Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

A proposito del 25 aprile

Comunicato stampa:

Il Gruppo25aAprile denuncia e rifiuta qualunque minaccia di violenza fisica, a chiunque sia rivolta: Presidenti di Municipalità, Sindaco, altre figure istituzionali o semplici cittadini. La gravità della minaccia per noi non si misura dall’importanza del destinatario.

Noi che del 25 aprile portiamo il nome, siamo gli unici a non averlo “usato” per cercare visibilità in questa ricorrenza che è la nostra bandiera, proprio perché è bandiera comune anche ad altri, ognuno con la sua sensibilità, e nessuno ha il diritto di rivendicarne il monopolio.

Con il 25 aprile – che per noi è una scelta di campo valida tutto l’anno e non soltanto in quella data – noi festeggiamo le nostre radici E i valori della Liberazione nata dalla resistenza con cui l’Italia è uscita da una dittatura che per definizione era basata sull’oppressione delle ragioni altrui.

In tre anni di attività crediamo di esserci conquistati sul campo la credibilità e l’autorevolezza per richiamare tutti al rispetto delle ragioni altrui, senza trascendere in minacce virtuali o schiaffoni reali. Da dovunque provengano le minacce fisiche e a chiunque siano indirizzate, in questo gruppo non troveranno mai simpatia né comprensione o “copertura”, di nessun tipo.

Venezia, 28 aprile 2017

Bocolo25aprile

 

Gruppo 25 Aprile. Marco Gasparinetti: “A Venezia sta crescendo una nuova classe dirigente”.

Il gruppo che è già stato croce e delizia di tre amministrazioni comunali festeggia domani il suo terzo compleanno senza avere mai accordato un’intervista scritta. Il giornalista che l’ha proposta meritava un’eccezione: non ha padroni o padrini, gestisce il suo blog da uomo libero, esigente con se stesso e con gli altri, scrive articoli a volte “scomodi”, mai scontati o banali. Quella che ha pubblicato sul suo blog è la sintesi di una conversazione telefonica, la condividiamo anche qui per chi si chiede “che strano animale sia” la piattaforma civica a cui abbiamo dato il nome “25 aprile”, e il perché di quella scelta. Buona lettura e Buon 25 Aprile!

Dimensione Mendez

“A Venezia stiamo dimostrando che esiste una classe dirigente in grado di prendere in mano le redini della città. In tre anni abbiamo costruito un serbatoio straordinario di competenze, di cittadini che hanno voglia di impegnarsi e che rappresentano un ventaglio sociale molto ampio: professionisti, studenti, artigiani, disoccupati. Abbiamo 1.400 aderenti ed altre 600 richieste di persone in attesa di entrare a far parte di una realtà sempre più strutturata, organizzata in 10 gruppi tematici e capace di organizzare, solo negli ultimi 11 mesi, 11 eventi pubblici tra manifestazioni ed incontri. Di fatto, questo lavoro ci ha consentito di avere già un programma completo per la città. Io non so cosa accadrà nei prossimi tre anni. Ma di una cosa sono convinto: il Gruppo 25 Aprile è una grande palestra e in qualche modo saremo imprescindibili. Visto il cammino già percorso, sarebbe naturale se nel prossimo Consiglio comunale entrassero anche…

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Omaggio a “Fiore di cactus” Francesca.

Cara Francesca,

noi ti ricorderemo così: bella e fiera, generosa e solare. Questo gruppo di persone lo hai visto nascere e lo hai aiutato a crescere, senza mai apparire, con la discrezione dovuta alle tue responsabilità professionali che ci hanno finora impedito di ringraziarti pubblicamente, quando “dietro le quinte” ci hai aiutato a muovere i primi passi e a scrivere i primi comunicati stampa.

La nostra prima grande vittoria porta la tua firma invisibile, quando insieme abbiamo fermato lo scavo di un canale che avrebbe devastato la Laguna di Venezia, e insieme abbiamo scritto i comunicati che hanno fatto conoscere la vicenda al mondo intero.

La tua ultima battaglia contro un nemico invisibile e vigliacco ci ha privati della tua presenza, dei tuoi sorrisi e dei tuoi consigli. Avresti meritato di vincerla, quella battaglia, come Emma Bonino con cui avevi molte caratteristiche in comune. Non è stato così e il destino in questo è stato crudele.

Vogliamo ricordarti con l’unica foto in cui ti eri lasciata ritrarre, ai banchetti per la raccolta firme contro lo scavo di quel canale (il Contorta) meno di tre anni fa. Sembra ieri, e a tutti noi sembravi nel pieno delle tue forze e della tua proverbiale energia.

FPP

Non lo abbiamo mai detto finora, perché non potevamo, ma è ancora grazie a te (nome in codice: “Fiore di cactus”) se i giornali italiani hanno saputo in tempo reale della “beffa alla Fenice”, mentre il nostro manipolo di volontari veniva identificato e interrogato dalla Digos. Identificati ma non denunciati, perché non avevano commesso reati, ma senza di te che quella sera gestivi la “piattaforma di lancio” del gruppo, quelle immagini e quei testi non avrebbero fatto il giro del mondo in tempo reale:

https://gruppo25aprile.org/category/fenice-un-gruppo-allopera/

Con questo omaggio postumo vorremmo dirti che non ti dimenticheremo, Francesca, e come potremmo? Soltanto chi ti ha conosciuto nelle nostre riunioni interne può capire la tristezza infinita che ci attanaglia, oggi.

A chi non ti ha conosciuto vorremmo dire che se continueremo a batterci per i nostri ideali, sarà anche per onorare la memoria di una persona straordinaria di nome Francesca, che straordinaria lo è stata anche nella sua battaglia contro la malattia, fino all’ultimo respiro.

Un destino crudele ci ha privati della tua presenza, ma nulla potrà cancellare la tua memoria.

Il “gruppo25aprile”

Venezia, 24/4/2017

Turisti tremate le Skorpion son tornate

I diarii di Marin Starnudo, capitolo Decimo Settimo.

Le croniche del 9 aprile 17 offrono spunti talmente gustosi che Marin Starnudo non ha saputo resistere e ve ne propone una sintesi basata, come sempre, su fatti e notizie reali.

La stampa locale oggi in edicola narra della creazione di una “polizia turistica”, utile paravento per coprire il “nulla assoluto” prodotto da questa amministrazione comunale nei primi 20 mesi e così occultare l’ennesimo rinvio delle misure concrete che erano state annunciate all’UNESCO per gennaio e poi per i primi di aprile – ma adesso si dice che arriveranno “entro il 30 aprile”:

9 aprile 17

..il tutto condito dal bando per l’assunzione di 70 vigili urbani con requisiti fisici tali da far impallidire le teste di cuoio o altre Forze Speciali (per rincorrere i turisti in bermuda?) abbinati all’inedito obbligo di girare armati di pistole calibro 9, modello Skorpion Evo S1, in arrivo dalla Repubblica ceca. Una Beretta non bastava? No, quando tutto si gioca sulla comunicazione e l’immagine (spese di comunicazione e cerimoniale del Sindaco: triplicate, rispetto all’anno precedente) e una “Skorpion” incute timore già dal nome, oltre che per le sue caratteristiche tecniche:

https://www.all4shooters.com/it/Tiro/pistole/CZ-Scorpion-Evo-S1-Pistola/

http://www.armeriamancini.com/armi-da-fuoco-c-156/pistole-e-revolver-c-156_157/pistola-cz-scorpion-evo3s1-cal-9-x-21-p-1612.html

Turisti tremate, le Skorpion son tornate, anche se in versione evoluta (“evo” come evolution, ma non è un barchino della Brube): queste pistole-mitragliette ci riportano ai tempi della guerrra fredda (i cecoslovacchi ne erano molto orgogliosi, negli anni 50) e agli anni di piombo (facevano purtroppo parte dell’arsenale delle Brigate rosse) ma per evitare che qualcuno possa farsi male sparandosi inavvertitamente su un piede, tempestivamente è arrivata la precisazione del Comandante in capo della Polizia Municipale:

9 aprile 17 - Copie

Marin Starnudo è in grado di anticipare le prossime dichiarazioni del Comandante Supremo, quando si accorgerà che a causa di un refuso (datato primo aprile) i requisiti draconiani del bando si applicano retroattivamente anche a Lui:

9 aprile 17

Post Scriptum a richiesta del Comandante in persona:

9 aprile

 

Il nostro primo aprile, visto da Daniela Ghio

Foto e articolo: Daniela Ghio (il Gazzettino)

Daniela Ghio

2 aprile Gazzettino

1/4/2017 Galleria fotografica

L’attore Alessandro Bressanello e il Presidente della Municipalità di Venezia Giovanni Andrea Martini

brexy
Il direttore dell’IVESER Marco Borghi e il fotografo Luigi “Gigi” Ferrigno:

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Inaugurato il Brugnopoli! Nella pancia del pesce palla si pescano le carte “imprevisti”:

Elena

Rete Veneta intervista la nostra Aline Cendon:

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Il vicepresidente del Consiglio comunale Giovanni Pelizzato e il consigliere comunale Davide Scano:

Scano

Daniele Giordano, segretario generale CGIL, Funzione Pubblica:

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Reporters senza frontiere alla scoperta del “pesce palla d’aprile”

Daniela e Manuela

Foto: Philippe Apatie

29 marzo 17 NV

30 marzo 17 Gazzettino

 

 

 

Un pesce d’aprile chiamato sindaco

Un centinaio di cittadini di ogni età hanno oggi partecipato all’atelier creativo dal titolo “un pesce d’aprile chiamato sindaco”.

Sui numerosi pannelli a disposizione del pubblico ciascuno ha potuto esprimere il suo pensiero sul tema del “pesce palla”, metafora del sindaco in carica.

Roberta chiarotto.jpg

(foto: Roberta Chiarotto)

L’attore Alessandro Bressanello ha dato lettura di un appello indirizzato all’onorevole Brunetta che è stato successivamente firmato dai presenti (foto: Philippe Apatie):

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Ai passanti sono state distribuite le carte del gioco “BRUGNOPOLI” (liberamente ispirato al sedicente sindaco Brugnaro), in risposta alla politica di alienazioni che dopo aver portato alla vendita della casa del custode dei Giardini Papadopoli nel 2016, quest’anno prevede niente di meno che la vendita di Palazzo Poerio Papadopoli, sede della Polizia Municipale.
Brugnopoli scatola

Brugnopoli2

Venezia merita un Sindaco a tempo pieno! Manifestazione cittadina sabato ai Giardini Papadopoli

30 marzo, Consiglio comunale riunito in seduta straordinaria. Sindaco: NON PERVENUTO, è ancora in vacanza in Brasile. Il Consiglio comunale non si riuniva dal 23 febbraio e aveva accumulato 83 punti all’ordine del giorno. Il modo arrogante con cui sono state trattate alcune mozioni ha portato le opposizioni ad abbandonare l’aula.

30 marzo: via email (dal Brasile?) i dipendenti comunali ricevono una “lettera del Sindaco a tutti i dipendenti”, piena di livore e di attacchi ai sindacalisti che “veicolano messaggi falsi e tendenziosi”. Non sappiamo a quali messaggi si riferisca ma abbiamo preso nota di questa frase: “Noi consideriamo come nostri interlocutori finali gli stessi Cittadini, a cui per troppo tempo si è tolta la facoltà concreta di decidere e agire”.

I Cittadini che siamo lo avevano invitato all’Ateneo veneto il 20 gennaio per parlare di proposte costruttive raccolte in 6 mesi di incontri pubblici, e lo avevano invitato con un mese di anticipo, ma non si è fatto vedere. Per il 2 marzo era stato lui a convocare un tavolo con le associazioni, ma se n’è andato a sciare – dando però disposizioni affinché alla stampa venisse negato l’accesso non solo a quell’incontro inconcludente con alcuni assessori definito come “riunione privata” (“privata” a Ca’ farsetti? Con associazioni che rappresentano i cittadini?) ma addirittura al Palazzo in quanto tale – come ci è stato riferito da fonti diverse e concordanti.

Era a sciare anche il 3 marzo quando a Venezia si è parlato della risoluzione UNESCO che minaccia di inserire Venezia e la sua Laguna nella lista dei siti in pericolo: c’era la cabina di regia che a Roma di occupa della vicenda, con Franco Bernabé (presidente della commissione nazionale competente) c’era la sottosegretaria Buitoni, c’era il numero 2 dell’UNESCO Bandarin e c’eravamo anche noi, ma il Sindaco era in vacanza:

https://gruppo25aprile.org/2017/03/04/a-ciascuno-le-sue-priorita/

Rientrato a Venezia si è dedicato alla promozione della sua immagine, ma di delibere o misure concrete non abbiamo visto traccia:

https://gruppo25aprile.org/2017/03/28/marzo-17-croniche-di-un-podesta-e-del-suo-fondo-di-solidarieta/

In quell’occasione avevamo scritto: “19 marzo, partenza per il Brasile, dove il novello Eroe dei Due Mondi coltiva cospicui interessi economici. Rientrerà in tempo per il Consiglio comunale del 30 marzo ???” Non lo ha fatto e la Città comincia a essere stanca di questo Sindaco assente. Assente ma sempre pronto a distribuire pagelle a tutti: dipendenti comunali, consiglieri di opposizione (distinti fra “buoni”  e “cattivi” quando veramente fanno oppposizione) e adesso anche ai giornalisti, sempre dal Brasile dove via twitter pubblica pagelle come questa:

DOMANI PRIMO APRILE dalle 12 alle 14 manifesteremo pacificamente ai Giardini Papadopoli, per chiederne le DIMISSIONI, e ne spiegheremo le ragioni.

La manifestazione è stata regolarmente comunicata alla Questura, vi aspettiamo numerosi e senza bandiere. Dato che è il primo aprile e qualche licenza poetica è permessa, sul posto troverete pennarelli e materiale idoneo a manifestare liberamente il vostro pensiero, sul tema:

“Un pesce d’aprile chiamato Sindaco”.

copertina

Venezia merita un sindaco a tempo pieno, Mestre merita un sindaco a tempo pieno.

Considerata la complessità e la diversità delle situazioni rispettive, probabilmente ne servirebbero due e invece ci ritroviamo con un Sindaco part-time, spesso distratto dai suoi molteplici interessi privati, che ha oltretutto ritirato tutte le deleghe alle Municipalità che erano l’unica forma di decentramento amministrativo in cui le istanze locali potevano trovare spazio e ascolto.

VENEZIA MERITA DI MEGLIO

MESTRE MERITA DI MEGLIO

Appuntamento sabato a mezzogiorno, ai Giardini Papadopoli:

https://www.facebook.com/events/1526928940664266/

NB il punto di ritrovo è: la statua di Paleoacapa!

Brugnarologia, capitolo primo

Premessa: per “brugnarologia” si intende la Scienza volta a decriptare i messaggi in codice che il sindaco provvisorio di Venezia Luigi Brugnaro affida a Twitter per comunicare con il resto del Mondo dal Brasile, ove si trova per la seconda settimana consecutiva.

Capitolo primo: “TANTA ROBA”.

Testuali parole brugnariane: “Serenissima, unita è tanta roba!”

Esegesi, prima ipotesi:

Da Uomo di Cultura qual è (tanto da avere trattenuto per sè la delega alla Cultura) il Sindaco di Venezia voleva ammonire il Presidente della regione Veneto sui Valori che contano, ispirandosi non già alla versione riduttiva del celebre libro di Gian Antonio Stella (“Schei”) ma alla novella del Verga che della tanta “roba” da accumulare aveva dato un’accezione più ampia e pregnante:

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Esegesi, seconda ipotesi:

Considerato che il sindaco di Venezia non vive a Venezia ma a Mogliano veneto, e che nel suo tweet ha voluto taggare Luca Zaia (come mai?) il “tanta roba” era un messaggio in codice con cui intendeva dargli appuntamento all’osteria omonima, che è per l’appunto situata nel territorio comunale di Mogliano come da foto sottostante:

“Luca speta che rivo e te spiego mi, se vedemo al Tanta Roba”.

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Post scriptum: del nome prescelto per il luogo dell’incontro ci sfugge la natura pleonastica: “ENO-osteria”, come se i veneti in osteria ci andassero per bere acqua.. “osteria” non bastava? Errore! Anche in questo la Scienza esatta della brugnarologia corre in soccorso agli stolti e agli scettici, perché se è “Tanta Roba” significa che là si beve tanto ma proprio tanto, e questo giustifica l’uso del rafforzativo “eno” utilizzato come prefisso davanti al suffisso “osteria”.

Prosit e appuntamento alla prossiam puntata.

Marzo 17: croniche di un Podestà e del suo fondo di solidarietà

Narrano le croniche del XXI° secolo di un Podestà talmente ricco da “rinunciare allo stipendio” per devolverlo ad un “fondo di solidarietà” (risparmio per il contribuente: zero ducati, dato che quei soldi venivano comunque prelevati dalle casse comunali) e narrano anche che il fondo fosse talmente profondo da non poterne scorgere alcuna attività in favore dei più demuniti o dei diseredati, dei mendicanti o dei “senza più tetto” che (al ritmo di 6 sfratti esecutivi al giorno) venivano  messi sulla strada dalla forza pubblica nel ridente Comune da lui amministrato.

Narrano i giornali quotidiani dell’epoca che il medesimo Podestà si prodigava in sforzi sovrumani per il bene comune, tanto da lavorare “18 ore al giorno” (le fonti agiografiche oscillano fra le 16 e le 18 ore diurne, a seconda delle dichiarazioni rese di volta in volta dall’interessato) senza altra ricompensa che non fosse la gratitudine dei sudditi, unita alla possibilità di piazzare tutta la sua corte ai vertici dell’amministrazione comunale e delle società partecipate, a spese del contribuente, per un importo complessivo di gran lunga superiore allo stipendio cui aveva graziosamente rinunciato – e non parleremo qui del fatto che la sua corte si trovava così a prendere decisioni cruciali per le molteplici attività economiche del Podestà che era anche Mercante.

Le croniche del mese di marzo narrano anche di un Consiglio comunale che non si riuniva più dal 23 febbraio, a causa dei troppi impegni del Podestà partito in vacanza in Brasile, con il risultato che alla seduta convocata per il dì 30 marzo alle ore tre pomeridiane (ore 15, in volgo anglosassone) risultavano la bellezza di 83 punti all’ordine del giorno, senza contare una selva di interrogazioni rimaste ahinoi senza risposta nonostante fossero da tempo scaduti i termini:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=cal_e_464+Venezia%2C+27+marzo+2017

Per ricostruire i molteplici impegni del Podestà in quel mese di marzo, gli esegeti contemporanei possono fortunatamente ricorrere a moderne diavolerie chiamate “twitter” e “facebook”, di cui il Podestà e la sua corte erano particolarmente ghiotti. Quella che segue è una ricostruzione assolutamente parziale, il cui unico scopo è dar conto della soverchiante mole di lavoro affrontata da  colui che simultaneamente reggeva le sorti del Comune di Venezia e della Città Metropolitana di Venezia.

Dal 2 al 5 marzo: reduce dalle fatiche del carnevale appena concluso, il Podestà dimostra al Popolo e ai rosiconi che nulla può fiaccare la sua resistenza fisica, affrontando un periglioso viaggio nella località sciistica denominata Kreuzbergpass:

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6-7 marzo: trasferta a Bruxelles per pronunciare un memorabile discorso di ben tre minuti al summit di “Eurocities”.

8 marzo: nessun segno tangibile della sua Divina presenza, ma nessuno di noi dubita della sua presenza in Città.

9 marzo: conferenza di presentazione del futuro sviluppo alberghiero dell’idroscalo delle Vignole, alla Borsa di Milano.

10 marzo, realizzazione di video promozionale con Red Ronnie.

11 e 12 marzo (sabato e domenica): ritiro spirituale nel villone di Mogliano (TV).

Dal 13 al 17 marzo: Colui che in quei giorni ci ha finalmente onorati della sua presenza lascerà ai posteri alcune pietre miliari quali: presenza al Premio Mestre di Pittura (13/3), conferenza stampa (14/3) e videointervista allo Schitto (15/3). Delibere di Giunta, progetti di delibera o altri segni tangibili di attività di governo: non pervenuti a questa redazione, ne chiediamo venia. In cambio abbiamo preso nota del suo pubblico impegno di creare un “blind trust”, che suona come primissima ammissione del rischio di confusione fra interessi pubblici e privati, finora negato ma ampiamente documentato dagli aneddoti pubblicati nelle “croniche” precedenti.

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18 marzo: in trasferta a Mira per lanciare la campagna elettorale di una candidata Sindaca “amica”.

19 marzo: partenza per il Brasile, dove il novello Eroe dei Due Mondi coltiva cospicui interessi economici. Rientrerà in tempo per il Consiglio comunale del 30 marzo ??? Un Consiglio comunale che non si riunisce dal 23 febbraio..

Marin Starnudo non giudica, racconta e basta. Ai suo lettori lascia il giudizio sulla opportunità di percepire uno stipendio per un mese così trascorso: e difatti non verrà percepito dall’interessato, ma allora dov’è la liberalità? Nel fatto di poter dire “lavoro gratis, quindi faccio quel che mi pare?” Per le casse comunali, quello stipendio ci costa comunque come se il beneficiario lo percepisse, a meno che quella del fondo di solidarietà non sia una simpatica bufala. Se quel fondo esiste, chi lo gestisce e con quali criteri? Rispondere alla domanda permetterebbe di dissipare il dubbio.

Riassumendo: se l’importo corrispondente a tale stipendio (decurtato dalle imposte, che a quanto pare sono comunque dovute?) viene versato ad un fondo di solidarietà (e non solo “accantonato” da qualche parte, nelle pieghe del bilancio) a Marin Starnudo parrebbe cosa buona e giusta, e altrettanto giusto sarebbe conoscerne l’ammontare complessivo attuale e la destinazione finale (dato che comunque si tratta di soldi usciti dalle casse comunali).”Blind trust” anche per quello, e in tal caso chi lo amministra?

Siamo certi che, al suo ritorno dal Brasile, il Podestà vorrà pubblicamente soddisfare questa piccola curiosità, se non altro per corroborare le affermazioni rese in passato e la fama di Mecenate illuminato, prodigo e disinteressato che si è accuratamente cucito addosso: tanto accuratamente che nessuno ne dubita, ad eccezione di pochi scettici che sarà facile tacitare rendendo pubbliche le informazioni qui richieste.

Marin Starnudo, 28 marzo 17

Marin Starnudo è il nome d’arte collettivo di uno dei nostri gruppi tematici: quello sulla trasparenza amministrativa, che cerchiamo di affrontare in modo ironico, per non risultare eccessivamente noiosi. Il fatto che il Sindaco abbia deciso di privarsi del suo delegato alla trasparenza e all’anticorruzione, per ragioni non del tutto chiare,  rende purtroppo necessaria una qualche forma di supplenza provvisoria in funzione di antidoto agli abusi eventuali, di cui faremmo volentieri a meno perché altre sono le priorità a cui vorremmo poterci dedicare.

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