Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Competenze dell’ex Magistrato alle Acque: lettera alla Presidenza del Consiglio

Sulle spoglie dell’ex Magistrato alle Acque di Venezia (MAV) volteggiano volatili di ogni tipo, forse animati da nobili intenzioni o forse da più prosaici appetiti.

Nel rendere pubblica la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio in merito alle competenze del MAV, aggiungiamo un’unica avvertenza: la legislazione in vigore NON prevede che le medesime possano essere trasferite all’Autorità Portuale, così come NON prevede alcun obbligo che vengano trasferite alla città metropolitana: in attesa di un riassetto organico della materia che la nuova Legge Speciale per Venezia potrebbe auspicabilmente fornire, l’iniziativa che abbiamo preso di concerto con altre associazioni va letto come un invito a frenare certi appetiti e a non improvvisare rimedi frettolosi, che potrebbero rivelarsi peggiori del male.

Venezia, 25 febbraio 2016

Spettabile Presidenza del Consiglio

Alla Segreteria del Capo Dipartimento

PEC: affariregionali@pec.governo.it

Spettabile Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Alla c.a. del Direttore generale dott. Enrico Maria Puija

PEC: dg.tm@pec.mit.gov.it

Per conoscenza:

Provveditore Ing. Roberto Daniele

PEC: oopp.triveneto@pec.mit.gov.it

Sindaco Città Metropolitana Venezia

PEC: protocollo.cittametropolitana.ve@pecveneto.it

 

Oggetto: Trasferimento delle funzioni del soppresso Magistrato alle Acque di Venezia

 

Da notizie di stampa apparse sul Gazzettino in data odierna (allegato 1), apprendiamo o per meglio dire troviamo conferma di una lettera che il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia avrebbe indirizzato alle persone e ai Ministeri in indirizzo, con alcune richieste che consideriamo sorprendenti in quanto esorbitanti e/o ultronee rispetto alle competenze del Prof. Paolo Costa che le avrebbe firmate.

Considerato il periodo in cui la lettera è partita, potremmo anche pensare ad uno scherzo di Carnevale e tale ci auguriamo che sia, ma se così non fosse formalmente chiediamo alle Amministrazioni in indirizzo di considerare quanto segue.

Da quel che abbiamo letto, il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, perpetuerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna, con lo scandalo a voi noto.

In particolare si tratterebbe delle competenze in materia di:

  1. rilascio di autorizzazioni per escavi canali portuali;
  2. rilascio di autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali;
  3. rilascio di autorizzazione opere su aree demaniali portuali.

Se abbiamo capito bene la natura e le conseguenze eventuali delle richieste di cui sopra, il Presidente dell’Autorità Portuale in sostanza chiede di poter autorizzare se stesso a fare ciò che gli aggrada in quanto unico interprete del “superiore pubblico interesse”.

A nome delle associazioni firmatarie, che rappresentano più di duemila cittadini residenti nella città metropolitana di Venezia, ci permettiamo di dissentire alla luce dell’esperienza maturata in tempi recenti. Ci si potrà forse obiettare che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; ma se la proposta dell’Autorità Portuale venisse accolta sarebbe ancora peggio perché fra controllore e controllato si verrebbe a creare una commistione inestricabile, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Inoltre, il Presidente dell’Autorità Portuale rivendica anche una competenza ulteriore e ultronea rispetto alle sue necessità istituzionali:

  1. il “rilascio di concessioni spazi acquei in ambiti lagunari”.

La competenza dell’ex magistrato alle Acque in materia è estremamente ampia “ratione loci” dato che si estende su tutte le isole minori della Laguna veneta, compresi moltissimi rii e canali su cui l’Autorità Portuale non può rivendicare alcun interesse legittimo dato che mai potrebbero essere adibiti alla navigazione di unità navali: per profondità e larghezza, tali rii e canali sono ovviamente riservati alla circolazione di imbarcazioni locali e la concessione di spazi acquei è funzionale alle esigenze della popolazione e delle attività produttive ivi insediate (cantieristica minore, in particolare). Salvo errore di formulazione, tale richiesta appare sorprendente e “ultra vires” rispetto ai compiti istituzionali affidati all’Autorità Portuale di Venezia, in un ambiente delicato come quello della Laguna di Venezia dove la medesima Autorità Portuale si è già più volte scontrata con amministrazioni comunali, associazioni e comitati di cittadini a causa di una sua certa tendenza ad “allargarsi” oltre il necessario.

Ad ogni buon conto, percezioni a parte quello che conta è il disposto normativo e la normativa in vigore è quella che segue:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114.E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite“.

Nel caso in cui si voglia dare attuazione al disposto normativo, è dunque alla citta’ metropolitana di Venezia e non all’Autorità Portuale che le competenze di cui sopra potrebbero eventualmente essere trasferite.

Ai destinatari della missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, datata 15 febbraio 2016 con numero di protocollo 35350/SG-LEG/2818, formuliamo dunque una richiesta molto semplice: respingerla al mittente, nel caso in cui le proposte di cui sopra siano state effettivamente formulate, o rassicurarci che si trattava soltanto di uno scherzo di carnevale.

Venezia, 25 febbraio 2016

Marco Gasparinetti, portavoce Gruppo25Aprile

Mirco Bodi, portavoce Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Veronica Scarpa, Presidente Associazione “L’Altra Venezia”

24febbraio2016 NavarroDina

 

 

 

Sant’Andrea 30 gennaio: rassegna stampa e video

Il video di sintesi dell’incontro (sullo stesso canale youtube, verranno pubblicate le singole relazioni). Voce narrante: Loredana Spadon. Testo introduttivo: Massimo Vianello. Musica: Antonio Vivaldi.

L’articolo di Elisa Lorenzini, sul Corriere del 31 gennaio:

31gen16 Corriere

L’articolo di Vera Mantengoli, Nuova Venezia 31 gennaio:

31gen16 NVRealtà associative presenti all’incontro (lista provvisoria: potrebbe contenere omissioni involontarie, che verranno immediatamente corrette se vorrete segnalarle).

Nel corso del dibattito, moderato da Marco Gasparinetti (G25A) sono intervenuti :

  1. Lidia Fersuoch (Italia Nostra)
  2. Andrea Grigoletto (Istituto Italiano dei Castelli)
  3. Francesca Barbini (FAI)
  4. Gian Angelo Bellati (Eurosportello)
  5. Giancarlo Ghigi (Poveglia per tutti)
  6. Flavio Cogo (Ambiente Venezia)
  7. Lorenzo Greco (WSM)
  8. Matteo Secchi (venessia.com)
  9. Cesare Scarpa (Comitato Certosa e Sant’Andrea)
  10. Marco Zanetti (Venezia Cambia)
  11. Stefano Boato (Ecoistituto del Veneto Alex Langer)
  12. Rita Sartori (Venezia Arte Cultura & Turismo)
  13. Matteo Visonà (Sanca veneta)
  14. Andreina Visconti
  15. Cristina Romieri
  16. Domenico Cardone (gruppo di lavoro cultura, M5S)
  17. Tito Pamio (Associazione Canoistica Arcobaleno)
  18. Conclusioni: Nicola Tognon (Gruppo25Aprile).

Hanno partecipato all’assemblea, sottoscrivendone la mozione unitaria :

  1. Salvatore Lihard (Comitato Ambientalista Altro Lido)
  2. Luigi Lazzaro (Legambiente Veneto)
  3. Giulio Labbro Francia (Movimento consumatori)
  4. Pier Paolo Scelsi (Possibile)
  5. Adriano De Vita (Faro)
  6. Cesare Peris (Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati)
  7. Alberto Alberti (Masegni e Nizioleti Onlus)
  8. Daniela Milani Vianello (Lido d’amare)
  9. Antonella De Palma (società di Mutuo Soccorso Ernesto De Martino, VE)
  10. Gianluigi Bresciani (Emergenze Patrimonio Italia).

Era presente e ha portato la sua solidarietà dalla Francia:

Alexandra Sobczak (Urgences Patrimoine)

Segreteria organizzativa a cui segnalare eventuali refusi e omissioni: 25aprile2015@gmail.com

 

Sant’Andrea: quale futuro?

JPG

Relazioni introduttive:

  1. Lidia Fersuoch (Italia Nostra)
  2. Andrea Grigoletto (Istituto Italiano dei Castelli)
  3. Francesca Barbini (FAI)
  4. Gian Angelo Bellati (Eurosportello)
  5. Giancarlo Ghigi (Poveglia per tutti)

Moderatore: Marco Gasparinetti (G25A)

Alle relazioni introduttive faranno seguito gli interventi programmati delle altre realtà associative che hanno aderito all’incontro, la cui lista (in corso di aggiornamento) è consultabile a questo indirizzo :

https://gruppo25aprile.org/2016/01/24/progetto-di-finanza-santandrea-la-citta-vuole-capire/

Operazione “bricole”, per la sicurezza della navigazione in Laguna

Gruppo25Aprile e Gruppo Diportisti Laguna Veneta stanno documentando in questi giorni lo stato di collasso in cui sono state lasciate decine e più probabilmente centinaia di bricole, con il conseguente pericolo per la navigazione e per l’incolumità delle persone – ulteriormente aggravato dalle condizioni di scarsa visibilità tipiche della stagione (giornate più brevi, nebbia o caìgo). Volete darci una mano, nell’interesse di tutti? Inviate le vostre foto corredate di data e luogo, se possibile indicando il numero della bricola mancante o danneggiata (o di quella più vicina) all’indirizzo: 25aprile2015@gmail.com

Burano 10 dicembre (foto Mirco Bodi):

bricole5 buranMircoBodi10dic15Canale di Crevan, 10 dicembre (Mirco Bodi):

bricole4 canalCrevan10dic15

Canale Sant’Erasmo, zona barene (in prossimità del capitello Marcello Bertola); foto Hud D’Alessandro 10 dicembre:

Bricola7 Hud 10dic15

Prossimità San Michele, foto Hud D’Alessandro 10 dicembre

Bricola 9 Hud 10dicembre

Poveglia, foto Rosanna Ligi settembre 2015

bricolaPoveglia11dicRosannaLigi

 

Canale Scomenzera di S.Giacomo in Paludo, foto Dario Vianello 11 dicembre:

BricolaCanaleScomenzeraS.Giacomo11dicDario

Lido Venezia, canale delle Scoasse (bricole dalla numero 16 a crescere): foto Flavia Antonini 11 dicembre

BricoleFlaviantonini11dicLido

Lido Venezia, canale Scoasse fronte Poveglia, foto Flavia Antonini 11 dicembre. NB Dalla 16 alla 22 ne restano solo dei monconi, che rappresentano un pericolo grave e immediato per gli scafi delle imbarcazioni !!!

BricoleAntoniniPoveglia11dic

Isola Vignole, foto Hud D’Alessandro 11 dicembre:

bricolaVignole Hud11dic

Canale di San Cristoforo, foto G.L. Vianello 11 dicembre:

BricolaLillo11dic

Fondamente nove (Fondamenta Nuove) all’altezza del Ponte Donà, foto G.L. Vianello 11 dicembre:

BricolaLilloPonteDonà11dic

L’amico Vianello segnala anche che: “fondamente nove uscita rio dei mendicanti, mancano le bricole 37- 39”.

Quanto al canale che da Fondamenta Nuove conduce a Murano, numerosi sono gli esempi di bricole il cui stato di salute sembra ormai prossimo a quello degli ospiti dell’isola sullo sfondo (San Michele):

Bricola3Hud d'Alessandro10dic15

NB la situazione di trascuratezza è sotto gli occhi di tutti, da quello che ci è dato sapere potrebbe essere dovuta alla mancanza di fondi o anche al “balletto delle competenze”: la scelta normativa che ha soppresso il Magistrato alle Acque di Venezia trasferendone le competenze al Provveditorato interregionale (organo periferico del Ministero Infrastrutture e Trasporti) che a sua volta trasferirà questa competenza specifica (regolamenti attuativi permettendo) alla nuova Città Metropolitana di Venezia non esime lo Stato italiano (e in particolare il Ministero delle Infrastrutture,) dai suoi obblighi, dato che il trasferimento di competenze (e di risorse?) è finora rimasto sulla carta e tale resterà per qualche tempo ancora.

Di questi pasticci all’italiana non dobbiamo fare le spese noi, e tanto meno vorremmo che per “provvedere” si aspettasse un incidente da prima pagina. Vogliamo rimediare finché siamo ancora in tempo?

Per informazioni ulteriori:

https://www.facebook.com/groups/637118753057574/

e

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/?fref=ts

Rassegna stampa:

Nuova Venezia 11 dicembre, articolo Roberta de Rossi

Bricole NV 11dic15Isola della Certosa, foto Rosanna Ligi settembre 2015:

bricolaCertosa11dicRosannaLigi

NB chi ha visto il film “l’Italia al tempo della peste” del regista Fulvio Grimaldi ricorderà forse il breve “cameo” in cui regista e portavoce del Gruppo25aprile parlano di Laguna davanti a una bricola particolare; dalle riprese del capitolo veneziano del film è trascorso esattamente un anno (dicembre 2014) e la bricola – una “dama”, per la precisione – conteneva un invito che torna di attualità, oggi:

MAV1(foto: Marco Gasparinetti)

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PS aggiornamento 20 gennaio 2016:

I) Le bricole antistanti a Sant’Erasmo, nella foto di René Seindal:

Bricola 19012016 ReneSeindalII) L’appello dei diportisti, nella rassegna stampa del 20 gennaio:

Bricole 20gennaio2016

Le nostre proposte: 5) Tutela dell’artigianato tipico lagunare

Atti dell’incontro pubblico del 26 aprile 2015 (Palazzo Da Mula, Murano)

Relatori: Stefano Bravo e Saverio Pastor

“Tutela e promozione dell’artigianato tipico lagunare”

Viviamo un periodo pluridecennale durante il quale ben poco si è fatto per l’artigianato proprio mentre esso aveva già iniziato a sprofondare in una profondissima crisi locale e strutturale; nell’indifferenza della politica si è lasciata ai singoli imprenditori ogni iniziativa per la sua (e loro) sopravvivenza.

Non dimentichiamo che in città le attività artigiane, ed in particolare quelle dell’artigianato artistico, sono state perno dell’economia cittadina e hanno offerto grandi opportunità di lavoro. Esse fanno parte integrante della nostra cultura e della nostra storia.

Dobbiamo invertire la tendenza al declino e puntare sulle imprese artigiane in modo che siano protagoniste del rilancio socio-economico e culturale della nostra città.

Ricordiamo anche che basta un decennio per perdere secoli di conoscenze e di saper-fare; che mentre UNESCO e cultura internazionali cercano di salvaguardare il Patrimonio Culturale Intangibile i nostri politici si sono fin qui dimostrati sordi e distratti davanti alla drammatica evidenza di queste problematiche.

Saverio Pastor

Vogliamo qui affrontare alcuni problemi riguardanti queste attività produttive con attenzione particolare per quella fascia di artigiani definiti “della mano e della mente” o più comunemente Artistici.

Come artigiani dell’Associazione El felze pensiamo alla gondola e a tutti i mestieri ad essa collegati, ma ricordiamo anche il vetro e i lavori ad esso connessi ei lavori antichi della città, alcuni dei quali sono già andati persi: oresi, argentieri, gioiellieri, tappezzieri, ebanisti, decoratori e laccatori. I restauratori che ci permettono di conservare il passato, di trasmetterlo come patrimonio: dai mobili, alle opere artistiche, all’edilizia: dai pavimenti agli stucchi, dalla pietra al metallo.

Pensiamo però che il più grande problema dell’artigianato veneziano sia la diminuzione degli abitanti (residenza) e quindi chiediamo al candidato sindaco di cercare di invertire drasticamente la tendenza all’esodo e di aumentare la residenzialità. A questo si è impegnato nell’incontro pubblico del 7 marzo dedicato ai sestieri, ed è un impegno che non ci stancheremo mai di sollecitare e sentirgli ripetere, anche in questa sede.

Come chi vive in città, gli artigiani subiscono poi i drammi connessi ad un mercato immobiliare impazzito che va governato con sapienza.

Ricordiamo anche che all’interno dell’Arsenale lavorava una buona fetta di questa tipologia di artigiani, infatti il dibattito sulla riqualificazione dell’Arsenale li mette spesso al centro delle ipotesi future; anche il velleitario progetto di ricostruzione del Bucintoro potrebbe essere un’occasione di rilancio delle manifatture cittadine. Chiariamo però da subito che non si può immaginare alcuna attività in quel complesso se esso non viene riaperto realmente e decisamente alla città e, comunque, se alcune imprese lì troveranno una sede ciò non dovrà comportare l’impoverimento del tessuto urbano di artigiani, che dovranno invece presidiare comunque la città.

GONDOLA, CANTIERISTICA E ATTIVITA’ COLLEGATE.

L’Istituzione per la Conservazione della Gondola e la Tutela del Gondoliere da anni si è appiattita su quest’ultimo obiettivo (la tutela del gondoliere) dimenticando i costruttori della più famosa barca del mondo. Mentre ben due gondolieri siedono in Cda l’insieme dei costruttori deve proteggersi da sé muovendosi tra mille asperità: dalla ricerca di un laboratorio, ad un capitale, spesso cospicuo, investito in materie prime, attrezzature e personale.

Servono ormai regole certe. Non è possibile che il regolamento comunale decida come debba essere addobbata una gondola e l’abbigliamento del gondoliere, ma non come debba essere costruita la barca e i suoi accessori. Sta dilagando il compensato marino e presto si perderà la capacità di costruirla in legno massiccio. Forcole e ferri da prua rischiano di essere costruiti al di fuori delle tradizioni, senza manualità né personalizzazione, come da sempre si è fatto. Il regolamento comunale sul servizio va rivisto implementando disciplinari per la costruzione di gondola ed accessori DOC. Se non possiamo vietare il compensato, potremmo incentivare le barche in massiccio con finanziamenti e premi per chi costruisce e per chi acquista.

Alle gondole è stata recentemente imposta una targa rilasciata dal Comune. Proponiamo che essa serva per avere una scheda della gondola: anno di costruzione, cantiere e tutti gli artigiani che ci hanno lavorato, dall’intagliatore, al fonditore al remèr. Proponiamo quindi una tracciabilità degli oggetti a garanzia di costruzione fatte seguendo disciplinari condivisi tra Istituzione. gondolieri e artigiani.

Ricordiamo ciò che di buono offrivano le corporazioni: persone autorizzate per la loro capacità ad esercitare un lavoro e prodotti certificati da fatture e marchi; ogni “bottega” avrà un suo Marchio che servirà a contraddistinguere e garantire un prodotto di alta qualità.

Dobbiamo poi rilanciare il vero trasporto tipico veneziano con la ripresa dei “traghetti da parada” oggi in parte dismessi e fortemente ridotti. Anche su questo punto, al candidato Sindaco chiediamo un impegno preciso per salvaguardare un servizio pubblico che, oltre a fluidificare la mobilità pedonale alleggerendo la pressione sui ponti che collegano le due rive del Canal Grande, fa parte integrante e irrinunciabile della nostra identità di città d’acqua. Oltre a questo impegno, che richiede semplicemente la manutenzione dei pontili a carico del Comune, al candidato Sindaco chiediamo anche di considerare l’ipotesi di ripristinare analogo servizio a Murano, dove storicamente esisteva e dove la domanda turistica è in espansione costante, anche come occasione per creare occupazione in un’isola dove il settore del vetro continua a perdere posti di lavoro: con la tariffa attualmente in vigore a Venezia per i non residenti (2 euro) si tratta di un servizio di trasporto pubblico che si auto-sostenterebbe, collegando le fermate ACTV “Faro” e “Navagero” e accorciando i tempi di percorrenza anche per i residenti.

Per rilanciare la cantieristica si dovrà pensare non solo alle gondole ma anche alle altre tipologie di barche tradizionali. Questo si può fare anche ripensando il regolamento della concessione spazi acquei con l’agevolazione e la gratuità per gli ormeggi delle barche tradizionali e in legno: che senso ha tutto il dibattito sui pali in legno o in plastica se poi ai pali –dinanzi a palazzi vincolati obbligatoriamente in legno- si consente l’ormeggio a un ferro da stiro in plastica?

Si coinvolga la regione del Veneto con il rifinanziamento e miglioramento della legge regionale 1/96 che qualche merito lo ha avuto.

EDILIZIA E RESTAURO

Altro settore questo fondamentale; in esso si incrociano profondamente il sapere e la conoscenza con l’utilizzo dei materiali. Dalla costruzione al recupero filologico; qui identifichiamo la capacità di conservare e trasmettere alle generazioni future quel che riceviamo come patrimonio: dal palazzo al mobile, alla pietra al marmo, dal legno al metallo ai pavimenti.

Siamo all’anno Zero. Nessuna iniziativa pubblica, nessun tipo di coordinamento; una mappatura; un reale controllo sulle capacità di chi esercita tali lavori. Anche qui servono poche ma certe regole scritte.

Magari si può riprendere quanto fatto –e dannatamente dimenticato- con la Scuola Europea del Restauro a San Servolo dove si concentravano da tutta Europa stuccatori, terrazzieri, decoratori, marangoni e fabbri di primordine. Va fatto ogni tentativo per far tesoro degli ultimi artigiani ancora in attività.

Inoltre la nuova edificazione dovrebbe restare un miraggio mentre è concreta e quotidiana la necessità di interventi di restauro e di riqualificazione edilizia ed urbana (questo dovrebbe essere un punto fondamentale del programma per prossimi 5-25 anni).

VETRO
Certo il vetro ha una serie di problemi che sembra impossibile districare, ma bisognerebbe sempre ricordarsi che a Murano era attiva una vera e propria industria, che tuttora impiega un migliaio di addetti. Un rilancio deve per forza unire allo stesso tavolo Imprenditori e Amministrazioni, a tutti i livelli.

Sul punto rinviamo alla relazione di Lucia Cimarosti, che parlerà fra poco.

Anche qui, come del resto in tutti i settori, serve la coscienza che da soli non se ne esce. Se uno chiude, non è un concorrente in meno. Capiamo che il restare vivi e attivi dipende dall’unicità del prodotto fornito.

SGRAVI CONTRIBUTIVI

Nell’immediato, va assolutamente affrontata a livello nazionale ed europeo la questione della restituzione degli sgravi contributivi, che si trascina da 20 anni con risvolti kafkiani e nell’immediato (non fra 6 mesi o fra un anno!) rischia di portare alla chiusura di decine di aziende da Burano a Chioggia passando per Murano e i sestieri; su questo rinviamo alla nota trasmessa dal Gruppo25Aprile in data 9 aprile 2015 e all’analogo appello rivolto da Confindustria sulle pagine della stampa locale in occasione della visita (rinviata) del premier Matteo Renzi.

Murano 26 aprile 2015

ALTRI ARTIGIANI

Non meno importanti sono altri settori dove troppo spesso tutto è lasciato ad una volontà individuale degli imprenditori: dal mantenere uno spazio alla formazione del personale.

Il Tessile: ormai ci sono le due grandi imprese Bevilacqua e Rubelli con connotazioni e modalità diverse. Mentre il secondo ha accettato una sfida internazionale e si è inserito nel mercato, Bevilacqua ha continuato la lavorazione antica di secoli ma ancora di nicchia.

Il Merletto: sembra ormai una semplice illusione. O si è in grado di offrire un futuro a chi ci lavora oppure una sua sopravvivenza sembra impossibile. Se a Burano e Torcello si continuerà a mescolare il prodotto artigianale con quello industriale, quello locale con quello d’impostazione, non si vede un futuro. Forse la strada può essere quella di istituire dei corsi o sostenere le donne che avrebbero qualche modesta velleità imprenditoriale.

Ricordiamo anche i Bocaleri e i Mascherai che difendono una loro dignità e cercano una loro certificazione di qualità.

Crediamo si debba fare l’impossibile per rilanciare l’artigianato, anche trovando il modo di far conoscere e appassionare i giovani a queste attività; esse sono arte, cultura e storia della nostra città e possono garantire redditi dignitosi.

Sono possibili nuovi rapporti con le Istituzioni culturali della nostra città: dalla Biennale alle Università dall’Accademia di Belle Arti ai Licei Artistici: si possono avviare progetti culturali con gli artisti internazionali e nei corsi di laurea legati alle tematiche proposte e avviare anche stage estivi per ragazzi delle superiori.

In conclusione anche in questo settore, come in molti altri in città bisogna riscrivere le regole, e farle rispettare.

Gli artigiani de el felze e il Gruppo25Aprile

Comunicato stampa, 28 aprile 2015

25Aprile RiveGauche

Con riferimento agli striscioni che sabato 25 aprile sono apparsi sulle due rive del Canal Grande con la scritta “FELICE 25 APRILE” di colore verde laguna su campo bianco, e che la stampa locale ha attribuito al nostro gruppo, si ritiene utile osservare quanto segue:

  1. La scritta si componeva di una data a noi cara in quanto richiama il nome che ci siamo dati come gruppo ma anche e soprattutto San Marco e la festa della liberazione ; associata alla parola « FELICE » poteva sicuramente prestarsi a varie interpretazioni bene augurali .
  2. A nostro modo di vedere, la stampa ha semplicemente fatto il suo mestiere (diritto di cronaca) nel pubblicare la foto e suggerire una delle quattro possibili interpretazioni, tutte legittime e non offensive, che di quella scritta potevano essere date.
  3. Il fatto che fra i candidati Sindaco possa essercene uno il cui nome di battesimo è anche aggettivo nulla toglie al fatto che nella ricorrenza del 25 aprile i veneziani abbiano il diritto di augurare un felice 25 aprile ai loro concittadini e agli ospiti che in quel giorno di festa affollano la città ;
  4. Affermare il contrario equivarrebbe ad abolire dal dizionario l’aggettivo « felice » per la durata della campagna elettorale, con il risultato di renderla ancora più triste di quanto non sia, agli occhi di molti.
  5. A quanto ci consta, il colore della campagna elettorale di quel candidato Sindaco è il rosso veneziano, mentre gli striscioni riportavano una scritta verde su campo bianco.
  6. Il Gruppo25aprile confida pertanto nel buon senso, nel senso della misura e nel senso dell’umorismo di tutti, rinnovando un augurio di felice 25 aprile alla stampa locale, nazionale e internazionale.

 

Il portavoce

Marco Gasparinetti

24 aprile 2015: Diamo un Futuro a Mestre

MestreVenerdi 24 aprile, alle ore 17.30

Centro culturale S.ta Maria delle Grazie (Via Poerio 32, Mestre)

Incontro pubblico con Felice Casson

organizzato dal Gruppo25Aprile

Moderatore:

Marco Gasparinetti

Proposte, domande e risposte sui seguenti temi, che verranno introdotti dai relatori designati:

Nicola Tognon: “Sicurezza e decoro come premesse necessarie per il rilancio di Mestre e del suo tessuto commerciale”;

Miriam Bruson: “Fare impresa a Mestre”;

Andrea Bortoluzzi (Basket Mestre): “Fare sport a Mestre”;

Selina Zampedri: “La mobilità acquea Mestre-Venezia: prospettive e proposte per il futuro”.

L’incontro è aperto a tutti, senza distinzione di affiliazione o credo politico; per dare spazio alla partecipazione attiva del pubblico, ad ogni relazione farà seguito una sessione di domande e proposte al candidato Sindaco Felice Casson.

Credits foto:

Nicola Tognon. Nella seconda foto, la Chiesa di San Girolamo (la più antica di Mestre: edificata nel 1269, sul luogo in cui sorgeva la cella di un eremita, all’interno della cerchia di mura di Castel Nuovo).

MestreSanGirolamo

26 aprile 2015: Diamo un Futuro alle nostre Isole?

Burano byTagliapietra

Incontro pubblico con il Senatore Felice Casson,

organizzato dal Gruppo25Aprile

Palazzo da Mula (Murano)

26 aprile 2015 alle ore 15

Moderatore:

Marco Gasparinetti

Relatori:

Stefano Bravo e Saverio Pastor: “Tutela e promozione dell’artigianato tipico lagunare”.

Francesco Zane (Burano): “La rinascita dell’Arcipelago Torcellano”.

Carlo Beltrame: “Il futuro delle isole dimenticate della Laguna”.

Cesare Peris: “Diritto alla mobilità e Parco Laguna Nord”.

Lucia Cimarosti: Murano cambia; produttività e vita in isola.

Credits foto:

Alessandro Tagliapietra

L’incontro è aperto a tutti, senza distinzione di affiliazione o credo politico; per dare spazio alla partecipazione attiva del pubblico, ad ogni relazione farà seguito una sessione di domande e proposte al candidato Sindaco Felice Casson, che ringraziamo per avere accolto l’invito.

Venezia e isole: quanti siamo?

7marzo2015Foto: Stefano Barzizza

Elaborazione dati: Paolo Apice

Popolazione residente al 12 marzo 2015

Santa Croce 5068

San Marco 3849

Dorsoduro 6602

San Polo 4721

Castello 11995

Sant’Elena 1869

Cannaregio 16043

Totale sestieri

50.147

Giudecca 4560

Sacca Fisola 1482

Isola di San Giorgio 5

Totale sestieri e isole contigue:

56.194

ISOLE

Murano 4430

Burano 2534

Sant Erasmo 688

Mazorbo 287

Mazorbetto 2

Vignole 60

Torcello 16

Totale città insulare

64.211

LITORALE

Lido14657

Alberoni 1019

Malamocco 1013

 Pellestrina 3803

Totale generale

84.703

 

Quale futuro per Venezia? Incontro pubblico, sabato 7 marzo

7marzo2015 LocandinaPer preparare questo incontro, abbiamo elaborato alcune schede tematiche che verranno rese pubbliche dopo l’incontro. In particolare, al Senatore Casson intendiamo rivolgere domande e proposte sui seguenti temi:

  1. Arsenale, inteso anche come opportunità di insediamento per attività imprenditoriali, artigianali, istituzionali e associative;
  2. Casa e residenzialità (edilizia pubblica e privata);
  3. Mobilità acquea e Parco Laguna Nord;
  4. Salute, sicurezza e decoro urbano;
  5. Commercio, con particolare riferimento alle problematiche di Mestre.

Moderatore:

Marco Gasparinetti

Relatori:

Carlo Beltrame, Veronica Scarpa, René Seindal, Nicola Tognon, Alessandra Regazzi

Interventi:

Paolo Apice (sociologo), Paolo Lanapoppi (Italia Nostra),

Alice Veronese (Servizio Disabili Sensoriali della Provincia di Venezia)

NB l’incontro è aperto al pubblico e alla stampa; considerate le numerose adesioni già ricevute raccomandiamo puntualità a chi volesse trovare posto a sedere: la sala ha una capienza limitata.

Gruppo25Aprile e LiberaVenezia

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