Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

Archivi per il mese di “gennaio, 2017”

#Veneziamiofuturo: Official Press Release for Ateneo Veneto meeting on January 20, 2017

Thanks to: Campaign for a Living Venice!

Campaign For A Living Venice

#VENICEMYFUTURE

PRESS RELEASE

An ABC to relate the problems of Venice to the City, the Region and the State

Will be presented Friday, 20 January  at Ateneo Veneto

The proposals for the city from #Veneziamiofuturo

An ABC which synthesizes, letter by letter, the problems, proposals and points that the opinion movement #Venicemyfuture addresses to the City of Venice and to other city institutions, to the Region and to the State. This is the document that the movement will present Friday, 20 January at 5 PM to the most important governing bodies of the city at Ateneo Veneto, the prestigious institution of Venetian culture.

The points that are analyzed, which correspond to the letters of the alphabet (A to V) are the result of proposals and requests that were gathered, from August to today, in the course of meetings, sestiere by sestiere, with Venetians who live and work in Venice: a…

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Le proposte dei sestieri, dalla A alla V (come Venezia)

Mancano 10 giorni all’incontro pubblico in cui tireremo le somme degli incontri nei sestieri (20 gennaio, all’Ateneo Veneto). Di qui ad allora, su questa pagina proveremo a riassumere alcune delle richieste che abbiamo raccolto. NB Questo non è un documento “ufficiale” ma la versione PROVVISORIA che sottoponiamo a pubblica consultazione. Per la versione definitiva, farà fede il testo che verrà distribuito in aula magna il 20 gennaio: quella che leggete qui in bozza è una prima anticipazione in “ordine alfabetico”, per facilitare la ricerca delle parole chiave.

Le proposte rispondono ai criteri che avevamo indicato all’inizio del ciclo di incontri: non vogliamo creare illusioni o fare demagogia, ma semplicemente stilare un catalogo di richieste concrete, attuabili e realistiche. Non è un “programma elettorale del Gruppo25aprile” perché riteniamo che queste cose vadano fatte subito, senza attendere le prossime elezioni.

Ai  rappresentanti eletti nelle Istituzioni chiediamo che ognuno faccia la sua parte e la faccia subito, perché Venezia si sente “assediata” e la situazione non ammette ritardi ulteriori. Il dibattito all’Ateneo Veneto permetterà di discutere alcune proposte “prioritarie” e di affinarne altre, collocandole in una visione “di insieme” su ciò che è necessario e urgente per dare un futuro a Venezia. Vi aspettiamo numerosi in aula magna, il 20 gennaio alle ore 17.

2016-dicembre

A come Alloggi:

Alla Regione Veneto chiediamo:

1) la modifica urgente della legge regionale del 2013 che ha liberalizzato in modo selvaggio le locazioni turistiche; tale modifica potrà essere adottata in tempi brevi dato che si tratta soltanto di introdurre un’eccezione per i sestieri di Venezia, in omaggio alle esigenze specifiche di tutela del suo tessuto sociale, che è parte integrante della sua specialità, imponendo requisiti vincolanti anche in materia di scarico delle acque reflue, a tutela dell’igiene e dell’ambiente lagunare;

2) un intervento immediato sulla controllata ATER, il cui compito è “la costruzione ed il recupero di alloggi, da assegnare in locazione temporanea o permanente a canone calmierato” finalizzato all’assegnazione degli alloggi attualmente non utilizzati, eventualmente anche favorendo forme di auto-restauro a carico degli inquilini potenziali, e al completamento delle unità abitative i cui lavori sono stati avviati e non ancora ultimati

B come Bricole:

Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti chediamo:

Lo stanziamento dei fondi necessari per avviare un programma straordinario di manutenzione e sostituzione delle bricole, a completamento dei primi interventi avviati dal Provveditore interregionale per le Opere Pubbliche, sulla base della cartografia aggiornata realizzata su nostra richiesta nel maggio 2016.

C come Case e Cambi di destinazione d’uso:

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Di bloccare immediatamente e per un paio d’anni almeno i cambi di destinazione d’uso da residenziale a turistico-ricettivo o alberghiero nei sestieri, facoltà che è già riconosciuta dal PAT (Piano di Assetto Territoriale) in vigore dal 2014 a tutela della residenzialità, che è precipitata ai minimi storici e in alcuni sestieri rischia di estinguersi in assenza di una terapia d’urto immediata, che andrà poi accompagnata dalle misure “strutturali” indicate in allegato a questo documento.

D come Dignità

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Di riconoscere e agevolare nei fatti il diritto di ogni persona a condurre un’esistenza dignitosa e decorosa. Il rispetto per gli anziani e i disabili non può limitarsi a qualche posto “riservato” a bordo dei vaporetti ma deve concretizzarsi in forme di sostegno mirate a sostenere la qualità della vita di queste fasce di cittadinanza. In questi settori il Comune di Venezia vanta una consolidata tradizione che è necessario preservare o ripristinare contro i tagli effettuati, anche incoraggiando le numerose forme di volontariato presenti sul territorio che spesso operano senza alcun contributo pubblico.

E come Educazione Nautica

Alle scuole cittadine proponiamo:

Un progetto di educazione nautica, al quale siamo pronti a fornire il nostro contributo con docenti volontari ed esperti a titolo gratuito, in considerazione dei sempre più frequenti incidenti (a volte mortali) che in parte sono dovuti ad inesperienza e/o mancata conoscenza delle regole di base, dato che la normativa in vigore consente la navigazione senza patente per le imbarcazioni con motori di potenza non superiore ai 40 cavalli (che con semplici ritocchi alla portata di tutti salgono in realtà a 60).

F come Flussi turistici

Al Sindaco di Venezia, al Consiglio e alla Giunta comunale chiediamo:

di avviare al più presto un programma di gestione dei flussi turistici che permetta di alleggerire e diversificare (nel tempo e nello spazio) una pressione divenuta insostenibile e incompatibile con la possibilità stessa di offrire un’accoglienza degna della reputazione della Città; fra le proposte attualmente sul tavolo, quella protocollata da Roberta Bartoloni che è stata illustrata nell’incontro di Castello presenta caratteristiche di gradualità, flessibilità, fattibilità in tempi brevi, non discriminazione e contenimento dei costi che abbiamo particolarmente apprezzato – senza escluderne altre che potranno essere confrontate con questa al fine di prendere il meglio di ognuna.

G come Gestione dei beni comuni

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

di dare un segno tangibile di discontinuità rispetto alla politica di alienazione di beni pubblici avviata dalle amministrazioni precedenti, che nella situazione attuale di bilancio (con l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità) risulta incomprensibile oltre che miope, e in alcuni casi si è tradotta in un gettito assolutamente irrisorio rispetto alla perdita definitiva per la collettività, come è stato per la casa del custode dei Giardini Papadopoli.

H come Hotels

Basta alberghi nei sestieri! V. alla lettera C come “Case”

I come Illuminazione

Alla giunta e agli uffici comunali competenti chiediamo:

Illuminazione notturna e installazione di telecamere di sorveglianza  in ruga degli Oresi, che di recente ha conosciuto episodi di barbara violenza ai danni di una esercente.

L come Lavoro

Considerato che l’industria del turismo a Venezia è ormai quella che impiega il maggior numero di occupati, spesso precari e mal pagati rispetto al costo della vita [1] con la duplice conseguenza del pendolarismo dalla terraferma (30.000 persone circa) e di un sempre maggior numero di giovani veneziani che scelgono la via dell’espatrio[2]

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

di superare la fase attuale di sfruttamento dell’Arsenale come spazio per feste esclusive quando invece dovrebbe essere perno naturale e fulcro ideale per la creazione di posti di lavoro qualificati, che non siano legati soltanto alla monocultura turistica; questo potrà avvenire progettando una cittadella della ricerca finalizzata agli studi marittimi in grado di ospitare istituzioni di ricerca italiane e straniere e offrendo spazi ad imprese compatibili con il complesso e impegnate nel settore marittimo (cantieristica, lavori marittimi …), dell’artigianato tradizionale (imprese fabbrili, falegnamerie…) e del restauro, all’interno di una cornice culturale unica al mondo. Per rispettare la promessa di “restituzione alla città” a suo tempo fatta, chiediamo inoltre l’apertura dell’Arsenale alla cittadinanza abbattendo le barriere attuali per permettere un percorso di visita unico (anche negli spazi occupati dalla Biennale) che potrebbe anche generare reddito con visite guidate a pagamento per piccoli gruppi.

[1] Dato Unioncamere: il 77% dei posti di lavoro creati nella città metropolitana di Venezia nel 2016 erano precari. Più della metà delle offerte di lavoro (4.350 su 8.000 circa) riguardava le attività ricettive e della ristorazione. Al secondo posto (3.600 circa) le posizioni “non qualificate” nel commercio e nei servizi. Fonte: Nuova Venezia 8 novembre 2016.

[2] Veneziani stabilmente residenti all’estero nel dicembre 2016 (fonte: liste elettorali referendum costituzionale): 12.296, numero superiore alla somma dei residenti nei sestieri di San Marco e San Polo!

M come Museo Correr

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia ricordiamo che:

Il Museo Correr, fondamentale Istituzione nella vita culturale della Città, deve questo nome al suo fondatore, Teodoro Correr: un nobiluomo veneziano che negli anni seguenti  alla caduta della Repubblica era riuscito a raccogliere un’enorme quantità di opere artistiche e cimeli veneziani delle più svariate epoche, salvandoli dalla dispersione e costituendo il primo nucleo del Museo.
Grazie a ulteriori importanti donazioni e acquisti, come quello effettuato dal Comune di Venezia a fine ‘800 dei cimeli del Doge Francesco Morosini, il Museo Correr  andò sempre più ampliandosi e divenne un importante punto di riferimento per studiosi e cittadini. Nel 1922 le Raccolte vennero trasferite in Piazza  San Marco, in una nuova sede che si estendeva tra  l’Ala Napoleonica e parte delle Procuratie Nuove.
Assieme al Palazzo Ducale costituisce ( o dovrebbe costituire) il fulcro espositivo di opere d’arte e collezioni storiche che ricordano la storia e la cultura della Serenissima. Purtroppo gli interventi radicali degli ultimi anni dimostrano come restauri e ripristini, anche corretti dal punto di vista formale, possono in realtà alterare gli scopi e le caratteristiche originarie di una Istituzione.  La cittadinanza ha avuto la sensazione che si sia persa di vista la valorizzazione degli aspetti più originali e fondamentali della storia e della civiltà di Venezia a favore di altri nel complesso storicamente più marginali.

Alla Fondazione Musei Civici di Venezia chiediamo

dunque di ritornare allo spirito e alla ratio che sta alla base della nascita delle collezioni del Museo Correr, ricordando altresì che il recupero di dignità e di coscienza della città passa non solo attraverso una maggiore attenzione alla sua storia e alla sua civiltà ma anche attraverso un uso che non sia smodatamente turistico e commerciale dei suoi monumenti simbolo, anche perché il turismo di qualità che si dice di voler coltivare è in realtà interessato a conoscere la storia e le caratteristiche specifiche di una Repubblica marinara unica al mondo più che a ritrovare anche qui il tipo di cose che potrebbe trovare in qualsiasi altro museo.

N come Negozi di vicinato e botteghe artigianali

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

L’Adozione di un Regolamento comunale che, come già fatto dal Comune di Firenze, fissi un limite al proliferare di attività commerciali incompatibili con la tutela del patrimonio monumentale e immateriale (artigianato locale), avvalendosi delle disposizioni di legge recentemente adottate a livello nazionale[1] con l’obiettivo di privilegiare negozi di vicinato e attività artigianali; per tali attività chiediamo inoltre di attivare forme di agevolazione fiscale e incentivi compatibili con la norma “de minimis” (entro la soglia dei 200.000 euro pro capite, che permette di evitare l’obbligo di notifica alla Commissione europea).

[1] Decreto legislativo n° 222 del 25 novembre 2016

O come Ospedale

Una proposta innovativa e promettente che abbiamo ricevuto è quella di collegare il nostro ospedale all’Università di Padova e portare a Venezia gli specializzandi e i dottorandi. Sviluppando questo gemellaggio con la Università di Padova, Venezia potrebbe diventare sede di ricerche mediche  avanzate  allestendo, negli enormi e liberi spazi del convento dei domenicani (Ospedale Civile ), un centro di studi sanitari di eccellenza a livello mondiale come (in altro ambito) è stato fatto a Trieste con la SISSA.

In questo modo si utilizzeranno al meglio gli spazi dell’ormai quasi vuoto convento di San Domenico evitando operazioni speculative di tipo turistico. In quei locali si potrà sviluppare la clinica e la ricerca, per cure innovative  e di assoluta eccellenza. Questo farebbe del nostro Ospedale civile un polo di attrazione e rivitalizzerebbe tutta la zona circostante.

P come Posti barca

Al Sindaco di Venezia chiediamo:

Di sbloccare il bando per l’assegnazione dei posti barca vacanti nei sestieri e nelle isole, che gli uffici comunali hanno predisposto da più di un anno su indicazione dell’allora Commissario Zappalorto e che allo stato attuale risulta essere un obbligo disatteso dalla Giunta in carica, dato che il regolamento comunale applicabile ne prescrive la pubblicazione con cadenza biennale.

Q come Qualità dell’Aria

Alla Regione Veneto chiediamo:

Un intervento immediato sull’Agenzia regionale per l’Ambiente (ARPAV) affinché venga finalmente installata una stazione di monitoraggio della qualità dell’aria nei sestieri, considerato che l’unica centralina presente in Laguna, è stata collocata a Sacca Fisola in tempi remoti quando le circostanze erano diverse da quelle attuali, non è rappresentativa dell’esposizione reale della popolazione residente a Venezia tanto che è classificata come “stazione di fondo” e pertanto non misura l’impatto delle fonti locali di inquinamento quali il traffico acqueo e marittimo.

R come Rifiuti

Al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

La rimodulazione delle imposte comunali come la TARI (tassa sui rifiuti) con tendenziale abbattimento allo zero per le prime case e aliquota ridotta per le utenze domestiche in generale; nel breve termine, revoca immediata degli aumenti deliberati dal Consiglio comunale per il 2016, da finanziarsi con l’aumento dell’aliquota applicata ad alberghi e altre attività ricettive di tipo turistico.

S come scuole (e asili) comunali

Al Sindaco di Venezia e alla Giunta comunale chiediamo:

Un rinnovato sostegno allo sviluppo degli asili nido e delle scuole materne che rappresentano un servizio fondamentale per la cittadinanza e che hanno sempre costituito uno dei fiori all’occhiello del Comune di Venezia. Si tratta di attività strategiche che mirano a fornire un ottimo livello di educazione dei piccoli e costituiscono un prezioso supporto, specialmente per quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, a tariffe compatibili con i livelli stipendiali attuali. Appare pertanto logico chiedere che, anche per il futuro, il Comune si impegni a garantire livelli qualitativi adeguati e sicurezze ai bambini e alle loro famiglie, nonché ai lavoratori del settore.

T come Traffico Acqueo

Al Sindaco e al Consiglio comunale di Venezia chiediamo:

Elaborazione e attuazione di un piano per il riassetto del traffico acqueo che ponga come obiettivi primari: la salvaguardia del patrimonio immobiliare pubblico e privato contro gli effetti del moto ondoso; il controllo dell’inquinamento atmosferico; il controllo dell’inquinamento acustico; la sicurezza della navigazione con precedenza al trasporto pubblico di linea, comprese le gondole da parada o traghetti; la razionalizzazione del trasporto merci che è attualmente caratterizzato da barche in ferro sproporzionate alle necessità e alle caratteristiche dei rii interni.

U come Ultima spiaggia

In assenza di una terapia d’urto immediata sul duplice fronte casa-lavoro, la curva demografica nei sestieri è tale che i residenti “sopravvissuti” a Venezia sono condannati all’irrilevanza da una classe politica cinica e miope (per non dire di peggio) che ragiona soltanto con il pallottoliere del “quanti voti porta” questa o quella comunità locale, non solo a livello regionale (nessuno consigliere regionale, allo stato attuale) ma anche nel loro stesso Comune: dalla Giunta in carica i segnali già accumulati in questo senso sono troppo numerosi per poter essere ignorati.

Alla Regione Veneto chiediamo:

la convocazione del referendum di iniziativa popolare per il ripristino di due Comuni autonomi (Venezia e Mestre) su cui sono state raccolte 9.000 firme, in modo tale che la popolazione possa esprimersi nel merito della questione, dato che l’istituzione della Città Metropolitana di Venezia permette di affrontarla in modo completamente diverso rispetto al passato e considerato che il Sindaco attuale ha ritirato le deleghe alle Municipalità, facendo con questo venir meno anche l’ultima flebile parvenza di decentramento amministrativo.

Considerata l’imminente convocazione del referendum regionale sull’autonomia, un abbinamento delle due consultazioni referendarie permetterebbe di superare l’obiezione relativa ai costi del referendum che riguarda l’assetto territoriale dell’attuale Comune di Venezia.

Alle Autorità italiane chiediamo:

Il riconoscimento di uno Statuto speciale per Venezia, che permetta alla Città di: I° trattenere una quota del gettito fiscale prodotto anziché elemosinare periodicamente quanto le è in realtà dovuto se si considera il residuo fiscale accumulato ogni anno (la differenza fra imposte riscosse sul suo territorio e la somma di trasferimenti e servizi ricevuti dallo Stato); II° decidere in autonomia quali sono le priorità di intervento sul suo territorio, senza essere sacrificati sull’altare del pallottoliere elettorale che non prende in conto il valore universale di Venezia, le sue caratteristiche uniche al mondo e il suo status di Patrimonio dell’Umanità.

V come Venezia all’aperto

Fra le richieste che abbiamo raccolto nei sestieri ci sono anche:

  1. Il ripristino del cinema all’aperto di campo San Polo
  2. il raddoppio della frequenza del mercatino di Santa Marta, che è particolarmente apprezzato dai residenti;
  3. il ripristino dei mercatini delle cose vecchie e del collezionismo, denominati “Mercatini dei Miracoli”, eliminando il requisito del 50% di venditori professionisti che ne ha determinato la scomparsa;
  4. la manutenzione e ripristino della funzionalità delle fontane pubbliche, e più in generale di tutti i manufatti di proprietà comunale sulla pubblica via (panchine, fontanelle e segnaletica), che a volte si trovano in condizioni di incomprensibile abbandono.
  5. Le strutture disponibili per le attività sportive (voga a parte) sono scarse, manca ad esempio una struttura per avvicinare i ragazzi all’atletica.

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Nella foto: il cinema all’aperto di campo San Polo, che con grande successo di pubblico era rimasto attivo fino al 2014.

Post Scriptum: Il ciclo di incontri nei sestieri, compreso quello conclusivo all’Ateneo Veneto, è stato interamente auto-finanziato dai cittadini senza alcun appoggio di partiti o sindacati, aziende o cooperative, enti pubblici o Fondazioni. Non abbiamo etichette e non ne vogliamo, il nostro è soltanto un movimento di opinione che alle “ricette” calate dall’alto (spesso formulate da persone che non conoscono la città) ha preferito un approccio diverso: quello di proposte nate dal contatto quotidiano con il territorio, sestiere per sestiere.

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cannaregioGrafica locandine: Francesca Codrino

Foto di copertina: Marco Gasparinetti

2016, un anno in sintesi. Terza parte: agosto – settembre

12 agosto: sestier de Santa Crose, “angolo degli oratori” ai Giardini Papadopoli. Il motivo di un’iniziativa organizzata alla vigilia di ferragosto, e nonostante questo “partecipata” oltre ogni previsione, l’abbiamo riassunto qui:

https://gruppo25aprile.org/2016/08/11/speakers-corner-ai-giardini-papadopoli-il-12-agosto-perche/

Resoconto video sul nostro canale youtube:

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Per dare un seguito all’iniziativa e andare oltre il “recinto” dei singoli gruppi, comitati e associazioni, nei giorni successivi viene lanciata la pagina facebook “Veneziamiofuturo”:

https://it-it.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

Agosto: sopralluoghi al Faro Spignon, di cui il Demanio pare intenzionato a “liberarsi” con un bando di gara:

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27 agosto: Manifesto per un turismo sostenibile:

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17 settembre: #Veneziamiofuturo incontra il Sestier de Casteo ed è un secondo successo di pubblico e di contenuti dopo quello dei Giardini Papadopoli:

https://gruppo25aprile.org/2016/09/16/castello-17-settembre-il-programma-degli-interventi/

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..il resto è “storia recente”: sono gli incontri pubblici organizzati nei sestieri di Cannaregio (13 ottobre) San Polo (27 novembre) e Dorsoduro (16 dicembre) per finire l’anno in bellezza con l’ironica “presa della Misericordia” (31 dicembre).

Anno denso di iniziative, il 2016: contando anche l’assemblea sul futuro della fortezza di Sant’Andrea (sala San Leonardo strapiena, a gennaio) e la conferenza con il Magistrato alle Acque (scoletta dei Calegheri, il 30 maggio), lo sforzo organizzativo del Gruppo25Aprile ha permesso di realizzare 7 incontri pubblici in 12 mesi. Un grazie di cuore alle decine e decine di attivisti che hanno reso possibile questo piccolo miracolo, interamente auto-finanziato.

Benvenuti ad Atlantide!

I Diarii di Marin Starnudo, Capitolo Decimo Quarto (XIV°)

arpav-7-gennaio-17

Nonostante i 6 miliardi di euro già spesi, nulla hanno potuto le paratoie del MoSe:

inghiottita dalle onde dello tsunami ARPAV, Venezia è scomparsa dalla faccia della terra e dalla cartografia delle previsioni meteo. NdR questo non è un fotomontaggio, l’immagine è tratta dal sito ufficiale ARPAV alla voce: “temperature”.

L’Agenzia Regionale per l’Ambiente, non contenta del diniego opposto ai residenti che da anni chiedono di misurare la qualità dell’aria nei sestieri, ha probabilmente deciso di optare per una soluzione più radicale, sopprimendoli dalla cartografia ufficiale del freddo: “così la smetteranno di lamentarsi”, come riferiscono fonti ufficiose ma non confermate. “Se non ci sono più terre emerse in Laguna, la stazione di rilevamento diventa superflua: il problema dell’inquinamento ormai riguarda solo orate e branzini – e quelli non votano” – avrebbe aggiunto il portavoce ARPAV.

La telecronaca in diretta dell’evento:

Venezia, 7 gennaio 2017 ore 20.20

Il nostro inviato speciale riferisce che i 55.000 veneziani superstiti si sono rifugiati sulla torre del campanile di San Marco, dove la marangona sta suonando a distesa per avvertire muranesi, buranelli e chioggiotti dell’inedita e inaudita “acqua alta” che ha travolto le terre emerse da Rivo Alto a San Pietro di Castello.

Ore 20.21

Ultime notizie dalla Giudecca: al grido di “riprendiamoci lo Stucky”, gli indomiti isolani guidati dai cugini Barina e da Gualtiero Bertelli hanno preso possesso della piscina panoramica sul tetto dell’Hilton Molino Stucky e stanno dando fondo alle scorte di champagne cantando a squarciagola “Poveglia o morte”.

Ore 20.22
Due gemelle di 6 anni sono state salvate in extremis dalle onde aggrappandosi alla barba di Marco Borghi, che le ha tratte in salvo nuotando a stile libero fino a Villa Hériot.
Ore 20.25
Del Sindaco non si hanno più notizie: voci incontrollate lo segnalano al confine con la Svizzera travestito da soldato tedesco, ma la brigata 25 aprile è sulle sue tracce.
Ore 20.26
L’assessora al turismo Paola Mar (nomen omen) si è autoproclamata Sindaco della Nuova Atlantide e ha prontamente affidato ad una società specializzata in ricerche di mercato l’incarico di valutare il potenziale turistico della città sommersa, con le stime iniziali che parlano di un afflusso triplo o quadruplo di quello attuale; l’assessore al bilancio Michele Zuin ha annunciato che la tassa di soggiorno verrà sostituita da una tassa di immersione comprensiva di tuta da sub, mentre i plateatici verranno prontamente convertiti in piattaforme galleggianti con vista sul tetto del campanile di San Marco Atlantico, unico manufatto ancora visibile sopra il livello del mare. L’assessore al porto Simone Venturini dal canto suo dichiara che le grandi navi da crociera verranno riconvertite in sommergibili fucsia, e che i limiti di stazza verranno a questo punto aboliti non essendoci più quegli inutili canali a forma di esse immaginati solo per intralciare il traffico turistico.
Ore 21.05
Dalla terraferma  si sono finalmente mossi i primi soccorsi, con l’assessore Boraso alla guida di un trattore frangifrutti e l’assessora Zaccariotto a cavallo di una Harley Davidson guidata dal portaborse, accompagnata da 44 fotografi per immortalare la scena che la consegnerà alla Storia.
La Protezione civile a Striscia la Notizia sono state prontamente allertate da 25 aprile TV, che in anteprima mondiale ha diffuso la terribile notizia:
Copyright della Venezia che non c’è:
La vicenda della centralina che non c’è, sul Gazzettino di oggi:
7-gennaio-17-gazzettino

Comunicato stampa: che aria respiriamo, a Venezia?

Venezia, 6 gennaio 2017

Con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dall’ARPAV (Agenzia Regionale per l’Ambiente del Veneto) al Gazzettino oggi in edicola, il Gruppo25Aprile sottolinea che:

  1. Ad essere in discussione non è il numero complessivo di stazioni di monitoraggio per la qualità dell’aria (“centraline”) presenti nel territorio comunale o zonale ma la loro ubicazione nella città d’acqua (Venezia e isole), dove l’unica centralina presente in 500 km² di Laguna è classificata come “stazione di fondo”, che per definizione registra valori più bassi, mentre la normativa europea richiede che ve ne sia anche una di traffico per valutare l’esposizione effettiva della popolazione rispetto alle fonti locali di inquinamento, che nel caso di Venezia comprendono il traffico acqueo (con un contributo pari a quasi il 50% delle polveri sottili o PM2.5).
  2. Se all’ARPAV sta a cuore la salute dei cittadini – cosa di cui non dubitiamo – non si capisce perché per fare ciò che da anni viene chiesto occorra aspettare che ad ordinarlo sia l’Europa: di prescrizioni dovrebbero bastare quelle dei medici di base e pediatri di Venezia che anche quest’anno hanno sottolineato la gravità del problema e le sue ripercussioni in termini di salute dei singoli (bambini e anziani in particolare) i cui costi si scaricano sul servizio sanitario che è competenza regionale.
  3. Il costo medio di una stazione di monitoraggio in Europa si aggira sui 20.000 euro, cifra risibile in confronto ai costi umani ed economici del trattamento delle patologie causate o aggravate dall’inquinamento atmosferico (asma e altre patologie respiratorie, maggiore incidenza di incidenti cardiovascolari, tumori) secondo le risultanze ufficiali dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Se i costi umani di tali patologie gravano sulle famiglie, quelli economici gravano anche sulle casse regionali; il Gruppo25Aprile intende pertanto investire della questione il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, da cui dipendono le nomine ai vertici ARPAV e la supervisione sull’operato dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente.

L’articolo del Gazzettino:

arpav-2017-gennaio-6

..e quello del giorno precedente, che dava conto della nostra posizione:

arpav-2017-gennaio-5

La prima foto è tratta da:

https://gruppo25aprile.org/?s=la+laguna+chiede

L’appello dei medici:

APPELLO DEI PEDIATRI DI FAMIGLIA DI MESTRE E VENEZIA
Come pediatri di famiglia siamo molto preoccupati per l’aumento dell’inquinamento
atmosferico nella nostra città, con continui superamenti dei valori massimi consentiti, in modo ripetuto e persistente.
Da anni sono noti gli effetti nocivi di un ambiente inquinato sulla salute umana, soprattutto
nelle fasce più fragili, come i bambini, per le loro caratteristiche particolari.
L’OMS stima che circa un terzo delle malattie che colpiscono l’infanzia, dalla nascita ai 18
anni, sia da attribuire ad un ambiente insalubre o insicuro.
Nei primi anni di vita alcuni organi, come il cervello e i polmoni, si trovano in una fase di rapida crescita e di sviluppo incompleto, perciò possono essere danneggiati più
facilmente.
L’immaturità delle vie metaboliche del bambino comporta una minore capacità di eliminare
le sostanze nocive, mentre in proporzione alla sua massa corporea egli ne assume di più:
per esempio un piccolo di un anno scambia un volume d’aria doppio rispetto ad un adulto.
Inoltre i bambini, per la loro altezza, respirano in un’atmosfera peggiore, perché entro un metro dal suolo si concentrano sostanze nocive come i gas di scarico delle auto ed un piccolo in passeggino respira proprio all’altezza dei tubi di scappamento.
Nei bambini è dimostrata con certezza la correlazione tra livelli di inquinamento
atmosferico e basso peso alla nascita, aumento di polmoniti e bronchiti, asma, tosse
secca notturna, riduzione della capacità respiratoria.
E’ noto inoltre che le particelle più piccole tra le polveri sottili possono attraversare la
placenta, veicolando veleni che creano danni irreversibili all’embrione.
Dato che la maggior parte dei neuroni cerebrali si forma entro i due anni, l’assorbimento di
sostanze neurotossiche può creare lesioni permanenti e minare lo sviluppo psicomotorio.
Ci sono poi, se possibile ancor più temibili, gli effetti a distanza, visto che i bambini
saranno esposti agli effetti nocivi per un tempo più lungo.
Le evidenze scientifiche sembrano purtroppo trovare conferma in questo periodo nei nostri
piccoli pazienti.
Non è un caso se, oltre alla comune patologia stagionale, nelle ultime settimane ci
troviamo a fronteggiare moltissimi casi di tosse intrattabile e persistente, particolarmente
grave nei numerosi bambini asmatici, ma presente anche in soggetti finora sani.
La salute dei nostri bambini non può essere affidata alla speranza della pioggia, ai capricci
di un clima così modificato dal deteriorarsi delle condizioni del pianeta.
Quindi, come ci impone il nostro codice deontologico, chiediamo con forza alle Autorità
competenti e alle Amministrazioni di prendere con urgenza provvedimenti contro questa
emergenza sanitaria, sia immediati, sia strutturali nel più lungo periodo.
I PEDIATRI DI FAMIGLIA DI MESTRE E VENEZIA

 

2016, un anno in sintesi. Seconda parte: un luglio caldissimo!

Semestre molto intenso, farne una sintesi non è cosa facile e per renderla più “agile” l’abbiamo divisa in più parti; per chi non avrà il tempo o la voglia di leggerci c’è un piccolo “cammeo” natalizio, sul canale youtube inaugurato proprio il 2 luglio 2016:

Dunque, alla fine della prima parte ci eravamo lasciati con il mese di giugno quando nel silenzio più assoluto preparavamo l’operazione a sorpresa che il 2 luglio avrebbe addobbato finestre e balconi delle nostre case, statue e ponti di Venezia, otto istituti scolastici superiori e pure un vaporetto in corsa! A futura memoria, la mappa di case, scuole e “statue parlanti” del 2 luglio era questa:

2-luglio-2017-mappa

Riassumere l’enormità del lavoro fatto in quelle settimane è quasi impossibile: per farlo ci vorrebbe un libro (un giorno chissà..) ma per ripercorrere a ritroso la macchina del tempo di #Veneziamiofuturo potete utilizzare questo link (che permette di ritrovare anche le foto del “backstage” e il segreto di fabbricazione dei nizioi):

https://gruppo25aprile.org/category/veneziamiofuturo/

2-luglio-2017-nv

Per poter effettuare le riprese rispettando i limiti di velocità, avevamo organizzato una piccola “flotta” di cinque imbarcazioni che seguendo percorsi diversi hanno coperto tutti i sestieri, ed il momento è arrivato per ringraziare le persone che ne hanno preso i comandi: Dario, Lillo, Giulia, Fabio e Giorgio!

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Ad effettuare le riprese video e fotografiche, distribuiti sulle varie barche, una squadra eccezionale: Stefano Soffiato, Philippe Apatie, Marco Secchi, Alessandro “Bibi” Bozzato, Althea Pauletto. Dietro le quinte, una batteria di lancio per fare in modo che le immagini arrivassero anche nelle redazioni.

bibi

Per le riprese dei “nizioi” che non erano visibili dai canali, i nostri “fanti da mar” Loredana Spadon e Max Vianello hanno percorso chilometri di ponti, calli e campielli alla ricerca dei più nascosti.

Risultato? All’ora di pranzo, le redazioni di giornali e telegiornali avevano già ricevuto decine e decine di immagini come queste. Non una sfilata di bandiere tutte uguali, ma tele di stoffa tagliate su misura ( i nostri “nizioi”) con parole d’ordine declinate e decorate secondo la sensibilità individuale di ognuno di noi, che coprivano tutti i sestieri e le tipologie di case: dagli 80 centimetri delle finestre più piccole ai 12 metri di certi balconi sul Canal Grande, è stato un lavoro da “sartoria” artigianale.

balcone

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Simultaneamente, analoghe foto cominciano a piovere sui tavoli delle redazioni da Parigi e da Varsavia, dal Brasile e dalla Svizzera dove sventolano lenzuola prodotte “in loco”, e le scuole di Venezia si presentano cosi:

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Senza pubblicità sui giornali, senza proclami su facebook, senza partiti né sindacati alle spalle, il passaparola fra semplici cittadini ha funzionato e l’effetto sorpresa garantito, tanto che il risultato sorprenderà anche i quotidiani nazionali:

3 luglio Repubblica

Il 2 luglio 2016, parlano pure le statue! Dopo secoli di silenzio, il gobbo di Rialto a Venezia e il Pasquino di Roma riprendono il dialogo a distanza interrotto ai tempi di Pietro l’Aretino:

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Sorpresa nella sorpresa: a mezzogiorno ritrova la parola la statua di Carlo Goldoni in campo San Bortolo, con un cartello di satira pungente che conserviamo fra le nostre “reliquie”, e simultaneamente parlano le statue di Daniele Manin e Niccolò Tommaseo, in campo Manin e in campo Santo Stefano, scambiandosi le loro impressioni sullo stato attuale della res publica:

Le nostre “volanti” guidate da anonimi eroi con piglio risorgimentale hanno fatto miracoli, quel giorno !!! Peccato non poterli ringraziare con nome e cognome: se non lo facciamo è per non metterli in imbarazzo ma il gruppo ha buona memoria e non dimentica.

7 luglio: #Veneziamiofuturo si appella all’UNESCO, con una lettera alla direttrice generale Irina Bokova.

7 juillet Lettera Il testo in discussione a Istanbul è quello che per primi avevamo diffuso e tradotto in italiano, il 3 luglio:

14 luglio (anniversario della presa della Bastiglia): nonostante i tentativi di rinvio e alla vigilia di un tentativo di colpo di Stato (l’UNESCO si riuniva in Turchia!) la Risoluzione viene adottata senza modifiche e occuperà le pagine dei giornali il giorno successivo; in stile “Radio Londra”, siamo noi i primi a darne notizia in tempo reale, sul nostro canale youtube:

Conclusa con successo la mobilitazione lampo (“flashmob”) del 2 luglio, incassata la risoluzione che a gran voce avevamo sollecitato all’UNESCO, avremmo potuto “staccare la spina” per qualche settimana e goderci la copiosa rassegna stampa, che sarebbe impossibile riprodurre qui per intero.

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.. e invece no:  il riposo non faceva per noi, in quel luglio caldissimo: 16 luglio 2016, seconda “mobilitazione lampo” coordinata da Nicola, Anna e Philippe, con il supporto tecnico di Cesco e Alessandra:

https://gruppo25aprile.org/tag/redentore-2016/

16 luglio 2016, “operazione Redentore”:

Col Redentor Venessia se stua” – diceva il vecchio adagio (“con la festa del Redentore Venezia si spegne”, nel senso che la gente parte in ferie).

Veramente? Nel caso del Gruppo25Aprile non è andata proprio cosi: la mobilitazione lampo #Veneziamiofuturo si avviava a diventare campagna di opinione, con incontri pubblici in tutti i sestieri (quello conclusivo si terrà il 20 gennaio): una scommessa mai tentata prima, nata ai giardini Papadopoli il 12 agosto; una scommessa che siamo riusciti a vincere, perché le promesse si mantengono e la parola data per noi è sacra, ma di questo parleremo nella prossima puntata (la terza parte di “2016, un anno in sintesi”).

Se tutto questo è stato possibile, è perché intorno all’idea iniziale si sono aggregate le migliori energie che sotto la cenere forse attendevano un evento catalizzatore, come un fuoco mai spento, attizzato anche dalla infelice dichiarazione di un Sindaco che aveva detto “il futuro di Venezia è a Mestre, dove c’è la gente che vive”.

#Veneziamiofuturo è stato uno scatto di reni corale che ha coinvolto più di 300 attivisti, e siamo solo all’inizio: la pagina facebook creata nelle settimane successive ha già superato i 3.500 iscritti e fra di loro ci sono sicuramente altre persone in grado di darci una mano alla prossima occasione, se lo vorranno:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

Un grazie di cuore a tutte le persone che ci hanno creduto e ancora ci credono, senza distinzione di età, di religione e di condizione sociale.

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Per chi volesse leggere anche la prima parte:

https://gruppo25aprile.org/2016/12/29/2016-un-anno-in-sintesi-prima-parte-gennaio-giugno/

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Gennaio 2017: rassegna stampa

3 gennaio, Nuova Venezia, articolo Vera Mantengoli:

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3 gennaio, Gazzettino, articolo Giorgia Pradolin:

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3 gennaio, Corriere veneto, articolo Elisa Lorenzini:

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3 gennaio, Gazzettino, articolo Michele Fullin:

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4 gennaio, Gazzettino, articolo Giorgia Pradolin e Alvise Sperandio:

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4 gennaio, Gazzettino, articolo Michele Fullin:

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Appendice: Rassegna video, a cura di 25 aprile TV

Conferenza stampa del Gruppo25aprile, 2 gennaio (estratto):

I nostri auguri di Capodanno:

2017: gli appuntamenti di gennaio

2 gennaio alle 17: brindisi di buon anno e conferenza stampa!

20 gennaio alle 17: il sesto incontro pubblico di #Veneziamiofuturo, che si terrà nell’aula magna dell’Ateneo Veneto (campo San Fantin, Venezia). Programma definitivo e informazioni aggiornate in tempo reale sulla pagina facebook dell’evento:

https://www.facebook.com/Veneziamiofuturo-Venicemyfuture-1386457084717794/

2016-dicembre

Domenica 29 gennaio, per non discriminare chi lavora anche di sabato: assemblea generale del gruppo25aprile; insieme decideremo le priorità di lavoro, ci divideremo i compiti e formeremo dei gruppi tematici per essere ancora più efficaci, incisivi e rapidi nelle risposte ai molti problemi irrisolti.

Avete idee, proposte, suggerimenti? Volete darci una mano? Tel. 345.345.96632017

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