Gruppo 25 aprile

Piattaforma civica (e apartitica) per Venezia e la sua laguna

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L’insostenibile sete di Potere dell’Autorità Portuale

Alla lettura di una richiesta protocollata in data 15 febbraio 2016, indirizzata da Paolo Costa alla Presidenza del Consiglio, al Ministero delle Infrastrutture e per conoscenza al Sindaco della città metropolitana di Venezia, una domanda sorge spontanea: per quali ragioni e in virtù di quale delirio di onnipotenza il Presidente dell’Autorità Portuale cerca di farsi attribuire competenze che la Legge riserva ad altri e che, così attribuite, consacrerebbero “ope legis” quella confusione di ruoli fra controllore e controllato che tanti danni ha già fatto in Laguna?

Si dirà che la confusione di ruoli all’origine dello scandalo del MoSe era dovuta a debolezze umane agevolate da flussi illeciti di denaro (corruzione) già accertati dalla Magistratura; se la proposta dell’Autorità Portuale andasse in porto, non ce ne sarebbe nemmeno bisogno perché fra controllore e controllato ci sarebbe una sorprendente identità, costruita sulle macerie istituzionali di quello che fu il Magistrato alle Acque.

Andiamo per ordine, partendo dai fatti. Le competenze che il Presidente dell’Autorità Portuale vorrebbe farsi attribuire non sono di poco conto. A titolo di esempio si tratta di:

  1. rilascio autorizzazioni per escavi canali portuali
  2. rilascio autorizzazione per gli scarichi nei canali portuali

Come metodo di lavoro, cerchiamo sempre di capire le ragioni altrui; per capire le ragioni di Paolo Costa riporteremo quindi fra virgolette il testo della sua lettera:

A tal riguardo, si segnala che il soppresso Magistrato (alle acque) ha sempre esercitato poteri autorizzativi anche su questioni connesse all’attività istituzionale dell’Autorità Portuale; funzioni – queste – che si ritiene sarebbe opportuno venissero trasferite alla scrivente” (!)

Entrando nello specifico della questione, il Magistrato alle Acque era ad esempio competente ex lege per il rilascio a quest’Ente delle autorizzazioni necessarie all’escavo dei canali portuali, allo scarico delle acque nei canali portuali, alla realizzazione di opere su aree demaniali portuali. Al fine di accelerare l’iter procedurale sopra descritto, si evidenzia l’opportunità di agevolare l’Autorità Portuale nell’esercizio delle proprie competenze e funzioni, comunque rivolte al perseguimento del superiore pubblico interesse“.

Di quale “superiore pubblico interesse” si tratti è lecito dubitare, visto il precedente ancora fresco del tentato “blitz” agostano (con la città priva di Sindaco, nell’estate del 2014) per cercare di imporre lo scavo di un canale devastante, che è stato successivamente abbandonato grazie a una mobilitazione cittadina senza precedenti, questa sì osteggiata dall’Autorità Portuale e dai suoi potenti alleati ma coronata da successo nel momento in cui sette candidati Sindaci su sette, alle elezioni comunali del 2015, si sono dichiarati contrari a quello scavo fortemente voluto dallo stesso Paolo Costa.

Sta di fatto che se la proposta venisse accolta, l’Autorità Portuale in futuro si troverebbe nell’inedita situazione di poter autorizzare se stessa in materia di “escavi canali portuali” e di “scarichi nei canali portuali”.

Nel superiore pubblico interesse? A chi non conosce la Laguna o la conosce poco, giova ricordare che fra i “canali portuali” a Venezia c’è quello che dalla Stazione Marittima porta alla bocca di porto del Lido passando dal bacino San Marco e dal canale della Giudecca, e il canale dei petroli che dalla bocca di porto di Malamocco conduce a Marghera, senza contare quelli futuri il cui scavo è auspicato dalla medesima Autorità Portuale. Sono canali che sull’equilibrio della Laguna hanno un impatto enorme, e se il legislatore ha previsto un sistema di pesi e contrappesi (in parte ereditato dalla Repubblica di Venezia) noi non crediamo che sia stato per sbaglio.

banchetto Cannaregio

Ai destinatari di questa strana missiva del Presidente dell’Autorità Portuale, formuliamo una richiesta molto semplice: respingerla al mittente.

Al Sindaco della città metropolitana chiediamo di opporsi allo scippo preventivo di competenze, che non risponde in alcun modo all’interesse generale. Le nostre ragioni? Evitare un accentramento di poteri senza contrappesi, in capo all’Autorità Portuale, dato che il trasferimento eventuale (e sottolineiamo eventuale) di competenze è già disciplinato da una Legge dello Stato che qui riproduciamo, per la parte che ci riguarda:

Articolo 18 comma 3 del D.L 90/2014 convertito in legge 11 agosto 2014 n° 114. “E’ soppresso il magistrato delle acque per le province venete e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907, n. 257. Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia’ svolti dal magistrato delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale per le opere pubbliche competente per territorio. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate le funzioni gia’ esercitate dal citato magistrato delle acque da trasferire alla citta’ metropolitana di Venezia, in materia di salvaguardia e di risanamento della citta’ di Venezia e dell’ambiente lagunare, di polizia lagunare e di organizzazione della vigilanza lagunare, nonche’ di tutela dall’inquinamento delle acque. Con il medesimo decreto sono individuate, altresi’, le risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla stessa citta’ metropolitana in relazione alle funzioni trasferite”.

Al Magistrato alle Acque, istituzione che è stata infangata da debolezze umane recenti, eravamo legati perché fa parte della storia di Venezia, che per secoli aveva saputo salvaguardarne l’integrità, l’autonomia e le straordinarie competenze professionali. La soluzione ai mali che hanno fiaccato l’antica Magistratura, nel frattempo diventata organo periferico di un Ministero, al punto da farle addirittura cambiare nome, non può essere un vilipendio di cadavere, che sarebbe rimedio peggiore del male, ma il ripristino delle condizioni di indipendenza dagli interessi di parte che ne avevano fatto la grandezza e dato a noi la fierezza di poter contare su un’Istituzione capace di preservare e salvaguardare l’equilibrio dinamico e sempre precario su cui si regge questa Laguna unica al mondo.

banchetto Rialto

 

 

 

 

 

Emergenza #bricole: DIFFIDA a Ministro e Provveditore

Il testo della diffida inviata oggi 15 febbraio a nome di 12 realtà associative che rappresentano migliaia di iscritti.

La diffida fa seguito alla risposta del Prefetto di Venezia, che in data 5 febbraio ha chiaramente individuato le responsabilità delle istituzioni già sollecitate in proposito e all’intervista con cui il Provveditore alle Opere Pubbliche ha confermato la natura del problema (mancanza di fondi: v. articolo a firma Elisa Lorenzini, qui riprodotto): “tutti i fondi sono finiti sul Mose. La legge speciale da dieci anni ha azzerato le manutenzioni e noi non abbiamo risorse”.

13feb2016 Corriere

DIFFIDA

Oggetto: sicurezza della navigazione e incolumità delle persone nella Laguna di Venezia

A: On.le Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (Roma) e

Ing. Roberto Daniele, Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (Venezia)

Per conoscenza:

Dott. Domenico Cuttaia, Prefetto di Venezia

Amm. Tiberio Piattelli, Comandante Capitaneria di Porto di Venezia

Arch. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia

Prof. Paolo Costa, Presidente Autorità Portuale di Venezia

Venezia, 15 febbraio 2016

PREMESSA

  1. Considerato che, per i canali di sua competenza, il Provveditorato destinatario della presente Diffida risulta allo stato attuale responsabile per la manutenzione della segnaletica presente nella Laguna di Venezia, in virtù dell’art. 8 del Decreto Ministeriale 4 Agosto 2014 n. 346 che, nell’abolire il Magistrato alle Acque di Venezia, ha trasferito le relative funzioni al Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia;
  2. Considerato che detto Provveditorato è organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal quale dipende in via gerarchica e per lo stanziamento delle risorse necessarie all’adempimento delle sue funzioni e degli obblighi di Legge che ad esso fanno capo;
  3. Considerato che il medesimo decreto di cui al punto 1 demanda a un D.P.C.M. da adottare entro il 31 marzo 2015, l’individuazione delle funzioni già esercitate dal citato Magistrato alle acque da trasferire alla Città metropolitana di Venezia e delle risorse umane, finanziarie e strumentali da assegnare alla detta Città metropolitana in relazione alle funzioni trasferite;
  4. Considerato che il D.P.C.M. non risulta essere stato adottato, e che tali funzioni rimangono pertanto in capo al Provveditorato qui individuato, con tutte le conseguenze che ne derivano in materia di responsabilità civile e penale;
  5. Considerato che lo stato di manutenzione della segnaletica lagunare, ed in particolare dei suoi elementi denominati “bricole”, ha raggiunto un livello di criticità tale da essere ormai da mesi oggetto di denunce degli organi di stampa, di singoli cittadini e associazioni;
  6. Considerato che la situazione di pericolo venutasi a creare per mancanza di manutenzione rappresenta un rischio immediato per l’incolumità delle persone e dei natanti circolanti nella Laguna di Venezia;
  7. Considerato che tale situazione di rischio è stata riconosciuta anche nell’allegata lettera del 5 febbraio 2016, con cui il Prefetto di Venezia meritoriamente dà conto delle misure emergenziali adottate “in attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio”,

PQM

Gli scriventi

D I F F I D A N O

  1. Il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti On.le Graziano Delrio a dare immediate istruzioni al suo dicastero al fine di quantificare, reperire e stanziare in apposito capitolo di bilancio le risorse necessarie da un lato all’eliminazione dei monconi di bricola che allo stato attuale rappresentano un pericolo di danno immediato e irreparabile alle persone e, dall’altro, alla sostituzione immediata di tutte quelle bricole la cui presenza in Laguna non sia da ritenersi puramente decorativa ma funzionale alla sicurezza della navigazione, tenendo anche presente che a parere di molti esperti di Laguna alcune centinaia di bricole sono state installate anche nei canali delimitati da barene naturali semplicemente perché le risorse disponibili in passato erano sovrabbondanti rispetto alle reali necessità; in tal senso, un riordino complessivo della materia risponderebbe anche a criteri di efficienza della pubblica amministrazione e contenimento della spesa pubblica per il futuro;
  2. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a predisporre (laddove non esistente o incompleta) e rendere pubblica, con riserva degli scriventi di formulare apposita istanza di accesso agli atti, una mappatura che identifichi con chiarezza le bricole esistenti, quelle mancanti e quelle ammalorate, distinguendo fra quelle che vengono ritenute necessarie, e pertanto da sostituire, e quelle da rimuovere definitivamente al fine di rimuovere la situazione di pericolo sopra descritta;
  3. Il Provveditore Interregionale alle Opere Pubbliche competente per territorio, Ing. Roberto Daniele, a dare notizia alle scriventi associazioni e comitati, di concerto con il Prefetto di Venezia Dott. Domenico Cuttaia, delle iniziative intraprese entro e non oltre il 21 marzo 2016, in considerazione del fatto che con l’arrivo della primavera il numero di imbarcazioni circolanti in Laguna è destinato a moltiplicarsi e con esso le situazioni di rischio qui rappresentate, fermo restando che le scriventi associazioni e Comitati lo ritengono fin d’ora responsabile sul piano civile (responsabilità aquiliana) dei danni subiti da cose o persone e daranno indicazioni in tal senso ai loro iscritti e associati, e ai legali che li rappresentano.

Con riserva di valutare le implicazioni che da un’eventuale inerzia delle Amministrazioni competenti, destinatarie della presente diffida, potrebbero derivare sul piano penale, porgono distinti saluti

Firmato: Marco Gasparinetti, in nome e per conto di:

Gruppo Diportisti Laguna Veneta

Gruppo25Aprile

Venessia.com

Legapesca veneto

Associazione cavanisti di Mira

Associazione Ambiente e caccia

Associazione cavanisti 88

Associazione gruppo emergenza Burano

Associazione Slow Lagoon Chioggia

Federcaccia Cavallino-Treporti

Associazione cavanisti 75

Associazione l’Altra Venezia

Punti di contatto per i rapporti con le Istituzioni:

mircobodi@gmail.com per il Gruppo Diportisti Laguna Veneta

marco.gasparinetti@ec.europa.eu per il Gruppo25Aprile

RequiemperunaBricolaFoto: Francesco Di Pumpo

Emergenza #bricole: la risposta del Prefetto

Ringraziando il Prefetto di Venezia per la celerità esemplare della sua risposta, pubblichiamo qui la lettera con cui il 5 febbraio stesso ha risposto all’appello di quindici associazioni e comitati, inviato via PEC in pari data. In grassetto, i passi che riteniamo più significativi per comprendere la natura del problema e le possibili soluzioni. In calce alla risposta, che dà conto delle misure d’urgenza e dei passi già intrapresi dalla Prefettura, pubblichiamo una testimonianza fotografica che illustra, meglio di qualsiasi discorso, le ragioni della nostra preoccupazione.

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Venezia, 5 febbraio 2016

Oggetto: Sicurezza alla navigazione in laguna veneta

Si fa riferimento alla nota pervenuta in data odierna da codeste associazioni, concernente l’oggetto.

Al riguardo, si fa presente che la problematica rappresentata è costantemente seguita da questa Prefettura che ha attivato diverse riunioni tecniche di protezione civile, allo scopo di individuare ogni azione utile a fronteggiare le possibili situazioni di rischio connesse.

In attesa che il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche riceva degli adeguati finanziamenti per la manutenzione delle bricole, da parte del Ministero delle Infrastrutture, più volte sollecitato da questo ufficio, si informa che d’intesa con il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e con lo stesso Provveditorato, sono state definite delle misure d’urgenza per la sostituzione provvisoria delle bricole galleggianti, prevedendo uno specifico stanziamento di fondi per assicurare una maggiore durata dell’ intervento di emergenza.

Per gli altri canali lagunari, di competenza del Comune e dell’Autorità Portuale, vengono regolarmente assicurati gli interventi di rimozione, secondo pianificazioni appositamente predisposte.

Nell’ambito di uno degli incontri si è convenuto altresì di incaricare il Direttore della navigazione di ACTV per verificare con il Provveditorato quali siano i canali, secondo una logica di priorità ed in considerazione della mancanza di risorse economiche, per i quali occorre prontamente intervenire.

Nel segnalare che la situazione è attualmente seguita, si fa riserva di ulteriori notizie.

Il Capo di Gabinetto (f.to Natalino Manno)

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NB questa la risposta alle associazioni, e per conoscenza a:

Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (ex Magistrato alle acque di Venezia, MAV)

Capitaneria di Porto di Venezia

Comune di venezia

Autorità Portuale di Venezia

Comando Vigili del Fuoco di Venezia

Società A.C.T.V. SpA di Venezia

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Una testimonianza diretta, che abbiamo raccolto in questi giorni

Cosa succede quando un’imbarcazione “incontra” un moncone di bricola a pelo d’acqua, e pertanto non visibile? Dei pali vaganti o “coccodrilli” abbiamo già pubblicato alcune foto, mancava una testimonianza diretta dell’impatto con i resti di bricola ancora fissati al fondale, spesso appuntiti, che hanno già provocato danni come questo:

MP4

La collisione qui documentata si è verificata in prossimità dell’isola di Santa Cristina (Laguna nord) e non ha avuto conseguenze più gravi grazie alla destrezza del conducente che ha portato la barca in secca, prima che affondasse. Gli amici accorsi sul posto con tanto di “tola” e silicone hanno riparato alla meno peggio la falla che si era aperta nello scafo, trainando la barca fino ad Altino. Per capire l’entità del danno e l’ampiezza dello squarcio, si consideri la seguente immagine:

MP1

Poteva essere un vero e proprio “naufragio” in Laguna, è stata soltanto una brutta avventura. Alla Prefettura siamo riconoscenti per i passi già intrapresi e per quelli che vorrà intraprendere, a tutela dell’incolumità delle persone e della sicurezza della navigazione in Laguna.

Foto: Massimo Pascutto

Pagina a cura di: Marco Gasparinetti

La lettera inviata al Prefetto, con la lista delle associazioni e comitati che l’hanno sottoscritta:

https://gruppo25aprile.org/?s=lettera+al+prefetto

 

MP3

 

Operazione “bricole”, per la sicurezza della navigazione in Laguna

Gruppo25Aprile e Gruppo Diportisti Laguna Veneta stanno documentando in questi giorni lo stato di collasso in cui sono state lasciate decine e più probabilmente centinaia di bricole, con il conseguente pericolo per la navigazione e per l’incolumità delle persone – ulteriormente aggravato dalle condizioni di scarsa visibilità tipiche della stagione (giornate più brevi, nebbia o caìgo). Volete darci una mano, nell’interesse di tutti? Inviate le vostre foto corredate di data e luogo, se possibile indicando il numero della bricola mancante o danneggiata (o di quella più vicina) all’indirizzo: 25aprile2015@gmail.com

Burano 10 dicembre (foto Mirco Bodi):

bricole5 buranMircoBodi10dic15Canale di Crevan, 10 dicembre (Mirco Bodi):

bricole4 canalCrevan10dic15

Canale Sant’Erasmo, zona barene (in prossimità del capitello Marcello Bertola); foto Hud D’Alessandro 10 dicembre:

Bricola7 Hud 10dic15

Prossimità San Michele, foto Hud D’Alessandro 10 dicembre

Bricola 9 Hud 10dicembre

Poveglia, foto Rosanna Ligi settembre 2015

bricolaPoveglia11dicRosannaLigi

 

Canale Scomenzera di S.Giacomo in Paludo, foto Dario Vianello 11 dicembre:

BricolaCanaleScomenzeraS.Giacomo11dicDario

Lido Venezia, canale delle Scoasse (bricole dalla numero 16 a crescere): foto Flavia Antonini 11 dicembre

BricoleFlaviantonini11dicLido

Lido Venezia, canale Scoasse fronte Poveglia, foto Flavia Antonini 11 dicembre. NB Dalla 16 alla 22 ne restano solo dei monconi, che rappresentano un pericolo grave e immediato per gli scafi delle imbarcazioni !!!

BricoleAntoniniPoveglia11dic

Isola Vignole, foto Hud D’Alessandro 11 dicembre:

bricolaVignole Hud11dic

Canale di San Cristoforo, foto G.L. Vianello 11 dicembre:

BricolaLillo11dic

Fondamente nove (Fondamenta Nuove) all’altezza del Ponte Donà, foto G.L. Vianello 11 dicembre:

BricolaLilloPonteDonà11dic

L’amico Vianello segnala anche che: “fondamente nove uscita rio dei mendicanti, mancano le bricole 37- 39”.

Quanto al canale che da Fondamenta Nuove conduce a Murano, numerosi sono gli esempi di bricole il cui stato di salute sembra ormai prossimo a quello degli ospiti dell’isola sullo sfondo (San Michele):

Bricola3Hud d'Alessandro10dic15

NB la situazione di trascuratezza è sotto gli occhi di tutti, da quello che ci è dato sapere potrebbe essere dovuta alla mancanza di fondi o anche al “balletto delle competenze”: la scelta normativa che ha soppresso il Magistrato alle Acque di Venezia trasferendone le competenze al Provveditorato interregionale (organo periferico del Ministero Infrastrutture e Trasporti) che a sua volta trasferirà questa competenza specifica (regolamenti attuativi permettendo) alla nuova Città Metropolitana di Venezia non esime lo Stato italiano (e in particolare il Ministero delle Infrastrutture,) dai suoi obblighi, dato che il trasferimento di competenze (e di risorse?) è finora rimasto sulla carta e tale resterà per qualche tempo ancora.

Di questi pasticci all’italiana non dobbiamo fare le spese noi, e tanto meno vorremmo che per “provvedere” si aspettasse un incidente da prima pagina. Vogliamo rimediare finché siamo ancora in tempo?

Per informazioni ulteriori:

https://www.facebook.com/groups/637118753057574/

e

https://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/?fref=ts

Rassegna stampa:

Nuova Venezia 11 dicembre, articolo Roberta de Rossi

Bricole NV 11dic15Isola della Certosa, foto Rosanna Ligi settembre 2015:

bricolaCertosa11dicRosannaLigi

NB chi ha visto il film “l’Italia al tempo della peste” del regista Fulvio Grimaldi ricorderà forse il breve “cameo” in cui regista e portavoce del Gruppo25aprile parlano di Laguna davanti a una bricola particolare; dalle riprese del capitolo veneziano del film è trascorso esattamente un anno (dicembre 2014) e la bricola – una “dama”, per la precisione – conteneva un invito che torna di attualità, oggi:

MAV1(foto: Marco Gasparinetti)

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PS aggiornamento 20 gennaio 2016:

I) Le bricole antistanti a Sant’Erasmo, nella foto di René Seindal:

Bricola 19012016 ReneSeindalII) L’appello dei diportisti, nella rassegna stampa del 20 gennaio:

Bricole 20gennaio2016

Moto ondoso : il punto di vista dei residenti

In questi giorni ci pervengono segnalazioni sempre più numerose sull’impatto del traffico acqueo sulle case dei residenti (case costruite sull’acqua, non dimentichiamolo, e a volte senza una riva o una fondamenta a fare da argine).

Pubblichiamo qui la lettera dei residenti sul Rio di Noale, sottolineando che analoghe segnalazioni ci sono arrivate da Rio della Fava, Rio dei Mendicanti e Rio Santa Marina.

A quanto ci consta, il nuovo Sindaco ha voluto trattenere anche la delega al traffico acqueo; contiamo quindi sul suo (invidiabile) dono dell’ubiquità per affrontare anche questo problema, o delegare finalmente la materia all’Assessore competente.

il Gruppo25Aprile

28 ottobre 2015

27ottobre2015 MotoOndoso

Comunicato stampa: con l’acqua non si scherza!

Venezia, 14 settembre 2015

Comunicato stampa sul progetto di scavo del canale Vittorio Emanuele (in rosso, nella cartina):

venezia-canali_big

A giudicare dal comunicato stampa di Alessandra Moretti datato 11 settembre (data notoriamente infausta in materia di mezzi di trasporto) e dalle successive dichiarazioni di un esponente di spicco quale Davide Zoggia, una parte del PD ha già deciso di farsi rifilare un “pacco” a scatola chiusa, chiamato adeguamento del canale Vittorio Emanuele, prima ancora che il ventilato progetto sia stato presentato o illustrato nei suoi dettagli essenziali. Perché questa benedizione “ex ante”, e perché in questo momento quando alla presentazione del progetto mancano poche settimane?

Nel momento in cui vengono fatte a nome del PD, tali dichiarazioni denotano mancanza di rispetto nei confronti degli elettori e dei circoli del PD che non risultano essere stati interpellati né consultati; sono questioni interne al partito? No, se certi esponenti politici non si chiedono nemmeno come mai, alle ultime elezioni comunali, quello del “non voto” è stato il primo partito, per la prima volta nella storia di Venezia: atteggiamenti come quelli emersi nelle ultime ore forniscono invece qualche chiave di lettura della disaffezione dell’elettorato veneziano. A Venezia c’è vita anche oltre i partiti, e questa piattaforma civica lo dimostra.

Diversamente dagli esponenti politici sopra citati, il Gruppo25Aprile non ritiene che gli elementi di dominio pubblico siano allo stato attuale sufficienti per prendere posizione a favore o contro lo scavo del Vittorio Emanuele, e certe prese di posizione non fanno che rafforzare la diffidenza di chi già nutre perplessità. Se fossimo dei politicanti, approfitteremmo della caduta di stile della Signora Moretti per lanciare una manovra politica di segno uguale e contrario: sparando a zero su un progetto di scavo di cui ancora non si sa quasi nulla, e magari raccoglieremmo adesioni a valanga.

Non lo facciamo perché con l’acqua non si scherza, a Venezia. La nostra posizione, e le iniziative che ne conseguiranno, verrà decisa quando la cittadinanza avrà una risposta ad alcune domande essenziali, fra cui:

  1. Di quanto dovremo scavare e allargare quel canale che per le navi è in disuso da decenni, considerate le dimensioni delle grandi navi attuali? Per saperlo, occorre fra l’altro realizzare un rilievo batimetrico aggiornato del fondale lungo tutto il percorso ipotizzato; è stato fatto, e con quali risultati?
  2. Che fanghi verranno scavati, in che quantità e dove verranno portati? Per saperlo, occorre fra l’altro effettuare una campagna di carotaggi del fondale; è stata fatta?
  3. Il bacino di evoluzione per navi della lunghezza di 300 metri che dovranno affrontare una curva ad L, per arrivare in Marittima, come e dove verrà realizzato? Risagomando l’isola dei petroli e l’isola delle tresse, come ipotizzato dall’Autorità portuale? Con che materiali sono state create, quelle due isole?
  4. Quale impatto avrà questo scavo sull’equilibrio idromorfologico della Laguna, e in cosa differisce rispetto allo scavo del Contorta?
  5. Quale impatto avrà sul totale delle emissioni, dato l’allungamento del percorso e dei tempi di transito delle Grandi Navi in Laguna? Quali interferenze con il traffico commerciale, dato che il canale dei petroli è a senso unico alternato per ragioni di sicurezza della navigazione?

Il compito di fornire risposta a queste e altre domande spetta all’autorità proponente, che dovrà sottoporre il progetto ad una valutazione di impatto ambientale. Se l’analisi dovesse risultare carente, saremo attivi e partecipi come lo siamo stati in occasione delle discussioni sullo scavo del Contorta, inizialmente presentato come “adeguamento”.

Se qualcuno ha già dimenticato il movimento di opinione che si è creato quando la città si è sentita presa in giro con il tentativo (fallito) di forzatura chiamato Contorta, farà bene a rinfrescarsi la memoria perché è storia recente:

https://gruppo25aprile.org/?s=regata+storica

Agli esponenti politici che si stanno pronunciando a favore dello scavo prima ancora di conoscere il progetto diciamo: non è con forzature politiche come quella dell’11 settembre o con prove tecniche di inciucio in salsa jesolana che potrete convincere la cittadinanza, ma con risposte documentate alle domande che la cittadinanza è in diritto di fare, su qualunque opera rischi di compromettere il delicato equilibrio della Laguna di Venezia.

Il Gruppo25Aprile

La Laguna chiede: rispetto!

Primo agosto 2015, in Laguna faceva il suo ingresso una nave che, pur non essendo particolarmente grande (26.000 tonnellate di stazza, e quindi molto più piccola delle navi da crociera di cui tanto si è parlato in passato) non poteva passare inosservata, tanto che in molti l’hanno fotografata al suo arrivo: 1agosto2015 Fusina ..ed ecco la stessa nave all’ormeggio, dove la normativa vigente impone che il combustibile utilizzato abbia un tenore di zolfo non superiore allo 0,10 % (limite cogente stabilito a tutela della salute umana e degli ecosistemi, la cui violazione è sanzionata in tutti i Paesi europei):1agosto OrmeggioIl fumo era visibile a chilometri di distanza, e in molti hanno allertato la Capitaneria di Porto (senza che questa intervenisse in loco, per quanto ne sappiamo). Le informazioni da noi raccolte hanno permesso di accertare che la nave, dedicata al trasporto di materiale rotabile, farà scalo a Venezia con frequenza regolare nei prossimi mesi, come trionfalmente annunciato da un comunicato stampa congiunto dell’Autorità Portuale di Venezia e della Grimaldi Group, emesso a Monaco di Baviera in data 6 maggio 2015 e intitolato: “Lancio della nuova autostrada del mare tra Venezia e Patrasso”.

Sappiamo che altri si sono mossi con un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia; da parte nostra riteniamo che la prevenzione, quando funziona, sia preferibile alla repressione e che lo strumento penale vada considerato come “extrema ratio” quando ci siano fondati motivi di ritenere la sussistenza dell’elemento soggettivo (dolo o colpa grave) del reato astrattamente ipotizzabile. In attesa di capire se l’episodio del primo agosto fosse ascrivibile a questa categoria o a quella dell’incidente incolpevole, e una volta accertato che il prossimo scalo in Laguna era previsto per l’8 agosto, abbiamo quindi deciso di intraprendere due iniziative complementari:

  1. abbiamo scritto alla Capitaneria di Porto chiedendo alla medesima di effettuare le attività ispettive che per legge le competono;
  2. ci siamo organizzati per monitorare e documentare il passaggio in Laguna della nave, da postazioni fisse e mobili che ci hanno permesso di seguirne il percorso in Laguna dall’inizio alla fine, ieri 8 agosto.

La seconda iniziativa è stata organizzata senza squilli di tromba; della prima ha dato conto la Nuova Venezia in questo articolo del 7 agosto a firma Vera Mantengoli: 7agosto2015 NV“Non si ripeterà”, ha garantito – a mezzo stampa – il portavoce ufficiale dell’armatore, ma visto il precedente abbiamo deciso di dare comunque seguito alla nostra iniziativa. Ieri 8 agosto, le nostre squadre di volontari si sono quindi posizionate nei punti dove era previsto il passaggio della nave: due di noi alla Diga degli Alberoni (lato mare); quattro alle bocche di porto (lato laguna) per seguirne in barca il percorso lungo il canale dei petroli, e altri a Fusina (destinazione finale, dove la nave era attesa per le 8.30).

Questo, in sintesi, il “diario di bordo” della giornata. Ore 7.30, con qualche anticipo sulla tabella di marcia: l’arrivo alle bocche di porto. Come potete notare, il colore e la densità del fumo erano cosa ben diversa rispetto alla settimana precedente. Potenza dei mass media? 8agosto CristinaOre 8.00 circa (con 30 minuti di anticipo) La nave all’ormeggio in banchina, e anche qui la differenza è visibile a occhio nudo, rispetto alla settimana precedente, anche se il colore del fumo non è del tutto rassicurante: 8agosto Marco1Tutto bene, allora? Diciamo pure che si è comportata meglio della settimana scorsa (e ci voleva poco!) ma diciamo anche che sapevano di essere “nel mirino”, e fare il bis sarebbe stata una follia. Tre elementi ci hanno comunque stupito. Primo: la scia che la nave (Eurocargo Trieste, se vogliamo chiamarla con il suo nome) lasciava sul suo passaggio:

8agosto RobertaSchiuma di un colore indefinibile (Irish coffe? capuccino? Tiramisu scaduto?) sulla quale non ci pronunceremo, in assenza di analisi di laboratorio: 8agosto AcquaSecondo elemento di perplessità: della Capitaneria di Porto nessuna traccia visibile, nonostante la richiesta di intervento volta a fare accertare la qualità del combustibile utilizzato la settimana precedente. Si tratta di un’attività ispettiva non invasiva (dal punto di vista dell’armatore) e non particolarmente impegnativa, dato che può essere svolta verificando i documenti di bordo (“bunker delivery note”); inoltre, del combustibile utilizzato deve essere conservato un campione sigillato, che può essere prelevato per campionamento e analisi di laboratorio.. e qui si innesta il terzo elemento di sorpresa: rispetto alla sua tabella di marcia indicativa, la nave è ripartita con quasi tre ore di anticipo (!) ma noi non siamo maligni e non vogliamo nemmeno insinuare che sia ripartita di corsa per evitare quel tipo di attività ispettiva. Ci limitiamo quindi a documentarne la partenza, alle ore 14 circa: 8agosto Dario1Il servizio fotografico dell’8 agosto è stato realizzato da: Cristina, Lucia, Anna, Roberta, Marco e Dario. Cittadini non distratti, che chiedono soltanto rispetto per questa Laguna unica al mondo. Chiediamo troppo? la Laguna rispetta chi sa rispettarla, e offre emozioni uniche al mondo. Ecco come si presentava ieri: 8Agosto Guardiani..e le navi che seguono quella rotta (Malamocco-Fusina) sul loro cammino incontrano guardiani come quello della prossima foto: l’ex faro Spignon, insieme ai tre ottagoni che erano stati posti a difesa della bocca di porto,

Questa Laguna è unica al mondo, aiutateci a proteggerla come si proteggono le cose uniche. Volete darci una mano, la prossima volta? Il gruppo è aperto a tutti, potete scriverci a: 25aprile2015@gmail.com 8agosto FaroSpignonhttps://www.facebook.com/groups/Gruppo25aprileVenezia/

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