente esiste, anche se non vorremmo che a questo soltanto si riducesse il suo concetto di città.

SindacoKitsch

Coraggio, dalle elezioni sono già passati 6 mesi! Ancora presto per valutare se questo Sindaco sia complessivamente migliore o peggiore dei precedenti: i criteri da prendere in considerazione sarebbero molteplici, ma un parametro almeno si presta ad una valutazione provvisoria, per capire se l’enorme spiegamento di mezzi in corso, secondo soltanto a quello visto in campagna elettorale, stia dando i risultati sperati (in termini di consenso) da chi ha messo mano al portafoglio (quello suo personale, si intende) e mobilitato pagine facebook “sponsorizzate” (il che vuol dire a pagamento) oppure se, al contrario, la pretesa di arruolare anche il Natale dipingendolo di fucsia stia cominciando a stancare l’opinione pubblica e/o creando una qualche reazione di rigetto rispetto al “troppo” fucsia esibito anche alla vigilia di quella che dovrebbe essere festa di tutti, senza bandiere politiche.

Nel lanciare questo “instant poll” (che non ha pretesa di assumere valore statistico, come chiunque faccia sondaggi sa bene, perché non è basato su un campione rappresentativo della popolazione nel suo complesso), ammettiamo  di non conoscere la risposta: se la conoscessimo, non ci prendremmo la briga di farlo. Altri commenti sarebbero superflui, passiamo alle domanda che è la seguente, e non comporta giudizi “politici” sull’operato complessivo dell’amministrazione comunale.

Se volessimo mettere a confronto il primo semestre degli ultimi 4 Sindaci, la palma del semestre più “kitsch” o più lontano rispetto all’immagine della Venezia che vorremmo proiettare nel mondo è stato quello di:

Candiani, cabaret con claque

Visti gli applausi scroscianti ricevuti dal numero di cabaret, riteniamo utile riproporre anche qui i pezzi forti dello spettacolino andato in scena al Teatro Candiani di Mestre, l’11 dicembre al 35° minuto e dintorni. Un grazie a Stefano Chiaromanni per la trascrizione e a Francesco Chicco Brunello per il video:

Al 34° minuto parla il Prof. Roberto Stevanato, Presidente del Centro Studi Storici di Mestre; chiede impegni per il Museo di Mestre, atteso da oltre 60 anni.

Risposta del Sindaco, Luigi Brugnaro:

“Adesso… adesso si arrabbia. Cioè il passaggio è questo: che in questa città tutti parlano a nome della città. Stavolta a nome della città parlo io. Lei parla a nome di un’associazione che ha delle legittime… [Stevanato: “A nome di un Gruppo di Associazioni!”] un gruppo di associazioni: sempre pochi. Cioè il problema è che musei in ‘sta città ne abbiamo tanti. Non sono l’uomo delle promesse. Non ho mai promesso niente, neanche in campagna elettorale. Ho promesso sempre lacrime e sangue: e lacrime e sangue saranno, finché non abbiamo trovato i posti di lavoro per i ragazzi. Io devo far ripartire Porto Marghera. Ciò, ce l’ho qua, ce l’ho fissa, capite? Cioè il Museo… abbiamo quanti musei – tu che sei più preciso – 11? 13? 14? Quanti musei gavemo, nostri, già? [voce dal pubblico: “A Mestre zero!”] No, lascia perdere Mestre. E undici musei… Ah… Chi è che ha visto il Klimt? Alzi la mano chi ha visto il Klimt. Dai! Siete anche sinceri! Ti ga visto? Girati! Ti ga visto? Bravo: dove si trova? Cioè abbiamo dei valori straordinari. Sapete a quanto ce l’abbiamo a bilancio il Klimt? Quanti soldi ce l’abbiamo a bilancio storico del Comune di Venezia; è un nostro patrimonio, è un quadro il Klimt, tanto per cominciare, uno dice che cosa è il Klimt, è un quadro, no, no, oh ti xe mato, sta’ fermo, sta’ bon. Ce l’abbiamo… fermo ché te digo mi, te svendi la roba se no sta’ bon… Il Klimt che è un quadro, abbiamo una collezione assurda, tanti xe in magazzin. Un quadro, a valore storico, dai, uno che spara, ecco qua, il professore, lo domando al professore. 92 milioni di euro a valore storico, se lo vendiamo in asta ce ne ciapemo duecento milioni. Interessa il prodotto? De cossa parlemo? Dobbiamo mettere in mano, dobbiamo mettere in mano, dobbiamo conoscere questa città, dobbiamo renderci conto di cosa abbiamo. Sapete cos’ha l’amministrazione comunale? 18.000 immobili, 18.000 immobili. Cioè da far… non possiamo ragionare. Mi dispiace ma devo continuare a dire questo. Non possiamo continuare a ragionare come se fossimo ‘na robetta. Siamo una delle grandi città del mondo ed è in mano vostra adesso, è in mano vostra, certo che dobbiamo pensare a cultura, ma vi sembra che in ‘sto momento qua la priorità che ho è aprire un museo? Dite voialtri: secondo voi… [Stevanato: Se c’era la proposta di aprire il nuovo museo a Venezia… Brugnaro interrompe alzando la voce] Discoteche dobbiamo fare qua! Un palazzetto dello sport! Un campo da calcio, un stadio, quanti anni xe che vol far el stadio. Questi xe i… Quando avevamo la squadra e queo coi schei o ghemo manda’ via, cioè ah che xe il massimo sa. Adesso i vol far el stadio e no ghe xe ea squadra. Ogni volta sempre sul posto sbagliato al momento sbagliato. Adesso bisogna fare il palasport, tanto per dirne una: abbiamo la squadra. [Stevanato: Lasciamo che i reperti vadano sott’acqua?] Adesso parliamo di reperti. Aspetta un attimo. Una cosa per volta.. e ciò, bisogna far confusion. Allora bisogna avere delle priorità. E soprattutto non attendersi delle promesse. Cioè la cosa che tanti non hanno capito è che anche se mi offendono sono sempre e sarò sempre contro l’utero in affitto. Non me ne frega niente. Sono contrario, lo continuerò a dire. Quello che volete. Io dico che ci sono delle priorità nella vita. La nostra priorità in questo momento è trovare le risorse, non come spendere il niente che abbiamo. Cioè dobbiamo guardarci in faccia. Abbiamo montagne di ricchezze che dobbiamo difendere noi. Scusate, mi hanno fatto le domande i giornalisti di quanto bravi sono quei cittadini che sono andati a pulire e io pubblicamente li ringrazio ovviamente: tanti erano anche gente che ci ha votato, abbiamo visto le fotografie, poi quest’associazione ha lanciato il bit, ho visto tanta gente, vuol dire che abbiamo suscitato un certo interesse. La gente, faccio notare stasera, siete stati un’ora a aspettare me in ritardo. Se fossi io mi tirerei dietro le uova da solo“.

uova

Lancio di uova? Giammai, il pubblico che si spellava le mani dagli applausi sembra allenato a ben altro ruolo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Claque

Platea umana, molto Umana. Santo subito? Non ancora, ma è solo una questione di tempo.. e le uova? La tentazione ci sarebbe ma non sprechiamole: con le uova in casa facciamo ottimi dolci, e ai monologhi brugnariani preferiamo altre occupazioni.

Un’unica osservazione, per oggi: nel monologo afferma di aver promesso “lacrime e sangue” in campagna elettorale, nei nostri ricordi invece erano grigliate e spritz, oltre a 30.000 nuovi residenti e tante altre cose. Magari si è confuso con Churchill, perché della sua costosa campagna elettorale noi  conserviamo ben altro ricordo.

Avvento, Natale e Vangelo secondo Luigi

Il Natale si avvicina, ci sentiamo tutti più buoni e più propensi a mettere mano al portafoglio, magari con il rischio di spendere quel che resta della tredicesima (per chi ce l’ha) nel modo sbagliato e/o di dimenticare lo spirito originario della festa cristiana per eccellenza. Per nostra fortuna ci ha pensato il Sindaco-imprenditore Brugnaro a ricordarci come ci si comporta in queste circostanze e a cosa serve il Natale.

L’intervista è illuminante e merita di essere trascritta. Per chi volesse verificare con le sue orecchie, l’indirizzo è questo: http://mestre.veneziatoday.it/mercatini-piazza-ferretto-natale-2015.html

  1. Il Sindaco esordisce con un promettente: “a Natale dopo un anno intero che uno aspetta che arrivino..” e uno si chiede: che arrivino chi? Gesú Bambino, la stella cometa, i re Magi, i parenti emigrati in America? No: – “a Natale dopo un anno intero che uno aspetta che arrivino i compratori” – testuali parole, e il Vangelo secondo Luigi Brugnaro prosegue così:
  2. io attiro gente che poi alla fine va a farsi la spesetta di quattro lire (NdR o “quattro olive“, l’audio non è chiaro) Cioé, questa roba qua può andar bene in altri periodi, non è il nostro prodotto natalizio”! nostro di chi? La domanda troverà risposta subito dopo, nell’intervista:
  3. “Noi facciamo le castagne, ci sono i regalini di Natale, le palline di vetro”.

Palline di vetro, ha detto? Nella memoria collettiva è ancora fresca la sua brillante acquisizione imprenditoriale, a prezzi stracciati (il venditore era la Provincia retta dal suo attuale assessore ai lavori pubblici), della gloriosa Abate Zanetti di Murano; siamo quindi andati a vedere cosa vende in questo momento la Abate Zanetti (che era nata con altre finalità) e in cima alla pagina internet dell’azienda cosa troviamo, alla voce “prodotti in evidenza“?

http://www.abatezanettimurano.it/it/coppia-di-palline-di-natale-diverse.html#.VmicLr-a6N0

Perbacco, le famose palline di vetro e a questo punto è chiaro a chi si riferiva il “nostro” del punto 2. Palle di Natale le produce anche l’altra azienda muranese recentemente comprata dall’Umana (la holding del Sindaco imprenditore) e affidata al suo vicecapo di gabinetto Derek Donadini – rappresentante legale di questa e di altre società del gruppo Umana, in una gioiosa e inarrestabile commistione fra pubblico e privato che non ha precedenti a Venezia e forse nemmeno altrove.

http://www.ilgazzettino.it/PAY/VENEZIA_PAY/dopo_la_scuola_del_vetro_abate_zanetti_umana_compra_anche_la_storica_vetreria_antonio/notizie/1418770.shtml

 

AbateZanetti

Che dire, abbiamo finalmente trovato un Sindaco con le palle (di Natale) ma attenzione, l’intervista continua con altre indicazioni preziose, perché il Natale nel salotto di Brugnaro (che non è Piazza San Marco ma Piazza Ferretto, a Mestre) non è mica per tutti:

“Non è importante poi quanta gente c’è, è il livello delle persone che vengono. Persone eleganti.. noi abbiamo bisogno che uno si vesta bene.. ti vesti, ti pettini, ti te lavi.. se no ti domando da dove vieni, cosa sei, ti chiedo i documenti.. perché è il salotto buono della città”.

Straordinaria la coincidenza dei termini, che ritroviamo nella pagina facebook dell’azienda del gruppo: “Quest’anno preparati ad un ‪#‎Natale‬ elegante. I nostri esperti di stile ti consigliano di usare queste decorazioni in modo diverso e unico, per esaltare il tuo stile e la tua ‪#‎eleganza‬“. Fonte: https://www.facebook.com/abatezanetti/posts/623772367763701

il Vangelo secondo Luigi.. e pazienza se l’Uomo di cui festeggeremo i natali, il 25 dicembre, aveva una visione forse diversa del mondo: Vangelo di Marco 10:17-31; Vangelo di Matteo 19:16-30; Vangelo di Luca 18:18-30 (“beati gli ultimi perché saranno i primi”). Se nel salotto buono arrivasse un povero Cristo, oggi, gli chiederebbero i documenti perché non è vestito come si deve e non compra i prodotti giusti: le famose palle di Natale.

Pax tibi Marce,

e ridateci il nostro Evangelista, perché il Vangelo secondo Brugnaro lascia un pochino a desiderare.

MG, 9 dicembre 2015

Breaking News: #Compagnopoli a Venezia?

Beati coloro che al termine “compagno” e “compagna” associavano un significato univoco e vagamente rivoluzionario o comunque riformista, che per alcuni era quanto di più positivo e per altri quanto di più negativo il lessico politico potesse offrire: nella Venezia governata dalla lista Brugnaro, che ai valori della famiglia tradizionale ha sempre attribuito grande importanza, il termine “compagno” e “compagna” assume connotazioni inedite e sembra addirittura promosso a criterio di nomina nelle società partecipate del Comune di Venezia, come emerge da questa interrogazione presentata oggi dal consigliere comunale (e capogruppo M5S) Davide Scano:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=atti_1_142

Dall’interrogazione apprendiamo l’esistenza di un “compagno Pea“, che si aggiunge alla “compagna Battistella” e al “compagno Locatelli” (il primo caso di “compagnopoli”, da noi sollevato su questa pagina a proposito di una certa delibera), tutti in qualche modo beneficiati da nomine o delibere di competenza comunale.. ormai c’è di che formare una brigata partigiana o una cellula rivoluzionaria brugnariana al canto di: “Avanti popolo alla riscossa, bandiera fucsia trionferà”..

Davide Scano

Breve estratto dall’interrogazione al Sindaco:

5.    un osservatore in mala fede potrebbe essere indotto a credere che tali scelte siano una sorta di “atto dovuto” per ristorare le persone che hanno “messo la faccia” per Lei, in campagna elettorale, e che non sono state elette. L’idea certo parrebbe avere un qualche fondamento se si considera che, su 36 nomi complessivamente: quattro sono divenuti assessori, una è divenuta Presidente del Consiglio Comunale, sedici sono stati eletti consiglieri comunali ed altri quattro, come descritto sopra, sono stati nominati nelle società partecipate. Restano fuori, verrebbe da pensare ironicamente, ancora undici persone a cui trovare una qualche attività nella macchina comunale;

6.    alcune altre scelte fatte dal Sindaco, sempre per alcuni incarichi negli organi di governo delle società partecipate, sono cadute stranamente, tra le tante possibili, su alcune persone che risultano piuttosto “vicine” a questo o quel consigliere comunale eletto nella stessa lista civica di cui sopra. In particolare:
•    Sara Da Lio e Nicola Picco, rispettivamente neo consigliera di Veritas S.p.A. e neo consigliere di AVM S.p.A., sembrano essere collaboratori dello studio di architettura del delegato all’Innovazione e consigliere comunale “fucsia”, già promotore di un comitato pro Pellicani alle primarie del PD, Luca Battistella. Da quanto poi lo stesso consigliere rivela oggi ad un giornale locale, appare che la prima sia anche la sua compagna di vita;
•    Stefano Burighel, indicato come Presidente del collegio sindacale di VENIS S.p.A., sembra avere da tempo un rapporto affettivo con la consigliera comunale Giorgia Pea”..

Fine citazione, alla faccia della “meritocrazia” tanto sbandierata in campagna elettorale dal candidato Sindaco Brugnaro.

NdR: il caso Locatelli è venuto alla luce proprio su questa pagina, il caso Battistella grazie ad un articolo di Stefano Ciancio pubblicato ieri dal blog “DimensioneMendez”. Se certe pratiche stanno venendo alla luce, è grazie ad una pluralità di voci libere, nella miglior tradizione di Venezia e del Gobbo di Rialto..

Venezia, le nomine di Brugnaro. Nel cambiamento, un caso di parentopoli.

rialtoilgobboNota storica, per capire il riferimento di cui sopra: ai tempi della Serenissima, il Gobbo di Rialto aveva un ruolo comparabile a quello del “Pasquino” di Roma. Fra le due statue parlanti intercorse anche una gustosa corrispondenza e uno scambio di “visite di condoglienza” (condoglianze): la prima dal Pasquino al Gobbo “sopra la resa di Candia” (epilogo della guerra di Creta, 1669) presto ricambiata dal Gobbo di Rialto con una replica “sopra la lunghezza del Conclave del 1670”.

LAPIS LEGIBUS REIP.

EDICENDIS

AERE CIVICO RESTITUTUS

M M X V

 PS piccola precisazione, a futura memoria:

Con riferimento all’articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, che riporta fra virgolette una frase apparsa ieri sulla pagina facebook del G25A (gruppo chiuso), il testo completo della frase era:

Consigliere comunale delegato all’innovazione in un giorno solo sistema compagna e socio in affari nei consigli di amministrazione delle partecipate comunali (VERITAS e AVM). Calcolare il tasso di “innovazione”, se c’è.

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Ghea podemo far.. fiasco?

Comunicato stampa

L’espressione “fare fiasco” (equivalente di “fare cilecca”) trae origine dalla vicenda di un artista che ogni sera si esibiva in simpatici monologhi, che condivideva con oggetti a cui si rivolgeva adoperando parole e smorfie divertenti.  Una sera – così si narra – decise di esibirsi in un monologo portandosi come compagno di scena un tipico fiasco da vino; invece di divertire il pubblico però, l’artista lo annoiò a tal punto che questo reagì e iniziò a fischiarlo a più non posso.

Impegnati com’erano nell’erogazione di spritz agli elettori, i vincitori delle ultime elezioni comunali (all’insegna dello slogan “ghea podemo far”) sembrano aver dimenticato l’origine dell’espressione e anche, en passant, i doveri fondamentali dell’esecutivo comunale. Pagina bianca, quella che tutti aspettavamo per poter valutare la nuova Giunta comunale:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=8

A ricordare quegli obblighi (che non sono affatto una formalità) ci ha pensato un’interpellanza urgente presentata al nuovo Sindaco, in data 5 ottobre, dalla lista Casson che in Consiglio comunale conta su cinque consiglieri eletti.

Nell’interpellanza, che il Senatore Casson ha inviato per conoscenza anche al Prefetto di Venezia, si ricordano due passaggi cruciali che sono alla base di tutta la dinamica istituzionale in quanto permettono al Consiglio comunale e alle Municipalità di svolgere il ruolo a cui sono preposti, e ai cittadini (nonché agli organi di stampa) di capire in quale direzione concretamente si muoverà l’amministrazione comunale.

I passaggi essenziali sono i seguenti, e il virgolettato è tratto dallo Statuto comunale di Venezia.

Articolo 10: “Entro sessanta giorni dalla nomina, ogni assessore/a presenta al Sindaco un programma di referato con l’analisi della situazione in atto, l’indicazione degli obiettivi annuali e pluriennali e quella degli strumenti operativi che si intendono attivare. Il Sindaco nei successivi trenta giorni, previo esame da parte della Giunta, trasmette i programmi di referato alle Commissioni competenti ed alle Municipalità”.

Articolo 5bis: “Entro tre mesi dalla prima seduta del Consiglio, il Sindaco, sentita la Giunta, consegna ai Capigruppo Consiliari il testo contenente le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Entro il mese successivo il Consiglio esamina il programma di governo che viene sottoposto a votazione finale”.

Per quanto attiene al secondo obbligo, la prima seduta del Consiglio comunale si è tenuta in data 2 luglio e i tre mesi sono scaduti senza che al Consiglio comunale venisse trasmesso uno straccio di programma. Per quel che riguarda il primo, che è propedeutico al secondo, i termini sono ampiamente trascorsi e l’interpellanza chiede di sapere “se e quando si intendano rispettare tutti i termini legislativamente fissati”.

Lo Statuto comunale è la Magna Charta dell’attività istituzionale cittadina. Come piattaforma civica ci auguriamo che ai ritardi eventuali venga posto rimedio al più presto, essendo a tutti evidente la necessità di una strategia di governo e di una visione complessiva dei molti problemi che quotidianamente tocchiamo con mano.

Venezia 6 ottobre 2015

VeniceRoofs

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Co Zuin e Venturini, no xe bessi né zecchini..

Calle Larga dei proverbiNdR Riceviamo e pubblichiamo, alla voce “diritto di satira”:

Co Zuin e Venturini, no xe bessi (1) né zecchini.

No xe schei pai vaporetti, co Brugnaro a Ca’ Farsetti..

Mentre lori i viagia a sbafo e ghe piase, el motoscafo!

Sovrastati dai turisti, con le facce un poco tristi,

Venessiani e mestrini, pendolari e margherini

Fan la fila anche per ore, in attesa del vapore.

Co’ che riva el Sior Brunetta, speta el tram ma sensa fretta:

Assesor xe el Sior Boraso, e gli orari vanno a caso.

Vicesindaco, ea Colle? Non si muove, sembra in folle.

Si dimette una leghista ? Sceglieranno una cubista.

Se ne va la Zaccariotto ? Non faranno un Quarantotto.

« Siete tutti dei somari » – già pontifica Cacciari,

con proteste del somaro, quello vero, perché il rischio già lo sente :

Ei fa rima con Brugnaro, e per lui è deprimente.

Piange e urla anche Zoggia : l’han sentito fino a Chioggia

Ma il suo pianto è assai cortese, e prepara larghe intese.

La morale della storia, resterà nella memoria :

Riso amaro e a denti stretti, con Brugnaro a Ca’ Farsetti.

N. Tommaseo, esule in Londra, 5 ottobre 2015

(1) “besso” o “bezzo”:  moneta veneziana in rame del peso di 4 grammi  e del valore di mezzo soldo, equivalente a sei bagattini, utiizzata nei territori della Serenissima per le transazioni bagatellari (= di modica entità). 

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