Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Lettera aperta a Matteo Renzi

Egregio Presidente del Consiglio,

Il gruppo25aprile, piattaforma civica e apartitica composta da centinaia di persone che ancora vivono e/o lavorano nella città d’acqua, Le augura il benvenuto a Venezia in occasione del vertice bilaterale Italia-Francia convocato per l’8 marzo.

Il gruppo25aprile non manifesterà nelle fragili calli di Venezia domani 8 marzo, pur comprendendo le ragioni dei manifestanti; il gruppo25aprile intende però manifestare a Lei e al Governo le sue gravi e motivate perplessità sul fatto che il Sindaco in carica di Venezia possa ancora rappresentare la città nel « Comitatone » che prossimamente sarà chiamato a pronunciarsi sul passaggio delle grandi navi in Laguna e sullo scavo dei canali che a detta del Sindaco si renderebbe necessario per facilitarne il transito, sventrando l’isola delle Tresse.

Le perplessità nascono dal palese conflitto di interessi che abbiamo reso noto in data 6 marzo e riguarda una società direttamente riconducibile al Sindaco, fornitrice delle principali compagnie di crociera come appare dalla sua pagina internet :

http://www.tecnikalumen.com/it/produzione/navale

Tecnika Lumen

La “Tecnika Lumen” è direttamente controllata dalla Umana SpA, il cui azionista di riferimento è il Sindaco. In queste condizioni, il Sindaco in carica non può rappresentare il Comune di Venezia in seno al Comitatone che è chiamato a preservarne il fragile equilibrio, quando si discuterà di grandi navi e grandi scavi.

Lo diciamo a Lei che lo presiede a norma della Legge Speciale per Venezia, certi che vorrà prenderne nota.

7marzo2016 NV

Il gruppo25aprile rispetta il risultato di elezioni comunali vinte dalla “lista Brugnaro” grazie a un dispiego di mezzi abnorme, che è attualmente oggetto di un’istruttoria avviata dal Collegio di garanzia elettorale della Corte d’appello di Venezia; a Lei come Presidente del Comitatone, e all’Autorità Nazionale Anticorruzione per quanto di sua competenza eventuale, chiediamo di garantire il rispetto delle Leggi che lo Stato italiano ha adottato a tutela dell’interesse generale e della salvaguardia della città che amiamo.

Venezia, 7 marzo 2016

Avvertenze:

  1. Quello qui pubblicato è un estratto della lettera aperta la cui versione integrale è stata inviata alla Presidenza del Consiglio e, per conoscenza, ad alcuni quotidiani.
  2. Il “Comitatone” a cui si fa riferimento è quello istituito con Legge del 29 novembre 1984 n. 798 “Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia” che ha riconfermato lo Stato come principale responsabile della difesa dell’equilibrio idrogeologico della laguna. Per assicurare “l’indirizzo, il coordinamento e il controllo per l’attuazione degli interventi previsti dalla presente legge” la legge del 1984 ha creato un “Comitato interministeriale per Venezia” che in gergo giornalistico viene chiamato “Comitatone” in quanto formato da una lunga lista di enti locali e ministeri.
  3. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla quale sono stati di recente conferiti nuovi e più incisivi poteri, è un organismo indipendente, istituito dall’art. 1 della legge 6 novembre 2012 n. 190, recante “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”. Il sito ufficiale dell’ANAC è: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Autorita

 

Competenze dell’ex Magistrato alle Acque: lettera alla Presidenza del Consiglio

Sulle spoglie dell’ex Magistrato alle Acque di Venezia (MAV) volteggiano volatili di ogni tipo, forse animati da nobili intenzioni o forse da più prosaici appetiti.

Nel rendere pubblica la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio in merito alle competenze del MAV, aggiungiamo un’unica avvertenza: la legislazione in vigore NON prevede che le medesime possano essere trasferite all’Autorità Portuale, così come NON prevede alcun obbligo che vengano trasferite alla città metropolitana: in attesa di un riassetto organico della materia che la nuova Legge Speciale per Venezia potrebbe auspicabilmente fornire, l’iniziativa che abbiamo preso di concerto con altre associazioni va letto come un invito a frenare certi appetiti e a non improvvisare rimedi frettolosi, che potrebbero rivelarsi peggiori del male.

Venezia, 25 febbraio 2016

Spettabile Presidenza del Consiglio

Alla Segreteria del Capo Dipartimento

PEC: affariregionali@pec.governo.it

Spettabile Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Alla c.a. del Direttore generale dott. Enrico Maria Puija

PEC: dg.tm@pec.mit.gov.it

Per conoscenza:

Provveditore Ing. Roberto Daniele

PEC: oopp.triveneto@pec.mit.gov.it

Sindaco Città Metropolitana Venezia

PEC: protocollo.cittametropolitana.ve@pecveneto.it

 

Oggetto: Trasferimento delle funzioni del soppresso Magistrato alle Acque di Venezia

 

Da notizie di stampa apparse sul Gazzettino in data odierna (allegato 1), apprendiamo o per meglio dire troviamo conferma di una lettera che il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia avrebbe indirizzato alle persone e ai Ministeri in indirizzo, con alcune richieste che consideriamo sorprendenti in quanto esorbitanti e/o ultronee rispetto alle competenze del Prof. Paolo Costa che le avrebbe firmate.

Considerato il periodo in cui la lettera è partita, potremmo anche pensare ad uno scherzo di Carnevale e tale ci auguriamo che sia, ma se così non fosse formalmente chiediamo alle Amministrazioni in indirizzo di considerare quanto segue.

Da quel che abbiamo letto, il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, perpetuerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna, con lo scandalo a voi noto.

In particolare si tratterebbe delle competenze in materia di:

  1. rilascio di autorizzazioni per escavi canali portuali;
  2. rilascio di autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali;
  3. rilascio di autorizzazione opere su aree demaniali portuali.

Se abbiamo capito bene la natura e le conseguenze eventuali delle richieste di cui sopra, il Presidente dell’Autorità Portuale in sostanza chiede di poter autorizzare se stesso a fare ciò che gli aggrada in quanto unico interprete del “superiore pubblico interesse”.

A nome delle associazioni firmatarie, che rappresentano più di duemila cittadini residenti nella città metropolitana di Venezia, ci permettiamo di dissentire alla luce dell’esperienza maturata in tempi recenti. Ci si potrà forse obiettare che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; ma se la proposta dell’Autorità Portuale venisse accolta sarebbe ancora peggio perché fra controllore e controllato si verrebbe a creare una commistione inestricabile, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Inoltre, il Presidente dell’Autorità Portuale rivendica anche una competenza ulteriore e ultronea rispetto alle sue necessità istituzionali:

  1. il “rilascio di concessioni spazi acquei in ambiti lagunari”.

La competenza dell’ex magistrato alle Acque in materia è estremamente ampia “ratione loci” dato che si estende su tutte le isole minori della Laguna veneta, compresi moltissimi rii e canali su cui l’Autorità Portuale non può rivendicare alcun interesse legittimo dato che mai potrebbero essere adibiti alla navigazione di unità navali: per profondità e larghezza, tali rii e canali sono ovviamente riservati alla circolazione di imbarcazioni locali e la concessione di spazi acquei è funzionale alle esigenze della popolazione e delle attività produttive ivi insediate (cantieristica minore, in particolare). Salvo errore di formulazione, tale richiesta appare sorprendente e “ultra vires” rispetto ai compiti istituzionali affidati all’Autorità Portuale di Venezia, in un ambiente delicato come quello della Laguna di Venezia dove la medesima Autorità Portuale si è già più volte scontrata con amministrazioni comunali, associazioni e comitati di cittadini a causa di una sua certa tendenza ad “allargarsi” oltre il necessario.

Ad ogni buon conto, percezioni a parte quello che conta è il disposto normativo e la normativa in vigore è quella che segue:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114.E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite“.

Nel caso in cui si voglia dare attuazione al disposto normativo, è dunque alla citta’ metropolitana di Venezia e non all’Autorità Portuale che le competenze di cui sopra potrebbero eventualmente essere trasferite.

Ai destinatari della missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, datata 15 febbraio 2016 con numero di protocollo 35350/SG-LEG/2818, formuliamo dunque una richiesta molto semplice: respingerla al mittente, nel caso in cui le proposte di cui sopra siano state effettivamente formulate, o rassicurarci che si trattava soltanto di uno scherzo di carnevale.

Venezia, 25 febbraio 2016

Marco Gasparinetti, portavoce Gruppo25Aprile

Mirco Bodi, portavoce Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Veronica Scarpa, Presidente Associazione “L’Altra Venezia”

24febbraio2016 NavarroDina

 

 

 

Consiglio comunale, Podestà e “Paron de casa”

Consiglio comunale in corso, ore 21. Chi si crede “el Paron de casa” dimentica che l’unico “Paron de casa” accettato dai veneziani è il campanile di San Marco, che le regole di educazione almeno le conosce. La persona che si comporta come padrone di casa conosce le regole dell’educazione? Verifichiamolo in diretta.

Sindaco Brugnaro, arrivato con 4 ore di ritardo, a proposito dell’emergenza smog:

«Quattro ore su sta roba »..  e ancora: «a una certa ora dovrò andare via» (in effetti se n’è poi andato alle 21.38, quando ancora si dovevano votare alcune delle mozioni a lui care).

Sindaco Brugnaro alla consigliera comunale Monica Sambo:

«Sambo, Lei si sta rendendo ridicola e insieme a lei gli amici e i parenti che ha portato».

Brusio del folto pubblico presente (NdR Monica ma quanti parenti hai? Difficile pensare che fossero tutti parenti e amici tuoi!)

Interviene la Presidente del Consiglio comunale (lista Brugnaro), ammonendo il pubblico:

Non usate parole offensive noi non vi stiamo offendendo“. Come no.. si passa al punto successivo all’ordine del giorno: la soppressione di tutte le deleghe alle Municipalità.

Il capogruppo PD Ferrazzi cita Giuseppe Dossetti, sui banchi della maggioranza si nota un frenetico compulsare di tablets, smart phone e i-phones alla ricerca di quel nome sicuramente comunista; il bravo Ferrazzi chiede che venga data la parola al Presidente della Municipalità di Venezia. L’aspirante “Paron de casa” alias Luigi Brugnaro graziosamente lo concede con queste parole rivolte al Presidente Martini:

Fa il tuo intervento e dopo ti va via“.

Gli dà del tu come fa con tutte le persone di sesso maschile (anche quelle che non ha mai visto prima), ne deduciamo che anche Brugnaro abbia molti amici e parenti.

Gli editoriali del Gruppo25Aprile non sono mai firmati, come chi ci legge già sa. Faremo oggi un’eccezione per l’aspirante Paron de casa, in modo che sappia a chi indirizzare eventuali querele intimidatorie.

Aspirante Sior Paron de Casa, una dedica per Lei:

Marin Falier

..perché a Venezia ce n’è già stato uno che si credeva un Monarca, e si chiamava Marin Faliero.

A partire da stasera, per Sua scelta Lei sarà Sindaco e Sindaco della città metropolitana, Presidente di fatto delle 6 Municipalità a cui ha tolto ogni delega, e di non sappiamo quanti consigli di amministrazione, socio di maggioranza in una trentina di società di cui dovrà pure occuparsi ogni tanto, concessionario e concedente in un paio di contratti particolarmente appetitosi, promotore e motore di liste fucsia a Napoli e a Chioggia con mal celate ambizioni nazionali e anche regionali, come ben noto al Presidente della Regione.

In questa smania di potere, c’è tuttavia un ruolo a cui Lei non potrà ambire: quello del “Paron de casa”: non soltanto perché a Venezia nemmeno ci vive ma perché, con tutto rispetto, Lei non ne ha le caratteristiche e nemmeno l’autorevolezza, che è cosa diversa dalla “autorità”. Paron de casa qui non lo sarà mai, nemmeno se in Italia tornassero i “bei tempi” andati e Lei si facesse proclamare Podestà nel senso che il termine ha avuto nel ventennio fascista.

Sappia che a Venezia non troverà soltanto servi per soddisfare ogni Suo capriccio, ma teste pensanti che approveranno o criticheranno le Sue scelte per quello che di buono potranno portare, e non per compiacere Lei o farLe dispetto.

Buon lavoro a Lei nelle Sue molteplici vesti, e buona fortuna alla nostra città.

Cordialmente,

Marco Gasparinetti

Municipalità 25febbraio2016

Post scriptum: chi era Giuseppe Dossetti? Rassicuratevi, non era comunista, il centralismo brugnariano invece è tipico dei regimi comunisti che qualcuno agita come spauracchio, per poi prenderne a prestito i peggiori difetti. Con l’onnipresente color fucsia al posto del rosso..

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Dossetti

GiovanniAndreaMartini

Foto: Nicola Tognon e Giovanni Andrea Martini

Consiglio comunale straordinario 25 febbraio 2016

Veniceland 25 febbraio 2016, ore 19.00

Consiglio comunale straordinario in corso a partire dalle ore 15, dedicato all’emergenza smog. Mozioni presentate già a dicembre, quando era chiaro che il territorio comunale si avviava a sforare per l’11° anno consecutivo i valori limite stabiliti a tutela della salute umana da una direttiva europea. Appello di medici e pediatri, ai primi di febbraio, per sottolineare le conseguenze dell’emergenza sui bambini:

http://www.ordinemedicivenezia.it/news/notizie-medici/citt%C3%A0-come-camere-gas-%C3%A8-emergenza-i-pediatri

Non sono bastati due mesi di intensa riflessione, non sono bastate una prima sentenza della Corte di Giustizia UE, che in passato ha già accertato la violazione, e la seconda procedura di infrazione già pendente; non sono bastate le mozioni, la lettera dei pediatri veneziani e dei medici di famiglia a smuovere il Sindaco in carica dal suo torpore “post prandium” (un lauto e lungo pranzo in un celebre ristorante cittadino): il Sindaco semplicemente non c’era.

In anteprima per i nostri lettori, possiamo soltanto cercare di indovinare le tre ricette del Sindaco nonché Sindaco metropolitano, dato che finora non si è nemmeno fatto vedere:

3scimmie

Arrivato in Consiglio comunale con 4 ore di ritardo, il Sindaco si è poi lamentato con queste parole: “Quattro ore su sta roba ” – laddove “sta roba” sono dati ufficiali ARPAV che per il 2015 indicano questi risultati:

Veneto 2015 PM10_superamenti_VL_giornaliero_2015_1

..e quella che segue è invece la nostra invidiabile posizione nella speciale classifica stilata da “the Economist” sulla base dei dati ufficiali sull’inquinamento da PM10:

Economist

L’insostenibile sete di Potere dell’Autorità Portuale

Alla lettura di una richiesta protocollata in data 15 febbraio 2016, indirizzata da Paolo Costa alla Presidenza del Consiglio, al Ministero delle Infrastrutture e per conoscenza al Sindaco della città metropolitana di Venezia, una domanda sorge spontanea: per quali ragioni e in virtù di quale delirio di onnipotenza il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, consacrerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna?

Si dirà che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; se la proposta dell’Autorità Portuale andasse in porto, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno perché fra controllore e controllato ci sarebbe una sorprendente identità, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Andiamo per ordine, partendo dai fatti. Le competenze che il Presidente dell’Autorità Portuale vorrebbe farsi attribuire non sono di poco conto. A titolo di esempio si tratta di:

  1. rilascio autorizzazioni per escavi canali portuali
  2. rilascio autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali

Come metodo di lavoro, cerchiamo sempre di capire le ragioni altrui; per capire le ragioni di Paolo Costa riporteremo quindi fra virgolette il testo della sua lettera:

A tal riguardo, si segnala che il soppresso Magistrato (alle acque) ha sempre esercitato poteri autorizzativi anche su questioni connesse all’attività istituzionale dell’Autorità Portuale; funzioni – queste – che si ritiene sarebbe opportuno venissero trasferite alla scrivente” (!)

Entrando nello specifico della questione, il Magistrato alle Acque era ad esempio competente ex lege per il rilascio a quest’Ente delle autorizzazioni necessarie all’escavo dei canali portuali, allo scarico delle acque nei canali portuali, alla realizzazione di opere su aree demaniali portuali. Al fine di accelerare l’iter procedurale sopra descritto, si evidenzia l’opportunità di agevolare l’Autorità Portuale nell’esercizio delle proprie competenze e funzioni, comunque rivolte al perseguimento del superiore pubblico interesse“.

Di quale “superiore pubblico interesse” si tratti è lecito dubitare, visto il precedente ancora fresco del tentato “blitz” agostano (con la città priva di Sindaco, nell’estate del 2014) per cercare di imporre lo scavo di un canale devastante, che è stato successivamente abbandonato grazie a una mobilitazione cittadina senza precedenti, questa sì osteggiata dall’Autorità Portuale e dai suoi potenti alleati ma coronata da successo nel momento in cui sette candidati Sindaci su sette, alle elezioni comunali del 2015, si sono dichiarati contrari a quello scavo fortemente voluto dallo stesso Paolo Costa.

Sta di fatto che se la proposta venisse accolta, l’Autorità Portuale in futuro si troverebbe nell’inedita situazione di poter autorizzare se stessa in materia di “escavi canali portuali” e di “scarichi nei canali portuali”.

Nel superiore pubblico interesse? A chi non conosce la Laguna o la conosce poco, giova ricordare che fra i “canali portuali” a Venezia c’è quello che dalla Stazione Marittima porta alla bocca di porto del Lido passando dal bacino San Marco e dal canale della Giudecca, e il canale dei petroli che dalla bocca di porto di Malamocco conduce a Marghera, senza contare quelli futuri il cui scavo è auspicato dalla medesima Autorità Portuale. Sono canali che sull’equilibrio della Laguna hanno un impatto enorme, e se il legislatore ha previsto un sistema di pesi e contrappesi (in parte ereditato dalla Repubblica di Venezia) noi non crediamo che sia stato per sbaglio.

banchetto Cannaregio

Ai destinatari di questa strana missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, formuliamo una richiesta molto semplice: respingerla al mittente.

Al Sindaco della città metropolitana chiediamo di opporsi allo scippo preventivo di competenze, che non risponde in alcun modo all’interesse generale. Le nostre ragioni? Evitare un accentramento di poteri senza contrappesi, in capo all’Autorità Portuale, dato che il trasferimento eventuale (e sottolineiamo eventuale) di competenze è già disciplinato da una Legge dello Stato che qui riproduciamo, per la parte che ci riguarda:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114. “E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite”.

Al Magistrato alle Acque, istituzione che è stata infangata da debolezze umane recenti, eravamo legati perché fa parte della storia di Venezia, che per secoli aveva saputo salvaguardarne l’integrità, l’autonomia e le straordinarie competenze professionali. La soluzione ai mali che hanno fiaccato l’antica Magistratura, nel frattempo diventata organo periferico di un Ministero, al punto da farle addirittura cambiare nome, non può essere un vilipendio di cadavere, che sarebbe rimedio peggiore del male, ma il ripristino delle condizioni di indipendenza dagli interessi di parte che ne avevano fatto la grandezza e dato a noi la fierezza di poter contare su un’Istituzione capace di preservare e salvaguardare l’equilibrio dinamico e sempre precario su cui si regge questa Laguna unica al mondo.

banchetto Rialto

 

 

 

 

 

Emergenza #bricole: DIFFIDA a Ministro e Provveditore

Il testo della diffida inviata oggi 15 febbraio a nome di 12 realtà associative che rappresentano migliaia di iscritti.

La diffida fa seguito alla risposta del Prefetto di Venezia, che in data 5 febbraio ha chiaramente individuato le responsabilità delle istituzioni già sollecitate in proposito e all’intervista con cui il Provveditore alle Opere Pubbliche ha confermato la natura del problema (mancanza di fondi: v. articolo a firma Elisa Lorenzini, qui riprodotto): “tutti i fondi sono finiti sul Mose. La legge speciale da dieci anni ha azzerato le manutenzioni e noi non abbiamo risorse”.

13feb2016 Corriere

DIFFIDA

Oggetto: sicurezza della navigazione e incolumità delle persone nella Laguna di Venezia

A: On.le Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Roma) e

Ing. Roberto Daniele, Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (Venezia)

Per conoscenza:

Dott. Domenico Cuttaia, Prefetto di Venezia

Amm. Tiberio Piattelli, Comandante Capitaneria di Porto di Venezia

Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia

Prof. Paolo Costa, Presidente Autorità Portuale di Venezia

Venezia, 15 febbraio 2016

PREMESSA

  1. Considerato che, per i canali di sua competenza, il Provveditorato destinatario della presente Diffida risulta allo stato attuale responsabile per la manutenzione della segnaletica presente nella Laguna di Venezia, in virtù dell’art. 8 del Decreto Ministeriale 4 Agosto 2014 n. 346 che, nell’abolire il Magistrato alle Acque di Venezia, ha trasferito le relative funzioni al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia;
  2. Considerato che detto Provveditorato è organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal quale dipende in via gerarchica e per lo stanziamento delle risorse necessarie all’adempimento delle sue funzioni e degli obblighi di Legge che ad esso fanno capo;
  3. Considerato che il medesimo decreto di cui al punto 1 demanda a un D.P.C.M. da adottare entro il 31 marzo 2015, l’individuazione delle funzioni già esercitate dal citato Magistrato alle acque da trasferire alla Città metropolitana di Venezia e delle risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla detta Città metropolitana in relazione alle funzioni trasferite;
  4. Considerato che il D.P.C.M. non risulta essere stato adottato, e che tali funzioni rimangono pertanto in capo al Provveditorato qui individuato, con tutte le conseguenze che ne derivano in materia di responsabilità civile e penale;
  5. Considerato che lo stato di manutenzione della segnaletica lagunare, ed in particolare dei suoi elementi denominati “bricole”, ha raggiunto un livello di criticità tale da essere ormai da mesi oggetto di denunce degli organi di stampa, di singoli cittadini e associazioni;
  6. Considerato che la situazione di pericolo venutasi a creare per mancanza di manutenzione rappresenta un rischio immediato per l’incolumità delle persone e dei natanti circolanti nella Laguna di Venezia;
  7. Considerato che tale situazione di rischio è stata riconosciuta anche nell’allegata lettera del 5 febbraio 2016, con cui il Prefetto di Venezia meritoriamente dà conto delle misure emergenziali adottate “in attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio”,

PQM

Gli scriventi

D I F F I D A N O

  1. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti On.le Graziano Delrio a dare immediate istruzioni al suo dicastero al fine di quantificare, reperire e stanziare in apposito capitolo di bilancio le risorse necessarie da un lato all’eliminazione dei monconi di bricola che allo stato attuale rappresentano un pericolo di danno immediato e irreparabile alle persone e, dall’altro, alla sostituzione immediata di tutte quelle bricole la cui presenza in Laguna non sia da ritenersi puramente decorativa ma funzionale alla sicurezza della navigazione, tenendo anche presente che a parere di molti esperti di Laguna alcune centinaia di bricole sono state installate anche nei canali delimitati da barene naturali semplicemente perché le risorse disponibili in passato erano sovrabbondanti rispetto alle reali necessità; in tal senso, un riordino complessivo della materia risponderebbe anche a criteri di efficienza della pubblica amministrazione e contenimento della spesa pubblica per il futuro;
  2. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a predisporre (laddove non esistente o incompleta) e rendere pubblica, con riserva degli scriventi di formulare apposita istanza di accesso agli atti, una mappatura che identifichi con chiarezza le bricole esistenti, quelle mancanti e quelle ammalorate, distinguendo fra quelle che vengono ritenute necessarie, e pertanto da sostituire, e quelle da rimuovere definitivamente al fine di rimuovere la situazione di pericolo sopra descritta;
  3. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a dare notizia alle scriventi associazioni e comitati, di concerto con il Prefetto di Venezia Dott. Domenico Cuttaia, delle iniziative intraprese entro e non oltre il 21 marzo 2016, in considerazione del fatto che con l’arrivo della primavera il numero di imbarcazioni circolanti in Laguna è destinato a moltiplicarsi e con esso le situazioni di rischio qui rappresentate, fermo restando che le scriventi associazioni e Comitati lo ritengono fin d’ora responsabile sul piano civile (responsabilità aquiliana) dei danni subiti da cose o persone e daranno indicazioni in tal senso ai loro iscritti e associati, e ai legali che li rappresentano.

Con riserva di valutare le implicazioni che da un’eventuale inerzia delle Amministrazioni competenti, destinatarie della presente diffida, potrebbero derivare sul piano penale, porgono distinti saluti

Firmato: Marco Gasparinetti, in nome e per conto di:

Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Gruppo25Aprile

Venessia.com

Legapesca veneto

Associazione cavanisti di Mira

Associazione Ambiente e caccia

Associazione cavanisti 88

Associazione gruppo emergenza Burano

Associazione Slow Lagoon Chioggia

Federcaccia Cavallino-Treporti

Associazione cavanisti 75

Associazione l’Altra Venezia

Punti di contatto per i rapporti con le Istituzioni:

mircobodi@gmail.com per il Gruppo Diportisti Laguna Veneta

marco.gasparinetti@ec.europa.eu per il Gruppo25Aprile

RequiemperunaBricolaFoto: Francesco Di Pumpo

Emergenza #bricole: la risposta del Prefetto

Ringraziando il Prefetto di Venezia per la celerità esemplare della sua risposta, pubblichiamo qui la lettera con cui il 5 febbraio stesso ha risposto all’appello di quindici associazioni e comitati, inviato via PEC in pari data. In grassetto, i passi che riteniamo più significativi per comprendere la natura del problema e le possibili soluzioni. In calce alla risposta, che dà conto delle misure d’urgenza e dei passi già intrapresi dalla Prefettura, pubblichiamo una testimonianza fotografica che illustra, meglio di qualsiasi discorso, le ragioni della nostra preoccupazione.

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Venezia, 5 febbraio 2016

Oggetto: Sicurezza alla navigazione in laguna veneta

Si fa riferimento alla nota pervenuta in data odierna da codeste associazioni, concernente l’oggetto.

Al riguardo, si fa presente che la problematica rappresentata è costantemente seguita da questa Prefettura che ha attivato diverse riunioni tecniche di protezione civile, allo scopo di individuare ogni azione utile a fronteggiare le possibili situazioni di rischio connesse.

In attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio, si informa che d’intesa con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e con lo stesso Provveditorato, sono state definite delle misure d’urgenza per la sostituzione provvisoria delle bricole galleggianti, prevedendo uno specifico stanziamento di fondi per assicurare una maggiore durata dell’ intervento di emergenza.

Per gli altri canali lagunari, di competenza del Comune e dell’Autorità Portuale, vengono regolarmente assicurati gli interventi di rimozione, secondo pianificazioni appositamente predisposte.

Nell’ambito di uno degli incontri si è convenuto altresì di incaricare il Direttore della navigazione di ACTV per verificare con il Provveditorato quali siano i canali, secondo una logica di priorità ed in considerazione della mancanza di risorse economiche, per i quali occorre prontamente intervenire.

Nel segnalare che la situazione è attualmente seguita, si fa riserva di ulteriori notizie.

Il Capo di Gabinetto (f.to Natalino Manno)

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NB questa la risposta alle associazioni, e per conoscenza a:

Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (ex Magistrato alle acque di Venezia, MAV)

Capitaneria di Porto di Venezia

Comune di venezia

Autorità Portuale di Venezia

Comando Vigili del Fuoco di Venezia

Società A.C.T.V. SpA di Venezia

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Una testimonianza diretta, che abbiamo raccolto in questi giorni

Cosa succede quando un’imbarcazione “incontra” un moncone di bricola a pelo d’acqua, e pertanto non visibile? Dei pali vaganti o “coccodrilli” abbiamo già pubblicato alcune foto, mancava una testimonianza diretta dell’impatto con i resti di bricola ancora fissati al fondale, spesso appuntiti, che hanno già provocato danni come questo:

MP4

La collisione qui documentata si è verificata in prossimità dell’isola di Santa Cristina (Laguna nord) e non ha avuto conseguenze più gravi grazie alla destrezza del conducente che ha portato la barca in secca, prima che affondasse. Gli amici accorsi sul posto con tanto di “tola” e silicone hanno riparato alla meno peggio la falla che si era aperta nello scafo, trainando la barca fino ad Altino. Per capire l’entità del danno e l’ampiezza dello squarcio, si consideri la seguente immagine:

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Poteva essere un vero e proprio “naufragio” in Laguna, è stata soltanto una brutta avventura. Alla Prefettura siamo riconoscenti per i passi già intrapresi e per quelli che vorrà intraprendere, a tutela dell’incolumità delle persone e della sicurezza della navigazione in Laguna.

Foto: Massimo Pascutto

Pagina a cura di: Marco Gasparinetti

La lettera inviata al Prefetto, con la lista delle associazioni e comitati che l’hanno sottoscritta:

https://gruppo25aprile.org/?s=lettera+al+prefetto

 

MP3

 

Delibera Sant’Andrea: lettera di Lidia Fersuoch ai quotidiani

Breaking News: salvo errore da parte nostra, di questa lettera inviata ai giornali da Lidia Fersuoch (Presidente della sezione di Venezia di Italia Nostra) non vediamo per il momento traccia nei quotidiani locali. Visto che la versione “ufficiale” dei fatti tende logicamente a prevalere (in termini di spazio ricevuto) sulle eventuali voci critiche o dissonanti rispetto al megafono della maggioranza che al momento amministra Venezia, pubblichiamo la lettera con il risalto che merita, per la serietà e la gravità degli argomenti che solleva:

4TizianaPenzo

Lunedì 1 febbraio il Consiglio comunale ha purtroppo approvato, con tre soli voti contrari – uno del Movimento Cinque Stelle e uno del Pd -, la delibera del passaggio in proprietà al Comune di Venezia dell’Isola della Certosa e del Forte di Sant’Andrea.

Il sindaco e il suo capogruppo volevano convincere l’opposizione e il pubblico di cittadini che nella delibera si discutesse solo il passaggio di proprietà dallo Stato al Comune delle due isole, per cui lamentavano l’assurdità dell’opposizione a questo “regalo” del Demanio.

Peccato però che l’Accordo di valorizzazione, senza il quale non si può attuare il passaggio di proprietà (Accordo firmato a metà dicembre dai rappresentanti del Demanio, del Mibact, arch. Codello, e del Comune di Venezia, vicesindaco Colle, Lega), così reciti: «Il Comune di Venezia si impegna, anche attraverso la partecipazione di soggetti privati, a realizzare integralmente il Programma di valorizzazione presentato che si allega sotto la lettera C del presente accordo per farne parte integrante».

Cosa contemplano gli allegati C (che le opposizioni e i cittadini evidentemente avevano ben letto)? L’allegato C3 (Integrazione al Programma di valorizzazione), redatto nel 2015, divide gli interventi da realizzarsi nel Forte in più momenti, il primo della durata di 3 e 5 anni prevede interventi minimi e obbligatori (quali bonifica, messa in sicurezza dei percorsi, sfalcio dell’erba, cartellonistica, etc.) del partner privato che si aggiudicherà la gara, per il costo di un solo milione di euro; le tranche seguenti dei lavori, di medio-lungo termine fino a 25 anni, prevedono interventi solo «a facoltà de partner» e per «la sostenibilità socio economica del progetto». In una parola, facoltativi e a favore del partner, e fra questi c’è il progetto del restauro del Forte, il restauro dello stesso, un albergo, un anfiteatro, un ristorante, un bar etc. Per assurdo, il partner che si aggiudicherà la gara potrebbe attuare gli interventi minimi per un milione di euro e lasciare il Forte al suo degrado per altri 25 anni.

L’altro allegato, C2, del 2011, prevede interventi anche sull’area alle spalle del Forte, area che fa parte dell’idroscalo Miraglia, ancora in gestione al Ministero della Difesa ma in via di dismissione. Sono interventi pesantissimi, definiti dall’allegato C3 «un considerevole compendio di nuova edificazione nell’area di pertinenza del Forte, verso nord»: e cioè due alberghi, un centro benessere e pure una piscina a filo d’acqua (proprio alle spalle del limite del bastione nord, fronte Laguna). L’opposizione, in particolare la documentata e precisa Monica Sambo, ha chiesto dunque di stralciare, eliminare l’allegato C2 che prevedeva queste edificazioni nell’area esterna, non compresa nel presente passaggio di proprietà. Niente da fare. La maggioranza non ha voluto eliminare l’allegato C2, pur dichiarando che tali interventi non si faranno.

Leggiamo l’Accordo di valorizzazione, vincolante (perché se non realizzato lo Stato si riprende il bene): «Qualora al Comune di Venezia pervenga la disponibilità di spazi acquei, rive, banchine, etc. …, pertinenziali alle isole, che come detto non rientrano nel presente accordo ai fini del trasferimento, lo stesso Comune si impegna a destinarli ad usi compatibili ed integrati con i progetti di valorizzazione sopraccitati». Cioè quando il Demanio Militare dismetterà l’area alle spalle del Forte, ecco già ratificato il Piano di Valorizzazione C2, con alberghi, centro benessere, altro ristorante, piscina a pelo d’acqua: un resort di lusso per turisti di alta fascia, che sorridenti e festosi, sorseggiando aperitivi sul bordo della piscina guarderanno i nostri figli in barchetta al Bacan, in perfetta continuità concettuale con l’operazione Fontego dei Tedeschi della giunta precedente.

Lidia Fersuoch

presidente sezione di Venezia di Italia Nostra

#Sant’Andrea Comunicato stampa 2 febbraio 2016

saldi

Communiqué de Presse : Les soldes d’hiver de la Mairie de Venise

Venise, le 2 février 2016

L’ile de St. André n’est pas « n’importe quelle ile » : c’est la porte d’eau de Venise, celle qui depuis des siècles accueille les visiteurs arrivant de la mer, la première que les touristes de nos jours peuvent encore admirer depuis les paquebots ; et encore, c’est là où nous fêtons chaque année  le « mariage avec la mer » depuis l’an 1.000, et c’est l’ile forteresse qui a permis de préserver l’indépendance de la République de Venise jusqu’à la fin, en barrant l’accès aux ennemis avec ses 42 canons qui, le 20 avril 1797, firent leur dernière preuve en arrêtant le « Libérateur d’Italie » de l’armée d’Italie conduite par un général en chef nommé Napoléon, en le coulant à pic.

Ce fut d’ailleurs le prétexte que Napoléon utilisa pour l’ultimatum qui mettra fin à la République de Venise. Dans la mémoire collective des vénitiens, cette forteresse n’est donc pas un monument comme les autres : son importance n’a d’égal que dans le Palais du Doge. La forteresse dans sa forme actuelle fut terminée en 1549 et c’est l’œuvre d’un génie nommé Michel Sanmicheli ; sa silhouette allongée (300 mètres de large) épouse les formes de la lagune en offrant une leçon d’harmonie avec l’environnement qui l’entoure et, en même temps, un avertissement très efficace pour ceux qui voudraient s’approcher à la Lagune avec des intentions hostiles.

Au moment où l’État italien, qui l’a hérité de l’Empire d’Autriche qui l’avait hérité de la France suite au Traité de Versailles, décide enfin de rendre un bien d’une telle valeur à la ville qui l’avait conçu et réalisé, que est-ce que la Mairie propose? Dans n’importe quelle autre ville européenne, nous aimons penser que la nouvelle serait accueillie avec joie et suivie d’un concours d’idées, d’une mise en valeur respectueuse de l’histoire et de la sensibilité des citoyens, peut-être même d’une consultation des associations actives dans la défense du patrimoine, afin de choisir la meilleure solution parmi toutes les options disponibles, au lieu de se précipiter vers la solution la plus banale, la plus offensive, la moins porteuse d’avenir : un autre hotel, dans une ville qui regorge d’hotels, et encore un restaurant et un bar, dans une ville qui comptera bientôt plus de bars que d’habitants..

Nous nous réjouissons donc de la volonté de l’État italien de « rendre » l’ile à la ville, et en d’autres circonstances nous ferions la fête ce soir même, mais est-ce que l’approche choisie par la Mairie qui reçoit le bien est vraiment à fêter? Elle pourrait l’être, si les documents annexés à la « delibera » (décision) adoptée lors de la séance du 1er février n’étaient source d’inquiétude pour le futur qu’ils dessinent, sans aucune consultation préalable et avec une valeur contraignante pour l’administration, qui s’efforce de nier ce fait pourtant évident à la lecture des documents déjà signés par le Maire adjoint.

C’est avec tristesse que nous accueillons la décision d’élus locaux qui devraient nous représenter et pourtant viennent de cautionner les « soldes d’hiver » les plus absurdes qui soient : tristesse pour l’occasion ratée car les documents dont nous avons pris connaissance montrent que l’accord de « mise en valeur » risque d’être un « cadeau » (pour employer les mots du Maire) non pas pour Venise mais pour l’entrepreneur qui va recevoir les clés des lieux, dont le nom circule déjà même s’il y aura un appel d’offres. Pourquoi tant de précipitation, avant même d’avoir effectué un état des lieux du bien, dont les « clés » n’ont pas encore été remises à la ville ?

Lorsque les institutions locales ne sont plus capables de défendre l’intérêt général, il y a des moments exceptionnels où il incombe aux citoyens de reprendre l’initiative pour défendre un patrimoine historique et monumental dont nous sommes seulement les dépositaires et non pas les propriétaires, car il nous a été confié par nos ancêtres pour être remis aux prochaines générations et leur rappeler d’où nous venons, abstraction faite de la majorité qui régit la ville à un moment donné.

Honneur aux élus qui ont levé leur voix aujourd’hui au Conseil communal, avec des arguments, des motions et des amendements que la majorité actuelle n’a pas voulu prendre en compte, et qui auraient permis de prendre le temps d’une décision mieux réfléchie, dans l’intérêt de tous ; honneur au Président de la Municipalité de Venise qui a donné aux élus une dernière chance d’éviter l’adoption d’un acte qui pourrait être entaché d’illégalité. Honneur aux journalistes de la presse écrite qui ont couvert le sujet depuis qu’il a été rendu public ; à partir de demain, leur effort sera relayé par la mobilisation citoyenne, avec tous les moyens légaux et pacifiques d’un État de droit, où nul n’est au-dessus des lois.

Le porte-parole

Sant’Andrea 30 gennaio: rassegna stampa e video

Il video di sintesi dell’incontro (sullo stesso canale youtube, verranno pubblicate le singole relazioni). Voce narrante: Loredana Spadon. Testo introduttivo: Massimo Vianello. Musica: Antonio Vivaldi.

L’articolo di Elisa Lorenzini, sul Corriere del 31 gennaio:

31gen16 Corriere

L’articolo di Vera Mantengoli, Nuova Venezia 31 gennaio:

31gen16 NVRealtà associative presenti all’incontro (lista provvisoria: potrebbe contenere omissioni involontarie, che verranno immediatamente corrette se vorrete segnalarle).

Nel corso del dibattito, moderato da Marco Gasparinetti (G25A) sono intervenuti :

  1. Lidia Fersuoch (Italia Nostra)
  2. Andrea Grigoletto (Istituto Italiano dei Castelli)
  3. Francesca Barbini (FAI)
  4. Gian Angelo Bellati (Eurosportello)
  5. Giancarlo Ghigi (Poveglia per tutti)
  6. Flavio Cogo (Ambiente Venezia)
  7. Lorenzo Greco (WSM)
  8. Matteo Secchi (venessia.com)
  9. Cesare Scarpa (Comitato Certosa e Sant’Andrea)
  10. Marco Zanetti (Venezia Cambia)
  11. Stefano Boato (Ecoistituto del Veneto Alex Langer)
  12. Rita Sartori (Venezia Arte Cultura & Turismo)
  13. Matteo Visonà (Sanca veneta)
  14. Andreina Visconti
  15. Cristina Romieri
  16. Domenico Cardone (gruppo di lavoro cultura, M5S)
  17. Tito Pamio (Associazione Canoistica Arcobaleno)
  18. Conclusioni: Nicola Tognon (Gruppo25Aprile).

Hanno partecipato all’assemblea, sottoscrivendone la mozione unitaria :

  1. Salvatore Lihard (Comitato Ambientalista Altro Lido)
  2. Luigi Lazzaro (Legambiente Veneto)
  3. Giulio Labbro Francia (Movimento consumatori)
  4. Pier Paolo Scelsi (Possibile)
  5. Adriano De Vita (Faro)
  6. Cesare Peris (Società di Mutuo Soccorso Carpentieri e Calafati)
  7. Alberto Alberti (Masegni e Nizioleti Onlus)
  8. Daniela Milani Vianello (Lido d’amare)
  9. Antonella De Palma (società di Mutuo Soccorso Ernesto De Martino, VE)
  10. Gianluigi Bresciani (Emergenze Patrimonio Italia).

Era presente e ha portato la sua solidarietà dalla Francia:

Alexandra Sobczak (Urgences Patrimoine)

Segreteria organizzativa a cui segnalare eventuali refusi e omissioni: 25aprile2015@gmail.com

 

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