Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivio per la categoria “#Etciù! I diarii di Marin Starnudo”

Il gufo di Ca’ Farsetti e le bricole della tangenziale di Mestre

Etciù etciù: “Il futuro di questo Comune non è Venezia, è Mestre, dove c’è la gente che vive”.

Chi l’ha detto? Sicuramente qualcuno che non ama Venezia e non nutre speranze o progetti per il suo futuro. Sicuramente non qualcuno che è stato eletto a una carica pubblica per dare un futuro a Venezia, con il voto di molti veneziani. Se cosi fosse, Marin Starnudo suggerirebbe per lui una collocazione adeguata: fra le due colonne di San Marco e San Todaro, dove venivano giustiziati i traditori dello Stato.

P1000054Etciù etciù, credevamo a un colpo di sole ma se i quotidiani in edicola ieri riportavano quella frase fra virgolette, qualcuno l’avrà ben pronunciata, alla faccia di chi a Venezia ci vive e intende continuare a viverci.

Fonti attendibili riferiscono che a pronunciarla sia stato un autorevole inquilino di Ca’ Farsetti (forse scambiata per “casa delle farse”) nell’inedito ruolo del gufo con fascia tricolore. La farsa raggiunge il suo culmine se si considera che il medesimo personaggio rivendica per sè le competenze del Magistrato alle Acque di Venezia in materia di bricole e polizia lagunare.

Nel caso in cui la circostanza risultasse vera, Marin Starnudo è in grado di anticiparvi le prossime mosse dell’usurpatore che si fregia del titolo di “sindaco di Venezia”:

  1. Le bricole che attualmente necessitano di manutenzione verranno prontamente trasferite sulla tangenziale di Mestre come elemento decorativo;
  2. Le bricole in buono stato verranno tresferite nella sua villa di Mogliano Veneto (TV) per allietare la prossima festa di compleanno.
  3. la polizia lagunare verrà prontamente trasferita a Mestre in Piazza Barche, da dove pattuglierà il traffico acqueo in quel che resta del Marzenego.

bricoleMarin Starnudo

Le interviste di Marin Starnudo: #Tresse, il taglio come lo vuole?

“Il progetto scelto dai cittadini veneziani” – recita la mozione approvata ieri dal Consiglio comunale – peccato che i cittadini veneziani non l’abbiano mai visto, e che nemmeno su internet se ne trovi traccia!

Marin Starnudo ha quindi deciso che l’unico modo per saperne qualcosa è intervistare i consiglieri comunali della maggioranza che ieri l’hanno approvato con slancio e senza approfondimenti di alcun tipo (nemmeno un passaggio in commissione consiliare) – il che significa che loro almeno sanno di cosa si tratta, anche se il testo del progetto di scavo non era disponibile in aula al momento del voto.

Per motivi di privacy, i consiglieri intervistati ci hanno chiesto di non essere citati per nome, cognome o soranome; ci atterremo quindi scrupolosamente al loro desiderio.

Domanda al Consigliere comunale n°1 (Lega Nord): “Lei ha votato il taglio delle Tresse, ieri. Cosa può dirci del progetto, visto che NON è stato nemmeno distribuito in aula?”

Risposta: “il taglio delle Tresse, lo go votà perché xe ora de dirghe BASTA ai capelloni, BASTA al degrado, BASTA alle treccine rasta ai libri gender ai radical chic e basta col reggae”!

Proviamo col prossimo saremo più fortunati?

Skardy-Fahrenheit-4511Consigliera comunale n° 2, in quota Forza Italia: “Consigliera, cosa sa dirci del progetto di scavo che avete votato ieri? Lei lo ha letto?”

Risposta: “mi? e ci mancherebbe altro, le mozioni xe come i baci Perugina: vanno comprate a scatola chiusa, il messaggio a sorpresa che ogni bacio contiene va assaporato col cioccolatino, e se i consiglieri comunali ne conoscessero in anticipo il contenuto, che mozioni sarebbero? Noi non votiamo mozioni, noi regaliamo emozioni: pensi alle cure termali per la popolazione anziana, coi fanghi delle Tresse“!

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Consigliere comunale n°3, lista Brugnaro: “Consigliere, perché ha votato quella mozione? Lo sa che comporta grandi scavi e il taglio di un’isola piena di fanghi tossici, chiamata “Tresse”?

Risposta: “Mi ghe sboro, io Venezia la odio

Domanda: “Ci dica, e perché odia Venessia“?

Risposta: “perché Venessia fa schifo”!

Credits: https://www.youtube.com/watch?v=Ria-rbE9qTE

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Consigliere comunale n° 4, lista SS (“Schei, Schei”). Domanda: “Consigliere, con Lei almeno siamo certi che una mozione così importante è stata preceduta da un’analisi costi-benefici: Allora, quali sono i costi del progetto e quanti soldi portano a Venezia queste Grandi Navi supplementari”?

Risposta: “e chi se ne frega di quanti soldi portano a Venezia, al mio partito interessa sapere quanti ne portano A ME, e a la mi famegia. Ma lei lo sa che mi hanno appena regalato un posto sulla crociera della Reyer? Si rende conto? A la mi muger ghe piase tanto, e cussì i me fa sentir importante“!

bacio3Consigliere comunale n° 5. Domanda: “ma questo canale delle Tresse che avete votato ieri, in quale parte della Laguna si trova?

Risposta: “canale? perché mi parla di canali? Gigio lo ga dito chiaro e tondo, che non si scavano nuovi canali. Non è un canale, è un’autostrada. Mi scusi ma mi so de Zelarin e vivo a Marcon, gera ora che completasse la tangenziale di Mestre, col taglio delle Tresse!“.

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Consigliere comunale di maggioranza n° 6: area cattolica integralista. La risposta precede la domanda: “Anale dee Tresse? Anale, perché mi parla di “anale”? sarà mica gay anche Lei come tutti i giornalisti? Guardi che io vado solo con i transessuali, e li pago anche bene“. Fine intervista.

Consigliere di maggioranza n°7: “Mi no rilassio dichiarasioni a nissuni. Go votà perché lo ga dito el Parón e adesso mi scusi, devo tornare a cuccia”.

 

Per la cronaca, la mozione sbucata dal nulla e approvata dal Consiglio comunale ieri è stata pubblicata qui:

https://gruppo25aprile.org/2016/04/29/etciu-etciu-la-democrazia-al-macello-delle-tresse/

Post Scriptum, per chi non ha seguito le puntate precedenti.

L’idea di tagliare in due un’isola per piegare la Laguna alle esigenze delle Grandi Navi, votata ieri a maggioranza dal Consiglio comunale, non era mai stata evocata in campagna elettorale, e nemmeno nelle rassicuranti dichiarazioni rese del Sindaco neoeletto alla RAI (dal 22° al 32° minuto, intervista di Carla Marzocchi):

1) “Non è una grande opera” 2) “il canale c’è già, non serve fare nuovi canali“; 3) “non c’è da scavare, c’è da risistemare” (lo diceva intorno al 25° minuto):

http://www.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-f4dad304-2af7-40b7-a7d5-3685d194b01e.html

NB l’intervista di Carla Manzocchi è vera ed autentica, diversamente dalle altre 6 qui pubblicate 🙂

Per le foto pubblicate più sopra, ringraziamo Sir Oliver Skardy (Pitura Freska) e la Perugina (per gli omonimi baci).

 

 

Etciù etciù: la democrazia al macello delle Tresse

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo nono.

Venezia, 28 aprile 2016

Tradizione e regolamento comunale vogliono che gli ordini del giorno del Consiglio comunale siano resi noto in anticipo, per permettere ai consiglieri comunali di studiare la materia e alla cittadinanza di essere presente per i punti di maggiore interesse, giusto? Sbagliato! Con pesce d’aprile in ritardo (era il 28 aprile) possono anche piovere dal cielo due mozioni, una sullo scavo delle Tresse (!) e l’altra sui superpoteri da conferire al Sindaco. Marin Starnudo si soffermerà sulla prima, che qui pubblichiamo in anteprima assoluta:

28aprile2016

Analizziamo i “considerati” e il deliberato, presentati direttamente in seduta (per evitare la presenza dei cittadini in aula?) senza alcuna discussione preliminare, perché sono pezzi inauditi di macelleria costituzionale e istituzionale. Da essi apprendiamo che:

  1. “con il voto delle ultime elezioni amministrative è stato chiaro il mandato dei cittadini a favore del progetto Tresse-Vittorio Emanuele”. Come, non ve ne eravate accorti? In effetti, nessuno di noi se ne era accorto ma sulla scheda elettorale del 2015 NON c’erano i simboli dei partiti e della lista Brugnaro, e nemmeno i nomi dei candidati al Consiglio comunale (che vengono eletti senza vincolo di mandato, occorre ricordarlo?) ma una cartografia del nuovo canale che sventrerà l’isola delle Tresse. Per inciso, l’idea di far passare quel canale all’interno dell’isola tagliandola in due è POSTERIORE alle elezioni: fino a quel momento il Sindaco GARANTIVA e spergiurava che il canale c’era già: il Vittorio Emanuele, e che NON c’era bisogno di scavare. Parole sue.
  2. al Governo si chiede di intervenire perché venga realizzato “il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Equivoco numero due: quelle del 2015 NON erano elezioni, bensì un REFERENDUM sullo scavo di un canale che fino ad allora era stato escluso, dal candidato Sindaco in persona. Mannaggia, se l’avessimo saputo saremmo andati a votare in massa! Peccato che alle elezioni amministrative del 2015, per la prima volta nella storia di Venezia, abbia votato meno del 50% degli aventi diritto.. e che l’unico candidato Sindaco ad avere apertamente sposato la causa delle Grandi Navi al primo turno si fosse fermato al 28% dei voti pari ad un sesto del corpo elettorale, raccogliendo il voto di 34.805 cittadini su 211.000 aventi diritto. “Il progetto scelto dai cittadini veneziani”? Quanti di quelli che hanno votato Brugnaro (la minoranza del corpo elettorale, come abbiamo visto) sapevano di questo progetto, che oltretutto è stato stravolto DOPO le elezioni? Quale sparuta minoranza della minoranza era al corrente del progetto VERO? Vogliamo fare un sondaggio, per appurarlo?

Etciù, etciù: la prossima volta che ci chiedete di andare a votare, di grazia diteci in anticipo se si tratta di elezioni o di referendum, e su cosa stiamo votando. Chiediamo troppo?

Se era un referendum a sorpresa, si può dire che è fallito per mancanza di quorum (vista l’affluenza alle urne). Se invece erano elezioni (quelle del 2015) ne rispettiamo il risultato e allora ripassiamoci pure l’ABC della democrazia rappresentativa:

Che qualunque politicante da strapazzo, generalmente residente in terraferma e magari anche in altra Provincia, possa pretendere di parlare a nome dei “cittadini veneziani” fa parte delle regole del gioco della politica; che ad arrogarsi quel diritto sia un Consiglio comunale che a colpi di maggioranza e di forzature semantiche attribuisce ai cittadini veneziani la scelta di uno scavo che prevede lo sventramento di un’isola, di cui mai si era parlato in campagna elettorale, non è più questione politica ma una caricatura grottesca, che va denunciata come tale.

Quella scelta politica l’ha fatta la maggioranza consiliare? Benissimo, è la differenza fra democrazia rappresentativa e democrazia diretta; il Consiglio comunale a maggioranza sta esercitando la prima, e non la seconda. Se ne assuma la responsabilità senza giochini puerili (“il progetto scelto dai cittadini veneziani”) che servono solo a gettare fumo negli occhi di chi dovrà compiere le scelte definitive, nelle sedi istituzionali a ciò deputate e con tutte le garanzie che la Legge prevede a tutela della Laguna di Venezia.

I diari di Marin Starnudo: Lutto nel mondo della musica

La Civitas Venetiarum che diede i natali a Vivaldi, a Baldassare Galuppi e a Pino Donaggio, il faro di civiltà che seppe innovare la musica italiana del XX° secolo con le Orme, i Pitura Freska e Patty Pravo, e che in terraferma sembrava ancora dare prova di effervescenza e vivacità sorprendenti, nell’anno di grazia 2016 ha invece abdicato all’evidenza: in città non c’era più nessuno in grado di organizzare un LIVE MUSIC MESTRE.

Cercarono e ricercarono, ma non trovarono nessuno all’altezza del compito.

Dopo tre giorni di lutto e quattro notti insonni, le Autorità cittadine contrite chiesero aiuto all’ENI, che grazie all’intermediazione della Presidente del Consiglio comunale prontamente indicò la persona in grado di riuscire nell’impresa che nessuno avrebbe potuto altrimenti compiere: 4 giorni di musica e 108.000 euro di fatturato, coperti dagli sponsors, dal 22 al 25 aprile, affidati a qualcuno di cui nessuno aveva mai sentito parlare, fino alle elezioni del 2015:

SimoneRossatoIl Fato o il Caso vollero che il medesimo tecnico ENI, qui ritratto nella sua foto ufficiale, fosse anche candidato nella lista del Sindaco per la Municipalità di Chirignago-Zelarino poco meno di un anno fa, ma solo delle malelingue trinariciute e radical-chic potrebbero sollevare dubbi sull’oculatezza della scelta operata, con i criteri di “merito e competenza” già dimostrati anche nelle nomine ai vertici delle partecipate comunali, in un siffatto momento di pericolo per la Storia Patria, alla vigilia del 25 aprile che si voleva festeggiare come la ricorrenza merita anzi impone.

La cittadinanza intera ringrazia, e proclama la fine del lutto cittadino: una Stella è nata, nel firmamento musicale italiano, anzi mondiale, e a Marin Starnudo spetta l’onore di presentarlo con le sue proprie di Lui parole:

“La musica sta cambiando” – dice nel video?

Etciù, qualcuno gli dica che la campagna elettorale è finita da un pezzo:

SIMONE ROSSATO (eletto)

Qualcuno troverà questa cronica impertintente? Nella rubrica delle lettere, i quotidiani locali hanno già pubblicato commenti ben più eloquenti:

NV

Dei delitti e delle pene: vilipendio di Sindaco e vilipendio di Bandiera

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo VII°

Chiusi, 13 marzo 2016

Adottato oggi con delibera urgente dalla Giunta comunale di Venezia riunita a Chiusi il nuovo Regolamento di Polizia Municipale applicabile nelle città metropolitane di Venezia e Chiusi. In attesa di pubblicazione all’albo pretorio, Marin Starnudo ne anticipa in anteprima per voi il testo (quasi) ufficiale:

SPQR (Senatus PopulusQue Ruminantes)

Articolo 1: Vilipendio di Sindaco

  1. Chiunque osi rivolgere la parola sulla pubblica via al Sindaco di Venezia verrà punito con 6 mesi di lavori forzati (pulizia delle stalle e/o reparto macelleria) nella tenuta agricola del Sindaco di Venezia, sita in Comune di Chiusi, a meno che la supplica non sia stata preceduta dalla formula di rito: “Sire, è Iddio che la manda in questa umile calle”.
  2. Chiunque, cittadino o foresto, osi criticare sulla pubblica via il Sindaco di Chiusi verrà punito con 12 mesi di lavori forzati ai remi del Galeone Jolly Roger *

13marzo2016

*per gli amici che ci leggono a Chiusi, il Galeone è questo: https://gruppo25aprile.org/2015/12/20/etciu-diarii-di-marin-starnuto-capitolo-ii/

** copyright dell’articolo riprodotto in foto: Nuova Venezia 13 marzo 2016

Articolo 2: Vilipendio dell’Esecutivo

  1. Se il vilipendio di cui all’art. 1 è commesso nei confronti del Comandante della Polizia Municipale, al medesimo dovrà essere corrisposta dal reo, a titolo risarcitorio, una quantità d’oro zecchino pari al peso corporeo del Comandante.
  2. Se il vilipendio di cui all’art. 1 è commesso nei confronti della vice-Sindaco, le proprietà del reo verranno confiscate e demanializzate, con acquisizione al Demanio di ogni pertinena e servitù, fermo restando che i mutui eventalmente accessi restano a carico del reo.

Articolo 3: circostanze attenuanti e circostanze aggravanti

  1. La pena di cui all’articolo 1 è ridotta di un terzo per gli abbonati Reyer in regola di pagamento con l’abbonamento.
  2. La pena di cui all’articolo 1 è aumentata di quattordici quarti (di carne da macellare) per i simpatizzanti del gruppo25aprile e/o di altri gruppi facinorosi o comunque non allineati con il Sindaco in carica.
  3. La pena di cui all’articolo 1 è aumentata di ventiquattro quarti (di carne da squartare) per gli iscritti a gruppi vegani o animalisti.

Articolo 4: pene accessorie

In caso di recidiva, al recidivo saranno inflitti 10 anni di partecipazione obbligatoria ai tavoli di consultazione fucsia.

araldo2

Articolo 5: Vilipendio di bandiera

  1. Il gonfalone del Comune di Venezia verrà ammodernato sostituendo il Leone marciano con una mucca della Val di Chiana sovrastata da corona. La mucca verrà rappresentata con libro aperto, recante la scritta: “Pecunia tibi Morris, Evangelista Meus”.
  2. Il nuovo gonfalone verrà finalmente esposto a Palazzo Ducale così dando seguito alle richieste della popolazione che a gran voce e da anni aveva chiesto di esporre il gonfalone cittadino a fianco delle bandiere italiana ed europea.
  3. Chiunque porterà offesa al nuovo gonfalone tentando di ripristinare emblemi marciani o altra rappresentazione di leoni alati verrà punito con 12 mesi di lavori forzati nella tenuta agricola di Chiusi, ove sarà addetto al reparto macelleria per mesi 6, e alla pulizia delle stalle per mesi 7. nel caso in cui 7+6non faccia 12 ma 13, al condannato verranno comminati due mesi supplementari di rieducazione ai tavoli fucsia.

La via delle vacche al posto della via della Seta

Sior Sindaco, qua no se imbarca cuchi..

I diarii di Marin Starnudo, capitolo sexto

Venezia, 11 marzo 2016

Con tripudio e trepidazione avevamo preso conoscenza del comunicato stampa con cui il Sindaco Brugnaro alle ore 17.52 annunciava “urbi et orbi”:

Di primo acchito, a un cronista attento come Marin Starnudo sfuggivano purtroppo i legami storici fra Venezia (grande Repubblica marinara) e il simpatico borgo di Chiusi: annunciato in pompa magna come se si trattasse di un accordo con l’antica Bisanzio o per lo meno con Parenzo e Rovigno o con la Repubblica di Cipro, il comunicato del Sindaco non poteva che solleticare la nostra curiosità. Curiosità presto soddisfatta alla lettura dell’articolo che segue:

http://www.primapaginachiusi.it/2015/05/corre-fare-il-sindaco-venezia-limprenditore-della-mega-stalla-tra-due-laghi/

La tenuta agricola del Sindaco Brugnaro, strategicamente posizionata alle porte di Chiusi, potrebbe forse spiegare la sollecitudine con cui l’intesa è stata firmata, più di quanto non facciano le frasi pompose utilizzate per indicarne le motivazioni ufficiali:

l’analisi delle assonanze, similitudini e differenze tra le due civiltà e città in relazione ad aspetti specifici quali i valori identitari dell’essere umano nel suo rapporto con l’essere e l’apparire, individuando come tema conduttore il rapporto tra maschera e persona, in un affascinante percorso che possa ad esempio arrivare dai canopi etruschi fino alla Commedia dell’arte”

e ancora:

“Nel passato tra gli antichi popoli di Venezia e Chiusi ci sono stati tanti contatti commerciali e pacifici che noi vorremmo raccontare in una logica di riscoperta dell’Italia nel suo complesso” (Luigi Brugnaro).

Firmato un protocollo tra Venezia e Chiusi per la realizzazione di iniziative culturali congiunte (Comunicato stampa – 10 marzo 2016)

Porca vacca, ma non era più semplice dire la verità? Chiusi e la val di Chiana sono note anche per la chianina, cosa ci sarebbe di male se la Fondazione Musei Civici di Venezia (firmataria dell’intesa) si interessasse anche al patrimonio immateriale rappresentato da tale succulentissima tradizione gastronomica?

In attesa di saperne di più sui tanti contatti commerciali che ci legano a Chiusi e alla val di Chiana, ci sovviene la grigliata per 2.000 persone graziosamente offerta in campagna elettorale, di cui non abbiamo trovato traccia nelle rendicontazione ufficiale, e la celebre frase che una leggenda metropolitana ben radicata vuole essere stata pronunciata fra il primo e il secondo turno delle elezioni comunali, quando i sondaggi avevano previsto un “testa a testa”:

“copemo venti vache, ga da magnar gratis tutti quanti”.

Fu questa la frase che cambiò la Storia.. e il seguito lo conosciamo.

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i diarii di Marin Starnudo: Brugnaro ringrazia Brugnaro

i Diarii di Marin Starnudo, capitolo quinto

10 marzo 2016: in uno slancio di generosità, il Comune di Venezia ieri davanti al Notaio ha ceduto il suo (cioè nostro) 5% della Abate Zanetti SpA non già mettendo all’asta le sue (cioè nostre) azioni con gara pubblica, ma tramite cessione diretta alla Umana del Sindaco Brugnaro per 1.645 euro = il controvalore di 8 o 9 brocche in vetro di Murano come questa, vendute online a 190 euro:

AbateZanetti

http://www.abatezanettimurano.com/en/

.. il che equivale a dire che la gloriosa istituzione (ora SpA) fondata nel 1862 è stata valutata 32.900 euro (1.645 pari al 5%, moltiplicati per 20). L’imprenditore brugnaro (proprietario di Umana e già azionista principale della Abate Zanetti SpA) ringrazia il Sindaco Brugnaro e il cerchio si chiude. Etciù!

Le leggi di Murphy non reggono il passo dei tempi, Marin Starnudo propone di aggiornarle come segue:

  1. Niente è difficile come sembra e tutto richiede meno soldi di quanto si pensi, quando l’azionista che vende è il Comune e il compratore è il Sindaco;
  2. La svendita delle azioni che appartengono ai cittadini (precedente: SAVE) è deprecabile soltanto quando a beneficiarne direttamente non è il Sindaco in carica.

Abatezanetti2Per la cronaca, la gloriosa istituzione creata dall’Abate Zanetti, oltre ad essere diventata un venditore di manufatti che fa direttamente concorrenza ad altri meno fortunati che la “fornase” hanno dovuto edificarla e metterla a norma a caro prezzo, o rilevarla a prezzi di mercato, da quest’anno diventerà anche una scuola privata a pagamento.

Quali ne fossero l’origine e gli scopi lo racconta ancora (ma per quanto tempo ancora?) il sito ufficiale che dice:

“Aperta nel 1862 per iniziativa dell’abate Vincenzo Zanetti, la Scuola del Vetro di Murano che porta il nome del suo illuminato fondatore.. è soprattutto grazie all’operato dell’abate Zanetti, al suo appassionato impegno in favore dell’isola e ai suoi insegnamenti che Murano deve la riscoperta ottocentesca del suo storico primato nel vetro. Egli studia il glorioso passato, riscopre la grandiosità delle opere prodotte nell’antichità e la fama che da essa derivava, la divulga e trova in essa i motivi per un nuovo sviluppo. Sostiene e loda gli imprenditori e allo stesso tempo si batte per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle maestranze.

Nel 1862 Zanetti istituisce anche la Scuola di Disegno applicata all’arte vetraria, allo scopo di dare una solida formazione artistica ai maestri artigiani. All’Esposizione Universale di Vienna del 1873 la vetraria muranese, rappresentata dal Museo e dalla Scuola di Disegno, ottiene una medaglia d’oro, così come nel 1878 a Parigi, a Melbourne nel 1880 e a Milano nel 1881.”

Il tutto (compresi i 154 anni di storia, un marchio di assoluto prestigio e le scorte di manufatti in vetro di Murano) a quanto pare vale 32.900 euro. Marin Starnudo ne prende atto, e si riserva di contattare Vincenzo Zanetti per ottenere un suo parere sulla vicenda: pur non essendo coetanei, fra Sanudo e Zanetti ci sono soltanto tre secoli di distanza e cosa volete che sia, rispetto all’arte del vetro che è millenaria.

— Appendice: qualche dato sulla Abate Zanetti SpA (fonte: bilancio 2014) —

Valore della produzione caratteristico (al netto di altri ricavi): 1.194.135 euro

Margine operativo lordo: 85.560 euro

Liquidità immediate: 146.231 euro

Liquidità differite: 652.375 euro

Valore delle scorte: 492.601 euro.

Totale attivo: 1.537.766 euro

I diarii di Marin Starnudo, capitolo IV°: una SpA molto Attiva

Una volta si chiamavano “municipalizzate”, ora si chiamano “partecipate” che in italiano potrebbe anche essere interpretato come imperativo (“cosa aspettate? Partecipate”!). Come poteva una società per azioni chiamata “Attiva” sottrarsi all’imperativo categorico e non essere per l’appunto “attiva” nei lucrativi contratti con le “partecipate” comunali? La Attiva Spa lo è stata, e lo pubblicizza anche nelle immagini che utilizza per promuovere i suoi servizi:

Attiva-insegne-di-esercizio

Nel “portafoglio” di Attiva SpA, come da immagine che prendiamo in prestito dal suo sito ufficiale, ci sono ad esempio la decorazione esterna degli uffici ACTV di Piazzale Roma e la stessa pubblicità sui mezzi ACTV:

http://grandinsegne.it/decorazione-mezzi.aspx

..ma perché mai i Diarii  di Marin Starnudo dovrebbero dar spazio al “portfolio” di una società per azioni? Perché l’azionariato di Attiva SpA è molto particolare: con il 70% delle azioni troviamo infatti la UMANA HOLDING S.P.A. che è lo scrigno del Sindaco, con il 4,88% la UMANA S.P.A e con il 4,78% chi ci troviamo? il Sindaco in persona.

Etciù!

In città corre voce che anche i pannelli pubblicitari che affliggono il ponte di Rialto per finanziarne il restauro siano stati affidati (dal generoso mecenate che realizza i restauri) alla Attiva SpA. Nel portfolio pubblico della attivissima Attiva non se ne vede (per ora) traccia ma il privato mecenate è un privato e si può affidare a chi vuole; alla voce “grandi insegne di esercizio” realizzate dalla Attiva SpA troviamo invece un’altra partecipata (anzi controllata al 100% dal Comune), che tutti conoscono:

http://grandinsegne.it/portfolio.aspx

Attiva-Casinò

Fino a poco tempo fa il Casinò controllato dal Comune era anche lo “sponsor principale” della Reyer (altra proprietà privata del Sindaco, che in teoria non se ne occupa più: anzi se ne occupa talmente poco che ne ha appena licenziato in malo modo l’allenatore) ma in tempi di crisi anche il Casinò deve aver ridotto le spese. Come, siete delusi perché sul sito ufficiale della Reyer il Casinò di Venezia non appare più come sponsor? Non siate tristi, le partecipate partecipano ancora, con l’ACTV (partecipata comunale) nel ruolo di sponsor pagante (con i nostri soldi) della squadra di basket del Sindaco in carica:

http://www.reyer.it/sponsor/

Marin Starnudo non giudica, Marin Starnudo racconta e basta; i suoi Diarii narrano di partecipate comunali che partecipano all’equilibrio economico delle società partecipate o controllate da un privato cittadino che è simultaneamente il Sindaco in carica. Marin Starnudo non giudica, al massimo starnutisce.

I diarii raccontano anche la provenienza della “squadra” che assiste il Sindaco nell’espletamento del suo pubblico incarico, con un Giano bifronte che si ritrova con un piede nelle società del gruppo “Umana” e con l’altro nel gabinetto del Sindaco del Comune che a tali società può elargire concessioni, contratti, autorizzazioni e permessi, senza contare i contratti in essere con le partecipate comunali.

Etciù etciù, doppio starnuto!

Consapevole della pubblicità gratuita che sta facendo a società riconducibili al Sindaco in carica, Marin Starnudo modestamente si attende che il medesimo gli riservi eterna gratitudine e un invito all’inaugurazione della Misericordia, promessa per luglio alla vigilia delle elezioni di giugno ma purtroppo rinviata con delibera di Giunta approvata il 29 dicembre (Sindaco assente, per non “interferire” con il grazioso gesto) di cui Venezia attende la riapertura dal lontano 2009, quando le chiavi vennero affidate proprio al Sindaco in carica che tramite altra società della sua galassia si ritrova adesso nel duplice ruolo di concedente e concessionario.

BrugnaroMisericordiaMeglio fermarci qui, per adesso: se continuassimo con il resto (Abate Zanetti ad esempio) la commistione inestricabile di ruoli e di interessi apparirebbe a molti per quello che è veramente: un nodo gordiano che potrà essere sciolto soltanto con la spada di nuove elezioni – argomento che esula dal compito affidatoci con la stesura di questi Diarii.

Umilmente vostro,

Marin Starnudo

 

#Etciù! Diarii di Marin Starnudo, capitolo III°: FIAT LUX, Tecnika Lumen

Che il Sindaco di Venezia attualmente in carica ami le navi da crociera, è un fatto risaputo e non ci disturba. Che sia anche un loro fornitore, forse era meno risaputo. In anteprima assoluta, i Diarii di Marin Starnudo vi presentano la Tecnika Lumen:

http://www.tecnikalumen.com/it/produzione/navale

“Molte delle nostre creazioni hanno fatto il giro del Mondo a bordo delle migliori navi da Crociera” – recita la pubblicità sulla sua pagina Internet – e a riprova segue una lunga lista di clienti, che comprende tutti i più grandi armatori; quello che la pagina internet non dice, ve lo dirà Marin Starnudo: la Tecnika Lumen è una controllata della Umana SpA*, e Luigi Brugnaro siede nel suo Consiglio di amministrazione.

AttivaSpA

Etciù!

Che il Sindaco in carica ami le navi da crociera non ci disturba: le amiamo anche noi, finché stanno al loro posto che è il mare aperto, ma che le adori al punto da voler raddoppiare la larghezza di un certo canale e sventrare l’isola delle Tresse pur di farle passare in Laguna – essendone al tempo stesso un fornitore tramite la società di cui sopra – è un altro discorso, che giustifica l’interesse di Marin Starnudo** per gli assetti societari della galassia “Umana”.

Per illustrare l’intreccio di interessi che si è venuto a creare con un Sindaco che è anche fornitore dei principali armatori interessati al transito delle Grandi Navi in Laguna, nulla di meglio del sito ufficiale della Tecnika Lumen da cui testualmente riprendiamo la lista che segue:

“Negli anni abbiamo fornito soluzioni di illuminazione – lampade per cabine e aree comuni – a importanti armatori.
Per il settore crocieristico
2001: AIDAvita – 2002: AIDAaura – 2004: FREEDOM I – 2005: FREEDOM II – 2006: FREEDOM II, FREEDOM III – 2007: FREEDOM III, OASIS OF THE SEAS – 2008: FREEDOM III, OASIS OF THE SEAS, ALLURE OF THE SEAS – 2009: ALLURE OF THE SEAS – 2011: QUEEN ELISABETH – 2012: TUI, MSC DIVINA – 2013: MSC PREZIOSA”.

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L’invito di Marin Starnudo?

FIAT LUX: sia fatta luce, sull’intreccio di interessi che pesa sulle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi, in materia di transito delle navi da crociera in Laguna. Alla luce del sole ci si vede meglio, si ragiona meglio e si decide per il meglio, che non sempre coincide con l’interesse dei pochi.

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* Visura camerale marzo 2016: Umana SpA socio di maggioranza con il 63,03%, seguito da altra società direttamente riconducibile al Sindaco Luigi Brugnaro con il 23,53%.

** Marin Starnudo perché? Diciamo subito che si tratta di uno pseudonimo collettivo, perché collettivo è il lavoro di analisi che ne sottende i Diarii. Nel primo capitolo dei suoi Diarii, il nostro Marin si è così presentato:

Marin Starnudo (Marino Starnuto) in omaggio al celebre erudito che nei suoi diarii ci ha consegnato una cronaca quotidiana della vita a Venezia dal 1496 al 1533: Marin Sanudo. Nella definizone che ne dà la Marciana, “fu un attentissimo osservatore e scrupoloso annotatore di tutto quanto accadeva a Venezia e nel mondo allora noto nell’età del Rinascimento, dagli eventi politici alle feste, alle notizie di guerra e alla cronaca nera”.

Ci perdoneranno quindi i lettori se il tono di questi Diarii sarà più leggero. Leggero ma veritiero: questo non è Lercio e non è il Vernacoliere (troppo bravi per essere anche solo imitati): le notizie che contiene sono state verificate e sono vere: la realtà a volte supera la satira, e Venezia sta vivendo uno di quei rari momenti. Quando la realtà supera la satira, perché qualcuno ha perso il senso del ridicolo, noi ci saremo.

Etciù! (risposta: “salute”, perché lo starnuto notoriamente permette di espellere corpi estranei, microbi e altre piccole nefandezze prima che penetrino nel sistema respiratorio e da lì ai polmoni, provocando danni irreparabili).

Al prossimo starnuto, che non tarderà molto: sapete com’è, è la stagione invernale 🙂

#Etciù! Diarii di Marin Starnudo, capitolo II°

Le notizie (vere) si rincorrono a tale velocità che la nostra redazione farà fatica a starci dietro. Volete aiutarci? AAAAA collaboratori cercasi, scriveteci a 25aprile2015@gmail.com

Un lettore ci segnala questa perla suprema, tratta dalla pagina ufficiale facebook del Comune di Venezia:

18dicembreGaleoneLa notizia è doppiamente vera, perché 1) quel “galeone” esiste 2) il Palio delle Repubbliche Marinare esiste veramente ed è fonte di grandi soddisfazioni per l’equipaggio veneziano, che ha vinto molte delle passate edizioni.

Ad Amalfi come andrà? Il dubbio è lecito se si considera che l’imbarcazione della foto non è proprio quella giusta (e come potrebbe esserlo? il Palio si disputa a remi e con imbarcazioni di ben altro tipo) ma un’imbarcazione a noleggio che non ha mai spiegato le vele, per la propulsione utilizza un motore diesel e, per chi non la conoscesse, viene pubblicizzata a questo indirizzo:

http://www.clubdellecrociere.com/galeone_veneziano_by_jolly_roger.htm

#Etciù! Starnuto allergico garantito. Incuriositi dalla gaffe, abbiamo comunque cercato le recensioni del galeone e le abbiamo anche trovate:

https://www.tripadvisor.it/ShowUserReviews-g187870-d3139244-r148576564-Venetian_Galleon-Venice_Veneto.html

La foto è stata nel frattempo rimossa e al suo posto adesso c’è quella giusta, ma le risate degli amalfitani si sono sentite fino a Sorrento. Alla prossima puntata con i Diarii di Marin Starnudo: quando la realtà supera la satira, non c’è neanche bisogno di leggere il Vernacoliere. Quanto ai veneziani, di questo passo faranno la fine dei pisani a Livorno.. Cambiamo passo? Al timone c’è ancora qualcuno? Buone Feste a tutti.. sperando che per le Feste almeno ci risparmino altri starnuti: questo era il terzo in due giorni. #Etciù!

 

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