Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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Immaginiamo che..

Immaginiamo che stia per scoppiare un nuovo scandalo, a Venezia. Uno scandalo che ci tocca nella ragion d’essere di questa piattaforma civica: la difesa di chi ancora vorrebbe vivere in una città unica al mondo (e pertanto non “fungibile” con altre, in caso di trasloco) sempre più assediata dalla monocultura turistica e dai cambi di destinazione d’uso che sottraggono spazi fisici alla residenzialità, al ritmo di 200 unità immobiliari all’anno:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2015/28-ottobre-2015/ogni-due-giorni-casa-diventa-hotel-ca-farsetti-difenderemo-residenti-2302108053384.shtml

Immaginiamo per un attimo, solo per un attimo, che una nota personalità politica del Consiglio comunale abbia un interesse privato o familiare, diretto o indiretto, nei cambi di destinazione d’uso attualmente proposti, con delibera urgente, in deroga al piano regolatore esistente e nonostante il voto contrario del Consiglio di Municipalità di Venezia (26 ottobre 2015).

Immaginiamo che la società che ha richiesto il cambio di destinazione d’uso sia direttamente ricollegabile al consorte di tale personalità politica, o magari (ma non vogliamo nemmeno pensarlo) che il nome del consorte appaia addirittura sulla carta intestata della società che ha formulato la richiesta; una società che a Venezia fa già affari d’oro con decine di appartamenti che hanno subito una sorte simile: sottratti alla residenzialità per essere offerti (a cifre proibitive per i residenti) sul mercato online delle locazioni di breve periodo, con un suo sito liberamente consultabile su internet.

Immaginiamo che, per raccogliere consensi elettorali in una città come Venezia dove il tema è cruciale, la personalità politica e il consorte si siano pure distinti nella creazione di una associazione che ha organizzato convegni e incontri pubblici in favore della residenzialità.

Immaginiamo infine che, per completare la burla, la personalità politica veneziana faccia parte dello stesso identico partito a cui appartengono i tre (TRE) esponenti politici che, citati nell’articolo, si sono sperticati in difesa della delibera “urgente”, magari anche arrampicandosi sugli specchi con argomenti di questo tenore:

  1. «La Municipalità da un punto di vista etico ha ragione e siamo tutti preoccupati – ha detto il capogruppo fucsia Maurizio Crovato – In questo caso però rischiamo i ricorsi al Tar»
  2. “De Martin e il sindaco Luigi Brugnaro si sono confrontati a lungo sulla richiesta di .. .. e hanno convenuto che non era il caso di bloccarla” e ancora:
  3. “Sulla residenza siamo più vicini di quanto si pensi – ha detto all’opposizione l’assessore Massimiliano De Martin (Urbanistica) – Dobbiamo creare le condizioni per favorirla, ma in questo non c’è speculazione, né invasione da fuori: sono realtà esistenti che migliorano il tessuto urbano».

Immaginiamo infine che quel partito-azienda costruito intorno ad un’unica figura carismatica disponga in Consiglio comunale, per effetto del premio di maggioranza, dei numeri sufficienti a fare approvare la delibera, nonostante il parere contrario della Municipalità di Venezia-Murano-Burano.

Immaginiamo per un attimo che l’incubo sia vero, e se fosse vero sarebbe lo scandalo dell’anno ma per noi sarebbe lo scandalo del secolo, perché sono i cambi di destinazione d’uso che stanno uccidendo i nostri sogni: il sogno di poter vivere a Venezia o di poterci ritornare, il sogno di vedere i nostri figli crescere in una città a misura d’uomo e di bambino, nel momento in cui già tanti segnali sembrano convergere nel sussurrare un unico messaggio implicito perché impronunciabile nella sua oscenità: “andatevene, idioti, non vedete che siete di intralcio alla speculazione immobiliare”?

Un appello vorremmo quindi rivolgere ai consiglieri comunali, alcuni dei quali sembrano avere tanta fretta di approvare un certo cambio di destinazione d’uso:

Cari consiglieri comunali,

Codici e leggi  a parte, siete sicuri che la città capirebbe tanta pervicace ostinazione nel sottrarre spazi ulteriori alla residenza in questo modo ? A prescindere dell’uso attuale del bene, il cambio di destinazione d’uso è una strada senza ritorno perché aumenta il valore commerciale dell’immobile in misura tale che nessun proprietario sarebbe così folle da voler fare marcia indietro. Non uccidete i nostri sogni, date un segno di discontinuità immediato e tangibile con un passato che probabilmente cela molte altre storie simili a questa.

La richiesta di cambio destinazione d’uso è stata presentata il 4 febbraio di quest’anno, da società sulla cui carta intestata appare/appariva il nome del consorte di uno/una di voi, circostanza della quale molti di voi potevano anche NON essere edotti, benché Venezia sia piccola e anche i muri ne parlino, ma molti di voi (la stragande maggioranza) vive in terraferma il che vi dava il diritto di ignorare tale circostanza o coincidenza che sia, fino ad oggi.

Ci prendiamo noi la responsabilità di pubblicare questo appello, perché nessuno di voi un domani possa dire “ma io non sapevo”.. Noi ci limitiamo a sollevare un dubbio, come cittadini e contribuenti, voi che siete stati eletti per rappresentarci potrete approfondire e decidere, ma almeno lo farete con cognizione di causa e ne renderete conto alla città sul piano etico prima ancora che giuridico.

Sono “soltanto” tre appartamenti, dite? Chi ci conosce sa che di Venezia difenderemo ogni centimetro, perché 20 anni e più di speculazione non ci hanno lasciato altra scelta: è la ragion d’essere e la “ragione sociale” di questo gruppo, che domani si riunisce per decidere le iniziative da intraprendere su questa specifica vicenda .

Prendetevi il tempo di meditare, e magari di spiegarci meglio in cosa consista l’urgenza di quella delibera, in una città che già pullula di alberghi: a pensar male si fa peccato e noi non vogliamo peccare, pensando male di voi.

Riconoscente, la Città vi ringrazia.

VeniceRoofs

Arancia meccanica in Piazza San Marco? No grazie

Il pestaggio di una persona in Piazza San Marco ad opera di cinque persone incappucciate, ieri in pieno giorno, è la dimostrazione che il nuovo Sindaco a Venezia ha finora fallito su tutti i fronti, “sicurezza e decoro” inclusi. Il suo mandato è iniziato con il pestaggio di un fotografo in Piazza San Marco, ad opera di persone (identificate) della stessa nazionalità della persona che ieri le ha prese:

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/07/11/news/fotografo-picchiato-da-un-gruppo-di-venditori-abusivi-1.11760017

.. e nessuno intende a lui imputare la situazione di degrado che si era progressivamente creata ben prima del suo arrivo, con decine di venditori abusivi che agiscono indisturbati e a volte molestano i passanti, ma quanto accaduto ieri era previsibile ed evitabile. Per evitare che si ripeta basterebbe introdurre una pattuglia fissa in Piazza, come in molti chiedono inascoltati da mesi, ma la testa del Sindaco è probabilmente altrove: là dove pesca i voti, in terraferma. Quanti residenti sono rimasti, nel sestiere di San Marco, con lo spopolamento che continua inesorabile per fare spazio alla monocultura turistica? Meno di quelli che vivono alla Giudecca, ormai.

Il Gruppo25Aprile condanna con fermezza ogni forma di violenza e richiama il Sindaco alle sue responsabilità in materia di tutela dell’ordine pubblico: per presidiare la nostra unica Piazza basterebbe una pattuglia fissa e i precedenti ormai numerosi rendono la misura indifferibile, prima che l’episodio di ieri inneschi  una escalation di violenze e rappresaglie.

Marco Gasparinetti

Portavoce,

Gruppo25Aprile

31 ottobre 2015

I fatti di ieri:

http://www.le-ultime-notizie.eu/articulo/caccia-all-uomo-in-piazza-san-marco-rn-5-incappucciati-seminano-il-panicorn-per-giustiziare-un-ambulante/1436739

arancia-meccanica

Consiglio comunale 29 ottobre: i piedi sulla città?

Nel film « le mani sulla città », il grande regista Francesco Rosi denunciava i meccanismi della speculazione immobiliare e della corruzione politica che stavano cambiando volto all’Italia. Nel caso di Venezia si potrebbe agevolmente girare un film e intitolarlo « i piedi sulla città » : 60 milioni di piedi che ogni anno solcano i nostri masegni, secondo i dati ufficiali dell’Annuario del turismo edito dal Comune, creando una pressione ormai insostenibile sul tessuto urbano, ambientale e sociale di Venezia in un crescendo senza fine che è ormai fonte di inquietudine anche per l’UNESCO e potrebbe presto portare questa città patrimonio dell’Umanità (e non dell’Umana Spa) nella lista dei siti a rischio, ad opera dell’apposito Comitato che si riunirà a giugno del 2016.

60 milioni di piedi (che calzino infradito o tacchi a spillo poco importa) in una città ormai stabilmente scesa sotto la soglia dei 60.000 abitanti, in un rapporto di mille piedi per abitante, con un paradosso apparentemente inspiegabile : un bilancio comunale in difficoltà nonostante tutti i dolorosi tagli della gestione commissariale, che per il terzo anno consecutivo si avvia a sforare il patto di stabilità malgrado la manna apparente di tutti quei turisti che – come ci dicono – sono una benedizione del Signore mentre (paradosso dei paradossi) molte attività commerciali continuano a chiudere e il valore di avviamento di quelle esistenti continua a diminuire, vittima di un turismo di massa divenuto incompatibile con il turismo di qualità che genera ben altro indotto, ma per definizione tende a scansare i luoghi devastati da quello di massa e che quindi rischiamo di perdere, come dimostrano i commenti di molti osservatori stranieri.

Nella vita bisogna saper scegliere e per Venezia è giunto il tempo delle scelte. Le linee programmatiche 2015-2020 che il Consiglio comunale si appresta a discutere nella seduta del 29 ottobre potevano e dovevano essere l’occasione per affrontare questo paradosso, avviando almeno una seria discussione sulle scelte strategiche necessarie per invertire la tendenza allo spopolamento (e scegliere su quale tipo di turismo “puntare”) a maggior ragione se si considera che fra le promesse del Sindaco in carica c’era quella di « 30.000 nuovi residenti ». Nessuno di noi si aspettava di vederli arrivare in tre mesi, ma a più di quattro mesi dalle elezioni sarebbe lecito attendersi almeno un’indicazione del « come » mantenere le promesse elettorali ; per la cronaca, il contatore dei residenti ha invece registrato una perdita ulteriore di 300 unità, nei primi 3 mesi di mandato della nuova Giunta comunale. Sulla regolamentazione dei flussi turistici le proposte della società civile e del mondo imprenditoriale non mancano, ma di nessuna abbiamo trovato traccia nelle linee programmatiche che verranno discusse dal Consiglio comunale, luogo per eccellenza deputato a discutere di scelte strategiche come questa.

Nell’introduzione alle Linee Programmatiche 2015-2020, tuttavia, è scritto che si tratta di « un progetto continuamente in divenire, aperto ai contributi e alle integrazioni che i corpi intermedi della societàcivile e i singoli cittadini vorranno continuare a farci arrivare, perché la democrazia è partecipazione ». Nel rallegrarci per questo segnale di apertura, come piattaforma civica abbiamo quindi elaborato il documento qui allegato, e su questa base siamo pronti a confrontarci con il Sindaco e la sua Giunta nell’ottica di democrazia partecipata che a parole almeno è stata annunciata. Sui singoli temi lavoriamo da mesi e saremo in grado di integrare le osservazioni di sintesi con un’analisi dettagliata e documentata delle soluzioni proposte.

Venezia, 28 ottobre 2015

Il Gruppo25Aprile

VeniceRoofs

Allegato 1 :

Osservazioni sull’impianto complessivo delle « Linee Programmatiche 2015-2020 »

Le linee programmatiche 2015-2020 dovrebbero offrire una strategia e una visione di insieme della Venezia che vogliamo di qui al 2020; di tale strategia o visione di insieme non vi è traccia apparente, che non sia quella di una sorta di eutanasia programmata della città d’acqua, ai cui residenti non resterà che un futuro di sudditanza assoluta rispetto alle esigenze della monocultura turistica, per la gioia della speculazione che vede crescere il valore a metro quadro di ogni immobile che da residenziale si trasforma in albergo o residenza turistica.

Quella che traspare dal documento è una città al servizio di porto, VTP, aeroporto e tour operators (cinesi in particolare, con un potenziale già stimato in 400 milioni di arrivi) in un ribaltamento di ruoli deleterio perché privo di contrappesi o freni inibitori, volto a massimizzare i flussi turistici anziché razionalizzarli a profitto di un turismo di qualità e della città stessa, che ne diventa mero “contenitore” (capitolo 7: infrastrutture, sono tutte al servizio dei vettori che potranno in quel modo convogliare a Venezia masse crescenti di turisti).

Siamo seduti su una miniera d’oro (Venezia), ma come in certe colonie di altre epoche, la miniera verrà sfruttata in modo tale che i proventi finiscano altrove, e pazienza se mercurio e cianuro avranno nel frattempo ammorbato l’aria e l’acqua. Qual è il contributo di porto, aeroporto e VTP al bilancio comunale? Zero. E allora perché perseguire una politica di grandi opere (allargamento aeroporto e stazione marittima, scavo del Vittorio Emanuele, alta velocità da Mestre all’aeroporto) senza contropartite per la città che ne subirà i disagi? Se vogliamo parlare di strategia, il punto di partenza dev’essere la consapevolezza che i nostri problemi sono collegati fra loro e in particolare :

  1. La pressione turistica, in un rapporto di causa a effetto ormai evidente, continua a espellere residenti, negozi di vicinato e attività artigianali, senza nemmeno portare a benefici tangibili per il bilancio comunale. L’IVA percepita su quel fiume di denaro in “transito” viente integralmente versata allo Stato, così come le tasse portuali e quelle di ancoraggio, mentre l’imposta di soggiorno (l’unica che finisce nelle casse comunali) paradossalmente colpisce soltanto il turismo più stanziale e sostenibile. La razionalizzazione dei flussi turistici (adottando una almeno delle proposte già sul tavolo, che potrebbero essere sottoposte ad analisi comparata in termini di costi/benefici) potrebbe invece generare le risorse necessarie a riportare in equilibrio il bilancio comunale (rapporto fra entrate e spese correnti) e finanziare una politica per la casa nella Venezia insulare, che è totalmente assente nelle linee programmatiche: queste parlano soltanto di un censimento già realizzato due anni fa, come se non fosse mai stato fatto. Nulla si dice della necessità di completare almeno quanto già avviato – esempio, gli appartamenti alle Conterie a Murano – e del come ristrutturare/restaurare le 600 unità immobiliari vuote e/o inagibili.
  2. Fra gli argomenti NON affrontati dalle linee programmatiche, una seconda lacuna ci sorprende in modo particolare: il trasporto acqueo che è ormai al collasso, in una città dove ogni giorno si riversano, per motivi di lavoro, decine di migliaia di pendolari in aggiunta ai flussi turistici ormai incontrollati; eppure tali flussi generano introiti notevoli per l’ACTV, che avrebbe dovuto reinvestirli nel rinnovo di una flotta ormai vetusta, inquinante e totalmente inadeguata rispetto alla domanda. Si è preferito spremere la flotta come un limone (con il prezzo dei biglietti a 7,5 euro per i non residenti) reinvestendo i profitti altrove? Ora di cambiare rotta perché la situazione sta diventando insostenibile, come dimostrato dai sempre più frequenti guasti meccanici a bordo. Della lotta al moto ondoso poi non abbiamo trovato traccia, nel documento, eppure è uno dei problemi che rischia di finire (anche) nel mirino dell’UNESCO, per le conseguenze che comporta sul nostro patrimonio architettonico.
  3. Trovare casa a Venezia è condizione necessaria ma non sufficiente, se i redditi da lavoro delle persone che ci vivono sono insufficienti per poter restare in città; come gruppo abbiamo sempre insistito sul binomio casa/lavoro. Creare posti di lavoro è stata una delle prime promesse del futuro sindaco Brugnaro in campagna elettorale. Essa riguarda sia la terraferma che la città insulare. Di seguito ci occupiamo della creazione di posti di lavoro nella città insulare per le sue caratteristiche speciali rispetto a tutte le altre città venete, italiane ed europee. Noi proponiamo la creazione di posti di lavoro in settori non collegati, né direttamente, né indirettamente al turismo; ciò al fine di evitare quella totale dipendenza di Venezia dal turismo e di creare attività produttive alternative in settori che tengano conto della fragilità della Venezia insulare. La conditio sine qua non è quella di bilanciare tramite esenzioni fiscali i maggiori costi di gestione di qualsiasi attività produttiva nella Città insulare; ovviamente tutto nel rispetto della normativa europea che vieta gli aiuti di stato, aiuti intesi come sovvenzioni, esenzioni fiscali, agevolazioni di qualsiasi tipo, anche non in denaro, che distorcerebbero la libera concorrenza europea. In attesa di arrivare al grande obiettivo del riconoscimento di una specialità di Venezia a livello europeo attraverso l’art 107 del Trattato di Lisbona, obiettivo che vorremo vedere riconosciuto nel Programma di governo di Venezia, la strada è quella dell’utilizzo della deroga a questa normativa che si chiama “aiuti de minimis”. Questa deroga prevede la possibilità di aiutare fino a 200.000 euro in tre anni le imprese. Da calcoli fatti con Comune, Eurosportello e Camera di Commercio, le imprese “insulari” non collegate alla attività turistica che potrebbero beneficiarne attirandone di nuove e incrementando il numero dei posti di lavoro sono circa 5.000 (vedo documento Unioncamere: allegato 2). Questo come obiettivo di breve termine per invertire la tendenza; nel medio termine, rilanceremo inoltre la proposta di una zona franca (con esenzione fiscale per tutte le imprese che creano o mantengono posti di lavoro non collegati al turismo). Dove? Per non ripetere gli errori commessi dal Governo nazionale con la vicenda degli sgravi contributivi (vicenda kafkiana che sta portando alla restituzione di tali sgravi maggiorati di interessi), la zona franca andrebbe circoscritta alla Venezia insulare, riservandola a feterminate tipologie di attività produttive e artigianali che ancora esistono o possono essere create, con le conseguenti ricadute occupazionali in quello spazio vasto che è l’arsenale e nelle isole dove ancora esistono realtà manifatturiere e artigianali, la cui sopravvivenza è sempre più a rischio.
  4. La “miniera d’oro” chiamata Venezia genera un fatturato di 10 miliardi all’anno, imposte pari a 3 miliardi circa e un residuo fiscale (differenza fra imposte riscosse e servizi o trasferimenti statali, inclusi quelli per il MoSe) pari a un miliardo di euro all’anno. I margini di manovra per un negoziato con lo Stato centrale ci sarebbero, con queste premesse. Qualcuno potrebbe obiettare che lo Stato italiano non accorderebbe mai alla Venezia insulare una zona franca, per il precedente che potrebbe creare rispetto ad altre zone insulari? Per conoscere la risposta occorre proporlo, cosa che non è stata mai fatta.. ma la cosa più grave è che di zone franche le linee programmatiche parlano eccome, in un senso completamente diverso : quello di una zona franca doganale da allargare in terraferma, per facilitare il commercio con i Paesi extra UE (gli unici ancora soggetti a dazi doganali). Quali posti di lavoro si possono creare, e quanti se ne distruggono, con una zona franca di quel tipo ? Altri scaricatori di porto, per le merci in arrivo dalla Cina ? Sono quelli i posti di lavoro di cui abbiamo bisogno, a Venezia ?
  5. Oltre al rifinanziamento della Legge speciale, su cui bene fa il Sindaco a puntare i piedi perché è un atto dovuto per la manutenzione ordinaria, si potrebbe anche ragionare su un “reddito di guardiania” (o di cittadinanza, intesa però come residenza a tempo pieno) da finanziarsi con i proventi del turismo o con parte dell’IVA da trattenersi sul territorio (le ipotesi fin qui discusse con i sottosegretari all’economia a livello di ipotesi produrrebbero un gettito di 20 milioni di euro all’anno).
  6. Quello che va assolutamente ribaltato, in ogni caso, è il rapporto di sudditanza che traspare dalle linee programmatiche così come sono attualmente strutturate: per riequilibrare il rapporto di forze con il meccanismo di pesi e contrappesi che è la grande conquista delle democrazie liberali avanzate, ognuno faccia il suo mestiere ! Fermo restando che le società per azioni sono costituite a fine di lucro e il lucro da perseguire è quello degli azionisti, il ruolo di un Sindaco è quello di far valere le ragioni della civitas (i cittadini), e non di spolparla (svuotandola dei suoi abitanti) per poi gettarne la carcassa in pasto agli avvoltoi che volteggiano in cerca di preda.

TurismoVenezia

Allegato 2: Documento Unioncamere

Oggetto: ipotesi di quantificazione del finanziamento da richiedere al Governo italiano per la compensazione dei maggiori costi delle imprese di Venezia insulare

DATI SULLE AZIENDE DI VENEZIA INSULARE

La Camera di Commercio e l’Unioncamere hanno ottenuto il file dell’elenco delle aziende con sede nella Venezia insulare. Sono circa 12.000.

LE AZIENDE SU CUI CONCENTRARE GLI INCENTIVI

Ipotizzando di selezionare le aziende che potranno avere accesso agli incentivi sulla base della classificazione ATECO (attività manifatturiere e servizi, escluse tutte le attività legate al turismo), le aziende da considerare sono circa 5.000.

LA QUANTIFICAZIONE DELLA RICHIESTA AL GOVERNO

Volendo quantificare la richiesta da rivolgere al Governo per la copertura finanziaria di tali incentivi, possiamo utilizzare come punto di riferimento il tetto “de minimis” di 200.000 Euro (previsto nella nuova proposta) su tre anni.

Così facendo, l’ammontare totale risulta il seguente:

5.000 x 200.000 Euro= 1.000.000.000 Euro

1.000.000.000: 3 anni = 333.333.333 Euro (333 milioni di Euro) all’anno

Gli sgravi contributivi contestati dalla Commissione europea e concessi dal Governo italiano alle aziende di Venezia e Chioggia nel periodo 1995/1997 ammontano a 37,7 milioni di Euro

La cifra di 333 milioni di Euro è piuttosto elevata, anche considerando che alcune aziende avranno già usufruito di parte di essa e che, in base all’esperienza dell’Unioncamere, non tutte le aziende ammissibili ne fanno uso. Però serve per capire che probabilmente non c’è bisogno di chiedere deroghe specifiche per Venezia in quanto le possibilità concesse dalla ”de minimis” sono sufficienti.

FORMA DELL’AIUTO

Gli sgravi fiscali (vedi proposta di legge presentata da Unioncamere) sono la forma più snella, economica e semplice da gestire in quanto richiedono solo un lavoro di controllo delle dichiarazioni (dichiarazioni dei redditi e dichiarazioni de minimis) fatte dalle aziende.

Diversamente, la gestione di sovvenzioni implica la creazione di un ufficio presso Comune e/o Camera di commercio esclusivamente dedicato alla assegnazione, gestione e controllo delle stesse.

CONDIZIONE PER LA CONCESSIONE DEGLI INCENTIVI

Anche se la de minimis può essere concessa in modo incondizionato, si possono individuare delle condizioni che le aziende devono soddisfare per poter godere degli incentivi.

Tali condizioni possono essere legate all’obiettivo di premiare le aziende che fanno innovazione, ricerca e sviluppo o supportare quelle che si devono adeguare a norme ambientali restrittive, ecc. ecc.

NB l’importo massimo utilizzabile nel triennio corrisponde grosso modo al residuo fiscale che Venezia accumula in media ogni anno, nei confronti dello Stato italiano.

Ca'Loredan

Ghea podemo far.. fiasco?

Comunicato stampa

L’espressione “fare fiasco” (equivalente di “fare cilecca”) trae origine dalla vicenda di un artista che ogni sera si esibiva in simpatici monologhi, che condivideva con oggetti a cui si rivolgeva adoperando parole e smorfie divertenti.  Una sera – così si narra – decise di esibirsi in un monologo portandosi come compagno di scena un tipico fiasco da vino; invece di divertire il pubblico però, l’artista lo annoiò a tal punto che questo reagì e iniziò a fischiarlo a più non posso.

Impegnati com’erano nell’erogazione di spritz agli elettori, i vincitori delle ultime elezioni comunali (all’insegna dello slogan “ghea podemo far”) sembrano aver dimenticato l’origine dell’espressione e anche, en passant, i doveri fondamentali dell’esecutivo comunale. Pagina bianca, quella che tutti aspettavamo per poter valutare la nuova Giunta comunale:

http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=8

A ricordare quegli obblighi (che non sono affatto una formalità) ci ha pensato un’interpellanza urgente presentata al nuovo Sindaco, in data 5 ottobre, dalla lista Casson che in Consiglio comunale conta su cinque consiglieri eletti.

Nell’interpellanza, che il Senatore Casson ha inviato per conoscenza anche al Prefetto di Venezia, si ricordano due passaggi cruciali che sono alla base di tutta la dinamica istituzionale in quanto permettono al Consiglio comunale e alle Municipalità di svolgere il ruolo a cui sono preposti, e ai cittadini (nonché agli organi di stampa) di capire in quale direzione concretamente si muoverà l’amministrazione comunale.

I passaggi essenziali sono i seguenti, e il virgolettato è tratto dallo Statuto comunale di Venezia.

Articolo 10: “Entro sessanta giorni dalla nomina, ogni assessore/a presenta al Sindaco un programma di referato con l’analisi della situazione in atto, l’indicazione degli obiettivi annuali e pluriennali e quella degli strumenti operativi che si intendono attivare. Il Sindaco nei successivi trenta giorni, previo esame da parte della Giunta, trasmette i programmi di referato alle Commissioni competenti ed alle Municipalità”.

Articolo 5bis: “Entro tre mesi dalla prima seduta del Consiglio, il Sindaco, sentita la Giunta, consegna ai Capigruppo Consiliari il testo contenente le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato. Entro il mese successivo il Consiglio esamina il programma di governo che viene sottoposto a votazione finale”.

Per quanto attiene al secondo obbligo, la prima seduta del Consiglio comunale si è tenuta in data 2 luglio e i tre mesi sono scaduti senza che al Consiglio comunale venisse trasmesso uno straccio di programma. Per quel che riguarda il primo, che è propedeutico al secondo, i termini sono ampiamente trascorsi e l’interpellanza chiede di sapere “se e quando si intendano rispettare tutti i termini legislativamente fissati”.

Lo Statuto comunale è la Magna Charta dell’attività istituzionale cittadina. Come piattaforma civica ci auguriamo che ai ritardi eventuali venga posto rimedio al più presto, essendo a tutti evidente la necessità di una strategia di governo e di una visione complessiva dei molti problemi che quotidianamente tocchiamo con mano.

Venezia 6 ottobre 2015

VeniceRoofs

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Comunicato stampa: con l’acqua non si scherza!

Venezia, 14 settembre 2015

Comunicato stampa sul progetto di scavo del canale Vittorio Emanuele (in rosso, nella cartina):

venezia-canali_big

A giudicare dal comunicato stampa di Alessandra Moretti datato 11 settembre (data notoriamente infausta in materia di mezzi di trasporto) e dalle successive dichiarazioni di un esponente di spicco quale Davide Zoggia, una parte del PD ha già deciso di farsi rifilare un “pacco” a scatola chiusa, chiamato adeguamento del canale Vittorio Emanuele, prima ancora che il ventilato progetto sia stato presentato o illustrato nei suoi dettagli essenziali. Perché questa benedizione “ex ante”, e perché in questo momento quando alla presentazione del progetto mancano poche settimane?

Nel momento in cui vengono fatte a nome del PD, tali dichiarazioni denotano mancanza di rispetto nei confronti degli elettori e dei circoli del PD che non risultano essere stati interpellati né consultati; sono questioni interne al partito? No, se certi esponenti politici non si chiedono nemmeno come mai, alle ultime elezioni comunali, quello del “non voto” è stato il primo partito, per la prima volta nella storia di Venezia: atteggiamenti come quelli emersi nelle ultime ore forniscono invece qualche chiave di lettura della disaffezione dell’elettorato veneziano. A Venezia c’è vita anche oltre i partiti, e questa piattaforma civica lo dimostra.

Diversamente dagli esponenti politici sopra citati, il Gruppo25Aprile non ritiene che gli elementi di dominio pubblico siano allo stato attuale sufficienti per prendere posizione a favore o contro lo scavo del Vittorio Emanuele, e certe prese di posizione non fanno che rafforzare la diffidenza di chi già nutre perplessità. Se fossimo dei politicanti, approfitteremmo della caduta di stile della Signora Moretti per lanciare una manovra politica di segno uguale e contrario: sparando a zero su un progetto di scavo di cui ancora non si sa quasi nulla, e magari raccoglieremmo adesioni a valanga.

Non lo facciamo perché con l’acqua non si scherza, a Venezia. La nostra posizione, e le iniziative che ne conseguiranno, verrà decisa quando la cittadinanza avrà una risposta ad alcune domande essenziali, fra cui:

  1. Di quanto dovremo scavare e allargare quel canale che per le navi è in disuso da decenni, considerate le dimensioni delle grandi navi attuali? Per saperlo, occorre fra l’altro realizzare un rilievo batimetrico aggiornato del fondale lungo tutto il percorso ipotizzato; è stato fatto, e con quali risultati?
  2. Che fanghi verranno scavati, in che quantità e dove verranno portati? Per saperlo, occorre fra l’altro effettuare una campagna di carotaggi del fondale; è stata fatta?
  3. Il bacino di evoluzione per navi della lunghezza di 300 metri che dovranno affrontare una curva ad L, per arrivare in Marittima, come e dove verrà realizzato? Risagomando l’isola dei petroli e l’isola delle tresse, come ipotizzato dall’Autorità portuale? Con che materiali sono state create, quelle due isole?
  4. Quale impatto avrà questo scavo sull’equilibrio idromorfologico della Laguna, e in cosa differisce rispetto allo scavo del Contorta?
  5. Quale impatto avrà sul totale delle emissioni, dato l’allungamento del percorso e dei tempi di transito delle Grandi Navi in Laguna? Quali interferenze con il traffico commerciale, dato che il canale dei petroli è a senso unico alternato per ragioni di sicurezza della navigazione?

Il compito di fornire risposta a queste e altre domande spetta all’autorità proponente, che dovrà sottoporre il progetto ad una valutazione di impatto ambientale. Se l’analisi dovesse risultare carente, saremo attivi e partecipi come lo siamo stati in occasione delle discussioni sullo scavo del Contorta, inizialmente presentato come “adeguamento”.

Se qualcuno ha già dimenticato il movimento di opinione che si è creato quando la città si è sentita presa in giro con il tentativo (fallito) di forzatura chiamato Contorta, farà bene a rinfrescarsi la memoria perché è storia recente:

https://gruppo25aprile.org/?s=regata+storica

Agli esponenti politici che si stanno pronunciando a favore dello scavo prima ancora di conoscere il progetto diciamo: non è con forzature politiche come quella dell’11 settembre o con prove tecniche di inciucio in salsa jesolana che potrete convincere la cittadinanza, ma con risposte documentate alle domande che la cittadinanza è in diritto di fare, su qualunque opera rischi di compromettere il delicato equilibrio della Laguna di Venezia.

Il Gruppo25Aprile

Lettera aperta: quando un Sindaco non rappresenta più i valori condivisi di una città..

Aldo Manuzio

Venezia, 25 agosto 2015

Quando cinguetta su twitter, questo Sindaco non lo fa in nome della città ma in nome proprio, e la libertà di espressione vale anche per lui come per tutti i cittadini.. ma quando distribuisce insulti a personalità del mondo della cultura (Adriano Celentano, Elton John) dall’alto della sua carica, questo Sindaco con delega alla cultura si dimostra semplicemente inadeguato per la delega che si è auto-attribuito.

Quando pubblicamente minaccia i giornalisti di denunciarli per “esercizio abusivo della professione” (?!?), quando di fatto censura un grande fotografo come Gianni  Berengo Gardin con la pretesa di inquadrarne l’opera per piegarla ai suoi fini politici, quando dà del “comunista” a un giornalista RAI colpevole di avergli fatto una domanda di troppo, questo Sindaco fa torto alla città in cui Aldo Manuzio prosperò perchè baluardo della libertà di stampa, oltre che della libera impresa.

Avrà le sue ragioni? Non lo mettiamo in dubbio ma quando attribuisce patenti di “sfigato” a chi non la pensa come lui (come ha fatto nella sua intervista a Panorama) questo Sindaco non rappresenta più i valori fondanti, e tuttora condivisi, di una città che Francesco Petrarca aveva lodato come “unico albergo ai giorni nostri di libertà, di giustizia, di pace, unico rifugio dei buoni e solo porto a cui, sbattute per ogni dove dalla tirannia e dalla guerra, possono riparare a salvezza le navi degli uomini che cercano di condurre tranquilla la vita”.

Quando questo Sindaco comincerà ad occuparsi dei molti problemi che affliggono Venezia, a partire dalla perdita continua di residenti e dai flussi turistici che hanno riempito le pagine dei quotidiani in questi giorni, anziché dedicare tante energie a polemiche futili quanto sterili, sarà un piccolo passo per lui e un grande passo per la città che rappresenta agli occhi del mondo. Esserne il Sindaco conferisce una grande visibilità, che i sindaci di altre città non hanno, amplificandone nel bene e nel male le voci e i sussurri; nell’interesse della città (che va ben oltre gli interessi di parte) pubblicamente gli chiediamo di farne un uso intelligente, utilizzando toni più consoni al suo ruolo istituzionale e alla storia millenaria di Venezia.

——–

La lettera “aperta” è tale perché pubblica e aperta alle adesioni individuali di chiunque si riconosca nelle preoccupazioni a cui stiamo cercando di dare voce, senza “cappelli” o etichette politiche di sorta. L’intervista a Panorama è questa:

http://www.panorama.it/news/politica/luigi-brugnaro-sindaco-venezia-intervista/

Gli altri “epiteti” brugnariani sono partiti via twitter (a ruota libera, in un crescendo di polemiche contro tutti). Colpa del caldo? Speriamolo. Quando un Sindaco non rappresenta più i valori condivisi di una città, i cittadini che non si riconoscono nell’immagine trasmessa “urbi et orbi” da quel Sindaco hanno comunque il diritto di farlo sapere, con i mezzi di cui dispongono: consapevoli della disparità dei mezzi a disposizione, ma non per questo rassegnati a tacere.

Per aderire a questa lettera potete: 1) lasciare un commento con le vostre generalità su questa pagina 2) inviare una email a: 25aprile2015@gmail.com 3) partecipare alla discussione nel gruppo facebook in cui ha preso spunto: https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

Hanno già firmato (in ordine alfabetico):

  1. Flavia Antonini
  2. Laura Baita
  3. Gloria Barbone
  4. Stefano Barina
  5. Lucia Bartoloni
  6. Stefano Barzizza
  7. Annamaria Beccaris
  8. Maria Chiara Bellati
  9. Carlo Beltrame
  10. Alberto Benvenuti
  11. Enrica Berti
  12. Anna Bolcato
  13. Alessandro Bozzato
  14. Margherita Bravo
  15. Stefano Bravo
  16. Marco Caberlotto
  17. Tiziana Cadinaro
  18. Vera Cantale
  19. Silvia Cappelletto
  20. Natasa Carousel
  21. Cino Casson
  22. Mauro Cazzaro
  23. Gaetano Ceschia
  24. Roberta Chiarotto
  25. Flavio Cogo
  26. Marino Coltro
  27. Isa Compagno
  28. Simonetta Cordella
  29. Cristina Costantini
  30. Giacomo Cosua
  31. Marina Cravin
  32. Sofia Cutrone
  33. Alice Degnato
  34. Tommaso De Michiel
  35. Walter De Michiel
  36. Adriano De Vita
  37. Marco Aurelio Di Giorgio
  38. Francesco Di Pumpo
  39. Riccardo Domenichini
  40. Franca Ducati
  41. Walter Fano
  42. Elisabetta Favaretti
  43. Anna Ferrigno
  44. Adelina Finzi
  45. Francesco Foschi
  46. Nicoletta Frosini
  47. Giampietro Gagliardi
  48. Marco Gasparinetti
  49. Piera Gusatto
  50. Adriano Kraul
  51. Rosanna Ligi
  52. Pietro Majer
  53. Salvatore Marchese
  54. Daniela Marino
  55. Mario Martinotti
  56. Angelo Marzollo
  57. Paola Minoia
  58. Silvia Nordio
  59. Filippo Maria Paladini
  60. Renzo Paniccia
  61. Alessandro Passi
  62. Magda Pattarello
  63. Cesare Peris
  64. Bruno Piasentini
  65. Gianluigi Placella
  66. Roberto Pontini
  67. Davide Ravagnan
  68. Alessandra Regazzi
  69. Angelo Riboni
  70. Alvise Rossi
  71. Mario Rosso
  72. Cristiana Rubini
  73. Pino Sartori
  74. Veronica Scarpa
  75. Marco Secchi
  76. Loredana Seno
  77. Franca Simoli
  78. Alessandra Sitran
  79. Carla Sitran
  80. Antonella Stocco
  81. Giuseppe “Bepi” Tattara
  82. Duccio Toffanello Guadagni
  83. Nicola Tognon
  84. Nicola Tonon
  85. Mario Torcinovich
  86. Maria Grazia Trevisan
  87. Paolo Valdisserri
  88. Teresa Venier
  89. Dario Vianello
  90. Roberta Vianello
  91. Luigi Vianelli
  92. Silvia Visnadi
  93. Francesca Vistosi
  94. William Warhol
  95. Marcel Willsch
  96. Selina Zampedri
  97. Barbara Zanetti
  98. Andrea Zanin
  99. Maurizio Zennaro
  100. Maddalena Zocco

Fuochi del Redentore – Appello al Sindaco Brugnaro

Venezia, 9 luglio 2015

Egregio Signor Sindaco,

Dalla stampa quotidiana apprendiamo che Lei intenderebbe organizzare un Redentore “diffuso” con fuochi di artificio sparsi su tutto il territorio comunale. In vista della prima riunione di Giunta convocata per domani 10 luglio, che all’ordine del giorno ha anche e soprattutto una prima ricognizione della difficile situazione di bilancio, e alla luce dei tragici eventi che hanno colpito la riviera del Brenta (un morto, trenta feriti e un centinaio di abitazioni danneggiate dal tornado di ieri) in Comuni a noi vicinissimi e che fanno parte della futura città metropolitana di Venezia, di cui Lei stesso sarà presto il Sindaco, rispettosamente vorremmo sottoporre alla Sua attenzione le seguenti considerazioni di merito e di opportunità.

  1. Se la situazione di bilancio è compatibile con i maggiori costi che il Redentore “diffuso” comporterebbe, per noi cittadini e contribuenti risulterebbe difficile capire perché tali margini di manovra non vengano invece utilizzati per attenuare gli effetti dei dolorosi tagli a servizi essenziali deliberati dalla gestione commissariale, che hanno colpito ampie fasce della popolazione residente;
  2. Alla luce della tragedia che ha colpito i Comuni di Dolo, Mira e Pianiga, i fuochi diffusi in terraferma potrebbero anche essere interpretati come un segno di superficialità o mancanza di sensibilità istituzionale; se veramente la situazione di bilancio è così florida, Le proponiamo pertanto di stanziare con apposita delibera urgente, che potrà essere adottata domani stesso, un importo almeno equivalente al costo dei fuochi “diffusi” in favore delle popolazioni colpite dal tornado, dando un segno di sobrietà e di solidarietà più consono alle circostanze attuali.
  3. Nel caso in cui le considerazioni di cui sopra dovessero sembrarle irrilevanti, Le ricordiamo le dichiarazioni da Lei rilasciate in campagna elettorale, quali ad esempio: ” Gli animali domestici sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana, ed è una mia prerogativa tutelarli” (incontro al parco Albanese, 24 maggio) e ancora: “Una società civile è una società che rispetta e tutela gli animali.” Come Lei sa, e come riconosciuto ad esempio dal Comune di Torino, l’ipersensibilità di molti animali ai fuochi di artificio è ben documentata e un conto è organizzare dei fuochi in bacino San Marco, altra cosa è farlo in prossimità di canili o peggio ancora di una ZPS dove nidificano specie protette. Se avesse dei dubbi al riguardo, nel territorio comunale sono presenti varie associazioni (a titolo di esempio: Associazione Canili, ENPA, LAV, LIPU e WWF) che potranno essere consultate prima di prendere una decisione potenzialmente contraddittoria con le dichiarazioni da Lei rese in campagna elettorale.

Per tutti i motivi sopra esposti, a Lei e alla Giunta comunale

CHIEDIAMO

di riconsiderare l’idea di un Redentore “diffuso” con fuochi in terraferma e di stanziare invece un importo equivalente in favore delle popolazioni colpite dal tornado di ieri nei territori comunali di Dolo, Mira e Pianiga o, in alternativa, di utilizzare tale importo per attenuare i tagli ai servizi alla persona deliberati dalla gestione commissariale, la cui lista è lunga. Siamo certi che, alla luce delle circostanze attuali, non resterà insensibile a questa richiesta e cogliamo l’occasione per formulare i migliori auguri di buon lavoro a Lei e alla Giunta che si riunirà domani, 10 luglio.

Nella foto: Villa Fini a Dolo, prima e dopo il tornado dell’8 luglio (foto Enrico Garbo).

Per aderire all’appello potete: 1) lasciare un commento con le vostre generalità su questa pagina 2) inviare una email a: 25aprile2015@gmail.com

VillaFini fotoEnricoGarboPrima firmataria:

Selina Zampedri

Adesioni all’appello già raccolte nelle prime ore, in ordine alfabetico:

  1. Paola Agostinetti
  2. Daniela Alzetta-Boschian
  3. Elena Andreoli
  4. Sabrina Ardizzoni
  5. Sara Artico
  6. Adriana Augusti
  7. Wanda Azzolini
  8. Beatrice Baggio
  9. Elisabetta Bai
  10. Alice Bakdovin
  11. Valentina Baldessari
  12. Francesca Baldi
  13. Chiara Barazzuol
  14. Barbara Barbato
  15. Roberta Barbato
  16. Giulia Barbierato
  17. Gloria Barbone
  18. Elena Barichello
  19. Stefano Barina
  20. Stefano Barzizza
  21. Lilly Bastico
  22. Adriana Bellenzier
  23. Carlo Beltrame
  24. Arrigo Benetti
  25. Silvia Benetollo
  26. Giulia Benvegnù
  27. Emma Bergamini
  28. Sebastiano Berghino
  29. Stefano Bergo
  30. Lidio Berhan
  31. Anna Bernardinello
  32. Enrica Berti
  33. Elisa Berto
  34. Marco Berto
  35. Sara Bettiolo
  36. Francesco Bez
  37. Raffaela Bianchetto
  38. Angela Bianco
  39. Giacomo Bianco
  40. Francesca Biancu
  41. Luisa Biasutti
  42. Massimiliano Bigarello
  43. Marco Bini
  44. Francesco Biscaro
  45. Alberto Bisello
  46. Laura Elisa Bisutti
  47. Stefano Bizzotto
  48. Silvia Bobbo
  49. Roberta Bognolo
  50. Anna Bolcato
  51. Matteo Bonel
  52. Alessandra Bonesini
  53. Alessandra Bonesso
  54. Francesca Bonesso
  55. Claudia Bonso
  56. Marco Borghi
  57. Damiano Bortolato
  58. Rossella Bortoletti
  59. Anna Bortolotti
  60. Daniela Boscolo
  61. Sandra Boscolo Brusá
  62. Leonardo Bosello
  63. Alessandro Bozzato
  64. Serena Bozzo
  65. Berta Brandle
  66. Giuliano Brandoli
  67. Aldo Brandolisio
  68. Ilaria Brandolisio
  69. Margherita Bravo
  70. Stefano Bravo
  71. Rossella Breda
  72. Paolo Brunello
  73. Luciana Bruno
  74. Sara Buggero
  75. Cinzia Bullo Morgano
  76. Alvise Busetto
  77. Giampaolo Busetto
  78. Giulia Busetto
  79. Roberto Caccin
  80. Michele Calenda
  81. Nicola Calenda
  82. Simone Caltran
  83. Anna Camillo
  84. Sandra Campanella
  85. Renato Canciani
  86. Maria Rosa Cannistraci
  87. Patrizia Cappello
  88. Mario Cardamone
  89. Ottavia Carlon
  90. Julie Carraro
  91. Lucia Carrer
  92. Marta Casarin
  93. Luciana Castagnaro
  94. Roberto Catto
  95. Barbara Cavaliere
  96. Sally Ceccato
  97. Andrea Cemolin
  98. Giancarlo Cemolin
  99. Marco Cemolin
  100. Laura Ceoldo
  101. Stefano Ceolin
  102. Mariarosa Cerni
  103. Monica Cesarato
  104. Francesco Ceselin
  105. Silvia Cester
  106. Igor Checchini
  107. Roberta Chiarotto
  108. Lucia Cimarosti
  109. Marta Ciulli
  110. Flavio Cogo
  111. Roberto Colasanto
  112. Claudia Collorio
  113. Mirella Conca
  114. Marisa Convento
  115. Simonetta Cordella
  116. Elisa Corò
  117. Leda Cossu
  118. Marina Cravin
  119. Alessandra Crivellari
  120. Costanza Crociani
  121. Fabrizio Crociani
  122. Lorena Culloca
  123. Elisa Da Lio
  124. Rossella Da Lio
  125. Claudio D’Antoni
  126. Alice Dal Maschio
  127. Elisa Dal Molin
  128. Gianni Darai
  129. Aldo D’Este
  130. Marika D’Este
  131. Valentina De Biasi
  132. Franca De Col
  133. Adele De Gobbi
  134. Daria De Iacobis
  135. Antonella De Iena
  136. Margot Deliperi
  137. Caterina Dell’Olivo
  138. Nicolo de Michiel
  139. Tommaso de Michiel
  140. Walter de Michiel
  141. Davide De Sanzuane
  142. Giorgia De Sanzuane
  143. Martina De Stefani
  144. Laura Della Pietà
  145. Francesco Di Giorgio
  146. Silvana Di Puorto
  147. Francesco Di Pumpo
  148. Paola Dilaria
  149. Margherita Divari
  150. Riccardo Domenichini
  151. Arianna Dordit
  152. Fabio Doro
  153. Chiara Dujela
  154. Ermanno Ervas
  155. Maria Elisabetta Fabris
  156. Lorenzo Fabro
  157. Guido Facchin
  158. Francesca Faggian
  159. Bruno Fantin
  160. Giovanna Fava
  161. Giuseppe Favero
  162. Ilenia Favero
  163. Adriana Fedrigo
  164. Carlotta Ferrari
  165. Anna Ferrigno
  166. Erendira Ferruzzi
  167. Omawumi Fischer
  168. Francesca Foccardi
  169. Luca Fois
  170. Francesca Fornasiero
  171. Paolo Fornelli
  172. Sandra Fortuni
  173. Federica Foschi
  174. Francesco Foschi
  175. Roberto Fraioli
  176. Chiara Franceschi
  177. Monica Francesconi
  178. Tatiana Franchin
  179. Simone Franz Sandri
  180. Giuseppina Fregugia
  181. Matteo Freschi
  182. Chiara Frezza
  183. Jacopo Frosini
  184. Nicoletta Frosini
  185. Orsola Frosini
  186. Simone Frosini
  187. Cinzia Fulici
  188. Gabriella Furlan
  189. Riccardo Gabbana
  190. Graziella Gallanda
  191. Stefania Galluccio
  192. Giulia Gabrielli
  193. Arianna Gaggiato
  194. Valeria Galimberti
  195. Eleonora Gallo
  196. Marco Gasparinetti
  197. Emilio Giabardo
  198. Giovanna Gimma
  199. Maudia Giraldo
  200. Isabella Gnes
  201. Bruno Gorini
  202. Giorgio Griffon
  203. Piero Griggio
  204. Luisa Grosselle
  205. Piera Gusatto
  206. Alex Hai
  207. Janys Hyde
  208. Simone Iacopino
  209. Patrizia Iacovazzi
  210. Franco Iosa
  211. Elisa Isicato
  212. Laura Jovich
  213. Adriano Kraul
  214. Francesca Lacchin
  215. Giovanna Lanza
  216. Anna Lazzaro
  217. Elena Lazzaroni
  218. Michela Leoni
  219. Cinzia Levato
  220. Rosanna Ligi
  221. Maddalena Liziero
  222. Nicoletta Locatelli
  223. Luca Lorenzin
  224. Alice Lucchini
  225. Claudia Luise
  226. Annamaria Maddalosso
  227. Sabrina Magrini
  228. Mauro Magnani
  229. Pietro Majer
  230. Anna Manao
  231. Fiorella Manente
  232. Francesca Manente
  233. Marina Marcato
  234. Salvatore Marchese
  235. Lisa Marchiori
  236. Mara Marini
  237. Federica Mariutti
  238. Tiziana Martinengo
  239. Mario Martinotti
  240. Chiara Marzola
  241. Stefania Maso
  242. Irina Kore Menegazzo
  243. Francesca Micconi
  244. Martina Milliaccio
  245. Debora Minelle
  246. Francesco Minetto
  247. Tommaso Mingati
  248. Paola Minoia
  249. Lara Minto
  250. Sabrina Minto
  251. Antonella Molinari
  252. Edda Molinari
  253. Vincenza Monica
  254. Maria Teresa Morini
  255. Monica Mortai
  256. Evelin Mortari
  257. Federico Munerotto
  258. Enrico Nanni
  259. Annamaria Nasta
  260. Irene Nave
  261. Elisa Nicotra
  262. Francesco Nifini
  263. Paola Nordio
  264. Silvia Nordio
  265. Barbara Ongarato
  266. Laura Ongaro
  267. Davide Ordigoni
  268. Maura Orlandini
  269. Anna Osello
  270. Anna Ottolini
  271. Francesca Pacchiele
  272. Michele Pagan
  273. Luca Pagano
  274. Pamela Pagnin
  275. Concetta Palagiano
  276. Pierluigi Palazzi
  277. Luisa Paleari
  278. Francesco Angelo Paloschi
  279. Federica Paludetto
  280. Lucia Papuzzi
  281. Monica Parisi
  282. Franca Paronetto
  283. Daniela Paronuzzi
  284. Angela Pasculli
  285. Alessandro Passi
  286. Lorenzo Passi
  287. Barbara Pastor Smith
  288. Saverio Pastor
  289. Elisabetta Pastrello
  290. Magda Pattarello
  291. Vanessa Paulon
  292. Irene Pellizzon
  293. Beatrice Penso
  294. Davide Penzo
  295. Rossana Peresin
  296. Christian Peressin
  297. Consuelo Perin
  298. Laura Perini
  299. Live Pernet
  300. Carlo Pescatori
  301. Lucia Piastra
  302. Martina Piazza
  303. Gabriele Piccoli
  304. Mercedes Piccolo
  305. Livia Pieran
  306. Alessia Pilotto
  307. Laura Pinton
  308. Renata Pitteri
  309. Orietta Pizzigati
  310. Francesco Placella
  311. Gianluigi Placella
  312. Tiziana Polito
  313. Carlo Possamai
  314. Fabio Prizzon
  315. Consuelo Puricelli
  316. Nadia Quintavalle
  317. Sibora Rakipi
  318. Francesco Rampazzo
  319. Shanty Ranaldi
  320. Antonina Randazzo
  321. Alessandra Regazzi
  322. Silvia Regazzo
  323. Angelo Riboni
  324. Ester Rioda
  325. Federica Rizzardi
  326. Alessia Rizzo
  327. Matteo Rizzuto
  328. Michela Romano
  329. Luisella Romeo
  330. Cristina Romieri
  331. Marilena Rossetto
  332. Michele Rossi
  333. Claudia Rossini
  334. Cristiana Rubini
  335. Elisabetta Ruffini
  336. Roberto Saccora
  337. Annamaria Sambo
  338. Serena Sandri
  339. Tomaso Santinon
  340. Alice Sapienza
  341. Pino Sartori
  342. Rita Sartori
  343. Veronica Sarti
  344. Linda Scandagliato
  345. Barbara Scardillo
  346. Eleonora Scarpa
  347. Matteo Scarpa
  348. Veronica Scarpa
  349. Lucrezia Scatola
  350. Riccardo Schiano
  351. Sabina Schiavuta
  352. Marika Semenzato
  353. Eddi Serena
  354. Pia Settimi
  355. Gian Luca Sfriso
  356. Vito Simi de Burgis
  357. Pamela Simonetta
  358. Matteo Siniscalco
  359. Benedetta Socal
  360. Martina Sola
  361. Annetta Soppelsa
  362. Annalisa Sortini
  363. Rosanna Spernich
  364. Riccardo Stellon
  365. Giorgia Susanna
  366. Marco Taboga
  367. Chiara Tagliapietra
  368. Sonia Tasca
  369. Annamaria Tissi
  370. Alessandro Titta
  371. Giulia Todeschini
  372. Nicola Tognon
  373. Riccardo Tomasutti
  374. Lucia Toniolo
  375. Monica Tonussi
  376. Andrea Toppan
  377. Roberta Torcellan
  378. Elena Torresan
  379. Maria Rosa Torresan
  380. Stefania Tottolo
  381. Federica Travagnin
  382. Marta Trento
  383. Cinzia Trevisan
  384. Marco Trevisan
  385. Sabrina Trovò
  386. Patrizia Vachino
  387. Selvaggia Valenti
  388. Marta Valtorta
  389. Arianna Vanin
  390. Lorenzo Varponi
  391. Paola Vecchiato
  392. Luca Vedovato
  393. Marco Vedovato
  394. Elena Venturini
  395. Alice Veronese
  396. Gabriella Veronese
  397. Roberta Vesco
  398. Alessandra Vescovo
  399. Dario Vianello
  400. Fabio Vianello
  401. Giovanni Battista Vianello
  402. Irene Vianello
  403. Michela Vianello
  404. Natale Vianello
  405. Sonia Vianello
  406. Stefania Vianello
  407. Valentino Villanova
  408. Antonella Visaggio
  409. Cinzia Visentin
  410. Mirko Visentin
  411. Francesca Volpato
  412. Marcel Willsch
  413. Giulia Zambon
  414. Selina Zampedri
  415. Diana Zacchello
  416. Gabriella Zamuner
  417. Roberto Zane
  418. Alessandra Zanella
  419. Barbara Zanetti
  420. Marta Zanetti
  421. Silvia Zanini
  422. Elisabetta Zanon
  423. Lara Zanon
  424. Patrizia Zappalorto
  425. Ota Zenichi
  426. Emanuele Zennaro
  427. Maurizio Zennaro
  428. Roberto Zinelli
  429. Mara Zito
  430. Valentina Zito
  431. Luca Zuccolin

Comunicato del gruppo elezioni, 12 giugno 2015

12 giugno 2015Resoconto provvisorio del gruppo elezioni, in vista del ballottaggio del 14 giugno:

Al primo turno non abbiamo fatto dichiarazioni di voto individuali o collettive, ma potevamo scegliere fra nove candidati Sindaco, adesso non più: al ballottaggio ne sono rimasti soltanto due e nessuno di noi intende lavarsene le mani come Ponzio Pilato: chiunque vinca queste elezioni domenica ce lo dovremo tenere per un pezzo, e chiunque vinca potrà fare danni ulteriori o rimediare a quelli passati, a seconda delle sue caratteristiche e della squadra di cui si circonderà.

Cosa non abbiamo chiesto, a cosa abbiamo rinunciato e cosa abbiamo ottenuto?

1. Come movimento di opinione non avremo consiglieri comunali eletti, dato che i nostri candidati hanno rinunciato ai posti in lista che ci erano già stati garantiti da un candidato Sindaco, per prendere le distanze da una scelta di fondo che non abbiamo condiviso e tuttora non condividiamo. A quel candidato Sindaco, venute meno le condizioni per una collaborazione diretta abbiamo chiesto altro e lo abbiamo potuto fare con totale libertà di manovra e da posizione di assoluta autonomia, ribadita con la neutralità osservata al primo turno di queste elezioni comunali.
2. Come piattaforma civica non abbiamo chiesto poltrone ma abbiamo chiesto e ottenuto che gli assessori (nel caso di una sua vittoria alle elezioni) vengano scelti per quello che sanno fare e non per amicizia o tessera di partito: “squadra completamente nuova”, “scelta di squadra ampia”, “uscire completamente dalla logica dei partiti”,  assessori scelti sulla base di “professionalità, merito e competenza” (Felice Casson 10 giugno, alla Nuova Venezia). Se questo impegno (pubblicamente ribadito) verrà rispettato, sarà una rivoluzione copernicana rispetto al metodo lottizzatorio fin qui seguito. Inoltre, questo impegno pubblicamente ribadito segna una netta differenza di metodo rispetto all’altro candidato Sindaco, che ha già concluso accordi politici di tipo spartitorio per la ripartizione degli assessorati.
3. Coerentemente con gli impegni presi in occasione dell’incontro pubblico del 7 marzo, il candidato Sindaco Casson ha confermato che “casa e residenza sono il tema fondamentale per Venezia”,  e il “come riportare vitalità economica e sicurezza lo sono per Mestre”. Chi ci legge da tempo sa che casa e residenzialità, in una città d’acqua che continua a perdere quasi a 1.000 residenti all’anno, sono le questioni centrali intorno alle quali si è costituito il Gruppo25Aprile, così come la difesa delle attività produttive e artigianali. Quella delle residenzialità è una questione che va affrontata dando un segno di discontinuità radicale con le inefficienze e il clientelismo del passato, prendendo di petto il problema dei cambi di destinazione d’uso e utilizzando il potenziale del patrimonio residenziale in mano pubblica. Su questi temi in particolare, il Gruppo25Aprile eserciterà un ruolo di vigilanza attiva e propositiva, o di opposizione agguerrita e determinata se il problema non verrà affrontato alla radice.

4. In attesa del decreto Enti Locali che è stato puntualmente adottato dal Consiglio dei Ministri giovedi 11 giugno, il candidato Sindaco Casson ha dichiarato che i 7 milioni in arrivo da Roma verranno destinati a revocare alcuni dei tagli (che altri hanno definito “macelleria sociale”) decisi dalla gestione commissariale, con precedenza a stipendi e asili nido.
5. Alla luce delle sorprendenti dichiarazioni del candidato Sindaco Brugnaro che intende spostare il traffico delle Grandi Navi sul canale Vittorio Emanuele (a ridosso del Ponte della Libertà) sostenendo che per farlo “non serve scavare”  il candidato Sindaco Casson ha confermato di essere contrario non soltanto allo scavo del Contorta (contro il quale ci siamo sempre battuti, raccogliendo 30.000 firme) ma anche a quello del canale Vittorio Emanuele.

In occasione del confronto pubblico dell’11 giugno, il candidato Sindaco Brugnaro ha nuovamente ribadito che per farci passare le Grandi navi “non serve scavare”, pur essendo notorio come la larghezza e la profondità di quel canale siano attualmente insufficienti rispetto alle dimensioni delle navi da crociera che si vorrebbero colà “dirottare” per farle arrivare alla Marittima attuale.

Per chi volesse conoscere la proposta del candidato Sindaco Brugnaro, rinviamo a questo video:

Per chi volesse seguire la discussione nell’apposito gruppo facebook, l’indirizzo è:

https://www.facebook.com/groups/271896219684184/

Comunicato stampa. Refusi elettorali? Errare humanum, remediare angelicum.

Prendendo atto con sorpresa del quintuplo refuso apparso nelle liste elettorali (Albo pretorio del 23 maggio) con riferimento alle elezioni comunali che si terranno il 31 maggio, comunichiamo che ricorsi da parte del Gruppo25Aprile non ce ne saranno. Dalle verifiche effettuate in data odierna non emergono infatti elementi per ritenere doloso o volontario il macroscopico errore da molti segnalato (essendo i manifesti già affissi sulla pubblica via) in conseguenza del quale, nei manifesti come quello della foto, i nostri (ex) candidati sono ancora presenti nella lista di un candidato Sindaco, nonostante la rinuncia comunicata il 30 aprile nelle forme di legge (firma autenticata da pubblico ufficiale) all’ufficio elettorale competente. Questo per dovere di cronaca.

Cosa sia andato storto (e soprattutto come rimediare al rischio di trarre in inganno gli elettori, che più ci preoccupa) dovrà stabilirlo la commissione elettorale competente, nella cui rapida decisione confidiamo.

Il Gruppo25Aprile

Venezia, 28 maggio 2015

AlboPretorio23maggio2015PS ore 16. Un grazie a Veneziatoday, che ha correttamente riportato i termini della vicenda:

http://www.veneziatoday.it/politica/elezioni/comunali-2015/candidati-ritirati-sostituzione-manifesti-elettorali.html

http://www.veneziatoday.it/politica/elezioni/comunali-2015/candidati-ritirati-sostituzione-manifesti-elettorali.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

5 candidati in uscita dalla lista Casson. Comunicato stampa 30 aprile 2015

BREAKING NEWS ore 16.20

Al comunicato stampa aderisce anche Elisabetta Lombardi che, dopo aver appreso dai Social la notizia, ha immediatamente rinunciato alla candidatura, venendo meno quei presupposti per cui si era resa disponibile: una lista civica, appunto, formata da persone digiune di politica, ma piene di impegno civico.

COMUNICATO STAMPA

Venezia, 30 aprile 2015

Facendo nostre le istanze del Gruppo 25 Aprile, in rappresentanza del quale ci eravamo candidati alle elezioni comunali di Venezia, abbiamo deciso a malincuore ma concordemente di rassegnare la nostra rinuncia alla candidatura all’interno della lista Casson.

La scelta del Senatore Felice Casson – con cui abbiamo condiviso un percorso di campagna elettorale importante e intenso – di inserire nella lista “civica” come capolista il suo “ex” antagonista alle primarie Nicola Pellicani, scavalcando Giovanni Pelizzato, ha colto del tutto di sorpresa sia noi che gli altri candidati della lista essendo stato presentato come un fatto compiuto solo alla mattina di lunedì quando sono iniziate le raccolte delle firme per la presentazione delle liste. Questo gesto è apparso subito, sia a noi che a tutta la piattaforma civica, come una beffa che ha fatto venire meno la fiducia riposta in Casson. Pur non avendo nulla di personale nei confronti di Pellicani, siamo convinti che la mossa di inserire, all’ultimo momento, l’ex sfidante come capolista sia stata non solo scorretta nel metodo ma anche sbagliata nei contenuti. Pellicani infatti, nel corso delle primarie, aveva manifestato idee profondamente divergenti rispetto a quelle di Casson, e in particolare del tutto indifferenti alla città storica e alla laguna. L’inserimento di Pellicani, avvenuto con i metodi della peggiore politica e con motivazioni grigie, è per noi un atto di snaturamento della lista civica che, per coerenza con lo spirito che ha mosso il Gruppo in questi mesi, non possiamo accettare e da cui intendiamo prendere le distanze.

Il nostro impegno civico quindi continuerà fuori lista da dove saremo attivi con proposte e vigileremo perché la città di Venezia abbia degli amministratori degni del suo nome e degni della sua Storia.

Carlo Beltrame, Veronica Scarpa, Nicola Tognon, Selina Zampedri

Selina ZampedriSelina

30aprileCarloBeltrameCarlo

30aprileNicola Nicola

30aprileVeronicaScarpaVeronica

Con l’adesione di:

Elisabetta Lombardi

30aprileElisabettaLombardi

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