Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Gemellaggio Venezia-Chiusi: i fonogrammi del Viminale

Terrore in val di Chiana: avvistate le prime mucche alate nel cielo di Chiusi. Esaurite le scorte di ombrelli, Prefetto di Chiusi chiede istruzioni a Roma. stop.

mucca-okIndignazione a Venezia: dalla colonna di Piazza San Marco è sparito il Leone alato. Ufficio stampa del Sindaco Brugnaro smentisce che il medesimo sia stato utilizzato come stallone per esperimenti di ingegneria genetica nella sua fattoria di Chiusi. stop

mucca-alataFonogramma Ministero degl Interni a Prefetto di Chiusi: Ministro Alfano garantisce suo personale interessamento e installazione batteria di missili terra-aria, modello Patriot. stop

A cura di:

Satiricus

Dei delitti e delle pene: vilipendio di Sindaco e vilipendio di Bandiera

I Diarii di Marin Starnudo, capitolo VII°

Chiusi, 13 marzo 2016

Adottato oggi con delibera urgente dalla Giunta comunale di Venezia riunita a Chiusi il nuovo Regolamento di Polizia Municipale applicabile nelle città metropolitane di Venezia e Chiusi. In attesa di pubblicazione all’albo pretorio, Marin Starnudo ne anticipa in anteprima per voi il testo (quasi) ufficiale:

SPQR (Senatus PopulusQue Ruminantes)

Articolo 1: Vilipendio di Sindaco

  1. Chiunque osi rivolgere la parola sulla pubblica via al Sindaco di Venezia verrà punito con 6 mesi di lavori forzati (pulizia delle stalle e/o reparto macelleria) nella tenuta agricola del Sindaco di Venezia, sita in Comune di Chiusi, a meno che la supplica non sia stata preceduta dalla formula di rito: “Sire, è Iddio che la manda in questa umile calle”.
  2. Chiunque, cittadino o foresto, osi criticare sulla pubblica via il Sindaco di Chiusi verrà punito con 12 mesi di lavori forzati ai remi del Galeone Jolly Roger *

13marzo2016

*per gli amici che ci leggono a Chiusi, il Galeone è questo: https://gruppo25aprile.org/2015/12/20/etciu-diarii-di-marin-starnuto-capitolo-ii/

** copyright dell’articolo riprodotto in foto: Nuova Venezia 13 marzo 2016

Articolo 2: Vilipendio dell’Esecutivo

  1. Se il vilipendio di cui all’art. 1 è commesso nei confronti del Comandante della Polizia Municipale, al medesimo dovrà essere corrisposta dal reo, a titolo risarcitorio, una quantità d’oro zecchino pari al peso corporeo del Comandante.
  2. Se il vilipendio di cui all’art. 1 è commesso nei confronti della vice-Sindaco, le proprietà del reo verranno confiscate e demanializzate, con acquisizione al Demanio di ogni pertinena e servitù, fermo restando che i mutui eventalmente accessi restano a carico del reo.

Articolo 3: circostanze attenuanti e circostanze aggravanti

  1. La pena di cui all’articolo 1 è ridotta di un terzo per gli abbonati Reyer in regola di pagamento con l’abbonamento.
  2. La pena di cui all’articolo 1 è aumentata di quattordici quarti (di carne da macellare) per i simpatizzanti del gruppo25aprile e/o di altri gruppi facinorosi o comunque non allineati con il Sindaco in carica.
  3. La pena di cui all’articolo 1 è aumentata di ventiquattro quarti (di carne da squartare) per gli iscritti a gruppi vegani o animalisti.

Articolo 4: pene accessorie

In caso di recidiva, al recidivo saranno inflitti 10 anni di partecipazione obbligatoria ai tavoli di consultazione fucsia.

araldo2

Articolo 5: Vilipendio di bandiera

  1. Il gonfalone del Comune di Venezia verrà ammodernato sostituendo il Leone marciano con una mucca della Val di Chiana sovrastata da corona. La mucca verrà rappresentata con libro aperto, recante la scritta: “Pecunia tibi Morris, Evangelista Meus”.
  2. Il nuovo gonfalone verrà finalmente esposto a Palazzo Ducale così dando seguito alle richieste della popolazione che a gran voce e da anni aveva chiesto di esporre il gonfalone cittadino a fianco delle bandiere italiana ed europea.
  3. Chiunque porterà offesa al nuovo gonfalone tentando di ripristinare emblemi marciani o altra rappresentazione di leoni alati verrà punito con 12 mesi di lavori forzati nella tenuta agricola di Chiusi, ove sarà addetto al reparto macelleria per mesi 6, e alla pulizia delle stalle per mesi 7. nel caso in cui 7+6non faccia 12 ma 13, al condannato verranno comminati due mesi supplementari di rieducazione ai tavoli fucsia.

La via delle vacche al posto della via della Seta

Sior Sindaco, qua no se imbarca cuchi..

I diarii di Marin Starnudo, capitolo sexto

Venezia, 11 marzo 2016

Con tripudio e trepidazione avevamo preso conoscenza del comunicato stampa con cui il Sindaco Brugnaro alle ore 17.52 annunciava “urbi et orbi”:

Di primo acchito, a un cronista attento come Marin Starnudo sfuggivano purtroppo i legami storici fra Venezia (grande Repubblica marinara) e il simpatico borgo di Chiusi: annunciato in pompa magna come se si trattasse di un accordo con l’antica Bisanzio o per lo meno con Parenzo e Rovigno o con la Repubblica di Cipro, il comunicato del Sindaco non poteva che solleticare la nostra curiosità. Curiosità presto soddisfatta alla lettura dell’articolo che segue:

CORRE PER FARE IL SINDACO A VENEZIA L’IMPRENDITORE DELLA MEGA STALLA TRA I DUE LAGHI…

La tenuta agricola del Sindaco Brugnaro, strategicamente posizionata alle porte di Chiusi, potrebbe forse spiegare la sollecitudine con cui l’intesa è stata firmata, più di quanto non facciano le frasi pompose utilizzate per indicarne le motivazioni ufficiali:

l’analisi delle assonanze, similitudini e differenze tra le due civiltà e città in relazione ad aspetti specifici quali i valori identitari dell’essere umano nel suo rapporto con l’essere e l’apparire, individuando come tema conduttore il rapporto tra maschera e persona, in un affascinante percorso che possa ad esempio arrivare dai canopi etruschi fino alla Commedia dell’arte”

e ancora:

“Nel passato tra gli antichi popoli di Venezia e Chiusi ci sono stati tanti contatti commerciali e pacifici che noi vorremmo raccontare in una logica di riscoperta dell’Italia nel suo complesso” (Luigi Brugnaro).

http://www.brugnarosindaco.it/firmato-un-protocollo-tra-venezia-e-chiusi-per-la-realizzazione-di-iniziative-culturali-congiunte-comunicato-stampa-10-marzo-2016/

Porca vacca, ma non era più semplice dire la verità? Chiusi e la val di Chiana sono note anche per la chianina, cosa ci sarebbe di male se la Fondazione Musei Civici di Venezia (firmataria dell’intesa) si interessasse anche al patrimonio immateriale rappresentato da tale succulentissima tradizione gastronomica?

In attesa di saperne di più sui tanti contatti commerciali che ci legano a Chiusi e alla val di Chiana, ci sovviene la grigliata per 2.000 persone graziosamente offerta in campagna elettorale, di cui non abbiamo trovato traccia nelle rendicontazione ufficiale, e la celebre frase che una leggenda metropolitana ben radicata vuole essere stata pronunciata fra il primo e il secondo turno delle elezioni comunali, quando i sondaggi avevano previsto un “testa a testa”:

“copemo venti vache, ga da magnar gratis tutti quanti”.

Fu questa la frase che cambiò la Storia.. e il seguito lo conosciamo.

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i diarii di Marin Starnudo: Brugnaro ringrazia Brugnaro

i Diarii di Marin Starnudo, capitolo quinto

10 marzo 2016: in uno slancio di generosità, il Comune di Venezia ieri davanti al Notaio ha ceduto il suo (cioè nostro) 5% della Abate Zanetti SpA non già mettendo all’asta le sue (cioè nostre) azioni con gara pubblica, ma tramite cessione diretta alla Umana del Sindaco Brugnaro per 1.645 euro = il controvalore di 8 o 9 brocche in vetro di Murano come questa, vendute online a 190 euro:

AbateZanetti

http://www.abatezanettimurano.com/en/

.. il che equivale a dire che la gloriosa istituzione (ora SpA) fondata nel 1862 è stata valutata 32.900 euro (1.645 pari al 5%, moltiplicati per 20). L’imprenditore brugnaro (proprietario di Umana e già azionista principale della Abate Zanetti SpA) ringrazia il Sindaco Brugnaro e il cerchio si chiude. Etciù!

Le leggi di Murphy non reggono il passo dei tempi, Marin Starnudo propone di aggiornarle come segue:

  1. Niente è difficile come sembra e tutto richiede meno soldi di quanto si pensi, quando l’azionista che vende è il Comune e il compratore è il Sindaco;
  2. La svendita delle azioni che appartengono ai cittadini (precedente: SAVE) è deprecabile soltanto quando a beneficiarne direttamente non è il Sindaco in carica.

Abatezanetti2Per la cronaca, la gloriosa istituzione creata dall’Abate Zanetti, oltre ad essere diventata un venditore di manufatti che fa direttamente concorrenza ad altri meno fortunati che la “fornase” hanno dovuto edificarla e metterla a norma a caro prezzo, o rilevarla a prezzi di mercato, da quest’anno diventerà anche una scuola privata a pagamento.

Quali ne fossero l’origine e gli scopi lo racconta ancora (ma per quanto tempo ancora?) il sito ufficiale che dice:

“Aperta nel 1862 per iniziativa dell’abate Vincenzo Zanetti, la Scuola del Vetro di Murano che porta il nome del suo illuminato fondatore.. è soprattutto grazie all’operato dell’abate Zanetti, al suo appassionato impegno in favore dell’isola e ai suoi insegnamenti che Murano deve la riscoperta ottocentesca del suo storico primato nel vetro. Egli studia il glorioso passato, riscopre la grandiosità delle opere prodotte nell’antichità e la fama che da essa derivava, la divulga e trova in essa i motivi per un nuovo sviluppo. Sostiene e loda gli imprenditori e allo stesso tempo si batte per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle maestranze.

Nel 1862 Zanetti istituisce anche la Scuola di Disegno applicata all’arte vetraria, allo scopo di dare una solida formazione artistica ai maestri artigiani. All’Esposizione Universale di Vienna del 1873 la vetraria muranese, rappresentata dal Museo e dalla Scuola di Disegno, ottiene una medaglia d’oro, così come nel 1878 a Parigi, a Melbourne nel 1880 e a Milano nel 1881.”

Il tutto (compresi i 154 anni di storia, un marchio di assoluto prestigio e le scorte di manufatti in vetro di Murano) a quanto pare vale 32.900 euro. Marin Starnudo ne prende atto, e si riserva di contattare Vincenzo Zanetti per ottenere un suo parere sulla vicenda: pur non essendo coetanei, fra Sanudo e Zanetti ci sono soltanto tre secoli di distanza e cosa volete che sia, rispetto all’arte del vetro che è millenaria.

— Appendice: qualche dato sulla Abate Zanetti SpA (fonte: bilancio 2014) —

Valore della produzione caratteristico (al netto di altri ricavi): 1.194.135 euro

Margine operativo lordo: 85.560 euro

Liquidità immediate: 146.231 euro

Liquidità differite: 652.375 euro

Valore delle scorte: 492.601 euro.

Totale attivo: 1.537.766 euro

La foto del giorno: operazione #bricole

In questa ed altre foto di Alberto Alberti, scattate nel pomeriggio di oggi, qualche risultato concreto ci pare di scorgerlo: bricole nuove e “financo” illuminate, come richiesto a gran voce dalle associazioni cittadine e dai sindacati del personale navigante. Troppo presto per “cantare vittoria”, ma con piacere ne riferiamo a chi ci legge, quando dei segni tangibili indicano che qualcosa si è mosso:

9marzoLafotodelgiornoLe puntate precedenti:

https://gruppo25aprile.org/category/emergenza-bricole/

Il testo della diffida con cui abbiamo chiesto risposte concrete entro il 21 marzo:

https://gruppo25aprile.org/?s=diffida

16febbraio16Corriere

 

 

Lettera aperta a Matteo Renzi

Egregio Presidente del Consiglio,

Il gruppo25aprile, piattaforma civica e apartitica composta da centinaia di persone che ancora vivono e/o lavorano nella città d’acqua, Le augura il benvenuto a Venezia in occasione del vertice bilaterale Italia-Francia convocato per l’8 marzo.

Il gruppo25aprile non manifesterà nelle fragili calli di Venezia domani 8 marzo, pur comprendendo le ragioni dei manifestanti; il gruppo25aprile intende però manifestare a Lei e al Governo le sue gravi e motivate perplessità sul fatto che il Sindaco in carica di Venezia possa ancora rappresentare la città nel « Comitatone » che prossimamente sarà chiamato a pronunciarsi sul passaggio delle grandi navi in Laguna e sullo scavo dei canali che a detta del Sindaco si renderebbe necessario per facilitarne il transito, sventrando l’isola delle Tresse.

Le perplessità nascono dal palese conflitto di interessi che abbiamo reso noto in data 6 marzo e riguarda una società direttamente riconducibile al Sindaco, fornitrice delle principali compagnie di crociera come appare dalla sua pagina internet :

http://www.tecnikalumen.com/it/produzione/navale

Tecnika Lumen

La “Tecnika Lumen” è direttamente controllata dalla Umana SpA, il cui azionista di riferimento è il Sindaco. In queste condizioni, il Sindaco in carica non può rappresentare il Comune di Venezia in seno al Comitatone che è chiamato a preservarne il fragile equilibrio, quando si discuterà di grandi navi e grandi scavi.

Lo diciamo a Lei che lo presiede a norma della Legge Speciale per Venezia, certi che vorrà prenderne nota.

7marzo2016 NV

Il gruppo25aprile rispetta il risultato di elezioni comunali vinte dalla “lista Brugnaro” grazie a un dispiego di mezzi abnorme, che è attualmente oggetto di un’istruttoria avviata dal Collegio di garanzia elettorale della Corte d’appello di Venezia; a Lei come Presidente del Comitatone, e all’Autorità Nazionale Anticorruzione per quanto di sua competenza eventuale, chiediamo di garantire il rispetto delle Leggi che lo Stato italiano ha adottato a tutela dell’interesse generale e della salvaguardia della città che amiamo.

Venezia, 7 marzo 2016

Avvertenze:

  1. Quello qui pubblicato è un estratto della lettera aperta la cui versione integrale è stata inviata alla Presidenza del Consiglio e, per conoscenza, ad alcuni quotidiani.
  2. Il “Comitatone” a cui si fa riferimento è quello istituito con Legge del 29 novembre 1984 n. 798 “Nuovi interventi per la salvaguardia di Venezia” che ha riconfermato lo Stato come principale responsabile della difesa dell’equilibrio idrogeologico della laguna. Per assicurare “l’indirizzo, il coordinamento e il controllo per l’attuazione degli interventi previsti dalla presente legge” la legge del 1984 ha creato un “Comitato interministeriale per Venezia” che in gergo giornalistico viene chiamato “Comitatone” in quanto formato da una lunga lista di enti locali e ministeri.
  3. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), alla quale sono stati di recente conferiti nuovi e più incisivi poteri, è un organismo indipendente, istituito dall’art. 1 della legge 6 novembre 2012 n. 190, recante “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”. Il sito ufficiale dell’ANAC è: http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Autorita

 

I diarii di Marin Starnudo, capitolo IV°: una SpA molto Attiva

Una volta si chiamavano “municipalizzate”, ora si chiamano “partecipate” che in italiano potrebbe anche essere interpretato come imperativo (“cosa aspettate? Partecipate”!). Come poteva una società per azioni chiamata “Attiva” sottrarsi all’imperativo categorico e non essere per l’appunto “attiva” nei lucrativi contratti con le “partecipate” comunali? La Attiva Spa lo è stata, e lo pubblicizza anche nelle immagini che utilizza per promuovere i suoi servizi:

Attiva-insegne-di-esercizio

Nel “portafoglio” di Attiva SpA, come da immagine che prendiamo in prestito dal suo sito ufficiale, ci sono ad esempio la decorazione esterna degli uffici ACTV di Piazzale Roma e la stessa pubblicità sui mezzi ACTV:

http://grandinsegne.it/decorazione-mezzi.aspx

..ma perché mai i Diarii  di Marin Starnudo dovrebbero dar spazio al “portfolio” di una società per azioni? Perché l’azionariato di Attiva SpA è molto particolare: con il 70% delle azioni troviamo infatti la UMANA HOLDING S.P.A. che è lo scrigno del Sindaco, con il 4,88% la UMANA S.P.A e con il 4,78% chi ci troviamo? il Sindaco in persona.

Etciù!

In città corre voce che anche i pannelli pubblicitari che affliggono il ponte di Rialto per finanziarne il restauro siano stati affidati (dal generoso mecenate che realizza i restauri) alla Attiva SpA. Nel portfolio pubblico della attivissima Attiva non se ne vede (per ora) traccia ma il privato mecenate è un privato e si può affidare a chi vuole; alla voce “grandi insegne di esercizio” realizzate dalla Attiva SpA troviamo invece un’altra partecipata (anzi controllata al 100% dal Comune), che tutti conoscono:

http://grandinsegne.it/portfolio.aspx

Attiva-Casinò

Fino a poco tempo fa il Casinò controllato dal Comune era anche lo “sponsor principale” della Reyer (altra proprietà privata del Sindaco, che in teoria non se ne occupa più: anzi se ne occupa talmente poco che ne ha appena licenziato in malo modo l’allenatore) ma in tempi di crisi anche il Casinò deve aver ridotto le spese. Come, siete delusi perché sul sito ufficiale della Reyer il Casinò di Venezia non appare più come sponsor? Non siate tristi, le partecipate partecipano ancora, con l’ACTV (partecipata comunale) nel ruolo di sponsor pagante (con i nostri soldi) della squadra di basket del Sindaco in carica:

http://www.reyer.it/sponsor/

Marin Starnudo non giudica, Marin Starnudo racconta e basta; i suoi Diarii narrano di partecipate comunali che partecipano all’equilibrio economico delle società partecipate o controllate da un privato cittadino che è simultaneamente il Sindaco in carica. Marin Starnudo non giudica, al massimo starnutisce.

I diarii raccontano anche la provenienza della “squadra” che assiste il Sindaco nell’espletamento del suo pubblico incarico, con un Giano bifronte che si ritrova con un piede nelle società del gruppo “Umana” e con l’altro nel gabinetto del Sindaco del Comune che a tali società può elargire concessioni, contratti, autorizzazioni e permessi, senza contare i contratti in essere con le partecipate comunali.

Etciù etciù, doppio starnuto!

Consapevole della pubblicità gratuita che sta facendo a società riconducibili al Sindaco in carica, Marin Starnudo modestamente si attende che il medesimo gli riservi eterna gratitudine e un invito all’inaugurazione della Misericordia, promessa per luglio alla vigilia delle elezioni di giugno ma purtroppo rinviata con delibera di Giunta approvata il 29 dicembre (Sindaco assente, per non “interferire” con il grazioso gesto) di cui Venezia attende la riapertura dal lontano 2009, quando le chiavi vennero affidate proprio al Sindaco in carica che tramite altra società della sua galassia si ritrova adesso nel duplice ruolo di concedente e concessionario.

BrugnaroMisericordiaMeglio fermarci qui, per adesso: se continuassimo con il resto (Abate Zanetti ad esempio) la commistione inestricabile di ruoli e di interessi apparirebbe a molti per quello che è veramente: un nodo gordiano che potrà essere sciolto soltanto con la spada di nuove elezioni – argomento che esula dal compito affidatoci con la stesura di questi Diarii.

Umilmente vostro,

Marin Starnudo

 

#Etciù! Diarii di Marin Starnudo, capitolo III°: FIAT LUX, Tecnika Lumen

Che il Sindaco di Venezia attualmente in carica ami le navi da crociera, è un fatto risaputo e non ci disturba. Che sia anche un loro fornitore, forse era meno risaputo. In anteprima assoluta, i Diarii di Marin Starnudo vi presentano la Tecnika Lumen:

http://www.tecnikalumen.com/it/produzione/navale

“Molte delle nostre creazioni hanno fatto il giro del Mondo a bordo delle migliori navi da Crociera” – recita la pubblicità sulla sua pagina Internet – e a riprova segue una lunga lista di clienti, che comprende tutti i più grandi armatori; quello che la pagina internet non dice, ve lo dirà Marin Starnudo: la Tecnika Lumen è una controllata della Umana SpA*, e Luigi Brugnaro siede nel suo Consiglio di amministrazione.

AttivaSpA

Etciù!

Che il Sindaco in carica ami le navi da crociera non ci disturba: le amiamo anche noi, finché stanno al loro posto che è il mare aperto, ma che le adori al punto da voler raddoppiare la larghezza di un certo canale e sventrare l’isola delle Tresse pur di farle passare in Laguna – essendone al tempo stesso un fornitore tramite la società di cui sopra – è un altro discorso, che giustifica l’interesse di Marin Starnudo** per gli assetti societari della galassia “Umana”.

Per illustrare l’intreccio di interessi che si è venuto a creare con un Sindaco che è anche fornitore dei principali armatori interessati al transito delle Grandi Navi in Laguna, nulla di meglio del sito ufficiale della Tecnika Lumen da cui testualmente riprendiamo la lista che segue:

“Negli anni abbiamo fornito soluzioni di illuminazione – lampade per cabine e aree comuni – a importanti armatori.
Per il settore crocieristico
2001: AIDAvita – 2002: AIDAaura – 2004: FREEDOM I – 2005: FREEDOM II – 2006: FREEDOM II, FREEDOM III – 2007: FREEDOM III, OASIS OF THE SEAS – 2008: FREEDOM III, OASIS OF THE SEAS, ALLURE OF THE SEAS – 2009: ALLURE OF THE SEAS – 2011: QUEEN ELISABETH – 2012: TUI, MSC DIVINA – 2013: MSC PREZIOSA”.

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L’invito di Marin Starnudo?

FIAT LUX: sia fatta luce, sull’intreccio di interessi che pesa sulle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi, in materia di transito delle navi da crociera in Laguna. Alla luce del sole ci si vede meglio, si ragiona meglio e si decide per il meglio, che non sempre coincide con l’interesse dei pochi.

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* Visura camerale marzo 2016: Umana SpA socio di maggioranza con il 63,03%, seguito da altra società direttamente riconducibile al Sindaco Luigi Brugnaro con il 23,53%.

** Marin Starnudo perché? Diciamo subito che si tratta di uno pseudonimo collettivo, perché collettivo è il lavoro di analisi che ne sottende i Diarii. Nel primo capitolo dei suoi Diarii, il nostro Marin si è così presentato:

Marin Starnudo (Marino Starnuto) in omaggio al celebre erudito che nei suoi diarii ci ha consegnato una cronaca quotidiana della vita a Venezia dal 1496 al 1533: Marin Sanudo. Nella definizone che ne dà la Marciana, “fu un attentissimo osservatore e scrupoloso annotatore di tutto quanto accadeva a Venezia e nel mondo allora noto nell’età del Rinascimento, dagli eventi politici alle feste, alle notizie di guerra e alla cronaca nera”.

Ci perdoneranno quindi i lettori se il tono di questi Diarii sarà più leggero. Leggero ma veritiero: questo non è Lercio e non è il Vernacoliere (troppo bravi per essere anche solo imitati): le notizie che contiene sono state verificate e sono vere: la realtà a volte supera la satira, e Venezia sta vivendo uno di quei rari momenti. Quando la realtà supera la satira, perché qualcuno ha perso il senso del ridicolo, noi ci saremo.

Etciù! (risposta: “salute”, perché lo starnuto notoriamente permette di espellere corpi estranei, microbi e altre piccole nefandezze prima che penetrino nel sistema respiratorio e da lì ai polmoni, provocando danni irreparabili).

Al prossimo starnuto, che non tarderà molto: sapete com’è, è la stagione invernale 🙂

Competenze dell’ex Magistrato alle Acque: lettera alla Presidenza del Consiglio

Sulle spoglie dell’ex Magistrato alle Acque di Venezia (MAV) volteggiano volatili di ogni tipo, forse animati da nobili intenzioni o forse da più prosaici appetiti.

Nel rendere pubblica la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio in merito alle competenze del MAV, aggiungiamo un’unica avvertenza: la legislazione in vigore NON prevede che le medesime possano essere trasferite all’Autorità Portuale, così come NON prevede alcun obbligo che vengano trasferite alla città metropolitana: in attesa di un riassetto organico della materia che la nuova Legge Speciale per Venezia potrebbe auspicabilmente fornire, l’iniziativa che abbiamo preso di concerto con altre associazioni va letto come un invito a frenare certi appetiti e a non improvvisare rimedi frettolosi, che potrebbero rivelarsi peggiori del male.

Venezia, 25 febbraio 2016

Spettabile Presidenza del Consiglio

Alla Segreteria del Capo Dipartimento

PEC: affariregionali@pec.governo.it

Spettabile Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Alla c.a. del Direttore generale dott. Enrico Maria Puija

PEC: dg.tm@pec.mit.gov.it

Per conoscenza:

Provveditore Ing. Roberto Daniele

PEC: oopp.triveneto@pec.mit.gov.it

Sindaco Città Metropolitana Venezia

PEC: protocollo.cittametropolitana.ve@pecveneto.it

 

Oggetto: Trasferimento delle funzioni del soppresso Magistrato alle Acque di Venezia

 

Da notizie di stampa apparse sul Gazzettino in data odierna (allegato 1), apprendiamo o per meglio dire troviamo conferma di una lettera che il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia avrebbe indirizzato alle persone e ai Ministeri in indirizzo, con alcune richieste che consideriamo sorprendenti in quanto esorbitanti e/o ultronee rispetto alle competenze del Prof. Paolo Costa che le avrebbe firmate.

Considerato il periodo in cui la lettera è partita, potremmo anche pensare ad uno scherzo di Carnevale e tale ci auguriamo che sia, ma se così non fosse formalmente chiediamo alle Amministrazioni in indirizzo di considerare quanto segue.

Da quel che abbiamo letto, il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, perpetuerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna, con lo scandalo a voi noto.

In particolare si tratterebbe delle competenze in materia di:

  1. rilascio di autorizzazioni per escavi canali portuali;
  2. rilascio di autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali;
  3. rilascio di autorizzazione opere su aree demaniali portuali.

Se abbiamo capito bene la natura e le conseguenze eventuali delle richieste di cui sopra, il Presidente dell’Autorità Portuale in sostanza chiede di poter autorizzare se stesso a fare ciò che gli aggrada in quanto unico interprete del “superiore pubblico interesse”.

A nome delle associazioni firmatarie, che rappresentano più di duemila cittadini residenti nella città metropolitana di Venezia, ci permettiamo di dissentire alla luce dell’esperienza maturata in tempi recenti. Ci si potrà forse obiettare che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; ma se la proposta dell’Autorità Portuale venisse accolta sarebbe ancora peggio perché fra controllore e controllato si verrebbe a creare una commistione inestricabile, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Inoltre, il Presidente dell’Autorità Portuale rivendica anche una competenza ulteriore e ultronea rispetto alle sue necessità istituzionali:

  1. il “rilascio di concessioni spazi acquei in ambiti lagunari”.

La competenza dell’ex magistrato alle Acque in materia è estremamente ampia “ratione loci” dato che si estende su tutte le isole minori della Laguna veneta, compresi moltissimi rii e canali su cui l’Autorità Portuale non può rivendicare alcun interesse legittimo dato che mai potrebbero essere adibiti alla navigazione di unità navali: per profondità e larghezza, tali rii e canali sono ovviamente riservati alla circolazione di imbarcazioni locali e la concessione di spazi acquei è funzionale alle esigenze della popolazione e delle attività produttive ivi insediate (cantieristica minore, in particolare). Salvo errore di formulazione, tale richiesta appare sorprendente e “ultra vires” rispetto ai compiti istituzionali affidati all’Autorità Portuale di Venezia, in un ambiente delicato come quello della Laguna di Venezia dove la medesima Autorità Portuale si è già più volte scontrata con amministrazioni comunali, associazioni e comitati di cittadini a causa di una sua certa tendenza ad “allargarsi” oltre il necessario.

Ad ogni buon conto, percezioni a parte quello che conta è il disposto normativo e la normativa in vigore è quella che segue:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114.E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite“.

Nel caso in cui si voglia dare attuazione al disposto normativo, è dunque alla citta’ metropolitana di Venezia e non all’Autorità Portuale che le competenze di cui sopra potrebbero eventualmente essere trasferite.

Ai destinatari della missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, datata 15 febbraio 2016 con numero di protocollo 35350/SG-LEG/2818, formuliamo dunque una richiesta molto semplice: respingerla al mittente, nel caso in cui le proposte di cui sopra siano state effettivamente formulate, o rassicurarci che si trattava soltanto di uno scherzo di carnevale.

Venezia, 25 febbraio 2016

Marco Gasparinetti, portavoce Gruppo25Aprile

Mirco Bodi, portavoce Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Veronica Scarpa, Presidente Associazione “L’Altra Venezia”

24febbraio2016 NavarroDina

 

 

 

Traffico acqueo e cavoli di consultazione fucsia

Nella sua personale concezione di “democrazia partecipata”, il Sindaco in carica ha introdotto la simpatica consuetudine dei “tavoli di consultazione” riservati ai simpatizzanti della sua lista personale (lista Brugnaro); come abbiamo potuto constatare, sono ammessi ai tavoli anche gli adepti di recente conversione e altri spettatori plaudenti, a condizione di non fare troppe domande: “Mi so’ el sindaco democraticamente eletto. E ti te la magni, se no te va ben, ti va fora” è stato il cortese invito rivolto a un partecipante più scettico degli altri, tanto per chiarire a tutti che se non sono applausi son “cavoli” amari più che tavoli.

Un’eccezione alla regola di cui sopra poteva essere la “conferenza” pomposamente convocata sul traffico acqueo, a cui non è estranea l’indagine conoscitiva avviata dalla Procura della Repubblica a causa della pressione ormai insostenibile che le esigenze del turismo di massa fanno gravare su rii e canali che erano stati pensati per imbarcazioni a remi e in cui il rispetto delle regole sembra essere diventato un “optional”. Abbiamo provato a crederci e al Signor Sindaco abbiamo indirizzato una richiesta garbata che potrete leggere in calce. Alla richiesta non è stata data risposta e la “conferenza” sul traffico acqueo si è svolta ieri mattina a porte chiuse, con una assenza ingombrante: quella dei residenti, che rispetto alle esigenze di cui sopra sono forse considerati come un fastidio di troppo.

Se pubblichiamo il testo che non ha ricevuto risposta, è per rivendicare il nostro diritto ad avere voce in capitolo e anche perché ciascuno possa valutare la ragionevolezza della posizione e delle proposte che, illusi, gli avevamo inviato. Nel caso in cui qualcuno in futuro volesse rimediare alla dimenticanza prendendo almeno nota di questi spunti di riflessione, magari eviterà il nomignolo che in città è già stato affibbiato a questi “cavoli di consultazione” che servono solo come foglia di fico, in perfetta continuità con pratiche anteriori che almeno non avevano la pretesa di spacciarsi come innovative.

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Egregio Signor Sindaco,

a nome del Gruppo Diportisti Laguna Veneta e del Gruppo25Aprile, che rappresentano più di 2.000 iscritti, Le rivolgiamo questo appello facendo seguito ai contatti intercorsi con il capogruppo dott. Maurizio Crovato.

La Sua decisione di convocare una conferenza con le categorie interessate in vista dell’adozione di un nuovo piano per il traffico acqueo ci trova assolutamente favorevoli e disponibili a fornire un contributo costruttivo in termini di osservazioni e proposte.

Nel convocare soltanto le categorie professionali interessate, che sicuramente hanno legittimi e corposi interessi da difendere, il rischio sarebbe quello di trascurare il punto di vista dei residenti che sono parimenti interessati sotto un triplice profilo:

  1. in quanto titolari di diritti reali e/o personali di godimento sui beni immobili che quotidianamente vengono aggrediti dal moto ondoso e ne subiscono i danni;
  2. in quanto utenti dei servizi di trasporto acqueo, ai quali riconosciamo tutta l’importanza che meritano per il buon funzionamento della città;
  3. in quanto proprietari di imbarcazioni da “diporto” che vorrebbero poter continuare a vivere la città in barca come sempre hanno fatto per generazioni, senza esser silenziosamente “espulsi” per mancanza di ormeggi o per un eccesso di regolamentazione che a volte produce effetti indesiderati.

Alla luce di questa premessa, Le chiediamo di poter partecipare alla conferenza del 25 febbraio con tre osservatori, per poter fornire a Lei in quanto Sindaco e Sindaco della città metropolitana la possibilità di aprire un canale di comunicazione diretto con tutti gli stakeholders e di assumere in assoluta autonomia di giudizio le decisioni che meglio corrispondono all’interesse generale, essendo evidente che la ricerca di un punto di equilibrio passa dal bilanciamento e dal contemperamento di tutti gli interessi in gioco.

In via preliminare e per chiarire il nostro approccio, non chiediamo tanto nuove regole quanto la semplificazione e l’applicazione di quelle esistenti, che sono ampiamente ignorate per tre motivi: la frammentazione delle competenze, la mancanza di controlli, la complessità del corpus normativo che si è stratificato nel tempo, da cui deriva una scarsa conoscibilità delle regole applicabili.

Con riserva di produrre osservazioni scritte più dettagliate, Le anticipiamo con la presente gli assi di intervento che a nostro modo di vedere sono assolutamente prioritari:

  1. uno studio dei flussi aggiornato, essendo a tutti evidente che alla base di decisioni difficili, in materia complessa come questa, ci debba essere la conoscenza dei flussi attuali suddivisi per tipologia di trasporto, mentre il dibattito sui giornali è basato su dati vecchi e mai aggiornati; “conoscere per decidere” (knowledge based approach) ci sembra una premessa necessaria perché Lei possa prendere decisioni condivise e accettabili.
  2. l’ottimizzazione del trasporto merci, che a Venezia è caratterizzato da inefficienze di vario tipo, già sottolineate dalle stesse categorie ed evidenziate anche dagli studi di Fabio Carrera.
  3. la libera circolazione dei residenti, che di fatto è ostacolata dalla scarsità di ormeggi e dalla progressiva scomparsa (per incuria o altro) degli anelli da ormeggio che da sempre caratterizzano il nostro paesaggio urbano consentendo ai residenti di poter condurre una vita normale: portare i figli a scuola, fare la spesa senza doversela caricare sulle spalle, accompagnare a casa i genitori anziani, tenendo ben presente la vecchia regola che per ogni riva o fondamenta richiedeva la presenza di anelli da ormeggio che con preoccupazione vediamo diradarsi o scomparire.
  4. nelle more dell’adozione di nuove regole e/o della semplificazione di quelle esistenti, i danni creati dal moto ondoso vanno contrastati con gli strumenti già disponibili, primo fra tutti il sistema ARGOS di cui Le chiediamo di assicurare il pieno funzionamento: prima ancora di pensare al GPS, alla luce delle recentissima sentenza del TAR Veneto, ci meraviglia il fatto che il Comune disponga di una tecnologia che al momento attuale è utilizzata al 10% delle capacità.
  5. Limiti di velocità: se dovessimo scegliere fra limiti irragionevoli o irrealistici e pertanto disapplicati (dalle categorie professionali in particolare) e limiti di velocità ragionevoli ma rispettati, la nostra preferenza va ai secondi, ferma restando l’esigenza di contenere i danni del moto ondoso che rischiano di comprometterela stabilità delle nostre case. Si aggiornino le regole e si facciano rispettare, è la nostra richiesta.

In attesa di un Suo cortese cenno di riscontro in vista della conferenza del 25 febbraio Le porgiamo, Signor Sindaco, cordiali auguri di buon lavoro.

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Post scriptum:

Il cenno di riscontro non è mai arrivato. Ben altro era stato l’approccio della Municipalità di Venezia, che al moto ondoso aveva dedicato l’incontro (di cui riproduciamo qui la locandina) facendo seguito alla petizione firmata da più di 1.200 residenti. Forse non a caso, la capacità di ascolto della Municipalità è stata “premiata” con il ritiro di tutte le deleghe ad essa affidate, deliberata dal Consiglio comunale a maggioranza fucsia proprio ieri, 25 febbraio. Per celebrare degnamente la ricorrenza, resta solo da designare tale data come “Festa della democrazia” in salsa fucsia.. e “se no te va ben, ti va fora

locandina moto ondoso def

 

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