Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

AAAAA Assessori e segretari alla ricerca di Piazza san Marco

“Come ci arrivo a Piazza san Marco”? “How can I reach Piazza san Marco”? Chi di noi non si è mai sentito rivolgere questa domanda, a Venezia? Lo scenario più frequente ormai è quello del turista che la rivolge ad altro turista, in assenza di residenti che purtroppo sono sempre più rari, ma quello che verrà qui trattato è un caso inedito perché riguarda alcuni assessori in carica, come racconta Marin Starnudo nei suoi Diarii, in quello che verrà consegnato agli Annali come :

Capitolo Decimosettimo (XVII°)   

Piazza San Marco cercasi

Venezia, 4 luglio 2018 ore 20.00

Avvistamento numero uno:

Piazzale Roma, folla di assessori in carica e segretari al seguito, probabilmente ignari dell’esistenza di mezzi pubblici (ACTV) e per nulla disposti a sporcarsi le scarpe per raggiungere l’unica Piazza con questo nome a Venezia, o forse incapaci di raggiungerla a piedi. Al quadretto bucolico mancava solo un “How can I reach Piazza san Marco”?

Gli Illustrissimi si aggiravano con aria sperduta in piazzale Roma, finché una mano provvidenziale dal Cielo o dal Mare apparve in loro soccorso: il motoscafo di servizio che a spese del contribuente viene utilizzato dalle Alte Cariche (e solo quelle) per gli spostamenti dovuti a motivi istituzionali.

Quel periglioso periplo, che ai loro occhi era forse degno di Indiana Jones alla ricerca dell’Arca Perduta, si trasformava quindi in una serenissima scampagnata a bordo del mezzo la cui targa riconduce senza ombra di dubbio al suo legittimo proprietario: il Comune di Venezia.

Incuriosito dalla calca creatasi sulla novella arca di Noé, Marin Starnudo decise dunque di seguirne il percorso sperando di ricavarne almeno uno “scoop”: erano forse costoro diretti ad un “summit” fra Papa Alessandro III e Federico di Hoenstauffen detto il Barbarossa? Una seduta straordinaria e notturna (ergo segretissima) del Gran Consiglio? Un nuovo vertice a Palazzo Ducale con gli imprenditori cinesi che ormai sono di casa?

La destinazione del viaggio in effetti era proprio Piazza San Marco, e lo sbarco degli Illustrissimi puntualmente avveniva all’altezza del Todaro.

Il mistero si infittiva, e meritava un supplemento di indagine, che veniva affidato per l’appunto al fedele San Teodoro, primo protettore della città. Dall’alto della colonna che da secoli ormai è la sua casa, a San Todaro non sfugge nulla e fu cosí che:

Venezia 5 luglio ore 00.10

Avvistamento numero due:

il medesimo motoscafo di servizio, precettato per l’occasione, imbarcava gli illustrissimi all’altezza del Todaro dirigendosi poi verso Piazzale Roma. Quale non fu la delusione del venerando San Todaro e del servo vostro Marin Starnudo quando, come confermato anche da altre testimonianze (numerose quanto precise e concordanti), la natura “istituzionale” del periglioso viaggio  apparve chiara a tutti nella sua fanciullesca innocenza:

altro che “scoop”, che delusione!

Etciù etciù, il motivo istituzionale del periglioso viaggio che aveva mobilitato un motoscafo di servizio dalle ore 20 all’una di notte era questo:

I Diarii di Marin Starnudo, liberamente ispirati a quelli del più celebre Marin Sanudo, sono consultabili seguendo questo link:

https://gruppo25aprile.org/category/etciu-i-diarii-di-marin-starnudo/

Venduti al chilo – prima parte

L’espressione non è nostra ma di un consigliere di maggioranza che in occasione di una memorabile seduta il 30 novembre scorso disse proprio così, per giustificare la vendita con sconto di Palazzo Poerio Papadopoli ad un imprenditore cinese domiciliato a Singapore, che si era già aggiudicato senza rilanci Palazzo Donà: i nostri palazzi si vendono al chilo, parole sue.

Lo prendiamo in parola e pubblichiamo una lista inedita, che potrà dare un’idea dell’ampiezza del fenomeno e del “fatturato” relativo. Per ogni immobile indicheremo anche il prezzo di vendita, partendo dal prossimo che figura nel “piano delle alienazioni” comunale per il 2019: Palazzo Corner Contarini, sede di Corte d’appello, prezzo di vendita 13.760.000 euro.

Alienazioni Corner Contarini

Quali altri palazzi che erano destinati ad una funzione pubblica hanno cambiato o stanno cambiando destinazione, a Venezia?

Risalendo indietro nel tempo (dato che il fenomeno non è iniziato con questa giunta), la nostra ricerca dà questi risultati:

Ex Ospedale a Mare, ed è notizia di queste settimane, diventerà un “resort” del Club Med (multinazionale ormai controllata dai cinesi): http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2018/06/19/news/ex-ospedale-al-mare-c-e-l-intesa-per-i-resort-1.16977898

Cinese (anche se domiciliato a Singapore, dove ha fatto fortuna) è anche il fortunato acquirente di ben due palazzi di proprietà comunale:

  1. Palazzo Donà in campo Santa Maria Formosa, ex sede dei servizi sociali, pagato 4 milioni di euro e già avviato a diventare albergo;
  2. Palazzo Poerio Papadopoli, ex scuola elementare e attualmente sede del Comando della Polizia comunale, ceduto chiavi in mano e con variante urbanistica incorporata non già al prezzo indicato nel piano delle alienazioni (14 milioni) ma con uno sconticino che lo ha fatto scendere a 10.729.606 euro in virtù di una variazione di bilancio approvata da un Consiglio comunale particolarmente teso (chissà come mai) dove volarono anche urla e insulti, il 30 novembre 2017. Paradossalmente, urla e insulti erano opera della maggioranza per zittire qualche domanda di troppo, ed è in quella occasione che la famosa frase che abbiamo seclto come titolo di questa inchiesta venne pronunciata, ispirando anche questa vignetta:

Satira 2

Palazzo Poerio Dora Meo

Nella foto precedente, il cinquecentesco Palazzo Poerio Papadopoli al quale abbiamo già dedicato qualche riga a novembre:

La strana svendita di Palazzo Poerio Papadopoli

Quanto al destino di questi due palazzi, il “rendering” che abbiamo trovato su Internet è abbastanza eloquente:

Donà3Donà4

La lista non finisce qui perché a vendere non è soltanto il Comune: enti territoriali, enti pubblici, CDP e Demanio sembrano impegnati in una sorta di gara a “fare cassa”, privandoci dei gioielli di famiglia che nei momenti di crisi vera non saranno più nella nostra disponibilità: una volta venduti lo sono per sempre. Alla gara partecipano ad esempio:

  • La Regione che ha ripetutamente annunciato l’intenzione di vendere la sue sede di Palazzo Balbi (!) dopo aver già venduto il quasi omonimo palazzo a San Marco (ex Genio civile) nonché Palazzo Manfrin e Palazzo Gussoni, attuale sede del Tar del Veneto;
  • La Camera di commercio, che per 62 milioni circa ha venduto la sede di Calle larga XXII marzo;
  • Il Ministero della Difesa che si “libera” di un’isola intera (le Vignole) con annessa caserma dei nostri Lagunari (saranno ancora tali, una volta trasferiti in terraferma?): http://www.difesaservizi.it/progettovenezia
  • La Città metropolitana (retta dal sindaco di Venezia): per 12.500.000 euro ha venduto la sede del Provveditorato agli Studi: Palazzo Donà Balbi sul canal grande, con la vista mozzafiato che dalle sue finestre si gode e non mancherà certo di attirare il solito cambio di destinazione d’uso: sì, perché la tanto strombazzata delibera sul “blocco dei cambi di destinazione d’uso” (che tale non è) fra le mille eccezioni che diventano regola ne prevede una permanente e riguarda proprio il patrimonio pubblico (quindi nostro) dismesso o in via di dismissione. La famosa delibera colabrodo fa peraltro salve tutte le pratiche introdotte prima della sua pubblicazione, con risultati che stiamo toccando con mano in vari luoghi. Qui ad esempio siamo al nostro ex catasto, a sua volta avviato a trasformarsi in albergo:

Catasto

Perché parlarne o riparlarne adesso, se alcune di queste trasformazioni sono ormai state approvate? Perché con il trasferimento a Piazzale Roma degli uffici giudiziari che hanno attualmente sede nelle “fabriche” di Rialto, vorremmo evitare di ritrovarci con l’ennesima sorpresa che tale ormai più non è, visto l’andazzo, anche in quella vasta area che domina il mercato di Rialto, a sua volta in difficoltà per la perdita continua di residenti.

 

“Mass tourism exploits and destroys the urban fabric”

Avatar di campaignforalivingveniceCampaign For A Living Venice

9June2018MarcoIntervista

(Gruppo 25 Aprile spokesman Marco Gasparinetti being interviewed for “Architectures of Refusal”)
The mass tourism problem exists, and has “a destructive impact” on cities. This is particularly true in the most visited destinations, and is even further amplified in the fragile equilibrium of the lagoon.

By Eugenio Pendolini

The mass tourism problem exists, and has “a destructive impact” on cities. This is particularly true in the most visited destinations, and is even further amplified in the fragile equilibrium of the lagoon. However there are some who have not resigned themselves to this. As around the world, so also in Venice: there is a part of society that fights back with urban projects and proposals that benefit the residents, the environment, and work against real estate speculation. This resistance is documented in a collection of photographs, “Architectures of Refusal”, a study by Eduardo Rega Calvo, architect and instructor at the University…

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Locazioni turistiche: avviso ai naviganti e ai bagnanti.

Terzo capitolo del nostro “Venice Passepartout” (Venezia – istruzioni per l’uso) dopo quelli dedicati a ristoranti (quando il caso del conto da 1.100 euro per 4 persone aveva fatto il giro del mondo) e trasporto acqueo.

Stavolta ci occupiamo di locazioni turistiche e lo facciamo perché sempre più spesso, come residenti, ci ritroviamo sulla porta di casa una processione di turisti spaesati con trolley alla ricerca di un numero civico sbagliato o inesistente: quello dell’appartamento che avevano prenotato “online”.

Proprietari sbadati o intermediari poco scrupolosi? Un indirizzo sbagliato può anche essere un modo per eludere tassa di soggiorno e altri adempimenti. Lungi da noi pensare che sia sempre così, a titolo di esempio citiamo questo episodio di cronaca (articolo di Michele Fullin sul Gazzettino di oggi 16 maggio):

16 maggio 18 Fullin.jpg

Quali consigli per chi, anziché affidarsi a strutture alberghiere o a un “bed and breakfast”, ha preferito prenotare un appartamento su una delle piattaforme che ne propongono a migliaia, nella sola Venezia insulare, e ultimamente fanno altrettanto anche a Mestre?

  1. Verificate che il numero civico indicato nell’annuncio esista veramente.
  2. Fate una telefonata di cortesia prima di mettervi in viaggio, per assicurarvi che quel numero di telefono indicato nell’annuncio sia funzionante negli orari indicati ed evitare brutte sorprese al vostro arrivo, come nel caso descritto dall’articolo.
  3. Se l’appartamento non appare sul portale dedicato del Comune, chiedetene conto prima di pagare la tassa di soggiorno che vi viene richiesta in contanti, perché potrebbe prendere altre strade e non sarebbe corretto nei vostri confronti. Come fare? Nulla di più facile, basta cliccare qui e se la struttura non è dichiarata sappiate almeno che è probabilmente sconosciuta al fisco: http://geoportale.comune.venezia.it/Html5Viewer/index.html?viewer=IDS.IDS&LOCALE=IT-it
  4. Un’ultima annotazione, da non leggere se in questo momento siete a tavola: chiedete al titolare se la sua struttura è dotata di fosse settiche o collegata alla rete fognaria. Molte non lo sono e quando non lo sono gli scarichi (acque nere) finiscono direttamente in acqua a poca distanza. In quel caso avrete due buoni motivi per evitare di farvi un pediluvio o un bagno in canale: il primo è che tali attività sono comunque vietate dal regolamento di Polizia comunale, e sanzionabili con multe che dall’anno scorso possono arrivare anche a 500 euro.

Turista informato mezzo salvato.. e con questo rispondiamo anche alle critiche di chi pensa che questa sia una piattaforma “contro il turismo”: come abbiamo già scritto nell’editoriale del giugno scorso, “questa NON è “lotta di classe”: siamo tutti potenziali turisti e siamo tutti residenti, a seconda dei periodi dell’anno e del luogo in cui ci troviamo. Quello che conta è il senso civico che ci portiamo dietro, con o senza bagaglio”, e il rispetto reciproco che vorremmo preservare o ripristinare, nel rapporto fra residenti e ospiti della nostra Città.

AVVISO ai turisti, e ai residenti

I capitoli precedenti, già tradotti in più lingue, li trovate qui:

https://gruppo25aprile.org/category/venice-instructions-for-use/

venice-passepartout-immagine-per-blog

 

 

La parola data va rispettata, anche e soprattutto al “Marco Polo”

“Qui non ci saranno abbattimenti di specie arboree come i pini marittimi, che assolvono ad una funzione di polmone verde”ing. Davide Bassano, a nome della SAVE, il primo marzo 2017:

1 marzo 17 quote SAVE

A distanza di un anno dalla protesta per il progetto di SAVE di creare un park di altri 230 posti sulla pinetina adiacente alla darsena (formata da 64 alti pini marittimi) la pineta è stata distrutta con l’abbattimento di oltre la metà dei pini. Molti dei rimanenti sono destinati al taglio perchè intralciano i vialetti e gli stalli” – è l’appello che abbiamo ricevuto dal Comitato cittadini di Tessera e Campalto oggi 3 maggio 2018, insieme con questa foto:

maggio 2018

Per difendere quella pineta ci eravamo mobilitati un anno fa, e speravamo che fosse un capitolo chiuso – perché la parola data per noi è sacra e a maggior ragione in quello che per molti ospiti stranieri in arrivo è il “biglietto da visita” di Venezia: l’aeroporto Marco Polo che per accoglierli si sta avviando al secondo allargamento in pochi anni.

Non sottovaluteli questi ospiti stranieri: negli aeroporti da cui partono è tradizione “mitigare” l’impatto ambientale del traffico generato dagli aeroporti piantando centinaia di alberi o conservandoli là dove già ci sono – e noi che spettacolo offriamo al loro arrivo? Del nostro aeroporto vorremmo poter essere fieri, anziché essere costretti a denunciarne la miopia.

2 marzo 17 NV quote Gasp

Cara SAVE

di parcheggi nel tuo Masterplan ne hai già altri 8 fra multipiano e parcheggi a raso. Che bisogno c’è di sradicare questi pini adesso che hai ottenuto anche il collegamento ferroviario per l’aeroporto?

Il nono parcheggio resterà vuoto e al posto dei pini marittimi a noi resterà solo tanta rabbia per questo inutile sfregio. Ti sei rimangiata la parola data un anno fa?

Se ti stai allargando è con l’aumento delle tasse aeroportuali quindi lo fai “a spese nostre”, in tutti i sensi. Per questo ci permettiamo di dirti

Cara SAVE

che macini utili a valanga per i tuoi azionisti grazie al “brand” Venezia, da questa città hai avuto tutto quello che hai chiesto ma alla città cosa dai? #VeneziaChiedeRispetto, per quel lembo di pineta marittima sopravvissuta.

Per quella pineta ci siamo già mobilitati e siamo pronti a rifarlo, a sostegno dei comitati locali. A buon intenditor poche parole..

Il Gruppo25aprile

Tornelli e transenne, la posizione del Gruppo25aprile.

Comunicato stampa, 29 aprile 2018

Siamo una città e non un Luna Park

http://tg.la7.it/cronaca/e-guerra-dei-tornelli-a-venezia-i-centri-sociali-ne-rimuovono-uno-ma-protestano-anche-i-cittadini-29-04-2018-127062

29 aprile 18 prima pagina

Un Sindaco che dal 2016 si ritrova con dieci milioni di euro da spendere per regolamentare i flussi turistici (“patto per Venezia”) in quasi due anni non ha trovato niente di meglio che improvvisare, con ordinanza del 24 aprile 2018 pubblicata in albo pretorio alle ore 18, un costoso quanto inutile sistema di tornelli, telecamere e transenne da sperimentare nel ponte del primo maggio, come se l’esistenza di questo “ponte” fosse rimasta totalmente ignota alla giunta comunale fino alla vigilia del 25 aprile e senza nessuna consultazione preventiva delle parti interessate.

Come sempre facciamo per le questioni controverse, e nonostante i tempi ristretti imposti da quell’ordinanza raffazzonata, abbiamo messo ai voti la posizione da prendere come piattaforma civica.

Il voto interno ha dato questo risultato:

  1. “Prenotazione obbligatoria per le giornate da bollino nero come questa, non sarebbe meglio che essere trattati come greggi di pecore?” 134 voti
  2. “Che bello, son proprio le transenne da Luna Park manca solo la biglietteria all’ingresso col sindaco vestito da clown!” 54 voti
  3. “Potevate dirlo prima che la gente prenotasse il viaggio in treno o in aereo, anziché deciderlo tre giorni prima”: 53 voti
  4. Le altre risposte ricevute, che vanno da un categorico “chiedere le dimissioni del sindaco”  ad un più ironico “rinchiudetelo” (a San Servolo) hanno raccolto 68 voti.

Ironia a parte, negli atti concreti della Giunta in carica notiamo troppe contraddizioni per poter prendere sul serio iniziative come questa, che sembrano concepite come strumento di propaganda o “foglia di fico” per coprire la vergogna di una città che perde mille residenti all’anno e non trova nemmeno i fondi per restaurare i molti appartamenti vuoti di proprietà pubblica, mentre la Giunta continua ad autorizzare cambi di destinazione d’uso che trasformano palazzi pubblici in alberghi e piega il traffico acqueo alle esigenze turistiche limitando la libera circolazione dei residenti mentre al trasporto turistico è concesso tutto, con una situazione ormai al collasso non solo in Canal grande ma anche nel vicino rio di Cannaregio.

Notiamo anche con preoccupazione che nel limitare la libera circolazione dei pedoni si crea un ulteriore incentivo a intasare dei mezzi di trasporto che già sono stracolmi, dato che per “aggirare” i tornelli è sufficiente prendere un vaporetto o altro mezzo di trasporto acqueo.

A nostro modo di vedere. se il Sindaco in carica volesse veramente alleggerire la pressione turistica su Venezia potrebbe a titolo di esempio:

  1. Porre un freno alla proliferazione di nuovi posti letto ad uso turistico sui due lati del ponte: nella sola Mestre i nuovi posti letto in costruzione sono migliaia.
  2. Mettere mano al piano di alienazioni che prevede ulteriori vendite di beni pubblici che con ogni probabilità diventeranno alberghi;
  3. Prendere misure concrete contro il pendolarismo di giornata che da Jesolo e Cavallino scarica su Venezia migliaia di escursionisti supplementari a bordo di lancioni gran turismo, anziché proporre (come ha fatto) nuovi collegamenti diretti da Jesolo e dal litorale dove le presenze estive sfiorano i 13 milioni di unità.
  4. Consultare in anticipo le categorie interessate (come ad esempio le guide turistiche, i vettori come Trenitalia e gli albergatori) e le associazioni cittadine su provvedimenti strutturali e di lungo termine per pianificare i flussi turistici a monte, anziché improvvisare ordinanze lesive delle libertà individuali “a valle”, quando i turisti sono già in città.

Nelle due foto qui pubblicate: la Stampa oggi in edicola, che alla vicenda ha dedicato la prima pagina e un ampio servizio a firma Fabio Poletti.

 

 

#AteneoVeneto 13 aprile: la relazione di sintesi

388.000 residenti, 400.000 posti letto ad uso turistico se contiamo anche quelli “galleggianti” (navi da crociera). Questo e altri dati nella relazione di sintesi, presentata all’Ateneo Veneto dalla nostra Elena Riu:

Diapositiva1

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#AteneoVeneto la relazione introduttiva. Buon 25 aprile!

Ci siamo scelti questo nome perché il 25 aprile lo onoriamo tutto l’anno:

nel difendere la città e chi ci vive,

con il campanile di San Marco come unico “parón de casa” riconosciuto;

nel rifiuto di ogni forma di prepotenza o prevaricazione;

nel rigetto di ogni rigurgito autoritario o antisemita;

nel rispetto del pluralismo che è la grande ricchezza del gruppo25aprile:

una piattaforma civica “apartitica” al servizio della città, che non ha mai chiesto finanziamenti pubblici anche per preservare autonomia di giudizio e capacità propositiva, libera da condizionamenti esterni.

Lo facciamo da 4 anni e all’Ateneo Veneto abbiamo avuto modo di confrontarci con altre realtà civiche che con noi condividono alcuni valori comuni, oltre che secoli di storia e rotte commerciali, nel Mediterraneo orientale. Quella che segue è la nostra relazione introduttiva all’incontro.

Buon 25 aprile a tutti!

 

 

Il nostro incontro fra realtà mediterranee, sulla stampa greca

Traduzione di Francesca Ranieri

Venezia. Una nuova parola viene usata negli ultimi tempi dalle aziende che sono attive nel campo del turismo, per descrivere l’evoluzione del turismo di massa in un grosso problema per gli abitanti dei centri storici. Si tratta dell’”iper turismo”, una situazione che minaccia non solo la vita di tutti i giorni degli abitanti delle destinazioni estremamente popolari, ma anche la stessa particolare “identità “della città, che i turisti dovrebbero desiderare di conoscere. Prime tra queste città con i problemi maggiori, Amsterdam e Venezia.

Rappresentanti di Venezia e di altre cinque città con grandi flussi turistici, Corfù, Rodi, Santorini, Dubrovnik e Pafos si sono incontrati venerdì 13 aprile per discutere sulle tattiche da adottare per trattare un gran numero di visitatori.

Da Corfù hanno partecipato rappresentanti dell’Associazione Culturale “San Giacomo” e un membro del Ministero delle Antichità Tenia Rigaku. L’incontro era una iniziativa del Gruppo 25 Aprile, che si batte contro il sovraffollamento di Venezia e ha organizzato il primo incontro su scala mediterranea.

Rappresentanti di simili organizzazioni sono arrivati a Venezia per condividere le esperienze e le loro strategie per affrontare l’impatto del turismo di massa sulle popolazioni locali.

La discussione ha avuto come scopo di aiutare le città a condividere esperienze e priorità con l’obbiettivo a lungo termine di lavorare insieme per combattere il turismo iperbolico (esagerato), come dicono i rappresentanti del Gruppo 25 Aprile.

Venezia: ogni anno un nuovo record:

Recentemente sono stati pubblicati nuovi dati sul turismo record nel 2017 a Venezia. Più di 9 milioni cinquecento mila persone hanno visitato la città nel 2017, segnando un amento dell’8% sui numeri di visitatori dell’anno precedente, secondo i dati pubblicati. Nel frattempo, i dati turistici per l’intera regione del Veneto sono di 19 milioni, un aumento simile alla situazione dell’anno precedente.

Quando si tratta del turismo nella regione del Veneto, diventa naturale parlare di record”, ha detto l’assessore regionale al turismo Federico Caner, nella presentazione dei numeri in aumento il giovedì santo. Ha aggiunto che i dati precedenti per i primi tre mesi del 2018 suggeriscono che la tendenza continuerà per tutto quest’anno.

Comunque non tutti gli aumenti sono uguali. Gli imprenditori locali si lamentano che i turisti spendono i loro soldi in negozi di souvenir economici o in cibo da asporto mentre nei negozi tradizionali e i ristoranti l’importo totale che spendono i turisti è aumentato solo del 5,7%, percentuale che dimostra che ad un numero maggiore di visitatori corrisponde un potere d’acquisto inferiore.

Allo stesso tempo, il turismo di massa ha fatto aumentare gli affitti per gli alloggi della città, facendo andare via molte famiglie.

Negli ultimi anni, i Veneziani frustrati se ne sono resi conto, spesso protestando contro il sovraffollamento e il sindaco Luigi Bugnaro ha fatto della lotta all’iper turismo una priorità.

Ha introdotto misure che vanno dalla promozione dei luoghi meno frequentati della città all’installazione di conta persone nei pressi dei monumenti più popolari, così come politiche di priority per i locali sui mezzi pubblici acquei. In estate, l’ufficio del sindaco ha proibito nuovi appartamenti turistici ma anche nuovi negozi di cibo d’asporto (con l’eccezione delle gelaterie), nel centro storico.

Ma le critiche sostengono che sia ormai troppo tardi e che queste politiche non bastano.

Un altro incontro fra le sei mete turistiche mediterranee è stato già programmato per ottobre a Corfù, con lo scopo “di creare una rete e azioni comuni per cercare di difendere ciò che rappresentiamo”.

Fonte:

http://enimerosi.com/details.php?id=21125#.WtXzqeOaiTA

#AteneoVeneto 13 aprile: galleria fotografica

Il primo ad arrivare in aula magna: Christos Maliarakis (Rodi) dà gli ultimi ritocchi alla sua presentazione!

Christos

La relazione di Ljubo Nikolić, president of Srđ je Grad (Dubrovnik, l’antica Repubblica di Ragusa):

13 Ljubo by Julia

Aline Cendon e Marco Gasparinetti, per l’associazione 25 aprile Venezia:

13 Gasp by Julia

Alcuni momenti del dibattito, nell’ordine di intervento dei consiglieri comunali presenti: Ottavio Serena, Gruppo misto

13 Ottavio by Julia

Monica Sambo (PD):

13 Sambo by Julia.JPG

Sara Visman, M5S:

13 Visman by Julia

Backstage:

la sessione preparatoria al Caffé Florian (foto Christos Maliarakis):

Florian

Alcuni dei partecipanti “colti” nell’unico momento di relax, alla vigilia dell’incontro ufficiale:

cena 1

cena 2

Cena 3.jpg

Per i video della seduta plenaria rinviamo al nostro canale Youtube, ringraziando Loredana Spadon:

https://www.youtube.com/channel/UC-sfXhzUreglvd31GpX0jFg

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