Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

I “pretoriani del sindaco”, la caserma e il Monastero

ASSEDIO AL MONASTERO – SECONDA PUNTATA

Nel “trailer” pubblicato qualche ora fa, è stato abbozzato un ritratto (un po’ caricaturale, esercitando il diritto di satira) degli attori protagonisti di questo film. Andiamo a conoscerli più da vicino?

FISPMED è la creatura del dipendente comunale (primo protagonista in ordine di apparizione); partorita nel lontano 2004. FISPMED sta per “Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo-Mar Nero”.

Cosa c’entri in questa operazione e cosa c’entri la Cina con il Mar Nero – di cui non risulta essere Paese “rivierasco” – lo vedremo fra poco, ma andiamo per ordine.

Nei suoi primi 16 anni di attività, la FISPMED produce molti convegni e conferenze finalizzate a “fare rete” e reperire fondi, pubblici e privati, del cui utilizzo non appare traccia alcuna di rendicontazione sul suo sito.

Nel 2016, LA SVOLTA:

Dal suo profilo ufficiale su Twitter (peraltro assai poco frequentato) partono una serie di tweet di cui sfugge l’attinenza con la lotta alla povertà nel Mar Nero o nel Mediterraneo, come questo del 18 marzo:

“@LuigiBrugnaro Sindaco siamo con Lei.. Avanti così.. saremo i suoi pretoriani”

All’epoca ne avevamo sorriso ma, con il senno di poi, quel Tweet si rivela illuminante per non dire profetico: chi dice “pretoriani” dice “Imperatore” (Vespasiano o Nerone che sia) e i bravi pretoriani dovranno pur dormire da qualche parte.

Nel maggio del 2019, in maniera piuttosto rocambolesca che è stata anche oggetto di interrogazioni  parlamentari (al Senato) la FISPMED si aggiudica infatti la gara per l’affidamento dell’ex caserma Pepe, al Lido di Venezia . Dismessa nel 1999, la gloriosa caserma fondata nel 1595 ospitava 2.000 fanti da mar, quindi non è certo lo spazio che manca e nemmeno le camerate o le camere da adibire a foresteria.

A quanto pare non basta. I pretoriani devono pur mangiare e nella loro mente fervida si affaccia l’immagine del vicino Monastero, che diversamente dalla povera caserma (vedi foto) si trova in ottime condizioni ed è proprietà del Comune.

Bingo! Il Monastero risulta già affidato ad altri, con un contratto 9+9, ma cosa importa..

Quando nella prossima puntata parleremo del loro programma di “valorizzazione” se ne capirà meglio il perché, ma riprendiamo il filo cronologico dei fatti.

In rapida successione e a ridosso delle elezioni amministrative del 2020, si verificano i seguenti eventi che forse (e sottolineiamo il forse) potrebbero essere collegati da un unico filo conduttore:

  • il 18 giugno 2020, una delegazione congiunta di FISPMED e CASME (alla sua prima apparizione pubblica in questa vicenda) viene ricevuta dalla presidente del Consiglio comunale e dal consigliere delegato al Lavoro, Paolino D’Anna. Sulla pagina ufficiale del Comune di Venezia l’incontro viene così descritto: “Una delegazione composta da rappresentanti di Casme – Associazione nazionale delle piccole e medie aziende cinesi, e di Fispmed – Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo-Mar Nero, due realtà che collaborano tra loro allo sviluppo di progetti culturali e sociali a Venezia. Gli ospiti cinesi hanno donato al Comune di Venezia ventimila mascherine chirurgiche monouso, che si aggiungono alle cinquemila già regalate dall’inizio della pandemia.. Ringraziando per il gradito segno di vicinanza e per le ottime opportunità per la città avviate grazie alla collaborazione tra Fispmed e Casme, il consigliere D’Anna ha poi ricordato che gli ospiti visiteranno in questi giorni anche l’area di Porto Marghera, zona strategica per la città”.
  • in pari data (18 giugno) con lettera su carta intestata del Comune indirizzata ai Presidenti di CASME e FISPMED (in quest’ordine) il vicecapo di Gabinetto del Sindaco Derek Donadini rivolge parole di apprezzamento per “la proposta” (non protocollata, forse perché consegnata brevi manu) avente ad oggetto il “Centro di cooperazione e condivisione economica per lo sviluppo della Piccole e Medie Imprese tra Cina e Venezia metropolitana” da realizzarsi come parte integrante del progetto di valorizzazione dei“beni storico artistici di San Nicolò del Lido, dell’ex Monastero e dell’ex Caserma Pepe”;
  • Il 24 giugno 2020, la rivista online L’Aquilablog annuncia il ruolo di “General Contractor” che sarebbe stato riconosciuto (su beni demaniali e comunali) all’imprenditore e  “consigliere aquilano della Fispmed-Onlus”, Eliseo Iannini, a commento della giornata conclusiva dei lavori per la firma del memorandum, definito “Casa delle Piccole Medie Imprese Italo-Cinese”, che riconosce a Venezia il ruolo di hub culturale della via della Seta[1];
  • Il primo luglio 2020, FISPMED sul suo profilo Twitter “ringrazia Mr. KING LI per il generoso impegno dedicato a sostenere lo sviluppo della città di Venezia”;
  • Il 7 Agosto 2020, in piena campagna elettorale, il rappresentante ufficiale di CASME per il Veneto Mr. STEFANO YANG sulla sua pagina Facebook pubblica il “santino elettorale” con l’invito a votare il candidato consigliere comunale Paolino D’Anna (lista Brugnaro Sindaco).

La vicenda si fa interessante? Appuntamento alla prossima puntata di questa saga. La pubblicheremo in tempo utile per la seduta pubblica della VII commissione, convocata per il 7 aprile p.v. con il seguente ordine del giorno: “Audizione dell’Associazione FISMED ONLUS in merito alla valorizzazione dei beni demaniali ad interesse storico-artistico nel Comune di Venezia, il ruolo del terzo settore e relative procedure. La proposta di valorizzazione degli immobili dell’ex Caserma Pepe e Bellemo e dell’ex Monastero di San Nicolò del Lido”.


[1] https://www.laquilablog.it/venezia-costruttore-aquilano-in-prima-linea-nella-valorizzazione-culturale-dellex-caserma-dartiglieria-ora-accordo-con-i-cinesi-per-la-via-della-seta/

Assedio al Monastero

ASSEDIO AL MONASTERO – PRIMA PARTE

LA PREDA:

Un Monastero dell’XI secolo (1053) in ottime condizioni, adiacente a una caserma del XVI secolo (1595) bisognosa di restauri. Il primo è proprietà del Comune, la seconda è proprietà del Demanio.

PROTAGONISTI in ordine di apparizione:

  1. Lo stratega: dipendente comunale già segretario di un’assessora in carica, e poi di un gruppo consiliare il cui unico consigliere comunale è confluito nella Lista “Luigi Brugnaro sindaco”. Attualmente prestato alla segreteria di un Presidente di Municipalità, sul cui territorio si svolge l’assedio al Monastero, condotto a partire dalla caserma che gli è stata affidata dal Demanio con assegnazione provvisoria.
  2. La macchina da assedio: una associazione denominata “Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo e nel Mar Nero” (FISPMED) fondata e presieduta, fino all’anno scorso, dal dipendente comunale di cui sopra.
  3. La ristoratrice: candidata nel 2020 (non eletta; voti ricevuti: 19) per la Municipalità di Venezia nella lista “Luigi Brugnaro sindaco”. Dal suo curriculum di campagna elettorale, qui si riporta fedelmente (refusi compresi) la caratteristica saliente:  “Imprenditrice nel campo della ristoranzione e del catering. Imprenditrice nel settore impot/export tra Italia e Cina”.
  4. Il General Contractor: imprenditore edile già condannato a 4 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta con pena ridotta a 3 anni dalla Corte d’Appello e confermata dalla Corte di Cassazione a sezioni unite nel 2016.
  5. La Legione Straniera: “CASME” come “China Association of Small and Medium Enterprises”.

Su questa vicenda è in corso un accesso agli atti da parte del consigliere comunale Marco Gasparinetti, dato che l’ex Monastero è proprietà comunale. Ne parleremo martedì sera in assemblea qui:


https://www.facebook.com/events/5429270777147137/

Manifesto della società civile: i primi firmatari

Il manifesto della società civile ha già raccolto centinaia di firme, sui due lati del ponte.

Le riportiamo qui in ordine alfabetico e ne aggiorneremo la lista di qui al 2 luglio, che è la data entro cui potrà aderire a questo progetto chiunque si riconosca nei valori del manifesto e nel percorso proposto in vista delle elezioni comunali.

Un ringraziamento a Monica Zicchiero (Corriere della Sera) per l’articolo qui riprodotto:

  1. Alfonso Elisabetta
  2. Almansi Elena
  3. Altaras Alon
  4. Andolfi Roberta
  5. Antonini Flavia
  6. Armellin Giovanni Battista
  7. Baldin Andrea
  8. Banzato Monica
  9. Barbone Gloria
  10. Barina Gabriella
  11. Barina Stefano
  12. Barozzi Francesca
  13. Barusco Filippo
  14. Bartoloni Lucia
  15. Belgioioso Donato
  16. Bellemo Ivana
  17. Beltrame Carlo
  18. Benigni Margherita
  19. Bertini Marina
  20. Berto Alessandro
  21. Berto Massimo
  22. Besazza Rossella
  23. Bevilacqua Sara
  24. Bianchi Roberta
  25. Biscontin Daniela
  26. Boato Maurizio
  27. Bognolo Donatella
  28. Bolcato Anna
  29. Bonel Eleonora
  30. Bontempi Luca
  31. Bortoli Massimo
  32. Bortolini Silvia
  33. Bortolussi Marco
  34. Brandolisio Paolo
  35. Bressanello Alessandro
  36. Broggio Marco
  37. Brunello Francesco
  38. Bruno Roberta
  39. Bucella Andrea
  40. Bugati Claudio
  41. Bugno Massimiliano
  42. Butaux Arièle
  43. Calderan Giorgia
  44. Cannatella Settimo
  45. Cardin Annalisa
  46. Cardoso De Oliveira Rogeiro
  47. Casaburi Elisabetta
  48. Casini Matteo
  49. Catacchio Cecilia
  50. Catozzi Michele
  51. Cavallarin Roberta
  52. Cavasin Luciana
  53. Ceccato Cristiano
  54. Ceciliati Gabriella
  55. Cendon Aline
  56. Cerpelloni Anita Marina
  57. Ceselin Francesco
  58. Checchin Claudio
  59. Checchini Daniela
  60. Chimenton Emanuela
  61. Cogolati Paola
  62. Comin Leonardo
  63. Comisso Francesco
  64. Conchetto Francesca
  65. Concina Alessio
  66. Confuorto Valentina
  67. Cormio Rita
  68. Corra’ Renato
  69. Cortesi Anna
  70. Cravin Marina
  71. Croce Stefano
  72. Crociani Fabrizio
  73. Crociani Marianna
  74. Crosera Bruno
  75. Crosera Giulio
  76. Crovato Alberto
  77. Culloca Lorena
  78. Dainese Sara
  79. Danesin Cristina
  80. Dal Bon Licia
  81. Dalla Pozza Antonella
  82. Dalle Vacche Joyal Valeria
  83. Da Lozzo Giovanni
  84. Dalmanzio Giovanni
  85. De Giorgi Marcello
  86. De Polo Sara
  87. De Vita Adriano
  88. De Zotti Bertozzi Arianna
  89. Debidda Beatrice
  90. Debidda Pasquale
  91. Degan Germano
  92. Degan Silvana
  93. Del Turco Elisabetta
  94. Della Corte Paolo
  95. Dinon Silvia
  96. Di Cataldo Gina
  97. Di Pumpo Francesco
  98. Di Pumpo Riccardo
  99. Donaggio Adriano
  100. Donaggio Silvia
  101. Dorigo Lorenzo
  102. Dos Santos Wanda
  103. Doz Pierpaolo
  104. Dri Piero
  105. Duse Francesco
  106. Esposti Debora
  107. Evangelisti Carlo
  108. Faccini Maria Laura
  109. Falcieri Francesco
  110. Favaro Andrea
  111. Ferrari Roberto
  112. Foa’ Daniela
  113. Fontana Antonella
  114. Forte Antonella
  115. Foschi Francesco
  116. Frasson Lucia
  117. Frosini Nicoletta
  118. Fugagnoli Ermanno
  119. Furlan Gabriella
  120. Galfrè Tullio
  121. Galifi Irene
  122. Gallina Gloria
  123. Gallina Pietro
  124. Gasparato Giulia
  125. Gasparinetti Marco
  126. Gavagnin Cristina
  127. Gerotto Eliana
  128. Gerotto Martina
  129. Gervasuti Michele
  130. Giglioli Doriana
  131. Giorgi Sebastiano
  132. Gradenigo Bizio Andrea
  133. Greco Orsola
  134. Griffon Giorgio
  135. Grimani Donata
  136. Grubissa Federico
  137. Guglielmi Mara
  138. Gusella Rossetti Rita
  139. Ishu Bayati Shirin
  140. Kraul Adriano
  141. Kuyawska Basia
  142. Kuyawska Bullo Marysia
  143. Labriola Manuela
  144. Lachin Marco
  145. Lambreva Dimitrova Pepa
  146. Lanapoppi Aleramo Paolo
  147. Lanaro Maria
  148. Levo Fabrizio
  149. Ligi Rosanna
  150. Linetti Jacopo
  151. Lombardo Fabio
  152. Lombardo Daniela
  153. Longato Riccardo
  154. Longo Caterina
  155. Lora Stefania
  156. Loris Feliciano
  157. Lungo Laura
  158. Luzzi Giovanna
  159. Maggi Danilo
  160. Magnanini Ottavia
  161. Maignan Carole
  162. Malacrea Mariateresa
  163. Marin Anna
  164. Marinaro Claudio
  165. Martinelli Ivo
  166. Maschietto Matteo
  167. Masoni Francesca
  168. Meo Dolores
  169. Milliaccio Susanna
  170. Minoia Paola
  171. Montavoci Cosima
  172. Montaretto Marullo Carla
  173. Morando Maria Giovanna
  174. Morelli Morella
  175. Moriani Gianni
  176. Morosini Rita
  177. Neri Elisabetta
  178. Nordio Silvia
  179. Novati Maria Vittoria
  180. Olivi Alberto
  181. Olivieri Donata
  182. Omacini Giorgio
  183. Omacini Silvia
  184. Ordigoni Davide
  185. Orio Stefania
  186. Orsenigo Fulvio
  187. Paladini Filippo Maria
  188. Paolini Francesco
  189. Pascolo Sergio
  190. Pasculli Angela
  191. Pasquinucci Tony
  192. Pastor Saverio
  193. Patalano Andrea
  194. Patrian Elena
  195. Patrizio Tommaso
  196. Pattarello Magda
  197. Pauletto Monica
  198. Pavon Mascia
  199. Pazienza Francesca
  200. Peratoner Agnese
  201. Peratoner Alberto
  202. Permutti Federico David
  203. Pesenti Francesco
  204. Pezzato Cristina
  205. Piacentini Lucilla
  206. Pino Stefano
  207. Piovesana Domenico
  208. Pipus Franca
  209. Pirani Alessandra
  210. Pirro Mattia
  211. Pittarello Giovanna
  212. Pittarello Silvia
  213. Piussi Vilma
  214. Plebs Carlotta
  215. Pòrcile Elisabetta
  216. Porpora Giovanni
  217. Pulese Sebastiano
  218. Purisiol Marianna
  219. Querenghi Letizia
  220. Radich Massimo detto Lucio
  221. Ranieri Francesca
  222. Ravagnan Matteo
  223. Regina Chiara
  224. Reski Petra
  225. Rè Barbara
  226. Ricciardi Frederic
  227. Righetto Costantina Maria
  228. Riu Elena
  229. Roggero Paolo
  230. Rolani Renzo
  231. Roncaglione Antonella
  232. Rossi Alessandra
  233. Rossi Giulia
  234. Rubin Tiziana
  235. Ruffini Giulia
  236. Rumonato Rocco
  237. Rusconi Alberto
  238. Russo Luisa
  239. Saccarola Stefania
  240. Sacco Fabrizio
  241. Salerno Gaetano
  242. Salvato Angela
  243. Sambin Giovanni
  244. Sambuy Cristina
  245. Santi Adriano
  246. Santi Lucia
  247. Santini Lucia
  248. Santini Pamela Jean
  249. Saputo Rosangela
  250. Sarti Veronica
  251. Sartor Giovanni
  252. Sartori Andrea
  253. Savini Matteo
  254. Savio Daniele
  255. Sbordone Andrea
  256. Scantamburlo Davide
  257. Scaramuzza Andrea
  258. Scarpa Emanuela
  259. Scarpa Gabriele
  260. Scarpa Lorenzo
  261. Scarpa Maurizio
  262. Scarpa Veronica
  263. Schroeder Katrin
  264. Scordino Matteo
  265. Schiavuta Sabina
  266. Scopel Tatiana
  267. Scurati Marco
  268. Semenzato Alessia
  269. Serafini Michele
  270. Serandrei Marianna
  271. Serena Ottavio
  272. Siega Valentina
  273. Signorato Valeria
  274. Sitran Carla
  275. Spanio Giorgio
  276. Stefanelli Adele
  277. Suppiej Giorgio
  278. Tabani Elena
  279. Tagliapietra Artemio
  280. Tagliapietra Giulia
  281. Tessan Caterina
  282. Timini Jacopo
  283. Timini Stefano
  284. Tissi Bruno
  285. Tognon Nicola
  286. Tomassi Paolo
  287. Tommasini Alessandra
  288. Toniolo Giuliano
  289. Trevisanato Antonio Andrea
  290. Urbani de Gheltof Laura
  291. Trevisan Cinzia
  292. Vandeville Diana
  293. Vanzan Anna
  294. Varvara Annalisa
  295. Vasselli Roberta
  296. Vedova Alfreda
  297. Velli Giorgio
  298. Velo Luca Giulio
  299. Venerando Rina
  300. Vernier Claudio
  301. Vernier Michele
  302. Vernier Paolo
  303. Veronese Giovanni
  304. Vian Francesco
  305. Vianello Daniele
  306. Vianello Dario
  307. Vianello Rocco
  308. Vianello Rossella
  309. Visentin Doriana
  310. Visintin Francesca
  311. Visonà Dalla Pozza Matteo
  312. Vitturi Di Este Cristina
  313. Vivian Giovanni
  314. Voltarel Susanna
  315. Zafalon Sebastiano
  316. Zanelli Guglielmo
  317. Zanetti Barbara
  318. Zanin Selena
  319. Zanon Alice
  320. Zanon Caterina
  321. Zemella Anna
  322. Zennaro Eva
  323. Ziliotto Marco
  324. Zorzi Andrea
  325. Zorzi Pier Alvise
  326. Zuanich Flora
  327. Żurowicz Anna

Il testo del manifesto:

https://gruppo25aprile.org/2020/06/02/elezionicomunalivenezia2020-il-manifesto-della-societa-civile/

 

 

 

#ElezioniComunaliVenezia2020: il manifesto della società civile

Il “manifesto” che qui ospitiamo è stato oggi firmato da quasi 300 cittadine e cittadini che da alcune settimane lavorano in vista delle prossime elezioni comunali. Fra di loro ci sono anche singoli esponenti del Gruppo25Aprile, che a titolo personale aderiscono al percorso di cui questo manifesto rappresenta la prima tappa:

Marghera, Mestre e Venezia, 2 giugno 2020

Oggi 2 giugno è la giornata simbolica in cui l’Italia celebra il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica.

Al concetto monarchico e feudale dell’uomo solo e accentratore al comando contrapponiamo quello di una classe dirigente che fa squadra, rifiutando ogni forma di estremismo o demagogia.

Individualmente ci battiamo da anni per una città viva, dinamica, abitata, equa, che offra opportunità e qualità della vita in un futuro sostenibile.

Come squadra ci candidiamo ad amministrare un Comune straordinariamente complesso, articolato fra terra e acqua, in cui convivono tre realtà con caratteristiche così diverse come Venezia e le sue isole, Mestre e Marghera.

Con questo manifesto ci impegniamo a riconoscere i bisogni e a valorizzare i punti di forza di ognuna, esaltandone le sinergie senza mortificare nessuna delle sue componenti.

Vogliamo aprire una nuova stagione di cambiamento, perché siamo convinti che contenga tutte le risorse sociali, imprenditoriali, culturali e tecnologiche per rinascere.

La lista “post-civica” che stiamo costruendo non è la somma di vanità individuali, o una bugia elettorale con le gambe corte, ma un progetto di cambiamento per dare attuazione concreta a un insieme di valori condivisi, che hanno trovato gambe robuste su cui camminare: un progetto post-coronavirus basato sulla necessità di imparare la lezione di questa crisi, per non ripetere gli errori del passato, ma basato su una prospettiva di sostenibilità che garantisca benessere non solo economico, e rimetta al centro la persona in armonia con l’ambiente.

Laddove l’armonia è stata compromessa o incrinata a favore di interessi di parte e di breve termine è necessaria una spinta di segno contrario.

Per costruire il futuro e ripristinare gli equilibri spezzati, quello fra turismo e residenzialità, quello fra traffico acqueo e ambiente lagunare, quello fra grande distribuzione e commercio di prossimità, presenteremo proposte realistiche e realizzabili, nel segno della consapevolezza e della lungimiranza.

Questa Città ha tutte le caratteristiche per diventare Laboratorio e Capitale dello sviluppo sostenibile ad ogni livello. Competenza e integrità morale sono la nostra bussola nella selezione dei candidati al Consiglio comunale e degli assessori designati

Con i valori riassunti in questo “manifesto” ci candidiamo ad amministrare il Comune di Venezia nei prossimi dieci anni: quelli in cui la nostra città, minacciata dal cambiamento climatico e dall’avidità di una speculazione miope e fine a se stessa, si gioca il suo futuro. Lo facciamo con un programma di azioni a breve, medio e lungo termine, che verrà presentato il 2 luglio.

I nostri candidati verranno scelti fra chi, da oggi e fino al 2 luglio, sottoscrive questi valori e si impegna a difenderli in Consiglio comunale, a promuoverli come assessore, a garantirne l’attuazione concreta come Sindaco.

 Per adesioni, informazioni e suggerimenti scriveteci a:

lamiaidea2020@gmail.com

oppure telefonate a questo numero: 345.345.9663

Il gruppo FB provvisorio in cui lavoriamo a questo progetto, in attesa di creare la pagina con il nome ufficiale della lista è:

https://www.facebook.com/groups/593164558225127

“Marangona” o Carpentiera, è la campana che dà il “LA” ed è l’unica ad essersi salvata dal crollo del campanile di San Marco nel 1902. I suoi rintocchi annunciavano l’inizio e la fine dell’orario di lavoro dei carpentieri dell’Arsenale (“marangoni”): quelli a cui era affidata la costruzione delle galee e delle galeazze della Repubblica di Venezia.

Fra il dire e il fare.. la vergogna delle case vuote a Venezia

La Giunta in carica ci ha abituati a un certo scollamento fra gli annunci roboanti e la realtà dei fatti. Questa lettera firmata, inviata al nostro portavoce con richiesta di pubblicazione, tocca un tema a cui siamo da sempre sensibili e su cui avevamo anche (incautamente?) dato atto del solenne impegno – più volte ribadito – a fare buon uso del patrimonio edilizio di proprietà comunale, mettendo fine allo scandalo dei troppi appartamenti vuoti per mancanza di assegnazione o di manutenzione. Ad una successiva verifica empirica di altri alloggi di proprietà comunale, ne abbiamo trovati altri che sono vuoti a 8 anni di distanza (otto!) dal decesso dell’ultimo assegnatario. Questo ci fa pensare che il caso denunciato non sia isolato, e ringraziamo quindi chi ci ha inviato la  lettera che qui riproduciamo, integralmente e senza tagli:

“Spero di non disturbarla ma volevo esporle una situazione riguardo un bando per l’assegnazione di case comunali in Centro Storico.
Seguo il suo impegno per Venezia nel Gruppo25Aprile quindi penso che la cosa possa interessare Lei e tutti coloro che tengono a questa città.
Il bando riguarda l’assegnazione di 28 alloggi in regime Social Housing ubicati tra Centro Storico, Lido, Murano e Giudecca e dedicati a coppie under 31.
Io e la mia ragazza abbiamo partecipato presentando domanda a novembre 2018.
Un anno fa, a marzo 2019, sono uscite le graduatorie provvisorie e ad agosto le definitive. Con nostro grande piacere siamo risultati tra i 28 aventi diritto.
Da quel momento non si è più saputo niente.
Nonostante le continue telefonate (nostre e di altri ragazzi che come noi son risultati vincitori del bando) agli uffici del comune, nessuno è mai riuscito a darci una tempistica precisa su quando queste case sarebbero state assegnate. Ad oggi, dopo le più diverse e allucinanti risposte da parte dei vari funzionari del comune, noi e altre 26 coppie (2 a quanto pare si sono ritirate) siamo ancora in attesa di essere contattati per l’assegnazione delle case.
Abbiamo programmato le nostre vite in vista di un futuro a Venezia; abbiamo dovuto firmare contratti d’affitto (in terraferma, dato che a Venezia è difficile trovare prezzi umani) senza sapere quando poter dare preavviso in caso di spostamento nei nuovi allogi; abbiamo messo in secondo piano progetti all’estero per paura di perdere qualche chiamata importante.
Ora gli uffici comunali sono bloccati dall’emergenza sanitaria nonostante i mezzi che la tecnologia ci fornisce.
Da novembre 2018 mi sento preso in giro da una amministrazione incapace di saper gestire un Bando così importante per una città che piano piano sta perdendo ogni identità.
Grazie dell’attenzione.
Rimango a disposizione per qualsiasi dettaglio in più.
Le chiedo di mantenere l’anonimato in caso di pubblicazione”.
Lettera firmata, Mestre 4 maggio 2020
Credits foto: Marco Gasparinetti
A titolo di confronto, ecco uno degli annunci roboanti di cui avevamo dato conto in questo blog:

 

La citazione del giorno

Questa Venezia, che per quasi mille e quattrocento anni fu una repubblica superba, invincibile, magnifica; i cui eserciti imponevano il plauso del mondo intero ogniqualvolta e ovunque combattessero; le cui marine tennero quasi il dominio dei mari, e le cui flotte mercantili imbiancarono gli oceani più remoti con il candore delle loro vele, e caricarono quei moli con i prodotti di tutti i climi, è caduta in preda alla povertà, all’abbandono e a malinconica decadenza. Seicento anni fa, Venezia era l’Autocrate del Commercio, il suo mercato era il grande centro commerciale, il punto di smistamento da cui si diffondeva per il mondo occidentale l’enorme traffico d’Oriente. Oggi i suoi moli sono deserti, i magazzini vuoti, le flotte mercantili scomparse; e i suoi eserciti, le sue marine, sono solo ricordi. La sua gloria se ne è andata e, circondata dalla grandezza in sfacelo di banchine e palazzi, ella siede nelle sue lagune stagnanti, abbandonata e in miseria, dimenticata dal mondo. Colei che nei suoi giorni fiorenti comandava il commercio di un’intero emisfero e con un cenno della sua potente mano poteva fare la fortuna o la miseria delle nazioni, è diventata la più umile tra i popoli della terra – venditrice ambulante di perline di vetro per le donne, e di giocattoli da quattro soldi per scolarette e bambini. […]
Mark Twain, The Innocents Abroad. 1869.
MT cover
Così si presentava Venezia, dopo la duplice occupazione francese e austriaca. Nel suo passato ha già dovuto reinventarsi e rinnovarsi in profondità, per non morire, e ha sorpreso chi la dava per spacciata. Possiamo farlo ancora, a una condizione: il coraggio di cambiare. Il futuro non può essere un semplice ritorno al turismo di massa, come vorrebbe il sindaco in carica che ai giornali parla di megafesteggiamenti da settembre a marzo per attirare le folle di prima, come se nulla fosse successo (il riferimento è alla sua intervista al Corriere oggi in edicola).
Brugnaro 28 aprile 2020

Achille Passi: un ricordo inedito della Liberazione di Venezia

Inoltro con molto piacere una piccolissima pagina di storia italiana, ritrovata a Venezia tra le carte di mio padre Achille Passi (1924-2003) nel settembre del 2008, senza intestazione, scritta a matita su un block-notes senza righe con fogli a strappo, compilato su 6 fogli (la maggior parte del blocchetto era stata già usata e non si è conservata). Nella trascrizione mi sono permesso qualche ritocco alla punteggiatura e alla divisione in paragrafi. Qualche incertezza permane su alcuni nomi propri. I fogli sono indicati con numeri tra parentesi quadre in grassetto all’incipit. Si noti che il manoscritto (di lettura non agevole perché sbiadito) è stato corretto dall’autore, soprattutto nell’uso dei tempi verbali, ma non in modo uniforme, tanto che rimane qua e là qualche piccola incongruenza sintattica. Il racconto collima più o meno con i pochissimi resoconti orali — incompleti ma più ricchi di particolari — uditi direttamente dal sottoscritto molto tempo fa. Sono state aggiunte alcune indicazioni fra parentesi quadre e pochissime note. Mancano notizie su alcuni personaggi.

 Alessandro Passi

[1] Dopo mesi e mesi di lavoro prudente, sotterraneo, segreto con l’ansia di nascondere il nostro operato anche alle persone più care, son venuti ora finalmente i giorni della azione. Son venuti i giorni desiderati e anche son passati e già cominciano a far pare del mondo bello dei ricordi. Prima che la memoria impallidisca la realtà o che la fantasia arrotondi il racconto dei fatti come sono veramente svisi la verità, sarà bene buttar giù un resoconto degli avvenimenti di ciò che è avvenuto.

Ero da qualche giorno instabile in Prefettura perché il 2 maggio dovevo rientrare al Deposito di Mestre, il che sarebbe per me equivalso andare fisso a casa. Si seppe intanto di Milano e che a Mestre perfino il Dep. si era sciolto. Rientrò Alf.[1] dalla licenza e non sa se presentarsi; decise infine di starsene a casa. Al Pomeriggio del 26 mi misi in divisa e così Giov. C., anche lui in divisa per l’occasione; andammo da Jack a pigliare le armi che erano da lui depositate già da due giorni prima. Prima Jack e Baessato chiamati da Marfisa avevano costituito una squadra agli ordini dell’avvocato Sessa. Passammo diretti [2] verso la città, e eravamo solo noi in divisa, guardati da tutti in modo strano. Eravamo carichi: Nino[2] di moschetto aveva uno Sten ed io di due moschetti più una scatolona di cartone piena di b. a mano e di caricatori che si stava sfasciando per strada, portata un po’ per uno. Arrivammo senza incidenti da Gianni[3] e ci si consigliò sul da farsi. Timore che ci pigliasse qualche partigiano uscito prematuramente o che le Brig. Nere ci facciano concentrare concentrassero in Caserma. Si decise di andare a casa e tutto procedette benissimo. Fu l’ultima volta che ho portata quell’uniforme. Alla sera s’aspettava continuamente Fino alla sera fummo continuamente in attesa di ordini. Gianni andò dal Capo Sez. per cercare di avere le placche o dei bracciali e fa sapere novità: con Nino D. e altri lo aspetto da Albano. Arrivò da Alb. senza niente, e soprattutto con la notizia che difficilmente ci si sarebbe mossi quella notte. Forse l’indomani mattina! Andammo allora a casa un po’ sfiduciati; ma tutti pronti per il Collegamento e la riunione. Alle 23.45 circa una telefonata mi fece balzare su dal letto. Sarà Gianni con qualche ordine? Era invece quel cretino di Cadel[4] che mi domandò come andavano le cose. Lo mandai a quel paese e lo pregai di aspettare come d’accordo gli ordini [3] e di non seccare. L’indomani andai da Gianni e si stabilì, dato che non c’è ancora nessun ordine di muoversi, che io stessi a casa sua per dargli man forte in caso di qualche movimento poco simpatico di fascisti. La sua casa doveva certo esser stata notata per il via vai di gente e forse avevano anche visto portare le armi. Ce ne andammo Gianni ed io a

Nella notte alle 2.30 del 27 Gianni aveva avuto da Siringe [?] (Marco Marcuzzo)   notizia aveva telef. a Gianni di essersi già mosso, e la mattina dopo gli diceva di aver occupato con la sua squadra l’Ospedale Civile, liberati i prigionieri politici fra cui Marco Marchitto (T. Colonnello Franco Boranga) nostro diretto comandante e facente parte dell’esecutivo militare, e presi diversi fascisti. La sua situazione però non era sostenibile a meno che non ci si fosse mossi tutti (Sq. Gianni, Sq. Vazzareno). Gli ordini non arrivano e al pomeriggio andai con Gianni da Vazzareno comandante della III squadra agli ordini di Boranga. Lì si parlò sul da farsi, ma per ordine del Candido (Vittorio Cossato), Siringe ricevette l’ordine di ritirarsi.

Tornammo a Ca’ Valentinelli dove un po’ alla volta alla spicciolata convennero tutti i compagni tutte le squadre a chiedere notizie, ordini, bracciali, placche ecc. E siccome niente [4] arrivava, si cominciò a imprecare su quei cretini di Comandanti, che stavano fra l’altro trattando coi tedeschi, ma fino ad allora non avevano ottenuto concluso niente, e che avevano perso il momento buono che era stato (il 26 sera).

Mi fermai Andai a casa a mangiare e tornai da Gianni dove dovevo dormire con Nino Dolfin. Trascorremmo in modo sollazzevole e ridanciano la serata e venne la mezzanotte. Jack telefonò dalla Prefettura che le Brigate Nere se ne erano andate e che ora tutto era in mano dei patrioti. Poco dopo arrivò l’ordine di tenersi pronti per l’indomani mattina. Diramazione [?] di telef. e a nanna dove si chiacchierò a lungo e si dormicchiò un po’. Alla mattina partii con Nino con placca e tesserino (ci hanno dato subito 3 (ci diedero allora in tutto 4 placche e 3 tesserini) per radunare gli uomini: passo da Alfonso, Mario B. dove c’era già Gino *ant.,[5] e da Francesco Dani, che dopo un po’ di battere arrivò con l’ineffabile Cadel, che s’era messo i guanti di porco [?]. Si andò poi da Albano, indi al traghetto di S. Tomà, dove ci si riunì con un gruppo dei altri nostri e si passò di là dall’ l’acqua, diretti in piscina S. Samuele, punto di raccolta riunione. Da lì ci dirigemmo al Commissariato di S. Marco (Calle dei Fabbri), dove ci dovrebbe esser stato il Caposestiere con ordini. Non trovammo nessuno. Intanto Mario Dolfin e Giorgio Quintavalle entrarono al Commissariato e dissero che andavamo a prendere dei Tedeschi. Pigliammo le armi e li seguimmo. Appena arrivati giunti all’imboccatura di Calle dei Fabbri arrivarono loro con un  tedesco e cominciò una sparatoria con mitragliatrice pesante. Ci piazzammo lungo i muri e aspettammo. Sappiamo intanto Venimmo a sapere che c’erano all’entrate dei due Alberghi San Marco e Stella d’Oro due sentinelle tedesche, una fu catturata l’altra diede l’allarme. Gli fu sparato contro, ma il colpo non partì. Raul G.[6] intanto telefonò all’Albergo che entro un’ora dovevano arrendersi. Cessassimo intanto il fuoco. Negli scambi di fucilate e raffiche di mitragliatrice di colpi precedenti fu ferita ad un piede una donna.[7] La gente dalle finestre ci applaudiva e ci gettava sigarette e pane. Da una finestra in calle dei Fabbri mi chiamò una donna, andai con un altro e questa ci mostrò della “roba”[8] che degli “altri” avevano lasciato poco prima. Divise di fascisti, un moschetto e 2 pistole. I proprietari si erano dileguati naturalmente. Seppi, molti giorni più tardi, che uno di Polizia aveva tolto ad uno di loro, un Capitano, un mitra, e non aveva pensato di disarmarlo completamente e di portarlo dentro. Andai intanto al Luce perché fossero lasciate agli operatori [5] le macchine. Avvisammo che venissero a riprenderne [sic] in Calle dei Fabbri; non si son più rivisti. Intanto scadeva Frattanto arrivò al Comando un signore che si dice ufficiale di Coll[egamento] della VIII Armata e afferma che alle 9.30 ci doveva essere a richiesta del Comitato di Venezia un bombardamento della Riva Schiavoni, Zattere e Giudecca. Gianni lo accompagnò in Prefettura e di lì all’EIAR,[9] dove si parlò con l’VIII armata e dopo un quarto d’ora arrivò la risposta e il pericolo era stato scongiurato. Scadette Scadde intanto il termine posto ai tedeschi e Raul, disarmato, col tedesco catturato avanzò verso gli Alberghi, noi dietro a lui. Entrò al San Marco e con un urlaccio fece deporre le armi agli ultimi 3 superstiti rimasti. Gli altri tedeschi si erano ritirati al Platzkommandantur. Si piazzò tosto la mitragliatrice prima sul Ponte dei Dai e poi in Piazza S. Marco e Raul andò ancora a parlamentare nel mezzo della Piazza. Riuscì ad ottenere che la bandiera tedesca fosse cambiata con quella italiana e che la Piazza S. Marco e la Zona antistante al Hafenkommando fosse in nostra mano. Da nessuna parte doveva esser fatta azione di fuoco. A mezzogiorno mi si mandò a richiesta del Coll. Boranga in campo S. M. del Giglio e lì rimasi con 4 uomini 24 ore consecutive, durante le quali catturammo 2 tedeschi, [6] li disarmammo e li portammo a casa [sic]. Finita la mia guardia passai il canale a caccia di presunti fascisti, verso Salviati e case vicine; lunghe ore di caccia, senza risultato. Perquisizione all’Abbazia di San Gregorio dove faticai a tenere nei limiti della legalità dei Comunisti aggregatisi a noi, i quali però si fecero fuori grattarono qualche Kg. di tabacco. Ritornai poi al Comando e fatta colazione[10] andammo a caccia di cecchini fascisti. Lunghe ore di sparatorie senza risultato. Potei alla sera finalmente andare a dormire a casa, ma non per molte ore. Ci si dovette trovare alle 6.30 in Comando perché pareva ci fossero circolassero in città 200 della X Mas armati che erano al lavoro [?] in città. Fu invece un falso allarme. Continuammo ancora per qualche giorno servizio d’ordine e di pattuglia ed infine ricevemmo l’ordine di consegnare le armi … c’è in giro ancora molto più della metà dei fascisti, mascherati sotto fogge varie, e c’è pure un buon numero di delinquenti, che compiono con ragioni politiche i loro delitti. Col tempo e con perseveranza arriveremo a far piazza pulita! Diè n’ai![11]

(Scritto con buona speranza, ma con scarso non altrettanto piacere)

giugno 1945

[1] Presumibilmente Alfonso Calandri, cugino dell’autore.

[2] Nino Dolfin, v. infra.

[3] Gianni Valentinelli, amico fraterno dell’autore; abitava nei pressi di S. Samuel in Sestiere S. Marco.

[4] Ovvero Cudel, oppure Ciadel,  se non Cradel. Il nome compare due volte, ma non si legge bene.

[5] Forse:  «Gino Mant

[6] Raul Gregorich, personaggio interessante, prematuramente scomparso, aveva un’ottima conoscenza del tedesco. Appartenne per un breve periodo al circolo degli amici di Peggy Guggenheim.

[7] La descrizione che mio padre mi fece in un paio di occasioni di questo episodio era molto intensa; in quel momento, e presumibilmente solo in quello, i giovani attivisti del GUP (Gruppo Universitario Patriottico) si trovarono effettivamente sotto tiro e dovettero ricorrere a una bomba a mano per far tacere la postazione. La donna ebbe il piede completamente tranciato dalla mitragliatrice.

[8] Oppure: «robe».

[9] Ente Italiano Audizioni Radiofoniche.

[10] Secondo un lessico in uso ancora oggi, s’intende: «pranzo».

[11] «Dio ci dia aiuto», inizio di una preghiera, detta “Santa Parola”, recitata da marinai e pellegrini quando la navigazione si protraeva più giorni senza vedere terra.

Quando la quarantena diventa cinquantena

Questa pagina è in quarantena, come tutta la città.

Scelta dolorosa ma ponderata: viste le circostanze senza precedenti ci siamo affidati alle Autorità competenti rispettando scrupolosamente le decisioni di chi le rappresenta nel difficilissimo bilanciamento fra tutela della salute e ripresa delle attività civiche e politiche che allo stato attuale sono inibite, evitando di fare o alimentare polemiche in un momento che richiede unità di intenti e nervi saldi.

Arrivati al 46mo giorno, la quarantena si avvia ormai a diventare “cinquantena” e rende indifferibile un dibattito su questi temi e anche sulla ripresa delle attività economiche congelate dall’emergenza sanitaria. Perchè ad essere sospesi, in questa fase di crisi, sono anche i diritti e le libertà garantite dalla Costituzione, che affonda le sue radici nel 25 aprile e nella lotta di liberazione.

A questa crisi stiamo pagando un prezzo altissimo: in termini di vite umane, sul piano economico e anche su quello dei diritti. La necessaria sospensione delle attività politiche non può diventare assuefazione, che rischierebbe di spianare la strada a tentazioni autoritarie. In ricordo di ciò che il 25 aprile rappresenta, pubblicheremo a breve una testimonianza inedita sulle giornate della Liberazione a Venezia.

Le nostre discussioni interne, che precedono ogni presa di posizione “ufficiale”, proseguono sensa sosta nel gruppo facebook:

https://www.facebook.com/search/top/?q=gruppo25aprile%20venezia

Chi volesse partecipare al dibattito in corso è cordialmente invitato ad iscriversi al gruppo FB, in attesa di poter riprendere le attività in modo meno “virtuale” di quello che le circostanze impongono.

Ad illustrare l’eccezionalità della situazione, questo articolo del Gazzettino oggi in edicola ci ricorda che per il secondo anno consecutivo viene annullata anche la regata della Sensa. Piccolo dettaglio fra i tanti, e sicuramente non il più tragico, ma chi conosce Venezia conosce anche la valenza simbolica di questa data in cui da 1.020 anni si celebra il nostro “sposalizio con il mare”.

Venezia, 24 aprile 2020

Marco Gasparinetti

 

Elezioni Venezia 2020 – capitolo 3: il masso e le formiche

All’ombra di una quercia secolare, c’era una volta un bellissimo formicaio che brulicava di vita, con le sue formiche soldato e le formiche operaie, le sue gallerie e i suoi cunicoli – invisibili dall’esterno ma funzionali e perfettamente efficienti come vie di trasporto e di comunicazione.

Nel formicaio il cibo era sempre abbondante e la vita scorreva piacevole nonostante gli inevitabili incidenti di percorso: in passato era successo che qualche formica birichina si appropriasse delle provviste destinate al bene comune, sottraendole con la complicità di qualche formica soldato, ma i casi erano stati risolti con l’espulsione dei reprobi dalla comunità.

Un giorno, inaspettatamente, dalla montagna sovrastante si formò una valanga e sul formicaio piombò un enorme masso di uno strano colore.

Nel giro di pochi minuti, saltarono tutte le regole e le vie di comunicazione, le formiche sopravvissute alla strage cominciarono a correre in tutte le direzioni e presto apparve chiaro che la catastrofe era irreparabile: le superstiti avrebbero dovuto costruirsi una nuova dimora.

Fu a quel punto che le formichine spaesate cominciarono a litigare: al posto della regina scomparsa sotto le macerie, qualcuno proponeva di importarne una da Conegliano o da Pordenone, altre di organizzare un concorso di forza o di bellezza per scegliere quella nuova, altre ancora si misero una buffa corona in testa da sole, senza avere la statura necessaria per svolgere quel ruolo.

La cacofonia era totale, con assemblee interminabili e inconcludenti in cui gli uni urlavano “candidiamo un programma”, gli altri “mi candido io”, e altri ancora discettavano sul sesso della futura regina dicendo “stavolta vogliamo un re”.

Nelle settimane trascorse a discutere e filosofare, del nuovo formicaio non si erano ancora poste le fondamenta quando sull’ennesima assemblea delle formichine si profilò un’ombra minacciosa: quella di un formichiere.

E nuovamente fu un “fuggi fuggi” disordinato e scomposto: molte formichine divennero pasto per la famelica creatura, alcune perirono travolte dalle correnti nel torrente dove si erano gettate senza saper nuotare, altre più veloci si rifugiarono sotto a quel masso che aveva distrutto il loro formicaio.

Quello strano masso era di color fucsia, e a gettarlo era stato proprio lo scaltro formichiere.

Qualcuno lamenterà che in questa fiaba manca il lieto fine? In verità vi dico che – ma non ditelo in giro! – questo è soltanto un invito a riflettere ed approfondire, magari anche prendendo spunto dalle tecniche di una particolare specie di formiche: la “Solenopsis Invicta”.

Due link per chi volesse approfondire:

https://www.focus.it/ambiente/animali/le-formiche-di-fuoco-collaborano-per-sopravvivere-alle-acque-290411-31344

https://youmedia.fanpage.it/video/ag/V9vQNOSwTDJFu74W

Gasp!

Elezioni Venezia 2020 – Avviso ai nostri concittadini europei

Avviso ai nostri concittadini di nazionalità UE

Aiutarci a scegliere il prossimo sindaco di Venezia, votando alle prossime elezioni comunali è un vostro diritto, sancito dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (articolo 22).

Diversamente da quanto accade in altri paesi europei, il diritto di voto dei cittadini UE residenti in Italia non è tuttavia automatico, ma spetta soltanto a chi si è iscritto in tempo utile alle cosiddette “liste aggiuntive”.

Non tutti sanno che “in tempo utile” significa almeno 40 giorni prima delle elezioni. Considerando che la data delle prossime elezioni comunali non è ancora stata fissata, ma per legge deve essere una data compresa fra il 15 aprile e il 15 giugno, il nostro consiglio è di procedere con l’iscrizione subito, o comunque il prima possibile!

Come fare?

La procedura è molto semplice: basta compilare una domanda in carta semplice (senza marche da bollo) il cui fac-simile è scaricabile a questo indirizzo:

Fai clic per accedere a modulo%20iscrizione%20liste%20aggiunte%20amm.ve_.pdf

Una volta compilato e firmato il modulo, vi basterà allegare il vostro documento di identità e presentare la domanda con le modalità indicate nel modulo stesso. A quel punto riceverete la tessera elettorale che vi permette di esercitare il vostro diritto di voto.

#ElezioniComunaliVenezia 2020

passport

Siete cittadini UE, residenti a Venezia, e il futuro di questa città sta a cuore anche a voi?

Fate in modo che quel diritto non rimanga soltanto sulla carta, esercitatelo!

Pagina a cura di: Marco Gasparinetti

Fonti normative:

art. 1 del Decreto Legislativo del 12 aprile 1996, n° 197, attuativo della Direttiva 94/80/CEE concernente le modalità di esercizio del diritto di voto e di eleggibilità dei cittadini dell’Unione Europea alla elezione diretta del Sindaco e del Consiglio Comunale;

articolo 22 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

NB i cittadini UE possono non soltanto votare ma anche candidarsi come consiglieri comunali o di Municipalità. NON possono invece essere candidati Sindaco perché questa carica è riservata per legge alle persone di nazionalità italiana.

 

 

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