Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

CFLV marks one year anniversary

Thank you Paul, for your amazing work and for the excellent translations

Campaign For A Living Venice

tetti

On September 4, 2016 the first e-mails that started Campaign For A Living Venice were sent out. As is almost always the case with such things, the distance of a year presents an opportunity to reflect, which, with your kind indulgence, I will so do on this page.

I began learning about current affairs in Venice at about the time that Giorgio Orsoni was being removed from office in connection with the MoSE scandal. At the time I was immersed in Venetian history, and so had also become interested in the state of things in today’s Venice. Reading online news gave me a sense of how serious and concerning the situation in Venice was. I still recall how, during my first visit to Venice in March 2015, our friend and host assured us that Felice Casson would win, and that he would help turn things around. I returned home with…

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#CampoSanPolo 29 agosto: rassegna stampa

1 settembre Corriere

La Stampa 29 agosto:

http://www.lastampa.it/2017/08/29/multimedia/italia/cronache/yuppi-du-riporta-il-cinema-allaperto-a-venezia-U2Uqpbk3d85B9TYzlLHYuN/pagina.html

Il Fatto quotidiano 29 agosto:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/28/il-cinema-allaperto-oltre-al-glamour-della-mostra-di-venezia/3822397/

Corriere 30 agosto:

30 agosto corriere

Nuova Venezia 30 agosto:

29 nv

Gazzettino 30 agosto:

29 gazz

Gazzettino 31 agosto:

31 ago zorzi

31 ago gazz 2

La rassegna dei giorni precedenti:

La Stampa

http://www.lastampa.it/2017/08/23/italia/cronache/esci-subito-dalla-mia-gondola-i5CYlJhtXtnmrhEOhq4XNO/pagina.html

e

http://www.lastampa.it/2017/08/23/societa/torna-la-storica-rivista-del-cinema-veneziano-cWOipiNGmdjBXEfAFI7SQN/pagina.html

Corriere, Gazzettino e Nuova Venezia:

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24 agosto gazzettino

 

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#CampoSanPolo 29 agosto come partecipare?

L’evento è gratuito e accessibile a tutti. Chi vuole esserne “protagonista” e non solo spettatore può farlo con un bonifico al conto IT25T0103002001000000730402 intestato a: “Associazione 25 aprile Venezia” (PASCITMMVNZ il cocide “swift” per i bonifici dall’estero).

Tutte le spese e tutte le entrate verrranno rendicontate al centesimo e pubblicate sul nostro blog. Chi volesse contribuire alle spese vive potrà farlo indicando come causale “contributo Yuppi Du 2017”, che NON comporta adesione all’associazione.

Non abbiamo chiesto contributi pubblici e non li chiederemo: i costi della proiezione, attualmente stimati in 8.000 euro circa, saranno totalmente auto-finanziati.

Chi vorrà contribuire alle spese non avrà nessun titolo preferenziale di accesso o “varco prioritario”, perché la vera generosità è quella che non chiede ricompensa o “contropartite”.

La prima risposta dei nostri iscritti, che ne sono ben consapevoli, è stata semplicemente straordinaria. Per tutti gli altri abbiamo preparato un breve vademecum che risponde alle domande più frequenti (Frequently Asked Questions). Sulla nostra pagina facebook è stato pubblicato il 18 agosto, lo proponiamo anche qui per chi non utilizza FB. Un grazie a la Nuova Venezia che lo ha ripreso pubblicandolo quasi integralmente nell’edizione in edicola il 19 agosto.

19 agosto NV

  1. La proiezione si farà veramente? In attesa dei necessari permessi, al momento ci sembra di poter dire che è sicura al 90% (NdR le ultime integrazioni richieste dal Comune sono state depositate in data 22 agosto dal Presidente della Municipalità a cui fa capo la richiesta di occupazione suolo pubblico).
  2. Come procurarsi i biglietti? La proiezione sarà rigorosamente gratuita e aperta a tutti, nei limiti di capienza del campo. Non ci saranno “biglietti”, l’unico consiglio è: arrivare in anticipo. In attesa delle prescrizioni della Commissione comunale di Vigilanza e/o della Questura, non siamo ancora in grado di dirvi quale sarà la capienza massima tollerata. Inutile dire che ci atterremo scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità di Pubblica Sicurezza nella gestione degli accessi, in caso di raggiungimento della soglia di carico consentita.
  3. Chi paga le spese? Se la proiezione si farà come sembra, graverà unicamente e integralmente sulle nostre spalle.
  4. Come troveremo le migliaia di euro che servono per pagare i fornitori del materiale necessario alla proiezione, l’elettricità e le altre voci di spesa? Attenendoci a tre regole: partecipazione, tracciabilità e trasparenza. Tutte le spese e tutte le entrate verrranno rendicontate al centesimo e pubblicate su questo blog. Chi volesse contribuire alle spese vive potrà farlo indicando come causale “contributo Yuppi Du 2017”, che NON comporta adesione all’associazione. L’importo MASSIMO accettato è stabilito in 100 euro per evitare che qualcuno metta “il cappello” su questa iniziativa. Nessun importo minimo, tante gocce formano il mare e a noi piace pensare che ce la faremo, senza ricorrere a termini inglesi come “crowd funding”. I soci dell’associazione rispondono “in solido” con la medesima di tutti i debiti contratti con i fornitori, ne sono consapevoli e hanno accettato di correre il rischio, pur di offrire alla Città questo spettacolo.
  5. Verranno accettati contributi in contanti o paypal? Per il momento NON intendiamo attivare conti Paypal o simili, per tre motivi: I° sono gravati da commissioni di incasso che per i piccoli importi come quelli che ci attendiamo (5 euro in media) sono gravosi e rischiano di rappresentare un costo di gestione che non ci possiamo permettere; II° le commissioni si applicherebbero anche agli eventuali rimborsi di cui al punto 6; III° riteniamo che un bonifico bancario offra garanzie migliori in termini di trasparenza e tracciabilità. Contributi in contanti NON verranno accettati da nessuno e NESSUNO  di noi è autorizzato a chiederli, perché vogliamo assicurare la tracciabilità di TUTTE le operazioni in entrata e in uscita.
  6. Come essere sicuri che qualcuno non si arricchisca con questa operazione? Le nostre previsioni sono un “bilancio in rosso” che graverà unicamente sugli organizzatori. Per la gestione dell’evento abbiamo designato un tesoriere e un revisore; nel caso (improbabile) in cui i bonifici ricevuti raggiungano l’importo delle spese vive che stiamo quantificando. ne daremo comunicazione su questa pagina e non accetteremo più bonifici (quelli in eccesso verrano restituiti; stessa regola nel caso in cui la proiezione venga vietata dalle Autorità competenti ad accordare o negare i permessi). La lista dei contributi ricevuti e delle spese affrontate verrà pubblicata ex post con l’hashtag #CampoSanPolo a questo indirizzo: www.gruppo25aprile.org 

 

 

 

#CampoSanPolo 29 agosto, rassegna stampa

La Stampa 16 agosto:

http://www.lastampa.it/2017/08/16/italia/cronache/la-sfida-dei-veneziani-il-cinema-ritorna-a-campo-san-polo-con-yuppi-du-NNzrYVXwmfkxiP9nLrSbaO/pagina.html

Corriere 17 agosto, Gloria Bertasi:

17 agosto 17 Corriere

Nuova Venezia, Roberta De Rossi:

17 agosto 17 Nuova Venezia

Gazzettino, Michele Fullin:

17 agosto 17 Gazzettino

#CampoSanPolo 29 agosto, la risposta di Claudia Mori

Milano, 12 agosto 2017

Con la presente, a seguito della vostra richiesta così come illustrata nella mail dell’11 agosto scorso, il CLAN CELENTANO, nella sua qualità di proprietario di tutti i diritti relativi al film YUPPI DU, autorizza, a titolo gratuito, il “Gruppo 25 aprile” di Venezia ed il suo responsabile richiedente, il portavoce Dr. Marco Gasparinetti, ad una proiezione pubblica a Venezia-Campo San Polo del film sopra menzionato, esclusivamente in occasione della vostra iniziativa “flash mob di risveglio civile” del prossimo 29 agosto, con la garanzia che tale proiezione avverrà su grande schermo, secondo la modalità del “cinema all’aperto”, nel rispetto dei migliori standard tecnici e con ingresso gratuito per il pubblico.

               Per il CLAN CELENTANO

                  Il consigliere delegato

                         Claudia Mori

Le prime reazioni della stampa non si sono fatte attendere:

http://www.lastampa.it/2017/08/16/italia/cronache/la-sfida-dei-veneziani-il-cinema-ritorna-a-campo-san-polo-con-yuppi-du-NNzrYVXwmfkxiP9nLrSbaO/pagina.html

#CampoSanPolo #MiNoVadoVia #VeneziaMioFuturo

La pagina dell’evento:

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

 

#CampoSanPolo 29 agosto, il comunicato stampa

Comunicato stampa : il 29 agosto, cinema all’aperto in Campo San Polo

 Il cinema all’aperto di Campo San Polo, che tradizionalmente precedeva la Mostra del Cinema, soppresso durante la gestione commissariale del 2014-2015, potrebbe rivivere per una sera grazie alla tenacia dei cittadini, della Municipalità di Venezia-Murano-Burano e del « Clan Celentano ».

Il 19 luglio, con voto trasversale di tutte le forze politiche ivi rappresentate, il Consiglio di Municipalità all’unanimità approvava un ordine del giorno che auspicava e plaudiva qualsiasi forma di cinema all’aperto a favore dei cittadini veneziani.

In data 4 agosto, in sintonia con quanto approvato in Consiglio, il Presidente Andrea Martini ha protocollato una richiesta di occupazione suolo pubblico per poter organizzare una proiezione gratuita e aperta a tutti il 29 agosto, vigilia della Mostra del Cinema.

Il 12 agosto, in risposta alla lettera inviata a Celentano dal «Gruppo 25 aprile » – che aveva inserito il ripristino del cinema all’aperto fra le 20 proposte per la Città presentate all’Ateneo Veneto il 20 gennaio scorso nell’ambito della campagna di opinione “il mio futuro è Venezia” – il consigliere delegato del Clan Celentano, Claudia Mori ha comunicato che :

« Il CLAN CELENTANO, nella sua qualità di proprietario di tutti i diritti relativi al film YUPPI DU, autorizza, a titolo gratuito, il “Gruppo 25 aprile” di Venezia ad una proiezione pubblica a Venezia – Campo San Polo del film sopra menzionato in occasione della vostra iniziativa “flash mob di risveglio civile” del prossimo 29 agosto, con la garanzia che tale proiezione avverrà su grande schermo, secondo la modalità del “cinema all’aperto”, nel rispetto dei migliori standard tecnici e con ingresso gratuito per il pubblico ».

Oggi 16 agosto la Municipalità di Venezia ha depositato le planimetrie richieste dagli uffici comunali competenti in data 11 agosto e sta perfezionando l’iter che permetterà alla Commissione Comunale di Vigilanza di esprimersi su questa richiesta, che risponde ad un auspicio generale della cittadinanza e non ha « colore » politico, anche per non vanificare la generosa risposta del CLAN CELENTANO i cui studi stanno predisponendo una copia del film in alta definizione (HD) in segno di omaggio ai Veneziani e a titolo assolutamente gratuito.

Nel sottolineare come l’allestimento della proiezione – diversamente dalla rassegna in corso a Marghera e da altri spettacoli all’aperto recentemente organizzati in Piazza Ferretto a Mestre – non graverà sui conti del Comune o su quelli delle sue partecipate ma verrà sopportato dai richiedenti, ci permettiamo di formulare l’auspicio che l’Amministrazione Comunale non frapponga ostacoli irragionevoli e non imponga oneri eccessivi alla proiezione di un film che fra i protagonisti principali annovera il nostro Lino Toffolo.

Con  riserva di ricevere le necessarie autorizzazioni in tempo utile per l’allestimento, la proiezione verrà preceduta da una presentazione di Paolo Toffolo, figlio di Lino.

Venezia, 16 agosto 2017

Giovanni Andrea Martini, Presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano

Marco Gasparinetti e Dario Vianello, per il «Gruppo 25 aprile »

Qualche domanda a Giovanni Giusto: Prima parte

Lunedì 7 agosto in ora di punta, grazie ad Antennatre, la trasmissione “Ventiedieci” ha ospitato un inedito confronto televisivo fra questa piattaforma civica, rappresentata da Nicoletta Frosini, e la Giunta comunale in carica, rappresentata dal “consigliere delegato alla tutela delle tradizioni” Giovanni Giusto.

Nicoletta non ha tessere di partito, insegna in un noto Istituto superiore di Venezia ed è molto apprezzata per il suo ruolo attivo nella campagna di opinione “Il mio futuro è Venezia”. Giovanni Giusto è un consigliere comunale che molti di noi conoscono personalmente e su questa pagina non ha mai subito il minimo attacco politico e tanto meno personale. Le premesse per un confronto pacato o anche vivace ma costruttivo c’erano tutte e invece..

Premesso che siamo noi cittadini a pagare gli emolumenti dei politici “eletti” come Giovanni Giusto e avremmo quindi il sacrosanto diritto di chiedere conto del loro operato, a maggior ragione quando rivestono incarichi di potere, la trasmissione ha messo in luce un curioso ribaltamento dei ruoli: anziché rispondere alle argomentazioni pacate e mai offensive o “urlate” della nostra Nicoletta, il rappresentante del Potere costituito si è scagliato a testa bassa contro i “social” in generale (senza specificare quali) e questa piattaforma civica in particolare, interrompendo ripetutamente ogni domanda scomoda e cercando di zittire l’interlocutrice (meno abituata di lui a questo tipo di rissa) con qualche perla del tipo:

“Le palle e le frottole che raccontate”, “Ma si badi di dire certe dichiarazioni”, “Ma mi faccia il piacere”, “Siete parecchio indietro rispetto a quella che è la democrazia”, “sinistroidi”, “Non accetto il vostro gruppo” (e allora perché ha accettato il confronto televisivo con noi?).

Considerata la scarsa propensione all’ascolto dimostrata in quella sede, al consigliere delegato Giovanni Giusto pubblicamente rivolgiamo qualche domanda a cui potrà rispondere prendendosi il tempo che gli serve per pensarci, e con altrettanto risalto pubblicheremo la sua risposta:

  1. Quali sarebbero “le palle e le frottole” diffuse da una piattaforma civica che in tre anni e tre mesi di attività non ha mai ricevuto una smentita, una rettifica o una querela? 337 editoriali o articoli pubblicati, a volte duri nei confronti delle tre amministrazioni che si sono succedute in questo periodo, e mai una smentita; ci dica Giusto a cosa si riferiva e lo dica pure in pubblico, dato che non abbiamo nulla da nascondere. A fronte di quell’affermazione lesiva della nostra reputazione, aggravata dall’uso del mezzo televisivo, l’opinione pubblica (compresa quella che si riconosce nelle posizioni di Giusto) ha il diritto di sapere a cosa o a chi si riferiva.
  2. Nel corso della trasmissione il consigliere ha fatto questa interessante affermazione: “è facile manifestare con le valigie in mano.. soltanto per aver un po’ di attenzione pubblica imbrogliandola e magari all’interno degli stessi manifestanti c’è chi dopo affitta magari anche abusivamente.. gli appartamenti della nonna o della mamma perché magari lui abita addirittura fuori città”. Dal momento che nessuno dei nostri portavoce si ritrova nella condizione sopra descritta, a chi si riferiva esattamente il consigliere Giusto con queste insinuazioni, che peraltro ricalcano pedissequamente un’intervista del suo sindaco al Gazzettino, pochi giorni prima? Una insinuazione generica e vigliacca, potremmo aggiungere, dato che in quella sede non dava possibilità di replica agli interessati: la manifestazione delle valigie detta anche #Venexodus non è stata organizzata da noi ma da altri, e ha visto la partecipazione di numerosi consiglieri e assessori della maggioranza in carica. Era forse ai suoi colleghi di partito o di coalizione che si riferiva, il consigliere Giusto? Se volessimo ironizzare con una battuta potremmo aggiungere che in effetti sono pochi quelli che vivono a Venezia, fra gli assessori e consiglieri precettati dal sindaco in quell’occasione.
  3. Gli appunti che sfogliava nervosamente durante la trasmissione nel fare queste affermazioni, da chi sono stati scritti? Con la stima che avevamo e che tuttora abbiamo per lui, ci sorge il dubbio che non fosse tutta farina del suo sacco ma a questa domanda potrà anche non rispondere, se lo mette in imbarazzo. Alle prossime non avrà invece difficoltà a rispondere e chiarire meglio il suo pensiero, dato che parleremo di fatti e atti consiliari.
  4. Nel corso della trasmissione il consigliere Giusto ha rivendicato con orgoglio (rinfacciando ad altri di non averlo appoggiato): “la mia battaglia ancora nel 2010 la feci attraverso quella che era l’approvazione del PAT dove con un emendamento chiesi di bloccare i cambi di destinazione d’uso. Era semplicissimo, bastava votare SI. Eravamo da soli, io e il mio gruppo”. Prima domanda: come poteva essere il 2010, considerando che la discussione sul PAT si svolse nel 2012? Era un emendamento preventivo, scritto con la sfera di cristallo? Negli atti consiliari della legislatura 2010-2015 abbiamo invece trovato traccia di un emendamento dello stesso tenore, che riprendeva le osservazioni al PAT protocollate da un centinaio di cittadini fra cui il consigliere di Municipalità Marco Caberlotto, il fondatore di questa piattaforma civica Marco Gasparinetti e altre personalità come Ottavia Piccolo e Michela Scibilia nel 2012, ma quell’emendamento portava la firma del consigliere Jacopo Molina (PD) come facilmente riscontrabile anche soltanto con una ricerca su google che dà questo risultato: http://www.jacopomolina.it/?p=289 Agli atti consiliari in materia di cambi di destinazione d’uso risulta anche un OdG del 2014, numero 350, meritoriamente votato anche dal consigliere Giusto. Peccato che all’origine di quell’OdG (approvato con voto trasversale) non ci fosse lui e non vogliamo neanche dire chi, perché magari ci accuserebbe di fare propaganda a un partito di cui nessuno di noi ha la tessera. Altro che “eravamo da soli” o “dove eravate sepolti voi” come ha detto, ma allora a quale emendamento si riferiva Giovanni Giusto? Se si degnerà di farcene avere copia saremo felici di pubblicarlo così come pubblichiamo qui in calce l’OdG 350 del 2014, che ha spianato la strada al poco che si è fatto finora (la delibera del 2017).
  5. In questa sua meritoria battaglia contro i cambi di destinazione d’uso, che accomuna molti di noi e non da ieri, un dettaglio ci sfugge: quale è stata la posizione di Giovanni Giusto quando nel 2015, come prima delibera portata in Consiglio comunale dalla Giunta di cui fa parte, ci siamo ritrovati non uno ma tre cambi di destinazione d’uso a beneficio personale di una consigliera comunale di maggioranza, con il parere contrario della Municipalità e nonostante le critiche della stampa locale? Alcuni consiglieri comunali di maggioranza, come ad esempio Maurizio Crovato e Ottavio Serena, si rifiutarono di votare quella delibera “ad personam” nel 2015. Del consigliere Giovanni Giusto non ricordiamo la posizione in merito, potrebbe rinfrescarci lui la memoria? L’occasione per dimostrare la coerenza che rivendica davanti agli schermi televisivi l’ha avuta due volte: nel 2015 con quella prima delibera e quest’anno con la seconda: già, perché la consigliera in questione ha avuto bisogno di una seconda delibera del Consiglio comunale per completare l’opera, in calle delle Rasse. Nulla di illegittimo sia ben chiaro, la nostra domanda riguarda la coerenza poltica del consigliere Giusto che davanti agli schermi ha rinfacciato ad altri di non avere seguito lui in questa meritoria battaglia, chiedendo a noi dove “eravamo sepolti” (la risposta è facile: eravamo a protocollare in Comune le nostre osservazioni al PAT per bloccare i cambi di destinazione d’uso, pur non essendo politici di professione come lui). In Consiglio comunale noi dilettanti avremmo votato contro quella delibera del 2015, che era la negazione della nostra battaglia comune, se non altro per poter rivendicare “coerenza” nei fatti e non solo a parole.

Par condicio vuole che se pubblichiamo una foto della nostra Nicoletta ne pubblichiamo anche una sua. In attesa di una sua risposta, che verrà qui pubblicata con pari risalto alla voce “seconda parte”, lo salutiamo cordialmente.

Il Gruppo25Aprile, 9 agosto 2017

Giusto e Gigio

Il documento citato al punto 4: OdG n° 350 del 2014 approvato in Consiglio Comunale da uno schieramento trasversale che comprendeva anche Giovanni Giusto. Perché non darne conto, visto che si parlava di cambi di destinazione d’uso? E perché approvare un anno dopo (nel 2015) tre cambi di destinazione d’uso in antitesi a questo OdG (e alle battaglie che Giusto ha sostenuto di aver condotto “in solitudine”) quando a chiederli era il marito di una consigliera comunale della maggioranza di cui Giovanni Giusto fa attualmente parte, per tre appartamenti di proprietà della medesima da trasformare in albergo? Misteri della Politica..

PAT 1

 

PAT 2

 

Bricola o cavalletto pubblicitario?

La foto del giorno è di Emiliano Roveri, che ringraziamo per averla segnalata all’interno del gruppo. No, non è un capitello votivo di quelli che spontaneamente sono sorti nel tempo ad opera di pescatori o dei familiari delle vittime di una tragedia, per ricordare la persona scomparsa.

Si tratta di una bricola utilizzata (abusivamente?) come supporto pubblicitario?

Emiliano Roveri

Se questa pubblicità è autorizzata si tratterebbe di un fatto inedito, e alle autorità competenti su questo specchio d’acqua ci limitiamo a porre il quesito: si tratta di un abuso da sanzionare o di una nuova forma di finanziamento della manutenzione ordinaria, che ai giornali era stranamente sfuggita?

Nel caso in cui sia stata autorizzata, con quali criteri possiamo aspettarci che vengano “decorate” le nostre care bricole in futuro? Alle prossime elezioni, dobbiamo aspettarci bricole e dame addobbate dai partiti in lizza? “Votate Cetto Laqualunque” al posto dei capitelli votivi?

Grati per una risposta,

il Gruppo25Aprile

 

Mi No Vado Via: rassegna stampa

Rassegna stampa “in costruzione” perché di questa manifestazione si parlerà ancora a lungo e ci sono tre interviste dei nostri portavoce in arrivo, su testate nazionali e internazionali. Quella che segue è solo una selezione provvisoria.

L’articolo di Lorenzo Padovan per La Stampa:

http://www.lastampa.it/2017/07/02/italia/cronache/in-migliaia-in-strada-a-venezia-contro-gli-eccessi-del-turismo-R2ZhiRcn0dvh2AzS0UD5NK/pagina.html

L’articolo di Marisa Fumagalli sul Corrierone, pagina nazionale:

http://www.corriere.it/cronache/17_luglio_02/venezia-protesta-residenti-contro-troppi-turisti-d46a902a-5f63-11e7-8241-893ad62f90c4.shtml

Corsera1

L’editoriale di Claudia Fornasier, redattore capo del Corriere a Venezia:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/4-luglio-2017/gli-squilli-dell-altra-venezia-2401757546181.shtml

Le “locandine” o “civette” del giorno dopo:

Risonanza garantita in tutto il “vecchio” continente, grazie a Euronews:

http://www.euronews.com/2017/07/03/venetians-hold-protest-against-tourist-influx

25 mila condivisioni in tutto il mondo per questo articolo di The Guardian, a firma Angela Giuffrida, che include anche un breve video:

https://www.theguardian.com/world/2017/jul/23/venice-tempers-boil-over-tourist-high-season?CMP=twt_gu

Un dato significativo (anche se non si tratta di una testata giornalistica) è il “picco” storico delle 100 mila persone raggiunte dalla copertura quasi in diretta dell’evento sulla nostra pagina pubblica, a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/veneziamiofuturo/

Interessante anche l’attenzione che per la prima volta abbiamo ricevuto sulla stampa ispanofona grazie a “EFE”, l’equivalente spagnolo dell’ANSA:

http://www.efedocanalisis.com/noticia/venecia-ciclica-lucha-cruceros/

La copertura “‘in diretta” di Roberta De Rossi, per la Nuova Venezia:

http://video.gelocal.it/nuovavenezia/locale/venezia-mi-no-che-no-me-ne-vado-i-veneziani-contro-la-citta-albergo/76665/77076?ref=hfnvveev1-2

Nuova Venezia, 3 luglio 2017: “Più ostinati del sole, più uniti di sempre” – l’incipit dell’articolo di Manuela Pivato. Azzeccatissimo!

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/07/03/news/oltre-duemila-in-corteo-riprendiamoci-la-citta-1.15572468?ref=search

NV 3 luglio Pivato

Due pagine intere sul Gazzettino:

Gazzettino1.png

Gazzettino2.png

L’articolo del Corriere veneto:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/3-luglio-2017/venezia-mi-no-vado-via-migliaia-contro-l-invasione-turisti-2401753691007.shtml

“The local”, con foto e video:

https://www.thelocal.it/20170703/venice-residents-protest-against-tourist-influx-mass-tourism-mi-no-vado-via

“L’UNESCO ha fallito”, il titolo della stampa neerlandofona:

http://www.hln.be/hln/nl/1901/reisnieuws/article/detail/3198106/2017/07/02/Venetianen-zijn-massatoerisme-spuugzat-Er-is-geen-plaats-meer-voor-ons-Unesco-heeft-gefaald.dhtml

Il Giornale dell’Arte:

http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2017/7/127950.html

Rassegna blogs (sicuramente parziale, e ci scusiamo per le omissioni ma se vorrete segnalarcele rimedieremo):

http://veneziablog.blogspot.be/2017/07/venetians-take-to-streets-to-declare.html

https://www.cittanuova.it/venezia-residenti-scendono-calle/

http://www.lettera43.it/it/articoli/cronaca/2017/07/03/i-profughi-turistici-di-venezia-dimenticati-da-tutti/211904/

..e per concludere, la rassegna stampa della “vigilia”:

1 luglio NV.jpg1 luglio Elisa.jpg

1 Luglio Pradolin

http://www.lastampa.it/2017/07/02/societa/viaggi/italia/venezia-residenti-in-piazza-contro-i-turisti-per-noi-in-citt-non-rimasto-pi-spazio-3RXiYlRBENZfwOpgB3K5oL/pagina.html

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/07/02/news/oggi-minomenevado-l-orgoglio-in-corteo-1.15568658?ref=search

Un GRAZIE di cuore a chi c’era, a chi avrebbe voluto esserci ma non poteva e a chi vorrà esserci la prossima volta. #Veneziamiofuturo per noi non è uno slogan ma un progetto di vita e una dichiarazione di intenti. #MiNoVadoVia ne è la declinazione per chi già vive qui e non ha nessuna intenzione di arrendersi. Qui siamo e qui resteremo, anche per dare una mano a chi vorrebbe poter ritornare e non ritrovarsi con una città fantasma popolata soltanto da turisti ed escursionisti. Alla prossima!

 

 

 

In difesa di Sant’Elena

Dall’ing. Giorgio Griffon, residente a Sant’Elena, riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo al dibattito. Se l’assessore competente vorrà rispondere nel merito delle obiezioni, avrà pari spazio. Da parte nostra ci limitiamo ad aggiungere che la realizzazione di nuovi approdi per “lancioni gran turismo” a Sant’Elena richiede la revisione degli Accordi sottoscritti con l’Autorità Portuale di cui alla Delibera di Consiglio n.70/2015.

Sant'Elena Griffon

“Perché non ha senso dislocare a S. Elena gli approdi dei motoscafi turistici”

Introduzione

Il quartiere di S. Elena è stato costruito all’inizio del ‘900, negli anni tra le due guerre, su un interramento (la “Sacca di S. Elena”) realizzato nel corso dell’800 fra l’estremità della Venezia storica, che terminava dove ora sono i Giardini, e l’isola di S. Elena, che anticamente era un’isola della laguna, completamente separata.

Per questo motivo a S. Elena, tranne la chiesa gotica con il suo chiostro, non c’è nulla di interessante da vedere per un turista. Il parco antistante le case è stato realizzato così per espressa volontà dell’amministrazione di allora, al fine di non interferire sulla visione di Venezia dall’acqua con le “nuove costruzioni”. La pineta, estesa per una lunghezza di circa 400 m e larga circa 80 m, è il più grande parco del centro storico di Venezia e risulta esposto al vento di scirocco che viene dal mare, superando il Lido, e lo rende un luogo particolarmente fresco d’estate. Al contrario, le case proteggono il parco dalla bora e dai venti del nord, rendendolo piacevole da frequentare anche durante le giornate invernali.

La relativa lontananza dal centro di Venezia (S. Marco – Rialto) nonché dai punti di collegamento con l’entroterra (Piazzale Roma e stazione), insieme all’assenza di monumenti, hanno mantenuto S. Elena al di fuori dei movimenti speculativi che infieriscono sul resto della città, comportando prezzi delle case sensibilmente inferiori, ma anche una densità di alberghi e strutture ricettive in genere decisamente modesta.

Il pontile del vaporetto è servito da diverse linee, che permettono ai residenti di muoversi piuttosto facilmente raggiungendo senza troppa difficoltà le altre zone cittadine. Del resto, San Marco è raggiungibile con una lunga quanto magnifica passeggiata lungo le rive di Venezia, piacevole da fare se se ne ha il tempo e la stagione non è troppo calda.

Ora, in questa situazione che potrebbe sembrare idilliaca si inserisce il progetto del Comune di Venezia che prevede, tra altre iniziative, lo sfruttamento della riva di S. Elena per l’insediamento di pontili per motoscafi turistici: in particolare, a quanto è dato capire, motonavi provenienti da località della costa adriatica (Caorle, Jesolo, Bibione, Eraclea).

Le forme di impatto del turismo

Lo svantaggio per gli stessi turisti e l’impatto sulla logistica

I turisti fatti sbarcare a S. Elena si troveranno a una distanza di 2 km abbondanti dalla meta del loro viaggio, cioè S. Marco e il centro città, strada da percorrere su una riva interrotta da nove ponti ed esposta al sole, quindi impraticabile proprio nella stagione turistica e inadatta a chiunque non sia abituato a camminare, tanto più che arrivati a San Marco non si trova certo un luogo riposante.

È abbastanza ovvio pensare che una frazione molto importante di quei turisti tenterà di prendere un vaporetto dal pontile di S. Elena, che è sì servito da numerose linee, ma non certo attrezzato per un carico di migliaia di persone in una/due ore, com’è quello prodotto dalle motonavi: il risultato saranno gruppi di turisti in forte disagio costretti a pagare un biglietto esoso per trovarsi a competere con i residenti nel tentativo di salire su un mezzo che faccia percorrere loro gli ultimi due chilometri del loro viaggio. Sul vaporetto di linea 1, dalle 10 al primo pomeriggio sarà impensabile salire alle fermate di S. Elena, Giardini e Arsenale, in quanto i mezzi saranno costantemente intasati. Analogamente avverrà al ritorno, quando i turisti al rientro dovranno raggiungere nuovamente S. Elena per potersi imbarcare.

L’inquinamento chimico

Si desumono dal sito di una compagnia di navigazione della costa adriatica vicina a Venezia i dati relativi ad una motonave turistica: lunghezza 28 m (poco più di un vaporetto di linea 1, che ne misura 24) e due motori da 1350 HP ciascuno.

Per fare un confronto, un grosso camion può avere un motore da 500-600 HP, cioè una motonave turistica equivale a circa 4 o 5 grossi camion. La potenza massima viene utilizzata durante il viaggio in mare, ma anche durante l’approdo, quando sono necessarie accelerazioni e decelerazioni per fare manovra nelle acque ristrette circostanti i pontili (chi avesse dei dubbi vada a farsi una passeggiata sulla riva degli Schiavoni intorno alle 11 di mattina, osservi le navi in manovra e… annusi l’aria).

Naturalmente si tratta di motori Diesel, cioè particolarmente inquinanti; lo scarico delle motonavi è normalmente collocato a poppa, al livello dell’acqua o, in rari casi, in un camino che non raggiunge altezze tali da disperdere rapidamente in atmosfera i fumi. Pertanto, tutti i fumi così prodotti verranno raccolti dal vento di scirocco che soffia dal mare e condotti verso le case di S. Elena, con un risultato meno idilliaco rispetto alle premesse di questo scritto.

L’inquinamento idrodinamico

Ovviamente le motonavi, muovendosi, producono onde; la produzione è particolarmente impattante in quanto si tratta di scafi “plananti” dotati di ampi specchi di poppa che a bassa velocità sono completamente immersi e muovono grandi quantità di acqua; c’è poi l’aspetto troppo spesso trascurato delle correnti prodotte dalle eliche, responsabili di notevoli danni alle rive, poco conosciuti perché poco visibili (ma ben messi in luce in uno studio di Insula di alcuni anni fa, quando il Comune era in grado di svolgere la manutenzione dei rii). Questo comporta che lo specchio d’acqua antistante S. Elena diverrà “off limits” per piccole barche anche in semplice transito (e meglio non pensare nemmeno a quelle a remi), mentre le rive subiranno un’ulteriore aggressione, subdola quanto trascurata.

L’inquinamento acustico

I mezzi turistici producono rumori durante la navigazione, anche a bassa velocità, a causa della forma dei condotti di scarico che entrano in risonanza dato il basso numero di giri dei motori marini, fenomeno rispetto al quale non esiste alcuna forma di controllo.

Oltre a questo, le motonavi sono obbligate a emettere segnali acustici durante le manovre (un fischio: a dritta, due fischi: a sinistra, tre fischi: indietro). Le piante del parco, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non producono nessun abbattimento delle emissioni acustiche, che invaderanno il parco stesso e arriveranno direttamente alle case.

L’impatto ambientale sul parco

I turisti sbarcati, analogamente a quanto avviene ora sulla riva degli Schiavoni, si raccoglieranno in gruppi prima di muoversi verso il centro cittadino; similmente, prima dell’imbarco, arriveranno a S. Elena con un certo anticipo; durante queste pause è logico pensare che cercheranno riparo dal sole, magari un posto dove sedersi, eventualmente comperare qualcosa da bere e da mangiare e di conseguenza avranno bisogno di: spazio più o meno attrezzato, bar/ristoranti, cestini dei rifiuti, servizi igienici.

Attualmente a S. Elena non c’è niente di tutto questo.

Il parco non può essere considerato un luogo dove far sostare quotidianamente migliaia di persone perché il suolo erboso sarebbe immediatamente distrutto e ridotto a terra nuda. Se sussistono dubbi in proposito si vada a fare un altro giro sulla riva degli Schiavoni e si osservi lo stato dei “masegni” di trachite ivi presenti, ben più resistenti del prato di S. Elena.

I locali pubblici attualmente presenti sono due e relativamente distanti dalla riva; è facile immaginare che potrebbero svilupparsi o essere affiancati da altre iniziative imprenditoriali, sacrosante in sé, ma sistematicamente basate sull’insediamento di plateatici nell’unico spazio disponibile, cioè il parco.

Al centro della pineta, nella parte ovest, si trova la piccola costruzione dei bagni pubblici, provvista anche di una fontana, anch’essa adatta a sostenere la pressione degli attuali utilizzatori del parco e non certo allo sfruttamento massivo da parte di migliaia di persone al giorno senza controllo. Inutile precisare che lo stesso andirivieni da e per la fontana sarà sufficiente a distruggere il manto erboso.

I cestini della spazzatura sono pochi, come in genere in tutta Venezia, e non si vede come potrebbero contenere i residui prodotti dalla massa dei turisti.

L’ipotesi che il Comune, insieme al nuovo insediamento, sia in grado di dotare il parco di cestini, bagni nonché personale che vigili sul comportamento corretto e disincentivi la distruzione del parco prodotta dalla semplice presenza di alcune migliaia di persone è del tutto fuori luogo, visto che queste attenzioni non ci sono nemmeno per la piazza San Marco e le zone più monumentali della città, dove ci si può sedere a bivaccare su qualunque scalino e anche i turisti rispettosi (che, non dimentichiamolo, esistono e soffrono molti disagi) faticano a buttare via una coppetta di gelato.

Quindi è ovvio aspettarsi un parco ridotto a un immondezzaio, con terra polverosa e alberi dietro i quali migliaia di persone andranno a orinare, fino a quando gli imprenditori non ne chiederanno il taglio per realizzare dei bei plateatici sufficientemente grandi per ospitare le masse paganti.

Naturalmente non è nemmeno il caso di parlare di flora e fauna del parco, nonostante a S. Elena siano presenti specie straordinarie che però non hanno nessun interesse monetario: forse a qualcuno può interessare sapere che nell’intera regione del Veneto l’assiolo, un piccolo gufo, in anni ormai passati è stato messo in crisi dai pesticidi, e solo il centro storico di Venezia ha continuato ad ospitarne coppie che poi hanno ripopolato anche l’entroterra. Attualmente, nelle sere estive, a S. Elena è normale sentire il richiamo dell’assiolo e il verso stridulo della civetta, che si nutrono di grossi insetti notturni a loro volta a loro agio nel parco, nonché di piccoli animali (topi, rospi) che di giorno non si vedono. Di prima mattina, invece, capita di sentire il richiamo del picchio rosso che batte sui tronchi. Questi ed altri animali costituiscono un ecosistema destinato a scomparire.

Invece, per topi, scarafaggi, mosche e zanzare sarà un vero bengodi, fra i rifiuti dei turisti, i residui di bar e ristoranti, l’assenza di predatori naturali sterminati dall’uomo.

L’impatto paesaggistico

La riva di S. Elena, a differenza dalle altre rive di Castello fino al molo di San Marco, e da quelle delle Zattere, ha un bassofondo sporgente per una buona decina di metri (le briccole infisse a quella distanza segnalano infatti la distanza dal canale di navigazione); questo comporta che qualsiasi approdo deve prima sporgere fino al canale, poi sporgere ulteriormente per raggiungere il pontile a cui possano attraccare i mezzi. Si ricorda che, a differenza dai pontili dell’azienda di trasporti, quelli per mezzi turistici prevedono l’approdo della nave perpendicolare alla riva, per sfruttare meglio lo spazio; questo comporta che a S. Elena i pontili sporgerebbero da 30 a 40 m rispetto alla riva attuale, quindi sarebbero molto più visibili di quelli attualmente posti sulla riva degli Schiavoni.

Questa circostanza avrà un’ulteriore ricaduta negativa sulla libertà di manovra dei vaporetti di linea, che saranno ostacolati da motonavi e motoscafi in manovra (se se ne vuole un piccolo esempio si vada al pontile delle Zattere, a fianco del quale c’è il pontile dell’Alilaguna, con motoscafi rigorosamente perpendicolari alla riva e si verifichi l’intralcio quando i mezzi si muovono contemporaneamente).

L’impatto economico

Come nel resto di Venezia, la presenza di turisti, per quanto involontaria ed anzi coatta, produrrà immediatamente possibilità di guadagno legate al soddisfacimento di bisogni minimi ed immediati: bar, trattorie, venditori di ricordini, merce varia e naturalmente abusivi di ogni risma, la cui presenza attualmente non si è in grado di arginare in zone ben più vicine al centro. È ovvio che questo indotto distorto, inservibile ai residenti, porterà ad un aumento del valore degli immobili ad esso collegati, cioè piani terreni da destinare, appunto, a locali o a magazzini. Contemporaneamente l’uso degli immobili per residenza sarà disincentivato dato il peggioramento della qualità della vita, mentre molti saranno indotti almeno a tentare un utilizzo commerciale, ovviamente basato sul turismo in quanto obiettivamente unica possibilità di guadagno.

Una semplice conclusione

Lo scenario fin qui delineato non è apocalittico, ma costituisce la evidente conseguenza logica di una scelta che metterà a disagio i turisti ed in croce i residenti di una delle poche zone tranquille e vivibili rimaste nel centro di Venezia; non si tratta di una diluizione dell’impatto sul resto della città, perché questo quartiere sarà completamente devastato, con un peggioramento nella qualità della vita (ambiente, inquinamento, difficoltà di spostamento, prezzi elevati, ecc.) tale da comportarne il sacrificio totale; quindi nessuna forma di diluizione, che dovrebbe invece essere costituita da una condivisione degli svantaggi controllata e governata.

Pertanto, se il fine di una distribuzione degli svantaggi derivanti dal turismo di massa è escluso, rimane come unico scopo quello di far guadagnare soldi a poche categorie che godranno un privilegio esclusivamente economico, con gravissimo svantaggio per i veneziani come per gli stessi turisti, che dovrebbero associarsi alla protesta in quanto considerati ancora una volta esclusivamente per i soldi che possono portare, facendo attenzione a dare loro in cambio il minimo indispensabile.

Giorgio Griffon

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