Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

AAAAA Comune di Venezia cerca interpreti e traduttori

Con l’approvazione del bilancio 2017 da parte del Consiglio comunale, le spese di “cerimoniale” e quelle di comunicazione del Sindaco sono state triplicate.

Oggi 21 dicembre 2016 si apre quindi una nuova era della comunicazione “istituzionale”, in cui i Diari di Marin Starnudo (che a volte fanno da “controcanto” alla narrazione trionfalistica ufficiale) dovranno far fronte ad un’alluvione di propaganda assortita da gadgets vari (alla voce “cerimoniale”) e imparziale come potevano esserlo la Pravda e l’Istituto Luce negli anni trenta: “il Duce è la vera Luce”, ma per Brugnaro stanno ancora cercando la rima giusta dopo aver scartato “somaro”, “magliaro” e “bovaro” in quanto palesemente inadatte allo scopo.

Al contempo si aprono tuttavia nuove prospettive professionali per i giovani in cerca di occupazione. Abbiamo chiesto a Marin Starnudo di spiegarci perché e abbiamo fatto una scoperta interessante:

il Comune di Venezia si accinge ad assumere un’armata di interpreti e traduttori, e in questa pagina troverete qualche “trucco” utile per vincere il concorso, indetto al nobile scopo di rendere il Verbo del Sindaco comprensibile anche alla stampa italiana ed estera.

Le frasi da tradurre nella prova scritta spaziano da “Vegno a torte a casa” (le pasticcerie non c’entrano, attenti al tranello!) a “Te speto fora” passando da un delizioso “Va fora, cori, va via” pronunciato all’indirizzo di un consigliere comunale di opposizione, in data odierna.

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo XIII°

Ci fu un tempo in cui l’inclita Civitas Venetiarum per i suoi atti ufficiali si esprimeva in un latino perfetto, via via sostituito da una lingua neolatina consacrata da Dante e dal Petrarca. La popolazione a sua volta sviluppò una sua lingua molto vicina al latino a cui restò fedele ma con caratteristiche sue proprie e assolutamente originali: il veneziano.

Solo gli ignari e gli ignavi possono tuttavia pensare che a Venezia, nell’anno di grazia o di disgrazia 2016, la lingua ufficiale sia una di quelle sopra indicate: l’idioma dominante è l’inglese parlato dai turisti che ormai sovrastano la popolazione residente, ma non è di questi che stiamo parlando, e nemmeno della varianti dialettali di Cannaregio bassa e Cannaregio alta, Castello est e Castello ovest ove il “mi è piaciuto” può diventare “me ga piasso”, me ga piasto” o “me ga piasesto” a seconda delle origini giudecchine, muranesi o buranelle dell’interlocutore.

No, le croniche di Marin Starnudo si riferiscono alla lingua parlata nei Palazzi del Potere, là dove si decidono le sorti della città, e qual’è l’idioma utilizzato oggiogiorno nei Palazzi del Potere veneziani? Sicuramente non è l’italiano, e nemmeno il latino.

A beneficio dei giovani e delle giovani che vorranno cimentarsi con il concorso pubblico per l’assunzione di traduttori e interpreti, Marin Starnudo in anteprima assoluta vi offre il “manuale del traduttore”che – edito dalla libreria Toletta del vicepresidente del Consiglio comunale – costituirà il testo di riferimento per il Giurì di concorso, nominato dal Sindaco fra le persone di provata fede fucsia.

Dante

Il manuale del traduttore, ad uso del Consiglio comunale e del Consiglio metropolitano delle Città di Venezia, Zelarino e Chirignago

A sinistra, il testo originale da tradurre. A destra, la versione che andrà comunicata ai giornalisti. NB il sindaco dà sempre del tu a tutti, ma nella traduzione per la stampa si suggerisce il Lei che conferisce al Primo Cittadino una maggior parvenza di serietà.

“Va fora, cori, va via. Dentro quel cerveo c’è il nulla”. Traduzione: “la parola al capogruppo delle opposizioni, che illustrerà i suoi emendamenti nell’atrio di Ca’ Farsetti perché in aula non c’è posto, per le opposizioni”.

“Speta che te spiego”. Traduzione: l’emendamento è respinto, in quanto presentato dall’opposizione è sbagliato per definizione, e il discorso vale anche per le mozioni collegate. (Perché? E adesso no sta  farme perder tempo, ti xe come i putei sempre a chiedar “perché, perché”).

“Te speto fora” o “Vieni che ne parliamo fuori”(rivolto a uno studente che nel corso di un’assemblea pubblica aveva fatto una domanda sgradita). Traduzione: “La democrazia è partecipazione, il futuro è dei giovani come Lei e il Sindaco è orgoglioso di poter continuare codesta conversazione in un contesto più informale”.

“Vegno a torte a casa” (in piazza Ferretto, rivolto a chi gli ricordava le promesse elettorali tradite): “La democrazia è partecipazione. Mi rendo conto che le 9.000 firme raccolte per il ripristino di due Comuni distinti sono tante, è dunque mia intenzione venire casa per casa a ringraziare i firmatari e confermare gli impegni da me assunti e sottoscritti in campagna elettorale, che comprendevano quel referendum. A proposito, per gli omaggi alla Sua Signora preferisce fiori o torte”?

“Fora i schei”(rivolto a Elton John): “nel contesto attuale di bilancio che mi ha costretto a scelte dolorose come l’aumento delle mie spese di cerimoniale e il contestuale aumento della TARI pagata dai residenti, sarebbe cosa buona e giusta se un Grande Artista come Lei si facesse carico del problema organizzando ad esempio un concerto gratuito alla Misericordia per i dipendenti della Umana Spa e delle società collegate“.

Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora”. Traduzione: questo è un tavolo di consultazione democratico, il sindaco è stato democraticamente eletto e chiunque faccia domande scomode al sindaco non è un vero democratico, quindi è pregato di togliere il disturbo.

“Paiasso” (rivolto ad un celebre giornalista RAI, colpevole di non averlo intervistato): “ma lo sa che Lei ha uno spiccato e ammirevole senso dell’umorismo? Sono le persone come Lei che io ammiro ed invidio, essendone io totalmente sprovvisto”..

 NB tutte le frasi in grassetto sono state realmente pronunciate dal sindaco di Venezia in carica, nell’esercizio delle sue funzioni. Quanto a Marin Starnudo, se proprio ci tenete lo trovate anche su twitter:

Aumenti TARI: appello al Consiglio comunale

Per la seconda volta in due anni, il Consiglio comunale si appresta ad approvare un aumento della tassa sui rifiuti (la TARI) che grava principalmente sugli abitanti anche se la mole abnorme di rifiuti prodotti e trattati a Venezia dipende principalmente dai flussi turistici fuori controllo piuttosto che dalla produzione domestica dei (sempre meno numerosi) residenti rimasti.

Dopo gli aumenti retroattivi (!!!) del 4% in media decisi nel 2015, l’aumento ulteriore che oggi verrà discusso è pari al 5% quando il tasso di inflazione italiano è fermo allo 0,1%. La somma di questi due aumenti è di 30 volte superiore al tasso di inflazione che è stato dello 0,3% circa nel biennio corrispondente. Al Sindaco che in un celebre duetto via twitter con un grande cantante aveva intimato “fora i schei” vorremmo dedicare la locandina fotografata oggi in edicola (foto Marco Pala), che a questo punto assume un doppio senso:

foraischeiQuesto ulteriore aumento, se approvato dal Consiglio comunale convocato in data odierna, aggraverà la situazione già documentata dall’ente di bacino ambientale di Venezia, secondo cui Venezia e Chioggia sopportano i costi più elevati della tariffa media per residente, intorno ai 119 euro procapite, contro i 70 euro dei Comuni del Litorale e una media generale (Venezia compresa) di 92 euro nei comuni del bacino ambientale (corrispondente con l’ex Provincia di Venezia con l’aggiunta di Mogliano).

Oltre a gravare sui conti delle famiglie e degli operatori economici, un aumento della TARI si riflette anche sul mercato degli affitti che a Venezia tende inesorabilmente a privilegiare le più lucrative locazioni turistiche rispetto ai contratti di locazione di lungo periodo, in una città che continua a perdere abitanti ogni anno.

Contro questa iniquità prendiamo posizione come contribuenti e come piattaforma civica:

  1. Al Consiglio comunale chiediamo di votare contro questo ulteriore aumento della TARI;
  2. Alla partecipata comunale VERITAS che riscuote la TARI e anche le bollette dell’acqua (servizio idrico integrato) pubblicamente chiediamo di incrociare i dati per stanare le case dichiarate come “vuote” dai proprietari e in realtà affittate ai turisti. Il beneficio che ne risulterebbe per le casse comunali sarebbe duplice se si considera anche l’imposta di soggiorno evasa. 
  3. Agli organi di stampa chiediamo di continuare l’opera di informazione sul volume abnorme di rifiuti trattati a Venezia, rispetto alla media nazionale, e di promuovere quella che in gergo viene definita come “internalizzazione dei costi del turismo” e nel Trattato UE trova consacrazione giuridica nel principio “chi inquina paga” (“Polluter pays principle”): a Venezia paga sempre Pantalone (il contribuente), ma le tasche di Pantalone non sono senza fondo e in troppi hanno già lasciato la città per il suo costo della vita abnorme rispetto a quello dei Comuni confinanti.

Quinto incontro nei sestieri: Dorsoduro 16 dicembre!

Dopo Santa Croce, Castello, Cannaregio e San Polo, il 16 dicembre sarà la volta di Dorsoduro, prima del gran finale a San Marco. Un sassolino alla volta, come nei pavimenti “alla veneziana”, il mosaico prenderà forma e tutto sarà presto più chiaro a tutti. La lista provvisoria delle proposte già raccolte e discusse nei primi tre incontri è consultabile a questo indirizzo:

https://www.facebook.com/notes/veneziamiofuturo-venicemyfuture/le-proposte-dei-sestieri-bozza-provvisoria-di-met%C3%A0-percorso/1469378286425673

Appuntamento venerdi alle ore 18, a Dorsoduro 1760 (Università di Venezia) per un dibattito con:

Corrado Claut, presidente di Viviamo Venezia

Andrea Martini, Presidente della Municipalità di Venezia

Marco Gasparinetti, portavoce di #Veneziamiofuturo

Paolo Sambo, presidente dell’Associazione “Amici di Casa Famiglia”

Francesca Corso per l’associazione “Panchina calda” che offre assistenza ai senzatetto

Dario Vianello, che ci parlerà di sicurezza della navigazione in Laguna

Nicola Monselesan, del Comitato residenti campo santa Margherita

Marco Furio Forieri, per il Gruppo anziani La Gondola

Sara Pedrini, del circolo ARCI Luigi Nono (Giudecca)

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L’Aula Barbarigo fa parte dell’Università di Venezia (Ca’ Foscari) e viene generalmente utilizzata come aula universitaria. Il civico è Dorsoduro 1760. Come trovarlo, dato che è decisamente fuori dai sentieri battuti? Per chi arriva in vapore, la fermata più vicina è quella di San Basilio. Per chi ama camminare, sono 5 minuti da campo Santa Margherita e 10 minuti (a piedi) da Piazzale Roma; come punto di riferimento per arrivarci potete utilizzare Fondamenta Barbarigo.

16dicembre-map

Le ragioni di questa serie di incontri nei sestieri sono state riassunte nel nostro “editoriale” del 30 agosto:

https://gruppo25aprile.org/2016/08/30/venezia-ad-un-bivio-leditoriale-di-marco-zatterin/

Sei incontri in sei mesi, sestiere per sestiere, per non sprecare la finestra di opportunità che si è creata con la risoluzione UNESCO del 14 luglio: all’Italia è stato dato tempo fino a febbraio, per rispondere ai singoli punti della risoluzione. Questa scadenza può essere vista come una minaccia (quella di finire nella lista dei siti UNESCO in pericolo) o come un’opportunità; noi abbiamo scelto la seconda opzione. Con la campagna di opinione denominata #Veneziamiofuturo stiamo incontrando i sestieri, uno per uno, in un’operazione inedita e mai tentata prima: incontri pubblici e aperti a tutti, sestiere per sestiere, per elaborare una serie di richieste e proposte che diano finalmente risposte ai troppi problemi irrisolti.

Chiunque voglia darci una mano con proposte e suggerimenti è il benvenuto, perché se è vero che il Gruppo25Aprile sopporta di fatto il “peso” organizzativo del ciclo di incontri, chi ha già partecipato sa che a questi incontri pubblici non andiamo per “dare lezioni” o imporre un punto di vista ma per ascoltare e capire quello di chi ogni giorno vive e/o lavora a Venezia.

Ai Giardini Papadopoli come a Castello e a Cannaregio abbiamo dato spazio alle realtà associative più radicate sul territorio, anche quando erano lontane dalla nostra, altrettanto faremo a Dorsoduro, perché “Veneziamiofuturo” è nata per unire e non per dividere. L’incontro di Dorsoduro è organizzato in collaborazione con “Viviamo Venezia”. Il ciclo di incontri si concluderà a gennaio, nel sestiere di San Marco.

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Appuntamento venerdi 16 a Dorsoduro, sarà anche l’occasione per un brindisi natalizio e dato che ci siamo, per i regali di Natale cerchiamo tutti di privilegiare gli acquisti a chilometro zero, anziché arricchire uno dei tanti centri commerciali che in “terraferma” sono spuntati come funghi. Il forcolaio Piero Dri, ad esempio, quest’anno ha creato una linea di orecchini in legno ispirati al suo lavoro di “remer”, che potrebbe essere un’idea originale per i vostri regali. Lo trovate in ramo dell’oca a Cannaregio 4231.

Come lui ce ne sono ancora tanti, a Venezia; diamo una mano ai nostri artigiani: daremo una mano a noi stessi che non vogliamo vedere la città ridotta a una brutta copia di se stessa.

pierodri

Ringraziamenti:

Alessandro Toso Fei per il logo di “Veneziamiofuturo”;

Francesca Codrino per la grafica delle locandine;

Mattia Ferrari, per le felpe e le magliette “il mio futuro è Venezia”.

 

 

Quarto incontro nei sestieri: San Polo 27 novembre!

Ogni promessa è debito, e il ciclo di incontri pubblici nei sestieri prosegue con il quarto appuntamento

Domenica 27 novembre alle 16.30 a San Polo 2003.

Come trovarci? Arrivando da Rialto, fate rotta su Campo San Polo; arrivati in campo girate a sinistra all’altezza del campiello del Librer! Facile, vero?

27novembre2016

Fra le tematiche che abbiamo deciso di affrontare ce ne sono 5 in particolare, fermo restando che gli interventi del pubblico possono spaziare su qualsiasi argomento.

  1. il mondo del volontariato: ne parleremo con Gabriella Zingale e Maria Oliva;
  2. le realtà economiche dell’area realtina, con testimonianze dalla Pescaria di Rialto e dalla ruga degli Oresi;
  3. l’inquinamento da traffico acqueo, con un video inedito di Max Vianello e Loredana Spadon;
  4. fare cultura a San Polo: Enrico Vianello ci parlerà dell’esperienza di Metricubi;
  5. “pianini” e plateatici: ne parleremo con Claudo Sensini.

Ad allietare il dibattito con un intermezzo musicale, con noi ci saranno anche le “StorieStorte”, a ricordarci che Venezia NON muore e non si arrende:

A tutti vorremmo infine ricordare che le proposte e le richieste raccolte in questo ciclo di incontri verranno aggiornate sulla pagina facebook di #Veneziamiofuturo:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/?ref=bookmarks

Rapina in ruga degli oresi – appello ai testimoni

Venezia, 27 ottobre 2016

Il gruppo25aprile esprime solidarietà a Marina Costantini,

dolore e sdegno per la violenza commessa nei suoi confronti,

rispetto e gratitudine per chi ancora si ostina a mantenere in vita la tradizione che ha dato il nome alla “ruga degli oresi”.

Alle forze dell’ordine chiediamo di assicurare alla giustizia i colpevoli di questo atto ignobile,

ai testimoni eventuali chiediamo di prendere immediatamente contatto con le forze dell’ordine: l’omertà non ha diritto di cittadinanza, in questa Città.

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2016/10/27/news/rapina-in-oreficeria-a-rialto-picchiata-la-direttrice-1.14318143?ref=hfnvveel-1

 

no-mafia

 

 

 

2016, l’anno della svolta?

Con #Veneziamiofuturo partecipiamo alla Mostra fotografica “1966-2016, Ricordi e Speranze”, organizzata dalla Municipalità di Venezia con la collaborazione nostra e di Confartigianato.

Lo facciamo perché dopo 50 anni consecutivi di calo demografico, ci sembra il momento simbolico giusto (e forse anche l’ultimo) per lanciare le basi di un’inversione di tendenza. La campagna di opinione “Venezia mio futuro” è nata con questo obiettivo, e dal nostro rifiuto di arrenderci a chi dice che il nostro futuro è “di là dal ponte”.

La mostra fotografica, curata dai bravissimi Manfredo Manfroi e Maria Angela Riva, verrà inaugurata sabato 29 ottobre alle 11:

invito-webPer il nostro contributo documentale abbiamo fatto una scelta simbolica: fra le foto del 1966 ci sono quelle di Vittorino Boaga che all’epoca aveva 17 anni, mentre fra quelle del 2016 (che sono centinaia) abbiamo privilegiato quelle di Althea Pauletto che ha compiuto 18 anni quest’anno: due generazioni che a mezzo secolo di distanza manifestano il loro attaccamento a questa città unica al mondo, per dire che Venezia ha ancora un futuro.

La passione e la pazienza di Maria Angela Riva, la bravura e l’esperienza di Manfredo Manfroi, presidente del circolo fotografico la Gondola, hanno fatto il resto in una selezione che per forza di cose sarà parziale ma si distingue per il carattere inedito dell’accostamento fra i “ricordi” del 66 e le “speranze” del 2016. In virtù di questa scelta, l’esposizione non entra in “concorrenza” con altre mostre fotografiche che, potendo attingere agli archivi storici istituzionali e potendo contare su un’impressionante platea di sponsor, hanno ovviamente ben altre ambizioni. A loro lasciamo il compito della commemorazione ufficiale, a noi spetta quello della testimonianza dal basso: quella dei semplici cittadini.

2-luglio-infograficaNella sezione dedicata al 2016 troverete alcune foto della campagna di opinione “Veneziamiofuturo“, iniziata con la mobilitazione lampo che il 2 luglio ha addobbato finestre e balconi, case e scuole, statue e ponti in tutti i sestieri e continua con gli incontri sestiere per sestiere di cui vi diamo conto su questa pagina, oltre che sulla pagina facebook “dedicata”:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

Quella mobilitazione lampo, basata unicamente sul passaparola e senza pubblicità di alcun tipo (giornali o social networks) per preservarne la spontaneità e l’effetto “sorpresa”, non sarebbe mai stata possibile senza il lavoro e la passione civica di decine e decine di persone (più di cento), che sarebbe difficile ringraziare individualmente. Considerato che la mostra fotografica potrà darne conto soltanto in minima parte, nei prossimi giorni  pubblicheremo una galleria fotografica del “backstage” (i preparativi) sperando di raggiungere in questo modo anche chi non sarà fisicamente presente all’inaugurazione, che è anche occasione per ringraziare chi ci ha dato una mano in quelle tre settimane (tanto sono durati i preparativi).

Per chi non sarà presente all’inaugurazione, la mostra resterà aperta fino al 9 novembre in sala San Leonardo, grazie alla Municipalità di Venezia Murano Burano il cui Presidente Andrea Martini sarà presente all’inaugurazione, insieme ai curatori e al portavoce  di #Veneziamiofuturo. Al 2016 sono dedicati 5 dei 25 pannelli, altre foto le troverete qui – nelle didiscalie useremo soltanto i nomi di battesimo, dato che non tutti gli interessati desiderano apparire con nome e cognome, e quello che abbiamo fatto non l’abbiamo fatto per “apparire” ma per agire, in difesa della nostra Città.

24giugno-fcOK, questo non è il portavoce che ha perso i capelli a causa della vernice ma Francesco, una delle colonne portanti del gruppo25aprile fin dalla sua creazione. Niente cognomi, chi lo conosce lo riconoscerà comunque.

24giugno-mcQuesto adorabile pesciolino è opera di Marina in arte “Manin”, che ha personalizzato molti dei nostri nizioi con un tocco di classe in più, e tanta pazienza!

24giugno-atelierCome sono “nati” i nizioi che sventolavano da finestre e balconi il 2 luglio? Fatti a mano e su misura, uno per uno: farli stampare altrove sarebbe stato troppo facile.. fatti a mano e made in Venice, con una base logistica principale che è questa della foto. Turni di lavoro massacranti (considerato il caldo che faceva) e come potremmo non ringraziare le persone la cui presenza in cui giorni era più assidua? Un grazie particolare a Magda, Anna, Veronica, Flavia, Lorena, Aline, Gildo e Signora.. a rischio di dimenticare in questo momento qualcuno, ma rimedieremo nei prossimi giorni (chi pubblica queste prime foto già si aspetta delle solenni e meritatissime tirate di orecchie): la galleria è “work in progress”, verrà aggiornata nelle prossime ore e prima dell’inaugurazione della mostra fotografica.

21-striscione-fermi-finito-althea-samuele-tommaso-martino-manca-il-writer-giacomo1Studenti e residenti uniti come non succedeva da anni: a lavorare in quei giorni non erano solo gli “adulti” per addobbare finestre e balconi, ma anche gli studenti degli istituti superiori di Venezia. In questa foto (credits: Nicoletta Frosini) gli studenti del Fermi!

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Quando le braccia  e le gambe non bastavano più, alla pennellata finale hanno pensato i nostri gatti, come quello della foto. Mai sottovalutare i gatti veneziani, che per secoli hanno tenuto alla larga dalle nostre case altre (e meno simpatiche) creature a quattro zampe!

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..e chi non ha più casa a Venezia ma voleva partecipare ai preparativi come ha fatto? In questa foto (credits: Alberto Alberti) un esempio illuminante: quando i “writers” migliori sono al servizio di una buona causa, guardate cosa ne esce:

25-junio-i.. uno striscione da 12 metri, che il 2 luglio sventolava in Canal Grande:

althea-8Qualche immagine inedita dai nostri laboratori di produzione:

20giugno3I nostri arnesi da scasso.. pardon i nostri arnesi da lavoro. Per decorare i “nizioi”, c’è chi ha utilizzato pennello e colori, chi si è destreggiato con bombolette spray e per i meno esperti ci è venuta in soccorso la tecnica dello “spugnato”, che non riveleremo mai nemmeno sotto tortura.

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26-giugno-2016iiL’età dei partecipanti? Dai 16 ai 90 anni. Gli ultranovantenni sono stati dispensati dalla chiamata alle armi, anche se a Venezia rappresentano la bellezza di 1.067 persone (su meno di 55.000 residenti).. segno che in Laguna si campa a lungo, voi esodati cosa aspettate a tornare? A Venezia la vita sedentaria non è un’opzione, fra ponti e palazzi senza ascensore ci teniamo sempre in forma!

corteamaltea22junioSegni premonitori di quello che sarebbe successo il 2 luglio? Nessuno, bocche cucite ed è stato uno dei piccoli miracoli di una squadra numerosa quanto coesa al suo interno. Mantenere un segreto a Venezia è difficile? Verissimo, ma ci siamo riusciti, e l’unico indizio visibile nelle settimane precedenti era questa scritta in gesso, opera di Alex, in Corte Amaltea.

2-julio-svizzera..e i veneziani che non erano a Venezia in quei giorni, come hanno fatto? Presenti anche loro, come in questa foto scattata in Svizzera, a 2.284 metri sul livello del mare, oppure questa, scattata da Paola:

paola-jurisOltre alle case e alle scuole, quel giorno abbiamo “vestito” anche i ponti:

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..e il tutto è stato ripreso da una squadra di registi e fotografi, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo, grazie al canale youtune inaugurato per l’occasione.

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Miracolo dei miracoli, anche le statue hanno parlato: dopo secoli di silenzio, il gobbo di Rialto ha ripreso lo scambio epistolare con il Pasquino di Roma,e nei vernacoli rispettivi hanno dato voce alla “vox populi” come usavano fare (molto) tempo addietro.

2luglio-gobborialto“Veneziamiofuturo” o “Venezia è il nostro futuro” ( ma anche “residenti resistenti”) l’abbiamo declinato in tutte le forme e dimensioni: dagli 80 centimetri dei “nizioi” più piccoli ai 12 metri di quello più grande, perché ognuno era fatto su misura per le nostre finestre o i nostri balconi. Lo abbiamo declinato in varie lingue, tante quante sono le anime che hanno fatto la grandezza di Venezia: una città cosmopolita ma con salde radici, perché mettere radici in Laguna non è stata una scelta facile né scontata, per chi ci ha preceduto: a volte erano popolazioni in fuga come gli ebrei cacciati dalla Spagna per volere di un re potente quanto ottuso e bigotto.

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Nostro compito è fare in modo che quelle radici profonde e feconde continuino a dare buoni frutti: dei nostri alberi ci prenderemo cura; è la nostra promessa a Venezia, e siamo solo all’inizio.

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Conferenza stampa 25 ottobre 2016

COMUNICATO STAMPA

Presentazione della mostra fotografica 

“1,94 acqua alta. 1966 – 2016 Ricordi e speranze”

Martedì 25 ottobre, alle ore 12, alla Scoletta dei Calegheri (San Polo 2857 Venezia, Campo San Tomà), si terrà la conferenza stampa di presentazione della mostra fotografica “1,94 acqua alta. 1966 – 2016 Ricordi e speranze”, organizzata dalla Municipalità di Venezia Murano Burano con la collaborazione di Confartigianato Venezia e #Veneziamiofuturo e curata da Manfredo Manfroi e Maria Angela Riva.

Interverranno il presidente della Municipalità Venezia Murano Burano, Giovanni Andrea Martini e la delegata alle tradizioni popolari, Stefania Bertelli; Manfredo Manfroi, co-curatore della mostra; il segretario di Confartigianato Venezia, Gianni De Checchi; Aline Cendon in rappresentanza di #Veneziamiofuturo.

La mostra, attraverso una serie di foto scattate da veneziani durante l’alta marea  del 4 novembre 1966, molte delle quali esposte per la prima volta, e alcuni video inediti, intende commemorare il cinquantennale del drammatico evento offrendo ai visitatori un panorama di evocativi ricordi ma anche, attraverso diversi scatti recenti, uno spaccato delle speranze per il futuro di Venezia e dei suoi abitanti.

Venezia, 24 ottobre 2016

Ufficio Stampa della mostra e contatti:

Enzo Bon

enzo.bon@gmail.com

mob. 3481540806

San Tomà

Venice reshaped? Un articolo di Paola Minoia

Grazie a Paola Minoia (Università di Helsinki), anticipiamo qui un estratto dell’articolo che verrà pubblicato in inglese da un importante editore internazionale  con il titolo “Venice reshaped? Tourist Gentrification and Sense of Place”. Per motivi di rispetto del copyright, ne pubblichiamo soltanto l’estratto che ci riguarda più direttamente, consigliandone a tutti la lettura integrale quando verrà pubblicato (ed. Springer International, Tourism in the City 2017).

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“Possiamo pensare a Venezia come alla nostra casa? Risiedervi ha un prezzo troppo alto da sostenere per le classi medie e meno abbienti, ed è questa la ragione fondamentale della progressiva suburbanizzazione di Venezia, che ha spostato sempre più persone e attività al di fuori della città storica.

I nuovi abitanti, fondamentalmente più benestanti e cosmopoliti che hanno eletto Venezia a seconda (o terza, quarta) residenza, sono chiaramente diversi dai turisti mordi e fuggi, e reclamano anch’essi relazioni più profonde con Venezia e i Veneziani (anche se molti tra questi sono diventati pendolari). Tuttavia, nella maggior parte dei casi queste nuove presenze in città non sostengono economie urbane alternative a quelle turistiche, e sono persino indifferenti al funzionamento dei servizi pubblici per la residenzialità, quali scuole, centri diurni di quartiere, spazi culturali o altri servizi pubblici.

Allora dovremmo considerare Venezia solo come un centro mondiale? Quelle che prima erano fabbriche, residenze, sedi di associazioni, monasteri e altro, sono diventate spazi per l´arte, il design, o ritrovi di circoli esclusivi, o centri commerciali di lusso, se non ristoranti o enoteche: tutti servizi utili a mantenere vitale il circuito dei nuovi residenti e dei loro interessi di consumo. Come già dimostrato, Venezia presenta molti elementi comuni ad altre città gentrificate, come New York e altri centri mondiali, in quanto mantiene legami più forti con le reti globali rispetto a quelle locali; ma allo stesso tempo, la sua vitalità è esclusivamente appiattita sui servizi al turismo, al divertimento e al consumo artistico.

E’ proprio questa specializzazione estrema a sfidare la vera natura di Venezia come città, coerentemente con la definizione data da Ashworth e Page (2011), per i quali si puo’ parlare di città nel caso di centri urbani – anche turistici – che mantengono una multi-funzionalita’ elevata, di fronte alla quale il turismo rimane relativamente invisibile. Settis e’ esplicito nel descrivere Venezia come una citta’ morente, e nel richiamare la necessita’ di preservarne la diversità sociale e antropologica e, soprattutto, il capitale civico: “fondato sui meccanismi di trasmissione intergenerazionale di lungo termine (…), include la nozione di “cultura civica”, un senso collettivo di valori, diritti e memoria sociali avente dimensione culturale, politica ed economica” (2014, p. 107). Inoltre, per Settis il “diritto alla citta’ dovrebbe essere legato alla funzione sociale della proprieta’ (…) e al diritto al lavoro (…) strettamente unito da vincoli giuridici, etici, economici e funzionali (p.109).

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Bisogna riconoscere, infatti, che la gentrificazione turistica di Venezia non e’ solo il prodotto di volonta’ coincidenti espresse da classi benestanti. Come sottolineato da Gotham (2005), non possiamo assumere che fattori relativi alla domanda siano i soli a guidare i processi di gentrificazione, ma va senz´altro considerato l´ambiente in cui questi vengono prodotti, e riconosciuto il ruolo delle istituzioni locali. Le volontà politiche dei governi locali sono determinanti nel garantire la riattivazione di attività  culturali e produttive originarie, contro gli interessi delle corporazioni globali e contro i circuiti del consumo turistico. Tuttavia, Venezia è stata privata di un reale governo di sviluppo urbano.

Le ultime amministrazioni l’hanno valutata solo come risorsa economica profittevole, piuttosto che come un ambiente di vita complesso; non solo hanno trascurato l´impatto di grandi eventi quali carnevali e festival, delle grandi navi da crociera e di altre grandi infrastrutture, ma non sembrano voler mostrare alcun ruolo per la riattivazione dei diritti di residenza nella citta’ storica. La riabilitazione del patrimonio è avanzata in forma di progetti occasionali, soprattutto ad opera di privati, che hanno recuperato le strutture fisiche, lasciando al margine le componenti sociali. Il vuoto di regolamenti a favore delle attività tradizionali ne ha aumentato la precarietà e il declino.

All´opposto, durante i due ultimi decenni, le amministrazioni locali sembrano aver seguito dogmaticamente i principi del libero mercato. Politiche di liberalizzazione hanno modificato completamente il commercio in città, causando la chiusura di tanti negozi di vicinato, manifatture e officine artigianali. Nuovi regolamenti della pesca e del mercato ittico hanno contribuito al declino irreversibile delle cooperative tradizionali a carattere familiare; mentre la liberalizzazione di B&B e il fallito controllo dell’abusivismo turistico hanno distorto l’offerta di alloggi per il lungo periodo. L´internazionalizzazione del mercato immobiliare ha reso la residenzialità in città inaccessibile alla gran parte dei salari medi.

Recentemente, tuttavia, un gruppo di residenti ha iniziato a farsi sentire, avviando azioni di resistenza contro questo processo di erosione della cultura tradizionale e delle attività produttive locali. Esercizi di riappropriazione della memoria vengono messi ini atto, richiamando tradizioni passate e usi che venivano fatti degli spazi pubblici tramite vecchie foto, musiche e video condivisi in facebook o proposti mediante performance musicali, interviste ad anziani nei giornali, ecc. Nuove reti civiche sono state create con l´intento di entrare nel discorso politico urbano, per far sì che le voci locali riempiano il vuoto nella governance della città, e per chiedere azioni più determinate alla protezione dei diritti alla casa.

Un esempio è il Gruppo 25 Aprile, una piattaforma civica per Venezia e la sua laguna, costituito nel 2014, in cui alcuni residenti attivi reclamano la centralità del diritto alla città: “Come gli Indiani nativi d´America (nel XIX° secolo) noi ora rischiamo l´estromissione forzata dal nostro ambiente naturale (…) Fuori dalla laguna, per vivere dall´altro lato del ponte (la terraferma)” L´idea della città che sta perdendo la propria anima, il senso del luogo, è ben rappresentata, nel sito del gruppo, dalla metafora della nicchia vuota in un muro antico di Venezia:

20150222_122725In reazione alla nicchia vuota, il gruppo25aprile chiede agli amministratori un impegno più massiccio per riattivare la complessità di Venezia in tutte le componenti urbane fondamentali: attraverso politiche più inclusive per la residenza, per il lavoro e per i servizi sociali, di supporto attivo della cultura locale e delle attività produttive tradizionali.

Venezia ha bisogno di essere riformata, per guadagnare nuovamente complessità e inclusione sociale, e per tornare ad essere la città che era un tempo, cosmopolita ma con salde radici locali.

Negozi di vicinato, pesca tradizionale, produzioni creative, centri di cultura locale, giardini pubblici, case di quartiere per anziani, centri di incontro per migranti: chi non tornerebbe a ripopolare Venezia a queste condizioni, nonostante il turismo?”

Testo originale inglese e traduzione italiana:

Paola Minoia

13 ottobre un grazie a tutti i partecipanti!

13-ottobre-jpg-large#veneziamiofuturo, 13 ottobre 2016

13-ottobre-iisintesi video degli interventi già disponibile su youtube, canale “25 aprile tv”

Il nostro “registro di voto”

Il “gruppo25aprile” non è un’entità virtuale: siamo persone in carne ed ossa, abbiamo organizzato una decina di incontri pubblici e la “linea” del gruppo viene decisa con voto individuale, nominativo e palese – con la trasparenza che ne consegue sul piano interno, dato che nessuno di noi si nasconde dietro all’anonimato di una tastiera.

Il “registro di voto” viene tenuto e aggiornato a fini interni ma vista la risonanza che alcune delle nostre iniziative hanno avuto anche all’esterno, abbiamo pensato di pubblicarne la parte più attuale in modo da rendere partecipi del dibattito interno gli oltre 500 abbonati a questo blog e anche le persone che saltuariamente ci leggono (giornalisti, addetti stampa e personalità politiche, in particolare).

Qui di seguito troverete il registro di voto degli ultimi due mesi.

8 SETTEMBRE

“Se Venezia fosse un Comune a parte sceglierebbe sindaci migliori” (Salvatore Settis, a Panorama). Cosa ne pensate?”

“D’accordo con Settis”: 55 voti

“Abbastanza d’accordo”: 22

“Contrario al ripristino di due Comuni distinti”: 16

“Un sindaco due sindaci nessuno centomila.. governateci bene e basta”: 4

Totale voti espressi: 97.

23 SETTEMBRE

“Assessora ai lavori pubblici rinviata a giudizio per abuso d’ufficio e falso ideologico. Cosa dovrebbe fare”?

“Dimettersi subito”: 97 voti

“A casa tutti”: 33

“Il sindaco dovrebbe revocarle la delega in attesa del processo: 27

“Non avrebbe mai dovuto sedersi a Ca’ Farsetti”: 11

“Gomblotto, è innocente”: 4

Totale voti espressi: 172

10 OTTOBRE (voto in corso, risultato provvisorio)

“Guerra delle Municipalità, la posizione del gruppo” (NDR in relazione al ricorso al TAR contro il ritiro delle deleghe deciso dal nuovo sindaco):

“Fanno bene le Municipalità e Venezia per la sua specialità meriterebbe uno statuto speciale”: 57 voti

“Fanno bene le Municipalità a difendere il poco di decentramento che c’è”: 21

“Sono contrario alle Municipalità ma se l’alternativa è il Comune unico, meglio le Municipalità”: 3

“Ha fatto bene il Sindaco ad accentrare tutto nelle sue mani capaci”: zero voti.

 

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